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Sabato, 16 Dicembre 2017

Una platea piena di studenti e dei rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale e sociale ha aperto la conferenza “La Scuola e il Mare”. Un appuntamento che ha visto la Dott.ssa Brigida Morsellino, dirigente dell’I.S.I.S. Politecnico del Mare “Duca degli Abruzzi” di Catania nella veste di relatrice. Accanto a lei, Domenico Nicotra presidente della Lega Navale di Catania che ha introdotto all’argomento. E poi l’avvocato Andrea Annunziata presidente dell’Autorità di Sistema Portuale per la Sicilia Orientale e la dirigente degli Istituti Nautico e Turistico di Riposto Maria Catena Trovato. Una manifestazione di approfondimento che rientra nell’ambito del corso di istruzione marinara “Uomini di Mare”. «Insieme a tante aziende e forze imprenditoriali di primo piano e in ambito internazionale- spiegherà nel corso della relazione introduttiva la Dott.ssa Brigida Morsellino, dirigente scolastico del Politecnico del Mare- vogliamo costruire un collegamento saldo tra formazione e  mondo del lavoro. Oggi tanti rappresentanti di imprese del settore marittimo, e non solo, vogliono dialogare con il nostro panorama didattico. E’ fondamentale, quindi, sviluppare un “trade union” per capire come qualificare adeguatamente quello che sarà il personale dirigente del domani». La necessità all’orientamento scolastico è basilare per tanti studenti che decidono di intraprendere una carriera lavorativa a stretto contatto con il mare. Scambio e formazione resa possibile anche grazie alle testimonianze resa sul palco dagli studenti, ragazzi e ragazze, che hanno compiuto questa scelta. Conoscere, capire e progettare il proprio domani attraverso i diversi procedimenti che possono unire l’offerta dei ragazzi alla domanda delle imprese. 

Il Primo cittadino, "Uno dei giorni più importanti della mia sindacatura". Dopo la ricostruzione della vicenda nell'auditorium della scuola Vespucci, il primo colpo di escavatore nel cantiere adiacente, uno dei quattro partiti per le opere di primaria urbanizzazione. Bianco, "In pochi mesi qui ci saranno un'area a verde, un campo per la pallacanestro e altre opere. Ma soprattutto nel giro di tre o quattro anni, corso Martiri della Libertà scomparirà e al suo posto ci sarà una passeggiata pedonale piena di verde e piste ciclabili. E accanto un albergo a cinque stelle e altre strutture di eccezionale valore progettate dall'archistar Cucinella". Palmeri dell'Istica conferma la tempistica e spiega, "Nei prossimi giorni avremo la seconda conferenza servizi per un'opera ancor più importante, relativa al parcheggio interrato di Piazza Repubblica e all'inizio del 2018 partiremo con i progetti definitivi del primo blocco". L'assessore Di Salvo, "tutto questo è stato possibile grazie alle buone pratiche portate avanti dalla Giunta Bianco che ha chiesto, nell'interesse della città, la riduzione della volumetria del progetto e l'aumento della superficie a verde con la realizzazione di un grande parco urbano"

"Dopo oltre 60 anni la ferita di Corso dei Martiri comincia a essere rimarginata in questo che è uno dei giorni più importanti della mia sindacatura: sono felice per aver consegnato oggi alla città non un progetto ma un cantiere".

Lo ha detto, in questa che molti hanno definito una giornata storica, il sindaco di Catania Enzo Bianco aprendo, dopo un incontro con i giornalisti e la città nell'auditorium della scuola Vespucci, uno dei quattro cantieri con cui si avvia il risanamento del Corso dei Martiri della Libertà, atteso dai Catanesi da ben 67 anni.

Proprio del risanamento mai partito per varie cause e che, segnato da diverse battaglie legali, si è trascinata per oltre mezzo secolo, aveva parlato il Sindaco nell'auditorium, alla presenza di autorità civili e militari, a cominciare dalla viceprefetto Patrizia Vicari, dal questore Giuseppe Gualtieri e dal comandante della Guardia di Finanza Antonio Nicola Quintavalle Cecere, dalla soprintendente Maria Grazia Patanè e dalla precedente Fulvia Caffo, della Giunta, di molti consiglieri comunali, dei presidenti delle Municipalità e di un'ampia rappresentanza della Società civile e del mondo produttivo con i segretari confederali dei sindacati e rappresentanti delle organizzazioni datoriali e degli Ordini professionali.

