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A nostro modesto avviso, gli investimenti rappresentano, senza alcun dubbio, una sorta di "carburante" per avviare il motore della crescita economica e sociale del Mezzogiorno. A questo punto, va detto, anche, senza mezzi termini, che nell'ultimo decennio gli investimenti sono leggermente aumentati nel Centro-Nord(del 2% circa, Fonte Istat), passando da poco meno di 227 miliardi, agli attuali 230 miliardi (l'8o% circa, del totale degli investimenti), mentre nel Mezzogiorno si sono ridotti del 20% circa, scendendo da 74 a 62 miliardi. Pertanto, noi riteniamo  che i poteri politici debbano cambiare rotta, destinando le, già, poche risorse disponibili, verso mirati investimenti infrastrutturali, su realtà specifiche del  territorio italiano, soprattutto al Sud. In conclusione, diciamo che soprattutto, la Politica meridionale, inizi da decisioni, ragionate e coraggiose, ovvero, definendo da un lato, una sostenibile politica industriale e, dall'altro lato, abbattendo la gigantesca evasione fiscale,dando vita ad uno sviluppo sociale ed economico, azzerando l'italica arte, di arrangiarsi.

C'è un macchinario che aiuta a migliorare l'equilibrio simulando di sciare, un sistema robotizzato per la riabilitazione del passo in cui ci si allena immaginando una camminata in campagna e, ancora, un computer che aiuta nella riabilitazione della mano fingendo di prendere o spostare oggetti da una cucina.
Sono solo alcune delle strumentazioni acquistate dal Centro di riabilitazione AIAS di Acireale che compongono la nuovissima sezione di Riabilitazione robotica. Questa mattina, alla presenza delle Istituzioni e di tutti gli operatori dell'AIAS, il Presidente Armando Sorbello, il Vescovo di Acireale Mons. Antonino Raspanti, il Direttore generale dell'ASP Maurizio Lanza insieme ai dirigenti dell'Azienda sanitaria, hanno tagliato il nastro dei nuovi locali: due grandi ambienti interamente dedicati alle attività riabilitative con l'ausilio delle nuove tecnologie.
“Oggi per noi dell'AIAS è una giornata di grande festa, ci siamo impegnati molto per acquistare questi nuovi ausili, che già stanno dando risposte molte positive per i nostri Assistiti – ha sottolineato il Presidente della Sezione AIAS di Acireale, Armando Sorbello – Abbiamo puntato molto anche sulla formazione dei nostri operatori, facendoli partecipare a dei corsi specifici presso la Fondazione Don Carlo Gnocchi a Roma”. Le otto strumentazioni tecnologiche sono state acquistate con fondi dell'AIAS e accedendo anche ad un bando regionale del PO Fesr 2014-2020. “Quando alla manualità si aggiungono le nuove tecnologie, i processi di recupero sono certamente più veloci – ha detto il Direttore generale dell'ASP, Maurizio Lanza – Un plauso dunque all'AIAS, che rappresenta un fiore all'occhiello nel campo della riabilitazione della nostra provincia e che ha saputo osare, investendo sulle nuove tecnologie”.
Tra le strumentazioni, il G-eo System è un sistema robotico per la riabilitazione della funzionalità del cammino, che offre un feedback costante al computer utilizzato dal fisioterapista: questo consente un “controllo intelligente” dell'attività riabilitativa, fornendo in tempo reale i dati del paziente con difficoltà motorie e cognitive e stimolandolo passo dopo passo a compiere nuovi progressi. La seconda aula è dedicata interamente ad ausili e computer specifici per la riabilitazione degli arti superiori. Tutte le strumentazioni possono essere utilizzate per la riabilitazione di adulti e bambini e, in particolare, per persone colpite da ictus, per pazienti con Sclerosi multipla o Parkinson, per le neuropatie in generale ma anche per la riabilitazione cognitiva, ad esempio per bambini con autismo.
Dopo la benedizione del vescovo Mons. Raspanti e il taglio del nastro, è seguito un convegno per illustrare le potenzialità delle tecnologie acquistate dall'AIAS. All'inaugurazione di stamani erano presenti, tra gli altri, il Comandante dei Carabinieri di Acireale Marco Rubino, il Comandante di Stazione Vito Polignano, il Comandante della Guardia di Finanza di Acireale Francesca Zerbito, il direttore dell'Unità operativa centrale dell'ASP di Catania Marco Ciriacono, il Direttore del distretto acese dell'ASP Agata Lanteri, il Direttore sanitario dell'ASP di Catania Nino Rapisarda, il responsabile della riabilitazione dell'Azienda sanitaria provinciale Nunzio Papotto, il Direttore del SIAV dell'ASP etnea Antonino Leonardi, il Segretario nazionale dell'AIAS Domenico D'Agata, l'intero Consiglio direttivo dell'AIAS di Acireale.

