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Mercoledì, 26 Gennaio 2022

Salgono ad oltre 300mila i chili la frutta di verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100% pugliesi, di alta qualità e a chilometri zero in dono dagli agricoltori di Campagna Amica ai più bisognosi durante la crisi generata dalla pandemia Covid. E’ il bilancio reso noto da Coldiretti Puglia, che con la diffusione della variante Omicron del Covid, continua a portare avanti l’iniziativa di solidarietà la “spesa sospesa” nel mercati di Campagna Amica della Puglia  per contribuire concretamente a combattere la fame.

“Un’iniziativa di solidarietà importante alla quale stanno collaborando tanti giovani agricoltori per garantire cibo di qualità e a Km zero sulle tavole di tutti, in modo particolare a coloro che hanno visto cambiare radicalmente la propria condizione a causa della pandemia”, afferma Benedetta Liberace, leader di Coldiretti Giovani Impresa della Puglia.

I consumatori hanno la possibilità di fare una donazione libera grazie alla quale acquistare prodotti a favore dei più bisognosi, sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso si tratta di frutta, verdura, formaggi, salumi e ogni tipo di genere alimentare Made in Italy, di qualità e a km zero tra quelli proposti dagli agricoltori di Campagna Amica.

“Con questa iniziativa abbiamo voluto dare un segno tangibile della solidarietà degli agricoltori verso le fasce più deboli della popolazione più colpite dalle difficoltà economiche. La spesa raccolta viene poi consegnata agli enti caritativi e ai servizi sociali dei Comuni”, conclude Liberace. Coldiretti ha reso strutturali le iniziative di solidarietà, un segno tangibile della filiera agroalimentare verso le fasce deboli della popolazione più colpite dalle difficoltà economiche.

L’agenzia campana di Maria Chiara Petrone è stata selezionata  come “eccellenza” dell’anno 2022 nella categoria Consulenza & Leadership.

MCP CONSULTING AND MANAGEMENT agenzia campana, é stata selezionata come finalista della XII edizione annuale dei le fonti Awards, una delle più importanti community focalizzate sul business (imprenditori,manager,professionisti) che valorizza brand,a livello aziendale e personale e che conta oggi circa 10,5 milioni di persone.

Il premio verrà assegnato il prossimo 10 marzo 2022, a Palazzo Mezzanotte Milano sede Borsa Italia, tramite una cerimonia trasmessa in diretta streaming sulle fonti Tv, la prima televisione econômico-finanziaria italiana. “ da circa 10 anni di attività - conclude Petrone - il percorso della MCP CONSULTING AND MANAGEMENT é stato in crescita. Il settore in cui operiamo é sempre in continuo cambiamento e questo ci permette di avere sempre nuovi stimoli. Attendiamo l'esito del concorso, anche se è già un grande onore rientrare tra i finalisti sia come agenzia all'avanguardia che come managing director”.  

Dopo una lunga fase di analisi da parte della redazione, centro studi e supporto del comitato scientifico, l’agenzia campana di Maria Chiara Petrone é stata segnalata come giovane  eccellenza in forte crescita, in particolare un punto di riferimento all'avanguardia nel settore della consulenza strategica. In grado di puntare su innovazione,personal branding e qualità caratteristiche che hanno permesso a Maria Chiara Petrone di concorrere per la candidatura MD ( managing Director) dell’anno nella categoria consulenza & Leadership.

“Per noi é un grande traguardo essere stati individuati e selezionati da una realtà così importante e autorevole come quella De Le fonti, ha commentato Maria Chiara Petrone titolare della MCP CONSULTING AND MANAGEMENT - non è facile immaginare in un momento di grande crisi e forte incertezza economica e sociale ricevere un premio per il proprio lavoro. Questo è un ulteriore incentivo che ci spinge a fare del nostro meglio per garantire al mondo del business e della consulenza strategica un apporto sempre più innovativo e al passo con i tempi volto alla transizione digitale e alla next generation Eu.









