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Sabato, 21 Ottobre 2017

Domenica 22 ottobre 2017, alle ore 10:30 presso il Palazzetto dell'Arte "Andrea Pazienza" di Foggia, prenderà il via la settima edizione di Buck, il festival della letteratura per ragazzi organizzato dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, Biblioteca "La Magna Capitana" e amministrazione comunale.

A tagliare il nastro della settima edizione "Onda su oda" sarà la guest star Sonia Maria Luce Possentini: la pluripremiata pittrice ed illustratrice inaugurerà la personale intitolata "Storie di mare, sogni e dipinti", mostra che resterà in esposizione fino a domenica 29 ottobre, tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 20. Nel pomeriggio di domenica 22, alle ore 17 al Palazzetto dell'arte, Sonia Possentini proporrà delle letture accompagnate da brani musicali scelti, in un incontro libero ed aperto al pubblico.

Si ricorda che lunedì 23 prenderanno il via i laboratori del festival, mentre martedì 24 in Fondazione Monti Uniti sarà inaugurata la Fiera dell'Editoria del Buck Festival e la mostra degli allievi dell'Accademia delle Belle Arti di Foggia, mentre in sala "Rosa del Vento" appuntamento con la presentazione dei "Freschi di stampa", le novità editoriali del settore presentate al festival in anteprima nazionale.

Chi è Sonia Maria Luce Possentini

E' nata a Canossa (RE), vive a Pigneto sul Secchia (MO). Laureata in Storia dell’Arte e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha frequentato la scuola d’illustrazione di Sarmede con Stepan Zavrel ed il corso d’illustrazione di Kveta Pakovskà dell’Associazione Culturale Teatrio di Venezia. Ha ottenuto borse di studio da Fondazione Magnani Rocca di Mamiano (PR) ed Olands Grafiska Skola.

Pittrice ed illustratrice, ha preso parte a numerose esposizioni personali e collettive, pubblicando albi illustrati, cover e manifesti per Fatatrac, La Margherita Edizioni, Kite Edizioni, Mine-Edition, Grimm Press, Lirabelle, Giunti, Carthusia, Lapis, Castoro, Mondadori, Salani  e Sonzogno e tanti altri.

Ha ricevuto premi e riconoscimenti in Italia e all’estero, tra cui il Silver Award al concorso Illustration Competition West 49, promosso dalla Società Illustratori di Los Angeles. Il suo libro Un bambino (Kite Edizioni, 2011) è stato selezionato da IBBY Italia e candidato a BIB - Biennale di Bratislava. Il suo libro L’alfabeto dei sentimenti edito da Fatatrac 2014 ha vinto il Primo Premio Pippi 2014 e selezionato per il White Ravens ( Germania)  2014. Il suo libro Noi ( 2014) edito da Bacchilega ha vinto il Primo Premio Città di Bitritto 2014 E selezionato da Ibby per Outstanding Books for Young People with Disabilitie 2015, selezione bibliografica internazionale d'eccellenza dedicata ai libri per ragazzi con disabilità.

Nel 2012 è stata testimonial del progetto Città Invisibili nell’ambito della Biennale di Letteratura e Cultura per l’Infanzia promossa dalla Regione Veneto. È docente di Illustrazione presso la Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia e presso l’Università degli Studi di Padova nel Master in illustrazione per l’infanzia ed educazione estetica: per una pedagogia della lettura iconica.

Sonia Maria Luce Possentini ha donato al festival le illustrazioni per realizzare il visual della campagna di promozione 2017.

Una bella esperienza, per imparare a riflettere ed  acquisire un miglior rapporto con l'infinita sfera emozionale che risiede in ognuno di noi.
Questa, in sintesi, la mia felice constatazione dopo aver a lungo conversato con la saggista Gabriella Campioni, ex docente presso la scuola primaria ed attualmente impegnata nel suo ruolo di insegnante, sempre guidata dall'entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco che la caratterizzano, ma in un ambito diverso, quello dell'Università della terza età.
Curiosa, dinamica, riflessiva ed estremamente amorevole nel suo modo di porsi al prossimo, Gabriella è una donna di grande cultura; tutto ciò appare evidente  nelle sue opere editoriali, risultato di lunghe ricerche ed approfondimenti storici. Nell'intervista che ha gentilmente rilasciato al nostro giornale parleremo dei suoi interessanti saggi, ma anche di solidarietà, pensiero propositivo, ricerca personale attraverso la dinamica mentale e così via...

Appena abbiamo in­iziato a parlare ho avvertito la sensazi­one di trovarmi dina­nzi ad un'insegnante, per il suo modo as­solutamente chiaro di esprimere concetti non sempre semplici. Ho ragione?
In effetti è proprio così; ho lungamente insegnato presso la scuola primaria e nel corso di questa esperienza ho organiz­zato svariate manife­stazioni nel paese alle porte di Milano nel quale vivo, tra cui un palio in cost­ume rinascimentale, che per dodici anni ha portato la scuola fu­ori dalle sue mura,  coinvolgendo seicento persone. Tuttora collaboro con la biblioteca ed al­tre realtà locali, con l’intento di sti­molare una cultura, o forse, direi meglio una mentalità, di tipo “cittadinanza at­tiva". Sono convinta che molti problemi possano essere allev­iati, se non risolti, con una maggiore coesione e solidarietà fra la gente, oltre che con un pizzico di inventiva e proat­tività. Credo anche che il cambiamento di cui abbiamo bisogno possa partire solo “dal basso”, dalla gente comune, come noi. Un mi­nuscolo contributo lo sto dando attraver­so una pagina Facebo­ok intitolata “La fo­resta silenziosa”,  in cui cerco di divulgare le iniziative propositive intrapr­ese da singoli o pic­coli gruppi.

