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Martedì, 17 Luglio 2018

La Commissione Ue accoglie con favore che entrambe le navi the Protector e Monte Sperone siano sbarcate a Pozzallo e ciò è stato possibile grazie a 6 stati membri Ue che hanno deciso di accogliere condividere migranti, tra cui Italia, Francia, Germania, Malta, Spagna e Portogallo". Lo ha detto il portavoce della Commissione Ue Schinas. "L'Italia chiede da tempo una cooperazione regionale sugli sbarchi e ha ragione a chiederlo, la Commissione crede che soluzioni ad hoc non siano sostenibili a lungo termine e chiede una nuova spinta sulla base del Consiglio europeo".

"Confermiamo di avere ricevuto la lettera del premier Conte che è stata indirizzata ai presidenti Tusk e Juncker. Nella lettera chiede di dare attuazione immediata alle conclusioni raggiunte al Consiglio europeo e a breve risponderemo". Così il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas. "In generale e senza entrare nei dettagli, la Commissione condivide pienamente il senso di urgenza ed è impegnata nel dare seguito velocemente alle conclusioni raggiunte del Consiglio per quanto ci compete", conclude Schinas.

La 'vecchia' Europa appoggia l'Italia sui migranti, mentre i paesi di Visegrad, alleati in teoria della linea dura sugli sbarchi propugnata da Matteo Salvini, la accusano di "aprire la strada per l'inferno". Il premier Giuseppe Conte, dopo il sì di Malta e Francia, è riuscito ad incassare la solidarietà del paese che più conta in Europa: la Germania. Che indubbiamente ha dato la linea: poche ore dopo sono arrivate anche le adesioni di Spagna e Portogallo. Tutti pronti ad accogliere 50 dei 450 migranti a bordo di una nave della Guardia di Finanza e una di Frontex ormeggiate in rada a Pozzallo. Ma contro la linea italiana, oltre al silenzio dell'Austria, si sono scagliati i Paesi dell'Est, in primis Ungheria e Repubblica Ceca. "Ho ricevuto la lettera del premier italiano Conte in cui chiede all'Ue di occuparsi di una parte delle 450 persone ora in mare - ha scritto su Twitter il premier ceco Andrej Babis -. Un tale approccio è la strada per l'inferno".

Salvini, ha mostrato invece soddisfazione: "Fermezza e coerenza pagano, è finito il tempo di governi complici e pavidi. Abbiamo messo in salvo donne e bambini. Un ottimo lavoro di squadra di tutto il governo. Complimenti al nostro premier Conte!", ha twittato. Ed ha rilanciato (in linea con i Visegrad): "Il prossimo obiettivo, per stroncare una volta per tutte la mafia del traffico di esseri umani, sarà riaccompagnare gli immigrati dove sono partiti. In Italia, e in Europa, entra solo chi ha il permesso".

I migranti giunti a Pozzallo (Rg) sulle navi Monte Sperone e Protector sono tutti sbarcati. Prima i 184 uomini della Protector e successivamente anche i 209 della Monte Sperone. Uno dei migranti, un ventenne eritreo, ha la polmonite ed è stato ricoverato nel reparto di Medicina dell'ospedale di Modica. Sono sbarcati 128 minori non accompagnati, 3 minori accompagnati, 44 donne e 272 uomini. In totale 447 persone di cui 291 proverrebbero dall'Eritrea e 92 dalla Somalia. Altri migranti vengono da Nigeria, Bangladesh, Algeria, Libia, Siria, Egitto. Ora sono al lavoro gli uomini della Prefettura e della Questura per i ricollocamenti dei migranti negli altri paesi europei. Anche l'Irlanda farà la sua parte nell'accoglienza ed è pronta a farsi carico di 20 dei migranti sbarcati. "Oggi per la prima volta potremo dire che sono sbarcati in Europa", si afferma dalla presidenza del Consiglio

A Babis ha risposto il presidente della Camera Roberto Fico, che è tornato a chiedere che venga "sanzionato pesantemente" chi non accetta le quote ed ha assicurato che "la strada per l'inferno", al contrario, "è non saper accogliere tutti insieme in un'ottica di solidarietà". Conte invece tira dritto, consapevole di essere riuscito ad invertire una rotta piuttosto pasticciata e, forse, troppo urlata, trasformandola in strategia diplomatica. "Questa è la solidarietà e la responsabilità che abbiamo sempre chiesto all'Europa e che ora, dopo i risultati ottenuti all'ultimo Consiglio europeo, stanno cominciando a diventare realtà", ha esultato su Twitter. Aggiungendo: "Continuiamo su questa strada, con fermezza e nel rispetto dei diritti umani". Sua infatti, secondo quanto fanno trapelare fonti Palazzo Chigi, è stata l'iniziativa che ha portato allo sbarco a Pozzallo di 50 tra donne e bambini. 

L'obiettivo del governo è quello di evitare di aprire un contenzioso con Bruxelles ad ogni nave in arrivo, cercando di elaborare un sistema che possa partire in automatico. La strada è ancora lunga, ma certo la risposta dei grandi Paesi europei è un buon punto di partenza. Che serve anche a riequilibrare il lavoro su un dossier che era diventato appannaggio unico del ministro dell'Interno. E dimostrare che la diplomazia paga. A rispondere all'appello di Conte sono stati i Paesi più presi di mira negli ultimi tempi dai tweet del leader leghista (che è volato a Mosca per andare a tifare Croazia, contro la Francia di Macron), da Malta alla Germania della Merkel. E proprio da Berlino l'Italia ha assicurato di aver ottenuto il sì all'accoglienza dei migranti "senza dare alcuna disponibilità ad accettare i movimenti secondari".

