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Martedì, 20 Aprile 2021

I ristoratori siciliani proclamano lo stato di agitazione permanente. Da oggi, parte la mobilitazione di tutti coloro che, da 13 mesi, hanno dovuto chiudere le loro attività e non hanno avuto aiuti dallo stato. Una piattaforma rivendicativa verrà inviata a tutte le prefetture siciliane per esprimere la protesta della categoria e chiedere con forza la riapertura immediata delle attività.

Questa mattina, a Ragusa, in piazza Matteotti, si è svolta la manifestazione indetta e coordinata da Co.Ri.Sicilia, l’associazione costituita dai titolari di ristoranti, bar, pizzerie, pub, pasticcerie. Massiccia la partecipazione: hanno aderito ed erano presenti il movimento “Le Partite Iva” ,  “Movimento Imprese e Ospitalità” (#MioItalia) e il gruppo “Brigate di Sala e Cucina”, composto da chef, direttori di sala e camerieri. In piazza hanno parlato Raffaele Fiaccavento, presidente di Co.Ri.Sicilia, Ilda Migliorino, segretaria di Co.Ri.Sicilia, Monica Furnaro, Barbara Cannata, del movimento “Le Partite Iva”, Amedeo Monopoli, di “#MioItalia”.

Sono intervenuti anche Stefania Ridolfo (delle Brigate di Sala e Cucina), Federica Bisegna, della compagnia G.o.D.o.T. per il settore teatro e cultura, Peppe Firera, in rappresentanza degli animatori di eventi ed un giovane diciasettenne, figlio di un ristoratore che ha letto una commovente lettera indirizzata ai parlamentari ed alle istituzioni.

Una delegazione, composta da Raffaele Fiaccavento, Barbara Cannata e Amedeo Monopoli è stata ricevuta dal prefetto, Filippina Cocuzza. I ristoratori hanno chiesto l’apertura di un tavolo permanente a livello nazionale per concordare tutte le procedure per una immediata apertura in sicurezza dei locali di ristorazione. “Le nostre attività sono chiuse da mesi e non abbiamo ristori, ma solo briciole – ha detto Raffaele Fiaccavento – la misura è colma. Abbiamo messo a punto tutti i protocolli di sicurezza che ci sono stati chiesti, ma siamo stati costretti lo stesso alla chiusura. La soluzione è solo una: chiediamo di poter tornare a lavorare, garantendo il rispetto di tutte le misure previste”.

«Il prefetto ha ascoltato le nostre richieste – ha detto Barbara Cannata – e si farà portavoce presso il governo. Questa è una richiesta di “equità sociale”: la nostra categoria non può essere l’unica ad essere penalizzata. Da tredici mesi non lavoriamo, noi non facciamo parte dei cosiddetti “garantiti”. Accanto all’emergenza sanitaria, in Italia, esiste l’emergenza sociale: anche i nostri dipendenti e le loro famiglie sono stati abbandonati e sono sulla strada: oggi non hanno più un reddito. Siamo persone: le persone hanno una dignità che va rispettata! Chiediamo al governo l’apertura immediata di un tavolo di concertazione per giungere rapidamente alla riapertura».

Ilda Migliorino, segretaria di Co.Ri.Sicilia, ha aggiunto: «La massiccia partecipazione di oggi è un segnale importante. Finalmente c’è un risveglio di tutte le categorie per portare avanti la stessa battaglia. È importante la partecipazione, la mobilitazione di tutti e l’organizzazione partendo dal basso. Ad oggi nessuna associazione di categoria è scesa in piazza a sostegno dei movimenti autonomi. Abbiamo avuto invece il sostegno e la solidarietà di molti cittadini e lavoratori».

Stefania Ridolfo, rappresentante delle “Brigate di sala e cucina” ha detto: «Questo lavoro è la mia passione: ho cominciato a 16 anni e oggi ne ho 28. Abbandonare la sala, per noi, è come abbandonare un figlio. Noi operatori della ristorazione abbiamo rispettato tutti i protocolli di sicurezza. Ci hanno chiesto di ridurre i numeri: lo abbiamo fatto. Ci hanno chiesto di garantire le distanze: lo abbiamo fatto. Nessun settore ha rispettato le regole come il nostro, eppure solo noi siamo costretti a pagare un prezzo troppo alto».

