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Martedì, 11 Agosto 2020

Sono stati oltre 100 i personaggi dello spettacolo, delle istituzioni, del giornalismo, dell’imprenditoria e della cultura italiana intervenuti nelle 17 serate della 23ma edizione del Magna Grecia Awards & Fest, quest’anno dedicato a Nadia Toffa, svoltosi tra l’ex Distilleria Cassano e il teatro Rossini di Gioia del Colle (BA), il sagrato del convento di San Francesco a Castellaneta (TA), con una tappa anche a Mottola (TA) a Casa Isabella. A 80 di loro, selezionati per il contributo alla società offerto nell’ultimo anno attraverso la propria attività artistica, civile o sociale, è stato conferito l’ambito Magna Grecia Awards, l’elegante riproduzione di un uomo inginocchiato ma in equilibrio, a rappresentare la resilienza al momento difficile e la volontà di ripartire.

Ripartenza testimoniata anche dal pubblico degli eventi che, seppure contingentato per le precauzioni legate al Covid-19, ha partecipato con entusiasmo alle 17 serate ricominciando a socializzare e a condividere le emozioni; circa 3.000 le presenze in totale e posti esauriti ogni sera.

Il MGA è stata anche l’occasione per far conoscere ai numerosi ospiti il territorio e le specialità culinarie del territorio gioiese oltre che le spiagge di Castellaneta, frequentate negli scorsi giorni da tanti personaggi famosi dello spettacolo, della cultura, dell’economia e della politica italiana.

“È stata un’edizione, che ci ha travolti il cuore e l’anima e che, solo quattro mesi fa, sembrava assurdo solo poterla immaginare – commenta il Fondatore e Direttore Artistico Fabio Salvatore. Siamo orgogliosi non solo di aver confermato il tradizionale appuntamento che ogni estate va in scena, ma di essere riusciti, nel rispetto delle normative vigenti, quasi a raddoppiare l’abituale durata del festival. Un grazie a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e, in particolare, ai comuni di Gioia e Castellaneta, alla Regione Puglia, a Puglia Promozione e al Teatro Pubblico Pugliese. Di certo non abbiamo fatto la storia ma, di sicuro, abbiamo segnato la Puglia di speranza, questo sì”.

Durante la kermesse Salvatore ha voluto omaggiare tre donne del suo cuore con delle piccole opere d’arte su tela deò Nartist: a Silvia Slitti, luxury party planner, un’opera di Cristina Mangini, a Lorella Cuccarini un’opera di Albert Metasani, a Milena Vukotic un’opera di Carlo Fusca. Nartist è ambasciatore culturale del Magna Grecia Awards, racconta il potere dell’arte e l’importanza del mecenatismo collaborativo. La Galleria Nartist ha scelto delle opere d’arte che richiamassero il tema del MGA 2020 “L’amore è un cerchio più forte della paura” e potessero ben rappresentare la passione e l’energia degli ospiti premiati.

Ispirato dai valori e dagli ideali della cultura greca, il Magna Grecia Awards è un premio istituito nel 1996 dal regista e scrittore pugliese Fabio Salvatore insieme al papà Franco per valorizzare l’operato di uomini e donne, figli di nuove forme culturali e comunicative; una serie di riconoscimenti pensati e tributati in armoniche suggestioni a chi ha saputo dare un contributo significativo alla società attraverso la propria arte.

Il Magna Grecia Awards & Fest è patrocinato da Mibact, Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese, Puglia Promozione, Città Metropolitana di Bari, Provincia di Taranto, Comune di Gioia del Colle e Comune di Castellaneta, AReSS Puglia, Scripta, l’ambasciatore culturale Nartist, organizzato in media partnership con RDS Next e Pop Economy e con il contributo di Alkemilla, Casa Isabella, Combivox, Divella, Flower Living, Gioiella, Gruppo Vitha, Imes Industries, Isoteck, Nava e Ultramotors.