Assai diverso il comportamento degli 'alleati' di Visegrad. Sul cui atteggiamento si è scatenata l'opposizione. "Ma non dovevano essere i primi alleati del governo giallo-verde per risolvere l'emergenza sbarchi?", si è chiesta Anna Maria Bernini (Fi), mentre il Pd Andrea Orlando ha commentato: "Da Visegrad fanno sapere nessuna ricollocazione. Per ora se ne fanno carico solo gli odiati maltesi. Dagli amici mi guardi Dio". 

"E' una vittoria politica", ha commentato il ministro dell'interno, Matteo Salvini. La 'vecchia' Europa appoggia l'Italia sui migranti, mentre i paesi di Visegrad, alleati in teoria della linea dura sugli sbarchi propugnata da Matteo Salvini, la accusano di "aprire la strada per l'inferno". Il premier Giuseppe Conte, dopo il sì di Malta e Francia, è riuscito ad incassare la solidarietà del paese che più conta in Europa: la Germania. Che indubbiamente ha dato la linea: poche ore dopo sono arrivate anche le adesioni di Spagna e Portogallo. Tutti pronti ad accogliere 50 dei 450 migranti sbarcati a Pozzallo. Ma contro la linea italiana, oltre al silenzio dell'Austria, si sono scagliati i Paesi dell'Est, in primis Ungheria e Repubblica Ceca. "Ho ricevuto la lettera del premier italiano Conte in cui chiede all'Ue di occuparsi di una parte delle 450 persone ora in mare - ha scritto su Twitter il premier ceco Andrej Babis -. Un tale approccio è la strada per l'inferno".

Intanto la nave Open Arms dell'ong spagnola Proactiva Open Arms sta di nuovo dirigendosi verso la Sar libica. E' quanto segnalato sul sito Marine Traffic, che monitora le rotte delle navi. L'imbarcazione risulta seguita a breve distanza dallo yacht Astral, della stessa ong. "Anche se l'Italia chiude i porti - scrive su Facebook l'organizzazione non governativa - non può mettere le porte al mare. Navighiamo verso quel luogo dove non ci sono clandestini o delinquenti, solo vite umane in pericolo. E troppi morti sul fondale". E Salvini, da Mosca, avvisa:  Risparmino tempo, fatica e denaro, sappiano che i porti italiani non sono disponibili". 

 

 

Sono scesi in poco più di 40 minuti dalla nave Diciotti i 67 migranti che erano stati soccorsi dal rimorchiatore Vos Thalassa e poi trasbordati sulla nave della guardia costiera. E' stato determinante l'intervento del Colle che ha interloquito con Palazzo Chigi e che ha portato il premier Conte all'annuncio: "lo sbarco inizierà stasera". E così è stato, anche se il Viminale ha espresso "stupore" per gli interventi del Quirinale. I primi a scendere nel porto di Trapani sono stati i due migranti indagati in stato di libertà dalla Procura per violenza privata continuata ed aggravata in danno del comandante e dell'equipaggio del rimorchiatore Vos Thalassa. Sono il sudanese Ibrahim Bushara e il ganese Hamid Ibrahim. Entrambi erano scortati dalla polizia. Per loro, twitta il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, "la pacchia è finita". 

Il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, ha definito la lunga attesa della Diciotti "una vicenda surreale, degna di una storia di Pirandello". "L'importante per il momento - ha osservato - è che tutto è finito bene grazie anche all'intervento dei due presidenti" A bordo di nave Diciotti c'erano anche tre donne, due minorenni non accompagnati, un pakistano di 16 anni e un egiziano di 17. Il numero maggiormente numeroso era rappresentato da migranti provenienti dal Pakistan che sono 23. Sono 12 quelli che arrivano dal Sudan, 10 dalla Libia, sette dalla Palastina, 4 ciascuno da Marocco e Algeria, due dall'Egitto, e uno ciascuno da Ciad, Nepal, Yemen, Ghana e Bangladesh. Una delle donne ha una ferita a un piede. La sua condizione è sotto valutazione medica e potrebbe essere ricoverata in ospedale, assieme al bambino che è con lei. Gli altri saranno condotti nel Cie di contrada Milo. Lo sbarco è avvenuto sul molo Ronciglio davanti a circa 50 curiosi che hanno scattato foto e girato video con i telefonini, attratti dalle notizie arrivate in una città apparsa silente. E quando passa il bus con i migranti a bordo scatta un lungo e sentito applauso.

Sulla Diciotti "andrò fino in fondo fino a quando qualcuno non verrà assicurato alla giustizia" ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini a Rtl sottolineando di essere "ministro dell'Interno e farò di tutto per difendere la sicurezza degli italiani, quello che sto facendo è bloccare partenze, sbarchi e morti".

