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Mercoledì, 17 Giugno 2026

La Sartoria Crimi è stata riconfermata nella Homo Faber Guide, la prestigiosa piattaforma internazionale promossa dalla Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship che seleziona e valorizza le eccellenze dell’alto artigianato nel mondo.

Un riconoscimento che assume un valore ancora più significativo considerando che la storica maison fondata a Palermo nel 1970 da Carmelo Crimi è oggi l’unica sartoria siciliana presente all’interno della guida internazionale, inserita in una rete globale di maestri artigiani, atelier e manifatture che rappresentano l’eccellenza del saper fare contemporaneo.

Il percorso della Sartoria Crimi verso il riconoscimento internazionale prende un impulso decisivo nel 2022, quando la bottega entra in contatto con la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e viene selezionata, al termine di un lungo processo di valutazione durato circa un anno, per il prestigioso riconoscimento MAM – Maestri d’Arte e Mestiere. Il premio celebra i migliori artigiani italiani per competenze, qualità del lavoro e capacità di trasmettere il sapere alle nuove generazioni e rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di valorizzazione della realtà palermitana.

Da quel momento si consolida il legame con il network internazionale dell’alto artigianato promosso dalla Michelangelo Foundation, che conduce la Sartoria Crimi all’ingresso nella Homo Faber Guide, oggi una delle più autorevoli piattaforme mondiali dedicate ai mestieri d’arte.

La storia della Sartoria Crimi affonda le proprie radici negli anni Cinquanta, quando Carmelo Crimi muove i primi passi nelle più importanti botteghe sartoriali di Palermo. Nel 1970 fonda la propria sartoria, dando vita a una realtà destinata a diventare un punto di riferimento per l’abito su misura italiano, grazie a una visione che unisce tradizione, ricerca e qualità artigianale.

A raccogliere questa eredità è il figlio Mauro Crimi, formatosi accanto al padre e successivamente presso una scuola internazionale di alta moda maschile a Milano. Oggi padre e figlio rappresentano un esempio virtuoso di continuità generazionale, in cui esperienza e innovazione si fondono in un’unica visione artigianale.

La stessa Homo Faber Guide definisce Mauro e Carmelo Crimi «un esempio di alleanza intergenerazionale di successo», sottolineando l’impegno costante nella formazione dei giovani e nella trasmissione del mestiere.

«La sfida è rimanere a Palermo e, da qui, parlare di Made in Italy», affermano i due maestri sartori nella loro testimonianza pubblicata sulla piattaforma. Una filosofia che sintetizza l’identità della sartoria: radicamento nel territorio siciliano e apertura ai mercati internazionali.

La Homo Faber Guide è un progetto della Michelangelo Foundation, organizzazione internazionale fondata nel 2016 per promuovere, sostenere e preservare l’eccellenza artigianale. Lanciata nel 2020 come guida europea, la piattaforma si è evoluta fino a diventare una rete mondiale che raccoglie migliaia di artigiani, atelier, manifatture, musei e istituzioni culturali. L’inserimento avviene attraverso un rigoroso processo di selezione che valuta qualità, autenticità, innovazione e trasmissione del sapere.

La riconferma della Sartoria Crimi nella Homo Faber Guide rappresenta dunque non solo un riconoscimento professionale, ma la conferma di un percorso strutturato di crescita e valorizzazione avviato nel 2022 con il premio MAM e proseguito con l’ingresso nella rete internazionale dell’eccellenza artigiana. Un percorso che porta oggi la Sartoria Crimi a essere ambasciatrice del saper fare siciliano e italiano nel mondo.

In un’epoca dominata dalla produzione industriale, la Sartoria Crimi continua a rappresentare il valore del tempo, della manualità e della qualità artigianale, contribuendo a mantenere vivo uno dei patrimoni più identitari del Made in Italy.

 

Un grande appuntamento, quello in programma alle 18 di martedì 9 giugno in piazzetta Bagnasco. Sarà Giuseppe Sottile con il suo ultimo romanzo “Palermo di chitarra e coltello”, edito da Einaudi, ad animare uno degli spazi più amati dai palermitani. A dialogare con l’autore saranno Stefania Petyx, Salvo Piparo e Gaetano Savatteri.

L’evento fa parte del ricco cartellone dell’ottava edizione della stagione culturale di Piazzetta Bagnasco, promossa dall’associazione Piazzetta Bagnasco con Cappadonia Gelati come sponsor e i gemellaggi con Efebo D’Oro ed Etna Book.

