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Domenica, 22 Aprile 2018

Torna a vivere la storia del Foro di Cesare e di Augusto con “Viaggi nell’antica Roma”, gli straordinari spettacoli che hanno già affascinato oltre 520 mila persone. I due progetti, a cui sarà possibile assistere ogni sera fino all’11 novembre 2018, sono promossi da Roma Capitale,Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotti da Zètema Progetto Cultura. L’ideazione e la cura sono diPiero Angela e Paco Lanciano con la storica collaborazione di Gaetano Capasso e con la Direzione Scientifica della Sovrintendenza Capitolina.

Il progetto “Viaggi nell’antica Roma” racconta il Foro di Augusto e il Foro di Cesare partendo da pietre, frammenti e colonne presenti, con l’uso di tecnologie all’avanguardia. Gli spettatori sono accompagnati dalla voce di Piero Angela e da magnifici filmati e proiezioni che ricostruiscono quei luoghi così come si presentavano nell’antica Roma: una rappresentazione emozionante e allo stesso tempo ricca di informazioni dal grande rigore storico e scientifico.

Le modalità di accesso ai due spettacoli sono differenti. Per il “Foro di Augusto” sono previste tre repliche secondo il calendario pubblicato (durata 40 minuti) mentre per il “Foro di Cesare” è possibile accedere ogni 20 minuti secondo il calendario pubblicato (percorso itinerante in quattro tappe, per la durata complessiva di circa 50 minuti, inclusi i tempi di spostamento).

Lo spettacolo all’interno del Foro di Cesare è itinerante. Si accede dalla scala accanto alla Colonna Traiana e si attraversa il Foro di Traiano su una passerella realizzata appositamente. Attraverso la galleria sotterranea dei Fori Imperiali si raggiunge il Foro di Cesare e si prosegue così fino alla Curia Romana.

Il racconto di Piero Angela, accompagnato da ricostruzioni e filmati, parte dalla storia degli scavi realizzati per la costruzione di via dei Fori Imperiali, quando un esercito di 1500 muratori, manovali e operai fu mobilitato per un’operazione senza precedenti: radere al suolo un intero quartiere e scavare in profondità tutta l’area per raggiungere il livello dell’antica Roma. 

Quindi si entra nel vivo della storia partendo dai resti del maestoso Tempio di Venere, voluto da Giulio Cesare dopo la sua vittoria su Pompeo e si può rivivere l’emozione della vita del tempo a Roma, quando funzionari, plebei, militari, matrone, consoli e senatori passeggiavano sotto i portici del Foro. Tra i colonnati rimasti riappaiono le taberne del tempo, cioè gli uffici e i negozi del Foro e, tra questi, il negozio di un nummulario, una sorta di ufficio cambio del tempo. All’epoca c’era anche una grande toilette pubblica di cui sono rimasti curiosi resti. 

Per realizzare il suo Foro, Giulio Cesare dovette espropriare e demolire un intero quartiere e il costo complessivo fu di 100 milioni di aurei, l’equivalente di almeno 300 milioni di euro. Accanto al Foro fece costruire la Curia, la nuova sede del Senato romano, un edificio che ancora esiste e che, attraverso una ricostruzione virtuale, è possibile rivedere come appariva all’epoca.

In quegli anni, mentre la potenza di Roma cresceva a dismisura, il Senato si era molto indebolito e fu proprio in questa situazione di crisi interna che Cesare riuscì a ottenere poteri eccezionali e perpetui. Grazie al racconto di Piero Angela si potrà conoscere più da vicino quest’uomo intelligente e ambizioso, idolatrato da alcuni, odiato e temuto da altri.

