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Giovedì, 15 Novembre 2018

Valeria Di Pace una donna molto bella, molto simpatica e sorridente, una bravissima attrice teatrale prestata alla tv e al cinema, dall’effusione sentimentale della telenovela alle pellicole cinematografiche impegnate nel sociale, un successo il grande percorso artistico fin ora di questa bellissima attrice. Dopo la soap Cento vetrine e le fiction "Distretto di polizia" e "Squadra mobile", che, tra gli altri, l’hanno vista impersonare ruoli «cattivissimi e senza scrupoli», la talentuosa attrice Sanremese era approdata davanti alla macchina da presa del cortometraggio autorale lanciando campagne di sensibilizzazione su tematiche giovanili, femminili e non solo.. Ci siamo incontrati nel mio ufficio alla stampa estera di Roma per parlare di lei della sua carriera dei suoi progetti ...

Una grande attrice Valeria Di Pace, che oggi vive a San Remo ad Arma di Taggia, ha lavorato , con Giorgio Tirabassi, Daniele Liotti, Antonio Catania.

Ha imparato molto sull'improvvisazione da un grande regista come Pupi Avati, ma ha avuto anche insegnanti del calibro di Angelo Longoni altro regista superbo, GIancarlo Giannini e ha fatto un master con un altro grandissimo come Michele Placido.

Ciao Valeria facciamo una chiacchierata mi parlerai un po di te dei tuoi progetti, ma cominciamo dove eravamo rimasti dal ultima volta :

Infatti mentre stavo parlando con te ho ricevuto la telefonata del regista Franco Salvia di Telenorba, la più grande produzione pugliese per comunicarmi ufficialmente che avrei fatto parte del cast nel ruolo di Monica una delle protagoniste della fiction "Storie di vita - un amore morboso".

Puoi dirmi due parole della fiction ?

Si tratta di un poliziesco girato tra la provincia di Bari e la provincia di Brindisi, tutte città bellissime della meravigliosa Puglia. Abbiamo girato nel mese di giugno. Si tratta di un poliziesco dove si mescolano passioni anche molto forti, amori a volte reali a volte finti oltre ad un amore malato e morboso tanto da scatenare una serie di omicidi. C'è stato sin da subito un buon clima con gli attori e attrici con cui ho interagito e poi quando credevo di aver finito questo lavoro, destino vuole che si è aggiunto un'altra giornata di riprese dove ho conosciuto un nuovo collega, che oltre ad essere un bravissimo attore è anche un talentuoso regista, Daniele Filograna.

Hai fatto un altro lavoro oltre la fiction ?

Guarda girare con lui mi ha arricchito anche fuori dal set perchè lavorare con un attore che senza rendersene conto fa uscir fuori anche la sua essenza di regista mi ha fatto entrare subito nel personaggio e mi ha dato quegli imput per rasserenarmi, trovandomi a girare scene che non fanno parte delle mie corde come è accaduto nella fiction o quando abbiamo girato durante un corto, di cui ti parlerò in seguito, dove si lavorava in tempi strettissimi e sotto un enorme stress. E di questo lo ringrazio. Un artista a 360 gradi. Un altro  ringraziamento va al regista Franco Salvia per avermi dato un ruolo per me ostico e decisamente nuovo.

e poi cosa hai fatto come hai proseguito la vita lavorativa  ?

