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Martedì, 17 Luglio 2018

Brilla la devozione dei palermitani, ha il colore dell’oro e dell’argento. Ed è finalmente riportata alla straordinaria magnificenza del passato. Dopo un restauro minuzioso sotto l’occhio attento della Soprintendenza, il Tesoro di Santa Rosalia è tornato in vita. Restituito alla città. L’esposizione, nucleo fondante del nuovo museo di santa Rosalia nel santuario di Montepellegrino, sarà inaugurata venerdì 13 luglio, alle 18. Curatori scientifici sono Maria Concetta Di Natale, Maurizio Vitella e

Salvatore Mercadante, il progetto museografico è della sovrintendente Lina Bellanca e la cura dell’allestimento di Santo Cillaroto. I pezzi sono stati restaurati da Gaetano Correnti e dal maestro argentiere Benedetto Gelardi.

 

La collezione, costituita principalmente da preziose suppellettili liturgiche e significativi ex-voto, giunge ai nostri giorni incompleta perché dispersa nel corso dei secoli. L'originaria ricchezza del Tesoro è tuttavia nota grazie agli inventari periodicamente redatti dalla Deputazione della Venerabile Grotta e Chiesa di Santa Rosalia.

 “Il tesoro è documentato da dettagliatissimi inventari conservati all’archivio Diocesano, che un nostro dottorando di ricerca ha studiato con attenzione – spiega Maria Concetta Di Natale – alcuni pezzi li conoscevamo, ed erano stati già esposti in una mostra in cattedrale, oltre vent’anni fa. Siamo tornati a cercare e nel santuario abbiamo ritrovato pezzi straordinari: la famosa galea rovinata, i vasi a pezzi, ma conservati con grande amore”.  Da qui l’idea di restaurare interamente tutte le opere, quelle esposte e quelle conservate, e dar nuova vita al tesoro. Che diventa il nucleo più antico del nuovo museo dedicato alla devozione per Santa Rosalia, che da venerdì sarà disponibile alle visite.

 

L'esposizione permanente del tesoro del Santuario di Santa Rosalia è una iniziativa promossa dal Comune e dalla Fondazione Sant'Elia nell’anno di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. E’ un progetto comune che vede l’apporto dell’Arcidiocesi e del Santuario di Santa Rosalia, dell’Università - Dipartimento Culture e Società, dell’Osservatorio per le Arti decorative in Italia “Maria Accascina”, della Soprintendenza BB.CC.AA e dell’Opera Don Orione.

"Un regalo della città alla città. Un atto d'amore per la Santuzza ma certamente qualcosa che va oltre, ben oltre la devozione per la Santa – dice il sindaco Leoluca Orlando -. Perché Rosalia rappresenta l'anima vera e profonda di Palermo, l'anima della carità e della solidarietà, ma anche l'anima dell'impegno per la liberazione da ogni peste materiale e morale. Questo tesoro oggi riscoperto ci ricorda e rafforza il legame di Palermo con Rosalia".

La realizzazione del museo contribuirà a dare nuovo impulso alla conoscenza del contesto culturale che, fin dagli inizi del XVII secolo, ruota attorno alla Santa eremita, restituendo ai palermitani ciò che è sopravvissuto di un grande segno di intensa devozione.

Impreziosiscono l'esposizione museale, la superba galea d’argento donata nel 1667 da Don Pietro Napoli e Barresi, principe di Resuttana; e la serie di vasi d'altare con “pampini di Paradiso” (foglie che somigliano all’edera) donata, sul finire del XVII secolo, dal vicerè Juan Francisco Pacheco, duca di Uzeda, come si scopre dall’insegna araldica. Queste opere in particolare, come pure le altre esposte, sono state sottoposte ad un accurato e delicato restauro, che in molti casi è riuscito a recuperare  esemplari ridotti in pessime condizioni.

 

Pezzi unici che raccontano la devozione per la “Santuzza” non solo da parte di alti prelati e nobili blasonati, ma soprattutto dalla gente comune, non solo palermitana: come il celebre reliquiario con un angelo che sovrasta un drago, opera dell'argentiere Andrea Memingher, su un disegno di Antonino Grano e Giacomo Amato custodito all’Abatellis; l’ultimo gioiello seicentesco dei Cavalieri di Malta, con smalti policromi tipicamente siciliani, accompagnato da un dipinto della Madonna del Trionfo, e da un leggio d’argento, sempre dei Cavalieri; statue d’argento, calici in filigrana, ceroplastiche affascinanti. E proprio il santuario nasconde un ultimo segreto: una “cassaforte” seicentesca ovvero un piccolo ambiente con porta corazzata dentro cui si conservavano i pezzi preziosi. Qui l’allestimento - curato da Santo Cillaroto - ricostruisce lo stato originale con bauli e arredi.

