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Martedì, 24 Ottobre 2017

C' è il sogno di un singolo uomo che è già Storia, e ora quel sogno si è aperto alla condivisione con il resto del mondo. E' il sogno del musicista pugliese Francesco Lotoro che ha passato gli ultimi trent'anni in giro per il mondo raccogliendo la musica scritta da artisti internati, e spesso uccisi, nei lager militari e civili di tutto il mondo, dal 1933 al 1953. Una ricerca dagli esiti monumentali che mostra come l'arte possa intersecarsi con la vita al punto da diventare un fattore  indispensabile per la stessa sopravvivenza. Tutto il materiale raccolto attende ora di avere una sede appropriata per la quale Lotoro ha scelto la sua Barletta, città dove lo scorso 17 settembre è stato presentato il progetto della Cittadella della Musica Concentrazionaria. Si tratta di un complesso polifunzionale e multimediale di 9 mila metri quadri, suddiviso in cinque sezioni (Campus delle Scienze Musicali, Biblio-mediateca Musicale, Museo dell'Arte Rigenerata, Teatri Nuovi Cantieri, Libreria Internazionale del Novecento)  che nascerà nell'area e nelle strutture storiche della ex Distilleria cittadina, come hanno spiegato l'architetto Nicolangelo Dibitonto, autore del progetto di recupero e riqualificazione, e lo stesso Francesco Lotoro. Un'operazione di altissimo valore culturale, morale, e anche urbanistico, che la Fondazione Istituto di Letteratura Concentrazionaria, presieduta da Lotoro, ha promosso ai massimi livelli, come testimonia il finanziamento di 5 milioni di euro già stanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, cifra che ora dovrà necessariamente essere integrata da altri fondi affinché l'iniziativa vada a buon fine. Intanto il vortice di vite ed emozioni di cui è pregna l'innumerevole quantità di spartiti musicali riportata alla luce da Lotoro, non ha mancato di toccare la sensibilità di pubblico, istituzioni e giornalisti che domenica scorsa hanno gremito la sala dello splendido Palazzo della Marra dove si è svolto l'incontro moderato dal giornalista RAI Michele Peragine, seguito da una visita al cantiere della Cittadella e da un concerto presso il Teatro Comunale Curci.

“La grande soddisfazione che provo oggi – ha detto Francesco Lotoro è di percepire come il sogno della Cittadella della Musica Concentrazionaria non sia più solo mio, ma nostro, di questa città e di una generazione di uomini e donne che da oggi si assume un grande compito: quello di disegnare le linee della storia della musica dei prossimi anni e riaprire questa immensa “biblioteca di Alessandria” che è il patrimonio musicale creato nei lager. Per me è un onore consegnare tutto ciò alla mia città con l'obbligo morale e storico di dare a questa musica il nome di "Letteratura musicale" che significa rendere onore ai compositori, far diventare normale la loro opera, farla entrare nella letteratura musicale come quella di Bach e degli altri musicisti del passato. Il materiale musicale recuperato sarà custodito nel Museo della Musica Rigenerata, che abbiamo scelto di denominare così in antitesi all'espressione “musica degenerata” usata con disprezzo dai gerarchi del Terzo Reich. Mi preme infine ricordare che grazie alle ricerche fatte dal maestro Paolo Candido, la biblioteca della Cittadella avrà anche una sezione dedicata ai compositori e musicisti barlettani come Giovanni Leonardo Primavera, Giuseppe Curci, Renato Virgilio, Vincenzo Gallo, Antonio Gallo, Giuseppe Fanciulli, Giovanni Petrucci, Daniele Varola, Raffaella De Nittis, Giuseppe De Leone e altri”.

Di grande interesse le prospettive delineate dall'intervento di Giuseppe Langella, professore ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. “I have a dream..., ha esordito, aggiungendo che “è muovendo da questo semplice anelito che molti uomini hanno seguito il proprio pensiero e cercato di realizzarlo, e così molte idee apparentemente utopiche sono diventate realtà. Tuttavia, affinché un sogno diventi realtà è necessario che tutti lo condividano ed è impossibile non condividere un progetto come questo, nel quale si difende la dignità di tutti i musicisti morti nei lager e dei sopravvissuti. In gioco c'è la difesa ad oltranza dei valori umani ed è per questo che l'Università Cattolica ha dato il suo pieno e incondizionato assenso al progetto. Una delle forme in cui vorremmo dar corpo a questa collaborazione è la organizzazione di summer school destinate a coloro che vorranno studiare e quindi conoscere meglio la musica scritta in cattività da compositori famosi ma che non hanno avuto la fortuna di uscire vivi da quei terribili luoghi di morte. Il mio invito dunque è: siate orgogliosi e custodite questo progetto”.

