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Martedì, 23 Maggio 2017

I ritratti della Gens Giulio Claudia appartenenti alla Fondazione Sorgente Group entreranno nella storia degli studi archeologici. Dal 17 maggio le loro copie in gesso fanno parte di un nuovo allestimento del Museo dell’Ara Pacis promosso da  Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura,  dove andranno a completare la serie già esposta dal 2006. Il progetto è stato finanziato interamente dalla Fondazione Sorgente Group, Istituzione per l’Arte e la Cultura, senza finalità di lucro istituita nel 2007 grazie al sostegno economico del Gruppo finanziario Sorgente Group con lo scopo di valorizzare, promuovere e divulgare tutte le espressioni della cultura e dell’arte appartenenti al nostro patrimonio culturale.

Il progetto, che riunisce per la prima volta la famiglia di Augusto, è una preziosa opportunità di presentare un apparato iconografico e documentario inedito e un’imperdibile occasione di partnership pubblico/privato per la valorizzazione del nostro patrimonio artistico.

La serie viene completata con sei calchi provenienti dalla Fondazione Sorgente Group: si inizia con Marcello, il nipote preferito di Augusto, assente dalla sequenza dei volti imperiali del Museo; si prosegue con i ritratti di Gaio e Lucio Cesari; si aggiungono, inoltre, i volti di Antonia Minore, di Germanico e diGaio adulto. In particolare, il ritratto di Marcello è considerato il migliore esemplare del volto del giovane principe.

La famiglia di Augusto, il primo grande imperatore di Roma, si può dire dunque ricongiunta. Marcello, figlio di Ottavia, l’amata sorella di Augusto, era stato adottato e designato come erede, per poi morire in giovane età. Gaio e Lucio Cesari sono i figli che Giulia, unica figlia di  Augusto, ebbe da Marco Agrippa: furono adottati dopo la morte di Marcello e designati alla successione, ma entrambi morirono prematuramente. I due ritratti di Gaio e Lucio, che rappresentano i personaggi da giovani, ci restituiscono un’impressione di grande freschezza. Di Gaio Cesare sarà esposto anche un secondo ritratto da adulto. Chiudono la serie Antonia Minore, la figlia di Marco Antonio e Ottavia, raffigurata come divinizzata con corona imperiale, e suo figlio Germanico, adottato da Tiberio per volere di Augusto. Nessuno di questi Principi è mai arrivato alla successione.

Il progetto, voluto dalla Vicepresidente della Fondazione Sorgente Group, Paola Mainetti, è stato coordinato dalla curatrice per l’Archeologia della Fondazione, Valentina Nicolucci, con la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. La Fondazione ha colto con grande interesse la possibilità di mettere a disposizione del Museo dell’Ara Pacis i ritratti della dinastia Giulio Claudia, realizzandone copie perfette. È un riconoscimento al valore della sua collezione ma anche la giusta occasione per mostrarli al mondo e raccontarne la storia.

I volti dei principi della Fondazione Sorgente Group hanno ricevuto in questi anni il consenso e il plauso degli studiosi grazie ad importanti esposizioni. Marcello è stato esposto in mostra per la prima volta nel 2008 nella sede di Palazzo Massimo. Successivamente, oltre a Marcello, anche i due ritratti di Gaio e Lucio sono stati esposti alle Scuderie del Quirinale nel 2013, in occasione della mostra Augusto. A marzo 2014 i tre volti hanno poi fatto parte dell’edizione parigina della Mostra “Moi, Auguste, Empereur de Rome”, al Réunion des Musées Nationaux – Grand Palais.

Un gruppo di corrispondenti della stampa estera a Roma ha di recente visitato la mostra “Dilectissimo fratri Caesario Symmachus. Tra Arlese Roma: le reliquie di San Cesario, tesoro della Gallia paleocristiana” e ha potuto visionare alcuni inediti restauri in corso di importanti opere in marmo e carta presso il Museo Pio Cristiano.

Legami storici, forti e antichi, tra la francese Arles e Roma hanno indotto i Musei Vaticani ‒ e in particolare il Reparto di Antichità Cristiane – e il Musée départemental Arles antique a ideare e allestire negli spazi vaticani del Museo Pio Cristiano, fino al 25 giugno 2017, questa piccola ma preziosa mostra che già dal titolo intende evocare il forte dialogo e i rapporti di vicinanza tra la città provenzale e l’Urbs sin dall’epoca paleocristiana.

L’esposizione, la prima ad essere inaugurata da Barbara Jatta, nuovo direttore dei Musei del Papa, vede la curatela di Umberto Utro, responsabile della Collezione di Antichità Cristiane, dell’assistente di reparto Alessandro Vella, e di Claude Sintès, direttore del Museo Dipartimentale di Arles Antica.

La mostra, che inaugura una proficua collaborazione scientifica tra le due istituzioni culturali, intende sottolinearne anche l’importante valenza simbolica tributando un omaggio proprio a Cesario, vescovo di Arles all’inizio del VI secolo, grande umanista, grande santo, grande erudito che a suo tempo fu ricevuto a Ravenna dal re Teodorico e a Roma dal Papa Simmaco.