Il presidente della Repubblica "non si è mai intromesso in quello che io ho fatto come ministro dell'Interno. Io non ho niente da chiarire; se comunque Mattarella vuole capire cosa ho fatto io sono a disposizione, ma la lotta ai clandestini è una delle priorità del Paese. L'unica cosa che mi farebbe arrabbiare è che tutti gli sbarcati della Diciotti finissero a piede libero, qualcuno deve pagare, ci deve esser certezza della pena. Mi auguro la procura faccia in fretta, non può finire a tarallucci e vino", ha ribadito Salvini.

Il lavoro dei magistrati della Procura di Trapani venga lasciato proseguire senza interferenze". A chiederlo a proposito del caso della nave Diciotti l'Anm, che ritiene ogni richiesta di intervento "ingiustificata e non in linea con i principi di autonomia e indipendenza fissati dalla Costituzione, cui tutti devono attenersi".

"I magistrati lavorano in piena indipendenza ed autonomia rispetto al potere politico: voglio rassicurare tutti. Salvini ha espresso il suo parere, voleva dire che se qualcuno ha sbagliato deve pagare, ma i fatti parlano chiaro e lo stanno dimostrando proprio con il caso Diciotti". Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a margine della riunione informale dei ministri della Giustizia Ue in corso ad Innsbruck, in merito alle polemiche per l'intervento del ministro dell'Interno sulla nave della Guardia Costiera.

"Io credo che se il presidente è intervenuto bisogna rispettare le sue decisioni". Così il vicepremier Luigi Di Maio, rispondendo ad una domanda sulla vicenda dei migranti sulla Diciotti ad Agorà su Rai tre.

Se Salvini "abbia esagerato o meno non mene frega niente, la cosa importante è che con l'intervento del presidente si sia sbloccata la situazione". "Io penso - ha proseguito - che abbia competenza la magistratura, ma deve esserci un messaggio chiaro: i cittadini si aspettano che la giustizia trionfi sempre e in questi casi bisogna accertare che (se ci sono stati degli illeciti ndr) le persone siano individuate e perseguite".

Saranno sentiti da personale della squadra mobile della Questura, dello Sco della polizia di Roma e da militari del Nsi della guardia costiera. Tra loro anche il sudanese Ibrahim Bushara e il ganese Hamid Ibrahim, i due indagati per violenza privata continuata ed aggravata in danno del comandante e dell'equipaggio del rimorchiatore Vos Thalassa.

La procura di Trapani vuole fare chiarezza sull'esatta dinamica di quanto è accaduto sulla Vos Thalassa dopo il soccorso dei migranti. L'equipaggio avrebbe detto di essersi sentito minacciato gravemente quando i migranti hanno scoperto che la nave li stava riportando indietro. Secondo il racconto del comandante gridavano "no Libia, Libia, sì Italia". E avrebbero circondato l'equipaggio, spintonando il primo ufficiale. Così sono scattati i contatti con la sala operativa della capitaneria di porto di Roma, che ha inviato sul posto la Diciotti che ha effettuato il trasbordo.

Intanto e' trascorsa tranquilla la notte nell'Hotspot di contrada Milo dove sono stati trasferiti nella tarda serata di ieri i 67 migranti sbarcati da nave Diciotti. I due indagati sono arrivati con un'auto della polizia, gli altri con un bus che quando ha lasciato il porto di Trapani è stato lungamente applaudito da una 50 di persone presenti sul molo Ronciglio.

"Non abbiamo aggredito nessuno, ci sono stati 5-10 minuti di grande confusione e paura, ma non volevamo fare del male ad alcuno. Eravamo terrorizzati non volevano tornare in Libia: eravamo pronti a tuffarci in mare e a rischiare la vita piuttosto che ritornare a terra". Sono i racconti di alcuni dei 67 migranti soccorsi dalla Vos Thalassa, sbarcati ieri sera a Trapani dalla Diciotti, riportati da Sahar Ibrahim, operatrice italo-egiziana di Unicef/InterSos a bordo dalla nave della Guardia costiera italiana.

Intanto una motovedetta della Guardia costiera ha soccorso in mare e condotto a Lampedusa 31 siriani, tra loro 17 bambini, 10 dei quali indossano magliette rosse, e una donna incinta. Il gruppo di migranti è da poco sbarcato al molo Favaloro dell'isola.

Comunque e partito l'assalto a Matteo Salvini. Dopo la telefonata di Sergio Mattarella a Conte per sbloccare la situazione della nave Diciotti, ora la sinistra mette nel mirino il ministro dell'interno che non avrebbe voluto autorizzare lo sbarco dei migranti senza vedere almeno un migrante in manette dopo la rivolta sulla Vos Thalessa.

Secondo il quotidiano il Giornale stamattina il primo a mettere sul tavolo le dimissioni del leghista è stato Maurizio Martina. Ma il reggente del Pd ha ricevuto in tutta risposta poche parole con cui Salvini ha liquidato la sua idea. Ora, però, la pressione sul Viminale arriva da quasi tutto lo chiarimento della sinistra. E insieme alle richieste di dimissioni o alle mozioni di sfiducia, arrivano pure gli insulti.

