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Numero in edicola

Edizione N. 3

30 marzo 2012

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Arte

In Vaticano capolavori dalle Marche

Arte

carlo- crivelli

 

E’ in corso in Vaticano la mostra “Meraviglie dalle Marche”, una straordinaria rassegna curata da Costanza Costanzi, Giovanni Morello, Stefano Papetti e composta da un significativo ed importante nucleo di capolavori dell’arte provenienti dai Musei della Regione Marche. Sono allestite nel prestigioso Braccio di Carlo Magno in Piazza San Pietro opere di Raffaello, Crivelli, Lotto, Sebastiano del Piombo, Guido Reni, Guercino, Maratta, Rubens, Tiziano, Melozzo da Forlì, Il Sassoferrato e Mattia Preti. Le opere dei grandi maestri dell’arte sono affiancate dai capolavori di artisti del passato meno conosciuti, ma non di meno suggestivi e sorprendenti, fra cui, Andrea Lilli, Francesco Podesti, Olivuccio di Ciccarello, Girolamo Denti, Adolfo De Carolis, Simone De Magistris.

L’evento, presentato in Vaticano dal presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, da monsignor Claudio Giuliodori vescovo di Macerata e presidente della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali della Cei, dal curatore della mostra Giovanni Morello, alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura, Pietro Marcolini, nasce dalla volontà della Regione Marche e della Direzione della Pinacoteca Comunale di Ancona di offrire, nel tempo della chiusura della Pinacoteca anconetana per importanti lavori di ristrutturazione, una continuità di fruizione al pubblico, nazionale e internazionale, del patrimonio artistico della città di Ancona e della Regione Marche. La rassegna è completa nella sua essenza di percorso dell’arte anche in virtù delle fattive collaborazioni e dei contributi del Museo Civico e del Museo Diocesano di Ascoli Piceno, del Polo Museale San Francesco, Comune di Montefiore dell’Aso – rete museale Musei Piceni, della Pinacoteca Civica di Fermo, della Pinacoteca Civica di Macerata, del Museo Diocesano di Ancona, della Pinacoteca Civica di Fabriano, della Pinacoteca Comunale di Jesi, del Museo- Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto, del Complesso Museale di S. Maria Extra Muros di Sant’Angelo in Vado, del Museo Diocesano e della Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, dei Musei Civici di Pesaro e della Pinacoteca Comunale di Fano.

il-guercino

 

Questa mostra – ha detto all’inaugurazione il presidente Spacca - è un’occasione straordinaria per far conoscere la regione Marche, i suoi beni culturali e la sua tradizione pittorica. Abbiamo voluto offrire straordinari capolavori dell’arte alla conoscenza del pubblico nazionale e internazionale, essendo internazionale il luogo che li ospita e l’estensione del progetto. Dopo il Vaticano la mostra farà infatti tappa a Buenos Aires e in altre località del Sud America, grazie anche al sostegno di alcuni imprenditori argentini. Le Marche sono dotate di straordinarie bellezze paesaggistiche e culturali che, anche attraverso questa mostra, vogliamo far conoscere di più non solo al resto del Paese e al mondo, ma anche ai marchigiani stessi, affinché la loro grande tradizione possa renderli più orgogliosi di sé per un maggior protagonismo”. Spacca ha ricordato che “Meraviglie dalle Marche” non è la prima mostra realizzata dalla Regione al Braccio di Carlo Magno. “Questa prestigiosa sede – ha detto – ha infatti ospitato anche la mostra su Padre Matteo Ricci che ha avuto, come accadrà per l’evento che inauguriamo oggi, anche delle tappe all’estero, in Cina. Dietro l’interpretazione della nostra vita, letta dalla pittura e dalla cultura, c’è infatti il desiderio di un dialogo più grande che abbraccia ormai tutte le realtà del villaggio globale. Il nostro futuro si gioca sulle relazioni e sul confronto tra persone che, anche attraverso l’arte, vogliono costruire insieme una prospettiva di crescita in una dimensione internazionale. Questo è il significato della mostra”.

