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Domenica, 22 Ottobre 2017

La scorsa domenica si è conclusa con successo la VI edizione dell’International tour film festival, che ha registrato gr­ande partecipazione di pubblico e record di opere presentate, con ben 1760 film arrivati da 98 paesi di tutto il mondo.
La manifestazione, patrocinata da Mibact, Presidenza del consiglio dei Min­istri, Ministero degli Esteri, Reg­ione Lazio, Porti di Roma e del Lazio, Confcommercio, Ambas­ciata di Svezia, Comuni di Civitavecchia e Santa Marinella, Fondazione Ca.Ri.C­iv. ed Enel, ha visto la presenza di tanti ospiti in sa­la fra cui segnaliam­o:
Federico Zampaglione (compositore), Dario Albertini (regista), Daniele Falleri (r­egista), Romano Mila­ni (SNGCI), Paolo Ma­sini (Mibact), Dundar Kesapli (per la st­ampa estera), Andrea De Rosa (attore), Pietro Delle Piane (a­ttore), Rossella Dia­co (giornalista Rai), Ele Raimondo (regi­sta), Donatella Bagl­ivo (regista),  Robe­rto Bacheca (Sindaco di S.Marinella), En­rico Luciani (Presid. Comp. Portuale di Civitavecchia).
Numerose presenze provenienti dall'estero :
dal Belgio Anja Str­elec (documentarista­), dall' Olanda Marnix Ruben (regist­a), Diederik De Koei­jer (regista), Sauro Locchi (produttore musicale); dalla Ger­mania Manuel Rees (regista­); dalla Croazia, Sanjin Badurina (reg­ista), Ivana Matusan (Direttore Ente Tur­istico città di Rab); dalla Spagna Alexandra Del Bene ( Itinera Productions­).
Da ricordare le impo­rtanti collaborazioni internazionali con: Escola Superior Artistica do Porto  (Portogall­o), Lodz Film School  (Polon­ia) e Visegrad Animation Forum (Rep. Ceca) e le collaborazioni nazionali con:  Ass. Santa Marinella Viva Onlus, Aster Academy International, il Movimento per la vita di Civitavecc­hia,  Ass. Vespa Club Civi­tavecchia, Circuito Storico S.M­arinella, Istituto Stendhal, Liceo Scientifico  G. Galilei, Liceo Artistico Gugl­ielmotti.
La serata è stata pr­esentata da Ombretta Del Monte. Di rilie­vo internazionale as­soluto la mostra di abiti e foto dedicata ad Ingrid Bergman ed il concerto di mu­siche di film da lei interpretati curato da Rosario Tronnolo­ne e che ha visto sul palco anche il sop­rano svedese Katrina Agorelius e la pian­ista Lucia Belardell­i.
Durante l'intera manifestazione si so­no alternati sul pal­coscenico numerosi personaggi, tra cui ri­cordiamo: . Matteo Branciamore, Elisabet­ta Villaggio, Antonio Pisu, Nini Salerno, Francesca Antonell­i, Andrea Lattanzi, Tiziana Foschi ed il cantante Argentino Ale Ortega.
“Un ringraziamento a tutti gli spettatori - commenta Piero Pacchiarotti, il patr­on dell’evento - ma sopratutto ai registi che hanno preso pa­rte alla competizion­e, nelle diverse sez­ioni dell’Itff. Una menzione speciale sp­etta agli studenti e agli insegnanti del­le scuole del compre­nsorio, che hanno re­alizzato con passione e dedizione i cort­ometraggi per i prog­etti a loro dedicati. Occasioni di questo tipo - continua l’­ideatore del festival - rappresentano una crescita per la ci­ttà e per l’intero territorio; il nostro festival è destinato a crescere nel tem­po, ma è già un appun­tamento di rilievo per l’intero comprens­orio. In questi cinq­ue giorni si sono av­vicendati ospiti int­ernazionali, che han­no potuto apprezzare la nostra città. Ap­pena chiusa questa edizione inizieremo a lavorare per il pro­ssimo anno, il nostro ambizioso progetto è quello di inserire per la prima volta una sezione per lun­gometraggi".
Di seguito l’elenco dei vincitori:

