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Martedì, 15 Ottobre 2019

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«Noto è una città che può vantare scuole di qualità, grazie al lavoro dei dirigenti scolastici e dei docenti, i quali assicurano, e continueranno a farlo, la crescita della nostra comunità». Così il sindaco Corrado Bonfanti ha aperto il suo intervento durante la cerimonia di premiazione dei Centisti alla Maturità 2019 dell’Istituto Superiore Matteo Raeli, organizzata nel cortile dell’omonimo plesso, recentemente riaperto e che presto sarà interessato da altri lavori di completamento.

Cerimonia concordata con il dirigente scolastico Concetto Veneziano ed a cui ha partecipato anche mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, ed ex studente dell’allora Istituto Magistrale Matteo Raeli, il quale ha aperto il cassetto dei ricordi, condividendoli poi con docenti, alunni e genitori presenti.

Prima di passare alla premiazione dei Centisti, il sindaco Corrado Bonfanti ha ricordato come le scuole di Noto, e nel dettaglio l’Istituto Superiore Matteo Raeli, che ormai ingloba tutti i corsi di studio di scuola secondaria superiore, abbiano avuto il merito di formare donne e uomini pronti per la vita e per i ruoli professionali, alcuni molto prestigiosi, da ricoprire.

«L’esigenza di conoscere e di sapere - ha detto il sindaco Bonfanti - sono basi importanti su cui costruire la propria vita, prima da studenti, poi da adulti. Sono convinto che Noto sia una città molto fortunata quando si parla di scuole, perché sia i Comprensivi, sia il suo Istituto Superiore, coniugano qualità, modernità ed avanguardia. La “nostra” è una grande Scuola, con insegnanti di grande spessore che con il tempo hanno permesso a tanti giovani di talento di raggiungere traguardi ambiziosi e ruoli di prestigio. È quello che auguro ai nostri Centisti, che hanno concluso una prima parte della loro vita e adesso si approcciano al loro futuro, portando con sé, ne sono certo, gli anni intensi e vissuti nel nostro Istituto Matteo Raeli».

Poi la premiazione Centisti: Amedeo Antonuzzo, Melania Landolina, Marta Salemi e Mauro Carmelo Tiralongo, quest’ultimo con lode, del liceo Classico; Andrea Belluardo, Nicoletta Fiore e Simone Pintaldi del liceo Scientifico; Claudia Gambuzza e Giulia Groppi del liceo Scienze Umane; Dmitriy Ruscica e Annarita Ucciardo del liceo Artistico.

Sono 9 le colonnine di Enel X per la ricarica dei mezzi ad energia elettrica che il Comune di Noto ha previsto di installare nel suo territorio. Alcune sono già entrate in funzione, con grande sorpresa - e utilità - per i possessori di auto elettriche che, tra una visita in centro storico e una passeggiata a mare, hanno trovato anche il tempo di fare “il pieno” di energia ai loro mezzi.

È successo soprattutto nelle contrade balneari, a Lido e Calabernardo: in entrambe le zone sono stati individuati punti di ricarica, con annesse colonnine di Enel X a disposizione degli automobilisti.

«L’attenzione verso il rispetto dell’ambiente e la ricerca di nuove fonti di energia - dice il sindaco Corrado Bonfanti - sono delle priorità per la mia amministrazione comunale. Fa piacere scoprire che l’idea di installare le colonnine in diversi punti del nostro territorio abbia raggiunto un doppio obiettivo: è un servizio in più che diamo ai nostri concittadini e ai nostri visitatori e, allo stesso tempo, è un segnale chiaro e netto di chi vuole difendere l’ambiente».

Le prime colonnine di ricarica sono state posizionate anche in via Sallicano e in piazza Bolivar, altre ne arriveranno in piazza XVI Maggio, viale Marconi, nei pressi dell’ospedale Trigona, in zona stazione e all’inizio di via Roma.

Musica e teatro, ma anche sport e riscoperta degli antichi mestieri in questa nuova settimana di Effetto Noto, il cartellone degli eventi estivi organizzato dal Comune di Noto.

Oggi è il giorno della prima di Notomusica, il Festival Internazionale giunto alla sua 44^ edizione, che “apre” con l’unica tappa siciliana di Stefano Bollani e Hamilton De Holanda (ore 21.15, Teatro Noto d’Estate”.

Domani, invece, comincia Atto Unico, 11^ edizione della rassegna per attori professionisti con direzione artistica di Beppe Rosana, con il palcoscenico allestito in largo Landolina e gli spettacoli in programma alle 21. Aprirà la rassegna Chiara Luce Fiorito con “Mi chiamo Maris e vengo dal mare”. Giovedì andrà in scena “U Figghiu”, drammaturgia di Saverio Tavano, con Francesco Gallelli, Loredana Ponti e Saverio Tavano. Venerdì, invece, è in programma “L’ordine”, con regia di Anna Aiello e con Rosa Lao e Alberto Abbadessa. La rassegna chiuderà sabato con un atto unico di Fabrizio Romagnoli dal titolo “Una lunga attesa”, con la regia di Antonio Costa e con Elisa Franco, Carmela Sanfilippo, Viviana. Toscano e Alice Sgroi. Durante la serata finale, inoltre, sarà consegnato il Premio alla Carriera all’attore Nicola Pistoia.

