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Mercoledì, 26 Gennaio 2022

Con l'ultimo step dei lavori, quello della posa del prato in erba sintetica di ultima generazione sul fondo rifatto e omologato dalla FIGc, si è vicini alla conclusione dei lavori di riqualificazione dell’impianto calcistico cittadino, sessant’anni dopo la sua realizzazione, ubicato nel popoloso quartiere di Nesima Superiore.

L'impresa appaltatrice per l’esecuzione del progetto, infatti, sta ultimando i lavori di sistemazione degli spogliatoi, delle torri-faro con luci a Led, degli impianti elettrico e idrico, della tribuna da 700 posti e dei due campetti in erba sintetica; opere che stanno trasformando un impianto vetusto e ormai inadeguato, in un fiore all'occhiello dell'impiantistica calcistica catanese, con un campo regolamentare che di fatto lo rendono il secondo dopo il Massimino, oltre a due campetti per il calcio a cinque, anch'essi in erba artificiale, con il manto sintetico già messo in opera.

I lavori sono stati realizzati grazie alla volontà della giunta Pogliese, con i fondi comunitari del Pon Metro, per ricreare un polo sportivo integrato e di inclusione sociale per la zona di Nesima che attraverso questo investimento, diverrà punto di riferimento per una zona periferica già permeata da sacche di degrado economico e sociale. 

L’Assessore Parisi nella giornata di ieri ha effettuato un nuovo sopralluogo, verificando lo stato di avanzamento dei lavori: “I lavori a Nesima procedono spediti e tra poche settimane questo campo verdissimo diventerà patrimonio della Città, in un contesto sociale che merita di essere valorizzato. La posa del prato è la conclusione di un intervento di riqualificazione importante: ne verrà fuori un impianto moderno e funzionale, al servizio di un quartiere estremamente popoloso e delle società calcistiche che con l'impegno sui settori giovanili contribuiscono a svolgere un'importante attività di carattere sociale. Come già fatto per il Pala Catania, con il sindaco Pogliese torneremo presto a Nesima per consegnare ai catanesi un altro spazio rinnovato e funzionale, tolto al degrado e restituito ai cittadini, per aumentare anche attraverso la pratica sportiva, la vivibilità in questa parte della città”.

Un gemellaggio fra Caltagirone e Betlemme, ispirato ai valori dell’amicizia fra i popoli e della partecipazione attorno ai temi della Natività e dei presepi. Ma anche l’avvio di rapporti di collaborazione con la Rete delle città della ceramica palestinesi come Hebron e con altre realtà per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari e per l’individuazione di comuni percorsi culturali e commerciali.

Queste le priorità, per Caltagirone e il suo territorio, così come emerse dalla visita, ieri e oggi, di Abeer Odeh, ambasciatrice dello Stato di Palestina e rappresentante permanente presso le Agenzie delle Nazioni Unite FAO, IFAD e WFP dal 2019.

L’ambasciatrice, accolta ieri a Palazzo di Città dal sindaco Fabio Roccuzzo, ha incontrato la Giunta municipale, intrattenendosi poi con la stampa, salutando con favore l’annunciato gemellaggio con Betlemme e chiedendo “ogni sforzo possibile affinché lo Stato italiano riconosca lo Stato palestinese. Si ponga fine all’occupazione – ha aggiunto – e si costruisca uno Stato palestinese indipendente”.

Nel pomeriggio è stata la volta di un Consiglio comunale straordinario aperto alla deputazione nazionale e regionale e caratterizzato dagli interventi della stessa ambasciatrice, del sindaco, del presidente Francesco Incarbone (“Serve un percorso virtuoso, fondato sul dialogo e la solidarietà, per raggiungere la pace”), del deputato nazionale Fabio Porta, del deputato regionale Francesco Cappello e dei consiglieri comunali Sergio Gruttadauria, Vincenzo Di Stefano, Pia Giardinelli, Aldo Grimaldi e Greta Bonanno. Il Consiglio ha, infine approvato all’unanimità un ordine del giorno con cui si esprime l’auspicio “che il Parlamento e il Governo italiano rilancino urgentemente un’azione diplomatica di pace, sollecitando le Nazioni unite, l’Unione europea e i capi di governo che hanno a cuore la pace e la coesistenza fra palestinesi e israeliani, a trovare una soluzione definitiva, quella di <due stati per due popoli>, che metta insieme il diritto dei palestinesi ad avere un proprio Stato, con quello degli israeliani a poter vivere in sicurezza”. L’ambasciatrice ha altresì visitato il centro storico con i suoi principali monumenti (anche il Mausoleo “”Luigi Sturzo”) e il Museo civico al Carcere borbonico.

