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Giovedì, 21 Giugno 2018

“Il nuovo regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie fra utenti e operatori di Comunicazioni elettroniche, approvato dall’Agcom, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, consente un accesso più semplice alle domande presso i Corecom regionali e un’attività extragiudiziale più veloce. Questo anche grazie alla piattaforma digitale ‘Conciliaweb’, un accesso più semplice alle domande presso i Corecom regionali, con la possibilità di un’attività extragiudiziale più veloce”. Lo ha spiegato il presidente del Corecom Sicilia, Maria Astone, nel corso di un seminario di approfondimento organizzato a Messina, nel Salone degli Specchi della Città Metropolitana. L’incontro è stato promosso dal Corecom Sicilia, insieme all’Agcom e gli Operatori delle Comunicazioni elettroniche. Hanno partecipato: Francesco Di Chiara, direttore Corecom Sicilia; Enrico Maria Cotugno, vicedirettore Agcom direzione tutela del consumatore; Antonio Maria Marzocco, docente di Diritto processuale civile all'Università della Campania; Rosario Carnevale, direttore Corecom Calabria e Nicola Princi, direttore Corecom Piemonte.

Nel corso del suo intervento Astone ha ricordato l’importanza della ‘presenza fisica’ dell’istituzione sul territorio, per gli utenti e gli operatori e oltre, Palermo e Catania, ha sottolineato che è in fase di stipula la sottoscrizione di una convenzione con i vertici della Città Metropolitana della città dello Stretto per l’apertura di un ufficio anche a Messina: “Un punto di riferimento fisico – osserva il presidente – che agevola l’accesso alle controversie, specie per quegli utenti, cosiddetti deboli, ovvero coloro che ancora non utilizzano i servizi della Rete”. 

La giornata è stata utile per un confronto e aggiornamento con i delegati delle Compagnie elettroniche. E’ stato spiegato nei dettagli il nuovo Regolamento e le possibilità che offre al cittadino e alle aziende; inoltre la tutela dei diritti dei conciliatori Corecom e tutela di quelli degli utenti, secondo la legge sulla concorrenza del 2017, che specifica meglio i diritti del consumatore, compreso quello del recesso.

“Siamo ormai tutti dentro il web – ha esordito – Francesco Di Chiara, direttore del Corecom Sicilia – e oggi non possiamo rimanerne fuori. Questa trasformazione ci richiede conoscenza. Il cittadino si può documentare e agire direttamente in caso di controversie proprio grazie alla piattaforma ‘Conciliaweb’, un mondo digitale messo a disposizione dall’Agcom e, i Corecom, sono i suoi riferimenti sul territorio”.

Sugli elementi di novità che riguardano il Regolamento ha parlato il vice direttore dell’Agcom, Enrico Maria Cutugno, il quale si è soffermato sugli ambiti di applicazione dei diversi articoli, evidenziando “l’importanza dei diritti per gli utenti, che sono tali se si riescono ad applicare. “Non c’è diritto se non lo si può fare valere”, dice Cutugno. Quindi “è necessario attraverso ‘Conciliaweb’ e gli uffici regionali dell’Agenzia che le procedure specifiche che riguardano controversie fra utenti e operatori di Comunicazioni elettroniche siano sempre più facilmente accessibili”. Cutugno si è soffermato poi sull’articolo 19 del Regolamento con una novità importante, la possibilità di integrare il contradditorio: “Di fatto – spiega – agevola quelle situazioni dove è necessario integrare un altro operatore che, in qualche modo, abbia concorso a generare motivi di controversia, senza dover ricominciare il procedimento”.

E sul procedimento si è basata la relazione di Antonio Maria Marzocco, docente di Diritto processuale all’Università della Campania, che ha indicato la maggiore completezza, adesso, della parte che riguarda, appunto, i procedimenti. “E’ una sostanziale modifica strutturale – afferma – anche alla luce dei pronunciamenti della Corte di Cassazione (sentenza n. 25611 del 2016) che pone la questione sull’obbligatorietà del tentativo di conciliazione. Inoltre il nuovo documento Agcom prevede che alla conciliazione debbano partecipare tutti i soggetti che sono parte necessaria nell’eventuale procedimento”.

