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Giovedì, 21 Gennaio 2021

Al museo PAFF! le tavole a fumetti di Milton Caniff, il maestro di Hugo Pratt, in una mostra che indaga il legame tra i comics, il cinema, la musica e la moda degli anni Trenta e Quaranta

Raccontare pagine poco conosciute della nostra Storia attraverso i disegni di uno dei più grandi autori mondiali di fumetto. È questo il focus della mostra “Masters of black and white: Milton Caniff”, che apre i battenti al PAFF! in occasione dei suoi due anni dall’inaugurazione.

Il PAFF! Palazzo Arti Fumetto Friuli con questa esposizione conferma la sua vocazione multidisciplinare, utilizzando il fumetto come volano per parlare di differenti ambiti culturali e attraversare campi anche lontani fra loro come la storia, la scienza, l’arte, per parlare a tutti con l’immediatezza e la forza delle immagini.

Una mostra che celebra l’opera di un grande autore americano, Milton Caniff, considerato il “Rembrandt del fumetto” -uno dei più importanti e influenti artisti della storia mondiale dei comics, da cui anche Hugo Pratt ha preso ispirazione- che fra gli anni Trenta e Quaranta ha raccontato per immagini un mondo fatto di femmes fatales e avventurieri.

Ma l’esposizione non costituisce solo un’occasione per conoscere un grande illustratore, dà modo, allo stesso tempo, di avvicinarsi a un periodo, quello a cavallo fra le due guerre, carico di suggestioni e di cambiamenti, in diversi campi, dal cinema alla moda, fino alla musica.

«La mostra su Milton Caniff – afferma Giulio De Vita, direttore artistico e fondatore del PAFF! - inaugura la serie di esposizioni dedicate ai maestri della storia del fumetto mondiale “Masters of Black and White” che porta per la prima volta in Italia tavole di grande valore e si integra nel progetto di creazione della collezione permanente sulla narrazione per immagini del Palazzo del Fumetto di Pordenone. Attraverso la visione delle strisce la mostra esplora i contesti sociali, culturali e storici nei quali queste sono state create, creando delle “finestre” su altre discipline artistiche, che hanno influenzato il lavoro dell’artista».

L’esposizione delle 61 tavole dell’autore, infatti, danno anche l’opportunità di avvicinarsi ai tempi in cui Caniff visse, fornendo una chiave di lettura critica ma allo stesso tempo partecipata della società a cavallo fra le due guerre. Il grande autore di strisce è stato impegnato lungo il corso di tutta la sua produzione in una rappresentazione attenta in chiave espressiva del mondo che lo circondava, che interpretava in maniera minuziosa, a partire dagli abiti e dalle acconciature delle protagoniste femminili, per le quali Caniff si ispirava alle pagine di Vogue, fino all’uso di inquadrature cinematografiche dal basso, citando apertamente la cifra stilistica di registi rivoluzionari del suo tempo quali Orson Welles e Alfred Hitchcock.

La mostra, nel rispetto delle direttive in materia di prevenzione del contagio, è allestita negli spazi della storica Villa Galvani ed è fruibile on line in forma di virtual tour (www.paff.it) grazie a delle fotocamere, che permettono una visita a 360° e in alta definizione degli spazi espositivi.

Protagonista del percorso è una collezione proveniente dalla Galleria 9éme Art di Parigi, esposta per la prima volta in Italia, con strisce come “Terry e i Pirati”, “Male Call”, “Dickie Dare” e “Steve Canyon”, che rappresentano un riferimento imprescindibile nella storia della narrazione per immagini e che hanno fatto sognare generazioni di lettori.

Le preziose tavole, alcune delle quali raggiungono il valore di 100.000 euro, sono affiancate da contenuti di approfondimento a cura di Luca Raffaelli, con appendici tematiche multimediali su ambiti trasversali come il cinema, la musica e la moda del tempo.
La mostra è realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e del Comune di Pordenone

L’esposizione è creata in collaborazione con la Galleria 9éme art di Parigi e con gli interventi tematici del Museo della Moda e delle Arti Applicate di Gorizia.

