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Domenica, 04 Dicembre 2022

Ceramica, presepi, sapori, mercatini, musica, arte, eventi e solidarietà sono gli ingredienti di “Lumina 2022”, il ricco programma del Natale a Caltagirone – appuntamenti da sabato 26 novembre a mercoledì 11 gennaio 2023 - presentato stamani, nell’ufficio del primo cittadino, dal sindaco Fabio Roccuzzo, dal presidente della Stazione sperimentale di Granicoltura per la Sicilia Giuseppe Li Volti, dall’assessore alla Cultura Claudio Lo Monaco, dall’assessore allo Sviluppo delle risorse territoriali Piergiorgio Cappello e dal consulente per il Turismo Aldo Lo Bianco.

“Valorizziamo la bellezza e le peculiarità, anche artistiche e gastronomiche, della nostra città” – ha dichiarato il sindaco Fabio Roccuzzo. “Contribuiamo – ha detto il presidente Li Volti – a rafforzare il binomio fra il rilancio delle tipicità locali e il turismo”. “Si vivificano e rinsaldano – ha rilevato l’assessore Lo Monaco – tradizioni assai significative”. “La concertazione costante fra Amministrazione, associazioni e operatori – ha affermato l’assessore Cappello – concorre a recuperare e accrescere il senso di comunità”. “Diversi indicatori – ha sottolineato il consulente Lo Bianco – ci fanno ben sperare in un Natale con tanti visitatori”.

Da venerdì 2 dicembre a domenica 8 gennaio il centro storico sarà caratterizzato dai Mercatini di Natale, con stand di artigiani, commercianti, produttori enogastronomici e hobbisti. Da giovedì 8 dicembre a domenica 8 gennaio, ancora nel centro storico, esposizione di presepi artistici, visitabili con la “Card dei presepi”. Cinque appuntamenti (18, 25, 26 dicembre, 1 e 6 gennaio) con il Presepe vivente della tradizione, che si connata per la presenza di tantissimi arnesi ormai scomparsi e pure per questo meritevole di particolare attenzione. In primo piano il gusto e i prodotti enogastronomici locali, con “I carruggi del Gusto” (da domenica 11 a martedì 13 dicembre), nell’ex Pescheria e al Molino Crisafulli, con degustazioni food & wine e live cooking, “Le Meraviglie delle tradizioni” e i grani antichi siciliani a cura della Stazione sperimentale di Granicoltura per la Sicilia (mercoledì 7 dicembre dedicato alla “Notte delle muffulette”, domenica 11 alla “Cuccìa” nel borgo di Santo Pietro, giovedì 22 dicembre ai dolci tipici del Natale:“I cuddureddi”), ai percorsi enogastronomici nei fine settimana con esposizione, vendita e degustazion a cura di Confcommercio. Spazio anche alla musica di qualità con “Una serata per Telethon” (lunedì 12 dicembre) e “Il Jazz a Natale” (venerdì 16 dicembre), una delle due tappe siciliane della star Francesco Cafiso. In programma anche altri concerti, mostre, eventi nel segno della tradizione, momenti di animazione che coinvolgeranno pure la zona nuova della città, giornate all’insegna dell’integrazione con il largo coinvolgimento delle scuole e delle associazioni della città.        

Per promuovere “Lumina 2022”, avviata una campagna che si avvale della grafica innovativa di Rosario Toscano e del contributo fotografico di Giovanni Canfailla.

«Ultimare gli scavi entro dicembre 2022, a febbraio 2023 avviare e finalizzare il piano per le fondamenta, a ottobre dello stesso anno partire con i lavori e a dicembre 2024 vedere l’opera completa». Questa la road map per la realizzazione della nuova Cittadella Giudiziaria, illustrata da Gaetano Laudani (Dipartimento Regionale Tecnico), in occasione dell’inaugurazione della mostra dei progetti del concorso di progettazione in due fasi del nuovo Palazzo di giustizia della città di Catania.

