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Edizione N. 3

30 marzo 2012

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Lettere al direttore

Quello della Chiesa Cattolica è l’unico battesimo che opera la salvezza

Lettere al direttore

Gentile direttore,

volendo rispondere ai quesiti posti da Roberto Prisco nella sua lettera intitolata Un solo battesimo, devo iniziare col dire che, l’articolo n. 1374 del Codice di Diritto Canonico (CIC) del 1983, pur essendo formalmente diverso dall’articolo 2335 del CIC pio-benedettino del 1917 che trattava della massoneria, non ne cambia la sostanza.

Se una persona appartiene alla massoneria, e quindi ha la doppia appartenenza con la Chiesa Cattolica, la scomunica latae sententiae rimane in vigore (cioè una scomunica immediata, per il solo fatto di porre in atto un delitto, sentenza che quindi non ha bisogno di essere dichiarata), e rimane in vigore anche la caduta nel peccato grave e l’impossibilità di accedere alla Comunione Eucaristica.

Il chiarimento sull’articolo n. 1374, in cui non si cita espressamente la massoneria come associazione proibita a differenza dell’antico Codice che invece la esplicitava chiaramente, è giunto da parte dell’allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Card. Joseph Ratzinger, nel novembre del 1983. Tale dichiarazione dice palesemente: «Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l'iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione». Tale giudizio immutato vale anche per la scomunica latae sententiae che era in vigore precedentemente.

Per quanto riguarda il problema posto dal signor Prisco sul solo battesimo nella Professione di Fede Cattolica, occorre tenere in conto che il Battesimo ha come finalità proprio la remissione dei peccati, in quanto così insegna la Chiesa nel Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC; cf. n. 1262-1264). E’ costante insegnamento della Chiesa il fatto che il Battesimo sia per la conversione, per il perdono dei peccati, peccato originale e, in caso di adulti, peccati attuali. La venuta di Cristo con l’Incarnazione, ha una delle sue principali finalità e cause proprio nella salvezza dal peccato (cf Mt 1,21) e il battesimo è il sacramento necessario alla salvezza istituito da Gesù (cf Mt 28,19; CCC 1257).

Poste queste premesse, cadono a mio avviso le pregiudiziali sollecitate dal Prisco, in quanto le due interpretazioni a e b di cui Egli fa stato non sono in contrapposizione ma entrambe valide: cioè il battesimo è per la remissione dei peccati e, quello della Chiesa Cattolica, è l’unico battesimo che opera questa salvezza piena e questa trasformazione in nuova creatura. Quindi esso è il solo battesimo. Gli altri battesimi (quali?) o riti d’iniziazione non hanno questo potere in quanto non provengono pienamente e totalmente dalla morte e resurrezione di Cristo che è il fondamento di tutti i Sacramenti ed è il cardine della salvezza.

Solo il Battesimo istituito da Gesù ha questa efficacia e potere. Ciò non toglie che, come sappiamo e come insegna il Concilio Vaticano II, semi del Verbo, semi di Verità si possono trovare anche in altre Confessioni religiose, ma sempre dipendenti dall’unica Verità, Gesù Cristo che, sola, è la pienezza della Verità mediata dalla Chiesa Cattolica tramite cui ci giungono i mezzi di salvezza.

Don Giovanni Poggiali

Direttore spirituale del seminario dell’OMME di Filetto (MS).

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Il Credo condanna la massoneria

Lettere al direttore

Gentile direttore,

ho letto con interesse l’articolo di Giuseppe Brienza pubblicato nello scorso numero de Il Corriere del Sud relativo all’adesione alla massoneria dei cattolici (cfr. Tonaca e compasso: la Chiesa italiana davanti alla massoneria, n. 3 del 30 marzo 2012, p. 3). Vorrei proporle alcune noterelle fatte da una persona che non è pratica né di diritto canonico né di magistero né di esoterismo.

Ritengo che non dovrebbe essere necessaria una condanna esplicita dell’adesione alla massoneria, dovrebbe bastare l'enunciato del credo: “professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati”.