Bianco ha ricostruito, con l'ausilio di diapositive, l'iter della vicenda fino alla presentazione, nel settembre del 2014 da parte dell'archistar Mario Cucinella, di un Piano che prevedeva una rambla a verde a collegare il Corso Sicilia con il mare, recuperando il rapporto con esso, come a Barcellona o Genova. In quell'occasione proprio Bianco chiese però una maggiore attenzione al verde e agli spazi per la socialità e un'armonizzazione non limitata alle aree destinate all'intervento ma estesa alle piazze della Repubblica a nord e Giovanni XXIII a sud. I privati acconsentirono e il nuovo master plan prevede una drastica riduzione di cubatura di cemento, l'interramento del parcheggio (per due terzi pubblico), la creazione di un grande viale centrale per pedoni e ciclisti, di strutture per lo sport e l'intrattenimento e di un parco urbano, il terzo più grande della città. Dopo la ricostruzione della vicenda nell'auditorium della Vespucci - scuola simbolo: secondo un progetto precedente avrebbe dovuto essere abbattuta ed è stata invece salvata - il primo colpo di escavatore nel cantiere adiacente, uno dei quattro partiti per le opere di primaria urbanizzazione.

"Questo - ha commentato Bianco, ringraziando l'assessore Salvo Di Salvo, la direttore generale Antonella Liotta e i direttori dell'Urbanistica Biagio Bisignani, con tutta la struttura, e dei Lavori pubblici Corrado Persico - non è più un progetto, è un cantiere in cui sono cominciati dei lavori che nel giro di sette-otto mesi saranno completati. Quindi con la fine dell'anno scolastico qui accanto alla scuola Vespucci ci sarà un'area a verde, un campo per la pallacanestro per i ragazzi del quartiere. E la stessa cosa avverrà in altre aree visto che questi primi cantieri sono in tutto quattro. Ma soprattutto nel giro di tre o quattro anni, corso Martiri della Libertà scomparirà e al suo posto ci sarà una promenade, una passeggiata pedonale piena di verde e piste ciclabili. E accanto un albergo a cinque stelle e altre strutture di eccezionale valore che sono state progettate da Mario Cucinella uno dei più grandi architetti del nostro Paese".

La tempistica dei lavori è stata confermata anche da Aldo Palmeri dell'Istica (Istituto Immobiliare di Catania), che ha adesso come socio maggioritario il gruppo UniCredit banca che ha sottolineato come sia imminente un altro step del progetto:

"Nei prossimi giorni - ha detto - avremo la seconda conferenza servizi per un'opera ancor più importante, relativa al parcheggio interrato di Piazza Repubblica e all'inizio del 2018 partiremo con i progetti definitivi del primo blocco delle parti private, riguardante una delle unità minime di intervento del progetto complessivo in modo da poter essere nelle condizioni di consegnare alla città nell'arco di quattro anni i lavori di tutto il progetto, tra opere pubbliche opere private. Corso dei Martiri può rappresentare un'eccellente occasione per la città di affrontare un ambizioso piano di marketing del territorio per promuovere Catania, che già si promuove da solo senza aver avuto finora nessun tipo di supporto specifico,  ma Corso Martiri dovrebbe essere il primo progetto di grande risonanza. Già lo è a livello progettuale, lo sarà poi a livello di lavori eseguiti. Potrebbe essere il volano di un processo di sviluppo del territorio che non riguarda soltanto  il centro storico ma anche il litorale, la fruizione della Costa attraverso l'interramento della ferrovia, e una serie di progetti che potranno fare di Catania una delle mete ambite sotto il profilo economico, anche per la posizione strategica che occupa".