Un evento tenutosi al Museo della Rappresentazione, dove a fare gli onori di casa è stato il direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e di Architettura UniCT Enrico Foti, in un excursus storico del MuRa, entusiasta di «poter aprire un dibattito tra il passato, il presente e il futuro, con un confronto tra l’attuale palazzo di giustizia - realizzato da Fichera - e quello che verrà». L’Ateneo è tra i primi sostenitori dell’iniziativa, mettendo a disposizione i suoi spazi e «portando avanti la “terza missione” - rafforzando la propria presenza attraverso azioni sociali e culturali sul territorio, ovvero una maggiore presenza sul territorio - che, insieme alla ricerca e alle attività didattiche, rappresenta uno dei pilastri della nostra Università», ha commentato il rettore Francesco Priolo.

Benefici collettivi sottolineati anche dal presidente della Corte d’Appello del Tribunale di Roma Giuseppe Meliadò e dal presidente del Tribunale di Catania Francesco Saverio Maria Mannino, sottolineando l’importanza della nuova Cittadella Giudiziaria, «in risposta a una nuova visione di legalità e giustizia, legata alla trasparenza e apertura sociale. Non a caso si assiste a un’apertura verso il mare e a spazi condivisi con i cittadini. Inoltre - hanno proseguito - rappresenta una soluzione alle criticità ed esigenze degli attuali spazi giudiziari, anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca».

Per tutti gli intervenuti si tratta di un nuovo corso, che fa guardare con ottimismo al futuro, soprattutto secondo la classe politica. L’analisi dell’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone e il dirigente generale del Dipartimento regionale tecnico Salvatore Lizzio ritrae il concorso per il nuovo palazzo di giustizia «quale volano per altre opere a livello regionale, dove gli architetti giocano un ruolo di grande rilievo per la loro capacità di guardare oltre». Altrettanto positive la parole del direttore Politiche Comunitarie Fondi Strutturali del Comune di Catania Fabio Finocchiaro e del dirigente della Direzione Urbanistica del Comune etneo Biagio Bisignani, puntando l’accento sul metodo utilizzato per la selezione del progetto vincitore. «Tra i criteri la prassi della buona programmazione, guardando al futuro della città e il rispetto della legalità e della qualità, elementi propri dei concorsi di progettazione».

Oltre ai padroni di casa, Università di Catania e DICAr, in prima linea l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia etnea, «forte sostenitore di un processo indispensabile per la progettazione delle aree strategiche della città - ha spiegato il presidente della categoria Sebastian Carlo Greco - azione resa possibile grazie all’importante supporto del Consiglio Nazionale degli Architetti (presidente Francesco Miceli), che ha messo a disposizione la piattaforma per il concorso». A fargli eco la presidente della Fondazione Eleonora Bonanno, che abbraccia l’idea della mostra quale «grande opportunità per i cittadini di conoscere la storia della città ed entrare in contatto con l’architettura attraverso la visione dei 78 progetti in gara. Una vittoria dell’Architettura di qualità, che vede nel nuovo edificio la perfetta sintesi di intenti delle parti coinvolte. Questo anche per merito delle precedente consiliatura del nostro Ordine - presidente Alessandro Amaro - che tanto si è battuta per la promozione dei concorsi». Concetti sposati anche da Ordine e Fondazione degli Ingegneri della provincia di Catania (presidenti Mauro Scaccianoce e Filippo Di Mauro), impegnati al Congresso Nazionale e rappresentati dalla vicepresidente dell’Ordine Sonia Grasso: «Un progetto simbolo del waterfront, aprendo la città al mare, e di legalità. Con l’auspicio di vedere opere del genere sempre più presenti sul territorio, soprattutto nelle zone periferiche che necessitano di essere valorizzate».

A dare un quadro più definito Giorgio Martocchia, rappresentante del gruppo di progettisti di Modostudio: «Un team che ha cercato soluzioni per le esigenze funzionali più importanti, con l’intento di trasformare l’edificio in un valore aggiunto per la città, diventando scenografia e - ha concluso - mettendolo in stretta connessione con l’ambiente circostante».

