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Sabato, 07 Dicembre 2019

«Se il legame tra architettura contemporanea e centri storici fosse stato considerato una stortura o una minaccia, come invece succede spesso ai giorni nostri, Catania non avrebbe mai avuto la bellezza del barocco. Per questo il nostro Ordine s’impegna a sensibilizzare la comunità e le istituzioni verso una nuova stagione di architettura moderna nella città etnea, chiaramente in armonia con il patrimonio esistente. Insistere in una rigida ottica di conservazione e vietare l’innesto del contemporaneo significa privare la Catania del futuro di quel valore storico e culturale che possiedono per noi oggi il barocco e gli altri stili che nei secoli hanno disegnato il volto alla città». L’Ordine degli Architetti PPC – attraverso le parole del suo presidente Alessandro Amaro – rilancia il proprio appello in occasione dell’incontro formativo sul tema che si è svolto ieri pomeriggio (3 dicembre) nella sede istituzionale.

Una questione annosa quella del connubio tra architettura contemporanea ed edilizia storica della città, eppure «quanto mai attuale perché noi professionisti, chiamati a progettare il nuovo, dobbiamo confrontarci costantemente con il tessuto esistente, in centro e nelle altre porzioni urbane» ha aggiunto Veronica Leone, presidente della Fondazione dell’Ordine.

Come promuovere quindi la relazione tra le nuove espressioni architettoniche e quelle del passato? «Attraverso la formazione professionale, e quindi eventi come quello odierno, i nostri iscritti studiano il giusto approccio tecnico per coniugare le due esigenze architettoniche – ha continuato il presidente Alessandro Amaro – Ecco perché riteniamo logico che l’analisi dei progetti, nelle sedi dove questi devono essere verificati e autorizzati, sia condotta da architetti e non da altre professionalità, anche in casi di ruoli di dirigenza. Allo stesso modo in cui il medico è la figura preposta a curarsi della nostra salute, così l’architetto è l’unica figura competente a valutare progetti che possono recuperare, tutelare e valorizzare la città, la sua parte storica e i suoi quartieri».

Dalle relazioni tenutesi durante l’incontro – a cura dei docenti universitari Matteo Ieva (Politecnico di Bari), Antonello Russo e Giuseppe Arcidiacono (Università di Reggio Calabria) – è emerso quanto sia necessario arginare la perdita degli elementi d’identità del centro storico, affinché esso torni a essere una componente fondamentale per il recupero della coscienza sociale e della qualità urbana. Un processo di riqualificazione urbana possibile attraverso contaminazioni innovative, come illustrato nei casi studio presentati. Tra essi anche quello per la Piazza Santo Spirito a Catania, esempio di convivenza “irrisolta” tra patrimonio antico e contesto moderno. «Occorre concepire l’antico non come un lascito ma come un elemento che di fatto è presente nella città contemporanea – ha concluso il prof. Arcidiacono – D’altronde noi guardiamo al passato con gli occhi del presente, è il nuovo che dà un senso all’antico. I centri storici possono custodire il loro valore e la loro bellezza solo se hanno un futuro davanti».

Sabato prossimo, giorno 7 dicembre, dalle 9,30 alle 21, il Parco Commerciale Le Zagare (Via Alessandro Manzoni, San Giovanni La Punta, CT) ospiterà una raccolta alimentare destinata alle due mense della Caritas Diocesana di Catania: “Help Center” della Stazione Centrale e “Beato Dusmet” di Librino. Per l’intera giornata di sabato, sarà possibile donare dei prodotti alimentari direttamente alle postazioni dell’organismo pastorale che verranno allestite nei punti di ingresso dell’Ipermercato. I volontari consegneranno ai cittadini interessati una busta col logo Caritas per la raccolta di pasta, riso, sughi, pelati, scatolame (tonno e carne), legumi, olio extra-vergine, latte e alimenti per l’infanzia.

Le due mense costituiscono dei riferimenti fondamentali per gli ultimi della Città. La mensa dell'Help Center, dove ogni giorno vengono preparati circa 500 pasti, è aperta tutti i giorni della settimana: da lunedì a sabato colazione alle ore 9:30 e cena alle ore 18:30, domenica e i festivi il pranzo è alle 13:00. La mensa “Beato Dusmet” si trova a Librino, nei locali della Parrocchia “Resurrezione del Signore” (Viale Castagnola 4), ed è aperta per quattro giorni alla settimana: lunedì, mercoledì, venerdì e sabato, ore 12:30.