"Salvini non si è dimostrato all'altezza del ruolo di ministro degli Interni - attacca Rossella Muroni, vicepresidente del gurppo LeU alla Camera - e come opposizione non possiamo che rispondere presentando una mozione di sfiducia nei suoi confronti". Il partito di Pietro Grasso adesice così alla proposta avanzata da Pippo Civati, il cui partito - Possibile - rivendica di aver raccolto "migliaia" di firme online alla richiesta di mozione di sfiducia per il leghista. "Con la vicenda Diciotti - continua Muroni - le dichiarazioni sulla necessità di ammanettare i migranti presunti responsabili di un presunto dirottamento della nave prima di farli scendere a terra, ha dimostrato ancora una volta di voler andare oltre le sue competenze e di non tenere in alcuna considerazione la separazione dei poteri".

Gli insulti sono arrivati invece da un altro esponente di Leu, Nicola Frattoianni. "Questo povero Paese - affonda - ha dovuto assistere ad una nave della nostra Marina Militare condannata ad una via crucis in mare e nel porto di Trapani, con 67 esseri umani, tenuti sotto sequestro di un piccolo sadico, perchè questo è ormai il ministro dell'interno. Un piccolo sadico come quei bambini che danno fuoco al formicaio godendo dello spettacolo delle formiche che bruciano o che infilano gli spilli nelle code delle lucertole".

Ci mette il carico da undici Erasmo Palazzotto di Liberi e Uguali, sparandola più grossa degli altri: "La procura di Trapani dovrebbe aprire un'inchiesta per sequestro di persona a carico del Ministro Salvini e del Ministro Toninelli. Non è accettabile che senza alcuna motivazione e senza alcuna prova 67 persone stiano state trattenute in questo modo. E che si sia impedito ad una nave della Marina Italiana di poter attraccare in in porto del nostro Paese".

Nessuno "scontro" nel governo sull'accoglienza, assicura il ministro e vicepremier Matteo Salvini. "Parlano i numeri. Il governo lavora in maniera compatta" dice Salvini lasciando palazzo Chigi a chi gli chiede un commento sule parole del ministro Elisabetta Trenta che sostiene che non si possa risolvere la questione con i respingimenti. Quanto agli altri componenti del governo, a partire dal ministro dei Trasporti, "sento più Toninelli e Di Maio dei miei genitori. Leggo sui giornali cose divertenti ma, ripeto, parlano i numeri" conclude.

Arriverà a Trapani la nave Diciotti della Guardia Costiera con a bordo i 67 migranti salvati dal rimorchiatore italiano Vos Thalassa davanti alla Libia. L'approdo, a quanto si apprende, è previsto nel primo pomeriggio di oggi. "Prima di concedere qualsiasi autorizzazione - ha detto Matteo Salvini - attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori che dovranno scendere dalla Diciotti in manette". 

E sullo sbarco dei migranti soccorsi ieri dalla nave Diciotti della Guardia Costiera il ministro dell'Interno precisa: "Se su quella nave c'è gente che ha minacciato ed aggredito non saranno persone che finiranno in albergo ma in galera: quindi non darò autorizzazione allo sbarco fino a che non avrò garanzia che delinquenti, perché non sono profughi, che hanno dirottato una nave con violenza, finiscano per qualche tempo in galera e poi riportati nel loro paese". E sui tempi ha precisato: "conto di andare a Innsbruck questa sera avendo risolto il problema" .

Nel mirino del governo, Toninelli in testa, ci sono due migranti "facinorosi" che hanno fatto scattare la rivolta sulla Vos Thalassa facendole cambiare la rotta.
Ed è proprio su quanto successo a bordo del rimorchiatore italiano che si concentra ora l'attenzione politica. Nella mattinata di ieri Salvini aveva annunciato l'intenzione di chiudere i porti anche all'imbarcazione della Marina italiana e alla Vos Thalassa perché "avrebbe dovuto consegnare gli immigrati alle motovedette libiche che erano state allertate". Da Toninelli era invece arrivata una indicazione differente, autorizzando il trasbordo sulla Diciotti. 

Il motivo ufficiale, appunto, è stata la richiesta di aiuto da parte del comandante della Thalassa. In due mail inviate alle autorità nostrane dal rimorchiatore hanno richiesto l'intervento della nostra Marina. La nave in un primo momento stava facendo rotta verso Sud per incontrarsi con i libici e consegnare loro gli immigrati (come già accaduto in passato). Alcuni "naufraghi" se ne sono accorti e hanno fatto scattare la protesta. "I migranti - si legge nelle mail - hanno accerchiato a questo punto l'ufficiale chiedendo spiegazioni e manifestando un forte disappunto, spintonando lo stesso e minacciandolo". Non solo. Secondo quanto scrive Libero, gli immigrati avrebbero usato parole dure: "Se non ci fai sbarcare in Italia, ti ammazziamo". Da qui la decisione di Toninelli di far intervenire la Diciotti in una operazione di "polizia giudiziaria" per stanare i "facinorosi", garantire la sicurezza dell'equipaggio italiano di Vos Thallassa e arrestare, una volta a terra, i responsabili della rivolta.

