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Martedì, 18 Febbraio 2020

Per i cambiamenti climatici in atto, il surriscaldamento e le barriere comunitarie colabrodo sono arrivati in Puglia virus, insetti e parassiti "alieni", mai visti prima, che si sono accaniti su alberi, piante e frutti, dalla Drosophila Suzukii dei frutti rossi all’Aleurocanthus spiniferus che attacca agrumi e vite, dalla Xylella degli ulivi al punteruolo rosso che ha fatto strage di decine di migliaia di palme fino alla Tristeza degli agrumi e alla famigerata cimice asiatica.

E' l'allarme lanciato da Coldiretti Puglia da Verona, dove una delegazione di agricoltori guidati dal presidente regionale, Savino Muraglia, ha partecipato alla grande manifestazione organizzata da Coldiretti in occasione dell’apertura della Fieragricola, alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova.

"L'invasione di virus e insetti alieni impone una strategia complessiva della Regione Puglia contro le numerose e incontenibili malattie delle piante che arrivano in Puglia attraverso le frontiere colabrodo dell'UE che, sia improntata su una tempestiva quanto efficace azione di prevenzione e contenimento, per non mettere a repentaglio il patrimonio arboreo e produttivo pugliese, già posto seriamente a dura prova", ha denunciato il presidente Muraglia.

"In provincia di Bari, Lecce, Taranto e Brindisi, secondo le rilevazioni degli ultimi mesi di BugMap, è stata segnalata la presenza della cimice asiatica - aggiunge il presidente Muraglia - particolarmente pericolosa per l'agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all'anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili, col rischio di compromettere seriamente parte del raccolto. La Puglia non può permettersi l'invasione di altri virus alieni, dopo la 'tristeza' degli agrumi, il punteruolo rosso, fino ad arrivare alla Xylella fastidiosa che ha già provocato in Puglia oltre 1,6 miliardi di danni in Salento. La cimice asiatica, tra l’altro, si accanisce anche sulle olive".

L'arrivo di fitopatologie, parassiti e virus provenienti da altri continenti è favorito dall'intensificarsi degli scambi commerciali, attraverso i quali arrivano in Puglia, dove trovano un habitat favorevole a causa dei cambiamenti climatici, aggiunge Coldiretti Puglia.

La diffusione improvvisa delle cimici marmorate asiatiche che non hanno nemici naturali nel nostro paese – spiega la Coldiretti – è favorita dalle alte temperature e dalla loro polifagia, potendosi spostare su numerosi vegetali, coltivati e spontanei. La lotta in campagna per ora può avvenire attraverso protezioni fisiche come le reti a difesa delle colture. Per contrastare la proliferazione dell’insetto alieno è dunque importante proseguire a marcia spedita con la ricerca per interventi a basso impatto ambientale, attività già avviata con importanti centri universitari, per individuare gli antagonisti naturali della cimice.

Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo – conclude Coldiretti – che lasciano passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni e che affrontano un prodotto alla volta.

"Se la Xylella fastidiosa, che sta facendo strage di ulivi nel Salento proviene dal Costa Rica, il punteruolo rosso che ha letteralmente falcidiato le palme secolari pugliesi è originario dell'Asia sudorientale  Inoltre, la Puglia convive da anni con una virosi, l'alter ego della Xylella fastidiosa con le dovute differenze - di cui si parla poco, nonostante sia altrettanto virulenta. La 'Tristeza' degli agrumi, causata dal Citrus Tristeza Virus (CTV) proveniente dall'Asia Minore, appartenente al gruppo dei Closterovirusche, per cui nostri agricoltori sono costretti ad esportare agrumi con foglia sui mercati comunitari solo se accompagnati da passaporto delle piante, poiché il virus si trasmette attraverso la parte vegetale e non attraverso i frutti. I controlli in uscita sui prodotti agricoli pugliesi non sono altrettanto pressanti e stringenti su piante e prodotti esteri con un danno incalcolabile per l'agricoltura pugliese", conclude il presidente Muraglia.

