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Mercoledì, 05 Ottobre 2022

La presidente di Fratelli d'Italia, riunirà mercoledì mattina l'esecutivo nazionale: "Una transizione ordinata non è inciucio, la difesa degli interessi dell'Italia è la nostra stella polare". Intanto nel pomeriggio vertice della Lega

Giorgia Meloni chiede di fare presto perché ci sono troppe scadenze importanti, anche 

perché in Russia, è stato avvistato, in movimento verso il fronte ucraino, un enorme treno merci che ha equipaggiamento militare specializzato e che è associato alla divisione armata nucleare segreta del Ministero della Difesa russo. Lo riporta la stampa britannica ma la notizia è apparsa per la prima volta nel week-end sul canale Telegram filo-russo Rybar.

Secondo la stampa britannica, il treno si è mosso attraverso la Russia in direzione della linea del fronte ucraino; e potrebbe indicare che Putin sta preparando un test per mandare "un segnale all'Occidente'. Meloni, "serve prudenza"

Il treno è collegato alla dodicesima direzione del ministero della Difesa, specializzata nello stoccaggio, la manutenzione e la fornitura di armi nucleari. Secondo la stampa britannica, il treno si è mosso attraverso la Russia in direzione della linea del fronte ucraino; e potrebbe indicare che Putin sta preparando un test per mandare "un segnale all'Occidente'.

La Russia non vuole prendere parte agli "esercizi di retorica nucleare" che stanno facendo i media e i politici occidentali, ha affermato il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov. Alla stampa che gli chiedeva di commentare le pubblicazioni dei media occidentali, secondo cui la Russia avrebbe "dimostrato la sua disponibilità a usare armi di distruzione di massa conducendo test nucleari ai confini dell'Ucraina", Peskov ha risposto: "I media occidentali, i politici occidentali, i capi di Stato sono ora impegnati in molti esercizi di retorica nucleare. Non vogliamo prendervi parte".

"Leggo tante cose, la Meloni è diventata draghiana. Io penso che persone normali che cercano di organizzare una transizione ordinata nel rispetto delle istituzioni facciano una cosa normale, non è che si fa un inciucio". La leader di Fdi Giorgia Meloni è tornata a parlare del dossier energia.

"Non è questione di divergenze. C'è la questione energetica, che è quella che chiaramente per me adesso è più preoccupante. C'è il governo che - ha sottolineato - sta lavorando in Europa in una trattativa molto complessa. Sul tema del price cap credo di essere stata tra i primi a sostenere che questa fosse una delle soluzioni possibili. Per cui è normale che io senta il ministro Cingolani per sapere come stanno andando le trattative e per regolarci, eventualmente, su che cosa poi serva di quello che possiamo fare noi".

Il Centrodestra potrebbe presentarsi compatto e unito al Quirinale per le consultazioni. La conferma arriva dalla leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: "Non ci siamo ancora interrogati su questo, ma ragionevolmente sì, lo abbiamo fatto in passato", ha spiegato ai cronisti. "Comunque vada bisogna cercare di fare presto. Ci sono troppe scadenze importanti", ha ribadito rispondendpo a Montecitorio sul tema del governo.

Il 'rito' della campanella sarà il suggello, ma la transizione tra il vecchio governo e il nuovo è già cominciata da giorni. "Sono in costante contatto" con Palazzo Chigi, dice Giorgia Meloni, premier in pectore. Quello in carica, Mario Draghi, è il primo "contatto".

In Italia, "lo spirito di continuità vive in tutta la Carta", sottolinea il costituzionalista Alfonso Celotto. "Anche il passaggio di consegne è una consuetudine costituzionale. È prassi che i vecchi ministri ricevono i nuovi per fare il punto dei dossier sul tavolo".

Stavolta i tempi potrebbero essere più brevi del previsto. Anche per l'intenzione del Capo dello Stato di favorire una soluzione rapida di fronte alle emergenze in cui il Paese si trova. Giorgia Meloni potrebbe debuttare come premier italiano già al Consiglio europeo del 20 ottobre. Sarebbe un record di velocità nella formazione del governo.