La selezione di capolavori provenienti da più musei e raccolte d’arte dell’intera Regione Marche va dalla fine del XIV secolo fino al primo Novecento e si presenta con un carattere di eccezionalità concentrando nello stesso spazio una serie di opere-meraviglie così come recita il titolo stesso della mostra, che si presenta come duplice opportunità di conoscenza per il pubblico perché consente, in primis, di ammirare un percorso espositivo formato da incantevoli opere d’arte, ma è, altresì, l’occasione per compiere un percorso di conoscenza facilitato nel copioso tesoro che i grandi Maestri dell’arte hanno lasciato nelle Marche.

“E’ una selezione prestigiosa di opere di grandi autori marchigiani e nazionali – ha commentato l’assessore regionale alla Cultura, Pietro Marcolini -  che hanno lasciato sedimenti culturali significativi  lungo cinque secoli  su tutto il territorio regionale. Non esiste città o paese nelle Marche – da Urbino ad Ascoli Piceno – che non possieda un capolavoro. Molte di queste perle sono qui oggi ammirabili in un luogo importante di Roma.  Ma questa mostra  rappresenta anche la capacità delle Marche di esportare  qualità nell’Arte come nell’ambiente e nel vivere. Nel contempo  questo concentrato di capolavori  diventerà attrattore di un turismo culturale qualificato e moltiplicatore della conoscibilità della nostra regione. Sono soddisfatto inoltre che oggi si cementi una collaborazione con la Santa Sede per diffondere la cultura marchigiana, una collaborazione che proseguirà nelle prossime settimane quando al Braccio di Carlo Magno presenteremo in tre diversi eventi la stagione estiva culturale delle  Marche: i festival (Presaro, Fabriano e Civitanova),le stagioni liriche e la stagione teatrale”.

La mostra vaticana presenta soprattutto opere di carattere religioso. Ciò non è frutto di una scelta voluta, o imposta dal luogo dove la mostra si svolge, bensì dalla realtà delle cose. Almeno fino al XVIII secolo, in Italia, ma non solo, la maggior parte delle opere dipinte o affrescate sono infatti di soggetto religioso. Ma nella mostra sono presenti anche alcune opere a soggetto di storia o di carattere laico, come l’espressivo ritratto di Francesco Arsilli dipinto a Roma da Sebastiano del Piombo, che ritorna sia pur provvisoriamente nella città in cui venne realizzato.

 

 

SCHEDA TECNICA

Apertura al pubblico: Fino al 10 giugno 2012

Orario: dalle 10.00 alle 19.00 tutti i giorni; la biglietteria chiude un’ora prima. Chiuso il mercoledì mattina.

Costo del biglietto: intero: € 7; ridotto € 5 (persone che hanno già compiuto i 65 anni di età, gruppi a partire da un minimo di 10 ad un massimo di 25 persone, soci Touring club Italia); € 3 (residenti nella Regione Marche - dovranno presentare alla biglietteria un documento d’identità - e originari delle Marche non più residenti (accompagnati da una lettera di presentazione di un Ente marchigiano o Associazione marchigiana a Roma); gratuito: diversamente abili con accompagnatore, bambini da 0 a 12 anni, guida autorizzata di gruppi di almeno 10 persone;

Visite guidate: Visita guidata € 40 (per singoli o gruppi fino a 25 persone, su prenotazione) + costo del biglietto di ingresso ridotto.

+39 06 68193064; + 39 06 69884095; www.artifexarte.it;  e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Patrocinio: Pontificio Consiglio della Cultura, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico del Comune di Roma.

