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Venerdì, 17 Gennaio 2020

La comunità crotonese ha accolto con grande gioia il suo nuovo Pastore, S.E. Mons. Angelo Raffaele Panzetta, che il 5 gennaio ha fatto il suo ingresso nella Diocesi di Crotone - Santa Severina. Già in occasione della sua Ordinazione Episcopale, avvenuta lo scorso 27 dicembre a Martina Franca, gli è stato consegnato il Pastorale in argento, realizzato dal maestro orafo Michele Affidato su mandato della Diocesi di Crotone - S. Severina. Il 6 gennaio, invece, in mattinata in occasione del suo ingresso nella Concattedrale di Santa Severina gli è stata consegnata la Croce Pettorale, realizzata interamente a mano in argento dorato, su commissione della Comunità Severinate. Nella parte centrale della Croce è raffigurata, in rilievo Santa Anastasia, Patrona di S. Severina. Nei quattro lati invece sono incastonate quattro pietre di ametiste mentre sul retro  è inciso lo stemma dell’Arcivescovo. Sempre giorno 6 gennaio nel pomeriggio, Mons. Panzetta  ha celebrato nella Basilica Cattedrale il Pontificale dell’Epifania e nell'occasione il Capitolo Cattedrale gli ha donato un anello Vescovile, in oro 18 kt, realizzata con la tecnica della fusione a cera persa. Sull'anello è raffigurata a rilievo la Madonna di Capocolonna, Patrona dell’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina. Una Basilica Cattedrale gremita ha salutato  il nuovo Pastore nella Sua prima celebrazione solenne. Infine anche i Comuni di Santa Severina e quello di Crotone hanno voluto omaggiare il Vescovo con opere realizzate dal maestro orafo Michele Affidato

 

 

 

Quando il presidente della Camera Penale, che ringrazio, ha sollecitato la mia partecipazione a questo evento importante, organizzato dalla Camera penale di Crotone, ho sentito forte l’esigenza di aderirvi, perché, in questo momento storico, è in gioco un pezzo della nostra civiltà giuridica.

Mancano 11 giorni, ripeto 11 giorni e lo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio penale entrerà in vigore.

Per i non addetti ai lavori, di cosa stiamo parlando?

Il primo gennaio entrerà in vigore una legge voluta fortemente dal M5S, che abolisce la prescrizione dopo il primo grado di giudizio.

Cosa vuol dire?

Che dal primo gennaio se una persona dovesse essere condannata in primo grado, per i tempi lunghi della nostra giustizia - il giudizio penale di primo grado dura in Italia più che in ogni altro paese - questa persona anche se innocente rimarrà condannata non si sa per quanto tempo; perché gli uffici giudiziari saranno aggravati di circa trentamila procedimenti in più, ogni anno, con esiti disastrosi soprattutto sulle corti di appello, dove la percentuale di prescrizione è maggiore e, inoltre, i giudici non avendo più lo stimolo di evitare la prescrizione non saranno sollecitati a contenere i tempi dei processi.

Questo significa la morte civile per una persona innocente condannata ingiustamente in primo grado.

Se con questa riforma si intendeva curare la patologia che consentiva ad alcuni delinquenti, grazie alla prescrizione di farla franca, c’è da rilevare però che un male non può rappresentare la cura di un altro male!!!

Certo,  l’inefficienza del sistema giudiziario attraverso processi troppo lunghi e la sua inefficacia attraverso l’enorme numero di reati che annualmente cadono in prescrizione, garantendo l’impunità agli autori e negando giustizia alle vittime è una grave patologia!

Tuttavia la prescrizione del reato non può essere un rimedio all’irragionevole durata del processo, che va evitata per altre vie: ad esempio, e tra l’altro, sono necessarie più risorse umane (magistrati e ausiliari), migliore organizzazione giudiziaria, informatizzazione, semplificazione delle notificazioni, ampliamento delle ipotesi di procedibilità a querela, e molto altro ancora.

Ci sono reati che si prescrivono in oltre venti anni e la patologia sono i venti anni e non già la prescrizione.

Ma Perché lo stop alla prescrizione deve preoccupare tutti?

Perché non si può essere imputati per sempre: è questo il concetto che sta alla base dell’istituto della prescrizione penale. In buona sostanza, a meno che non si tratti di delitti efferati e gravissimi, tutte le persone coinvolte in un procedimento penale hanno il diritto di sapere con certezza che, dopo un determinato periodo di tempo, la vicenda processuale terminerà, a prescindere dal riconoscimento della loro innocenza o colpevolezza.

Ma non può mancare un cenno per dire chi ha voluto e chi vuole questa ferita per la nostra civiltà giuridica.

Usando termini giudiziari: Imputato e responsabile di questo vulnus al nostro sistema giudiziario penale è senz’altro il Movimento 5 Stelle che ha deciso di introdurre l’emendamento sullo stop alla prescrizione nella legge spazzacorrotti, guardando più ai “sondaggi” e facendosi influenzare dai “giornalisti”, piuttosto che perseguire il buon senso e guardare alla realtà. Fino a ieri sera il ministro Bonafede ha annunciato che la riforma entrerà regolarmente in vigore il primo gennaio senza alcun rinvio.

