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Sabato, 16 Dicembre 2017

Sold out e standing ovation per “Vincerò. Luciano Pavarotti: il racconto di una vita straordinaria” al teatro Duni di Matera che, giovedì sera, ha reso omaggio a Big Luciano nel giorno in cui avrebbe festeggiato il suo ottantaduesimo compleanno. Un tassello all’interno di una serie di appuntamenti finalizzati a celebrare il tenore modenese nel decennale della sua scomparsa, tra Modena, Verona, Matera, Djakarta, Oman, Cina e Tunisia.

In mattinata nel complesso rupestre Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci si è svolto un incontro con la stampa alla presenza di Nicoletta Mantovani, alla sua prima volta nella Città dei Sassi. Nell’allungare lo sguardo sul Barisano e sulla murgia, ne è rimasta a dir poco incantata. “Oggi è una giornata veramente speciale. Sono molto felice – ha detto Nicoletta Mantovani - di poter ricordare Luciano in un luogo altrettanto speciale. Lui sarebbe stato felicissimo di essere qui, in quella che è la nostra Capitale della cultura che ci rappresenterà nel mondo. Lui, che ha sempre amato la sua Italia, ne sarebbe fierissimo”. Presenti all’incontro anche il tenore Enzo Di Matteo che ha fornito la sua consulenza alla messa in scena dello spettacolo; l’attore Lino Guanciale che, su testi di Grazia Varasani, ha dato voce al racconto di Luciano Pavarotti a sua figlia Alice. E Patrizia Minardi dirigente dell’ Ufficio Sistemi culturali e turistici della Regione Basilicata che ha sottolineato “l’intenzione di continuare a sostenere i talenti della lirica e avviare un percorso, nell’ambito del Piano regionale dello Spettacolo, in cui la musica lirica possa confezionare un’offerta culturale capace di rispondere alle aspettative della domanda turistica e avvicinare un pubblico sempre più numeroso”.

Il concerto-spettacolo si è avvalso della direzione artistica del maestro Pasquale Menchise impegnato anche nella direzione dei cantanti della Pavarotti Foundation (il soprano lirico-leggero Laura Macrì, il soprano Claudia Sasso, il mezzosoprano Francesca Sartorato, il tenore Ivan Avon Rivas, il tenore Marco Miglietta, il tenore Stefano Tanzillo e il baritono Stefano Marchisio) e dei 35 componenti dell’Orchestra Sinfonica Matera 2019, al suo esordio. “Con questo spettacolo, di cui ho avuto l’onore di fare sia da direzione artistica sia da direttore d’orchestra, sono davvero molto orgoglioso. Anche perché cinque brani in scaletta prevedono miei personali arrangiamenti. Un grande impegno e un grande lavoro. Ma anche una grandissima soddisfazione. E’ un po' come la ciliegina sulla torta per la mia personale attività, ma anche e soprattutto per Matera e per la nostra regione. Un evento del genere non si è mai visto prima in Basilicata. L’auspicio è che, da qui in avanti, si riesca a dare alla musica lirica lo spazio che merita”.

“La donna è mobile”, “Una furtiva lagrima”, le arie “Che gelida manina” e “Si mi chiamano Mimì” e il duetto “O Soave fanciulla”. Da “Voglio vivere così” al repertorio della canzone napoletana d’autore: “Dicitencello vuje”, “Core ingrato”, “O’ sole mio”, “Te voglio bene assai”. E ancora: “Non ti scordar di me” e una suggestiva interpretazione di “Miss Sarajevo” a quattro voci, il brano scritto da Bono degli U2. E ancora: l’allegria incontenibile di “Buongiorno” e il video in cui Luciano interpreta “Nessun dorma” che fa partire la standing ovation tra coriandoli che piovono dall’alto. In chiusura l’attrice materana Anna Rita Del Piano ha chiamato sul palco l’assessore al Turismo del Comune di Matera, Adriana Poli Bortone, e la dirigente dei Sistemi culturali della Regione Basilicata, Patrizia Minardi. E ha chiesto a Nicoletta Mantovani quale sua canzone il Maestro avrebbe dedicato a Matera: la risposta non si fa attendere ed è subito bis per “O’ sole mio” con cui saluta il “ricordo di questa giornata indimenticabile, vissuta – ha detto Mantovani - fin dalle prime ore sotto il bel sole di Matera, nei Sassi. Non ci sarebbe scelta migliore”.