I solenni festeggiamenti in onore di San Giuseppe, tenutisi nel meno consueto periodo settembrino, sono stati chiusi, domenica a Giarratana, dalle due tradizionali processioni che hanno ravvivato le vie del centro. La prima a mezzogiorno quando l’uscita del simulacro è stata salutata, tra un’esplosione di colori, da una folla festante di fedeli e devoti che hanno voluto rendere onore al patriarca. Sono gli stessi che hanno seguito con trasporto il giro per le vie del nucleo storico del centro montano. In serata, poi, sempre dalla chiesa Madre, l’altra uscita alla presenza dei rappresentanti istituzionali. Il percorso seguito ha toccato le vie principali della Perla degli Iblei sino al rientro, registratosi a tarda sera. Subito dopo, il simulacro è stato riposto nella cappella dell’altare maggiore. Prima, però, c’è stato spazio per lo spettacolo pirotecnico. Un altro momento partecipato e significativo, ieri, della giornata conclusiva dei festeggiamenti, è stato rappresentato dalla tradizionale cena sul sagrato della chiesa Madre grazie alla quale è stato possibile raccogliere i fondi che saranno poi devoluti in beneficenza. Le due processioni sono state accompagnate dalla banda musicale “Vincenzo Bellini” di Giarratana. Tra gli altri momenti da mettere in rilievo lo spettacolo di video mapping 3D sul sagrato della chiesa Madre, molto apprezzato dai presenti. Ma anche lo spettacolo pirotecnico in contrada Pianazzo che, di fatto, ha concluso la giornata, è risultato meritevole di considerazione. Anche quest’anno, dunque, la comunità dei fedeli di Giarratana ha avuto l’opportunità di celebrare per due volte il santo patriarca, nel tradizionale periodo di marzo e in quello un po’ meno usuale di settembre. Dopo la reposizione del simulacro nella cappella dell’altare maggiore, l’appuntamento è stato rinnovato alla prossima primavera quando San Giuseppe tornerà di nuovo ad essere acclamato dai propri devoti e fedeli.

Opere d’arte di grande valore artistico e culturale che riguardano un arco di tempo fra il ’700 ed il secolo XX: il sacerdote Michele Antonino Crociata ha donato al Comune il suo prezioso patrimonio liturgico in oro e argento riguardante calici d’oro e piattelli, candelabri, pisside, ampolline e una croce a stile alta oltre due metri

Il patrimonio artistico regalato al Comune dal professore Michele Antonino Crociata resterà permanentemente visitabile nella sala del Cinquecentenario  di corso Bernardo Mattarella.

