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Mercoledì, 03 Giugno 2020

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“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio. Santa Madre di Dio: non disprezzare le nostre suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”. E’ una preghiera alla Madre di Gesù risalente al III secolo quella che è stata scelta per caratterizzare il primo giorno di festa in onore di Maria Santissima delle Grazie a Chiaramonte Gulfi. Ogni giorno, in particolare, sarà contrassegnato da preghiere di varie epoche storiche con cui potersi rivolgere ed affidarsi alla madre di tutti. La chiesetta che si trova sulla sommità del paese ibleo sarà aperta tutti i giorni del Novenario dalle 10 alle 12 e dalle 16,30 alle 22. Ieri il primo significativo momento con la celebrazione eucaristica tenutasi nel piazzale antistante la chiesa sia la mattina che in serata. Alle celebrazioni programmate in esterno hanno partecipato novanta persone, il massimo consentito dalle norme tuttora vigenti. “Responsabilità e prudenza – affermano il parroco, il sacerdote Salvatore Vaccaro, con il vicario, il sacerdote Filippo Bella – devono caratterizzare maggiormente in questa nuova fase la vita di credenti e di cittadini. Questa seconda fase coincide per noi chiaramontani con la festa della Madonna delle Grazie che quest’anno vivremo in maniera insolita ma ciò non ci vieta di continuare ad onorare la vergine Maria. Più che mai, infatti, ci affidiamo a Lei, mediatrice di ogni grazia, perché possa ascoltare e accogliere le nostre preghiere e le nostre suppliche e presentarle al suo figlio Gesù”. Da oggi e sino a sabato 30 maggio, oltre a lunedì 1 giugno, ogni giorno la celebrazione eucaristica si terrà alle 19 all’interno della chiesa. In questo caso, il numero massimo dei partecipanti consentito è di 35 persone, 25 all’interno e 10 all’esterno. Tutte le celebrazioni eucaristiche si tengono nel rispetto delle norme vigenti emanate dal Dpcm del 26 aprile 2020 e del decreto vescovile del 13 maggio 2020. Ai fedeli è raccomandato di venire muniti di guanti e mascherina. Confcommercio provinciale Ragusa e sezionale Chiaramonte, con i rispettivi presidenti Gianluca Manenti e Danilo Scollo, hanno accolto la possibilità di curare l’aspetto della comunicazione. “Un supporto – dicono – essenziale in un momento come questo in cui è sempre più necessario mettere in evidenza la nostra identità anche con riferimento alle tradizioni di carattere religioso che, in una realtà come Chiaramonte, sono fortemente radicate”.

Un’attenzione speciale, ma non c’erano dubbi, da parte dei fedeli e dei devoti che ieri, con compostezza esemplare, nel pieno rispetto delle misure anticontagio, hanno voluto rendere omaggio a Santa Rita da Cascia e alla reliquia esposta per la venerazione nella chiesa dell’Ecce Homo, nel centro storico di Ragusa superiore. Un momento straordinario rispetto a cui non è mancata neppure la preghiera per gli ammalati, i medici e gli operatori sanitari, oltre che per i fedeli, allo scopo di preservare tutti dalla pandemia. Il parroco, don Giovanni Bruno Battaglia, ha coinvolto la comunità parrocchiale per far sì che questi momenti potessero essere vissuti all’insegna della carità e della solidarietà. “Abbiamo chiesto alla santa delle cause impossibili, da sempre venerata nella nostra parrocchia – afferma il parroco – di intercedere per le necessità di tutti, di ascoltare le preghiere dei fedeli e di gradire il gesto di solidarietà di chi è stato in visita, solidarietà che per numerose famiglie diventerà segno visibile di gratitudine e generosità”. La chiesa dell’Ecce Homo, ieri, è rimasta aperta sino a tarda sera. Al posto dell’offerta di rose e lumini, è stata suggerita dal parroco un’offerta per i bisognosi da lasciare ai vincenziani che hanno installato una postazione davanti al portone centrale. A partecipare ai momenti di venerazione anche il direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute di Ragusa, don Giorgio Occhipinti, che si è complimentato con il parroco e con la comunità parrocchiale per la straordinaria collaborazione e disponibilità nella predisposizione delle disposizioni previste dal decreto sulle misure di sicurezza. 