Ente Promotore: Regione Marche

Segreteria organizzativa: Artifex S.r.l. – comunicare con l’arte – tel: +39 06 68193064; e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. – sito: www.artifexarte.it

In collaborazione con: Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù

Curatori: Costanza Costanzi, Giovanni Morello, Stefano Papetti

Catalogo: Umberto Allemandi & Co.

raffaello

 

 

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Inaugurata “Uova d’autore” al Museum & Fashion di Marella Ferrera

Arte

UDA, inaugurazione 1, LGT (ph. Valerio D'Urso)

 

Una “covata” senza precedenti, che ha riunito insieme nel Museum & Fashion di Marella Ferrera a Catania, grandi esponenti del mondo della pittura, della musica, della scultura, del teatro, della fotografia e persino del food. L’occasione era quella del vernissage di “Uova d’Autore”, l’originale collezione di 60 uova di struzzo decorate da artisti, musicisti, cantanti e attori raccolta negli ultimi tre anni dalla stilista Marella Ferrera che ne ha curato il concept espositivo nel suo atelier-museo di Catania. realizzato dal sapiente recupero dello spirito del museo settecentesco del Principe Biscari.

Mentre l’allestimento era alle ultime battute, nella tarda mattinata, hanno fatto capolino l’attrice Lucia Sardo e il musicista Franco Battiato, mentre il celebre violoncellista Giovanni Sollima è giunto in serata, nel pieno dell’inaugurazione. Insieme agli autori delle uova in esposizione, centinaia ieri sera i visitatori – e fra loro critici d’arte, giornalisti di settore e addetti ai lavori - che hanno curiosato fra gli originali allestimenti progettati site specific da Marella Ferrera.

In tema anche l’ aperitivo con gli “struzzichini” realizzati da Andrea Graziano, eclettico e affermato talento del Sale Art Cafè, che ha stupito gli ospiti con delicati accostamenti fra le uova di struzzo – cotte al vapore o a frittata – pesce spada affumicato, frutta e ortaggi di stagione. Il tempo pasquale, ormai alle porte, era celebrato dai pani pasquali e dalle tradizionali “cuddure ‘ccu ll’ovu”, dolci tipici della domenica della Resurrezione in Sicilia, realizzati da Francesco Vescera di Lentini, mentre le liccunìe, specialità esclusiva dell’Antica Dolceria Bonajuto di Modica hanno conquistato gli ospiti con un ardito accostamento tra melanzane e cioccolato.

“Voleva essere un gioco – dice Marella Ferrera – questa collezione di uova di struzzo decorate da personaggi di spicco del panorama culturale: ma adesso che li abbiamo riuniti in questa “covata d’autore” ci è parso di dar vita a un racconto nuovo: un inno alla vita e alla creatività da condividere con un pubblico grande e, nonostante i tempi, ancora desideroso di conoscere e di stupirsi di fronte alla bellezza”.

UDA, l'uovo del ceramista Giacomo Alessi, LGT (ph Valerio D'Urso)

 

 

L’esposizione

In mostra sessanta opere e installazioni dove le uova di struzzo – provenienti dai due struzzi femmina Bibì e Bubù “adottati” dalla stilista - sono il pretesto creativo intorno a cui dire e raccontare. Ma più spesso anche per raccontarsi. Quattro gli artisti che hanno affrontato il tema della ri-nascita: il musicista Giovanni Sollima con Placenta, il designer Francesco Giordano con Concepimento, lo scultore Franco Politano con Guerra e Pace e la designer Gabriella Ferrera con Come Natura Crea. E ancora il N’Uovo Spartito del compositore Nicola Piovani, il Giovane Struzzo di Franco Battiato, il Mandolovo di Carmen Consoli che ha voluto rievocare il mandolino e i ricordi legati al padre, l’ Ovòfono del cantautore Luca Madonia, Suli,Terra e Focu di Alfio Antico e Vanità di Donatella Finocchiaro.

Intanto, l’uovo dell’illustratore satirico Totò Calì avverte: “Se questo mondo non vi piace createne uno…N’Uovo!”.

La mostra sarà visitabile da martedì a domenica, dalle 10 alle 19. Lunedì chiuso. Biglietto unico 3 euro.