Non mancano, ovviamente, le polemiche. Salvini ieri ha ribadito che il suo obiettivo è quello di fermare il traffico di esseri umani, impedendo a tutte le navi che transitano nel Mediterraneo di "aiuitare" indirettamente i trafficanti. Prima è stato il turno delle Ong, poi delle navi militari Ue. Ora nel mirino ci sono i mercantili che operano al largo della Libia. Anche perché, ha fatto notare ieri il ministro dell'Interno, dei 67 immigrati ora sulla Diciotti 23 persone vengono del Pakistan, dodici dal Sudan, dieci dalla Libia, sette dalla Palestina, quattro dall'Algeria, quattro dal Marocco, due dall'Egitto, und dal Bangladesh, uno dal Ciad, uno dal Ghana, uno dal Nepal e uno dallo Yemen. La domanda è: "In quale di questi Paesi c'è la guerra?". Ecco perché, per ora, il Viminale non ha ancora indicato un porto di sbarco alla nave della Marina italiana.

E' quanto sarebbe emerso, secondo fonti di governo, in occasione dell'incontro tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini. Nell'incontro Conte avrebbe aggiornato Salvini sugli esiti della riunione sull'immigrazione di ieri in vista anche del vertice di Innsbruck. Cioè, la fase attuativa dopo le conclusioni del consiglio europeo.

Intanto al suo arrivo al vertice Nato a Bruxelles il premier Giuseppe Conte è intervenuto sul tema migranti: 'Le minacce sul fronte Sud - ha detto - per quanto riguarda il terrorismo sono molto significative". Conte ha sottolinenando l'importanza del rafforzamento dell'hub Nato di Napoli. 

La Germania è prigioniera della Russia sull'energia e poi noi dovremmo proteggerla dalla Russia, ce lo spieghi". Così il presidente americano Donald Trump al bilaterale con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg al quartiere generale dell'Alleanza atlantica poco prima dell'inizio del vertice Nato. "Ci sono paesi come la Polonia che invece non accetterebbero il gas russo perché sarebbero prigionieri della Russia", ha proseguito Trump.  

"Il presidente Usa Donald Trump ha usato un linguaggio diretto sulle spese della difesa, ma tutti gli alleati sono d'accordo". Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. "Gli alleati si sono impegnati nell'aumentare le spese della difesa" al 2% entro il 2024 "e ci stiamo muovendo sulla giusta direzione", ha aggiunto il segretario generale della Nato precisando che il summit che inizia oggi "è molto importante" e si discuteranno diversi temi tra cui le "strutture di comando in Usa e Germania e gli sforzi per combattere il terrorismo".

"Sono grato all'Italia non solo perché ospita il comando sud della Nato" a Napoli "ma anche per il ruolo che svolge" a sud. Così il segretario generale Jens Stoltenberg a chi gli chiedeva di commentare lo stato dei lavori dell'hub per il sud del comando congiunto. "L'hub sarà dichiarato pienamente operativo - ha aggiunto - ed è importante per valutare, analizzare, seguire ed affrontare le minacce che provengono da sud"

"Dalla stessa immigrazione - ha detto - potrebbero arrivare rischi e pericoli di foreign fighter". "L'incontro con Salvini" di stamattina "è andato molto bene, ci siamo aggiornati. A breve assumeremo iniziative italiane per dare continuità alle conclusioni del vertice Ue di giugno" precisa Conte.

A questo proposito, Matteo Salvini porterà a Innsbruck un documento sui migranti condiviso da tutto il governo italiano. Lo ha riferito il titolare della Farnesina Enzo Moavero Milanesi rispondendo "sì" ad una domanda in merito dei giornalisti al suo arrivo al vertice della Nato con il premier Giuseppe Conte.

Oggi c'è stato il vertice tra il premier, Giusepe Conte, e il ministro degli Interni, Matteo Salvini prima del vertice Naro "Con Conte c'è una linea comune: rafforzare la sicurezza dei cittadini cittadini italiani ponendo al centro del Vertice il fatto che non possiamo essere lasciati soli", ha detto Salvini al termine della riunione.  

"Grazie al lavoro fatto, da quando sono ministro, ci sono dati buoni sugli sbarchi: 21 mila in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ma non mi accontento, voglio fare ancora meglio",  ha aggiunto Salvini. 

 

 

 

 

Dopo la minaccia era stata convocata una riunione straordinaria ristretta del Consiglio atlantico. Trump, secondo quanto riferito da diverse fonti, durante il suo intervento alla sessione di lavoro dedicato ai rapporti tra Nato e Ucraina, è tornato anche ad attaccare la Germania. E si era anche rivolto agli altri alleati con toni ancora più duri di quelli utilizzati ieri.

il traguardo del 2% del Pil per la spesa militare che i Paesi Nato avevano fissato nel 2014 è ancora molto lontano da raggiungere. E un traguardo del 4%, come ipotizzato ieri da Trump, sarebbe dunque praticamente impossibile. Secondo i dati dell’Alleanza, solo 3 Paesi europei hanno centrato l’obiettivo (Grecia, Estonia e Gran Bretagna), 4 si sono avvicinati (Lettonia, Polonia, Lituania e Romania), mentre per gli altri 21 (Canada compreso) c’è ancora molto da fare. L’Italia è ferma all’1,15%.  

"I presidenti" americani, twitta, "hanno provato per anni senza successo a far pagare di più la Germania e le altre nazioni ricche della Nato per la loro protezione dalla Russia" ma questi "pagano solo una frazione del costo", invece "gli Usa pagano decine di miliardi di dollari in eccesso per sussidiare l'Europa, e perdono un sacco sul commercio!". 