 

Il Presidio Ospedaliero “ M. Sarcone” di  Terlizzi ospita al suo interno uno dei primi Centri di Riabilitazione respiratoria pubblici della Puglia. Il Centro è tra i pochi sul territorio regionale a garantire un percorso assistenziale e terapeutico dedicato a diagnosi, terapia e follow up di disabilità respiratorie croniche, gravi e resistenti post acuzie nonché dei disturbi del sonno ad esse collegate. Da settembre ad oggi sono stati già trattati 300 pazienti.

Il “Sarcone” è passato da 4 a 20 posti letto, in seguito alla riconversione della precedente Unità operativa di Pneumologia, in continuità con l’attività assistenziale e con il mantenimento dello stesso personale integrato ulteriormente da 5 fisioterapisti e da 4 dirigenti medici.

Questi interventi - dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano - sono possibili grazie al piano di riordino che, come si può riscontrare, non ha chiuso nessuna struttura ospedaliera, ma le ha riclassificate aumentando i posti letto e consentendoci di sbloccare dopo quasi venti anni le assunzioni di nuovi medici, infermieri e operatori sanitari.

Dei 20 posti letto attuali, 14-16 sono di degenza, 2 dedicati ai disturbi respiratori del sonno e 4 collegati alla centrale di monitoraggio h24 per pazienti affetti da: Bpco, insufficienza respiratoria cronica, per pazienti post chirurgia toracica, candidati al trapianto polmonare, asma bronchiale, ipertensione polmonare, polmoniti, e patologie restrittive del polmone (fibrosi polmonare). Alle prestazioni possono accedere sia pazienti interni che esterni attraverso le agende gestite dal CUP (Centro unico prenotazioni).

La Riabilitazione ha una importanza strategica – dichiara il dg della Asl di Bari, Antonio Sanguedolce - per tutelare la salute dei cittadini a 360 gradi. L’unità di Riabilitazione respiratoria è la prima parte di un progetto di riorganizzazione che farà di Terlizzi un polo di eccellenza in questo ambito, integrato a breve da ulteriori unità di Riabilitazione cardiologica e motoria”.

Le tecnologie

Fisioterapisti e personale medico si avvalgono di materiali e strumentazioni innovative per attivare i programmi di riabilitazione respiratoria. Nel dettaglio la struttura è dotata di: 3 treadmill (tappeto per la corsa), 3 bike (pedalatore elettrico), 3 monitor multiparametrici, 5 postazioni per esercizi di ginnastica respiratoria, 1 scala per sforzo, 1 lettino da drenaggio posturale, 3 strumenti per l’aspirazione di catarro bronchiale e tosse assistita. Sono in corso di acquisizione inoltre la strumentazione per il test da sforzo respiratorio e una centrale di monitoraggio continuo per 4 posti letto, tramite la quale sarà possibile monitorare i parametri vitali dei pazienti affetti da gravi problemi respiratori provenienti dai centri di Semintensiva respiratoria (UTIR) della Asl di Bari e di altre Asl limitrofe per facilitare il recupero delle normali attività quotidiane.

L’attività ambulatoriale

L’ambulatorio di Riabilitazione respiratoria  e Fisiopatologia della respirazione eroga prestazioni specifiche per diagnosi, terapia e follow up di tutti i pazienti affetti da patologie croniche di bronchi e polmoni. L’iter prevede una presa in carico completa del paziente che ha così la possibilità di seguire il suo percorso di cura e riabilitazione all’interno della stessa struttura. L’Ambulatorio nel dettaglio dispone di una completa e moderna strumentazione comprendente: 4 spirometri di base, 2 spirometri per spirometria globale, una cabina per la pletismografia completa,  1 ecografo toracico, 14 saturimetri, 1 broncoscopio.

Centro di secondo livello per disturbi respiratori del sonno

Altro punto di eccellenza del Centro è l’insieme dei programmi di Riabilitazione dedicati alla cura dei disturbi del sonno strettamenti collegati a quelli polmonari e bronchiali. La dotazione tecnologica è arricchita infatti da 2 polisonnigrafi dedicati alla diagnostica e 14 ventilatori a pressione positiva per la terapia.

L’equipe

L’equipe può contare al momento su 5 fisioterapisti specializzati in Riabilitazione respiratoria e 4 dirigenti medici, ai quali si aggiungeranno nelle prossime settimane rispettivamente 6 unità, tra fisioterapisti e personale medico, con l’obiettivo di rispondere ad una domanda sempre più crescente di assistenza e di salute da parte dell’utenza.

