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Venerdì, 24 Febbraio 2017

Nella sala del Circolo Cittadino di Castrovillari è stato consegnato il “Premio Carnevale” che la Pro Loco, consegna ogni anno a personalità calabresi, operanti nel mondo della cultura, della politica, dell’arte, dell’enogastronomia ecc., che con il loro operato rendono onore e portano alla ribalta la loro terra di origine. Quest’anno il premio, realizzato, come sempre, dal noto orafo Gerardo Sacco, giunto alla sua XIV edizione è stato consegnato:

a Vincenzo Bonifati  con la seguente motivazione   : “Per la sua opera di ricerca  e per l’intenso lavoro nel campo specialistico che ne fanno un esempio di alto profilo nel panorama della Comunità Medico Scientifica Internazionale”.  A premiarlo, il presidente della Pro loco, Eugenio Iannelli. “Premio Carnevale” a Nicola Paldino: “Per aver promosso e diretto il processo di autoriforma che ha preservato i valori e la storia del Credito Cooperativo riuscendo a coniugare la professionalità con le doti umane che  possiede chi si trova a diretto contatto con le difficoltà  di famiglie e di imprese  in questa difficile congiuntura economica, oltre al sostegno ed alla  spiccata sensibilità dimostrata verso tutte le iniziative culturali dell’intero territorio regionale”. A premiarlo, il Vicesindaco di Castrovillari, Francesca Dorato e il Consigliere Provinciale, Vincenzo Tamburi.

Vincenzo Bonifati  castrovillarese doc, dopo la laurea in Medicina, e la specializzazione in Neurologia presso l’Universita’ Sapienza di Roma, dal 1992 ha fatto parte del centro per la diagnosi e terapia della malattia di Parkinson presso la stessa Universita’, nel gruppo diretto dal Prof. Giuseppe Meco, conducendo ricerche cliniche ed epidemiologiche con particolare riferimento alla familiarita’ ed al ruolo dei fattori genetici nella malattia di Parkinson. Questi studi lo hanno condotto a collaborare sempre piu’ strettamente con i principali centri di ricerca Italiani ed europei, tra cui la Universita’ Erasmus, a Rotterdam, in Olanda. E’ autore di piu’ di 175 pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali; questi lavori sono stati citati gia’ piu’ di 12.000 volte nella letteratura scientifica negli ultimi 15 anni. Il suo articolo piu’ famoso, e’ stato citato piu’ di 1500 volte, e per questo e’ entrato a far parte dei “classici” nella letteratura scientifica. L’obiettivo principale delle sue ricerche e’ la comprensione dei meccanismi biologici e molecolari della Malattia di Parkinson, per sviluppare nuove terapie per questa terribile malattia, che resta ancora oggi curabile (ed in molti casi con buoni risultati per molti anni), ma non ancora guaribile. Ha ricevuto vari premi e riconoscimenti scientifici nazionali ed internazionali, tra cui la prestigiosa elezione a “corresponding fellow” (membro corrispondente) della American Neurological Association.

Nicola Paldino  presidente della Federazione Calabrese delle BCC., presidente della BCC Mediocrati, è nel Credito Cooperativo dal 1990.
Già presidente della Cassa Rurale di Bisignano, è stato tra i protagonisti della fusione che, nel 1999, ha unito le tre Casse Rurali di Bisignano, Luzzi e Rota Greca, dando vita alla Banca di Credito Cooperativo Mediocrati. Amministratore unico del consorzio In.Cra, fornitore di servizi per il back-office delle BCC, Paldino è anche membro del consiglio di Amministrazione di ICCREA Banca, l’istituto di secondo livello delle BCC italiane.

Le motivazioni sono state lette da Minella Bloise, e rimarcate dal prof. Leonardo Alario della Consulta Scientifica della Pro Loco . A Raccontare dei due premiati,  per il dr. Paldino, Mario Galima, amico e direttore di banca in pensione; per il dr. Vincenzo Bonifati lo storico, Gianluigi Trombetti amico fraterno del ricercatore. A fare gli onori di casa, il presidente del Circolo Cittadino, Angelo Giannoni. Al tavolo, il presidente della Pro Loco, Eugenio Iannelli, Il Vicesindaco di Castrovillari, Francesca Dorato, il Consigliere Provinciale, Vincenzo Tamburi e il Direttore Artistico della Pro Loco, Gerardo Bonifati che ha moderato la serata.