Maggio è il mese della Madonna. E non è un caso che Chiaramonte Gulfi, che celebra la Vergine come Regina e Patrona, abbia scelto di rendere onore, come accade ogni anno in questo stesso periodo, anche a Maria Santissima delle Grazie, il cui simulacro è ospitato nella chiesetta omonima, che sorge nella parte sommitale del paese. Quest’anno, però, le celebrazioni saranno caratterizzate da notevoli restrizioni a causa dell’emergenza sanitaria che sta imperversando ovunque. E’ un aspetto che il parroco, il sacerdote Salvatore Vaccaro, e il vicario, don Filippo Bella, mettono in rilievo nel tradizionale messaggio rivolto ai fedeli. “Dopo avere accettato con grande senso di responsabilità, ma non senza dolore – spiegano i due sacerdoti – le restrizioni di questi mesi di emergenza, vogliamo gioire tutti per l’inizio di questa seconda fase che dà la possibilità di una partecipazione dei fedeli all’Eucarestia e alla vita sacramentale, sebbene a precise condizioni. Il periodo che abbiamo vissuto non è stato privo di significato per la nostra vita, individuale e comunitaria. Abbiamo riscoperto tra le mura domestiche la gioia di essere famiglia e anche chiesa domestica. Adesso ci viene chiesto di riappropriarci, anche in modo fisico, della nostra appartenenza alla grande famiglia di Dio e alla comunità degli uomini, tra le mura del tempio e per le strade, le piazze, i luoghi di lavoro e di impegno”. “Questa seconda fase coincide per noi chiaramontani – proseguono don Vaccaro e don Bella – con la festa della Madonna delle Grazie che, quest’anno, vivremo in maniera insolita. Ma ciò non ci vieta di continuare ad onorare la Vergine Maria. Più che mai ci affidiamo a lei, mediatrice di ogni grazia, perché possa ascoltare e accogliere le nostre preghiere e le nostre suppliche e presentarle al suo figlio Gesù”. La festa, quest’anno, sarà caratterizzata essenzialmente dalle celebrazioni eucaristiche che si terranno nella chiesa della Madonna delle Grazie e che prenderanno il via domenica 24 maggio. In particolare, alle 11 e alle 19 si terranno le sante messe nel piazzale antistante la chiesa. Poiché le celebrazioni saranno all’esterno, il numero massimo di partecipanti consentito è di 90 persone. Si chiede di arrivare almeno mezz’ora prima dell’inizio della funzione e di essere muniti di guanti e mascherine. Da lunedì 25 a sabato 30 maggio oltre a lunedì 1 giugno, invece, la celebrazione eucaristica, a partire dalle 19, si terrà all’interno della chiesa. Il numero massimo dei partecipanti consentito è di 35 persone (25 all’interno e 10 all’esterno). Inoltre, dal 24 maggio al 2 giugno, la chiesa della Madonna delle Grazie resterà aperta dalle 10 alle 12 e dalle 16,30 alle 22 per le visite da parte dei fedeli. Anche quest’anno, a curare la comunicazione esterna dei festeggiamenti sarà Confcommercio provinciale Ragusa, con il presidente Gianluca Manenti, e la sezione cittadina dell’associazione di categoria, guidata dal presidente Danilo Scollo. “E’ un momento particolare – sottolineano entrambi – ma riteniamo che manifestazioni di religiosità popolare come questa vadano tutelate costituendo uno dei punti più significativi della nostra identità popolare. E’ un modo, da parte nostra, per fare sentire che si deve aiutare tutto ciò che è specifica espressione di un intimo senso di appartenenza”.   

