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Sabato, 25 Marzo 2017

A nostro modesto avviso, le imprese del Sud, pronte a sfidare la crisi economica, in corso, possono costituire i nuovi motori di sviluppo del Mezzogiorno. Vediamo come.  In primis, diciamo che è necessario che gli imprenditori del Sud compiano, un salto di qualità, dal punto di vista della cultura manageriale e si pongano, come obiettivo, per vincere, l’innovazione ed i mercati esteri. In Puglia, Industria.4 è all’avanguardia, ovvero, le aziende pugliesi sono pronte a scommettere sulla digitalizzazione. Ma, c’è di più.  La Regione Puglia ha stanziato 188milioni di investimenti, per le Start- up innovative.  Poi, nel Salento, a Lecce, l’Istituto” Galilei”, puntando sull’innovazione, ha istituito un corso di studi, per un futuro delle start-up, chiamando, gli imprenditori industriali, a tenere lezioni, a scuola, per facilitare, così, il rapporto “scuola- lavoro” dei giovani. Ecco, due altri motori di sviluppo del Sud: 1) può essere la “Banca delle terre agricole”, una nuova opportunità per i giovani del Sud, progetto di mappatura delle terre agricole realizzato da Ismea, l’ente economico del Mipaaf, per consentire, soprattutto ai giovani, di reperire su internet, i terreni di natura pubblica, in vendita; 2)  la crescita dell’esportazione del Sud: La Basilicata è la regione, del Sud, che fornisce il più ampio contributo positivo alla crescita delle esportazioni nazionali: (+53,5%)(Cfr: dati Istat del 2016). In conclusione, noi ci auguriamo che questi nuovi motori di sviluppo del Sud, non rimangano “a macchia di leopardo”, ma siano, in un prossimo futuro, di più vasta area, toccando tutta l’area meridionale.

Doveva essere un progetto all'avanguardia, quando è stato pensato la prima volta nel 1997. Poi invece sono seguiti anni di problemi, ritardi, mal funzionamenti. "Non solo i materiali non erano adatti, ma la realizzazione della carta ruotava attorno alla tecnologia proprietaria di un'azienda privata, la Laser memory card, nonostante fosse un progetto dello Stato, con tutte le pesanti limitazioni di sicurezza e gestione", racconta Paolo Aielli, dal 2014 amministratore delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Pero dopo vent'anni di progetti e normative, in Italia la carta d'identità elettronica è arrivata, ma ce l'hanno solo in 300 mila.

Così, spiega La Repubblica, la sperimentazione è stata delegata ai Comuni: tempi improbabili di prenotazione, sportelli dedicati assai limitati, stampanti funzionanti a giorni alterni, prodotto scadente e inservibile. E ancora niente carta elettronica. Poi, alla fine del 2015, arriva un decreto del ministero dell'Interno che centralizza l'operazione. La carta viene prodotta in un posto solo: nello stabilimento della Zecca, a Roma.

Per ora la versione cartacea non è ancora bandita, anche se è la più contraffatta d'Europa. La carta d'identità elettronica, invece, garantisce un livello di "sicurezza 3": "certifica l'identità". La carta, dotata di pin, consentirà di accedere agli stessi servizi oggi aperti dallo Spid (livello di sicurezza 2), dal fisco all'Inps ai bonus del governo. Il governo Renzi ha stanziato per l'operazione "Cie 3.0", 65 milioni nel quinquennio 2016-2021, rinnovabili per analogo periodo. In totale, circa 130 milioni nel decennio.

Peccato che questo piccolo miracolo formato tessera sia arrivato solo a 300 mila cittadini di 199 Comuni. Se ne affiancheranno altri entro settembre fino a raggiungere quota 400 città e metà degli italiani, e entro la fine dell'anno si dovrebbe salire a 1.700 Comuni. Fine ultimo: agosto 2018 quando saranno coperti tutti e 8 mila i campanili italiani, con 10.500 postazioni attivate e 20 mila card al giorno emesse. L'obiettivo è di sostituire tutto il cartaceo entro 8-9 anni, con ritmi di 7-8 milioni di tessere all'anno.