Aldo Patruno, direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio, Regione Puglia  ha a sua volta definito il progetto della Cittadella“pienamente in linea con la logica che spinge la Regione a volerlo valorizzare e finanziare e cioè quella di rendere fruibile il territorio tutto l'anno, il che significa destagionalizzare e internazionalizzare, offrendo quanto di meglio abbiamo ai turisti che arrivano per ammirare le nostre bellezze artistico-architettoniche e paesaggistiche. Stiamo infatti investendo tanto affinché il nostro territorio esca definitivamente da una condizione di sottosviluppo, allineandosi ai migliori standard internazionali. In tale direzione, nell'ambito del progetto regionale Smart-In, abbiamo inserito la Cittadella della Musica Concentrazionaria fra le risorse culturali di maggior rilievo della Puglia.”

E' quindi intervenuto Riccardo Pacifici, già presidente della Comunità ebraica di Roma e da sempre attento alle più importanti problematiche dell’ebraismo italiano, che ha elogiato il lavoro condotto sinora da Lotoro, invitando le Istituzioni ad accompagnare con maggior forza e convinzione la costruzione e la crescita della Cittadella perché possa un giorno diventare autentico “luogo di Vita e Arte ebraica”, lungi da aspetti commemorativi e memorialistici che sono pur importanti ma non rendono l’idea dell’energia pulsante, del colore e della ricchezza sonora di questa letteratura musicale. Ha quindi sottolineato l’importanza storica, morale e umana della Cittadella anche nei riguardi dello Stato d’Israele (non a caso l’ambasciatore israeliano a Roma Ofer Sachs ha inviato a Lotoro una bellissima lettera di supporto al progetto, letta pubblicamente durante la conferenza) e la preziosità del Campus delle Scienze Musicali interno alla Cittadella come luogo specificatamente dedicato alla musica ebraica. Riccardo Pacifici ha inoltre donato alla Cittadella l’immenso archivio fonografico e cartaceo di suo padre Emanuele, storico e testimone della Shoah, e per tal ragione, il Polo Nazionale della Musica Ebraica che nascerà nell'ambito della Cittadella sarà dedicato a Emanuele Pacifici. “Il canto e la musica – ha concluso Riccardo Pacifici - sono l'essenza della vita degli Ebrei. Per noi, quelli ritrovati non sono canti e musiche per non dimenticare, ma sono come il segno stesso della vita, rappresentano la continuità della vita e dobbiamo tentare di ribaltare l'immaginario collettivo che vede negli Ebrei soltanto vittime della Shoah. Noi ci siamo, vogliamo raccontare, vogliamo esserci!”

Il Sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, ha invece ricordato come il recupero dell'area storica dell'ex Distilleria sia da tempo al centro della progettualità amministrativa del Comune: Quello che per molti è un sogno – ha dichiarato - per me è un assillo. E' noto infatti come questo luogo costruito a fine '800 sia stato sempre sotto i riflettori. In quell'area si sarebbe potuto costruire e invece va dato atto ai cittadini di essersi opposti con forza all'abbattimento, e anzi di aver voluto la salvaguardia della distilleria, simbolo della vivacità e capacità imprenditoriale dei barlettani e quindi della storia locale. Abbiamo così deciso di sostenere il progetto della Cittadella puntando sul finanziamento pubblico e privato, lasciando che assolva ad una funzione pubblica perché la cultura deve essere fruibile da tutti. Ritengo che questo progetto possa essere da esempio per tutto quello che c'è ancora da fare in questa città”.

