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Domenica, 04 Dicembre 2022

La città di Roma e l’arte cinematografica. Due facce che si incontrano davanti ad uno specchio per riflettere e scoprirsi protagoniste di un legame profondo, di una storia longeva, meritevole oggi di un ulteriore approfondimento. È quello che testimonia il racconto per immagini del fotografo Paolo Grana, artista e curatore della mostra a ingresso gratuito Passeggiate Romane di Cinema, in programma alla Casa del Cinema di Roma dal 14 novembre al 19 dicembre 2022. Il percorso fotografico ci porta indietro nel tempo, al periodo del mitico cinema italiano, dei grandi registi degli anni 50/60, di Antonioni, De Sica, Fellini, Pasolini, al tempo di Cinecittà Hollywood sul Tevere e di Roma come grande set cinematografico. Ispirata da quelle atmosfere mitiche, l’indagine di Grana testimonia quegli anni attraverso il reportage di uno dei fenomeni principali legato a quell’epoca ma avvenuto tra il 1995 e gli inizi del 2000: la rassegna “open air” “Passeggiate romane” che, grazie all’Associazione Città di Cinema, proiettò all’aperto i migliori film italiani degli anni 50/60 in quei luoghi e in quegli scorci della Roma antica e moderna che furono le location di quei set cinematografici.

“È un po’ come aver carpito frammenti ‘d’anima’ del cinema italiano di quegli anni” – dichiara il fotografo Paolo Grana. “Ho cercato di cogliere l’attimo, di immortalare l’istante, di fermare in uno scatto l’atmosfera magica di quei momenti che solo il cinema, con il suo fascino avvolgente all’imbrunire nella notte, ti sa dare. Le immagini si susseguono sullo schermo, le dimen­sioni si fondono nel loro abbraccio, volti dei grandi attori, appassionati innamorati attoniti, fermati in un fotogramma sugli sfondi della città eterna. Seguire in quel momento, quegli eventi, avere il privilegio d’esserci con la mia camera e poter realizzare quegli scatti irripetibili nell’atmosfera magica che si viveva è stata un’occasione unica. Ringrazio per questa opportunità l’Associazione Città di Cinema che realizzò quella rassegna”.

La mostra racconta con 16 immagini fotografiche i momenti più significativi e rappresentativi di quel fenomeno e dello spirito di quei film, con le loro ambientazioni iconiche a fare da sfondo per una nuova suggestione della fruizione cinematografica. 16 finestre inedite, 16 momenti di indissolubile connubio tra cinema e città, in cui i luoghi e la proiezione dei film colti in quell’attimo da Grana assumono un significato di memoria, di testimonianza, di storia dei luoghi stessi e della vita (cinematografica) che lì si è vissuta. L’inedito tema fotografico del connubio assume, così, una forza espressiva senza precedenti grazie all’attento lavoro del fotografo che, catturando un preciso istante della proiezione, eleva esponenzialmente il valore simbolico di quel momento e contribuisce a infondere nuova linfa all’atmosfera già mitica di quel cinema e di quell’epoca.

Ecco, quindi, gli scatti delle prime periferie cittadine con lo schermo al Pigneto che irradia i volti pasoliniani di Accattone e quello all’Eur, accanto a quel Palazzo della Civiltà italiana rappresentato da Fellini nel suo Le tentazioni del dottor Antonio. Si arriva poi ai luoghi monumentali del centro storico con le immagini delle proiezioni in Piazza di Pietra (L’eclisse di Michelangelo Antonioni), in Piazza Augusto Imperatore (Morire gratis di Sandro Franchina), in Piazza del Campidoglio (Lo sceicco bianco di Fellini), in Piazza Montecitorio (Gli onorevoli di Sergio Corbucci) e al Pantheon (Umberto D. di Vittorio De Sica). Suggestivo è poi lo sfondo di Castel Sant’Angelo immortalato da Grana durante le proiezioni del film omonimo di Alessandro Blasetti e di Accattone di Pasolini; mentre rappresentano importanti testimonianze storiche gli scatti realizzati alle terme di Caracalla, durante la proiezione di Medea di Pasolini, a via della Conciliazione durante la proiezione de Il vangelo secondo Matteo, al Foro di Traiano, sfondo del film Fabiola di Alessandro Blasetti, alla Piramide Cestia davanti alla quale venne proiettato Paisà di Roberto Rossellini e al Palazzo di Giustizia “Palazzaccio” durante la programmazione del film di Orson Welles Il processo.

