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Giovedì, 17 Agosto 2017

La Citta' di Pitagora continua a sfornare talenti musicali.

E' il caso di Dario Coriale che figura fra i 20 finalisti del Festival BMA - Bologna Musica D'Autore organizzato da Fonoprint, storico studio di registrazione bolognese, che punta a selezionare giovani cantautori ed a presentarli sulla scena musicale nazionale.

E che si fa strada, anzi Strade, titolo del suo album, nella Bologna Citta' Creativa della Musica Unesco e Citta' di Cantautori.

Proprio cosi'. Sotto le due torri si e' consolidato un luogo privilegiato dove poter pensare produrre scoprire la musica degli autori di domani.

E un pitagorico, amante della conoscenza, con interessi che vanno dal pensiero creativo alla musica, da quelle parti non puo' che insediarsi felicemente, se ha i ...numeri, e scusate il teorema! Prova ne sia il fatto che Coriale si e' classificato nella rosa dei venti (finalisti) da cui usciranno i nomi degli 8 che, al termine delle audizioni, si esibiranno nella finale del 7 ottobre al Teatro II Celebrazioni cittadino.

 BMA appare una sfida autentica, in un paese come l'Italia che non premia sempre i migliori nei vari settori ed attivita'. Quella musicale, cantautorale, non fa eccezione poiche', dopo i mostri sacri delle ultime due generazioni, stentano ad emergere "nuovi mostri". Che pure ci sono! E allora ben vengano queste iniziative.

Ne discutiamo  con Coriale.

D. La gara a cui ti sei sottoposto con coraggio superando la "scrematura" di oltre un centinaio di artisti italiani (144) provenienti anche da altri paesi europei che emozioni ti sta dando?

R. La prima fase e' stata la selezione di brani incisi, inviati su mp3. Penso che la vera emozione la provero' nell'esibizione dal vivo in semifinale.

 

D. Come ti poni di fronte ai cantautori storici come, per restare all'area emiliana, Dalla, Guccini, Ligabue, Zucchero, Bertoli? Eppoi soprattutto De Gregori, da cui riprendi egregiamente La donna cannone...

R. Credo di avere due anime musicali. Nasco come chitarrista elettrico. E suono tuttora. Ma la mia propensione va verso la scrittura dei brani. Vedo ai vertici del cantautorato De Gregori Fossati De Andre', oltre a Rino Gaetano e Paolo Conte. Dalla e' l'emblema della categoria. Ma anche Samuele Bersani che e' bolognese d'adozione. E Pino Daniele per l'innovazione. Tutti un po' mi hanno influenzato e in trio con le nostre cose omaggiamo spesso la musica d' autore italiana.

 

D. Dalla tua terra d'origine, la Calabria, c'e' anche Il parto delle nuvole pesanti, che si e' trapiantato a Bologna...

R. Li conosco bene, a partire dal frontman Salvatore De Siena, arrivato dopo Voltarelli. C'e' un rapporto di amicizia. Una volta vennero a suonare alla presentazione di un mio libro.

 

D. Parlaci del tuo disco Strade.

R. Come stile in qualche modo e' variegato perche' contiene brani scritti anni a Scandale, vicino Crotone, dove ho vissuto con la mia famiglia prima di trasferirmi.

Questi sono radicati alla tradizione del cantautore, con attenzione al testo, evitando in genere il linguaggio del parlato comune. Gli arrangiamenti erano pop rock. Mentre i brani scritti in seguito sono piu intimisti. Le strade a cui faccio riferimento ovviamente sono metaforiche.

 

D. Tu sei a Bologna dal 1999 dove hai conseguito una laurea in DAMS con una tesi sulla storia della chitarra elettrica. Qual'e' il tuo nume?

R. Mark Knopfler. Dio sceso in terra con una chitarra in mano. La mia prima mail era Dire Straits. Poi Gilmour dei Pink Floyd.

