Slideshow Image 1
Slideshow Image 2
Slideshow Image 3

Numero in edicola

Edizione N. 3

30 marzo 2012

primapaginaed3-2012

Libro in vetrina

Chi è online

 244 visitatori online

Trapani

Salemi, sabato e domenica ultimi due giorni per visitare le «Cene di San Giuseppe»

Trapani

Cena di San Giuseppe

 

Domani sabato 24 e domenica 25 sono gli ultimi due giorni per visitare le «Cene di San Giuseppe», tradizionale rito religioso la cui caratteristica sono i tradizionali altari votivi ornati di pane lavorato artisticamente.

 

Questo l’elenco delle «Cene di San Giuseppe» aperte al pubblico:

Chiesa di San Giuseppe, allestita dall’associazione «Sicilia Bedda»; qui domenica 25 marzo alle 10,00 la celebrazione della Santa Messa da parte dell’arciprete Giacomo Putaggio e a seguire si svolgerà «l’Invito dei Santi», simbolo del banchetto eucaristico fatto dal popolo, nel corso del quale i visitatori potranno degustare – gratuitamente - numerose pietanze; via Cosenza 26 (fino all’uno aprile), allestita dall’«Associazione Pro centro Storico»; Chiesa della Concezione, allestita dalla Caritas, in Piazza Libertà; Centro diurno per anziani, in via Enrico Fermi 2, allestita dall’Associazione «ADA» (fino all’uno aprile); infine la cena allestita dalle famiglie Abbate e La Grassa, in via Leonardo Da Vinci 14: qui domenica 25 marzo alle 12,00 si potrà assistere all’«Invito dei santi».

 

Sabato 24 e domenica 25 marzo, lungo le vie del centro storico, il cantastorie Peppino Castro declamerà le cosiddette «Parti di San Giuseppi», cantilene e preghiere, litanie o canti, antiche «laudi» popolari in dialetto, tramandate oralmente da padre in figlio, che vengono recitate davanti agli altari. Questi monologhi a soggetto sacro, in rima baciata o alternata, diventano vere suppliche di fedeli che, con passione devota e fede profonda, inneggiano alla vita del Patriarca ed esaltano la ricchezza della cena a gloria dell’Altissimo. Ogni composizione in versi, con l’incisività del dialetto e con la ritmata cadenza, esprime la forza dei sentimenti della gente isolana semplice e spontanea. Il cantastorie, fiero depositario della parola «antica», viene ricompensato con un bicchiere di buon vino e porta con sé «un signaleddu di la cena», offerto dal padrone di casa

Mostre, esposizioni

Mostra dal titolo «La via dei mulini. Il ciclo del pane: dal grano alla farina», nella sagrestia dell’ex Chiesa Madre in Piazza Alicia, realizzata dall’associazione »Memorabilia»; mostra di oggetti in ferro battuto in memoria di «Mastro Bartolo Maltese» negli spazi espositivi dell’associazione «ADA» in via Enrico Fermi 2; mostra su Giovanni Paolo II nella Chiesa di Sant’Agostino, curata dalla Diocesi di Mazara del Vallo; esposizione di lavori artigianali e «Pani di San Giuseppe» realizzati dai ragazzi della «Comunità alloggio Orchidea» in collaborazione con la «Cooperativa sociale Esopo» nella sagrestia dell’ex Chiesa Madre in Piazza Alicia; mostra di monumenti e fabbricati storici in miniatura realizzati da Giuseppe Maniscalco, in via Santoro Pecorella; mostra di pittura del gruppo «Propedeuticart… et alia» nei saloni del castello in Piazza Alicia, realizzata dall’associazione Fidapa; mostra artigianale di manufatti in «pietra campanedda» realizzati dai Fratelli Scalisi, in via dei Mille 10; «Premio Patrick Ysebaert», rassegna nazionale di arte contemporanea in programma nei saloni del castello in Piazza Alicia sabato 24 e domenica 25 marzo ; mostra di pittura dal titolo «Quelli che furono i matti di Salemi» al Polo Museale di via D’Aguirre, realizzata dalle artiste Dànila Leotta e Fiammetta Maniscalco.

 

Appuntamenti enogastronomici

«Mostra enogastronomica di prodotti tipici locali», promossa da Coldiretti, Pro Loco e associazione «Salemi e Pepemi» nel Chiostro della Chiesa di Sant’Agostino; degustazione a pagamento dei prodotti delle aziende del «Consorzio agro d’oro» nella sede dell’azienda «La Nuova Fattoria» in via Monaci nelle giornate di sabato 24 e domenica 25 marzo.

