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Ho incontrato lo scrittore romano Benedetto Scampone alla stampa estera, abbiamo parlato del sua opera prima , il suo primo lavoro come scrittore e mi ha portato in ufficio il suo libro molto interessante con il titolo, “L’archivio della coscienza”, un thriller ad alta tensione in cui si raccontano le indagini per catturare il primo serial killer della storia di Roma, e in cui si riflette sui tortuosi percorsi della mente di un assassino. Un romanzo coinvolgente che mette in scena una vicenda sanguinosa legata a un oscuro passato; una storia di disperata vendetta, di colpe mai espiate e di segreti inconfessabili, chiusi a doppia mandata nell'archivio della coscienza.

Parlaci un po del libro

L'archivio della coscienza è un thriller intrigante ambientato nelle strade della Città Eterna, sporcate da una serie di omicidi simbolici che sconvolgono e atterriscono la popolazione. Nell’incipit del romanzo si presenta una cruenta scena del crimine: un uomo sta contemplando l’orrore che ha causato; perso nelle sue febbrili elucubrazioni e con le mani imbrattate di sangue, afferma di non far più parte del mondo, e di aver attuato la prima fase della sua missione di vendetta. Ho riservato al killer dei capitoli brevi e incisivi, introdotti da citazioni che vanno lentamente ad arricchire la personalità dell’oscura figura. In questi tragici inserti costruisce non solo il presente ma anche il passato dell’omicida, indagando le motivazioni che lo spingono ad agire con tanta violenza.

Parlami dei protagonisti del tuo libro Benedetto

I tre protagonisti di questa affascinante storia, i cui destini vanno ad intrecciarsi profondamente, e il cui travagliato passato viene rivelato poco alla volta mostrando coincidenze inaspettate. Michele Pisano è il comandante della sezione Anticrimine della Polizia romana: un uomo burbero che ne ha viste tante, totalmente devoto al proprio lavoro anche se la sua professione sta diventando un peso sempre più insopportabile. La Dottoressa Maela Mannini è un’anatomopatologa intuitiva e sensibile, una donna estremamente forte, che si destreggia in un mondo maschile e maschilista. Alessandro Scantini, il personaggio più intenso di questa storia, è un criminologo specializzato in delitti seriali e in profiling; un professionista brillante, con un passato nell'FBI e un presente autodistruttivo: “Era un uomo erudito che aveva passato quasi tutta la vita a studiare gli altri senza preoccuparsi di sé. Completamente solo, affronta i giorni combattendo coi fantasmi che albergano nella sua mente”.

Parlami di te

Sono nato a Roma, nel 1979 e ho lavorato a lungo nell’ambito amministrativo rivestendo ruoli manageriali, fino ad approdare, circa cinque anni fa, nel mondo del Ministero della Pubblica Istruzione. Mi sono trasferito a Bracciano, una cittadina lacustre con paesaggi ameni e pittoreschi, e ho trovato la giusta ispirazione per scrivere la mia prima opera, il thriller “L’archivio della coscienza” (Gruppo Albatros Il Filo, 2019).

SINOSSI. Cos'è la coscienza se non il luogo dove memorizziamo quei momenti che ci hanno segnato o cambiato? Sono quelle situazioni che decidiamo di mettere da parte, di nascondere, di archiviare per non doverle più affrontare, poiché il solo pensiero di farlo ci distrugge. Spesso però, arriva il tempo in cui ognuno di noi deve farci i conti. È stato così per la Dottoressa Maela Mannini, anatomo patologo forense della questura di Roma, per il comandante Michele Pisano, capo della sezione Omicidi della Polizia romana e per il dottor Alessandro Scantini, ex agente dell'FBI ed esperto del comportamento umano. Tre destini apparentemente diversi, tre background diametralmente opposti che si incontrano e si intersecano durante un'indagine, dalla quale emergeranno sconcertanti episodi legati al loro passato, ma che delineeranno la strada per catturare il primo serial killer della storia di Roma.

Benedetto Scampone ci offre il ritratto di tre personaggi profondamente umani, dipinti con pennellate cariche dei colori della vita; ci permette di entrare nei loro archivi della coscienza e di conoscere anche i loro segreti più inconfessabili, mostrando sfaccettature del loro carattere assolutamente inimmaginabili. Nelle loro indagini scandite in apertura di capitolo dai giorni e dagli orari in cui si svolgono - tanto da avere l'impressione di essere in un film d’azione per la carica di tensione che tale espediente veicola - si entra in un mondo di violenza e di cieca vendetta dove le vittime del serial killer sono messe in posa come le donne dei quadri di Vincent Van Gogh, e le loro bocche vengono incollate per preservare dei messaggi criptici scritti in latino sulla pagina di un libro. Un enigma che aprirà più di un vaso di pandora e che costringerà i protagonisti ad affrontare i loro errori e le loro sofferenze; una frenetica corsa contro il tempo per salvare il vero e sconvolgente obiettivo del folle mostro.  

A sentire i mass media sembra che durante il lockdown dei mesi scorsi, la diffusione della pornografia nelle case degli italiani è aumentata esponenzialmente. Con tanti problemi che affliggono la nostra società a chi può interessare occuparsi del fenomeno. Esiste un libro che affronta la questione in tutti i suoi aspetti dal punto di vista medico, psichico e sociale. Il testo scritto dallo psicoterapeuta Peter Kleponis, direttore di una clinica di consulenza a Conshohocken negli Stati Uniti, «Uscire dal tunnel. Dalla dipendenza da pornografia all'integrità», pubblicato dalla casa editrice calabrese, D'Ettoris Editori di Crotone (2019).

