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Mercoledì, 28 Giugno 2017

Ha scritto Hemingway che l’uomo non è fatto per la disfatta, può essere distrutto ma non vinto. Rivolgere un pensiero ai caduti del Micca (due ufficiali, 62 fra sottufficiali e marinai e anche un operaio) che sono stati ricordati dall’ANMIG G. Carli sez. Barletta lo scorso 27 luglio, è significativo per il CTIM. Nella chiesa di S. Cataldo in Puglia si ricorderà un sacrificio e un gesto di coraggio, oltre che di dedizione alla causa.
“Il concetto stesso di sconfitta come ci ricorda l’autore de Il vecchio e il mare si presta a molteplici interpretazioni. Quella che mi piace sottolineare – osserva il Segretario Generale del Ctim, Roberto Menia – è che sopra tutto c’è l’uomo: con le sue emozioni, i suoi impulsi, le sue genialità. A quelle virtù messe in atto dai caduti della Micca va il pensiero del Ctim”.
Il sottomarino Pietro Micca, appartenente al tipo «Bernardis» a semplice scafo con controcarene laterali e doppi fondi resistenti fu progettato negli anni 30 dal capitano del Genio Navale ingegner Cavallini (uno dei principali progettisti di sommergibili italiani); fu però di notevoli dimensioni (anche se non fu il più grande sommergibile italiano in termini di dislocamento lo fu in termini di lunghezza, con 90 metri), molto complesso e soprattutto molto costoso, per cui non fu riprodotto in più unità.
Dopo la consegna alla Regia Marina fu dislocato a Taranto, in seno al IV Gruppo Sommergibili. Con l’ingresso dell’Italia nel secondo conflitto mondiale il Micca si trovava già in missione (al tempo era inquadrato nella XVI Squadriglia Sommergibili di La Spezia e comandato dal capitano di fregata Vittorio Meneghini) da una settimana; nella notte del 12 giugno 1940 effettuò la posa di 40 mine nei pressi del porto di Alessandria d'Egitto.
A inizio aprile 1941, mentre era in navigazione da Taranto a Lero, avvistò a sud di Creta un convoglio che attaccò lanciando due siluri da 1500 metri: furono avvertiti due scoppi (ma non esistono riscontri), mentre il sommergibile si allontanava in immersione. Giunto a Lero, il 5 aprile, fu gravemente danneggiato dallo scoppio di un siluro scivolato fuori da uno dei tubi di poppa (altre fonti attribuiscono l’esplosione ad una mina); trainato in porto, dopo le prime riparazioni d’emergenza, si portò a Taranto dove furono effettuate le grandi riparazioni, protrattesi da giugno a novembre del 1941.
Nel '42 avrebbe dovuto incontrarsi al largo di Santa Maria di Leuca con un’unità scorta, la Bormio; ma fu individuato dal sommergibile britannico Trooper che, alle 6.05 de 29 luglio, gli lanciò una sventagliata di sei siluri uno dei quali centrò il Micca a mezza nave, provocandone il repentino affondamento a 3 miglia per 207° dal faro di Santa Maria di Leuca.
Il comandante Scrobogna e 17 fra ufficiali, sottufficiali e marinai furono sbalzati in mare e tratti in salvo da barche di pescatori dalla Bormio sopraggiunta poco dopo; con il Micca scomparvero due ufficiali, 62 fra sottufficiali e marinai e anche un operaio.
Secondo varie fonti parte dell'equipaggio rimasto intrappolato nel relitto (adagiato a 72 metri di profondità) non morì subito: si udirono rumori per due giorni dopo l'affondamento, e secondo alcuni pescatori il terzo giorno furono sentiti degli spari.

Si svolgerà a Barletta, domenica 5 febbraio 2012, presso il Paladisfida M. Borgia, una giornata di preghiera denominata “III° Congresso Regionale Apostoli Divina Misericordia”, organizzata dalla casa editrice Shalom in collaborazione con il Congresso Apostolico Mondiale della Misericordia di Vienna e con la Diocesi di Trani – Barletta – Bisceglie e Nazareth, patrocinata da Regione Puglia, Provincia Barletta-Andria-Trani e Comune di Barletta.

All’incontro è previsto l’’ intervento di Vescovi e religiosi provenienti da varie Diocesi Italiane, nonché di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo e, tra gli altri, Paolo Brosio, Claudia Koll, Mjriana veggente di Medjugorie e Marcella Reni direttore del Rinnovamento dello Spirito Santo e il popolare cantautore di ispirazione cristiana (5 grammy Unity Awards) per la musica cristiana contemporanea in Usa e autore ed inteprete della famosa sigla di Radio Marina nel mondo "Ballta per Maria" e della canzone "Non Temere" divinuta Hit nel mondo dedicata a Giovanni Paolo II

La giornata si concluderà con la celebrazione della Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Giovanni Battista Pichierri – Vescovo della diocesi di Trani. L’ingresso al Palasport M. Borgia sarà completamente gratuito,  rivestendo il carattere di giornata nazionale di preghiera finalizzata alla sensibilizzazione dei partecipanti sulle tematiche della fede cristiana. Chi intendesse partecipare potrà accedere liberamente al Palasport fino al raggiungimento della capienza massima o, in alternativa, rivolgersi alle Parrocchie di appartenenza che provvederanno alla formazione di gruppi parrocchiali organizzati.