 

Il libro

L'educazione sentimentale di un ragazzo degli anni Cinquanta, musicante di paese con gli occhi pieni di sogni. Un'epopea della miseria che dalla provincia siciliana più profonda arriva nella Palermo delle guerre di mafia, teatro in cui si spegne l'incanto della giovinezza.

Crescere nel dopoguerra a Gangi – un paese arroccato su una montagna tra i Nebrodi e le Madonie – significa essere destinato a zappare la terra. Pochi fortunati hanno la possibilità di studiare entrando in seminario e il protagonista di questa storia è uno di loro.

Nei quattro anni trascorsi in un istituto dei salesiani scopre l’arte, la letteratura, la musica, ma quando la sua vocazione vacilla il ritorno a casa è inevitabile. A Gangi lo attendono una promessa d’amore e un’orchestrina volante che si muove leggera tra serenate e funerali. A questa Sicilia di preziosa favola, in cui «quattro picciottelli con gli strumenti in mano avvampano di sogni e ambizioni», si contrappone la Palermo della mafia e dei tradimenti, dei delinquenti e dei morti ammazzati.

Quella che Giuseppe Sottile ha imparato presto a conoscere come cronista di nera e che ha continuato a osservare e raccontare per cinquant’anni. Il ritratto che ci consegna è appassionato e vibrante, intessuto di rimandi letterari e ricco di chiaroscuri, disilluso eppure rivolto verso un futuro in cui la città che ha visto succedersi molte dominazioni possa ritrovare il suo «genio».

 

L’autore

Giuseppe Sottile, giornalista, ha lavorato per ventitré anni a Palermo. Prima a «L'Ora» di Vittorio Nisticò, per il quale ha condotto numerose inchieste sulla mafia, poi al «Giornale di Sicilia», del quale è stato capocronista e vicedirettore. Dopo essere stato caporedattore del «Giorno» e di «Studio aperto» è approdato al «Foglio» di Giuliano Ferrara, dove dirige l'inserto culturale del sabato. Per Einaudi ha pubblicato Nostra Signora della Necessità (2006) e Palermo di chitarra e coltello (2026).

 

Dall’11 al 14 giugno Piazza Politeama ospita 24 birrifici, oltre 200 birre in degustazione, 10 punti food, aziende agroalimentari, distillati, show cooking, talk e musica. A giugno Palermo torna a brindare con Beer Bubbles, il festival che da dieci anni porta nel cuore della città la cultura del bere artigianale, trasformandola in un’esperienza urbana fatta di degustazioni, incontri, musica e nuove forme di convivialità.

 Da giovedì 11 a domenica 14 giugno, Piazza Castelnuovo e Piazza Ruggero Settimo ospiteranno la decima edizione di Beer Bubbles: un traguardo importante per un festival nato per raccontare la birra craft e cresciuto, anno dopo anno, fino a diventare un appuntamento riconosciuto per appassionati, curiosi, giovani, famiglie e operatori del settore.

 Dieci anni di Beer Bubbles significano dieci anni di birrai, produttori, territori, incontri, amicizie nate davanti a un bicchiere e contaminazioni. Ma significano anche dieci anni di cambiamento: è cambiato il modo di bere, è cresciuta l’attenzione alla qualità, si è rafforzato il desiderio di conoscere cosa c’è dietro un prodotto, chi lo realizza, da dove arrivano le materie prime, quali storie e quali filiere porta con sé.

Per questo questa edizione guarda soprattutto a un pubblico giovane e consapevole: una generazione che cerca esperienze autentiche, sceglie con più attenzione cosa consumare, dà valore all’artigianalità, alla sostenibilità, alla prossimità, al lavoro dei produttori e alla cultura del bere.

 Ad arricchire il percorso, un programma di talk, show cooking, musica live e dj set, pensato per vivere la piazza come spazio aperto di scoperta e socialità.

 Il centro del capoluogo siciliano diventerà per quattro giorni un grande laboratorio a cielo aperto, dove assaggiare, sperimentare abbinamenti, ascoltare le storie dei produttori e lasciarsi guidare dai birrai tra stili, fermentazioni, profumi e contaminazioni. Ipa, Saison, Blanche, Weizen, Stout, Lager, Sour e molti altri stili saranno protagonisti di un viaggio pensato sia per gli appassionati sia per chi si avvicina per la prima volta al mondo della birra artigianale.

