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Sabato, 20 Luglio 2019

Con la conferenza stampa di apertura nella saletta verde del Palacongressi si è alzato il sipario sulla 65° edizione del Taormina Film Fest. Un’edizione importante per il rilancio del Taormina Fillm Fest, come il Festinal del cinema in cui si identifica la città di Taormina, tornato alle stelle nazionali ed internazionali del grande schermo, capace di raccontare la realtà e le grandi tematiche sociali con vere e proprie opere d’arte. Significative le parole d’apertura del “padrone di casa” il sindaco Mario Bolognari, «Il Festival attira l’attenzione sulla società  - ha detto - è importante per la promozione del turismo e della Sicilia, quella bella, che ci deve vedere tutti protagonisti. Volevo soffermarmi su un concetto molto importante. Nessuno a Venezia o a Cannes, non sto facendo nessun paragone improprio, sì permetterebbe di inventare una serata o qualcosa dedicato al cinema, sarebbe fuorviante per il pubblico e addetti ai lavori. Una città deve avere un solo Festival e una sola vetrina. Quest’anno avremo purtroppo ancora qualche serata legata al cinema, ma questa è una situazione che va cambiata. La città propone un solo Festival non altre manifestazioni. I Nastri d’Argento li consideriamo all’interno del contesto sia del cartellone di Taormina Arte, che del Taormina Film Fest, perché ci sono degli accordi strettissimi. Tutto il resto non avrà né il mio appoggio, né la condiscendenza di nessuno di noi». Pietro Di Miceli, commissario Fondazione Taormina Arte, ha manifestato il proprio orgoglio per il lavoro fatto. «Quest’anno abbiamo di nuovo un cartellone importante, tutti hanno dato il massimo e si è fatto squadra. Così siamo riusciti a ripartire. Il secondo motivo di orgoglio è la presenza al Festival di tre film della Film Commission». Maria Guardia Pappalardo e Lino Chiechio rispettivamente Amministratore unico e General manager di Videobank, hanno ringraziato gli intervenuti e sottolineato il grande lavoro di tutta la squadra e gli sforzi di Videobank, a cui poi si sono aggiunti gli sponsor. Chiechio ha poi concluso ricordando un grande fotografo che ha sempre seguito il Festival Pietro Coccia, scomparso recentemente a cui è stata dedicata la tribunetta speciale per i fotografi in cui la sua poltrona resterà vuota in suo ricordo. Alessandro Rais presidente di film Commision Sicilia e dirigente regionale ha parlato del sostegno all’intera filiera del cinema, che sostiene sostenendo anche la Sede Sicilia del Centro sperimentale di Cinematografia, esprimendo il proprio orgoglio per la presenza al Festival di due lungometraggi siciliani in concorso e uno fuori concorso. «Il festival di Taormina –ha concluso - è fondamentale per rilanciare l’audiovisivo siciliano e l’impegno con la Fondazione Taormina Arte è costante». Fuori scaletta è stato chiamato ad intervenire Felice Laudadio, per anni direttore artistico del Festival, che successivamente ha tenuto una masterclass su Bertolucci con la presentazione del primo numero della rivista Bianco e Nero alla Casa del cinema inaugurata lo scorso 18 maggio con la mostra “Le stelle di Taormina. La madrina del Festival Rocío Muñoz Morales e la presentatrice della serate al Teatro Antico, Carolina Di Domenco hanno salutato i giornalisti presenti dichiarandosi emozionate per i ruoli loro assegnati. Nel corso della conferenza stampa non è mancato anche un intervento di un componente della giuria, Carlo Siliotto. « Il nostro è un Compito difficile, ci sono film molto diversi e molto interessanti per la loro origine, ma sono contento che già, mai come quest’anno, si parla in tutto il mondo del Festival del Cinema di Taormina, primo risultato già ottenuto». Ninni Panzera, segretario generale della Fondazione Taormina Arte, alla sua 33esima edizione, ha ribadito il grande lavoro fatto nella produzione di questa 65°edizione lanciando il nuovo ruolo della Casa del Cinema. Sono stati poi i direttori artistici Silvia Bizio e Gianvito Casadonte a sottolineare alcuni contenuti determinanti che faranno grande il Taormina Film Fest 2019. «A differenza dell’anno scorso – ha dichiarato Silvia Bizio - quando abbiamo organizzato il Festival in due settimane, quest’anno ci siamo preparati per ben nove mesi, quasi un anno, e questo spiega anche la varietà e qualità dei film. Abbiamo iscritto il festival sulla piattaforma internazionale e quindi sono arrivati tantissimi film da tutto il mondo. Ha espresso grande soddisfazione l’altro direttore artistico Gianvito Casadonte. «Siamo molto felici del lavoro fatto. Il filo conduttore è stato quello di raccontare la realtà. È importante ritrovare un grande rapporto con le grandi case di produzione che hanno deciso di investire sul cinema di Taormina. Invito i giovani a frequentare a chiedere, soltanto frequentando e chiedendo si ha la possibilità di innamorarsi di questo lavoro. Avremmo tanti incontri coordinati dal nostro staff che porteranno bene a Taormina. Vi aspettiamo si parte buon festival a tutti».