 

D. Al tuo attivo hai i racconti di "eroismo quotidiano' del volume Ne' santi ne' eroi (Palomar, Bari, 2008). Insomma il tuo e' un percorso artistico letterario e musicale in tutti i sensi, con diramazioni teatrali, come con lo spettacolo Le strade del ritorno, coautore Simone Arminio.

R. Il libro raccontava storie. Ricordo che in occasione della morte di Falcone,  Borsellino disse che Il giudice suo amico aveva agito secondo la propria coerenza di uomo e magistrato. Anche le persone normali possono essere "eroiche" nel quotidiano. Altro filo logico del volume le fasce d'eta, il feto, il bimbo, adolescente, l'ottantenne, il tramonto della vita, insomma le fasi dell'esistenza di  una persona. Per lo spettacolo ho creato anche le musiche. E' stato molto coinvolgente e divertente.

 

D. Oltre allo Stradario Trio hai anche con i Pig Muff un' esperienza di chitarrista in una tribute band dei Pink Floyd. Ma ricalchi o metti del tuo?

R. Le cose conoscibili si fanno con precisione filologica. Il primo assolo di The Wall, per esempio. Dove e' possibile personalizzo la mia chitarra.

 

D. Essendo da poco scomparso il regista George Romero vorrei chiederti della tua partecipazione fra i nove scrittori di Italian Zombie (80144 Edizioni) selezione di racconti horror e come questo lavoro si riflette nella tua musica.

R. Due mondi contrapposti. La partecipazione a quella raccolta e' stata del tutto  casuale. Ho conosciuto l'editore che mi ha coinvolto nell'operazione. Mi sono documentato per capire il meccanismo. C'e' anche un racconto di Simone ambientato nel crotonese.

 

Il colloquio finisce. Coriale si prepara alla finale. Sara' dura. Ma l'importante e' esserci. Gia' un traguardo, questo. Diceva Pitagora: "l'inizio e' la meta' di ogni cosa".

 

“Vivaldi è un simbolo dell'italianità per vari motivi: è stato un compositore enorme, geniale famosissimo a suo tempo anche se poi morto da solo a Vienna dimenticato. In grado di influenzare i compositori che sono venuti dopo di lui, Vivaldi rappresenta la figura di un uomo estremamente misterioso e affascinante, un prete particolare, con una profonda spiritualità, ma al tempo stesso un impresario, un uomo che ha segnato la sua epoca, un compositore unico e contemporaneo, un profondo italiano dal punto di vista musicale con una facilità di scrittura eccezionale, efficacissima e meravigliosa, in grado tuttora di fa innamorare il pubblico contemporaneo”.

Racconta così il “suo” Vivaldi Cristian Carrara, compositore classe 1977, friulano di origine, romano di adozione, che con Vivaldi ha un legame tutto speciale dopo essere stato consulente musicale di "Viva Vivaldi The Four Seasons Mistery" e averne di fatto realizzato la colonna sonora.

Ciò che si ascolta in “Viva Vivaldi The Four Seasons Mistery” un nuovo e originale format culturale a metà tra musica, arte e  spettacolo, collocato nel Museo Diocesano di Venezia dallo scorso maggio, dedicata a questo grande Genio della Musica ed al suo universo musicale, è la rielaborazione originale ed inedita realizzata da Carrara,  che proprio in questi giorni è in uscita, per Warner Classics, con l'album "Faust in the Sky" ( musiche eseguite da I Solisti Aquilani diretti da Marco Attura).

Famoso in vita Antonio Vivaldi muore a Vienna praticamente dimenticato, poi la sua opera si perde e viene riscoperta nel '900. “Ancora oggi Vivaldi è un genio tutto da scoprire- continua Cristian Carrara - .Una figura unica come questa non può non essere per un italiano e per un compositore italiano un simbolo di quanto la musica possa fare del bene alla nostra società".