 

La musica per i grandi, giocattoli per i più piccini. Visita graditissima stamane nell’Ospedale della Murgia di Altamura. Protagoniste la Fanfara del 7° Reggimento Bersaglieri, di stanza proprio ad Altamura, e la locale Associazione Nazionale Bersaglieri, che hanno “invaso” pacificamente prima la hall dell’Ospedale, poi il reparto di Pediatria, dove per i bambini la sorpresa è stata grande.

Naturalmente, le “piume nere” hanno tenuto fede alla tradizione del motto “celeritate ac virtute”, con un bel concerto di marce patriottiche e le note potenti dei trombettieri.  Sempre di “corsa e cantando”, anche nel reparto di Pediatria, diretto dalla dr.ssa Maria Giovanna Mirizzi, per la consegna dei doni. Un’emozione per tutti vedere fianco a fianco “piume nere”, “camici bianchi”, genitori e piccoli pazienti.

“Poter incontrare i bersaglieri – ha detto Domenico Labate, direttore medico del “Perinei” – è un motivo d’orgoglio e di gioia per la nostra comunità ospedaliera, sia perché portano con sé una grande carica di umanità, sia perché rappresentano il segno di un rapporto sempre più forte tra il nostro ospedale e le altre istituzioni del territorio”. Alla giornata, assieme a pazienti, visitatori e personale sanitario, hanno partecipato il direttore amministrativo del “Perinei” Rachele Popolizio, il sindaco di Altamura, Rosa Melodia, una delegazione di bersaglieri guidata dal colonnello Mario Morando, in rappresentanza del colonnello Giovanni Ventura, fresco di nomina al comando del 7° Reggimento della Caserma “Trizio” e il presidente Giacomo Casanova, con i numerosi soci della sezione cittadina dell’Associazione Bersaglieri.

Solo 1 pugliese su 10 consuma frutta e verdura 5 volte al giorno, andando molto sotto la soglia minima di 400 grammi al giorno, secondo le quantità raccomandate per una corretta alimentazione dal Consiglio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia, sulla base della Sorveglianza Passi dell’Istituto Superiore di Sanità, in occasione del Vitamina Day organizzato nel mercato coperto di Campagna Amica di Via Appia 226 a Brindisi, dove sono stati distribuiti agri-aperitivi e spremute a base di agrumi a Km0.

“In quasi un caso su quattro i bambini non consumano ortofrutta a tavola almeno una volta al giorno, sintomo di una alimentazione scorretta che aumenta il rischio di malattie stagionali. Oltre a frutta a verdura ricca di antiossidanti nella dieta per sconfiggere l'influenza non devono mancare latte, uova e alimenti ricchi di elementi probiotici quali yogurt e formaggi come il parmigiano e, per alcuni esperti, anche il miele e l'aglio, che contiene una sostanza, l'allicina, particolarmente attiva nella prevenzione”, commenta il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Fondamentale è assumere verdure di stagione – continua Coldiretti Puglia - soprattutto quelle ricche di vitamina A (spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine, carote, broccoletti, ottimi anche cipolle e aglio possibilmente crudi per la valenza antibatterica non indifferente) perché danno il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine antiossidanti che sono di grande aiuto per combattere le conseguenze dello stress del cambio di stagione sull'organismo. 

La specializzazione strutturale dell’orticoltura pugliese, legata alla spiccata vocazionalità pedoclimatica, flessibilità e tradizione imprenditoriale, consente – aggiunge Coldiretti Puglia – di proporre una amplissima gamma di prodotti e si manifesta anche in termini di performance produttive. Il 27% delle aziende presenta una produzione di ortive, mentre il 58% in quella di fruttiferi, insiste Coldiretti Puglia. 

Grazie al successo della medicina anti-aging e del superfood, prima i frutti del melograno erano relegati ad elementi decorativi in cucina, oggi sono richiestissimi sui mercati con un balzo dei consumi dal 2014 ad oggi del +30%. La quasi totalità della produzione italiana si concentra in Puglia (dove si trova circa il 60% della superficie coltivata).

