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Venerdì, 12 Dicembre 2025

Il Museo HZERO si trasforma in un mondo incantato dove la magia del Natale avvolge ogni angolo. Un'esperienza unica per tutti con eventi e attività pensati per tutta la famiglia, che renderanno le festività ancora più speciali. Proprio durante questo periodo il museo sarà aperto regolarmente dalle ore 10 alle 19 della vigilia, il 24 dicembre e per Santo Stefano il 26 dicembre e per l'Epifania, il 6 gennaio (resterà chiuso soltanto per Natale, il 25 dicembre). Mercoledì 31 dicembre sarà aperto dalle 10 alle 16,30 (ultimo ingresso ore 15), mentre giovedì 1° gennaio aprirà dalle ore 13 alle 19.

Ad accogliere i visitatori all’ingresso un tabellone a palette, proprio come quello delle vecchie stazioni, che dona un fascino vintage al progetto museale negli spazi dell’ex cinema Ariston a Firenze. All’interno il cuore del museo HZERO di Firenze: il plastico ferroviario di 280 mq, in scala H0 tra i più estesi d’Europa, nato negli anni ’70 grazie all’energia creativa di Giuseppe Paternò Castello di San Giuliano. Per il Natale, i modellisti del museo hanno aggiunto tantissimi dettagli a tema: il venditore di alberi, Babbo Natale in stazione, un altro pronto a saltare giù da un treno, una slitta che sfreccia tra i tetti per consegnare i regali. E sui binari, i convogli decorati a mano con luci, fiocchi di neve e dettagli natalizi, avvolgeranno grandi e bambini in un’atmosfera da favola. 

Per chi stesse cercando idee regalo diverse dal solito, il museo offre tantissimi spunti adatti a tutti, non solo agli appassionati di modellismo ferroviario. In biglietteria, all’ingresso, sarà possibile scegliere tra i ????????? ???? con grafiche personalizzate che consentono la visita durante l’arco di un anno, gli ??????????? che consentono l'accesso al museo per un anno tutte le volte che si vuole, i ??????? per provare uno dei nostri corsi di modellismo. Una selezione di ????? ? ???? ??????? per tutte le età è disponibile all’interno del bookshop con tantissimi ????????? ?????????? per iniziare a coltivare questa passione e diversi ?????? per stimolare creatività e immaginazione!

L’esperienza del museo HZERO non si esaurisce con la visita al plastico ferroviario, ma prosegue al primo piano con l’albero, le decorazioni natalizie e la possibilità per i bambini di scrivere e imbucare la letterina per Babbo Natale. Al piano superiore grazie alla magia degli effetti speciali cinematografici e all’utilizzo delle nuove tecnologie è possibile esplorare il plastico di HZERO in modo ancora più immersivo. Il visitatore diventerà protagonista attraverso due postazioni gaming con visori e schermi e un angolo green screen che permette di scattarsi una fotografia all’interno delle ambientazioni del plastico. Le ultime tecnologie si integrano alla perfezione con il plastico, ma anche con la storia del modellismo ferroviario italiano. A partire dagli anni ’60 e per tutto il Novecento, parlare di modellismo ferroviario in Italia significava pensare a due nomi: Lima e Rivarossi. Aziende simbolo del Made in Italy, capaci di conquistare generazioni di appassionati – dai bambini agli adulti – con modelli curati, innovativi e sorprendentemente moderni per il loro tempo. Le loro creazioni non solo hanno portato il mondo ferroviario in miniatura nelle case di moltissime famiglie, ma hanno alimentato passioni, ricordi e momenti di gioco condivisi.

HZERO celebra questa straordinaria eredità con una mostra nelle teche del primo piano, a cura di Francesco Poggioni e interamente dedicata alle due storiche realtà italiane, presentando una selezione dei modelli più rappresentativi della loro produzione, grazie alla gentile donazione di Massimo Ferri. Un percorso espositivo che mette in dialogo tecnica, design, memoria e cultura industriale. Nella teca sinistra, i visitatori possono scoprire il celebre “Sistema Rivarossi”: un sistema completo di binari, segnali, edifici e accessori elettrici pensato fin dagli anni ’50 per essere affidabile, espandibile e sorprendentemente moderno. Uno straordinario esempio di visione industriale che ha permesso a intere generazioni di costruire plastici ferroviari complessi anche con poca esperienza. Negli anni ’60 anche Lima introdusse il proprio sistema, con un’impostazione più orientata al mondo del giocattolo ma capace di raggiungere un pubblico vastissimo sia in Italia che all’estero.
Nella teca destra, invece, è esposta una selezione di modelli delle Ferrovie dello Stato prodotti nelle storiche sedi di Como e Vicenza: locomotive a vapore, locomotive elettrici e diesel che raccontano l’evoluzione tecnica e stilistica delle due aziende.