Arriviamo a settembre dove un attore molto bravo Mirko Bruno ha deciso di dirigere da regista un cortometraggio diverso dagli altri perchè ripreso, invece che da telecamere, da un cellulare come previsto dal nuovissimo Vertical Festival Roma svoltosi a fine settembre. Un'altra esperienza nuovissima in bellissime città della provincia di Brindisi. Un ruolo molto importante il mio, Capitano della guardia di finanza che riesce a sconfiggere politici corrotti. I tempi, per colpa di nessuno, erano strettissimi e quindi ho girato l'intero corto in condizioni di forte stress e nervosismo e ancora una volta Daniele Filograna con cui ho nuovamente interagito è riusciuto a darmi la serenità essenziale per girare e dare una gran bella interpretazione, avendo nuovamente fatto uscire la sua essenza di regista ed aiutarmi solo come un regista sa fare. Il regista Mirko Bruno, che ringrazio, ci ha dato l'opportunità di scrivere i nostri copioni per le scene interpretate insieme. Anche questo per me è stata un'esperienza nuova che mi ha arricchito. Terminato di girare il corto, il giorno dopo sempre in Puglia, ma in altra provincia, avrei dovuto girare una nuova fiction da protagonista, ben 38 scene dalla regia di Franco Salvia. Una fiction molto diversa dalla prima dove si mescolano diversi stati d'animo e introspezioni psicologiche. Per questioni tecniche questa fiction è stata rimandata probabilmente di un paio di mesi. Attendo con impazienza di iniziare questo nuovo lavoro.

Intanto per i nostri lettori mi dici due parole come hai iniziato la tua Carriera artistica Valeria ?

 Ho iniziato per gioco quando la mia agenzia di moda ha portato me e altre modelle a San Giusto Cannavese sui set di Centovetrine soap opera su canale 5 andata in onda per tantissimi anni. Ho lasciato I miei dati senza pensare ad una eventuale chiamata nonostante, per sola passione, avevo fatto per 2 anni un corso di recitazione con Luciano Federico Attore e uno degli autori di Colorado Cafè. E alla fine del biennio ho avuto l'onore di recitare con alcuni dei protagonisti del programna dove ho conosciuto il Grande Abantatuono ideatore di Colorado.  Il giorno dopo sono stata chiamata per una figurazione speciale. E da li sono stata una costante per tutte le feste organizzate dai grandi protagonisti. Sto parlando di Luca Biagini e Alessandro Mario. In pratica per 2 anni ogni settimana ero sul set di Cento vetrine sempre con un piccolo copione nonostante, per sola passione, avessi fatto

 Come ha proseguito la tua carriera ?

 Durante I due anni di cento vetrine ho ricevuto la chiamata dei miei sogni dalla "tao due" per un provino per "distretto di polizia 6" , la fiction che seguivo dalla prima stagione, e ho avuto una parte diretta da Antonello Grimaldi. Ho lavorato con I grandissimi Gianni Ferreri e Daniela Morozzi. Una esperienza splendida

 E in teatro come eri arrivata ?

Dopo 2 anni a San giusto Canavese dove ho fatto tante amicizie in un ambiente bellissimo e familiare sono andata via da "cento vetrine" per dedicarmi al teatro dove sono stata protagonista sempre in Piemonte in uno sguardo dal Ponte di Arthur Miller. La regista Katia Bonifaci figlia del Grande drammaturgo mi ha dato tantissimo...

Il teatro veramente è stata una scuola meravigliosa dove le emozioni si vivono in forma altissima e mi ha insegnato a far uscire le emozioni che mi servono per un determinato ruolo
Ho iniziato a studiare seriamente cinema perchè ormai mi era entrare nelle vene nel cuore nell'anima nella mia vita..

 E i tuoi studi di recitazione ?

 Da Sanremo sono andata a Roma a studiare a Scuola Cinema. Ho superato il provino, un monologo che mi emoziona moltissimo tratto da "le fate ignoranti", per entrare nella scuola. Esaminatore Pino Pellegrino grande casting director e mi sono tuffata in un mondo nuovo travolgente ricco di un turbinio di emozioni, il mio mondo, il mio vero essere che un'educazione militare avuta dalla mia nascita sino all'ingresso di cento vetrine mi ha fatto felice...

Ho fatto la scuola e ho partecipato a numerosi master class.