La pornografia è una delle piaghe sociali meno conosciute. Un gran numero di persone ne diventa dipendente, compromettendo l'integrità delle relazioni coniugali, familiari ed anche lavorative. Gli effetti di una esposizione frequente e prolungata ai video pornografici sono nocivi per la salute fisica e mentale. Tuttavia da questa dipendenza se ne può uscire. Questo libro conferma ampiamente questa tesi. “Uscire dal tunnel”, intende aiutare chi desidera conoscere il problema, informando sulle caratteristiche delle immagini pornografiche, sul loro impatto sul sistema nervoso, sulla dipendenza emotiva e chimica che ne deriva. Inoltre il testo indica la strada su come uscire da questa dipendenza «per riacquisire la libertà, riacquistando la propria integrità attraverso l'auto-aiuto, la terapia e il sostegno dei gruppi d'incontro».

Il testo ben documentato è prefato dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

«Questo libro – scrive il cardinale – è uno strumento utile per tutti coloro che si occupano di educazione, fornendo una copiosa quantità di informazioni a livello statistico, sociale, psicologico, sanitario e persino pastorale riguardo al fenomeno della pornografia[...]». Il cardinale ricorda il documento della CEI, “Educare alla vita buona del Vangelo”, dove si richiama ad una “emergenza educativa”, a cui bisogna provvedere a partire dalle famiglie, parrocchie, scuole, associazioni di ogni tipo, al fine di contrastare questa deriva diseducativa ormai presente da troppi anni. «A tale proposito - scrive Bassetti - il libro di Peter Kleponis è utile per farci riflettere su come la pornografia si insinua e invade la vita di ciascuno, di come essa può condizionare i nostri pensieri, le nostre azioni e le nostre relazioni».

Tuttavia per Bassetti questo libro non ha lo scopo di affrontare il tema dal punto di vista morale, ma è più importante considerarlo da quello sociale, sanitario e antropologico e pastorale. Bisogna esaminare soprattutto le conseguenze della pornografia. Leggendo questo libro si comprende come la pornografia «consente un costante bombardamento contro il sacramento che unisce l'uomo e la donna, cercando di distruggere la presenza e la benedizione di Dio nella famiglia».

Oltre al cardinale Bassetti, c'è un invito alla lettura di Stefano Parenti, che nel testo individua, finalmente, scrive, c'è qualcuno che osa proporre un percorso efficace per liberarsi dalla dipendenza della pornografia. In realtà lo studioso americano, pratica una vera e propria psicoterapia cattolica.

Infatti nell'introduzione, l'autore spiega perché è utile un libro sulla pornografia rivolto ai cattolici, ai credenti. «La pornodipendenza è un'epidemia in America ed in Europa. Milioni di uomini, donne e giovani ne sono affetti. La pornografia sta distruggendo la vita di singole persone, matrimoni, famiglie e carriere e, cosa più importante, sta rovinando la relazione delle persone con Dio. Nessuno è immune da questa epidemia. Sfortunatamente però solo pochi individui ne stanno parlando».

Kleponis si rende conto che la maggior parte della gente non comprende la pericolosità della deriva pornografica sulla nostra cultura.

Il professore Kleponis, invece, sostiene, che la pornografia gioca un ruolo significativo nel 56% dei divorzi. Su internet la fascia più numerosa degli utenti di pornografia, è quella degli adolescenti tra i dodici e i diciassette anni. Peraltro,molti lavoratori perdono il lavoro, perchè accedono a visioni pornografiche durante le ore di lavoro. Inoltre, «la maggior parte dei molestatori sessuali ha iniziato con la pornodipendenza».

Non solo, ma la pornodipendenza non è un fenomeno esclusivamente maschile, ma sta crescendo anche tra le donne. Il professore crede nella terapia per uscire dalla dipendenza e invita i credenti ad utilizzarla senza vergognarsi. La Chiesa potrà aiutarli, essendo fonte di amore e compassione.

Il testo del professore Kleponis si divide in due parti. La 1a (Capire il problema della pornografia); la 2a parte (Affrontare il problema della pornografia).

Nella prima parte del libro Kleponis illustra l'epidemia di pornografia e presenta i risultati più recenti relativi alla ricerca, facendo leva sulla sua attività professionale. Illustra la reale portata dell'epidemia, quali sono i soggetti che colpisce e quanto è diffusa. Il testo prende in esame gli effetti della pornografia sugli uomini, sulle donne, sui matrimoni, sui bambini, sugli adolescenti e anche sul clero. Infine il dottor Kleponis presenta l'insegnamento della Chiesa sulla pornografia.

Nella seconda parte del libro descrive come aiutare coloro che stanno lottando con la pornodipendenza e come proteggere le famiglie da questo flagello. In particolare presenta il programma riabilitativo:“L'integrità inizia ora!”.

Nei capitoli seguenti il professore indica percorsi di guarigione per singoli persone, per coppie e per il clero. Inoltre in questi percorsi, Kleponis dimostra come la Chiesa possa essere di sostegno al percorso riabilitativo. In questo contesto il professore americano incoraggia ad adottare come modello di sana sessualità, guardando a “la Teologia del Corpo”, e al testo “Amore e responsabilità”, del grande san Giovanni Paolo II.