La mostra è pensata come un omaggio doppio: da un lato ai modellisti e agli appassionati che hanno amato e collezionato i modelli Lima e Rivarossi; dall’altro alle tante persone che, con competenza e dedizione, hanno lavorato in queste aziende contribuendo a far crescere un settore che ancora oggi alimenta creatività, studio e immaginazione. Spazio poi ai laboratori per bambini che HZERO dedica a tutte le famiglie, attività sempre in collaborazione con gli educatori dell’associazione de “L’Immaginario”, e divisi per fasce d’età (2-3 anni, 3-6 anni, 7-10 anni).

Il nuovo laboratorio “Storie in Carrozza” invita bambini e bambine a scoprire il potere delle storie attraverso il plastico ferroviario e le sue componenti, vagoni, binari, case, alberi, che diventano protagoniste di narrazioni collettive in cui i partecipanti hanno un ruolo attivo. Si parte con l’esplorazione del plastico, guidata dalle educatrici museali, per proseguire con una narrazione coinvolgente e concludersi con un laboratorio creativo durante il quale i partecipanti utilizzano materiali di recupero del plastico per realizzare un collage tattile, da fotografare con una Polaroid come ricordo dell’esperienza.
“In Viaggio”, invece, è l’altro percorso incentrato sul tema del viaggio, dal forte potenziale evocativo e immaginativo. Tutti i partecipanti – bambini e adulti – sono infatti coinvolti nell’esperienza immersiva della visita e dell’attività di laboratorio, per viaggiare con il corpo, con la mente e con il cuore.

Un Educatrice museale accompagna i partecipanti alla scoperta del museo e delle sue peculiarità, invitandoli a lasciarsi ispirare dagli scenari che rappresenta. Con i bambini più piccoli l’esplorazione del museo è affiancata da momenti di gioco e immedesimazione, mentre con i bambini più grandi si coltiva la spinta creativa dei partecipanti.

HZERO IN NUMERI

Il cuore del museo HZERO di Firenze è il plastico ferroviario di 280 mq, in scala H0 tra i più estesi d’Europa, è nato grazie all’energia creativa di Giuseppe Paternò Castello di San Giuliano, che vi si è dedicato con passione e dedizione a partire dagli anni Settanta. Si tratta di un incredibile mondo immaginario in miniatura dove è possibile veder sfrecciare in contemporanea oltre 70 treni, immersi in scenari ricostruiti alla perfezione che rimandano alle architetture di Berlino, ai paesaggi montani delle Dolomiti, alle coste dell’Isola d’Elba fino a una grande stazione che sembra proprio quella di Milano, ma riprodotta in scala 1:87. Grazie ai suoi 280 mq, 121 semafori, 1000 lampioni, 147 scambi, 359 tratte e quasi 1 chilometro di binari, quello di HZERO è il plastico ferroviario più grande d’Italia.

SISTEMA RIVAROSSI

Con la definizione di Sistema Rivarossi si intende tutto il complesso dei supporti tecnici che sono stati forniti al cliente e al modellista da parte della ditta Rivarossi per facilitare e guidare la realizzazione degli impianti, a partire dal semplice e classico ovale di binari fino ai plastici più articolati nei quali poter svolgere manovre complesse. Il Sistema Rivarossi ha origine nel 1956 con la pubblicazione del primo “Manuale dei segnali”, in cui la ditta comasca spiega nel dettaglio il funzionamento degli apparati elettromeccanici che permettono di costruire dei veri e propri plastici analogici automatici. Facevano parte del Sistema Rivarossi tutti i binari, i segnali, i relay di automazione, i trasformatori di alimentazione, nonché il sistema di palificazione della catenaria, gli edifici e le banchine modulari progettati e realizzati dalla ditta di Como.


 fonte Uff. St.  Andrea Acampa

Lo scorso 4 novembre in Piazza della Vittoria a Genova si è svolta la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, dal tema, quest’anno “Difesa, la forza che unisce” è un messaggio di forte vicinanza, fiducia e comunità d’intenti in un ideale abbraccio fra cittadini e istituzioni tra chi serve in armi il Paese e chi, ogni giorno, lo ama, lo vive e ne diffonde l’immagine e l’identità culturale.