Non possiamo però non indicare chi sono i corrèi, i complici che attualmente con il M5S vogliono attuare questa riforma che mette tutti noi in pericolo.

Assieme al M5S responsabile principale, sono correi il PD, Liberi e Uguali e Italia Viva di Renzi, che qualche giorno fa (IV non ha partecipato al voto) hanno respinto, alla Camera, la richiesta di procedura d’urgenza che annullava la riforma della prescrizione voluta dal M5s.

Come era stato deciso dal contratto di governo, lo stop alla prescrizione  sarebbe potuto andare anche bene all’interno però della riforma del processo penale che doveva entrare in vigore, uno o due mesi prima.

Lo stop alla prescrizione  il 1 gennaio entrerà in vigore, senza che  vi sia stata ancora la riforma del processo penale; sarà un disastro: i tribunali salteranno, i processi arrivereranno a durare 20 anni. 

Sembra respirarsi da parte di alcuni partiti un’aria giustizialista.

Noi come Lega siamo al lavoro per una reale riduzione dei tempi della giustizia, perché ci sia certezza della pena: colpevoli in galera e innocenti liberi. Sanzioni certe per magistrati che sbagliano o allungano i tempi, no a sconti di pena per i criminali e un impegno per la separazione delle carriere e anche per una riforma del Csm

Dando per presupposto, ripeto che i colpevoli e i corrotti devono andare in galera, facciamo attenzione però che la giustizia non sia usata da qualcuno come una clava per far fuori, ingiustamente, i propri avversari politici.

E con questo auspicio e sperando in un recupero del buon senso, auguro a tutti Voi un buon Natale.

Giancarlo Cerrelli (Lega)

 

Crotone in particolare negli ultimi anni, ad opera della Società Beethoven, sta riscoprendo i fasti culturali che l’hanno sempre distinta.

Stagione Concretistica 2019 “L’Hera della Magna Grecia II Edizione, è il titolo che l’Associazione ha voluto dare a questa splendida carrellata di artisti giovani e meno giovani che ci stanno regalando delle vere perle di virtuosismo ed interpretazione.

Domenica 15 dicembre presso la chiesa dell’Immacolata gentilmente concessa dal parroco Don Pino Covelli, sempre sensibile agli eventi culturali, l’orchestra “O.Stillo” ha accompagnato il vincitore del Premio Lipizer in una esecuzione mirabile.

Il concerto K 218 n. 4 di Mozart e una delle Stagioni “L’Inverno” dalle famosissime quattro Stagioni di A.Vivaldi.

Un’esecuzione oseremmo dire perfetta sia il dialogo veramente bello fra solista e orchestra, sia le capacità tecniche ed interpretative che l’artista Hawijch Elders ha saputo evidenziare con una semplicità disarmante.

Arte nell’arte potremmo definire il concerto poiché la chiesa dell’Immacolata si caratterizza per un’acustica molto bella, evidenziando ove ne fosse la necessità, la capacità e sinergia rara nei giovani artisti che vengono proposti.

Il suono caldo del violino nelle mani di un’autentica virtuosa, si fondeva mirabilmente col suono pastoso e ricco dell’orchestra in un dialogo continuo fra solista ed orchestra.

L’esecuzione della solista Hawijch Elders era stata preceduta da un brano famoso mozartiano “Piccola Serenata notturna” dove l’orchestra aveva dato prova i una capacità d’insieme, che solo in pochi gruppi da camera si possono riscontrare.

Una scelta, poi, ben inserita in un contesto culturale molto ampio, quello della Beethoven, di ospitare come solisti vincitori di prestigiosi concorsi internazionali.

Un scelta che ben si fonde con la presenza nel cartellone di personalità dello spettacolo famose sia nel campo della prosa sia in quello prettamente musicale.

Una serata veramente bella dove il pubblico ormai costante agli appuntamenti della Beethoven ha saputo ringraziare solista e orchestra con calorosissimi applausi.

Naturalmente, bis a ripetizione hanno rimandato al prossimo appuntamento sempre nella chiesa dell’Immacolata di Crotone, domenica 22 dicembre con le più belle canzoni di Natale alle ore 19,00.

Continuano gli appuntamenti della Stagione Concertistica l’Hera della Magna Grecia della Società Beethoven Acam di Crotone, Venerdì 13 dicembre, doppio appuntamento presso l’Istituto “Pertini-Santoni” di Crotone del gruppo Trio Hammond Jazz” .

La mattina incontro artistico con le classi V dell’Istituto, mentre la sera con il numerosissimo pubblico presente. Sono tantissimi, infatti, Crotonesi e non, che hanno sottoscritto l’abbonamento all’intera stagione concertistica “L’Hera della Magna Grecia” .

