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“I Treni storici del gusto Sicilia 2020”, l’iniziativa dell’assessorato regionale del Turismo e della Fondazione Ferrovie dello Stato, domenica 18 ottobre avrà come protagonista, ancora una volta, Caltagirone con il “Treno del Barocco” da Siracusa alla città della ceramica.

Il programma: alle 8,30 partenza dalla Stazione Centrale di Siracusa con destinazione Caltagirone. Sul Treno storico, lungo il percorso, Slow Food Sicilia racconterà il territorio attraverso le sue tradizioni e i prodotti enogastronomici più rappresentativi quali i Cudduruni di Lentini, l’Arancia rossa di Sicilia della Piana di Catania, il ficodindia di Militello e la sua mostarda, l’uva da tavola dell’area tra Mazzarrone, Licodia Eubea e Vizzini e il Carciofo violetto di Niscemi. Inoltre racconterà dei grani antichi siciliani di cui la Stazione consorziale sperimentale di Granicoltura di Caltagirone detiene una banca di oltre 53 tipi, che rappresenta un punto di riferimento per la comunità Slow Food. Le guide turistiche illustreranno il territorio attraverso le sue eccellenze di interesse storico, artistico, architettonico e culturale; alle 11,06 alla Stazione ferroviaria di Caltagirone e trasferimento in pullman a cura di Fondazione FS nella piazza San Francesco di Paola;  alle 11,40 benvenuto dell’assessore alle Politiche culturali Antonino Navanzino e visita guidata alla scoperta dei principali luoghi e monumenti della città tra cui il Ponte San Francesco, il Carcere Borbonico, la Cattedrale, la Corte Capitaniale, la Piazza Municipio e la Scala di Santa Maria del Monte.

Durante la visita si potranno ammirare anche la mostra “S.P.Q.C. Senatus PopulusQue Calataieronensis. Il Senato Civico di Caltagirone: Storia, Racconto, Memoria”, che si sviluppa lungo tre sedi (il Carcere Borbonico, la Corte Capitaniale ed il Municipio), la mostra fotografica “I treni storici, breve viaggio nel mondo dei treni”, nella Galleria “Luigi Sturzo”, e un’altra mostra fotografica, “Posti/opposti, città metropolitane a confronto”, anch’essa all’interno della Galleria “Luigi Sturzo”, tutte patrocinate dal Comune; dopo la pausa pranzo, alle 14,40 visita alle botteghe ceramiche e, alle 15,30, visita alla Scala di Santa Maria del Monte e all’edificio di Sant’Agostino, con la cripta e l’esposizione della sezione preistorica del Museo regionale della Ceramica. Infine, alle 17,30 il trasferimento alla Stazione ferroviaria di Caltagirone, da cui, alle 17,58. avverrà la partenza per Siracusa.

L’iniziativa si avvale della collaborazione in loco dell’Unità operativa di Caltagirone del Servizio turistico regionale di Catania e del Comune di Caltagirone.

Una città che guarda al futuro, che mette insieme energie e sinergie per rafforzare il sistema di accoglienza e garantire maggiore qualità ai servizi pubblici per l’immigrazione. Ѐ questo il cuore del progetto europeo CA.T.A.N.I.A – Capacitybuilding Temi e Approcci nuovi per l’Integrazione e l’Accoglienza, promosso dal Comune di Catania e realizzato con il contributo di alcune realtà del privato sociale, che è stato presentato venerdì scorso nell’Aula Consiliare di Palazzo degli Elefanti.

«Siamo molto orgogliosi – dichiara Giuseppe Lombardo, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Catania – di ospitare e promuovere nella nostra città un progetto che fa dell'inclusione uno strumento fondamentale di sviluppo. È un'iniziativa nella quale il Comune di Catania crede fortemente non soltanto in qualità di Ente Capofila, ma perché rafforza ancora di più la sinergia tra pubblico e privato sociale, contribuendo a innalzare il livello di qualità dei servizi offerti ai cittadini stranieri».

Il progetto, finanziato dal Ministero dell'Interno con i fondi del FAMI, sarà l’occasione per garantire a più di 160 operatori della Pubblica Amministrazione un percorso di formazione qualificato con la possibilità di confrontarsi con i maggiori esperti italiani ed europei sui temi legati all'accoglienza e all'inclusione. Prestigiosa la presenza tra i docenti di Donatella Di Cesare, filosofa, saggista e editorialista italiana che insegna Filosofia teoretica all'Università "La Sapienza" di Roma.

