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Sabato, 07 Dicembre 2019

Scambi tecnologici fra Sicilia e Marocco e investimenti produttivi per una svolta “green” dell’economia.

Ad un mese dalla firma a Rabat, tra i rispettivi Governi, del “Partenariato strategico multidimensionale” fra Marocco e Italia, che apre la strada a numerose attività di cooperazione bilaterale fra i due Paesi, oggi 110 imprese siciliane d’eccellenza, operanti nelle nove province dell’Isola e in tutti i settori - che hanno investito in ricerca scientifica e hanno innovato le loro produzioni, dall’agroindustria alla bioedilizia, dalla biochimica alle energie rinnovabili fino al turismo - hanno partecipato all’incontro preparatorio alla missione a Casablanca che sarà organizzata nella prossima primavera dall’Ambasciata del Marocco in Italia e dal Consolato generale a Palermo con la Banca popolare S. Angelo e Sicindustria e con l’assistenza finanziaria di Sace Simest, di Irfis-FinSicilia e della Banque generale populaire du Maroc.

A Casablanca si svolgeranno incontri B2B con imprese individuate dalla Confederazione generale delle imprese del Marocco sulla base dei progetti delle aziende siciliane, con tre obiettivi: trasferire tecnologie e prodotti “made in Sicily”, insediare nuove attività produttive nelle “free zone” che offrono defiscalizzazione totale per

5 anni e una successiva tassazione al 17%, costituire società miste.

L’Ambasciatore del Marocco in Italia, S. E. Youssef Balla, ha spiegato che “il Marocco ha sviluppato settori produttivi ad alta tecnologia e la Sicilia ha un capitale impressionante di alta tecnologia. 

Cerchiamo, quindi, investimenti esteri in nuove tecnologie, nel Paese c’è una grande espansione in tal senso. Il Marocco è un terreno adatto e conta su industrie di punta che possono essere di interesse per le imprese siciliane”.

L’Ambasciatore ha posto particolare attenzione “alla svolta ‘green’ 

della nostra economia, che parte dal piano statale di modernizzazione dell’agricoltura in chiave sostenibile, di tutela dell’ambiente, di energia da fonti rinnovabili con l’obiettivo del 56% entro il 2030. 

Dall’irrigazione alla trasformazione delle derrate fino all’energia, c’è tanto spazio per le tecnologie siciliane”.

Perché, ha aggiunto Youssef Balla, “quella dei cambiamenti climatici è un’emergenza non solo nostra, ha una dimensione globale: incide sulla sicurezza, provoca l’emigrazione dei giovani a causa del degrado dei terreni e l’Africa sta soffrendo del climate change più degli altri continenti. Quindi il Marocco, volendo dare un modello anche a tutta l’Africa, ha puntato su questa strategia che vuole adattare l’agricoltura ai cambiamenti climatici e in questo senso sta cercando di attrarre investimenti internazionali”.

Svariate, dunque, le opportunità che si offrono alle aziende siciliane. “C’è il settore automotive – ha ribadito l’Ambasciatore – che vede il Marocco tra i primi 10 Paesi produttori ed esportatori; l’aeronautico con la presenza dei maggiori produttori mondiali; l’agricoltura, l’energia, il turismo, le attività estrattive e tanto altro ancora. Sei i principali incentivi: le agevolazioni fiscali, che possono arrivare fino a 15 anni; quelle sul trasferimento di capitale e di prodotto; la stabilità politica; la certezza giuridica dell’investimento; la possibilità di accesso diretto ai mercati dei Paesi dell’Africa occidentale che registrano una crescita costante del 3,6% annuo; l’operatività del nuovo porto di Tangeri che è diventato il primo del Mediterraneo per traffico merci”. E, ha concluso Youssef Balla, “dopo il collegamento aereo diretto con Catania stiamo lavorando per aprire un collegamento aereo diretto con Palermo”.

Per finanziare i nuovi accordi con le imprese marocchine, le imprese siciliane possono attingere agli strumenti messi a disposizione dai partner della missione. Ettore Sanfilippo, responsabile settore commerciale dell’Irfis-FinSicilia, ha annunciato che “grazie all’approvazione di un addendum alla convenzione, che rinnova l’attività del finanziamento agevolato, già nei prossimi giorni le imprese siciliane potranno presentare istanza per il Fondo Sicilia, che eroga finanziamenti con un tasso di interesse minimo, che varia dallo 0,15 allo 0,25%, e che può intervenire anche in sinergia con altre banche”.

