Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Martedì, 17 Settembre 2019

Martina Casaccio: un sogn…

Set 13, 2019 Hits:131 Crotone

Ad Hannam il progetto I l…

Set 04, 2019 Hits:346 Crotone

La Madonna di Czestokowa …

Ago 30, 2019 Hits:483 Crotone

Magna Grecia film Festiva…

Ago 23, 2019 Hits:653 Crotone

Prestigioso incarico all’…

Lug 24, 2019 Hits:1524 Crotone

La Biblioteca Frassati co…

Lug 24, 2019 Hits:1404 Crotone

Taormina Film Fest: il ma…

Lug 08, 2019 Hits:5095 Crotone

A Nicole Kidman il "…

Lug 02, 2019 Hits:1795 Crotone

La comunicazione medico-sanitaria sta vivendo una fase peculiare, in virtù di un macro cambiamento che intreccia salute e professioni. La legge Gelli presenta precisi riverberi non solo nella professione medica in sé ma anche nel rapporto con il paziente e con l'universo delle problematiche ad esso connesso. Un rapporto che va costruito e comunicato adeguatamente, anche grazie al ruolo strategico della comunicazione.

E'la ragione per cui la CIMOP (Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata) in occasione del suo congresso nazionale promuove il prossimo 21 giugno a Roma, la tavola rotonda dal titolo La comunicazione medico-sanitaria: perimetro, strategie, opportunità -Come i new media “soccorrono” medici e pazienti (Novotel ore 15,30), alla presenza dei massimi esperti nazionali in materia e con il patrocinio di Ministero della Salute, Ordine dei Medici, Federazione Nazionale della Stampa.

Interverranno: l'on. Rossana Boldi, Vice Presidente Commissione Affari Sociali della Camera, il Dott. Fausto Campanozzi, Presidente Cimop, la Dott.ssa Carmela De Rango, Segretario Nazionale Cimop, il Dott. Filippo Anelli, Presidente Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri), l'On. Federico Gelli, Presidente della Fondazione Italia in Salute e Adjunct professor presso la LUISS Business School, la Dott.ssa Barbara Cittadini, Presidente Nazionale Aiop, il Dott. Guido Quici, Presidente Cimo, Padre Virginio Bebber, Presidente Nazionale Aris, la Dott.ssa Daniela Bracco, giornalista. Modera Francesco De Palo.

“La tavola rotonda – osserva il Segretario Nazionale della Cimop, dott.ssa Carmela De Rango– si pone l'obiettivo di aprire un focus sulla comunicazione medico sanitaria che sta vivendo una fase peculiare, in virtù di due grandissimi cambiamenti che si intrecciano tra salute e professioni. Il primo riguarda la legge Gelli sulla responsabilità medica e il secondo tocca il ruolo dei new media che, accanto alle professioni legate al mondo sanitario, pubblico e privato, hanno l'obbligo di elaborare notizie, analisi e scenari. 

Il risultato è un'informazione iper accreditata, che però dovrà essere più capace di amalgamare quell'alleanza tra soggetti sanitari e media proprio per offrire ai fruitori una comunicazione di qualità, filtrata attraverso competenza e coordinamento: la doppia stella cometa delle professioni e non cornice secondaria. Obiettivo della tavola rotonda è innescare un dibattito analitico su questi due fronti, nella consapevolezza che solo un patto di acciaio tra lavoro, professioni e fruitori potrà consentire di creare una rete virtuosa e credibile”.

Intanto la Federazione dei medici CIMO-FESMED e la Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata (CIMOP) annunciano di aver siglato un patto federativo per unire le proprie forze e dare seguito alla convergenza di visione e progettualità che da tempo le vede dialogare su temi comuni per la tutela della professione e altre iniziative. Si tratta del primo accordo di sinergia tra rappresentanze del mondo sanitario pubblico e privato in Italia.

L’identità di indirizzo tra le due storiche organizzazioni sindacali su temi cruciali quali la difesa e la valorizzazione della professionalità dei medici, la tutela dei diritti nei contesti di aziende pubbliche e private, la carenza dei medici, l’imbuto formativo e le conseguenze, anche contrattuali, del regionalismo differenziato, è alla base dell’accordo che intende rafforzare rappresentanza e rappresentatività della categoria di fronte alle scelte politiche e alla gestione del SSN.

Questo patto federativo porta CIMO-FESMED e CIMOP, pur nei rispettivi differenti ruoli e autonomie, a rappresentare insieme una parte rilevante dei medici ospedalieri della sanità pubblica e privata, con un bacino complessivo stimabile oggi in circa 17.000 iscritti.

“È un progetto ambizioso e necessario – commenta il Presidente della Federazione CIMO-FESMED, Guido Quici – per la situazione del SSN e dei medici che vi lavorano, che sono sempre più difficili tanto nel perimetro pubblico quanto nel privato. Oltre che una scelta coraggiosa, questo patto è un segnale importante in direzione di quel cambiamento nella governance sindacale che abbiamo sempre invocato e che stiamo attuando concretamente per restituire al medico un ruolo centrale nel sistema, nel quale siano privilegiati competenza, meritocrazie e relazione con il paziente. Insieme ai diritti dei medici, intendiamo essere garanti dei loro doveri, legati al rispetto del codice deontologico più che al contesto di lavoro. Auspichiamo l’aggregazione a questo progetto di altre realtà del mondo medico, anche per superare le attuali frammentazioni”.