 

Ciak, si gira! Sono in corso le riprese di un film interamente girato con i ragazzi del quartiere San Paolo di Bari. Un film che racconta un’estate di periferia. Dietro la macchina da presa il regista Fabrizio Bellomo. Si tratta di film breve, scritto dalla sceneggiatrice Antonella Gaeta, che dura l'arco di un giorno d'estate, dal primo mattino al tramonto. Si racconta la gita al mare a San Girolamo di un gruppo di adolescenti, quattro ragazze e quattro ragazzi, vissuta con il passo cristallino della loro età, tra balletti di Tik Tok e palleggi. Insieme percorrono la strada che li divide dalla loro meta, tra palazzoni e campagne, ruderi e lidi abbandonati. Fino a un'inaspettata scoperta.

Le riprese si stanno svolgendo tra i quartieri San Paolo e San Girolamo di Bari. A dirigere i ragazzi-attori c’è  Fabrizio Bellomo, barese classe 1982. Artista, curatore e regista, Bellomo porta avanti la sua ricerca in modo ibrido e multidisciplinare. Suoi lavori audiovisivi, fotografici e installativi sono stati esposti in Italia e all’estero in mostre personali e collettive, attraverso progetti pubblici e festival cinematografici. La sceneggiatura è di Antonella Gaeta, giornalista di La Repubblica, fino al 2015 presidente di Apulia Film Commission.  Fra i suoi lavori di sceneggiatura:  Il bene mio (2018), La nave dolce (2012), Il paese delle spose infelici (2011), Zinanà (2004), A levante... (2003). Tra i professionisti coinvolti Christian Mantuano (Direttore della fotografia) fotorepoter con collaborazioni internazionali come Aljazeera, Euronews, Trt world e Vice News America e Domingo Bombini (suono).

Il film è l'esito di un laboratorio di cinema, dal titolo “Facciamo un film”, organizzato dalla cooperativa sociale I bambini di Truffaut, nell’ambito del programma della Rete Civica Urbana (RCU) “Kilim” San Paolo-Stanic-Villaggio del Lavoratore. Nelle periferie l’emergenza sanitaria è diventata emergenza sociale aggravando una situazione già precaria. La cooperativa diretta da Giancarlo Visitilli lavora da anni per costruire opportunità per i giovani del territorio

Il film breve, prodotto dalla cooperativa sociale I bambini di Truffaut, uscirà il prossimo autunno.

E’ operativa da una settimana l’unità speciale di continuità assistenziale di Altamura. L’Usca è ospitata all’interno del Presidio Territoriale di Assistenza, l’ex ospedale Umberto I, ed è stata allestita in uno spazioso prefabbricato completamente separato rispetto al resto della struttura sanitaria. La ASL Bari sta così completando l’attivazione  delle nove unità speciali chiamate a contrastare e tenere sotto controllo la pandemia su tutto il territorio provinciale, in stretta collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione, il Servizio d’Igiene e Sanità Pubblica,  i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e, strategicamente, il più vicino possibile ai pazienti.

Quattro ambienti distinti, ufficio, deposito e spogliatoi per la vestizione e svestizione, tre bagni e doccia, la struttura di Altamura ha a disposizione tutti i confort necessari, le attrezzature mediche e i dispositivi di protezione individuale per consentire all’équipe dell’Usca di operare in sicurezza e con tempestività. Compresa un’auto di servizio che viene sanificata dopo ogni intervento a domicilio.

Sono sette i medici in organico, giovani, motivati e preparati ad affrontare l’esperienza del tutto nuova della gestione dei pazienti Covid-19 domiciliari, quindi che non necessitano di cure ospedaliere. «Siamo in stretto contatto con i medici di medicina generale e i pediatri – spiega uno dei medici in servizio – e siamo pronti ad intervenire ogni volta che viene richiesto, mettendo in atto i protocolli che prevedono triage telefonico e visita programmata. Qui abbiamo tutta la strumentazione diagnostica necessaria per poter visitare i pazienti, monitorare e valutare le loro condizioni di salute sino alla completa guarigione».