Una rivoluzione per immagini: dal cinema di Orson Welles alla “regia” di Caniff

Il percorso espositivo presenta contenuti di approfondimento sul cinema di un periodo in cui una pietra miliare della storia della settima arte come “Quarto potere” di Orson Welles usciva nella sale, sovvertendo le regole del racconto filmico. Milton Caniff si dimostra ancora una volta un artista calato nel suo tempo e che della società, della cultura che vive, vuole riportare le immagini, le abitudini, le suggestioni e le trasformazioni. Così nelle strisce dell’autore sono presenti delle immagini con punti di vista inusuali per l’estetica del fumetto, che citano apertamente il grande regista e il suo uso di inquadrature fortemente angolate, mai usate prima di allora, con l’intento di restituire un racconto dinamico ed emotivamente coinvolgente. Per approfondire il rapporto dell’autore con il linguaggio filmico dei suoi tempi, la mostra mette a disposizione una serie di contenuti di approfondimento, che fanno addentrare il visitatore nei significati di queste scelte espressive di regia, attraverso un viaggio per immagini.

Gli anni Trenta e Quaranta attraverso la musica

Una narrazione che prosegue per restituire un quadro complesso e ricco di sfaccettature e che passa dalle immagini ai suoni, per raccontare un arco di tempo, nella società americana così come nella nostra, che è stato attraversato da profonde trasformazioni e ha visto nascere generi musicali di grande successo. È infatti, proprio fra gli anni tra le due guerre che gli Stati Uniti d’America vedono, grazie alla diffusione della radio, un’autentica esplosione di generi musicali e di contaminazioni che hanno segnato la storia della musica, come lo swing e il jazz. I contenuti di approfondimento di Cristian Carrara, direttore artistico della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, raccontano di questa stagione feconda della storia della musica.

Inoltre una serie di puntate radiofoniche tematiche, trasmesse all’interno del canale radio del PAFF! e un programma di podcast creato dal dee-jay Zellaby offrono al pubblico una selezione di brani di musica d’epoca, spaziando dal blues allo swing e al bebop.

I personaggi di Milton Caniff: una narrazione attraverso la storia della moda

L’immaginario creato dall’autore racconta un’attenzione niente affatto comune per gli abiti e le mode dei suoi tempi e per l’aspetto fortemente espressivo che questi hanno nel rappresentare i differenti tipi umani, così Caniff nel corso di tutta la sua produzione, paga un continuo tributo al mondo del fashion, creando dei veri e propri “costumi di scena” per i suoi personaggi, che sono raccontati attraverso abiti fortemente caratterizzati e tipici del tempo. Il tema della moda e del suo potere comunicativo all’interno del percorso espositivo permettono di conoscere l’autore come interprete del suo tempo, di capire l’attualità delle sue opere, fortemente legate all’evoluzione dei costumi e del gusto popolare. Contenuti multimediali selezionati in collaborazione con il Museo della Moda e delle Arti Applicate di Gorizia permettono al visitatore di immergersi nelle atmosfere della moda degli anni Trenta e Quaranta e di cogliere i riferimenti ai modelli a cui il maestro americano si ispirava, presentando immagini e filmati di costumi e accessori d’epoca che restituiscono un’immagine di vita vissuta del periodo e circoscrivono, allo stesso tempo, il contesto in cui l’autore dava vita alle sue strisce a fumetti con un segno inconfondibile.

PAFF! PALAZZO ARTI FUMETTO FRIULI

Il PAFF! Palazzo Arti Fumetto Friuli di Pordenone è la prima istituzione culturale in Italia e una delle pochissime in Europa che promuove la divulgazione dell'arte, della scienza e della storia attraverso lo strumento facilitatore del fumetto, che permette una comprensione immediata e divertente delle tematiche culturali. Tramite il linguaggio intuitivo e giocoso delle immagini, PAFF! propone esposizioni temporanee, corsi di formazione, percorsi ludico-didattici, eventi e conferenze per varie fasce di pubblico.

Fondato nel 2018 da Giulio De Vita, insieme a un team di professionisti provenienti da esperienze in settori eterogenei, PAFF! utilizza lo strumento del fumetto per interagire in maniera creativa, smart e multidisciplinare con gli utenti e farli avvicinare in modo divertente alla cultura.