Un lavoro quello di Carrara complesso e rischioso: "Ho praticamente scelto dei pezzi di musica di Vivaldi, all’interno del suo catalogo vastissimo, li ho tagliati e li ho riassemblati, costruendo di fatto una nuova composizione. Quello che si ascolta in Viva Vivaldi è Vivaldi, ma riorganizzato e ripensato in una maniera affine agli obiettivi che la mostra si è data, quelli cioè di narrare in 40 minuti di musica l'universo musicale e coloristico, armonico e melodico di Vivaldi".

La prima sfida con cui Cristian Carrara si è misurato è stata la vastità del panorama della musica Vivaldiana tra cui scegliere i brani che facessero da "ossatura" della narrazione musicale. Vivaldi infatti ha scritto tantissimo, dai concerti per violino, alla musica sacra, all' opera lirica. La seconda sfida, invece, è stata quella di dare un’unità musicale a quella serie di frammenti vivaldiani giustapposti. Spiega il compositore: "Non bastava giustapporre i frammenti che io sceglievo, e che ho scelto secondo una logica musicale, occorreva far sì che il visitatore di Viva Vivaldi avesse la sensazione di ascoltare un’unica, grande, composizione musicale. 

Per questo ho dovuto creare, tra un frammento e l’altro, delle zone di "cesura", incollarle con dei suoni e delle scritture mie dando così vita ad un universo musicale in cui Vivaldi c'è tutto, ma è presentato musicalmente in maniera assolutamente inedita. Chi visita Viva Vivaldi fa un'esperienza di 40 minuti mai fatta prima d'ora, perché la musica viene proposta con effetti multimediali che non si vedono altrove e se ne esce avendo sulla pelle il colore e la musica di quella che è stata la scrittura di Vivaldi. Non solo quella de “Le Quattro Stagioni”, ma di tutti i generi musicali che il “Prete Rosso” ha affrontato con genialità”.

 

Domenica 7 maggio 2017 "Le Salon de la Mode", nella splendi­da cornice di Palazzo Ferrajoli - piazza Colonna 355, ha pre­sentato l'evento  “L­adies and Gentlemen” - Il valore del Made in Italy, uno degli appuntamenti più esclusivi della capit­ale fra moda, cinema, arte, musica ed in­formazione.
Un viaggio nel mondo della tradizione e dello stile,  quello unico ed inconfond­ibile del nostro “Ma­de in Italy”, alla scoperta del valore della tradizione e del potere dell'intern­azionalizzazione.

Una kermesse di pri­mavera con ospiti e premiati molto noti nell'ambito dello sp­ettacolo e della cul­tura. Questa edizione ha avuto l’onore di ospitare uno dei più importanti espone­nti del fashion syst­em internazionale Mo­unir Laamari insieme ad una delegazione degli Emirati Arabi e del team di “The Castle”, organizzazio­ne volta a creare Bu­siness nel Medio Ori­ente.
Una realtà che oggi rappresenta una grande opportunità di crescita economi­ca per il nostro Pae­se, con la quale la brillante fashion ma­nager Gabriella Chia­rappa de "Le Salon de la Mode" ha stretto un accordo dichiar­ando: "è un momento molto importante per Le Salon de la Mode ed una grande oppor­tunità per i nostri brand interessati al Business in Medio Oriente".

Le meravigliose sta­nze di Palazzo Ferra­joli sono state aper­te al pubblico nel primo pomeriggio con il Seminario “Il vero business in Medio Oriente”, nel corso del quale è stato pr­esentato il progetto e il team “The Cast­le” e si è discusso di evoluzione del bu­siness della moda, dei mercati in svilup­po, di qualità del Made in Italy e di op­portunità per molti brand.
Ospite d’onore e Pa­rtner dell'evento la "Maison Sarli New Land" con Carlo Alber­to Terranova uno dei designer più raffin­ati e  rappresentati­vi della Moda del no­stro Paese, il quale ha dichiarato: "oggi il mercato globale è stanco e saturo di moda omologata e sta finalmente virando verso il mercato sartoriale, che sa offr­ire capi unici, prez­iosi e ricchi di cre­atività. Le aziende che fino a qualche tempo fa guardavano con maggior attenzione i bilanci dei gros­si gruppi, oggi comi­nciano a mostrare in­teresse per le picco­le imprese artigiane italiane, ricche di ingegno e manualità. Questo il binomio vincente che i top buyer apprezzano e ch­iedono per i loro co­rner".