Prima di consegnare il Premio Carnevale, nelle vesti di “ RE BURLONE” ( Massimo La Falce della Compagnia Teatrale “J Pirrupaijni” , testi di Mena Filpo) ,  ad un parterre  d’eccezione ,  ha brindato al Carnevale, con il vino dell’azienda “Campo verde “ anche se,  dovrà aspettare fino a giovedì grasso per ricevere dalle mani del Sindaco Lo Polito,  le chiavi della  città per aprire le porte al mascheramento e alla gioia. Nelle vesti della Quaresima, Marilena La Polla; le coreografie sono state affidate all’Associazione Culturale C.E.A. di Tilde Nocera mentre, gli intermezzi musicali alla giovane violoncellista castrovillarese, Monica Cafarelli.

 (foto di Giuseppe Iazzolino)

Per chi volesse sostenere l’evento, lo può fare attraverso la “Lotteria del Carnevale”,  sponsorizzata da “Paponetti Gioielleria” di Castrovillari   e distribuita dalla nascente delivery agency  “ Tic Toc” di due giovani castrovillaresi, Giovanni De Santo e Fernando Loricchio.

Il Carnevale è organizzato dalla Pro Loco cittadina in collaborazione con la locale Amministrazione Comunale,  la Regione Calabria, il Parco Nazionale del Pollino, la BCC Medio Crati di Rende, la Gas Pollino , patrocinata dalla Provincia di Cosenza e sostenuta da numerosi sponsor privati che da anni credono nella manifestazione ed impreziosita dai brand A.C.T. ( Ambiente, Cultura,Turismo) e da “ Castrovillari Città Festival”.

 

Un sogno che muove i primi passi e che parte proprio dalla giovani generazioni per cercare di costruire un sistema di consapevolezza e ottimizzare l'offerta turistica già esistente. Grande successo per “Archeologica, dentro la storia”, la manifestazione che si è svolta a Trebisacce il 3 e 4 febbraio scorsi, e che ha visto la partecipazione dei Sindaci dell'Alto Jonio cosentino, di docenti ed esperti del settore, di associazioni di categoria e di moltissime realtà che quotidianamente contribuiscono allo sviluppo locale e alla valorizzazione delle risorse identitarie del nostro territorio.

Fare rete e coordinare azioni di promozione turistica, anche in vista di un'opportunità come Matera 2019, Capitale Europea della Cultura, sono stati gli obiettivi dell'iniziativa voluta fortemente da tutta l'amministrazione di Trebisacce, il Sindaco Franco Mundo, condivisa e partecipata dai sindaci del territorio che, insieme a Officine delle Idee, hanno dato il via a un virtuoso processo partecipativo dal basso, al fine di esaltare le eccellenze e la storia locali come attrattori turistici.
Innovazione tecnologica, tradizioni enogastronomiche, identità, storia e cultura: questi gli ingredienti di una ricetta di promozione territoriale che punta all'archeologia come strumento di sviluppo economico, ma non solo! Tra gli argomenti della tavola rotonda anche il cibo e le produzioni locali, risorse preziose per la valorizzazione di tutta la Regione Calabria.

Migliorare la fruizione dell'offerta già presente, ampliandone la visibilità anche attraverso gli strumenti multimediali di ultima generazione”, così racconta Antonio Blandi di Officine delle Idee, promotore dell'evento, che durante la manifestazione dedicata al turismo esperienziale ha presentato “Inside History”, un'applicazione mobile per scoprire e immergersi totalmente tra la storia e le bellezze del territorio. Insomma una guida multimediale e interattiva tra il paesaggio urbano, antico, moderno e contemporaneo per diventare “archeonauti” esperti e ricostruire la memoria storica dei nostri luoghi.

All'indomani di questa prima edizione, che ha visto la partecipazione attiva delle Istituzioni regionali e delle scuole del territorio, c'è solo da rimboccarsi le maniche e iniziare a programmare i prossimi passi, con l'obiettivo di rendere concrete le aspirazione e trasformare le criticità in valore aggiunto.