Dove evidentemente per Battesimo si deve intendere una iniziazione. Che non si debba intendere Battesimo cristiano in senso stretto risulta dal fatto che sarebbe inutile aver posto “un solo”. Quindi questo articolo del credo può soltanto significare che è vietata l’adesione a qualsiasi società iniziatica.

Dato che la massoneria è una società iniziatica, un credente che recita il credo domenicale deve sentirsi immediatamente escluso dalla possibilità di aderirvi, e questo indipendentemente dagli scopi, fossero pure lodevoli, che quella società persegue.

Una possibilità di equivoco potrebbe però derivare da un ambiguità che è presente nel testo (sia italiano sia latino) infatti il significato cambia se la dizione significa a) oppure b).

a) (credo in un solo Battesimo) per il perdono dei peccati;

b) credo in un solo (Battesimo per il perdono dei peccati).

In altri termini, il significato delle due versioni sarebbe:

a) credo in un solo Battesimo, così otterrò il perdono dei peccati;

b) credo che uno solo sia il Battesimo che fa ottenere il perdono dei peccati. Altri Battesimi potranno essere validi per altre finalità, ma non per ottenere il perdono. Cioè il perdono dipende dal credere in un solo Battesimo (soluzione a) oppure l'esclusività è limitata al Battesimo che fa perdonare i peccati (soluzione b) in modo da permettere l’adesione a società iniziatiche che non portino al perdono dei peccati?

Sarei contento se qualcuno più esperto di me potesse aiutarmi a comprendere il senso di quell’articolo del credo.

La saluto cordialmente

Roberto Prisco

(http://www.chesterton.it/)

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Sfiduciata dai governanti

Lettere al direttore

“Italiana, calabrese, con la voglia di conoscere il mondo e I suoi mille colori e con l´intenzione, dopo diverse esperienze, di ritornare a casa e costruirsi il proprio futuro nei posti che ama, tra la gente che ama”.

E´in questi termini che parlerei di me, se non fosse che questo Paese, questi ministri (scritto volontariamente minuscolo) ,questi politici che avrebbero dovuto impegnarsi a costruire invece che a distruggere, non stessero sgretolando piano a piano tutti I miei sogni. Si, perché é questo quello che f anno. Si siedono a tavolino, intascano un sacco di soldi, vivono la loro vita con le spalle al sicuro e non si rendono conto che ogni loro scelta, ogni loro firma posata su un foglio, determina il corso della mia vita, sconvolgendomela lentamente.

La mia, come quella di milioni di persone che si trovano al mio posto.

Ho dovuto abbandonare la mia terra, il mio amato Sud (scritto volontariamente maiuscolo) e i sorrisi che hanno da sempre accompagnato la mia vita, per andare a studiare al Nord, perché qualcuno ha messo una firma su un foglio e ha fatto dissolvere in un bel nulla la mia volontá di iniziare e finire un percorso di studi nello stesso Campus Universitario dove avrei voluto uscirne da Dottoressa, a testa alta e fiera della mia Universitá.

Ho dovuto fare la valigia. E non per scelta.

Poi é stata la volta dell´Estero.

“Studiare in un ´Universitá straniera, vivere un´altra cultura, arricchirsi l´animo e ampliare le proprie conoscenze; imparare un´altra lingua e poter tornare a casa soddisfatta, consapevole di poter offrire di piú al proprio Paese; partire con la voglia di diventare una marcia in piú”.

E questo era l´obiettivo con il quale sono partita.

Peccato che il mio Paese, o meglio i ministri e tutti i bei politici che lo gestiscono senza troppi scrupoli, mi hanno lasciata a folle, con tutte le ruote a terra e senza nessuna di scorta.