"Oggi abbiamo messo fine - ha aggiunto l'assessore all'Urbanistica Salvo Di Salvo - a una procedura amministrativa che ha visto impegnato il Comune di Catania da 67 anni per realizzare un piano di recupero urbanistico in Corso dei Martiri. E abbiamo avviato, con l'apertura di questo cantiere, la fase più importante, quella operativa, che la città attendeva da decenni. In queste aree del centro storico, oltre a realizzare verde attrezzato e un campo di basket, si avvia soprattutto un processo di risanamento che, dallo sventramento a oggi, ha segnato, in negativo, sotto il profilo urbanistico, la nostra città. E tutto questo è stato possibile grazie alle buone pratiche portate avanti dalla Giunta Bianco che si è posta come facilitatore nei confronti dei privati per raggiungere alcuni obiettivi nell'interesse della città e dei catanesi E tutto questo anche attraverso precise richieste da parte dell'Amministrazione riguardanti la riduzione della volumetria del progetto e l'aumento della superficie a verde con la realizzazione di un grande parco urbano".

 

LA SCHEDA

 

La vicenda di Corso dei Martiri della Libertà comincia il 27 novembre del 1950, quando fu firmato in Prefettura l'atto costitutivo dell'Istituto Immobiliare di Catania (Istica) per il risanamento dei quartieri degradati, primo fra tutti San Berillo, per la ricostruzione della città e la realizzazione di alloggi a costo modesto per le famiglie sgomberate dalle abitazioni fatiscenti. L'Istica aveva un capitale di 55 milioni di lire così suddiviso: venti milioni della Sgi (Società Generale Immobiliare di Roma, di proprietà del Vaticano), venti del Banco di Sicilia, dieci della Cassa di risparmio Vittorio Emanuele, due e mezzo della Provincia e altrettanti della Camera di Commercio. Il piano Istica, il 16 maggio 1952, fu inserito nel Piano regolatore generale dal commissario prefettizio e all'Istituto Berillo giunsero ingenti finanziamenti: 380 milioni dallo Stato e 400 dalla Regione. Secondo accordi stretti a Roma fu previsto che, su un'area di 240.000 metri quadrati si potessero costruire abitazioni per 1.800.000 metri cubi. Gli espropri avrebbero dovuto essere ultimati entro il febbraio del 1960, mentre i lavori entro il 3 luglio del 1969. La spesa dell'Istica per portare a termine il progetto venne calcolata in dieci miliardi e 338 milioni di lire, con un ricavo di sette miliardi e 338 milioni di lire. I tre miliardi mancanti sarebbero stati forniti dal Comune con il gettito dell'imposta di famiglia.

 

Nel 1954 avvenne lo sventramento, realizzato a baionetta e non in maniera diretta, verso la Stazione Centrale, seguendo il Piano realizzato dall'architetto Brusa e approvato dal Consiglio comunale il 3 marzo del 1951, contestualmente alla costituzione dell'Istituto Berillo, che prevedeva la realizzazione nell'area di San Leone di un abitato per accogliere i cosiddetti "deportati", circa trentamila persone. I lavori, iniziati nel 1957 facendo nascere il corso Sicilia, Centro direzionale finanziario nel cuore della città, si interruppero il 27 giugno del 1969, quando ancora l'area di Corso dei Martiri non era stata completata. Tutto si bloccò a seguito dell'approvazione di una nuova legge regionale, pubblicata appena cinque giorni prima della scadenza dei termini per ultimare il piano di ristrutturazione (della durata di quindici anni).

La nuova legge stabilì una diversa densità volumetrica per le opere da eseguire: si passò dai 18,65 a metro quadro a cinque. Ciò provocò una reazione dell'Istica che avviò un contenzioso con il Comune di Catania e il risarcimento richiesto viene confermato da vari arbitrati. Il Comune, nel 1991, pagò all'Istica quaranta miliardi di lire, ma i privati titolari delle proprietà nell'area chiesero altre somme, calcolate in 78 milioni di euro.

 

Il cinque agosto del 2004, il Comune nominò una commissione di saggi - formata da Antonio Catricalà, Augusto Fantozzi, Giovanni Pellegrino e Nicolò Zanon - incaricata di trovare una composizione per questa area di circa ottantamila metri quadrati che rappresentava una "ferita aperta" nel centro di Catania.