 Beer Bubbles, nato per promuovere la birra craft, oggi è una piattaforma di valorizzazione delle eccellenze brassicole, agroalimentari ed enogastronomiche siciliane e italiane. Un festival che mette al centro il lavoro artigianale, le produzioni indipendenti, il rapporto con i territori e una nuova idea di consumo: più curiosa, più informata, più responsabile.

 Tra le novità di questa edizione, alcuni birrifici arriveranno per la prima volta a Beer Bubbles, portando a Palermo linguaggi, identità e approcci produttivi molto diversi.

 Aimara, da Subiaco, porta con sé un racconto che nasce nel Lazio e attraversa stili classici, suggestioni britanniche, riferimenti belgi e sperimentazioni acide. Una realtà che ha costruito il proprio percorso partendo da un legame forte con il territorio e con la produzione artigianale.

 Zona Mosto, da Rho, arriva con un’idea contemporanea di birra: giovane, urbana e immediata. Il suo motto, “Crafting beers for modern drinkers”, racconta bene un approccio che unisce pulizia produttiva, influenze anglosassoni, basse fermentazioni e luppolature moderne.

 

Muttnik, dall’hinterland milanese, porta a Palermo un immaginario riconoscibile e diretto: birre essenziali, beverine, immediate, con un’identità grafica e narrativa ironica e libera.

 Nama Brewing, da Treviglio, lavora soprattutto su lager di tradizione tedesca e birre luppolate di ispirazione americana, con grande attenzione all’acqua, alle materie prime e alla pulizia gustativa. Una presenza che racconta bene una nuova generazione di birrifici italiani: tecnici, consapevoli, ma sempre pensati per il piacere della bevuta.

 Non mancheranno due grandi ritorni: Birrificio Lambrate e Jungle Juice Brewing. Lambrate, attivo a Milano dal 1996, rappresenta una delle realtà storiche e più riconoscibili della birra artigianale italiana, con un’identità profondamente legata alla scena craft milanese. Jungle Juice Brewing, da Roma, torna a Beer Bubbles con il suo approccio contemporaneo, creativo e diretto, tra luppolature decise, influenze internazionali e una forte riconoscibilità. Due presenze diverse ma complementari, capaci di raccontare l’evoluzione della birra artigianale italiana: dalle radici storiche del movimento craft alle sue espressioni più attuali, giovani e sperimentali.

 Accanto ai birrifici, il festival ospiterà anche momenti di approfondimento e confronto. In programma talk e show cooking realizzati in collaborazione con il Comune di Valledolmo, Cantieri Formativi ‘Mursia’, Idimed e l’Unione Regionale dei Cuochi Siciliani, per raccontare il rapporto sempre più fertile tra birra artigianale, cucina, prodotti agricoli e filiere agroalimentari.

 La musica avrà un ruolo centrale con quattro format differenti distribuiti nelle quattro giornate del festival. Si parte giovedì con Limoni Sonori, per inaugurare il festival con un sound fresco e coinvolgente. Venerdì si continua con la musica Live e un repertorio pensato per ripercorrere i brani che hanno fatto la storia: canzoni capaci di attraversare generazioni diverse e di trasformarsi, ancora oggi. Sabato Palermo Sonora, il format itinerante che sta portando la musica tra ville, giardini storici e spazi monumentali della città. Domenica sonorità indie con Tachipirina.

 “Arrivare alla decima edizione significa guardarsi indietro e vedere un percorso fatto di persone, relazioni e fiducia”, racconta Maurilio Cassata, organizzatore di Beer Bubbles. “Beer Bubbles è cresciuto insieme al suo pubblico: dieci anni fa parlavamo soprattutto agli appassionati di birra artigianale, oggi parliamo anche a una nuova generazione che vuole conoscere, scegliere meglio, capire cosa beve e cosa mangia. Quest’anno celebriamo dieci anni di lavoro, contaminazioni e crescita, portando a Palermo birrifici storici, nuove realtà e un programma pensato per vivere la birra come un’esperienza”.

 “Beer Bubbles è diventato un appuntamento che la città aspetta”, aggiunge Alessia Billitteri, organizzatrice del festival. “Per quattro giorni Piazza Politeama sarà uno spazio urbano aperto, con un evento fruibile gratuitamente, attraversato da musica, birra artigianale, street food, produttori e incontri. La decima edizione guarda all’attenzione per la qualità e alla sostenibilità. Vogliamo che Beer Bubbles sia un luogo in cui divertirsi, certo, ma anche scoprire storie, filiere, prodotti e modi più consapevoli di vivere il consumo”.