Vivo da un anno e mezzo in una cittá estera che mi ha accolta, che mi ha dato la possibilitá di studiare e di trovare un tirocinio RETRIBUITO (in Italia non lo sarebbe stato) e di fare un ´esperienza in una firma internazionale. Ma ora, con i miei 25 anni inoltrati sulle spalle, vorrei poter essere LIBERA di tornare a casa e costruirmi un futuro nel Paese che amo tanto, che difendo a spada tratta quando qualcuno, per colpa del politico o del mafioso di turno, ne sgualcisce il candore.

E invece mi sento spiazzata, arrabbiata, delusa, punita, senza scelta.

“Pensi di tornare in Italia? E a fare cosa? “ Questo é quello che mi sento dire ogni volta che trasformo in voce il mio pensiero. Cosa fai in Italia?

Non puoi tornare a casa perché al Sud non hanno lasciato piú alcuna via d´uscita. Non ci sono imprese, il turismo lo uccidono anno dopo anno, non ci sono ambienti culturali da sfruttare, non c´ é alcuna chance di trovare un lavoro. Chi é rimasto giú si ritrova o in balia del primo politico di turno o a lavorare in nero o, anche se ha garantiti sulla carta i suoi diritti, si ritrova ufficiosamente a percepire la tredicesima dell ´anno prima solo il Natale dopo, se é fortunato.

Mesi non retribuiti che si sommano e sempre piú valigie che vengono preparate, imbarcate sul primo aereo e disfatte in qualche Paese che ti accoglie, ma che non chiamerai mai CASA.( Purtroppo molte valigie non conosceranno mai neanche l´oscillare del treno, perché i nostri cari politici non solo ci costringono a lasciare casa, ma ci tolgono contemporaneamente anche ogni possibilitá di ritornarci ogni qual volta che si puó. Addio lunghe percorrenze, eravate locomotive sporche e maltrattate, ma almeno mi riportavate a casa.)

Poi pensi al Nord come un´alternativa… ma sai che neanche il Nord ormai ti puó offrire molto.

E poi i conti si fanno da soli: all´estero hanno stipendi che sono il doppio dei nostri, hai sempre una chance anche se non hai esperienza, vedi riconosciuti i tuoi diritti e la tua laurea non é solo un pezzo di carta ma ti permette di ambire a posti migliori e meglio retribuiti.

Ma all´Estero non vedi tuo nipote che nasce e cresce, non dai un bacio a tua mamma ogni volta che lo desideri , all´estero non hai i tuoi amici di infanzia accanto, quelli che ti conoscono da decenni. Non segui da vicino le loro vite e non puoi condividerne le gioie e I dolori. Non hai il tuo mare, che ti ha sopportato ogni volta volevi sfogarti con lui. Non hai le tue abitudini, le strade che conosci , gli angoli dove ti sei innamorata per la prima volta. Non hai le persone che ami che ti appoggiano quando hai una giornata no e non hai un camino acceso dove le sere d inverno puoi fare quattro chiacchere con la tua famiglia e viverne la quotidianitá.

Hai una casa, vuota, una cucina che non userai spesso perché sei sola e cenare é diventato solo un dovere , hai un sabato e una domenica che non sai come sfruttare perché tutte le persone che ami non sono con te e hai una vita con un lavoro, ma senza amore.

E poi la rabbia. Il sangue nelle vene che pulsa, le lacrime che scivolano via.

Ma questo non lo sanno I nostri ministri, che non devono fare mille rinunce. No, loro assicurano il posto ai loro figli e parenti e mal che vada salgono sul loro aereo personale e distruggono le distanze . Loro non hanno i conti a fine mese, non devono dire di no perché non possono permetterselo.

Sono arrabbaiata. Per non poter scegliere, per non poter decidere di tornare a casa, perché a noi, al Sud, non ci pensa nessuno.

I figli dei nostril cari politici non si scontreranno mai con queste paure. Loro sono liberi di scegliere se stare vicino a mamma e papá, nel paese che amano, o in qualche altro lussuoso appartamento.

A noi ci lasciano fare i conti con i centesimi anche quando compriamo il pane.

Un grazie affettuoso, perché riuscite a rovinarmi lentamente la vita.

Calabrese triste

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