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A nostro modesto avviso, le Startup green del Mezzogiorno, vivono tra prospettive e difficoltà, specie per i giovani imprenditori. In primis, diciamo che l'Unione europea, sul fronte della sostenibilità, punta a mettere in campo, per l'Italia, 1.ooo miliardi di investimenti per il green. Ebbene, questa può essere un'opportunità per i giovani del Mezzogiorno che vanno via per cercare un lavoro. Nel particolare, ad esempio, secondo le previsioni della Coldiretti, in Puglia, per i prossimi 5 anni si prevede con la green economy un business da 88 miliardi, con 2 milioni di posti di lavoro. A questo punto, va detto pure, senza mezzi termini, che in seguito al Rapporto elaborato dalla Camera di Commercio di Milano è risultato che nel Salento  c'è una totale assenza di start up innovative legate ai settori  green attivi: nella consulenza agraria,nella fabbricazione e nella fornitura di energia elettrica, vapore, gas e aria. A conti fatti, il peso dei giovani non è superiore all'8,3%, un dato tra i più bassi nell'intero Mezzogiorno. In conclusione diciamo che la start up green non piace molto ad alcuni giovani del Sud. 

A nostro modesto avviso, il Sud deve dare più attenzione alle sue occasioni di sviluppo. Nel Mezzogiorno, ci sono creatività, saperi diffusi, esperienze, concretezze del territorio utili, non solo al Sud ma all'intero Paese, Italia. Ancora, nel Sud ci sono esperienze amministrative, luoghi di studio e di ricerca, strutture di produzione della cultura, aree di accoglienza turistica e qualità ambientali. Adesso, è tempo che il Sud intraprenda un'altra, nuova, diversa avventura, che senza l'entusiasmo, la passione dei giovani, non potrà intraprendere mai. Adesso  è il tempo di un pensiero capace di collocare il Mezzogiorno in una relazione dinamica e inevitabile con l'Europa e il Mediterraneo. E' perfino, il tempo di un'altra arte, un'altra letteratura, un'altra cultura nel suo senso generale e particolare. Il destino del Mezzogiorno dipende dalla sua capacità di elaborare un nuovo pensiero di sviluppo. In conclusione, diciamo che così, se fra dieci, vent'anni, un viaggiatore, o un turista, si troverà a passare dal Sud potrà trovare "giardini" fioriti di cultura, di possibilità e di occasioni di sviluppo.

Venerdì 27 settembre alle ore 11.00, in occasione dei festeggiamenti per i suoi 500 anni di attività, sarà presentato il libro “La Campana. Ricordi e pensieri a tavola nel ristorante più antico di Roma”. Alla conferenza stampa saranno presenti gli autori delle storie, l’autore della copertina e i clienti storici più affezionati, oltre alla storica Emanuela Maggi che ha lavorato alla ricostruzione storiografica del ristorante. “Nei suoi 500 anni di attività – ha commentato Paolo Trancassini, proprietario del locale - ‘La Campana’ ha avuto il piacere di ospitare tanti personaggi famosi che hanno contribuito a far conoscere la tradizione di una famiglia che ancora oggi, dopo tanti anni, si dedica con passione alla cucina.

“La Campana” è da sempre meta amata da chi va alla ricerca della tradizione e dei buoni sapori di una volta, dell’arte dell’accoglienza, dell’atmosfera familiare e riservata e del piacere di sedersi a tavola per un viaggio nel gusto delle antiche ricette della tradizione romana e non solo. E anche questo libro, è un libro d’orgoglio e tradizione e che zittisce la globalizzazione riaffermando con forza l’importanza dei prodotti Made in Italy e della tradizione culinaria italiana e, in particolar modo, di quella romana”.

A nostro modesto avviso, il Mezzogiorno va visto, come una  risorsa ineguagliabile, in termini, ad esempio, di numerose eccellenze agroalimentari che il Sud esprime e che sono un  un vero e proprio vanto del made in Italy, nel Paese, in Europa e nel mondo. Stiamo parlando di un comparto ricco di eccellenze che deve incrementare la presenza sui mercati, incontrando gli stili di vita basati sulla sensibilità e il rispetto delle risorse naturali. Ad esempio, la Puglia è luogo in cui clima, competenze, passioni e tradizioni hanno consentito lo sviluppo di un sistema agricolo diversificato e di grande rilevanza. Nel particolare, 200.000 sono le aziende agricole pugliesi che coltivato 1,3 milioni di ettari di superficie, gestendo così, circa il 70% del territorio regionale e producendo (nel 2017), beni e servizi per più di 4,5 miliardi di euro. Ancora, per la Cia Agricoltori Italiani bisogna superare, nel Mezzogiorno, in particolare, il gap delle infrastrutture  e nei servizi fare rete tra imprese agricole per essere più competitivi, investire in formazione e innovazione. In tal senso, diciamo, per dovere di cronaca, che una risposta da parte del Governo nazionale c'è stata: "Per l'agricoltura sono stati stanziati 300 milioni che saranno attivati per l'inizio del 2020".

In primis, noi diciamo che l'emergenza  climatica è un problema serio, ma che in ballo non ci sono solo scenari di devastazione ma, enormi prospettive di investimenti, a livello, ambientale.  Sono gli osservatori più attenti a candidare il Mezzogiorno come uno dei motori delle politiche green italiane ed europee, come lo definisce l'ultimo Rapporto Green Italy di Fondazione Symbola e UnionCamere. Gli orizzonti green sono totalmente invitanti e positivi che  richiedono una forte scossa istituzionale e una riscossa. Il Mezzogiorno se vuole, può mettere al centro del settennato europeo il recupero dei suoi gap infrastrutturali e nella logistica, politiche di difesa dei territori, dai fenomeni naturali più estremi, progettare possibili ri-localizzazioni e arretramenti verso l'interno di colture agricole ed aree portuali e industriali e turistiche, costiere a rischio desertificazione e rialzo del livello del mare, l'adattamento delle città, ai cambiamenti climatici epocali. Ancora, i dati dei Rapporti Svimez indicano che tante imprese del Mezzogiorno sanno innovare e che potrebbero trainare l'intero sistema produttivo nazionale verso leadership europea nelle performance ambientali, affiancate a comparti come l'aerospazio, l'agroalimentare, l'abbigliamento. In conclusione, noi diciamo che il Mezzogiorno con un  Piano di misure green, ovvero, con "investimenti verdi"potrebbe essere, un trampolino di lancio, per l'intero Paese Italia.    

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