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Giovedì, 29 Giugno 2017

Il centrodestra trionfa ai ballottaggi delle comunali, piazzando i suoi candidati in 16 città, mentre il centrosinistra riesce a vincere solo in 6 comuni capoluogo. Cadono roccaforti rosse come Genova e Pistoia. Parma conferma Pizzarotti. Renzi sconfitto è sotto assedio ma tira dritto e se il M5s parla di 'Caporetto per il Pd', il segretario Matteo Renzi posta un grafico per dare la sua lettura: '67 a 59 per il centrosinistra'.

Berlusconi, forte del risultato ottenuto dal centrodestra, frena Salvini e invoca una coalizione con profilo liberale-moderato: "Da questi risultati il centro-destra può partire in vista della sfida decisiva per tornare a guidare il paese, sulla base di un programma condiviso, che in larga parte già abbiamo, e di una coalizione fra forze politiche diverse, caratterizzata da un chiaro profilo liberale, moderato, basato su radici cristiane, secondo il modello di centro-destra vincente in tutt'Europa e oggi anche in Italia".  

Ribatte la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: "La moderazione è una categoria che in politica non esiste più: a me non interessano le etichette, mi interessano i contenuti. Parliamo di quelli e da quelli voglio partire per costruire la coalizione di centrodestra". 

"Serve il centrosinistra, dicono. Avessimo vinto tutti i ballottaggi, avrebbero detto che serve il centrosinistra. Avendone persi alcuni, è sempre la dimostrazione che serve il centrosinistra. Amici e compagni, ve lo dico con affetto, non funziona così. Serve il modello Pisapia sennò si perde, dicono. Peccato che la sconfitta peggiore l’abbiamo subita a Genova”, scrive su Facebook il presidente del Pd Matteo Orfini

"Non capisco neanche Gentiloni che non è salito al Quirinale a consegnare le dimissioni". Per Salvini la sola strada percorribile è quella del voto. "Questa è la terza sfiducia dopo il referendum del 4 dicembre e il primo turno - spiega - c'è modo e modo di vincere, per me la politica è sudore, ascolto, passione e consumarsi la suola delle scarpe e non solo tv o Facebook. Qualcuno ha vinto o perso le elezioni senza fare un comizio - incalza l'europarlamentare lumbard - Renzi probabilmente sarà il conduttore di 'Chi l'ha visto?' l'anno prossimo". Adesso il suo orizzonte sono le elezioni dell'anno prossimo. Prima si va al voto, meglio è. "Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno - spiega da via Bellerio - se dopo decenni abbiamo vinto in città come Genova e Sesto San Giovanni, vuol dire che possiamo farlo anche a livello nazionale".

Nelle prossime ore Salvini sentirà Berlusconi. "Ci vedremo, ci sentiremo e ragioneremo", assicura in conferenza stampa in via Bellerio. Sul tavolo il programma da sottoporre agli elettori alle politiche dell'anno prossimo. "Ho proposto diciotto volte di fare le primarie, non solo sul leader ma anche sul programma - chiarisce il segretario leghista - mi è stato detto di 'no' diciotto volte, non mi incaponisco su questo". In questo momento per Salvini la priorità è fare "una legge elettorale di cinque righe e votare subito""Laleadership - assicura - è l'ultima delle mie preoccupazioni"

La mappa di Renzi su Twitter? Questa è la vecchia politica democristiana di chi voleva rottamare. Se perdi a Sesto e a Genova, hai fallito". Dal quartier generale della Lega Nord, Matteo Salvini replica duramente a Renzi che si vanta di aver vinto le comunali e dà l'avviso di sfratto al premier Paolo Gentiloni. "Non capisco come il segretario del primo partito italiano possa aver festeggiato. Veramente il caldo fa brutti scherzi", tuona al leader del Carroccio che ora guarda alle elezioni politiche del 2018. Da qui ad allora c'è ancora un po' di strada da fare. Per questo, già nei prossimi giorni sentirà Silvio Berlusconi.

Un esercito di 509.000 connazionali si è cancellato dall'anagrafe per trasferirsi all'estero per motivi di lavoro nel periodo 2008-2016. E' quanto risulta dal rapporto "Il lavoro dove c'è" dell'Osservatorio statistico dei Consulenti del lavoro, presentato questa mattina, a Roma. La prima meta degli italiani è stata la Germania, dove nel solo 2015 in 20.000 hanno trasferito la residenza; al secondo posto, "in forte crescita", la Gran Bretagna (19.000) e, in terza posizione, la Francia (oltre 12.000).