Una scuola al passo con i tempi. Azioni mirate alla crescita socio culturale dei propri alunni e della comunità sociale in cui opera quotidianamente. Innumerevoli eventi innovativi. Sono questi alcuni elementi caratterizzanti dell’Istituto comprensivo Crosia Mirto. Una realtà scolastica che vive il presente ed è proiettata nel futuro, attraverso le attività didattiche e progettuali. Infatti, la scuola guidata dal dirigente Rachele Donnici sta accumulando una lunga serie di riconoscimenti, in ambito regionale e nazionale. L’ultima selezione superata, in ordine di tempo, riguarda un progetto per la realizzazione di un atelier creativo nella scuola secondaria di primo grado (scuola media).  Fra le oltre 3mila e 400 proposte arrivate al Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, c’è anche l’idea progettuale del Comprensivo crosimirtese. Un lavoro che è stato analizzato e ritenuto valido dall’apposita Commissione esaminatrice, difatti, compare fra quelli che verranno finanziati. L’iniziativa rientra nell’ambito del Pnsd, Piano nazionale scuola digitale. La scuola di Mirto Crosia, che ha partecipato singolarmente, intende realizzare un’azione mirata a promuovere la consapevolezza delle proprie origini calabresi, sottolineando la bellezza e la ricchezza delle Terre Jonico/Silane. Dunque, il bisogno oggettivo di sensibilizzare alla storia, all’archeologia, all’arte e all’architettura introducendo elementi innovativi e tecnologicamente avanzati. Il progetto redatto dal Comprensivo di Mirto Crosia vuole, altresì, potenziare l’apprendimento attraverso la sperimentazione diretta e l’uso di supporti digitali innovativi. La creatività del prodotto finale partirà dalla sperimentazione manuale e artigianale per poi trasferirsi, in un approccio più moderno, in direzione informatica con la stampa tridimensionale degli elementi concepiti a monte, dapprima, elaborati con metodologie classiche d’apprendimento, e infine materializzate con strumenti tecnologici di ultima generazione.   

La dirigente Donnici ha evidenziato che il progetto prevede la realizzazione di spazi organizzati e supporti per stimolare il coinvolgimento, la partecipazione attiva e la cooperazione degli alunni. L’insieme delle attività da realizzare e le attrezzature di cui dotarsi saranno rivolte alla creatività degli alunni che, attraverso la guida degli insegnanti, potranno utilizzare i mezzi messi a disposizione per la realizzazione di piccole mostre dei propri lavori, ma anche di piccoli eventi nei quali coinvolgere anche i genitori.  La dottoressa Donnici, inoltre, ha evidenziato che gli spazi in cui muoversi saranno attrezzati in maniera dinamica e studiati in modo da permettere l’esposizione del prodotto finale attraverso un percorso formativo che, partendo dalla concezione dell’elemento artistico, arrivi alla sua realizzazione attraversando varie metodologie di approccio

L’idea, dunque, è di dotarsi di una programmazione che dia più spazio alle attività pratiche e laboratoriali legate alla tematica della storia, dell’arte e dell’architettura introducendo elementi innovativi e tecnologicamente avanzati. L’input del progetto è proprio quello di “fare gruppo”, anche con l’affiancamento di soggetti esterni che, attraverso la loro passione professionale, riescano a sensibilizzare gli studenti alla bellezza delle risorse artistiche del proprio paese.

Il plesso scolastico in cui realizzare le suddette attività, la scuola media, è dotato di un’ampia porzione di fabbricato, circa 120 mq, e comprende  un’aula già destinata a laboratorio artistico ed un’altra stanza contigua più grande. L’idea progettuale è rendere comunicanti le due stanze in modo da avere continuità formale e funzionale dello spazio molto ampio da permettere la facile organizzazione in aree lavorative distinte, comprensive anche di spazi espositivi.

 

"È mio preciso dovere difendere e tutelare la città che amministro.

Un compito per nulla semplice in alcuni momenti, eppure sempre molto entusiasmante.

A un sindaco è chiesto di gestire al meglio quello che esiste e che funziona, di trovare soluzioni ai problemi che eredita all'inizio del proprio mandato e anche a quelli che si presentano in corsa.

Ma, cosa più importante, è chiesto di avere una visione, un progetto, degli obiettivi. Tutti - per come interpreto io questo compito - volti ad agire per fare in modo che la città possa non solo assestarsi su livelli minimi di vivibilità, ma anche proiettarsi verso il miglioramento.

Guardare come sarà il futuro, a partire da quello che si fa nel presente: solo così si possono raggiungere obiettivi e si può costruire.

Ed è questo lo spirito con cui nei giorni scorsi sono intervenuta sull'apertura di una sezione del liceo a Mirto.

Nessun riferimento al fatto che i ragazzi sarebbero stati trasferiti da Cariati a Mirto appena iscritti. Un'interpretazione completamente, se non volutamente, errata delle mie parole. Io ho fatto riferimento a conseguenze del medio e lungo termine. Che sì, considero ancora realistiche.