 Beer Bubbles promuove e valorizza le eccellenze agroalimentari, brassicole ed enogastronomiche, raccontando la Sicilia e l’Italia attraverso i prodotti artigianali, le filiere, le competenze e le persone che le rendono vive.

 L’evento è patrocinato dal Comune di Palermo – Area della Cultura, Turismo e Sport, della Città Metropolitana di Palermo, dall’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea e da CNA Palermo.

Il progetto è co-finanziato dalla Regione Siciliana – Assessorato per le Attività Produttive, Iniziativa ‘Sicilia che piace’ - Capitolato di Bilancio 342525.

Sponsor: Auto System e Doppio Malto.

Domani, venerdì 22 maggio 2026, sarà una giornata all’insegna dell’impegno civile, della culura della legalità e dei valori dello sport, con un doppio appuntamento tra  Monreale e Corleone organizzato dall'Arcidiocesi di Monreale, in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, la Rete di Magistrati "Sport e Legalità" e la Sezione distrettuale di Palermo dell'Associazione Nazionale Magistrati

L’iniziativa si colloca simbolicamente alla vigilia dell’anniversario della strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Un richiamo forte alla memoria e alla responsabilità collettiva, che rafforza il significato degli eventi in programma.

 La mattina, dalle ore 10.30 alle 13.00, presso il Centro Maria Immacolata di Monreale  (Strada Provinciale 89 – Poggio San Francesco), si terrà il convegno dal titolo “Le mafie nello sport – Lo sport contro le mafie”, un momento di approfondimento e confronto dedicato a uno dei temi più delicati e attuali del panorama sportivo e sociale.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Carlo Hamel, presidente Associazione Nazionale Magistrati (ANM) Palermo, e di Antonio Balsamo, presidente della Corte di Appello di Palermo. Seguiranno gli interventi introduttivi di S.E. mons. Gualtiero Isacchi, arcivescovo di Monreale, e di Lia Sava, procuratore generale di Palermo.

La relazione centrale sarà affidata a Bruno Brucoli, sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, che approfondirà il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nello sport.

A seguire, la tavola rotonda “Lo sport contro le mafie” vedrà il confronto tra autorevoli protagonisti del mondo istituzionale e sportivo, tra cui 

Sergio Sottani, procuratore generale di Perugia e presidente della Rete Sport e Legalità, 

Beniamino Quintieri, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, ed 

Elena Pantaleo, pluricampionessa mondiale di kickboxing e già consigliera nazionale del CONI.

L’incontro sarà moderato da Daniele Pasquini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport.

«Quella del 22 maggio - dichiara S.E. mons. Gualtiero Isacchi, arcivescovo di Monreale - è una giornata importante per l’Arcidiocesi di Monreale, perché racconta una duplice volontà della nostra Chiesa locale: anzitutto il desiderio di abitare il mondo dello sport, affiancando tutti coloro che lo vivono come strumento educativo con la costituzione del nuovo Ufficio diocesano per la Pastorale dello Sport, e in secondo luogo ribadire che lo sport può essere uno strumento efficace di contrasto a ogni forma di illegalità e avamposto di resistenza alla mentalità mafiosa».

 Nel pomeriggio, dalle ore 16.00 alle 19.00, l’iniziativa si sposterà al Campo Sportivo Comunale di Corleone (Contrada Santa Lucia), dove si terrà il “Trofeo Sport e Legalità”, un triangolare di calcio che vedrà scendere in campo la Rete di magistrati “Sport e Legalità”, la rappresentativa “Sport Arcidiocesi di Monreale” e una rappresentativa della società civile.

L’evento sportivo sarà preceduto dai saluti istituzionali di Giuseppe Tango, presidente nazionale ANM, Fabrizio Basei, coordinatore della Rete di Magistrati “Sport e Legalità”, e S.E. mons. Gualtiero Isacchi.

«Mettere insieme riflessione e pratica sportiva nella stessa giornata non è casuale: è una scelta precisa - sottolinea Daniele Pasquini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport -. Nel ricordo delle vittime di Capaci, lo sport diventa anche un linguaggio capace di rinnovare ogni giorno l’impegno per la legalità. È uno straordinario strumento educativo e un presidio civile: parlare di mafie nello sport significa accendere i riflettori su un fenomeno reale, ma anche ribadire con forza che esiste un’alternativa concreta fatta di regole, rispetto e responsabilità. Il campo, in questo senso, diventa il luogo simbolico dove questi valori prendono forma e si trasmettono soprattutto alle nuove generazioni».

