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Edizione N. 3

30 marzo 2012

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Ragusa

Comiso - Niente fuochi d’artificio per la festa dell’Addolorata

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Niente fuochi d’artificio quest’anno per la festa di Maria Santissima Addolorata a Comiso. Un deciso cambio di rotta che interrompe una tradizione secolare. La scelta, ponderata e in linea con i tempi, è stata fatta dal parroco, don Antonio Baionetta, con il supporto dei componenti del comitato. “Abbiamo voluto concentrare le nostre risorse sullo spettacolo finale della domenica sera in piazza – dice don Baionetta – proponendo la manifestazione artistica “E io sarò Cielo”, diretta dal regista Umberto Saraceni, che prenderà il via a partire dalle 23,30. Per quale motivo? Trattandosi dei solenni festeggiamenti in onore dell’Addolorata, quindi essendo posti in piena luce i dolori di Maria per la morte di Gesù, abbiamo deciso di lanciare un messaggio che speriamo possa rimanere impresso negli animi dei fedeli. Abbiamo cercato di individuare le piaghe e le sofferenze dell’umanità di oggi: dalle separazioni tra marito e moglie e quindi la disgregazione delle famiglie (nella nostra provincia siamo arrivati al disfacimento di circa il 40 per cento delle coppie, la percentuale più alta in Sicilia), ai figli contesi dai genitori; dalla tragedia della disoccupazione, alla tragica vita dei barboni; dall’arrivo dei barconi affollati di disperati extracomunitari, ai vecchi soli nelle case di riposo. Tutti aspetti che saranno riproposti, in occasione della manifestazione di domenica, con una “spada” che colpisce il cuore della madre Addolorata. In quest’epoca, più che nel recente passato, il luogo in cui si fa religione diventa il posto della speranza. E per tale motivo ci sarà una preghiera speciale che caratterizzerà la fase finale di questo momento”. E’ il dialogo tra l’uomo di oggi e Maria Santissima che ci fa riflettere su quelli che sono stati i nostri sbagli. “Riflettere su tutto ciò – continua don Baionetta – può fare nascere una impostazione nuova della vita, della società, una organizzazione differente rispetto al nostro mondo attuale. Quando cominciano le proteste, la violenza, subentra, è vero, il panico. Ma è in questo caso che occorre cominciare a ripensarsi. Una tragedia, una morte, può anche dare il via alla nascita e alla crescita di una nuova vita. Ognuno di noi può essere un cielo per qualcuno. E noi vogliamo che questo messaggio passi”. Domani, intanto, giovedì 17 maggio, la solenne celebrazione eucaristica in Chiesa madre a partire dalle 19 sarà presieduta dal vescovo, mons. Paolo Urso, di cui verrà ricordato il decimo anniversario della consacrazione episcopale e il 50esimo dell’ordinazione sacerdotale. Al termine, sempre in onore del vescovo, si terrà un momento di riflessione intercalato dai canti eseguiti dal coro “Lauda Dominum Casmenae”.

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Alcuni dei master of wine del mondo in viaggio studio tra le cantine della Sicilia

