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Venerdì, 15 Dicembre 2017

In seguito alla segnalazione di alcuni genitori in merito a una intrusione nell’asilo Nido del Villari di uno sconosciuto con relativa aggressione di un dipendente della struttura, durante l’orario di apertura del Nido, il Consigliere Caradonna, si è recato personalmente per comprendere meglio cosa fosse accaduto: “ho voluto constatare di persona quali fossero i sistemi e le modalità di accesso alla struttura che hanno potuto permettere simili accadimenti”. Già nel 2015 un episodio presso una Scuola d’Infanzia comunale (Principessa Iolanda) a pochi metri dal Villari, sempre legato al tema della sicurezza nelle scuole: un bambino si allontana da scuola indisturbato percorrendo diversi isolati prima di giungere completamente solo a casa. Un altro caso di disattenzione fortunatamente finito bene.

Ma già quel caso aveva allarmato il consigliere Caradonna che in Consiglio Comunale chiedeva all’Assessore Romano di attuare un Piano di Sicurezza per le scuole comunali.  L’Assessore Romano prevedeva di poter avere la situazione sotto controllo implementando il numero degli ausiliari e a adottando un sistema informatizzato di rilevazione delle presenze dei bambini. Misure che evidentemente non sono state ancora attuate. Il Consigliere Caradonna rileva che le problematiche al Villari sono diverse e purtroppo non legate esclusivamente agli ingressi: le porte antipanico non funzionano come dovrebbero, gli estintori hanno la revisione scaduta, i soffitti presentano tracce di infiltrazioni di acqua con crepe e intonaco cadente, inoltre i caloriferi non sono dotati di protezione, così come sono presenti battiscopa ad angoli vivi.

Quello che però più di ogni altra cosa ha allarmato il Consigliere è stato constatare che le finestre del secondo piano della struttura non solo sono posizionate in basso tanto da essere raggiungibili dai bambini, ma non hanno nessuna protezione. “Ho purtroppo dovuto constatare con i miei occhi che effettivamente il Villari presenta delle condizioni strutturali inadeguate ad ospitare i piccoli fruitori, circa 80/90 bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi.” “Se la struttura non è completamente idonea ad ospitare piccoli fruitori, il compito degli Educatori e delle Insegnanti, già di per sé di grande responsabilità, si aggrava di ulteriori responsabilità di sorveglianza e messa in sicurezza degli spazi. Solo il grande impegno e la dedizione degli Educatori e degli Insegnanti, ha evitato fin ora gravi e imprevedibili conseguenze sul piano della sicurezza, ma non si può continuare a ignorare il problema”

Diversi gli accadimenti che negli ultimi anni avrebbero dovuto “allarmare” l’Assessore Romano a progettare e attuare il Piano di Sicurezza per le scuole comunali più volte invocato dal Consigliere Caradonna, anche ascoltando le urgenze e le criticità rilevate da genitori personale scolastico e dirigenti. “Ho cercato più volte di richiamare l’attenzione dell’Assessore a un maggior controllo e supervisione della situazione presso gli asili nido e le Scuole comunali, probabilmente a inizio mandato ho giustificato le disattenzioni con l’inesperienza e la giovane età dell’Assessore, ma è evidente che al terzo anno di mandato, si contano troppe disattenzioni da poter essere giustificare con l’inesperienza”.

L’ Assessore ricopre un ruolo di grande responsabilità anche nella costruzione del rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. In un consiglio Comunale nel 2016 dove, nuovamente il Consigliere Caradonna evidenziava la necessita di un confronto e di attuare misure per la sicurezza nelle scuole, prevedendo anche l’installazione e l’utilizzo di dispositivi di sorveglianza, lo stesso Assessore si preoccupava delle ricadute sul rapporto di fiducia tra famiglie e scuole  di un rapporto sempre ripreso dalle telecamere e si impegnava conseguentemente ad approfondire la questione ascoltando i professionisti del sistema, psichiatri infantili, psicologi e personale scolastico. (consiglio comunale del 7/7/2016).