La Commissione concluse che elementi essenziali del Piano di risanamento sono fossero "l'adeguamento alle disposizioni di legge e alle esigenze della mobilità e agli standard di verde pubblico e parcheggi". La destinazione delle aree edificabili doveva essere destinata per non meno del 50% alla realizzazione di attrezzature e servizi pubblici e l'indice di densità fondiaria non doveva essere superiore ai cinque metri cubi a metro quadro.

Su questo giudizio super partes, i proprietari presentarono uno schema di utilizzo e il trenta maggio del 2008 fu sottoscritta una composizione tra le parti dal Commissario comunale Vincenzo Emanuele, alla quale però molti si opposero perché la cubatura continuava a essere eccessiva.

Durante la sindacatura Stancanelli fu annunciata la realizzazione di un progetto da parte dell'architetto Massimiliano Fuksas, che il 9 agosto 2009, venne perfino in Consiglio Comunale, ma poi si ritirò.

Fu invece l'architetto Mario Cucinella a essere incaricato di realizzare il progetto, sul quale l'Amministrazione Bianco espresse una valutazione positiva anche perché salvava la scuola Amerigo Vespucci, che avrebbe dovuto essere abbattuta. Il Sindaco chiese però, durante un incontro svoltosi il primo settembre del 2014, di ridurre la cubatura significativamente e di aumentare gli spazi destinati a verde e a scopi sociali.

"Corso dei Martiri - disse Bianco in quell'occasione - potrebbe diventare un Centro direzionale di grande qualità al servizio non solo di Catania ma dell'intera città metropolitana. Occorre non solo costruire, ma generare vita. E questo progetto ha le carte in regola per farlo, anche perché sarebbe per la città l'occasione di chiudere una ferita urbanistica sanguinante e contemporaneamente di far ripartire l'economia catanese. Quel che chiediamo è di rivedere certe scelte all'insegna di una sempre più alta qualità, con un cambiamento delle cubature, una maggior quota di verde e un'incentivazione degli spazi di pubblica fruizione, in una città che muta volto e necessità".

L'11 marzo del 2015 gli imprenditori proprietari delle aree di Corso dei Martiri acconsentirono all'aumento del verde e alle altre richieste del sindaco Bianco e il dieci aprile fu presentato dai rappresentanti dello Studio Cucinella e di Istica-Cecos e Risanamento San Berillo, il progetto definitivo delle aree di pubblico interesse di Corso dei Martiri.

L'intero Piano di risanamento di Corso dei Martiri che l'arch. Cucinella aveva rielaborato seguendo le indicazioni dell'Amministrazione, venne presentato al Consiglio Comunale, alla presenza delle forze sindacali, produttive e associative, il 14 luglio del 2015 dal sindaco Enzo Bianco, il quale sottolineò come l'operazione di rigenerazione avrebbe permesso di chiudere "una ferita aperta da sessant'anni".

In aula, Cucinella spiegò di aver puntato su una rambla a verde che dal Corso Sicilia, a pochi passi da via Etnea, raggiunge il mare, recuperando il rapporto con esso, come a Barcellona o Genova, connettendo parti diverse della città e dando vita a un nuovo centro cittadino moderno e attrezzato che recuperi il senso dell'urbanistica di qualità.

Secondo le indicazioni dell'Amministrazione Bianco fatte proprie da Cucinella, il nuovo master plan prevede una drastica riduzione di cubatura di cemento, l'interramento del parcheggio (per due terzi pubblico), la creazione di un grande viale centrale per pedoni e ciclisti, di strutture per lo sport e l'intrattenimento e di un parco urbano, il terzo più grande della città. In questo grande giardino si potrà passeggiare, fare sport, allestire mostre d'arte, rappresentare spettacoli teatrali e musicali. Sarà creato, insomma, un grande corridoio verde che conduce dal mare verso la città e viceversa e avrà al centro il corso dei Martiri. Grazie alle indicazioni dell'Amministrazione Bianco, così, ci sarà per Catania un considerevole guadagno in termini di verde attrezzato (curato dall'architetto Andreas Kipàr dello studio Land, uno dei maggiori esperti europei di verde pubblico), con un incremento, in piazza della Repubblica, di circa il 500%. Senza contare che il totale del verde attrezzato passa da 10.000 a 35.000 mq.