Il museo PAFF! è gestito dall’Associazione Vastagamma APS e sostenuto dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e dal Comune di Pordenone. Concepito inizialmente come progetto sperimentale, è oggi un'istituzione permanente che promuove la cultura, favorisce la formazione professionale, facilita lo scambio sociale e valorizza le risorse del territorio, grazie alla sua originalità e alla capacità, data dalle caratteristiche tipiche del fumetto, di coniugarsi con ambiti e tematiche anche molto distanti fra loro: l’arte, la scienza, le discipline sociali.

Saranno esposti dal 7 al 13 dicembre 2020, lungo il colonnato esterno dell’Auditorium Parco della Musica, le opere di giovani studenti e studentesse contro la violenza di genere per l’iniziativa “Manifesti d’artista. 1522 - Roma per le donne” promossa da Roma Capitale, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Fondazione Musica per Roma.

L'iniziativa, partita il 23 novembre per la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne 2020 in modalità on line, sui siti di Roma Capitale e Fondazione Musica per Roma, nel rispetto delle normative anti-Covid, da oggi viene ospitata nello spazio esterno dell’Auditorium Parco della Musica aperto al pubblico.

I 20 manifesti sono stati realizzati da studentesse e studenti delle Scuole e Accademie di Arte di Roma con il claim “Scelgo la libertà” e selezionati attraverso una call pubblica.

L’obiettivo dell’iniziativa, realizzata in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, è promuovere i Centri Antiviolenza di Roma Capitale, attivi h24 e collegati al numero nazionale anti violenza e stalking 1522. I servizi antiviolenza offrono sul territorio cittadino consulenze specialistiche, protezione e supporto alle donne vittime di maltrattamenti, con percorsi individuali e servizi finalizzati alla riconquista della piena autonomia di vita.

Il progetto è rivolto a sensibilizzare in particolare i giovani sul tema della violenza di genere; a seguire saranno promossi incontri con la cittadinanza e, in particolare, con studentesse e studenti.

“Contro la violenza sulle donne è fondamentale non abbassare mai la guardia. Per questo l’impegno è massimo per aprire nuovi servizi antiviolenza sul territorio e sensibilizzare, soprattutto i più giovani, al rispetto, al riconoscimento e al diritto di ciascuna e di ciascuno alla piena e libera espressione di sé, al diritto alle pari opportunità. Questa esposizione è un segnale che studentesse e studenti lanciano, insieme a noi, alla città e non solo, contribuendo alla promozione dei centri anti violenza che abbiamo aperto, anche in questi anni, sul nostro territorio come risposta e aiuto concreto per sostenere e accompagnare le donne, insieme ai loro bambini, lungo un percorso di fuoriuscita dai maltrattamenti, all’indipendenza e alla libertà”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

“L’educazione è un asse fondamentale nella sensibilizzazione dei più giovani contro la violenza di genere. Quella che gli studenti coinvolti in questa iniziativa hanno vissuto è l’esperienza di una comunità scolastica che prova a interrogarsi sulla violenza e a dar voce al suo contrasto attraverso la forza comunicativa dell'arte. Partire dalla consapevolezza delle generazioni più giovani vuol dire dar vita già oggi a un futuro diverso”, dichiara la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti.

“La pandemia ha accentuato la diffusione della violenza sulle donne. In questa situazione è più che mai importante dare un contributo alla battaglia per l'eliminazione della violenza di genere promuovendo iniziative come la mostra Manifesti d’artista – 1522 Roma per le donne che facciano riflettere e radicare soprattutto tra i più giovani quel rispetto necessario alla crescita di una società civile. Per questo motivo siamo orgogliosi di accogliere negli spazi dell'Auditorium i lavori degli studenti e delle studentesse delle Scuole e delle Accademie d’arte di Roma: il cambiamento culturale di cui abbiamo bisogno deve partire da loro, dalle nuove generazioni, per educare donne consapevoli e uomini rispettosi”, dichiara l’Ad della Fondazione Musica per Roma Daniele Pitteri.

