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Lunedì, 13 Luglio 2020

A nostro modesto avviso, gli investimenti al Sud vengono gestiti tra occasioni mancate di sviluppo e  scarsa concretezza della spesa pubblica. Vediamo, perchè. In primis, noi diciamo che nel Mezzogiorno, Ricerca e Università, sono le occasioni finora mancate per gli investimenti pubblici. In tal senso, il Sud avrebbe bisogno di un piano di lungo periodo di rafforzamento degli ambiti della formazione e della ricerca, per disporre di un motore interno di crescita. Il Piano Colao, del Governo, invece, interviene sulla questione e  lo fa riproponendo uno scenario che vuole le Università italiane differenziate, in base, alla loro presunta eccellenza. A questo punto, noi pensiamo che nel Mezzogiorno c'è un altro problema da risolvere:la concretezza della spesa pubblica. Riuscire a spendere tutto e bene, rimane sempre, un'impresa al limite del possibile, nel Sud. Questa è una situazione che il Mezzogiorno conosce profondamente, perchè, ad esempio, l'utilizzo dei Fondi strategici per lo sviluppo, come quelli strutturali europei, non ha ridotto il divario Nord-Sud del Paese Italia. 

A nostro modesto avviso, dal Covid-19, nel Sud, si è creata la nuova "Questione meridionale". Vediamo perchè. Il Report annuale dell'Istat, per quanto riguarda il Covid-19, prende in esame diversi ambiti della società italiana e lancia questo l'allarme:" Il Covid-19 ha accentuato le disuguaglianze al Mezzogiorno". Nel particolare, secondo i dati Istat, la Puglia è tra i livelli più bassi, dal punto di vista, della scolarizzazione; la didattica a distanza è più difficile al Sud: il 19% dei minori non ha un pc. Nella relazione dell'Anac c'è un approfondimento sull'emergenza Covid: in Puglia perso il 23% degli appalti, rispetto all'anno scorso, ovvero, una perdita di circa 365 milioni nei mesi caratterizzati dalla pandemia del virus Covid. Ancora, dal punto di vista economico, il lockdown non ha, di certo, risparmiato il Mezzogiorno. Con il fermo della produzione manifatturiera e dei servizi, il mercato del lavoro si sta restringendo, aumentando il lavoro nero, penalizzando, nel particolare, i giovani del Sud. In conclusione, noi diciamo che la Politica nazionale, a seguito di questa emergenza sociale devastante, del Covid-19, nel Mezzogiorno, deve destinare risorse economiche più consistenti di quelle programmate.

A nostro modesto avviso, ben vengano gli investimenti del Governo nazionale per  il Mezzogiorno ma, è necessario, anche, che vengano calibrati, ovvero misurati, con priorità, ovvero, con maggiore precedenza e importanza a problemi, ancora, non risolti. In primis,  noi diciamo che per il Mezzogiorno deve migliorare l'ambiente in cui le imprese operano, in primo luogo con riferimento alla tutela della legalità; poi il Sud non è solo un capitolo del piano di rilancio, ma, anche, il luogo, in cui attuarlo, con più urgenza e determinazione; il Sud ha bisogno di una fiscalità di vantaggio, un accesso al credito e Zes(leggi: Zone economiche speciali) per attrarre al Sud, maggiori investitori. Ancora, il Governo accelerando sul Piano per il Sud, deve intervenire per rendere più competitivi i territori del Sud, con infrastrutture materiali e immateriali: ferrovie: l'alta velocità è un diritto fondamentale per il Sud; poi, reti digitali, formazione e ricerca. Nel particolare, in tema di ricerca e Università, il Mezzogiorno avrebbe bisogno, da parte del Governo, di un piano di lungo periodo di rafforzamento degli ambiti della formazione e della ricerca, per disporre di un motore interno di crescita, soprattutto, del rapporto formazione-lavoro dei giovani meridionali.

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