“Il recupero del tesoro ha fatto scattare una sorta di nuova devozione – interviene ancora Maria Concetta Di Natale -: i restauratori hanno offerto la loro opera, alcuni collezionisti hanno donato o prestato pezzi bellissimi”.

 

Il santuario, retto da Don Gaetano Ceravolo, è aperto ogni giorno dalle 7,30 alle 19,30.

Di rientro da Berlino dove ha ricevuto il premio "Federico II" per l'amicizia fra i popoli e l'integrazione fra le nazioni, promosso dalla Società Arabo-Tedesca, ieri pomeriggio il sindaco Leoluca Orlando ha partecipato all'aeroporto Falcone-Borsellino all'inaugurazione di una mostra fotografica dedicata a Nelson Mandela, evento inserito nelle celebrazioni per il Centenario della nascita del leader della lotta nonviolenta contro l'apartheid e padre fondatore della democrazia del Sudafrica.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, l'Ambasciatore del Sudafrica, Shirish M. Soni insieme al console onorario, Giacomo Gargano e al presidente, all'amministratore delegato e al direttore generale dell’aeroporto di Palermo, Fabio Giambrone, Giuseppe Mistretta e Natale Chieppa.

Per il sindaco Leoluca Orlando "questa mostra è un ulteriore segno di attenzione internazionale per Palermo e per la sua scelta di essere simbolo di diritti e uguaglianza. Mandela è certamente uno dei grandi simboli di unità attorno a valori di uguaglianza cui tutti noi ci ispiriamo ed il simbolo di quel voler essere "tutti diversi e tutti uguali" che è il nostro motto. Essere diversi e rispettosi delle identità di ciascuno, essere uguali con uguali diritti e doveri."

Il discorso di apertura dell'ex Vice Ministro degli Esteri Mario Giro è stato preceduto da un messaggio del Presidente della Repubblica Italiana, On. Sergio Mattarella, che è stato letto a suo nome.

Per il Presidente Mattarella "La vita di Nelson Mandela è diventata il simbolo delle speranze e delle sfide di tutta l'Africa. La sua eredità politica va oltre gli eventi in Africa ed è particolarmente importante per l'Europa e l'Italia, in un'epoca caratterizzata da un alto livello di interdipendenza tra i nostri continenti.

Nelson Mandela è stato un fulgido faro di speranza per tutti noi che lottiamo per un ordine mondiale giusto ed equo. Non è mai stato più importante di quanto lo sia oggi, giovani e vecchi, essere l’eredità ("Be the Legacy"!).

In molti modi il futuro del pianeta sarà determinato dalla misura del nostro successo. Come ha detto lo stesso Nelson Mandela, "Possiamo cambiare il mondo e renderlo un posto migliore. È nelle tue mani fare la differenza”.

Di seguito il discorso ufficiale dell’ambasciatore del Sudafrica

“Quest'anno, il governo e il popolo del Sudafrica festeggiano il Centenario della nascita del padre fondatore della democrazia del paese, l'ex presidente Nelson Rolihlahla Mandela, o "Madiba" come era affettuosamente conosciuto, con il tema: "Be the Legacy" ”. L'anno

2018 segna anche il Centenario della nascita di "Mama" Albertina Nontsikelelo Sisulu, uno dei brillanti esempi della lotta per la libertà in Sudafrica, che ha dedicato la sua vita al servizio del suo popolo, ricordata con il tema : "Una donna di coraggio".

Nelson Mandela è stato il presidente fondatore del nostro Sudafrica libero e democratico. Era uno degli statisti più rispettati nella storia recente, un'icona africana, un'icona globale. La storia della vita e l'eredità di Madiba sono state una fonte di profonda ispirazione per me personalmente, come, in effetti, per milioni di persone in tutto il mondo. La sua lotta instancabile per la libertà e i valori che hanno caratterizzato la sua vita gli hanno guadagnato ampio rispetto. Attraverso la sua profonda umiltà, compassione, dignità e determinazione a sacrificare la propria libertà per la libertà degli altri, Madiba ha trasformato il Sudafrica e il mondo.

Così molti di noi semplicemente non potevano immaginare come sarebbero state le nostre vite e la nostra storia senza l'esempio che Nelson Mandela ci ha dato.

Oggi siamo tutti impegnati a costruire sull'eredità di Nelson Mandela e Albertina Sisulu e lavorare per la promozione di una migliore qualità della vita per tutti i sudafricani. Ci siamo impegnati a lavorare più intensamente per sferrare un colpo decisivo contro le triplici sfide che il Sudafrica deve affrontare a causa delle persistenti  povertà, disoccupazione e disuguaglianza. Dobbiamo portare avanti l'eredità di Madiba e continuare a costruire il tipo di società per cui ha lavorato così instancabilmente. Nelson Mandela ha promosso attivamente il raggiungimento di un Sudafrica unito, democratico, non razziale, prospero e non sessista.

Al suo processo nel 1964, Nelson Mandela ha concluso la sua dichiarazione alla corte dicendo: "Ho combattuto contro la dominazione bianca, e ho combattuto contro il dominio nero. Ho amato l'ideale di una società democratica e libera in cui tutte le persone vivono insieme in armonia e con pari opportunità. È un ideale che spero di vivere e di realizzare. Ma se necessario, è un ideale per il quale sono disposto a morire".

Nelson Mandela ha incarnato quell'ideale e lo ha reso realtà per tutti noi. Questo ideale ha anche ispirato molti partner, anche qui in Italia, ad unirsi con i popoli oppressi del Sudafrica nella nostra lotta per un Sudafrica libero, democratico, non razzista e non sessista, oltre allo sradicamento del colonialismo nel continente africano. Le celebrazioni e gli eventi commemorativi per il Centenario di Nelson Mandela sono in programma per tutto l'anno in Sudafrica e nel mondo e l'Italia non fa eccezione. Questi eventi sono pietre miliari importanti per onorare rispettivamente l'incredibile storia di Nelson Mandela e Albertina Sisulu.

Siamo veramente grati per le partnership sviluppate in tutta Italia, e costruire sull’eredità di Nelson Mandela e Albertina Sisulu e commemorare questi importanti centenari. Abbiamo sviluppato delle partnership con il Governo Nazionale, i Governi Regionali, i Sindaci e i Consigli Comunali, le Università, le ONG e Think Tanks, gli altri Ambasciatori africani accreditati al Quirinale e le principali istituzioni del settore pubblico e privato, incluso, con mio grande piacere, l’Aeroporto di Palermo, che è il primo aeroporto in Italia ad unirsi a noi per commemorare il Centenario di Nelson Mandela.

Il tema "Be the legacy" ha catturato il cuore e l'immaginazione di tutti gli italiani che si identificano con i valori fondamentali che hanno caratterizzato la straordinaria vita di Madiba. Sono quindi molto grato alla Direzione dell’Aeroporto di Palermo per averci ospitato qui questa sera. L'Ambasciata del Sudafrica di Roma ha collaborato con la Nelson Mandela Foundation nel contesto del Centenario per ospitare alcuni notevoli eventi. Ad esempio, il 24 maggio 2018, abbiamo lavorato con il Ministero degli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale per ospitare un evento celebrativo della Giornata dell'Africa 2018 nel contesto del Centenario.

 

Si è insediato il nuovo Consiglio comunale della città di Partanna. Nel corso della seduta i 16 consiglieri e il sindaco hanno giurato assumendo formalmente le relative funzioni. L’Aula ha quindi proceduto alla elezione del presidente del Consesso civico con la riconferma dell’uscente Massimo Cangemi, il più eletto fra le fila della maggioranza, e come vicepresidente di Mimma Amari, al suo primo incarico da consigliere. “Rivolgo un sentito ringraziamento – ha affermato il neoeletto Massimo Cangemi – ai colleghi consiglieri che mi hanno dato la fiducia e la possibilità, ancora una volta, di ricoprire questa importante e prestigiosa carica. Svolgerò il mio ruolo con impegno e dedizione garantendo le prerogative di tutti i consiglieri comunali e facendo applicare leggi, Statuto e Regolamento. Auspico che, nel pieno rispetto dei ruoli fra maggioranza e opposizione, questo nuovo Consiglio comunale possa, attraverso un sano confronto nel merito delle proposte, apportare un contributo determinante per la crescita della nostra comunità”. Dello stesso tenore le considerazioni del sindaco Nicolò Catania che ha evidenziato il clima di armonia e distensione riscontrato nella prima seduta del Consiglio e ne ha sottolineato l’importanza quale condizione indispensabile anche in futuro per una proficua attività nell’interesse della cittadina. “Ho apprezzato la serenità e l’atteggiamento costruttivo tenuto dalla maggioranza e, nell’ambito delle proprie posizioni, anche dall’opposizione – ha commentato al termine della seduta il primo cittadino -. La crescita che auspichiamo per Partanna necessita infatti di un equilibrio che ritengo sarà garantito anche dalla composizione del Consiglio, formato da otto uomini e otto donne. Una presenza femminile importante e variegata alla quale guardo con favore e che ritengo contribuirà a dare un’impronta più equa e bilanciata alle azioni da intraprendere”. Catania ha quindi augurato un buon proseguimento di lavoro ai consiglieri riconfermati e ha sottolineato l’apporto di nuove idee e il contributo che i nuovi componenti potranno dare per la crescita della comunità. Infine un augurio all’opposizione e in particolare al candidato sindaco Francesco Crinelli per l’elezione a consigliere “grazie anche a una norma che ha dato giustizia, portandolo in aula e assicurandogli di spendersi in prima persona”.

A tavola tra nobili signori. Che a Palermo diventavano Gattopardi, inclini ad una retorica rispettosa di quelle che erano le arti del bien vivre. Ma anche in stretto dialogo con le aristocratiche famiglie europee i cui rampolli giungevano nel capoluogo siciliano, irrinunciabile tappa dei loro Grand Tour di conoscenza. E proprio pescando nelle manifatture d’elite che hanno fornito per secoli vasellame e cristalleria, nasce l’originale mostra ARTInTAVOLA, a cura di Ulderico Lepreri, che si apre a Palazzo Bonocore, a Palermo, Capitale Italiana della Cultura 2018, il 30 giugno per chiudersi il 29 luglio. Luogo d’elezione, proprio uno dei palazzi settecenteschi che si affacciano sul cuore della città, quella bellissima piazza Pretoria che ospita la fontana della Vergogna giunta dritta da Firenze nel lontano 1574. Qui, sotto le volte affrescate, da cui sorridono putti e amorini, verranno riproposte tavole imbandite con pezzi che giungono dalle collezioni settecentesche e ottocentesche di Meissen 1710, considerata “la regina della porcellana”, Herend, Wedgwood, Royal Copenaghen, Vista Alegre, Rosenthal e Rosenthal Versace, delle cristallerie Waterford che serve la Casa Reale inglese, Lalique e Daum, e dei complementi tavola,  pensati da rinomati architetti sia del Novecento che di ultima generazione, realizzati da aziende leader nel settore quali Alessi, Cesa e Sambonet, fino agli interventi tutti siciliani di Ceramiche De Simone, Amlè e Giuliana Di Franco, oltre alle luminarie in miniatura di Dada Arrigoni e all’omaggio a Santa Rosalia attraverso l’arte orafa dei napoletani Ferrigno.  E come ogni manuale di bon ton prevede – la mise en place in cui ogni posto delimita piatti, bicchieri, posate, piattini – ecco anche i centrotavola: i modelli in scala dei Carri trionfali di Santa Rosalia, gli impianti scenografici che dal 1600 ad oggi, ogni anno, il 14 luglio, aprono il lungo corteo del Festino palermitano, che da celebrazione religiosa tradizionale si è trasformato nel tempo, in una vera manifestazione di spettacolo, al quale ogni anno accorrono centinaia di migliaia di spettatori. Il progetto, l’allestimento e la curatela  di ARTInTAVOLA sono firmati dall’architetto ed esteta Ulderico Lepreri, in esclusiva per I WORLD Palazzo Bonocore, che apre la sua mission di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale alle più alte tradizioni artigianali europee della lavorazione del cristallo e della porcellana. La direzione artistica è affidata a Mario Zito, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, e a Stefania Bosco di Camastra; la tavola di Herend è un specifico allestimento di Ernesto Fiorentino. La ricerca e l’allestimento dei Carri Trionfali sono dello scenografo Fabrizio Lupo: tredici di questi modellini di carri, riferiti a precedenti Festini, erano conservati al Museo di etnografia Giuseppe Pitrè e in occasione della mostra, sono stati ripristinati e, in alcuni casi, restaurati, proprio su incarico di Lepreri. Verrà sperimentato anche un particolare impianto d’illuminotecnica a led mirati - progettato su disegno dello stesso Lupo e realizzato grazie alla preziosa collaborazione dell’azienda leader del settore Egoluce - consistente in vere e proprie Aureole luminarie, che riprendono tutta la bellezza e il fascino dei mosaici arabo normanni. Infine, un “Carro di Luce”, installazione luminosa di @melogranoblu, suddivisa  in cinque quadri cromatici e composta da 100 sfere in vetro soffiato a mano, ispirata allo storico carro trionfale di Santa Rosalia.

LA MOSTRA

Dai settecenteschi convivi reali alle odierne apparecchiature delle tavole moderne, un excursus storico con oggetti realizzati dalle più rinomate manifatture di porcellana, cristallo e argento europei. Si inizia proprio dall’anno di grazia 1710 quando nasce in Germania la Manifattura di Meissen, grazie alla riscoperta in Europa della formula della porcellana da parte del chimico Johann Friedrich Böttger, su commissione dell’ Elettore Principe Augusto di Sassonia. In Italia, bisogna aspettare il 1735, quando, a Sesto Fiorentino, il marchese Carlo Ginori fonda una manifattura di porcellane, l’odierna Richard Ginori 1735.

ARTInTAVOLA mette in mostra apparecchiature e complementi tavola di design sia storico che contemporaneo, con pezzi prestati dalle aziende storiche del settore. I posti tavola sono sistemati su piani sospesi illuminati, realizzati secondo una scenografia di forte impatto visivo tesa a valorizzare i singoli oggetti messi in mostra. Una corolla ideale e di pregio ai “Carri Trionfali” che svettano al centro delle tavole, sotto le “Aureole luminarie”.

Due le sezioni: Historical Design e Modern Design. La prima ospita le aziende ancora in attività, fondate tra il Settecento e  l’Ottocento, che rappresentano la grande tradizione europea nella produzione di manufatti in porcellana, cristallo e argento; erano sempre collegate alle Case Regnanti per le quali producevano servizi tavola di altissimo livello artistico nelle forme e nei decori, realizzati dai grandi pittori dell’epoca.

La sezione Modern Design racconta l’avanguardia creativa del Novecento, dal Liberty al Dèco, dal Bauhaus al Postmoderno, interpretata da architetti e designer contemporanei del calibro di Aalto, Wirkkala, Sottsass, Castiglioni, Rossi, Mendini, Mari, Bellini, Starck, per citarne solo alcuni. Nei secoli, l’espressione della miglior creatività dei grandi designer del Novecento, unita a quella dei contemporanei,  si è espressa  con eccellenza anche nel design degli oggetti per la tavola e per la casa realizzando collezioni oggi esposte nei più importanti musei di arte contemporanea.

Alcuni pezzi in mostra

ROSENTHAL MEETS VERSACE

Quest’anno Rosenthal e Versace festeggiano il 25° anniversario della collaborazione tra i due marchi. Una partnership che ha visto la nascita di molte delle più raffinate collezioni di porcellane arricchite da alcune delle stampe Versace con maggiore valore iconico. Rosenthal meets Versace ha abbellito per la prima volta le tavole di tutto il mondo nel 1992, sotto la direzione creativa dello stesso Gianni Versace. Per festeggiare il 25° anniversario, Rosenthal meets Versace ha deciso di proporre un’edizione limitata di alcuni pezzi speciali: 25 piatti e tazze da tè con altrettanti design leggendari diversi.

MEISSEN 1710 IN MOSTRA AL MUSEO POLDI PEZZOLI DI MILANO

L’arte di essere fragile: è la mostra nata dalla collaborazione tra Meissen 1710 - la manifattura più antica d'Europa, fondata in Germania nel 1710 da Augusto il Forte di Sassonia - e il Museo Poldi Pezzoli di Milano. Opere d’arte, collezioni di oggetti ed eleganti servizi tavola provengono tutti dal Museo della Fondazione Meissen. Tra i pezzi, la famosa  Affenkapelle (Orchestra delle 21 scimmie, capolavoro di scultura del Rococò tedesco) realizzata nel 1753 da Johann Joachim Kaendler; il vaso Fishes a disegni blu di Otto Eduard Voigt e il piatto Ocean Fish; il settecentesco Swan Service, sontuoso servizio tavola composto di più di 2.200 pezzi modellati con cigni in rilievo che nuotano tra le canne. Alle collezioni storiche si affiancano le nuove creazioni dell’artista americana Chris Antemann, nota per le sue moderne, ironiche e spesso anche erotiche, interpretazioni: come la statuetta Little Maid (Piccola fanciulla) dove una ragazza dallo sguardo lascivo si presta a fare da tavolino. I personaggi dell’ Antemann Dreams Collection danno vita ad una parodia birichina e “piccante” che si ispira sfacciatamente alle figurine in porcellana del Settecento che mettono in gioco i ruoli di relazione maschile e femminile per creare personaggi che sbeffeggiano allegramente la tradizione, i riti domestici, le etichette e i tabù. I temi classici e romantici - pastorelle vezzose, bambini, coppiette innamorate - si vestono di contemporaneo per intricati racconti. 

Daum. La manifattura francese interpreta in chiave moderna la Pàte de verre (pasta di vetro). Le creazioni accolgono applicazioni in vetro e motivi ornamentali in forza naturalistica. I fratelli Daum agli inizi del secolo divennero una delle principali forze del movimento Art Nouveau. Nel 1906 Daum rispolverò la Pàte de verre, antico metodo egizio di fusione, e lo sviluppò negli anni Trenta producendo le lastre delle finestre Daum in vetro colorato in pasta, anziché di vetro al piombo verniciato, come era uso comune.

Haviland. David Haviland era un uomo d’affari di New York che si occupava di porcellane. Mentre cercava nuovi interessi commerciali, arrivò a Limoges e nel 1842 fu in grado di inviare la sua prima spedizione di pezzi negli Stati Uniti. Nel 1890 il figlio, Theodore, costruì una grande fabbrica a Limoges e introdusse nuovi processi per la cottura e la decorazione delle porcellane. Ancora oggi, la Haviland è di proprietà della famiglia fondatrice.

Lalique. Era il 1885 e René Lalique creava i suoi gioielli in puro stile Art Nouveau. La Casa si è affermata nel mondo con una linea di flaconi di profumo e successivamente, al culmine della sua ricerca artistica, ha avviato una lavorazione che permette di far risaltare l’esclusivo contrasto tra il cristallo satinato e il cristallo trasparente.

Cesa 1882

Gli argenti Cesa 1882 vantano un prestigio che viene da lontano. Hanno trovato posto sulle tavole di re e presidenti, da Casa Savoia al Quirinale, ed hanno conservato intatto negli anni fascino e valore. La storia di Cesa inizia nel 1882, da allora e fino a d oggi una posata Cesa 1882 richiede 38 fasi di lavorazione per raggiungere il risultato di eccellenza. Dal 1920, alla fine del primo conflitto mondiale, Cesa 1882 è il fornitore ufficiale della Real Casa Sabauda con il servizio “Rubans floreale”, ma è anche la posateria in uso all’Hotel Excelsior di Venezia e al Ristorante Savini di Milano, oltre che sull’Orient Express Dal 1950 è il servizio usato per gli ospiti del Presidente della Repubblica. Quirinale. Da Mikhail Gorbachev alla Regina Elisabetta d’Inghilterra, hanno pranzato con le posate “Quirinale ”, le stesse in mostra a Palermo.

Sambonet

Il primo servizio Sambonet risale al 1932, e da allora alle posate e oggetti di design  è stata affiancata una preziosa selezione di oggetti di estremo lusso.

Vista Alegre

Influenzato dal successo della vetreria Marinha Grande, Pinto Basto decise di creare una “fabbrica di porcellana, vetro e processi chimici”. Era il 1815, il brevetto che autorizzava Vista Alegre Factory venne concesso nel 1824 da re Joao VI. Dopo soli cinque anni, Vista Alegre ottenne il titolo di Royal Factory.

GIULIANAdiFRANCO. La designer di Leonforte parte dal cuore della provincia siciliana per creare una vera e propria officina del gioiello artigianale che si fonda su uno stile eclettico, toni forti, raffinate miniature e volumi audaci. Ma pesca sempre e comunque nel mood siciliano, da cui trae i temi di queste piccole sculture gioiello che diventano anelli, bracciali, pendenti, orecchini colmi di energia.

La vita di padre Pio raccontata in una mostra unica nel suo genere arriva in anteprima assoluta a Monreale. Una mostra che racconta, attraverso le reliquie e le carte, la Vita speciale di un frate, che si è reso protagonista di miracoli così come accertato dalla Chiesa, tanto da diventare Santo. Una mostra che condivide con il pubblico la storia di quella che diverrà una grande amicizia.“La Grande Luce. Padre Pio – Tra Scienza e Fede”, la “monumentale” esposizione sul Santo di Pietrelcina, prodotta da Navigare Srl e Sicilia Musei - in programma dal 29 giugno a Monreale (nel primo piano del Complesso monumentale Guglielmo II (ex Monastero dei Benedettini), si apre per volta prima con questa formula al pubblico siciliano.