Desidero che Cariati sia un centro pieno di fermento, un polo che attiri. Senza che i ragazzi o i loro genitori, col tempo, sentano la necessità di scegliere posti più centrali. Siamo noi il centro.

Non credo che i genitori e i ragazzi possano aver travisato le mie parole. Forse, è stato qualcun altro a cercare di instillare dubbi e a provare a rendere anche più pesante l'atmosfera tra i professori. Non penso, tuttavia, che si riuscirà in nessuno dei due intenti.

Il liceo Stefano Patrizi di Cariati è un liceo dalla storia gloriosa, che ha visto passare giovani diventati oggi validi professionisti:

magistrati, avvocati, medici, scienziati, professori, imprenditori, manager. E che ha avuto grandi insegnanti, di cultura e di vita.

Inoltre, i professori di tutte le scuole superiori presenti a Cariati e con i quali a breve mi confronterò per capire il perché della loro posizione, hanno la mia stima e il mio rispetto per l'importante compito che svolgono nella crescita dei nostri ragazzi.

La scelta di aprire una nuova sezione, certo, è legittima. E lo è anche quella di farlo in sordina. Insomma, se l'ho saputo dai giornali forse qualcosa di strano c'è. Chi costruisce con serenità, parla del proprio progetto, promuove, e magari si confronta con gli altri soggetti in vari modi coinvolti. Tutto questo non è avvenuto. Per cui, il dubbio che si lavori in modo non troppo trasparente non solo è legittimo, ma per quanto mi riguarda, nella mia funzione di sindaco, è doveroso.

Cariati non è mia, è di tutti noi. E un po' anche di chi viene a trovarci, per diletto, per lavoro o per studio".

È questo il titolo di un convegno che si è tenuto sabato 28 gennaio presso la sala teatro Istituto Fratelli Bandiera a Cosenza. L’incontro è stato organizzato dal meetup “Cosenza e oltre” . L’intento è stato quello di presentare un Documento Programmatico in cui sono contenuti i punti essenziali di un progetto di radicale rinnovamento della scuola ai portavoce del Movimento 5 Stelle alcuni dei quali componenti della commissione Istruzione e Cultura. All’evento hanno, pertanto, partecipato il senatore Nicola Morra, Silvia Chimienti, Maria Marzana, Luigi Gallo, Valente Simone e Romolo Perrotta ricercatore Unical. Il laboratorio è stato un esperimento di “cittadinanza attiva” e di partecipazione diretta , una forma di collaborazione diretta tra i cittadini e i suoi rappresentanti nelle istituzioni. L’idea è quella di un rinnovamento della scuola alla radice perché le “riforme” degli ultimi anni, contenenti altisonanti dichiarazioni di principio, hanno lasciato inalterato, se non peggiorato, il sistema dell’istruzione, della formazione e dell’educazione. Una scuola rinnovata che non cancella, ma valorizza le esperienze didattiche (spesso frustrate da protocolli e burocrazie, o non riconosciute) di tanti insegnanti. Ulteriormente rinforzata relativamente agli aspetti metodologici e contenutistici, la scuola torna a essere momento formativo della persona. Una scuola dove  l’educazione e la formazione integrale vanno molto oltre il mero saper leggere, scrivere e far di conto. Per questo gli educandi (da 0 a 18 anni) sono al centro dell’attività formativa e dei Progetti educativi elaborati in ogni comunità scolastica. Gli insegnati, a qualsiasi livello, sono anzitutto educatori e poi anche esperti di alcuni ambiti del sapere. Il preside, non nominato ma eletto all’interno della comunità scolastica, è un educatore, responsabile e garante dell’azione educativa. I genitori diventano parte attiva del processo educativo . Per far ciò occorre la volontà politica di sburocratizzare il sistema scolastico nelle sue strutture portanti attuali e rivedere radicalmente semplificando (con poche, ma chiare leggi) la normativa esistente prevedendo fasi transitorie necessarie in tempi congrui, ma non biblici. “Crediamo in una società migliore di questa. Crediamo che la scuola rappresenti la chiave di vòlta e l’epicentro critico per formare la persona, ossia l’individuo nella pienezza dei propri diritti e doveri, cambiare la società e garantire il funzionamento delle istituzioni. Crediamo che sia giunto il momento di cambiare radicalmente la scuola”!

Cosenza e Oltre - Meetup delle Idee

 

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