Il Direttore Corecom Calabria, Rosario  Carnevale, ha evidenziato il profondo rinnovamento del Regolamento, che viaggia su due direttrici principali, maggiore tutela dell’utente e migliore professionalizzazione della figura del conciliatore. “Molto cambia dal regolamento 173 – spiega – e dà un ruolo di grande pregio al conciliatore, che sarà iscritto ad un apposito elenco, così da avere figure sempre più competenti e aggiornate costantemente”. 

“L’accordo quadro tra Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Conferenza dei presidente delle Assemblee regionali – ha sottolineato Rosario Princi, presidente del Corecom Piemonte,  - permette  ai Corecom di gestire un sistema centralizzato digitale su tutte le controversie tra utenti e Operatori delle Comunicazioni. L’accesso a questa piattaforma deve essere garantita anche ai soggetti non informatizzati. Presso le sedi regionali dei Comitati di tutta Italia, quindi, ci saranno apposite postazioni informatiche aperte al pubblico con personale in grado di fornire ogni spiegazione necessarie e di supporto per tutti gli adempimenti”.

I lavori domani (venerdì 15) proseguiranno con un convegno pubblico sulla protezione dei dati personali in rete alla luce della nuova normativa europea sulla privacy, tutela del consumatore, diritti d'autore e responsabilità online, ‘digital single market’ e tutte le novità giurisprudenziali in materia. Inizio alle 10 sempre nel Salone degli Specchi della Città Metropolitana di Messina. La partecipazione ai lavori prevede crediti professionali per avvocati e giornalisti.

“Propongo un dialogo aperto a tutta la città, perché le piccole e medie imprese sono il motore per far ripartire Messina. Bisogna predisporre iniziative che facilitino le attività delle imprese nella nostra città, soprattutto in termini di agevolazioni dei costi”. Con queste parole il candidato sindaco Dino Bramantiha presentato il documento “Progetto Commercio”ai rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti e agli enti bilaterali Ebter Ebnter in rappresentanza dei datori di lavoro e dei lavoratori.

Eliseo Gullotti, presidente ente bilaterale del terziario di Confcommercio e, in proroga, di Confesercenti, dichiara: “Messina è Una città compressa dalla linea ferroviaria Dobbiamo rendere questo nostro terreno fertile e dare una nuova visione della città. E’ fondamentale creare un patto d’area per il ripristino delle regole e, una volta fatto questo, andare in deroga, con gli accordi secondo livello”

“Per la nostra città è necessario un approccio manageriale come lo ha Dino Bramanti - dice il presidente di Confcommercio Carmelo Picciotto- e la creazione di una cabina di regia, un tavolo tecnico permanente per monitorare e dare una sorta di corsia preferenziale a tutto ciò che è sviluppo e quello che ne deriva. La città si sta desertificando e bisogna partire in modo privilegiato, nel senso che le imprese devono avere la priorità, perché dove c’è occupazione c’è benessere, non c’è desertificazione e non c’è mafia e illegalità”.

Alberto Palella, Presidente di Confesercenti aggiunge: “Sono molto contento dell’approccio di Bramanti per realizzare la città del futuro. Vi sono tante esigenze a medio termine e a lungo termine, ma la città ha bisogno di risposte immediate, come ad esempio il contratto di secondo livello perché ci sono diverse aziende in crisi che necessitano di un aiuto concreto e, proprio per questo, sia noi che il sindacato dei lavoratori faremo la nostra parte. Sono fiducioso e l’obiettivo comune deve essere la città”.

All’incontro erano presenti anche gli assessori designati Carlo Mazzù, Pino Falzeae Mario Ceraolo.
Pino Falzea ha dichiarato che “la città si deve ricostruire dall’individuo. si sono attuate politiche di governo del territorio miopi ed è necessario creare spazi e servizi. Dobbiamo sottoscrivere un Patto Sociale per remare tutti nella stessa direzione”.
Mario Ceraolo, ha aggiunto “vedo una piena conformità del nostro programma elettorale con la visione della città che hanno tutti i rappresentanti presenti qui. L'amministrazione deve e può fare molto, per esempio riducendo al massimo i costi a carico delle attività imprenditoriali.
Presente all’incontro anche il consigliere uscente e candidato nella lista “Insieme X Messina”, Daniele Zuccarello, che ha concluso: “Chi fa impresa non può rimanere ostaggio dei burocrati di turno. Se vogliamo cambiare la città dobbiamo partire dai piccoli imprenditori”.