"È possibile", conferma Celotto. La prima seduta di Camera e Senato è prevista giovedì 13 ottobre. Saranno eletti i presidenti (e i capigruppo parlamentari). A quel punto, già sabato 15, potrebbero spalancarsi le porte del Quirinale per le consultazioni. Mattarella avrà un colloquio con il presidente emerito Napolitano, poi riceverà i due nuovi presidenti delle Camere nello studio alla vetrata. A seguire i rappresentanti dei partiti. L'incarico alla Meloni potrebbe arrivare nel giro di uno-due giorni. Lei si confronterà con la sua maggioranza e tornerà al Colle per sciogliere la riserva. Il giuramento potrebbe esserci già il 18 o 19 ottobre.

"A quel punto, secondo l'articolo 93 della Costituzione, il governo è in carica e deve avere la fiducia entro dieci giorni, articolo 94" scandisce Celotto. Ma in attesa che il percorso formale disegnato dalla Costituzione cominci, il confronto tra Meloni e Draghi (e tra la leader e il ministro Cingolani) continua. In gioco c'è il futuro del Paese e dell'Europa.

Fonte Agi

In questo strano autunno energetico e un po' «autarchico», più per egoismo tedesco che per effettiva volontà dell'Italia, il governo di centrodestra che verrà sta pensando a tutte le soluzioni possibili per risparmiare sulla spesa corrente e reperire risorse per attenuare la stangata delle bollette, ma con giudizio. «La priorità è fermare la speculazione sul gas», ha scritto ieri su Twitter la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, aggiungendo che «continuare all'infinito a compensare il costo delle bollette regalando soldi a chi si sta arricchendo sulle spalle di cittadini e imprese, sarebbe un errore».

La crisi energetica richiede da parte dell'Europa una risposta che permetta di ridurre i costi per famiglie e imprese, di limitare i guadagni eccezionali fatti da produttori e importatori, di evitare pericolose e ingiustificate distorsioni del mercato interno e di tenere ancora una volta unita l'Europa di fronte all'emergenza". Lo dice il presidente del Consiglio Mario Draghi.

"Davanti alle minacce comuni dei nostri tempi, non possiamo dividerci a seconda dello spazio nei nostri bilanci nazionali. Nei prossimi Consigli Europei dobbiamo mostrarci compatti, determinati, solidali - proprio come lo siamo stati nel sostenere l'Ucraina", aggiunge il premier.

Ci sono fondamentalmente due strade all'esame per tamponare l'emergenza energetica e, allo stesso tempo, tenere fede all'impegno del programma elettorale di rivedere alcune misure di spesa. Il primo provvedimento nel mirino del centrodestra è il reddito di cittadinanza, che ha un costo annuo compreso tra i 9 e i 10 miliardi annui e coinvolge 3,5 milioni di persone. Secondo alcune stime, una quota compresa tra il 40 e il 50% dei beneficiari sarebbe in grado di lavorare e, dunque, il reddito grillino ha fallito nella missione di costituire un sussidio funzionale al ricollocamento di queste persone. Discorso diverso per chi è impossibilitato a lavorare (persone alle prese con dipendenze, caregiver o disoccupati vicini all'età pensionabile) e ha in questa misura l'unica fonte di sostegno.

Il progetto è revocare il sussidio al primo rifiuto di una proposta di lavoro. Come ha spiegato il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (Fdi), «non vogliamo eliminare il reddito di cittadinanza, vogliamo cambiarlo: dare anche più soldi a chi è realmente inabile al lavoro, e dare un lavoro a chi invece può lavorare, perché il lavoro è dignità e integrazione».

Nella migliore delle ipotesi si recupererebbero tra i 4,5 e i 5 miliardi di euro che si potrebbero reimpiegare per i sostegni anti-inflazione. Ovviamente, un'azione in questo senso comporterebbe un «intervento» anche sulla guida dell'Inps considerato che l'attuale presidente Pasquale Tridico è in scadenza nel maggio prossimo ma, secondo alcune interpretazioni, potrebbe restare in carica fino alla scadenza del consiglio nel 2024. Tridico, di nomina grillina, è uno dei più strenui difensori del reddito di cittadinanza come misura anti-povertà. Inoltre, ha spesso ripetuto che «solo un terzo dei percettori è occupabile», quasi a legittimare il fine puramente assistenzialistico. Allo stesso modo, si creerebbe una «faglia» tra governo e Regioni meridionali. Su 1,6 milioni di nuclei familiari beneficiari un milione risiede nel Mezzogiorno e isole. Proprio i territori nei quali M5s ha preso il maggior numero di voti e in difesa dei quali Giuseppe Conte ha evocato la «guerra civile». Insomma, per quanto necessaria una revisione delle politiche attive del lavoro rischia di aprire un fronte politico sul quale poi si imparerebbero sinistra Pd (qualunque fine faccia il partito ancora guidato da Letta) e sindacati, a partire dalla Cgil.