MIGLIOR ANIMAZIONE: “Dream” di Zombie St­udio (Brasile)           
MIGLIOR FICTION : “D­ie besonderen Fähigk­eiten des Herrn Mahl­er” di Paul Phillip (Germania) 
MIGLIOR DOCUMENTARIO:  “Mwavita – Born at time of war” di Ma­rco Gualazzini (Ital­ia)
MIGLIOR TOURISM PROM­OTIONAL MOVIE:  “Joy of Rab” di Sanjin Badurina (Croazia)
PREMIO CRITICA: “Sab­ine Nursery” di Manuel Rees  (German­ia)  
PREMIO TRAJANO 1900 AWARD: “Cisco de Pic­ón la última carbone­ría” di  Paco Aragon e David Carmona (Sp­agna)
PREMIO FESTIVAL DEL MARE: “Maladie” di Santa De Santis e Ale­ssandro D'Ambrosi (I­talia)
PREMIO CONCORSO NAZI­ONALE L'IMPORTANZA DEL VOLERSI BENE: “Er­asmus 2017” di Marco De Santis - IIS Calamatta di Ci­vitavecchia
PREMIO PROGETTO CIAK SCUOLA:
realizzato dal liceo scientifico G. Galil­ei di Civitavecchia sezione di Santa Mar­inella in collaboraz­ione con l’associazi­one “Santa Marinella Viva Onlus”).
-“Breakers” di Alessia Sorbelli
-“Cut Edge” di Romana De Giovanni e Sara Presutti
-“Helden - Il Canto di Morfeo” di Zeffiro Trionfo

Cosa hanno in comune le cellule dell’uomo o di altri esseri viventi e il cosmo? In che relazione si trovano le microstrutture dell’uomo con le macrostrutture della nostra galassia? L’uomo conosce più profondamente il micro o il macro cosmo? A queste ed altre domande cercheranno di dare una risposta un medico otorinolaringoiatra e un astrofisico ma, dalle prime ipotesi possiamo dire che i due sistemi – micro e macro – si abbracciano e rispecchiano idealmente.

E sono proprio il microcosmo e il macrocosmo al centro dell’attenzione dell’edizione 2017 di “Art&Science” che si terrà a Bari domani 5 ottobre al Teatro Petruzzelli, una performance live, un’esperienza che fa dialogare, oltre alle cellule, anche scienziati provenienti da campi d’azione diversi: medici, astrofisici, biologi molecolari, critici d’arte, musicisti, e stilisti senza confini e senza limiti.

“Il “microcosmo”, spiega Matteo Gelardi, ideatore di Art&Science, otorinolaringoiatra presso il Policlinico Universitario di Bari, Presidente Fondatore dell’Accademia Italiana di Citologia Nasale (AICNA) è profondamente simile al “macrocosmo”, non soltanto nella morfologia ma anche nei colori. L’esame al microscopio rivela che i cromatismi della materia vivente, espressione della funzione metabolica di quel preciso momento, possono persino indicare la nascita o la morte di tale materia, proprio come accade nel macrocosmo quando nasce o muore una stella. L’immagine citologica dell’edizione 2017 di Art&Science si chiama "Big bang" per due motivi: il primo perché rappresenta l'inizio di un "biofilm", una struttura microbiologica formata dai batteri, in grado di difendersi dall’attacco da parte dei sistemi di difesa dell’organismo e dagli antibiotici; il secondo per la stretta somiglianza con le immagini astronomiche, in particolare il big bang di una stella.

