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Un Inno alla Solidarietà Femminile e alla Rinascita della Fede"

Un evento senza precedenti sta per illuminare Napoli, fondendo letteratura, musica e spiritualità, e diffondendo un'aura di solidarietà femminile. Il 23 aprile alle 18:00, presso la Chiesa di San Potito in Via Salvatore Tommasi 1, si terrà il ritorno, dopo 12 mesi dal suo debutto, del libro di successo "La Vicina di Zeffirelli" di Gaia Zucchi, che celebra l'amicizia femminile e la scoperta personale della fede cattolica attraverso un dialogo profondo con il Maestro Franco Zeffirelli.

L'attrice, invitata dall'associazione culturale e musicale "Ad Alta Voce Ets", presieduta dal Maestro Carlo Morelli, ha desiderato la presenza della sua amica e sostenitrice, l'imprenditrice Lorena Rutigliano, fondatrice della LM, nota per il suo impegno verso le donne e il sociale.

L'evento, curato dall'architetto Daniela Rinaldini, vedrà la partecipazione di eminenti figure come il giornalista Rai Giovanni Occhiello, moderatore dell'incontro, Walter Garibaldi e Andrea Di Bella alle letture, e gli interventi musicali del "That's Napoli Live Show", Mariano Lambiase e Andrea Sensale.

L'incontro, ad ingresso libero, segna il primo appuntamento per la rinascita della storica Chiesa di San Potito, recentemente restaurata, che ospita opere di Nicolò De Simone, Giacinto Diano, Luca Giordano e Andrea Vaccaro.

Gaia Zucchi, nata nell'abbraccio di Roma antica e eterna, ha intessuto la sua trama di vita con i fili dell'arte e della nobiltà. Cresciuta nell'ombra di figure storiche, si è distinta sul palcoscenico della vita, dove ha imparato a trasformare ogni esperienza in una perla di saggezza. La sua biografia è un affresco vivente che racconta di trionfi e sogni, di scene e di pagine scritte con il cuore.

Nata a Roma nel 1970, ha origini aristocratiche da parte di madre. Ha un fratello e una sorella, Marco e Simona. Il suo bisnonno era il generale Rodolfo Corselli, giornalista e saggista di arti militari; mentre il nonno era il tenente del Regio Esercito Aldo Zucchi, decorato alla memoria medaglia d'oro al valor militare.

Si è diplomata in recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia,allora diretto da Lina Wertmüller, dove si è formata con docenti come Goliarda Sapienza e Attilio Corsini, e ha anche conseguito la laurea in psicologia.

Ha lavorato come fotomodella e, successivamente, è stata interprete di fotoromanzi sulle riviste Cioè e Lanciostory. Sono seguiti molti spot pubblicitari televisivi e temporanee apparizioni come showgirl a Che tempo che fa, Scommettiamo che e altre trasmissioni RAI.

Nel 1995 viene diretta da Tinto Brass nel film Fermo posta Tinto Brass.

Gaia Zucchi è stata attiva nel mondo dello spettacolo soprattutto nell'ultimo decennio del XX secolo, avendo preso parte a numerosi spettacoli teatrali, quali Voglia matta - Anni 60 di Attilio Corsini, e varie produzioni cinematografiche e televisive.

Nel 2023 ha pubblicato un libro autobiografico, La vicina di Zeffirelli, in cui è descritta l'amicizia da lei avuta con il regista Franco Zeffirelli, suo mentore artistico.

È stata sposata col produttore cinematografico Francesco Papa. Dal matrimonio è nato Leonardo, anch'egli produttore. In seguito ha avuto una relazione col produttore discografico Tullio Mattone. Dalla relazione con l'imprenditore napoletano Massimo Mignano è nata invece la figlia Mia.

In occasione del centenario della nascita di Franco Zeffirelli,è uscito il romanzo di Gaia Zucchi, “La Vicina di Zeffirelli” (De Nigris Editori). Un libro “irriverente” e dall’animo ribelle. Proprio come l’autrice, Gaia Zucchi, attrice non convenzionale che, per la prima volta, si racconta in un’esplosione di ironia e sincerità. È un susseguirsi di storie di sogni infranti ed esauditi, fughe dalla normalità per inseguire le gioie più immense e nascoste. 

Ma anche segreti e aneddoti di una vita sopra le righe, vissuta con delicatezza. Un racconto che gira intorno alla grande amicizia con il Maestro Zeffirelli, per oltre quindici anni suo vicino di casa, mentore e fonte d’ispirazione. “Gironzolo nel parco della mia nuova villa e vedo un signore, con delle cesoie, tagliare delle porzioni di siepi. 

Lo riconosco immediatamente. Due occhi blu potentissimi. Inizio a sognare, sarebbe meraviglioso mi dirigesse in una trentina di pellicole. Ha avuto una grande fortuna nel conoscermi”, questo il ricordo del primo incontro col famoso regista. 

In Teatro è stata diretta da registi del calibro di Attilio Corsini e Luca Ronconi. 