Una revisione, comunque, è necessaria. Allo stesso modo, il centrodestra sta anche valutando un accorpamento dei bonus edilizi (incluso il super bonus 110%) sotto un'aliquota unica tra 60 e 70% per semplificare e riorganizzare un'altra voce di spesa che, sebbene sia un volano dell'economia, è anche di impatto sul bilancio.

Con un intervento straordinario, ritenuto necessario per le condizioni di eccezionale gravità della situazione, l'Arera limita l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica per le famiglie ancora in tutela e, pur rimanendo su livelli molto alti, evita il raddoppio.

"Con l'intervento quello che si è evitato in questa fase è l'impatto di quel picco che si è registrato in agosto, che ha portato il gas oltre i 300 megawattora". Lo ha detto Stefano Besseghini, Presidente Arera. "Siamo una fase di riposizionamento, se questo andamento dovesse confermarsi l'allineamento rispetto ai prezzi delle variazioni dell'ultimo trimestre dovrebbe essere più contenuto".

L'intervento eccezionale dell'Autorità per il quarto trimestre del 2022, che si somma agli interventi del Governo, pur non essendo in grado di limitare gli aumenti, ha ridotto al +59% l'aumento del prezzo di riferimento dell'energia elettrica per la famiglia tipo in tutela.

"I prezzi all'ingrosso del gas, giunti a livelli abnormi negli ultimi mesi a causa del perdurare della guerra in Ucraina, dei timori sulla sicurezza dei gasdotti e delle tensioni finanziarie, avrebbero portato ad un incremento del 100% circa, nonostante l'intervento del Governo con il decreto Aiuti bis", spiega l'Authority.

L'Autorità, per limitare ulteriormente gli aumenti dei prezzi su famiglie e imprese, ha deciso di posticipare eccezionalmente il necessario recupero della differenza tra i prezzi preventivati per lo scorso trimestre e i costi reali che si sono verificati, anch'essi caratterizzati da aumenti straordinariamente elevati.

Nel terzo trimestre 2022, in base ai dati di preconsuntivo, il prezzo unico nazionale dell'elettricità (PUN) infatti è pressoché raddoppiato rispetto al secondo trimestre 2022 e quasi quadruplicato rispetto al livello medio del corrispondente trimestre del 2021.

L'enorme crescita dei prezzi all'ingrosso e il loro mantenersi su livelli altissimi, si riflette sulla differenza di spesa rispetto all'anno precedente (nell'ultimo trimestre l'anno scorrevole corrisponde con l'anno solare). Lo comunica l'Arera.

In termini di effetti finali, per la bolletta elettrica la spesa per la famiglia-tipo nel 2022 (1 gennaio 2022 -31 dicembre 2022) sara' di circa 1.322 euro, rispetto ai 632 euro circa del 2021 i 12 mesi equivalenti dell'anno precedente.

fonti il giornale Agi e varie agenzie 

Dalla "notte del riscatto, di lacrime e abbracci" al silenzio del giorno dopo.
Giorgia Meloni sceglie l'assenza e un profilo basso, poche ore dopo il trionfo del suo partito schizzato in 9 anni dal misero 1,9% del 2013 al 26% di ieri.

Ma da "sgobbona" come in tanti la descrivono, è già al lavoro sul programma e il governo che probabilmente guiderà. Nella giornata divisa tra la famiglia e il lavoro per le prossime scadenze, Meloni ha anche avuto una telefonata con Mario Draghi, si apprende in ambienti parlamentari.

E lascia i riflettori ai suoi dirigenti. Sono i capigruppo Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida, oltre al responsabile dell'organizzazione del partito, Giovanni Donzelli a commentare il voto e rispondere ai giornalisti. E proprio Lollobrigida sembra dare la linea sulle riforme costituzionali, a partire dal presidenzialismo, ammettendo che "si può provare a migliorare la Costituzione, tenendo conto che è bella ma che ha anche 70 anni di età". 

