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Giovedì, 15 Novembre 2018

Un fine settimana ricco di vere e proprie feste per la vendemmia in corso di uva da tavola e da vino, ricorda Coldiretti Bari, a Rutigliano con le celebrazioni della 54^ Sagra dell’uva da tavola e su Piazza del Ferrarese a Bari al Mercato di Campagna Amica, dove si stanno sfidando baby vignaiuoli nella pigiatura dell’uva da vino.

“Ogni iniziativa è utile a promuovere la Puglia agricola vera, il vero volto della Puglia produttiva e laboriosa – commenta il Delegato Confederale di Coldiretti Bari, Angelo Corsetti - dai grandi risultati economici nel settore agricolo, che rispetta le regole, fatta di agricoltori instancabili che producono qualità e manutengono l’ambiente e il paesaggio e che sta beneficiando delle azioni messe in atto da Coldiretti, a partire dalle relazioni contrattuali lungo le filiere, per assicurare al produttore agricolo la giusta remunerazione, così come agli operai nelle campagne, fino alle opportunità occupazionali create dal progetto economico di Campagna Amica”.

A Bari i personal trainer della pigiatura di Campagna Amica stanno coadiuvando le famiglie nell’attività di pigiatura, guidandole lungo il percorso sensoriale con informazioni su zona di produzione, caratteristiche organolettiche e chimiche e modalità di servizio e abbinamenti dei più famosi vini di Puglia, mentre a Rutigliano sono esposti in bella mostra i grappoli giganti che nell’annata 2018 hanno raggiunto anche i 5,2 chilogrammi di peso.

“A 15 anni dall’approvazione delle legge di orientamento in agricoltura, fortemente sostenuta da Coldiretti che ha rivoluzionato le campagne – aggiunge Vito Amendolara, Delegato Confederare delle articolazioni territoriali - i giovani hanno interpretato in chiave innovativa le opportunità offerte dal mondo rurale e oggi il 70 per cento delle imprese under 35 opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta”.

Numerose le attività connesse avviate grazie alla Legge di Orientamento che hanno dato opportunità di lavoro in campagna – conclude Coldiretti Bari - dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative come la cura dell’orto e i corsi di cucina in campagna, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

Boom furti in campagna con 300 milioni di euro di danni in un anno. E’ quanto denunciato da Coldiretti al Ministro degli Interni, Matteo Salvini, in visita in Fiera alla Fattoria Coldiretti, in relazione alle razzie che si moltiplicano nei campi italiani. Il Ministro ha assicurato di attivare ogni provvedimento utile, acquisendo informazioni dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, promosso da Coldiretti.

“Siamo molto preoccupati per le condizioni di lavoro e di vita nelle aree rurali pugliesi, dove i nostri agricoltori vivono loro malgrado una quotidianità da far west, fatta di furti di prodotto, alberi, mezzi agricoli, racket e abigeato”, ha denunciato il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele,  che ha lanciato l’allarme al Ministro Salvini “rispetto a quanto avverrà nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia, quando i quantitativi di olive che si potranno raccogliere, già ridotti all’osso dalle gelate, varranno tanto da essere preda ambita di bande criminali italiane e straniere”.

Il fenomeno della micro e macro criminalità nelle aree rurali pugliesi è divenuto pressante e pericoloso per la stessa incolumità degli agricoltori – denuncia Coldiretti Puglia – e in questo scenario di strisciante diffusione dell’illegalità e clima di pericolosa incertezza, le aziende corrono il forte rischio di perdere competitività.

Si registra un’impennata di fenomeni criminali che colpiscono e indeboliscono il settore agricolo – rileva Coldiretti Puglia – e non si tratta più soltanto di “ladri di polli”, quanto di veri criminali che organizzano raid capaci di mettere in ginocchio un’azienda, specie se di dimensioni medie o piccole.