Ines Curella, A.d. della Banca popolare S. Angelo, ha illustrato la parte di finanziamento ordinario: “Sosteniamo le aziende con i tradizionali strumenti (fidi a medio termine, linee commerciali, finimport e finexport) e per le esigenze più sofisticate sull'operatività estera ci avvaliamo di una partnership formalizzata con Banca Ubae, banca italo-araba specializzata nell'assistenza internazionale, sia per gli aspetti operativi che di finanziamento diretto”.

Antonio Bàrtolo, Global senior relationship manager di Sace per le Mid Corporate di Campania e Sicilia, ha illustrato i vantaggi strategici di un investimento in Marocco (riduzione dei costi, avvicinamento ai mercati esteri e maggiore disponibilità di materie prime) e i prodotti finanziari di Sace “che hanno un punto di rating in più rispetto a quello della Repubblica italiana e, quindi, sono più spendibili all’estero”.

E Abdelghani Bouanfir, direttore delle sedi italiane di Banca Chaabi, gruppo Banque centrale populaire du Maroc, ha osservato che “grazie all’elevato rating del nostro istituto, le nostre credenziali sono più facilmente scontabili presso una banca italiana”.

Da parte sua, Nino Salerno, delegato all’Internazionalizzazione di Sicindustria, ha invitato il Regno del Marocco “ad aderire alla rete Enterprise Europe Network, che offre assistenza gratuita ai percorsi di internazionalizzazione delle aziende”. Invito accolto dall’Ambasciatore.

Infine, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha spiegato perché il Comune sostiene questa iniziativa: “La Banca S. Angelo ha colto pienamente la visione globale che abbiamo dato nell’incontro a Palazzo delle Aquile dello scorso 25 marzo: cioè, la cultura porta economia. 

La cultura e il futuro del mondo si chiamano Africa. Il Mediterraneo non è un mare che divide, ma un continente d’acqua che unisce”.

Un grande appuntamento non solo per i temi che verranno affrontati, ma anche in quanto naturale prosecuzione dei raduni, in seguito trasformatisi in convegni, sollecitati e guidati dal 1991 al 2017 dal decano dei diaconi Nino Trentacoste per le “Comunità Missionarie del Vangelo”.

S’intitola “Del giardino del creato, padroni o amministratori” il convegno che si aprirà alle 17 di giovedì 21 novembre all’Hotel Costa Verde di Cefalù, dove si svolgerà sino alla tarda mattinata di domenica 24.

A promuovere questa quattro giorni - che parlerà di “sviluppo, sostenibilità e futuro. dalla Populorum progressio alla laudato sii” - è l’associazione solidaristica e di servizio dei missionari del Vangelo “Nino Trentacoste” in collaborazione con ROCCA, la rivista della Pro Civitate Christiana Assisi.

Realtà, grazie alla cui sinergia si sta dando l’opportunità a chi parteciperà di incontrare personalità di alto profilo, nella maggior parte dei casi note a chi abitualmente ha partecipato ai Convegni delle Comunità Missionarie del Vangelo, ma conosciute anche da chi segue il percorso di vita professionale e lo spessore umano di questi relatori.                                                                            

Un convegno articolato, piena di contributi, ma soprattutto espressione di tante voci. Come quella di Alberto Maggi che, alle 9 di venerdì 22, darà vita a una “due voci” insieme a Ricardo Perez Marquez, entrambi del Centro di Studi Biblici di Montefano, esegeti, rispettivamente, del Vangelo e dell’Apocalisse. Tema della giornata “Dio Creatore, l’Uomo, la Chiesa”

Altro confronto, alle 18.30 di venerdì 22, tra Cosimo Scordato e Marco Politi, rispettivamente teologo e giornalista vaticanista.  Stesse dinamiche ma con altri temi, alle 9 di sabato 23  novembre, quando Maggi e Marquez si ritroveranno a sviluppare i propri interventi sul solco di un tema importante come “Vittime e decisori. Sofferenze e speranza”. Comunque da seguire attentamente tutti gli interventi grazie a oratori come Giuseppe Savagnone, filosofo e scrittore; Nicola Armaroli, scenziato del CNR, che sono pronti a segnare un’altra strada del pensiero.