Trump ha inoltre confermato oggi che "tutte le nazioni Nato devono rispettare il loro impegno del 2%, e questo deve alla fine salire al 4%!". E poi un nuovo attacco alla Germania anche sul Nord Stream 2: "E per di più, la Germania ha appena iniziato a pagare la Russia, il Paese da cui vuole protezione, miliardi di dollari per i suoi bisogni energetici che derivano da un nuovo gasdotto dalla Russia. Non è accettabile!"

"Credo nella Nato. Tutti gli Stati membri hanno concordato di aumentare le spese per la difesa a livelli mai visti prima". Lo ha detto il presidente Donald Trump. Ora "La Nato è molto più forte di ieri". "Ai Paesi avevo fatto sapere che ero estremamente scontento", dice in una conferenza stampa convocata a sorpresa annunciando che "I membri Nato si sono dimostrati "tutti d'accordo ad aumentare il loro contributo. Ci sarà un aumento quantificabile in 33 miliardi di dollari in più, con il contributo dei vari paesi senza tener conto degli Stati Uniti", ha annunciato soddisfatto. 

"Ho detto agli alleati - ha proseguito Trump - che non ero contento delle spese della difesa, gli Usa pagano il 90% e non è giusto, ma oggi abbiamo una Nato più forte di due giorni fa perché tutti si sono impegnati ad aumentare le spese della difesa". 

Dopo aver attaccato duramente la Germania il tycoon riconosce a Berlino di aver "aumentato molto sostanzialmente la sua quota. Ho grande rispetto per la Germania, mio padre era tedesco". Indirettamente la cancelliera Angela Merkel conferma: "noi siamo già su questa strada, tutti riconoscono la Nato e sono pronti al contributo". Anche il governo britannico è "sempre" stato d'accordo con la necessità di un incremento delle quote della spesa per la Difesa da parte dei Paesi europei della Nato: lo afferma un portavoce della premier Theresa May, plaudendo al risultato ottenuto da Donald Trump al vertice di Bruxelles a poche ore dall'arrivo di Trump nel Regno Unito e anzi auspicando che nel prossimo futuro si possa ottenere ancora "di più" .

"Anche gli investimenti per assicurare la resilienza cibernetica a livello nazionale - ha detto Trenta - devono essere comprese nel 2% del Pil che i paesi della Nato hanno deciso di riservare alle spese per la difesa". "Si tratta - ha sottolineato - di un investimento che riguarda il settore civile oltre a quello militare e il nostro obiettivo è che nel 2% siano contabilizzati gli sforzi italiani nel rafforzare la propria sicurezza interna. Questo vale per ogni singolo Stato ovviamente, perché la sicurezza di ognuno di noi è la sicurezza dell'Alleanza stessa. Auspico dunque che tutti gli sforzi fatti in merito alla sicurezza cibernetica e le risorse correlate siano compresi pienamente nelle spese per la difesa".

Intanto accordo a tre ad Innsbruck tra Austria Germania e Italia per frenare le partenze dei migranti e gli sbarchi in Europa, in modo da far giungere sul Continente solo coloro che effettivamente fuggono da guerre.. Un "asse di volenterosi" con il ministro dell'Interno Salvini e i colleghi tedesco Seehofer e austriaco Kickl.

"Sarà una soddisfazione se le proposte italiane potranno diventare europee con una riduzione delle partenze, degli sbarchi, dei morti e dei costi. Se il modello italiano diventerà europeo è motivo di orgoglio", ha aggiunto Salvini. "Se si riducono gli arrivi in Europa non ci sarà alcun problema alle frontiere interne dell'Unione e si potrà continuare a lavorare serenamente tra popoli come è nostra intenzione fare"ha detto il ministro dell'Interno al termine di un incontro trilaterale con i colleghi Horst Seehofer (Germania) e Herbert Kickl (Austria). Il tema è quello dei cosiddetti movimenti secondari di migranti registrati in Italia e poi trasferitisi in altri Paesi come Germania e Francia che vorrebbero 'restituirli'. Seehofer tuttavia si è espresso sulla stessa linea di Salvini. "Se si risolve il grande problema degli arrivi 'primari', il resto sono piccoli problemi", ha spiegato.

Sulla questione interviene anche il vicepremier Luigi Di Maio. "I governi del passato non hanno difeso l'Italia ma l'hanno svenduta per qualche bonus e qualche briciola" ha detto intervistato durante Uno Mattina. "Sono stato a Bruxelles e quando ho parlato con Unione Europea mi è stato detto che l'Italia aveva barattato l'apertura dei porti per dare gli 80 euro e un po' di bonus elettorali". 

 

Nuovo scontro sui migranti nel governo dopo il recupero, da parte di una nave privata battente bandiera italiana di alcuni migranti in acque libiche. La nave Vos Thalassa, rimorchiatore a servizio di piattaforme petrolifere è, infatti, intervenuta ieri sera per recuperare una sessantina di migranti e "ha anticipato l'intervento della guardia costiera libica che era già stata allertata". La posizione del ministro dell'Interno, si è appreso dal Viminale, è che non avrà l’autorizzazione ad avvicinarsi ai porti italiani.