Soprano, contralto, baritono e tenore. Quattro sassofoni, ognuno col suo timbro e colore, compongono Boom Boom Sax Quartet!!!, la formazione ospite sabato sera, 30 settembre (ore 19) al Castello Ursino per il secondo concerto di Classica & Dintorni 2017, il festival internazionale di musica da camera, jazz e contaminazioni promosso dall’associazione culturale Darshan e in programma a Catania dal 29 settembre all’8 ottobre.

Dopo il diploma al Conservatorio di Palermo, i quattro musicisti hanno dato vita a questo insolito quartetto di fiati per diffondere il repertorio cameristico del sassofono, spaziando dalla musica barocca per arrivare al Novecento e alla nascita del jazz. I Boom Boom – che nel 2015 si esibiti sono esibiti a Strasburgo per il XVII World Saxophone Congress - sono Gehanghir Baghchighi (sax soprano), Salvatore Barberi (sax contralto), Giuseppe Mario Caccamisi (sax tenore) e Nicola Mogavero (sax Baritono). In programma musiche di Rossini, Iturralde, Piazzolla Singelée, Vellones.

 Domenica 1 ottobre (sempre al Castello Ursino, con inizio alle ore 19) Classica & Dintorni rende omaggio ai grandi classici della letteratura per strumenti a corda con il duo della violinista tedesca Felizia Bade e della violoncellista catanese Simona Bonanno: insieme proporranno partiture a due voci di Bach, Honegger e Kodaly, mentre nella prima parte del concerto eseguiranno “Heimat Terra”, brano del violoncellista e compositore palermitano Giovanni Sollima. Originaria di Herford, Felizia Bade – che sta concludendo il biennio specialistico all’Accademia Teatro alla Scala di Milano – ha suonato con l’orchestra giovanile della Svizzera e di recente è stata ammessa nel compagine della Gustav Mahler Jugendorchester, fondata da Claudio Abbado in Austria. Catanese, 23 anni, Simona Bonanno ha conseguito nel Conservatorio di Benevento il biennio specialistico ad indirizzo interpreativo-compositivo. Come solista ha vinto numerosi premi nazionali e, nell’autunno scorso, si è esibita in Tunisia su invito del prestigioso Festival Internazionale “Les Jeunes virtuoses à Ennejma Ezzahra” nella sede del centro di Musica Araba e Mediterranea.

 Concluso questo primo weekend di spettacoli, il cartellone di Classica & Dintorni 2017 prosegue al Castello Ursino. Si ricomincia venerdì 6 ottobre (Castello Ursino, ore 19) con la musica contemporanea e le composizioni di Alessandro Nobile (contrabbassista) per il trio Naked Sound Ensemble costituito insieme con Salvo Scucces (vibrafono) e Carmine Ioanna (fisarmonica); sabato 7 ottobre (Castello Ursino, ore 19) musiche di Lelio Giannetto con il suo “Il contrabasso parlante”: musica, voce e racconti immaginari che vedranno Giannetto in trio con Alessandro Librio (violino) ed Eva Geraci (flauto); gran finale domenica 8 ottobre, nella Chiesa di San Nicolò all’Arena, dove alle ore 18 è in programma Saucējas, musiche tradizionali della Lettonia per un concerto vocale e strumentale realizzato in collaborazione con Latvian Academy of Culture.