Al termine del conv­egno è seguita una performance di apertu­ra con il magico mon­do dell'instant fash­ion con Antonio Exte­mpore ed ancora la presentazione dei bra­nd espositori accura­tamente selezionati e rappresentanti del­l'eccellenza e dell'­artigianalità italia­na:  Katia Tasselli, Carrara Home Design (oggetti d’arredo di lusso), l'eleganza intramontabile di Aisha e il suo sguardo al futuro, Reciti Luxury bags e le mini capsule collection Tresor, Bags Clybo con le sue origina­li borse ispirate al­le coste e al mare Mediterraneo, Angelo Caroli perfume  "emo­zioni per l'anima" , Brutta Spose Coutu­re e  Re Legno papil­lon design di qualit­à, Stybel di Stefa­nia Belfiore, Vero Italy un market pla­ce che si occupa di prodotti esclusivame­nte Made in Italy e Caffè Filicori.
Nel corso della sera­ta l'attore Pino Amm­endola ha dichiarato: "sono molto orgogl­ioso di partecipare ad un premio che esa­lti l'eccellenza ita­liana, sotto l'egida della bellezza e de­ll'armonia, entrambe segno distintivo de­lla nostra Moda. Il nostro Paese è ricco di talenti sia nell­'Arte che nelle Scie­nze, ma lo Stato non è abbastanza attent­o. Quindi, evviva Le Salon de la Mode, che presta attenzione alla 'bellezza' di chi vale!"

Una giuria tecnica d'eccezione, composta dalla giornalista Rai  Roberta Ammendo­la in qualità di pre­sidente, Pino Ammend­ola noto attore, dop­piatore e regista, il famoso stilista di Alta Moda Carlo Alb­erto Terranova e Mar­co Eugenio Di Giando­menico critico della moda sostenibile de­ll'Accademia delle Belle Arti di Brera ha assegnato dei pre­mi di categoria ad illustri personalità del mondo dello spetta­colo, della musica e del giornalis­mo.
Fra i premiati, nel­la sezione giornalis­tica la telegiornali­sta Rai Adriana Pann­itteri. Premio sezio­ne musica per il mus­ical "Il Figliol Pro­digo" sostenuto da Papa Francesco  ai mu­sicisti Fabio Perver­si del celebre gruppo musicale dei Matia Bazar e Gino De Ste­fani, compositore di grande successo per Laura Pausini e tan­ti altri  artisti. Premio alla Carriera nella sezione Cinema a Pino Insegno atto­re, doppiatore, regi­sta e conduttore tel­evisivo. Premio per la musica al diretto­re d'orchestra Cinzia Pennesi ed infine un Premio dedicato alla moda, in ricordo dell'icona di elega­nza e stile Dalida, consegnato all'attrice Maria Le­tizia Gorga.

Fra gli ospiti inter­venuti: le attrici Maria Rosaria Omaggio e  Adriana Russo, Metis di Meo, Antonel­la Salvucci, la cond­uttrice Rai Lisa Mar­zoli, la giornalista e critico di moda Mariella Milani, la nota cantante jazz Am­alia Grè, il make up artist di Patty Pra­vo Antonio Quattroma­ni, il food blogger Marco Ricci, Alessan­dro Gatti, Marco Col­letti, Sara Lauricel­la e molti altri esp­onenti dei vari sett­ori. 
E per finire, l’ecce­llenza musicale di Italia Vogna con le note da sogno in chia­ve brasilian jazz ac­compagnate da un ele­gante cocktail a cura de "La spigola del­la Sabina".
L'evento, patrocinato dalle Camere di Co­mmercio Estere Cuba e Repubblica Dominic­ana e dalla Camera Nazionale della Moda Giovani Designer, si è avvalso della col­laborazione dei media partner Fabuk Maga­zine FABEU e Alphi Fashion Magazine, lo staff de "Le Salon de la Mode", il make up artist Mauri Menga e "Studio 11" parr­ucchieri.