 Tra I miei insegnanti, tutti grandissimi, cito Pupi Avati Giancarlo Giannini Luca Ward per il doppiaggio Angelo Longoni, Ivano De Matteo, Pier Maria Cecchini, Barbara De Sio, Laura Morante e ai master class cito come insegnanti Michele Placido Alexis Sweet che mi ha diretto in squadra mobile sempre taodue, e molti con Pupi Avati

Come dicevo ho nuovamente lavorato per la taodue diretta da Alexis Sweet. Questa volta mi è era affidato un ruolo da cattiva fidanzata con uno spacciatore interpretato da Federico Tocci. Sul set con me oltre a Federico c'erano Giorgio Tirabassi, Daniele Liotti e Antonio Catania. Ancora una volta ho avuto l'onore di lavorare con grandi attori
Mi fa molto piacere ricordare un cortometraggio diretto dal grande Tonino Zangardi che ci ha lasciati da non molto tempo e che avrebbe ancora dato tanto al cinema italiano. Sono stata tra le protagoniste di un suo corto dove mi sono molto divertita passando dalla femme fatal un pò cattiva al momento in cui cerco di conquistare una donna con tanto di  bacio finto.

 E come è proseguito il tuo lavoro artistico?

Mi fa piacere ricordare un altro cortometraggio girato in 3 province della Campania all'ombra del Vesuvio. Il titolo fa capire la drammaticità della trama Alcol Assassino diretto da Marco Esposito un grande scrittore che trasforma in modo magistrale I suoi libri in film
Ho avuto un ruolo bellissimo all'inizio scherzoso e leggero accanto a un bravissimo Salvatore Gisonna per poi trasformarsi in puro dramma.

 Lo sai l alcool e un problema sempre più comune tra i giovani mi dice Valeria Di Pace  che puntualmente in discoteca ne fanno abuso e troppo spesso, oggi, accade il peggio. Su questa tematica è partito ufficialmente il progetto per la Campagna di Sensibilizzazione contro la guida in stato di ebbrezza 'Alcol Assassino'.

 Non potrò mai dimenticare la scena girata in ospedale alle 4 di notte dove sono esplose da parte mie le emozioni drammatiche più forti con un finale al cardio palma e con tanti ringraziamenti da parte delle forze dell'ordine e tante richieste di partecipazione a numerosi festival

 “Sono stata onorata Giorgio di far parte di un progetto così importante e purtroppo anche così attuale - commenta Valeria Di Pace - e questo fa capire da subito lo spessore del corto e del regista Marco Esposito”.

Stiamo arrivando alla fine della nostra intervista Valeria ringraziandoti vorrei dirti grazie che ogni volta che sei a Roma mi vieni a trovare e chiacchieriamo della Tua carriera, altri progetti per l inverno ?

Tornata in Liguria dalla Puglia mi attende una sorpresa che mai mi sarei aspettata dalla vita.  Importanti progetti francesi con il grandissimo artista Willy Denzey. Ma ad oggi su questa nuova meravigliosa avventura non posso dire altro.  

Aznavour è morto nella notte nella sua casa delle Alpilles, nel sud della Francia, e ora l'intero Paese piange il suo ultimo immenso chansonnier, la cui carriera è stata così lunga da sembrare quasi eterna o immortale. Un record, quello del cantante francese legatissimo alle sue origini armene, che salì per la prima volta su un palco all'età di 9 anni fino all'ultimo concerto, il 19 settembre scorso, a Osaka, In Giappone. Anche se lui avrebbe voluto cantare fino ai 100 anni. Era previsto per il 26 ottobre a Bruxelles il suo prossimo concerto.

Nato a Parigi nel 1924 da immigrati di origine armena, Shahnour Vaghinagh Aznavourian, in arte Charles Aznavour, debuttò a teatro come attore di prosa. Era figlio di sopravvissuti al genocidio armeno, trasferiti in Francia negli anni Trenta. Aznavour oltre ad avere dato lustro alla Francia, incidendo più di 300 milioni di dischi nel mondo, e per il quale è stato insignito della Legion d'Onore, è stato anche un grande benefattore per il popolo armeno che non ha mai smesso di appoggiare, anche a distanza, facendosi spesso interprete del bisogno di riconoscimento della verità sul genocidio armeno, battendosi contro il negazionismo turco. Nella città di Gyumri, in Armenia, quasi ai confini con la Georgia, dove un tremendo terremoto nel 1988 rase al suolo case, scuole, ponti, edifici causando oltre 25 mila morti, c'è una grande statua di pietra grigia che lo ricorda.  

