La sanità del futuro non può prescindere dal sostegno al nucleo familiare, inteso come il primo, imprescindibile presidio di salute pubblica. Investire sulla funzione genitoriale non rappresenta soltanto un atto di civiltà, ma costituisce un pilastro fondamentale per garantire la sostenibilità del sistema sanitario e il benessere dell'intera comunità. Su queste basi si sviluppa il convegno “La genitorialità è la prima cura”, promosso dall’ASP di Cosenza con il supporto del Distretto Cosenza Savuto, la collaborazione della CARD, e l’apporto dell’Associazione Genitori Impreparati, che si terrà il prossimo 23 aprile 2026 alle ore 09:00 presso la sede dell’Ordine Provinciale dei Medici - Chirurghi e Odontoiatri di Cosenza.
L'iniziativa, curata scientificamente dalle psicologhe e dirigenti ASP Alessandra Aggazio e Mariangela Martirani, si prefigge di evidenziare il legame inscindibile tra relazione genitoriale e relazione di cura, puntando i riflettori sulla necessità di riconoscere il supporto alle famiglie come bisogno sanitario primario. Il prestigio dell'evento è suggellato dalla partecipazione del Vice Presidente della Corte Costituzionale, il professor Luca Antonini, il cui intervento offrirà una prospettiva di altissimo profilo tecnico sulla sostenibilità del servizio sanitario attraverso la prevenzione. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali dell’onorevole Simona Loizzo e del Commissario Straordinario dell’ASP di Cosenza, Vitaliano De Salazar, a testimonianza della sinergia tra politica e management sanitario per il potenziamento dei servizi territoriali.
Attraverso un approccio interdisciplinare, il programma integrerà le voci dei professionisti, delle famiglie, della ricerca universitaria per affrontare le criticità attuali, dei servizi di prima cura, segnate da un progressivo impoverimento della rete consultoriale, appiattita sul modello medico-ambulatoriale e dalla difficoltà di fare rete sia con la medicina di base sia con i servizi ospedalieri che intercettano la genitorialità occupandosi del concepimento e della nascita. In un’epoca caratterizzata dall'implementazione delle Case di Comunità, l’appuntamento cosentino mira a rilanciare modelli d'intervento per il benessere basati sullo sviluppo dell’empowerment familiare.
Il Comitato La Cura esprime grande soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa “Curare sul posto”, svoltasi ieri pomeriggio allo Jure Café di San Giovanni in Fiore (Cosenza). È stata un’occasione di confronto partecipato sulla proposta di legge regionale di iniziativa popolare per la riqualificazione degli ospedali di area montana di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli, già depositata nel Consiglio regionale della Calabria. L’incontro ha rappresentato un passaggio importante di informazione pubblica e di mobilitazione civile attorno a un progetto di legge dal basso che punta a rimettere al centro il diritto alla salute delle comunità montane, troppo a lungo sacrificate da scelte che hanno prodotto desertificazione sanitaria e spopolamento. Il medico Tullio Laino, estensore della proposta, ha ricordato che le aree montane della Calabria sono state le più penalizzate dai tagli del Piano di rientro avviato nel 2010. Laino ha illustrato nel dettaglio l’impianto della proposta, che prevede l’istituzione di un’unica Azienda ospedaliera per la gestione coordinata dei quattro presidi di zona montana e la loro trasformazione in spoke, con l’attivazione di nuovi reparti fondamentali, tra cui Chirurgia generale, Pediatria e Cardiologia con possibilità di angioplastica. Una scelta organizzativa che mira a garantire servizi essenziali nei territori interni e a superare l’attuale frammentazione. Il professor Giuseppe Brisinda, chirurgo del Policlinico universitario Gemelli, ha fornito un contributo scientifico di spessore, richiamando i dati che certificano il fallimento della rete ospedaliera Hub e Spoke in Calabria. Secondo Brisinda, l’idea che il trasferimento del paziente possa rappresentare una soluzione efficace per la tutela della salute si è nei fatti rivelata inadeguata. I tempi di percorrenza, le condizioni orografiche e la carenza di servizi rendono necessario rafforzare l’assistenza nei territori montani, soprattutto per le urgenze tempo-dipendenti. È intervenuto anche Francesco Sapia, già deputato e già componente della Commissione Sanità della Camera, che ha ripercorso le iniziative portate avanti negli anni per la tutela della sanità nelle