Una situazione “straordinaria” anche per Salvatore Loverre, da poco più di un mese direttore del Distretto socio sanitario: «Per l’Usca di Altamura – dice – abbiamo potuto riutilizzare una struttura prefabbricata già in dotazione che, con lievi modifiche e adeguamenti, è perfettamente in grado di rispondere agli impieghi e ai livelli di sicurezza previsti. Ora che la strategia di contrasto della pandemia si sta spostando progressivamente dagli ospedali al territorio, l’Usca è lo strumento migliore per gestire i pazienti Covid. La nostra unità speciale dovrà vigilare su un territorio vasto e un bacino d’utenza di 140mila residenti, con comuni popolosi come Altamura, Gravina e Santeramo, che al momento non presentano particolari criticità in rapporto al numero limitato di contagi, e uno più piccolo come Poggiorsini, quasi un’oasi che non è stata nemmeno sfiorata dal virus. A questi giovani medici, come ai tanti operatori impegnati nell’emergenza, facciamo il nostro augurio di buon lavoro».

Sono oltre 300 le fattorie didattiche e gli agriturismi presenti nelle campagne pugliesi che possono accogliere durante l’estate i bambini in sicurezza con attività ricreative ed educative a contatto con la natura nei grandi spazi all’aria aperta usufruendo del bonus baby sitter. E’ quanto dichiara Coldiretti Puglia, quando ad incoraggiare la partenza della Fase2 c’è il contributo, previsto dal DL Rilancio, di 1.200 euro per la baby sitter in ogni famiglia che sarà spendibile anche per i centri estivi e per i servizi all’infanzia. 

“Abbiamo predisposto un progetto multi-didattico con anche un vademecum per le fattorie didattiche che abbiamo condiviso con il prof. Lopalco che ci ha dato preziose indicazioni operative e che ha fortemente caldeggiato le attività per i bambini all’aria aperta negli ampi spazi delle nostre fattorie – spiega Floriana Fanizza, leader nazionale di Coldiretti Donne Impresa e responsabile pugliese dell’imprenditoria femminile – con un percorso in sicurezza per riaprire i cancelli di masserie e fattorie, i percorsi naturalistici, le aree con gli animali e la pet therapy e gli spazi a tavola dove assaggiare le specialità della tradizione contadina dell’enogastronomia Made in Italy per grandi e piccini. Siamo convinti che la Rete delle fattorie didattiche di Coldiretti, in collaborazione con gli enti locali e le altre autorità territoriali coinvolte possa rappresentare, in questo momento di emergenza, un valido supporto alle politiche di sostegno dei bambini e delle loro famiglie per affrontare le prossime “Fasi” della ripresa dall’emergenza sanitaria che ha colpito l’Italia e la Puglia e al contempo dare sollievo a questo settore cosi innovativo dell’imprenditorialità agricola tutta al femminile”, aggiunge la responsabile Fanizza.

Un fondo in tal senso è previsto anche per i Comuni che attivano i campi per ragazzi durante l’estate e ulteriori misure sono dedicate ai genitori per i congedi parentali, con gli uffici del patronato EPACA che in Puglia è a disposizione delle famiglie per tutti i servizi di accompagnamento della fase di ripartenza.

Per aiutare tutto il sistema scolastico e le famiglie ad alimentare al meglio le giovani generazioni e l’intero nucleo familiare, da anni il Progetto di Educazione alla Campagna Amica ha agevolato l’incontro tra i bambini e i prodotti agricoli ‘fatti’ dagli agricoltori. In Puglia negli ultimi 10 anni – riferisce Coldiretti Donne Impresa Puglia - sono stati coinvolti nel progetto delle masserie didattiche 150mila bambini e 480 scuole.

Le fattorie didattiche sono aziende agricole multifunzionali che grazie alla legge di orientamento possono fare formazione in campo per le nuove generazioni puntando – precisa la Coldiretti – sull’educazione ambientale attraverso la conoscenza della campagna con i suoi ritmi, l’alternanza delle stagioni e la possibilità di produrre in modo sostenibile. Si tratta dunque – sostiene la Coldiretti – del luogo ideale in cui accogliere piccoli gruppi tenendo conto delle norme di sicurezza, distanza e igiene previste per la Fase 2.

