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Mercoledì, 28 Giugno 2017

A nostro modesto avviso, non sorprende il fatto che il Mezzogiorno sia precipitato in una crisi economica, della quale, è difficile individuare una via d’uscita, in tempi, relativamente, brevi. Peraltro, va detto, anche, senza mezzi termini, che il Sud vede la sua condizione economica peggiorare, ulteriormente, proprio a ragione della crescita delle disuguaglianze con il Centro-Nord del Paese. Ancora, in questi ultimi anni di crisi il divario economico e sociale tra il Nord e il Sud del Paese è aumentato. Lo ha affermato l’Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha messo a confronto i risultati registrati da quattro indicatori statistici: 1) il Pil pro-capite; 2) il tasso di occupazione; 3) il tasso di disoccupazione; 4) il rischio povertà o esclusione sociale. In particolare, sul fronte del mercato del lavoro se nel 2007  il divario relativo al tasso di occupazione era di 20,1 punti percentuali, a vantaggio del Nord, nel 2016 la forbice si è allargata, registrando un differenziale di 22,5 punti percentuali (variazione +2,4%). Forte è la preoccupazione per gli effetti che questa situazione di difficoltà economiche e sociali sta creando nelle regioni del Mezzogiorno: dalla riduzione della natalità, all’intensificarsi degli abbandoni, ovvero, dell’emigrazione, soprattutto, dei giovani, ad elevata qualifica professionale. A questo punto, per dovere di cronaca diciamo pure che, in risposta a questa crisi occupazionale meridionale, ci sono delle promesse politiche: il 21 giugno, scorso, è stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale, il Decreto legge contenente misure per favorire l‘imprenditoria giovanile, nelle regioni del Mezzogiorno, il quale, definisce, anche, il percorso per arrivare alla istituzione delle Zes(Zone economiche speciali). Le regioni nelle quali ha valore il Decreto legge sono: Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Abruzzo, Molise, Sicilia e Sardegna.  In conclusione, diciamo, ben venga la realizzazione di questa promessa politica per l’impreditoria dei giovani residenti nel Sud, ma è necessario, anche, sviluppare progetti per far rientrare i giovani emigrati del Sud.

Protom  partecipa come partner del progetto di Airbus Helicopter alla realizzazione di un dimostratore del “Compound Helicopter”, sviluppato all’interno del programma di ricerca europeo Clean Sky 2. Un prototipo del “Compound Helicopter” è stata presentata in anteprima durante l’Air Show di Parigi , che in corso a Le Bourget fino al 25 Giugno.

Protom partecipa all'Air Show come coordinatore del progetto COSTAR (Compact innOvativeSmarT Actuators for next generation Rotorcraft), in partnership con la Triumph Actuation Systems Ltd per lo sviluppo e la qualificazione degli attuatori elettromeccanici dei dimostratori dei controlli di volo.

Quella di Protom è una bella storia di Pmi italiana che cresce all'estero.  Protom è un’azienda di consulting e system integration altamente specializzata nella progettazione di strutture e sistemi aeronautici. Fondata da Fabio De Felice nel 1995, inizialmente aveva il suo core business nella formazione e nella consulenza direzionale. Col tempo le attività dell’azienda si sono diversificate, permettendole di operare su numerosi mercati attraverso l’operato di quattro Business Unit: IT, Advanced Engineering, Consulting e Training. L’integrazione delle diverse divisioni permette di progettare soluzioni altamente innovative, senza perdere l’approccio tailor-made, necessario alla realizzazione ottimale di ciascun progetto.

La divisione di Advanced Engineering, potenziata nel 2013 in seguito all’acquisizione di un ramo di azienda di Piaggio Aerospace, opera nei settori Aerospace, Railway ed Automotive con approccio Integrated & Make it work, che punta sulla capacità di team-working di tecnici e ingegneri con know-how ed esperienze differenti. Punto di forza riconosciuto a livello internazionale alla business Unit è la capacità di coprire l’intero ciclo di progettazione di un aereo.

“Siamo molto orgogliosi di lavorare su questo progetto con Airbus Helicopter” afferma il fondatore di Protom Fabio De Felice. È fondamentale per noi essere in grado di consolidare la nostra presenza in Clean Sky 2, dal momento che questo programma di ricerca è in perfetta armonia con la strategia di espansione internazionale che caratterizza le partnership scientifiche e tecnologiche di Protom. La capacità di team-working ed il know-how sviluppato dai nostri tecnici e ingegneri attraverso esperienze differenti all’interno delle organizzazioni di molteplici OEM ci permette di attuare un approccio integrato” aggiunge De Felice.

