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Sabato, 25 Marzo 2017

Il Sacro Telo conservato a Torino ha veramente avvolto il corpo di Gesù deposto dalla croce? O si tratta di un’abile falsificazione che inganna da secoli i credenti? È il quesito al quale hanno cercato di rispondere scienziati e studiosi di varie discipline. Da diversi anni si accaniscono per svelarne il mistero. Ma la risposta, secondo la prof.ssa Emanuela Marinelli, è netta: sì, la Sindone è il lenzuolo utilizzato per avvolgere il corpo di Gesù. Le prove sono illustrate in modo semplice e chiaro all'interno del libro "La Sindone. Storia e misteri", raccolte dall'autrice in 40 anni di studio. Prove presentate dalla stessa Marinelli all'incontro svolto il 24 marzo nel suggestivo scenario del Santuario di Madonna d'Itria a Cirò Marina davanti a centinaia di fedeli e curiosi. L'evento rientra nel percorso passiologico della Giornata della Santa Spina ad Umbriatico, ed è stato organizzato dall’amministrazione comunale di Umbriatico guidata dal sindaco, Rosario Pasquale Abenante, in stretta collaborazione con i Padri Passionisti e l'ufficio comunicazione dell'Ente. La prof.ssa Marinelli, per la prima volta in Calabria, ha detto: "Il grande interesse della Sindone risiede soprattutto nel fatto che essa riporta non solo il sangue del cadavere che è stato avvolto nel lenzuolo, ma anche la sua immagine. Il fatto poi che questo lenzuolo sia attribuito alla sepoltura di Gesù rende l’argomento ancora più affascinante. Un grande dibattito è nato dopo la datazione al Carbonio-14 del 1988, che collocò l’origine della Sindone nel Medioevo”.

“Quella datazione – ha affermato la Marinelli - fu condotta su un angolo della stoffa del telo. Però nella zona circostante si è scoperto che esistevano degli inquinamenti dovuti a funghi e a batteri, i quali possono alterare la datazione anche di 1000 anni. Sono state poi fatte, presso l’Università di Padova, tre nuove datazioni con tre diversi metodi. Insomma, il risultato di queste tre nuove datazioni è che la Sindone risale invece all’epoca di Cristo. Rimane il mistero dell’immagine, perché i fisici dell’Enea di Frascati l’hanno assimilata a un effetto di luce, e un cadavere normalmente, certo non può emettere luce. Non lo sappiamo, ma la Sindone ha questo fascino: è come un negativo fotografico che ci riporta al positivo questo corpo, solennemente composto nella morte, ma con un volto che ci dà veramente una luce di speranza”. La Prof.ssa Marinelli, laureata in Scienze Naturali e Geologiche, ha tenuto conferenze in ogni regione d'Italia ed all'estero. Ha partecipato a numerosi congressi sulla Sindone ed è stata la coordinatrice del comitato organizzatore del congresso mondiale "Sindone 2000". Ha scritto diversi libri, articoli per giornali e riviste ed ha partecipato a varie trasmissioni radiofoniche e televisive. Si interessa della Sindone dal 1977, quando furono scoperti su di essa pollini di piante che non crescono in Europa, ma in Medio Oriente. “Questa scoperta dei pollini mi ha aperto uno scenario nuovo, perché se i pollini sono di piante del Medio Oriente la Sindone da lì viene. Da lì ho raccolto poi tutta una serie di elementi, di motivi sia storici sia scientifici, per ritenere che questo lenzuolo sia proprio il lenzuolo funebre di Gesù. Poi, certo, ognuno può concludere liberamente, ma è importante un’informazione storico-scientifica doverosa, perché si decida se credere o meno all’autenticità di questo lenzuolo in base a elementi concreti”.

Si è levata lucida, per quanto dolorosa, l’analisi del Direttore di Libero Vittorio Feltri nell’editoriale sul sistema dei trasporti in Calabria e sulla chiusura dell’Aeroporto di Reggio Calabria in particolare – è il commento del Presidente della Camera di commercio di Crotone, Alfio Pugliese  - Il direttore Feltri evidenzia come qualsiasi strategia di sviluppo volta a ridurre il divario tra il ricco Nord ed il disastrato Mezzogiorno diventi fallimentare se non preceduta dalla realizzazione di infrastrutture. Ricorda Feltri la pervasività delle belle parole a sostegno delle aree emarginate del Paese, non accompagnata dalla concretezza dei fatti, ad esclusione degli episodi di ‘foraggiamento’ di oligarchie e consorterie mafiose”.