Dal 2008 al 2015 la disoccupazione nel Mezzogiorno "ha prodotto un aumento di 273.000 residenti al Nord e di 110.000 al Centro", con un totale di 383.000 persone andate via dalle regioni del Sud. I flussi migratori più intensi da Campania (-160.000 iscritti all'anagrafe dei comuni), Puglia e Sicilia (-73.000). Le regioni che hanno ricevuto il numero maggiore di cittadini: Lombardia (+102.000), E.Romagna (+82.000), Lazio (+51.000) Toscana (+54.000). Risulta dall' Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro.

Intanto la Grecia si tinge di colore giallo : La Cina ha iniziato da molto tempo un piano d’investimenti nei confronti della Grecia che porta nelle casse di Atene soldi che servono per pagare gli stipendi, mantenere le infrastrutture e reggere la forza d’urto dei piani di rientro del debito oltre che gli interessi. La Cina secondo il Giornale ha capitali da investire, empori commerciali da far nascere e una Nuova Via della Seta da strutturare. 

Ed uno dei terminali di questo canale di investimenti è proprio la Grecia.Come riferisce il Giornale nel 2015, il colosso cinese Cosco ha comprato la maggior parte del porto del Pireo per un totale di 368,5 milioni di euro, di cui 280 milioni sono stati incassati subito da Atene per il 51% dell’area portuale e gli altri 88 milioni saranno dati dopo cinque anni per l’acquisizione di un ulteriore 6%, ma soltanto a investimenti obbligatori infrastrutturali conclusi. Il 17 giugno, sempre con riferimento al porto del Pireo, la società Cosco, l’ente portale del Pireo e quello del porto di Shangai hanno concluso un accordo che prevede una vasta collaborazione tra il porto cinese e quello ellenico, di fatto trasformando il Pireo in un hub dei cargo provenienti dal gigantesco porto dell’Estremo Oriente.

Gli interessi cinesi in Grecia sono molti, e la crisi non può che aiutare gli investimenti abbassandone i costi. I fondi di Pechino sono interessati in settori strategici dell’economia greca che, per le aziende cinesi, rappresentano asset molto allettanti, dove c’è poca competizione locale a causa della devastazione del sistema statale greco e dall’impoverimento dell’imprenditoria locale. Dalla nautica, al turismo, alle reti stradali e portuali, al settore immobiliare, ovunque le grandi imprese cinese e i fondi derivanti dallo Stato centrale possono trovare un settore in cui inserirsi e diventarne leader. Dalian Wanda, uno dei colossi degli investimenti cinesi, è interessato in molti settori dell’economia greca, ed è pronto a investire anche in settori meno strategici ma altrettanto proficui, come quello calcistico. Basti pensare che lo stesso fondo è proprietario di un terzo dell’Atletico Madrid.

Secondo il quotidiano il Giornale a firma di Lorenzo Vita : con la crisi del debito, che ha flagellato l’economia greca lasciando sul lastrico non solo lo Stato ma anche milioni di persone, il governo di Atene ha cercato per molto tempo di chiedere maggiore flessibilità in ambito europeo, fallendo miseramente. L’Unione europea, pur limando alcune richieste nei confronti del governo di Tsipras, non ha mai posto in discussione la logica di austerità del piano di aiuti e di risanamento dei conti pubblici. Negli anni, la ricetta di Bruxelles ha fallito. E per questo motivo, la Grecia è stata costretta a rivolgersi non più ai suoi presunti alleati europei, ma ad altre potenze che, per motivi sicuramente non umanitari ma comunque ragionevoli, hanno avuto gioco facile nel proporre soluzioni utili a tutti. È così che è nata quella comunione d’intenti che oggi lega in modo profondo e saldo la piccola Grecia con il colosso cinese. Un’alleanza che si confronta su campi molto diversi, dai trasporti, al credito, all’energia, e che ha reso Atene una vera e propria testa di ponte tra la Cina e l’Unione europea.