È impressionante confrontare gli aspetti cromatici di un biofilm, organizzazione microbica difensiva che i batteri attuano nei confronti dell’organismo ospite e degli antibiotici, con quelli astronomici. Osservandoli ci si accorge che i due “Big bang” sono espressi da un solo colore: il Ciano, uno dei colori dello spettro che l'uomo riesce a vedere, la cui lunghezza d'onda è intorno a 480 nanometri. Uno dei tre colori primari “sottrattivi” assieme al giallo e al magenta. Si potrebbe persino affermare che la “nascita” ha un solo colore: il “Ciano”! Così come gli astrofisici, studiando gli aspetti cromatici del macrocosmo, riuscendo a datare una stella, o una galassia, oggi è possibile “datare” il microcosmo, rappresentato da cellule e da microrganismi”.

Sarà un lungo viaggio, partendo dall’interno del nostro organismo, giungeremo, grazie al contributo di Fabio Peri, noto astrofisico, sino ai confini dell’universo. Un medico ed un astrofisico si confrontano sulle distanze coperte nelle loro specifiche discipline: abbiamo percorso più strada dentro di noi (microcosmo), o fuori di noi (macrocosmo)? La distanza che va dalla superficie cutanea sino al codice genetico è maggiore della distanza corrispondente ad un anno luce? È proprio vero che la terza guerra mondiale la combatteremo contro i microrganismi? Le nanotecnologie ci aiuteranno a sconfiggere i batteri e i loro biofilm? Partendo dall’interno delle nostre cellule “microcosmo” giungeremo sino ai confini dell’universo “macrocosmo”, trasformando il Teatro Petruzzelli in un grande Planetario.”

 “Ma quanto è grande l'universo? La nostra dimensione naturale, spiega l’astrofisico, Fabio Peri, Direttore Scientifico del Civico Planetario U. Hoepli di Milano, è il metro, un’unità di misura perfetta per misurare una stanza, un tavolo, una passeggiata, ma già in automobile si usano i chilometri e in aereo le migliaia di chilometri. In astronomia si usano gli anni luce... diecimila miliardi di chilometri. Solo con questo “metro” si può misurare l’universo e capire il nostro posto e le nostre reali dimensioni nel cosmo.

Pianeti, stelle, galassie, buchi neri, materia oscura, energia oscura, radiazione fossile. Esplorando queste enormi distanze abbiamo scoperto una miriade di oggetti affascinanti, curiosi e insoliti che sono diventati patrimonio della scienza e ci hanno aiutato a capire qualcosa sull’evoluzione dell’intero universo, come è nato, come “vive” e come finirà.

Parallelamente a questa dilatazione della misura del mondo "esterno", del macrocosmo, l'uomo ha sviluppato strumenti per esplorare il microcosmo, l'infinitamente piccolo. Abbiamo così scoperto tessuti, cellule, molecole, atomi e addirittura quark! Il microcosmo si è rivelato pieno di sorprese come il macrocosmo. Ma quanto siamo andati in là "fuori" e "dentro" l'uomo? L'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo hanno un limite? Il nostro attuale orizzonte è un solo un punto di partenza per vedere fin dove potremo spingerci in futuro”?

La performance vedrà l’intervento del gruppo “Il Complesso di Golgi” composto da medici che assieme all’Orchestra di Bepi Speranza, al corpo di ballo “Coreutica”, con i costumi curati dalla stilista Giovanna Gelardi, e a musicisti di fama internazionali e giovani cantanti, eseguiranno brani musicali ispirati al cosmo e alle imprese spaziali.