L’analisi, in piena linea con quanto sostenuto negli anni dall’Ente camerale crotonese, diventerebbe ancora più drammatica se il centro dell’attenzione venisse spostato dalla provincia reggina a quella crotonese. Qui non solo la ‘no fly zone’ è già operativa da mesi, ma si registra l’assenza anche di infrastrutture ferroviarie, stradali nonché il sottoutilizzo delle infrastrutture portuali”.

A Crotone la stazione è diventata il ‘Grand hotel stazione’, capolinea e luogo di pernottamento di extracomunitari in attesa di permesso di soggiorno; l’unico collegamento stradale presente, la statale  106, è soprannominato ‘la strada della morte’, per il numero delle vittime registrato periodicamente, il porto, infrastruttura promettente e dalle evidenti potenzialità, è da anni in attesa dell’auspicato dragaggio e infine anche la pessima autostrada Salerno-Reggio Calabria è un miraggio”.

La chiusura dell’Aeroporto Sant’Anna, unica infrastruttura che collegava la provincia di Crotone al resto di Italia e del mondo, ha sancito per i cittadini crotonesi non solo la fine del diritto costituzionalmente riconosciuto alla mobilità ma anche del diritto alla realizzazione di prospettive professionali ed imprenditoriali, nonché al coinvolgimento attivo e partecipativo alla vita democratica del Paese. Perché, con la chiusura dell’Aeroporto, Crotone è diventato un triste scoglio sperduto nel Mediterraneo. Diventano peregrine, allora, tutte le strategie finalizzate all’attrazione degli investimenti ed alla creazione di nuove imprese, nonché al consolidamento di quelle aziende già esistenti, gestite con coraggio da pochi valorosi imprenditori. Diventa paradossale parlare di internazionalizzazione, quando la logistica grava come un macigno sulla struttura dei costi aziendali, rendendo le imprese crotonesi poco competitive rispetto ai concorrenti nazionali ed esteri. Paradossale ragionare di turismo quando ogni possibilità di ingresso al territorio viene preclusa, ogni attività di valorizzazione e promozione delle numerose bellezze storiche e naturali vanificata dal buco nero di una mobilità ottocentesca”.

A pagare questa esosa ‘bolletta logistica’, come evidenzia anche il rapporto ‘Strategie per le infrastrutture di trasporto e logistica’ allegato al Documento di Economia e Finanza 2016 (deliberato dal Consiglio dei Ministri nello scorso mese di Aprile) è il settore della produzione industriale nonché il turismo – ricorda Pugliese – Eppure si decide di tagliare anche l’unico cordone ombelicale che lega la provincia di Crotone al resto del mondo, tergiversando sulla riapertura come in un astuto gioco di interessi”.

La questione infrastrutturale in Calabria, ed in particolare nella provincia di Crotone, deve essere, quindi, posta in cima all’Agenda del Governo – conclude il Presidente dell’Ente camerale – La nostra provincia non è più disposta a sostenere i costi sociali ed economici di decisioni scellerate, giochi di potere, rigurgiti storici da servi della gleba. Si riapra l’aeroporto di Crotone alla luce di un Piano industriale sostenibile e coerente a livello regionale; si concretizzino le opere di ampliamento finalizzate alla velocizzazione dei traffici sul tratto crotonese della SS 106; si investa sul ripristino dei collegamenti ferroviari; si completi, una volta per tutte, il dragaggio del porto che consentirebbe anche alle navi di grande pescaggio di far sosta a Crotone. Sono questi i quattro pilastri dello sviluppo del territorio crotonese. I restanti, come scrive Feltri, sono solo ‘ragionamenti cretini’ e lacrime di coccodrillo”.

Sono stati restituiti il calice sacro e la pisside, rubati un mese fa nella Chiesa di San Rocco a Isola Capo Rizzuto. Nessuna traccia invece delle ostie, contenute dentro la pisside, e delle chiavi del tabernacolo. Il ritrovamento è avvenuto ieri mattina ad opera di due signore del luogo, che hanno notato una busta di plastica adagiata ai piedi di una statua della Madonna, posta sul lato esterno della chiesa. Le due signore, hanno subito avvertito il parroco di Isola Capo Rizzuto don Edoardo Scordio che, a sua volta, si è recato sul posto. Avvicinatosi alla statua in gesso della Madonna ed aprendo la busta, si è subito accorto che al suo interno vi erano gli oggetti sacri rubati da ignoti lo scorso 14 febbraio. Più precisamente, il materiale sacro ritrovato è stato rinvenuto in tre buste, messe una dentro l’altra. In esse erano contenute il calice sacro, suddiviso in tre parti (base del calice, parte superiore e coperchio), e la pisside, anch’essa con la parte superiore staccata rispetto alla sua base. L’episodio è stato prontamente segnalato ai Carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto che sono anch’essi intervenuti sul luogo.