Le opere di primaria urbanizzazione, ossia le aree al verde e il parcheggio interrato sotto piazza della Repubblica, una volta realizzati, saranno ceduti al Comune.

L'Amministrazione Bianco si è impegnata perché i primi cantieri per realizzare la parte a verde aprissero nel più breve tempo possibile ma nella massima trasparenza e legalità. Per questo sono state messe a punto con l'Anac, l'Autorità anti corruzione, le procedure ottimali che i privati avrebbero dovuto seguire, ossia gare di evidenza pubblica. Il Sindaco ha inoltre stipulato un Protocollo di Legalità con il Ministero dell’Interno per il monitoraggio preventivo di tutte le fasi della realizzazione.

 

Un altro importante passo è stato compiuto nel 2016, quando l'Istica ha ceduto le sue quote proprietarie al gruppo UniCredit banca.

Nel dicembre dello stesso anno l'area del Corso dei Martiri è stata collegata al resto della città da due nuove stazioni della metropolitana: a ovest (Stesicoro) e a est (Giovanni XXIII), inaugurate nel dicembre dello stesso anno.

Nel luglio di quest'anno è stato pubblicato il primo bando per la realizzazione di alcune opere di urbanizzazione, vinto dal Consorzio Stabile Costruttori di Maletto il trenta ottobre scorso. Le opere che partiranno lunedì prossimo sono realizzate con una parte degli oneri di urbanizzazione

L'11 dicembre del 2017, più di 67 anni dopo il 27 novembre del 1950, dunque, rappresenta la storica data di apertura dei cantieri di Corso dei Martiri della Libertà.

Il sindaco, Carlo Caputo, ha inaugurato questa mattina il nuovo plesso scolastico di via Berlinguer, realizzato grazie a un’opera di adattamento di parte dei locali destinati un tempo ad uffici giudiziari, e che adesso potranno ospitare la Scuola dell’Infanzia del Circolo didattico “Madre Teresa di Calcutta”.

L’inaugurazione si è svolta in presenza dell’Amministrazione comunale con gli assessori e numerosi consiglieri, della dirigente scolastica del Circolo, Provvidenza Maria Calvagno, delle forze dell’ordine, e naturalmente di tutti i bambini, circa 80, che da oggi hanno iniziato a frequentare la nuova scuola, per l’occasione accompagnati dalle rispettive famiglie.

 

«Abbiamo pensato - ha spiegato il sindaco Caputo - di rifunzionalizzare e adattare questi locali che da molti anni non erano più utilizzati, con un primo investimento di 180 mila euro. Questo per rispondere a esigenze che forse alcuni anni fa non c’erano, ma che oggi sono sempre più avvertite dai cittadini e richiedono risposte in tempi rapidi, razionalizzando il patrimonio comunale esistente. Di questo patrimonio facevano parte i locali di via Berlinguer, ormai usati solo in minima parte per gli uffici giudiziari e che quindi erano potenzialmente adatti per essere convertiti in scuola ed essere riutilizzati subito per le necessità dei piccoli alunni belpassesi. Abbiamo realizzato nuovi impianti, reso sicuri servizi e spazi interni ed esterni, montato nuovi infissi, abbellito le pareti e comprato gli arredi scolastici necessari. Con questa operazione abbiamo invertito una cattiva abitudine del passato: prima, quando c’era un problema di mancanza di strutture, l’unica cosa che si faceva era affittare strutture private da adeguare malamente, dando soldi ai privati invece di investire in strutture comunali.

Senza peraltro risolvere il problema del

sovraffollamento, perché fino all’anno scorso ogni classe era formata da circa 25 bambini, mentre da oggi ne abbiamo 18-20 per ogni classe. Un altro importante investimento in programma è quello per l’Asilo Nido di via Scuola Media, per il quale abbiamo già ottenuto un finanziamento di 550 mila euro dal Cipe. Entro aprile sarà bandita la gara d’appalto e nel giro di un anno Belpasso avrà anche e finalmente l’Asilo Nido».