“Assistiamo alla ‘stagionalità’ delle attività criminose in campagna – aggiunge Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – perché squadre ben organizzate rubano l’uva da tavola da agosto ad ottobre, le mandorle a settembre, le ciliegie a maggio, tagliano i ceppi dell’uva da vino a marzo/aprile, rubano le olive da ottobre a dicembre, gli ortaggi tutto l’anno, ma preferiscono i carciofi brindisini e gli asparagi foggiani, dimostrando che alla base dei furti ci sono specifiche richieste di prodotti redditizi perché molto apprezzati dai mercati, rubano gli ulivi monumentali perché qualcuno evidentemente li ricerca. I furti sono praticamente quotidiani – ha concluso Corsetti - tanto da aver spinto alcuni agricoltori ad organizzarsi con ronde notturne e diurne e non possiamo permetterci che continui ad essere messa a repentaglio l’incolumità dei nostri produttori”.

Sensibilizzare gli agricoltori circa l’importanza di denunciare è l’obiettivo di Coldiretti Puglia, per analizzare dove si registrano in più larga misura i fenomeni criminosi, quando avvengono i furti, quali sono mezzi e prodotti maggiormente appetibili e come è strutturata la ‘filiera’ della ricettazione per economizzare le attività di polizia, non lasciando isolate le vittime e rassicurandole circa l’anonimato della denuncia non restando isolati.

LA MAPPA DELLA CRIMINALITÀ IN SINTESI:

BARI E BAT - I predoni delle campagne fanno razzia di olive che come diamanti andrebbero sorvegliate di notte e scortate durante i trasferimenti nei frantoi.

I mandanti dei gruppi criminali sono italiani anche se spesso si avvalgono di ‘manodopera’ straniera. Depredano gli oliveti del barese, della BAT, del tarantino e del foggiano. In 2/3 minuti riescono a portare via oltre 30 kg di olive ad albero, battendo gli ulivi con mazze anche di ferro per far crollare il maggior numero di prodotto, danneggiando al contempo le piante. Le squadre di malfattori trascinano le reti sotto gli olivi a mano a mano che i complici percuotono i rami, per raccogliere il maggiore numero possibile di olive in caduta. Oltre alla perdita di reddito per il furto di olive e al danneggiamento delle piante, gli agricoltori sono costretti ad impiegare più manodopera per recuperare dal terreno parte della ‘refurtiva’ che i ladri, trascinando velocemente le reti di raccolta, non riescono a portare via. Gli agricoltori, ormai per il terzo anno consecutivo, sono vittime di un fenomeno che si sta consolidando e aggravando nel tempo.

I frantoi sono costretti ad avvisare la Questura prima di far partire i camion di olio extravergine alla volta delle varie destinazioni italiane per farli scortare fino all’imbocco dell’autostrada, eppure questa è la situazione nella BAT e soprattutto ad Andria, culla dell’olivicoltura pugliese. Il fenomeno che si ripete ogni anno mette a repentaglio l’incolumità stessa degli olivicoltori, costretti a fare ronde diurne e notturne. Le forze dell’ordine hanno un territorio assai vasto da presidiare, pertanto ampie zone non sono pattugliate.

Stessa sorte subiscono mandorle, uva da tavola, uva da vino, perché i gruppi criminali seguono la stagionalità delle produzioni.

Strage di ulivi monumentali nelle campagne del barese a Santo Spirito, nell’area attorno all’aeroporto di Bari e nella zona tra Bitonto, Giovinazzo, Grumo e Palo. Ogni albero garantisce circa un quintale di olive e il paradosso vergognoso della vicenda è che gli ulivi di inestimabile valore sono tagliati per rivendersi la legna o rubati per abbellire le ville.

TARANTO – Anche qui viene denunciato il barbaro e criminale taglio degli ulivi monumentali in provincia di Taranto, localizzato soprattutto nell’agro di Sava e Manduria, una vera e propria strage ad opera di gruppi criminali che tagliano gli ulivi secolari di inestimabile valore per rivendere la legna.

Ogni albero frutta circa 8/10 quintali di legname, un valore inestimabile per guadagnare, poi, solo qualche decina di euro. Sono atti vili che segnano, tra l’altro, la fine dell’attività olivicola dei nostri agricoltori che, prima di poter raccogliere nuovamente olive, dovranno aspettare anni. Per non parlare del taglio dei ceppi e dei tendoni dell’uva da tavola e da vino e dei furti di produzioni agricole di pregio che stanno interessando sia la zona orientale a Manduria, Sava, Maruggio che quella occidentale, con in testa Castellaneta e Palagiano. La situazione nelle campagne è divenuta esplosiva.