L’abbiamo vista qualche mese fa, bellissima, in azione nella popolare serie televisiva Squadra Antimafia 8, nel ruolo da coprotagonista dell’agente Sarah servizi Segreti, nell’Era Glaciale 5 e in 007 James Bond: Hong-hu Ada attrice e cantante italo-giapponese con all’attivo ben 18 film e 7 dischi, raggiunge un altro importantissimo traguardo.Canterà in Eurovisione davanti Papa Francesco in Basilica di San Pietro, Vaticano sabato 4 novembre. Attese più di 12 mila persone da tutto il mondo per un evento che si preannuncia grandioso. Alla presenza anche di giornalisti e stampa internazionale, Hong-hu canterà l’Ave maria di Gounod e brani gospel del suo repertorio con uno splendido concerto.  Accompagnata dall’orchestra “Illumin Art” di Tokyo sotto la direzione del maestro giapponese Nishimoto e anche dall’orchestra “Roma Sinfonietta” del grande Ennio Morricone. Soprano lirico già all’età di 9 anni, voce meravigliosa di grande talento, formatasi negli USA, artista a tutto tondo, che suona il pianoforte e il Koto, l’arpa giapponese, e parla 6 lingue, Hong-hu Ada si è esibita nei più importanti concerti delle cattedrali europee e nei più grandi eventi canori e musical. La manifestazione, al centro del “festival internazionale di musica sacra e arte” organizzato dall’ambasciatore di Roma nel mondo e ambasciatore dei “Wiener Philharmoniker” di Vienna: il senatore Hans Albert Courtial, inizierà dopo la Santa Messa celebrata dal Vicario del Papa S. Em Cardinale Angelo Comastri.

Hong-hu conosciuta al pubblico come Hong-hu Ada,  è un’attrice, cantante,  cantautrice italo- giapponese di madrelingua inglese.

E’ un’artista che si è messa in luce nella nuova generazione “teocon”.

 Coprotagonista in Squadra Antimafia 8, canale 5, nel ruolo dell’agente Sarah  dei Servizi Segreti e protagonista dell’Era Glaciale 5 e 4 come doppiatrice e  cantante della colonna sonora, è cresciuta  in America a Miami e in Giappone ad Hiroshima , vive a Londra ed a Roma  in Italia,  recita e canta dall'età di due anni ed a 11 è già soprano lirico. Parla correttamente e correntemente 6 lingue: inglese, italiano, giapponese, francese, spagnolo, portoghese.

Fedele e profondamente legata alle sue origini giapponesi, Hong-hu  ha abbracciato totalmente la cultura nipponica, imparando la filosofia e soprattutto l’arte di quel paese.

Ha scelto di diventare “Geisha”-colei che scrive nel silenzio-.

La geisha è l’artista tradizionale del Giappone, che comincia il suo apprendimento in tenerissima età come Maiko, rispettando severamente i principi dell’equilibrio interiore e della pace che le vengono trasmessi e dedicandosi ad  una delle 7 arti. Hong-hu ha scelto quella della recitazione e della musica.  La composizione dei suoi brani  parte infatti proprio dai principi della geisha e del creato; scrive le sue canzoni traendo la melodia da un profumo o fragranza e dagli elementi primi della Terra quali: il latte, il miele, l’olio,il vino e l’acqua. Elementi offerti dalla natura senza il lavoro della mano dell’uomo. “E’ qui-dice Hong-hu- che si nascondono le melodie musicali più forti, basta solo saperle decodificare, tirarle fuori affinchè il pubblico le possa ascoltare”. Hong-hu  ama isolarsi in luoghi solitari, e percepire il suono dell’acqua e del vento. Suona il “Koto”, l’arpa giapponese e il pianoforte.

La nonna materna , sua prima insegnante di canto, ne scopre le doti musicali e la introduce nel mondo dell’Opera lirica portandola con sé in tournée.

Hong-hu Ada diventa soprano lirico e si esibisce  in grandi concerti presso le più importanti Chiese e Cattedrali d’Europa. Sono anni in cui la giovane artista si forma allo studio dell’opera e del pianoforte e canta da protagonista in varie opere, in particolare nella Butterfly di Puccini, a Londra e in teatri italiani.