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Ventuno componenti dell’istituto Master of wine di Londra, sono stati ieri in provincia di Ragusa nell’ambito di una visita studio che stanno svolgendo in Sicilia. I più autorevoli esperti di vino sul pianeta, non a caso definiti informalmente “super giornalisti”, accompagnati dal presidente dell’organismo Lynne Sheriff, vero guru del vino, stanno visitando in questi giorni cantine e vigneti all’interno di un tour unico nel suo genere organizzato da Michele Shah Srl con la collaborazione con l’Istituto Vini e Olii di Sicilia. E questi professionisti del settore del vino, tutti di diversa nazionalità, ieri hanno fatto tappa alla cantina Valle dell’Acate in provincia di Ragusa. Lo scopo era quello di far conoscere ai Mw le qualità del Cerasuolo di Vittoria Docg e del Frappato Doc. Grazie al supporto del Consorzio di Tutela del Cerasuolo di Vittoria sono state infatti presentate 12 etichette di Cerasuolo e Frappato prodotte anche da altre aziende aderenti al consorzio. In totale sono stati degustati ben 56 campioni di vino. Consegnando una brochure con schede tecniche e informazioni specifiche sul clima e sugli andamenti di produzione negli ultimi 10 anni, la cantina Valle dell’Acate ha proposto una degustazione libera, non guidata, seguendo lo stile e le procedure dei Mw e ha messo in evidenza la diversità dei terreni di produzione di sua pertinenza, attentamente selezionati nel corso degli anni per la produzione di ciascun tipo di vino. Sono stati 35 i campioni dei vini in degustazione proposti da Valle dell’Acate, in alcuni casi presentati in verticale, come è avvenuto per il Bidis Chardonnay (annate 1997, 2002, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009) o per Il Moro Nero d’Avola Igt Sicilia (annate 2005, 2006, 2007, 2008, 2009) o naturalmente per il Frappato Doc Vittoria (annate 2008, 2009, 2010, 2011), il Cerasuolo di Vittoria Doc (annate 2002, 2003, 2004), il Cerasuolo di Vittoria Docg classico (annate, in quest’ultimo caso, dal 2005 al 2009). All’interno delle storiche cantine dell’azienda si è poi consumato un light lunch dedicato alla degustazione di piatti tipici del ragusano, un modo per far conoscere dal punto di vista gastronomico la fertile area degli iblei. “Sicuramente è stata una grande opportunità la presenza dei Mw nella nostra provincia – dichiara Gaetana Jacono di Valle dell’Acate – I vini del territorio si confermano di grande interesse per il mercato internazionale e i giudizi positivi espressi da questi massimi esperti al mondo ripagano i tantissimi sacrifici che le aziende vinicole come la nostra fanno ogni giorno producendo prodotti di grande qualità e appeal”.

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Presentata la Notte Europea dei Musei

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In occasione della Notte Europea dei Musei, prevista per sabato prossimo 19 maggio, il parco Archeologico Terracqueo di Kamarina sarà aperto al pubblico con una fitta serie di iniziative per rilanciare il sito tra visite guidate, recitazione, musica e fuochi d’artificio, a suggello di una serata speciale. La manifestazione è stata presentata stamani in conferenza stampa e gode del supporto del Comune di Ragusa, della Provincia, il sostegno di Acqua Santa Maria mentre l’organizzazione è curata da MediaLive. Si comincerà sabato alle 16.30, con l'inaugurazione del laboratorio di restauro, con dimostrazioni di restauro ceramico e lapideo effettuate dagli studenti dell'Istituto Statale d'Arte e del Liceo Artistico di Caltagirone e del Liceo Artistico di Comiso. Seguirà l'accoglienza al museo con l'esibizione del coro dell’istituto scolastico "Mariele Ventre" di Ragusa, diretto dalla maestra Donatella Bucchieri. In contemporanea partirà l'estemporanea di pittura a cura di "Isol'Arte". La visita guidata al museo e all'area archeologica, a cura della dott.ssa Alessandra Cilio e della dott.ssa Giuseppina Ventura e dei soci dell'Archeoclub Italia sede di Ragusa, condurrà i partecipanti in un percorso suggestivo all’interno del parco. Non mancherà il tributo al teatro e ai classici. Alle 17.30 si svolgerà la rappresentazione della tragedia "Elettra" di Sofocle a cura del Laboratorio Dionysios del Liceo Classico Umberto I° di Ragusa, per la regia di Gianni Battaglia. Uno dei momenti più importanti sarà dedicato a "Luigi Bernabò Brea e Camarina" e sarà curato dalla prof.ssa Paola Pelagatti dell'Accademia dei Lincei, con la scopertura di una lapide in ricordo del voto del Consiglio Superiore dei Beni Culturali del Ministero a favore della tutela dell'edificio del museo promosso dall’allora soprintendente Luigi Bernabò Brea. La cerimonia sarà accompagnata dal coro Jubilatae Gentes, diretto dalla maestra Gianna Rizza, che eseguirà l'inno nazionale. Altri appuntamenti saranno la mostra fotografica "Camarina com'era", nel cortile del museo, e la mostra archeologica "Camarina magica", nel padiglione Museo Est, a cura delle Unità Operative I° e III° del Parco (Ing.Giuseppe Savarino e Arch.Calogero Rizzutto). In serata sarà inaugurata nell'auditorium del museo la mostra "Piero Guccione e l'archeologia: Le pitture rupestri del Sahara libico", a cura del Centro Studi "Feliciano Rossitto". Un vero e proprio evento nell’evento che sarà introdotto dal prof. Paolo Nifosì e dalla prof.ssa Elisa Mandarà. Le indagini de “Il commissario Montalbano” animeranno l’incontro-intervista con l'attore Marcello Perracchio, sul tema "Camarina e il teatro e Camarina nel cinema" a cura di Gianni Papa. Dopo l'esposizione delle opere realizzate nel corso dell'estemporanea di pittura, gran finale intorno alle 23 con il tenore Giuseppe Baglieri e il soprano Takako Yoshida, accompagnati dal maestro Sergio Carrubba e dal coro Jubilatae Gentes, in un momento musicale intitolato "Sognando.. Camarina". Chiuderanno la serata i fuochi pirotecnici a cura di "Elia Fire Works". “Il successo dello scorso anno, con più di 1500 presenze - commenta Giovanni Distefano, direttore del parco archeologico - ci ha spinto a rinnovare una sfida in cui crediamo ogni anno di più e per la quale ci prepariamo da mesi. Per questo, ringrazio i funzionari e gli sponsor privati che si sono attivati per la realizzazione di questo importante evento che vede tanti artisti stringersi attorno a questo progetto culturale mettendo a disposizione la propria arte”. E parlando anche del nome del sindaco Nello Dipasquale, l’assessore comunale alla Cultura, Sonia Migliore, ha ribadito la valenza della “proposta culturale territoriale che sta crescendo sempre più e che sta trovando anche una maggiore presenza di turisti con dati che sono nettamente in controtendenza rispetto ad altre realtà”. E proprio per favorire la presenza dei turisti, per l’occasione sono state contattate le varie strutture ricettive e i grandi villaggi turistici che provvederanno a diffondere il programma dell’importante appuntamento che si inserisce nel circuito della “Notte europea dei musei” avviato cinque anni fa dal Louvre di Parigi a cui idealmente Camarina si collega.