A conferma di quanto detto, sottolinea il quotidiano Italiano il Giornale è giunta la notizia che il governo greco, la scorsa settimana, ha posto il veto a una dichiarazione dell’Unione europea nei confronti della Cina, con la quale si chiedeva di condannare Pechino, a livello di Nazioni Unite, per la repressione del dissenso. Una decisione molto importante e che ha inciso non poco sulle dinamiche tipiche di questi rapporti sui diritti umani, in cui da sempre gli Stati Membri dell’Unione europea hanno trovato un quadro di riferimento comune. Questa volta, invece, per la prima volta, l’Europa fallisce nell’intento di trovare l’unità di fronte a una questione “umanitaria” e lascia intravedere le crepe di una crisi interna che non è soltanto una questione legata al fantomatico populismo. La Grecia, con quest’azione, ha mostrato in realtà ben più concretamente di tante parole, cosa vuol dire avere una politica estera autonoma rispetto ai rigidi protocolli di Bruxelles. E l’ha fatto non perché ignara dei problemi legati alla libertà di espressione, ma perché più attenta ai rapporti internazionali che a quelli con l’Europa. Tra Cina e Ue, Atene ha preferito Pechino, consapevole che, mentre da parte europea sono arrivate nel tempo direttive lacrime e sangue e minacce di fallimento ed esclusione dall’Unione, da parte cinese arrivano soldi, tecnologie e interessi nazionali sia cinesi che greci.

Ancora paura a Londra: torna l'incubo del terrore nella capitale britannica, dove questa volta a essere presi di mira sono i fedeli musulmani della moschea di Finsbury Park investiti da un furgone bianco nella notte subito dopo la preghiera serale del sacro mese di Ramadan.

Voglio uccidere tutti i musulmani". E' quanto ha urlato l'autista del furgone, secondo quanto riferisce un testimone alla Bbc. Il giovane ha impedito all'aggressore di fuggire: "Si era messo a correre, l'ho colpito allo stomaco e lo abbiamo bloccato", racconta. L'autista, prima che venisse arrestato dalla polizia, ha urlato frasi di odio contro la folla radunata davanti alla moschea. 

Ed è un'atmosfera di angoscia quella intorno alla moschea. E aleggia l'ombra di un possibile doppio standard di giudizio. "E' terrorismo sia se le vittime sono cristiane, sia se sono musulmane", ha detto un giovane con voce accorata. Mentre anche l'imam di Finsbury, Mohammed Kozbar, ha parlato apertamente di "atto terroristico, come a Manchester, a Westminster o a London Bridge". "La gente cerca risposte", ha detto alla Bbc Mohamed Shafiq, della Ramadan Foundation, accreditando anche lui lo scenario dell'attacco deliberato "contro fedeli musulmani innocenti", ma facendo appello allo stesso tempo alla calma e a non cedere a chi vuole "dividere la comunità" islamica dal resto del Paese. Shafiq si dichiara "scioccato".

E "totalmente scioccato" si dice anche il leader dell'opposizione laburista, Jeremy Corbyn, popolare deputato da 35 anni del collegio di Islington North, di cui Finsbury Park fa parte. Corbyn assicura d'essere in contatto con i responsabili della moschea oltre che con la polizia. E così il sindaco di Londra, Sadiq Khan, musulmano egli stesso. La moschea di Finsbury Park ha avuto in passato pessima fama. Una decina di anni fa vi trovò la sua 'tribuna' Abu Hamza, predicatore d'odio poi arrestato ed estradato infine negli Usa; e fu frequentata anche da Richard Reid, l'uomo che nel 2001 cercò di far esplodere un ordigno nascosto nella sua scarpa su un volo American Airlines Parigi-Miami. Tuttavia, dopo essere stato chiusa d'autorità per un periodo, ha riaperto con una nuova leva di leader religiosi che - scrive l'agenzia Pa - si mostrano oggi impegnati nel dialogo

Un altro deprecabile attacco terroristico contro innocenti, ha detto la premier britannica Theresa May. Poi ha confermato che l'autore dell'attacco alla Moschea a Londra "ha agito da solo". In Gran Bretagna, in questi anni, "c'è stata troppa tolleranza nei confronti dell'estremismo", ha aggiunto Theresa May. La polizia - ha spiegato la premier - ha risposto all'attacco alla moschea in un minuto. Un attacco "ripugnante esattamente come gli altri atti di terrorismo che hanno colpito il Regno Unito, dalla strage di Manchester del 22 maggio all'attentato di London Bridge e Borough Market del 3 giugno". "Londra non si arrende all'odio e nemmeno tutto il Regno Unito", ha detto ancora Theresa May. 

Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha condannato il "terribile attacco terroristico contro persone innocenti". Su Facebook il primo cittadino della capitale britannica ha aggiunto che i suoi "pensieri e le preghiere vanno a tutti i colpiti". Khan, anche lui musulmano, si è congratulato con i servizi di emergenza, "che hanno risposto rapidamente e lavorato per tutta la notte". "Ancora non conosciamo tutti i dettagli, ma questo è stato chiaramente un attacco deliberato contro innocenti londinesi, molti dei quali stavano terminando le loro preghiere del Ramadan - ha aggiunto Khan -. Se da una parte questo sembra essere un attacco contro una specifica comunità, come i terribili attacchi a Manchester, Westminster e al London Bridge, si tratta anche di un assalto a tutti i nostri valori condivisi di tolleranza, libertà e rispetto".

Al momento si contano un morto accertato e almeno 8 feriti ricoverati in ospedale, tre gravi, mentre l'uomo alla guida è stato arrestato dalla polizia dopo esser stato tirato fuori dal veicolo da alcune delle persone scampate all'investimento e bloccato in quella che testimoni hanno definito una violenta colluttazione.

La polizia indaga sull'accaduto come "un potenziale attacco terroristico", ha dichiarato verso l'alba la premier Theresa May dopo le cautele ufficiali iniziali. Per il Muslim Council of Britain, punto di riferimento istituzionale della numerosa comunità islamica del Regno Unito, non ci sono del resto mai stati dubbi: quelle persone sono state colpite "deliberatamente", aveva denunciato l'organizzazione quasi subito in una nota, per poi rincarare la dose ed evocare "una violenta manifestazione d'islamofobia", con la richiesta alle autorità di garantire maggiore "protezione alle moschee".

Dobbiamo restare uniti contro gli estremisti qualunque sia la loro motivazione", spiega la polizia londinese. "L'attacco porta tutti i segni del terrorismo", ha aggiunto la polizia, facendo appello alla "calma e affermando che più poliziotti sono stati dispiegati in città". Nessun'altra persona è stata trovata all'interno del furgone che ha preso di mira i fedeli musulmani. "L'uomo ha agito da solo", ha precisato la Met Police, aggiungendo che "otto dei feriti sono stati trasportati all'ospedale, mentre due sono stati curati sul posto". Tutte le vittime "sono musulmane", ha detto Neil Basu, uno dei commissari responsabili delle indagini. Lo scrivono i media britannici.  

E' stata rafforzata la presenza di polizia nei luoghi di culto a Londra dopo l'attacco terroristico alla moschea di Finsbury Park. Ne dà notizia Sky News. Già nei giorni scorsi dopo i recenti attentati nel centro della capitale si era assistito ad un aumento dei crimini d'odio in particolare vicino ai centri islamici ai danni di musulmani.

L'Ucraina ha tolto un po di tempo fa il segreto di Stato da 49 documenti "top secret" legati al disastro di Cernobyl: lo riporta la testata online Rosbalt.ru, secondo cui il materiale desegretato rivela l'impreparazione delle autorita' sovietiche a far fronte a un incidente come quello che si e' poi verificato nel 1986 nonché violazioni delle norme di sicurezza.

Il disastro di Cernobyl è stato "una importante lezione per tutto il genere umano": lo ha dichiarato Vladimir Putin in una nota pubblicata sul sito internet ufficiale del Cremlino ricordando che ha ancora "serie ripercussioni sia sull'ambiente sia sulla salute dell'uomo".

Il presidente russo ha quindi sottolineato un po di tempo fa che come "le dimensioni della tragedia sarebbero potute essere incommensurabilmente maggiori se non fosse stato per il coraggio senza precedenti e la dedizione dei vigili del fuoco, del personale militare, degli esperti e dei sanitari che hanno compiuto onorevolmente i loro doveri professionali e civili" anche sacrificando "le proprie vite per salvare quelle degli altri".

Nella primavera del 1986 i 55 mila abitanti furono evacuati da un giorno all’altro, in fuga dai vapori tossici e dalle radiazioni sprigionati dall’incidente nucleare più famoso della storia. Nella notte fra il 26 e il 27 aprile il reattore 4 della centrale di Chernobyl esplose nel corso di un test, contaminando una regione sterminata e stravolgendo la vita di centinaia di migliaia di persone in mezza Europa.