«Il progetto – aggiunge Domenico Palermo, coordinatore dell’iniziativa – è un importante investimento sulle risorse umane delle Istituzioni pubbliche locali per migliorare la capacità della città di Catania, una delle principali porte d'accesso all'Europa, nella gestione del complesso fenomeno dell’immigrazione. Due gli obiettivi principali che vogliamo raggiungere: stimolare il ripensamento concettuale di tutti i luoghi comuni legati alla figura dello straniero e coniugare più efficaci politiche di integrazione per creare più sicurezza. La storia e l'esperienza insegnano che l’esclusione dei più fragili non solo nega diritti fondamentali delle persone ma innalza il livello di minaccia e di conflitto sociale. Non è dunque con maggiore esclusione che vinceremo la sfida delle migrazioni».

Aggiornamento e rafforzamento delle competenze professionali sono al centro del progetto, ma anche la creazione di uno sportello di consulenza per la gestione di casi complessi e difficili e l'istituzione di un servizio dedicato, che mette a disposizione un team di mediatori culturali per supportare il lavoro di accoglienza degli operatori.

«È un’occasione che non potevamo perdere, un nuovo modo di ripensare alla cultura delle migrazioni, che attraverso una rete territoriale solida sia in grado di proporre nuove strategie e modelli di intervento», ha sottolineato Lucia Leonardi, responsabile del progetto e incaricata di Posizione Organizzativa - Azioni di Sistema all’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Catania.

Presenti alla conferenza stampa Salvatrice Rizzo, Direttrice del Centro per l'impiego, Maurizio Battaglia, che ha portato i saluti del Direttore del Carcere di Bicocca, Giuseppe Russo e i referenti dei partner del progetto: Consorzio Il Nodo, Consorzio Sol.Co., Cooperativa sociale Prospettiva, Associazione Eris, Cooperative sociali Fenice e Marianella Garcia.

 

Ridurre i tempi di realizzazione delle opere e fare un balzo in avanti per la riqualificazione e lo sviluppo del territorio. È stato firmato ieri (mercoledì 30 settembre) un protocollo d’intesa tra il Comune di Acireale, gli Ordini di Ingegneri e Architetti e il Collegio dei Geometri di Catania. Ad aprire l’incontro è stato il sindaco del comune etneo Stefano Alì: «Continua il nostro lavoro in sinergia con i professionisti, che garantisce ottimi risultati per la nostra Amministrazione e per la crescita del territorio nel segno dell’etica e della trasparenza. Ci siamo prefissati obiettivi importanti, tra cui la realizzazione di opere pubbliche strategiche da affidare attraverso il concorso di progettazione a due fasi».

Su quest’ultimo punto si è soffermato il vicesindaco di Acireale Carmelo Maria Grasso, certo che «questo accordo contribuirà ad elevare la qualità dei progetti di cui si doterà la città di Acireale. Attraverso i concorsi di progettazione vogliamo garantire infatti ampia partecipazione ai professionisti locali creando sinergia con i migliori studi di progettazione nazionali e internazionali, riuscendo a realizzare opere di qualità in tempi certi. Questo protocollo rappresenta un incubatore di idee volto a migliorare e potenziare le azioni sul nostro territorio: Acireale merita questo».

«Quella di oggi rappresenta una tappa fondamentale nel percorso avviato con il Comune di Acireale in passato con due atti propedeutici – spiega il presidente degli Ingegneri etnei Giuseppe Platania – il primo circa un anno fa con i tirocini formativi, attraverso i quali l’Ordine ha messo a disposizione dell’Amministrazione due professionisti che svolgono la propria attività all’interno dell’Ufficio Tecnico. La seconda, in sinergia con gli Architetti e i Geometri, per redigere un regolamento edilizio di nuova generazione basato sul Regolamento Tipo nazionale, adattandolo alle esigenze e alle caratteristiche del territorio acese. Attraverso il protocollo, saremo presenti per dare supporto per quanto concerne le problematiche di natura urbanistica, pianificatoria e di interpretazione delle norme in continua evoluzione, con l'intento di ottenere qualità e correttezza degli interventi, chiarezza, tempestività, efficienza di rapporti e di procedure, a beneficio della Comunità. Inoltre, daremo il nostro contributo concreto per quanto riguarda i concorsi di progettazione, per cui ci siamo battuti anche a Catania ottenendo risultati significativi».