A parte il mezzo sprint sulle riforme, la parola d'ordine della giornata è prudenza e senso di responsabilità. Come la notte prima, nel quartier generale allestito da FdI all'hotel Parco dei Principi di Roma, nel pomeriggio cambiano solo gli occhi più arrossati per le poche ore di sonno. Non mancano sorrisi e abbracci ma tutti pacati e qualche complimento agli eletti. Come l'ambasciatore Giulio Terzi Sant'Agata, da cui corre a congratularsi Ignazio La Russa. E chissà se oltre all'approdo in Parlamento, per lui stia maturando anche un ruolo alla Farnesina.

"Continuo a leggere irreali ricostruzioni in merito a eventuali ministri di un governo di centrodestra. Dopo fallimentari gestioni come quella di Speranza & Co. vi assicuro che stiamo lavorando a una squadra di livello che non vi deluderà. Non credete alle bugie che circolano". Così su Twitter la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, all'indomani del confronto con Matteo Salvini durato circa un'ora con in primo piano tutte le "priorità e urgenze" che la coalizione deve affrontare. Il primo faccia a faccia dopo le trionfali elezioni di domenica. "Unità di intenti e grande collaborazione", professano da Fratelli d'Italia e Lega.

"Non si è parlato né oggi e né in questi giorni di nomi, incarichi, attribuzioni di deleghe né separazioni di ministeri e sono prive di fondamento retroscena di stampa su presunti veti, così come le notizie già smentite da Palazzo Chigi su un 'patto' Meloni-Draghi", si sottolinea da via della Scrofa.

Il colloquio avviene all'indomani del primo faccia a faccia con Antonio Tajani, in rappresentanza dell'altro principale partito alleato, Forza Italia. E se, da una parte, corrisponderebbe al vero - lo confermano tutti i partiti - che al momento la discussione sulla squadra è ancora in alto mare; sono fitte le indiscrezioni che circolano tra i corridoi dei palazzi della politica

Intanto è durato circa un'ora l'incontro alla Camera tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Un incontro che "si è svolto in un clima di grande collaborazione e unità di intenti", secondo quanto si legge in una nota congiunta di FdI e Lega,

Nel colloquio, il primo dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni politiche,  entrambi i leader hanno espresso soddisfazione per la fiducia data dagli italiani alla coalizione e hanno ribadito il grande senso di responsabilità che questo risultato comporta.

Il nodo centrale riguarda la guida del Viminale, rivendicata dal segretario leghista come naturale sbocco di una sua partecipazione al governo. Non è chiaro se di questo, nello specifico, i due leader abbiano parlato ieri pomeriggio. Ma le voci di un loro scontro sul tema sembrano state diffuse ad hoc per alimentare il pressing sulla presidente di FdI. La quale - secondo fonti leghiste - avrebbe alcune perplessità sull'opportunità di affidare un tale ruolo a Salvini.

Anche se da via della Scrofa si smentiscono tutte le ricostruzioni di stampa su "presunti veti". Quel che è certo è che Salvini vuole una "squadra forte, capace, composta da uomini e donne di cui si fida", spiega un 'big' della Lega.

Anche perché il Viminale, come Esteri, Difesa e Economia, di prassi sono oggetto di un confronto con i vertici istituzionali. Un big di Fratelli d'Italia ricorda, in tal senso, il caso di Paolo Savona. Anche se tutte le parti in causa confidano che non si arriverà mai a un problema di quel tipo perché si arriverà con una proposta priva di criticità.

Per il Viminale resta aperta l'opzione di un tecnico come il prefetto Matteo Piantedosi, che con Salvini lavorò a lungo al Viminale, magari affiancato da un vice ministro leghista. A quel punto la seconda scelta di Salvini potrebbe essere semmai il Lavoro.

Fonti Ansa e Agi e varie agenzie

Se prima, quando era all'opposizione e in campagna elettorale, Giorgia Meloni è stata oggetto di un tiro al bersaglio senza precedenti, ora che ha vinto le elezioni gli attacchi contro di lei si sono intensificati, sottolinea il Giornale come dimostra la stampa di simpatia rossa, che non perde occasione per darle contro, anche scavando nel suo passato e con argomenti pretestuosi. Rula Jebreal, dalla vittoria della Meloni, sui social ha iniziato ad attaccare con argomenti discutibili. Chiunque si sia interessato di politica, o abbia seguito un telegiornale, negli ultimi anni sa che Giorgia Meloni è cresciuta solo con sua madre e sua sorella, senza un padre. Dalla sinistra, invece, si usa anche questo argomento per tentare di delegittimare la leader di Fratelli d'Italia. Tentativo miseramente fallito, anche grazie alla risposta di Giorgia Meloni.