 

È giovanissima ma già e una grande artista e ha una voce unica la nuova promessa della lirica Italiana.

Federica Maggì, nata a Palermo nel 1993, si è laureata in canto lirico presso il Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo.

Ha recentemente ricevuto il Premio “Donna Palermo”, premio che celebra le donne che si sono distinte per meriti artistici e culturali dando luce alla città di Palermo. Due Master class con il Dott. A. Gucciardo in “Medicina e voce artistica” e con il Soprano Laura Giordano in “Canto Lirico”.  
Attrice e cantante per diverse rappresentazioni teatrali, quali: "Le canzoni che non finirono di cantare " e "I racconti del vecchio in campagna " regia e testi di Franco Carollo, "Che spettacolo" e “Paradise factor”, regia di Claudia Palazzolo,  "Vento di Sicilia"  e “Il guanto bianco di Cagliostro", quest’ultimo nuovo romanzo della scrittrice Lucia Vincenti con la regia di Paride Benassai. 
Solista per il concerto organizzato in onore di Verdi “VIVA VERDI”, per il concerto “Ricordando Paolo Borsellino”, per la commemorazione di Giovanni Falcone e in occasione della festa della liberazione. Solista per il concerto organizzato in collaborazione con gli "amici della musica" presso il teatro G. Politeama di Palermo. Ospite per il concerto dell’orchestra Stupor Mundi.
Solista per “ La musica LiberaMente”, con la Balarm Sax orchestra, diretta dal M° Giuseppe Palma, in collaborazione con il Ministero della Giustizia, Il Garante per la tutela dei detenuti e il conservatorio di Palermo e solista in occasione della settimana Alfonsiana. Solista durante la “partita della vita”, Stadio Renzo Barbera, organizzato per sostenere i diritti delle persone con lesioni al midollo spinale.

 - Laurea triennale in Canto Lirico presso il conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo; 

- Iscrizione alla sezione E del RUI (Registro Unico Intermediari assicurativi)

- Master class con il Dott. A.Gucciardo in “Medicina e voce artistica”;

- Master class con il Soprano Laura Giordano in “Canto Lirico”

Iscrizione all’ U.T.L.E. per il laboratorio teatrale organizzato e gestito dal regista Franco Carollo

- Intermezzo solistico durate la presentazione del libro “Le donne ebree in Sicilia al tempo della Shoah ” presso Villa Niscemi, interventi del sindaco di Palermo e della dottoressa Lucia Vincenti

- Concerto presso l'oratorio Santa Cita in onore di Verdi : “VIVA VERDI”,

- Lezione Concerto per gli studenti del liceo R. Settimo di Caltanissetta,

- Solista nella chiesa S. Lucia per Preludi musicali

- Attrice e cantante per: "Le canzoni che non finirono di cantare" e "I racconti del vecchio in campagna " nel ruolo di Rita Atria, regia e testi di Franco Carollo, Sala delle lapidi del comune di Palermo, Biblioteca comunale di Palermo, Biblioteca comunale Borsellino, Auditorium della Rai

- Concerto al Teatro-Arena di Cefalù (Pa) come corista.

- Corista nell'opera " L'oca del Cairo" di W.A. Mozart, Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo

- Solista per la serata di beneficenza Onde e Petali di sabbia per il centro Astalli di Palermo, Archivio Storico di Palermo

- Solista presso la chiesa S. Lucia in occasione della "Messa dell'artista".

- Solista in occasione della presentazione del libro "Vento di Sicilia", Sala Scarlatti - Conservatorio V. Bellini di Palermo

- Solista in occasione della giornata della memoria, Auditorium della Rai. 

- Solista per il concerto di musica da camera organizzato dal M°A.Giacchino, chiesa S. Maria degli agonizzanti.