Per effetto della legge di bilancio 2021 (l. n. 178 del 30.12.’20), il regime fiscale delle locazioni brevi, a valere dal periodo d’imposta relativo all’anno 2021, viene riconosciuto solo in caso di destinazione a tale tipo di locazione di non più di 4 appartamenti per ciascun periodo d’imposta. Negli altri casi, l’attività di locazione si presume svolta in forma imprenditoriale ai sensi dell’art. 2082 cod. civ. (art. 1, comma 595). Segnaliamo come la qualificazione di attività di impresa non possa che essere una presunzione relativa e non assoluta (presupponendo la qualifica di imprenditore di cui al citato art. 2082 cod. civ. l’esercizio professionale di una attività economica organizzata, ciò che non è, necessariamente, la locazione stagionale di cinque appartamenti). Vengono, dunque, in esame le conseguenze di tale previsione in capo ai locatori che si trovino coinvolti in questo nuovo regime fiscale. Così viene evidenziato, con riguardo all’applicazione dell’Iva, che, ancorché la norma non ne faccia cenno, deriva, da quanto precede, l’obbligo di apertura della partita; circostanza che comporta l’iscrizione nel Registro delle imprese e la conseguente iscrizione all’Inps ove il proprietario-locatore non risulti titolare di altra posizione previdenziale. Sempre in tema, viene osservato, poi, come l’attività di locazione sia – in linea generale – esente da Iva, in base all’art. 10, punto 8, d.p.r. n. 633/’72, e, altresì, come sia conveniente, per il locatore, esercitare l’opzione di cui al successivo art. 36-bis del predetto d.p.r. n. 633/’72 in ordine alla dispensa dagli adempimenti, giacché ciò comporterebbe l’esonero, sostanzialmente, dall’obbligo di fatturazione, registrazione e quindi di dichiarazione (trattandosi di sole operazioni esenti). Sotto il diverso profilo delle imposte dirette, viene precisato, invece, come la classificazione nell’ambito dell’attività di impresa abbia come conseguenza che i proventi della locazione non possano rientrare nei redditi fondiari (tant’è che la nuova normativa esclude espressamente la applicazione della cedolare secca); rientrano, quindi, nel reddito di impresa, ciò che comporta la tenuta della contabilità semplificata. Inoltre, viene rilevato come il reddito debba essere determinato ai sensi dell’art. 90 del Tuir (d.p.r. 917/’86): si assumerà il canone di locazione risultante dal contratto e potranno essere dedotte le spese di manutenzione ordinaria fino al limite del 15% del canone; se il risultato risulterà inferiore alla rendita catastale rivalutata del 5%, si dichiarerà quest’ultima. Altri costi e spese non saranno deducibili.

@SforzaFogliani

Al giorno d'oggi le automobili rappresentano una parte fondamentale e di notevole rilevanza nella vita di tutti i giorni.

Non a caso rappresentano il mezzo di trasporto più amato in assoluto, scelto dal 52% della popolazione, in grado di donare indipendenza e autosufficienza come nessun altro mezzo di trasporto riesce a fare.

Nonostante l'utilizzo sempre maggiore delle vetture da parte della stragrande maggioranza della popolazione, e tutti vantaggi che ne derivano, l'auto rappresenta ancora una delle spese più ingenti a cui si deve andare incontro, e alla quale non si può fare a meno, senza contare tutte le spese derivanti dalla manutenzione ordinaria e straordinaria del veicolo, dall'assicurazione e dal carburante.

Nel corso degli anni, oltre al classico metodo di comprare l'auto in forma diretta si sono sviluppate diverse alternative d'acquisto, tali da potersi adattare al meglio alle esigenze di ogni automobilista e alla sua condizione.

Una di queste alternative d'acquisto, nonché quella che negli ultimi anni sta riscontrando il maggiore successo agli occhi degli automobilisti, è quella del noleggio. Quando si noleggia un’auto, in genere il consumatore opta per i marchi più iconici e molto spesso tedeschi, come ad esempio il noleggio lungo termine Audi. Ma andiamo a vedere nel dettaglio di cosa si tratta e perché questo metodo di acquisto sta riscontrando così tanto successo.

Noleggio auto a lungo termine: cos'è e a chi si rivolge

Come detto in precedenza, il noleggio auto a lungo termine si sta rivelando un vero trend che coinvolge l'intero panorama dell'automotive, rappresentando a oggi uno dei metodi di acquisto di veicoli più utilizzati in assoluto, diventando un servizio proposto all'acquirente anche direttamente dalla casa madre automobilistica.