I lavori si apriranno alle 17 con i saluti del Vescovo di Cefalù, al quale seguiranno la prolusione di Domenico Spatola, studioso delle Sacre Scritture, e l'intervento di Giuseppe Savagnone su “La Chiesa e il Creato: creazione continua a rischio di autodistruzione?”. Alle 19.15 il giornalista scientifico Pietro Greco si chiederà “Le occasioni perdute dei forum sull’ambiente o i movimenti dal basso?”.  La prima giornata si chiuderà con una serata di fraternità.

 

All’aeroporto di Palermo sbarca “Sicilian Rhapsody”, la prima travel web-serie interamente girata in Sicilia. Interpretata da Ashley Hames e Rossella Guarneri – la serie racconta il territorio siciliano e le sue eccellenze. Sul video wall dell’aerea arrivi dell’aeroporto di Palermo sarà trasmesso a ciclo continuo il trailer di circa tre minuti che condensa i cinque episodi della serie. Realizzata grazie ad un cofinanziamento del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, con il patrocinio del Comune di Palermo e dell’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana. La web serie è stata autoprodotta dall’agenzia di viaggi di lusso Absolute Sicilia (brand di “Tour Plus Sicilia”), con la regia di Riccardo Cannella della Cinnamon, e mira a fare conoscere al pubblico internazionale le peculiarità del territorio siciliano e le innumerevoli possibilità di vivere esperienze privilegiate ed uniche.

Secondo Dario Ferrante, CEO di Absolute Sicilia e ideatore del progetto filmico, “vedere le immagine di “Sicilian Rhapsody” proiettate sui led walls dell’aeroporto di Palermo ci riempie di orgoglio. Anche perché lo scalo palermitano fa da sfondo all’inizio e alla fine della nostra web-series. Una porta d’ingresso fisica e simbolica alla nostra terra e alle splendide esperienze descritte nelle cinque puntate. Ringrazio la Gesap sia per la preziosa collaborazione e disponibilità dimostrata in occasione delle riprese, sia per il percorso di innovazione intrapreso, utilizzando anche la nostra web series come strumento di marketing territoriale”.

BCsicilia Isola delle Femmine, con il patrocinio del Comune, nel 105° anniversario della nascita di Joe Di Maggio presenta una mostra fotografica sul più grande giocatore di baseball di tutti i tempi, nato il 25 novembre 1914 a Martinez, una cittadina della California, i cui genitori erano originari di Isola delle Femmine. Il tutto inizia il 9 dicembre 1897 quando i Di Maggio si unirono in matrimonio nella chiesa del paese Maria Santissima Delle Grazie. La prima figlia, Adriana, nasce a Isola delle Femmine l’11 settembre 1898, quando viene alla luce il papà non era presente perché era partito insieme ad un gruppo di pescatori  per l’America, precisamente per la California. Nel 1902  l’intera famiglia si trasferì  a Martinez. Giuseppe Di Maggio e Rosalia Mercurio in America avranno altri 8 figli, il penultimo nato il 25 novembre 1914 si chiamerà Giuseppe Paolo Di Maggio, in inglese Joseph Paul Di Maggio, per tutti Joe Di Maggio, campione di baseball degli anni ’30 e ’40 e marito, prima di Dorothy Arnold, e poi anche se per un anno dell’indimenticabile Marilyn Monroe.