«Non possiamo che essere grati al professore Michele Antonino Crociata che con un gesto di vera generosità ha deciso di donare al Comune, quindi all’intera comunità castellammarese, il suo prezioso patrimonio liturgico in oro e argento -affermano il sindaco Nicola Rizzo ed il suo vice Giuseppe Cruciata-. Si tratta di opere d’arte come ad esempio la croce a stile d’argento con crocifisso d’oro del XVIII secolo di oltre due metri e vari calici intarsiati e con bassorilievi nonché candelabri e ampolle, che arricchiscono la dotazione artistica e culturale municipale e saranno permanentemente visitabili nella sala del Cinquecentenario dove abbiamo predisposto apposita teca. Invitiamo la cittadinanza a partecipare alla cerimonia di passaggio della proprietà con l’esposizione al pubblico delle opere d’arte donate alla collettività  da padre Crociata»

La cerimonia di passaggio della proprietà si è tenuta ieri nella sala del Cinquecentenario, nel giorno del settantacinquesimo compleanno di padre Crociata. Ai presenti sarà donata una copia del testo “Storia di Castellammare”, pubblicato dal professore Crociata nel 2016.

Nella foto: la croce a stile d’argento e con crocifisso d’oro del XVIII secolo donata da Michele Antonino Crociata  al Comune (metri 2,28 x0,28).

Una straordinaria festa di popolo. Un momento molto significativo per Giarratana. Sono andati in archivio, ieri, a tarda notte, i solenni festeggiamenti in onore del patrono San Bartolomeo. Dopo una intera giornata dedicata alla venerazione del simulacro, la conclusione è stata affidata, in contrada Presti, al grandioso spettacolo pirotecnico curato dalla pluripremiata ditta Zio Piro di Gianni Vaccalluzzo da Belpasso. E, in effetti, i fantasmagorici fuochi artificiali hanno concluso degnamente un’intera giornata che sarà ricordata a lungo a Giarratana. All’intero comitato dei festeggiamenti, ai portatori e a tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita delle celebrazioni sono arrivati i complimenti dell’intera comunità giarratanese oltre che da tutti i visitatori arrivati da fuori. Non era facile riuscire a superare il fatto che quest’anno, a causa dei lavori di ristrutturazione che stanno interessando la chiesa patronale, la Sciuta sarebbe stata effettuata dalla chiesa Madre. Eppure, grazie all’impegno di tutti, all’attenzione riversata dalle varie componenti di un’articolata manifestazione dal notevole afflato religioso, la festa di San Bartolomeo apostolo di quest’anno non ha avuto nulla in meno rispetto alle precedenti edizioni. Anzi, forse la necessità di colmare, per così dire, il gap, ha fatto sì che tutti mettessero una marcia in più per garantire la migliore riuscita di celebrazioni straordinarie. L’arrivo della processione, con il simulacro, nella chiesa di San Bartolomeo apostolo è stato caratterizzato dal solenne panegirico sul sagrato. Da qui, si è poi avuta la traslazione del simulacro del santo patrono condotto a spalla sino alla chiesa Madre dove è stato riposto, temporaneamente e sino a quando i lavori nella chiesa di San Bartolomeo non saranno completati, nella cappella a lui dedicata. La celebrazione eucaristica serale presieduta dal predicatore, don Fabio Randello, parroco della parrocchia matrice Santa Margherita di Licodia Eubea, diocesi di Caltagirone, è stata molto partecipata, alla presenza delle autorità civili e militari, così come la processione avviata subito dopo che ha interessato le principali vie di Giarratana. Il parroco, don Mariusz Starczewski, ha voluto porre l’accento sui cristiani perseguitati e sui fratelli nella fede uccisi per l’odio alla fede. “Essere devoti a San Bartolomeo – ha detto – significa anche essere solidali con loro, chiedere la giustizia e la protezione per loro. I martiri di oggi versano il loro sangue a testimonianza di Gesù e del Vangelo. San Bartolomeo è apostolo e anche martire. Vivendo noi in pace non possiamo dimenticarci degli altri fratelli e sorelle, sia quelli bisognosi e poveri che vivono accanto a noi che quelli che soffrono per motivo della propria fede in tutto il mondo”. Il parroco, il comitato dei festeggiamenti e la comunità dei devoti e dei fedeli hanno dato appuntamento a tutti per le celebrazioni del 2020.

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