Al via la VI edizione dell'evento cinematogratico "Santa Marinella Film Festival" con il patrocinio del Comune di S. Marinella (Roma).
Inizia dalla Perla del Tirreno la prima tappa dell'International Tour Film Festival che interesserà per tutta l’estate il litorale a nord di Roma.
Per tutto il prossimo weekend la caratteristica località balneare diventerà il centro della cinematografia nazionale con tre giorni di anteprime, ospiti, mostre, sfilate, esibizioni canore e di danza che attireranno, come di consueto, un folto pubblico di appassionati di cinema.
Una manifestazione  voluta e realizzata  dalle associazioni culturali  Santa Marinella Viva, Civitafilm Commission e  Archeotheatron al fine di consolidare l'itinerante Festival internazionale sul litorale a nord di Roma per valorizzarne il territorio.
L’inizio dell’evento è previsto per venerdì 28 giugno 2019 alle ore 21,00 in Piazza Trieste con la presentazione del libro di Marcella Griffo in  collaborazione con Rosa Tagliaferro “Oltre i nostri attimi”.
A seguire, alle ore 21.30 si entrerà nel vivo della kermesse con l’attrice Ira Fronten, madrina del festival ed impegnata in fasi umanitarie a favore del cinema internazionale, che aprirà la manifestazione alla presenza di giornalisti, attori e cariche istituzionali.
Quindi, la proiezione del film  "La Partita" di Francesco Carnesecchi con Francesco Pannofino, Lidia Vitale, Alberto Di Stasio, Gabriele Fiore, Giorgio Colangeli e Francesca Antonelli. Un film incentrato sullo sport attraverso le vite dei personaggi che ricoprono diversi ruoli in ambito calcistico.
Durante l'evento verranno consegnati premi a Francesco Carnesecchi come Miglior regia del film e ad Ira Fronten per l’impegno umanitario nell’ambito del cinema.
Molto interessante la serata di sabato 29 Giugno:  alle ore 21,30 avrà luogo la proiezione e la premiazione di tre cortometraggi italiani alla presenza dei registi e degli attori; i corti in questione sono "La Notte Prima", "Burning Red" e "Pepitas". Le pellicole premiate affrontano tematiche forti e di grande  attualità, quali rispettivamente il tumore al seno, la violenza sulle donne e l’omosessualità.
Saranno presenti a ritirare il riconoscimento per il corto "Burning Red": Carlotta Bolognini rappresentante produzione cinematografica, Barbara Gioli attrice, Francesca Della Ragione attrice, Gianluca Braccieri direttore della fotografia.
Per il corto "La Notte Prima" ritirerà il premio la regista Annamaria Liguori insieme ad un rappresentante dell’azienda Pfizer che ha sostenuto la realizzazione del corto e sensibilizzato una campagna denominata “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico”.
Nell’ambito della manifestazione ci sarà l’intervento del critico cinematografico e giornalista di Radio Vaticana Rosario Tronnolone: Archeologia e celluloide, lo sguardo in Viaggio in Italia di Roberto Rossellini e l’intervento dell’attore e regista di teatro Agostino De Angelis su Pierpaolo Pasolini attraverso letture e riflessioni.
Inoltre, la serata sarà allietata da una sfilata di moda della scuola di portamento di Gloria Salipante con gli abiti degli atelier "Bloomers moda mare" di Civitavecchia, "Marinella Moda Positano" di S.Marinella, Lara Roggi abiti ispirati alla Dolce Vita e gli abiti dipinti realizzati dalla costumista Teresa Venuto Riccardi. Saranno presentati anche gli abiti ispirati alle attrici degli anni ’50 realizzati dalla fashion designer Anna Rotella.
L’associazione "Sinphonicamente" di Manola Barbieri eseguirà alcuni brani durante la presentazione del libro "Marzapane" di Vittorio Rombolà (ore 21.00) in collaborazione con l’associazione "Amici" di Flavia Onlus, che presenterà anche lo spot Isole contro l’indifferenza,  ideato con Dani Brà. E non poteva mancare l’esibizione di danza dell’associazione "DanZero" di Tiziana Orsomando in una perfomance ispirata al film Premio Oscar "La Grande Bellezza".