Le 20 opere sono: “Diario Polifonico” di Chiara Amici in collaborazione con la fotografa Antonella Fiorillo; “Supereroina di tutti i giorni” di Alessio Gennaro; “La lotta non è finita (riprendiamoci la vita!) di Valentino Chidiac; “Filo di Arianna” di Francesca Ansanelli; “Libera dal ratto” di Alessio Gennaro; “We Fight Back!” di Valentino Chidiac; “Solidarietà rosa” di Lucrezia Nicotra; "Svincolare...)" di Caterina Tahan; “Non mi nascondo” e “Violenza” di Alessio Corcio; “Fuori” di Eleonora Mossi; “Io sono, io posso”, proposta in tre diverse declinazioni, di Michela Angelucci; “Danzando” di Fany HU; “La Maddalena” di Mattia Trabalza; “Libel - La libellula” di Maria Grazia Splendori; “Non basta Archimede” di Gianluca Coppeto; “Mea Culpa” di Angela Matarozzi; "Tracce silenti" di Caterina Tahan.

 

 

“Amo dire che sono un artista di repertorio, come quei cantanti lirici a cui piace interpretare determinate opere perché le cantano meglio. Le immagini sulle quali torno, non si esauriscono mai.”
Manolo Valdés

Manolo Valdés, artista spagnolo di fama internazionale, nasce a Valencia, l’8 marzo 1942 e vive ora tra New-York e Madrid. Torna a Roma dopo ben 25 anni con una ampia mostra personale ospitata nelle sale del Museo di Palazzo Cipolla. Una settantina di opere (provenienti dallo studio dell’artista e da importanti collezioni private) fra quadri e sculture (in legno, marmo, bronzo, alabastro, ottone, acciaio, ferro, ecc.), alcune delle quali di grandi dimensioni, daranno conto del percorso creativo di Valdés dai primi anni ottanta (poco dopo la conclusione dell’esperienza di Equipo Crónica) ad oggi.
Nella ricerca figurativa e ludicamente visionaria di Valdés gli artisti del passato più o meno lontano (da Velazquez a Rubens e Zurbarán, da El Greco a Ribera fino a Léger, Matisse, Lichtenstein, etc.) diventano interlocutori con cui intrattenere un contatto giornaliero.
La mostra “Manolo Valdés. Le forme del Tempo” è stata fortemente voluta dal Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale che la promuove, ed è realizzata da POEMA in collaborazione con la Galleria Contini di Venezia, con il supporto organizzativo di Comediarting e Arthemisia. La rassegna è curata da Gabriele Simongini.

Le parole pronunciate dal Prof. Avv. Emanuele al vernissage, salutano le bellissime opere esposte nelle sale del Palazzo Cipolla:
“Le opere di Valdés, siano esse dipinti o sculture, sono percorse da una forza e una vitalità dirompenti, trasmesse dalla sapiente lavorazione che l’artista fa dei materiali più vari, alcuni persino assemblati e creati da lui stesso, fino a comunicare allo sguardo quasi una sensazione tattile. Del suo lavoro, io personalmente apprezzo, in particolare, proprio l’attitudine ad attingere in maniera del tutto trasparente e naturale al repertorio artistico del passato per riproporlo in chiave contemporanea, a conferma della mia convinzione che l’arte è un fluire ininterrotto, un dialogo costante tra i grandi di ieri e di oggi, e che non da dunque senso racchiuderla in periodi rigidi ed impermeabili tra loro. L’opera di Manolo Valdés è una revisione continua del passato, un mosaico che si compone di centinaia di tessere, una rappresentazione che nasce dall’accumulazione e dall’appropriazione di tante altre immagini saldamente entrate nella nostra cultura visiva, di reminiscenze di tutte le civiltà e di tutti i tempi (dalle icone della pittura spagnola alle sculture equestri, fino ai modelli di epoca rinascimentale, soltanto per fare qualche esempio)”, conclude il Prof. Avv. Emanuele.
La mostra rimarrà aperta fino il 10 gennaio 2021 e avrà aperture straordinarie per le festività natalizie.

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