 

La comunicazione cambia continuamente identità. E con essa il mondo dell’informazione, che subisce la mutazione genetica dettata dai linguaggi digitali. La notizia corre più veloce. Carta stampata. Web e spazi virtuali. Interviste in pillole. Social network. Il giornalismo ha cambiato pelle, ma resistendo e rimanendo ancorato all’etica, alla verità dei fatti, a quel patto di fiducia e lealtà con i lettori che alimenta ancora un mestiere amato (e sognato) da tantissimi giovani. Per andare incontro alle esigenze dei cronisti siciliani e non, I-Press e l’Ordine dei Giornalisti siciliani hanno siglato un accordo di collaborazione: nasce in pieno centro a Catania, nei pressi del Tribunale, l’Hub del giornalismo. Un vera e propria officina creativa dove sperimentare contaminazioni e trovare nuovi slanci per fare “laboratorio”. Un progetto al servizio dei professionisti della comunicazione, che potranno utilizzare gratuitamente desk e postazioni, wi-fi, sala riunioni, sala shooting per foto e interviste, apparecchiature audio e video, punto ristoro e ricreativo, per condividere esperienze, fare rete, avviare nuove sinergie.

Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia Roberto Gueli e una delegazione della squadra Odg composta da Salvatore Li Castri (vicepresidente), Daniele Ditta (segretario), Salvatore Di Salvo (tesoriere) e dai consiglieri Katia Scapellato, Filippo Mulè, Francesco Nicastro, Salvo Messina e Vittorio Corradino hanno trascorso un pomeriggio con il team dell’agenzia di comunicazione guidato dalla giornalista e imprenditrice Assia La Rosa. Nell’occasione è stata siglata una convenzione tra le due parti, per favorire lo svolgimento della professione e offrire ai giornalisti che fanno tappa a Catania per motivi lavorativi, uno spazio di co-working dove poter scrivere articoli, montare video e interviste, caricare contenuti sul web.

«In un periodo in cui siamo travolti da tante, troppe notizie “critiche” legate al futuro della nostra professione, siamo piacevolmente colpiti dall’energia positiva che trasmette I-Press - dichiara Roberto Gueli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia - Il giornalismo ha bisogno di forza e di nuove idee per affrontare l’evoluzione dettata dalle nuove tecnologie. I-Press è una realtà giovane, vivace, un’agenzia di comunicazione giornalistica proiettata verso il futuro. Per questo siamo lieti di poter gettare le basi per una collaborazione sinergica, con l’ambizione di creare un Hub, un laboratorio, un luogo aperto ai professionisti del giornalismo. Assia La Rosa ci ha consegnato virtualmente le chiavi del suo ufficio: tutti insieme ci metteremo al servizio della professione, per agevolare il compito dei cronisti inviati in “missione” a Catania».

Luogo per Corsi di formazione dell’ODG; sede etnea del Consiglio regionale; ufficio di confronto e condivisone tra giornalisti; punto di riferimento per cronisti in trasferta, inviati e corrispondenti. Tante le possibilità messe sul tavolo del confronto: «Vogliamo che I Press diventi un luogo “aperto”, un laboratorio di idee, un ecosistema partecipativo - dichiara Assia La Rosa, founder di I-Press - tra vecchio e nuovo mondo, l’Agenzia ha mosso i suoi primi passi dal basso, sperimentando, contaminando e conquistando il suo piccolo spazio nell’ambito del marketing e della comunicazione. Mantenendo però sempre il suo “core”: l’attività giornalistica e la creazione di contenuti, sempre in linea con l’etica e la deontologia della professione giornalistica».

L’iniziativa – nell’ottica di vision innovative che puntano alla condivisione – si traduce in uno spazio di lavoro collaborativo e sostenibile in cui è possibile scambiare esperienze, competenze e risorse, riaccendere quel “senso di comunità” oggi sempre meno presente (a causa di distanze non solo “fisiche”), trasformando luoghi chiusi in spazi vivi, dov’è possibile creare nuovi link e connettere professionisti che coltivano le stesse passioni, con molteplici visioni.

 

Con oltre 2500 partecipanti si è chiuso Expolab 2022 che, dal 21 al 30 settembre, ha trasformato la Torre Biologica dell'Università di Catania in un ricco contenitore di eventi scientifici su ricerca biotecnologica e innovazione con l'obiettivo finale di generare nuove conoscenze e nuovi talenti.