Fra le varie personalità che hanno seguito l'incontro c'erano anche Giuseppe Mastromatteo, ordinario di Politica Economica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano, e il regista franco-argentino Alexandre Valenti, autore del docufilm The Maestro, una coproduzione franco–italiana realizzata nel 2015 in versione televisiva e cinematografica che racconta la straordinaria opera di ricerca compiuta da Francesco Lotoro nell'arco di 30 anni. Tratto dal volume “Le Maestro” del giornalista e scrittore francese Thomas Saintourens, il docufilm è stato presentato in anteprima assoluta a Barletta e quindi in successione presso la sede Unesco di Parigi, al Los Angeles Italia Film Festival, nelle sale e sulla TV italiane e via via in altri Paesi. E' di ieri la notizia della sua vittoria al Film Festival di Pale, in Bosnia, dove il prossimo 23 settembre si terrà la cerimonia di premiazione.

Ha scritto Hemingway che l’uomo non è fatto per la disfatta, può essere distrutto ma non vinto. Rivolgere un pensiero ai caduti del Micca (due ufficiali, 62 fra sottufficiali e marinai e anche un operaio) che sono stati ricordati dall’ANMIG G. Carli sez. Barletta lo scorso 27 luglio, è significativo per il CTIM. Nella chiesa di S. Cataldo in Puglia si ricorderà un sacrificio e un gesto di coraggio, oltre che di dedizione alla causa.
“Il concetto stesso di sconfitta come ci ricorda l’autore de Il vecchio e il mare si presta a molteplici interpretazioni. Quella che mi piace sottolineare – osserva il Segretario Generale del Ctim, Roberto Menia – è che sopra tutto c’è l’uomo: con le sue emozioni, i suoi impulsi, le sue genialità. A quelle virtù messe in atto dai caduti della Micca va il pensiero del Ctim”.
Il sottomarino Pietro Micca, appartenente al tipo «Bernardis» a semplice scafo con controcarene laterali e doppi fondi resistenti fu progettato negli anni 30 dal capitano del Genio Navale ingegner Cavallini (uno dei principali progettisti di sommergibili italiani); fu però di notevoli dimensioni (anche se non fu il più grande sommergibile italiano in termini di dislocamento lo fu in termini di lunghezza, con 90 metri), molto complesso e soprattutto molto costoso, per cui non fu riprodotto in più unità.
Dopo la consegna alla Regia Marina fu dislocato a Taranto, in seno al IV Gruppo Sommergibili. Con l’ingresso dell’Italia nel secondo conflitto mondiale il Micca si trovava già in missione (al tempo era inquadrato nella XVI Squadriglia Sommergibili di La Spezia e comandato dal capitano di fregata Vittorio Meneghini) da una settimana; nella notte del 12 giugno 1940 effettuò la posa di 40 mine nei pressi del porto di Alessandria d'Egitto.
A inizio aprile 1941, mentre era in navigazione da Taranto a Lero, avvistò a sud di Creta un convoglio che attaccò lanciando due siluri da 1500 metri: furono avvertiti due scoppi (ma non esistono riscontri), mentre il sommergibile si allontanava in immersione. Giunto a Lero, il 5 aprile, fu gravemente danneggiato dallo scoppio di un siluro scivolato fuori da uno dei tubi di poppa (altre fonti attribuiscono l’esplosione ad una mina); trainato in porto, dopo le prime riparazioni d’emergenza, si portò a Taranto dove furono effettuate le grandi riparazioni, protrattesi da giugno a novembre del 1941.
Nel '42 avrebbe dovuto incontrarsi al largo di Santa Maria di Leuca con un’unità scorta, la Bormio; ma fu individuato dal sommergibile britannico Trooper che, alle 6.05 de 29 luglio, gli lanciò una sventagliata di sei siluri uno dei quali centrò il Micca a mezza nave, provocandone il repentino affondamento a 3 miglia per 207° dal faro di Santa Maria di Leuca.
Il comandante Scrobogna e 17 fra ufficiali, sottufficiali e marinai furono sbalzati in mare e tratti in salvo da barche di pescatori dalla Bormio sopraggiunta poco dopo; con il Micca scomparvero due ufficiali, 62 fra sottufficiali e marinai e anche un operaio.
Secondo varie fonti parte dell'equipaggio rimasto intrappolato nel relitto (adagiato a 72 metri di profondità) non morì subito: si udirono rumori per due giorni dopo l'affondamento, e secondo alcuni pescatori il terzo giorno furono sentiti degli spari.