In merito alla motivazione per cui questi oggetti sacri siano stati restituiti, il parroco don Edoardo Scordio non sa darsi una risposta certa. “Personalmente – ha commentato don Scordio - ritengo plausibili due ipotesi: può darsi che i ladri non siano riusciti a vendere il materiale sacro, che non essendo in oro non ha valore economico, e quindi per questo l’abbiano riconsegnato; oppure è probabile che tutte le manifestazioni organizzate in questo periodo e la presa di posizione da parte della comunità dei fedeli abbiano indotto gli stessi ladri al pentimento”. Gli oggetti sacri ritrovati rappresentano parte della refurtiva che ignoti avevano prelevato dalla chiesa di San Rocco nella notte tra il 13 e il 14 febbraio, profanando l’edificio sacro. Com’è noto, l’episodio scosse profondamente la comunità religiosa di Isola Capo Rizzuto e determinò una serie di iniziative di preghiera e di riflessione promosse dal parroco don Edoardo Scordio. La chiesa nel frattempo era rimasta chiusa al culto dei fedeli, finché l’Arcivescovo di Crotone, Monsignor Domenico Graziani, non ha celebrato la Santa Messa di riparazione, officiata il 3 marzo scorso. In quell’occasione, così come espressamente richiesto dal Vescovo, intervenne anche una nutrita rappresentanza del clero diocesano, oltre naturalmente ai molti fedeli di Isola Capo Rizzuto.

Il consiglio comunale adotterà un atto di indirizzo per dare mandato al Sindaco di avviare le procedure formali per la candidatura a Patrimonio dell’Umanità UNESCO (da parte dello Stato Italiano) della Riforma del Calendario Giuliano di Luigi LILIO. 

 

A darne notizia è stato il Primo Cittadino Mario CARUSO intervenendo ieri mattina (martedì 7) alla conferenza stampa di presentazione della V Giornata Regionale del Calendario in memoria di Aloysius Lilius, in programma per i prossimi DOMENICA 19, LUNEDÌ 20 e MARTEDÌ 21 MARZO.

 

 

LILIO UOMO DI FEDE. È, questa – ha detto CARUSO - la chiave interpretativa privilegiata, quest’anno, per ricordare la figura del calabrese illustre di Cirò. Ci siamo rifatti a quanto sostenuto dal fisico Antonino ZICHICHI (nel 2010 a Cirò per il taglio del nastro del museo nazionale dedicato a Lilio nello speciale Cinquecentenario della sua nascita) secondo il quale solo un uomo di fede avrebbe potuto portare a termine, nel XVI secolo, una Riforma del Calendario destinata ad avere all'epoca un impatto straordinario per la Chiesa e per il mondo civile e ad essere adottata nei secoli a venire su scala universale.

 

All’incontro con gli operatori della stampa coordinato da Lenin MONTESANTO hanno partecipato anche il vicesindaco Francesco PALETTA e l’assessore alla cultura Francesco MUSSUTO. Quest’ultimo, in particolare, ha sottolineato l’impegno che da oltre 10 anni contraddistingue il mandato del Sindaco Mario CARUSO:  la promozione dei marcatori identitari esclusivi di Cirò: LILIO, Giano LACINIO, lo storico primato calabrese nella produzione vitivinicola e i 4 musei identitari nel ridotto perimetro del borgo antico, un risultato ed un record nazionale.

 

Dopo la consegna al Capo dello Stato Sergio MATTARELLA dell’ASTROLABIO e della GRAPHIC NOVEL, il fumetto d’autore LUIGI LILIO. IL DOMINIO DEL TEMPO, DOMENICA 19 alle ORE 15, presso lo Stadio Ezio SCIDA, in occasione della 29esima giornata del campionato di Serie A il Sindaco consegnerà l’Astrolabio realizzato dall’orafo Mimmo COZZA alle due società calcistiche del CROTONE e della FIORENTINA.

 

 

SOGNI ALCHEMICI DI GIANO LACINIO E SCIENZA MODERNA DI LUIGI LILIO. È, questo, il titolo dell’intervento che il Professor Francesco VIZZA, Direttore dell’Istituto di Chimica dei Composti Organo Metallici del CNR, terrà alle ORE 10 di LUNEDI 20 MARZO, nell’Auditorium del Liceo Scientifico Ilio ADORISIO. Il suo intervento sarà anticipato dai saluti istituzionali della Dirigente Scolastica Rita ANANIA, dell’assessore alla cultura Francesco MUSSUTO, dal Dirigente Tecnico U.S.R. Calabria Rosanna A. BARBIERI e dal Primo Cittadino CARUSO; e seguita, alle ORE 11, dalla presentazione del Graphic Novel (fumetto d’autore) LUIGI LILIO – IL DOMINIO DEL TEMPO. Interverrà anche l’autore Giuseppe CAPOANO.