Oggi il quotidiano il Giornale in una sua esclusiva riporta come era Prypjat è come e diventata una metropoli fantasma. I suoi abitanti vi abbandonarono ogni cosa perché tutto, anche gli oggetti della vita quotidiana, poteva essere infetto. Nelle case ancora si trovano i calendari segnati alla fatidica data del 26 aprile. Negli ospedali i flaconi dei farmaci impolverano sugli scaffali, mentre i letti degli austeri alberghi sovietici arrugginiscono da 31 anni nelle stanze ormai spoglie d’ogni altro arredo. Al vecchio parco giochi, muto simbolo della catastrofe, le macchine degli autoscontri stanno ferme al centro della pista.

Salendo scrive il giornale sulla ruota panoramica si vedrebbe in lontananza il bagliore della grande struttura metallica che fa da tomba al luogo dell’incidente. Il reattore 4 è ora inglobato in un enorme sarcofago d’acciaio, il “New Safe Confinement” inaugurato nel novembre 2016: il presidente Petro Porosenko ha promesso che impedirà la fuoriuscita delle radiazioni per almeno un secolo.

In attesa di scoprire se sarà vero, all’ombra del reattore la vita, bene o male, prosegue. Il nome di Chernobyl,scrive il quotidiano Italiano a firma di G.Masini e iconico per molte generazioni in tutta Europa, da qualche tempo è associato a un’industria che mai avremmo pensato potesse svilupparvisi: quella del turismo. Come ad Auschwitz e ad Hiroshima, anche qui le rovine delle grandi catastrofi della storia richiamano curiosi da tutto il mondo. Dal 2011 il governo di Kiev ha aperto la zona rossa ai visitatori, alimentando un fiorente mercato di agenzie specializzate. Per qualche qualche centinaio di euro – che in Ucraina rappresentano un piccolo gruzzolo – i turisti sono ammessi entro il perimetro di 30 chilometri dalla centrale a vedere con i propri occhi come sarebbe il mondo dopo una catastrofe atomica.

I siti specializzati continua il Giornale offrono visite personalizzate con guide locali: molto spesso si tratta di ex lavoratori della centrale rimasti invalidi dopo l’incidente del 1986 e che ora tentano di guadagnarsi da vivere sfruttando la propria conoscenza dei luoghi del disastro.

Chernobyl, nel bene o nel male, è ormai un luogo consacrato alla storia. Chi alla storia non è ancora stato consacrato sono invece i sopravvissuti.

Trentuno anni di radiazioni sottolinea il Giornale hanno portato via molti uomini e molte donne, ma hanno anche forgiato storie degne d’un romanzo di fantascienza. A quattro chilometri dal confine bielorusso, sul limitare della zona rossa, sorge il villaggio di Paryshev. Dopo l’incidente venne evacuato dall’esercito; quindi venne dichiarato sicuro e poi evacuato una seconda volta. Nonostante il nuovo sgombero, alcuni abitanti decisero di restare: quattro vivono ancora lì. Fra loro l’81enne Ivan Semenuk, che trascorre le sue giornate fra il pollaio e l’orto, dove non teme di raccogliere le verdure nonostante le radiazioni. “Questa zona è sicura – garantisce mentre cammina con passo incerto – Certo, prima che ci evacuassero la fattoria era molto più grande e avevo molti più animali. Me li hanno portati via, come accadeva durante la guerra.”

Non a caso,conclude il quotidiano Italiano, l’accostamento con la guerra del 1941-1945 ritorna anche nelle parole di una babuska seduta su una panchina alle porte di New Zalecie, il villaggio tirato su in fretta e furia per gli sfollati di Chernobyl. Avvolta in un fazzolettone che le copre i radi capelli grigi, ascolta le domande sull’incidente ma risponde parlando della guerra. In lei la consapevolezza che l’esplosione nucleare, come gli eserciti, arriva, devasta e va. Lascia dietro di sè una scia di sangue e sopravvive solo nei racconti.

Paura a Londra. Le fiamme hanno avvolto la torre di Grenfell in Latimer Road, a North Kensington, non lontano da Notting Hill. L'incendio ha subito attaccato tutti i piani dell'edificio e, nonostante siano presenti più di 200 vigili del fuoco, sembra difficile da fermare. Le fiamme sono divampate questa notte, intorno alle 2,00 italiane, in un edificio che ospita 120 appartamenti e 24 negozi. La polizia ha fatto sapere che diverse persone sono state sottoposte a trattamenti medici "per ferite di vario genere" e che i morti sarebbero almeno sei.

Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha definito l'incendio "un incidente grave", precisando che si sta facendo tutto il possibile per fermarlo. Il sindaco ha poi proseguito dicendo che è necessario che "sia data risposta prima possibile" a interrogativi legati alla sicurezza della Grenfell Tower di Londra, perché "si tratta di domande molto importanti". Il riferimento è al fatto che gli abitanti avessero in passato denunciato carenze nell'apparato della sicurezza dell'edificio e che l'indicazione data ai residenti in caso di incendio fosse di restare nel proprio appartamento.

'Era come l'11 settembre'. Testimoni raccontano di aver visto con i loro occhi alcuni residenti di Grenfell Tower saltare dalla finestra per sfuggire alle fiamme, anche bambini lanciati nel vuoto dai genitori

Sono passati sei minuti in tutto dal momento in cui è divampato il primo focolaio a un piano basso del grattacielo di Grenfell Tower, a Londra, a quando l'intero palazzone - abitato in prevalenza da famiglie di ceto popolare, non pochi delle quali di origine straniera - si è ritrovato avvolto dalle fiamme fino in cima. E' questo il calcolo dei vigili del fuoco. Da confermare, invece, l'indiscrezione secondo cui l'origine dell'incendio andrebbe ricercata al quarto piano.

La Grenfell Tower, divorata stanotte da uno spaventoso incendio, è un grattacielo di 24 piani costruito nel 1974 e al suo interno si contano 120 appartamenti: si calcolano approssimativamente in circa 450-500 le persone in teoria residenti. Si trova nell'ovest di Londra, a North Kensington, ai margini di una delle zone più ricche della capitale, ed è uno di quegli esempi di edilizia popolare britannica tipica degli anni Sessanta e Settanta. 

Al suo interno ci sono famiglie che non si possono permettere gli affitti inarrivabili dei quartieri più a sud, molti stranieri, e da tempo gli inquilini protestano per le cattive condizioni di sicurezza della torre diventata nelle ultime ore un inferno. Era stato anche creato un comitato, il Grenfell Action Group, che ha protestato sulle forti carenze e sui lavori anche recenti che non avevano migliorato la situazione. L'associazione aveva paventato a novembre che "solo un evento catastrofico" potesse smuovere le acque e lamenta ora di aver trovato "orecchie sorde". Il dito era stato puntato contro la disponibilità di un solo ingresso, a causa dell'avvio di lavori di riqualificazione dello stabile, e contro la presenza di rivestimenti in plastica considerati pericolosi e infiammabili.(

Profondamente rattristata per la perdita di vite". Così la premier britannica Theresa May ha commentato la tragedia dell'incendio alla Grenfell Tower, nell'ovest di Londra. Il primo ministro è costantemente aggiornata sulla situazione e ha convocato nel pomeriggio una riunione d'urgenza delle autorità coinvolte per assicurare la migliore risposta alla nuova emergenza nella capitale

Sarebbe salvo un bambino lanciato da una finestra della Grenfell Tower da una donna, probabilmente la madre, che disperata tentava di sottrarlo alle fiamme. Lo hanno detto alcuni testimoni all'agenzia Pa, secondo cui un uomo ha preso al volo il piccolo che era stato lasciato cadere da un appartamento al "nono-decimo piano". "Ho visto gente ovunque che urlava chiedendo aiuto", ha detto Samira Lamrani. "Io con altre persone cercavamo di rassicurarli, dicendo loro che avevamo chiamato i soccorsi, ma nelle loro facce si vedeva la morte".

Incertezza, per ora, sui possibili dispersi. Si sa che numerose persone sono state evacuate e alcuni degli scampati hanno raccontato scene di "panico". Ma non e' chiaro quante delle centinaia di residenti registrati nell'edificio fossero presenti al momento del rogo. Un palazzo, nei dintorni di Notting Hill, che contiene 120 appartamenti e, dunque, approssimativamente 450-500 persone

Un esperto di ingegneria strutturale sta valutando la stabilità della Grenfell Tower di Londra, colpita da un vasto incendio. Lo ha fatto sapere la responsabile dei vigili del fuoco della capitale britannica, Dany Cotton. "Al momento l'edificio continua a essere sicuro per il nostro personale al lavoro all'interno", ha aggiunto. Sinora è stata data notizia di un numero non precisato di morti e di 50 feriti portati in ospedale, ma le operazioni di soccorso proseguono.

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