Oggi probabilmente sono pochi i ragazzi di Isola che conoscono la storia del grande Joe.
Lo scopo della sede locale di BCsicilia, presieduta da Agata Sandrone , è quello di far riscoprire il passato di Isola delle Femmine, anche attraverso il racconto di quello che Joe Di Maggio ha rappresentato e ancora oggi rappresenta. Infatti il 25 novembre giorno che ricorda l’anniversario della nascita di Joe, la mostra sarà visitata dall’Istituto Comprensivo Francesco Riso, e i ragazzi potranno scoprire alcune storie di pescatori isolani che emigrarono dalla fine dell’800 ai primi del ‘900 inseguendo il “Sogno Americano". Le ricerche sono state effettuate da Agata Sandrone in collaborazione di Giancarlo Equizzi. L’esposizione si terrà in via Romeo, 1 a Isola delle Femmine  dal 23 al 24 Novembre dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19,00. Dal 25 al 26 novembre dalle 10,00 alle 13,00  incontro con l’ Istituto Comprensivo  Francesco Riso di Isola delle Femmine. Ingresso libero.

Proseguono le indagini sui presunti falsi Modigliani. Il decorso 31 marzo i militari del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, su delega della Procura della Repubblica di Palermo, avevano sequestrato due dipinti di sospetta falsità attribuiti al maestro livornese, esposti in mostra presso il Palazzo Bonocore del capoluogo siciliano.

Contestualmente, in Roma e Spoleto, venivano eseguite perquisizioni a carico del presidente dell’Istituto Amedeo Modigliani di Spoleto e del curatore della mostra, entrambi indagati. Nel corso delle operazioni veniva rinvenuta copiosa documentazione relativa all’organizzazione della mostra e alla provenienza delle opere in sequestro; venivano, inoltre, sequestrati 27 beni d’arte di pregio (di cui 3 opere grafiche di Modigliani e 24 dipinti a firma di Picasso, Chagall, De Nittis, Boldini, Dalì e Guttuso), molti ritenuti non autentici, e materiale informatico ritenuto interessante per gli ulteriori approfondimenti investigativi, svolti in questi giorni dai militari della Sezione Falsificazione ed Arte contemporanea del Reparto Operativo, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Spoleto, alla quale è stato trasmesso il fascicolo processuale per competenza territoriale.

In particolare i Carabinieri del Reparto Operativo hanno accertato l’evidente attività di certificazione e attribuzione di beni d’arte a vari artisti, fra i quali il maestro Amedeo Modigliani, posta in essere, dietro pagamento di un compenso, dal Concept bord dell’Istituto Amedeo Modigliani; tutte le certificazioni sono infatti sottoscritte dal Presidente dell’Istituto.

Anche i riferimenti ad alcuni patrocini, che sarebbero stati concessi all’Istituto dal Ministero per i beni e le attività culturali, allo stato delle indagini, non hanno trovato pieno riscontro.

Gli accertamenti esperiti sulla documentazione a corredo delle opere consentivano di dubitare dell’autorevolezza scientifica e di individuare numerosi passaggi contraddittori nei certificati di autenticità e provenienza. In tale quadro la Procura della Repubblica di Spoleto emetteva ulteriori decreti di perquisizione e sequestro, eseguiti in Modena, Firenze e Venezia, che  consentivano di individuare un attrezzatissimo laboratorio per la falsificazione, nella disponibilità di un pensionato modenese, e di sequestrare, per il sospetto di falsità, ulteriori 9 dipinti e 10 disegni attribuiti ad Amedeo MODIGLIANI, 13 dipinti attribuiti a Lucian FREUD, 2 dipinti attribuiti a Antonio BUENO, 1 dipinto attribuito a Maurice UTRILLO. Contestualmente venivano sequestrati anche numerosi timbri, sigilli e vecchie etichette, nonché materiale idoneo alla falsificazione, riscontrato anche sul retro dei quadri.

Alcune delle opere in sequestro, tutte corredate di certificazioni di archiviazioni sottoscritte dal responsabile del  Concept bord dell’Istituto Amedeo Modigliani e dal Presidente dell’Istituto Amedeo Modigliani di Spoleto, erano state esposte nel corso della mostra “Gli amici di Modigliani e l’agguato sociale”, tenutasi presso la Casa Amedeo Modigliani di Spoleto in occasione del Festival dei due Mondi, dal 30 giugno al 4 agosto 2018, e prima ancora nel corso della mostra “Modigliani e l’Art Negre’”, tenutasi dal 20 giugno al 30 luglio 2017.

Il valore delle opere sequestrate, qualora fossero state immesse sul mercato come autentiche, ammonterebbe a centinaia di milioni di euro.

 

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