 

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Esaltata la pietra locale della provincia di Ragusa

Ragusa

Sviluppare un progetto architettonico e costruttivo che utilizzi la pietra calcarea locale come materiale e ne sperimenti l’applicazione per evidenziare il valore e le potenzialità. Sono stati realizzati seguendo questo leit motiv i progetti embrionali degli studenti della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze e della Facoltà di Ingegneria e Architettura dell’Università di Catania. Gli schizzi, aventi per tema la ideazione della nuova sede dell’Ordine degli architetti di Ragusa, sono stati presentati ieri pomeriggio a palazzo Garofalo a conclusione del workshop “Ama 2012 Ragusa – Architettura, materiali ambienti” che dallo scorso 6 maggio ha visto impegnati sul territorio ibleo i 25 studenti e i tre docenti dei due Atenei. “Obiettivo del workshop – afferma il tutor Letizia Dipasquale, organizzatrice e coordinatrice dell’iniziativa – è apprendere ad affrontare il progetto di architettura prestando attenzione al rapporto che intercorre tra le culture costruttive tradizionali, i materiali, l’ambiente e la contemporaneità, intesa come cultura architettonica e costruttiva in grado di rispondere adeguatamente alla crescente esigenza di organismi edilizi ad alta compatibilità energetica e ambientale”. Il tema del progetto, vale a dire la progettazione della sede, è stato individuato, oltre che con il Consiglio dell’Ordine degli architetti, insieme con i tecnici del Comune di Ragusa. “Tra gli obiettivi – chiarisce il presidente dell’Ordine, Giuseppe Cucuzzella – quello di approfondire la conoscenza dei materiali a basso impatto ambientale, i relativi sistemi di conoscenze tradizionali, le loro caratteristiche prestazionali, le tecniche di applicazione, l’innovazione tecnologica all’interno di linguaggi architettonici contemporanei. Ed in questo contesto si inserisce, in modo interessante, l’utilizzo della pietra calcarea locale come elemento dal valore aggiunto per una progettazione compatibile con le peculiarità del nostro territorio”. Gli architetti dell’Ordine che hanno collaborato alla riuscita del workshop sono Valentina Giampiccolo, Giuseppe Gurrieri ed Elena Azzone. Tra le altre interessanti esperienze compiute dagli studenti ospiti della terra iblea la vista ad un’azienda di estrazione e lavorazione della pietra di Comiso oltre alla visita guidata nel centro storico di Ragusa che ha compreso pure l’opportunità di ammirare gli affreschi di Duilio Cambellotti nelle sale di rappresentanza del palazzo della Prefettura e le cave storiche nella Vallata Santa Domenica.