Si chiude, infine, con un’ultima incursione nelle piazze estere di Parigi, con lo schermo al Trocadero a restituire Paris est toujours Paris di Luciano Emmer e a Stoccolma, nella centralissima Gamla Stan, immortalata durante la proiezione di Stromboli (Terra di Dio) di Roberto Rossellini. 

BIOGRAFIA PAOLO GRANA

Diplomato in fotografia presso lo IED di Roma. Fonda un’agenzia giornalistica nella quale si occupa di immagini di moda collabo­rando con varie case di couture italiane. Entra a far parte della maison Valentino Garavani per la quale lavora un decennio come fotografo. Realizza editoriali Valentino per “W” ed altre pubblicazioni della Fairchild Pubblications di New York. Realizza immagini per la campagna mondiale AIRC con Mattew Modine. Successivamente coglie l’occasione di entrare nel mondo del cinema seguendo per l’Associazione Roma Città di Cinema rassegne cinematografiche itineranti per l’Europa. Roma, Parigi, Berlino, Stoccolma le città dove vengono proiettati ‘open air’ i più famosi film del cinema italiano degli anni 50/60, realizzando le immagini irripetibili di questa mostra fotografica. Collabora per la Televisione Italiana RAI 2 al programma ‘Callas Day’ maratona su Maria Callas come ricerca iconografica e ritrae per la trasmissione direttori d’orchestra famosi come Zubin Mehta e Georges Prêtre. Mostre fotografiche di Passeggiate Romane di Cinema a Roma presso la galleria l’Attico di Fabio Sargentini in via del Paradiso, Parigi e Stoccolma presso i rispettivi Istituti Italiani di Cultura, Sono in allestimento mostre a Venezia e Città del Messico. Attualmente cura rapporti editoriali e pubblicitari in vari settori.

Fonte Zetema

 

Dopo un lungo lavoro di programmazione è stata finalmente definita la rosa dei nomi che parteciperanno alla IV edizione del Premio Città di Velletri per la Carriera Cinematografica. Un’iniziativa ideata da Fernando Mariani, attore e volto noto nel panorama del cinema e della tv per le sue numerose comparse, e sostenuta dalla Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri che per il secondo anno consecutivo ha lavorato al progetto.

La cerimonia di premiazione e la consegna ufficiale del trofeo, che raffigura la Torre del Trivio, iconico monumento della città di Velletri, avrà luogo venerdì 18 novembre alle ore 18.30 presso l’Auditorium della Casa delle Culture e della Musica ora intitolato a Romina Trenta. Presenterà la serata Maria Rosaria Perillo, mentre interverranno Patrizia Audino e l’ideatore Fernando Mariani nell’accogliere gli ospiti. Riccardo Taddei intratterrà i presenti con gli interventi musicali, mentre il Sindaco Orlando Pocci presenzierà all’evento consegnando materialmente i premi.

Saliranno sul palco dell’Auditorium Daniela Cecchini, giornalista culturale; Angela D’Aguanno, responsabile dell’agenzia cinematografica Extras New; Blasco Giurato, direttore/autore della fotografia; Graziano Marraffa, Fondatore e Presidente dell'Archivio Storico del Cinema; Renzo Musumeci Greco, schermidore, docente del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma; Stefano Reali, regista; Andrea Roncato, attore; Flora Vona, attrice; parteciperà inoltre quale ospite d’onore Novella Calligaris, ex nuotatrice di livello internazionale e giornalista.

L’evento patrocinato dal Comune di Velletri e dalla Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura sarà ad ingresso libero fino a esaurimento posti. Il premio, giunto alla sua quarta edizione, si conferma annualmente un’occasione importante per entrare nel mondo del cinema a trecentosessanta gradi, conoscendo sia gli attori e i registi che le maestranze. L’appuntamento è per venerdì 18 novembre alle ore 18.30.

 

 

 

Continua con successo, dunque, la collaborazione consolidata di Lo Re con Carrisi,  pluripremiato scrittore ed eclettico regista, spesso a suo agio anche nei panni di sceneggiatore, drammaturgo, giornalista.

All’ interno della colonna sonora è presente la canzone originale "La Mia Queen", scritta appositamente per il film dal compositore Fabrizio Campanelli insieme a Vito Lo Re – anche produttori del pezzo - con la collaborazione del cantautore Fabio Riccio. Il brano, interpretato da Shoker MC e prodotto per l’etichetta Candle Studio, è distribuito da Artist First. Il singolo uscirà su tutte le piattaforme digitali il 4 novembre 2022, mentre il video della canzone avrà anteprima esclusiva su Sky TG24 Web il giorno 10 Novembre.

