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Martedì, 24 Ottobre 2017

Protom sceglie Elite, il programma di Borsa Italiana e Confindustria per le imprese ad alto potenziale, per supportare il suo percorso di crescita legato a innovazione e internazionalizzazione. L'annuncio dell'ammissione a Elite di Protom, azienda fondata più di 25 anni fa da Fabio De Felice, è avvenuto oggi a Napoli all'Unione Industriali nel corso del roadshow di Confindustria ed Elite al quale hanno partecipato le più importanti aziende del territorio.

Con cuore operativo in Italia a Napoli e Milano, uffici in Francia, Inghilterra e Brasile, Protom è un’azienda di consulting e system integration. Inizialmente aveva il suo core business nella formazione e nella consulenza direzionale. Con il tempo le attività dell’azienda si sono diversificate, permettendole così di operare su numerosi mercati attraverso quattro Business Unit: IT, Advanced Engineering, Consulting e Training. 

L’integrazione delle diverse divisioni consente di progettare soluzioni altamente innovative, senza perdere l’approccio tailor-made, necessario alla realizzazione ottimale di ciascun progetto.
L'azienda lavora con big player del comparto metalmeccanico nell’aeronautica, nel ferroviario e nell’automotive come Leonardo, Superjet, Piaggio Aerospace,,Airbus, FCA e ATR,  Hitachi Rail Italy e Rolls Royce.

"Abbiamo scelto di entrare in Elite- spiega il fondatore di Protom Fabio De Felice- perché lo vediamo come uno strumento utile per la nostra strategia, che punta alla crescita e all'internazionalizzazione. L'azienda è sempre cresciuta per acquisizioni e lo faremo ancora di più nei prossimi anni, coniugando un utilizzo sano della finanza alla sfida continua dell'essere sempre più innovativi per permettere ai nostri clienti di essere sempre più competitivi."

Elite, una Community che conta oltre 600 aziende da 25 paesi diversi, 150 Advisor e oltre 100 investitori, può supportare le aziende nei loro progetti di sviluppo offrendo accesso ad un network internazionale, fonti di finanziamento diversificate e un percorso di training dedicato, facilitando così l’accesso ai capitali in ogni forma, attraverso l’impiego di tecnologie digitali.

Più del 15% del fatturato tra il 2011 e il 2017 investito in progetti di Ricerca e Innovazione per un totale di oltre 10 milioni, con l’impegno di un monte lavorativo di circa 80.000 ore. Grazie al suo Innovation Lab, Protom si colloca in prima linea per utilizzo puntuale e mirato del programma europeo Horizon 2020.

Molto significativo è il “Success rate”, ossia la percentuale di proposte approvate, rispetto a quelle presentate in H2020 da Protom. L'azienda ha ottenuto il 20,7%, un dato superiore alla media nazionale dell'11,7%, e a quella UE 28, pari al 13,3%, con punte d'eccellenza tra il 16 e il 17% solo per Francia, Germania e Paesi Bassi.
"Siamo molto soddisfatti di questo risultato”, dichiara Fabio De Felice. “Quando abbiamo creato l’Innovation Lab, eravamo convinti che per crescere non basta produrre innovazioni, ma bisogna dedicarsi ad un aspetto spesso trascurato, che è la loro gestione. Promuovendo la creazione di una mentalità imprenditoriale del personale nella sperimentazione, nel challenge learning, nell’accettazione dei rischi; pianificando azioni strategiche e operative; formando e sviluppando le risorse umane a supporto dei nuovi processi organizzativi e produttivi”.
Tra gli ultimi successi di Protom spicca la partecipazione al progetto di Airbus Helicopter per la realizzazione di un dimostratore del “Compound Helicopter”, sviluppato all’interno del programma di ricerca europeo Clean Sky 2. 
Protom è anche la realtà che ha vinto la gara internazionale per realizzare a Napoli, a Città della Scienza, Corporea, il primo e più interattivo Museo dedicato al corpo umano e il più grande investimento in cultura realizzato in Europa.  ‌