Il Maggiore Mattia Bernardi, Ufficiale proveniente dai Ruoli Normali dell’Accademia Militare  di Modena ed appartenente all’Arma di Artiglieria, con alle spalle un importante e consolidato bagaglio professionale maturato nel corso del precedente periodo di servizio presso il 1° Reggimento Artiglieria della Brigata Alpina “Taurinense” di Fossano (CN) ed attualmente in forza al Comando Militare Esercito “Liguria” di Genova afferma: “Ho svolto per dieci anni ruoli di comando presso uno dei reparti di artiglieria  di punta delle Truppe Alpine, partecipando a numerose e diversificate  attività operative condotte sia sul territorio nazionale che estero, nell’ambito degli impegni per il mantenimento e rafforzamento della stabilità e della pace internazionali nel  novero delle alleanze politico militari di riferimento (ONU, UE e NATO) ed addestrativo nella zona alpina di dislocazione del reparto, quella delle Alpi Marittime piemontesi.

Qui ho partecipato a vari percorsi formativi di specializzazione, utili all’acquisizione delle peculiari capacità tecnico-tattiche ed operative, tipiche di un reparto delle truppe da montagna, tra le quali le qualifiche di istruttore di sci e roccia e di operatore, come comandante di minori unità, qualificato al combattimento in montagna, (“mountain warfare”). Successivamente, quale Ufficiale neo qualificato all’impiego in incarichi di Stato Maggiore sono stato trasferito presso il Comando Truppe Alpine di Bolzano, ove ho sviluppato le capacità necessarie all’operare all’interno di un comando intermedio, a livello divisone, assolvendo i compiti di pianificazione, organizzazione ed impiego delle forze, tipici di una grande unità complessa. Attualmente sono iscritto, quale studente universitario, alla Facoltà di Storia presso l’Università degli Studi di Genova ove l’approfondimento di questa affascinante materia mi ha permesso di constatare, oltre che la sua fondamentale importanza declinata alla consapevolezza ed alla conoscenza delle nostre radici valoriali, culturali, storiche e territoriali legate alla nostra Nazione, quanto sia forte il connubio che da sempre esiste fra le Forze Armate, la Città di Genova e l’intera Regione Liguria. In particolare, la Città di Genova, che affonda le sue radici nella storia dello sviluppo del comparto navale, rappresenta un’eccellenza mondiale a tutt’oggi ancora unica nel suo genere, non solo in Italia ma anche all’estero. Il legame che unisce le Forze Armate al sistema industriale ed alle aziende leader nella cantieristica navale e degli armamenti pesanti ed oggi anche nel campo della cybersicurezza e della ricerca scientifica legata allo sviluppo delle nuove tecnologie afferenti l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale ai mezzi ed ai sistemi d’arma, è sempre stato solido ed ha rappresentato, nel corso della storia patria, fondamentali e preziose ricadute in ambito militare. Dall’Unità Nazionale ad oggi, ha contribuito , sia in tempo di pace che di guerra, al rafforzamento ed all’innovazione dello strumento militare nazionale, e proprio già all’epoca della tragica partecipazione dell’Italia al Primo Conflitto Mondiale questo corale e strategico connubio, tra comparto industriale e Forze Armate, ha contribuito affinché i nostri Soldati, Marinai ed Aviatori risorgessero dalle ceneri della disfatta di Caporetto sconfiggendo e ricacciando il nemico invasore al di là del Piave e nuovamente oltre i vecchi confini violati tre anni prima. Recentemente queste fondamentali interconnessioni e collegamenti fra le Forze Armate ed il comparto industriale si sono resi evidenti ed ancor più rinsaldati, ad esempio, durante le operazioni di tipo “dual use” a difesa delle popolazioni contro le varie calamità naturali, tra cui le violenti alluvioni notoriamente provanti il fragile territorio ligure. A questo si aggiunge, in ordine di tempo, la recente opera di collaborazione che la Forza Armata, attraverso l’impiego delle specializzazioni d’eccellenza e dell’altissima perizia appartenenti agli incursori del 9° Reggimento Paracadutisti d’Assalto“Col Moschin”, ha fornito alle maestranze civili impegnate nella demolizione, con brillamento, dei resti del vecchio Ponte “Morandi”, il cui crollo, avvenuto il 14 agosto 2018, determinò la tragica morte di 43 persone.