 

Iniziative varie

Sabato 24 e domenica 25 marzo in Piazza Alicia l’associazione «Il mondo del cavallo» organizza per i bambini passeggiate sugli asini.

Domenica 25 marzo la banda musicale «Alberto Favara» si esibirà per le vie del centro storico.

Giovedì 29 marzo si svolgerà il «I° Memorial Tony Scott», nei saloni del castello in Piazza Alicia alle 21,00, organizzato dall’associazione «Blue Jazz…jazz e non solo», con la partecipazione del «Five Free Clarinet». Nel corso della serata verrà premiato un giovane talento del jazz per la categoria «Under 18 clarinetto – sax».

 

Il Museo della Mafia, del Paesaggio e del Risorgimento

Durante la settimana delle «Cene di San Giuseppe» è consigliabile visitare il Polo Museale della città in via D’Aguirre. L’ingresso è di 5 euro e dà diritto a visitare il Museo della Mafia, il Museo del Risorgimento e il Museo del Paesaggio. Questi gli orari di apertura: dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19,00.

Inoltre saranno aperte al pubblico tutte le più importanti chiese della città. Tra queste da segnalare la Chiesa di San Clemente, detta di «Sant’Annedda»

 

La Pro Loco in collaborazione con l’Istituto scolastico «Francesco D’Aguirre» offre un servizio di «accompagnatore turistico». Per informazioni telefonare ai numeri 0924 981426 (anche fax) e 3291007776, oppure inviare una email all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Ulteriori informazioni visitando il sito www.prolocosalemi.it

 

Per richiederle inviare una email all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

In allegato una cartella contenente testi di approfondimento sulle «Cene di San Giuseppe».

Share

Salemi - La Polizia in una radio

Trapani

Lunedì 19 marzo Manfredi Borsellino, figlio di Paolo, oggi Dirigente del Commissariato della Polizia di Stato di Cefalù, ha inviato suoi uomini nella sede dell’emittente radiofonica «Radio Cammarata Cefalù» pretendendo copia della registrazione di una intervista tra i candidati sindaci andata in onda domenica mattina, nel corso della quale Vittorio Sgarbi ha ricordato le parole di stima che sua madre, Agnese Piraino Leto, vedova di Paolo Borsellino, espresse nei confronti del critico d’arte durante la sua visita a Salemi nel dicembre del 2008, città di cui Sgarbi era sindaco da pochi mesi.

 

«Con modalità che costituiscono certamente un abuso – spiega Vittorio Sgarbi – Manfredi Borsellino ha preteso che su una bacheca pubblica della radio collocata nel principale corso della città, così come sul sito internet della stessa, fosse pubblicata quella che lui definisce una «smentita», e che qui riporto integralmente: «Il dottor Manfredi Borsellino smentisce il professore Vittorio Sgarbi. Miei uomini mi riferiscono che il candidato sindaco Vittorio Sgarbi, intervenendo nella vostra emittente radiofonica, oltre a lanciare i soliti attacchi a magistratura e forze dell'ordine, avrebbe millantato un'amicizia con mia madre. Si tratta di un'affermazione molto grave, che ovviamente mia madre smentisce con forza. La conoscenza occasionale è cosa ben diversa dall'amicizia, che non potrebbe mai instaurarsi tra un soggetto con il vissuto di Sgarbi e la vedova di Paolo Borsellino. Firmato: Dott. Manfredi Borsellino - Dirigente Commissariato»

Sono letteralmente sorpreso – osserva Sgarbi - dalla nota di Manfredi Borsellino che compie abusi di ufficio inviando, senza mandato giudiziario, uomini della Polizia a chiedere copia di registrazioni radiofoniche che rappresentano espressioni di libertà di pensiero. Una evidente forma di intimidazione, più che nei miei confronti, nei confronti della emittente. Una «messa in scena» cercata, visto che la registrazione della trasmissione era disponibile sul sito internet della radio.