“Credo siano accadimenti come quello accaduto al Villari a minare seriamente il rapporto di fiducia tra famiglia e scuola, tra famiglia e istituzione comunale intesa nella sua globalità”. “È chiaro i genitori per primi si rendano conto che il personale educativo faccia del proprio meglio per garantire ai loro figli l’attenzione che meritano, ma devono anche essere messi nelle condizioni di poterlo fare.

“Quando uno nasce, nasce in un posto. Non importa che sia una periferia: quel posto è il centro del mondo. E nei miei film provo a raccontarlo”. Con queste parole Edoardo Winspeare – “il più periferico dei registi”, si è autodefinito sorridendo - centra il senso del terzo Festival delle periferie, cominciato stamattina a Bari, al quartiere San Paolo. Tre giorni di proiezioni, spettacoli di circo sociale, mostre fotografiche e di manufatti, per promuovere una riflessione partecipata sul tema, in stretta connessione con l’arte cinematografica.

L’artista salentino è stato l’ospite d’apertura del festival, dedicato alla “I di Identità”, al Centro Multimediale Karol della Fondazione Giovanni Paolo II, introducendo le visioni del suo film “In grazia di Dio” al mattino e, nel pomeriggio, del documentario "Sotto il Celio Azzurro”, scuola materna multietnica romana, modello educativo per i più piccoli e per il dialogo tra le culture.

Già, culture. Perché, come ha sottolineato - anche ai tanti studenti degli istituti Lombardi e Ungaretti presenti in sala - l’assessora comunale al Welfare Francesca Bottalico, “le periferie sono un patrimonio dell’intera città. Il San Paolo, ad esempio, lo è. Ed è importante che qui nasca un festival di questo tipo, che affronti temi sociali, storie, persone”.

Il festival è parte di Visioni di Periferia, più ampio progetto promosso dal Centro Multimediale Karol con fondi Siae nell’ambito del bando Periferie Urbane - programma “Sillumina - Copia privata per i giovani, per la cultura” e patrocinato dagli assessorati comunali al Welfare e alla Cultura. Come spiegato, per la Fondazione Giovanni Paolo II, dal presidente Mons. Nicola Bonerba, della segretaria generale e responsabile delle Relazioni associative di Banca Etica Teresa Masciopinto e della coordinatrice progetto Stefania Monopoli, il progetto sino a dicembre promuove un percorso formativo di didattica dell’immagine, attraverso la visione di film dai forti contenuti culturali e sociali curati dal direttore artistico Angelo Ceglie, che in sala ha introdotto il lavoro di Winspeare. Ma anche attraverso laboratori propedeutici e altri contenuti, come le riflessioni condivise tra operatori sociali di periferia, moderate al termine delle proiezioni da Orazio Nobile, presidente Acsemi - Associazione dei Centri Socio Educativi per Minori e direttore Fondazione Giovanni Paolo II.

Il festival prosegue domani - sabato 21 - alle ore 20, con l’esibizione circense a cura dei partecipanti ai laboratori di Circo Sociale, in collaborazione con il Centro Socio educativo Giovanni Paolo II; a seguire, spettacolo di circo sociale a cura dell’associazione Un Clown per amico. Chiusura domenica alle 18, con un altro film emblematico, “La Ragazza del mondo” di Marco Danieli (appuntamento a cura di Giancarlo Visitilli, presidente cooperativa sociale “I bambini di Truffaut”).

Per la tre giorni, in programma anche le mostre fotografiche e di manufatti a cura del Caf Cap Japigia Torre a Mare e del Centro Ludico Piccole Orme e sarà esposta la tela “Identità" realizzata nell’ambito del laboratorio A.A.Artisticamente Adolescenti a cura del Caf Cap San Paolo.