Il progetto COSTAR mira a progettare, sviluppare, qualificare e testare attuatori elettromeccanici intelligenti (EMA), dati dalla combinazione di attuatori elettrici senza spazzole con un'elettronica di controllo digitale, in grado di consentire un controllo puntuale di qualsiasi superficie di controllo del Compound  Rotorcraft.

Questo risultato è tradotto negli obiettivi di progettazione degli EMA da installare nel Fast Rotorcraft per l'azionamento delle superfici di controllo primarie (FCS), degli stabilizzatori orizzontali e verticali e dei flaps dell'ala.

Il concept degli EMA intelligenti è completato dall’obiettivo di progettare il controllo digitale elettronico necessario ad una  attivazione accurata e semplificare le interfacce con un …per permettere l’implementazione del controllo di volo automatico. Inoltre l’elettronica garantisce l’attivazione di un monitoraggio continuo dei feedback, il rilevamento continuo dei guasti e, se necessario, l’isolamento degli stessi.

COSTAR (Compact innOvativeSmarT Actuators for next generation Rotorcraft) è un progetto impegnativo, che richiede soluzioni intelligent per dominare alcuni dei requisiti unici che caratterizzano i sistemi di attivazione del dimostratore high speed.

Triumph Actuation Systems UK e Protom Group Spa insieme posseggono una combinazione unica di abilità e tecnologie che rendono le aziende capaci di sviluppare un insieme completo di pacchetti di lavoro, definiti per fornire un programma competitivo di sviluppo e tecnologico e, in ultima analisi, di fornire attuatori qualificati per il volo del dimostratore di Airbus Helicopter.

Lo show organizzato da SIAE, una società controllata di GIFAS, l’associazione dell’industria aerospaziale francese, è giunto alla 52esima edizione, che avrà luogo presso l’exhibition park di  Le Bourget tra il 19 ed il 25 Giugno 2017. Ancora una volta  intorno alle ultime innovazioni tecnologiche, si riuniranno tutte le figure chiave del settore a livello globale. I primi quattro giorni sono riservati agli operatori del settore, mentre gli ultimi tre giorni sono aperti al pubblico.

Questo evento centenario è la più grande ed importante fiera al mondo per l’Aerospazio. Dalla sua prima edizione nel 1909, lo show è stato al centro degli sviluppi del mercato aerospaziale mondiale, per il quale, negli anni, è diventata un importante punto di incontro.  I visitatori hanno l’opportunità di toccare con mano e visitare un aeroplano e anche di osservare come opera durante il volo.

Ad ogni esibizione sono presentati ai visitatori circa 150 velivoli. Queste mostre, sempre spettacolari e spesso sorprendenti, sono uno dei più importanti momenti dell’intero evento e danno agli espositori l’opportunità di mettere in mostra le loro abilità tecnologiche, consentendo, al contempo, ai visitatori di scoprire le ultime innovazioni. Lo show è un momento importante per ogni azienda che voglia conoscere i maggiori player del settore aerospaziale, raccogliendo nuove opportunità commerciali, presentando le proprie competenze ed innovazioni al mondo e realizzando partnership tecnologiche ed industriali.

In primis, diciamo che se da una parte, l’interesse per il mare Mediterraneo, ovvero, il “mare nostrum” è altissimo, dall’altra, alcuna iniziativa organica, di protezione, viene presa da chi dovrebbe essere il protagonista principale: l’istituzione dell’Unione europea. Vediamo perché. Se da un lato, gli Stati europei sono molto presenti sotto l’aspetto commerciale e degli investimenti, costituendo l’origine dei maggiori flussi turistici, (in Puglia, nel 2016, oltre, 14milioni di presenze), dall’altro lato, non vi è cenno di alcuna politica europea che possa definirsi robusta sistematica e duratura. In particolare, nel mare Mediterraneo, in superficie, l’Ismar-Cnr ha rilevato che si trovano fino a 10 chili di plastica per chilometro quadrato. Ancora, Goletta Verde ha rilevato: “La Puglia non brilla e nella “top ten delle “maglie nere” si posiziona quarta, in Italia, per rifiuti marini, mala depurazione e pesca illegale”. In questo scenario, se non in via di pronta soluzione, diventa inevitabile, per il mare Mediterraneo, passare da “mare nostrum” a “mare monstrum”.  Ma c’è di più. Stati Uniti ed Unione Sovietica sono riuscite a dividersi le zone europee di influenza, in un clima politico europeo, di continua tensione, oscurando l’idea di una Unione politica europea mirata, a proteggere, il mare Mediterraneo.

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