 

“La vicina di Zeffirelli”, la cui prefazione è stata scritta da Maria Giovanna Elmi, è il suo primo romanzo  

100 domande e 100 risposte. Può sembrare un programma ambizioso per qualsiasi argomento e se l’oggetto è l’evoluzione il programma appare ancora più incredibile. Perché? Perché l’evoluzione, intesa come quel “vasto ed erudito affresco del nostro passato che trova nell’uomo il suo punto culminante”, è un tema intoccabile che, durante il percorso scolastico, viene affrontato come un “fatto” da descrivere nella sua storicità più evidente. Le risposte vengono da uno studioso, non di biologia o di paleontologia, ma di filosofia, Dominique Tassot, laureato in ingegneria all’École des Mines di Parigi, per curiosità intellettuale si laurea in filosofia e si occupa dei rapporti tra scienza e fede. Sul tema dell’evoluzionismo ha molto scritto e dibattuto, forse proprio perché filosofo e quindi più libero di fronte ad un tema tabù tra molti scienziati. Chi non lo vede come un tabù è, però, Pierre Rabischong, medico, ex preside della Facoltà di medicina di Montpellier che ha scritto la prefazione all’edizione francese (Via Romana, 2021), tradotta ora in italiano col titolo, L’evoluzione in 100 domande e risposte (edizioni Piane, ottobre 2023). Rabischong prende atto del complesso problema che ci troviamo davanti e si pone anche lui delle domande: se “esiste un’unica verità o dobbiamo accettare diverse visioni, (…), più o meno appassionate se non appassionanti?”. Altra domanda se “tutti questi cambiamenti e la comparsa di nuove varianti siano frutto del caso o se siano dovuti a un intervento esterno di una grande sapienza tecnica”. Tassot parte dai fossili che, nella vulgata comune, sono “sinonimo di evoluzione”, ma che si manifestano come un problema per la teoria stessa mancando quelli intermedi. La teoria degli equilibri punteggiati (Stephen J. Gould, Nils Eldredge) ha cercato di mettere la famosa toppa peggiore del buco, arrivando “ai limiti della prestidigitazione”. Il gradualismo rendeva credibile la teoria di Darwin, ma mancano gli anelli intermedi, allora arriva l’idea degli equilibri punteggiati: niente evoluzione graduale, ma brusca e rapida che spiega l’assenza di fossili di transizione.  Abilissimi Gould ed Eldredge, ma “a patto di non dimenticare che questa dimostrazione non ha nessun valore, perché presuppone il “fatto” di questa evoluzione invisibile che dovrebbe dimostrare”. Altra frase “magica” è “la sopravvivenza del più adatto”, la fitness, il vantaggio selettivo che “non è altro che la capacità di sopravvivere. Dire che i più adatti sopravvivono è una tautologia. Abbiamo l’impressione di aver capito, ma in realtà non abbiamo dimostrato nulla”. Un grande matematico, René Thom, parlò infatti dell’evoluzionismo come di una teoria “puramente linguistica, non matematica”. Dieci capitoli con dieci domande ciascuno che affrontano tutti i temi più controversi: gli organi vestigiali, le mutazioni casuali che sono regressive e non producono nuove informazioni genetiche funzionali che potrebbero portare a una nuova forma di vita. Il mutante è l’albino o il daltonico, non il superuomo. Un capitolo interessante è quello della critica attraverso la logica esaminando “il valore dei suoi ragionamenti e il rigore delle dimostrazioni”. Il termine “evoluzione” non avrebbe senso se non distinguiamo la macro (“comparsa di un nuovo organo all’interno di una specie”) e la microevoluzione (“variazioni ereditarie all’interno di una specie”) e gli evoluzionisti, “mantenendo la stessa parola per questi due significati molto diversi, quasi opposti, (…) usano le numerose prove ben attestate della microevoluzione per dar credito alla macroevoluzione, l’unica ipotesi con importanti implicazioni ideologiche”.  L’evoluzione è un fatto e ben accertato e basta, “allora non c’è bisogno di dimostrazioni”, ma il “fatto” evolutivo necessita di una spiegazione che manca. Entra così in campo il fattore “tempo” che, da solo compirà il miracolo e che moltiplicato per la selezione naturale “può avere effetti prodigiosi: «non resta che aspettare», ma continuiamo a non dimostrare nulla: “perché una pietra diventi una statua, lo scultore deve tagliarla e darle la forma”. Altri capitoli si soffermano su l’uomo e i suoi antenati, gli aspetti politici e sociali dell’evoluzione e il rapporto con le religioni. Proprio su questo si può fare un appunto all’autore: quello di avere completamente ignorato gli scritti del Card. Joseph Ratzinger-Benedetto XVI nonostante l’ultimo capitolo dedicato proprio alla Chiesa cattolica, ma il libro resta interessante e ricco di stimoli per approfondire un tema per niente scontato.

 

 

Federico Bianca con il suo esordio letterario ha vinto il riconoscimento “Silver Book” alla prima edizione del “Premio Roma International”, manifestazione nata con lo scopo di scoprire nuovi talenti, portando nella Città eterna – inimitabile culla di cultura - autori provenienti da ogni parte del mondo. Il contest ha stimolato gli artisti a nuove creazioni ispirate dalle bellezza che la città stessa esprime, ed ha riscosso gradimento e una folta partecipazione. 

Dopo il primo posto della sezione Narrativa Saggio di “Etna book”, i racconti di “Riscatto” (alcuni erano già apparsi su antologie e concorsi nazionali), per i tipi di Felici Editore, continuano a ricevere consenso professionale. La cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 16 marzo presso lo splendido Teatro Ghione, a Via delle Fornaci nr. 37. 

Vi presenzieranno prestigiosi ospiti provenienti dalle varie discipline artistiche, a ritirare sul palco un doveroso tributo alle loro carriere. L’inizio della cerimonia è previsto alle ore 20.00, e l’ingresso sarà libero fino ad esaurimento posti. Infine, il giorno 18 marzo, presso lo Spazio5 in via Crescenzio 99/d, a partire dalle ore 18.00, si potrà assistere alla prima presentazione romana di “Riscatto”.  Relatori per l’occasione: la giornalista, scrittrice e conduttrice tv Cinzia Tani ed il regista, sceneggiatore e anche giornalista Pierfrancesco Campanella. Letture tratte dal volume a cura dello scrittore e poeta Alessandro Porri.

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