Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Sabato, 26 Settembre 2020

Grande successo per la mo…

Set 11, 2020 Hits:535 Crotone

Ad Amadeus il "Premi…

Ago 27, 2020 Hits:1260 Crotone

Le colonne d'oro di Miche…

Ago 04, 2020 Hits:1995 Crotone

Centro storico ripulito d…

Ago 03, 2020 Hits:1526 Crotone

Nuovo look per Isola Capo…

Lug 21, 2020 Hits:1505 Crotone

Michele Affidato firma i …

Lug 16, 2020 Hits:1473 Crotone

Cerrelli: Crotone campo p…

Lug 07, 2020 Hits:1748 Crotone

Dal 25 luglio 2020 al 10 gennaio 2021 le sale espositive del Museo di Roma a Palazzo Braschi si trasformeranno in un ambiente magico e ricco di sorprese in occasione della mostra Per Gioco. La collezione dei giocattoli antichi della Sovrintendenza Capitolina, inizialmente programmata a partire dal 29 aprile 2020 e sospesa a causa dell'emergenza sanitaria. Oltre 700 esemplari di giocattoli antichi appartenenti alla Collezione capitolina animeranno infatti 22 sale al primo piano del museo, accompagnando i visitatori attraverso un percorso espositivo suddiviso per aree tematiche.

La mostra – che fa parte di Romarama, il programma culturale di Roma Capitale - è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l'organizzazione di Zètema Progetto Cultura, la cura di Emanuela Lancianese, il progetto di allestimento e scenografia di Enzo Pinci, gli effetti sonori e multimediali del video artista, designer e musicista Francesco Arcuri.

Gli esemplari esposti sono principalmente riferibili agli anni compresi tra il 1860 e il 1930, la cosiddetta “età d’oro” del giocattolo. A questi si aggiungono la casa di bambole della Regina di Svezia, di fine ‘600, e i giocattoli più antichi della collezione: due bambole di epoca pre-incaica del XIV- XV secolo, di cui una che raffigura una madre con il figlio in braccio.

I sei nuclei tematici in cui si articola il percorso espositivo - la città e la campagna, giochi di strada e di cielo, il bambino in movimento, la famiglia, il lavoro, il viaggio - comprendono tipologie differenti di oggetti ludici: aerei e navi, castelli, edifici rurali, automobili, treni, case di bambola, bambole, lanterne magiche, oggetti del circo e del luna park, quadri, libri, giochi di strada, oggetti di trasporto per bambini e giochi di movimento (slittini, monopattini, bici, carrozzine, cavalli a dondolo), giochi didattici sul lavoro artigianale (filande, cucine in ghisa, caldaie e vapore).

Lungo le 22 sale espositive del primo piano del museo, le macchine gioiose - sorta di “Wunderkammer” per bambini e adulti che accolgono giocattoli reali ma anche virtuali – si alterneranno a percorsi labirintici che consentiranno una visione “ravvicinata” e dinamica dei giocattoli esposti.

La prima sezione è dedicata al tema della famiglia, di cui fanno parte 79 bambole disposte in un ideale giardino e 15 case di bambola, con un’installazione site specific per “la casa di bambola regale” appartenuta alla Regina di Svezia. Una delle case esposte, alta quattro piani - costruita artigianalmente nel 1914 da John Carlsen, fratello della piccola proprietaria - possiede ancora un ascensore funzionante realizzato con parti di meccanismi di orologi.

Procedendo, si potranno ammirare giochi di ambito urbano e rurale, con circa 70 edifici, castelli e ponti, botteghe, un faro, case e poi stalle, fattorie e animali. Sarà poi la volta di aeroplani e navi, con un aliante e un grande aquilone, e dei giochi da strada, con trottole, corde, fionde, palle, tiro a segno, pattini a rotelle.

Seguono circa 60 pezzi collegati al tema del lavoro, con giochi ispirati alle varie attività economiche dell’epoca pre-industriale o degli albori della civiltà industriale. Sono filande, telai, motori elettrici, cucine, giochi di costruzioni e meccani, che nel passato avevano la funzione di sviluppare nei bambini competenze artigianali, artistiche e domestiche.

