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Martedì, 24 Novembre 2020

Cambio al vertice di Ance Catania, l’Associazione dei Costruttori edili etnei: ieri (lunedì 23 novembre) le nuove elezioni che hanno visto rinnovato il Consiglio generale. Prende il testimone dell’uscente Giuseppe Piana, il neopresidente Rosario Fresta, che verrà affiancato dai vicepresidenti Giuseppe Costantino e Salvatore Messina, e dal tesoriere Gaetano Vecchio. Componenti del Consiglio Generale: Marco Colombrita, Giuseppe Coppola, Marcello La Rosa, Antonio Pinzone, Nunziato Vecchio.

Classe 1977, imprenditore di terza generazione, Fresta ha iniziato nel 1998 come procuratore generale dell’impresa di famiglia “Fresta Giuseppe”, dal 1967 nel settore dei lavori pubblici. Nel 2006 fonda la “G.F. Costruzioni S.r.l.”, evolvendo la struttura organizzativa e allargando il campo d’azione all’edilizia civile e al mercato dei lavori privati, specializzandosi nel settore turistico-ricettivo e ottenendo riconoscimenti a livello nazionale. All’interno di Ance è stato socio presentatore di numerose imprese edili: dal 2016 a oggi ha inoltre ricoperto il ruolo di vicepresidente.

Tra i punti del nuovo programma, la riqualificazione e la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare; l’allargamento della compagine associativa; l’efficienza della macchina amministrativa e burocratica: «Un ringraziamento va a Giuseppe Piana per quanto fatto finora, per l’impegno costante e per i risultati raggiunti – sottolinea Fresta – Durante la mia presidenza cercherò di coinvolgere il più possibile la base, con un’azione “dal basso”: per questo invito i colleghi a fornire suggerimenti e indirizzi per dar vita a un’associazione sempre più partecipata». Dalla valorizzazione della figura dell’imprenditore edile - «rimarcando l’imprescindibile valore dell’etica e del rispetto delle norme» - alla tutela dei diritti degli associati nell’iter legislativo di nuove norme in tema di lavori pubblici, passando per la ridefinizione degli strumenti urbanistici dei Comuni, la vigilanza sulla corretta applicazione delle leggi regionali in relazione all’edilizia privata e le politiche di sviluppo in termini di efficientamento energetico: gli obiettivi del nuovo presidente Ance Catania toccano molteplici punti a tutela degli iscritti.

«Rafforzeremo il già consolidato rapporto con Ance nazionale – continua Rosario Fresta – e potenzieremo le collaborazioni con gli stakeholders: dalle scuole all’università, dagli Ordini professionali agli interlocutori istituzionali. Miglioreremo i servizi, creando una struttura qualificata: un ufficio di consulenza legale, energetica e ambientale, con particolare riferimento al Superbonus 110%. Intensificheremo l’azione volta a favorire l’utilizzo dei fondi UE, informando gli iscritti e offrendo assistenza per predisporre domande di partecipazione ai programmi comunitari. Attiveremo inoltre azioni di contrasto alle forme di lavoro irregolare e misure premiali per chi opera in sicurezza; all’interno del nostro portale web creeremo la sezione “Associazione trasparente” per condividere documenti e informazioni e accompagneremo le nostre imprese nel processo d’internazionalizzazione. Ultimo punto, ma prioritario per tutti noi, sarà quello relativo all’elaborazione del “Contratto Unico di Cantiere”, in piena condivisione con le organizzazioni sindacali: in un periodo d’emergenza, che registra non solo contrazioni economiche, ma un fenomeno che vede una vera e propria fuga dal settore edile, dobbiamo salvaguardare le imprese corrette e i lavoratori danneggiati. A questi ultimi devono essere garantite le stesse tutele e le medesime condizioni sul piano della sicurezza, della formazione e del trattamento economico».