aree montane e ha dichiarato apertamente il sostegno dell’associazione Schierarsi alla proposta di legge. L’intellettuale Riccardo Allevato ha ribadito che la soluzione è la cura sul posto, come affermato anche dal docente di Lettere Giovanni Iaquinta, che ha invitato tutte le forze politiche a sottoscrivere la proposta, ponendo fine al lungo abbandono dei territori montani da parte del sistema pubblico. È stato sottolineato che oggi esiste uno strumento concreto di risposta popolare, cioè una legge di iniziativa dei cittadini che indica una direzione chiara e un obiettivo comune, la riqualificazione dei presìdi ospedalieri pubblici nelle aree interne della Calabria. In sala era presente anche il sindaco di Caccuri, Luigi Quintieri, che ha portato il proprio saluto e la vicinanza istituzionale all’iniziativa. Il giornalista Emiliano Morrone ha comunicato che sono già state superate le 1.500 firme raccolte negli altri territori coinvolti. Morrone ha affermato che, senza una mobilitazione generale, anche delle forze politiche, la sanità pubblica nelle aree montane non avrà futuro. Le comunità di montagna, ha detto, non possono essere trattate peggio sulla base di criteri meramente econometrici e ragionieristici. “Questa è l’ultima chiamata per le comunità di montagna”, ha rimarcato. Il Comitato La Cura ringrazia tutti i relatori, i cittadini intervenuti e quanti stanno contribuendo alla raccolta firme. La partecipazione registrata conferma che esiste una domanda forte di giustizia territoriale e di tutela reale del diritto alla salute. La battaglia per curare sul posto è una battaglia di dignità e di futuro per le aree montane della Calabria.
C’è un vento che attraversa la Calabria e porta con sé storie, sogni e musica. Non è solo il vento dei panorami infiniti o del sole che incendia le colline: è il vento della creatività, della voglia di raccontare, di trasformare il quotidiano in arte. Qui, dove il tempo sembra talvolta sospeso, la vita pulsa tra teatro, note e parole. È questa energia silenziosa ma potente a dare forma all’VIII edizione di “Sguardi a Sud – Suoni e visioni del presente 2025”, la rassegna culturale ideata dalla Compagnia Porta Cenere con la direzione artistica di Mario Massaro. Non una semplice celebrazione della Calabria, ma un invito a reinventare il mondo, a farlo vibrare nei cuori di chi si lascia attraversare dalla bellezza.
Con il patrocinio del Comune di Mendicino e il sostegno della Fondazione Carical, la kermesse torna dal 14 novembre al 14 dicembre al Teatro Comunale di Mendicino. La Calabria diventa laboratorio del presente: il Sud si misura con le altre realtà e l’arte diventa specchio e lente insieme. Teatro, musica, parola e memoria si trasformano in strumenti di un orizzonte che va oltre i confini geografici: il Sud come direzione dell’anima.
«Inaugureremo questa VIII edizione di “Sguardi a Sud” con la musica perché il suono è il linguaggio più immediato dell’emozione- afferma Mario Massaro, direttore artistico della rassegna-. Il nostro obiettivo è trasformare la Calabria in un laboratorio creativo, dove il presente si confronta con la tradizione e l’innovazione, dove il Sud diventa spazio di pensiero, immaginazione e resistenza culturale».
La rassegna si aprirà venerdì 14 novembre alle ore 20.30 con “Diggin’ the Songbook”, trio guidato dal contrabbassista Giuseppe Venezia, affiancato da Bruno Montrone al pianoforte e Dario Riccardo alla batteria. Classe 1982, lucano, Venezia è una delle voci più autorevoli del contrabbasso italiano. La sua carriera lo ha portato a calcare i palcoscenici internazionali dei club storici di New York – Birdland, Smalls, Fat Cat, Dizzy’s Club Coca-Cola – e dei principali festival europei, collaborando con nomi di punta del jazz come Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Scott Hamilton e molti altri.
Oltre alla carriera internazionale, il celebre contrabbassista ha costruito un percorso nazionale di rilievo, collaborando con alcuni dei jazzisti italiani più apprezzati, tra cui Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Max Ionata, Giovanni Amato e Flavio Boltro. La sua cifra stilistica è unica: ascolto, interazione e groove. Venezia fonde tecnica e anima, trasformando ogni performance in esperienza emotiva e narrativa. La sua musica affonda le radici nella tradizione afroamericana del jazz, ma si apre all’espressione contemporanea, capace di tessere legami tra generazioni e fondere linguaggi differenti in un unico respiro sonoro.
