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Sabato, 07 Dicembre 2019

A Troina si rinnova l’antico rito della “transumanza”. Cento asini ragusani e venti cavalli sanfratellani hanno lasciato i pascoli del bosco di Troina per spostarsi più a valle, dove le temperature sono più miti ed i pascoli più accessibili ed adeguati. Sono gli asini ed i cavalli di proprietà dell’Azienda Silvo Pastorale, costituita a Troina nel 1963 per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio boschivo: circa 4200 ettari di bosco, splendidi terreni sui Nebrodi, che la città di Troina ebbe in proprietà 900 anni fa, per un dono di Ruggero il Normanno, che ne fece la prima capitale della Sicilia. Quei boschi, per decenni affidati in affitto ad alcune aziende, ritenute vicine ad ambienti malavitosi, oggi vengono gestiti direttamente dall’Azienda Silvo Pastorale e vi lavorano sei giovani. Si è cominciato con i primi 1000 ettari. Gli asinelli sono arrivati da Chiaramonte Gulfi, venduti dalla cooperativa “Nostra Signora di Gulfi”: sono gli “asini della legalità”. Il presidente della cooperativa, Gianvito Distefano, ha partecipato, egli pure, alla transumanza. Era in prima fila, insieme al sindaco di Troina, Fabio Venezia.

La transumanza è un’antica tradizione della civiltà pastorale, molto diffusa in Sicilia e nelle regioni del sud. All’inizio della stagione fredda, il bestiame o le greggi venivano spostati in cerca di nuove zone di pascoli, nelle zone dove la temperatura è più mite e può consentire di affrontare i rigori della stagione invernale. In primavera si invertiva il percorso. La tradizione della transumanza, negli anni, era stata abbandonata. Oggi, il trasferimento delle greggi e del bestiame è affidato ai più comodi mezzi di trasporto.

A Troina, domenica scorsa, la transumanza è stata rinnovata. I centoventi esemplari hanno lasciato i boschi dei Nebrodi per trasferirsi più a valle, in località San Francesco. Un tratto di circa 22 chilometri, percorso interamente a piedi, con un alto significato simbolico ed un messaggio: la legalità. La transumanza è iniziata alle 5,30 del mattino: l’alba era ancora lontana quando i cavalli e gli asinelli sono partiti dalla zona di contrada Sambuchello nel cuore dei Nebrodi (1500 metri sul livello del mare), terreni in territorio di Cesarò, ma di proprietà del comune di Troina. La carovana si è poi diretta verso Troina, attraversando l’antico ponte normanno sul fiume omonimo e, poco prima di mezzogiorno, il centro abitato. Poi il gruppo ha proseguito verso valle, in località San Francesco (800 metri). Per tutta la stagione invernale, i cavalli saranno ospitati nelle stalle dell’azienda Agrima, di proprietà dell’Oasi di Troina. Per quest’ultimo tratto più di 300 persone ha accompagnato la “transumanza”. Confcooperative ha sostenuto l’iniziativa.

Gianvito Distefano ha detto: «Quando un sindaco ci mette la faccia, mette a rischio la sua vita, al punto di dovere oggi camminare con la scorta, per difendere il territorio siciliano, per difendere l’opportunità di lavoro dei nostri giovani, le cooperative, i presidenti delle cooperative che operano nel sociale devono essere al suo fianco. Devono supportare aiutare e sostenere questi sindaci, questi amministratori. Solo così possiamo riprenderci la nostra dignità di siciliani. Tutti, il privato sociale, le amministrazioni pubbliche, qualunque forma di società civile devono unirsi nel combattere tutte le mafie, la malavita, tutto ciò che è “disordine nel fare”. Dobbiamo unirci, ognuno con il proprio ruolo, nel lavoro per una società più dignitosa e più legale. Abbiamo bisogno di legalità, di serenità, di regole: ci sono e vanno rispettate. Anch’io ho deciso di esserci in prima persona. Le cooperative sane, quelle senza scheletri nell’armadio, devono essere in prima fila in questo sforzo per la legalità e sostenere questi amministratori».

«Questa transumanza è stata molto sentita della popolazione – afferma il presidente dell’Azienda Silvo Pastorale, Angelo Impellizzeri – c’è stata una grande partecipazione. Un gruppo si è unito a noi alla partenza, altri successivamente. Lungo il percorso sono stati organizzati dei punti di ristoro spontanei per offrirci bevande calde e dolci. C’erano alcuni dipendenti della cooperativa Nostra Signora di Gulfi di Chiaramonte ed il presidente Gianvito Distefano: trovare delle sinergie impensate, per una battaglia così importante, anche a notevole distanza, rappresenta per noi un segnale notevole».


Donata alla Città di Modica una scultura a forma di barretta di Cioccolato, prodotto che storicamente, culturalmente e artigianalmente rappresenta il territorio in tutto il mondo. 

L’opera realizzata dall’artigiano e artista Rinaldo Armenia è stata donata alla Città di Modica da Antica Dolceria Rizza che dal 1935 produce con artigianalità e innovazione il cioccolato di Modica, facendone apprezzare particolarità e qualità dentro e fuori il territorio. 

Un inno all’arte, desiderato dalla storica azienda, per omaggiare tutti coloro che hanno creduto e si sono spesi in prima linea per promuovere in ogni occasione questo prodotto d’eccellenza fino al raggiungimento dell’importante Certificazione Europea ad Identificazione Geografica Protetta... Questa è Storia!