Premio speciale per l'attore Kaspar Capparoni, che riceverà il prestigioso "Apollo d’Oro" per la versatilità dimostrata nel suo lavoro; attore di indiscusso talento sia in cinema che in tv, dove ha riscosso tantissimi successi, ma anche showman in altri ambiti in cui si è cimentato nel ballo e nel canto, raggiungendo sempre altissimi livelli.
La serata di chiusura, domenica 30 giugno, inizierà con la presentazione del libro “Un falò tra le dune” di Marina Marucci e Anna Grazia Mastrofilippo alle ore 21.00 coadiuvate dalla regista Donatella Baglivo. Successivamente, dalle ore 21,30 la serata sarà interamente dedicata ai giovani talenti del laboratorio di cinema di S.Marinella, nato tre anni fa da un’idea di Sonia Signoracci, Presidente dell’associazione "Santa Marinella Viva", coadiuvata dall’Associazione "Archeotheatron" di Desireè Arlotta. Sarà presentato il cortometraggio "Switch", frutto del lavoro del laboratorio di questo anno scolastico appena concluso. In conclusione una festa finale con lo spettacolo di Max Liga.
"Siamo lieti di ospitare una manifestazione di qualità e di notevole interesse - afferma il Sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei - che si integra perfettamente nella città baciata dal sole e dal mare, Santa Marinella, città del Cinema, dei Presidenti della Repubblica, della Cultura, nonché antico porto degli Etruschi (Pyrgi). Sono onorato di poter concedere anche quest’anno il patrocinio dell’Amministrazione Comunale; occasioni come queste valorizzano il nostro territorio coniugando storia, cultura e passione  con la promozione turistica e l'amore per il Cinema. Un ringraziamento particolare all’organizzazione ed in particolare a Sonia Signoracci che ha creduto in questo progetto, ormai appuntamento consolidato nel territorio.
Invitiamo tutti i cittadini e gli amanti del cinema a partecipare".
I giovani sono da anni uno degli obiettivi primari dell’associazione che rappresento - afferma Sonia  Signoracci, direttore del Festival - e si proseguirà su questa linea sperando che le istituzioni e tutto il territorio ne comprendano il senso che è quello di trasferire le competenze tecniche ed artistiche del cinema, che possono arricchire i giovani a prescindere dalla strada che decideranno di intraprendere nella vita.
"La sinergia tra le varie realtà è l’obiettivo primario per la valorizzazione e la crescita del territorio -   afferma Piero Pacchiarotti Presidente dell’ITFF -  e non si escludono ulteriori collaborazioni affinchè questo Festival si mantenga come  un appuntamento annuale strutturato in molti Comuni. Quest’anno iniziamo da Santa Marinella, mentre le tappe successive saranno: il 18 luglio ad Allumiere - il 9 agosto a Tolfa - il 29 settembre a Cerveteri - il  21 e 22 settembre al Castello di  S.Severa  per concludere dal 9 al 13 ottobre a Civitavecchia con tutte le premiazioni delle opere vincenti".
Durante l’evento è prevista l’esposizione di un’auto d’epoca dell’associazione "Circuito Storico"  di S.Marinella ideato da Daniele Padelletti.
La manifestazione è patrocinata dalla Regione Lazio, dall’Ambasciata di Svezia e dai Comuni di S.Marinella, Civitavecchia, Tolfa, Cerveteri ed Allumiere.
Conduttrici dell’evento Alessandra De Antoniis ed Emanuela Cianflone.
L'evento è stato realizzato grazie al supporto di BCC Agenzia di Santa Marinella, GI.MA sicurezza di Gianluca Varchetta, Infinity Time Infinity di Arianna Peretti, Valerio Faccini fotografo ufficiale, la RoadShine Production e Francesco Capuano per le riprese video.

