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Mercoledì, 17 Luglio 2019

Salvini: dedico la festa del 2 giugno a tutti gli Italiani

Io dedico la Festa della Repubblica - replica il ministro leghista - all'Italia e agli italiani, alle nostre donne e uomini in divisa che, con coraggio e passione difendono la sicurezza, l'onore e il futuro del nostro Paese e dei nostri figli».

« Più tardi Salvini rincara la dose e dice chiaramente che le parole di Fico «sono state un torto alle migliaia di ragazze e di ragazzi che hanno sfilato». «Qui - attacca - c'è gente che rischia la vita per difendere l'Italia, in Italia e nel mondo.

Sentire un presidente della Camera dire che oggi è la festa dei migranti e dei rom, a me fa girare le scatole. Ma credo che abbia fatto girare le scatole anche a chi ha sfilato. Il 2 giugno è la festa degli italiani non dei migranti, nei campi rom di legalità ce n'è poca».

Ma non sono soltanto le parole del presidente della Camera a riaccendere lo scontro nel governo. Anche l'incidente a Venezia, dove una nave da crociera ha urtato un'imbarcazione turistica, è motivo di attrito tra i due alleati. Per Salvini ogni occasione è buona, e i grillini non si tirano indietro: «Mi risulta che una soluzione fosse stata trovata e condivisa - attacca il leghista - mi risulta che qualcuno aveva messo intorno a un tavolo tutti, predisponendo una soluzione che prevedeva alcuni navi a Porto Marghera e un allargamento del canale, ma che tutto sia stato bloccato perché è arrivato un no da un ministero romano. 

Sono stufo dei no, l'Italia va a fondo, abbiamo bisogno dei sì e non è un ministero della Lega quello che ha detto no». A stretto giro via Facebook la replica del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: «Siamo già vicini a una soluzione che finalmente tiene davvero assieme le esigenze del turismo, dell'ambiente e del paesaggio. Le chiacchiere le lasciamo agli altri».altro che Festa della Repubblica: il clima di guerra intestina nel governo giallo-verde da quando l'esito delle elezioni europee ha alterato gli equilibri interni all'esecutivo, agita pure la festa nazionale per eccellenza. Il putiferio scoppia mentre la parata militare ai Fori Imperiali è in pieno svolgimento. La miccia accesa dal presidente della Camera Roberto Fico con la dedica a migranti e rom, scatena l'ira del vicepremier Matteo Salvini. Sono temi sensibili per il Carroccio, tanto da suonare come una fin troppo evidente uscita anti-Lega. Proprio ora che i due alleati stavano provando a ricompattare la squadra.

Oggi alle 18.15 terrò una conferenza stampa a Palazzo Chigi, ho alcune cose importanti da dire a tutti voi".Nel discorso Conte ricorderà le cose fatte in quest'anno dal governo. Responsabilità e dignità saranno due parole chiave. Dove per responsabilità si intende, soprattutto, attenzione ai dossier, alle cose da fare piuttosto che ad una campagna elettorale permanente. Nella dignità, invece, il premier potrebbe individuare la conditio sine qua non per la prosecuzione dell'era giallo-verde. Il quadro, invero, è fosco. Un vertice a tre - con conseguente Cdm - non si dovrebbe avere prima di venerdì, anche perché fino a giovedì Salvini sarà impegnato nella campagna per i ballottaggi, possibile spartiacque, nella strategia leghista, per capire anche cosa fare del governo. E conte in una missione di sistema in Vietnam. Nel frattempo il ministro dell'Interno anche in queste ore non perde occasione per porre condizioni al M5S mettendo in campo quel gioco del cerino ormai emerso da giorni. E, parallelamente, sembrano farsi più stretti i rapporti tra Salvini e i due ministri tecnici, Giovanni Tria e Enzo Moavero Milanesi, come dimostra il lungo colloquio registrato, sotto gli occhi delle telecamere, alla parata dei Fori Imperiali.

il premier Giuseppe Conte annuncia l'orario della conferenza stampa invitando, su twitter, a seguirlo "in diretta streaming" sulla sua pagina Facebook. "Auspico che il presidente Conte faccia un miracolo. Continuo a essere dell'idea che la campagna elettorale è finita e i toni si devono abbassare. Il premier deve ricominciare a far parlare la politica, e soprattutto i due contraenti del contratto, di cose concrete". Così il ministro Gian Marco Centinaio, a Circo Massimo, aggiungendo che da parte della Lega "c'è la buona volontà, ma se non ci dovessero essere le condizioni, se non si riesce a mettersi d'accordo, non vedo alternativa a elezioni".