L’amministrazione Comunale, con l’Assessorato alle Pari Opportunità, retto da Barbara Mirabella, ha promosso una serie di azioni per sensibilizzare i cittadini al rispetto al fenomeno della violenza contro le donne, anche al fine di promuovere una corretta cultura della relazione uomo-donna in ogni età e nella prospettiva di rafforzare il messaggio del cammino verso una società libera dalla violenza e dagli stereotipi di genere .

Nella serata del 25 novembre verrà illuminato di rosso Palazzo degli Elefanti e la fontana di piazza Giovanni XXIII raffigurante il "Ratto di Proserpina" , per “accendere una luce” su questo grave fenomeno della violenza sulle donne, anche attraverso una campagna di comunicazione visiva realizzata grazie al sostegno di società di affissioni stradali che hanno raccolto l’invito.

"Purtroppo quest'anno anche la data del 25 novembre è condizionata dalle restrizioni dovute alla pandemia - ha sottolineato Barbara Mirabella , assessora per le Pari opportunità -. Le limitazioni  si sono ripercosse sugli eventi, che quest'anno non possono essere aperti al pubblico. Tuttavia la città di Catania ha voluto dimostrare la forza della rete, aggregata dall’Assessorato alle pari opportunità, con una serie di iniziative anche simboliche, ma comunque di grande efficacia comunicativa, poiché la lotta per la parità di genere non deve mai fermarsi: secondo un rapporto dell'Onu, la quarantena forzata che ha costretto decine di milioni di persone a rinchiudersi in casa per settimane ha causato un aumento degli abusi sulle persone più vulnerabili, compresi i minori. Lo stress della quarantena, l'incertezza economica e la vicinanza forzata con gli aggressori hanno scatenato le richieste di aiuto. Per questo -ha detto Mirabella- cerchiamo di tenere sveglia la coscienza collettiva. Ringrazio di cuore le associazioni femminili, le tante realtà sociali e culturali della città, i movimenti sindacali, gli editori , le cittadine ed i cittadini per aver condiviso questa importante campagna di comunicazione alla quale, come Amministrazione Comunale aderiamo con sincera convinzione”.

L’invito è quello di condividere la campagna del comune di Catania “L’amore è un’altra storia”, pubblicando foto, video e completando la frase con il proprio messaggio personale contro la violenza, utilizzando gli hashtag: #lamoreèunaltrastoria #cataniaperledonne

Di seguito invece le iniziative che saranno organizzate per la giornata del 25 novembre e l’intera settimana, comunicate dalle associazioni al comune di Catania per creare un unico palinsesto da divulgare attraverso i canali di comunicazione dell’ente e le scuole.

Il Consiglio comunale, presieduto da Giuseppe Castiglione, ha approvato nella seduta di ieri sera, svoltasi  contemporaneamente in sala consiliare e in videoconfernza, le due delibere relative al progetto Pon metro “CAT@CT”  e alla variazione al bilancio stabilmente riequilibrato 2019-2023. L'Aula si è espressa inoltre a favore di due mozioni.

Il primo documento, presentato dall'assessore ai Servizi sociali Giuseppe Lombardo, ha ottenuto il via libera di 25 consiglieri, sui 30 presenti, con cinque astenuti. Si tratta di una variazione al bilancio finalizzata all'attuazione del progetto di inclusione sociale  Pon Metro Asse 3 denominato "CT 3.3.1.b CAT@CT”, finanziato con fondi Ue. In particolare, l'Aula ha dato il via libera all'inserimento del progetto nell'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato per le annualità  2020-2022 piuttosto che 2019-2021 come previsto precedentemente.  L'operazione si è resa necessaria per accertare e impegnare le somme e attuare quindi il progetto che, a partire dall'esperienza messa in atto con gli istituti educativi assistenziali (IEA), mira all'ampliamento, l'innovazione, e la valorizzazione di spazi di inclusione sociale con finalità pedagogico-educative  attraverso la realizzazione di dodici centri di aggregazione territoriale (CAT), oltre che di percorsi di accompagnamento alla genitorialità e di supporto alle scuole, nelle realtà territoriali di Catania dei municipi I - IV e VI .  Lo specifico target da raggiungere è rappresentato da minori e giovani adulti (sino ai 21 anni) a rischio di emarginazione e devianza sociale, per contrastare disagio, abbandono scolastico, devianza,  disuguaglianza sociale.