 

 

Da qualche mese è in distribuzione la Nuova Edizione del libro di Carmelo Bonvegna, “Usi e costumi di Rodì e Milici, indagine storico-etnologica in un centro dell’entroterra milazzese”, Bastogi Editore, 2018 raccoglie ciò che fino ad alcuni decenni fa rimaneva del mondo tradizionale e popolare a Rodì e Milici, un comune in provincia di Messina posto sulle colline tra Tindari e Milazzo davanti al Mar Tirreno, azzurrissimo, e alle splendide Isole Eolie. Egli attinge un po’ ai ricordi personali, avendo in quei luoghi trascorso l’infanzia e la prima giovinezza (1950-60) e, molto, ai racconti di vita vissuta di chi, già anziano a quell’epoca, ne era stato attore e protagonista in prima persona. Una descrizione puntuale  e qua e là vivace di situazioni, immagini e figure di uomini e donne irripetibili che appartennero a un passato ormai completamente scomparso: una società contadina tanto lontana da apparire oggi quasi incredibile ma che fu viva e presente fino alla prima metà del secolo scorso.

Il lettore potrà trovarvi notizie riguardanti le origini più o meno storiche dei due paesi inseriti nelle più ampie vicende della Sicilia, il loro nome e quello  del “fiume”, l’enorme torrente Patrì coi suoi mulini ad acqua e i giardini di palme e aranci (cap.I); descrizione delle contrade sulle colline e le montagne vicine con particolare attenzione all’ambiente, al lavoro e alla cultura dei pastori (cap. II); i quartieri di Rodì, le denominazioni antiche delle strade e delle piazze, le chiese, le case, le pietre lavorate dai “mastri pirriatùri”, le famiglie e i parentadi coi cognomi e i soprannomi – “i ngiùrii” –, i vari mestieri tradizionali esercitati – bottai, carradori, sportari... –, gli attrezzi usati, i manufatti e il loro impiego con disegni e alcune precise nomenclature (cap. III); gli influssi di altre culture con l’apporto di genti che, provenendo da paesi del versante ionico e della Valle dell’Alcantara, periodicamente passavano a piedi, a cavallo o sui carri nel “fiume” e nel paese per recarsi cantando, “pellegrini”, alla Madonna del Tindari in maggio e settembre, “firiànti” alla gran fiera di Termini (Terme Vigliatore) o, nel percorso contrario verso Sud, di “iurnatàri” rodiomilicioti che  andavano a mietere o a vendemmiare nella Piana di Catania e alle falde dell’Etna (cap. IV); le ricorrenze calendariali legate all’anno liturgico e alle feste religiose, alle sacre rappresentazioni e processioni dei Santi e della Madonna venerata sotto diversi titoli sono trattate, infine, nel V e ultimo capitolo.

Ne risulta un quadro minuzioso e variegato: una folla di personaggi tra primi attori e semplici comparse che riempiono e tengono la scena e che parlano un dialetto arcaico ormai caduto in disuso e quasi sconosciuto ai più giovani. E nell’autentica lingua siciliana l’autore riporta le descrizioni di alcune attività come quella della costruzione dell’ovile – “a mandra” – dei pastori e del pagliaro “tundu” e “longu” coperto di ginestra o del complesso lavoro della lana e del telaio o di quello sull’aia – “u pisàri” – coi buoi che trascinano la pietra per triturare le spighe. E poi le moltissime preghiere, specie quelle della Settimana Santa, rigorosamente in vernacolo, e le poesie “d’amùri”, “spartènza” e “sdegnu” che vennero cantate â-rrudiòta”, “â capuàna” e “all’antiddìsi” in casa e nei campi fino agli anni 1940-50; in queste alcuni vocaboli, passando di bocca in bocca, sono diventati incomprensibili e intraducibili e tali risultavano  già agli stessi anziani che, mezzo secolo fa, quelle preghiere e poesie  avevano recitato all’autore per la prima volta.