 

L’Alpino Timothy Nuvoli, in qualità di attuale di militare richiamato appartenete al ruolo delle Forze di Completamento ha invece dichiarato:“La mia personale esperienza nelle Forze Armate, ed in particolare tra le fila dell’Esercito, inizia nel 2019 dapprima come quale Volontario in Ferma Prefissata di un anno, formandomi all’addestramento di base presso il 235° Reggimento di Fanteria “Piceno” di Ascoli, per poi proseguire, presso il Centro Addestramento Alpino di Aosta, con la formazione specialistica (corsi sci e roccia) propedeutica all’impiego operativo presso uno dei reggimenti di fanteria alpina appartenenti alle due Brigate di riferimento,“Taurinense” e “Julia.  Successivamente, alla fine della fase di formazione ed addestramento iniziali sono stato assegnato al 2° Reggimento Alpini di Cuneo ove, nel corso della permanenza ho avuto modo di specializzarmi ulteriormente, attraverso la frequenza del duro e selettivo iter addestrativo afferente l’ottenimento della qualifica di “mountain warfare”, ovvero, la certificazione operativa delle capacità di combattimento e sopravvivenza in terreno montano ogni tempo. Inoltre, in ambito operativo, ho avuto la possibilità di partecipare ai cicli di servizio nel quadro dell’Operazione Nazionale “Strade Sicure”, estrinsicatisi nelle attività di controllo del territorio e mantenimento dell’ordine pubblico, sulla piazza di Genova, in affiancamento al personale delle Forze dell’Ordine. In Genova, presso il locale Comando Militare Territoriale dell’Esercito, dopo l’esperienza legata al servizio attivo, ho avuto modo, aderendo al progetto di ricollocazione professionale ribattezzato “dalla ferma al lavoro” e promosso dal Segretariato Generale della Difesa a favore dei Volontari congedatisi senza demerito, di partecipare, al corso professionale da “magazziniere mulettista” aziendale riuscendo a conseguire così l’abilitazione utile alla conduzione, in sicurezza, del motocarrello elevatore.

La volontà di intraprendere questo percorso, volto al servire in armi la Patria mi è stata trasmessa, sin da giovanissimo, dalla mia famiglia di origine e, conseguentemente, dalla mia pregressa, ma ancora in essere opera di volontariato nell’ambito della cornice socio-assistenziale cittadina ove opero, con mansioni di tipo dirigenziale, all’interno della locale “Croce Verde Genovese”. La mia opera di volontariato, coniugata alla passata ed attuale esperienza in servizio sotto le armi, dapprima quale militare effettivo ed ora quale riservista delle forze di completamento, mi permette di perseverare nella mia personale dedizione alla difesa ed implementazione del bene pubblico, in particolare di quello afferente la mia città natale, Genova, con il suo tessuto sociale a me tanto caro.

Il Premio Atlantide nasce nel 2016 per intuizione di Vittorio Bianchini, subacqueo - CEO di WASE DivEducation, esperto in tecniche di immersione e sistemi di respirazione in ambienti estremi, e in pochi anni è diventato un prestigioso ed autorevole riconoscimento negli ambienti che lavorano alla tutela e alla ricerca ambientale

Viene assegnato ogni anno a personalità che si siano distinte nel loro settore, scientifico, sportivo, esplorativo o divulgativo in ambito marino

Il Premio Atlantide sarà quest’anno consegnato a:

Alex Bellini, esploratore estremo e mental coach, traduce le sue imprese oceaniche e polari in strategie di resilienza. Alla sfida personale ha sempre unito la denuncia dell'emergenza climatica e plastica.

Paola Beneton e Dominique Bleichner, navigatori che uniscono l'avventura alla conservazione: dalla pulizia delle riserve in Mauritania alle navigazioni silenziose in Groenlandia con gli Inuit, alla costruzione di piroghe con il popolo Vezo in Madagascar. Esplorazione, rispetto e documentazione autentica delle culture che vivono il mare.