Infine nel libro vengono offerte «strategie pratiche per proteggere le famiglie dalla pornografia, corredate con un ampio elenco di risorse per singoli, coppie e famiglie».

Nel testo si raccontano storie di persone reali, uomini e donne, che hanno lottato e hanno sofferto a causa della pornografia, intraprendendo un percorso di guarigione ritrovando la libertà. E' il caso di Tom e Janet, una coppia, sposati da vent'anni, con quattro figli. Il professore presenta la loro storia nel 1° capitolo. E' fondamentale per il professore cominciare a parlarne, non è un segreto per nessuno che viviamo in una cultura pornificata, dove abbondano le immagini sessualizzate. Li troviamo nei film, nella televisione, nella pubblicità, nelle riviste, nei cataloghi, nei videogiochi, nella musica pop, nella letteratura, nei social media e su internet. Il perchè è semplice: il sesso vende. «Il mondo della pubblicità lo capì decenni fa. L'attenzione degli uomini è immediatamente catturata dalle immagini sessualizzate. Quando un prodotto è sessualizzato, riceve la loro attenzione. E' sufficiente guardare gli spot televisivi durante una partita di calcio per vedere quanto il sesso sia usato dalla pubblicità». Tuttavia ancora oggi, in molti non riescono a comprendere quanto la pornografia porti alla dipendenza e quante vite stia mandando in rovina.

Il termine chiave per definire la pornografia è “usare”. Nella Teologia del Corpo e in Amore e responsabilità Papa Giovanni Paolo II, scrisse che il contrario di amare non è odiare, ma usare. Dio non ha creato i suoi figli affinché si usassero tra loro.

In tutti i casi in cui si presentano immagini nude o persone, possiamo definire come pornografia che porta le persone a “usare” gli altri. «Quando un uomo guarda pornografia, non sta pensando che la donna che sta guardando sia una persona con pensieri e sentimenti, non sta pensando che sia la figlia di qualcuno e neanche a quali possono essere le terribili circostanze che possono averla portata a lavorare nel mondo della pornografia». Sostanzialmente sta solo pensando che è lì per il suo piacere e che quindi per essere usata, sta solo pensando egoisticamente a se stesso.

La pornografia causa dipendenza e i suoi effetti sul cervello sono simili a quelli della droga e dell'alcol.

Kleponis considerando la pornografia ormai accessibile soprattutto in internet, individua cinque principi che portano alla dipendenza: “le cinque 'A'”: 1 Abbordabile, 2 Accessibile, 3 Anonima, 4 Accettata, 5 Aggressiva.

I danni causati dalla pornografia sono evidenti nel matrimonio e nella famiglia, «per la moglie scoprire che il marito consuma pornografia può essere molto traumatico, perché per anni ha pensato di conoscere il proprio uomo, e ora scopre che lui ha una vita segreta». I mass media hanno modificato la mentalità delle persone. Se prima il consumo di pornografia era considerato una vergogna e da nascondere al pubblico, ora è resa, soprattutto tra i giovani, assolutamente ammissibile.

La pornografia ormai è diventata un grande business, «i pornografi – per Kleponis - sanno che il loro prodotto conduce alla dipendenza e il loro obiettivo è quello di portare alla dipendenza il maggior numero possibile di persone [...]». Inoltre questi produttori di pornografia per giustificare il loro lavoro, «affermano che stanno semplicemente esercitando il loro diritto alla libertà di parola o che stanno facendo “arte”».

Sarebbe interessante documentare come il professore americano come ha descritto a partire dal 1940, come ogni dieci anni, un passo dopo l'altro i nostri valori culturali siano stati erosi e come hanno accettato la pornografia più sfrenata, fino ai nostri giorni. Comunque è utile ribadire che nella pornografia le vittime sono proprio le donne.

Kleponis è categorico sul tipo di donna che sceglie di lavorare nell'industria pornografica. «La risposta è: una donna profondamente ferita. Non conosco giovani donne sane che dicono di voler diventare pornostar. Non è raro che le donne della pornografia provengano da famiglie afflitte da abusi, dipendenza, rifiuto, abbandono e trascuratezza». Per Kleponis, «queste ragazze sono disperate e sono preda dei pornografi. In un primo momento accettano di fare pornografia per sopravvivere». Tra l'altro, secondo una ricerca, molte di queste ragazze, si è scoperto che la maggior parte di esse è morta prematuramente a causa dell'uso di droga, per suicidio, omicidio, abuso di alcol. Addirittura, «l'aspettativa di vita media di una pornostar è di soli 37, 43 anni» (Jennings, 2013).

Il professore chiarisce che sicuramente la pornografia non sarà mai messa fuori legge negli USA. «Per quanto possiamo aborrire la pornografia il sentiero che conduce alla vittoria non è evidentemente quello che passa dalle corti di giustizia. Piuttosto dobbiamo cambiare i nostri cuori e le nostre menti per denunciare la pornografia per la forza distruttiva che essa è». Si può fare qualcosa per quanto riguarda l'oltraggio al pudore, così come esistono leggi contro la pedopornografia, si possono emanare leggi anche per impedire la produzione di pornografia violenta, che degrada e abusa le donne.

I genitori e gli insegnanti devono educare gli adolescenti ai pericoli della pornografia e insegnare loro che è una dipendenza come la droga e l'alcol. Lo scopo del libro è aiutare la gente a scegliere una sana sessualità e di evitare la pornografia. 