Dopo i numerosi concerti , Hong-hu si stabilisce negli USA  -a Miami- per formarsi alla University of  Florida dove studia recitazione e canto presso la sezione  School of Music della stessa Università. In questi anni Hong-hu Ada studia gospel,  soul  e R&B con professori e reverendi afroamericani delle chiese nere spiritual e gospel degli States. Successivamente decide di lasciare il mondo della lirica per dedicarsi interamente al “black gospel”e cominciare a comporre musica e scrivere brani con l’aiuto del reverendo S.Mc Donald, professore di musica e canto per molti artisti internazionali. A Miami è  protagonista  di tre musical,  Like a star,  All the dreams come true e  Dreaming, e del suo primo album gospel e R&B intitolato“Lost”, prodotto dalla stessa università nel 2003. L’anno successivo  è ancora in America e nel 2008 viene pubblicato il singolo “With a fairy tale” composto dalla stessa  Hong-hu  Ada e prodotto da Universo S.p.A e successivamente il singolo “Puppets”.

Dopo la scuola di Miami, l’artista vola a New York dove studia recitazione presso il NYFA, New York Film Academy,ottenendo l’acting degree . Sempre a New York,successivamente frequental’American Academy of Dramatics Arts, ed ottiene il suo secondo acting degree partecipando a stage presso  l’Actor’s Studio . Recita in  inglese a teatro,  in “Romeo and Juliet” interpretando il ruolo della protagonista; e nel “Cherry Orchard” di A. Cechov nel ruolo di Varja.

Ritornata in Italia, il regista americano Abel Ferrara la sceglie per un video clip musicale trasmesso in tutto il mondo dal canale MTV e nel 2005 la scrittura a New York  per il film “Mary”accanto a Juliette Binoche; nel 2006 la vuole di nuovo nel film “Go Go Tales” con MatthewModine

Nel 2008 è diretta da  Pupi Avati ne “Il papà di Giovanna”  e l’anno successivo lo stesso Avati la scrittura per il film  “Il figlio più piccolo”.  

Nel 2010 la regista S. Saraceno la sceglie per lo psico-thriller  “Time Killer”.

Sempre nel 2010 Nanni Moretti la vuole nel ruolo di una suora nel suo  “Habemus Papam”.

Nel 2011 le viene affidato il ruolo da protagonista di una indio comanche,  “Shuna, the Legend”, film western,  che riporta sul grande schermo il genere epico e la ferocia degli spaghetti western cari al Maestro Sergio Leone. La scenografia viene regalata dalla famiglia Leone al regista del film, Emiliano Ferrera, e presa interamente dal film “Il buono, il brutto e il cattivo”. Nel cast  figura un altro grande esponente del cinema internazionale come Enzo G. Castellari ed altri importanti attori come Francesco Cabras e Franco Trevisi.

La 20th Century Fox l’ha voluta nell’ERA GLACIALE 4 - Continenti alla deriva come voce protagonista di un nuovo personaggio: la tigre SHIRA.

Nel film d’animazione è anche cantante-interprete di tutta la colonna sonora con musiche di John Powell, nomination all'Oscar come miglior colonna sonora originale per Dragon Trainer.. Il film è uscito in 900 copie in tutta Italia dal 28 settembre 2012, ed è stata confermata come protagonista anche nell’”Era Glaciale 5-in rotta di collisione” La casa madre americana della 20th Century Fox, per la preparazione del nuovo film  THE WOLVERINE-X-MAN, l’ha chiamata a Los Angeles per provinarla ben 5 volte per il ruolo di protagonista del film al fianco di Hugh Jackman ed inizialmente con la regia di Darren Aronofsky.

Successivamente il grande regista inglese di teatro mondiale, Peter Brook, la chiama a Londra per interpretare,in lingua inglese,  “Cordelia” nel  “Re Lear” di Shakespeare,regia dello stesso Brook, al Covent Garden.

E’ la coprotagonista nel film fantasy “the Key and the Answer” nel ruolo di Taras, regia di Silvio Alfonso Nacucchi dove ha cantato anche la colonna sonora. L’anno seguente il regista francese Francoise Ozon l’ha scritturata per un piccolo ruolo nel suo film “Dans la maison”.

E’ stata scelta dalla casa di produzione Taodue/Mediaset come nuovo personaggio della popolare serie tv “Squadra Antimafia 8” nel ruolo dell’agente Sarah dei Servizi Segreti  e confermata nella serie successiva: Squadra Antimafia 9. Un personaggio forte, dinamico, magnetico, una Lara Croft tutta italiana.