La seconda delibera approvata dall'Aula, con 27 consiglieri presenti (19 favorevoli e 8 astenuti), è quella illustrata dall'assessore Fabio Cantarella. Riguarda la variazione al bilancio stabilmente riequilibrato 2019/2023, approvato dal Ministero dell'Interno nella seduta del 23/09/2020, con riferimento alle opportunità che le nuove disposizioni contenute nel decreto legge 34/2020 offrono agli enti locali. In particolare, la possibilità di accedere ad un'anticipazione presso la Cassa depositi e prestiti per assicurare  “la liquidità necessaria per pagamenti certi, liquidi ed esigibili maturati verso i propri fornitori al 31/12/2019”.  Nel caso proposto dalla Ragioneria comunale, si tratta di un'anticipazione di 12.350.143,61 euro, con piano di ammortamento previsto a partire dall'1 novembre 2021 con data di scadenza 31 ottobre 2036.

Le due mozioni approvate dal consesso civico sono state presentate, rispettivamente, dal consigliere Graziano Bonaccorsi, primo firmatario, e dal consigliere Giovanni Petralia.
La prima, che ha ottenuto 22 voti favorevoli (un astenuto), prevede la sottoscrizione di una convenzione con la Regione Sicilia per la gestione delle attività agronomico-forestali volte al contenimento di specie arbustive e vegetali spontanee nelle aree verdi di proprietà del Comune. 

La seconda, approvata all'unanimità dei 24 consiglieri presenti, riguarda la costituzione di una commissione speciale per il progetto di videosorveglianza contro le discariche abusive scelto dai cittadini nell'ambito di un'iniziativa di democrazia partecipata.

«Bonus Sicilia: dopo l’annuncio in pompa magna, l’attesa estenuante del ristoro economico per tantissime Pmi, la débâcle tecnologica, il flop del click day e la riapertura delle domande, arriva il ricalcolo dei contributi. Duemila euro per 60mila istanze: una cifra, quella erogata dalla Regione per dare un sostegno agli imprenditori siciliani, che risuona come una beffa in un momento in cui c’è davvero poco da ridere». È questo il commento del rappresentante di ConfProfessioni Sicilia Daniele Virgillito, all’indomani dell’annuncio della “cura dimagrante” della misura inserita nel “Piano Covid” dell’Isola.

«Eppure il Governo siciliano era stato da più parti ammonito - sottolinea Virgillito, a nome della Confederazione Italiana Libere Professioni - sull'inopportunità di procedere con il click day, ma è comunque andato avanti svelando i limiti di un sistema che, oltre a non premiare il merito, si è affidato a una ristretta finestra digitale che ha creato un’inaccettabile coda informatica. Il 5 ottobre, infatti, il sito della Regione è andato in tilt costringendo l'assessorato alle Attività Produttive a rinviare l'appuntamento per raccogliere le istanze. Dopo lo stop non è seguita una rapida ripartenza: due giorni dopo la Regione ha annullato il click day promettendo, attraverso le parole dell’assessore al ramo Mimmo Turano, che non ci sarebbe stata una “riapertura” del bando e che sarebbero state “costruite misure correttive per ogni singolo scaglione”».