“Il succo di agrumi e melegrane – aggiunge Muraglia -  sono i migliori rimedi naturali contro le malattie stagionali. Dato che ad essere i più colpiti sono proprio i bambini, sane e corrette abitudini alimentari devono diffondersi nelle famiglie che già hanno aumentato il ricorso alle vaschette di frutta già tagliata e sbucciata, pronta all’uso senza doversi “sporcare le mani” e da gustare come snack rompi-digiuno durante la giornata o come risparmia-tempo. Tutti gli agrumi sono ricchi di vitamine, innanzi tutto quelle dei gruppi C e P”, conclude il presidente Muraglia.

Nella dieta - prosegue la Coldiretti - non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l'organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali. Per la frutta - evidenzia la Coldiretti - di grande importanza per il grande contenuto di vitamina C, è il consumo di frutta di stagione come i kiwi, clementine e arance rigorosamente italiane per evitare che i trasporti ne riducano il contenuto vitaminico. Va anche ricordato che in un soggetto normale l'assunzione di proteine deve essere compresa tra 0,8- 1,3 grammi di proteine per chilo di peso corporeo, per cui - conclude la Coldiretti - una buona dose di carne nella dieta non può fare che bene.

 

La Transumanza è stata dichiarata patrimonio dell’Umanità dal Comitato intergovernativo dell’Unesco riunito a Bogotà, una grande opportunità di tutela e promozione dell’antica pratica ancora viva sul Gargano. E’ quanto annuncia la Coldiretti Puglia nel commentare positivamente la decisione dell'Unesco con il voto positivo che certifica il valore della tradizionale migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che, insieme ai loro cani e ai loro cavalli, si spostano dalla pianura alla montagna, percorrendo le vie semi-naturali dei tratturi, con viaggi di giorni e soste in luoghi prestabiliti, noti come "stazioni di posta".

“Per noi è un riconoscimento importante che vuole affermare il valore sociale, economico, storico e ambientale della pastorizia e della transumanza in un momento di difficoltà per gli allevamenti ed il settore zootecnico. Un mestiere ricco di tradizione, ma molto duro con gli allevatori che accompagnano per lunghi percorsi tra gli antichi tratturi le mandrie che beneficiano di clima, alimentazione e uno ‘stile di vita’ tornato alle origini”, commenta il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

In provincia di Foggia rappresentativa è la storia da 5 generazioni della famiglia Colantuono, dice Coldiretti Puglia, un racconto di tradizioni ed emozioni centenarie, narrato da Carmelina, una donna forte e appassionata che tratta come familiari le sue mucche di razza podolica e marchigiana. Una transumanza antica – racconta Coldiretti Puglia - risalente al 1800 che parte dalla Puglia per arrivare in Molise, con una mandria di 300 mucche che camminano lente senza sosta da San Marco in Lamis (Foggia) fino a raggiungere Frosolone (Isernia), attraversando 2 regioni, 3 province e 20 comuni per raggiungere gli alpeggi molisani. “La transumanza avviene a maggio – spiega Carmelina Colantuono - perché gli animali hanno bisogno di partire, avvertono il caldo, lo patiscono, abbisognano di temperature più fresche dell’alpeggio. Sarebbero capaci di muoversi autonomamente. Inizia il nostro viaggio di 4 giorni con 3 soste per riposare a San Paolo Civitate, Santa Croce di Magliano, Ripalimosani e Frosolone. Restano a casa solo gli animali più piccoli, perché non ce la farebbero. La transumanza si snoda attraverso i vecchi tratturi de L’Aquila-Foggia, il famoso ‘tratturo del re’, incrociato a San Paolo di Civitate, del Celano-Foggia e del Lucera-Castel di Sangro, con tratturelli e bracci tratturali da raccordo e tratti di strade statali, provinciali e comunali”. Per questo il camminamento è scortato dalla Polizia stradale preallertata, perché la mandria invade le strade, ricreando scenari da amarcord, aggiunge Coldiretti.

“Il percorso è segnato dalle mucche più anziane che con i grandi campanacci guidano l’intera mandria. I nostri animali sono abituati a vivere allo stato brado e la transumanza produce benefici non da poco. E’ un appuntamento che aspettano – conclude Carmelina - ce ne accorgiamo, vivono liberamente secondo le stagioni e secondo i ritmi della natura, non hanno alcun problema a camminare, brucano erbe spontanee che riconoscono lungo il cammino”.

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