Il racconto del Foro di Augusto parte dai marmi ancora visibili nel Foro e, attraverso una multiproiezione di luci, immagini, filmati e animazioni, il racconto di Piero Angela si sofferma sulla figura di Augusto, la cui gigantesca statua, alta ben 12 metri, era custodita accanto al tempio dedicato a Marte Ultore. Con Augusto, Roma ha inaugurato un nuovo periodo della sua storia: l’età imperiale è stata, infatti, quella della grande ascesa che, nel giro di un secolo, ha portato Roma a regnare su un impero esteso dall’attuale Inghilterra ai confini con l’attuale Iraq, comprendendo gran parte dell’Europa, del Medio Oriente e tutto il Nord Africa. 

 

Queste conquiste portarono l’espansione non solo di un impero, ma anche di una grande civiltà fatta di cultura, tecnologia, regole giuridiche, arte. In tutte le zone dell’Impero ancora oggi sono rimaste le tracce di quel passato, con anfiteatri, terme, biblioteche, templi, strade.

 

Dopo Augusto, del resto, molti altri imperatori lasciarono la loro traccia nei Fori Imperiali costruendo il proprio Foro. Roma a quel tempo contava più di un milione di abitanti: nessuna città al mondo aveva mai avuto una popolazione di quelle proporzioni; solo Londra nell’800 ha raggiunto queste dimensioni. Era la grande metropoli dell’antichità: la capitale dell’economia, del diritto, del potere e del divertimento.

Roma 9 marzo. 

Kahlúa? No, troppo zuccheroso. Meglio la tequila, più secca nell'andar giù per distillare alle orecchie la musica di Max Baca & Los Texmaniacs. E da usare come benzina per carburare concerti che si collocano in una sorta di istmo, ai confini fra Texas e Messico: dove miscelare cocktail con varie radici, roots, composte da ingredienti blues, polka, rock, beguine, salsa. Morbida, la voce bilinge di Max, che alterna spagnolo a inglese; da strumentista di bajo sexto richiama a tratti Duane Eddy e in alcuni fraseggi latin Santana. Ė arrivato all'Auditorium Parco della Musica sotto l'egida dell'Ambasciata USA in Italia e, con sul "groppone" artistico, un Grammy Award e niente meno una collaborazione coi Rolling Stones. 

Ė scanzonato, Max, specie nei duetti/duelli con fisa e chitarra. In omaggio scherzoso all'Italia cita Il tema de Il padrino per poi presentare Marina di Rocco Granata in versione portoricana. É, il suo, un folk molto pop, grazie soprattutto alla fisarmonica dal sapore alquanto cajun di suo fratello Josh, ed è un vessillo multiculturale, il suo sound spanish/yankee prodotto unitamente a Noel Hernandez al basso e Danny Martinez alla batteria e con un chitarrista d'accompagnamento che ricorda il nativo del film Qualcuno volò sul nido del cuculo. Intanto, nella stessa serata, nella sala a fianco, la performance dei giapponesi del Kodõ. Si puó ben dire che, grazie alla musica, Est e Ovest non sono mai stati così vicini! 

10 licei classici di Roma e del Lazio attivamente impegnati, più altri 2 fra gli astanti, hanno dato vita lo scorso 9 febbraio, a una manifestazione memorabile (in parallelo con altre città italiane e mondiali), di cultura, impegno civile e solidarietà, alternandosi sul palco del Cinema Royal di Roma con i loro pezzi lirici, drammaturgici, coreutici e canori per celebrare "Le parole dei Greci", da "simbolo", "atomo", "teatro", "genesi", "schema", "demone", "armonia", "anarchia". Alla presenza delle autorità politiche e accademiche italiane e greche, l'evento si è protratto nel pomeriggio, presso l'Aula Magna del Liceo "Tasso", dove hanno preso la parola specialisti di linguistica, di antropologia, di papirologia, di filosofia, fra cui Emanuele Banfi, Mario Capasso, Ettore Castagna e Lucio Russo, mentre Matteo Nucci aveva aperto la manifestazione in mattinata con una riflessione sulla parola "scuola".