 

 

Arriva nelle classi III, IV e V delle scuole primarie di tutta Italia Il Giardino delle Arance. Dall’Etna alla nostra tavola, è già possibile fare richiesta per ricevere il kit della campagna educativa realizzata da Oranfrizer e Librì progetti educativi dedicata al mondo degli agrumi che racconta la filiera, la natura e la cultura che in Sicilia ruotano e continuano ad evolversi attorno all’arancia rossa. La campagna ha ricevuto il patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

“Grazie alle esperienze proposte da questo progetto, le bambine e i bambini potranno scoprire sin dall’inizio cosa accade all’arancia in agrumeto – dice Nello Alba, amministratore di Oranfrizer - raccontiamo il nostro mondo partendo dalle radici, dalla terra, dai fiori, dall’albero sul quale matura l’arancia rossa, il frutto più distintivo della Sicilia. I bambini potranno conoscere i nostri agrumi lungo tutta la loro filiera per scoprire da dove proviene la frutta sana che poi arriva sulla loro tavola, dal giorno in cui germoglia la zagara alle pendici dell’Etna fino a quello in cui le arance diventano rosse. Molti di loro conoscono a stento come sono fatti i colorati e freschissimi reparti ortofrutta delle loro città. Invitiamo le insegnanti ad aderire alla campagna per dare ai bambini l’opportunità di approcciarsi ai frutti e alla natura che li genera”. Per aderire alla campagna è possibile fare richiesta online www.progettieducativi.it/progetti/il-giardino-delle-arance. Oranfrizer svela pratiche e sorprendenti curiosità su un settore produttivo molto importante per la nostra società e ai più sconosciuto, quello dell’agricoltura.  La filiera illustrata è di facile comprensione, alcuni dei materiali sono pensati per essere fruiti anche tramite la LIM e le giocose attività per la classe sono da svolgere con frutti veri in mano, utili a stimolare e diffondere il piacere e il desiderio di sbucciarli, odorarne il vivace profumo, ammirarne i colori e scoprire che oltre la buccia degli agrumi, soprattutto dell’arancia rossa, c’è una polpa ricca di gusto e nutrienti.

In classe, si aprirà una finestra sul paesaggio di un agrumeto siciliano, i bambini apprenderanno le buone pratiche di un processo produttivo dinamico, nel quale tante persone si prendono cura dei frutti, dall’agricoltore che li coltiva, a tutti coloro che con attenzione li selezionano, li preparano, li trasportano fino ai reparti ortofrutta dei vari supermercati.

Giocando si potrà costruire un domino della vitamina C, pensato per stimolare la memoria e acquisire consapevolezza nutrizionale. Si potranno realizzare tinte naturali, disegnare con tanti colori profumati e inventare storie inedite e divertenti. Si potrà esplorare la differenza tra i gusti e i sapori e addirittura si potrà realizzare un flip book di un’arancia animata che si sviluppa sul ramo. Accedendo all’area riservata www.ilgiardinodellearance.com sarà possibile scaricare fiabe, video, ricette e molto altro. Ciascun laboratorio è strutturato in modo da creare un’occasione di incontro tra i bambini e la natura.

Leggere l’etichetta diventerà un trucco per conquistare la vittoria in un gioco di squadra, i bambini impareranno i nomi e le varietà degli agrumi, e poi bendati alleneranno il palato per riconoscerli, uno ad uno, ad occhi chiusi.

“Per avere domani responsabili d’acquisto e consumatori più consapevoli ed informati bisogna investire oggi sui più piccoli - sottolinea Salvo Laudani, marketing manager di Oranfrizer - per questo continuiamo il lavoro di divulgazione sui nostri agrumi e sul territorio che li genera a beneficio dei bambini delle scuole dell’obbligo, dei loro insegnanti ed, indirettamente, delle famiglie, avviato due anni fa. Siamo convinti che trasmettere conoscenza e proporre engagement, attraverso esperienze significative e coinvolgenti di incontro con questi straordinari prodotti, sia il modo migliore per offrire ai mini-discenti un percorso qualificato e concreto di educazione al consumo”.

Oranfrizer e Librì progetti educativi continuano a collaborare per la valorizzazione dell’arancia rossa, un fiore all’occhiello della grande tradizione dell’ortofrutta italiana.