Vito Lo Re, circa la canzone, ha dichiarato alla stampa: «Volevo scrivere un pezzo che si distanziasse dal resto della colonna sonora, che è strumentale e molto intimista. Doveva diventarne un po’ “l’anima nera”. Al contempo però doveva poter vivere di vita propria anche estrapolata dal film. Fabrizio Campanelli ha capito subito questa mia necessità, è entrato con entusiasmo nel progetto e “La Mia Queen” è il risultato. Fin troppo banale dire che ne siamo molto soddisfatti ma è così».

Fabrizio Campanelli, sulla canzone “La mia Queen”, ha avuto modo di sottolineare: «Il mondo in cui si muove l’interprete è lo specchio delle relazioni in cui si riflettono gli opposti, l’abisso dell’anima come terra di contrasti che non ha vincitori né vinti, ma solo i toni lividi della luce dell’alba».

Tanta la curiosità nell’attesa: è già iniziato il conto alla rovescia verso l’uscita del singolo.

Vito Lo Re è direttore d’orchestra, compositore, autore di commedie musicali, musical, musiche per cortometraggi, documentari, film e trasmissioni televisive nonché orchestratore e arrangiatore, attività questa che lo ha fatto spaziare attraverso i generi musicali più eterogenei. Ha lavorato con: Arisa, Edoardo Bennato, Mario Biondi, Max Gazzè, Gilberto Gil, Bobby Kimball (Toto), John Mahon e Nigel Olsson, (Elton John Band), Massimo Ranieri, Rhapsody of Fire, Toquinho, Davide Van de Sfroos, Amii Stewart. Per Donato Carrisi, ha composto le colonne sonore di “La ragazza nella nebbia” (2017), “L'uomo del labirinto” (2019) e “Io sono l'abisso” (2022).

Fabrizio Campanelli, tra le numerose tappe in carriera, ha scritto e prodotto per il cinema colonne sonore e canzoni con cui è stato più volte candidato al David di Donatello così come ai Nastri d’Argento. Protagonista di campagne pubblicitarie pluripremiate (ha all’attivo due Key Awards per la miglior musica originale, nel 2019 con un brano dal titolo “In the Magic Wood”  e, nel 2012, con la canzone   “Lovely On My Hand”, celebre per una campagna pubblicitaria internazionale con Julia Roberts), nel 2016 fu anche autore delle musiche di “Fukushima: A Nuclear Story”, film-documentario vincitore del DIG Award.

 
Fonte  Lisa Bernardini


 

L’attivista per i diritti delle donne e imprenditrice culturale Claudia Conte torna protagonista alla Festa del Cinema di Roma con la sesta edizione del premio Women In Cinema Award, che valorizza le eccellenze femminili e promuove la gender parity.

Il WiCA 2022 è dedicato a tutte le donne iraniane che con lo slogan “Zhen, Zhian, Azadi!”, “Donna, vita, libertà” protestano per Mahsa Amini, Hadis Najafi, Nika Shakarami e tutte le altre vittime, contro la feroce repressione del regime.

 La sesta edizione di Women in Cinema Award, patrocinata dal Ministero della Cultura e da Roma Capitale, si terrà domenica 16 ottobre all’Acquario Romano – Casa dell’Architettura.

 Sarà presente la mediatrice culturale Parisa Nazari. Si alterneranno sul palco per ritirare il prestigioso riconoscimento: le cantautrici Elodie ed Arisa, la Direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati, la scrittrice Chiara Francini, il regista Giuseppe Piccioni, l’attrice Lunetta Savino.

 “La rivoluzione è delle donne.

Il mio body painting è una protesta contro le barbare e ingiuste uccisioni delle sorelle iraniane   che con coraggio lottano per la libertà. Questo accade in Iran, come in Afghanistan, India e tanti Paesi in cui molti diritti civili, non solo femminili, sono negati brutalmente. L’occidente non può più tacere”.

Queste le sue parole mentre, in un abito di Alberta Ferretti e una parure di Daverio1933, sfilava sul red carpet imbrattata di vernice sul corpo con i colori della bandiera iraniana e la scritta “Women Life Freedom”.

La Conte dimostra ancora una volta sostegno alle donne che vedono private i loro diritti e a novembre sarà promotrice della mostra Women For Justice nell’ambito dell’iniziativa del Comune di Roma L’isola che non c’era proprio per dare voce alle donne profughe costrette alla fuga dai regimi totalitari.