Grandi numeri per l’edizione 2017 di Agrilevante, la rassegna internazionale delle macchine e delle tecnologie per l’agricoltura, che si tiene alla Fiera di Bari dal 12 al 15 ottobre. Sono 300 le industrie espositrici presenti, provenienti da 21 Paesi, la superficie impegnata è pari a 55 mila metri quadrati, le delegazioni ufficiali di operatori economici esteri provengono da 40 Paesi, e l’aspettativa è di avere un pubblico superiore alle 60 mila unità in rappresentanza di 60 Paesi. Queste le credenziali di una manifestazione – presentata questa mattina in una conferenza stampa nella sede dell’assessorato regionale all’Agricoltura - che costituisce il punto di riferimento per gli operatori agricoli della vasta area che comprende l’Europa meridionale, i Balcani, il Medioriente, l’Africa settentrionale e sub-sahariana. “La scelta di localizzare la rassegna a Bari – ha spiegato nel corso della conferenza Massimo Goldoni, Amministratore Delegato di FederUnacoma Surl (la società di servizi che è organizzatrice della manifestazione insieme con l’Ente Fiera del Levante) è nata dalla constatazione del ruolo strategico della Puglia, che rappresenta una regione d’eccellenza per quanto riguarda le produzioni agricole, ma che ha anche una grande tradizione nel settore espositivo”. “L’idea è stata vincente – ha detto ancora Goldoni – e possiamo oggi dire che Agrilevante non soltanto è cresciuta in modo consistente, ma che presenta ancora grandi margini di sviluppo, considerando il fatto che il fabbisogno di meccanizzazione agricola nel bacino mediterraneo e nelle regioni africane è enorme, e che molti Paesi di queste aree stanno sviluppando efficaci politiche di sviluppo dell’economia primaria”.

“Con questa edizione Agrilevante si conferma punto di riferimento importante per gli operatori specializzati italiani ed esteri - ha detto Nicola Zanardi, consigliere d’amministrazione di Fiera del Levante srl - offrendo occasioni di incontro e confronto su temi di grande importanza per il comparto, oltre ad un’ampia panoramica sulle più moderne tecnologie agricole. La collaborazione con Federunacoma, che ci auguriamo nel tempo potrà ulteriormente consolidarsi dando vita a nuove sinergie, anche quest’anno offrirà risposte esaurienti alla domanda sempre crescente di innovazione del comparto, attraverso una manifestazione storica della Fiera del Levante, che attira nel quartiere barese migliaia di visitatori”.

La rassegna è nata come evento dedicato alle filiere agro-industriali tipiche dell’area mediterranea (vedi soprattutto quelle vitivinicola, olearia e cerealicola), ma poi si è estesa anche ad altre tipologie merceologiche pur mantenendo la propria connotazione di fiera professionale e specializzata. I settori che hanno trovato una felice collocazione all’interno di Agrilevante – è stato spiegato nel corso della conferenza – sono quello delle tecnologie per le filiere bioenergetiche (spazio organizzato grazie alla collaborazione con ITABIA), il settore del gardening e della manutenzione delle aree verdi, il Salone della multifunzionalità M.i.A., che si è andato caratterizzando come area dedicata alle manutenzioni del territorio e alla prevenzione dei rischi ambientali, e infine l’area espositiva dedicata ai droni, che esordisce quest’anno e collega la rassegna alla tematica dell’agricoltura di precisione che avrà sviluppi formidabili negli anni a venire. Di rilievo anche il salone dell’agricoltura hobbistica e part-time “Vita in Campagna”, e spazio ai convegni e agli incontri di approfondimento: nei quattro giorni della rassegna sono in calendario circa 50 fra meeting e seminari su temi di carattere politico, economico, agronomico ed ingegneristico, tutti riferiti alle realtà produttive delle aree geografiche alle quali la rassegna di Bari si rivolge in modo specifico.