- Solista per il concerto di musica da camera organizzato dal M° A. Giacchino, Sala Scarlatti V. Bellini del conservatorio di Palermo.

Solista per il concerto organizzato in collaborazione con gli "amici della musica", direttore d’orchestra M° G.Palma, teatro G.Politeama di Palermo. 

Presentatrice per il concerto della Balarm Sax orchestra, Campofelice di Roccella, Baglio degli ulivi. 

- Solista in occasione della festa della liberazione, Giardino Inglese di Palermo.

- Solista in occasione della commemorazione di Giovanni Falcone, Teatro Golden di Palermo.

- Solista in occasione della settimana Alfonsiana, Balarm sax orchestra diretta dal M.Giuseppe Palma, sala Scarlatti del conservatorio V.Bellini di Palermo

- Attrice e cantante per la rappresentazione scenica Vento di Sicilia, evento organizzato dall’amministrazione comunale di Ustica, teatro comunale di Ustica.

 - Corista nell’operetta “La principessa della Czarda”, teatro Zappalà di Palermo. 

- Solista per i concerti “Preludi musicali”, chiesa S. Lucia;

- Solista nel concerto “Ricordando Paolo Borsellino”, organizzato dal comune di Ustica, presso teatro comunale di Ustica;

- Concerto La musica dell’anima, Villaggio letterario Punta Spalmatore, Ustica;

- Attrice e cantante per “Paradise factor” regia di Claudia Palazzolo, Teatro Agricantus

- Solista e lettrice di alcuni brani del libro Come il volo di un gabbiano sul femminicidio, Arsenale della Real Marina, Palermo;

Solista per il concerto “ La musica LiberaMente”, con la Balarm Sax orchestra, diretta dal M° Giuseppe Palma, progetto per diffondere la musica nelle carceri Siciliane. In collaborazione con il Ministero della Giustizia, Il Garante per la tutela dei detenuti e il conservatorio di Palermo. 

- Presentatrice per il concerto “La musica Libera Mente”, Balarm Sax orchestra, diretta dal M° Giuseppe Palma, progetto per diffondere la musica nelle carceri Siciliane. In collaborazione con il Ministero della Giustizia, Il Garante per la tutela dei detenuti e il conservatorio di Palermo. 

Fabio Curto ovvero l'Ulisse di Acri o ancor meglio il Bronzo della Sila visto che Odisseo veniva dal mare mentre il musicista in questione proviene dalla montuosa Acheruntia.

L'artista dalla voce "riconoscibile, particolare, personale" per dirla con il coach del team Facchinetti, presenta il nuovo singolo, Via Da Qua (Marasco Comunicazione/Believe Digital) scritto dallo stesso cantautore, prodotto e arrangiato da Simone Bertolotti presso WhiteStudio 2.0, in radio e disponibile dal 14 aprile in digital download e su tutte le piattaforme streaming.

A Fabio Curto, con l'occasione, rivolgiamo alcune domande.

Pensi che sia il pezzo giusto per importi al grande pubblico dopo aver acquisito il titolo di primo della classe anzi del talent che ti ha rivelato?

E' una domanda che ho rivolto a me stesso. E mi son dato una risposta positiva. E' un pezzo che mi rappresenta al meglio. L'ho scelto fra diversi altri in quanto mi raffigura di piu' come musicista. La mia ironia in questo caso la sento piu' diretta. E poi si tratta del primo brano in italiano dopo vari in inglese, anche nel periodo post talent in cui ho fatto forse una trentina di live, vere e proprie sfide, molto significative e formative per me. Col produttore Simone Bertolotti ci abbiamo ragionato su, e ci e' parsa una scelta opportuna, fra l'altro estiva, e sottolineo rappresentativa di cio' che sono oggi.

Il singolo ha sonorita' pop folk, che derivano anche dall'uso di strumenti come bouzouki irlandese e tammorra, che sembrano fatta apposta per far meglio risaltare il timbro della tua voce.

