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Martedì mattina, il Sindaco Leoluca Orlando ha partecipato alla cerimonia di consegna del progetto esecutivo di una grande piazza a Brancaccio, intitolata al Beato Padre Pino Puglisi e a Papa Francesco da parte del Centro Padre Nostro. 

Il progetto esecutivo della piazza si chiama Agorà, ha l’obiettivo di riqualificare il contesto urbano del quartiere ed è già stato depositato presso gli uffici competenti del Comune di Palermo per i pareri necessari.  

I costi della realizzazione del progetto esecutivo sono stati sostenuti dal Centro di Accoglienza Padre Nostro e dalla Fondazione Giovanni Paolo II di Fiesole.  

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il fratello di Don Pino Puglisi, Franco Puglisi, il parroco Don Maurizio Francoforte, il presidente del Centro Padre Nostro, Maurizio Artale, il presidente di Circoscrizione, Mario Greco e i consiglieri comunali, Francesco Bertolino e Sandro Terrani.

L’opera sorgerà nei terreni che si trovano nel quartiere di Brancaccio, tra via Brancaccio e via Francesca Paola Pennino e sarà costituita da uno spazio di circa 15 mila metri quadrati e che collegherà la nuova chiesa in costruzione, attraverso un percorso inframezzato da punti di interesse e aggregazione, zone di sosta e aree libere per la socializzazione. Nello specifico la piazza si caratterizza per la presenza di un corso d’acqua, una cavea e un piccolo padiglione.

Il Sindaco ha sottolineato che l’opera “conferma il cammino di rigenerazione del quartiere di Brancaccio e dell’intera città in ricordo del Beato Padre Pino Puglisi”. ”Agorà  – ha detto Orlando – è un grande spazio pubblico ma allo stesso tempo un accesso alla nuova chiesa del quartiere e si accosta al progetto in via di definizione per la realizzazione di un asilo nido. Si tratta, quindi, di due interventi di grande importanza  per Brancaccio,  che sicuramente servono come attenzione per i governi, nazionale e regionale per considerare l’importanza strategica di questa rinascita di Brancaccio, simbolo e stimolo per la rinascita dell’intera città”.

 “Per noi del Centro di Accoglienza Padre Nostro – ha detto il Presidente del Centro di Accoglienza Padre Nostro, Maurizio Artale -  questa piazza, più di ogni altra cosa, deve incarnare la presenza sul territorio e il senso dello Stato e di tutte le istituzioni che lo compongono I pellegrini, che vengono a visitare i luoghi del Beato Giuseppe Puglisi, dovranno vedere che Brancaccio vuole fortemente diventare un quartiere modello di innovazione formale e di sostenibilità ambientale. Ma la piazza è, soprattutto, uno spazio che deve avere la capacità di rappresentarci, ricordando a tutti che esiste qualcosa che è più della somma delle parti, quel bene comune, per cui ha un senso lo stare insieme. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la visione che, 25 anni fa, il Beato Giuseppe Puglisi ha avuto della sua comunità e del suo quartiere.  Entro l’inizio del nuovo anno doneremo al Comune di Palermo il progetto dell’Asilo Nido, che andrà ad ampliare i servizi di questa circoscrizione”.

Il Presidente della II Circoscrizione, Mario Greco, ha ringraziato gli intervenuti, offrendo le competenze del Consiglio "a queste due opere, che rappresenteranno uno sviluppo di Brancaccio sino ad oggi inimmaginabile".

Infine, il Parroco di Brancaccio, don Maurizio Francoforte, ha benedetto gli intervenuti, ribadendo il suo forte desiderio che la piazza si realizzi e ricordando che "il progetto dell’agorà e quello dell’asilo  nido sono già stati benedetti da Papa Francesco durante la sua visita nella casa del Beato Giuseppe Puglisi il 15 Settembre 2018".

E' stato presentato ieri mattina il volume "Villa Niscemi", commissionato dal Comune di Palermo alla casa editrice 40Due e a cura di Massimiliano Marafon Pecoraro, con le foto di Alberto Forte. I dettagli del libro sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa che si è svolta alla presenza, tra gli altri, del sindaco Leoluca Orlando e dell'autore dell'opera, nell'omonima dimora settecentesca, originariamente appartenuta ai Valguarnera e successivamente diventata sede di rappresentanza del Comune di Palermo. 

"Questo volume celebra una straordinaria villa con una straordinaria storia - ha dichiarato il sindaco - che si intreccia indissolubilmente con la storia di una famiglia e della città di Palermo. L'Amministrazione comunale la comprò in un periodo in cui accanto all'impegno forte per il contrasto alla mafia vi era quello per tutelare e valorizzare le bellezze della nostra città".