Riconfermata come protagonista dell’”ERA GLACIALE 5 in rotta di collisione” nel ruolo della tigre Shira e interprete di tutta la colonna sonora.

E’ stata scritturata dal regista Sam Mendes per un ruolo, capo di un’organizzazione criminale, in JAMES BOND “SPECTRE” nel 2016. E sempre a Londra a teatro con il nuovo spettacolo di Peter Brook “The tightrope”

Si esibisce  sempre  nella Sala Nervi del Vaticano come solista gospel e come cantautrice  in concerti in Italia, Regno Unito e USA. Suo grande sogno è quello di riuscire  a cantare l'Ave Maria  davanti a Papa Francesco.

In contemporanea all’uscita dell’Era Glaciale 4, il 28 settembre 2012 è uscito il  singolo,ANOTHER WAY,  il sesto disco della sua carriera. Il brano è stato prodotto ed arrangiato dalla 20th Century Fox
Al brano "Another Way" hanno collaborato e partecipato famosi musicisti britannici e internazionali, in particolare Phil Spalding, noto bassista inglese che collabora con star del calibro di Elton John, Robbie Williams, Seal, Kylie Minogue, Mick Jagger e Randy Crawford ed il pianista J. Mc Powell. Il singolo, è riuscito, per tutta la durata dell’Era Glaciale 4 nelle sale cinematografiche,  ad essere in rotazione per 3 mesi  nelle più importanti radio nazionali italiane e del Regno Unito.

Laureata in Scienze Politiche con 110 e lode, e sempre impegnata in progetti ed eventi di beneficenza internazionale,  Hong-hu si dedica in particolare alla difesa dei diritti umani.

Chi temeva e chi, in fondo, sperava che il Roccella Jazz Festival “Rumori Mediterranei”  avesse perso il suo appeal e fosse destinato a morire dovrà ancora attendere un po’. I numeri della 37esima edizione, chiusa lo scorso 24 agosto, infatti, danno conto di un pieno successo della proposta messa in campo dal Comune di Roccella  Ionica con la direzione artistica di Vincenzo Staiano.

A partire ovviamente dai dati SIAE delle presenze totali nelle 6 serate al Teatro al Castello, che hanno fatto registrare un totale di 6.748 spettatori, ai quali si devono aggiungere gli oltre 3.500 spettatori delle 8 serate ad ingresso libero. Più di 10.000 persone, dunque, hanno seguito la manifestazione, con una presenza media al Teatro di 1.131 spettatori. Poco più di 460 gli abbonamenti, segno che la proposta è stata apprezzata nella sua totalità. Come è risaputo, questa è stata la seconda edizione organizzata dal Comune di Roccella Ionica. Rispetto alla edizione 2016 l’incremento delle presenze è stato del +263%, mente le vendite di biglietti e abbonamenti sono aumentate del 250%. L’uso degli ingressi omaggio è stato contenuto nell’ambito delle normali relazioni istituzionali: solo uno spettatore su dieci si è infatti seduto tra gli ospiti. Gli incassi della manifestazione ammontano a quasi 31 mila euro, di cui 19 mila da vendita di biglietti.

Tredici  le serate di concerti durante le quali si sono esibiti 27 gruppi e 121 musicisti, di cui molti stranieri provenienti da: Stati Uniti, Polonia, Mali, Senegal, Tunisia, Inghilterra e Sudafrica. Molte le produzioni originali e le anteprime, tra cui l’ “Original tribute to Rino Gaetano” di Giovanni Tommaso e l’anteprima europea dell’astro nascente del jazz USA Jonathan Finlayson. Grande il successo della sessione dedicata ai “New Talents” allo spazio Colonne e del dvd “Si -Song”, l’omaggio di Claudio Cojaniz a Sisinio Zito, che il Comune di Roccella ha voluto co-produrre assieme a Caligola Records.