Le fattorie didattiche possono svolgere un ruolo fondamentale – evidenzia la Coldiretti - nel sostenere le famiglie e i genitori, in particolare le madri, che rientreranno al lavoro in concomitanza con la fine delle lezioni scolastiche e al fine di offrire servizi educativi con particolare attenzione al benessere psico-fisico dei bambini e dei ragazzi. Per questo la Coldiretti mette a disposizione, delle autorità sanitarie, politiche e amministrative competenti, la sua rete di Fattorie Didattiche, la propria esperienza, le proprie competenze in ambito educativo e didattico e i propri spazi e aule all’aperto per offrire sostegno ai genitori e ai bambini.

 

 

Oltre il 70% delle prime ciliegie in raccolta è andato distrutto per effetto del maltempo che ha colpito le primizie Bigarreau, andate quasi completamente in fumo a causa delle gelate di marzo. E’ quanto emerge da un monitoraggio di Coldiretti Puglia dal quale si evidenzia che è il primo frutto della stagione tanto amato dai consumatori ad essere stato colpito dall’improvvisa e persistente gelata di marzo, dopo un inverno bollente, che ha bruciato gli alberi già in fiore, per cui non ci sono state ancora le verifiche in campo degli enti preposti ai rilievi per la dichiarazione di stato di calamità, Assessorato regionale all’Agricoltura e tecnici degli uffici territoriali competenti.

“Tra venerdì e sabato entrerà nel vivo pienamente la raccolta delle ciliegie che quest’anno per le primizie si preannuncia disastrosa. Sono andati in fumo mesi di lavoro in campagna per cui servono immediatamente le verifiche in campo dei tecnici degli uffici territoriali dell’Assessorato regionale all’Agricoltura. In caso contrario, a raccolta ultimata nell’arco di pochi giorni non ci saranno elementi certi per la quantificazione del danno”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Dopo un inverno bollente, l’inizio di primavera con neve e gelate e una perdurante siccità – denuncia Coldiretti Puglia - hanno messo a repentaglio grano duro, mandorli, ciliegi e albicocchi e verdure in campo, dagli asparagi alle cicorie, dai carciofi ai cavoli alle bietole, ma anche le primizie come i piselli.

Il brusco abbassamento delle temperature fino ad alcuni gradi sotto 0 °C ha fatto registrare – insiste Coldiretti Puglia - le situazioni più gravi nelle province di Bari, Bat e Foggia, con danni non ancora quantificati alle colture orticole e arboree in fiore.

“Al danno in campagna con le gelate che hanno bruciato i fiori, compromettendo gravemente la raccolta delle ciliegie, si aggiungono le difficoltà di gestione della manodopera, con le prescrizioni per la sicurezza e i problemi di ingaggio e trasporto”, aggiunge il presidente Muraglia.

La produzione di ciliegie non ha subito gli attacchi della tecnologia, perché è destinata esclusivamente al consumo fresco e per questa ragione – spiega Coldiretti Puglia - devono essere mantenute integre la pezzatura, particolarmente consistente per la ciliegia Ferrovia, la compattezza ed il sapore. Tutto ciò richiede un’accuratezza nelle fasi di coltivazione e di raccolta facilmente riscontrabile, per cui la mano dell’uomo non può essere sostituita dalle macchine.

La produzione regionale pugliese risulta concentrata nella provincia di Bari che da sola rappresenta il 96,4% della produzione totale regionale, riferisce Coldiretti Puglia. Con le sue 47 mila tonnellate la provincia di Bari è la prima provincia italiana per produzione di ciliegie raccogliendo il 34% della produzione nazionale e la produzione di ciliegie in Puglia è pari al 39,8% del totale nazionale. La graduatoria dei prodotti agricoli pugliesi nel contesto nazionale – aggiunge Coldiretti Puglia -  vede al primo posto anche le ciliegie con una superficie di quasi 20.000 ettari, di cui oltre 17.000 della sola provincia di Bari, la quale copre più dell’85% della superficie investita.

L’agricoltura pugliese per effetto dei cambiamenti climatici – aggiunge Coldiretti Puglia - ha perso più di 3 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola, strutture e infrastrutture rurali.

 

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