Un punto chiave del documento, come ribadito dal massimo esponente degli Architetti catanesi Alessandro Amaro: «Dopo Catania e Palermo, anche Acireale abbraccia i concorsi di progettazione, che rappresentano la giusta direzione per la riqualificazione del territorio, ma anche per offrire nuove opportunità lavorative ai giovani. Uno strumento che – grazie all’utilizzo della piattaforma digitale del nostro Consiglio Nazionale - consentirà un’accelerazione degli iter burocratici e amministrativi, mettendo al centro il progetto e non il progettista. Di fronte alla fragilità economica e sociale legata al contesto emergenziale servono nuovi slanci legati al mercato dei lavori pubblici, dando a tutti gli esperti la possibilità di presentare la propria idea e di migliorare le città in cui viviamo con architettura di qualità».

«Oggi abbiamo una conferma: Acireale guarda avanti e al futuro – ha concluso Agatino Spoto, presidente del Collegio dei Geometri - applicando concretamente il concetto di trasparenza e puntando a quella ripartenza che tutti auspichiamo».

I progetti voluti e scelti dall’amministrazione per la procedura concorsuale, come spiegato dai responsabili dell’Ufficio Tecnico e dell’Urbanistica, Santi Domina e Andrea Giudice, riguarderanno inizialmente la realizzazione di un parcheggio di interscambio su più livelli nell’area dei Cappuccini e una pista ciclabile di circa 7 km che collegherà tutti i poli strategici di Acireale. Due opere che miglioreranno decisamente la mobilità di uno dei luoghi siciliani patrimonio artistico, culturale e paesaggistico.

“Archeologia, un tuffo nella storia”. Questo il nome del progetto della “A.S.D Jonica Diving School”, in collaborazione con l'istituto “Duca degli Abruzzi” di Catania. Un esperienza unica per informare e far toccare con mano i tesori che si celano nei fondali del Mediterraneo. Uno stage subacqueo formativo, presso il campo archeologico dell’Isola delle Femmine,  in accordo con la Sovraintendenza del Mare di Palermo. “Nel corso dei secoli il Mediterraneo  è stato fonte di ricchezza, di unione, di commerci e di aggregazione. Un mezzo per conoscere, condividere e unire- afferma la dirigente del  “Politecnico del Mare” Brigida Morsellino- la sinergia con la Sovraintendenza del Mare della Regione Sicilia, e di tutte le altre associazioni e istituzioni coinvolte, creano una partnership di grande spessore e prestigio per i nostri ragazzi”. Mondi inediti per incrementare il patrimonio culturale in un itinerario subacqueo con ricognizioni che si sono svolte nelle acque antistanti l’Isola delle Femmine. Il tutto grazie alla “A.S.D Jonica Diving School” composta dal presidente dell'associazione e istruttore Orazio Motta, dall’istruttore Enrico Piazza e dall’assistente istruttore e fotografo Massimo Cannata.  Accanto a loro, il dottor La Rocca che ha illustrato, nel corso della conferenza informativa, le"Ricerche archeologiche a Isola delle Femmine" mentre il dottor Sgroi ha trattato il tema della “tecnologia nelle ricerche archeologiche subacquee". Ad aumentare il prestigio e l’importanza del progetto, la presenza della dottoressa Giovanna Bucci (LAS Laboratorio di Archeologia Subacquea, Dipartimento dei Beni Culturali, Università di Padova -Federazione ITA F07 CDCI. CMAS Diving Center Italia, Confédération Mondiale des Activités Subaquatiques) e la professoressa e referente per la Legalità dell'istituto “Duca degli Abruzzi” Elisabetta Giustolisi. “Il nostro obiettivo- sottolinea la prof.ssa Giustolisi- è fornire ai ragazzi un quadro, quanto più completo possibile, dei mezzi e delle risorse che hanno a disposizione per affermarsi in questa società e nel mondo lavorativo. La figura dell’archeologo subacqueo è un contesto in continua evoluzione dove servono capacità e profonda competenza. A questo proposito stiamo valutando la possibilità di istaurare con l’università di Padova una collaborazione per dei progetti futuri che coinvolgeranno molti nostri studenti”. 

Sibeg, l’azienda che produce e commercializza in Sicilia le bevande a marchio The Coca-Cola Company, celebra 60 anni di attività: un traguardo importante che sottolinea il successo di una realtà imprenditoriale profondamente radicata nel territorio ed evidenzia il legame di Coca-Cola con la Sicilia. Un percorso comune di continua crescita fatto di investimenti produttivi, attenzione all’ambiente, alla sostenibilità, al territorio e alla sua comunità.

Da quando Coca-Cola è stata imbottigliata per la prima volta in Italia nel 1927, l’azienda ha continuato a investire sul legame con il Paese, entrando nei cuori e nelle case degli italiani. Tra gli ingredienti speciali di Coca-Cola in Italia c'è lo storico stabilimento siciliano di Sibeg.