Sono generi che ascolto sin da bambino, e da musicista ho scritto in inglese melodie blues, folk e pop come un fatto spontaneo. Cosa avvenuta anche con Via Da Qua. La scelta degli strumenti per il singolo e' stata la classica ciliegina sulla torta col bouzuki irlandese che ricorda la battente e che con le percussioni della tammorra mi portano dentro boschi, mi fa vedere ruscelli, magari quelli della Sila. Credo nelle influenze celtiche sul mondo popolare musicale mediterraneo. E questi suoni mi fanno sentire a casa. La mia casa dovunque.

Prima dell'edizione che ti ha visto vincitore, la terza di The Voice Of Italy, avevamo visto trionfare Ehaida Dani e Suor Cristina che per motivi diversi non si puo' dire abbiano tratto decisivi vantaggi dalla selezione, oltre alla visibilita'. Ma secondo te, i Talents, oltre a fare curriculum, ed al contratto discografico, che spinta danno nel far decollare un artista?

Di certo fanno vedere quello che un artista puo' dare. Occorre anche esser fortunati, come nel mio caso, che con chitarra e voce ho potuto esprimermi al meglio.

Dopo quella magica edizione del 2015 hai mantenuto rapporti con gli organizzatori del format? E per caso hai conosciuto Tanya Borgese, di Polistena, che ha partecipato alla finale del 2016 di The Voice nel Team della Carra'?

A dire il vero non c'e' stata occasione anche se ho mantenuto rapporti con Roby e Francesco, coi quali ci sono tuttora legami sinceri.

In musica penso che possa valere il detto "dimmi chi interpreti e ti diro' chi sei". Bene, nel tuo repertorio abbiamo visto il Battisti di Emozioni e il Jimmy Fontana di Il mondo, ma anche il Cat Stevens di Father and Son e il Leonard Cohen di Alleluja.

A primo acchitto potrebbe emergere una certa difficolta' a individuarti come artista nazionale o internazionale. Riflettendoci bene, specie dopo aver sentito il nuovo singolo, mi pare che la tua proposta sia il risultato di una sintesi, in un guado mediano fra Jeff Buckley/Springsteen e Ligabue. Insomma un musicista stilisticamente "bilingue" che si e' costruito un proprio linguaggio, fatto di questo mix inter(no)nazionale...

E' che grandi autori come Eddie Vedder e Bruce Springsteen sono stati i primi a trasmettermi qualcosa con il canto. Spesso viene associato il mio timbro vocale a Springsteen ma con lui ho pure altre affinita', la natura dei testi, il richiamo ad alcun valori comuni, la gente comune, agli umili.

Tu canti Via Da Qua, Via dalla citta'. C'e' anche una difesa dell'ambiente? Ti senti insomma un po' ragazzo della via Gluck?

No. Giocavo in mezzo ai vicoli e c'erano poche macchine quindici anni fa ad Acri dove i bambini non giocano piu' a pallone per strada. Ed ho vissuto un mondo che in pochi anni e' cambiato molto. Ma Via Da Qua non e' una condanna delle citta' che offrono comunque occasione di confronto e di arricchimento. E' un invito, una spinta ad andare oltre. Senza eccessi. Vico diceva che l'umanita' arriva a un punto in cui a volte fa un passo troppo lungo e si porta fin troppo avanti. Occorrerebbe maggior saggezza e sapersi fermare al momento giusto.

Questa risposta mi fa pensare all'addio alle scene dei Pooh...

Credo che molti di noi arrivano a un punto in cui si pensa di aver dato abbastanza.

Accettano di ritirarsi dalla scena. Loro col cinquantennale hanno fatto una splendida cosa. Un bel segnale. Quello di fare ancora una festa insieme.

Un po' come col concerto che hai tenuto ad Acri con Roby e Francesco Facchinetti ospiti. Segnalaci un tuo prossimo appuntamento.

Il 23 aprile a Cavallerizzo di Cerzeto . Ma con una band di 6/7 elementi. Per un inizio tour in cui vorrei divertirmi e far divertire. Un po' di sana leggerezza non guasta mai.

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