 

Segnalo un interessante volumetto pubblicato l'anno scorso dalla casa editrice Cantagalli di Siena, “Difesero la fede, fermarono il comunismo”, sottotitolo: “La Cristiada, Messico 1926-1929; la Cruzada, Spagna 1936-1939”. L'autore del testo ben documentato è il napoletano Giovanni Formicola. Il libro scrive il professore Eugenio Capozzi nella prefazione, tratta: «due episodi cruciali del rapporto tra cattolicesimo e politica nell'era delle ideologie e dei totalitarismi, Formicola affronta le vicende connesse alla resistenza dei cattolici messicani contro il laicismo di radice massonica, e poi alla sanguinosa persecuzione dei cattolici spagnoli ad opera del Fronte popolare». Per lo studioso napoletano, sia la resistenza dei Cristeros in Messico, che la Crociata anticomunista in Spagna sono due esempi privilegiati del Novecento dove si può osservare «un epico confronto tra visioni del mondo, tra filosofie della storia».

Nell'invito alla lettura, Formicola scrive: «gli episodi storici affrontati sono manifestazione della grande inimicizia fra le due stirpi, evocate nel libro della Genesi (3,15)». Da una parte la tradizione cattolica, dall'altro la destabilizzazione portata dalle forze sovversive rivoluzionarie alla civiltà occidentale.

Il testo avverte l'autore a pagina 41, non ha lo scopo di narrare i due eventi di genuina e volontaria resistenza popolare cattolica contro l'ateismo rivoluzionario, lo fanno bene le preziose opere di Jean Meyer, Arturo Iannaccone (opera che ho recensito), padre Vicente Carcel Ortì. Pertanto, il libro di Formicola nelle due insorgenze cerca il fondamento del fatto storico, le sue radici, remote o prossime, il suo significato profondo. Per fare questo occorre analizzare le basi della filosofia comunista e lo fa nel I° capitolo, che è, dedicato al comunismo, inteso come ideologia globale della Rivoluzione.

Intanto lo studioso formatosi alla scuola di Alleanza Cattolica, giustamente inquadra il socialcomunismo all'interno di quel processo rivoluzionario che durante i secoli ha sgretolato quella civiltà cristiana nata nell'epoca medievale. Un processo di distruzione per tappe iniziato con la rivoluzione protestante, poi con quella francese, quindi quella comunista, fino alla IV rivoluzione, quella culturale antropologica del Sessantotto. E' una periodizzazione che ha brillantemente illustrato il pensatore brasiliano professore Plinio Correa de Oliveira, nel suo celebre manuale “Rivoluzione e Contro-Rivoluzione”.

Le radici del comunismo affondano nella cosiddetta utopia, dove si pensa che sia possibile sconfiggere il male nella società. Una missione affidata alla politica, concepita «come strumento rivoluzionario per la trasformazione della società e […] della stessa natura umana». Il fine è sempre quello di fare attraverso l'azione politica, l'uomo nuovo, finalmente felice e padrone di se stesso, trasformando la sua esistenza terrena in un nuovo Eden.

Formicola analizza l'Anti-Metafisica Comunista, la Teoria dell'Azione Comunista, il suo Ateismo e quindi la lotta contro ogni Religione, attraverso la Menzogna e l'Omicidio. Infine viene aperta una breve interpretazione sul comunismo dopo la caduta del Muro.

Pertanto per Formicola tutto lo scenario filosofico culturale e politico del dell'ideologia comunista si è manifestato sia in Messico che in Spagna. «Infatti, l'odio rivoluzionario e comunista nei confronti di Dio si è fin da subito tradotto in odio implacabile nei confronti della Chiesa e del cristianesimo[...]».

Tra gli episodi di questa grande guerra rivoluzionaria contro la Chiesa e quel che sopravviveva di una civilizzazione cristiana del XX secolo, quello messicano e spagnolo appaiono i più emblematici ed istruttivi, perchè hanno visto una resistenza popolare, peraltro anche vincente, almeno in Spagna.

Certamente questi due popoli, quello messicano e quello spagnolo hanno ritardato quell'opera di secolare scristianizzazione che ha continuato nel mondo occidentale. E' certo che senza la loro insorgenza, il culto cattolico si sarebbe praticamente estinto, almeno nei loro paesi. Per quanto riguarda la Spagna, scrive Formicola: «la lezione spagnola indusse progressivamente il comunismo a rinunciare nei Paesi di lunga e radicata tradizione cristiana all'attacco frontale e violento, che compatta e spinge alla reazione [...]».

Dunque lo studio dei due fenomeni messicano e spagnolo «di resistenza anche armata alla rivoluzione anti-cristiana, per difendere la fede, la possibilità di viverla integralmente nella libertà, meritino d'essere ripresi e ricordati sia per restituire onore e verità alla loro storia, troppo spesso vilipesa o dimenticata, sia per riconoscerne la valenza esemplare, anche con riferimenti all'esistenza e all'operatività nella storia dei nemici di Dio, della fede e di ogni verità [...]».

Il II capitolo è dedicato ai fatti e al significato che ha la Cristiada messicana dal 1926 al 1929. Intanto Formicola precisa che, «non è facile incontrare non dico chi abbia letto, ma anche solo chi conosca l'esistenza di questa pagina della storia». Lo storico che ha letteralmente liberato dall'oblio la guerra cristera è stato il franco-messicano Jean Meyer, che ha iniziato le sue ricerche e studi nel 1966, arrivando a creare una monumentale opera in tre volumi, poi pubblicata in ben venti edizioni. Sostanzialmente Meyer ha svolto lo stesso ruolo che ha avuto per l'insorgenza vandeana , lo storico Reynold Secher. Meyer ha scoperto che della guerra cristera, con grande sua meraviglia nessuno ne parlava, nonostante fossero passati appena trent'anni dagli avvenimenti.