Per averla, il cittadino deve fare domanda allo sportello comunale, lasciare l'impronta digitale e pagare 22 euro. I dati vengono trasmessi al Viminale e alla Zecca e, entro 6 giorni, la carta arriva via posta. Al momento, però, lentezze e disagi sono all'ordine del giorno: i cittadini non conoscono la nuova card e le amministrazioni non sono ancora attrezzate.

l'ultimo modello ideato funziona e può fare di tutto. La Cie, la carta d'identità elettronica, si basa su una tecnologia aperta e materiali nuovi, come il policarbonato, ha il chip, non è clonabile, contiene l'impronta digitale, può portarsi dietro anche la cartella sanitaria, risponde a standard internazionali di identificazione, può aprire i varchi in stazioni, aeroporti e stadi, rendere dura la vita ai furbetti del cartellino, semplificare l'acquisto a rate, velocizzare i trasporti su bus e metro.

La carta elettronica garantisce un livello di "sicurezza 3". "Nessun altro può farlo", spiega ancora Aielli. Lo Spid, la chiave unica di accesso digitale ai servizi pubblici anch'essa ai blocchi di partenza, è di livello 2. "Lo Spid assicura l'accesso, la Cie invece certifica l'identità". È certo però che i due grandi progetti di riforma dovranno convergere. La carta dotata di pin consentirà di accedere agli stessi servizi oggi aperti dallo Spid, dal fisco all'Inps ai bonus del governo. Anche se, avverte il ministero della Pa, "la diffusione dei dispositivi di lettura per l'autenticazione dei servizi online è presso ché nulla". Veloci, ma non troppo. 

 

 

L’istituzione di un Ministero per la coesione territoriale che significa, in pratica, il Ministero per il Mezzogiorno, può costituire, a nostro modesto avviso, una prospettiva per la prosperità del Mezzogiorno. Peraltro, ecco, come ha spiegato la migliore cultura meridionalista: oggi, più che mai, mentre la competizione avviene, in Europa tra le aree territoriali integrate, la Questione del Mezzogiorno deve essere questione nazionale che riguarda tutto il Paese il quale, non può stare, a pieno titolo, in Europa, con un terzo del suo territorio e dei suoi cittadini, che rappresenta una delle aree meno sviluppate del continente. A questo punto, va detto, senza mezzi termini, che la scelta governativa di puntare su nuove politiche di coesione può essere giusta, ma occorre, anche, fare in fretta, per cogliere le ultime opportunità che ci offre l’Unione Europea. In primis, diciamo che la spesa dei Fondi europei della programmazione 2014-2020, se spesi, senza ritardi, può davvero aiutare il Mezzogiorno a mettersi al passo con la crescita che si sta registrando, nelle regioni del Nord-Italia. Da un Rapporto Svimez sugli investimenti nel Mezzogiorno, è risultato che spendere i fondi europei, nel Sud, può creare una crescita economica dello 0,8%. In conclusione, noi diciamo, che il Ministero del Mezzogiorno è bene che accenda un faro sulle regioni, sulle città ed i paesi del Mezzogiorno, per conoscere e, contemporaneamente, risolvere, più da vicino, le difficili realtà del territorio.

Oltre 23mila presenze e decine di migliaia di incontri d’affari con rappresentanti nazionali e internazionali del settore della panificazione e ristorazione, registrando un incremento di oltre il 30% di visitatori rispetto all'edizione passata. Sono questi i numeri che hanno caratterizzato la V edizione di Levante PROF, la fiera internazionale specializzata nella filiera del grano (panificazione, pasticceria, pizzeria e pasta fresca),  gelateria,  birra,  vino, bar, ristorazione, confezionamento & hotellerie, che, organizzata da DMP Srl di Roma, si è svolta dal 12 al 15 marzo nel nuovo padiglione della Fiera del Levante di Bari.

Obiettivo della rassegna è stato quello di riunire l'intera filiera del grano, il comparto della trasformazione e lavorazione delle materie prime, del packaging e degli arredi, in un'unica location, così da offrire agli operatori specializzati concrete opportunità commerciali, sul mercato nazionale e internazionale.