Stamani, ancora al municipio, la riunione con i sindaci del Calatino. Intervenuti, fra loro, i primi cittadini Giovanni Burtone (Militello), Giovanni Spata (Mazzarrone), Gianluca Petta (San Michele di Ganzaria) e il vicesindaco di San Cono Aldo Nitro. Tutti hanno rimarcato l’importanza dei valori della pace e dell’accoglienza. A seguire, l’incontro col vescovo Calogero Peri con l’ambasciatrice, che ha chiesto anche alla Chiesa, come aveva già fatto con le istituzioni comunali, di profondere ogni sforzo “per contribuire al riconoscimento dello Stato palestinese”. “Il dialogo – ha affermato il presule – rappresenta la vera soluzione del problema”. Nel pomeriggio, prima di salutare Caltagirone, l’ambasciatrice ha visitato un laboratorio di ceramica.       

“Sono state due giornate intense – sottolinea il sindaco Roccuzzo –, attraverso le quali, oltre a esprimere la nostra convinta vicinanza al popolo palestinese,  abbiamo posto le basi per costruire processi di pace e reciproca condivisione, accrescendo le capacità di interlocuzione internazionale della nostra città. Adesso, con il coinvolgimento del mondo della scuola, della cooperazione e dell’associazionismo, ma anche delle imprese, puntiamo a realizzare scambi culturali ed economici che, partendo dal significativo gemellaggio con Betlemme, si spingano anche oltre”.

Settantacinque opere di Emilio Greco, tra chine, litografie e acqueforti, sono da oggi in esposizione nella nuova sede del museo dedicato all'illustre artista all'interno del Palazzo della Cultura.  La prestigiosa istituzione museale cittadina si è spostata nei locali di via Vittorio Emanuele dalla storica sede del Palazzo Gravina Cruyllas, in piazza San Francesco, chiuso per restauri.
A inaugurare l'esposizione, il sindaco Salvo Pogliese, l'assessore alla Cultura Barbara Mirabella,  il professor Lorenzo Zichichi per la casa editrice Il Cigno di Roma, che insieme con la direzione Cultura del Comune di Catania ha coordinato l'allestimento, e il giornalista e scrittore Giordano Bruno Guerri. Presenti anche il presidente della commissione consiliare Cultura Giovanni Grasso i referenti delle altre istituzioni coinvolte: il direttore del Disum Marina Paino con la curatrice del progetto scientifico Raffaella Perna dello stesso dipartimento universitario;  il progetto grafico, le didascalie e i restauri sono invece a cura del Liceo Artistico “Emilio Greco”, diretto da Antonio Massimino e il corso di grafica coordinato da Veronica Zappalà.
“Una nuova casa per il museo a un illustre concittadino –ha detto il sindaco Salvo Pogliese- per valorizzare il grandioso talento artistico e culturale di Emilio Greco, apprezzato in tutto il mondo. Un lavoro sinergico tra tante istituzioni con una nuova sede e nuovi allestimenti, riprendendo e rinnovando l’intuizione, nel 1995 del sindaco dell'epoca Enzo Bianco, di dedicare un museo a Emilio Greco. Contiamo di portare ancora più visitatori in questa sede e valorizzare le meravigliose opere di un maestro dell’arte che Catania ricorda ancora con grande affetto e ne mantiene viva la memoria”.
L'operazione del trasferimento del museo da palazzo Cruyllas a palazzo Platamone, è dovuta all’ammodernamento del museo Bellini con ulteriore sviluppo multimediale dello spazio dedicato al Cigno e al contempo per dare una casa ancora più nuova e adeguata al museo di Emilio Greco:”E’ una scelta che valorizza entrambi i musei –ha spiegato l’assessore Barbara Mirabella- Emilio Greco e le sue opere hanno una casa autonoma che sarà in grado di catalizzare nuove curiosità artistico culturale di turisti e visitatori.  
Le opere in mostra, tutte datate tra il 1955 e il 1992, appartengono alla più vasta collezione del museo Emilio Greco, composta da circa centocinquanta lavori donati negli anni Novanta dall'artista, figlio illustre della città di Catania.
Ai visitatori sarà offerto uno sguardo complessivo sulla produzione incisoria, caratterizzata da grande coerenza stilistica e dalla predilezione per iconografie legate al mito, al nudo femminile, alla memoria.
Di particolare rilievo la pregevole serie di acqueforti dei 25 Commiati, che sottolineano il tormentato distacco tra uomo e donna con sfumature della "vibratile fisicità", in una sorta di erotismo "brancatiano", e le opere di ispirazione classica, con evidenti citazioni relative a Catullo: Nausicaa, Euriclea, Aretusa, Medea, Saffo, Ritorno di Ulisse, Metamorfosi, Ninfa e Fauno.