Organizzato dalla Vera Salus srl Divisione Scientifica, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Catania, Expolab 2022 è stata l'occasione per affrontare tematiche importanti grazie alla fattiva collaborazione del dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche (Biometec), del dipartimento Scienze mediche, chirurgiche e tecnologie avanzate “Ingrassia”, dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Policlinico Vittorio Emanuele” e dell’Unità operativa coordinamento Poli di Ateneo.

Le aree tematiche trattate sono state quattro: SmartBiotech, SmartLab, SmartChem e Smart Safetylab. 

L’area Smartlab è stata coordinata dal Professore Guido Scalia, Direttore Laboratorio Analisi P.O. Rodolico, A.O.U. Policlinico Vittorio Emanuele, che ha dichiarato: "Abbiamo voluto avvicinare tutte le componenti che concorrono all'ottenimento di risultati che possono essere utili alla vita dell'uomo, dalle cose più semplici a quelle più complesse. E' fondamentale che ci sia una cooperazione tra le industrie che mettono a disposizione eventuali risorse, i ricercatori che fanno la ricerca di base e coloro che poi devono applicare queste ricerche in modo da renderle fruibili e migliorare le attività diagnostiche".

Il professore Giovanni Li Volti, ordinario di Biochimica Università di Catania, ha coordinato l'area Smart Biotech ponendo l'attenzione sul futuro in genetica, sulla ricerca molecolare, sulle tecnologie diagnostiche e l’oncologia clinica sperimentale. Tanti gli argomenti affrontati: "Tecnologie Next-Generation per la diagnosi e cura di malattie rare"; "La Genomica in diagnostica: una realtà nella medicina personalizzata"; "Il ruolo della Citometria nella diagnosi e monitoraggio della EPN".

Per l'area Smart Safety Science, l’Ingegnere Piergiorgio Ricci, vicario dirigente Area Servizi Generali dell'Università di Catania: "Ci siamo occupati di sicurezza nelle strutture dei laboratori di ricerca e nelle aree ospedaliere. Abbiamo cercato di mettere insieme diverse professionalità nell’ambito della progettazione, gestione, manutenzione, organizzazione dei laboratori e delle strutture ospedaliere al fine di garantire la sicurezza di chi opera in queste strutture e la sicurezza degli utenti quali pazienti che frequentano questi ambienti".

L'area SmartChem è stata coordinata dalla Professoressa Margherita Ferrante, docente ordinario presso il Dipartimento Scienze Mediche, Chirurgiche e Tecnologie avanzate “Ingrassia” Università di Catania: "Durante questo simposio abbiamo avuto come obiettivo quello di fare da trade unon tra le tecniche più moderne e le tecniche invece già consolidate che esistono nel campo agroalimentare ovviamente nel campo ambientale e nel campo  farmaceutico, per aiutare tutti coloro che lavorano sia sul territoro sia nei centri di ricerca e nelle università".

Focus, quindi, sulla sicurezza biologica, biocontenimento e sanificazione, sull'ingegneria clinica per la sicurezza dei pazienti per l'equilibrato governo delle tecnologie nel servizio sanitario nazionale, su sicurezza nei laboratori e la digitalizzazione dei processi sanitari attraverso tecnologie cloud, R-fid e mobile. E, ancora, la microspia elettronica nelle applicazioni ambientali e industriali, le prove tossicologiche nell'ambito della valutazione integrata impatto ambiente e salute, convalida del metodo analitico in ambto farmaceutico.

"Siamo veramente soddisfatti per il successo di questa edizione di Expolab 2022, sia dal punto di vista numerico per le presenze registrate sia per la qualità degli interventi e dei prodotti che le aziende hanno presentato. Siamo sicuri che questo sarà un lancio ulteriore per l'innovazione nel nostro territorio e ci prepariamo ad una nuova edizione di questo progetto ambizioso per la città di Catania". Ha dichiarato il dottore Giuseppe Pitari, General Manager e socio fondatore di Vera Salus srl e membro del comitato organizzativo d Expolab2022. 