 

Domani sarà celebrata la memoria liturgica di Santa Rita da Cascia anche all’Ecce Homo di Ragusa. E mentre le funzioni saranno caratterizzate, su espressa indicazione del parroco, il sacerdote Giovanni Bruno Battaglia, da iniziative legate a sobrietà e solidarietà, con l’obiettivo di coinvolgere tutti i fedeli, lo stesso parroco ha approfondito la devozione nei confronti della santa nell’ambito della chiesa che sorge nel centro storico superiore. “La devozione di Santa Rita a Ragusa – spiega don Battaglia – ha una storia plurisecolare, documentata soprattutto nella nostra chiesa a partire dal 1833. L’altare della santa e il quadro dell’estasi risalgono alla metà dell’Ottocento e di recente è stata ritrovata e datata una reliquia insigne di Santa Rita concessa dal cardinale Lorenzo Barili, prefetto della congregazione per le indulgenze e le sacre reliquie dal 1872 all’8 marzo 1875, data della sua morte. L’insigne reliquia che porta il nome della “Beata Rita da Cassia”, infatti Rita sarà canonizzata il 24 maggio 1900 da papa Leone XIII, è custodita in un reliquiario ottocentesco conservato da alcuni decenni nell’archivio parrocchiale. Solo in questi ultimi giorni, in preparazione alla festa 2020, per interessamento del seminarista Alessio Leggio, si è pensato alla sua esposizione e in questo frangente si è avuta l’opportunità di approfondire la datazione”. “Grazie all’interessamento del prof. Paolo Antoci, di padre Peppino Antoci e alla documentazione cercata da Alessio Leggio – continua padre Battaglia – possiamo adesso esporre alla venerazione dei fedeli questa insigne reliquia. A 120 anni dalla canonizzazione di Santa Rita, rinnoviamo la nostra gratitudine al Signore per averci dato questa santa sorella nella fede la cui testimonianza è sempre attuale, testimonianza di consolazione e incoraggiamento soprattutto in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo”.

 

La festa di quest'anno si è caratterizzata per le insolite modalità di rendere omaggio a Maria Santissima Addolorata. A Comiso, infatti, le celebrazioni si sono tenute a porte chiuse e senza concorso di popolo. Nonostante ciò, non poteva di certo mancare il gioioso canto dell'Inno, anch'esso eseguito in maniera differente dal solito a causa dell’emergenza sanitaria ma pur sempre capace di suscitare emozioni e sentimenti di devozione. Il parroco della chiesa Madre, don Innocenzo Mascali ed il comitato dei festeggiamenti, ringraziano di cuore la direttrice del coro dei bambini Maria Lucia Faro e l'emittente "La Prima Tv", in particolar modo Margherita Lanza, per il montaggio del video che è stato diffuso in queste ultime ore. Un ringraziamento speciale anche al corpo bandistico "Diana" che si è occupato della registrazione della base di accompagnamento. Sabato, inoltre, un altro dei momenti più attesi e suggestivi della festa, vale a dire la "Svelata" della vigilia. Dopo un anno, infatti, il simulacro settecentesco della Vergine Addolorata, gelosamente custodito nella nicchia dell’altare laterale a lei dedicato, riappare agli occhi delle migliaia di fedeli che gremiscono la chiesa Madre. Per l’occasione l’altare in cui viene disposto il simulacro si adorna di una veste splendida, quasi a volere imitare il trono celeste in cui la Vergine Santissima dimora. La fantasia degli addetti ai lavori nel disporre drappi, veli ed elementi architettonici appositamente creati, e le centinaia di fiori e ceri fanno di quell’altare l’elemento di sorpresa e di distinguo della festa. Il ritiro della preziosa tenda in filet, appositamente realizzata nel 1928, tra il lancio di petali di rose lungo la navata centrale e la commozione di tutti, segna l’inizio gioioso della festa. Anche quest’anno, nonostante le restrizioni, il rito della Svelata si è comunque consumato così come la pioggia di petali che lo caratterizzano. Non c’erano, però, naturalmente, i fedeli che hanno potuto, comunque, assistere allo straordinario momento in diretta streaming. In più, ieri mattina, si è tenuta la messa celebrata dal vescovo della diocesi di Ragusa, mons. Carmelo Cuttitta, mentre ieri pomeriggio è stato recitato l’atto di affidamento della città di Comiso alla vergine Addolorata. Nei giorni scorsi, l’impresa ecologica Busso Sebastiano, che gestisce il servizio di igiene ambientale in città, si era occupata di interventi di sanificazione tutt’attorno alla chiesa Madre per far sì che, durante le giornate della festa, potesse essere bloccato sul nascere ogni eventuale problema di carattere sanitario.

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