Grande soddisfazione è stata espressa dall'autore del libro, Massimiliano Marafon Pecoraro, che ha ringraziato "il Comune di Palermo e il sindaco Orlando per la sensibilità avuta nel supportare questa iniziativa, importante anello di promozione della cultura della nostra Città". 

Punto di partenza di tutto il lavoro è stato un precedente volume del 2004, unico testo monografico di una esigua bibliografia. Si è, infatti, rilevata l’assenza di alcuni documenti citati, e in parte trascritti nel testo del 2004, fra le carte dell’Archivio Niscemi, nella loro corretta collocazione all’Archivio di Stato, forse spostati proprio per la consultazione e riposti in altri faldoni. Per esigenze editoriali, purtroppo, non è stato possibile effettuare una catalogazione ragionata degli oggetti d’arte conservati all’interno della villa. È stato possibile, invece, grazie al reperimento dei notai della famiglia committente dal XVIII al XX secolo, oltre a ricostruirne la storia dalle origini ad oggi, pubblicare informazioni inedite riguardo alle dimore urbane abitate dai Principi di Niscemi. 

Nel volume, infine, nella sezione dedicata agli apparati, accanto a un ricco regesto documentario, sono state inserite le varianti alla pianta del piano nobile, al fine di facilitare la comprensione degli ampliamenti degli spazi abitativi negli anni, gentilmente concesse da Roberto Griffo. 

Sono centinaia i presepi provenienti da tutto il mondo che si potranno ammirare dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30 di domenica 2 dicembre nella chiesa di “S. Giovanni dei Napoletani”, in corso Vittorio Emanuele 36.

Dal legno alla ceramica, dalla creta alla pietra arenaria, si tratta di manufatti che raccontano il modo di interpretare e sentire il Natale secondo le usanze e le religioni di ogni parte del pianeta. Oggetti anche molto preziosi, che andranno a dare vita a una mostra di beneficenza, promossa e organizzata dall’Organizzazione Umanitaria “LIFE and LIFE” in sinergia con la parrocchia “SS. Maria del Carmelo ai Decollati”.

Tutto il ricavato sarà devoluto al progetto “Tumiamì school” e all’ambulatorio medico che si svolgono all’interno della  stessa parrocchia. Due progetti, due missioni che si rivolgono rispettivamente ai giovani e alle famiglie meno fortunate.

Partecipare e acquistare anche un piccolo pezzo, quindi, significa dare una mano di aiuto ai tanti volontari e operatori che ogni giorno sono sul campo a sviluppare e attuare percorsi educativi per gli italiani e gli stranieri che vivono nel nostro territorio, ma anche a sostenere il lavoro che si porta avanti dal punto di vista educativo nella parrocchia guidata da padre Giacomo Ribaudo.

La città di Dusseldorf e l’Istituto Heinrich-Heine hanno conferito a Leoluca Orlando il premio Heinrich-Heine, riconoscimento biennale intitolato al poeta tedesco che viene assegnato a personalità della cultura che si sono distinte anche per il proprio impegno nel campo sociale e del dialogo fra i popoli “per promuovere il progresso sociale e politico, favorire la comprensione internazionale e l’incontro fra culture.”
Il premio ha avuto fra i vincitori delle ultime edizioni Amos Oz, Simon Veil e Jurgen Habermas. Orlando è il primo italiano a ricevere il premio.

La cerimonia, presieduta dal Sindaco di Dusseldorf Thomas Geisel e introdotta da una Lectio-magistralis del regista Wim Wenders, si è svolta domenica nella città tedesca.

“La missione di Leoluca Orlando nel creare un ponte fra Europa e Africa, nello spirito dei diritti umani fondamentali – si legge nella motivazione – rispecchia i valori del premio Heine. Orlando ha coraggiosamente combattuto la mafia, guidando la propria città verso un riscatto democratico, ricostruendo la fiducia in sé stessi dei palermitani ed ottenendo il prestigioso riconoscimento di Palermo Capitale italiana della cultura.”

Nel suo intervento, il regista Wim Wenders ha ricostruito la quarantennale carriera politica e l’impegno culturale di Orlando sottolineando che “oltre l’impegno quotidiano per l’avanzamento sociale della propria comunità, Orlando ha sempre mostrato una visione ed una prospettiva con al centro l’avanzamento culturale come motore di riscatto sociale”. Wenders ha letto numerosi testi dei libri di Orlando pubblicati in Germania negli ultimi venti anni.