La presenza dei due poeti e scrittori Andonis Fostieris e Ghiannis Pappas ha decisamente accattivato il pubblico, che ha potuto sentire direttamente da greci una riflessione sulla parola poetica e sull'evoluzione della loro madrelingua. "Entusiasmo" è l'unico termine non trattato nello specifico, ma è sicuramente stata la cifra dominante che ha chiarito una volta di più come "essere greci" non è soltanto una forma di convenzione culturale, ma un autentico fondamento genetico. 

A Roma, presso la residenza dell’Ambasciatore del Belgio in Italia, S.E. dott. Frank Carruet, il Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, alla presenza del Procuratore della Repubblica di Isernia, dottor Paolo Albano, ha restituito il dipinto olio su tavola di scuola fiamminga, raffigurante “XII Stazione della Via Crucis, Gesù muore in croce” del 1520, rubato, insieme ad altri 14 dipinti e 7 arazzi, il 1° luglio del 1980 dall’Istituto Culturale e Religioso di Sainte Waudru a Mons.

L’importantissima pala d’altare, che era nella disponibilità di un ricettatore di Ciampino (RM), fa parte delle oltre 100 opere sequestrate dal personale del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, nell’ambito dell’operazione del settembre 2017, denominata “Start-Up”, scaturita a seguito di indagini, coordinate dalla Procura Repubblica d’Isernia, su furti in danno di chiese e istituti religiosi, che ha permesso di rintracciare il percorso di questa e diverse altre opere rubate e messe in vendita nei mercati antiquariali della provincia di Roma e in quello capitolino di Porta Portese.

La restituzione odierna, che segue quella di un altro dipinto asportato dalla stessa struttura religiosa belga e recuperato a Firenze nel 1988, dimostra l’importanza che riveste lo scambio di informazioni, anche livello internazionale, tra le varie forze di Polizia. Nella specifica circostanza, infatti, il furto del 1980 era stato segnalato dalle Autorità Belghe all’Italia e l’evento delittuoso, corredato da tutti gli elementi identificativi dell’opera, risultava censito nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita da questo Comando. Grazie a tali informazioni, anche a distanza di quasi quarant’anni, il bene sottratto, ormai creduto disperso, farà finalmente ritorno a casa.

 

 

La fine d’anno a Roma è contrassegnata dalla La Festa di Roma 2018,  un grande evento collettivo e gratuito, con un cast di livello internazionale, che accompagnerà ininterrottamente per 24 ore il Capodanno di cittadini e turisti di ogni età, con il coinvolgimento di 1.000 artisti provenienti da tutto il mondo e un programma di oltre 100 spettacoli tra teatro, musica, cinema, danza, arte circense. Il tutto accompagnato da installazioni luminose, da opere di videomapping e dalle imponenti scenografie allestite dal Teatro dell’Opera che ridisegneranno in modo sorprendente lo scenario della città. 

La festa di Capodanno 2018 è stata recentemente presentata nei laboratori di scenografia del Teatro dell’Opera alla Bocca della Verità. Alla presenza della sindaca Virginia Raggi, del vicesindaco e assessore alla Crescita Culturale Luca Bergamo, e della presidente della Commissione Cultura Eleonora Guadagno.

La manifestazione, ideata dal Comune di Roma (Assessorato alla Crescita Culturale, Dipartimento Attività Culturali), animerà il centro storico dalle 21.30 del 31 dicembre 2017 fino alle 21 dell’1 gennaio 2018, su un'area pedonale che va da piazza dell’Emporio a Ponte Garibaldi, coinvolgendo il Giardino degli Aranci e il Circo Massimo fino alla Bocca della Verità.

La Festa di Roma, realizzata in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e Siae, mette a sistema e riunisce intorno a un unico progetto le principali istituzioni culturali cittadine.