Il 26 giugno, in occasione della Giornata internazionale per le vittime di tortura, andrà in scena al Teatro Franco Parenti di Milano IO ERO IO, uno spettacolo nato dalla collaborazione dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano e del servizio di Etnopsichiatria dell’Ospedale Niguarda al progetto TEATRO UTILE 2019,patrocinato dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Partecipano al progetto 15 rifugiati, 6 drammaturghi, 2 registi, 4 attori, 2 operatori sociali, guidati nel percorso teatrale da trainer (artisti a loro volta migranti) e, per quanto riguarda il laboratorio di drammaturgia, da Marco Di Stefano con lo scopo quest’anno di affiancare la ricchezza espressiva del teatro alle terapie convenzionali offerte ai migranti vittime di torture e traumi estremi in carico al servizio di etnopsichiatria. Ideatori e responsabili dell’intero progetto sono lo psichiatra Lorenzo Mosca per l’Ospedale Niguarda e Tiziana Bergamaschi per l’Accademia dei Filodrammatici di Milano, la quale è anche regista dello spettacolo.

IO ERO IO è un testo nato dalle improvvisazioni dei partecipanti al laboratorio di teatro che, elaborate in un secondo tempo dai drammaturghi, sono diventate una drammaturgia collettiva. Il tema del testo e dello spettacolo è la riconquista della propria identità. Il protagonista si sveglia in un luogo che non riconosce e ha in mano un oggetto di cui non sa né l’origine né il senso. Inizia così un viaggio, accompagnato da un personaggio creato dalla sua fantasia, e attraverso i più svariati e anche divertenti incontri arriva a ricomporre i frammenti della sua storia e a ritrovare la sua identità.

Alla serata saranno presenti Carlotta Sami, Portavoce dell’UNHCR per il Sud Europa, e rappresentanti delle istituzioni locali e delle diverse associazioni che partecipano al progetto.

“In un momento così delicato crediamo sia importante dare un segno forte di cosa intendiamo per impegno nel creare occasioni d’inclusione e come il teatro e le arti possano essere degli strumenti fondamentali a questo scopo”, ha dichiarato Tiziana Bergamaschi, ideatrice del progetto e regista.

“L’UNHCR è onorata di sostenere questo progetto che utilizza il teatro come strumento prezioso per permettere alle persone sopravvissute alla tortura di esprimere e elaborare i loro vissuti dolorosi”, ha detto Carlotta Sami. “Si tratta di vissuti che accomunano moltissimi rifugiati e migranti che arrivano in Italia, rispetto ai quali è necessaria una presa di coscienza collettiva”.  

Intorno a questo nucleo del progetto sono stati organizzati inoltre sette incontri con docenti universitari sui temi del teatro come strumento d’intervento in situazioni di rilevanza sociale.

Drammaturgia: Alice Grati, Cinzia Mela, Riccardo Mini, Sacha Oliviero, Riccardo Tabilio, Laura Carioni, a cura di Marco Di Stefano.

Interpreti: Amadou Dia, Bosco Jacques, Diabate Zeh Brahima, Djeneba Diomande, Djbril Sonko, Elvine Kouatchou, Joyce Omoruyi, Laura Djuikam, Mamadou Korka, Mohammed, Moussa Dembele, Morifere Diabagate, Paris Kamate, Samba Malle, Alice Pavan, Niccolò Pace, Chiara Serangeli, Federico Regonesi, Laura Gamuccci, Magda Emmanuele, Akueson Adotey Dotcha, Silvia Gazzola.

Regia di Tiziana Bergamaschi con la collaborazione dei registi Enrico Lofoco, Sergio Fantoni, Mateo Çili  e Olivier Elouti.

Musiche dal vivo: alla cora Yaya, ai tamburi Olivier Elout, Kpomassi Tetegand Kantchani e Akueson Adotey Dotcha.

Luci: Fabio Rossi Direttore di scena: Davide Battistelli
Si ringraziano per la loro collaborazione come trainer: Chiara Claudi, Daniel Koll, Akueson Adotey Dotcha, Mayil Georgi Nieto, Lorenzo Piccolo, Mateo Cįli e Olivier Elouti.

Con la supervisione di: Valentina Stirone, Alice Cardullo, Paola Cesari, Katia Larocca, del servizio di Etnopsichiatria dell’Ospedale Niguarda.

Ideatori del progetto: Tiziana Bergamaschi, per l’Accademia dei Filodrammatici e il Dott. Lorenzo Mosca, per l’Ospedale Niguarda.

