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Lunedì, 21 Gennaio 2019

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“Viva Moira !” è il grido che si è levato dal pubblico alla parata finale del nuovo spettacolo del Circo Moira, ora del figlio Stefano Orfei, il più amato dagli italiani,  che sarà a Napoli,  presso il Pareo Park di Licola, fino al 27 gennaio, in un tripudio di bandiere con l’effige dell’indimenticabile Moira. La Sua presenza si avvertiva distintamente in ogni cosa o animale, quasi a proteggere quel circo che, specialmente a Napoli, tanto amava. Il calendario degli eventi è consultabile sul sito di Moira Orfei.

In accordo con la Diocesi di Napoli e provincia, sono state individuate famiglie meno abbienti per le quali diversamente sarebbe risultato proibitivo sostenere l’esborso necessario per poter regalare ai propri figli una serata indimenticabile. Sono stati inoltre invitati 250 bambini figli di militari dell’Esercito impegnati in missioni all’estero. “Dare la possibilità di gioire di un’attrazione meravigliosa come quella del circo a tante famiglie è per noi un’opportunità straordinaria per vivere l’atmosfera del Natale in maniera più autentica e più sentita” ha dichiarato Vincenzo Schiavo amministratore del Pareo Park.

«Il vero senso del Natale lo ritroviamo negli occhi dei bambini, che si illuminano grazie allo spettacolo messo in scena. Non ci sono festività senza Circo!“: queste le parole del Cardinale Crescenzio Sepe allo show inaugurale del nuovo spettacolo del circo di Moira Orfei.

Ma che senso ha ai giorni di oggi uno spettacolo circense per i bambini e i ragazzi abituati alla realtà virtuale dei video-giochi?  Risponde Stefano Orfei: “I bambini si divertono moltissimo, appena varcano l’ingresso del tendone vengono catapultati in un mondo fantastico che è proprio dei loro anni”. Quanto sia vera questa affermazione si scorge dalle minute cose: una piccola spettatrice - e con essa tutti gli altri - è rimasta incantata giocando a ping-pong col il clown con una pallina invisibile! Ci siamo chiesti, dove va la carovana degli artisti dopo le feste di fine anno? “ Giriamo per l’Italia, una volta ci recavamo in tournée nelle capitali europee, ora preferiamo il nostro Paese, dove riscuotiamo tanti consensi” risponde i direttore e patron Stefano. E a chi gli chiedeva se fosse possibile un circo senza animali, subito ha detto: “ Tutto è possibile, ma sarebbe uno spettacolo teatrale, non certo il circo, il cui futuro è questo, lo stesso come lo si conosce da sempre, ma sempre diverso con nuove spettacolari attrazioni”.  Gli animali sono il perno centrale intorno al quale ruota tutto l’esilarante spettacolo, durante la pausa il pubblico è stato invitato a visitare i recinti in cui gli animali alloggiano e si può vedere con i propri occhi che essi sono accuditi con attenzioni riservate ai veri protagonisti e davvero amati da tutti, dal loro ammaestratore ai numerosi inservienti. Un’ Arca di Noè è stata definita dal presentatore: cavalli di varie razze; grandi elefanti; leoni marini (con i quali si fa la fila per una foto-ricordo ); leoni bianchi; una tigre siberiana e una zebra (predatore e preda a dividersi gli applausi); una famiglia di tre non meglio individuati bovini con corna gigantesche; e ancora, struzzi, lama, caprette, cavallini tutti per il giro d’onore e per la gioia dei piccini che vedevano per la prima volta nella loro giovane esistenza la jungla materializzarsi davanti a loro, quasi come fosse uscita dai libri di scuola o di avventura. Moira Orfei è stato il primo Circo Italiano, che festeggia i 250 anni di attività,  a conquistare, nel 1987, un Clown d'Oro al Festival Internazionale di Monte Carlo, con un numero di 12 tigri presentato da Massimiliano Nones seguito poi da tanti altri riconoscimenti. La star della serata è stata il più giovane nipote di Moira, Manfredi Orfei, di dieci anni, che con il numero di cavalli - piccoli e giganti - ha rubato la scena a al padre Stefano, anche egli applauditissimo per il numero con i leoni, la tigre siberiana e i bellissimi cavalli.