UDA, Marella Ferrera con Franco Battiato, sullo sfondo l'opera di Sollima, LGT (ph. Valerio D'Urso)

 

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La dinastia Brueghel a Como, Villa Olmo

Arte

Hieronymus Bosch, I sette peccati capitali, olio su tavola, 86,5x56 cm

Hieronymus Bosch, I sette peccati capitali, olio su tavola, 86,5x56 cm 


Como ospita, dal 24 marzo al 29 luglio 2012, un nuovo grande evento espositivo. Dopo Miró, Picasso, Magritte, gli Impressionisti, Chagall, Kandinsky e Malevich, Klimt e Schiele, Rubens, Boldini, e oltre 700.000 visitatori, le sale della settecentesca Villa Olmo si apriranno ai capolavori della Dinastia BRUEGHEL.

Curata da Sergio Gaddi e Doron J. Lurie, conservatore dei Dipinti Antichi al Tel Aviv Museum of Art, ideata e prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como, col contributo e il patrocinio della Regione Lombardia, la mostra presenterà 70 dipinti e 30 tra disegni e grafiche, provenienti da importanti collezioni private e musei italiani e stranieri, tra cui il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Palais des Beaux arts de Lille, il Tel Aviv Museum of Art, il Bonnefantenmuseum di Maastricht, la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, il Museo di Capodimonte di Napoli, in grado di ripercorrere la storia e l’eccezionale talento della più importante famiglia di artisti fiamminghi attivi tra il XVI e il XVII secolo.

L’appuntamento lariano è la tappa iniziale di un circuito internazionale che toccherà il Tel Aviv Museum of Art (settembre-dicembre 2012), la Galleria nazionale di Praga (dicembre 2012 - febbraio 2013), prima di volare negli Stati Uniti (Miami, primavera 2013).

“La mostra di Villa Olmo - dichiara Sergio Gaddi, Assessore alla Cultura del Comune di Como e curatore della mostra - celebra il genio della nobile stirpe dei Brueghel che, tra il 1500 e il 1600, ha segnato con il suo talento e la sua visione dell’umanità, a volte grottesca, la storia dell’arte europea dei secoli a venire. Le opere di Pieter Brueghel il Vecchio e della sua genealogia ci accompagneranno in un itinerario seducente, e al tempo stesso appassionante, nell’epoca d’oro della pittura fiamminga del Seicento, nel quale s’incontrerà come ideale compagno di viaggio quel Pieter Paul Rubens, i cui capolavori furono ospitati a Como, non più tardi di due anni fa. Inoltre, il percorso espositivo sarà aperto da una straordinaria tavola di Hieronymus Bosch, un inedito assoluto per il nostro Paese”.

Stiamo per tagliare il primo decennale di grandi mostre organizzate dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como che hanno portato sul primo bacino del Lario oltre 700.000 visitatori, un migliaio di opere dei più grandi esponenti dell’arte antica e moderna, e soprattutto generato, secondo numerosi studi di settore , un indotto superiore ai 30 milioni di euro per tutta la città e il suo territorio.

Il percorso espositivo si apre e ruota attorno al capolavoro I sette peccati capitali di Hieronymus Bosch - che giunge in Italia per la prima volta - maestro che è stato il punto di riferimento stilistico di Pieter Brueghel il Vecchio.

Jan Brueghel il Vecchio, Paesaggio fluviale con bagnanti, 1595-1600 ca., olio su rame, 17x22 cm

Jan Brueghel il Vecchio, Paesaggio fluviale con bagnanti, 1595-1600 ca., olio su rame, 17x22 cm

 

Proprio Pieter Brueghel il Vecchio (1520/25-1569, detto Pieter Brueghel I) è il capostipite e il pittore più importante della dinastia artistica più influente nell’Olanda meridionale tra il XVI e il XVII secolo.

La sua opera s’interroga sulla condizione dell’uomo e del mondo in cui vive; le raffigurazioni di paesaggi animati da popolani e le scene di vita contadina propongono una critica sarcastica dei vizi umani. Illustra proverbi e detti popolari, in modo realistico, riflessivo, provocatorio, tagliente e non sempre di facile interpretazione, originando un’opera ricca di contenuti morali. I dipinti di Pieter I erano per la maggior parte custoditi in collezioni private e pertanto inaccessibili al pubblico, per questo la sua fama è ampiamente riconducibile al figlio Pieter Brueghel il Giovane il quale assicurò la diffusione delle opere paterne eseguendo copie delle stesse, come nel caso del Censimento a Betlemme eseguito da Pieter II nel 1605 – 1610, riproducendo la versione paterna del 1566, oggi custodita ai Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles.