Si svolgerà a Barletta, domenica 5 febbraio 2012, presso il Paladisfida M. Borgia, una giornata di preghiera denominata “III° Congresso Regionale Apostoli Divina Misericordia”, organizzata dalla casa editrice Shalom in collaborazione con il Congresso Apostolico Mondiale della Misericordia di Vienna e con la Diocesi di Trani – Barletta – Bisceglie e Nazareth, patrocinata da Regione Puglia, Provincia Barletta-Andria-Trani e Comune di Barletta.

All’incontro è previsto l’’ intervento di Vescovi e religiosi provenienti da varie Diocesi Italiane, nonché di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo e, tra gli altri, Paolo Brosio, Claudia Koll, Mjriana veggente di Medjugorie e Marcella Reni direttore del Rinnovamento dello Spirito Santo e il popolare cantautore di ispirazione cristiana (5 grammy Unity Awards) per la musica cristiana contemporanea in Usa e autore ed inteprete della famosa sigla di Radio Marina nel mondo "Ballta per Maria" e della canzone "Non Temere" divinuta Hit nel mondo dedicata a Giovanni Paolo II

La giornata si concluderà con la celebrazione della Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Giovanni Battista Pichierri – Vescovo della diocesi di Trani. L’ingresso al Palasport M. Borgia sarà completamente gratuito,  rivestendo il carattere di giornata nazionale di preghiera finalizzata alla sensibilizzazione dei partecipanti sulle tematiche della fede cristiana. Chi intendesse partecipare potrà accedere liberamente al Palasport fino al raggiungimento della capienza massima o, in alternativa, rivolgersi alle Parrocchie di appartenenza che provvederanno alla formazione di gruppi parrocchiali organizzati.

I gruppi e, in particolar modo quelli provenienti da fuori città, che intendono partecipare all’evento – al fine di garantire una corretta organizzazione – potranno registrarsi preventivamente  contattando il numero 32 97 76 67 36 .
Luciana: 329 26 39 655 o Sara: 071 22 16 101 ; entro e non oltre il 27 gennaio 2012 e recarsi presso il Paladisfida il giorno 5 febbraio 2012 entro le ore 10,30. Dopo tale orario la registrazione sarà annullata. La segreteria organizzativa comunica che non esistono PASS individuali.

“E’ la vittoria dei lavoratori e del sindacato che, anche con forme di protesta eclatanti, hanno fatto prevalere la giusta interpretazione della clausola di salvaguardia sociale, permettendo di garantire continuità occupazionale a 35 addetti alle attività di manutenzione dell’AqP dell’azienda Clp”.

Alfonso Galiano, Segretario Regionale Industria, Energia, Trasporti e Ambiente della UIL regionale, rimarca la chiusura positiva della questione relativa ai lavoratori dell’appalto Ambito 7 dell’Acquedotto Pugliese.

“La coerenza ha pagato – continua Galiano – prevalendo sull’interpretazione restrittiva fornita dalle aziende subentranti e dall’Acquedotto Pugliese. Grazie all’accordo sottoscritto nella giornata di ieri, i 35 addetti saranno assunti entro la fine di febbraio con contratto a tempo indeterminato, formati, riqualificati dalle aziende subentranti e, quindi riconvertiti, da operai fognari, a conduttori di macchine all’avanguardia per la ricerca di perdite nella rete di AqP Ambito 7, che contribuiranno fattivamente ai progetti in corso per la ristrutturazione delle reti di adduzione acqua. In sostanza, i 35 lavoratori, dal rischio licenziamento, passeranno ad essere un valore aggiunto di fondamentale importanza per l’attività di AqP”.

La percentuale degli italiani che acquistano prodotti a denominazione, bio o dagli agricoltori tiene rispetto allo scorso anno, a conferma del fatto che “la crisi non incide sul bisogno di sicurezza alimentare dei cittadini che continuano ad esprimere un forte interesse per le produzioni ad elevato contenuto salutistico, identitario e ambientale”, ha affermato il Presidente Nazionale della Coldiretti, Sergio Marini, a Bari per l’inaugurazione della grande ‘Bottega di Campagna Amica’, nel precisare che “esiste in realtà una polarizzazione nei comportamenti. Chi ha disponibilità di reddito ed è un consumatore attento alla qualità e alla tipicità consolida i propri stili, mentre chi si trova in difficoltà è spesso costretto a rinunciare”. A dimostrarlo è la crescita degli acquisti diretti dal produttore che hanno raggiunto il valore di 3 miliardi di euro e interessano più di 60mila imprese agricole tra cantine, cascine e malghe oltre a mille mercati degli agricoltori e alle botteghe di Campagna Amica.