“In linea con CIMO-FESMED, riteniamo che la politica debba avere un ruolo importante in sanità ma che le scelte non possano prescindere da un confronto costruttivo con la classe medica – dichiara il Segretario Nazionale CIMOP, Carmela De Rango – ed è fondamentale che il medico, sia nelle aziende pubbliche che in quelle private, ottenga la stessa dignità e le stesse opportunità di carriera. È un dato di fatto che la professione medica, pubblica e privata, stia subendo una mutazione significativa, spinta sia dalle norme sulla responsabilità professionale che da un rapporto medico-paziente profondamente influenzato dalla comunicazione medico-sanitaria: questa alleanza è la risposta alla necessità di strutturare consapevolmente nuove forme di partecipazione e azione che il futuro del mondo sindacale richiede”.

In vista di una sempre maggiore sinergia tra le due realtà e i loro servizi, CIMO-FESMED e CIMOP si confronteranno a breve per analizzare ed elaborare proposte congiunte in tema di contratto dei medici, autonomia differenziata, finanziamento del SSN, responsabilità professionale e formazione. Sin d’ora i programmi delle due organizzazioni sono concentrati, oltre alla difesa dei diritti sulla parte economica, sul voler restituire ai medici il ruolo chiave nella valutazione delle cure, nel lavoro di equipe e nella governance clinica, mentre sulla formazione entrambi intendono proporre nuovi modelli, anche basati su scambio diretto di esperienze con chi ha competenze più elevate.

 

L’importante recupero è il frutto di un’attività investigativa della Sezione Archeologia del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma.

L’opera, asportata nel 1943 dalle Terme di Diocleziano del Museo Nazionale Romano, era stata individuata nel museo “zu Allerheiligen” di Schaffhausen (Svizzera) che l’aveva ricevuta in donazione da un importante industriale e collezionista svizzero.

Le indagini dei Carabinieri avevano consentito di ricostruire tutta la vicenda inerente il furto e la ricettazione della statuetta, che era stata rinvenuta nel 1903 in una campagna di scavi del tempio di Giunone dell’area archeologica dell’antica citta di Norba Latina, l’odierna Norma e musealizzata presso le Terme di Diocleziano del Museo Nazionale Romano.

Successivamente al furto avvenuto nel periodo bellico, la scultura venne localizzata, negli anni ’60 presso due importanti musei statunitensi che l’avevano esposta come proveniente da una non meglio precisata collezione svizzera e l’avevano pubblicata nei rispettivi cataloghi. In seguito i Carabinieri la individuarono tra le fotografie di un restauratore di Zurigo, coinvolto in attività d’indagine svolte dal Comando Carabinieri TPC in campo internazionale. Tali elementi hanno consentito di poter giungere fino a Schaffausen (Svizzera), ove l’opera risultava esposta dopo la sua donazione avvenuta nel 1991.
La rogatoria internazionale, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, accolta dalla magistratura svizzera, ha permesso il rimpatrio della preziosa statuetta.

L’opera verrà esposta dal 10 giugno presso il palazzo del Quirinale nel corso della mostra “L’arte di salvare l’arte”, realizzata per celebrare i 50 anni del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, in una sezione riservata agli ultimi recuperi.

L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, e l’OIM, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, hanno annunciato oggi che il numero di venezuelani in fuga dal proprio paese ha raggiunto i 4 milioni. Quello dei venezuelani è uno degli esodi più massicci a livello mondiale.

Il flusso di persone in fuga dal Venezuela è cresciuto a un ritmo impressionante. Alla fine del 2015 i rifugiati e i migranti venezuelani erano circa 695.000, mentre a metà del 2019 il loro numero ha superato i 4 milioni, secondo i dati forniti dalle autorità nazionali per l’immigrazione e da altre fonti. In soli sette mesi a partire dal novembre 2018 il numero di rifugiati e migranti è cresciuto di un milione.

I paesi dell’America Latina ospitano la gran parte dei venezuelani: 1,3 milioni si trovano in Colombia, 768.000 in Perù, 288.000 in Cile, 263.000 in Ecuador, 168.000 in Brasile e 130.000 in Argentina. Anche il Messico e altri paesi in America Centrale e nei Caraibi ospitano un numero significativo di rifugiati e migranti provenienti dal Venezuela.

“Queste cifre allarmanti sottolineano l’urgente necessità di sostenere le comunità dei paesi ospitanti,” ha affermato Eduardo Stein, Rappresentante Speciale di UNHCR e OIM per i rifugiati e i migranti venezuelani. “I paesi dell’America Latina e dei Caraibi stanno rispondendo a questa crisi senza precedenti, ma non possono continuare a farlo senza il sostegno della comunità internazionale.”

I governi della regione hanno creato meccanismi per coordinare la loro risposta e facilitare l’inclusione legale, sociale ed economica dei cittadini venezuelani. Tra questi, il meccanismo principale è il Processo di Quito, che ha riunito i paesi latinoamericani interessati dall’esodo di rifugiati e migranti venezuelani. Al fine di integrare questi sforzi, un Piano umanitario Regionale di Risposta alla situazione dei rifugiati e dei migranti (Regional Refugee and Migrant Response Plan - RMRP) è stato lanciato lo scorso dicembre, ed è rivolto a 2,2 milioni di venezuela

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI