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Martedì, 05 Luglio 2022

Stamattina ha avuto luogo l’intitolazione della rotonda (via Salvatore Cappello) a Luigi Cortese, comandante partigiano, parlamentare regionale e docente universitario.

Ha partecipato alla cerimonia, in rappresentanza della Città di Palermo, l’assessore alle Attività economiche, Cettina Martorana. Erano presenti i figli di Gino Cortese, Domenico ed Enrico, nonchè Angelo Ficarra, presidente vicario dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI).

L’assessore Martorana esprime apprezzamento per l’intitolazione di questa rotonda a Gino Cortese che ha vissuto la propria vita ribellandosi alle ingiustizie, difendendo gli ultimi, guidando la Sicilia verso l’ingresso nella società democratica e divenendo educatore ai valori dell’Italia da costruire negli anni della Resistenza.

Per il sindaco Leoluca Orlando Palermo rende omaggio alla memoria di Luigi Cortese, partigiano, protagonista dell’antifascismo, della lotta di liberazione che è fondamento della nostra Carta Costituzionale. "Cortese - ha aggiunto il sindaco - appartiene a quella generazione coraggiosa che contro ogni totalitarismo ha lottato per costruire un'Italia democratica e libera. Ha saputo guidare, con grande forza e in tempi difficili, la Sicilia nel cammino di liberazione dal potere politico-mafioso. E ha dedicato il suo impegno politico in difesa dei valori di giustizia e solidarietà verso gli ultimi, stando sempre accanto agli invisibili".

Si è svolta ieri pomeriggio nella sala Emma Alajmo della Biblioteca comunale “Leonardo Sciascia” in piazzetta Brunaccini la cerimonia di donazione di un ritratto del cardinale Mariano Rampolla del Tindaro. Presenti, tra gli altri, il sindaco Leoluca Orlando, l'assessore alle CulturE, Mario Zito e la direttrice della Biblioteca comunale, Eliana Calandra.

"Il cardinale Mariano Rampolla del Tindaro - ha commentato il sindaco Leoluca Orlando - ha rappresentato un'altra Chiesa. Una Chiesa lontana dai veti e vicina alla società, un messaggio fortissimo e attuale grazie alla rivoluzione di Papa Francesco. Questa donazione, per la quale ringrazio la famiglia, è segno di attenzione per la città di Palermo. E l'ingresso nel Famedio, in questo luogo straordinario della nostra città, è un riconoscimento molto importante ad una figura la cui esperienza umana si iscrive nella storia della Chiesa e del territorio siciliano".

L'assessore Zito ha sottolineato che "Oggi viviamo pienamente un omaggio straordinario, per il quale ringrazio la famiglia Rampolla del Tindaro. Attraverso le storie di questi uomini e queste donne, attraverso i loro ritratti, facciamo memoria per raccontare il nostro territorio. Così continua il cammino artistico e culturale della città di Palermo".

"Questo ritratto - ha detto Eliana Calandra - entra di diritto a far parte del Famedio, ovvero della collezione di ritratti dei siciliani illustri della Biblioteca comunale"

Il ritratto, realizzato da Luciano Schimmenti e donato alla Biblioteca da Ida Rampolla del Tindaro, è una riproduzione di quello presente nella galleria del Vaticano dedicata ai Cardinali Segretari di Stato, entrando a far parte del Famedio dei Siciliani Illustri.

Nel corso della cerimonia, don Guido Colombo, sacerdote della Congregazione San Paolo, è intervenuto  su “Il Cardinale Rampolla del Tindaro: un Sacerdote, un Vescovo, un Diplomatico siciliano”. A seguire c'è stato anche l'intervento di Ida Rampolla del Tindaro, discendente del cardinale e donatrice del ritratto.

Le buone prassi, il rafforzamento della capacità istituzionale e le nuove prospettive della nuova programmazione 2021-2027 sono stati alcuni dei temi al centro dell'evento annuale del PO FSE 2014-2020 della Regione Siciliana. L'incontro, moderato da Claudia Salvi del FormezPa, è stato introdotto dai saluti di Paolo Montini della Direzione generale per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione della Commissione Europea che ha sottolineato come “la sfida che ci troviamo di fronte è quella di adattare e definire la strategia del ciclo 14-20 alle nuova programmazione massimizzando i risultati raggiunti in questi sette anni”.  

La prima sessione è stata dedicata ad un approfondimento che partendo “dalla consultazione pubblica arriva alla concertazione con il Partenariato economico e sociale” in tema di istruzione, formazione, inclusione sociale e occupazione. “Si chiude un sessennio e se ne apre uno nuovo. In materia di istruzione e formazione professionale il passaggio è segnato da una continuità– ha detto Roberto Lagalla, assessore regionale all'Istruzione e Formazione professionale - e da un rilancio su alcune azioni fondamentali: la lotta alla povertà educativa, l’inclusione degli studenti con diverse abilità e il potenziamento dell’occupazione attraverso una formazione professionale che guardi alle esigenze del lavoro e del mondo produttivo. La dispersione scolastica è stata ridotta del 30% e si è puntato ad un’applicazione concreta del principio di sussidiarietà, integrando interventi regionali con quelli nazionali. In particolare abbiamo mirato ad assicurare la spesa e ad oggi abbiamo centrato i target di spesa posti alla Regione Siciliana. Si è puntato anche a valorizzare i corsi IeFp, al sistema duale e all’apprendistato di primo livello, con un risultato di oltre 1.700 contratti di apprendistato siglati in Sicilia”.  

Un bilancio della programmazione 14-20 lo ha fatto anche Antonio Scavone, assessore regionale alla Famiglia, politiche sociali e lavoro. “Un grande lavoro che ci ha impegnato in questi anni – ha detto Scavone - e che ha portato risultati lusinghieri nell’inserimento socio-lavorativo di soggetti in esecuzione penale (oltre 20 milioni di euro impegnati), nella formazione di assistenti familiari (oltre 10 milioni euro), al mondo della disabilità con 25 interventi dedicati (oltre 16 milioni di euro), alle donne vittime di violenza con l’apertura di oltre 50 tra sportelli di ascolto, case rifugio e case segretate e alla lotta alle dipendenze con oltre 2 milioni investiti. Le risorse del Fondo sociale europeo sono state poi fondamentali anche per contrastare gli effetti della pandemia: sono stati 390 i Comuni siciliani sostenuti con 30 milioni, interamente rendicontati, destinati all’acquisto di beni di prima necessità, al pagamento delle utenze e alle locazioni domestiche”. Il nuovo ciclo punterà sempre più su giovani e donne. “Tra le azioni che troveranno spazio nella prossima programmazione – ha continuato Scavone – l’attenzione al child garanty (minori che crescono nelle periferie delle grandi aree metropolitane) puntando su oratori, centri di volontariato e di ricovero per minori, la formazione per operatori degli asili nido (18 milioni di euro) e nei confronti di soggetti in stato di fragilità (30 milioni di euro) ma anche misure nuove come il work buyout che prevede l’integrazione tra sistemi informatici di lavoro, servizi sociali e sanitari. Sul fronte donne puntiamo anche al coinvolgimento dei centri anti violenza per l’ascolto e l’integrazione delle donne ma anche al lavoro con il progetto “Nuove competenze” con 5 tavoli costituiti da tempo per l’orientamento e la qualificazione delle figure richieste nel mercato del lavoro”.   

Al centro della seconda sessione, invece, le azioni messe in campo dalla Regione Siciliana, grazie anche al contributo delle risorse europee, per una più efficace regolamentazione e una migliore governance degli uffici regionali e per l’ammodernamento e la revisione degli assetti organizzativi e gestionali degli uffici giudiziari siciliani con l’intervento di Mariano Sciacca, presidente della sezione fallimentare e imprese del Tribunale di Catania che ha sottolineato come, grazie al progetto “Nuovi percorsi” ci sia stato un cambio di passo alla Corte d’appello di Catania con l’apertura del primo ufficio “Innovazione e sviluppo organizzativo” destinato a seguire e gestire fondi europei e a creare una reale sinergia tra tutti gli stakeholders coinvolti con creazione protocolli d’intesa.  

A seguire le testimonianze dei protagonisti delle buone pratiche, avvisi e progetti del Fondo sociale europeo Sicilia che, puntando all’inserimento lavorativo e alla crescita professionale, hanno dato nuove opportunità di formazione e occupazione ai cittadini siciliani. In questo spazio di confronto racconteranno le loro esperienze. Tra queste quella di Chiara Parisi di Costa Crociere che ha sottolineato come “in 5 anni sono stati circa 77 i percorsi formativi finanziati dal Fondo sociale europeo che hanno avuto un tasso di occupazione del 93% con 1.100 persone inserite a bordo delle nostre unità: un’esperienza di successo che continueremo a portare avanti nei prossimi anni”.  E ancora sono intervenuti Francesco Mineo, corsista di Global Service for Enterprise srl per l’Avviso 33/2020 dedicato alla formazione in azienda; Gabriella Iannolino dell’Assessorato Istruzione e formazione professionale - Dipartimento Istruzione, Università e Diritto allo studio e Marina Azzolina, beneficiaria di un voucher per la frequenza di un master nell’ambito dell’Avviso 27 e del Progetto Giovani 4.0  (Avviso 42/2021); Filippo Saglimbene, dell'ITS Steve Jobs Academy per il sistema ITS in Sicilia; Elena Maddalena di Indire per il progetto Erasmus Study in Sicily che coinvolge i paesi della sponda Sud del Mediterraneo.  A concludere i lavori Patrizia Valenti, Autorità di gestione del PO FSE Sicilia. “I risultati raggiunti nella programmazione 14-20 sono molto soddisfacenti – ha detto -. Abbiamo attivato azioni innovative come l’Avviso 33 che ha rivolto la formazione alle reali esigenze delle aziende: è un’esperienza che ripeteremo e che intendiamo replicare con nuovi bandi di questo genere e grande rilievo merita il lavoro fatto dagli Its nel formare risorse che servono realmente al mondo del lavoro. L’esperienza raccontata da Costa Crociere che ha visto l’inserimento del 93% dei corsisti attraverso l’Avviso 33 e le altre testimonianze rese ci dicono che siamo sulla strada giusta per migliorare il sistema della formazione e dell’istruzione e per rendere i giovani più vicini al mondo del lavoro. Su queste basi – ha aggiunto - stiamo impostando la nuova programmazione con un’attenta ricerca ai nuovi profili professionali richiesti in base alle priorità della politica di coesione e al Pnrr cercando di verificare, per ciascun settore produttivo, quelli che sono effettivamente i profili su cui puntare. L’inclusione sociale sarà centrale nella nuova programmazione con il 30 per cento delle risorse del programma destinate a questo tema, e ancora l’alta formazione, gli scambi tra studenti a tutti i livelli e un più stretto collegamento tra formazione e mondo del lavoro”. 

Nuove opportunità di mobilità internazionale da e verso i paesi del Mediterraneo. È l’obiettivo di “Study in Sicily”, il progetto per la promozione e l’internazionalizzazione del sistema di istruzione siciliano verso il Nord Africa e il Medio Oriente.  Se ne è parlato oggi nel corso dell’evento “Study in Sicily. La cooperazione educativa nel Mediterraneo”, che si è svolto all’IISS Pio La Torre di Palermo e in collegamento dall’Istituto Comprensivo L. Sciascia di Catania.