La nuova campagna educativa lancia anche il concorso a premi EmoticOrange: facce d’arancia. Per partecipare gli alunni delle classi daranno un volto alle emozioni e creeranno delle facce sui frutti veri. Gli occhi, la bocca, le sopracciglia, il naso, i capelli potranno essere realizzate con bizzarre decorazioni fatte a mano attraverso fogli, cartoncini colorati, carta velina, lana, cotone, colla vinilica, nastro adesivo o qualsiasi altro materiale con cui comunemente si realizzano piccoli lavoretti. Vincerà la classe che creerà la galleria di EmoticOrange più originale.

«La maggior parte degli ospiti dell’incontro odierno si sono formati nel nostro Ateneo. Questo deve rappresentare un messaggio importante per i nostri studenti: chi si laurea qui a Catania può ambire a occupare qualsiasi ruolo a livello apicale e dirigenziale. Proprio per favorire l’occupazione e per consentire ai giovani di avere un contatto diretto con il mondo del lavoro stiamo cercando di mantenerci a stretto contatto con le imprese del territorio». Ad aprire il convegno “Crescere con le infrastrutture in Sicilia”, svoltosi stamattina (4 dicembre) al Dicar, è stato il magnifico rettore Francesco Basile, che ha annunciato lavori in corso «per un miglioramento della mobilità studentesca in città e non solo».

«Abbiamo pensato e voluto questo importante convegno per le nuove generazioni – ha commentato il direttore del dipartimento di Ingegneria civile e architettura Enrico Foti – vogliamo restituire loro fiducia e nuovi input per far comprendere le molteplici strade occupazionali che potranno un domani ricoprire i nostri laureati, quanto mai competitivi su scala globale».

Al tavolo dei relatori, gli esperti dei trasporti su ferro, strada, via aerea e marittima, che hanno fatto il punto su un settore che oggi rappresenta il perno su cui far ruotare la crescita economica e sociale dell’Isola. Progetti, governance e dati relativi agli investimenti di aeroporto, porto, strade, ferrovie e metro, sono stati illustrati alla presenza del neo assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, alla sua prima uscita pubblica: «Questa occasione è un momento importante di raccordo con tutti gli interlocutori del territorio – ha sottolineato – abbiamo finalmente inaugurato una nuova stagione che vedrà la politica prendersi in carico responsabilità e criticità presenti, per dare risposte concrete ai cittadini. E per far questo dobbiamo avvalerci di risorse d’eccellenza, qualificate e competenti. Nel podio delle aspettative dei siciliani, oltre al lavoro e alla salute, ci sono le infrastrutture, che migliorano la qualità della vita e contribuiscono a valorizzare la nostra terra». Valore aggiunto ribadito dall’assessore comunale ai Lavori Pubblici Michele Giorgianni: «Vogliamo creare tutte le condizioni necessarie affinché i giovani non siano costretti a laurearsi con la valigia in mano – ha detto – avere una rete ferroviaria efficiente per il trasporto delle merci è fondamentale per gli imprenditori; avere la fibra ottica con una copertura al 100% - così come sta facendo il Comune di Catania – è necessario per una smart city che vuole evolversi nel segno delle tecnologie e dell’innovazione».

 

AEROPORTO - Una sfida che parte proprio dallo scalo aeroportuale etneo, infrastruttura di primaria importanza per la Sicilia Orientale: «Investiremo 100 milioni di euro per la programmazione 2017/2020 – ha spiegato l’Ad Sac Nico Torrisi - che cambieranno il volto dello scalo, adeguando l'infrastruttura ai numeri record raggiunti negli ultimi tempi. Noi faremo il massimo che garantire standard qualitativi alti, ma occorre guardare anche all’intermodalità per offrire servizi commisurati al costante incremento dei passeggeri. Garantiremo massima collaborazione alle istituzioni regionali, per contribuire alla creazione di una rete strategica a favore della mobilità».