Secondo Confprofessioni Sicilia, sarebbe stato opportuno “cristallizzare” le domande ricevute e assicurare “proporzionalità” rispetto all’erogazione degli indennizzi, «ma nessuno di questi ragionevoli impegni è stato mantenuto – continua Virgillito - ogni singolo beneficiario, indipendentemente dalla dimensione dell’impresa, dal volume d’affari, dalle perdite subite, dalla filiera di appartenenza riceverà, ahinoi, una mancetta “standardizzata” da una mera frazione aritmetica. Una goccia sprecata per l’assenza di criteri metodologicamente e operativamente corretti che avrebbero dovuto essere pensati, sin dall’inizio, non per premiare il dito più veloce ma per ristorare “proporzionalmente” le imprese maggiormente colpite dalla pandemia. E invece, in questa pioggia di bonus, ai liberi professionisti viene ancora negata la possibilità di partecipare al “Bonus Sicilia”: migliaia di Partite Iva, figlie di un Dio minore, restano abbandonate. Incoraggiamo quindi il Governo siciliano a effettuare un cambio di paradigma che orienti le agevolazioni sui cluster di imprese e professionisti che hanno subìto maggiori e concreti danni dal Covid19 e che avranno presumibilmente tempi di rigenerazione del cash flow più lunghi».

«ConfProfessioni Sicilia offre al presidente Musumeci – conclude Virgillito - tutto il sostegno e l’impegno per l’elaborazione di proposte fondate sul “merito”, che prevedano modalità alternative per la concessione degli aiuti alle imprese e agli autonomi, così da scardinare i tecnicismi politico-burocratici che stanno ulteriormente frenando la nostra ripartenza».

 

Tre giovani studenti di cinema hanno voluto raccontare con un mini documentario il servizio dei volontari della Caritas Diocesana di Catania e il profondo rapporto che li lega a fratelli e sorelle in condizione di disagio. Un lavoro che svela uno sguardo profondo sulle centinaia di persone che quotidianamente passano dall’Help Center per chiedere, tra le altre cose, pasti, biglietti di viaggio, consulenze per disbrigo pratiche, valutazioni finanziarie in vista della riattivazione del microcredito e, a volte, anche un semplice conforto. Il video è stato realizzato, con la supervisione del docente Riccardo Tropea, da Giulia Zappalà, Fabrizio Lo Faro e Camillo Moncada, studenti del terzo anno del corso di filmmaking della Nautilus Academy di Catania.

Hassan, Susanna, Giovanni, Gaetano, Enzo e Teresa sono alcuni dei nomi dei protagonisti di questo racconto che vive della voce dell’impegno quotidiano, trasmettendo i valori positivi e i benefici del volontariato, per chi lo compie e per chi ne riceve l’azione.

Testimonianze che abbattono i confini tra chi assiste e chi è assistito e che si basano su quel «principio  dell’accoglienza – ha ricordato don Piero Galvano, direttore della Caritas Diocesana di Catania, in apertura del video – che viene garantito a tutti, nessuno escluso».

Un percorso avviato poco più di un mese fa tramite un incontro preliminare con gli operatori dell’organismo diocesano che hanno illustrato i servizi e le modalità di intervento sui bisogni dei cittadini più fragili, evidenziando lo spirito di fratellanza che accompagna ogni singola azione. La parte preparatoria del documentario è poi proseguita con la visita alle strutture della Caritas Diocesana – Help center e gli attigui nuovi locali per bagni e docce – e con l’affiancamento ai volontari nel corso del servizio di preparazione e distribuzione dei pasti. Una giornata è stata poi dedicata al complesso lavoro di ascolto svolto dalle assistenti sociali che intervengono per risolvere quotidiane situazione di difficoltà di varia natura. Poi via alle riprese con tre giorni intensissimi sul campo, tra interviste a operatori e a una piccola rappresentanza degli oltre 600 volontari e registrazione delle attività, inclusa la quotidiana distribuzione dei pasti all’esterno dell’Help Center della Stazione Centrale di Catania.

Il mini documentario si trova sul sito della Caritas Diocesana

(caritascatania.it) e sui canali social ufficiali dell’organismo diocesano (facebook, youtube, instagram). Vi ricordiamo che è sempre possibile contribuire alle iniziative della Caritas Diocesana di Catania con un versamento su C/C/P n. 11105954 intestato all’Arcidiocesi di Catania (Causale: Offerta pro Caritas) oppure con bonifico bancario Codice IBAN IT95N0760116900000011105954 intestato all’Arcidiocesi di Catania (Causale: Offerta pro Caritas).

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