Il libro si presenta, inoltre, con un’ampia bibliografia valida per fare confronti e riferimenti ad altri autori e un minuzioso apparato di note a piè pagina per spiegare tanti particolari e aggiungerne degli altri. Un grande corredo di foto arricchisce, poi, il testo; alcune – l’aratura coi buoi, il carro, il telaio, il pagliaro – sono forse le uniche e le ultime scattate negli anni 1970, poco prima che certi lavori andassero in disuso,  gli attrezzi in disarmo definitivo o venissero addirittura distrutti: valgono, dunque, come prezioso documento di un’epoca ormai consegnata alla Storia. 

 

È sicuramente il periodo più intenso dell’anno per l’Associazione Italiana Celiachia – Sicilia che, in piena Settimana Nazionale (12/20 maggio, il 16 è la giornata mondiale della celiachia) si prepara anche per Cibo Nostrum, la grande “Grande Festa della Cucina Italiana”, prestigioso evento della Federazione Italiana Cuochi cui AIC ha dato il suo patrocinio nazionale. È altresì il momento in cui l’Associazione unisce le sue forze per la campagna 5x1000, fonte di sostentamento necessaria per la ricerca e la formazione.

CIBO NOSTRUM (20/22 maggio): Tanti gli appuntamenti alle falde del vulcano Etna e nella “Perla dello Jonio” Taormina con migliaia di chef, giornalisti e produttori. 150 cuochi protagonisti da tutta Italia; 90 aziende agroalimentari; 7 laboratori tematici; tre Comuni coinvolti, Zafferana Etnea, Taormina e Giardini Naxos; la collaborazione del Ministero delle Politiche agricole; 100 giornalisti accreditati. Anche quest’anno la giornata dedicata al TAORMINA COOKING FEST, quella di lunedì 21 maggio, sarà allestita a scopo benefico per sostenere la ricerca scientifica contro il Morbo di Parkinson e la campagna contro il Cyberbullismo, con la presenza attiva del MOIGE, il Movimento Italiano Genitori. Una “tre giorni” all’insegna dell’enogastronomia italiana, in cui la tematica della celiachia avrà un ruolo importante. Oltre 45 i piatti gluten free in degustazione dei quali AIC Sicilia è entusiasta perché portatori di un messaggio che essa sposa appieno: “puntare sempre sui cibi sostenibili e naturalmente privi di glutine – ha dichiarato Giuseppina Costa Presidente di AIC Sicilia – di contro rifuggire dai prodotti preconfezionati significa anche rispettare l’ambiente evitando l’inquinante smaltimento degli imballaggi”.

Un vero e proprio protocollo d’intesa lega la Federazione Italiana Cuochi e l’Associazione Italiana Celiachia, pertanto, Rocco Pozzulo, presidente nazionale FIC, non solo approva il pensiero di Giuseppina Costa ma afferma: “per noi cuochi il gluten free è una risorsa, è sperimentazione, è studio, è riflessione ed è anche gusto! Ad un piatto senza glutine non deve mancare certo il gusto anche perché abbiamo tanti cibi naturalmente gluten free che sono un tesoro inestimabile, gli stessi che andranno ad arricchire gli oltre 45 piatti che a Cibo Nostrum i celiaci potranno assaggiare senza alcun rischio di contaminazioni”.  

SETTIMANA NAZIONALE CELIACHIA (12/20 maggio. 16 maggio è giornata mondiale):

Innumerevoli gli appuntamenti di questa settimana cui può prendere parte la numerosa popolazione celiaca siciliana consultabili presso i canali ufficiali di AIC. Corsi di cucina, degustazioni e menù gluten free nelle scuole per imparare che si può mangiare senza glutine con gusto; screening gratuiti e specialisti a disposizione in varie città delle provincie siciliane per rispondere alle domande dei pazienti; convegni e incontri con esperti di celiachia per imparare tutti gli aspetti della malattia; festival ed eventi gluten free, manifestazioni sportive, visite culturali per divertirsi e stare bene. Sono solo alcune delle innumerevoli iniziative previste.

TEMA DELLA SETTIMANA NAZIONALE: i diritti dei pazienti di oggi e di domani: dal diritto a ricevere una diagnosi tempestiva a quello di essere seguiti correttamente per evitare complicanze, fino alla sicurezza dei prodotti gluten free, i successi raggiunti in quasi quarant’anni di attività dell’Associazione sono la base per una buona qualità di vita dei celiaci.