“Questo premio conferito a me – ha dichiarato Orlando – è in realtà un premio per la città di Palermo, per il suo straordinario cammino di rinascita dopo anni terribili di violenza e abbandono. Questo premio conferma l’attenzione internazionale per l’esperienza di Palermo, per la sua straordinaria normalità nell’affermare che la cultura e le culture, prima fra tutte quella dell’accoglienza e della solidarietà, sono il motore di uno sviluppo armonico. Questo premio, per il quale sono grato alla città di Dusseldorf e all’amico Thomas Geisel, rappresenta un nuovo risultato raggiunto e quindi un nuovo stimolo a fare sempre meglio per Palermo e per i palermitani.”


E’ stato presentato oggi presso la Sala De Seta ai Cantieri Culturali alla Zisa, l'Appello alla Resilienza e alla Speranza, rivolto ai giovani del mondo, scritto dal premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel e dal Maestro buddista Daisaku Ikeda, leader spirituale dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

L’evento è stato organizzato con il patrocinio del Comune ed ha visto il coinvolgimento degli studenti delle scuole superiori palermitane.

Con questo appello, letto da giovani di diverse fedi religiose in rappresentanza di tutti i destinatari, Pérez Esquivel e Ikeda affida alle nuove generazioni il testimone della difesa dei Diritti umani, della Pace, di uno Sviluppo sostenibile e solidale, come atto di fiducia nelle capacità dei giovani di individuare e percorrere insieme nuove strade e riscattare l'eredità del passato e affrontare le sfide del futuro. La decisione di elaborare un appello comune si è consolidata al termine del simposio “Per un mondo libero da armi nucleari e per il disarmo integrale” voluto da Papa Francesco lo scorso novembre in Vaticano.

“Questa città - ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando, presente insieme all’assessore alle politiche sociali, Giuseppe Mattina - passata in questi lunghi anni passata dalla pesantenza del governo della mafia alle leggerezza del riconoscimento dei diritti ha incrociato la propria esperienza ed il proprio cammino con Soka Gakkai e Daisaku Ikeda, conferendogli la cittadinanza onoraria di Palermo, ed oggi è ancora presente in continuità con il riconoscimento dei diritti, spesso violato dal diritto degli stati, che da noi, invece, sono espressione dell’accoglienza dei migranti, nel rispetto per il diverso. Da questo punto di vista, dunque, Palermo contribuisce alla costruzione della pace, essendo una città  “razzista”, perché da noi esiste solo una razza ed è quella umana”

Ai Cantieri erano presenti, tra gli altri, Francesca Corrao, Presidentessa del Comitato scientifico della Fondazione Orestiadi e docente di Lingua e Cultura Araba all’università Luiss di Roma, Antonio La Spina, ordinario di Sociologia all’Università Luiss di Roma, autore del libro “Daisaku Ikeda. Idee per il futuro dell’umanità” e della laudatio in occasione della laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione conferita il 25 marzo del 2007 dall’ateneo palermitano a Daisaku Ikeda, già cittadino onorario della città dal 2001.

Palermo è la seconda città italiana in cui viene presentato l’appello Esquivel – Ikeda, dopo Roma dove c’è stato il lancio internazionale alla Sala Stampa Estera e un incontro all’ex dogana con circa mille giovani di diverse fedi religiose, alla presenza di Adolfo Pérez Esquivel e del Vice Presidente della Soka Gakkai Internazionale Hiromasa Ikeda.

“Bisogna lavorare - si raccomanda nell'appello - per sostenere l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite che punta a “trasformare il nostro mondo”. Per cooperare all’obiettivo di sradicare la povertà dal nostro pianeta, dobbiamo superare le differenze tra paesi, etnie, religioni e culture”.

“Noi due abbiamo vissuto le tempeste delle guerre – scrivono i due leader– e le violenze del XX secolo. Sentiamo quindi il bisogno di avvicinarci ai giovani del XXI secolo per affidargli il compito di tenere in alto la fiaccola dell’amicizia, di sostenere con coraggio l’unità nella differenza e incoraggiare la solidarietà tra i popoli.

Noi, Adolfo Pérez Esquivel e Daisaku Ikeda, riteniamo che, per le società contemporanee e future, sarà estremamente importante che i giovani si uniscano ed assumano l’impegno, insieme ai popoli, di difendere la dignità della vita, di combattere le ingiustizie, di condividere il cibo che nutre il corpo e lo spirito e la libertà, per inaugurare una nuova alba di speranza”.

L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai riunisce coloro che in Italia seguono e praticano il Buddismo insegnato da Nichiren Daishonin, maestro giapponese del 13esimo secolo, diffuso dalla Soka Gakkai e riconosciuto dallo Stato Italiano con l’Intesa approvata dal Parlamento il 14 giugno 2016 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nr.

164 il 15 luglio 2016, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione.

 

In Sicilia si contano circa 3000 fedeli.

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