Approvato ieri, dal Comitato dei sindaci (riunitosi nella sala conferenze dell’Educandato San Luigi), il Piano di Zona 2021, rientrante nella gestione in forma associata dei servizi e degli interventi sociali e socio-sanitari del Distretto socio-sanitario D13, che comprende 9 Comuni: Caltagirone (capofila), Grammichele, Mirabella Imbaccari, San Michele di Ganzaria, San Cono, Mazzarrone, Licodia Eubea, Mineo e Vizzini, per complessivi 80mila abitanti circa.              Il Piano prevede la seguente suddivisione dei 579.371,63 euro assegnati dalla Regione siciliana: 289.694,53 euro per l’infanzia e l’adolescenza; 92.702,25 per gli anziani; 115.877,81 per i disabili; poco più di 81mila euro per il rafforzamento delle strutture operative. Nove le azioni individuate: 1) Sostegno all’inserimento lavorativo (57.938,91 euro), che prevede la partecipazione delle persone con disabilità, principalmente psichica, a stage con borsa; 2) Attività socializzanti e ricreative (57.938,91 euro) per giovani e giovani adulti affetti da disabilità; 3) Potenziamento dell’autonomia e del benessere fisico e psichico (92.702,81 euro) di fragili e anziani (anche assistenza domiciliare qualificata e piani di assistenza individuali); 4) Gestione delle problematiche legate alle relazioni genitori – figli con incontri protetti nello Spazio neutro (13.500 euro); 5) Servizi per i minori e la famiglia (178.177,03 euro), fra i quali l’accompagnamento educativo, la mediazione linguistica e l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione nelle scuole; 6) Prevenzione della devianza minorile attraverso l’accompagnamento educativo dei minori e il supporto alle responsabilità genitoriali (69.326,53 euro) anche con l’adozione e l’attuazione del Progetto educativo personalizzato; 7) Centri di accompagnamento educativo (28.690,41) pure con l’obiettivo di contrastare il disagio accresciuto dall’emergenza – Covid; 8 - 9) Potenziamento amministrativo dei servizi d’accesso (57.938,61 e 23.158,13) mediante specifiche figure professionali e il rafforzamento dell’Ufficio di Piano.

Il Piano di Zona 2021 così approvato sarà illustrato, agli appartenenti alla Rete territoriale per l’inclusione sociale, nel corso di un incontro che si terrà mercoledì 19 gennaio, alle 16,30, nel salone di rappresentanza “Mario Scelba” del Palazzo municipale. Infine, sarà inviato (entro il 31 gennaio) alla Regione siciliana.