La Chiesa non ne parlava, neanche nei seminari. Neanche le giovani generazioni non ne sapevano nulla. Per Meyer, «la Chiesa ha manifestato una prudenza esagerata[...]». Eppure, scrive Formicola, «la 'questione' rappresenta un unicum nella storia del XX secolo e forse nell'intera storia della cristianità, intesa come famiglia di nazioni cristiane per cultura e civiltà [...]».

Per Formicola, avvicinarsi agli avvenimenti storici è fondamentale per chi intraprende la “carriera” politica. La Storia può essere vista come un «deposito di esperienze per la politica», soltanto così diventa magistra, infatti ripeteva spesso Giovanni Cantoni, «chi sbaglia storia, sbaglia politica», in quanto la storia è “politica sperimentale”.

Tuttavia per comprendere cosa è successo nel 1926 in Messico, occorre andare conoscere la storia remota: il primo ideale capitolo di questa storia, è la Reconquista, (la liberazione della Spagna dall'Islam, iniziata a Covadonga). E qui sta forse, l'originalità del lavoro dello studioso napoletano, collegare la Cristiada alla Storia passata, la nascita della Spagna cattolica, in particolare, ai re cattolici Ferdinando III d'Aragona e Isabella I di Castiglia.

Il Secondo ideale capitolo, è la Conquista dell'America. Iniziata con la Scoperta il 12 ottobre 1492 dell'ammiraglio Cristoforo Colombo. Un'opera definita da Pio XII, una «Conquista principalmente pacifica, fusione di stirpi, che solo la forza aggregante della religione potè realizzare con una missione materna e che solo l'afflatto unanime di una Fede profondamente radicata potè mantenere fra tante vicissitudini».

L'argomento è di stretta attualità, sui media da qualche anno viene riproposta dagli indigenisti marxisti, la solita Leyenda Negra su quei fatti di cinquecento anni fa. A questo proposito, «va osservato - scrive Formicola - che se la Conquista e l'evangelizzazione del Messico fossero state davvero quello che risulta dalla storiografia 'leggendista', allora sarebbe semplicemente incomprensibile come il popolo messicano indio e meticcio, anche a oltre tre secoli di distanza, non abbia steso tappeti di fiori innanzi a chi gli prometteva di liberarlo dalla Chiesa cattolica e da tutti gli agenti d'oppressione, ascrivendosi in massa a una qualche massoneria».

Continuando con le riflessioni storiche per l'autore del libro, nella formazione dell'Iberoamerica, ci sono due modi di scrivere la storia, una vera e l'altra falsa. La prima quella elementare, destinata al popolo, che si accontentano di leggere opere dette di volgarizzazione e poi l'altra che «ha un carattere quasi confidenziale, tanto è ristretta l'élite alla quale si rivolge». Per conoscere la vera storia, rimando a due eccellenti studii, il primo, “Il nuovo mondo riscoperto. La scoperta, l'evangelizzazione dell'America e la cultura occidentale”, del professore argentino Alberto Caturelli, trad. it. Ares di Milano (1992). Il secondo studio, “Magna Europa. L'Europa fuori dall'Europa”, a cura di Giovanni Cantoni e Francesco Pappalardo, D'Ettoris editori, Crotone (2006).

Tuttavia lo studio di Formicola ricorda la situazione storica del mondo precolombiano, fornendo qualche dato sulla conquista e l'evangelizzazione di quelle terre, abitate da popoli con una religiosità alquanto discutibile, vedi la pratica dei sacrifici umani e dell'antropofagia, come è dimostrato dai numerosi documenti e studi, ne ricordo uno per tutti, “Il Vangelo nelle Americhe. Dalla barbarie alla civiltà”, di Jean Dumont, Effedieffe (1992).

Interessante il paragrafo riguardante i frutti della Conquista, con la miracolosa formazione della civiltà indo-cristiana, “meticcia”, una inculturazione rispettosa, senza nessuna forma di razzismo, simboleggiata nel modo più alto e significativo dalla devozione alla Madonna di Guadalupe. Il bilancio di questa storia possiamo affidarlo al grande pontefice, san Giovanni Paolo II, chiamò: “una grandiosa ammirevole avventura[...]”. Una evangelizzazione, dove certamente vi sono stati, “luci ed ombre”, ma nonostante gli errori umani, ci sono stati, “più luci che ombre”.

Pertanto, in conclusione, «non si sbaglia, dunque, a ritenere che quel mondo non è certamente divenuto perfetto, ma altrettanto certamente è divenuto migliore per effetto della Conquista e della conseguente evangelizzazione. Se non altro perchè cessano le ecatombi umane e il cannibalismo rituale. E ciò grazie all'opera dei missionari, soprattutto domenicani e francescani, ma anche alla tanto demonizzata civiltà degli spagnoli [...]».