 

Lo scorso 1° aprile 2019 presso la Casa del Cinema di Roma la Cineteca Nazionale ha organizzato e promosso l'evento "Mauro & Manolo Bolognini fratelli...anche nel cinema" per rendere  omaggio ai Bolognini, ovvero Mauro regista e sceneggiatore e Manolo produttore  cinematografico.
Entrambi, con elevata professionalità e serietà, hanno segnato un'epoca particolarmente significativa e indimenticabile del cinema italiano ed internazionale.
In apertura di evento è stato proiettato il film “La corruzione” di Mauro Bolognini (1963); è la storia del giovane Stefano (Jacques Perrin), figlio di un ricco industriale, che terminati gli studi vorrebbe farsi frate. Tornato a casa del padre (Alain Cuny) lo informa del suo desiderio, ma questi si oppone e lo fa buttando il giovane tra le braccia della sua amante Adriana (Rosanna Schiaffino). Dopo una vacanza in yacht, Stefano assiste impotente al suicidio di un dipendente della fabbrica di famiglia, accusato ingiustamente dal padre.
A seguire, ha avuto luogo un incontro, moderato da Graziano Marraffa, con la sceneggiatrice Carlotta Bolognini (figlia di Manolo), Barbara Bouchet, Massimo Cristaldi, Antonella Lualdi, Claudio Risi.
In platea erano presenti tanti personaggi del mondo del cinema ed amici della famiglia Bolognini, fra i quali Olga Bisera, Saverio Vallone, Roberto Girometti, Sergio Valente, Mauro D'Amico, Ruggero Deodato.
Un doveroso tributo a due indimenticabili cineasti: il  regista Mauro Bolognini (Pistoia, 28 giugno 1922 - Roma, 14 maggio 2001), al quale va il merito di aver saputo coniugare sin dai suoi lontani esordi nella Hollywood sul Tevere, (come veniva chiamata Roma dalle produzioni straniere), la raffinatezza e la classe di autentico cineasta con gli elementi figurativo/letterari sui quali si fonda la fabbrica dei sogni; fra i film da lui diretti "Il bell'Antonio", "Senilità", "Metello", "Fatti di gente perbene", tanto per citarne alcuni e l'inseparabile fratello Manolo (Pistoia, 26 ottobre 1925 - Roma, 23 dicembre 2017). Il produttore, papà di Carlotta ed Andrea,  con autentica passione ha avuto la capacità di trasformare i sogni in realtà con ingegno e spiccato spirito creativo, a volte anche rischiando; ma i risultati gli diedero sempre ragione delle proprie scelte. Manolo Bolognini ha prodotto pellicole di successo internazionale non solo del fratello, ma anche di Pasolini, Fellini, Corbucci, Tarkovskij.
Un pomeriggio di ricordi, intense emozioni ed un pizzico di nostalgia per un modo di fare cinema che tutti abbiamo amato.

A Roma, presso il Teatro delle Muse - via Forlì 43, in scena fino al 14 aprile 2019 la commedia “Ho avuto una storia con la donna delle pulizie” di Nino Marino per la regia di Massimo Milazzo.
La piece, che ha sbancato il botteghino sin dal debutto del 28 marzo scorso, sta continuando a riscuotere ampi consensi sia da parte della critica, sia da parte del pubblico che, coinvolto dalla storia e dal talento degli attori, ad ogni replica interviene puntuale con lunghi applausi a scena aperta.
Tra gag, battute e doppi sensi, gli spettatori sono stati affascinati dall’intrigante storia interpretata da  Luciana Frazzetto che, con disinvoltura, ha incarnato la protagonista, calandosi nei panni di una donna semplice, invadente, dal linguaggio popolare, ma profondamente genuina.
Al suo fianco un brillante Franco Oppini, l’intellettuale blasonato che, nelle vesti del datore di lavoro, viene travolto simpaticamente dai consigli della protagonista.
A rendere ancor più frizzante ed avvincente la storia è Antonio Tallura, il quale interpreta con inconfondibile stile il fratello minore dello scrittore, che cerca in ogni modo di convincerlo ad abbandonare il tipo di vita che sta conducendo, per tornare nella clinica di famiglia.
La commedia, interessante e piacevolmente ironica, è ricca di spunti sui quali fermarsi a riflettere, fra una risata e l'altra ed offre uno spaccato di vita che attraversa due mondi diametralmente opposti, riproponendo il tema della comunicazione.
Ogni sera, a fine spettacolo, l’intera compagnia viene letteralmente presa d’assalto dagli ammiratori che si recano nei camerini per un saluto, un autografo e qualche foto-ricordo.
Una grande gratificazione per coloro i quali vivono e rappresentano con passione il teatro, quale nobile espressione della recitazione e fondamentale elemento di trasmissione del pensiero, di emozioni e di cultura.

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