FOGGIA - I comuni maggiormente interessati da questo problema sono Cerignola, Lucera, Orta Nova, Torremmaggiore, San Severo, San Marco in Lamis, S. Giovanni Rotondo, Poggio Imperiale, ma il fenomeno è diffuso su tutto il territorio provinciale.

La tipologia di furti risulta essere di varia natura. Si passa dalla sottrazione del raccolto dalle piante in campo, alle aggressioni per il furto dei mezzi agricoli e/o delle attrezzature e/o del bestiame, dei raccolti già messi su cassoni, o addirittura alla sottrazione dei cavi di rame e del ferro. Molto diffusa è la razzia dei mezzi agricoli con la successiva richiesta di riscatto. Le denunce effettivamente presentate decisamente inferiori (circa 20%) agli eventi criminosi accaduti, nonostante le costanti sollecitazioni a denunciare i fatti.

BRINDISI – Si segnalano furti di carciofi, ortaggi, mezzi agricoli quali trattori, scopatrice, furgoni, oltre alla recrudescenza del fenomeno dei furti di ulivi e uva. I mezzi agricoli sono rubati soprattutto durante le ore diurne, nel pieno dello svolgimento delle attività agricole e all’imbrunire si registra il maggior numero di furti di olive.

LECCE - I comuni maggiormente interessati dell’hinterland di Lecce sono Frigole di Lecce, Surbo, Caprarica, Cavallino, Monteroni, Trepuzzi, ecc.

La maggiore incidenza di furti in aree rurali in provincia di Lecce si verificano nell’hinterland della città capoluogo, in particolare nei comuni confinanti con Lecce e immediatamente vicini al confine con la provincia di Brindisi, quali Frigole di Lecce, Surbo, Caprarica, Trepuzzi ecc…

In questi comuni si sono verificati numerosi casi di furti di attrezzature agricole (aratri, scuotitori, atomizzatori, ecc.) e alcuni casi anche di trattori, così come si sono verificati casi di tentativi di furti di olio dai frantoi.

 

 

 

 

 

Ancora strage di ulivi monumentali nelle campagne del barese. A distanza di 2 anni, dopo i 40 ulivi tagliati nel 2016 per rivendere la legna, lo stesso olivicoltore nella stessa campagna a Santo Spirito ha subito lo scapitozzamento e il danneggiamento di altri 40 ulivi secolari. “Sono stati tagliati e danneggiati altri 40 ulivi secolari dello stesso olivicoltore – tuona il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele –  che, episodio dopo episodio, oltre a perdere fiducia e speranza, appare in queste ore inconsolabile. Ogni albero garantiva circa un quintale di olive. E’ solo l’ultimo dei tanti casi, denunciati e non, che si sono registrati nell’area attorno all’aeroporto di Bari e nella zona tra Bitonto, Grumo e Palo”.

“Abbiamo scritto al Presidente Emiliano – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perché la situazione risulta essere molto grave e gravi sono stati i segnali, manifestati dagli agricoltori, di scoramento che ha portato molti di loro, sul piano repressivo, a non denunciare più gli episodi delittuosi e, sul piano preventivo, ad organizzarsi in squadre e presidiare durante la notte le loro campagne. Iniziative delle quali è superfluo sottolineare la gravità, anche sotto il profilo dell’immagine. Per questo abbiamo chiesto che, di concerto con la Fondazione Osservatorio sulla criminalità in agricoltura, si proceda a concretizzare iniziative tempestive ed efficaci di presidio delle aree rurali”.

Furti e danneggiamenti sono praticamente quotidiani – denuncia Coldiretti Puglia - tanto da aver spinto alcuni agricoltori ad organizzarsi con ronde notturne e diurne, mentre altri si sono affidati a istituti di vigilanza. Oltre alla perdita di reddito, a rischio è la stessa incolumità dei nostri agricoltori, non certo un elemento  trascurabile.