Il testo prima di arrivare agli anni che hanno visto protagonista l'insorgenza del popolo cristero, dà conto dei vari governi più o meno liberali e democratici che si sono susseguiti in Messico, le varie crisi politiche, indicando quelle più significative. Formicola non racconta l'insurrezione cristera come hanno fatto altri, accenna brevemente i tratti principali, indicando i nomi dei tanti protagonisti che si distinsero nei tre anni di guerra “religiosa” e non di classe. A partire dal generale Gorostieta e di tutti gli altri eroi, martiri cristeros che hanno imbracciato le armi contro l'esercito federale del presidente Plutarco Calles.

A fine capitolo viene pubblicata in Appendice, gli estratti delle lettere encicliche del sommo Pontefice Pio XI, “Iniquis Afflictisque”, del18 novembre 1926; “Acerba Animi” del 29 settembre 1932; “Firmissimam Constantiam” del 28 marzo 1937, infine la Lettera apostolica, “Paterna Sane” del 2 febbraio 1926.

Il III° capitolo, il saggio affronta la Guerra di Spagna: L'assalto al Cielo e la Cruzada.

Tra il 1936 e il 1939, in Spagna, uno dei luoghi di più antica civiltà cristiana, il furore rivoluzionario si è scatenato con particolare aggressività e ferocia. In questa guerra ha partecipato tutto il mondo. Anche qui Formicola risale alle cause remote e poi a quelle prossime della cosiddetta guerra civile. Il saggio non fa la narrazione della guerra, ma si limita a ricordare documentando i passaggi più significativi, facendo emergere il carattere anticristiano della persecuzione in atto operata dalle forze del Fronte Popular, composto principalmente da anarco-marxisti. Il manifesto del partito socialista incitava a «[...] distruggere la chiesa e cancellare da tutte le coscienze la sua nociva influenza». Una guerra alla Religione cattolica, iniziata fin dal 1931, con saccheggi e incendi di luoghi di culto, con massacri sistematici di religiosi, sacerdoti, vescovi e e suore.

Alla fine sono quasi settemila i religiosi uccisi dai rivoluzionari anarco-comunisti. La Chiesa tardivamente, forse per non apparire troppo filo franchista, riconosce quasi duemila martiri, tutti beatificati, dai Papi, compreso Papa Francesco. In questa occasione a insorgere non c'è solo il popolo cattolico, ma anche la maggior parte dell'esercito guidato dal generalissimo Francisco Franco che il 31 luglio 1936 inizia la liberazione (l'Alzamiento) della Spagna e mette fine alla persecuzione religiosa. Formicola precisa che l'insorgenza guidata dal generale Franco fu una reazione alla Repubblica filo marxista, che non diventò mai, purtroppo una contro-rivoluzione.

Il testo fa riferimento ai vari delicati passaggi e interventi della Chiesa spagnola, che di fronte alla furia omicida dei rivoluzionari comunisti fu quasi costretta ad appoggiare la Cruzada anticomunista dei nazionalisti del generale Franco. Pio XI a due mesi dell'alzamiento, ricevendo dei pellegrini spagnoli, denuncia, «[...]quella fiamma di odio e di più feroce persecuzione confessatamente riserbata alla Chiesa ed alla Religione Cattolica […] la Nostra benedizione s'indirizza, in maniera speciale, a quanti si sono assunti il pericoloso compito di difendere e restaurare i diritti e l'onore di Dio e della religione[...]».

I vescovi spagnoli collettivamente si esprimono poi un anno dopo l'alzamiento, il 1 luglio 1937, a favore della cruzada dei nazionalisti. Poi c'è Pio XII, appena eletto, con un telegramma, esprime felicitazioni al generale Franco dopo la proclamazione della vittoria. E quindici giorni dopo un Radiomessaggio al popolo spagnolo, così si esprime: «con immensa gioia […] per il dono della pace e della vittoria». Per il momento non intendo entrare nel discorso spinoso della legittimità di un regime autoritario come quello franchista, il testo lo fa, vi lascio alla sua lettura e approfondimento. Magari lo farò in un'altra occasione.

 

 

Debutta IL 17 OTTOBRE a Roma la III Stagione dello Spettacolo "DIO ARRIVERÀ ALL'ALBA"...L'omaggio ad Alda Merini che ha commosso l'Italia, nonostante le difficoltà sotto gli occhi di tutti, parte in tournée anche quest'anno.

Sono pochissimi gli spettacoli che quest'anno hanno deciso di partire in tournée, pochissimi anche i teatri che hanno deciso di riaprire nonostante i decreti lo permettano.

"Dio arriverà all'alba" lo spettacolo omaggio ad Alda Merini scritto da Antonio Nobili rappresenta un vero e proprio caso: fortemente voluto dal pubblico torna in scena anche nella stagione 2020/2021!

Grazie ad un enorme sforzo della Produzione e un impegno in prima persona del cast artistico torneremo a divertire ed emozionare le platee di tutta Italia.
Meno le date, meno i posti a disposizione, per garantire la massima sicurezza ma, anche quest'anno, chi vorrà emozionarsi e divertirsi attraverso le vicende raccontate sul palco di una delle più grandi poetesse italiane, potrà farlo.

In scena non solo la poesia, ma soprattutto il quotidiano della “poetessa dei Navigli”: la poetessa, la madre, la folle capricciosa truccatissima e ingioiellata frequentatrice del Costanzo Show. Alda Merini non si è lasciata fermare neanche dalla detenzione manicomiale, continuando a scrivere e a vivere e a offrirsi generosa: è l’urgenza di sentirsi nei confronti del mondo come il buio che porta la luce.