In primis, diciamo che una boccata di ossigeno per le imprese del Mezzogiorno è giunta il 6 ottobre scorso: in concreto si tratta del Pes-Piano export Sud II, gestito e coordinato dall’Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Stiamo parlando di un programma di sostegno di oltre 50 milioni, a valere sui Fondi del Pon Imprese e Competitività, del periodo 2014-2020, ad opera del Ministero dello Sviluppo Economico. La sfida ha una duplice finalità: 1) quella di trasformare aziende potenzialmente esportatrici, in esportatori abituali; 2) quella di incrementare la quota di esportazione, sul totale nazionale, ascrivibile alle Regioni del Mezzogiorno. Le piccole e medie imprese localizzate nelle Regioni meno sviluppate del Sud (Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia) potranno disporre della gran parte dei suddetti Fondi, ovvero, l’88%, rispetto a quelle localizzate nelle Regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna) che hanno fatto registrare un Pil Pro-capite migliore, compreso tra il 75% e il 90% della media europea. Ancora, il focus degli interventi ministeriali è concentrato sui comparti considerati prioritari: l’agro-alimentare, vini, moda, mobilità, arredo, costruzioni, l’alta tecnologia e l’energia i quali, saranno sviluppati tutti, secondo la logica della filiera. E dulcis in fundo, diciamo che stando agli ultimi dati dell’Istat, in termini di export, questi settori hanno inciso, nel 2016, per oltre 22 miliardi di euro, con un’incidenza sul dato nazionale pari al 9,3%; una percentuale questa, in crescita, rispetto all’8,7% del 2015.

Banca Monte dei Paschi di Siena e Confagricoltura Puglia hanno rinnovato un importante accordo commerciale per favorire la crescita e lo sviluppo delle aziende associate per operazioni legate al Programma di Sviluppo Rurale (Psr) 2014-2020. La convenzione è stata siglata a Bari nella sede di Confagricoltura Puglia dal presidente Donato Rossi e da Gaetano Bisceglie, direttore territoriale mercato Bari di Banca Mps. All’incontro erano presenti anche Carlo Zambelli, direttore regionale Confagricoltura, Domenico Liguori, responsabile ufficio commerciale e prodotti corporate dell’area Sud-Sicilia di Mps, Angelo Pellegrino, specialista di prodotto agro-alimentare Puglia di Mps, e Mariella De Feudis, specialista di prodotto corporate Puglia di Mps.

Per rispondere alle molteplici e variegate esigenze che gli imprenditori agricoli si trovano quotidianamente ad affrontare sono necessari interventi finanziari mirati, capaci di favorire la multifunzionalità, l’aggregazione tra imprese, la sicurezza sul lavoro, lo sviluppo delle agroenergie. L’accordo stipulato da Banca Mps e Confagricoltura Puglia va proprio in questa direzione, offrendo un pacchetto di prodotti dedicati al Programma di Sviluppo Rurale, che rappresenta il principale strumento di programmazione e di finanziamento del sistema agricolo ed agroalimentare pugliese. Nel dettaglio, la Banca ha previsto un’offerta ampia e strutturata per rispondere ai principali bisogni finanziari, come per esempio finanziamenti a breve termine per l’anticipo dei contributi Psr, finanziamenti a lungo termine a supporto degli investimenti ammessi ai piani di sviluppo rurale, o mutui ipotecari finalizzati all’acquisto di terreni.

“L’agricoltura in genere e soprattutto quella legata alle produzioni tipiche locali rappresenta un comparto fondamentale per l’economia pugliese – ha commentato Gaetano Bisceglie, direttore territoriale mercato Bari di Banca Mps –. Sappiamo quanto sia importante spingere su di esso per far crescere i ricavi e per creare occupazione dalle specificità del territorio. Banca Monte dei Paschi, forte della sua presenza in Puglia e del rapporto consolidato con Confagricoltura, vuole essere un punto di riferimento per questo comparto, a partire dagli imprenditori che investono, rischiano, creano ricchezza e posti di lavoro. Come banca del territorio siamo sempre al fianco delle imprese per valutare le soluzioni finanziarie migliori alle loro esigenze, mirate al sostegno dei progetti del Psr Puglia”.

"Proseguiamo la collaborazione con Mps - ha spiegato il presidente di Confagricoltura Puglia Donato Rossi - perché rappresenta il modello di banca del territorio che risponde alle esigenze dei nostri associati. Il momento non è facile. Le imprese agricole vivono una fase di affaticamento, ma questo non fa dubitare dell'incomparabile concretezza dell'imprenditoria agricola pugliese, sempre solida. È per questo che abbiamo bisogno di un supporto agile e capace di rispondere alle esigenze degli imprenditori. Confagricoltura Puglia si pone in questo come garante delle imprese associate". Particolare attenzione ha chiesto il presidente Rossi all'accompagnamento delle misure per il Primo insediamento. "Va da sé - ha proseguito Rossi - che su questi giovani non si possano applicare le rigide regole del rating bancario: essi hanno bisogno di strumenti studiati per accompagnarli nella loro nuova attività. Siamo davvero a un punto di svolta per il futuro delle imprese agricole pugliesi, imprese che non stanno cambiando: sono già cambiate".

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