PORTO - E dall’aeroporto al porto la corsa dista solo pochi km: «Lo scalo catanese – ha detto il dirigente dell’Area Tecnica dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar di Sicilia Orientale Riccardo Lentini – negli ultimi anni ha cambiato il suo volto, con investimenti su opere strategiche (come la darsena, il prolungamento del molo foraneo e la riqualificazione della vecchia Dogana) che hanno consentito di moltiplicare il trend del traffico ro-ro e traghetti: basti pensare che per movimentazione di veicoli e semirimorchi il nostro scalo è quarto in Italia, dopo Livorno, Genova e Trieste. L’asse Catania-Augusta consentirà di agire sinergicamente per creare un unico hub in grado di intercettare i flussi del Mediterraneo. Adesso la vera sfida è quella relativa al waterfront e alla creazione di una cerniera funzionale con il cuore del capoluogo etneo». 

METRO - Una città che oggi pian piano si sta abituando a muoversi anche sottoterra, sfruttando la nuova rete trasporti firmata Fce: «Il piano d’investimenti prevede 600 milioni di euro nei prossimi 5 anni e un obiettivo di “40 milioni di passeggeri” – ha spiegato il direttore generale della Ferrovia Circumetnea Alessandro Di Graziano -  questo vorrà dire meno auto, maggiore vivibilità, qualità ambientale e facilità negli spostamenti. Il risultato che è la fotografia di una maggiore consapevolezza dei cittadini catanesi? Nel mese di ottobre 2017, con 600mila passeggeri, abbiamo praticamente raggiunto il target dell’intero anno 2016. Ma il vero obiettivo strategico che rivoluzionerà la nostra città è fissato per il 2023, quando avremo la possibilità di andare in metro da Misterbianco all’aeroporto».

STRADE – Una proiezione sul futuro è anche quella del direttore del coordinamento territoriale dell’Anas Ugo Dibennardo: «Miriamo all’interconnessione delle opere con i sistemi hi-tech – ha spiegato – con il controllo e la gestione in tempo reale della strada attraverso la tecnologia IoT (internet of think). L’autostrada Catania-Palermo per esempio diventerà presto smart-road, con sistemi di comunicazione tra veicoli e strada, incremento dei livelli di sicurezza (videosorveglianza con rilevazione di eventi pericolosi, funzionalità di riprese diurne e notturne in qualsiasi condizione metereologica), accessi intelligenti, green island, sistema wired e hot spot Wi-Fi». E nel piano investimenti nazionale 2016/2020 (23,4 miliardi di euro in Italia), tra gli interventi che riguarderanno anche la Sicilia, il risanamento strutturale di ponti e viadotti sulle strade statali e sulle autostrade (lotto quest’ultimo da 8 milioni per l’Isola), l’adeguamento degli impianti nelle gallerie, ma soprattutto il completamento di itinerari strategici».

FERROVIE – A chiudere il quadro l’amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia Orazio Iacono, che in Sicilia conta 1379 km di infrastruttura, 10,8 milioni di passeggeri/anno, 157 stazioni, 377 Treni Regionali e 20 intercity: «Per il rafforzamento del trasporto ferroviario in Sicilia stiamo puntando su 3 pilastri – ha spiegato - investimenti del gestore dell’infrastruttura (1,8 miliardi di euro sostenuti al 2016 e circa 15 miliardi pianificati nel periodo 2017-21), ampliamento dell’offerta di trasporto di Trenitalia e più comfort a bordo, investimenti in impianti, informazione e tecnologia, acquisto di nuovo materiale rotabile da parte della Regione Siciliana con il supporto di Trenitalia. Il piano prevede progetti “Easy Station” e “Smart Station”: entro il 2026 infatti trasformeremo e adegueremo 24 stazioni siciliane medio/grandi per renderle più accessibili e confortevoli ai viaggiatori caratterizzandole con uno standard architettonico unico e funzionale».

Il convegno si è concluso con la presentazione della nuova Associazione “Dicar Alumni” che riunisce gli ex allievi di Ingegneria dell’Ateneo catanese e con gli interventi dei presidenti dei Corsi di Laurea: Annalisa Greco (Ingegneria Civile e Ambientale); Loredana Contrafatto (Ingegneria Civile Strutturale e Geotecnica; Giuseppe Mussumeci (Ingegneria per l’Ambiente e il territorio); Gaetano Sciuto (Ingegneria Edile e Architettura).

 

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