Roberto Danovaro, biologo marino e ordinario di Ecologia (Univ. Politecnica delle Marche) ha coordinato oltre 30 spedizioni internazionali, scoprendo specie abissali uniche e studiando l'impatto climatico sugli oceani. È stato Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn. La sua carriera unisce ricerca rigorosa e concreta difesa degli ecosistemi marini.

Fabio Faralli, specialista in Medicina Subacquea e Iperbarica, con vasta esperienza nella Marina Militare e nella ricerca internazionale (US Diving Medical Officer). Autore e docente in prestigiose istituzioni è attualmente un esperto di decompressione a La Spezia.

Giuseppe Lai, Ufficiale della Marina Militare, formatosi all'Accademia Navale di Livorno, con incarichi presso Stato Maggiore e Pentagono. Ha comandato la Nave Scuola Amerigo Vespucci (Giro del Mondo 2023-2025), il Pattugliatore Staffetta e la Fregata Margottini. Attualmente è Consigliere Militare Aggiunto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Fondazione Marevivo, da 40 anni sentinella della salute dei mari italiani. Guidata da Rosalba Giugni e Carmen di Penta, ha promosso campagne cruciali per la tutela e la biodiversità. Il suo impegno, dall'AMP di Ustica (1986) alla Legge Salvamare (2022), la rende un punto di riferimento imprescindibile.

La Cerimonia di premiazione sarà preceduta da “Il mare nelle mie parole” dialogo con immagini del documentarista Pippo Cappellano.

Nella mattinata sono in programma due tavole rotonde - rigorosamente ad invito (*) - dedicate rispettivamente a: “L’emergenza degli oceani a seguito dei cambiamenti climatici” e “L’importanza degli Oceani per il Sistema Paese”. Temi cruciali per comprendere l'impatto della crisi climatica sull'ecosistema marino e perché gli Oceani non sono solo la culla della vita, ma il cuore pulsante dell’economia e della sicurezza nazionale.

Alla prima tavola rotonda interverranno: Marco Anzidei (INGV); Roberto Danovaro (Università Politecnica delle Marche); Rappresentante Stato Maggiore Marina. Coordina: Alessandro Filippini, giornalista.

Alla seconda tavola rotonda interverranno : Luca Sisto (Direttore Generale Confitarma); Luigi Cerracchio (MSC); Rappresentante Stato Maggiore Marina. Coordina: Ammiraglio Andrea Mucedola, direttore Editoriale Ocean4Future.

Il Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione Premio Atlantide

Insieme a Vittorio Bianchini ne fanno parte:

Gerardo Bosco: Professore associato in Fisiologia dell’Esercizio presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova e Presidente della Società Italiana di Medicina Subacquea e Iperbarica (SIMSI).

Marina Cappabianca: Produttrice, autrice e regista specializzata in documentari marini, naturalistici e storici. Esperta di storia della cinematografia subacquea.

Pippo Cappellano: Giornalista, regista e documentarista. Ha diretto oltre 300 documentari in varie parti del mondo su natura, scienza e storia, oltre a diverse serie di successo sull’esplorazione marina e sull’archeologia subacquea.

Alessandro Filippini: Giornalista presso la redazione Scienze e Ambiente del TG2. Si occupa di attualità e divulgazione applicata all’ambiente marino.

Andrea Mucedola: Ammiraglio della riserva della Marina Militare italiana e analista di sicurezza marittima. Ricercatore e divulgatore scientifico. Fondatore della testata OCEAN4FUTURE

Luigi Cerracchio: Manager con oltre 25 anni di esperienza nel settore turistico e dei trasporti, specializzato nella gestione commerciale, nello sviluppo di progetti MICE e nel coordinamento di team multidisciplinari.

Alessandro Marroni: Medico, ricercatore e pioniere della medicina subacquea. È fondatore e presidente di DAN Europe, organizzazione di riferimento internazionale per la sicurezza in immersione e il primo soccorso iperbarico.

Nanni Acquarone: Skipper ed esploratore italiano di rilievo, premiato dalla Fondazione Atlantide nel 2022, noto per le sue traversate estreme e l’innovativo approccio alla navigazione artica

Fonte Uff.st.Paola Scarsi 

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