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Comiso - Al via le celebrazioni in onore di Maria Santissima Addolorata

Ragusa

Festa Addolorata Comiso

 

 

Centodue anni di tradizione. Centodue anni di devozione. La città di Comiso torna in festa, come succede ogni terza domenica di maggio, per un momento di grande spessore religioso, storico e culturale. Hanno preso il via ieri i solenni festeggiamenti in onore di Maria Santissima Addolorata con il tradizionale “Settenario”. In preparazione dei momenti clou, per sette giorni, al termine della messa, il canto vibrante e ricco di pathos di due tenori e un baritono fa rivivere ai fedeli i dolori di Maria. In particolare, viene declamato un testo dialettale di origine antichissima e composto da sette strofe che parla dei sette dolori di Maria: la profezia di Simeone, la fuga in Egitto, la sosta di Gesù nel tempio, l’incontro sulla via del Calvario, la crocifissione, la morte e la deposizione con la sepoltura. Al termine, i fedeli, con la recita di alcuni versi in dialetto, esprimono l’adesione al progetto di salvezza divino che passa necessariamente attraverso il dolore e la morte. Il parroco della Chiesa Madre, don Antonio Baionetta, assieme ai componenti del comitato dei festeggiamenti, con in testa il vicepresidente Salvatore Schirmo, hanno predisposto una serie di iniziative che, come sempre, sono destinate a richiamare il maggior numero di fedeli. Nel pomeriggio, alle 19, il “Settenario” sarà animato dai giovani e giovanissimi dell’Azione Cattolica. Inoltre, prenderà il via la prima collettiva d’arte in onore di Maria Santissima Addolorata. Domani, a partire dalle 9,30, il corpo bandistico e i “carretti siciliani” percorreranno alcune vie della città, accompagnando la raccolta dei doni per la tradizionale cena gastronomica. Alle 10 l’apertura della fiera del dolce in via mons. Rimmaudo, alle 11 la celebrazione eucaristica animata dall’Acr e dall’Agesci. Alle 19, la santa messa con la partecipazione dei gruppi famiglia della parrocchia. La cerimonia sarà caratterizzata dal rinnovo delle promesse matrimoniali. Per tutta la durata del “Settenario”, l’altare maggiore della Chiesa madre, sul quale è posta la statua dell’Addolorata, rimane velato da una pregevole tenda di filet ricamata nel 1928 da molte mani nel laboratorio della signorina Giuseppina Agosta. Il ricamo è costituito da un grande cuore trafitto da una spada, dai simboli dei quattro Evangelisti e dalle parole di Gesù a Giovanni: “Ecce Mater Tua”. Il culto alla Madonna, venerata presso la chiesa madre Santa Maria delle Stelle, si è sviluppato in modo particolare dal 1774, anno in cui fu acquistato a Napoli l’attuale simulacro che fino al 1910 veniva portato in processione il Venerdì di Passione, ovvero il Venerdì che precede la Domenica delle Palme. Ma proprio centodue anni fa, su richiesta dei fedeli “matricrisiari”, i parrocchiani della Chiesa Madre, monsignor Luigi Bignami, arcivescovo della Diocesi di Siracusa, decise di posticipare l’evento proprio a maggio, mese tra l’altro dedicato alla Madonna. Per i devoti e per la comunità religiosa della città di Comiso si tratta di un appuntamento molto atteso e insostituibile. Per tutta la durata della festa, l’emozione è palpabile e rinnova il grande legame esistente tra i fedeli comisani e la Madonna Addolorata.

Uno dei momenti più suggestivi della festa

 

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