 

 

 

In occasione del lancio della seconda stagione della serie televisiva Morgane Detective Geniale, tratta dalla serie francese HPI – Haut Potentiel Intellectuel, che sarà diffusa su Rai 1 a partire dal 4 ottobre alle ore 21.25, l’Ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset e l’Amministratore delegato della RAI, Carlo Fuortes ci hanno invitato a Palazzo Farnese, all’anteprima del primo episodio della seconda stagione. Dopo la proiezione abbiamo brindato nel Salone di Ercole e intervistato i due attori protagonisti: Audrey Fleurot e Mehdi Nebbou. Morgane Alvaro, interpretata da Audrey Fleurot, è la protagonista della fiction Morgane – Detective geniale: una donna delle pulizie di 38 anni che vive insieme ai suoi tre figli dati da due relazioni diverse. Morgane ha un QI di 160 e collabora con la polizia indagando su misteri irrisolti. Chiedendole nell’intervista cosa la avvicina al suo personaggio, Audrey mi ha risposto: “Tra i tanti personaggi che ho interpretato, Morgane è quello più vicino a me. Certo io sono molto più ‘civile’ di lei, ma la sua avversione per l’autorità è qualcosa contro cui ho sempre lottato anch’io. Ancora oggi mi gioca brutti scherzi, anche se con il tempo mi sono calmata. Raccontiamo una donna che, pur lontana dall'essere una moglie e madre perfetta, riesce a fare del bene e a rendere eccezionale il quotidiano. Noi donne spesso ci sentiamo in colpa: dobbiamo essere forti e anche sexy, educare bene i figli e tenere la casa pulita. C'è molta pressione su di noi. Per questo mi piace così tanto Morgane", ha proseguito l'attrice francese. “Morgane piace davvero a tutti e questo mi rende fiera, soprattutto in un periodo come questo in cui le serie sono prodotte per essere orientate a segmenti di pubblico specifico", ha raccontato ancora Fleurot, "Nessuno di noi si aspettava questo successo né in Italia né in Francia dove abbiamo raggiunto un risultato storico in termini di audience. Pensavamo che il nostro senso dell'umorismo fosse troppo francese per l'estero: invece l'universalità del personaggio riesce a colpire tanta gente". Quanto le assomiglia Morgane? "Non so quanto ci sia di lei in me, direi che ho ricondotto il personaggio a me stessa perché io quando recito improvviso spesso", ha spiegato, "le improvvisazioni del resto ti costringono a lavorare su di te. Io vengo da un ambiente semplice, come Morgane: lei mi somiglia nel senso che è una versione di me senza filtri, una me stessa a cui io non offro possibilità di esistere nel mio quotidiano, ma per fortuna con questo personaggio posso sfogarmi". Le piacerebbe lavorare in Italia? "Mi farebbe impazzire, è un Paese sublime, sarebbe un'avventura splendida", ha detto l'attrice, nota anche per aver interpretato il film campione d'incassi "Quasi amici - Intouchables", "e poi potrei imparare la vostra lingua e magari anche fare un'intervista in italiano".     Avete mai pensato di ambientare un episodio di "Morgane" in Italia? "La serie, per come è impostata, è nel suo Dna ancorata alla città di Lille, ma il personaggio di Morgane è talmente libero e il successo in Italia è così grande che sarebbe bello provare a fare un episodio qui da voi", ha detto. "Non sarebbe male lasciare per un po' Lille: è una città che adoro, ma fa sempre freddo e piove spesso". Mehdi Nebbou, invece, interpreta l’ispettore di polizia Adam Karadec che inizialmente si mostra estremamente scettico rispetto alla collaborazione con Morgane. L’attore francese, nel corso della sua carriera, ha preso parte a produzioni non solo francesi ma anche americane. Ha recitato, infatti, in Munich di Steven Spielberg; Nessuna Verità di Ridley Scott; e nella quinta stagione della serie tv Homeland. In Francia, la prima stagione della fiction che ha Audrey Fleurot e Mehdi Nebbou come protagonisti ha avuto un seguito di circa 10 milioni di persone, venendo apprezzata anche in Italia. La prima stagione è stata trasmessa a settembre 2021, ottenendo il 19% di share. La seconda stagione, invece, andrà in onda a partire da martedì 4 ottobre 2022 su Rai 1. Commentando il favore di pubblico riscosso dalla serie, Fleurot ha detto: “Nessuno di noi si aspettava questo successo né in Italia né in Francia dove abbiamo raggiunto un risultato storico in termini di audience. Pensavamo che il nostro senso dell’umorismo fosse troppo francese per l’estero: invece l’universalità del personaggio riesce a colpire tanta gente”.

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