Infine, il commento del coordinatore organizzativo dell'evento, dott. Daniele Lolicato: "Dopo anni di pandemia, è stato importante riunire in questo grande Expo clinici diagnostici, laboratoristi e ricercatori universitari. Abbiamo coinvolto oltre 80 chairman, impegnati in 40 sessioni di approfondimento tematico e abbiamo avuto la partecipazione di numerose aziende internazionali e nazionali. Un grande risultato che ha creato sinergia tra aziende, ricercatori e utilizzatori per rispondere al meglio alla reale esigenza che ha la ricerca biotecnologica, il laboratorio chimico e clinico diagnostico nel generare nuove conoscenze".

Tra le bellezze del centro storico di Catania e l’eleganza delle auto d’epoca si è conclusa la ventiquattresima edizione del Raid dell’Etna. La manifestazione ha permesso ai partecipanti – 60 equipaggi provenienti da ogni parte del mondo – di ammirare le bellezze locali e di scoprire le tradizioni della nostra terra. Un viaggio iniziato lo scorso 25 settembre con l’arrivo a Palermo e con la prima tappa proprio tra i borghi “nascosti” del capoluogo siciliano. Il tragitto è proseguito facendo sosta nel trapanese, tra la suggestiva Mozia e l’incantevole Mazara del Vallo. Il 28, invece, è stata la volta di Agrigento, della Valle dei Templi e di Naro. Spazio, quindi, alla giornata dedicata alla zona di Enna, tra il lago di Pergusa e l’omonimo autodromo, teatro di avvincenti gare di Formula 1, Formula 2 e Formula 3000. Poi, la partenza per Catania, la Coppa delle Dame e la tappa finale del Raid dell’Etna 2022.

Ieri – 30 settembre – è stata la volta delle prove cronometrate sull'Etna. Oggi – sabato 1 ottobre – la parata conclusiva in Piazza Università e la premiazione, frutto della classifica maturata nelle prove quotidiane a cui hanno preso parte gli equipaggi. A vincere la coppia giapponese Masahiro Yokota e Oki Etsuko, a bordo della storica Lancia Aprilia del 1937. A seguire la Porsche 356 A del 1958, composta dal duo italiano Fuzzy Walter Kofler e Karl Doecker (Veteran Car Team). Terza piazza per un altro equipaggio nostrano, Mario Berselli e Monica Martelli, su Alfa Spider del 1968 (Club Orobico). Nella sfida al femminile della Coppa delle Dame, in testa l’accoppiata Maria Marchesi e Monica Martelli, su Porsche 911 SC. A seguire Oki Etsuko e Courtney Campbell, a bordo della Lancia Aprila. Terze classificate Maria Marchesi e Monica Martelli, questa volta con pilota e co-pilota invertite e su Alfa Romeo Spider 1750.

Tra gli altri premi, quelli legati agli sponsor: Cantine Brugnano, riconoscimento per i Team con il maggior numero di equipaggi (8 per “Italian Cars & Cannoli Car Club” e “Scuderia RoadRunners”); Grand Prix Navi Veloci, che ha consegnato un biglietto andata e ritorno Genova/Palermo a tre equipaggi (Dieter Glockner ed Edith Fermann, Bentley 4 ¼ Open Tourer del 1936; Masahiro Yokota ed Etsuko Oki, Lancia Aprilia del 1937; Daniela e Uwe Dreyer, Porsche 911 Carrera cabrio del 1984); Condorelli Fidelity, destinato alla coppia con il maggior numero di presenze nella competizione (ben 14 per Arturo Pellegatta e Doris Schneider).

«Ancora un anno ricco di soddisfazioni – hanno commentato gli organizzatori Stefano Consoli e Giovanni Spina – nonostante le difficoltà organizzative abbiamo dato vita a un’edizione che ha visto la partecipazione di equipaggi provenienti da tutte le parti del mondo, a conferma della qualità di una manifestazione divenuta ormai punto di riferimento per sportivi e appassionati. Questo grazie al supporto e al duro lavoro dello staff della Scuderia del Mediterraneo, degli sponsor e delle forze dell’ordine».

Compagni di viaggio del Raid dell’Etna Grandi Navi Veloci, Eberhard & CO., Cantine Brugnano, Michelin, Sparco e Centro Porsche Catania.

 

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