In “Diggin’ the Songbook”, Giuseppe Venezia guida il trio in un dialogo continuo tra passato e presente: le melodie evocative del pianoforte, il ritmo pulsante della batteria e le linee profonde del contrabbasso diventano parole di un racconto senza voce. Il repertorio spazia dagli standard immortali del jazz a composizioni originali, reinterpretate con uno sguardo contemporaneo. Ogni nota diventa dialogo, ogni silenzio diventa spazio narrativo. Il pubblico viene trasportato in un flusso di energia e delicatezza, dove il jazz diventa esperienza sensoriale ed emotiva.
Il giorno successivo, il 15 novembre, il palco del Teatro Comunale di Mendicino accoglierà Marco Grompi e Michele Fortis Duo con “Winterflowers”, progetto che rende omaggio a Neil Young e alle grandi melodie della giovinezza. Grompi e Fortis, un tempo conosciuti come Crossroads, ricominciano a suonare insieme dopo quarant’anni, riportando in vita brani originali e armonie acustiche custodite nel tempo. Il loro album Winterflowers (Tube Jam Records, 2024) segna la rinascita di una complicità musicale e umana, capace di intrecciare passato e presente. La loro musica evoca i grandi cantautori angloamericani come Bob Dylan, Joni Mitchell, Jackson Browne, Van Morrison, Simon & Garfunkel, trasformando ogni esecuzione in un racconto poetico e intimo.
La storia di Marco e Michele affonda le radici negli anni del liceo a Bergamo, tra prime composizioni originali e concerti nei folk club lombardi. Marco Grompi ha costruito una carriera solida tra band, produzioni, pubblicazioni e collaborazioni internazionali; Michele Fortis ha sviluppato la professione medica come specialista in anestesia, terapia del dolore e cure palliative, affiancando la pratica professionale alla scrittura narrativa con tre romanzi pubblicati.
Il loro ritorno nasce nell’estate 2023 con il reading musicale "Il Paese dei Ribelli", tratto dal romanzo di Fortis. Nel 2023/’24, insieme al produttore Paz De Fina e ai musicisti fidati Fulvio Monieri (basso, cori), Massimo Piccinelli (tastiere) e Robi Zonca (chitarra), decidono di far rivivere le canzoni di gioventù. Il risultato è un progetto che non è solo musica, ma esperienza emotiva e narrativa: dieci brani originali e il singolo "Settembre" (Winterflowers Version) restituiscono al pubblico la forza di una memoria che diventa arte viva.
Rossella Giordano, assessore alla Cultura del Comune di Mendicino, sottolinea: «L’VIII edizione della rassegna Sguardi a Sud conferma il Teatro Comunale di Mendicino come luogo di incontro e crescita culturale. In qualità di assessore alla Cultura, non posso che esprimere orgoglio per una rassegna di grande qualità, che valorizza il nostro territorio e rinnova l’impegno dell’amministrazione nel promuovere arte e partecipazione, grazie alla preziosa collaborazione con la compagnia teatrale Porta Cenere».
In ogni spettacolo, in ogni incontro, vive il desiderio di una Calabria che si rinnova e guarda lontano. Una terra che ascolta, crea e non smette di sognare. Perché "Sguardi a Sud" non è solo una rassegna: è un cammino di bellezza condivisa, un respiro collettivo che trasforma l’arte in presenza, e la presenza in futuro. Ogni spettatore potrà uscire dal teatro con un’esperienza viva, sentendosi parte di un racconto più grande, in cui arte, parola e musica dialogano con la quotidianità e la trasformano in visione.
Nella splendida cornice dei Magazzini Badiali dell’Abbazia Florense, nel cuore del centro storico di San Giovanni in Fiore, si è conclusa sabato scorso una ricca giornata di eventi dedicata alla scoperta dei luoghi della memoria e dell’identità produttiva della Sila.
Le attività, iniziate nel pomeriggio con un percorso di trekking urbano tra i principali musei cittadini, hanno offerto ai partecipanti un viaggio nella storia, nella cultura e nelle tradizioni del territorio. Particolarmente suggestiva la visita al Mulino Belsito, autentico scrigno di archeologia industriale nel cuore della città.
L’iniziativa, fortemente voluta dalla sindaca Rosaria Succurro, ha trovato il suo momento culminante nell’incontro conclusivo ai Magazzini Badiali, al quale hanno preso parte il presidente del GAL Sila Antonio Candelise, il direttore del GAL Sila Francesco De Vuono, il commissario del Parco Nazionale della Sila Liborio Bloise,Natale Carvello e altri autorevoli stakeholder del territorio.