Tutto lo spettacolo di circa due ore si avvale della scoppiettante regia di Brigitta Boccoli, moglie di Stefano. Appena terminato un numero già inizia uno nuovo, attirando in modo continuo l’attenzione dei grandi e piccoli spettatori, anche grazie alla felice scelta dei brani musicali moderni e classici. Applaudite le ballerine del corpo di ballo nei loro tanti sgargianti costumi  con piume, lustrini e corolle illuminate, che hanno allietato con il loro fascino. Una sirena, nata da una gigantesca conchiglia fosforescente, si è esibita volteggiando sul pubblico senza la rete di protezione, come anche un giovane trapezista che ha lasciato tutti senza fiato. Si sa che i giovani amano la musica rep, mai si sarebbero aspettati di assistere ad un virtuosismo di un giocoliere che ha suonato una batteria senza mani ma con palline di gomma. E allora “Viva il circo e viva Moira !” che, come ha detto Stefano: ”Si rinnova continuamente nel solco della tradizione”.  Gli artisti infatti provano continuamente nuovi numeri e nuove attrazioni, magari riformando le precedenti, cercando sempre di stupire superando i limiti, di li a poco giudicati impossibili da oltrepassare.

Al circo di Moira Orfei ogni personaggio è un vero e autentico protagonista, che mette in quello che fa un pizzico di sogno e di energia, che ogni giorno riesce a regalare al pubblico.

 Ed è proprio questo il segreto per cui uno spettacolo da millenni attira sempre nuove schiere di spettatori sotto il tendone per applaudire i loro beniamini. Proprio dal mondo del circo ci viene un insegnamento per la vita: non fermarsi davanti alle prime difficoltà ma impegnarsi per raggiungere i traguardi che ci vengono posti dalla vita.

Il mese scorso a Milano, in occasione di una grande serata musicale organizzata dalla JamBurrasca,   ho rivisto il noto cantante e compositore statunitense Ronald Hugo Jones, in arte Ronnie Jones. L'artista sul palco non finisce mai di stupire; la forza della sua voce è incredibile ed  inconfondibile.
Sono proprio le indiscusse capacità e la sua versatilitá interpretativa a fare di lui da decine di anni uno fra i più singolari interpreti della scena musicale europea.
Ronnie, che da tanti anni vive con la famiglia a Milano, è nato a Springfield nel Massachusetts. Terminati gli studi, la sua attività lavorativa presso l'USAF - United Stated Air Force gli consente di girare in ogni parte del mondo e in Inghilterra inizia il suo fortunato percorso musicale. Qui negli anni Sessanta viene  scoperto dal talent scout Alexis Korner, che lo mette in contatto con il manager Ronan O' Rahilly. In quel periodo Alexis, che alterna vari cantanti nella sua band, fra cui Rod Stewart, Long John Baldry, Mick Jagger, che diventerà il leader dei Rolling Stones,  ingaggia anche Ronnie Jones, il quale incide la canzone "The Night Time Is The Right Time" di Ray Charles e "Drifters' Money Honey".
Dopo aver assolto agli obblighi militari negli Stati Uniti, egli torna nel Regno Unito, dove si unisce ad alcune band, che però si sciolgono in tempi brevi. Quindi, incontra Chester Simon, bassista dei Q Set e con Tony O' Malley formano una  band dai ritmi ska e reggae, che prende il nome di un club giamaicano di Paddington, ovvero Q Club. Il gruppo effettua numerosi tour in Francia e in Italia;  ma nel corso della loro permanenza durata tre  mesi, la nostalgia di casa porta la band a sciogliersi.
Tuttavia, Ronnie decide di restare in Italia, dove si reca all'audizione per la parte di Hud nel famoso musical rock "Hair" e la ottiene. Condividerà questa esperienza teatrale con Renato Zero, Teo Teocoli e Loredana Bertè. Nel 1970, con lo stesso cast di "Hair", fa parte dello spettacolo teatrale "Orfeo 9" di Tito Schipa Jr., che nel 1973 diventa un film per la televisione.
Ma, terminati i lavori teatrali, non si presentano  altre grandi opportunità, finchè a metà degli anni Settanta proprio in Italia, che diviene il suo Paese d'adozione, raggiunge la popolaritá e il successo  con "Rock Your Baby", un brano dance che rimane in vetta alle classifiche per diverse settimane. Seguiranno diverse esperienze come D.J. e  conduttore radiofonico di note emittenti con Gianni  Boncompagni e Renzo Arbore.
Tutti lo ricorderanno nel programna di Canale 5 "Pop Corn" accanto al musicista Augusto Martelli e a "Buona domenica" di Maurizio Costanzo nelle veste di DJ showman.
La disco music in quegli anni è ancora molto in voga e Ronnie Jones cavalca l'onda del successo, incidendo quattro album con Jurgen Korduletsch, di cui uno con Claudja Barry, entrando nelle classifiche internazionali. Gli album sono: "Looking For action", "Me And Myself", "Fox On The Run" e "Games" che comprende il brano "Video Games", sigla del programma televisivo "Pop Corn".
Nel 1980 partecipa alla diciassettesima edizione del Festivalbar con la canzone "Let's do it again".
Dagli anni '80 ad oggi è entrato a far parte di tre diverse band ed anche la sua attività di compositore è estremamente fiorente; infatti, ha scritto più di 200 canzoni, fra cui  "Bambino Io Bambino Tu" di Zucchero e "Let's All Dance" per la Band Of Jocks ed altri pezzi utilizzati per le  pubblicità di noti marchi.
La sua attivitá musicale mantiene inalterato un  target di alto livello e nel 2008 realizza il cd "Again",  prodotto da Emilio Foglio e Nicolosi Productions, al quale hanno partecipato artisti di chiara fama  internazionale, come Steve Lukather dei Toto, Bill Evans e Billy Cobham.
Il cantante si esibisce live riscuotendo sempre ampi consensi e tra le sue collaborazioni emergono i "Gospel Times", il coro creato da Joyce E. Yuille. Ha anche realizzato con successo il grandioso  progetto "Ray Charles Memories", in cui interpreta, accompagnato da una grande band di circa venti elementi, più di venti successi del grande artista.
Nel 2011 esce il suo nuovo cd "Bang!" prodotto da Emilio Foglio per Melunera Records ed interpretato  interamente dalla sua band "The Soul Syndicate",  che lo accompagna in tutti i suoi seguitissimi concerti ed intanto escono anche diversi singoli.
Collabora come autore e cantante nel disco di Ivana Spagna "Four", uscito a gennaio 2012.
Sicuramente da ascoltare i cd "The Man" e "My soul" che contengono apprezzabili cover di successi che attraversano oltre mezzo secolo di musica, da "I can't no satisfaction" a "Cocaine", "All night long", "You make me feel" e tanti altri brani ever green di famosi interpreti della musica leggera internazionale. Parliamo di pezzi che  rappresentano il leit motiv per tante generazioni di persone di ogni parte del mondo.
Due interessanti compilation con nuovi arrangiamenti, ricchi di pervasive vibrazioni, che aggiungono singolari atmosfere a questi intramontabili brani, splendidamente interpretati da Ronnie Jones.
La sua voce, in perfetta assonanza ai ritmi rivisitati da nuove sonorità e da piacevoli contaminazioni fra i diversi generi musicali, hanno conferito a questi indimenticabili brani un tocco di originalità,  come solo un vero professionista della voce e del suono può fare, senza peraltro togliere nulla ai brani originali.
I suoi concerti in Italia e all'estero sono  seguitissimi e ciò rappresenta certamente per l'artista il migliore volano per portare avanti ambiziosi progetti per il futuro, sempre all'insegna della buona musica.


Se la moda Made in Italy ha conquistato un dominanza mondiale – realizzando nel 2017 ricavi per oltre 94 miliardi di euro, di cui 61,8 destinati al mercato straniero con una crescita dell’export del 5,2% – il merito è in gran parte degli stilisti. I quali spesso, in modo sistematico o intuitivo, hanno saputo ispirarsi a un immenso patrimonio artistico trasformandolo dall’interno e restituendo, a loro volta, nuove produzioni d’arte. Con Arte in Moda. Giochi d’ispirazione, Stefania Macioce, docente di Storia dell’arte moderna alla Sapienza di Roma, sviscera il paradigma tradizionale dell’arte che influenza la moda, raccontando che cosa accade quando è la moda a diventare arte e l’arte a interessarsi alla moda e alle sue produzioni. Una separazione, quella tra arte e moda, sempre più labile se entrambe, oltre ad essere terreno di creatività sono – suggerisce Macioce –sinonimo di lusso. L’analisi di Stefania Macioce è insieme storica, sociologica e antropologica ed è supportata da un ricchissimo apparato iconografico di ben 120 fotografie a colori e 80 in bianco e nero. Nel volume, rigoroso nell’analisi ma di piacevole lettura anche per un pubblico non esperto, non mancano profili a tuttotondo degli stilisti che con più talento hanno interpretato l’arte nella e della moda: da Ken Scott – artista divenuto stilista – a Coco Chanel, da Balenciaga a Gianni Versace e Roberto Capucci, i cui abiti-scultura sono esposti nei musei più prestigiosi del mondo. E a proposito di musei, è di grande interesse anche la ricostruzione del rapporto moda-arte attraverso i luoghi, come la celebre sfilata di Ferragamo al Louvre nel giugno 2012 e la creazione, nell’ultimo decennio, di numerose fondazioni di moda per l’arte contemporanea, a loro volta occasione di eventi collaterali, quali premiazioni e nascita di spazi alternativi. Macioce dedica inoltre una ricognizione molto accurata agli apparati pubblicitari di cui l’universo della moda si avvale, dalle vetrine alle immagini promozionali, al vastissimo campo delle riviste.

Il libro è stato di recente presentato Galleria Nazionale D’Arte Moderna e Contemporanea, di Roma, con interventi di Roberto Capucci, maestro di moda, Antonio Romano, brand designer, Claudio Strinati, critico d’arte e Santo Versace, imprenditore della moda.

Info:

Stefania Macioce, Arte in Moda. Giochi d’ispirazione. Collaborazione scientifica di Elena Foschi, Logart Press Editore, Roma 2018, 188 pagine a 4 colori, 22x22 cm, €33.

A Roma, lo scorso 6 dicembre 2018 Valentina Ducros ca­ntante, autrice, cor­ista e ballerina, no­nchè figlia d'arte, ha presentato la  sua ultima incisione musicale dal tutolo "Born again", incantando tutti i presenti.
L'Associazione "Occhio dell'Arte", in collaborazione con "Fattore Alfa Srl", è stata lieta di presentare al pubb­lico per la prima vo­lta questo elegante ensamble musicale. 
A firmare le musiche del disco uno dei compositori più colti e raffinati del nos­tro panorama musicale: il M° Franco Micalizzi.
Ha dichiarato entusi­asta Valentina - "Il disco nasce da una idea del M° Franco Micalizzi, con il quale è già in atto una collaborazione sia nei live, che nelle partecipazio­ni vocali ai suoi di­schi. Il noto compositore, da sem­pre prolifico nella  produzione, mi ha proposto di portare a compimento questo album, avendo­ne scritto la parte musicale e mi ha  chiesto di offrire il mio contributo in modo  assolutamente personale. Pertanto, sono stata messa a mio agio verso ogni scelta artistica e ciò mi ha consentito di esprimermi appieno, in totale libertà. Certamente, ho avuto la fortuna di lavorare con una pe­rsona dal brio eccez­ionale; non è facile sta­rgli dietro!"
Il disco ha sonorità originali, che in parte evocano  le ambienta­zioni cinematogr­afiche, tratto distintivo delle opere di Franco Micalizzi.
Le armonie, che potr­ebbero essere ben es­eguite da una sezione di fiati, hanno spinto Valentina a virtuosismi con più voci, ovvero con dei cori, che sono la sua pa­ssione e rivestono un ruolo centrale nella sua carriera.
Il lavoro profuso per la realizzazione di questo brano va al di là delle mode del momento, dando spazio alle personali modalità espressive di chi lo ha creato, frutto del grande am­ore per la musica e delle numerose esperienze musicali.
Ad applaudire un'in­terprete raffinata come la Ducros, che nel corso della serata si è più volte esibita, sono interv­enuti  gli attori Maurizio Ferrini, Imma Piro, Filippo Velardi, e il noto sceneggi­atore, oggi acclamato scrittore, Marco Tullio Barboni.  Dal mondo del dopp­iaggio, immancabile Giovanni Brusatori. In prima fila hanno assistito anche la soprano internazion­ale Yasko Fujii, ed i pianisti Jacopo Carlini e Giorgio Costantini, nonchè il composi­tore Stefano Caprioli.
L'incontro si è concluso con un momento di co­nvivialità, nella splendida locat­ion dell'evento: il Complesso Monumentale di Santa Balbina, spettacolare e nasc­osto tesoro architet­tonico sul colle Aventino.
Altri  invitati pres­enti: l'imprenditore Mauro Boccuccia, il cantautore Amedeo Morrone, il cantante Bruno Corazza, Claudia Cotti Zelati (regista, autrice e già direttrice arti­stica di Castrocaro), il compositore Graziano Piazza, i giornalisti Giuseppe Costigliola e Federica Pansadoro.

Valeria Di Pace una donna molto bella, molto simpatica e sorridente, una bravissima attrice teatrale prestata alla tv e al cinema, dall’effusione sentimentale della telenovela alle pellicole cinematografiche impegnate nel sociale, un successo il grande percorso artistico fin ora di questa bellissima attrice. Dopo la soap Cento vetrine e le fiction "Distretto di polizia" e "Squadra mobile", che, tra gli altri, l’hanno vista impersonare ruoli «cattivissimi e senza scrupoli», la talentuosa attrice Sanremese era approdata davanti alla macchina da presa del cortometraggio autorale lanciando campagne di sensibilizzazione su tematiche giovanili, femminili e non solo.. Ci siamo incontrati nel mio ufficio alla stampa estera di Roma per parlare di lei della sua carriera dei suoi progetti ...

Una grande attrice Valeria Di Pace, che oggi vive a San Remo ad Arma di Taggia, ha lavorato , con Giorgio Tirabassi, Daniele Liotti, Antonio Catania.

Ha imparato molto sull'improvvisazione da un grande regista come Pupi Avati, ma ha avuto anche insegnanti del calibro di Angelo Longoni altro regista superbo, GIancarlo Giannini e ha fatto un master con un altro grandissimo come Michele Placido.

Ciao Valeria facciamo una chiacchierata mi parlerai un po di te dei tuoi progetti, ma cominciamo dove eravamo rimasti dal ultima volta :

Infatti mentre stavo parlando con te ho ricevuto la telefonata del regista Franco Salvia di Telenorba, la più grande produzione pugliese per comunicarmi ufficialmente che avrei fatto parte del cast nel ruolo di Monica una delle protagoniste della fiction "Storie di vita - un amore morboso".

Puoi dirmi due parole della fiction ?

Si tratta di un poliziesco girato tra la provincia di Bari e la provincia di Brindisi, tutte città bellissime della meravigliosa Puglia. Abbiamo girato nel mese di giugno. Si tratta di un poliziesco dove si mescolano passioni anche molto forti, amori a volte reali a volte finti oltre ad un amore malato e morboso tanto da scatenare una serie di omicidi. C'è stato sin da subito un buon clima con gli attori e attrici con cui ho interagito e poi quando credevo di aver finito questo lavoro, destino vuole che si è aggiunto un'altra giornata di riprese dove ho conosciuto un nuovo collega, che oltre ad essere un bravissimo attore è anche un talentuoso regista, Daniele Filograna.

Hai fatto un altro lavoro oltre la fiction ?

Guarda girare con lui mi ha arricchito anche fuori dal set perchè lavorare con un attore che senza rendersene conto fa uscir fuori anche la sua essenza di regista mi ha fatto entrare subito nel personaggio e mi ha dato quegli imput per rasserenarmi, trovandomi a girare scene che non fanno parte delle mie corde come è accaduto nella fiction o quando abbiamo girato durante un corto, di cui ti parlerò in seguito, dove si lavorava in tempi strettissimi e sotto un enorme stress. E di questo lo ringrazio. Un artista a 360 gradi. Un altro  ringraziamento va al regista Franco Salvia per avermi dato un ruolo per me ostico e decisamente nuovo.

e poi cosa hai fatto come hai proseguito la vita lavorativa  ?

Arriviamo a settembre dove un attore molto bravo Mirko Bruno ha deciso di dirigere da regista un cortometraggio diverso dagli altri perchè ripreso, invece che da telecamere, da un cellulare come previsto dal nuovissimo Vertical Festival Roma svoltosi a fine settembre. Un'altra esperienza nuovissima in bellissime città della provincia di Brindisi. Un ruolo molto importante il mio, Capitano della guardia di finanza che riesce a sconfiggere politici corrotti. I tempi, per colpa di nessuno, erano strettissimi e quindi ho girato l'intero corto in condizioni di forte stress e nervosismo e ancora una volta Daniele Filograna con cui ho nuovamente interagito è riusciuto a darmi la serenità essenziale per girare e dare una gran bella interpretazione, avendo nuovamente fatto uscire la sua essenza di regista ed aiutarmi solo come un regista sa fare. Il regista Mirko Bruno, che ringrazio, ci ha dato l'opportunità di scrivere i nostri copioni per le scene interpretate insieme. Anche questo per me è stata un'esperienza nuova che mi ha arricchito. Terminato di girare il corto, il giorno dopo sempre in Puglia, ma in altra provincia, avrei dovuto girare una nuova fiction da protagonista, ben 38 scene dalla regia di Franco Salvia. Una fiction molto diversa dalla prima dove si mescolano diversi stati d'animo e introspezioni psicologiche. Per questioni tecniche questa fiction è stata rimandata probabilmente di un paio di mesi. Attendo con impazienza di iniziare questo nuovo lavoro.

Intanto per i nostri lettori mi dici due parole come hai iniziato la tua Carriera artistica Valeria ?

 Ho iniziato per gioco quando la mia agenzia di moda ha portato me e altre modelle a San Giusto Cannavese sui set di Centovetrine soap opera su canale 5 andata in onda per tantissimi anni. Ho lasciato I miei dati senza pensare ad una eventuale chiamata nonostante, per sola passione, avevo fatto per 2 anni un corso di recitazione con Luciano Federico Attore e uno degli autori di Colorado Cafè. E alla fine del biennio ho avuto l'onore di recitare con alcuni dei protagonisti del programna dove ho conosciuto il Grande Abantatuono ideatore di Colorado.  Il giorno dopo sono stata chiamata per una figurazione speciale. E da li sono stata una costante per tutte le feste organizzate dai grandi protagonisti. Sto parlando di Luca Biagini e Alessandro Mario. In pratica per 2 anni ogni settimana ero sul set di Cento vetrine sempre con un piccolo copione nonostante, per sola passione, avessi fatto

 Come ha proseguito la tua carriera ?

 Durante I due anni di cento vetrine ho ricevuto la chiamata dei miei sogni dalla "tao due" per un provino per "distretto di polizia 6" , la fiction che seguivo dalla prima stagione, e ho avuto una parte diretta da Antonello Grimaldi. Ho lavorato con I grandissimi Gianni Ferreri e Daniela Morozzi. Una esperienza splendida

 E in teatro come eri arrivata ?

Dopo 2 anni a San giusto Canavese dove ho fatto tante amicizie in un ambiente bellissimo e familiare sono andata via da "cento vetrine" per dedicarmi al teatro dove sono stata protagonista sempre in Piemonte in uno sguardo dal Ponte di Arthur Miller. La regista Katia Bonifaci figlia del Grande drammaturgo mi ha dato tantissimo...

Il teatro veramente è stata una scuola meravigliosa dove le emozioni si vivono in forma altissima e mi ha insegnato a far uscire le emozioni che mi servono per un determinato ruolo
Ho iniziato a studiare seriamente cinema perchè ormai mi era entrare nelle vene nel cuore nell'anima nella mia vita..

 E i tuoi studi di recitazione ?

 Da Sanremo sono andata a Roma a studiare a Scuola Cinema. Ho superato il provino, un monologo che mi emoziona moltissimo tratto da "le fate ignoranti", per entrare nella scuola. Esaminatore Pino Pellegrino grande casting director e mi sono tuffata in un mondo nuovo travolgente ricco di un turbinio di emozioni, il mio mondo, il mio vero essere che un'educazione militare avuta dalla mia nascita sino all'ingresso di cento vetrine mi ha fatto felice...

Ho fatto la scuola e ho partecipato a numerosi master class.

 Tra I miei insegnanti, tutti grandissimi, cito Pupi Avati Giancarlo Giannini Luca Ward per il doppiaggio Angelo Longoni, Ivano De Matteo, Pier Maria Cecchini, Barbara De Sio, Laura Morante e ai master class cito come insegnanti Michele Placido Alexis Sweet che mi ha diretto in squadra mobile sempre taodue, e molti con Pupi Avati

Come dicevo ho nuovamente lavorato per la taodue diretta da Alexis Sweet. Questa volta mi è era affidato un ruolo da cattiva fidanzata con uno spacciatore interpretato da Federico Tocci. Sul set con me oltre a Federico c'erano Giorgio Tirabassi, Daniele Liotti e Antonio Catania. Ancora una volta ho avuto l'onore di lavorare con grandi attori
Mi fa molto piacere ricordare un cortometraggio diretto dal grande Tonino Zangardi che ci ha lasciati da non molto tempo e che avrebbe ancora dato tanto al cinema italiano. Sono stata tra le protagoniste di un suo corto dove mi sono molto divertita passando dalla femme fatal un pò cattiva al momento in cui cerco di conquistare una donna con tanto di  bacio finto.

 E come è proseguito il tuo lavoro artistico?

Mi fa piacere ricordare un altro cortometraggio girato in 3 province della Campania all'ombra del Vesuvio. Il titolo fa capire la drammaticità della trama Alcol Assassino diretto da Marco Esposito un grande scrittore che trasforma in modo magistrale I suoi libri in film
Ho avuto un ruolo bellissimo all'inizio scherzoso e leggero accanto a un bravissimo Salvatore Gisonna per poi trasformarsi in puro dramma.

 Lo sai l alcool e un problema sempre più comune tra i giovani mi dice Valeria Di Pace  che puntualmente in discoteca ne fanno abuso e troppo spesso, oggi, accade il peggio. Su questa tematica è partito ufficialmente il progetto per la Campagna di Sensibilizzazione contro la guida in stato di ebbrezza 'Alcol Assassino'.

 Non potrò mai dimenticare la scena girata in ospedale alle 4 di notte dove sono esplose da parte mie le emozioni drammatiche più forti con un finale al cardio palma e con tanti ringraziamenti da parte delle forze dell'ordine e tante richieste di partecipazione a numerosi festival

 “Sono stata onorata Giorgio di far parte di un progetto così importante e purtroppo anche così attuale - commenta Valeria Di Pace - e questo fa capire da subito lo spessore del corto e del regista Marco Esposito”.

Stiamo arrivando alla fine della nostra intervista Valeria ringraziandoti vorrei dirti grazie che ogni volta che sei a Roma mi vieni a trovare e chiacchieriamo della Tua carriera, altri progetti per l inverno ?

Tornata in Liguria dalla Puglia mi attende una sorpresa che mai mi sarei aspettata dalla vita.  Importanti progetti francesi con il grandissimo artista Willy Denzey. Ma ad oggi su questa nuova meravigliosa avventura non posso dire altro.  

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