Molteplici sono stati i momenti di approfondimento, tra i quali: il talent Master Pizza Champion, dedicato ai pizzaioli professionisti, il concorso internazionale di gelateria "Un gelato per tutti, un gelato gluten free!”, il seminario “Il made in Italy nei Paesi di fede islamica: opportunità e vantaggi della Certificazione Halal”, il Campionato Europeo di Pizza Senza Frontiere, laboratori di cake design e caffè, workshop di gelateria e pasticceria a cura dei Maestri della Federazione Italiana Gelatieri, e numerosi show cooking d’autore.

«La Fiera del Levante – ha commentato la Commissaria dell’Ente, Antonella Bisceglia – crede molto nelle specializzate di settore e il grande interesse che Levante PROF ha suscitato sia negli espositori che nei visitatori, come confermano l’incremento del 30% di superficie espositiva registrato in questa edizione e gli oltre 23mila visitatori, ci spinge a lavorare con impegno sempre maggiore.»

«Siamo soddisfatti - ha dichiarato Ezio Amendola, organizzatore di Levante PROF - del successo ottenuto da questa edizione di Levante PROF. Questo significa che la manifestazione continua ad essere il più importante appuntamento fieristico del Mezzogiorno sul settore dell’hotel, restaurant e catering, e offrire ai piccoli produttori di qualità l'opportunità di qualificarsi attraverso workshop e corsi di formazione e, a buyer stranieri, di confrontarsi tra piccole e grandi aziende. Arrivederci alla prossima edizione dal 10 al 13 Marzo 2019

 

Per chi vive in un piccolo comune o in una zona mal collegata con i principali centri urbani, uscire per fare shopping può essere un vero e proprio impegno. Anche per coloro che trascorrono molte ore in ufficio e trovano all’uscita da lavoro tutti i negozi chiusi riuscire a fare la spesa o acquistare altri beni diventa spesso un’attività a cui potersi dedicare esclusivamente in serata e nel fine settimana. Non stupisce che lo shopping online sia diventato un’importante alternativa agli acquisti in negozio.

La comodità di acquisto degli articoli, la rapidità di spedizione dei pacchi e la ricchezza di proposte offerte sul web rappresentano una valida soluzione per chi intende sfruttare il tempo libero in maniera produttiva. A ciò si aggiunge che online sono sempre disponibili numerosi strumenti per risparmiare sul costo degli ordini, come le offerte per la spedizione gratuita, gli sconti sui prodotti dell’outlet e codici sconto: incentivi ulteriori per portare a termine gli acquisti sul web.

Non stupisce dunque che numerosi studi abbiano rilevato che in Italia il numero di utenti che fanno shopping in rete continua ad aumentare. Sono infatti quasi 21 milioni gli italiani che nel 2016 hanno portato a termine almeno un acquisto online. Ad essere cresciuto tuttavia non è esclusivamente il numero di consumatori, ma anche la quantità di imprese online, soprattutto quelle con base al Sud.

Secondo i dati del 2016 le imprese che hanno portato la propria attività sul web con una piattaforma per la vendita online sono aumentate soprattutto in Abruzzo, dove è stata registrata una crescita del 187.8%. Seguono nella classifica Campania (142.5%), Puglia (137.9%), Calabria (117.6%) e Sicilia (106.8%), che portano così le regioni meridionali in cima alla lista delle località d’Italia che sono cresciute maggiormente in termini di nuovi e-commerce aperti.

Il Sud Italia non ha semplicemente visto un aumento dei negozi online: detiene infatti anche il primato per il numero di aziende guidate da Under 35 presenti nel mercato digitale. Dal 2011 ad oggi sono state Basilicata, Campania, Sicilia e Calabria le regioni con il più alto tasso di apertura di e-commerce da parte di imprenditori giovani in Italia.

I dati raccolti negli ultimi anni mostrano un segnale positivo che fa sperare in un florido futuro per le imprese delle regioni del Sud, spesso fanalino di coda delle classifiche riguardanti gli sviluppi positivi del mercato.

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