La Bottega di Campagna Amica di Bari rappresenta un esempio esemplare delle potenzialità della prima catena di vendita diretta organizzata degli agricoltori italiani, un nuovo e moderno canale commerciale che si affianca alla Grande distribuzione e ai negozi di prossimità e che va ad integrare la rete già attiva delle Fattorie e dei Mercati di Campagna Amica. Si tratta di un vantaggio per i produttori, ma anche per i consumatori che in ogni bottega di Campagna Amica possono acquistare l’intera gamma di prodotti della Filiera tutta Agricola e tutta Italiana, realizzati e trasformati direttamente dagli agricoltori. Dal campo alla tavola il Parmigiano Reggiano, il Bra, il riso, venduti a Bari come a Lecce, in Trentino Alto Adige e in Sicilia, anche se non sarà presente personalmente il produttore. E così per i vini, l’olio, i salumi, le conserve, le verdure e tutti gli altri prodotti dell’agricoltura che completeranno la gamma offerta in ogni bottega. Il piano prevede la possibilità di “esportare” le Botteghe anche all’estero.

L’architettura commerciale si fonda su quattro perni: la Fondazione Campagna Amica, che garantisce origine italiana e filiera degli agricoltori; il Consorzio Produttori che è lo strumento per realizzare la “catena”; l`imprenditore agricolo che offre il proprio prodotto; il punto vendita denominato “La Bottega di Campagna Amica”.

L’acquisto diretto dal produttore è stato il segmento più dinamico di tutto il 2011 con ottime prospettive anche per il 2012 grazie alla possibilità di fare acquisti di qualità al giusto prezzo. Nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica presenti nelle piccole e grandi città è possibile trovare direttamente senza intermediazioni esclusivamente prodotti locali a prezzi calmierati comprese le specialità tradizionali del territorio”.

I dati sono inconfutabili: il Sud è molto attento e sensibile alla sana alimentazione, battendo il Centro Nord di oltre 5 punti percentuali. “I consumatori preferiscono di gran lunga acquistare prodotti freschi e di stagione direttamente dai produttori – commenta il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni - piuttosto che avventurarsi nell’oceano di offerte che gli iper propongono. I prodotti più acquistati sono le insalate, le carote e i pomodorini da utilizzare in casa o fuori e cominciano a diffondersi le vaschette di frutta già tagliata e sbucciata, pronta all’uso senza doversi “sporcare le mani” e da gustare come snack rompi-digiuno durante la giornata o come risparmia-tempo”.

L'aumento del consumo di piatti pronti riflette i cambiamenti in atto nella struttura stessa delle famiglie e nelle abitudini, dovute al maggior numero di donne lavoratrici e alla crescita del numero dei single. La famiglia pugliese (2/3 componenti) spende in media ogni mese 430 euro per i consumi alimentari, il 5,5% in più rispetto alla media nazionale. Il capitolo di spesa più consistente riguarda carne (96 euro), ortaggi e frutta (74 euro), pane e farinacei (66 euro), latte, formaggi e uova (63 euro), oli e grassi (13,7 euro).

“Il nostro obiettivo è ‘culturale’ – spiega il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio - consiste nel tentare di cambiare abitudini di consumo sbagliate che si sono diffuse ovunque e formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell' agricoltura con i cibi consumati ogni giorno”. Oggi meno della metà (45%) dei giovani di età compresa tra i 12 e i 19 anni consuma frutta tutti i giorni, come conferma il Rapporto sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza, realizzato da Eurispes in collaborazione con Telefono Azzurro, che per l'occasione ha intervistato oltre cinquemila ragazzi. Ma la stessa indagine rileva che i giovani non consumano frutta solo a tavola con la famiglia, ma in un caso su dieci (9,6%) anche come snack fuori pasto preferendola secondo Eurispes alle merendine (8,2%), alle patatine fritte (6,4%), alla cioccolata e caramelle (6,2%) anche se la pizza è al top del consumo con il 24,3% delle preferenze, seguita da gelati e yogurt con il 20,8% e infine dai panini con il 16,1%.

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