Il percorso continua con una selezione di 60 automobiline, tra cui le automobili tedesche in miniatura degli anni ’30, e un’installazione con piccoli automi, giochi di strada e carri in miniatura trainati dai cavalli. Non mancano le macchine a vapore, piccole caldaie e trenini, alcune lanterne magiche, giochi di visione, con una quarantina di oggetti legati al divertimento, tra i quali elementi del circo - clown giocolieri, circo itinerante con automi - e del luna park (gioco del calcio, galoppatoio, mutoscopi ovvero giochi legati alla visione del pre-cinema) e tre carillon.

Affascinante anche la biblioteca dei ragazzi con 84 libri della collezione selezionati tra libri pop-up, libri “parlanti” e favole. Nell’ultima sala, un video di animazione di circa sette minuti presenterà una storia ispirata agli oggetti della collezione: in un mondo in miniatura prendono vita i giocattoli colti in dettagli anche minimi, sullo sfondo della città immersa nelle sue attività quotidiane. Il video è stato realizzato dall’artista Francesco Arcuri - video maker curatore di tutti i percorsi visivi della mostra –con due tecniche di animazione: stop motion e animazione digitale 2D.L'intero allestimento è corredato da pannelli esplicativi sul significato del gioco, sulla storia della collezione, con informazioni più dettagliate sui pezzi di maggior valore.

 In occasione della mostra tutti i giocattoli sono stati sottoposti ad accurati interventi di manutenzione e restauro, ad opera della Sovrintendenza capitolina con la collaborazione di Zètema Progetto Cultura e dello specialista Cataldino Saracino.

La mostra è accompagnata da un breve catalogo dal titolo “Per gioco. Guida alla collezione dei giocattoli antichi della Sovrintendenza Capitolina” a cura di Emanuela Lancianese e di Amarilli Marcovecchio, con un saggio introduttivo di Filippo Tuena.

Intanto, venerdì 24 luglio è stato approvato dal Socio Unico Roma Capitale il Bilancio 2019 di Zètema Progetto Cultura srl che evidenzia un utile di esercizio di € 41.564. I ricavi complessivi sono stati di poco inferiori a € 54 milioni, il costo del personale di € 30 milioni circa con un Margine operativo lordo di € 1,8 milioni.

 “Nel corso del triennio – ha dichiarato il dr. Remo Tagliacozzo – si è operato, da un lato, per dare continuità alle consolidate attività di Zètema svolte nell'ambito dei Contratti di affidamento di servizi nei settori della Cultura e del Turismo e delle Istituzioni Biblioteche e, dall'altro, si sono introdotte importanti innovazioni nell'organizzazione aziendale attraverso una politica di change volta ad incrementare la produttività e la qualità dei servizi erogati in ottica di raggiungimento dei quattro obiettivi strategici: Benessere della Persona, Orientamento al Cliente, Innovazione e Sostenibilità”.

“In questi tre anni – ha aggiunto Tagliacozzo – si sono mantenuti gli equilibri economico-finanziari, frutto di durature politiche di contenimento delle spese e di raggiungimento di elevati standard di livelli qualitativi dei servizi erogati, tali da assicurare i volumi di fatturato programmati. Inoltre si è investito per dare visibilità agli asset intangibili – elementi immateriali chiave di ogni Impresa, che raccontano la storia di successi fatta di persone, relazioni, connessioni con Istituzioni, cittadini, turisti e qualsiasi altro ‘portatore di interesse’ – che dal prossimo anno saranno oggetto del bilancio integrato”.

“Il costante e costruttivo confronto sia esterno, con tutte le strutture di Roma Capitale coinvolte nei Contratti di servizio anch'esso profondamente rivisitato nella struttura in ottica industriale, che interno, tra tutte le Aree e Settori dell'Organizzazione per mettere a fattore comune competenze ed esperienze, – ha inoltre sottolineato l'amministratore unico – rendono Zètema una realtà positiva ed efficace per la realizzazione delle strategie del Socio-Committente Roma Capitale. Un’Azienda, in sintesi, che genera valore per la comunità tutta”.