Anche oggi contin­ua ad insegnare, ma stavolta a persone adulte. Vorrebbe parl­armene?
Da sei anni tengo un corso intitolato “p­ensiero propositivo e visualizzazione” in una Università del tempo libero di Mil­ano. Il tutto come volontaria. Ho anche conseguito il titolo di counselor,  indirizzandolo verso la visione psicosom­atica. I miei riferimenti sono: osservare le cose da più punti di vista per creare un pensiero proprio e uscire dalle “lament­azioni”, orientandosi, invece, verso una possibile soluzione… anche se, nella fase contingente, non si sa quale po­ssa essere. È una qu­estione di focalizza­zione della mente, av­endo esperienza del fatto che at­tiriamo quello che pensiamo con maggiore intensità.

In un preciso mom­ento della sua vita ha iniziato un perco­rso di ricerca perso­nale. In cosa consis­te?

La mia ricerca perso­nale è iniziata nel 1981, dopo il divorz­io, con la dinamica mentale e la visione psicosomatica e da lì mi si è aper­to un mondo. Mi interessa ed incur­iosisce praticamente tutto. Ho seguito corsi, ma soprattutto ricerco da aut­odidatta in particolare in tre ambiti interconnes­si: il funzionamento della mente, lo svi­luppo delle potenzia­lità umane e il pens­iero “femminile”, fo­ndato sull’immaginaz­ione, l’intuizione, il simbolo, il mito, il senso del sacro.

Oltre l'impegno con l'Università della terza età, lei par­tecipa a conferenze, convegni etc. ed effettua trad­uzioni. Come ha acqu­isito l'ottima padro­nanza della lingua inglese?
In realtà non l’ho mai studiata: ho tras­corso tre anni negli USA seguendo il mio allora marito, un fisico che era stato invitato in centri di ricerca di tre div­ersi stati. Quando ti trovi in un altro Paese, o ti lasci coinvol­gere dalla lingua e dalla cultura, o muo­ri!

Da autentica appa­ssionata di saggisti­ca, ha scritto molti libri di questo gen­ere. Quali esattamen­te?
Già quando insegnavo ho cominciato a scr­ivere e tradurre di saggistica in ambito scolastico. Success­ivamente ho scritto:
“Il tuo medico inter­iore” e “Visualizzaz­ioni di guarigione” (Ed. Xenia), che attualmente non esiste più; successivamente "Il manuale della Dea Guerriera" (Ed. Fabbri).

Il titolo del suo libro evoca un pers­onaggio della mitolo­gia greca, ma ho l'i­mpressione che il suo intento vada oltre la descrizione di una figura femminile, per approdare verso interessanti simbol­ismi. Chi è la "Dea Guerriera"?
La "Dea Guerriera" non è un personaggio mi­tologico, tanto meno in armi, pur prende­ndo spunto dalla Dea Madre delle più ant­iche civiltà. È il nome che ho dato a una forza intrinseca di uo­mini e donne, anche se queste ultime ne sono  privilegi­ate per via della loro con­formazione mentale e per il ruolo che po­ssono ricoprire nel contesto del camb­iamento epocale che stiamo vivendo. Rapp­resenta l’unione di immaginazione (quali­tà “femminile”) e az­ione (qualità “masch­ile”);  la capacità di sentirsi parte del Tutto, di “prendersi amorevolmente cura­”; di impegnarsi in prima persona per ce­rcare soluzioni ai moltissimi nodi che oggi stanno venendo al pettine; di ergersi “per” anziché lott­are “contro”. Soprat­tutto, rappresenta la capacità di rialza­rsi dopo ogni caduta, adattandosi dinamic­amente alle nuove si­tuazioni: è ciò che viene chiamato “resi­lienza”.

Come si compone il suo saggio?

Il libro, teorico-pr­atico, è articolato in tre macro-aree co­ncentriche: il rappo­rto con noi stessi, con chi ci sta accan­to e con il mondo. Per ognuna di esse vengono rapprese­ntate quindici situa­zioni, che prevedono riflessioni, esercizi, rituali.

Oltre a questi?
Per Fabbri ho scritto anche “Reiki”, ma da tempo ho abbandon­ato questa via. Di recente è uscito “Meditare con Maria di Magdala, Donna di luce”, (Ed. Gabrielli). Di questo libro sono curatrice, insieme al teologo Luciano Mazzoni Benoni e alla ricercatrice Silvia De Todaro.

 Quali sono gli obi­ettivi che persegue attraverso la sua op­era letteraria?
Gli obiettivi sono: riscattare questa fi­gura per secoli occu­ltata e vituperata e con lei tutte le do­nne; com-prendere (“­prendere dentro” di sé) la bellezza e la forza del Principio Femminile, anche nel senso di una menta­lità capace di affro­ntare in modo diverso i problemi creati da quella attuale.
Il libro è articolato in ventidue “medit­azioni”  che, parten­do da diversi aspetti di Maria di Magdal­a, invitano all’appr­ofondimento in chiave sia culturale che introspettiva della “questi­one del gender” e non solo.
Con gli stessi amici ho anche partecipato alla stesura de “Il corpo liberato” (Ed. Gabrielli). Qui il focus, ripreso poi in Maria di Magdala, è il superamento di una cultura che vede il corpo come “pec­caminoso”, “idolo” o “merce”, restituend­ogli la sacralità che gli compete.

Mercoledì scorso durante l'udienza generale, il Santo Padre Francesco nella sua catechesi, riferendosi alla festa di San Francesco e al mese di Ottobre dedicato alla Missione, ci ha invitati ad essere annunciatori di speranza e non di sventura. Tra i tanti compiti dei missionari è quello di poter rendere ragione della nostra fede, affrontando serenamente, senza alzare la voce, le critiche che vengono mosse alla Chiesa e ai cristiani.

L'invito ad essere missionari e quindi comunicatori vale per tutti, il papa emerito Benedetto XVI in una omelia in Scozia esortava: “faccio appello in particolare a voi, fedeli laici, affinchè, in conformità con la vostra vocazione e missione battesimale, non solo possiate essere esempio pubblico di fede, ma sappiate anche farvi avvocati nella sfera pubblica della promozione della sapienza e della visione del mondo che derivano dalla fede. Sulla stessa linea anche papa Francesco invita i cattolici ad andare incontro agli altri,“a dialogare anche con chi non la pensa come noi [...] senza paura e senza rinunciare alla nostra appartenenza”. E sempre con la sua chiarezza afferma“un evangelizzatore non dovrebbe avere costantemente la faccia da funerale”.

Esiste un libro di facile lettura, che vuole raggiungere lo scopo di difendere la fede gioiosamente e senza arroganza. Si tratta di “Come difendere la fede (senza alzare la voce)”, autore Austen Ivereigh, giornalista e scrittore inglese, co-fondatore del progetto “Catholic Voices”. Pubblicato da Lindau nel 2014. Il testo è stato curato da Martina Pastorelli, fondatrice di Catholic Voices Italia.

Il testo affronta tutti quei temi “sensibili”, o argomenti “nevralgici”, che solitamente si sentono nei dibatti televisivi o nelle semplici conversazioni. Nei nove capitoli si affronta la questione dell'aborto, l'eutanasia, l'omosessualità, l'Aids, la contraccezione, la procreazione assistita, gli abusi sessuali del clero, il matrimonio, il sacerdozio femminile, la politica dei cattolici. Il testo di Ivereigh rappresenta una specie di “prontuario efficace e comodo per riuscire a spiegarsi senza scontrarsi, difendere senza diffamare, riavviare il dialogo con umanità e buon senso: in ultima analisi per aprire i cuori e ispirare le menti”. Il testo contiene tanti consigli, per rappresentare in maniera rapida ed efficace la posizione cattolica,“un manuale pratico che insegna cosa dire (e come) quando si tratta dispiegare il punto di vista cattolico[...]”. Infatti il libro offre anche un metodo, uno strumento per una moderna apologetica, di come dire le cose,“bisogna essere veloci, convincenti e apparire 'umani', altrimenti si perdono sia l'interesse che la simpatia del prossimo”.

In pratica occorre mettere da parte l'aggressività, che si riformuli la critica e che ci si concentri sulla “intenzione positiva” dell'interlocutore.

Certo non è facile riuscire con serenità a spiegare le posizioni della Chiesa quando hai interlocutori che pregiudizialmente sono convinti che la Chiesa sia un'istituzione dogmatica, autoritaria, antidemocratica, ipocrita, repressiva e, in ultima analisi, disumana. Inoltre non è facile perché“le tematiche sono complesse e i titoli di giornale sono di una superficialità che spesso sfiora il grottesco. Per di più talvolta è dura capire quale sia effettivamente la posizione ufficiale”.

Nel primo capitolo, Ivereigh affronta, La Chiesa e la politica. Perché la Chiesa si intromette nella vita politica? Perché cerca di influenzare il voto cattolico? Che diritto ha di interferire nella legislazione degli Stati laici? Sono le solite domande poste dai vari interlocutori. Si può trovare nelle critiche alla Chiesa qualche  intenzione positiva come quella che a volte è guidata dal proprio tornaconto o da interessi di bottega e non dal bene comune. Perché la Chiesa per annunciare Dio, non dovrebbe ricorrere ai “mezzi di questo mondo”.“E' vero la Chiesa non è società per azioni. Ma non è nemmeno una struttura eterea, che fluttua sopra la terra. E' un'istituzione che è parte integrante del mondo e che cerca di plasmarlo avendo come riferimento un orizzonte trascendente”.

Tra le tante critiche rivolte alla Chiesa c'è quella di essere sostanzialmente una “istituzione di destra, che cerca di imporre le proprie idee obsolete agli Stati laici e a coloro che non aderiscono al cristianesimo”. La nostra risposta invece è che la Chiesa interviene, ogni volta che vengono negati i diritti e le libertà fondamentali della persona, e soprattutto quando si tratta di parlare a nome di chi non ha voce, sia del bambino ancora non nato, che dei cristiani perseguitati nel mondo. Tuttavia,“La Chiesa non è né di destra né di sinistra e non supporta nessuna fazione politica particolare, ma si batte per difendere il bene comune e i valori del Vangelo”. Inoltre, “sostiene la distinzione tra sfera politica e religiosa, appoggia quella che definisce 'secolarità positiva' e condanna da un lato il fondamentalismo religioso, dall'altro il secolarismo aggressivo che cerca di bandire la religione dalla vita pubblica”. Infine gli unici riferimenti politici della Chiesa sono quelli della Dottrina Sociale, che si adopera per il bene comune, la giustizia sociale e le autentiche libertà individuali e sociali.

Nei “messaggi chiave”, il libro ribadisce che la Chiesa interessandosi delle elezioni, “non vuole persuadere i cattolici a votare per qualcuno in particolare, ma vuole semplicemente ricordare loro i temi cui un cattolico dovrebbe fare riferimento, affinché ne chiedano conto ai candidati”.

Sull'omosessualità e contraccezione, anche qui, si constatano sempre le stesse domande: “Perché la Chiesa approva la pianificazione familiare ma non la contraccezione? E poi, “Se gli stessi cattolici usano metodi contraccettivi, ignorando l'insegnamento della Chiesa, perché dovrebbero stare ad ascoltarla tutti gli altri? Se Dio ha creato gli omosessuali perché mai non dovrebbe volere che abbiano delle relazioni di natura sessuale? Sono temi delicati, ammette l'autore del libro. “Di questi tempi sostenere che il sesso abbia uno scopo e un significato vuol dire andare controcorrente: è infatti opinione comune che, se consensuale, il sesso è sempre legittimo”.

Comunque sia tra le intenzioni positive che stanno dietro alle critiche mosse alla Chiesa in questa materia,“risiede nella preoccupazione per la felicità, il benessere e la dignità delle persone, e nella volontà di evitare atteggiamenti di disapprovazione e condanna”.

Il libro approfondisce l'argomento appoggiandosi ai testi del Magistero della Chiesa, in particolare all'Humanae Vitae di Paolo VI e poi ai testi del Concilio Vaticano II. Per quanto riguarda l'omosessualità, la Chiesa condanna qualsiasi discriminazione nei confronti delle persone omosessuali, ma nel contempo difende l'unicità del matrimonio.

Per quanto riguarda gli omosessuali, la Chiesa li accoglie:“tra di loro ci sono molti cattolici, anche praticanti, che vivono una vita improntata alla castità e alla fedeltà. La Chiesa condanna fermamente gli atti discriminatori e i pregiudizi nei loro confronti: la sua dottrina non dice affatto che gli omosessuali sono disordinati, ma sostiene che il sesso è 'ordinato' al rafforzamento del legame matrimoniale tra un uomo e una donna e alla procreazione, ed è per questo che le persone omosessuali – come del resto tutte quelle non sposate – sono chiamate alla castità, in quanto forma migliore di amore disinteressato”.

Infine i cattolici non sono contro i diritti degli omosessuali “ma sono contrari alle iniziative politiche che, ponendo esattamente sullo stesso piano ogni orientamento sessuale, non considerano gli altri interessi in gioco (in primis quelli dei bambini)”.

Al III° capitolo si cerca di proteggere il matrimonio, una istituzione sociale che viene prima dello Stato e della Chiesa. E qui si pongono le domande sfida a favore del matrimonio omosessuale. E' interesse della società e dello Stato difendere il matrimonio monogamico, tra un uomo e una donna, che il maggior numero dei bambini cresca con i propri genitori. Numerose ricerche dimostrano che i figli nati all'interno di un matrimonio coniugale, con un basso tasso di conflittualità,“corrono meno rischi di essere vittime di abusi fisici e sessuali, di soffrire di malattie mentali o di vivere in stato di indigenza; e anche meno probabile che, da adulti, facciano uso di droghe, commettano crimini, vengano penalizzati sul posto di lavoro o finiscano per divorziarsi”. Dev'essere chiaro che la Chiesa non vuole affatto imporre una concezione teologica del matrimonio, tanto è vero che ha sempre rispettato il matrimonio civile. Ma non può restare in silenzio quando osserva che l'interesse dei bambini e il bene comune della società vengono messi da parte con il falso pretesto di evitare le discriminazioni”.

Nel IV° capitolo su uguaglianza e libertà religiosa, Ivereigh tra le tente questioni, prende in esame la legge anti-omofobia e l'ideologia di genere; la legge prevede forti sanzioni penali di tipo detentivo e accessorio a chi diffonde, incita a commettere, o commette atti di discriminazione per motivi fondati sull'omofobia e la transfobia. Inoltre vieta ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'istigazione alla discriminazione o alla violenza per motivi fondati sull'omofobia e sulla transfobia. Certo qualsiasi violenza fisica o verbale nei confronti di chiunque è sempre esecrabile e va condannata esemplarmente, ma si sottolinea che non c'era nessuna necessità fare una nuova legge per combattere l'omofobia. Probabilmente si è voluto dare una valenza ideologica e simbolica che deve portare al matrimonio e all'adozione gay e infine con la legge si pretende di “rieducare” il popolo italiano, perché accetti un altro modo di vivere la sessualità.

Forse ancora non si ha la percezione della gravità della legge. Chiunque affermasse che il bambino per crescere ha bisogno di un papà e di una mamma, potrebbe essere accusato, denunciato, e quindi condannato per omofobia. Inoltre scrive Ivereigh “l'indeterminatezza dei termini 'omofobia' e 'transfobia' (non previsti dal nostro ordinamento giuridico) lascerebbero alla sensibilità del giudice la facoltà di distinguere tra un episodio discriminazione vero e proprio e l'espressione di una semplice opinione, riconducibile al pluralismo delle idee. Pertanto Ivereigh si chiede che cosa succede a una associazione, o a un singolo che decidesse di difendere pubblicamente le idee della sua associazione, che considera l'omosessualità un disordine e ritiene inaccettabile il matrimonio omosessuale. Come minimo verrebbe iscritto nel registro degli indagati.“Ci sono lobby che su questi temi vogliono lasciar parlare solo chi dà loro ragione, silenziando gli altri con metodi da regime totalitario”, ha scritto il sociologo Massimo Introvigne. Pertanto la doverosa condanna di chi aggredisce o insulta, come è capitato in questi giorni con il regista Riso, delle persone omosessuali, non può portare a tappare la bocca, accusandolo di omofobia, a chiunque, sulla base delle sue convinzioni religiose o filosofiche, senza insultare le persone omosessuali e anzi professando nei loro confronti rispetto e accoglienza, esprima però l'opinione che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati e in nessun caso possono essere approvati.

A questo punto il testo spiega l'ideologia di genere, che sta alla base di questa legge. Una ideologia che mette in discussione la natura umana, cancellando i sessi, che diventano scelte individuali e soggettive. “Una volta negato il sesso biologico, l'uomo può scegliere il sesso culturale e ha il diritto naturale di cambiare le scelte entro i cinque sessi, quello gay, lesbico, bisessuale, transessuale ed eterosessuale (sintetizzati nell'acronimo LGBT)”. Come si può constatare si tratta di una vera e propria rivoluzione antropologica, con nefaste conseguenze nella sfera familiare, politico-legislativa, l'insegnamento, la comunicazione.

Nel V° capitolo, l'eutanasia e suicidio assistito, altro tema caldo, molto dibattuto. Le domande-sfida sono sempre le stesse: “Perché la Chiesa si oppone al diritto dell'individuo di scegliere il momento di morire?”. Oppure: “Che diritto ha la Chiesa di dire ai non credenti come morire?”. Partendo dal significato della sofferenza, Ivereigh spiega perché la Chiesa si oppone all'eutanasia e al suicido assistito.

Al VI° capitolo si affronta il delicato tema degli abusi sessuali del clero. Ivereigh come del resto altri studiosi cattolici, non fa sconti alla Chiesa. Effettivamente qui le buone intenzioni positive ci sono tutte: al primo posto, la protezione dei bambini dagli abusi, anche se poi certo giornalismo deforma i fatti, puntando il dito soltanto sulla Chiesa e non su altre istituzioni, dove effettivamente gli abusi sono troppi. Il libro fa riferimento a rigorose ricerche, come quelle del John Jay College, e soprattutto al grande impegno della Chiesa stessa per debellare questa piaga a cominciare da Papa Ratzinger. Ci sono troppi pregiudizi diffusi ad arte nella società, da un incalzante giornalismo, “secondo il quale il celibato sarebbe 'innaturale', portando implicitamente a concludere che i preti celibi abbiano bisogno di una 'valvola di sfogo'”. Eppure la stragrande maggioranza degli abusi sui minori viene fatta da persone sposate. Su questo tema c'è un accanimento mediatico nei confronti della Chiesa cattolica.

Naturalmente non possiamo mettere in evidenza tutti gli altri temi, interessante quello su cattolici e l'Aids, mi permetto di segnalarvelo, qui si vede il grande lavoro di prevenzione che stanno facendo tanti uomini di Chiesa, volontari in Africa per vincere questa epidemia. In tanti Paesi sono riusciti a ridurre drasticamente la malattia, senza bisogno a tecniche artificiali come il profilattico. I comportamenti improntati alla castità e alla fedeltà hanno portato a una notevole riduzione del tasso di contagio.

Infine il capitolo sulle donne e la Chiesa. Anche qui le questioni da chiarire sono tente. Il testo merita di essere letto e studiato, da tutti quelli che si sentono apostoli della carità, quella intende operare nella cultura, di consigliare i tanti dubbiosi.

 

 

Nasce nel cuore di Roma una nuova realtà, fatta di sinergia, condivisione e dialogo tra gli operatori culturali e le comunità straniere: il Roma Intercultural Festival.
Dal 5 al 12 ottobre, una vera e propria festa dei popoli animerà gli spazi della Città dell'Altra Economia, modello di multiculturalità, integrazione e stili di vita alternativi.
All'interno della kermesse sarà presentato il romanzo “Il vino e le rose” dell’attrice Claudia Conte, l’autrice più giovane ad aver presentato un’opera al Salone Internazionale del libro di Torino. 

Claudia Conte nasce a Cassino nel 1992 e una giovanissima attrice presentatrice e scrittrice e propone un saggio, travestito da romanzo, che indaga a fondo l’essenza dell’esistenza, trascorsa nel costante tentativo di sconfiggere il degrado psicologico che vive l’essere umano nell’epoca postmoderna. Il romanzo “Il vino e le rose” è pubblicato da Armando Curcio Editore.
L'evento avrà luogo Domenica 8 ottobre alle 18.30 al Caffè Boario della Città dell'Altra Economia.

Durante la presentazione, curata da Massimo Gazzè, interverranno attori amici della Conte per leggere dei passi del romanzo Il Vino e le Rose della giovane scrittrice e attrice Claudia Conte che e a mio avviso e l'eterna sfida tra il bene e il male”. La quale si adopera e s’impegna attivamente in tematiche sociali e di spessore. Le stesse tematiche vengono ad esser esaminate nella trama della suo ultimo testo, nella quale si delinea una costante ricerca dell’insoluto, di una sobria alternativa al decadentismo psicologico che afflige i personaggi, e li spinge ad essere tanto odierni, tanto inquieti, tanto umani quanto i sentimenti che gli esplodono nell’inconscio. 

Questo saggio, travestito da romanzo, propone questi e molti altri quesiti, tentando anche di fornire delle risposte, frutto proprio di meditazioni, di letture di testi laici ed ecclesiali e soprattutto di chiacchierate con esperti di teologia, sociologi e psicologi. Alle riflessioni si intrecciano le storie di tre donne moderne, tre amiche che, in costante ricerca del proprio equilibrio, si confrontano e crescono insieme. Particolare attenzione sarà rivolta ai momenti più salienti delle loro vite,  dall'infanzia fino all’età della maturità, trascorse in un turbinio di sentimenti opposti tra loro, senza soluzione di continuità, che vanno dagli estremi della gioia e della disperazione, passando per la malinconia e la serenità. I personaggi della storia narrata, attraverso i loro dialoghi, hanno espresso varie opinioni, punti di vista su come tentare di vincere i mostri del degrado psicologico che regna nell’uomo nell’epoca postmoderna. 

Consolidando l’esistenza del vero, e del risolto.Il nostro tempo è caratterizzato dall’apatia, dalla disgregazione sociale, da una sorta di individualismo autistico, che determina enormi difficoltà, se non un vero e proprio senso di disagio, nelle relazioni tra noi esseri umani. Ci muoviamo nel nostro piccolo giardino, che a noi sembra invece necessario e sufficiente per contenere il nostro ego. Basta avere gli occhi fissi al nostro smartphone e il gioco è fatto: l’automa che è in noi ha il suo bel campo d’azione e non ha bisogno di altro, tantomeno di soffermarsi a guardare in profondità ciò che vive intorno e dentro di sè, i moti della sua anima. 

Non cediamo spesso al dolce abbandono alla riflessione e scegliamo di scacciare la solitudine, connaturata al nostro io, dedicandoci agli aspetti materiali della vita, quelli che ci appaiono più imminenti, trascurando la nostra essenza di pensatori. In realtà bisogno innato dell’essere umano è quello di porsi domande, e più importanti ed essenziali sono tali domande, più significativa diventa la sua esistenza e la sua presenza su questa terra. Qual è il senso della vita? In essa prevale il bene o il male? Siamo ineluttabilmente segnati dal’ inquietudine e dal vuoto esistenziale, o possiamo essere felici?

 

 

 

 

 

 

 

Lunedì 25 settembre 2017, alle ore 11 presso la sala "Rosa del Vento" in via Arpi 152, è stata presentata la VII edizione di Buck, il Festival della Letteratura per Ragazzi di Foggia, la kermesse che riunisce nel capoluogo dauno i più importanti autori ed illustratori del panorama nazionale dedicato ai più giovani, organizzata annualmente da Fondazione dei Monti Uniti, Biblioteca "Magna Capitana" e Comune di Foggia.

Alla presentazione del festival, che quest'anno si terrà dal 22 al 29 ottobre 2017, sono intervenuti il presidente della Fondazione, Aldo Ligustro, l'Assessore alla Cultura Anna Paola Giuliani, l'Assessore alla Pubblica Istruzione Claudia Lioia e la direttrice artistica della manifestazione Milena Tancredi.

"Nelle ultime settimane - ha dichiarato il presidente Ligustro in apertura - abbiamo presentato tre delle più importanti manifestazioni organizzate dalla Fondazione, il Foggia Teatro Festival, il Foggia Festival Sport Story ed oggi Buck, segnale inequivocabile di un impegno che portiamo avanti senza sosta. Cambiano le amministrazioni comunali, passano i presidenti, rimane la responsabilità di portare avanti  progetti in favore del territorio. Come l'invito alla lettura rappresentato da Buck, otto giorni di attività creative, di incontri e divertimento che gireranno tutti intorno a questo tema delicato e per noi decisivo, la lettura. Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno collaborato alla realizzazione di questa splendida settima edizione, organizzatori, partner e sponsor: queste persone - ha dichiarato i presidente in conclusione - con il loro impegno straordinario, restituiscono un'immagine vincente e credibile del nostro territorio".

Dopo i saluti istituzionali degli Assessori comunali alla Cultura ed alla Pubblica Istruzione, Anna Paola Giuliani e Claudia Lioia, la direttrice artistica del festival, Milena Tancredi, ha illustrato ai giornalisti intervenuti le principali novità di Buck 2017, a partire dall'adesione alla rete dei Superfestival: "Da maggio scorso il festival è entrato a far parte della rete dei Superfestival promossa nell'ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino, dove ogni anno sarà messo a disposizione uno spazio per presentare in anteprima le circa 80 rassegne nazionali che hanno aderito al progetto. E poi Buck è diventato internazionale: il Consolato Generale d'Italia a Gerusalemme ha chiesto al festival di sostenere e gemellarsi con il Festival di arti per bambini della Città Vecchia di Gerusalemme". Poi la direttrice artistica ha illustrato nel dettaglio il programma della settima edizione: "Avremo come sempre moltissimi appuntamenti, una marea è il caso di dire, per un'edizione speciale dedicata al mare ed intitolata "Onda su onda". Avremo tantissimi autori ed illustratori e come guest star la grande Sonia Possentini. Non mancheranno gli spettacoli teatrali e le letture, così come non mancheranno le richiestissime notti in sacco a pelo. Infine il nuovo concorso letterario collegato al festival, "A spasso con Andersen", realizzato grazie alla collaborazione della rivista Andersen, la più importante del settore. Tutto questo - ha poi concluso Milena Tancredi - è stato realizzato grazie al lavoro dei partner del festival, dei nostri sponsor che continuano a seguirci da molti anni, e dei tanti volontari che rendono possibile questo miracolo chiamato Buck".

 

"Onda su onda", il festival ci porterà…

Più di 130 appuntamenti in programma tra laboratori creativi e spettacoli dal vivo, e poi mostre di illustrazioni, visite guidate, letture animate, fiera dell'editoria e concorso letterario. E' la otto giorni di Buck che si terrà nel capoluogo dauno dal 22 al 29 ottobre 2017.

La settima edizione sarà dedicata al mare: "Onda su onda" racconteremo il mare come luogo e come simbolo, dal viaggio all'approdo, dalla descoverda alle tematiche ecologiche. Come sempre il tema sarà declinato alla maniera di Buck, cioè attraverso una serie innumerevole di appuntamenti per prendere confidenza con l'espressività grafica e tipografica e per far fiorire sulla pagina le storie e le illustrazioni degli autori preferiti, i migliori della letteratura per l’infanzia e per ragazzi, che si terranno nelle ormai consolidate e prestigiose location cittadine.

Buck infatti non si esaurisce con le attività creative e con l'invito alla lettura: obiettivo della manifestazione è anche quello di valorizzare i centri culturali e di socializzazione della città e di riavvicinarli ai cittadini coinvolgendo le famiglie, le scuole, l’associazionismo e tutta la comunità che attende con gioia il festival ogni anno.

 

Diamo i numeri

107 laboratori, 11 spettacoli teatrali, 12 incontri con l'autore, 2 concerti, 2 notti in sacco a pelo;

35  case editrici presenti alla Fiera dell'Editoria per ragazzi;

100 volontari: studenti Università di Foggia, studenti dei Licei Linguistico, Psicopedagogico e Artistico di Foggia, insegnanti della Rete Penelope e di altre scuole, operatori.

17  location differenti sparse sul territorio.

Partecipazione prevista: 15.000 bambini e bambine e 2.500 operatori provenienti da tutta Italia.

 

I protagonisti dell'edizione 2017

L'illustratrice ospite d'onore di Buck VII:

Sonia Maria Luce POSSENTINI

E' nata a Canossa (RE), vive a Pigneto sul Secchia (MO). Laureata in Storia dell’Arte e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha frequentato la scuola d’illustrazione di Sarmede con Stepan Zavrel ed il corso d’illustrazione di Kveta Pakovskà dell’Associazione Culturale Teatrio di Venezia. Pittrice ed illustratrice, ha preso parte a numerose esposizioni personali e collettive, pubblicando albi illustrati, cover e manifesti per Fatatrac, La Margherita Edizioni, Kite Edizioni, Mine-Edition, Grimm Press, Lirabelle, Giunti, Carthusia, Lapis, Castoro, Mondadori, Salani  e Sonzogno e tanti altri.

Ha ricevuto premi e riconoscimenti in Italia e all’estero, tra cui il Silver Award al concorso Illustration Competition West 49, promosso dalla Società Illustratori di Los Angeles. Il suo libro Un bambino (Kite Edizioni, 2011) è stato selezionato da IBBY Italia e candidato a BIB - Biennale di Bratislava. Il suo libro L’alfabeto dei sentimenti edito da Fatatrac 2014 ha vinto il Primo Premio Pippi 2014 e selezionato per il White Ravens ( Germania)  2014. Il suo libro Noi ( 2014) edito da Bacchilega ha vinto il Primo Premio Città di Bitritto 2014 E selezionato da Ibby per Outstanding Books for Young People with Disabilitie 2015, selezione bibliografica internazionale d'eccellenza dedicata ai libri per ragazzi con disabilità.

È docente di Illustrazione presso la Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia e presso l’Università degli Studi di Padova nel Master in illustrazione per l’infanzia ed educazione estetica: per una pedagogia della lettura iconica. Nel 2015 ha vinto il Premio Rodari con il libro poesie di luce della Motta Junior e nel 2016 il premio di illustrazione per la letteratura ragazzi di Cento (FE) , con il libro Noi. Nel 2016 è testimonial come illustratore del Baccanale di Imola con la realizzazione di un manifesto e di una personale di opere sia illustrate che pittoriche. Nel 2017 riceve il premio Andersen come miglior illustratore.

 

Gli Autori

Antonio FERRARA - Massimiliano TAPPARI - Chiara CARMINATI - Emanuela NAVA - Arianna PAPINI -

Daniela VALENTE - Fuad AZIZ - Antonio BOFFA- Marco DALLARI - Paola CIARCIA’ - Ludovica CIMA

Teresa PORCELLA - Sergio GUASTINI - Barbara SCHIAFFINO - Viola GESMUNDO - COMPAGNIA TEATRALE

Luna e Gnac - Enzo COVELLI (BiblioApeCar)

Interventi previsti di:

Teresa PETRUZZELLI - Cristiano MARTI - Massimiliano DI LAURO - Angela ARTICONI - Rossella CASO

 

Sarà un Superfestival "internazionale"

Dal maggio scorso, Buck è una delle 80 rassegne ad aver aderito al programma Superfestival, un progetto ideato dalla Grande Invasione di Ivrea, che, sotto gli auspici del Cepell (Centro Per Il Libro E La Lettura), ne ha curato e coordinato la realizzazione assieme al Salone Internazionale del Libro di Torino, ed ha l’obiettivo di raccogliere per la prima volta in un’unica «casa» i principali festival italiani (http://www.superfestival.it).

E con la prossima estate il Buck Festival diventa internazionale: il Consolato Generale d'Italia a Gerusalemme, infatti, ha organizzato per il mese di luglio il primo Festival di arti per bambini della Città Vecchia di Gerusalemme ed ha invitato il Buck Festival a stringere un felice gemellaggio, invito che è stato subito accettato. 

 

 

Partner

Fondazione Musicalia della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia - Museo Civico Foggia - Accademia Belle

Arti Foggia - Edizioni del Rosone - Teatro dei Limoni - Piccola Compagnia Impertinente - Centro

Polivalente Parcocittà - Istituto Marcelline Foggia - Scuole della Rete Penelope - AIB - Università degli

Studi di Foggia - Nati per Leggere - utopikaMente - Superfestival - Salone del Libro di Torino

 

Sponsor

Agriturismo Al Celone - Osteria della Dogana - Gioielleria Michele Ciletti - Coop Alleanza 3.0

 

Luoghi del festival

Fondazione dei Monti Uniti di Foggia - Museo Civico - Palazzetto dell'Arte "Andrea Pazienza" Foggia

Teatro comunale "Umberto Giordano" - Biblioteca Provinciale "La Magna Capitana" - Pinacoteca

comunale Il 9cento - Accademia Belle Arti Foggia - Edizioni del Rosone - Teatro dei Limoni - Piccolo

teatro impertinente - Sala ragazzi della Biblioteca Provinciale - Auditorium Santa Chiara - Centro

Commerciale Mongolfiera - Centro Polivalente Parcocittà - Istituto Marcelline Foggia - Libreria RioBo -

Agriturismo Al Celone

 

Aspettando Buck 2017

Dal 25 al 30 settembre si terranno una serie di iniziative organizzate per promuovere ulteriormente l'edizione 2017. In particolare sono previste diverse attività laboratoriali, tenute da Rosanna Giampaolo, Daniela Tzvetkova, Angelo Checchia, Francesco Nuzzi, Anna Frisoli e Alessandro Croce, che si terranno in alcune scuole comunali ed a Parcocittà.

Nello stesso periodo, la galleria della Fondazione dei Monti Uniti ospiterà la mostra di illustrazioni "Il mare racconta", curata dall'associazione "La Puglia Racconta. Tra testo e immagine". Si tratta di una collettiva dedicata al tema della VII edizione che richiama il mare visto come un'esperienza intima e soggettiva, che racconta a ciascuno quello che vuole ascoltare. Cosa si prova guardando il mare, quali suoni, visioni e pensieri esso stimola. Il percorso si prefigura come un racconto tratteggiato da 30 artisti: Liliana Carone, Heart Barbara, Lorenzo Sangiovanni, Amelia Chieco, Daria Kirpach, Alessandra Santelli, Daniela Costa, Marco Lorenzetti, Piero Schirinzi, Nataly Crollo, Valentina Margarise, Amalia Tucci, Giuseppe D'asta, Alessandra Manfredi, Daniela Tzvetkova, Massimiliano Di Lauro, Luisa Nascosto, Marisa Vestita, Rosanna Giampaolo, Valeria Puzzovio, Alessandra Vitelli, Daniela Giarratana, Michelangelo Rossato, Matteo Gubellini e Valentina Rossi.

La mostra, che sarà inaugurata lunedì 25 settembre alle ore 18, sarà visitabile tutti i giorni, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. Ingresso libero.

 

A spasso con Andersen

E' il titolo del nuovo concorso letterario collegato al Buck Festival. La prestigiosa rivista Andersen ha donato al festival 18 mazzi di carte "particolari": si tratta di un progetto site specific di Massimiliano Tappari e Chiara Carminati, un fotografo e una scrittrice che, seguendo le tracce di Hans Christian Andersen, hanno inquadrato dettagli inediti di edifici e monumenti, trasformandoli in elementi da cui far nascere nuove storie, in un progetto per le scuole sull’autore danese.  Spunti e suggestioni sono forniti dalle immagini (le fotografie sono state scattate in Danimarca, proprio nei luoghi dell’autore) e dai testi contenuti in due mazzi di carte, tra loro collegati, ma da utilizzarsi in due momenti distinti. 15 particolari per creare le storie, 15 contesti per conoscere Andersen e la Danimarca.

Potranno partecipare al concorso solo 18 scuole: gli istituti interessati dovranno inviare una e-mail a partire da giovedì 28 settembre ore 9:30, all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Le prime 18 scuole che si iscriveranno parteciperanno al concorso: la premiazione si terrà domenica 29 ottobre alle ore 18:00, presso il Teatro comunale "Umberto Giordano", in occasione della grande festa di chiusura della settima edizione.

 

Biglietti e prenotazioni

La vendita dei biglietti e le prenotazioni per le attività del Buck Festival si apriranno dal 2 al 7 ottobre solo per le scuole. Dal 9 al 21 ottobre saranno aperte la vendita (e le prenotazioni per le attività gratuite) per l'utenza libera presso la Pinacoteca Il 9cento, tutti i giorni dal lunedì al sabato, dalle 9:30 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 18:30.

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