Durante il confronto si è discusso del ruolo strategico dei Musei d’Impresa come strumenti di promozione e valorizzazione dei territori. È emerso come i musei non siano solo luoghi di memoria, ma spazi vivi di dialogo dove la storia dell’impresa si intreccia con la cultura, l’innovazione e l’identità delle comunità locali.
Un momento di riflessione e condivisione che ha messo le basi per la costruzione di nuovi percorsi di sviluppo sostenibile e culturale, capaci di raccontare e valorizzare un territorio ancora in parte da scoprir
La giornata si è conclusa in un clima di convivialità, con un buffet di prodotti a km 0 organizzato e gestito dagli allievi dell’ITS Iridea Academy, sotto la direzione operativa di Antonio Veltri e la supervisione del coordinatore didattico Giorgio Durante.
Una squadra coesa e professionale, operativa fin dal mattino con una caccia ai funghi da parte di due grandi esperti, Michele Ferraiuolo, e Tommaso Loria, una compagine che ha interpretato al meglio la filosofia dell’alta formazione promossa dalla presidente della Fondazione ITS Iridea Academy, prof.ssa Felicita Cinnante, che tra l’altro per l’occasione ha preannunciato un nuovo corso, (Sono gia aperte le iscrizioni n.d.r. www.itsiridea.it ), sul turismo enogastronomico, pienamente integrata con il territorio e le sue eccellenze agroalimentari.
Sempre più, San Giovanni in Fiore si conferma non solo capitale della Sila, ma anche fulcro di uno sviluppo territoriale innovativo e sostenibile, grazie a iniziative che sanno unire formazione, cultura e valorizzazione delle risorse locali, in perfetta armonia con le straordinarie bellezze del Parco Nazionale della Sila.
Con 163 atleti al traguardo, in una domenica infarcita di concomitanze sui 21,097 km in giro per l’Italia, la Co.Ro. Half Marathon di Corigliano-Rossano (CS) ha ritrovato il suo posto nel calendario delle mezze maratone. La terza edizione della prova calabrese, chiamata ad assegnare i titoli regionali Fidal sulla distanza, ha richiamato anche nomi prestigiosi a cominciare da quello del vincitore, l’azzurro Luca Ursano (Atl.Casone Noceto) che in 1h06’27” ha abbassato di oltre 4 minuti il record della manifestazione.
La sua si è ben presto trasformata in una prova di allenamento lungo, visto il distacco imposto agli avversari. Seconda piazza per Charles James Elshaikh (Pol.Magna Grecia Asd Cassano) a 6’03”, terza per Andrea Pranno (Cosenza K42) a 6’30”. Ai piedi del podio Salvatore Curcio (Marathon Cosenza) a 12’47” e Andrea Meduri (Violettaclub) a 13’31”.
Record anche al femminile grazie a Simona Belvedere (Atl.Brothers) che si è aggiudicata la gara in 1h28’32” battendo di 6’17” Mariacarmela Nardi (Kos Running) e di 6’32” Isabella Cardile (Violettaclub).
Questi i nuovi campioni regionali: Giuseppe Basile (Corricastrovillari/JM), Charles James Elshaikh (Pol.Magna Grecia Asd Cassano/SM), Andrea Pranno (Cosenza K42/SM35), Salvatore Curcio (Marathon Cosenza/SM40), Andrea Ponzi (Athlos Mirto Crosia/SM45), Giovanni Canino (Fiamma Atl.Catanzaro/SM50), Franco Vitaliano (Fiamma Atl.Catanzaro/SM55), Pietro Cosimo (Fiamma Atl.Catanzaro/SM60), Vincenzo Falvo (Lib.Atl.Lamezia/SM65), Raffaele Lagani (Corricastrovillari/SM70), Erika Vignale (Pol.Magna Grecia Asd Cassano/PF), Isabella Cardile (Violettaclub/SF), Mariacarmela Nardi (Ks Running/SF40), Simona Belvedere (Atletica Brothers/SF45), Italia Sinopoli (Corricastrovillari/SF50).
Ben 3 titoli regionali quindi per la società organizzatrice Asd Corricastrovillari-Guglielmo Atl. a coronamento di una bellissima giornata di sport, allestita con il sostegno del Comune di Cirigliano-Rossano, sotto l’egida dell’Asi oltre che della Fidal regionale. La manifestazione, grazie anche al supporto dei volontari si è confermata un riferimento per l’atletica calabrese, degno di ospitare manifestazioni anche di maggior valore e titolo. Appuntamento al prossimo anno.
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