Di Pieter Brueghel il Vecchio si può ammirare La Risurrezione, una delle sue opere a soggetto biblico più suggestive.

Verso il 1600, i dipinti in “stile Brueghel” furono molto in voga; i migliori furono eseguiti da Pieter Brueghel il Giovane (1564-1637/8, detto Pieter Brueghel II), che si distinse per un’eccellente tecnica, volta a una semplificazione, forse eccessiva e quasi caricaturale, della pittura di genere. Poteva essere austero, grave, solenne e al tempo stesso sarcastico. Dipinse figure e paesaggi molto particolari nello stile del padre ma innovandolo tramite una personale elaborazione; continuò fino al 1616 nella tradizione paterna attraverso la copia delle sue opere ma nel frattempo ampliò la produzione introducendo nuovi temi. Proprio nel 1616 realizzò la sua prima versione di Festa del villaggio. Questo divenne il tema dominante del suo lavoro e lo accompagnò fino alla morte. In mostra, alcuni straordinari esempi della rappresentazione di questi aspetti sono Festa di matrimonio all’aperto, L’adulatore e due eccezionali versioni di Paesaggio invernale con trappola per uccelli.

L’analisi della Dinastia prosegue con Jan Brueghel il Vecchio (1568-1625, detto Jan Brueghel I), figlio di Pieter Brueghel il Vecchio. Formatosi ad Anversa, attorno al 1589 intraprese un viaggio in Italia dove incontrò due persone fondamentali per la sua futura carriera: il pittore fiammingo Paul Bril e il cardinale milanese Federico Borromeo che divenne suo influente collezionista e col quale mantenne una costante corrispondenza anche dopo il suo rientro ad Anversa.

L’importante risultato conseguito da Jan nella pittura del XVI secolo fu determinato dal graduale passaggio da un secolo all’altro, dal vecchio al nuovo. Nei paesaggi di piccole dimensioni come Paesaggio fluviale con bagnanti dipinto tra il 1595 e il 1600 circa o Villaggio con contadini e animali del 1609, abbandonò la composizione tradizionale basata su piani d’immagini ben definiti, conferendo maggior rilievo ai primi piani e ai piani intermedi.

La prima natura morta con fiori del 1615 segnò la sua dedizione a questo genere pittorico che lo portò a essere soprannominato “Brueghel dei fiori”. A Como, si può ammirare Madonna con Bambino in una ghirlanda di fiori, realizzata tra il 1616 e il 1618, a quattro mani con Pieter Paul Rubens, col quale iniziò una lunga collaborazione e con cui era legato da profonda amicizia, al punto che, dopo la sua morte, Rubens fu nominato suo esecutore testamentario, stringendo un sodalizio anche con il figlio Jan Brueghel il Giovane (1601-1678, detto Jan Brueghel II).

Quest’ultimo, alla morte del padre, divenne il capo di una grande famiglia, ne rilevò lo studio, ed entrò a far parte della Gilda di San Luca, una delle più prestigiose associazioni fiamminghe di artisti ed artigiani.

Jan conseguì un grande successo attraverso la vendita dei dipinti da lui ereditati, completando quelli rimasti incompiuti e producendo nuove creazioni secondo il suo stile personale.

Collaborò a stretto contatto con il pittore di figure Hendrik van Balen, fino alla morte di quest’ultimo avvenuta nel 1632, come ne l’Allegoria dei quattro elementi.

Jan ebbe undici figli, sette maschi, cinque dei quali divennero anch’essi pittori. Il percorso in Villa Olmo darà quindi conto degli eredi di questa tradizione. A partire da Jan Peter Brueghel (1625-1680 ca.) che si dedicò al genere floreale, per proseguire con Abraham Brueghel (1631-1697), pittore di paesaggi e nature morte con fiori e frutta.