La manifestazione è promossa dall’assessorato all’Istruzione e alla Formazione professionale della Regione Siciliana con il supporto dell’ente di ricerca INDIRE e nell’ambito della programmazione 2014-2020 del Fondo sociale europeo.

L'iniziativa è stata l’occasione per rafforzare le opportunità di collaborazione tra la Regione Siciliana e i paesi del Mediterrano coinvolti nella prima fase del progetto: Egitto, Tunisia, Algeria, Giordania e Marocco, proponendo la creazione di una “Antenna del Mediterraneo sull’educazione” per creare ulteriori connessioni tra i sistemi dei singoli Paesi.

“Abbiamo impegnato 6 milioni di euro del FSE destinati a processi di internazionalizzazione, in particolare al programma Erasmus. Con Study in Sicily siamo nella fase conclusiva del primo progetto pilota che ha visto l’interazione di due programmi - Erasmus Plus e FSE - favorendo la diffusione internazionale della proposta formativa del sistema di istruzione superiore della Regione Siciliana - lo ha sottolineato Roberto Lagalla, Assessore Regionale all’Istruzione e Formazione professionale -. È la prima esperienza regionale su scala europea che ha coinvolto tutti gli stakeholders del territorio (scuole, Università, Conservatori, Accademie di Belle Arti e Istituti tecnici superiori), dando la possibilità agli studenti dell’isola di partecipare ad attività di mobilità europea ed extraeuropea, grazie all'incremento del numero e del valore delle borse di studio, accrescendo così l’importanza dello spazio euromediterraneo. Sono stati individuati 5 paesi target che daranno vita all’Antenna del Mediterraneo dell’istruzione, alla quale auspico possano aderire presto altri Paesi della sponda Sud del Mediterraneo per favorire le attività di ricerca, la collaborazione didattica, l’integrazione tra i giovani e il confronto internazionale”.

“L’iniziativa promossa dalla Regione Siciliana, su cui INDIRE è chiamato a dare un contributo importante, è all’avanguardia in Italia e in Europa per la capacità di creare una sinergia tra fondi europei diversi – ha  dichiarato Flaminio Galli, Direttore dell’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire -. La proposta amplia, di fatto, le opportunità per i beneficiari e per gli studenti di ogni ordine e grado, coinvolgendo anche i Paesi del Mediterraneo. Chi partecipa alle varie misure del Programma Erasmus vive un’esperienza formativa che migliora le competenze, completa la personalità, aumenta le possibilità di occupazione, dando una spinta all’innovazione al mondo della scuola e dell’università.”

All’evento hanno partecipato numerosi dirigenti scolastici degli istituti siciliani, nelle sedi di Palermo e di Catania, rappresentanti delle Università, degli ITS e delle Accademie, i direttori degli istituti di cultura italiana all’estero dei paesi target (Algeria, Marocco, Tunisia, Giordania ed Egitto), rappresentanti dei consolati e delle ambasciate in Italia dei paesi coinvolti.

 

La posa sinuosa della scultura della dea Atena, che da oggi resterà in mostra per quattro anni al Museo archeologico regionale Antonino Salinas di Palermo, rende questa statua della seconda metà del V secolo a.C. ancora più bella ed elegante.

La consegna ufficiale è avvenuta questa mattina alla presenza della Ministra della Cultura e dello Sport della Repubblica Ellenica, Lina Mendoni, e del direttore del Museo dell’Acropoli di Atene, Nikolaos Stampolidis, che hanno affidato questo prezioso reperto alla Regione Siciliana, nelle mani dell’Assessore regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, Alberto Samonà, e del direttore del Museo Salinas, Caterina Greco. Per l'occasione erano presenti al Salinas il Sottosegretario di Stato alla Cultura, sen. Lucia Borgonzoni, e il professor Louis Godart, presidente onorario del Comitato internazionale per la riunificazione dei marmi del Partenone e Accademico dei Lincei, insieme ai rappresentanti della Comunità Ellenica Trinacria di Palermo e della Comunità Ellenica dello Stretto.