Ma successivamente la nave ha lasciato i migranti a una nave della guardia costiera italiana, la Diciotti, "che pure era più lontana rispetto ai libici che stavano entrando in azione", fa sapere il Viminale . A questo punto - però - si fa sepere dal Viminale la posizione del ministro dell'Interno "non cambia". Il "problema politico" posto dal ministro dell'Interno.

E così, dopo gli stop alla Aquarius e alla lifeline , questa notte ha deciso di bloccare anche una nave battente bandiera italiana. Si tratta della Vos Thalassa, un'imbarcazione che ha salvato 66 stranieri nelle acque libiche dopo essere intervenuta in seguito ad un Sos nella zona di Sar.

Secondo quanto scrive Reppublica, Salvini ha fatto sapere che non intente indicare alcun porto di approdo per l'imbarcazione Vos Thalassa, che lavora come nave rifornimento per una piattaforma petrolifera della Total nel Mediterraneo. Dopo lo stop a organizzazioni non governative, mercantili e navi militari straniere, per la prima volta il disco rosso del leader leghista riguarda una nave italiana che viaggia con un carico di clandestini. "Si tratta infatti - spiegano le fonti del ministero degli Interni all' Huffington post- di una nave privata". Non solo. Secondo la ricostruzione del Viminale, la Vos Thalassa avrebbe anche "anticipato l'intervento della Guardia costiera libica che era già stata allertata". Da qui lo stop immediatamente condiviso con il premier Giuseppe Conte, il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli.

Già a metà giugno la Vos Thalassa era stata protagonista di un salvataggio di immigrati che erano stati, poi, affidati alla nave militare italiana "Diciotti". Anche oggi ha poi lasciato gli immigrati recuperati alla Diciotti che, come spiega il dicastero guidato da Salvini, "era più lontana rispetto ai libici che stavano entrando in azione". Come spiegato da Toninelli i 66 immigrati, che si trovavano a bordo della Vos Thalassa, "stavano mettendo in pericolo di vita l'equipaggio dell'incrociatore italiano", probabilmente perché non volevano essere riportati in Africa. Ciò nonostante ciò, fanno sapere dal Viminale, la posizione "del ministro non cambia": gli extracomunitari non sbarcheranno in Italia. Per questo non è stata ancora data alcuna indicazioni sul porto d'arrivo.

Paolo Savona torna al centro dell'attenzione dopo qualche tempo da quegli infuocati giorni di un mese fa, quando il presidente Mattarella ha fatto resistenza su una sua salita al ministero dell'Economia.

Il tema è il tanto discusso piano B " per l'uscita dall'euro. Piano ipotizzato da uno studio realizzato da scenari economici,ma da cui lo stesso in parte le distanze. Seconso il quotidiano Il Giornale in prima pagina mette in evidenza che oggi il ministro delle politiche europee, di fronte alla commissione sulle Politiche Ue di Senato e Camera è tornato a precisare la sua posizione. E a chi gli dice "Ma tu vuoi uscire dall'euro" risponde che "possiamo trovarci nelle condizioni in cui non siamo noi a decidere ma siano altri. La mia posizione del piano B, che ha alterato la conoscenza e l'interpretazione delle mie idee, è essere pronti a ogni evento".

Il piano B, insomma, come sottolinea il quotidiano il giornale come exit strategy non per decidere di abbandonare la moneta unica. Ma per essere pronti a reagire nel caso in cui altri decidessero di porre fine all'Euro. Nel presentare le sue idee alle commissioni, Savona ha rivelato che presto vedrà il governatore della Bce, Mario Draghi. Exd è a Supermario che esporrà le sue idee sulla banca centrale, la sua governance e gli errori fatti nell'impalcatura finanziaria dell'Eurozona. "Se alla Bce non vengono affidati compiti pieni sul cambio - ha detto il ministro - ogni azione esterna all'eurozona si riflette sull'euro senza che l'Unione europea abbia gli strumenti per condurre un'azione diretta di contrasto. L'assenza di pieni poteri della Bce sul cambio causa una situazione in cui la crescita dell'economia dell'eurozona risulta influenzata, se non determinata, da scelte o vicende che accadono fuori dall'Europa". Non solo. Perché, per sperare che "l'euro sopravviva", secondo Savona è necessaria "una stretta connessione tra architettura istituzionale dell'Ue e politiche di crescita".

Sul lato delle politiche che il governo intende mettere in campo, Savona suggerisce a Conte di "tenere conto" dei timori dei mercati quando si parla di flat tax, reddito di cittadinanza e Fornero. Questo non significa non attuare le promesse elettorali, ma per "rilanciare gli investimenti e la crescita" non occorre mostrare "fretta sul lato della spesa corrente prima che gli investimenti manifestino gli effetti attesi". "Il problema -è il ragionamento di Savona - non è quindi se attuare o meno le promesse ma i tempi e i modi in cui verranno attuate". Unica certezza: "Dicono che stiamo vivendo al di sopra delle nostre risorse, non è vero: stiamo vivendo al di sotto delle risorse, a causa dei vincoli Ue".

Infine, il ministro si è preso il tempo per lanciare una frecciata a chi l'ha accusato di aver fatto salire lo spread durante i giorni del braccio di ferro con Mattarella. "Sarei felice di governare lo spread, lo farei in senso opposto ma non coinvolgetemi in queste banalità Sono banalità irrilevanti, io non rappresento nessuno".