Quello della musica Jazz è uno dei tanti temi artistici che la Beethoven porta avanti da anni.

È ormai la VII Edizione della programmazione di almeno 7 concerti dedicati alla riscoperta e valorizzazione del repertorio jazzistico di tutti i tempi che la Società Beethoven propone ad un pubblico sempre più vasto, fatto soprattutto da giovani e giovanissimi.

Si vede che il lavoro portato avanti nelle Scuole di ogni ordine e grado lentamente sta portando i suoi frutti; tenendo conto, anche, che tantissimi giovani frequentano costantemente tutti i concerti anche quelli dedicati alla musica antica.

Una realtà quella della Beethoven che vede coronati anni di lavoro alla diffusione della musica in un tessuto sociale non facile.

Nel concerto dedicato alle Scuole erano presenti moltissime autorità che sono state trascinate dall’entusiasmo dei giovani tanto che alla fine tutti insieme danzavano a suon di musica.

Un gruppo quello del “Trio Hammond Jazz” che con scelte di brani conosciuti e amati dal pubblico e con una professionalità veramente notevole hanno saputo trascinare un auditorium gremito in ogni ordine di posto ad un vero entusiasmo come dicevamo.

Una realtà artistica, che è bene che l’Associazione continui ad incrementare e stimolare visti i risultati veramente entusiasmanti.

Commovente, emozionante e soprattutto travolgente, i tre aggettivi con cui possiamo definire l'esibizione del giovane crotonese Alessandro Marseglia presso il Museo di Pitagora, accompagnato dal maestro Raffaele Zumpano.  Una serata ricca di emozioni molto forti che ha fatto commuovere tutta la platea. Nella sua seconda esibizione abbiamo ritrovato un giovane crotonese esempio per tutti, dotato di valori forti e di una salda determinazione e forza di volontà.    Alessandro e la sua famiglia sono persone meravigliose, da cui dobbiamo trarne insegnamento. Una famiglia in cui traspaiono la bontà, l'impegno e la tenacia a superare le difficoltà e le avversità. Alessandro è stato capace di trasformare il suo amore per la musica in emozioni uniche. L’esibizione di Alessandro non poteva non avvenire in questo luogo, dove l’arte e la musica sono messe in primo piano. Già il titolo che il giovane artista ha voluto dare al suo progetto “ ReboraRinascita è carica di significato. Da una parte la musica come rifugio, medicina ideale per superare ogni difficoltà della vita, ed è esattamente quello che ha fatto Alessandro, da quando era piccolo, accompagnato e sostenuto da sempre dalla sua famiglia e dal suo Maestro Raffaele Zumpano; dall’altra con le parole di Pitagora “ la musica è Armonia” la capacità di questa bellissima arte di esprimersi, anche senza parole, perché parla da sé. Pitagora affermava che la musica era un’attività che forniva un notevole contributo alla salute, ritenendo che la musica recasse gioia, armonia e ordine interiore.. Grazie a serate come queste che la musica unisce, porta condivisione e confronto, su temi e storie, proprio come la storia di Alessandro ammirevole e degna di esempio per tutti.  Non è un caso che il giovane Alessandro si esibisce in un luogo come quello del Museo e Giardini di Pitagora, un percorso che va oltre l'amicizia, ma rappresenta in qualche modo lo stesso percorso che questa bellissima struttura, qual è il Museo di Pitagora ha avuto in questi anni. Un luogo rinato, che da luogo abbandonato, degradato e privato della sua identità, è divenuto oggi luogo principale di cultura e condivisione sociale.  Alessandro a conclusione della serata ha spiegato il motivo del titolo del suo progetto. Da una parte una storia tormentata, una scalinata piena di ostacoli, sofferenze, perdite importanti, dall'altra la capacità di rinascere, affrontare la vita "insieme" alla famiglia, senza perdersi, nella consapevolezza che l'unione fa la forza, di rendersi protagonisti del proprio cambiamento, come quello che è accaduto e accade ancora oggi all'interno del processo di crescita avvenuto alla struttura museale. Tra l'altro, il tutto è avvenuto nella meravigliosa cornice della mostra itinerante " I santi della porta accanto. Giovani testimoni della fede", una mostra che verrà ospitata fino al 31 gennaio, la quale racconta la storia di giovani “testimoni della fede” (alcuni già beati, altri servi di Dio, altri ancora giovani " normali" ma esemplari per la qualità della loro fede); storie fra loro molto diverse, ma tutti significative e affascinanti per l'oggi. Nella mostra ci sono persone, giovani che hanno vissuto nel quotidiano, un’esperienza di vita limpida ed esemplare, proprio come ha fatto Alessandro Marseglia. Sono giovani con il vero gusto della vita alla quale hanno dato il vero senso, proprio come ha fatto Alessandro e la sua famiglia. In conclusione della serata il giovane compositore ha annunciato che è in costruzione il suo nuovo progetto che ci allieterà in una domenica di gennaio.

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