La notizia della sua scomparsa è stata data dal suo addetto stampa. Aznavour aveva 94 anni, ma fino a poco tempo fa continuava a cantare e a fare tournè. L'ultima volta che si è esibito a Roma è stato all'auditorium, l'anno scorso, con un concerto memorabile e pieno di ricordi, salutato da una bandiera armena che qualcuno aveva voluto lasciare sul palcoscenico, accanto al microfono, in segno di omaggio.  

Per gli armeni Aznavour è un padre della patria, non solo per i continui aiuti che ha elargito al paese dei suoi avi, ma per avere diffuso nel mondo la musica e la cultura del Caucaso. Melodie struggenti trasformate e rese più occidentali nelle celebri canzoni dell'artista. La maggior parte parlano d'amore e di come questo sentimento riesca a muovere le corde più profonde dell'anima.  

Aznavour iniziò la sua carriera artistica da ragazzino, già con questo nome d'arte. La sua fortuna si deve a Edith Piaf che nell'immediato dopoguerra lo scoprì e decise di portarlo con sé in tournè all'estero. Pochi anni dopo era già una star. Memorabili i suoi successi a partire da Tu t'laisses aller (1960), il faut savoir (1961), For me formidable (1964) La Boheme (1965), Desormais (1969). In Italia ha partecipato fuori gara a Sanremo, nel 1981 e poi successivamente nel 1989. In quello stesso anno incide Pour Toi Armenie, una canzone per aiutare i bambini armeni colpiti dal terremoto.  

Si esibì alla Carnegie Hall e nei maggiori teatri del mondo, duettando con star internazionali come Nana Mouskouri, Liza Minnelli, Sumiva Moreno, Compay Segundo, Céline Dion e, in Italia, con Mia Martini e Laura Pausini. In Italia per quasi tutte le versioni italiane delle sue canzoni collaborò con il paroliere Giorgio Calabrese. Il suo ultimo concerto nel nostro Paese risale a giugno scorso. All'estero le sue canzoni sono state spesso reinterpretate da numerosi artisti come Elton John, Bob Dylan, Sting, Placido Domingo, Céline Dion, Julio Iglesias, Edith Piaf, Liza Minnelli, Sammy Davis Jr, Ray Charles, Elvis Costello e moltissimi altri. Il suo impegno come cantautore non impedì di battersi da sempre per la causa armena, con un'intensa attività diplomatica che gli è valsa la nomina di Ambasciatore d'Armenia in Svizzera. 

Ha collaborato con Ornella Vanoni, Gino Paoli, Domenico Modugno, Mia Martini, Massimo Ranieri, Franco Battiato, Renato Zero, Gigliola Cinquetti.  Durante la visita di Sanbb Giovanni Paolo II in Armenia, nel settembre 2001, Aznavour volle cantare per lui al memoriale del genocidio, intonando l'Ave Maria di Gounot. Papa Wojtyla si commosse fino alle lacrime e lo ringraziò per avergli ravvivato il ricordo di un milione e mezzo di vittime, sterminate dai turchi agli inizi del secolo.

Disco d'esordio per Pierluigi Grottola, di Catanzaro, in arte Apo, per il momento on line. Se fosse accentato, come in greco antico, apò sarebbe il prefisso che indica lungi, da parte, insomma contiene un'idea di separazione. Ma da cosa, ammesso che sia cosí? Forse dalla falsa espressivitá? Non certo dal passato. Nè dal futuro. Perchè tutto è filtrato dal suo presente. Meglio parlarne direttamente col poeta-musicista o musicista-poeta che dir si voglia per intendere, al di lá del significato dello pseudonimo, quali siano i contenuti dell'album a suo nome e, attraverso questi, della sua proposta artistica. Una proposta per certi versi no-age, senza etá, od anche anti-age, e cioè contro una datazione, un senza-tempo nel tempo, fuori dagli schemi, capace di coniugare menestrellare ed elettronica, barocchismi e progressive, medievalismi e minimalismi alla David Sylvian.
Allora, perchè mai Apo?
Ė un significato che ancora non vorrei rivelare. Ma sul sito si può decodificare.