I gruppi e, in particolar modo quelli provenienti da fuori città, che intendono partecipare all’evento – al fine di garantire una corretta organizzazione – potranno registrarsi preventivamente  contattando il numero 32 97 76 67 36 .
Luciana: 329 26 39 655 o Sara: 071 22 16 101 ; entro e non oltre il 27 gennaio 2012 e recarsi presso il Paladisfida il giorno 5 febbraio 2012 entro le ore 10,30. Dopo tale orario la registrazione sarà annullata. La segreteria organizzativa comunica che non esistono PASS individuali.

“E’ la vittoria dei lavoratori e del sindacato che, anche con forme di protesta eclatanti, hanno fatto prevalere la giusta interpretazione della clausola di salvaguardia sociale, permettendo di garantire continuità occupazionale a 35 addetti alle attività di manutenzione dell’AqP dell’azienda Clp”.

Alfonso Galiano, Segretario Regionale Industria, Energia, Trasporti e Ambiente della UIL regionale, rimarca la chiusura positiva della questione relativa ai lavoratori dell’appalto Ambito 7 dell’Acquedotto Pugliese.

“La coerenza ha pagato – continua Galiano – prevalendo sull’interpretazione restrittiva fornita dalle aziende subentranti e dall’Acquedotto Pugliese. Grazie all’accordo sottoscritto nella giornata di ieri, i 35 addetti saranno assunti entro la fine di febbraio con contratto a tempo indeterminato, formati, riqualificati dalle aziende subentranti e, quindi riconvertiti, da operai fognari, a conduttori di macchine all’avanguardia per la ricerca di perdite nella rete di AqP Ambito 7, che contribuiranno fattivamente ai progetti in corso per la ristrutturazione delle reti di adduzione acqua. In sostanza, i 35 lavoratori, dal rischio licenziamento, passeranno ad essere un valore aggiunto di fondamentale importanza per l’attività di AqP”.

La percentuale degli italiani che acquistano prodotti a denominazione, bio o dagli agricoltori tiene rispetto allo scorso anno, a conferma del fatto che “la crisi non incide sul bisogno di sicurezza alimentare dei cittadini che continuano ad esprimere un forte interesse per le produzioni ad elevato contenuto salutistico, identitario e ambientale”, ha affermato il Presidente Nazionale della Coldiretti, Sergio Marini, a Bari per l’inaugurazione della grande ‘Bottega di Campagna Amica’, nel precisare che “esiste in realtà una polarizzazione nei comportamenti. Chi ha disponibilità di reddito ed è un consumatore attento alla qualità e alla tipicità consolida i propri stili, mentre chi si trova in difficoltà è spesso costretto a rinunciare”. A dimostrarlo è la crescita degli acquisti diretti dal produttore che hanno raggiunto il valore di 3 miliardi di euro e interessano più di 60mila imprese agricole tra cantine, cascine e malghe oltre a mille mercati degli agricoltori e alle botteghe di Campagna Amica.

La Bottega di Campagna Amica di Bari rappresenta un esempio esemplare delle potenzialità della prima catena di vendita diretta organizzata degli agricoltori italiani, un nuovo e moderno canale commerciale che si affianca alla Grande distribuzione e ai negozi di prossimità e che va ad integrare la rete già attiva delle Fattorie e dei Mercati di Campagna Amica. Si tratta di un vantaggio per i produttori, ma anche per i consumatori che in ogni bottega di Campagna Amica possono acquistare l’intera gamma di prodotti della Filiera tutta Agricola e tutta Italiana, realizzati e trasformati direttamente dagli agricoltori. Dal campo alla tavola il Parmigiano Reggiano, il Bra, il riso, venduti a Bari come a Lecce, in Trentino Alto Adige e in Sicilia, anche se non sarà presente personalmente il produttore. E così per i vini, l’olio, i salumi, le conserve, le verdure e tutti gli altri prodotti dell’agricoltura che completeranno la gamma offerta in ogni bottega. Il piano prevede la possibilità di “esportare” le Botteghe anche all’estero.

L’architettura commerciale si fonda su quattro perni: la Fondazione Campagna Amica, che garantisce origine italiana e filiera degli agricoltori; il Consorzio Produttori che è lo strumento per realizzare la “catena”; l`imprenditore agricolo che offre il proprio prodotto; il punto vendita denominato “La Bottega di Campagna Amica”.

L’acquisto diretto dal produttore è stato il segmento più dinamico di tutto il 2011 con ottime prospettive anche per il 2012 grazie alla possibilità di fare acquisti di qualità al giusto prezzo. Nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica presenti nelle piccole e grandi città è possibile trovare direttamente senza intermediazioni esclusivamente prodotti locali a prezzi calmierati comprese le specialità tradizionali del territorio”.