Nel corso del 2018, secondo i dati registrati dall'Osservatorio delle Povertà e delle Risorse dell'organismo diocesano, le due mense della Caritas Diocesana di Catania hanno preparato e servito oltre 200 mila pasti. Una media di circa 500 pasti quotidiani all'Help Center, considerando anche la quota riservata all'Unità di Strada, e circa 200 per ogni pranzo preparato nei quattro giorni a settimana alla “Beato Dusmet”. Un servizio che non si ferma nel corso dell'anno nemmeno per le feste e che è consentito dalle generose donazioni di privati cittadini e di aziende e dagli oltre 600 volontari.

 

Medici e specialisti otorinolaringoiatri si sono dati appuntamento ieri (30 novembre 2019) al 4spa Resort Hotel di Aci Castello per Oto meeting 2019, il seminario formativo che quest'anno ha avuto al centro dell'approfondimento la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (Osas). L'evento è stato organizzato dalla Casa di Cura GibiinoMedeste health and beauty con il patrocinio dell'Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, del Comune di Catania, dell'Università degli studi di Catania, dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Catania, dell'Istituto Auxologico Italiano e Artemisia, Accademia del sapere medico.

«I più recenti dati epidemiologici riferiti alla popolazione adulta – ha spiegato il dott. Carmelo Federico responsabile scientifico del corso - indicano una prevalenza del 49,7% nei maschi e del 23,4% nelle femmine. La mancata diagnosi è stimata per circa l'80% dei pazienti affetti che dunque non hanno ricevuto indicazione e quindi non hanno intrapreso un corretto percorso di cura». I lavori si sono articolati in due sessioni moderate dal giornalista Nuccio Sciacca, dal prof. Antonio Licata e dal prof Giuseppe Condorelli, mentre al tavolo dei relatori si sono alternati: il prof. Carmelo Zappone, il dott. Antonio Naso, il dott. Carmelo Federico, il dott. Alessio Fallica, la dott.ssa Antonella Ballacchino, il dott. Agatino Galletta, la dott.ssa Susanna Pluchino, il dott. Giovanni Albani, il dott. Francesco Nicosia, la dott.ssa Chiara Spatola e il dott. Antonio Rizzo.

«L’Osas, che vede l’obesità come suo maggiore fattore di rischio, è associata alle più frequenti cause di morte del mondo occidentale – ha commentato il dott. Francesco Nicosia dell'Istituto Auxologico Italiano – e quindi alle patologie come l'ipertensione arteriosa sistemica, malattia coronarica, lo scompenso cardiaco, la fibrillazione atriale, l'infarto, il diabete mellito, ed è per questo che le visite specialistiche rimangono lo strumento più importante per la diagnosi e la prevenzione». Ed è su quest'ultimo aspetto che, in conclusione della giornata di studio, sono emerse le esigenze strategiche di una stretta collaborazione tra sanità pubblica e privata finalizzata a dare risposte immediate e concrete alle esigenze di cura delle persone:«In un momento in cui i finanziamenti alla sanità pubblica non aumentano significativamente e il bisogno di cure aumenta sempre di più anche a causa delle liste d'attesa – ha commentato il prof. Carmelo Zappone - l'esistenza di strutture sanitarie private altamente specializzate può rappresentare una valida alternativa per andare incontro a questa esigenza.La prossima finanziaria infatti prevede un 2% in più della spesa per l'acquisto di prestazioni da privati». «Pubblico e privato devono fare sistema per assolvere alla funzione di cura e prevenzione – ha commentato la dottoressa Paola Pesce, direttore sanitario della Casa di Cura Gibiino, che insieme all'amministratore delegato Dario Pagano, in occasione del seminario, hanno annunciato l'apertura della nuova Unità funzionale di Otorinolaringoiatria – e in quest'ottica la nostra struttura si è dotata di un'unità operativa dedicata alle attività di “piccola chirurgia”, erogate prevalentemente in regime ambulatoriale e di day surgery». «Ma l'arma fondamentale a nostra disposizione rimane la diagnosi – ha commentato ancora il dott. Carmelo Federico che dirige la nuova unità operativa - e crediamo che la cultura della prevenzione vada sostenuta e incentivata, per questo abbiamo programmato degli Open day dedicati con la possibilità di effettuare degli screening gratuiti che si terranno il 7 e il 21 dicembre 2019, l'11 gennaio e il 15 febbraio 2020».