Un discorso particolare verrà riservato a Jan van Kessel I (1626-1679), figlio di Paschasia, sorella di Jan Brueghel il Giovane. Si specializzò in dipinti di piccole dimensioni di soggetti tratti dalla natura, soprattutto animali, insetti, uccelli e fiori, e allegorie, come nei famosi Studi di farfalle e altri insetti, in cui gli animali sono raffigurati con rigore scientifico. A questi, fanno da corollario i lavori dei figli Jan II e Ferdinand.

A Como si ha la sorpresa di ammirare anche le opere di Ambrosius Brueghel (1617-1675), artista poco conosciuto e studiato, come Coppia di nature morte con fiori, e un il ciclo di 4 dipinti raffiguranti l’Allegoria degli elementi: terra, fuoco, acqua, aria.

Pieter Brueghel il Giovane, Trappola per uccelli, 1605, olio su tavola, 50,5x61 cm

 

Pieter Brueghel il Giovane, Trappola per uccelli, 1605, olio su tavola, 50,5x61 cm

Il percorso si chiude idealmente con David Teniers il Giovane (1610-1690; detto David Teniers II), legato alla dinastia dei Brueghel per aver sposato Anna, figlia di Ambrosius. Il giovane Teniers fu un artista di grande talento e di enorme successo. Pittore di corte dell’arciduca Leopoldo Gugliemo, prima, e di Giovanni d’Austria, poi, fondatore dell’Accademia Reale di Belle Arti di Anversa, gli sono attribuite circa duecento opere, le migliori delle quali rappresentano scene di genere, di vita agreste e scene d’interno in taverne, come Contadini in una taverna, nella quale inserisce anche se stesso nelle sembianze di un villano intento a bere e fumare.

Accompagna l’iniziativa un volume (bilingue italiano-inglese) edito da Silvana editoriale, con contributi dei curatori e saggi di Klaus Ertz, autore del catalogo ragionato di Jan Brueghel il Vecchio, Pieter Brueghel il Giovane e Jan Brueghel il Giovane, Maximilian Martens, presidente del Dipartimento di Storia dell’Arte all’Università di Gand, Jan de Maere, presidente della Camera degli Esperti del Belgio.

Anche quest’anno, all’esposizione si affianca come evento parallelo di approfondimento didattico, un progetto teatrale, a cura di Teatro in Mostra di Como. Nato da un’idea di Laura Negretti, la pièce analizza uno dei temi fondamentali della pittura fiamminga: i sette vizi capitali. Per farlo, si racconteranno sette storie, ispirate a grandi capolavori letterari (dalle novelle del Boccaccio ai giorni nostri) per definire ciascun vizio in modo divertente, spiazzante e a volte grottesco; così come grottesca è spesso la realtà filtrata dagli occhi di Brueghel e Bosch.

Lo spettacolo nasce per essere rappresentato in uno dei suggestivi saloni di Villa Olmo, per far vivere agli spettatori l'esperienza unica di un teatro che rompe e reinventa il rapporto con lo spettatore.

La mostra è sostenuta da Unicredit, in qualità di main sponsor, dalla Camera di Commercio di Como, da Acsm Agam, Bennet, Moncler, Poliform, oltre che da Confindustria Como, Confcommercio Como, BioNike, Villa D’Este, Nessi e Majocchi, Tessitura Taborelli, Albergo Terminus, con il contributo tecnico di Como servizi urbani, Menphis, Sistema Como 2015, Syncronos Italia, Progress Fine Art, Enoteca catering, e si avvale della collaborazione di Turismo Fiandre, Bruxelles, Belgio.