 

MARTEDÌ 21 MARZO 2017, Equinozio di Primavera, la giornata conclusiva prevede, alle ORE 10, nella Sala Consiliare di corso Luigi LILIO, il convegno dal titolo LUIGI LILIO DA CIRÒ TRA FEDE, SCIENZA E CONOSCENZA. All’appuntamento culturale, parteciperanno anche Mario PUGLIESE dell’Ufficio Scolastico Regionale, il Prefetto di Crotone Vincenzo DE VIVO, l’Arcivescovo di Crotone – Santa Severina Domenico GRAZIANI, il Governatore della Calabria Mario OLIVERIO. – La fede e la scienza nell'opera di Luigi Lilio: un modello ancora valido. È il titolo dell’intervento di  Don Paolo SCARAFONI, Professore Ordinario di Teologia Sistematica – Studio Teologico Madonna delle Grazie di Benevento. Raffaele CIRINO, docente presso il dipartimento di Filosofia dell’UNICAL interverrà invece su L’importanza del Calendario nell’ambito socio-rurale; Mons. Francesco MILITO, Vescovo di Oppido – Palmi su Il Tempo alla luce della Rivelazione Cristiana. Gli interventi delle due giornate saranno coordinati da Lenin MONTESANTO. – Alle ORE 17 sul percorso Bastione Cannone – Corso Luigi Lilio – Piazza Stefano Pugliese si terrà lo spettacolo Teatrale Itinerante IL RINASCIMENTO DI LUIGI LILIO a cura del Parco Tommaso Campanella di Cosenza, con la regia ed i costumi di William GATTO. Alle ORE 18 sarà inaugurata la CASA NATIVA di LILIO in Via G.T. CASOPERO. - (Fonte: Lenin MONTESANTO – Comunicazione & Lobbying)

 

Con il rito eucaristico celebrato ieri, è stata riaperta al culto dei fedeli la Chiesa di San Rocco. Si è tenuta infatti ieri sera la Santa Messa di riparazione, presieduta da Monsignor Domenico Graziani, dopo il noto episodio di furto sacrilego che ha interessato la piccola chiesetta di Isola Capo Rizzuto. Come si ricorderà, l’edificio sacro, nello scorso mese di febbraio, era stato profanato da alcuni ignoti, che hanno asportato dalla Chiesa un calice, le ostie consacrate e le chiavi del tabernacolo. Nei giorni che hanno preceduto la riconsacrazione della Chiesa, si sono poi tenuti diversi appuntamenti di preghiera e riflessione promossi dal parroco Don Edoardo Scordio, durante i quali è stato trattato il tema della profanazione, della dignità dell’uomo (il cui volto rappresenta Cristo), ed è stato messo in luce lo scempio perpetrato sul territorio. Alla celebrazione di riparazione erano presenti numerosi fedeli, gran parte dei quali hanno assistito al rito eucaristico dall’esterno della chiesa, viste le ridotte dimensioni dell’edificio sacro. La stessa chiesa, però, è stata adeguatamente dotata di megafono esterno, per consentire a tutti l’ascolto della Messa. E’ inoltre intervenuta una nutrita rappresentanza del clero diocesano, così come espressamente richiesto dal Vescovo, il quale aveva esortato la partecipazione di una rappresentanza di ciascuna parrocchia della Diocesi, sia come segno di vicinanza alla comunità di Isola Capo Rizzuto che come segno di unità della chiesa diocesana. La celebrazione eucaristica, con la quale è stata riconsacrata e consegnata alla comunità la chiesa profanata, si è svolta dopo il pellegrinaggio della “Via Crucis”, che ieri, primo venerdì di quaresima, ha interessato i rioni Sambrase, Colosimo, Suggesaro, Chianche e Centro.
Oltre all’Arcivescovo Graziani ed al parroco di Isola Capo Rizzuto don Edoardo Scordio, alla Messa di riparazione svoltasi ieri erano presenti: Don Franco Lonetti, Don Giuseppe Morrone, Don Giovanni Barbara, Don Mario Codamo, Don Francesco Gentile, Don Franco Lorenzo, Don Lino Lepera, Don Gianni Zamperini, Don Sunny Kalathil ed il sacerdote dei cattolici ucraini.

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