 

Si tratta di una anteprima assoluta con un particolare concept artistico ed espositivo, in occasione del centenario della stimmatizzazione di Padre Pio (20 Settembre 1918). La mostra - composta da oltre mille tra oggetti, reliquie, scritti, evidenze mediche - è costituita dai preziosi reperti custoditi dalla famiglia Festa per circa cento anni; sino ad oggi erano stati raramente esposti, negli anni, sempre in luoghi ecclesiastici, chiese e cattedrali. Sarà esposto in una teca anche il guanto, simbolo di miracoli e della sofferenza del frate.

 

Alla presentazione, che si è svolta nella sala Alberione della Libreria Paoline di Palermo sono intervenuti: il sindaco di Monreale Piero Capizzi, l’assessore alla Cultura Giuseppe Cangemi e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, Gianni Filippini, art promoter, Salvatore Lacagnina di Navigare s.r.l., Alberto Festa, regista e compositore ed erede del patrimonio di oggetti, reliquie e reperti di padre Pio.

La mostra, ideata e diretta da Alberto Festa - pronipote del medico Giorgio Festa che studiò il Santo per oltre vent’anni su incarico del Sant’Ufficio della Santa Sede - il quale continuando l’opera di divulgazione cominciata dallo zio, si propone sotto una veste  storico, culturale, religiosa ed è fruibile da tutti, credenti e non, che potranno trovare molte risposte su uno dei più amati mistici del secolo passato, venerato in tutto il mondo. Quale simbolo dell’incontro tra Scienza e Fede e testimonianza unica di una grande amicizia che ci racconta verità, ricerca, mistero, storia, coraggio, devozione e soprattutto amore. 

L’allestimento della mostra è stato pensato come un luogo della fede di astrazione spazio temporale per dare al visitatore una sensazione mistica, in una dimensione di raccoglimento e di preghiera. Il visitatore, entrando negli ambienti della mostra, sperimenterà un viaggio emozionale di curiosità, di notizie e di raccoglimento attraverso notizie reperti e documenti tutti legati al mondo di Padre Pio, attraversando pagine di scrittura, vetrine contenenti reliquie del Santo, video e altri oggetti di devozione che creeranno, anche a causa dell'ambientazione della mostra, una particolare emozione mistica. Tutta la mostra sarà immersa in un grande contenitore rosso. Il rosso del dolore, della passione e della grande fede. Man mano che il visitatore avanza nella mostra, il paesaggio figurativo cambia  di scala, sia come contenuto, sia come aspetto formale e materiale, l’interesse resta sempre costante, poiché nessun momento della mostra è prevedibile e nessun momento è uguale ad un altro. Lungo il percorso espositivo si alterneranno pagine scritte, video, foto, reliquie, libri, sculture. Il percorso inizia con una piena immersione sul significato della mostra, sulla sua genesi e sulla sua storia.

“Siamo lieti di poter presentare assieme al sindaco di Palermo Leoluca Orlando della mostra “La Grande Luce di Padre Pio – Tra Scienza e Fede” – ha affermato il sindaco di Monreale Piero Capizzi, accompagnato dall’assessore alla Cultura Giuseppe Cangemi – per me è motivo di orgoglio avere un appuntamento prestigioso di grandissimo livello culturale, storico e religioso, che venerdì prossimo inaugureremo nelle sale del Complesso monumentale Guglielmo II, l’ex Monastero dei Benedettini. Anche attraverso questa iniziativa, vogliamo perseguire la strada di crescita della nostra città, della nostra storia e della nostra identità. Siamo certi di poter offrire ai nostri concittadini ma anche ai numerosissimi gruppi di fedeli, devoti e gente comune, appassionati ed estimatori e non, un evento di grande rilievo.  L’Amministrazione vuol dare una immagine di Monreale che cresce, che cambia e che va sempre più avanti”, ha concluso Capizzi. 

 

“A Monreale portiamo un evento davvero unico nel suo genere – hanno spiegato l’art director Gianni Filippini, produttore di grandi mostre anche in Sicilia, e il produttore Salvatore Lacagnina di Navigare Srl - mai infatti un migliaio di reliquie e reperti del Santo di Pietrelcina erano stati esposti in una sola volta all’interno di uno spazio museale e per questo desideriamo ringraziare l’Amministrazione comunale di Monreale per averci aperto le porte del Complesso monumentale Gugliemo II che diventerà fino al 31 dicembre un punto di riferimento per i devoti tutti che in padre Pio vedono un punto di riferimento spirituale, ma anche per semplici fedeli, studiosi, ricercatori e naturalmente cittadini comuni. Il nostro progetto è molto più ampio, ne vogliamo fare una mostra itinerante – hanno aggiunto – e dopo Monreale porteremo l’esposizione anche a Roma e a Napoli, poi faremo certamente una tappa all’estero, ma ci auguriamo che la mostra possa avere una città che la accolga in modo stabile”.