"Un appuntamento con le festività natalizie a cui arriviamo puntuali, forse anche in anticipo rispetto al passato, frutto di una programmazione mirata che coinvolge sponsor privati e associazioni per rendere ancora più attrattivo il nostro centro storico con costi limitati per il Comune e importanti ritorni per i commercianti". Lo ha detto il sindaco Salvo Pogliese annunciando l'accensione del grande albero di Natale in piazza Università e delle luminarie in via Etnea, viale XX Settembre, Corso Italia, via Umberto, ma anche in via Gabriele D' Annunzio e viale Vittorio Veneto, queste ultime due strade per la prima volta con le luci di Natale installate dall'Amministrazione Comunale.

Oltre ai tradizionali mercatini natalizi di via Minoriti e via Montesano,  quest'anno si registra l'iniziativa del "Villaggio di Natale" in piazza Università, un'organizzazione di stand uniformi di casette in legno con ben 87 artigiani espositori di prodotti e animazioni varie, che rimarrà aperto fino al 26 dicembre: "Inauguriamo una nuova tradizione che siamo sicuri avrà successo -ha spiegato Pogliese- che è quella dei mercatini natalizi nelle principali piazze del centro cittadini, come avviene in tutta Europa e che già nelle prime ore di apertura registra un grande successo di pubblico. Ringrazio l'assessorato alle attività produttive retto da Ludovico Balsamo perché si è riusciti a svolgere le procedure di assegnazione degli spazi di suolo pubblico nei tempi giusti e nella massima trasparenza. Stiamo lavorando anche per installare la pista di pattinaggio alla villa Bellini e promuovere l'artigianato anche nel nostro grande giardino pubblico".

La festa della solidarietà è iniziata stamattina alle 8 in moltissimi supermercati delle quasi sette provincie che ricadono sotto il servizio del Banco Alimentare della Sicilia Onlus. Quasi diecimila volontari con addosso la pettorina gialla hanno dato il buongiorno, con un sorriso, a un sabato diverso dedicato a chi non ha. Tantissimi i bimbi e i giovanissimi che hanno affollato gli ingressi dei supermercati non per assediare ma per condividere gioia e bisogni seguendo, con convinzione e quasi anticipando, le parole che S.E. l’Arcivescovo di Catania Mons. Salvatore Gristina ha ripetuto stamattina dopo aver fatto la spesa per la #Colletta19: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere ha detto Gesù. È per questo che dico grazie anche a voi che ci date, ancora una volta, la possibilità di lasciarci coinvolgere in questa iniziativa che dà tanta gioia a chi potrà beneficiare di questi gesti di attenzione. È importante e significativo che la Colletta si ripeta nel tempo e continui a esistere”.

Non è scontato che un gesto di solidarietà venga condiviso e sposato in pieno. “Eppure oggi abbiamo incontrato per caso - ha commentato il direttore del Banco Alimentare della Sicilia Onlus, Domenico Messina - un gruppo di studenti dell’Istituto Turrisi Colonna di Catania che avevamo conosciuto a maggio per un progetto di alternanza scuola-lavoro. Oggi questi ragazzi, dai 16 ai 18 anni, hanno partecipato alla Colletta Alimentare come volontari. E l’hanno fatto una partecipazione, responsabilità e ordine invidiabile, sintomo che questi progetti vanno sostenuti e valorizzati”.

La Colletta continuerà fino a stasera nei supermercati di tutta la Sicilia. In uno di questi ci ha raggiunti l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Catania, Barbara Mirabella, con la sua piccola Giulia e un super carrello che ha riempito di alimenti per l’infanzia o a lunga scadenza invitando tutti a condividere questo gesto di solidarietà.

A fine giornata tutti gli scatoloni verranno portati al magazzino del Banco Alimentare, classificati per tipologia e poi distribuiti - già da lunedì - alle strutture caritative che li doneranno, a loro volta, a chi ha bisogno.

Anche quest’anno è possibile aderire alla #Colletta19 facendola spesa online sulle piattaforme di alcune insegne della grande distribuzione.

Sarà possibile sostenere la Colletta Alimentare anche con l’sms solidale al numero 45582 attivo fino al 10 dicembre (il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Iliad, Coop Voce, Tiscali. Sarà di 5 euro per le chiamate da rete fissa TWT, Convergenze, PosteMobile, e di 5 o 10 euro da rete fissa TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb, e Tiscali).

 

 

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