L’arrivo a Palermo della statua di Atena è stato possibile a seguito dell’accordo, voluto dall’assessore Samonà e siglato fra i due musei ai sensi della legge italiana, in base al quale la Sicilia ha concesso al Museo dell’Acropoli (per quattro anni, rinnovabili per un uguale periodo) il frammento del fregio del Partenone appartenuto al console inglese Robert Fagan e che, dopo essere stato venduto nel 1820, era custodito al museo Salinas. Un gesto, con il quale la Sicilia ha voluto dare il proprio fattivo contributo al dibattito internazionale sul tema del ritorno in Grecia dei reperti dei Partenone.

Il trasferimento a Palermo della scultura che raffigura la dea Atena, inoltre, fa segnare un primato: è, infatti, la prima volta che dal celebre Museo dell'Acropoli arriva in Sicilia, per un’esposizione di lungo periodo, una testimonianza originale della storia ateniese. Grazie all’accordo, i due musei, ma più in generale, la Sicilia e la Grecia, avviano un percorso di collaborazione nel nome della cultura, grazie al quale saranno organizzate in partnership mostre, iniziative culturali e attività di ricerca. Ed è particolarmente significativo che il momento ufficiale di presentazione della statua sia avvenuto oggi, 9 febbraio, in cui si celebra la Giornata mondiale della Lingua e della Cultura Greca. Alla scadenza di questo periodo di quattro anni, dal Museo dell’Acropoli arriverà a Palermo un’anfora geometrica degli inizi dell’VIII secolo a.C.

Realizzata in marmo pentelico alla stregua di altre che provengono dall’area del Partenone, la statua acefala di Atena che da oggi potrà essere fruibile a tutti al Museo Salinas, raffigura la dea in questa posizione flessuosa, alla maniera dello stile attico di quell’epoca. La scultura sostiene il peso del proprio corpo sulla gamba destra, mentre con il braccio sinistro si appoggia probabilmente ad una lancia. Originariamente decorata con una gòrgone al centro, andata perduta, mostra Atena vestita con un peplo segnato da una cintura portata sulla vita e con un’egida stretta disposta trasversalmente sul petto.

“Questo momento, che segue la cerimonia dello scorso mese ad Atene – ha sottolineato l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà, portando il saluto del Presidente Nello Musumeci – rappresenta per noi l’occasione per scrivere insieme una nuova pagina di storia. Oggi mettiamo insieme un tassello importante che va nella direzione di un’Europa, nuova e antica al tempo stesso, che affonda le proprie radici nella nostra cultura e nella nostra identità plurimillenaria. Nel nome dell’Europa dei popoli e del Mediterraneo, culla di civiltà, festeggiamo l’inizio di questo bellissimo rapporto di collaborazione con la Repubblica Ellenica e con le sue prestigiose istituzioni culturali”.

“L'Accordo stipulato tra il Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas e il Museo dell’Acropoli di Atene con il sostegno della Regione Siciliana e della Grecia, frutto di 14 mesi di intensa collaborazione e di consultazioni – ha evidenziato la Ministra della Cultura e dello Sport della Grecia, Lina Mendoni – prevede l'invio (per quattro anni più quattro) al Museo palermitano di due importanti e preziosi reperti provenienti dalle Collezioni del Museo dell'Acropoli. Quest’accordo, indica la via maestra che Londra ed il British Museum potranno seguire. Oggi Atene consegna al Museo Salinas,una statua della sua dea protettrice, Atena. Scolpita anch’essa in marmo pentelico, come le sculture del Partenone, essa ornava la Sacra Roccia dell'Acropoli nel V secolo a.C. Da oggi e per i prossimi quattro anni, Atena vivrà qui, a Panormo, nella fertile terra di Sicilia, per simboleggiare il lungo e fecondo legame che unisce la Sicilia e la Grecia”.