Pieno successo per l’edizione 2017 di Agrilevante, la rassegna che ha visto protagoniste alla Fiera di Bari trecento industrie costruttrici di macchine e tecnologie per l’agricoltura e la cura del verde, con la presenza dei più importanti marchi a livello mondiale. Organizzata da FederUnacoma insieme con l’ente Fiera del Levante e con il contributo della Regione Puglia, la grande kermesse dell’agricoltura si è conclusa questo pomeriggio con un numero record di visitatori. Nei quattro giorni gli ingressi sono stati complessivamente 70.700, con un incremento del 21% rispetto all’edizione precedente (ottobre 2015) e con una quota crescente anche di operatori esteri, che raggiungono le 3.164 unità (+26% rispetto all’edizione scorsa) provenienti da circa  50 Paesi. La sinergia tra l’amministrazione regionale, l’ente fieristico e la federazione che rappresenta in seno a Confindustria i costruttori di macchine, attrezzature e componentistica per l’agricoltura e la cura del verde si è confermata vincente, e la rassegna di Agrilevante ha rafforzato il proprio ruolo di “piattaforma” per l’innovazione in agricoltura nell’area mediterranea, mediorientale ed africana. In grande evidenza anche le attività di carattere culturale, con convegni ed eventi su temi d’interesse agronomico, ingegneristico, economico e politico. Complessivamente sono stati 56 gli eventi che si sono svolti nell’ambito della rassegna confermando come questa sia divenuta, al di là degli aspetti promozionali e commerciali, un luogo di incontro, di confronto e di informazione. Il successo di pubblico premia la qualità delle tecnologie, gli allestimenti scenografici e la vivacità delle iniziative organizzate nell’ambito della rassegna, che hanno coinvolto anche il pubblico giovanile. Tuttavia, la rassegna non perde il suo carattere di evento di taglio professionale, rivolto agli agricoltori, ai tecnici della meccanizzazione e agli operatori economici, venuti a Bari per trattare partite di macchinario agricolo da collocare sul mercato nazionale e sui mercati esteri. Gli incontri d’affari con gli operatori esteri sono stati sostenuti mediante l’organizzazione di delegazioni ufficiali (da 40 Paesi), rese possibili grazie al contributo dell’Agenzia ICE. Appuntamento per la sesta edizione ad ottobre 2019!

Sono stati oltre 400 gli studenti delle scuole del Centro Studi Polivalente di Bari che questa mattina hanno partecipato alla manifestazione “Insieme per Donare”. L’evento, organizzato dal Centro di servizio al volontariato San Nicola con le associazioni di volontariato, ha offerto ai ragazzi l’occasione di toccare con mano il volontariato, di conoscere da vicino chi vive ogni giorno l’esperienza del dono di sé.

L’incontro si è aperto con la plenaria di presentazione della manifestazione. Davanti ad una platea numerosissima, il presidente del Csv San Nicola, Rosa Franco, ha spiegato il senso della giornata, quel voler essere “insieme” delle associazioni al di là di qualsiasi sigla per parlare di volontariato, del valore del dono di sé che solo può creare relazioni e società coese. Un testimonial d’eccezione, l’attore barese Nicola Pignataro, ha entusiasmato i giovani con il suo intervento in cui, con il sorriso e l’ironia, ha raccontato la sua esperienza personale di scoperta di volontariato in seguito ad un incidente stradale. Ai giovani ha spiegato che non bisogna credere di essere autosufficienti: abbiamo sempre bisogno dell’altro.

A seguire, i ragazzi hanno invaso i numerosi laboratori interattivi animati dalle associazioni in cui attraverso giochi, simulazioni, video, esercizi hanno conosciuto le buone pratiche delle associazioni impegnate nell’ambito della donazione di sangue, organi, midollo osseo; della cultura, della sanità; della povertà; della clownterapia;  della povertà; della clown terapia. Cosa lasceranno i 30 minuti trascorsi in ciascun laboratorio? "Cambierà il mio modo di guardare le persone che hanno bisogno di aiuto" e "Cambierà il mio modo di vedere il lavoro dei volontari, dopo avere visto da dentro la passione che ci mettono" raccontano due ragazzi.

Rosa Franco, presidente del Csv San Nicola conclude la giornata affermando: “Non basta dire ai ragazzi che è importante o bello donare, ma bisogna appassionarli, fare vivere un’esperienza coinvolgente e significativa di relazione con l’altro. È ciò che è avvenuto in questa giornata. Queste buone pratiche vogliamo continuare a fare toccare con mano ai giovani nel percorso di collaborazione avviato da anni con molti istituti scolastici di ogni ordine e grado, con l’Ufficio scolastico regionale e con l’Università”.

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