Non sarà un commiato e neanche un vero e proprio ultimatum. Sarà, però, un richiamo netto e anche duro, un ultimo tentativo per evitare il baratro della crisi. Il premier Giuseppe Conte punta molto sul discorso agli italiani che sta limando in queste ore e che oggi pomeriggio pronuncerà dopo ore di silenzio.

il vicepremier Luigi Di Maio prova a prendere le distanze dal collega di partito Fico, Salvini prosegue la giornata senza abbassare i toni. Tutt'altro. Se in mattinata, prima della sortita di Fico, aveva risposto ad una domanda sul futuro del governo che Lega e M5s avevano ancora tante cose fare insieme, nel pomeriggio, in un comizio a Nettuno, sembra aver cambiato idea arrivando a ventilare per la prima volta la possibilità di tornare alle urne:

«Non ho voglia di perdere tempo - dice - se mi lasciano fare le cose di cui questo Paese ha bisogno, avanti altri 4 anni, se mi accorgo che qualcuno ha voglia solo di litigare, torniamo da voi e vediamo cosa vogliono gli elettori. Perché non abbiamo tempo da perdere. Non si possono dire solo no». Qualche ora prima, durante la sfilata e dopo essersi brevemente intrattenuto a colloquio con il suo leader, anche il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti aveva espresso perplessità sulla tenuta dell'esecutivo: «Se sono scettico sul governo? Sono realista. Aspettiamo che Conte, Di Maio e Salvini si chiariscano e vediamo».

Il quadro attorno a lui, tuttavia, sembra un puzzle che va decomponendosi. Con Matteo Salvini deciso a usare la forza del suo 34% e Luigi Di Maio, ancora frenato dall'elaborazione della sconfitta. Insomma, una partita tutta sul filo della crisi. Anche per questo, l'impatto che il discorso avrà sui suoi vicepremier è tutto da vedere. Conte, tuttavia, si avvia a parlare agli italiani forte di un consenso registrato anche alla fine della parata del 2 giugno, quando si è intrattenuto a lungo con decine di persone che gli chiedevano un selfie invitandolo a non mollare. E il premier, da questa sera, potrà farsi forza anche con "l'endorsement" di Papa Francesco, che di ritorno dalla Romania lo definisce uomo "intelligente, che sa di cosa parla".

A questo "gioco del cerino" Di Maio potrebbe anche starci, deciso a fornire meno alibi possibili al suo alleato. Ma il suo Movimento freme. E, non a caso, l'affondo del presidente della Camera Roberto Fico sul 2 giugno "lo dedico a migranti e Rom" ha irritato non poco il leader del M5S, facendo riemergere la frattura tra governisti e ortodossi. Le forze centrifughe, sui provvedimenti innanzitutto, sono dietro l'angolo. A cominciare dallo sblocca-cantieri, che mercoledì approderà in Aula in un Senato dove la maggioranza M5S-Lega langue. E dove l'emendamento leghista sulla sospensione biennale del codice degli appalti porterà nuovo subbuglio nel Movimento.

Del resto, nei gruppi M5S la sensazione che ormai Salvini abbia deciso per il voto è palpabile. "Si vota il 29 settembre? No, prima", è la battuta che circola in queste ore. Al Quirinale, però, l'ipotesi è valutata con serietà. In caso di crisi il percorso sarà lineare, con consultazioni e, in caso di mancato accordo, indizione di nuove elezioni. Quando....A settembre, ovvero con ragionevole anticipo rispetto ad una manovra che si prospetta complicatissima.

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