“L’arrivo a Palermo della statua della Dea Atena si inserisce nel rapporto di stretta collaborazione intessuto tra l’Italia e la Grecia e prosegue nel cammino del rispetto delle reciproche storie e culture, a cui anche l’Unesco ha di recente guardato con favore. Restituire l’arte al suo contesto originale: è in questa chiave che va interpretata la sinergia tra i due Paesi, che si scambiano così un gesto dal forte valore simbolico e, ancora di più, politico – ha dichiarato il Sottosegretario di Stato per la Cultura Lucia Borgonzoni: “Il Museo Salinas - ha proseguito - oggi si arricchisce di una nuova testimonianza di un passato immortale, a disposizione per i prossimi quattro anni di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Un passato che le nuove tecnologie ci aiutano a valorizzare: le copie tridimensionali ci permettono infatti di rendere i reperti archeologici ancora più accessibili, consentendoci di preservare il contesto originario dell’opera”.

“In questo grande salone dove sono esposte le metope dei templi di Selinunte e che è il cuore pulsante del museo – ha spiegato Caterina Greco, direttrice del Museo archeologico regionale Antonio Salinas – tutto parla greco. Greche sono le divinità che appaiono davanti ai nostri occhi e i miti che da ogni parte ci circondano, disegnando una geografica del Mediterraneo antico che da secoli è la nostra casa comune. È dunque in buona compagnia la bella statua di Atena che viene dal santuario dell’Acropoli di Atene, prezioso àgalma che custodiremo con cura, e che particolarmente ci commuove perché è la testimonianza della lontana ma umanissima dedica di un devoto, oggi per noi senza volto né nome. Una collaborazione culturale tra nostri due musei, il Salinas e il Museo dell’Acropoli, che oggi celebriamo in occasione dell’esposizione a Palermo della scultura ateniese ma che nei prossimi mesi si sostanzierà in un programma di ulteriori iniziative e appuntamenti”.

“Nell’ambito della feconda collaborazione instaurata con l’Assessorato ai Beni Culturali e dell'Identità Siciliana impersonato dall’assessore Alberto Samonà, grande amico della Grecia e con il Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas e la sua instancabile collega, la direttrice Caterina Greco – ha affermato il professor Nikolaos Stampolidis, direttore del Museo dell'Acropoli di Atene –  il nostro Museo è oggi particolarmente lieto di concedere per un prestito della durata di quattro anni (cui seguirà, in avvicendamento e per altrettanto tempo, il prestito di un prezioso vaso geometrico dell’VIII secolo a. C.), il prezioso torso di una statua della dea Atena, proveniente dall'Acropoli di Atene. Il peplo che riveste la dea è ornato da una rara egida trasversale, con scolpita sopra una gorgone. Sulla mano sinistra ella portava una lancia. Questo pezzo della nostra Atene e della sua Acropoli, sarà così fruibile ai nostri cari amici siciliani, ricordandogli che anche la città di Atene e nostro museo li ama in quanto nostri fratelli”.

“Ringrazio la Sicilia, il suo Governo, l’Assessore Alberto Samonà e la Direttrice del Museo Salinas, Caterina Greco – ha detto Louis Godart, Presidente onorario del Comitato internazionale per il ritorno dei marmi del Partenone in Grecia – di avere ascoltato la preghiera dei tanti che nel mondo credono nei valori promossi dagli antichi Greci, consentendo al frammento del fregio di Fidia conservato al Museo Salinas di Palermo di ritrovare la sua giusta collocazione nel nuovo museo dell'Acropoli. L'aver permesso a questo reperto di tornare ad Atene e raccordarsi con la statua della dea Artemide, la Sicilia e il Museo Salinas hanno indicato al mondo la strada che il British Museum dovrà seguire. Li ringrazio a nome della cultura mondiale”.

 

Fonti Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana – Museo A. Salinas / Studio ESSECI, Sergio Campagnolo

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