Secondo l’analisi dell’Osservatorio sulla criminalità dell’agricoltura e sul sistema agroalimentare promosso da Coldiretti sui risultati conseguiti dalle Forze di Polizia, l’intero comparto agroalimentare è caratterizzato da fenomeni criminali legati a furti, estorsioni e alla contraffazione di prodotti alimentari ed agricoli e dei relativi marchi garantiti. I danni al sistema sociale ed economico sono molteplici, dal pericolo per la salute dei consumatori finali, all’alterazione del regolare andamento del mercato agroalimentare. Per questo Coldiretti Puglia, ringraziando le forze dell’ordine per l’opera incessante svolta quotidianamente, chiede una stretta sui controlli per assicurare maggiore sicurezza agli agricoltori e agli operai.

Grottaglie presenta ufficialmente la candidatura a Città Europea dello Sport 2020 ed accoglie una delegazione dei commissari europei in un percorso per conoscere le realtà sportive, le strutture e gli impianti, ma anche il patrimonio storico, architettonico, paesaggistico e culturale del comune ionico. In tre giornate, si svolgeranno i momenti principali dell'iniziativa, promossa dall'Amministrazione comunale per promuovere e diffondere le discipline sportive, con particolare attenzione verso gli sport paralimpici e gli sport femminili, che coniugano i valori insiti nella pratica sportiva con quelli di inclusione e uguaglianza.

Giovedì 19 luglio, alle ore 10.30, nell'aula consiliare di Palazzo di Città (via Martiri d'Ungheria, Grottaglie, Taranto), l'assessore comunale allo sport e vicesindaco Vincenzo Quaranta presenterà, in una conferenza stampa, aperta anche alle realtà sportive del territorio, il dossier della candidatura. Nel progetto, sposato dalla Regione Puglia - assessorato allo sport, dalla Provincia di Taranto, dal Coni Puglia e dal Cip (Comitato italiano paralimpico), sono coinvolti cinquanta associazioni sportive e club del territorio. Gli enti fanno capo ad un comitato che cura gli aspetti organizzativi e promozionali dell'iniziativa. Nel corso della conferenza di giovedì 19 luglio, sarà anche proiettato il video realizzato dall'agenzia Amigdala, che promuove le attività sportive e i contenuti della candidatura; sarà inoltre comunicato il vincitore del concorso "Cadeau istituzionale in ceramica" dedicato a Grottaglie 2020 Città Europea dello Sport.

Successivamente, il 26 e 27 luglio giungeranno a Grottaglie i commissari  Vincenzo Lupattelli (Presidente Aces Italia), Pasquale Alfieri, Michele Zittucro, Gianfranco Mastrangelo e Nicola Deliso. Gli stessi interverranno, insieme ai rappresentanti dell'Amministrazione comunale, della Regione Puglia - assessorato regionale allo sport, del Coni Puglia e del Cip (Comitato italiano paralimpico Puglia), nel corso di una conferenza stampa programmata il 27 luglio, alle ore 10.30, al Convento dei Cappuccini, in cui sarà illustrato il percorso della candidatura a Città Europea dello Sport 2020.

"Spirito di squadra, partecipazione sociale, impegno costante per il conseguimento di risultati: lo sport è tutto questo - dichiara l'assessore comunale allo sport Vincenzo Quaranta -. E' anche un grande veicolo per la strutturazione di un percorso comunitario, perché lo sport incanala le nostre passioni facendoci sentire parte di un progetto, di un sogno comune. Abbiamo intrapreso un percorso che va da importanti lavori di adeguamento e potenziamento delle numerose strutture sportive presenti sul territorio, per modernizzarle e renderle accessibili a tutti, alla programmazione, promozione e conoscenza di azioni concrete atte a potenziare e diffondere la pratica sportiva, fino ad arrivare alla candidatura al titolo di Città Europea dello Sport 2020. Un piano che necessita di investimenti superiori ai 4 milioni di euro, ma che avrà un’importante ricaduta su Grottaglie che, per la sua posizione e la sua dotazione strutturale, diverrà centro propulsore del rilancio sportivo della provincia ionica. La programmazione generale prevede altre iniziative volte alla valorizzazione del territorio in tema di investimenti e nuovi insediamenti industriali; la promozione turistica messa in atto in collaborazione con i comuni pugliesi del Parco della Gravine e con Matera, Capitale Europea della Cultura 2019; le azioni di rigenerazione urbana nei diversi ambiti della città individuati prioritari; tra questi, i diversi poli sportivi collegati agli elementi paesaggistici in cui sono inseriti ed il centro storico quale attrattore e potenziale contenitore degli spazi di accoglienza e ricettività. Attraverso la partecipazione a bandi, sono stati ottenuti alcuni finanziamenti e altri sono in fase di reperimento a livello europeo nazionale e regionale. La candidatura al titolo di “Città Europea dello Sport 2020” si sposa con la nostra idea di sviluppo e promozione della città. Far divenire Grottaglie palcoscenico di importanti manifestazioni sportive, nazionali ed internazionali, permetterà di premiare il percorso di sviluppo ed investimento messo in atto per la promozione dello sport e di tutte le attività ad esso correlate".

