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Venerdì, 19 Gennaio 2018

In primis, accendiamoun faro”, sull’annata agraria 2017, della Puglia.  Secondo i dati statistici dell’Ismea, la Puglia è prima, in Italia, per aziende ortive; seconda dietro la Sicilia, per frutteti, terza per i legumi. In particolare, la produzione agricola pugliese ha numeri, da record, su pesche, uva da tavola e agrumi, per quanto riguarda la frutta; mentre per quanto interessa le produzioni ortive sono, sopra i livelli: lattughe, fave, carciofi e pomodori, per la lavorazione industriale. Ma c’è di più. Le esportazioni dei prodotti agricoli (+9%) e dell’agroalimentare (+4,9%) hanno dato slancio all’export pugliese.  Ancora, il 2018 comincia sotto una buona prospettiva agricola pugliese, ad opera della Coldiretti Puglia: una nuova Igp(Indicazione geografica protetta) per l’olio extravergine Puglia.  Poi, secondo i dati riportati dall’Istat, le esportazioni di vino pugliese, (vino Primitivo, Malvasia, Negroamaro), così come per la Campania e la Sicilia, negli ultimi anni, sono cresciute del 20%. A questo punto, noi pensiamo che la sfida per andare oltre, è la gastronomia; ovvero, dare il massimo sostegno, ad esempio, a questi prodotti agroalimentari: fave, piselli, ceci, lenticchie, fagioli, carote, patate novelle, rape, cicorie, broccoletti, cavoli, finocchi, pomodori d’inverno, uve, arance e limoni. Stiamo parlando delle vere” bontà” della Dieta Mediterranea, anche, da esportare, dal Sud, all’estero.

In primis, noi mettiamo in evidenza l’importanza educativa dell’alternanza scuola-lavoro per i giovani, alle soglie di una fase di ricerca di un lavoro, soprattutto, stabile. Secondo noi, l’alternanza scuola-lavoro rappresenta un’importante cambiamento culturale.  A questo punto, dobbiamo dire, anche, senza mezzi termini, che oggi, il tipo di lavoro preferito dai giovani è il web, dando un addio ai mestieri dei papà. Il primo desiderio dei giovani italiani, il 54%, per il 2018, è ricevere una chiamata di lavoro e, per uno su tre, rigorosamente legata al web. App e social media, in una realtà virtuale, dove le opportunità appaiono più numerose di quelle esistenti, nel mondo reale e dove il successo può arrivare prima.  Ma c’è di più. Guerino Nuccio Bovalino, ricercatore, all’Università per stranieri Dante Alighieri, a Reggio Calabria, ha affermato:” I giovani iniziano a comprendere meglio i meccanismi del web, compreso il suo potenziale negativo se si è, troppo, esposti. Ciò li porta a voler divenire architetti della rete, più che divi in pasto allo shitstorm”. Ancora, noi pensiamo che la predisposizione dei giovani a voler lavorare, nel digitale, non è solo dovuta ad una naturale appartenenza generazionale alla Rete ma, la conoscenza di quel mondo, unita alla loro creatività, pare essere l’unico modo per i giovani di ritagliarsi uno spazio nel mercato del lavoro. E, dulcis in fundo, diciamo che Puglia, Campania e Sicilia sono tra le prime quattro Regioni italiane in cui, negli ultimi sei anni, c’è stata la maggiore crescita di imprese digitali (Cfr.Rapporto Censis insieme a Confcooperative). In conclusione, diciamo che è l’uomo, al centro della tecnologia, il motore del futuro.

“La manovra si presenta inadeguata ad affrontare i gravi problemi economici del nostro Paese, sui quali avrebbero potuto incidere positivamente interventi significativi per il settore immobiliare, da sempre motore di sviluppo e di crescita. Non bastano, in questo senso, la limitata proroga della cedolare secca per gli affitti abitativi a canone calmierato (di soli due anni, a fronte di contratti che ne durano cinque), l’estensione dei Pir alle imprese immobiliari e la conferma degli incentivi per gli interventi sugli immobili. Al comparto immobiliare serve ben altro. In attesa di presentare alle forze politiche le nostre proposte per la nuova legislatura, avevamo suggerito una misura – la cedolare secca sugli affitti dei negozi – che avrebbe consentito di affrontare il disastro dei locali commerciali abbandonati che crescono continuamente nelle nostre città. L’avevano richiesta e sostenuta maggioranza e opposizione, e lo stesso Governo si era espresso in suo favore, ma non se n’è fatto nulla, a vantaggio di mille misure di spesa sulle quali è meglio sorvolare. Si è persa, ancora una volta, un’occasione per favorire la ripresa di un Paese ancora fermo”.

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