Sabato pomeriggio sono in calendario l’appuntamento con il 3° Trofeo del Piano Alto, valido come 14^ tappa del Grand Prix Provinciale di corsa su strada, e l’inaugurazione della mostra Antichi Mestieri, allestita nel cortile dell’Istituto Superiore Matteo Raeli in corso Vittorio Emanuele.

A chiudere la settimana, poi, la festa di Santa Rita in contrada Granieri e il secondo appuntamento con Notomusica: stavolta protagonista sarà l’Orchestra Sinfonica del Teatro Bellini di Catania.

 

La capitale del Barocco, il “giardino di pietra” di Cesare Brandi. E questo è fuor di dubbio: l’unico modo per capire Noto è lasciarsi  andare e vagare in questa elegante e nobile città che al tramonto acquista sfumature rosa. Potere temporale e religioso: i salotti affrescati, perfettamente conservati, giocano a rimpiattino con le gelosie delle monache. Civitas foederata e municipium, deve agli arabi la nascita del Val di Noto e all’Unesco il riconoscimento come patrimonio dell’umanità. Tredici luoghi per scoprirla. Chiese, palazzi, teatri, archivi, musei: un patrimonio che per la prima volta è visitabile tutto insieme per la prima edizione de Le Vie dei Tesori.

Si avranno a disposizione tre  weekend, sempre venerdì, sabato e domenica, dal 13 al 29 settembre. Le Vie dei Tesori – nato a Palermo, dove ad ogni edizione la città si trasforma in un unico museo diffuso - quest’anno si allarga a quindici centri di tutta la Sicilia: oltre a Noto, anche Siracusa, Sambuca, Caltanissetta, Trapani, Marsala, Acireale, Messina, Sciacca e Naro. Il 4 ottobre Le Vie dei Tesori si trasferirà a Palermo e Catania (5 weekend) e tra il barocco del Ragusano (3 weekend).

«Abbiamo aderito con convinzione - spiega l’assessore al Turismo Giusi Solerte - e matura consapevolezza a una proposta progettuale valida ed importante, con un format ormai consolidato e collaudato. Così come è capillare ed efficacia la campagna di marketing e di visibilità internazionale che accompagna il format. Non si tratta della semplice apertura e visita di siti culturali, ma della possibilità concreta di mettere in rete bellezze architettoniche, uniche al mondo, e di consentire la scoperta di siti normalmente poco accessibili al pubblico”.”Stiamo rafforzando il nostro modello, sia verso l’esterno sia verso l’interno – sottolinea l’assessore alla Cultura Frankie Terranova -. Verso l’esterno perché andiamo a far parte di un progetto che coinvolge altre città importanti della nostra regione. Verso l’interno perché proseguiamo con il nostro sviluppo turistico mettendo a disposizione, grazie alla collaborazione delle società e cooperative che gestiscono il nostro straordinario patrimonio, luoghi solitamente chiusi al pubblico”.

“Un format nato tredici edizioni fa da un gruppo di giornalisti ed operatori culturali che hanno creduto nel fatto che raccontare i siti voleva dire farli amare – spiega il presidente de Le Vie dei Tesori, Laura Anello -. Oggi i comuni premono per entrare nel circuito, abbiamo richieste ogni giorno e non riusciamo a far fronte a tutte: l’anno scorso il festival ha raccolto 280 mila visitatori solo a Palermo e cresce ad ogni edizione”.

NOTO, quindi. E sarà una vera scommessa, per una cittadina che investe da sempre sul turismo ma stavolta vuole mettersi alla prova anche sul racconto e sui posti inediti. Con l’aiuto del Comune e della Diocesi, è stato costruito un percorso quasi sensoriale, che si insinua proprio nei luoghi più nascosti. Oppure si può andare in cerca di Madonnine: quella Bianca o della Neve, che ha un nome bellissimo, arriva da Noto Antica ed è attribuita al Gagini, la troverete nella chiesa del SS. Crocifisso dove è anche la cappella rosa e celeste dei Landolina; sempre dal sito storico arriva la scultura in marmo della Madonna col Bambino dei palermitani Giovanni e Paolo de Battista della Badia Nuova, ma bisogna spingersi fino a Santa Chiara per trovare una cinquecentesca Madonna con Bambino attribuita ad Antonello Gagini. Un colpo d’occhio merita la scalinata amata dalle star della Cattedrale, ma Noto non è solo chiese: eccola infatti pronta ad aprire i suoi nobili palazzi, simbolo di un tempo in cui la cittadina era meta di re e principi: da Palazzo Ducezio dove Gregorietti mise mano ai saloni per la visita ufficiale di Umberto e Maria Josè di Savoia; al neoclassico Palazzo Landolina di Sant’Alfano che, tra il 1838 e il 1844, ospitò tre volte Ferdinando II di Borbone e Maria Teresa d’Austria; fino al bestiario grottesco che adorna il palazzo dei principi Nicolaci di Villadorata, vero gioco surreale di sirene, leoni, sfingi, ippogrifi, cavalli alati e angeli che si affacciano dai mensoloni che sorreggono le gelosie; e infine, Palazzo Trigona che per metà appartiene ancora all’ultima marchesa di Canicarao.