“La decisione di affiancare il Comune di Como, diventando per la seconda volta il principale sponsor della mostra dedicata a “La Dinastia Brueghel”, risponde alla logica di promuovere, anche attraverso la cultura e l’arte, lo sviluppo economico e sociale dei territori in cui opera la banca - ha affermato Monica Cellerino, Responsabile per il territorio della Lombardia di UniCredit. La banca, infatti, è oggi il motore di alcune delle maggiori manifestazioni culturali e sportive organizzate in Italia ed il nostro contributo per la realizzazione di questo importante evento evidenzia la volontà di UniCredit di rafforzare il legame con la città di Como. Il nostro obiettivo –continua Monica Cellerino – è quello di rappresentare un punto di riferimento per la comunità locale, contribuendo anche alla valorizzazione dell’immagine della città di Como, sempre più nota in Italia e all’estero per la bellezza che contraddistingue questi luoghi, oltre che per essere uno dei centri espositivi più importanti d’Italia. Sono particolarmente lieta – ha concluso Monica Cellerino – per questa collaborazione con il Comune di Como ed auspico che questa sponsorizzazione rappresenti solo l’inizio di un proficuo rapporto con l’Amministrazione comunale, a beneficio di tutta la cittadinanza di Como”.

 

 

SCHEDA SULLA MOSTRA:

LA DINASTIA BRUEGHEL

a cura di Sergio Gaddi e Doron J. Lurie

PERIODO

24 marzo - 29 luglio 2012

SEDE

Como, Villa Olmo - via Cantoni 1

ORARI

da martedì a giovedì: 9 -20; da venerdì a domenica: 9 -22 (la biglietteria chiude un’ora prima);

lunedì chiuso

BIGLIETTI

Intero: 10 €; Ridotto: 8 € (visitatori oltre 65 anni e tra 6 e 18 anni, universitari fino a 26 anni, gruppi di almeno 25 persone con ingresso gratuito per l’accompagnatore, categorie convenzionate); Ridotto scuole: 5 € (gruppi scolastici di almeno 25 persone con ingresso gratuito per due accompagnatori); Gratuito: bambini fino a 6 anni, disabili con accompagnatore

CATALOGO

Silvana Editoriale; www.silvanaeditoriale.it; tel. 02.61836287

VISITE E ATTIVITÀ PER ADULTI

Visita guidata (fino a 25 persone): 100 €

Teatro in mostra (ingresso singolo, con un minimo 20 iscritti su prenotazione): 5 €; libero con biglietto della mostra

VISITE E ATTIVITÀ PER LE SCUOLE

Visita guidata (fino a 25 persone): 50 €

Visita guidata + laboratorio didattico (fino a 25 persone): 70 €

Laboratorio didattico (ingresso singolo, senza visita guidata): 2 €

Teatro in mostra (ingresso singolo, con un minimo di 20 iscritti su prenotazione): 3 €

SERVIZI

Servizio audioguide

Guardaroba gratuito obbligatorio

Ristorante e bar nel parco di Villa Olmo

Collegamento navetta via lago da piazza Cavour, tutti i sabati e festivi

Accesso e servizi per disabili

APERTURE SPECIALI FESTIVITA’

9 aprile, 23, 25, 30 aprile, 1 maggio, 2 giugno

PASS DELLA CULTURA

Il biglietto della mostra permette l’ingresso gratuito illimitato fino al 29 luglio 2012 nei musei cittadini:

Museo Archeologico Giovio, piazza Medaglie d’Oro, 1

Museo Storico Garibaldi, piazza Medaglie d’Oro, 1

Pinacoteca Civica, via Diaz, 84

Tempio Voltiano, Lungo Lario Marconi

e al Museo didattico della Seta, via Castelnuovo 9, a un prezzo agevolato di 5 euro

Orari musei

martedì, giovedì, venerdì e sabato: 9.30 - 12.30, 14.00 - 17.00

mercoledì: 9.30 - 17.00 - domenica: 10.00 - 13.00; lunedì chiuso

Orari Museo didattico della Seta

da martedì a venerdì: 9 -12, 15 -18

Orari Tempio Voltiano

da martedì a domenica: 10.00 - 12.00, 15.00 - 18.00; lunedì chiuso

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Ufficio gruppi e info: tel 031.571979 – fax 031.3385561

www.grandimostrecomo.it

 

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03 Apr 2012

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