Un cd di 7 brani, per il momento sul tuo sito, www.apomuzik.com, e un video del brano Stronza. Si tratta del risultato di una ricerca svolta su più fronti...
Per quanto riguarda il video è a fumetti, con didascalie da film muto, ha cambi d'immagine non sul battere, giochi di ritardo sincopati tipo jazz. Immagine e musica vi si rimodellano di continuo. Lo si vede anche dal libretto in cui la grafica si pone al confine con la fotografia.

Ma andiamo al disco, alla tua poetica. Se prendiamo a caso i testi del brano Ti porterò lí mi pare si evidenzi una liricitá che guarda ai sentimenti personali, alle relazioni individuali non avulse dal contesto Quali sono state in proposito le letture che ti hanno influenzato?
Rimbaud, Baudelaire, insomma i poeti maledetti, eppoi Majakovski, Cecco Angiolieri... In realtá sono varie le tematiche che si intrecciano. Ho un'anima politica, e anche in brani come Iridescenze ci sono elementi politici e sociali che comunque emergono in modo più o meno esplicito.
L'ironia e la dissacrazione verso il potere esiste anche nella lotta fra sogno e realtá di una societá che impone dei ruoli precisi. 

A proposito di Iridescenze, il cuore autobiografico del verso, che pare risiedere nel rapporto duale con una donna, i suoi occhi, deve fare i conti con una scelta critica verso la societá contemporanea sí da "sottrarre il viso allo sguardo del mondo" .
Io guardo indietro anche perchè ho un rapporto molto difficile con l'oggi. Il brano in questione è comunque quello in cui la poesia la fa da padrona. La poesia la vedo come Valery, un suono in cerca di senso.

Molto poetica è anche Sotto coperta , densa di immagini di mare, di colori nelle descrizioni e di allusioni e metafore. Io ci vedo l'anticamera del film Moby Dick del '56 visto che tu stesso inviti al gioco di pensare liberamente a un qualcosa di rimando. Ma questa tua prospezione letteraria diciamo vintage riguarda anche la tua musica?
Si. I grandi musicisti, autori e interpreti che ci hanno preceduto cosi come i grandi poeti fanno parte del mio bagaglio espressivo.

E c'è anche un tuo modus molto esteso, oltre che compositivo, nella strumentazione usata per fare musica? Negli arrangiamenti?
Certo. Per esempio in Sotto coperta ci sono piano e strumenti classici ma c'è anche l'intervento di una ciaramella. L'armonizzazione è di taglio jazz, ed utilizzo delle chitarre modificate. Mentre in Kupargeltmatmonitinkentain, che è un gramelot in stile Dario Fo, un finto tedesco, mi ispiro alla cultura ebraica, ma ho pensato all'inizio di Money dei Pink Floyd nel mettere all'inizio suoni reali.

La delicata Amore in fiore è un brano da Stil Novo.
E' una ballata deandreaiana in cui si parla di tre donne, Margherita Rosa e Iris, e di un ragazzo alle prime armi, molto orecchiabile.

Nel brano Stronza ti ispiri a Buscaglione ma soprattutto a Paolo Conte.
Anche Conte ha un lato politico, nella sua ricerca di Altrove, al di lá delle apparenze di modi aristocratici. Rifiuta le convenzioni, il suo amore non è borghese. Il viaggio che lui compie è verso luoghi altri. Il sogno ė per lui anticamera di una diversa realtá che si vuol costruire. 

La fune nel pozzo è un brano per certi versi alchemico.
Si fonda su tre parole-ritornello: Malinconia che è lo stato d'animo saturnino, tipico degli artisti; Follia, per gli altri saresti un farneticante a meno che non coltivi le tue idee per ricavarne un risultato una utilitá come chi ha inventato la penicillina, solo allora la follia diventa un salmo di beatificazione, solo se crei un nuovo standard che la imponga nella normalitá; Allegria, quella che ti libera della feccia, dell'aria pesante che ti circonda, che ti lascia addosso la parte leggera,e ciò avviene mentre più strumenti ruotano attorno producendo suoni sintetizzati. 