Le Vie dei Tesori nascono da un lavoro srotolato sull’intero territorio, a cui contribuiscono i Comuni, le Diocesi, gli enti, le Soprintendenze; quest’anno, su input dell’assessore Sebastiano Tusa al quale la manifestazione è dedicata, e per volontà del presidente della Regione Nello Musumeci e del dirigente generale dell’assessorato ai Beni culturali, Sergio Alessandro, la Regione Siciliana ha firmato con il festival un innovativo accordo di valorizzazione con cui – pur non attribuendole risorse finanziarie – ne riconosce la valenza strategica per la promozione della Sicilia mettendo a disposizione i luoghi e rendendo più agili i processi decisionali. Da Roma, poi, sono arrivati, ormai per il quarto anno, la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica e i patrocini del Senato, della Camera, del ministero dei Beni culturali.

Insomma, la ricchezza della Sicilia sarà a portata di mano, anzi di coupon,  dotati di Qr-code, che si acquistano on line sul sito del Festival e vengono smarcati all’ingresso dei luoghi. Sul posto, il racconto dei luoghi, alla ricerca di aneddoti, curiosità, collegamenti: perché il segreto de Le Vie dei Tesori sta proprio nello storytelling che il pubblico dimostra di apprezzare, visto che il festival l’anno scorso ha raccolto 370 mila visitatori. Tutto ruota attorno al portale www.leviedeitesori.it, colmo di curiosità, articoli, immagini.

COME PARTECIPARE A LE VIE DEI TESORI

Basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito www.leviedeitesori.it e presentarsi sul luogo. Un coupon da 12 euro è valido per 10 visite, da 6 euro per 4 visite e da 2.50 euro per un singolo ingresso. I coupon da 10 e 4 visite sono disponibili pure nell’info point del Comune, in corso Vittorio Emanuele 135. A tutti coloro che acquisiranno i coupon sul sito verrà inviata per mail una pagina dotata di un codice QR da  stampare (o salvare sullo smartphone) e mostrare all’ingresso dei luoghi. Sul posto, solo ticket da 2.50 euro. Le scuole o i gruppi possono scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. I coupon sono validi anche per partecipare al festival a Siracusa.

 

Noto ha ospitato la 4^ tappa del progetto Yourope, progetto di multiculturalità e integrazione europea che vede coinvolte 8 città del vecchio continente. Giovani provenienti da Bruxelles (Belgio), Sofia (Bulgaria), Agia (Grecia), Altea (Spagna), Varsavia (Polonia), Lubiana (Slovenia), Atheniou (Cipro) e Noto, si sono confrontati sulle prospettive future dell’Europa intesa non solo come continente ma anche come un’unica nazione, così da migliorarne la percezione e abbattere l’euroscetticismo. Giovani che rappresentano il presente e soprattutto il futuro dell’Europa.

«Costruire un’Europa - commenta il sindaco Corrado Bonfanti che ha accolto la delegazione ospite nella sede del Cumo (Consorzio Universitario del Mediterraneo Orientale) - che nel rispetto delle singole identità storiche possa rappresentare una quanto più ampia condivisione di idee e azioni comuni su temi che interessano trasversalmente tutti gli stati quali, welfare, sicurezza, occupazione per citarne alcuni, è un obiettivo che non possiamo permetterci di perdere di vista e non raggiungere. Se questo non accadesse, sarebbe il peggiore fallimento di questa generazione di uomini e donne che passeremmo alla storia perché incapaci di mettere al centro la persona e la vivacità del pensiero umano, preferendo la banalità e l’umiliazione del più basso dei populismi e dei nazionalismi».

Non solo workshop e momenti di confronti su temi di grande attualità e impatto sociale, però. Nell’ottica di approfondire gli usi e costumi delle varie città coinvolte nel progetto, i ragazzi partecipanti al meeting si sono trasformati in artisti, realizzando un bozzetto con i cristalli di sale colorato per prendere confidenza con l’arte effimera.

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