La notte del 31 dicembre, manifestazione nella manifestazione, ha un titolo tanto evocativo quanto concretamente riferito a un vero e consistente "cadeaux" per la città che arriva con la festa. Il titolo è  201∞ ROMA ILLUMINA L’INFINITO  (con il gioco grafico tra il numero 8 e il simbolo logico dell'infinito) e il progetto è stato selezionato con l’avviso pubblico “La Festa di Roma per il Capodanno 2018". Piatto forte della notte al Circo Massimo, il gruppo de La Fura dels Baus che anima una gigantesca marionetta mitologica mobile al ritmo dei brani mixati dai dj di Radio Dimensione Suono. Tra i protagonisti della serata del 31 dicembre anche la cantante Tosca, che si esibirà in un inedito omaggio alla canzone popolare e d’autore romana, insieme alle performance de La Fura dels Baus. La compagnia catalana stupirà con uno spettacolo lungo un’ora attraverso un viaggio virtuale tra set aerei, luci fuochi, cavalli meccanici sospesi in cielo, colori e fantasia con sorprese che riguarderanno anche il simbolo dell’evento, l’infinito, in un racconto sulla mitologia del mondo classico con una dedica inedita e speciale alla città di Roma: all’interno della colossale macchina scenica, in una situazione completamente nuova e imprevedibile, sarà protagonista la voce della raffinata interprete Tosca che interagirà (da postazioni sorprendenti) con la Fura dels Baus in un mini set di famose canzoni romane popolari e d’autore, omaggio al patrimonio  musicale capitolino e alla città di Roma nella notte più lunga dell’anno. La cantante si esibirà rigorosamente dal vivo accompagnata dalla Bubbez Orchestra (Giovanna Famulari - pianoforte, violoncello e voce, Massimo De Lorenzi - chitarra, Ermanno Dodaro - contrabbasso e chitarra).

L'uso del verbo "illuminare", si accennava, è un riferimento concreto. Anno nuovo, luce nuova, è il caso di dire: Acea, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Soprintendenza di Stato e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la notte del 31 dicembre accende di nuovo, dopo 13 anni, le luci del Palatino e dell’area archeologica che si affaccia sul Circo Massimo. La nuova illuminazione sarà permanente, un dono alla città che permetterà a cittadini e turisti di godere anche di notte della bellezza di un’area di rilevanza archeologica mondiale.

Gli interventi di ammodernamento e ripristino riguardano l’impianto d’illuminazione di tutti gli edifici archeologici dell’area del Palatino e del Circo Massimo, in particolare la Domus Severiana, lo Stadium, la Domus Augustana, la Domus Augustea, la Domus Flavia e il Pedagogium. Per realizzare questa nuova illuminazione vengono impiegate apparecchiature a Led di ultima generazione, 98 proiettori con elevata resa cromatica per una potenza di 4.660 Watt. L’illuminazione e l’arrivo del nuovo anno saranno celebrati con uno spettacolo pirotecnico accompagnato da brani musicali, uno show concepito per esaltare la bellezza dei luoghi e celebrarne il valore storico.

Ma la notte di Capodanno non fa tappa solo al Circo Massimo. Molti gli "eventi nell'evento" per doppiare il confine d'anno godendosi la notte più lunga: maratone cinematografiche, il Capodanno dei bambini al Giardino degli Aranci, l'alba al Ponte della Scienza con un pianistico "saluto al sole". Per non dire del primo dell'anno con il suo fiume di musica, danza, arti circensi e teatro di strada; il tutto dalle 15 alle 21 su tre aree comprese tra Testaccio e Isola Tiberina. 

In occasione del Capodanno, la Casa del Cinema lancia il concorso gratuito per cortometraggi #CAPODANNOAROMA IN 120 SECONDI: previsti premi e menzioni speciali per i migliori video della durata massima di due minuti - che abbiano come tema La Festa di Roma e i suoi luoghi - girati con smartphone o altro strumento di ripresa e caricati entro e non oltre il 31 gennaio 2018 su www.casadelcinema.it.

Altro caposaldo della festa, la possibilità - per chi suona, canta o fa teatro a livello amatoriale - di esibirsi negli spazi appositamente allestiti, messi a disposizione dall’Amministrazione Capitolina.

 

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