Le crisi sono costate alle banche "circa 12 miliardi per i salvataggi e per nuovi fondi europei e nazionali di garanzia", ma la tenuta del sistema è stata garantita da "addirittura 70 miliardi di aumenti di capitale e ancor più colossali continui prudenziali accantonamenti": in occasione dell'Assemblea Annuale, il presidente dell'Abi Antonio Patuelli (rieletto per acclamazione anche per il biennio 2018-2020) rivendica i risultati ottenuti, a cominciare dal forte calo delle sofferenze, che, "al netto degli accantonamenti, sono ridotte a circa 50 miliardi rispetto al picco del 2015", e dei crediti deteriorati netti, 135 miliardi rispetto ai 200 di giugno 2015. 

Mette in guardia dai rischi "strategici" dell'Italia dal non partecipare maggiormente all'Ue, scelta che potrebbe porci nei "gorghi di un nazionalismo mediterraneo molto simile a quelli sudamericani". E chiede anche gli strumenti perché in futuro banche e risparmiatori non debbano sopportare un peso così gravoso: "L'Unione Bancaria deve consentire ai sistemi nazionali di garanzia dei depositi di poter effettuare interventi preventivi per le banche in crisi, per evitare danni maggiori". E anche una maggiore razionalizzazione dei costi per gli interventi: "Chiediamo che le norme dispongano che ciascuna banca debba contribuire ai Fondi di garanzia di cui può teoricamente usufruire e non ad altri".

"La scelta strategica deve essere di partecipare maggiormente all'Unione Europea impegnando di più l'Italia nelle responsabilità comuni, anche con un portafoglio economico nella prossima Commissione Europea. - sostiene Patuelli - Altrimenti l'economia italiana potrebbe finire nei gorghi di un nazionalismo mediterraneo molto simile a quelli sudamericani. In questa primavera, in Argentina, il tasso di sconto ha perfino raggiunto il 40%. Con la lira italiana, negli anni Ottanta, il tasso di sconto fu anche del 19%".

Le banche italiane "proseguono i grandi sforzi e progressi" per la ripresa e l'opera di riduzione dei crediti deteriorati, passati in due anni da 200 a 135 miliardi ma "ogni aumento dello spread impatta su Stato, banche, imprese e famiglie rallentando la ripresa", afferma Patuelli. 

Ma l'Unione bancaria deve anche permettere alle banche in ciascun Paese di agire in maniera razionale, e tempestiva, per evitare i costi esorbitanti sostenuti nelle ultime crisi. "Le crisi bancarie si sono sviluppate in Italia più tardi rispetto al resto dell'Occidente e sono state affrontate, il più delle volte, con le nuove regole dell'Unione Bancaria nata il 4 Novembre 2014, purtroppo senza norme transitorie". I risultati sono stati vissuti sulla pelle dei risparmiatori, per il futuro occorre agire in un altro modo: "Chiediamo che le norme dispongano che ciascuna banca debba contribuire ai Fondi di garanzia di cui può teoricamente usufruire e non ad altri".  

Patuelli, da sempre deciso sostenitore dell'Unione Europea e dell'Unione bancaria, sottolinea come in questo momento occorra "una nuova spinta per un'Unione bancaria con regole identiche, con Testi unici di diritto bancario, finanziario, fallimentare e penale dell'economia e con coerenza fra regole contabili e prudenziali.

Occorre superare le contraddizioni a cui sono soggette le banche che debbono operare come banche d'Europa, con la Vigilanza unica, e contemporaneamente come banche con ancora nazionali e diversi diritti bancari, finanziari, fallimentari, penali dell'economia e soggette alla concorrenza dei diritti tributari". L'Unione passa anche per la semplice applicazione di regole di buon senso, osserva Patuelli: "L'Europa vince tutta insieme come quando riduce gli assorbimenti patrimoniali a fronte dei prestiti a diverse categorie di imprese e realizza i bonifici istantanei che consentono, in massimi dieci secondi, di trasferire denaro tracciato nell'area unica dei pagamenti in Euro".

Patuelli torna a chiedere che la Ue eviti l'imposizione "di un assorbimento patrimoniale sulle banche per il possesso di titoli pubblici che sono riserve di liquidità bancaria". Lo afferma il presidente Abi Antonio Patuelli all'assemblea dell'associazione rilevando come "i conflitti fra gli Stati in questi campi metterebbero in difficoltà gli stati che hanno più debiti". Patuelli ha inoltre sottolineato come i "numeri dei 'tettì dei crediti deteriorati debbono essere motivati in modo trasparente" e non "debbono soffocare la ripresa"

Patuelli rivendica anche il successo di un consistente piano di riduzione dei costi e degli sportelli: "A dicembre 2017 l'Italia ha visto ridurre a circa 27 mila il numero di sportelli bancari, con tendenza a ulteriori diminuzioni, mentre crescono, con varie denominazioni, gli uffici finanziari. I canali distributivi sono sempre più concorrenti per le libere e responsabili scelte di risparmiatori e investitori". A questo, sottolinea, si è giutni in accordo con i sindacati, di cui si apprezzano "rispetto reciproco e costruttività", nel comune obiettivo di definire "insieme i percorsi delle ristrutturazioni basati sempre su scelte volontarie, rifiutando l'indifferenza sociale".

 

 

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