“La solidità economico-patrimoniale, la rinnovata struttura organizzativa ed il ruolo confermato da Roma Capitale di elemento strategico per la realizzazione delle politiche capitoline – ha concluso Tagliacozzo – sono le premesse necessarie per dare tempestive ed efficaci risposte al periodo di difficile crisi con il quale si è aperto il triennio 2020-2022”.

 

Alle 10.30, presso i Giardini della Sinagoga di Roma, si è svolta una cerimonia che ha avuto come contenuto la ricerca dei beni artistici e storici sottratti dai nazisti alla Comunità Ebraica di Roma. Sono intervenuti il Sottosegretario del MiBACT Anna Laura Orrico, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri e il Rabbino capo romano Riccardo Di Segni. 

L’evento ha visto la firma di un Protocollo d’intesa fra la Comunità e i Carabinieri della Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), sottoscritto dalla Presidente Ruth Dureghello e dal Comandante del TPC Roberto Riccardi. Sono stati poi restituiti 19 volumi di argomento ebraico a cura dei Carabinieri e della responsabile della Direzione Generale Archivi del MiBACT, Anna Maria Buzzi. Erano stati ritrovati e catalogati presso l’Archivio di Rodolfo Siviero, l’agente segreto italiano impegnato a difendere il patrimonio culturale nazionale nel corso della Seconda guerra mondiale. 

È stato infine annunciato il Gruppo di lavoro costituito in seno al Comitato per il recupero e la restituzione dei beni culturali del MIBACT, dedicato allo stesso lavoro. Fra gli interventi della cerimonia, anche quello della Presidente della Fondazione Museo Ebraico di Roma, Alessandra Di Castro. Dopo l’8 settembre la Biblioteca della Comunità Ebraica era stata spogliata di 7.005 volumi, che racchiudevano un’importante documentazione sulla storia e l’identità di quel popolo. Il Protocollo d’Intesa fra i Carabinieri e la Comunità, valido per tre anni e rinnovabile, prevede un’incisiva e sinergica azione di ricerca.  

Sabato 22 Febbraio, ore 10:00, all’interno della Sala Stampa del Centro di Preparazione Paralimpica” di Via delle Tre Fontane 27 a Roma, si svolgerà la presentazione del volume “Ascolta il Pallone – scritto da Stefano Trippetta - Edito da: Pedrazzi Editore – 2019.

L’evento prevede i saluti di benvenuto di Fabio Pedrazzi, fondatore della PlaceBook
Publishing - Pedrazzi Editore e moderatore dell’incontro. A seguire l’intervento dello scrittore Stefano Trippetta che coinvolgerà la presenza di S.A.R. Il Principe EMANUELE FILIBERTO di Savoia, autore della prefazione dello stesso volume e primo Sostenitore di “ ASCOLTA IL PALLONE ”, definita un’iniziativa da sostenere e scoprire.

Come dice l’aforisma riportato nella sua presentazione “L’arte del saper vivere consiste nell’aver gli occhi di chi ne ha passate tante e il sorriso di chi le ha superate tutte”, è proprio il sorriso di queste persone che colpisce. L’autore,con questo libro, pone l’attenzione SUL MONDO DEL CALCIO DEI NON VEDENTI. Uno spaccato di chi sono e di come vivono questa bellissima avventura. Scritto con stile semplice e diretto, Stefano Trippetta ci porta negli spogliatoi dei campetti di calcio di Blind Football, dove si suda, si gioca, ci s’impegna e si calcia un pallone. Un pallone che ha il rumore della rivincita. La vicinanza del campo di calcio e la presenza degli atleti appartenenti alla A.S.D.D. ROMA 2000, potrà offrire occasione per condividere la realtà sportiva Paraolimpica.

Dopo l'approvazione alla fiducia sul dl Intercettazioni, si avvicina il via libera alla nuova pratica investigativa con l’utilizzo dei "captatori informatici": i cosiddetti trojan. Secondo il Quotidiano il Giornale Il loro impiego è previsto dal decreto legge 216 del 2019, approvato oggi al Senato e ora in viaggio verso Montecitorio per l’ok definitivo in vista dell'entrata in vigore di maggio. Nella recente guerra contro il premier Conte, Renzi si era detto contrario aizzando i litigi nella maggioranza. Ma poi ha ceduto il passo, dando mandato ai suoi di votare la fiducia ma senza presentarsi personalmente in Aula.