I simulacri della Vergine e del Cristo che s'avanzano solitari e s'incontrano nella foschia della notte, per vie silenti e deserte. È così, con questa potente e suggestiva metafora del tempo presente, che l'artista albanese Adrian Paci, uno dei maggiori protagonisti sulla scena contemporanea, ha reinterpretato il tradizionale rito della Madonna vasa vasa in tempi di pandemia.

U 'ncuontru (L’incontro), questo il titolo della sua performance, si è svolto poco prima dell'alba di oggi, lungo le vie laterali che dalla chiesa di Santa Maria di Betlem conducono ai lati della scalinata della chiesa di San Pietro. Qui, in un'atmosfera ovattata e surreale, la statua della Vergine ha incontrato e abbracciato quella del figlio risorto, senza folle festanti, senza clamori di pubblico. Presenti, oltre l’artista, un gruppo di componenti dell'Associazione Portatori di Santa Maria di Betlem e alcuni operatori per le riprese video. L’evento, avvolto nel più stretto riserbo, è stato reso noto solo poche ore dopo la sua conclusione.

Il progetto è stato realizzato dalla galleria Laveronica Arte contemporanea e sostenuto dal vescovo di Noto mons. Antonio Staglianò, da don Antonio Maria Forgione parroco di Santa Maria di Betlem e dall'Amministrazione comunale, nel rispetto delle norme anti-Covid.

«Ogni anno, nella giornata di Pasqua a mezzogiorno in punto – spiega il gallerista Corrado Gugliotta de Laveronica - le statue del Cristo risorto e della Madonna vestita a lutto, dopo un percorso di ricerca si incontrano in piazza Monumento, dove avviene la tradizionale 'vasata' e dove la statua della Madonna, alla vista del Risorto, in segno di gioia, abbandona il suo manto nero e comincia ad allargare le braccia simulando il gesto dell'abbraccio e poi quello del bacio. Adrian Paci ha partecipato in passato diverse volte ai riti della Pasqua modicana rimanendo affascinato dalla partecipazione umana, dall'atmosfera festiva, dai gesti e dal ritmo della processione. In tempo di pandemia le processioni sono state annullate, ma Adrian ha immaginato un incontro notturno e 'clandestino'. Lontano dalle luci e dall'entusiasmo della folla. Un incontro silenzioso e intimo tra madre e figlio, tra una donna velata di nero che toglie il mantello e abbraccia il figlio creduto morto».

Una processione silenziosa, quella realizzata dall’artista albanese, ben diversa dalla Madonna vasa vasa, accompagnata dalla banda musicale, dallo scoppio di mortaretti e da enormi folle, ma che proprio per questo si carica di nuovi significati. Se la segretezza e la clandestinità del rito richiamano quella delle prime comunità cristiane, il silenzio e la solitudine rivelano il volto umano di Madre e Figlio, favoriscono la riscoperta dei significati essenziali e autentici della Pasqua, spogliati dalle esteriorità e dal folklore, in un'alba di speranza e rinascita.

Il video dell'evento sarà prodotto nelle prossime settimane. Dal 6 aprile al 31 luglio nei locali de Laveronica, in via Clemente Grimaldi 93, sarà possibile visitare una personale di Adrian Paci dal titolo 'The Encounter'. In mostra il video e una serie di foto tratte dalla celebre omonima performance che si è svolta a Scicli nel 2011, nata sempre dalla collaborazione tra la galleria ed il grande artista albanese e di cui U 'ncuontru, a dieci anni di distanza, ha rappresentato una prosecuzione ideale.

Da Laveronica Arte contemporanea un "grazie" particolare va al capo di gabinetto della Prefettura di Ragusa Gabriele Barbaro, al funzionario della Prefettura Rosario Caccamo, all'assessore comunale ai Lavori pubblici e urbanistica Giorgio Linguanti e al cantautore Giovanni Caccamo, che hanno reso possibile l'evento.   