La storia di Sibeg prende avvio il 28 maggio 1960 con l’inaugurazione dello stabilimento di Catania. Nel 1976 Sibeg viene rilevata dal Gruppo Busi, già imbottigliatore Coca-Cola nelle Marche e in Romagna. Nel 1991 Maria Cristina Elmi Busi diventa amministratore delegato dell’Azienda e dieci anni più tardi, nel 2001, avviene il cambio generazionale: Maria Cristina diventa presidente, lasciando il ruolo di Ad al figlio Luca Busi. Oggi l’Azienda conta 350 dipendenti, produce e consegna quotidianamente bevande a oltre 30.000 punti vendita nella Regione e detiene il 62% a valore del mercato delle bevande gassate in Sicilia.

Come evidenzia lo studio realizzato da SDA Bocconi School of Management sull’impatto socio-economico di Coca-Cola in Italia, nel 2018 Coca-Cola ha distribuito in Sicilia risorse per 48,2 milioni di euro (pari allo 0,05% del PIL regionale): 14,1 milioni di euro alle famiglie, 34,1 milioni di euro alle imprese e 0,04 milioni di euro allo Stato.

In termini di impatto economico, Coca-Cola è il primo soggetto nell’industria delle bibite, mentre occupa il secondo posto in quella delle bevande e il quarto nel settore del food and beverage*.

L’impatto occupazionale complessivo di Coca-Cola in Sicilia nel 2018 è pari a 995 occupati (lo 0,06% degli occupati totali nella regione), di cui 349 dipendenti diretti e 525 occupati indiretti: dati che collocano Coca-Cola al primo posto per impatto occupazionale sia nell’industria delle bibite, sia nell’industria delle bevande, sia nel settore del food and beverage*.

«Sibeg è una delle principali protagoniste del panorama produttivo della Regione, in grado di fare impresa creando valore, generando reddito e sostenendo concretamente l’economia e l’occupazione. Lavoriamo con dedizione e passione, coniugando il nostro radicamento nel territorio siciliano con un marchio globale come Coca-Cola - afferma Luca Busi, amministratore delegato Sibeg - Desideriamo continuare così per almeno altri sessant’anni, difendendo la permanenza dell'azienda a Catania. Nonostante il momento di difficoltà che sta attraversando il settore delle bevande analcoliche e la doppia tassazione che dal 1° gennaio 2021 il comparto si troverà ad affrontare, l'azienda è pronta a impegnare l’energia che da sempre la contraddistingue rinnovando il legame e le affinità con la Sicilia, auspicando un supporto e un dialogo con le Istituzioni, per garantire così la tenuta della nostra filiera produttiva, oggi messa seriamente in discussione».

È forte anche l’impegno di Sibeg a favore dell’ambiente con numerosi progetti, tra cui:

  • l’innovativo Green Mobility Project, con cui ha dotato tutta la forza vendita di auto full electric, contribuendo all’installazione sul territorio di 68 colonnine di ricarica a disposizione di tutti i cittadini;
  • l’utilizzo di energia 100% proveniente da fonti rinnovabili;
  • l’inaugurazione di un impianto di trigenerazione con l’obiettivo di ridurre il consumo di energia elettrica del 45%;
  • una riduzione dei consumi idrici: nel corso del 2009 il rapporto tra acqua utilizzata dallo stabilimento e prodotto imbottigliato era 2,9 L, mentre nel 2018 questo indice è sceso sino a 2,5 L ottenendo una riduzione di consumi pari a 54.372.800 L di acqua.

 

L’impegno dell’azienda in Sicilia lo si vede anche nei progetti a supporto della filiera agrumicola. Dal 2014 attraverso The Coca-Cola Foundation ed in collaborazione con il Distretto Agrumi di Sicilia, l’Università di Catania e l’Alta Scuola Arces, oltre 1,3 milioni di euro sono stati destinati a sostenere progetti dedicati alla formazione e all’innovazione tecnologica, volti a valorizzare e dare nuovo impulso all’agrumicultura. Tra questi “Social Farming: Agricoltura sociale per la filiera agrumicola siciliana” - giunto ormai alla sua terza edizione - un progetto di agricoltura sociale che offre percorsi formativi a soggetti lavorativamente svantaggiati, per creare figure specializzate per la filiera agrumicola

 

Coca-Cola è quindi molto più siciliana di quanto si pensi, e lo ha dimostrato anche lanciando prodotti realizzati con ingredienti tipicamente siciliani: l’anno scorso è stata lanciata Fanta Aranciata Rossa, con succo di “Arancia Rossa di Sicilia IGP”, mentre da pochi mesi è disponibile la nuova Fanta Limonata, realizzata con succo di “Limone di Siracusa IGP”.

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