Notevole lo sforzo organizzativo: 70 le camere di hotel occupate per un totale di 150 presenze con un pernottamento medio di 2 notti; oltre 100 i transfer dagli aeroporti e dagli hotel verso i luoghi dei concerti.

Imponente il successo mediatico. Le edizioni online di Repubblica, Il Sole 24 ore, Il Giornale,  Il Manifesto hanno dato ampio spazio alla manifestazione. Il Mattino ha dedicato una intera pagina della edizione cartacea ad un’ intervista a Giovanni Tommaso che illustrava il suo progetto originale presentato al Festival. Grande l’attenzione de La Gazzetta del Sud e de Il Quotidiano della Calabria. Il GR2, in una delle edizioni di punta delle 13.30, ha inserito la manifestazione tra i titoli di apertura, dedicando poi un servizio di oltre un minuto. Totale e continuativa la copertura del TGR di Rai3 che ogni sera ha mandato in onda i servizi del corrispondente. Due le serate in diretta video e streaming di Telemia e dirette giornaliere in onda su Radio Roccella. Assoluta e continuativa la presenza sulle testate online locali.

Imponente lo sforzo dei dipendenti comunali, dei collaboratori (in particolare dell’Addetto Stampa Stefania Parrone), dei fornitori e soprattutto dei volontari che hanno lavorato per il Festival. A tutti loro va il nostro sincero ringraziamento per quanto hanno fatto e per la dedizione dimostrata.

A chi dice che con questa edizione il Festival è rinato noi diciamo che il Festival non è mai morto. L’idea rivoluzionaria e visionaria del senatore Sisinio Zito, padre fondatore di Roccella Jazz, sta dando i frutti che solo le idee di successo possono dare. Tali, infatti, sono le idee e le visioni che non muoiono con i loro padri, ma che continuano e crescono nel tempo grazie al loro insegnamento.

I sacrifici di chi ci ha preceduto e di chi ha fatto del nome di Roccella un nome conosciuto in tutto il mondo grazie al Festival Jazz oggi trovano significato compiuto. Questa edizione ci ha detto che Roccella ama il Festival e che il Festival è Roccella.  

Ma sbaglieremmo a considerare questo un punto di arrivo. I numeri della 37esima edizione devono essere, e sono per noi e per Roccella, il gradino sul quale iniziare una scalata che nei prossimi anni, ne siamo certi, farà raggiungere nuove ed esaltanti vette.

Arrivederci, quindi, alla 38° edizione di Roccella Jazz.

 

La Citta' di Pitagora continua a sfornare talenti musicali.

E' il caso di Dario Coriale che figura fra i 20 finalisti del Festival BMA - Bologna Musica D'Autore organizzato da Fonoprint, storico studio di registrazione bolognese, che punta a selezionare giovani cantautori ed a presentarli sulla scena musicale nazionale.

E che si fa strada, anzi Strade, titolo del suo album, nella Bologna Citta' Creativa della Musica Unesco e Citta' di Cantautori.

Proprio cosi'. Sotto le due torri si e' consolidato un luogo privilegiato dove poter pensare produrre scoprire la musica degli autori di domani.

E un pitagorico, amante della conoscenza, con interessi che vanno dal pensiero creativo alla musica, da quelle parti non puo' che insediarsi felicemente, se ha i ...numeri, e scusate il teorema! Prova ne sia il fatto che Coriale si e' classificato nella rosa dei venti (finalisti) da cui usciranno i nomi degli 8 che, al termine delle audizioni, si esibiranno nella finale del 7 ottobre al Teatro II Celebrazioni cittadino.

 BMA appare una sfida autentica, in un paese come l'Italia che non premia sempre i migliori nei vari settori ed attivita'. Quella musicale, cantautorale, non fa eccezione poiche', dopo i mostri sacri delle ultime due generazioni, stentano ad emergere "nuovi mostri". Che pure ci sono! E allora ben vengano queste iniziative.

Ne discutiamo  con Coriale.

D. La gara a cui ti sei sottoposto con coraggio superando la "scrematura" di oltre un centinaio di artisti italiani (144) provenienti anche da altri paesi europei che emozioni ti sta dando?