 

 

Un messaggio di speranza rappresentato da un enorme uovo di ceramica di Caltagirone con all’interno il primo uovo di Pasqua al cioccolato di Modica IGP. È l’opera Ovum Pine Nut, dono pasquale ideato e disegnato dallo stilista siciliano Diego Cortez per Papa Francesco. Stamattina la presentazione del prezioso oggetto alla sacrestia della Basilica della Madonna delle Grazie di Modica alla presenza dello stesso designer, del vescovo della Diocesi di Noto, mons. Antonio Staglianò, dell’assessore comunale Giorgio Belluardo in rappresentanza del sindaco di Modica Ignazio Abbate e di Nino Scivoletto, direttore del Consorzio di tutela del cioccolato. Alto 140 cm, unisce le eccellenze siciliane: la ceramica di Caltagirone e il pregiato cioccolato di Modica IGP, il primo e unico cioccolato a marchio comunitario. L’uovo-pigna realizzato in ceramica di Caltagirone, con l’intervento del maestro Maurizio Dell’Aquila, è infatti diviso in due e al suo interno custodisce un uovo di cioccolato di 25 kg realizzato dal maestro cioccolatiere Aldo Puglisi di Nacrè, anch’egli presente stamane. Ad impreziosirlo infine un grande Gesù Cristo realizzato in oro zecchino sulla superficie esterna dell’opera, ritratto con le mani alzate verso il cielo. “Ovum Pine Nut vuole essere il simbolo di un nuovo rinascimento – ha spiegato lo stilista Diego Cortez – dopo la difficile prova che la pandemia ha rappresentato per tutta l’umanità. L’uovo, la Pasqua sono per antonomasia gli emblemi di una nuova vita, di speranza, di rinascita e in questo momento così difficile per tutti si caricano di significati ancora più profondi. Spesso Papa Francesco ci ha esortati a una riflessione sugli insegnamenti che questa pandemia ci ha lasciato, sull’importanza dell’unione e non dell’individualità per costruire un bene che sia di tutti, da qui ho scelto di lasciare un messaggio sull’opera, “Io siamo Noi”, che possa essere un nuovo inizio per tutti noi”.

Il vescovo della Diocesi di Noto, mons. Antonio Staglianò, che si spenderà per la consegna del dono a Sua Santità, si è soffermato sul significato cristiano: “Quest’opera racchiude il significato della Pasqua – ha dichiarato – che è superamento delle difficoltà terrene verso una nuova vita, un progetto di rinascita che non tralascia nessuno, ma che vede unito il genere umano nella realizzazione del bene comune guardando a Dio e al suo amore che è ora e sempre”. L’opera di Cortez resterà esposta per una decina di giorni nella sacrestia della Basilica della Madonna delle Grazie di Modica per poi essere donata al Papa: “Modica è orgogliosa di custodire per qualche giorno questa opera così importante – commentano il sindaco di Modica Ignazio Abbate e l’assessore Giorgio Belluardo – non solo per il messaggio di comunione e speranza che vuole lanciare, ma anche perché riunisce alcune delle eccellenze siciliane più apprezzate al mondo, in termini di materia prima, come la ceramica di Caltagirone e il cioccolato di Modica IGP, e in termini di maestranze. La nostra città diventa ambasciatrice della Sicilia presso la Santa Sede e di questo siamo particolarmente fieri”.

Ovum Pine Nut ha già un primato: è infatti il primo uovo di Pasqua al cioccolato di Modica IGP, con tanto di bollino della Zecca di Stato, come ha sottolineato Nino Scivoletto, direttore del Consorzio del Cioccolato di Modica Igp, introducendo anche il maestro cioccolatiere Aldo Puglisi che  ha utilizzato ingredienti pregiati come la massa di cacao monorigine Ecuador al 75% e zucchero italiano. Per l’occasione sono state inoltre realizzate 200 barrette di cioccolato IGP in edizione limitata con un incarto che richiama il disegno del Cristo. Delle mini barrette, sempre con cioccolato di Modica IGP, sono invece contenute all’interno dell’uovo gigante, un’ulteriore sorpresa per il Pontefice.


Ha preso il via ieri la 24esima edizione del Costaiblea Film Festival. Un’edizione interamente online, sulla piattaforma MyMovies, per poter vivere, anche direttamente da casa, la grande emozione che il cinema sa regalare. Con la direzione artistica del regista e docente Vito Zagarrio, anche quest’anno il festival punta ad esaltare la Sicilia e i suoi luogi dell’anima. Lo fa lungo alcune vie direttrici come l’accostamento alla musica, alla letteratura e all’arte. Proprio per quest’ultimo ambito il festival, in programma fino al 26 marzo, crea un vero e proprio connubio tra la settima arte e la seconda arte, la pittura. Una delle sezioni è infatti dedicata agli artisti del territorio e prevede, tra i vari filmati, ben due documentari dedicati all’arte del maestro Franco Polizzi, uno dei pittori più rappresentativi dell’arte siciliana contemporanea, membro storico e fondatore, con Guccione, Sarnari, Alvarez, Candiano, del Gruppo di Scicli. Non a caso è proprio di Polizzi l’opera artistica scelta per rappresentare l’immagine evocativa della locandina del festival, un superbo pastello dell’autore, un omaggio personalissimo a "Paris, Texas" di Wim Wenders. La visione dei documentari, come di altri film, è libera e basta collegarsi alla piattaforma MyMovies.

Il primo film è “?’?????????? ? ?? ?????. ?????? ???????” dello stesso direttore artistico Vito Zagarrio. Il regista attraversa l'opera polizziana con disinvolta maestria, lungo un felice dialogo che utilizza la macchina da presa per entrare nelle più recondite emozioni che portano Polizzi ad imprimere su tela la sua straordinaria ed inesauribile vena artistica, offrendoci la visione più intima di paesaggi solari alternati a spazi celesti tra pastelli, oli e disegni che catturano e connotano luce e colore. Il documentario si avvale della consulenza artistica della critica d’arte Elisa Mandarà, tra l’altro curatrice delle tre mostre che vengono attraversate dal documentario di Zagarrio, e cioè la personale del 2013 “I giorni e le opere” svolta a Palazzo Garofalo a Ragusa, la mostra del 2017 realizzata alla Virus Art Gallery di Roma e l’antologica “Visione luce 1974-2019”, realizzata al Silva Suri Museum, che offre uno spaccato dei vari periodi dell’arte polizziana.

Il film è un vero e proprio dialogo tra due maestri che sono cresciuti nel fervido ambiente socio culturale dell’area iblea. Zagarrio frequenta da decenni l’autore di cui è un grande estimatore e in questo documentario fa un parallelismo costante tra la pittura di Polizzi. Tutta la visione dell’arte di Polizzi è infatti contrappuntata da citazioni di film cari a Zagarrio ma anche a Polizzi che è un appassionato di pellicole. In apertura una citazione del film “Angeli su Berlino” di Wim Wenders, regista che sta molto a cuore anche allo stesso Polizzi. Poi il racconto dell’opera “Notte dei Balcani” si interseca con la citazione di un altro film, “Prima della pioggia” di Milčo Mančevski a cui l’autore si è ispirato. Poi la citazione del film “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore per congiungersi con un’opera polizziana che spalanca la vista sul cielo dal davanzale di una finestra. E poi una citazione di un film dello stesso Zagarrio, “La donna della luna” accostato ad un “Paesaggio in velocità” del pittore. Uno sguardo importante è dedicato infine anche agli omaggi liberi che l’artista ha voluto dedicare a quadri ed autori della grande tradizione.

Il secondo docufilm si intitola “Visione luce” di Angelo Piccione, giovane videomaker già affermato sulla scena nazionale con importanti premi e riconoscimenti, tra cui il premio “My Giffoni 2018” Audience Award e la sezione Giovani e premio stampa al festival “Versi di luce” (2019). In questa imperdibile e assoluta anteprima dona uno sguardo tutto nuovo alla pittura e alla figura di Polizzi artista. Anche in questo caso è coinvolta la critica Elisa Mandarà sia per la sezione critica che come voce narrante.

Il documentario si pone come un focus sul pittore di Scicli cercando di cogliere le varie fasi della “vita” di un quadro: dal processo creativo del pittore alla mostra. La parte iniziale del documentario, molto ricca di dettagli, è pensata per “accompagnare” e far “immergere” lo spettatore dentro il mondo dell’artista e la scelta della musica ha proprio la funzione di rendere perfettamente questa dimensione del tempo sospeso, quasi onirico, dell’ambiente e dei colori della natura che circondano l’artista. Il leitmotiv del documentario, infatti, è una musica minimale costituita da pianoforte ed archi in grado da poter lasciare spazio alle emozioni suscitate dalle opere senza far distogliere l’attenzione allo spettatore.