Una vita un po’ illuminata dai riflettori, un po’ no. Un'esistenza vissuta tra il tentativo di abbracciare la normalità sottraendosi alla maledizione della poesia, e l’insistere eroico e fragile, con sofferenza e feroce ironia, nel dare alla luce sempre nuove e caparbie produzioni, sempre con le parole in bocca e nelle mani. Sempre pronta a provocare, come a farsi carico di sollevare anime al di là del muro del normale, del socialmente accettabile e conforme alle regole.

La poesia nello Spettacolo “Dio arriverà all’alba” sorge dove non ci si aspetterebbe mai: tra i mozziconi di un posacenere, tra la polvere sui mobili e le cianfrusaglie da rigattiere, sui tasti di un pianoforte di una casa popolare.

L’Alda Merini che Nobili porta sul palcoscenico è capricciosa, tagliente, divertente, prende in giro chi la va a trovare, è piena di vizi, guarda la tv color sul primo, beve solo coca cola e caffè, e fuma 40 sigarette al giorno, come minimo. Ma sa fare poesia. Perché la poesia e la bellezza di dentro possono riflettersi all’esterno, malgrado il vetro sporco dello specchio.

Antonio Nobili ne coglie appieno la natura intima e vera e la restituzione di TeatroSenzaTempo è, a detta della critica, il “perfetto omaggio alla figura immensa di Alda Merini” (Fabrizio Corgnati) perché “chi meglio di un poeta può raccontare una poetessa?” (Flaminio Boni)

“Dio arriverà all’alba è un lavoro delicato, emozionante perché, oltre ad essere un omaggio ad Alda Merini, rivela al pubblico un messaggio profondo, con semplicità e ironia: cogliere la poesia nell’amore quotidiano della vita.” (Daniela Camarda -Teatro.it) Prodotto da Decennale Alda Merini e TeatroSenzaTempo Produzione Spettacoli Teatrali
Il ruolo di Alda Merini è affidato ad Antonella Petrone. Il cast che si alterna sul palco: Valerio Villa (Paolo), Alessio Chiodini (Arnoldo Mondadori), Virginia Menendez (Anna), Alberto Albertino (Dott. Gandini), Sharon Orlandini (la bambina).

Il cast tecnico: Aiuto Regia: Margherita Caravello – Scenografia: Fabio Pesaro - Costumi e Trucco: TsT Produzione Spettacoli Teatrali – Scenografie: Fabio Pesaro per Skenograph Italia - Ufficio Stampa: Mary Ferrara/MFPress.

 

 

Abbiamo incontrato Manuela Stangoni per parlare con Lei delle sue parole del suo libro “COME PER LA LUNA IL SOLE” in esclusiva per il CDS

Frugandomi dentro, scrutando le varie parti, osservavo un'esistenza trascorsa sui libri di scuola; e a ragion veduta, compresi che non mi sarebbe stato possibile avere una vita felice senza l'amore. Riguardo alla saggezza attraverso il quale regolarlo, avevo ben diciannove anni di riflessioni e attese. Adesso sentivo il mio sangue ribollire dal desiderio di farmi travolgere dalla vita con passione ostinata e gioia indomabile, dalla necessità di sradicare quel peso mortale che non mi faceva vivere.

Avvertivo la bramosia di cercare, tra le pieghe della mia anima e nei meandri più reconditi del mio cuore, quell'armonia intrinseca e invisibile: l'amore.
E per farlo, ero pronta a scavare nei luoghi più oscuri del mio essere: stanarlo e permettergli di riemergere.
Avrei sciolto i ghiacci che incastonavano come dentro un'ametista il mio cuore; cosicché il mio pragmatismo, fosse riuscito a lasciare il posto ad azioni dettate dall'animo.Il mio tempo era giunto. Nulla sarebbe stato in grado di fermarmi.Per questo partii; per smetterla di esistere.
Dopo sei anni sarei tornata nell'unico luogo dove mi ero sentita viva: Badesi.
E avrei cercato l'unica persona che mi aveva fatto percepire come un essere completo: Leonardo.
Quanti ricordi si riaffacciarono alla mia mente durante il viaggio, che, sembrò interminabile.

Leggendo questo piccolo testo del libro mi e venuta la curiosità di chiederti di piu su di te Manuela :

1 ) Parlami di te,  come sei diventata scrittrice

Leggere e scrivere sono stati i verbi che ho imparato dopo Essere e Avere, ma in effetti per quanto riguarda la stesura del mio primo romanzo “COME PER LA LUNA IL SOLE” ho dovuto attendere un po’ di anni; e in effetti è nato per caso, e in seguito a un’esigenza familiare.

2) come nasce la tua idea    

L’idea di questo romanzo nasce in seguito ad un’esigenza familiare, nello specifico di mia figlia Aurora che, stava entrando nel difficile periodo dell’adolescenza e volevo trasmetterle dei valori. Dopo i primi dialoghi che avvertivo cadere nella noia ho pensato a una strada alternativa. Così è nata Luna: la protagonista di “Come per la luna il sole” e del seguito “Come ombra all’imbrunire”.

In pratica ho fatto dire a Luna tutto quello che volevo comunicare e trasmettere ad Aurora.

Ma oltre a lei, ho anche un figlio più piccolo, Andrea, e quindi anche per lui questo romanzo è stato didattico.