R. La prima fase e' stata la selezione di brani incisi, inviati su mp3. Penso che la vera emozione la provero' nell'esibizione dal vivo in semifinale.

 

D. Come ti poni di fronte ai cantautori storici come, per restare all'area emiliana, Dalla, Guccini, Ligabue, Zucchero, Bertoli? Eppoi soprattutto De Gregori, da cui riprendi egregiamente La donna cannone...

R. Credo di avere due anime musicali. Nasco come chitarrista elettrico. E suono tuttora. Ma la mia propensione va verso la scrittura dei brani. Vedo ai vertici del cantautorato De Gregori Fossati De Andre', oltre a Rino Gaetano e Paolo Conte. Dalla e' l'emblema della categoria. Ma anche Samuele Bersani che e' bolognese d'adozione. E Pino Daniele per l'innovazione. Tutti un po' mi hanno influenzato e in trio con le nostre cose omaggiamo spesso la musica d' autore italiana.

 

D. Dalla tua terra d'origine, la Calabria, c'e' anche Il parto delle nuvole pesanti, che si e' trapiantato a Bologna...

R. Li conosco bene, a partire dal frontman Salvatore De Siena, arrivato dopo Voltarelli. C'e' un rapporto di amicizia. Una volta vennero a suonare alla presentazione di un mio libro.

 

D. Parlaci del tuo disco Strade.

R. Come stile in qualche modo e' variegato perche' contiene brani scritti anni a Scandale, vicino Crotone, dove ho vissuto con la mia famiglia prima di trasferirmi.

Questi sono radicati alla tradizione del cantautore, con attenzione al testo, evitando in genere il linguaggio del parlato comune. Gli arrangiamenti erano pop rock. Mentre i brani scritti in seguito sono piu intimisti. Le strade a cui faccio riferimento ovviamente sono metaforiche.

 

D. Tu sei a Bologna dal 1999 dove hai conseguito una laurea in DAMS con una tesi sulla storia della chitarra elettrica. Qual'e' il tuo nume?

R. Mark Knopfler. Dio sceso in terra con una chitarra in mano. La mia prima mail era Dire Straits. Poi Gilmour dei Pink Floyd.

 

D. Al tuo attivo hai i racconti di "eroismo quotidiano' del volume Ne' santi ne' eroi (Palomar, Bari, 2008). Insomma il tuo e' un percorso artistico letterario e musicale in tutti i sensi, con diramazioni teatrali, come con lo spettacolo Le strade del ritorno, coautore Simone Arminio.

R. Il libro raccontava storie. Ricordo che in occasione della morte di Falcone,  Borsellino disse che Il giudice suo amico aveva agito secondo la propria coerenza di uomo e magistrato. Anche le persone normali possono essere "eroiche" nel quotidiano. Altro filo logico del volume le fasce d'eta, il feto, il bimbo, adolescente, l'ottantenne, il tramonto della vita, insomma le fasi dell'esistenza di  una persona. Per lo spettacolo ho creato anche le musiche. E' stato molto coinvolgente e divertente.

 

D. Oltre allo Stradario Trio hai anche con i Pig Muff un' esperienza di chitarrista in una tribute band dei Pink Floyd. Ma ricalchi o metti del tuo?

R. Le cose conoscibili si fanno con precisione filologica. Il primo assolo di The Wall, per esempio. Dove e' possibile personalizzo la mia chitarra.

 

D. Essendo da poco scomparso il regista George Romero vorrei chiederti della tua partecipazione fra i nove scrittori di Italian Zombie (80144 Edizioni) selezione di racconti horror e come questo lavoro si riflette nella tua musica.

R. Due mondi contrapposti. La partecipazione a quella raccolta e' stata del tutto  casuale. Ho conosciuto l'editore che mi ha coinvolto nell'operazione. Mi sono documentato per capire il meccanismo. C'e' anche un racconto di Simone ambientato nel crotonese.

 

Il colloquio finisce. Coriale si prepara alla finale. Sara' dura. Ma l'importante e' esserci. Gia' un traguardo, questo. Diceva Pitagora: "l'inizio e' la meta' di ogni cosa".

 

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