E proprio nelle ultime ore, in cui si è molto parlato della tenuta del governo e di un possibile allontanamento di Matteo Renzi dalla maggioranza, sono state segnalate diverse turbolenze proprio sul decreto che ha ricevuto l'ok in mattinata. L'ex presidente del Senato, Pietro Grasso, di Leu, aveva presentato un emendamento che avrebbe allargato le maglie dell'uso delle intercettazione. Renzi, su questo, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, aveva commentato: "Non sono io che vado contromano, sono gli altri che hanno cambiato direzione. Noi ci siamo accodati alla maggioranza per tante questioni, non avrei mai votato il decreto sulle intercettazioni, ma lo facciamo per carità di patria".

La settimana scorsa, la nuova formazione dell'ex premier, aveva votato con le opposizioni l'emendamento di Enrico Costa di Forza Italia per abolire la riforma della prescrizione, voluta dal ministro della Giustizia, Alfondo Bonafede. In quella circostanza, una soluzione era stata trovata soltanto dopo una giornata di scontri e di incontri. Ma su questo punto, Renzi non intende indietreggiare e, in caso di mancato accordo sulla prescrizione, la mozione di sfiducia nei confronti del Guardasigilli potrebbe essere inevitabile.

Tra i voti favorevoli alla fiducia, che si sono contati questa mattina, oltre a quelli dei senatori del Partito democratico, del Movimento 5 Stelle, di Liberi e Uguali e di Italia viva, hanno detto sì anche gli ex pentastellati Maurizio Buccarella, Saverio De Bonis e Gregorio De Falco. Risultati favorevoli anche le senatrici a vita Liliana Segre ed Elena Cattaneo. Ha, invece, votato no Emma Bonino.

Come scrive il Giornale l’uso dei trojan era già stato normato dalla riforma Orlando del 2017 e il decreto firmato dal ministro Bonafede non ha fatto altro che ampliare il campo di applicazione sulla scia della legge "Spazza Corrotti". Oltre ai già previsti reati per mafia e terrorismo, la legge prevede l'utilizzo dei trojan anche per i crimini dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione. Inoltre, è saltato pure un altro confine: quello che prevedeva la sospensione delle captazioni quando l'indagato si trovava nel privato dell'abitazione (a meno che in quel preciso istante non si stesse consumando un reato). Ora tutto è ascoltabile, pure in camera da letto.

I punti critici sono diversi, evidenziati - come rivelato dal Giornale - anche dagli esperti ascoltati dalla Commissione giustizia del Senato nel corso della audizioni. Molti dei rischi riguardano la privacy: il timore infatti è che lo strumento possa trasformarsi in una "rete a strascico" in grado - sfruttando le evidenti lacune della normativa - di andare ben oltre il campo di applicazione. Perché una cosa è intercettare le chiamate di un indagato, cosa diversa è scandagliarne tutta la vita o quella di chi lo incontra.

Molte delle ombre sono tecniche. Secondo il Giornale la legge non indica "come" il trojan debba essere inserito nei cellulari, né impedisce esplicitamente l'uso di server cloud posizionati all'estero. Inoltre il malwere - oltre ad attivare il microfono - è in grado anche di accedere alla telecamera, alle mail, a quello che appare sullo schermo, agli sms. Insomma: nessun segreto. E non è nemmeno da escludere che possa "caricare" materiali "ad hoc" nel dispositivo infettato, magari immettendo immagini compromettenti per l'indagato. Manomettere un dispositivo significherebbe commettere un reato, certo. Ma dimostrarlo è complicato e comunque avverrebbe a danno ormai fatto. C'è da tenere conto, infatti, che le intercettazioni saranno affidate a imprese private: chi le controllerà? Mistero. Senza contare che le stesse società sono scettiche sulla possibilità di inviare i file con le registrazioni garantendone la totale "autenticità" e "segretezza". E nessuno sa se alla fine delle operazioni dovranno cancellare o meno i file dai loro server.