Lo scorso 27 settembre 2017 presso la Casa del Cinema di Roma ha avuto inizio la rassegna itinerante "Mediterri-Amo", che dopo la Capitale, farà tappa a Firenze nelle giornate del 12 e 13 ottobre e a Venezia il 5 dicembre.
Attraverso questo progetto il regista e critico teatrale Maurizio Scaparro racconta le storie legate al Mare Nostrum, per raccoglierne le voci e le immagini e per riscoprirlo come luogo privilegiato di nostalgia e storie ancestrali.
Coordinatore artistico Ferdinando Ceriani; produttore esecutivo Carlo Mosso.
Una produzione Onni con Carmelo Alberti, Michela Andreozzi, Shaul Bassi, Eugenio Bennato, Maria Ida Biggi, Francesca Corrao, Emilia Costantini, Ugo De Siervo, Diplomati della Scuola per Attori “Orazio Costa”, Izzedin Elzir, Stefano Fresi, Nicole Grimaudo, Lino Guanciale, Syed Hasnain, Stephane Jaquemet, Sebastiano Maffettone, Pino Micol, Enzo Moscato, Orchestra Almar’à, Orchestra di Piazza Vittorio, Alessandro Preziosi, Mario Primicerio, Claudio Romano, Igiaba Scego, Pasquale Scialò, Peppe Servillo, Solis String Quartet, Massimiliano Vado e Maurizio Scaparro.
Artisti, studiosi, scrittori, filosofi che uniti tentano di recuperare l’immagine di quella mitica età dell’oro in cui il nostro mare era il centro del mondo, crocevia di culture, di lingue e di conoscenze.
Shahrazad, per non morire, raccontava storie. E forse, oggi più che mai, è questo il compito dell’arte e degli artisti: raccontare storie, per comprendere l’altro e per ricordare il nostro passato.
Un'interessante rassegna che, sotto la guida di uno dei Maestri del grande Teatro Italiano, diventa una finestra aperta sulle tante sponde del Mediterraneo, per tracciare le coordinate di un viaggio fatto di immagini, suoni e parole.
Il nostro Mediterraneo non è un mare di confine, ultimo avamposto di un’Europa distratta, che ha dimenticato le radici del suo passato; pertanto, non vuole ridursi a campo di battaglia in cui trionfano populismi, paure ed egoismi, ma vuole essere un luogo di riferimento ed incontro in cui riconoscersi, avvicinando prima di tutto gli artisti rifugiati, in collaborazione con l’UNHCR e grandi ospiti italiani,  tra istituzioni e mondo della cultura, per cercare di riabbracciare quei valori comuni di un vivere civile che le tragedie umanitarie sembrano aver spazzato via.
"Mediterri-Amo" è un percorso a tappe nelle città crocevia d’Italia e che hanno costituito momenti fondamentali nella vita artistica di Maurizio Scaparro: Roma, dove il progetto ha visto la sua apertura il 27 settembre, in una giornata di studio e incontri aperta alle giovani generazioni con laboratori, letture, proiezioni e racconti; Firenze il 12 e 13 ottobre con una due giorni di eventi e spettacoli al Teatro della Pergola ed infine Venezia il 5 dicembre, con una chiusura dedicata a uno dei massimi drammaturghi per il quale il Mediterraneo è stato punto di riferimento ed ispirazione alla narrazione, Shakespeare.
È possibile passare dal sogno alla re-invenzione della cultura e della vita stessa mediterranea? Passare dallo scontro alla collaborazione? È  possibile che Ulisse, Sinbad, Marco Polo, Saladino e Don Chisciotte abbiano una discendenza feconda, un avvenire comune e pacifico?
Sono queste alcune delle domande che animeranno le giornate di "Mediterri-Amo".
L'evento culturale è realizzato con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con il sostegno di SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori, Fondazione Teatro della Toscana e con il patrocinio di Regione Lazio, Roma Assessorato alla Crescita culturale, Comune di Firenze, Università LUISS “Guido Carli” e UNHCR
in collaborazione con Agiscuola, Casa del Cinema, Compagnia Italiana, Ex Novo, Fondazione Giorgio Cini, Fondazione Giorgio La Pira, Istituto Luce Cinecittà.

Importante riconoscimento per il regista messinese Salvatore Arimatea che si è aggiudicato il Premio nazionale Musa d’Argento nella sezione Cinema per la regia del film “Ballando il silenzio”, prodotto dal C.A.M. - Centro Artistico del Mediterraneo, presieduto da Francesca Barbera.

La manifestazione, che si è svolta a Vittoria (Ragusa), è nata due anni fa per celebrare e valorizzare l’arte in ogni sua forma ed è organizzata dall’associazione culturale Academy Stars, guidata da Lucia Aparo.

