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Giovedì, 17 Agosto 2017

A nostro modesto avviso, per un Mezzogiorno, chiave di volta per superare la crisi dell’intero Paese Italia, è necessario mettere in rilievo le nuove iniziative e risorse pubbliche messe in atto dalla Politica nazionale e locale. In primis, tra le iniziative pubbliche ci sono quelle del Governo, ovvero le Zes (leggi: zone economiche speciali), per il sostegno dei porti meridionali, ma, sono, anche, aree in cui vigono condizioni normative, fiscali e d’incentivazione, particolarmente, favorevoli; ancora, il decreto ministeriale disegna criteri e agevolazioni, demandando, poi, alle Regioni del Sud, la formalizzazione della richiesta. In questo contesto, va detto pure, senza mezzi termini, che il nuovo impulso deriverà dalla cooperazione tra le istituzioni e gli operatori nel pensare insieme allo sviluppo del territorio, cercando di risolvere i problemi della logistica, combattendo le inefficienze, investendo sulle opportunità produttive locali. Poi, dal Senato c’è stato il via libera, con fiducia, al Decreto per il Mezzogiorno, un provvedimento che introduce agevolazioni per 1,6 miliardi nelle regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.  Un’altra iniziativa di rilievo è quella della Regione Puglia: ha attivato il portale telematico per la presentazione dei progetti al bando per lo sviluppo rurale, “Pacchetto giovani da 40milioni”, ovvero, un mezzo per offrire alle start up degli under 40 un buon sostegno economico. E dulcis in fundo, diciamo che, ad opera di queste iniziative pubbliche, ed in base alle stime dell’Osservatorio Banche Imprese(Obi): “Entro il 2025 il Pil del Mezzogiorno crescerà dell’1,2%”, il Mezzogiorno “alzerà la testa”, contro il divario con il Nord del Paese.

Nel Mezzogiorno, a nostro modesto avviso, si registrano arretratezze non solo per gli indicatori economici ma, anche, per quelli civili. Ad esempio, è necessario investire sulla formazione, anche, dando decoro e sicurezza a chi vive e lavora nella scuola; poi, coltivare l’idea di uno sviluppo eco-sostenibile è decisivo per il futuro, anche economico, del Sud. Ancora, il senso del bene comune, anche, in tanta parte del Mezzogiorno, diciamo che è un po’ labile. Pertanto, è giusto mantenere e potenziare gli incentivi per il sistema delle imprese che fanno ricerca, innovano e creano valore aggiunto e nuova occupazione; è necessario sostenere l’agricoltura moderna e di qualità; è importante finanziare le poche opere infrastrutturali strategiche che consentono un ammodernamento di una rete trasportistica a largo raggio, nel Sud;  spendere bene i fondi nazionali ed europei, nel Sud, significa creare, certamente, immediate opportunità di lavoro per i giovani, con centinaia di cantieri, ovvero, investire su una crescita economica e civile del territorio meridionale. Per quanto riguarda le emergenze, nel Sud, va registrata questa: una scarsità delle piogge, ovvero, da alcuni mesi, agricoltura e zootecnia sono a secco. In tal senso, qualcosa si sta muovendo: le aziende agricole, colpite dalla prolungata siccità e che non abbiano sottoscritto polizze assicurative, potranno accedere ai benefici per favorire la ripresa dell’attività produttiva prevista dalla legge n.102 del 2004” (leggi: emendamento al Dl Mezzogiorno, approvato in Commissione Bilancio al Senato).  In conclusione, diciamo che un’altra emergenza meridionale, purtroppo, in lunghissima attesa di soluzione, è questa: il Mezzogiorno-secondo i dati statistici- è l’area dell’Italia, con l’incidenza più elevata, di povertà assoluta (8,5%).

Unicredit (UCG.MI) è nata nel 1998 dalla fusione dei gruppi bancari Credito Italiano e Unicredito, dando vita ad Unicredit, banca commerciale leader in Europa e operativa in 17 paesi, con oltre 147.000 dipendenti e più di 7800 filiali nel mondo.

Il gruppo, guidato da Jean Pierre Mustier, ha visto un profondo turnaround, che ha portato la banca ad allontanarsi sempre più dal rischio sistemico che interessava diverse banche italiane.

Il titolo UCG.MI, quotato alla Borsa di Milano nel listino FTSE Italia All Share e FTSE MIB, è sicuramente uno dei titoli di maggior successo a Piazza Affari in questo 2017. Dopo la battuta d’arresto vista nel 2016, la banca di Piazza Gae Aulenti registra un rendimento annuo superiore al 55% e un rendimento da inizio anno attorno al 22%.

I risultati pubblicati a maggio relativamente al primo trimestre 2017 hanno evidenziato ricavi pari a 4,8 miliardi di dollari, in rialzo del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2016. L’utile netto della banca è aumentato a 907 milioni, per un rialzo del 40,6% rispetto ai 645 milioni conseguiti nel corrispondente periodo lo scorso anno.

Dall’inizio del mese di luglio il titolo è stato scambiato tra livelli attorno a quota 16.50 ad un massimo poco oltre i 17.60 e il 18 luglio il titolo ha chiuso sotto i 17 euro per azione.

I prossimi dati delle trimestrali giungeranno il 2 agosto, quando la banca pubblicherà anche la semestrale consolidata al 30.6.2017. Gli analisti sono positivi sul titolo. Macquarie, che ha iniziato la copertura su UniCredit, offre un giudizio di “outperform”, ovvero il titolo registrerà una performance superiore al mercato di riferimento, e un prezzo obiettivo di 21 euro, citando la solidità dell’istituto dopo l’aumento di capitale. Gli analisti di Morgan Stanley sono più prudenti sulla performance di Unicredit e offrono un giudizio “equalweight” (neutrale), ma hanno rivisto al rialzo il prezzo obiettivo da 16 euro a 17,5 euro grazie alla previsione di un miglioramento dell’EPS (utile per azione) per il 2018 e 2019. Gli analisti di Goldman Sachs hanno rivisto a loro volta il prezzo target su Unicredit da 20 euro a 21,7, e invitano all’acquisto delle azioni della Banca.

Come approfittare del successo di Unicredit

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