Se fino a pochi anni fa si trattava di una soluzione di acquisto riservata solo ed esclusivamente alle aziende o ai possessori di Partita IVA, oggi questa opzione si è estesa anche agli acquirenti privati. Infatti, questa tipologia prevede il noleggio di un'auto per un periodo di tempo che va da 24 a 48 mesi, con il pagamento di una rata mensile fissa che, però, non include solo il costo dell'auto, bensì anche tutte le spese correlate alla vettura, come ad esempio l'assicurazione, i cambi gomme ed i tagliandi.

Questo significa che una volta noleggiata una vettura, e pagando mensilmente la rata fissa prevista dal contratto, non ci si dovrà più preoccupare di nessuna spesa, se non quella del carburante. Al termine dei 24 o 48 mesi previsti dal contratto, a contrario del leasing, non ci sarà la possibilità di riscattare la vettura, bensì si dovrà sottoscrivere un altro contratto di noleggio a lungo termine, con la possibilità di cambiare vettura. Ovviamente la rata mensile è molto influenzata dal tipo e dal modello della macchina che si andrà a scegliere.

Il successo di questa formula d’acquisto

L'acquisto di vetture con un contratto di noleggio a lungo termine si sta rivelando una delle formule maggiormente utilizzate e amate dagli automobilisti italiani, con dati provenienti da ANIASA, ovvero l’Associazione per i servizi legati alla mobilità all’interno di Confindustria, che evidenziano una crescita del 19,3% solo nel 2021, cifra su cui si prevede un notevole rialzo lungo tutto il 2022.

 

 

La pandemia ha aumentato la dimensione della popolazione globale online, dell'economia online e il tempo speso online pro capite, un trend di crescita per l'industria globale della VR del 54% tra il 2020 e il 2024.

Con l'esplosione di nuove tecnologie, l'industria specifica legata al metaverso potrebbe enormemente svilupparsi nei prossimi 5-10 anni.

Accelerazione della maturità tecnologica, avanzamento dell’“ecologia digitale”, e integrazione tra mondo reale e virtuale sono alla base dell'ascesa del concetto di metaverso.

Il metaverso fa affidamento su tecnologie immersive guidate da realtà estesa per integrarsi con edge, cloud, avatar e interattività dell'utente, intelligenza artificiale e computer Vision per la comprensione della scena tra realtà’ mista e il metaverso, e la creazione di digital twin su scala.

Il metaverso è progettato per essere un intreccio completo del virtuale e del reale. Tutto ciò che è nel mondo reale può riflettersi nel suo universo, mentre taluni suoi ambienti virtuali possono anche non avere una corrispondenza nel mondo fisico. E' un secondo spazio per l'esistenza umana che può fornire una nuova vita in un'altra dimensione, dando origine a una nuova socialità con una seconda identità, relazioni sociali a due livelli e uno stile di vita idealizzato.

L'insieme dei mondi virtuali, dove gli utenti umani creano nuovi sistemi economici e sociali, sono costitutivi di un meta cyberspazio all'interno del quale vi saranno nuovi mercati di valuta, capitale, e materie prime, nonché culture, norme, regolamenti e altri fattori sociali. Il cyberspazio cosi’ come lo conosciamo ora e’ destinato a diventare marginale (comunque non considerato da #millenials e #generazionez) nei prossimi 5-8 anni.

Nel paper di Fabio Vanorio vengono esaminate implicazioni di sicurezza nazionale in termini di terrorismo e di vulnerabilità sistemiche.

Il fatto di essere completamente chiuso nella virtualità' non significa che il metaverso non debba essere considerato inoffensivo. Ciò che accade in “quei” mondi, potendo essere anche non gemellato con l’esterno apre a creatività inimmaginabili che potrebbero diventare ancor più ampie nel momento in cui ci si trovasse a fronteggiare macchine che auto-apprendono e ragionano autonomamente.

I problemi e le sfide che il metaverso pone saranno alla base della politica internazionale del “nuovo ordine mondiale digitale” richiedendo un salto paradigmatico nella conoscenza e nelle modalità di attuazione delle policy in un contesto di cooperazione e comunicazione per guidare lo sviluppo di questo campo emergente in una direzione sana e ordinata.

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