“Quelle che ci hanno visti impegnati nella stesura del Piano – sottolinea l’assessore al Welfare Patrizia Alario – sono state settimane di denso e proficuo lavoro, in un clima di leale  collaborazione e di reciproca fiducia, indispensabili per interpretare con efficacia le modalità operative connesse alla gestione in forma associata dei servizi e degli interventi”.

“Si apre una nuova stagione – dichiara il sindaco Fabio Roccuzzo, presidente del Comitato dei sindaci -, che potrà offrire significative opportunità per il territorio, in una logica di rete e secondo strategie condivise”.

Integrazione, opportunità lavorative, sviluppo. Sono queste le direttrici su cui si muove il protocollo d’intesa firmato nei mesi scorsi dall’’Ente Scuola Edile, nel quale sono presenti l’ANCE Catania e le OO. SS di categoria FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL e dalla Comunità Sant’Egidio di Catania, concretizzatosi questa mattina (17 gennaio) presso la sede Esec. Nigeria, Pakistan, Afghanistan, Senegal: sono queste le nazionalità dei 16 ragazzi accolti dalla comunità, che verranno formati attraverso un corso di 64 ore e poi inseriti nel mondo delle costruzioni, oggi più dinamico grazie agli incentivi messi in campo dal Governo.

«Due i moduli: uno fondamentale di 16 ore con le nozioni base per l’ingresso in cantiere, i rischi, la sicurezza, le competenze attribuite alle varie figure e le relative responsabilità; l’altro più professionalizzante e con un approccio pratico – ha spiegato il presidente di Esec Giuseppe Alì, affiancato dal vicepresidente e segretario provinciale FENEAL UIL Nino Potenza – Un protocollo d’intesa importante – sottolineano entrambi – in un momento di ripresa per la filiera edilizia, che rappresenta un servizio sia per le imprese, sia per le risorse in cerca di nuove opportunità lavorative, stando al passo con i tempi e con la continua evoluzione delle tecniche di costruzione». Un’intesa che ha un valore simbolico ancora più significativo, perché «concretizza il processo di integrazione di cui tanto si parla – ha aggiunto il segretario provinciale FILCA CISL e consigliere Esec Nunzio Turrisi – in questo modo diamo senso al concetto di uguaglianza nel lavoro e mettiamo le basi per un futuro diverso, sia per chi cerca fortuna altrove, sia per la nostra terra. Il tutto attraverso un settore delle costruzioni formato, che funzioni bene e di qualità». «Obiettivi e percorsi ampiamente condivisi», ha fatto eco Salvatore Papotto della FILLEA CGIL consigliere ESEC.

«Abbiamo avviato un processo per dare risposte concrete alla grande richiesta di maestranze e tecnici da parte di molte realtà imprenditoriali – ha sottolineato Rosario Fresta Presidente ANCE Catania. Viviamo un momento positivo – ha spiegato – in cui assistiamo al “risveglio” dei cantieri – anche grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – ma con pochi addetti ai lavori. Per questo ringraziamo Emiliano Abramo, che ci ha permesso di dare avvio a un percorso destinato a tutti coloro che hanno voglia e volontà di fare bene, nella speranza che possa servire da stimolo per tutti gli altri giovani che vogliono introdursi nel mondo del lavoro».

L’iniziativa è stata frutto del lavoro dietro le quinte di Rosanna Di Mauro (Ance Catania) e Serena Carbone (Comunità di Sant’Egidio), «dando una risposta alla domanda di futuro di chi ha lasciato la propria terra e i propri affetti, affrontando un viaggio lungo e tortuoso – ha commentato Emiliano Abramo, presidente della Comunità – e alla richiesta delle imprese che lamentano l’assenza di manodopera: due domande che si fondono come un abbraccio alla ricerca di un futuro migliore. Questa è la risposta della società in un momento storico delicato, dimostrando, ancora una volta, che con la sinergia e piccoli gesti si possono fare grandi cose».

All’incontro erano presenti i ragazzi che la prossima settimana inizieranno il corso di formazione: entusiasti e felici per «la possibilità di avere qualcosa in più».

 

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