 

“Accogliere questa grande mostra - ha detto il sindaco Leoluca Orlando - significa per Monreale offrire ai propri concittadini e ai turisti un evento di grande rilievo. Padre Pio è un riferimento per devoti e non, ha trovato uno scienziato che ha visto l’invisibile, quello che è chiamato a fare lo scienziato, dare sostanza all’invisibile. Il Santo è una persona normale, straordinariamente normale”.

 

All’evento inaugurale in programma venerdì 29 giugno, alle 18, oltre al sindaco di Monreale Piero Capizzi, all’assessore alla Cultura Giuseppe Cangemi, ha assicurato la presenza anche il sindaco Leoluca Orlando. In programma l’esibizione dell’attore Sebastiano Lo Monaco che leggerà due brani di padre Pio, mentre Elena Berera e Swan, giovanissima artista di origine irlandese, assieme canteranno un brano pop-lirico dedicato padre a Pio dal compositore Alberto Al Festa, pronipote del dott. Giorgio Festa -  che accompagnerà le artiste al piano.

 

Sarà possibile dunque per fedeli e devoti – in tutto il mondo sono oltre 300 milioni - al frate, oggi Santo, ammirare tutto in questa grande esposizione basata sugli studi e le ricerche del dottore Giorgio Festa. “Studi – aggiunge Alberto Al Festa - che furono totalmente favorevoli all’assoluta veridicità ed inesplicabilità scientifica delle stimmate e dei fenomeni  del frate Santo, nonostante la laicità ed iniziale ateità del professore, e che spianarono la strada  alla  successiva Canonizzazione del Santo. E’ un progetto divulgativo che parla di vita, storia, religione e cultura e che include 100 anni di storia di padre Pio”.

 

Tutto iniziò nel 1918 quando il dott. Giorgio Festa, noto medico e ricercatore, fu incaricato dalla Santa Sede di studiare approfonditamente le stimmate ed i fenomeni di Padre Pio. Il dottore certificò tramite tre meticolose ed uniche relazioni segrete l’assoluta veridicità ed inesplicabilità scientifica delle molte prodigiose peculiarità del frate. Da temperature corporee di 48 gradi centigradi alle lesioni delle stimmate che non si rimarginavano né andavano in suppurazione, da profumi intensi di fiori emanati dalle piaghe a prodigi miracolosi compiuti più volte.

Il dott. Festa e Padre Pio divennero grandi amici per oltre un ventennio in cui il medico effettuò, tra l’altro, due operazioni chirurgiche sul frate, senza alcun tipo di anestesia. Queste ricerche e questi studi confluirono nel libro “Misteri di scienza e luci di fede”,  scritto dal dott. Festa in varie edizioni (1933/1938 e postumo 1949), a tutt’oggi testo fondamentale e unico trattato medico su Padre Pio. Il pronipote del dott. Giorgio Festa, Alberto Festa, ha voluto creato un progetto per portare a conoscenza di tutti questa importantissima storia tramite mostre, pubblicazione di libri e documentari. Con devozione e passione, ha raccolto oltre mille reliquie ed oggetti custoditi dalla famiglia Festa, ideando e realizzando la mostra “La Grande Luce Padre Pio tra Scienza e Fede”. Con uno studio durato vent’anni, ha raccolto e documentato molti inediti, anche grazie al contributo fornito da religiosi e ricercatori a testimonianza sempiterna dell’incontro tra Scienza e Fede e di un’amicizia tra uno scienziato ed un Santo.

ORARI E BIGLIETTI.

Orari dal 30 giugno al 30 settembre: dal lunedì al giovedì 9,30/22; dal venerdì alla domenica 9,30/ 23. Orari dall’1 ottobre al 31 dicembre: dal lunedì al venerdì 9,30/19; dal venerdì alla domenica 9,30/19,30. Biglietti: intero € 10; over 65, forze dell'ordine, giornalisti non accreditati € 8; studenti, universitari, giovani da 12 anni fino a 18 € 7; bambini da 6 anni fino a 12 anni € 4; gruppi € 7; gruppi scuole € 4.

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