Un altro capitolo riguarda la validità delle intercettazioni anche per reati diversi da quelli per cui si sta indagando. La legge Orlando scrive il Giornale aveva imposto una "drastica limitazione" ai magistrati mentre la Cassazione ne ha invece permesso l'uso in caso di "reati connessi". Esempio: sto indagando per corruzione e scopro che il soggetto potrebbe aver evaso le tasse. La registrazione è utilizzabile, ma cosa succede se capisco che ha commesso un crimine non "connesso" al filone originario? Col nuovo decreto, i nastri saranno sempre validi se il "nuovo" reato rientra tra quelli per cui è previsto il trojan. Affilando così le armi di chi indaga.

Il captatore - va detto - è già stato utilizzato dalle procure in passato, come nel caso dello scandalo Palamara al Csm, ma ora cambieranno le carte in tavola. Secondo il Giornale e conversazioni (con i verbali e gli atti) saranno conservate in un "archivio digitale" in procura sotto il controllo del procuratore e sarà il pm (e non più la polizia giudiziaria) a decidere quali conversazioni sono "rilevanti" e quali no (che però a quel punto non saranno coperte da segreto). Dal lato della difesa, invece, i legali avranno più spazio di manovra visto che potrano "esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni" ed estrarne copia. Una magra consolazione, mentre all'orizzonte si staglia il Grande Fratello di Stato.

 

 

 

 

Nella bellissima sede della Stampa Estera di Roma è stato presentato un originale progetto PicenWorldMuseum in presenza dell’Assessora al Turismo, Smart City e Pubblica Istruzione del Comune di Ascoli Piceno-Monica Acciarri, Luigi Contisciani presidente Bim Tronto, Alessandro Naso, docente di Archeologia dell'Università Federico II di Napoli e consulente scientifico del progetto e Fabio Alessandrelli presidente di Opera Cooperativa Sociale Onlus.
Il Piceno è stato il territorio maggiormente colpito dal terremoto del 2016. La Fondazione Carisap con il Masterplan Terremoto ha inteso dare una spinta per la rinascita delle popolazioni colpite contribuendo a progetti che dessero visibilità e nuova economia al Piceno con nuovi flussi turistici per far scoprire la bellezza dei nostri luoghi. Uno dei progetti che ha ricevuto il contributo dalla Fondazione Carisap è anche “PicenWorld Museum” che intende contribuire alla crescita dell'economia legata al turismo culturale nei territori colpiti dal sisma e, in modo più ampio, in un bacino che va da Giulianova, in Abruzzo, all'intera regione Marche: era questo il territorio nel quale viveva il Popolo dei Piceni a partire dal X secolo avanti Cristo fino alla sottomissione a Roma.
PicenWorld Museum è un museo virtuale sul Popolo dei Piceni. Situato all'interno di un edificio del centro storico di Ascoli Piceno, grazie a tre percorsi: realtà virtuale full immersion, realtà aumentata e olografia, sarà consentita al visitatore la cosiddetta esperienza di museo attivo. I turisti potranno cioè passarsi di mano in mano gli oggetti piceni recuperati nelle necropoli e resi modelli virtuali, potendone però avere il tatto. Altri oggetti scaturiranno grazie ad un'app che, scaricata sui propri smartphone, consentirà di vedere contenuti di vario genere sul Popolo dei Piceni a seconda degli oggetti che si incontreranno in un apposito percorso.
Sarà il generale piceno Vidacilio a creare una nuova immagine dei nostri territori nel mondo, così come fecero a loro volta Marco Polo per Venezia e Padre Matteo Ricci per Macerata in Cina.
E' un progetto che di fatto mira alla realizzazione e rafforzamento del Brand Piceno insieme a Mete Picene creando una prospettiva di visibilità nel mondo per questi territori che, di fatto, non compaiono nelle statistiche delle regioni visitate in Italia dai flussi turistici internazionali. Sarà utilizzata una comunicazione originale tramite una piattaforma di crowdfunding internazionale nella quale il progetto PicenWorld Museum sarà illustrato. E per favorire il sostegno dei donatori a rendere PicenWorld Museum più solido e grande si potranno avere vantaggi di grande fascino culturale: Fibule picene in ambra e bronzo fatte esclusivamente a mano come facevano i Piceni nell'VIII secolo avanti Cristo.

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI