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Sabato, 10 Aprile 2021

Esiste un linguaggio che trascende le distanze geografiche e le differenze linguistiche ed è il linguaggio dell’arte. Michele Affidato, ha incontrato nei giorni scorsi Alejandro e Bernardette Irigoyen, una famiglia messicana che, con la loro barca hanno attraccato  nel porto di Crotone ed assieme ai loro 3 figli, sta portando il proprio messaggio di pace in giro per il mondo. Lui orafo di professione, ha voluto conoscere di persona Michele Affidato; l’incontro si è tenuto all’interno del laboratorio del maestro. Nonostante le differenze linguistiche, la lunga conversazione ha avuto come fulcro di tutto l’arte orafa, le tecniche di creazione e le diverse esperienze lavorative. I due ospiti hanno potuto osservare, all’interno del laboratorio, come prendono vita le varie creazioni; pezzi unici contraddistinti da uno stile ricercato, reso possibile solo grazie al grande lavoro manuale che ha sempre contraddistinto le opere di Michele Affidato. Bernardette e Alejandro, hanno ascoltato rapiti le varie spiegazioni, raccontando poi a loro volta questa fantastica avventura che stanno vivendo in mezzo al mare. Una vera e propria fusione di culture che ha arricchito tutti, evidenziando come davanti all’arte non esistano distanze, ma al contrario essa dia la capacità a tutti di parlare la stessa lingua. Prima di salutarsi poi, il maestro Affidato, ha voluto omaggiare i suoi ospiti con uno dei sui pezzi più famosi, la “Colonna d’Argento”. L’opera creata per portare in Italia e nel mondo il più antico e conosciuto simbolo di Crotone, da anni viene donata ad illustri personaggi e autorità. La scultura che raffigura la Colonna, unica superstite del tempio dedicato dagli antichi greci ad Hera Lacinia e che sorge sul promontorio di Capocolonna, permetterà ad Alejandro e Bernardette di portare sempre con loro, in questo lungo viaggio, un pezzetto di Crotone, definita dai due “la vera Italia”.

Terzo impegno ufficiale nella quarta giornata del Campionato Nazionale di SERIE B per l’A.S.D. Rari Nantes L. Auditore a Messina che Sabato 27 p.v. alle ore 13.00, sfideranno la formazione peloritana dell’Ossidiana Messina dell’ex tecnico Nicola Germanà.

“Quella che ci aspetta a Messina sarà una partita dal valore importante – introduce il Presidente Vincenzo Arcuri: riscatto dopo l’amareggiante sconfitta a Napoli, determinazione nell’andare oltre ogni ostacolo, materiale, fisico e mentale, voglia di entrare in acqua per competere e fermezza nel fare tutto quanto è nelle nostre corde per portare a casa i tre punti. Sentimenti ed emozioni che sono ben espressi dagli sguardi dei ragazzi come ben presenti nel loro animo e nelle loro menti. In più si aggiunga che incontreremo un avversario che dopo due giornate non ha conquistato punti contrariamente alle prestazioni fornite, che gioca in casa e che è allenato dal mai dimenticato Mister Nicola Germanà con il quale ci lega un sentimento di profonda amicizia e vicinanza, ma che non si lascerà sfuggire occasione, come giusto che sia, per vincere la partita. Ingredienti che renderanno la contesa davvero speciale. Così come speciali sono i miei ragazzi, che malgrado tutto, riescono a concentrare le loro energie fisiche e mentali solo ed esclusivamente sull’aspetto sportivo. Non è scontato.”.

“Sarò partita certamente partita complicata – esordisce il difensore Mattia Cavallaro. Ci aspettiamo una partita punto a punto sino all’ultimo secondo. Lo scorso anno, prima del lockdown, li abbiamo incontrati alla prima giornata di campionato e ci hanno raggiunti a pochi secondi dalla fine della partita imponendoci il pareggio. La loro arma migliore è che non si fermano mai. Hanno giocatori di esperienza anche in Serie maggiori e per quanto abbiamo potuto vedere sono comunque ben allenati. Noi come al solito dobbiamo sempre prima di tutto ritrovarci con i compagni che si allenano fuori, organizzarci, rigenerarci nel ritrovare il filo conduttore del nostro gioco. Sarà partita importante perché il risultato determinerà nei fatti quale campionato saremo chiamati a fare: in proiezione playoff o a difesa della Serie.”.

“La settimana in tour per gli impianti calabresi è stata proficua, siamo riusciti a concentrarci sugli allenamenti e abbiamo parlato molto. Al di là di ogni oggettiva giustificazione sul perché negli ultimi tre minuti della partita di Napoli non ne avevamo davvero più, i ragazzi più volte mi hanno chiesto di rivedere, dal punto di vista tattico e di errato posizionamento in acqua, da dove sono arrivati i quattro goal che ci hanno condannato alla sconfitta. Davvero apprezzabile. Questo è lo spirito giusto. Al di là del risultato sportivo si cerca di analizzare come ci si sia arrivati. Bene così, non posso pretendere altro e di meglio. Sabato mi aspetto la solita attenzione in fase difensiva e qualche movimento in più in attacco. Anche perché siamo una squadra che strutturalmente non può che giocare in movimento. La staticità è il nostro peggior nemico. Potrebbe aiutarci, data la precaria condizione fisica, ma ci condannerebbe alla sconfitta. Anche perché la qualità che abbiamo viene esaltata proprio dal continuo flusso di giocate offensive e difensive. E esalta il nostro entusiasmo: che è l’unica condizione dello spirito che possiamo permetterci!”.

 

Ritorna “Women for Women Against Violence - Camomilla Award”, l’evento organizzato dall'Associazione Consorzio Umanitas per promuovere il contrasto alla violenza di genere e il benessere delle donne che lottano contro il tumore al seno. Sensibilizzare l'opinione pubblica sulle criticità e valorizzare le iniziative sui due temi, questi i cardini su cui si basa il programma. Tra i riconoscimenti assegnati quest’anno, spicca quello consegnato al presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ha ricevuto a Palazzo Giustiniani l’ideatrice del “Camomilla Award”, Donatella Gimigliano ed il maestro orafo Michele Affidato, che da anni realizza l’opera per questo evento, destinata a chi da dietro le quinte o in prima linea, si spende ogni giorno, a sostegno delle donne meno fortunate. È stato un incontro piacevole quello con il Presidente del Senato, che ha espresso parole di elogio e ringraziamento nei confronti della promotrice dell’evento, e dell’orafo, che sono stati incoraggiati a continuare su questa strada e a fare sempre meglio nel sostenere queste tematiche così importanti. La scultura del “Camomilla Award” raffigura l’unione di due mani che si toccano, con sopra un fiore di camomilla, che in fitoterapia viene utilizzato per rinvigorire le piante malate. Un simbolo che dimostra come il sostegno dell’altro diventa un elemento indispensabile per poter tornare a vivere. Nell’occasione, la Casellati, ha poi consegnato al maestro Affidato, la campanella che si suona nell’Aula di Palazzo Madama. Un dono dal grande significato che sottolinea l’operato nel sociale, da sempre svolto dall’orafo crotonese, vicino ai più indifesi. Successivamente si è svolta presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, la registrazione televisiva del programma TV “Women for Women Against Violence - Camomilla Award” giunto alla sua VI edizione e dedicato quest’anno alla memoria del presidente Unicef Italia Francesco Samengo. L’evento è stato, ovviamente, soggetto alle rigide misure igienico-sanitarie adottate per contrastare la pandemia da Covid-19. La Kermesse, per la regia di Antonio Centomani, set designer ed impianto scenico Mario Carlo Garrambone, è stata condotta da Arianna Ciampoli e Livio Beshir, è ideata e fortemente voluta dalla Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, Donatella Gimigliano. Sul palco hanno portano le loro storie: Maria Antonietta Rositani “Bruciata dal mio ex e tradita dallo Stato”, la cui vicenda è stata raccontata dalla bravissima Irene Ferri; Cinzia Filipponi che con “dal tunnel del tumore alla mia rinascita” ha portato la sua personale testimonianza, non tanto della malattia, quanto della ritrovata gioia di vivere. La sua testimonianza è stata affidata alla brava Chiara Francini. Sul palco è salita anche Maurizia Quattrone, Vice Questore aggiunto della Polizia di Stato, che ha parlato del delicato caso di cronaca riguardante Sara Di Pietrantonio sottolineando l’impatto che la violenza ha per un tutore delle Forze dell’Ordine. Hanno poi ricevuto il “Camomilla Award”, Eleonora Daniele per la trasmissione Storie Vere (Rai Uno), Massimo Maurotto, Commissario e coordinatore delle Fiamme Oro Rugby della Polizia di Stato, Gianluigi Nuzzi per la trasmissione Quarto Grado (Retequattro) e Giorgio Pasotti. Un premio dedicato del Settimanale Oggi, è stato anche assegnato a Malika Ayane. A consegnare l’ambito riconoscimento poi, diverse personalità, giornalisti ed istituzioni tra cui il magistrato Simonetta Matone, Elisabetta Mancini, Francesco Schittulli (Presidente della LILT), il Generale dei Carabinieri della Legione Lazio Marco Minicucci, Angelo Polimeno Bottai (vicedirettore Tg1) Paolo Petrecca (vicedirettore Rai News), Maria De Souza (Direttore All Women Magazine), Adriana Pannitteri e Maria Rita Grieco. Lo spettacolo ha visto anche la partecipazione tra gli altri del Generale della Guardia di Finanza Fabio Migliorati, di Maria Rosaria Omaggio e del direttore Unicef Italia Paolo Rozera. Special guest della serata sono stati Roby Facchinetti, Giovanni Caccamo, Antonella Salvucci, Andrea Casta e Gianluca Guidi. “Tengo particolarmente a questo evento perché tratta due tematiche che mi stanno particolarmente a cuore e che toccano un po’ tutti da vicino - ha dichiarato Michele Affidato - vedere e ascoltare le testimonianze di tante donne che affrontano la malattia o che sono state vittime di violenza, mi spinge ogni giorno a fare di più per sostenere chi da sola non c’è la fa”. La vita di tutti è un dono prezioso, che bisogna sempre difendere - ha aggiunto poi il maestro orafo - eventi di questo genere possono aiutare a sensibilizzare un pubblico sempre più vasto, consegnando un messaggio positivo di speranza e fiducia, soprattutto nei confronti dell’altro.

Si terrà martedì 23 marzo, alle ore 10,30 su piattaforma online, il primo incontro dell'iniziativa "Un autore a casa tua" . Un'iniziativa promossa dalla Biblioteca Pier Giorgio Frassati della Fondazione D'Ettoris, indirizzata agli studenti delle scuole superiori che vede la collaborazione delle case editrici italiane. L'obiettivo sarà quello di alimentare lo spirito critico nelle nuove generazioni attraverso l'analisi di tematiche importanti che andranno dalla storia alla letteratura, alla scienza. Si partirà con un libro della D'Ettoris editori, "La genesi della scienza" dello storico James Hannam che evidenzia come le radici della scienza siano nel  Medioevo cristiano. A presentarlo sarà il curatore del volume  Maurizio Brunetti, docente della facoltà di ingegneria dell'università di Napoli "Federico II".

“Rispettare le diversità, saper leggere il cuore dell’altro nella percezione della sofferenza altrui, nella capacità di immedesimarsi nell’altra persona, costituiscono il messaggio empatico in vista del bene comune”. Così il Presidente dell’associazione Educando Peter Pan di Crotone Gianluca Lumare ha salutato gli studenti delle classi terminali dell’Istituto Mario Ciliberto in una videoconferenza sul tema “Il bullismo non è uno scherzo, è un reato” che si è tenuta nei giorni scorsi. L’iniziativa, promossa dal Dirigente scolastico Girolamo Arcuri e fortemente voluta dalla referente Giuseppina Conci, rientra nel progetto di Educazione alla Legalità. In un clima di partecipazione collaborativa tra tutti gli alunni coinvolti nel seminario di sensibilizzazione, prevenzione e contrasto alle forme di violenza verbale e fisica agita anche attraverso forme elettroniche Lumare ha toccato una problematica molto diffusa dei comportamenti aggressivi e dispotici adottati da una persona nei confronti di un’altra. Al centro della sua analisi ha posto la crisi dei rapporti umani, l’approccio al mondo virtuale insieme al cambiamento delle abitudini degli adolescenti. L’abbandono alla violenza come le prove di forza verso i più deboli, sono sintomo di viltà e impediscono il pieno sviluppo della persona umana in tutte le sue declinazioni. A mettere in guardia in questa direzione, sono i dati preoccupanti delle recenti statistiche sulle tragedie sempre più radicalizzate nelle comunità scolastiche, nei luoghi di aggregazione giovanile o nella strada” dice l’esperto, che poi evidenzia: “Di fronte alla società che cambia, ogni adolescente pretende di essere autonomo, pur non essendo in possesso delle basi e delle certezze che costituiscono tale indipendenza. La società nella quale viene a confrontarsi muta, si guardano i diritti più che i doveri, i valori si trasformano, il confine tra legalità e illegalità è sempre più sottile. I ragazzi si specchiano nei loro cellulari, apprezzano le imprese dei serial killer dei videogame e social. La navigazione on line a rischio, l’uso irresponsabile dei mezzi elettronici, ostacolano la morale e l’etica dei giovani”.

Il dibattito che segue spinge l’informatore, come ama definirsi, a porre l’accento sulle difficoltà educative in famiglia: “Si lascia fare ai figli di tutto”, regna sovrano il permissivismo ed è forte la convinzione che il rimprovero possa farli crescere con pesanti complessi di inferiorità. In una delicata fase dell’esistenza in cui la capacità di scelta dei propri percorsi, può diventare decisiva per l’intero progetto di vita, devono essere rinsaldati i legami con i figli per aiutarli a combattere qualsiasi turbolenza. La famiglia deve poter riappropriarsi del suo ruolo di crescita delle nuove generazioni. L’ occasione per fare il punto sull’attualità del problema è anche quella di non sottostimare il fenomeno criminale. Talvolta gli atteggiamenti di prevaricazione, di aggressione ripetuti con sistematicità, così come l’uso superficiale e scorretto di Internet, possono generare la comparsa di illeciti sanzionati penalmente. Gli antidoti al problema nella sua complessità secondo l’esperto rimangono pertanto, oltre l’azione mirata della scuola rivolta agli studenti e alle loro famiglie, anche le diversità che non devono essere ragioni di scontro ma di confronto e il dialogo che favorisca il benessere e lo spessore interiore dei giovani.

 

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