La pellicola di Arimatea ha ricevuto un altro importante riconoscimento: infatti, Marina Suma si è aggiudicata il premio come migliore attrice protagonista nella sezione dedicata ai lungometraggi.

Particolarmente emozionato Arimatea, che ha dichiarato: “Il premio mi è stato consegnato da Carlotta Bolognini, figlia d’arte, ma la cosa che mi ha inorgoglito di più è che, in giuria era presente Elisabeth Missland, un grande critico cinematografico internazionale che sinceramente temevo. Le sue parole: “sono rimasta rapita dal tuo film, mi ha incollato allo schermo! Dopo la visione sentivo un desiderio irrefrenabile di ballare il tango”, mi hanno sinceramente emozionato. Detto da lei è stato un premio ancora più grande. Dedico questo riconoscimento ad Arturo Rosetto Ajello e a Libero Pellegrino, due professionisti messinesi che non ci sono più e con cui ho collaborato per anni”.

Il film “Ballando il silenzio”, realizzato nel 2015, ha il pregio di far confluire, in un’opera cinematografica, uno spaccato sul mondo del malessere esistenziale.  Protagoniste due figure femminili, che trascorrono le loro vite ognuna racchiusa entro il proprio universo di inquietanti rituali. Sono donne contemporaneamente vittime e carnefici che trovano strani e pericolosi meccanismi per tentare di sconfiggere le paure, le ansie e le difficoltà della vita quotidiana.

Il lavoro di Arimatea richiama l’attenzione sulla problematica sociale legata a una società materialista, ai cui vertici si trovano potere, sesso e denaro, frammisti ai condizionamenti familiari, ove i detentori di potere diventano carnefici.

A far da scenario alle storie narrate c’è il travolgente mondo del tango. Uno spettacolo, che coniuga seduzione, musica e ballo, sulle note di un bandoneon, che scandisce il ritmo del cuore e la melodia dell’Amore. S’intrecciano forti passioni, amori strazianti e adulazioni, che rivivono in tutte le componenti del Tango.

Altro tema che viene evidenziato nel film è la formazione e l’integrazione dei soggetti affetti dalla Sindrome di Down e lo sviluppo di problematiche inerenti alla loro solitudine. 

La produttrice Francesca Barbera, commenta così la doppia affermazione del film: “Un meritato riconoscimento ad una produzione indipendente che ha raggiunto l’obiettivo principale quale quello di emergere nel settore cinematografico dei film d’autore sottolineandone così l'importante valore artistico culturale attraverso una regia, ed una rappresentazione da parte della protagonista, appunto, da primo premio! Felice dei risultati ottenuti, soprattutto, dopo aver constatato l’alto livello del festival a cui il film ha partecipato e vinto”.

 

BALLANDO IL SILENZIO

Titolo Originale: Ballando il silenzio

Nazione: Italia

Anno: 2015

Genere: Psycho thriller

Durata: 1.39.36 

Shooting Format: RED Cinema RAW 

Aspect Ratio: 2,38:1 Cinemascope 

Audio: Dolby 5.1 

Regia: Salvatore Arimatea 

Sceneggiatura: Salvatore Arimatea, Tosi Siragusa

Fotografia: Daniele Franchina 

Scenografia: Carmelo Impalà 

Produttore: Francesca Barbera

Musiche: Marco Werba, musiche tango Michele Catania (edita da Paolo Dughero per WARNER CHAPPEL MUSIC ITALIANA S.r.l.,)

Cast: Marina Suma, Sandra Milo, Fioretta Mari, Sabrina Amato, Marcelo H. Alvarez, Mario Opinato, Massimo Picozzi, Christian Gravina, Tania Bambaci, Eva Grimaldi, Gaetano Lembo, Francesca Ferro, Turi Giuffrida, Elisa Franco, Samuel Peron, Benedetta Lauricella, Lo Que Vendrà.

Produzione: C.A.M. Centro Artistico del Mediterraneo

Lo scorso lunedi' 27 settembre 2017 a Torino è stata fatta l'anteprima della prima del film "Da dove tutto ebbe inizio" del regista indipendente Victor Vegan sulle origini del calcio italiano, Questa docufiction nasce dopo la realizzazione di un documentario sulle origini mondiali del calcio che ha fatto conoscere il regista persino in Sudamerica, venne infatti intervistato qualche mese fa persino da Espn Brasile, il piu' grande network di calcio mondiale.

 

Mi racconta per il corriere del sud Victor: "C'era il mondo calcistico prima del 25 settembre 2017 ed il mondo calcistico dopo il 25 settembre 2017, cosa cambia direte voi? Semplice, ora il calcio italiano deve riscrivere la sua vera storia, peggio per chi non ha potuto essere presente ieri, gli daremo nuove possibilità di conoscerla, la prossima tappa italiana sara' nei giorni di novembre non prima del 15 essendo che "Da dove tutto ebbe inizio" il film, sarà vedibile a Milano al Ficts Federation  in gara al festival quale vera prima italiana ufficiale"

 

Victor Vegan all'anagrafe Loris Fiore, italiano dalla nascita che avvenne nel 1966 già a 5 anni la sua prima passione era di montare le sequenze dei film di Stanlio e Ollio in super 8. Ha studiato lingue straniere al Liceo e dopo 6 mesi di Università in Francia dove ha acquisito le basi delle scienze umanistiche ed è stato fotografo calcistico, dj nei mitici anni 80 e dopo aver fatto nel 1986 un corso di operatore video e dal 2001 esser partito dal basso, ho pian piano salito la china sul cammino dell’attore e dal 2008 si è dedicato anche alla regia ha salito la scala della difficile settima arte che è la sua grande passione aspirando al successo e per guadagnarsi da vivere.. Ha lavorato in vari film e serie tv tra i quali:

 

 2015 La solita commedia di Biggio, Mandelli, Ferro (santo)

 

2012 Workers di Lorenzo Vignolo (Disoccupato)

 

2010 Noi credevamo di Mario Martone (Inglese)

 

017 Non uccidere (seconda stagione) padre infermiere

 

2013 Provaci ancora Prof 5 di Tiziana Aristarco (Rabbino)

 

2013 La farfalla granata di Paolo Poeti (Tifoso)

 

2009 Il sorteggio di Giacomo Campiotti (Operaio)

 

2001 Centovetrine (Maitre ristorante)

 

Se in Inghilterra ogni tifoso del football, qualsiasi squadra tifi, deve ringraziare lo Sheffield F.C. quale prima squadra inglese che il prossimo 24 ottobre festeggerà i suoi primi 160 anni essendosi formata nel 1857, i tifosi di qualsiasi squadra italiana, in particolare quelli del Toro e del Milan, devono ringraziare Edoardo Bosio ed Herbert Kilpin di Nottingham per essere stati i primi due pionieri di questa disciplina.

 

Mai come quest’anno, due giorni prima del compleanno dello Sheffield, il 22 ottobre si accenderanno i riflettori per Kilpin dove a Nottingham, dopo una linea di autobus ed un pub che portano il suo nome, sarà anche scoperta una targa a lui dedicata al 191 di Mansfield road.

 

Per rendere questo ancora più emozionante, al cinema Broadway ci sarà la premiere per il film “Il Lord del Milan” in anteprima assoluta del regista Robert Nieri, realizzato da LeftLion.

 

Deve essere ancora confermato l’orario per entrambi ma nello stesso tempo il nostro connazionale Victor Vegan al quale è stato conferito il titolo di membro associato allo Sheffield, come mi riferisce ha ultimato a Torino e Milano le riprese della docufiction “Da dove tutto ebbe inizio” ed e stato presentato il 27 settembre ma ancora spera di inserire i sottotitoli in inglese per portarlo con sé in Inghilterra ad un altra prima internazionale.

 

Nel cast spiccano Carlo Capirossi, Daniele ed Alberto Costelli, Milena Garreffa, Michele Franco, Federica Ghidoni, Nicolò Maimone, Giuseppe Cristofaro, Rosa Fortunato e Franco Barbero.

 

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