 Parole importanti anche quelle del coordinatore della Rete Magistrati “Sport e Legalità” Fabrizio Basei: «Lo sport abbatte le barriere, consente di sensibilizzare le giovani generazioni ai valori della legalità, rende possibile l’incontro e il dialogo tra istituzioni, magistratura e società civile, così divenendo anche strumento concreto di lotta alla mafia. Iniziative come queste testimoniano la vicinanza ai cittadini e la presenza dello Stato nella comunità, affinché si accenda un faro su ogni forma di illegalità nello sport».

 La giornata rappresenta un’occasione concreta per ribadire il ruolo dello sport come strumento educativo e presidio di legalità, capace di contrastare ogni forma di illecito e promuovere valori positivi, soprattutto tra i più giovani. Attraverso il dialogo tra istituzioni e la forza simbolica del gioco di squadra, l’iniziativa intende lanciare un messaggio chiaro: lo sport può e deve essere un alleato nella costruzione di una società più giusta, libera da condizionamenti criminali.

 Di seguito il programma delle giornata:

Convegno “Le mafie nello sport – Lo sport contro le mafie”

Monreale – Centro Maria Immacolata (Strada Prov.le 89, Poggio San Francesco) - Ore 10.30 – 13.00

Saluti istituzionali

  • Carlo Hamel – presidente ANM Palermo
  • Antonio Balsamo – presidente Corte di Appello di Palermo

Introduzione e interventi

  • S.E. mons. Gualtiero Isacchi – arcivescovo di Monreale
  • Lia Sava – procuratore generale Palermo

Relazione

  • “Le mafie nello sport”
  • Bruno Bruccoli – P.M. Direzione Distrettuale Antimafia, Procura di Palermo

Tavola rotonda – “Lo sport contro le mafie”

  • Sergio Sottani – procuratore generale Perugia, presidente Rete Sport e Legalità
  • Beniamino Quintieri – presidente Istituto per il Credito Sportivo e Culturale
  • Padre Mauro Billetta – parroco Sant’Agnese V.M., Presidente Associazione Comunità di Danisinni ETS
  • Elena Pantaleo – pluricampionessa mondiale di Kickboxing

Modera

  • Daniele Pasquini – presidente Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport

 Pomeriggio – Trofeo “Sport e Legalità” – Triangolare di calcio a 11

Campo Sportivo Comunale di Corleone (Contrada Santa Lucia) - Ore 16.00 – 19.00

Squadre partecipanti

  • Rete di magistrati “Sport e Legalità”
  • Rappresentativa “Sport Arcidiocesi di Monreale”
  • Rappresentativa “Società civile”

Programma gare

  • Ore 16.00 – Saluti iniziali
  • Ore 16.15 – Magistrati vs Società civile
  • Ore 17.00 – Sport Arcidiocesi vs Magistrati
  • Ore 17.45 – Società civile vs Sport Arcidiocesi
  • Ore 19.00 – Premiazioni

Conclusioni

  • Giuseppe Tango – presidente Nazionale ANM
  • Fabrizio Basei – coordinatore Rete Magistrati “Sport e Legalità”
  • S.E. mons. Gualtiero Isacchi – arcivescovo di Monreale

Al via la seconda edizione del Summer Camp Energy 2026, il campus estivo gratuito dedicato a oltre 120 bambini dello Sperone. Il progetto, arrivato al secondo anno, è finanziato da The Human Safety Net, fondazione del gruppo Generali ed è realizzato da Fondazione Reggio Children - Centro Loris Malaguzzi in collaborazione, a Palermo, con l’Istituto comprensivo Sperone-Pertini e con le associazioni Ecomuseo Mare Memoria Viva e Cuore che vede.

Un’iniziativa che propone un modello educativo d’eccellenza per contrastare la povertà educativa in periferia. Previsti anche uno sportello di ascolto rivolto ai genitori e tante attività di orientamento per le famiglie.  

I giornalisti e le testate sono invitati alla presentazione del programma e delle attività che si terrà: domani 9 maggio alle 10 all’Istituto comprensivo Sperone-Pertini  Plesso Puglisi, via Nicolò Giannotta n.4

 Interverrà la dirigente scolastica Antonella Di Bartolo. Sarà l’occasione per fare la pre-iscrizione, conoscere da vicino i laboratori di Fondazione Reggio Children e confrontarsi con gli educatori di Ecomuseo Mare memoria viva. 

 

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