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Giovedì, 19 Aprile 2018

A nostro modesto avviso, la burocrazia può essere l’intoppo per la crescita del Mezzogiorno. Vediamo perché. La burocrazia: è il Potere delle pubbliche Amministrazioni nel rispetto delle Leggi e dei Regolamenti; nei fatti, però, può diventare: lungaggine dei procedimenti amministrativi, ovvero, un ostacolo imprevisto ed inatteso se “attuata, con pedanteria ed eccessivo  formalismo, da parte di alcuni impiegati pubblici”(Cfr. Dizionario Mondadori, Edizione 1984). A questo punto, vediamo perché, la burocrazia frena lo sviluppo del Mezzogiorno.  Il Rapporto Pmi Mezzogiorno di Confindustria e Cerved, con la collaborazione di Srm ha affermato, senza mezzi termini: ”Tempi troppo lunghi rispetto alle esigenze dell’ impresa. E quest’ultima, di conseguenza, rinuncia all’investimento”. C’è da dire, anche, che, a volte, si è in presenza di norme incomprensibili, per gli stessi tecnici e amministrativi della pubblica amministrazione; pertanto, di fronte al rischio di incorrere in errori o, in atti contrari alle norme, la macchina amministrativa si ingessa e non prende decisioni definitive.  Tuttavia, va detto, senza mezzi termini, che le piccole e medie imprese del Mezzogiorno tornano ad investire e potrebbero farlo in modo, più consistente, grazie ad una crescente solidità finanziaria e patrimoniale. Purtroppo, la velocità burocratica, con cui tale processo si compie non è, ancora, sufficiente a recuperare, in tutti i territori meridionali, le fette di tessuto imprenditoriale perdute con la crisi.  In conclusione, diciamo che sconfiggere i ritardi amministrativi, in particolare nel Sud, debba essere un obiettivo fondamentale della Politica nazionale.

 

L’impresa 4.0, a nostro modesto avviso, può essere, un motore di sviluppo del Mezzogiorno. Vediamo perché. Mediocredito Centrale, selezionata dalla Banca europea per gli investimenti(Bei), potrà gestire 62 milioni di euro per la realizzazione di progetti 4.0 nelle regioni del Mezzogiorno. Nel particolare, stiamo parlando di un intervento di sviluppo, decisamente innovativo, che coinvolgerà imprese, università ed enti di ricerca meridionali, sempre più, protagonisti di una crescita economica consapevole e produttiva del Mezzogiorno. Ancora, al Sud è in crescita il numero di start- up innovative: la Puglia si conferma tra le prime 10 regioni italiane con 312 start- up, mentre la provincia di Bari (160 start-up) è al settimo posto, in Italia, per numero di start-up innovative (Cfr. Arti, Agenzia per la Tecnologia e l’Innovazione della Regione Puglia). A questo punto, per dovere di cronaca, riportiamo, anche, quanto affermato, in tema di industria 4.0, dal Rapporto Cerved-Confindustria, presentato a Cosenza:” L’industria 4.0 non decolla per colpa della burocrazia; per le richieste superiori a 150.000 euro, da parte delle imprese, c’è, ancora, l’obbligo della certificazione antimafia, il cui rilascio avviene, spesso, con tempi troppo lunghi, rispetto alle esigenze delle imprese”. In conclusione, secondo una nostra opinione, diciamo che Industria 4.0 è, sempre, una delle migliori iniziative di sviluppo del Mezzogiorno che, la politica nazionale deve, concretamente, portare avanti.

In primis, noi diciamo che lo sviluppo del Mezzogiorno, dal turismo, continua ad essere caratterizzato da passi in avanti e da passi indietro. Vediamo, perchè. Il turismo è una risorsa preziosissima per la crescita del Paese e lo sviluppo del Mezzogiorno. Da un lato, in Puglia, si registra un turismo in volo, con 15 milioni di presenze, Salento e Valle d’Itria, al top e prenotazioni record, con dati positivi del 2017(Cfr. Motori di ricerca di Trivago). Dall’altro lato, ad esempio, un villaggio turistico di Ostuni, c’è il rischio che resti chiuso, durante la prossima stagione estiva. Nel Salento, Cna Balneatori e Federbalneari hanno segnalato:” Un turismo balneare a rischio, dovuto ad una mancanza di certezza delle regole ed ad una burocrazia che soffoca le imprese”. A questo punto, va detto, senza mezzi termini, che il turismo del Mezzogiorno è una risorsa per l’intero Paese, ma ha bisogno, anche, di essere curato, in quanto, non basta accogliere i turisti, ma bisogna creare le solide condizioni dell’attrazione turistica, per un loro ritorno. E dulcis in fundo, diciamo che le basi ci sono, nel Sud, rappresentate dal patrimonio naturale, culturale e artistico che, però, hanno bisogno, dalla politica nazionale, di una programmazione e degli investimenti mirati e sicuri.

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