Lo hanno vissuto con me, parola dopo parola, riga dopo riga. Mentre loro facevano i compiti io gli ero accanto, insieme a Luna e le sue vicissitudini. Perché la sua storia è paragonabile a quella di molte vite reali: ardua, dolorosa, complicata; ma lei non molla. Luna attende, e questa attesa la forma e la rafforza, e quando è finalmente pronta, affronta la vita in modo fiero e vigoroso: senza paura.

Per rendere questo romanzo il più appetibile possibile a un adolescente, l’ho condito con l'amore e il sentimento, poi, ho cercato di renderlo veloce creando situazioni che lo facessero diventare un vero page turner: per questo al rosa ho affiancato anche un po’ di giallo e di imprevisti. Per dare l’impronta didattica invece ho posto all’inizio una breve riflessione sul senso della vita e altre nascoste tra i dialoghi… Luna è molto meditativa, ed è proprio attraverso questa sua peculiarità che ho avuto la possibilità di enunciare quanto mi ero preposta di elargire ai miei figli e a questo punto a chi si appresterà a leggermi.

Sia nel primo sia nel secondo romanzo Luna oltre a portarci a riflettere, ci accompagna in posti meravigliosi come la Sardegna, Genova e anche il Sud Dakota. E lo fa mettendo in gioco tutta se stessa. Perché la vita è cadere, viverla, è rialzarsi.

3 ) Come mai  ti e venuto in mente questa frase : A ognuno di noi in questo mondo è dato vivere...

Desideravo che chi si fosse apprestato ad acquistare il libro potesse capire sin dalla prima pagina che non si sarebbe trovato a leggere un romanzo “passatempo”… bensì, chi lo aveva scritto aspirava a trasmettere un concetto più profondo.

Lavoro da trent’anni in una terapia intensiva e il valore della vita l’ho imparato da subito accudendo i miei pazienti. Per me vivere è un concetto molto più ampio che non corrisponde al solo semplice atto del trascorrere del tempo. È il mettersi in gioco con tutti noi stessi. Da qui, la frase che segue; composta nella fattispecie, in un pomeriggio in ospedale, ma vista e rivista più volte, alla ricerca delle parole più appropriate per descrivere ciò che intendo per vita.

Quella vita che va vissuta appieno: senza paura.

4  ) i progetti nel futuro ? 

Dopo il sequel “Come ombra all’imbrunire” ho cambiato genere.
Ho un figlio maschio che mi ha chiesto di scrivere una storia per lui: dinamica e avventurosa. Sono già a buon punto ma ho ancora un po’ di lavoro da fare. Si tratta di un distopico dove amore, coraggio, solidarietà e amicizia combattono contro una società in cui il desiderio di potere è tale da eliminare ogni forma di integrità morale.
Un altro progetto letterario del quale ho già tratteggiato i primi tasselli parla di resilienza. L’unico mio problema è il tempo. Avrei bisogno di giornate di 48 ore per poter fare tutto ciò che mi prefiggo

SINOSSI

Luna nasce e cresce a Genova, ma trascorre ogni estate a Badesi (Sardegna), dove, una tenera passione la lega a Leonardo. Questa si rinnova anni dopo, ma le premesse sono di tutt'altro genere: Leonardo è impegnato con un’altra ragazza, Luna diventa preda delle attenzioni di uno sconosciuto, e in questo scompiglio fa il suo ingresso Gianni, amico d’infanzia di Luna. Ci vorrà tempo e determinazione da parte di ognuno di loro, per mettere un po’ d’ordine nelle loro vite. Per farlo, dovranno affrontare quel dolore taciuto: fatto di sogni infranti, perdite inconsolabili, lontananza forzata. Per tramutarlo in desiderio di rinascita e desiderio di vivere. Gli odori e i colori di Badesi sono le spezie.  

L’AUTORE

Manuela Stangoni è nata a Genova nel 1968. Vive a Mignanego con i suoi due figli Aurora e Andrea, e due gatti, Noah e Lea. È un’infermiera e lavora presso la Terapia Intensiva del Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Villa Scassi di Genova.
“Come per la luna il sole” è il suo esordio; ma che vede al momento la sua seconda edizione. Lo ha scritto per dire a suo padre quanto ama la terra in cui è nato, e per dire ai suoi figli: “Cammina, corri, inciampa e cadi… ma rialzati sempre.”
Nel 2017 la Casa Editrice Lettere Animate, le ha pubblicato la prima edizione di "COME PER LA LUNA IL SOLE" e il sequel "COME OMBRA ALL'IMBRUNIRE" nel 2019.
Entrambe le opere hanno un'impronta didattica e di formazione che l'autrice, per rendere facilmente leggibile a un pubblico che comprendesse anche i più giovani, ha vivacizzato con tinte di giallo, rosa, un po' di antropologia sarda, tanta riflessione, ironia e risate.
A ognuno di noi in questo mondo è dato vivere.
Spesso, però, si sopravvive; o per lo più, semplicemente, si esiste.

La vita è buio spettrale o luce abbacinante,
feroce carnefice o mite medicamento.
Ti sputa addosso: ostile, deforme, arcigna;
poi, si veste di fresco e ti alita contro una gioia quieta.
Ti spia in silenzio, e in silenzio attende;
un fremito o un'inquietudine le dirà che sei pronto a viverla,
affinché non resti solo un sogno ciò che può e potremmo essere.
L'azzardo è l'essenza del vivere, l'inciampo la sua vertigine;
col tempo, s'impara a rimettersi in piedi, sempre più in fretta.
La vita è cadere..viverla è rialzarsi.


Grazie a tutti per il tempo che mi avete dedicato

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