Sarà dunque molto interessante anche vedere le due differenti letture che dell’arte del maestro sciclitano vengono offerte da un regista maturo come Zagarrio e da un regista giovane come Piccione.

In programma, all’interno del festival, anche una interessantissima tavola rotonda, condivisa dal maestro Polizzi e dal prof. Paolo Nifosì, condotta tra storia dell'arte, specifico polizziano e cinema.

Sempre in questa sezione dedicata al connubio tra cinema e arte c’è anche un video dedicato all’artista ibleo Salvatore Chessari.

“Ho fortemente voluto che il festival avesse una sezione dedicata anche alla pittura poiché l’area iblea ha una tradizione artistica importante e significativa – spiega il direttore artistico Vito Zagarrio – Come ho già avuto modo di dire in fase di presentazione del festival, la nostra mission è quella di monitorare il cinema siciliano, di valorizzare il rapporto col territorio, di sottolineare l’importanza del cinema giovane e giovanissimo, di dare importanza ai mestieri del film e della televisione, di fare omaggi ai grandi Maestri del Cinema”.

Tante le sfaccettature di questa speciale edizione dove la Sicilia è grande protagonista come il focus su “la Sicilia e I Fratelli Taviani”, una lunga intervista a Paolo Taviani che accompagna la proiezione di due film, Un uomo da bruciare e Kaos, girati tra le provincie di Palermo, Caltanissetta e Ragusa. Ed ancora “la Sicilia tra cinema e letteratura”, un convegno su Leonardo Sciascia con la possibilità di vedere tre trasposizioni cinematografiche delle sue opere, tra cui Porte Aperte di Gianni Amelio. E poi “la Sicilia tra pellicola e Musica”, una masterclass di Moni Ovadia e un incontro con Pippo Del Bono ospite del gruppo catanese Okies. Infine “la Sicilia e i suoi autori”, una selezione di opere dei registi emergenti siciliani e un concorso di cortometraggi in collaborazione con il Palladium Film Festival con il premio “Piero Guccione-Giovane Cinema”. Il festival consegna inoltre il 'Carrubo D'Oro' premio speciale alla carriera all'attore palermitano Enrico Lo Verso (Lamerica, Così ridevano, Farinelli voce regina) realizzato dallo scultore ragusano Carmelo Candiano.

E’ pronta a entrare nel vivo la festa di San Giuseppe a Giarratana, che proseguirà sino a domenica 21 marzo. Qui, nella Perla degli Iblei, esiste una tradizione risalente. Non è un caso che, addirittura, il patriarca sia celebrato due volte all’anno. Domani, in chiesa Madre, prenderà il via il triduo in onore a San Giuseppe predicato dal parroco, don Mariusz Josef Starczewski, avente per tema “Con cuore di padre”. Alle 18 ci sarà la recita del Rosario, la coroncina e il canto delle litanie di San Giuseppe, alle 18,30 sono in programma i solenni Vespri in onore di San Giuseppe, alle 19 la celebrazione eucaristica. Venerdì è la festa liturgica di San Giuseppe ma anche la festa del papà. Alle 8,30 ci sarà la celebrazione eucaristica, alle 18 lo sparo di 19 colpi a cannone con lo scampanio nel giorno di festa. Alle 18,15 la Via Crucis in chiesa Madre. Alle 19 la celebrazione eucaristica con la presenza dei papà. Al termine della santa messa è in programma la premiazione del concorso “Poesia al papà” delle classi di prima media del catechismo. Sabato, poi, alle 18,15 è prevista la recita del Rosario, la coroncina e il canto delle litanie di San Giuseppe. Alle 19 la celebrazione eucaristica. Gli ingressi in chiesa saranno contingentati, nel pieno rispetto delle prescrizioni vigenti. A supportare le iniziative in programma anche Confcommercio provinciale Ragusa con il presidente Gianluca Manenti che ritiene “di cruciale importanza potere celebrare anche in quest’anno contrassegnato dall’emergenza sanitaria riti religiosi che ci identificano con il nostro territorio ma che, soprattutto, ci consentono di guardare avanti quando, speriamo, tutto tornerà normale”.

 

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