 

Sua madre, Agnese, vedova di Paolo Borsellino – ricorda Sgarbi - è stata in visita a Salemi nel dicembre del 2008, ed è stata da me ricevuta, assieme ai suoi parenti e anche suoi familiari, nell’auditorium San Giovanni, di fronte ad almeno 80 persone. Quello del dicembre 2008 – ricorda ancora Sgarbi - è stato un incontro cordiale, di reciproche attestazioni di stima. Riporto qui di seguito la trascrizione del suo intervento, in modo che si possa giudicare quanto abnorme e viziata da malanimo sia la «smentita» del figlio:

 

«Sono commossa da questa accoglienza. Come siciliana sono felicissima della scelta di Sgarbi che da Nord ha scelto di fare il sindaco in una cittadina siciliana…Vedo nel lavoro di Sgarbi un’azione missionaria. Sono convinta che, grazie anche lui, comincerà una nuova stagione… E’ stata scelta una persona che viene da lontano, per far sì che, non con le chiacchiere ma l’azione, e soprattutto il linguaggio eterno dell’arte, si possano trasmettere valori positivi... ».

 

Ecco, questo io ho ricordato domenica 18 marzo a Cefalù durante la trasmissione radiofonica a «Radio Cammarata.

La sola cosa grave, in questa vicenda – denuncia Sgarbi - è semmai l’inaudita reazione di Manfredi Borsellino, il quale mostra il suo pregiudizio, incapace di valutare con serenità e distacco.

 

Chiedo comunque di sapere a che titolo e per quali ragioni di servizio Manfredi Borsellino ha mandato i «suoi uomini» della Polizia di Stato a pretendere copia della registrazione della trasmissione e la pubblicazione della smentita. Smentire le mie dichiarazioni per vicende che comunque riguardano un suo familiare, e dunque la sfera privata, rientra forse tra i compiti della Polizia di Stato ?

Non ritiene , il giovane Manfredi Borsellino, di avere abusato del suo ruolo e di intervenire, peraltro, a gamba tesa, nella campagna elettorale, forse con l’obiettivo, mal celato, di alzare polveroni ?

Share

Quelli che furono «i matti di Salemi»

Trapani

«Quelli che furono i matti di Salemi» è il titolo della mostra, promossa dal Comune, che s’inaugura sabato 17 marzo alle 17,00 al Polo Museale in via D’Aguirre. Racconta, attraverso i ritratti – e le loro «manipolazioni» artistiche e digitali - i protagonisti della vita politica, culturale e amministrativa degli ultimi 3 anni e mezzo, ovvero gli anni di quella che viene indicata come «l’era Sgarbi».

 

Ci sono i ritratti di assessori e dipendenti comunali, collaboratori del critico d’arte, uomini del mondo dell’arte e della politica, e altri personaggi che sono stati, a loro modo, protagonisti della vita cittadina. Tutti rielaborati nei loro tratti somatici, comunque in chiave ironica e riconoscibili.

 

La follia, intesa come capacità di «osare», è il tratto distintivo del lavoro delle due artiste, Fiammetta Maniscalco e Dànila Leotta, che per mesi anno lavorato su foto ma anche sull’osservazione diretta dei personaggi da loro ritratti.

 

Un’idea di follia sintetizzata in una frase di Erasmo da Rotterdam che diventa l’introduzione alla mostra: «Osservate con quanta previdenza la natura madre del genere umano ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri, dissennati, godrebbero felici di un'eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della follia».

 

La mostra resterà aperta fino a domenica 25 marzo. Il biglietto d’ingresso di 5 euro consentirà di visitare anche il Museo della Mafia, del Paesaggio e del Risorgimento

Note autobiografiche, tra il serio e il faceto,

di Fiammetta Maniscalco e Danila Leotta

Fiammetta Maniscalco nasce a Rotterdam, ma quando ancora è in fasce la famiglia decide di trasferirsi (portandosela dietro) a Manchester, dove il padre credeva di poter arrotondare lo stipendio. Di famiglia medio-borghese, Fiammetta cresce in un clima poco creativo, in cui la sua fervida immaginazione cozzava con gli insegnamenti dei genitori che l’avrebbero voluta medico della mutua. La sua passione per l’arte esplode, di fatti, fin da bambina; alla tenera età di 4 anni la piccola Fiammi affrescherà il corridoio di casa con dei graffiti ”iper moderni”, facendo i primi passi nell’arte digitale, le impronte delle sue piccole manine sono ancora visibili in qualche anfratto della casa natìa.

All’età di 7 anni scopre la passione per la pittura a olio di frittura, tecnica pericolosa che le costerà l’ustione della mano destra.

A 10 anni si trasferisce a Parigi dove, grazie all’ambiente stimolante di Montmartre, riuscirà a concentrarsi sulla tecnica del colore e metterà in pratica teorie difficili anche da teorizzare.

 

La svolta creativa avverrà dopo l’incontro con Dànila Leotta.