I dati sono inconfutabili: il Sud è molto attento e sensibile alla sana alimentazione, battendo il Centro Nord di oltre 5 punti percentuali. “I consumatori preferiscono di gran lunga acquistare prodotti freschi e di stagione direttamente dai produttori – commenta il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni - piuttosto che avventurarsi nell’oceano di offerte che gli iper propongono. I prodotti più acquistati sono le insalate, le carote e i pomodorini da utilizzare in casa o fuori e cominciano a diffondersi le vaschette di frutta già tagliata e sbucciata, pronta all’uso senza doversi “sporcare le mani” e da gustare come snack rompi-digiuno durante la giornata o come risparmia-tempo”.

L'aumento del consumo di piatti pronti riflette i cambiamenti in atto nella struttura stessa delle famiglie e nelle abitudini, dovute al maggior numero di donne lavoratrici e alla crescita del numero dei single. La famiglia pugliese (2/3 componenti) spende in media ogni mese 430 euro per i consumi alimentari, il 5,5% in più rispetto alla media nazionale. Il capitolo di spesa più consistente riguarda carne (96 euro), ortaggi e frutta (74 euro), pane e farinacei (66 euro), latte, formaggi e uova (63 euro), oli e grassi (13,7 euro).

“Il nostro obiettivo è ‘culturale’ – spiega il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio - consiste nel tentare di cambiare abitudini di consumo sbagliate che si sono diffuse ovunque e formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell' agricoltura con i cibi consumati ogni giorno”. Oggi meno della metà (45%) dei giovani di età compresa tra i 12 e i 19 anni consuma frutta tutti i giorni, come conferma il Rapporto sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza, realizzato da Eurispes in collaborazione con Telefono Azzurro, che per l'occasione ha intervistato oltre cinquemila ragazzi. Ma la stessa indagine rileva che i giovani non consumano frutta solo a tavola con la famiglia, ma in un caso su dieci (9,6%) anche come snack fuori pasto preferendola secondo Eurispes alle merendine (8,2%), alle patatine fritte (6,4%), alla cioccolata e caramelle (6,2%) anche se la pizza è al top del consumo con il 24,3% delle preferenze, seguita da gelati e yogurt con il 20,8% e infine dai panini con il 16,1%.

Si è tenuto, martedì otto novembre presso l’Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, un primo incontro tra Loredana Capone Vice Presidente della Giunta Regionale con delega allo Sviluppo Economico, Filippo Caracciolo Consigliere Regionale, Gioacchino Maselli Amministratore Unico di Puglia Sviluppo s.p.a, Antonio De Vito, Direttore Generale di Puglia Sviluppo s.p.a, Michele Dibenedetto Consigliere Comunale, Presidente II Commissione Consiliare Attività Produttive e Sviluppo Socio Economico e Lavoro, dott.ssa Santa Scommegna Dirigente Settore Attività Produttive comune di Barletta, Di Palma Raffaele e Damato Giuseppe Presidente e Vice Presidente dell’Associazione Manifatturieri Terzisti [sigla AMT] BAT di Barletta. Oggetto dell’interlocuzione la situazione di grave difficoltà che sta affrontando il settore tessile a Barletta, soprattutto in conseguenza ai tragici eventi del 3 ottobre. Il crollo della palazzina di via Roma che è costato la vita a quattro operaie del settore e alla figlia dei titolari dell’opificio in cui lavoravano ha infatti acceso i riflettori sull’intero settore, che se da un lato hanno messo in risalto le condizioni di estrema precarietà in cui versa il manifatturiero nel nord barese, dall’altro ha sollevato una serie di problematiche che affliggono i piccoli imprenditori costretti ormai alla sopravvivenza, vista la concorrenza proveniente dai paesi orientali e la conseguente crisi che attanaglia il settore ormai da anni. Già nelle ultime settimane (28 ottobre ultimo scorso) una rappresentanza dei manifatturieri terzisti era intervenuta sulla stampa cercando da un lato di cancellare l’alone di sospetto che circonda il settore e dall’altro chiedendo un forte intervento delle istituzioni a favore del tessile. Tra le misure invocate: “l'abbattimento della tassa rifiuti e contributi per le ingenti spese di trasloco ed allestimenti per coloro i quali decidono di spostare la loro attività in locali idonei secondo quanto previsto dalle normative vigenti; contributi per l'esecuzione di lavori di muratura presso alcuni capannoni già individuati nella zona industriale; convenzioni con ordini professionali e consulenti; convenzioni con i mezzi di trasporto pubblico per tutte quelle lavoratrici che si recano presso il proprio luogo di lavoro.”

“Queste esigenze e proposte legittimamente portate alla luce dall’associazione Manifatturieri Terzisti Bat” – dichiara Caracciolo - “sono state portate al vaglio dei competenti ordini regionali nella convinzione che quanto prima la politica possa dare una risposta concreta all’imprenditoria sana di Barletta. ”

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