 

 

Un laboratorio di idee nel settore agricolo che possa attivare, mediante servizi molto innovativi, attività di welfare rivolte agli anziani e alle famiglie, in modo che le imprese agricole possano rappresentare una risorsa utile per rafforzare la rete di protezione nelle campagne e consentire una migliore qualità della vita nelle aree rurali. E’ il progetto lanciato da Angelo Marseglia di Bovino (Foggia), riconfermato Presidente dell’Associazione regionale dei Pensionati Coldiretti, nel corso dell’Assemblea elettiva regionale.

“Le pensioni aiutano i bilanci per più di una famiglia su tre – ha detto Marseglia - con la presenza dei nonni in casa che viene giudicata positivamente per il contributo economico e sociale che sono in grado di offrire in un momento di difficoltà”.

La presenza degli anziani all’interno della famiglia in generale, e di quella agricola in particolare, è stata considerata come una forma arcaica da superare mentre con la crisi – sostiene Coldiretti Puglia - si sta dimostrando fondamentale per affrontare le difficoltà economiche e sociali di molti cittadini. La solidarietà tra generazioni sulla quale si fonda l’impresa familiare è – aggiunge Coldiretti Puglia - un modello vincente per vivere e stare bene insieme e non un segnale di arretratezza sociale e culturale come è stato spesso affermato.

“In Puglia sono circa 210 mila pensionati dei lavoro autonomo – 63 mila coltivatori diretti, 73 mila artigiani ed altrettanti commercianti - con un’altissima percentuale di pensioni integrate al minimo – ha aggiunto il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - che stanno vivendo un momento di grande difficoltà, ma che, nonostante tutto, sono impegnati nel presidio territoriale nelle aree rurali dove sono spesso il motore di iniziative ed esperienze culturali e di solidarietà. Secondo i dati dell’analisi territoriale dell’Istat sui trattamenti pensionistici, esiste una disparità di trattamenti nelle aree rurali alla quale si aggiunge la carenza di servizi sociali che rende più complessa la vita degli anziani”.

Da qui la necessità di intervenire per recuperare il potere di acquisto delle pensioni più basse – è emerso nel corso dell’Assemblea regionale a cui ha partecipato il Segretario Nazionale, Danilo Elia -  eliminare ogni forma di discriminazione fra lavoratori dipendenti ed autonomi anche per quanto attiene gli assegni familiari, riconoscere un sostegno per le famiglie che si fanno carico di accudire in casa gli anziani con disabilità e/o non autosufficienza, definire i livelli essenziali di assistenza, potenziare i servizi di prevenzione presso gli ambulatori di medicina generale allo scopo di assicurare, agli anziani a basso reddito, gli accertamenti diagnostici in forma ambulatoriale, con riduzione delle liste di attesa, dei ricoveri in ospedale e della spesa sanitaria.

“I continui tagli apportati alla spesa sociale, la notevole riduzione del Fondo per la non autosufficienza – ha concluso il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti –stanno scaricando sulle famiglie l’inadeguatezza dei servizi pubblici per gli anziani e per i non autosufficienti e stanno minando la stessa qualità della vita dei nostri pensionati, una risorsa e un patrimonio da salvaguardare”.

Va anche riconosciuto un sostegno alle famiglie che si fanno carico di accudire in casa gli anziani con disabilità e/o non autosufficienza. E’ evidente – conclude Coldiretti Puglia - l’insostenibilità sociale della situazione a carico dei coltivatori pensionati e delle loro famiglie, sui quali si vanno sempre più scaricando i disservizi e le insufficienze dell’intervento pubblico.

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