Giovane astro nascente della pittura parigina, la Leotta aveva infatti appena finito degli importanti studi sulla scienza delle arti visive applicate alla psicologia della psicosomatica artistica, partendo da Van Gogh e dal fatto che dopo l’orecchio mozzato “non si sentisse molto bene”.

Dànila di formazione tedesca, si muove seguendo i rigidi schemi della Drank Haus e del positivismo Boliviano. Anche lei genio precoce in fatto d’arte, elabora la difficile tecnica dello spruzzo pennellato a guazzo, a cui poi preferirà tecniche più morbide e dai toni più pacati come l’acquerello effervescente naturale.

Lo sposalizio artistico tra la Leotta e la Maniscalco porterà alla creazione di una scuola d’arte sperimentale la «Craste», «Centro Ricerche Artistiche Sperimentali Totalmente Europee», che diventerà il punto d’incontro di molti giovani artisti ed intellettuali del momento. La «Craste» sarà la culla del nuovo e rivoluzionario movimento artistico creato dalle due giovani promesse dell’arte mondiale, il «Distrartismo policromo». Alla base di tale movimento è il concetto dell’Arte come distrazione. L’Arte come azione di distrazione. Per cui la distrazione non è ostruzione alla creazione, per cui il distrartismo non è ostruzione alla costruzione

Tutto parte da un’idea, che non necessariamente deve essere brillante, ma deve essere stimolo creativo e provocatorio, necessario a distrarre lo spettatore. L’intenzione è suscitare in chi osserva la sensazione di straneamento dalla realtà. L’intenzione è centrifugare chi osserva, fornirgli il punto di vista dell’ironia, distrarlo dai soliti schemi precostituiti, comunicare che l’arte può anche essere divertente, dissacrante, ironica e, perché no, auto ironica.

Share

Vittorio Sgarbi candida Rita Borsellino a sindaco di Salemi

Trapani

Vittorio Sgarbi propone a Rita Borsellino, sconfitta alle Primarie di Palermo, la candidatura a sindaco di Salemi dove si andrà al voto il prossimo maggio a causa delle anticipate dimissioni del critico d’arte.

«La sconfitta della Borsellino - dice Sgarbi - è una sconfitta della Sicilia migliore.

Dispiace che chi, con tanta convinzione, ha combattuto la mafia, e nonostante l’appoggio di Leoluca Orlando, si ritrovi travolta da una Sicilia che mostra di creder in altri valori.

La lotta alla mafia evidentemente non appare la priorità.

«Per questo  - dichiara Sgarbi - propongo a Rita Borsellino di candidarsi a sindaco di Salemi nelle liste del «Partito della Rivoluzione».

La Borsellino potrà a Salemi combattere con ottimi risultati la sua battaglia per la legalità.

Mi auguro che al cartello che candida la Borsellino aderisca anche il Pd»

Share

Sgarbi: «A Salemi ho conosciuto persone oneste. Abbandonate dallo Stato e dalla mafia»

Trapani

«A Salemi ho conosciuto solo persone oneste, laboriose, appassionate e abbandonate dallo Stato e dalla mafia»

Questa frase di Vittorio Sgarbi, accanto alla foto del suo intervento durante la visita a Salemi del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel maggio del 2010 per le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, campeggia da ieri in un mega poster affisso su un pannello di Piazza Libertà, nel centro urbano della città.

L’iniziativa è della Fondazione Sgarbi, l’istituzione culturale nata su impulso di Antonella Favuzza, che di Sgarbi è stata il Vice Sindaco.

«La Fondazione – dice la Favuzza – manterrà la sua sede a Salemi per difendere tutti i progetti avviati durante la sindacatura di Vittorio Sgarbi e per dare impulso ad iniziative che richiamino in città nuovi visitatori, ma soprattutto che suscitino nuove opportunità di lavoro legate alla promozione dei beni culturali e alla cultura in genere. Già adesso la Fondazione dà lavoro a numerosi giovani impegnati in progetti in Italia e all’estero.

In tal senso, nei prossimi mesi, saranno esposti a Salemi, per la prima volta in Sicilia, alcuni grandi capolavori dell’arte europea grazie ad una intesa con la Fondazione Magnani Rocca, che, tra le altre cose, ospita le più importanti opere di Ligabue»

Tra i progetti a breve, la realizzazione di un Museo della Mafia itinerante. Prima tappa a New York, con molta probabilità già a giugno. 

Share
Banner
Slideshow Image 1