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Venerdì, 06 Dicembre 2019

A nostro modesto avviso, investire sull'agroalimentare nel Sud che crede, ancora nella terra, significa aumentare notevolmente le  compravendite di terreni dei vigneti che, nel 2018, hanno toccato le punte più alte. Pertanto, è nato, già, il primo Fondo di Private Equity, destinato a sostenere il settore agricolo. Va detto, senza mezzi termini, che il mondo agricolo nel Mezzogiorno, è sempre più, al centro dell'attenzione, grazie,anche,  ad un risveglio di tematiche legate all'ambiente e allo sviluppo della lavorazione della terra e alla crescita della collegata produzione aziendale. 70 mila,ad ettaro e 43 mila sono le cifre più alte raggiunte dagli agrumeti, in Calabria e Sardegna; e "Dulcis in fundo" in un convegno organizzato, a Bari dalla Cisl regionale, Fai Cisl e Fisascat Cisl, L'agroalimentare nel Mezzogiorno vale quasi 30 miliardi. con un export di oltre 7 miliardi.

“La Commissione Finanze della Camera ha approvato un emendamento al decreto fiscale che recepisce una proposta che Confedilizia aveva avanzato già un anno fa in sede di audizione sul progetto di legge in materia di semplificazioni fiscali. Si tratta della possibilità di applicare ai tributi locali (come l’Imu) il cosiddetto ravvedimento operoso – e cioè la possibilità di regolarizzare tardivamente gli adempimenti fiscali – negli stessi termini previsti per gli altri tributi, come Irpef, Ires e Iva. Finora si è avuto un sistema di garanzie differenziato che non trovava giustificazioni e che la Camera dei deputati finalmente corregge. Ne diamo volentieri atto alla Commissione Finanze, che ha approvato l’emendamento all’unanimità, e ringraziamo l’on. Alberto Gusmeroli, primo firmatario della proposta, per la tenacia con la quale si è battuto per questo obiettivo”.

A nostro modesto avviso, il ruolo centrale delle nuove tecnologie, va sostenuto nella promozione della produttività e dello sviluppo economico, soprattutto, nelle aree caratterizzate da indicatori di marginalità, dal punto di vista economico, come il Mezzogiorno. Pertanto, un Meridione produttivo che genera e fruisce della nuova economia della conoscenza, non solo è auspicabile, ma è anche, possibile. A questo punto, è necessario un impegno  da parte di tutti gli attori istituzionali meridionali nella co-creazione di un valore culturale delle nuove generazioni in termini di istruzione e conoscenza. Noi diciamo, senza mezzi termini, che questi due elementi fondamentali, sono,  una via, per l'inclusione dei giovani meridionali, nel mondo del lavoro, largamente caratterizzato, dall'innovazione. In conclusione, pensiamo che il Mezzogiorno ha finestre di opportunità per raggiungere un cambiamento paradigmatico basato sulla tecnologia, derivante da una dirompente discontinuità, in termini di crescita, della domanda del mercato.

 

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