Le cinque sezioni in cui si articola l’esposizione pongono a confronto, in una sorta di “dialogo tra collezioni d’arte”, le reliquie di San Cesario e le testimonianze del suo culto ‒ tutte di provenienza arlesiana e provenzale ‒ con opere provenienti dalle raccolte vaticane, a parte una collana in oro con monogramma cristologico oggi al Museo Nazionale Romano. È esposto anche un preziosissimo codice d’età carolingia (un prestito eccezionale della Biblioteca Apostolica Vaticana) che riporta il testo della lettera che papa Simmaco scrisse a Cesario e il cui incipit ha ispirato il titolo della stessa mostra.

 

Info utili

Mostra: «Dilectissimo fratri Caesario Symmachus». Tra Arles e Roma: le reliquie di san Cesario, tesoro della Gallia paleocristiana
Luogo: Museo Pio Cristiano, Musei Vaticani
Durata: 24 marzo - 25 giugno 2017
Biglietto: gratuito e incluso nel biglietto d’ingresso ai Musei 
Orario: segue quello dei Musei (ore 9.00 - 16.00 con chiusura alle ore 18.00)
N.B.: Ingresso gratuito ai Musei Vaticani e alla mostra ogni ultima domenica del mese. 
Orario: 9.00-14.00, ultimo ingresso alle ore 12.30

 

Inaugurata ieri sera al Teatro Naselli di Comiso la seconda tappa della collettiva d’arte “Oblivion”, organizzata dall’associazione culturale MPGArt di Vittoria e curata da Melissan Gurrieri e Giovanna La Cava, che nelle scorse settimane era stata allestita all’Antica Centrale Elettrica di Vittoria. “Oblivion” racconta l’arte della dimenticanza attraverso le opere di 38 artisti di tutto il mondo, scegliendo diverse espressioni che parlano il linguaggio comune della bellezza e dell’interiorità.

L’arte che si collega alla sfera privata divenendo occasione di rinascita spirituale, un oblio che riporta ai sentimenti veri e alle emozioni ripercorrendo con questa mostra percorsi che collegano esteriorità e intimità.

Una missione che “Oblivion” fa anche attraverso la narrazione, con la presentazione del libro “Trilogia dell’Altrove”, opera prima dell’avvocato palermitano Marco Ricca, domani, domenica 30 aprile, alle 19.00. Tre racconti che stupiranno il lettore, il cui filo rosso è il tema del viaggio: catartico, reale, onirico, di ritorno, persino mistico. Un’opera che unisce la prosa lirica ad una fitta descrizione, per una narrazione che non segue un ritmo costante: ora più calma, ora più incisiva, la lettura offre una continua sorpresa al lettore, spinto, come si legge nell’introduzione curata da Marika Usenza, ad “aguzzare l'ingegno per mettere insieme pezzi di un mosaico senza indugiare nell'ammirazione della singola tessera”.

Una trilogia dal genere letterario misto, un romanzo in cui il motivo dell'investigazione, della ricerca si intreccia con quello psicologico, per un doppio momento di scrittura: quello lirico, poetico, delle parti riflessive che fermano il tempo del racconto e quello portante della narrazione, per un genere letterario misto in cui il motivo dell'investigazione, della ricerca si intreccia con il romanzo psicologico.

Fra i diversi personaggi un ruolo determinante ha la figura della guida, quasi sostitutiva a quella genitoriale, che traluce in alcuni personaggi, come il professore Martorana e Teodoro Claude. E poi c’è la “madre”, archetipo che ritorna sotto varie vesti: ora è la terra natale, ora è la natura, ora è l'arte stessa. Essenziali poi in tutto il percorso le ricche descrizioni di tutto ciò che compone le pagine del libro, i paesaggi, i personaggi, gli stessi oggetti che accolgono nel loro mondo surreale il lettore, per un appuntamento con la letteratura che è anche percorso di introspezione.

Gli artisti che espongono all’interno della collettiva sono: Salvo Barone, Arturo Barbante, Sandro Bracchitta, Momò Calascibetta, Carmelo Candiano, Salvo Catania Zingali, Bartolomeo Conciauro, Naire Feo, Sergio Fiorentino, Giovanna Gennaro, Franco Iacono, Paolo Greco, Sebastiano Messina, Fabio Modica, Michele Nigro, Alida Pardo, Giuseppe Pizzenti, Francesco Rinzivillo, Piero Roccasalvo Rub e Giovanni Stella, Anita Le Sech, Ay Bm, Dariusz Romanowski, Fiorenza Gurrieri, Giovanna Giaquinta, Irene Pouliassi, Jason B Bernard, Luca Scarpa, Marco Lando, Margarita Henriksson, Natasha Van Budman, Rebecca Key, Sarbast Ahmad Mustafa, Sara Spizzichino, Sara Vacchi, Simon Kloss, Sthephanie Mercedes e Victor Alaluf. L’iniziativa gode del patrocinio del Libero consorzio comunale (già Provincia regionale di Ragusa), del Comune di Comiso, del Comune di Vittoria, e del supporto di Siriac, M.P. Trade, Marimaserre, C.F. Farruggio, Nuova Sud Imballaggi.

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