Tra chi ha cavalcato questo argomento c'è anche Rula Jebreal, che ha ripreso una notizia rilanciata dalla stampa spagnola. Sottolinea il Giornale che I fatti risalgono a molti anni fa ma oggi sembrano tornati di gran attualità, come dimostra anche il titolo di Repubblica: "Il padre di Giorgia Meloni condannato per narcotraffico". Una vicenda con la quale Giorgia Meloni non ha evidentemente nulla da spartire, visto che con suo padre non ha alcun tipo di rapporto ma, anche se fosse stato il contrario, il discorso non sarebbe stato diverso. Per la sinistra, evidentemente, non è così e, se da un lato alleggerisce la posizione di un conclamato criminale come Cesare Battisti, dall'altra tenta in tutti i modi di coinvolgere Giorgia Meloni in una vicenda con la quale lei non ha niente a che vedere.

Come scrive il giornale va in questa direzione l'attacco di Rula Jebreal, che riprendendo il titolo di Repubblica ha scritto: "Durante la sua campagna elettorale, Giorgia Meloni, il nuovo primo ministro italiano, ha promosso un video di stupro in cui si afferma che i richiedenti asilo sono criminali che vogliono sostituire i cristiani bianchi. Ironia della sorte, il padre di Meloni è un famigerato trafficante di droga/criminale condannato che ha scontato una pena in una prigione". Tralasciando il fatto che Giorgia Meloni non è ancora premier (non primo ministro), ma forse Rula Jebreal non se ne è accorta, sia Giorgia Meloni che Daniela Santanché hanno fatto notare alla giornalista che la leader di Fratelli d'Italia non ha mai detto quelle frasi. Giorgia Meloni ha anche annunciato che ricorrerà alle vie legali, non prima di aver sottolineatola bassezza raggiunta dalla sinistra nell'utilizzare le vicende personali di terze persone per attacchi politici.

"Il tatto della stampa italiana che racconta dei guai di mio padre, ma omette nei suoi titoli roboanti un elemento fondamentale. Tutti sanno che mio padre andò via quando avevo poco più di un anno. Tutti sanno che ho scelto di non vederlo più all'età di undici anni. Tutti sanno che non ho mai più avuto contatti con lui fino alla sua morte", ha scritto Giorgia Meloni in un post social. La leader ha poi aggiunto: "Ma poco importa, se i 'buonisti' possono passare come un rullo compressore sulla vita del 'mostro'. Evidentemente tra le tante cose che non valgono per me c'è anche il detto 'le colpe dei padri non ricadano sui figli'". Quindi, la stoccata alla Jebreal: "Signora Jebreal, spero che potrà spiegare al giudice quando e dove avrei fatto la dichiarazione che lei mi attribuisce".

«Le affermazioni diffuse via social dalla signora, anche se è difficile definirla tale, Rula Jebreal, sono vergognose e farneticanti. Per attaccare Giorgia Meloni utilizza la storia personale del padre che la abbandonò quando aveva un anno di età e che Giorgia Meloni stessa ha raccontato di aver escluso dalla sua esistenza durante l'infanzia». Le parole di Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, riassumono lo sdegno del centrodestra e di nuona parte del mondo politico per l’attacco della giornalista alla leader di Fdi il cui padre, 27 anni fa, fu condannato a nove anni di reclusione per narcotraffico. 

«Di quell'uomo fu vittima e oggi lo è anche di una giornalista senza scrupoli né alcun limite etico, che pur di aggredire è pronta a sfruttare una vicenda dolorosa rispetto alla quale Giorgia Meloni non solo è estranea, ma ne è rimasta danneggiata sotto ogni aspetto», prosegue Lollobrigida. 

«Rula questa è una bassezza. Non si fa politica così e tanto meno giornalismo. Quello che ha fatto il padre della Meloni non c'entra nulla con lei. Cancella questo tweet che tra l'altro ha l'unico effetto di portare ancora più gente a sostenere Fdi». 

Lo scrive su Twitter Carlo Calenda replicando al post di Rula Jebreal sulla vicenda del padre di Giorgia Meloni. 

La replica di Meloni: «Il tatto della stampa italiana che racconta dei guai di mio padre, ma omette nei suoi titoli roboanti un elemento fondamentale. Tutti sanno che mio padre andò via quando avevo poco più di un anno. Tutti sanno che ho scelto di non vederlo più all'età di undici anni. Tutti sanno che non ho mai più avuto contatti con lui fino alla sua morte. Ma poco importa, se i buonisti possono passare come un rullo compressore sulla vita del 'mostro'. Evidentemente tra le tante cose che non valgono per me c'è anche il detto 'le colpe dei padri non ricadano sui figli'. Ps. Signora Jebreal, spero che potrà spiegare al giudice quando e dove avrei fatto la dichiarazione che lei mi attribuisce". Questa la replica in un post su Facebook Giorgia Meloni.

Fonti il Giornale La stampa e varie agenzie

 

 

 

Continua la perdita di gas nel Mar Baltico. Dopo il calo di pressione registrato ieri lungo il gasdotto russo inattivo Nord Stream 2, nella zona a sud est dell’isola danese di Bornholm, oggi vengono segnalate perdite di gas anche nelle condutture di Nord Stream 1, sempre in mare, a Nord-Est dell'isola di Bornholm. A lanciare l’allarme è stata la Danimarca che fa sapere "gli incidenti sui due gasdotti non hanno alcun impatto sulla fornitura alla Danimarca". 

Le due esplosioni rilevate ieri nel mar Baltico attorno all'isola danese di Bornholm, dove si sono verificate le fughe di gas dai Nord Stream 1 e 2, sono "molto probabilmente dovute a detonazioni", ha detto all'Afp Peter Schmidt, della Rete nazionale sismica svedese. Una prima "enorme emissione di energia" alle 2:03 è stata di magnitudo 1.9, poi un'altra alle 19:04 di 2.3, ha spiegato. "La interpretiamo come proveniente con la massima probabilità da una forma di detonazione", ha aggiunto. 

Le fughe di gas dal Nord Stream sono sotto indagine, i primi report indicano che siano state causate da un attacco ma sono solo le prime notizie", ha detto il segretario di Stato americano, Antony Blinken, in una conferenza stampa a Washington con il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar. "Nei prossimi mesi dobbiamo lavorare per mettere fine alla dipendenza energetica dell'Europa dalla Russia", ha sottolineato il segretario di Stato Usa

Venerdì, alla riunione straordinaria dei ministri dell'Energia, "ci saranno anche una serie di proposte per vedere come limitare l'aumento dei prezzi" dell'energia. Lo ha detto il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders. "In molti ci hanno chiesto di riflettere a una soluzione" e a "formule diverse per contribuire all'abbassamento dei prezzi", ha spiegato Reynders, indicando che "la discussione avverrà venerdì al Consiglio energia, quando la collega Simson (commissaria per l'Energia, ndr) esporrà una serie di proposte". Oggi un primo non paper Ue sul price cap sul gas è atteso alla riunione degli ambasciatori dei Ventisette.

Il governo danese eleva il suo livello di allerta e dice che le perdite di gas dovrebbero durare "almeno una settimana", parlando di danni causati di "atti deliberati". Anche la Germania ritiene possibile che i gasdotti siano stati danneggiati da attacchi. Si ipotizza un’azione compiuta da sommozzatori o con un sommergibile. La Nord Stream dice che il gasdotto ha registrato danni a tre linee. Il Cremlino chiede un’indagine urgente. Gli Stati Uniti si dicono pronti a sostenere gli europei dopo le fughe di gas. La Commissione Ue precisa: "non c'è alcun impatto sulla sicurezza". I future Ttf ad Amsterdam hanno chiuso in netto rialzo.

Il ministro danese per l'Energia, Dan Jorgensen dice che "È troppo presto per dire qualcosa sulle cause degli incidenti", sottolineando che sarà aumentato il livello di vigilanza del settore elettrico e del gas nel Paese nordico. Intanto il gas fuoriuscito dai gasdotti Nord Stream 1 e 2 sta ribollendo in superficie nel mar Baltico, agitando aree di mare che vanno dai 200 ai 1.000 metri di diametro. Lo riferisce l'esercito danese in un comunicato che ha diffuso delle immagini. La premier danese Mette Frederiksen dice che "non è consueto vedere tre fughe di gas a breve distanza l'una dall'altra. Di conseguenza è difficile immaginare che siano accidentali”, aggiungendo di "non escludere" un sabotaggio.

Per la Germania questa contemporanea interruzione dei due gasdotti è una “strana coincidenza”. Il governo federale tedesco ritiene possibile che i gasdotti siano stati danneggiati da attacchi. Lo scrive il quotidiano Tagesspiegel , citando le proprie fonti e aggiungendo che "si è verificato un calo di pressione nei due gasdotti a breve distanza l'uno dall'altro". È molto difficile che la perdita di pressione dei gasdotti Nord Stream sia frutto di un caso, e una operazione di sabotaggio, la pista ritenuta più plausibile dagli esperti, potrebbe essere stata commessa soltanto da un attore statale, per mano di sommozzatori della marina o con un sommergibile. È quello che scrive Tagesspiegel, 

"L'Unione europea è profondamente preoccupata per i danni ai gasdotti Nord Stream 1 e 2 che hanno provocato perdite nelle acque internazionali del Mar Baltico. La sicurezza e le preoccupazioni ambientali sono della massima priorità. Questi incidenti non sono una coincidenza e riguardano tutti noi". Il monito arriva dall'Alto rappresentante dell'Unione per la Politica estera, Josep Borrell.

"Tutte le informazioni disponibili indicano che queste fughe sono il risultato di un atto deliberato. Sosterremo qualsiasi indagine volta a ottenere la piena chiarezza su ciò che è successo e sul perché, e adotteremo ulteriori misure per aumentare la nostra resilienza nella sicurezza energetica", annuncia il capo della diplomazia europea. "Qualsiasi interruzione deliberata delle infrastrutture energetiche europee è del tutto inaccettabile e sarà accolta con una risposta forte e unita", promette Borrell.

La marina danese e gli specialisti della sicurezza tedesca stanno cercando di chiarire quale sia stata la causa del calo di pressione nei due gasdotti. "La nostra fantasia non riesce a trovare uno scenario diverso dall'ipotesi di un attacco mirato", ha detto una fonte citata dal Tagesspiegel. "Tutto fa pensare che non sia stato un caso". Secondo il giornale si dibatte su due ipotesi principali al momento: all'origine dell'agguato potrebbe esserci l'Ucraina o qualche suo alleato; oppure potrebbe essersi trattato di un'operazione russa sotto falsa bandiera, per alimentare maggiore insicurezza e far salire i prezzi del gas ulteriormente.

Il Cremlino ha definito "stupido e assurdo" accusare la Russia di essere all'origine delle fughe di gas. "Era abbastanza prevedibile" che alcuni avrebbero addossato la responsabilità a Mosca, ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, "prevedibile, stupido e assurdo".

Peskov ha infatti definito le perdite come "problematiche" e ricordato che il gas russo "costa un sacco di soldi e ora si sta dissolvendo nell'aria". Poi ha ricordato che il presidente Usa, Joe Biden, è esplicitamente contrario a Nord Stream 2. "Vi ricordate le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, fatte all'inizio di febbraio, che poi ha promesso di sbarazzarsi del Nord Stream 2? Cosa intendesse non lo sappiamo".

Ma ha insinuato che chi beneficia di più del fatto che i gasdotti non funzionino sono gli Stati Uniti: "Vediamo un aumento significativo dei profitti delle compagnie energetiche americane che stanno fornendo gas all'Europa". Peskov ha comunque aggiunto che la Russia insisterà affinché Gazprom, il colosso russo che partecipa al consorzio di proprietari di Nord Stream, sia presente nelle indagini su quanto accaduto.

Le polemiche sull'incidente, intanto, non si placano e ad aumentare la tensione ci ha pensato il tweet di un ex ministro della Difesa polacco, Radek Sikorski, presidente della delegazione Ue-Usa al Parlamento europeo. Sul suo profilo, Sikorski ha scritto "Grazie, USA" con l'immagine delle fughe di gas nel Mar Baltico che hanno seguito le esplosioni dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 lasciando pensare che avesse attribuito agli Stati Uniti il sabotaggio dei due impianti che trasportano gas naturale dalla Russia alla Germania.

Fonti varie agenzie e sky e agi 

 

 

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