I testi hanno una loro autonomia, rispetto alla musica che si caratterizza per un accompagnamento d'impasto coeso, il cui tono è in genere di una classicitá che coesiste e convive con un linguaggio più moderno.
Ritengo che se da una parte i testi debbono avere una propria dignitá, l'arrangiamento deve dall'altra esser in grado di veicolare il significato delle parole, per completarle

Il disco è in copyleft?
Si, con Soundreef, l'ho fatto perchè concede alcune libertá, come citare, prelevare versi liberamente, per una diffusione più libera dei contenuti.

Cosa ti aspetti da questa produzione?
R. Anzitutto attenzione, e poter farne una scelta di vita. Per i live ci vorrá dopo l'estate.

Sulle note di “Senza fine” il 25 luglio alle ore 21:00 a "Lungo il Tevere Roma 2018", nota manifestazione estiva, si aprirà un evento  all’insegna del fashion e dei grandi della moda, con un ricordo per Mara Parmegiani, celebre storica della moda, giornalista e scrittrice ma anche grande collezionista di moda, le cui mostre di abiti d’epoca hanno segnato la storia di tanti musei nel mondo.
Nel corso della serata Carlo Alberto Terranova,  raffinato stilista d'Alta Moda, delfino del Maestro Fausto Sarli, proporrà in esclusiva quattro modelli - capsule della sua nuova collezione ed una video clip delle sue splendide creazioni.
In passerella la testimonial dello stilista, Angela Tuccia, le cui acconciature saranno curate dall’hair-stylist internazionale Carlo Tessier ed Elisa Pepe Sciarria, ex Miss "Una Ragazza per il Cinema" 2015.
La collezione haute couture autunno/inverno 2018/2019 di Carlo Alberto Terranova by Sarli New Land si appropria di forme geometriche, quali onde, losanghe e grafismi. Contrasto ed armonia convivono, offrendo calde atmosfere, effetti grafici, geometrismo ed essenzialità delle forme, che danno vita ad immagini intense.
Tailleurs e mini abiti concorrono a suggerire effetti tridimensionali: ricami e tagli esaltano il movimento nelle mises, che appaiano vibranti.
La sera esordisce con abiti in crepe di lana, le cui geometrie ridisegnano la silhouette in modo sensuale e, al tempo stesso, ricercato.
Per il finale, il defilè si colora assumendo i toni dell’acciaio, con psichedelici ricami all-over di forte impatto visivo, chiudendo di fatto la sessione black’n white in maniera decisa e scintillante.
La sposa è in perfetta linea con la suggestione evocata: un bianco connubio tra sogno e avant-garde, nel solco della sapiente tradizione dell’Alta Sartoria Italiana.
Una collezione che conferma ancora una volta la versatilità artistica di Carlo Alberto Terranova.
La conduzione  della serata sarà affidata  ad Anthony Peth, volto noto di La7, che scandirà i vari momenti della serata, nel corso della quale, fra l'altro, ci saranno alcune interviste ad amici della Parmegiani.
In scaletta la consegna del "Premio Immagine 2018" del “Photofestival attraverso le pieghe del tempo”: una bella scultura del maestro Tonino Santeusanio, che sarà consegnata a Carlo Alberto  Terranova dal Direttore artistico del Photofestival  Lisa Bernardini.
E poiché una delle icone del fashion è Lady Diana, della cui scomparsa è prossima la ricorrenza, la cantante Deborah Xhako, reduce dalla semifinale di The Voice di Rai2, eseguirà “Candle in the wind” ma anche “New Rules” di Dua Lipa.
Sempre in tema di ricordi indelebili, immancabile quello del Maestro Fausto Sarli, di cui Carlo Alberto Terranova è stato stretto collaboratore per tanti anni.
Poi sarà il turno diSteven B., che ha collaborato con Gigi Proietti, Pippo Baudo, Johnny Dorelli, Rita Pavone e che da anni è l’assistente artistico di Loretta Goggi. Steven B. canterà “Put the ball and…run”. Ed ancora Deborah Xhako, che intonerà il suo successo: la cover di “Bambola”, hit di Betta Lemme.
Sono attesi all'evento tanti personaggi del mondo dello spettacolo e della stampa, tra cui l’attrice Cristiana Vaccaro, Adriana Russo, Silvia Califano, figlia del Califfo, Antonella Salvucci e molti altri.

Come ormai molti ormai sanno, a Barletta, nell'area dell'Ex Distilleria, sta per sorgere uno dei progetti di maggior interesse culturale e civile a livello internazionale, ovvero la Cittadella della Musica Concentrazionaria, destinata a custodire e a far rivivere migliaia di pagine musicali scritte dal 1933 al 1953 nei Campi di concentramento, sterminio, prigionia, transito, lavori forzati, di tutto il mondo, da musicisti discriminati, perseguitati, imprigionati, deportati, uccisi o sopravvissuti di qualsiasi estrazione professionale, artistica, sociale, religiosa, nazionale. Anima del progetto è il pianista barlettano Francesco Lotoro che ha trascorso più di due decenni della sua vita in giro per il mondo o a recuperare materiali musicali pronti a prender vita sui leggii di orchestre, ensemble e pianoforti e a ''raccontare'' l'orrore e la speranza vissuti da centinaia di musicisti. Una storia di passione e di impegno che oltre alla notorietà internazionale, è valsa al musicista pugliese il titolo di Cavaliere dell'Ordre des Arts et Lettres, conferitogli dal Ministero della Cultura francese e il ruolo da protagonista del toccante docu-film ''Maestro'' del regista argentino Alexander Valenti tratto dal libro “Le Maestro” del giornalista francese Thomas Saintourens.

A Lotoro si deve anche la fondazione dell'Istituto internazionale di Letteratura Musicale Concentrazionaria, a cui spetta il compito di custodire e valorizzare tutto il materiale raccolto finora oltre che di proseguire la ricerca finalizzata a riportare alla luce melodie create per cantare la vita in quelle fabbriche di sofferenza e di morte che sono stati i campi. E proprio all'iniziativa di questo Istituto si deve la realizzazione, lo scorso 4 e 5 giugno, della due giorni di laboratori e concerti “Bravo! Da capo!” rassegna sostenuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dalla Società Italiana Autori ed Editori (SIAE) nell’ambito dell’iniziativa Sillumina-Copia privata per i giovani, per la cultura. Un'iniziativa che grande seguito ha avuto fra Bari, Barletta e Trani, dove si sono svolti gli eventi alla cui organizzazione hanno collaborato anche l’Unione della Comunità Ebraiche Italiane, Last Musik onlus e la Fondazione S.E.C.A.

I laboratori – tenutisi fra il Convitto Nazionale D. Cirillo e l'Istituto Comprensivo Massari Galilei di Bari e il Polo Museale di Trani – hanno visto coinvolti soprattutto gli studenti delle scuole, ai quali è stata data la possibilità di conoscere una importante pagina di storia ad essi ignota, guidati in questo dallo stesso Francesco Lotoro, oltre che da altri validi esperti come l'architetto e scenografo Nicolangelo Dibitonto, il baritono e attore Angelo De Leonardis e il direttore d'orchestra e compositore Paolo Candido, ai quali nella giornata del 4 giugno si è aggiunto a sorpresa anche il regista Alexander Valenti, che ha raccontato la genesi del suo docu-film ''Maestro'', nato dal folgorante incontro con l'omonimo libro di Saintourens. I laboratori hanno fatto da preziosa introduzione ai  concerti “All'ombra delle tue ali” e “Lunga vita alla vita!” che l'Orchestra del Levante, diretta da Francesco Lotoro e Paolo Candido, ha eseguito nei due istituti di Bari e al Polo Museale di Trani, con applauditissimo gala serale di chiusura lo scorso 5 giugno al Teatro Comunale Curci di Barletta,  serata che ha visto la presenza di un foltissimo pubblico, fra cui diversi rappresentanti delle istituzioni.

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