La settimana è dunque l’occasione per fare il punto sui diritti dei pazienti in vista del quarantesimo compleanno di AIC, che si festeggerà nel 2019. In quattro decenni di attività sono moltissimi i risultati raggiunti, diventati fondamentali tutele per il benessere dei pazienti che pongono l’Italia ai primi posti al mondo per l’assistenza e l’attenzione ai bisogni dei celiaci.

-  I LEA per esempio stabiliscono che i pazienti affetti da celiachia e dermatite erpetiforme possano accedere, in regime di esenzione, a tutte le prestazioni specialistiche per il monitoraggio della malattia e la prevenzione delle sue complicanze.

-  Inoltre per la celiachia, che è passata lo scorso anno dall’elenco delle malattie rare a quello delle patologie croniche, il Servizio Sanitario Nazionale garantisce il diritto ad accedere ad alimenti senza glutine, unica cura per i celiaci, nei limiti dei tetti massimi di spesa mensile fissati dal Ministero della Salute: una conquista molto importante che grazie all’Associazione non è stata messa a repentaglio nonostante le recenti revisioni di spesa.

-  Per non parlare della Legge quadro 123/2005, frutto della pluriennale attività di sensibilizzazione delle istituzioni che AIC ha condotto evidenziando i bisogni e i punti critici della celiachia: la legge ha stabilito il diritto al pasto senza glutine nelle mense delle strutture scolastiche, ospedaliere e pubbliche e questo, insieme alle numerose attività di formazione e aggiornamento previste per i ristoratori e gli albergatori, sta consentendo a tutti i celiaci un adeguato, equo e sicuro inserimento nelle attività scolastiche, sportive e lavorative.

-  Recentemente per la Sicilia, il neo assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza, ha reso esecutivo il documento “protocollo per la diagnosi e il follow up della celiachia”, una vera linea guida per il medico di medicina generale che potrà prescrivere gli esami utili a diagnosticare e monitorare il soggetto con celiachia evitando quelli non necessari, ritenuti superati dalle più recenti evidenze scientifiche. Il protocollo indica anche la corretta cadenza temporale dei controlli, al fine di non eseguire esami più frequentemente rispetto alle reali necessità.

Ma c’è ancora tanto da fare!

-          Per la Sicilia, il presidente Giuseppina Costa attende la convocazione del tavolo tecnico per l’individuazione dei presidi sanitari deputati alla diagnosi di Celiachia, così che il paziente abbia il diritto di accedere a centri di comprovata esperienza, raggiungibili da tutti e omogeneamente distribuiti nel territorio;

-          la creazione di un registro regionale della malattia Celiaca (D.A 1231/11);

-          una migliore gestione circa la certificazione e le modalità di erogazione degli alimenti ai celiaci allargando la scelta anche alla GDO e non solo nelle farmacie, attraverso la digitalizzazione del buono.

“Un centro commerciale naturale in una zona nevralgica della nostra città, che deve necessariamente migliorarsi e valorizzarsi”. Con queste parole il candidato sindaco Dino Bramanti ha definito la Via Palermo, nel corso di una visita alla zona e durante la quale ha anche avuto la possibilità di confrontarsi con i titolari di numerosi esercizi commerciali.

E’ stata anche l’occasione per incontrare i membri del Comitato spontaneo dei commercianti di Via Palermo, che hanno posto all’attenzione di Bramanti alcune problematiche che da sempre affliggono la zona, quali ad esempio: il miglioramento della viabilità,  il potenziamento dell’illuminazione, il rifacimento manto stradale, la pulizia dei tombini, il ripristino ed il funzionamento della storica fontana di Piazza Muricello e l’organizzazione, due volte l’anno (nei mesi di maggio e dicembre), della “Notte bianca”, sovvenzionata e sponsorizzata dal Comune.

Bramanti, al termine dell’incontro ha dichiarato: “E’ fondamentale intervenire per potenziare e ottimizzare i servizi ai tanti cittadini e commercianti che vivono e operano in questa zona. Inoltre, l’organizzazione di eventi con la necessaria collaborazione della prossima amministrazione comunale è fondamentale per spostare il “baricentro” dalla zona del Duomo alla Via Palermo, che merita la giusta considerazione”.

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