 

Ieri, durante l’inaugurazione di Chocomodica, la prima con marchio IGP, in Piazza Matteotti, cuore del centro storico di Modica, alla presenza di tutte le istituzioni e delle scolaresche pervenute è stata svelata alla città la scultura che le sapienti mani dell’artista Rinaldo Armenia hanno forgiato e che rimarrà permanentemente in vista alla città e ai numerosi turisti che la visitano quotidianamente enfatizzando a tutti l’importanza del cioccolato di Modica IGP, che non è solo un “dolce” divenuto  simbolo di una città chiamata Modica, ma è storia, cultura e imprenditoria di questo territorio.

 

“Da sempre Antica Dolceria Rizza sposa progetti culturali e grazie alle sapienti mani del Maestro Rinaldo Armenia e alla collaborazione con il Consorzio del Cioccolato di Modica - spiega Giuseppe Rizza, CEO dell’azienda - è un onore donare questa opera alla Città, perché il Cioccolato di Modica IGP, che noi creiamo da ben quattro generazioni, con passione non è solo un semplice cioccolato... è unico. Grazie a lui questo territorio si è sviluppato anche lavorativamente, offrendo a molti, ognuno con le proprie particolarità, lavoro e sviluppo, incrementando negli ultimi decenni il turismo in maniera esponenziale. Aveva ragione Leonardo Sciascia quando celebrava l’inarrivabile sapore già nel lontano 1983, disvelando l’inimitabile barretta. Il grande giornalista e scrittore aveva la capacità di guardare oltre, e oggi, che inauguriamo la prima edizione a marchio IGP, possiamo dire che anche qui Sciascia aveva visto ciò che poi sarebbe accaduto: essere riconosciuti nel mondo per la particolarità del nostro cioccolato che si è fuso con questo territorio”.

 

Il dono scolpito dall’artista Rinaldo Armenia e la cui creazione è stata supportata dall’Antica Dolceria Rizza è stato apprezzato magnanimamente da Ignazio Abbate, sindaco della Città Capitale Europea del Cioccolato, da Nino Scivolato direttore del CTCM, da Grazia Dormiente, direttore culturale del CTCM e da tutta la cittadinanza che da adesso ha un monumento che rappresenta il prodotto del territorio.

 

Saranno tante le iniziative golose e culturali che si svolgeranno sino a domenica e oggi pomeriggio, giovedì 5 dicembre, alle ore 18 all'interno della suggestiva location del Palazzo della Cultura sede del Museo del Cioccolato, in onore di Leonardo Sciascia che ha celebrato il Cioccolato di Modica e che tanto amava questi vicoli pieni di barocco e storia, verrà intitolata a trent’anni dalla scomparsa del celebre giornalista, una sala a Palazzo della Cultura, già sede del Museo del Cioccolato. 

Non potrà mancare la barretta a edizione limitata che Antica Dolceria Rizza ha dedicato qualche anno fa integralmente a Sciascia, il cui cioccolato è un mono origine Ghana 65% e la cui confezione ideata da un’artista modicana rappresenta il viso del giornalista che amava Modica e il suo Cioccolato. Durante l’iniziativa saranno degustati i cioccolatini Carrè, innovazione sottile del cioccolato di Modica, e i famosi Cigni di Bellini, prodotto gourmet dedicato ai gusti che rappresentano la Sicilia e alle opere del compositore catanese che possono essere ascoltate grazie al qr code posto sulla confezione.

Le delizie e creazioni al Cioccolato di Modica IGP di Antica Dolceria Rizza vi aspettano durante l’edizione 2019 del ChocoModica da oggi 5 fino all'8 dicembre nello stand in piazza Matteotti e nell’androne del Palazzo della Cultura, oltre che come sempre negli storici negozi di Corso Umberto.

Fiori campanellini rossi. Con foglie verdi alla base. Realizzati con tessuti speciali. Non è mai abbastanza la sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. E così, domenica scorsa, in piazza Duca degli Abruzzi, a Marina di Ragusa, all’insegna dello slogan “L’amor non uccide”, i Gruppi di acquisto solidale e la cooperativa Proxima, a distanza di una settimana dalla giornata internazionale sul tema, hanno regalato dei gadget specifici a tutti gli uomini presenti in piazza. Un gadget con un messaggio simbolico molto forte, come testimoniato dai fiori rossi, che è quello di puntare i riflettori su un fenomeno che continua a mietere vittime come se nulla fosse. “No alla violenza contro le donne – sottolinea la presidente di Proxima Ragusa, Ivana Tumino – è stato il principale messaggio della giornata per mettere in rilievo il quale abbiamo avviato questa iniziativa di sensibilizzazione, in collaborazione con Gas Mazzarelli, affinché si capisca finalmente che di questo tipo di violenza non si può continuare a morire come purtroppo le cronache quotidiane riportano senza un istante di tregua. La nostra ha voluto essere una iniziativa che si prefigge di spingere alla riflessione e, allo stesso tempo, all’adozione di misure specifiche contro chi continua a macchiarsi di questi efferati comportamenti che, purtroppo, in alcuni drammatici casi conducono alla morte della vittima. Abbiamo potuto appurare come intorno al fenomeno siano cresciuti l’attenzione e l’interesse. E, naturalmente, auspichiamo che appuntamenti del genere, sebbene possano ritenersi come la classica gocciolina nell’oceano, instillino un minimo di riflessione tra tutti i presenti perché è impossibile che si continui a morire in queste circostanze. E’ stato un bel momento, molto significativo, che ci ha permesso di fare conoscere i gadget realizzati attraverso la nostra sartoria sociale la cui responsabile è Letizia Blandino. Speriamo che in futuro si possano promuovere sempre più iniziative del genere perché c’è bisogno di parlare del fenomeno tutti i giorni e non solo il 25 novembre”.

Dalle lodi di San Francesco, attraverso il cantico di Frate sole, agli insegnamenti di Seneca. Un percorso attraverso la lettura che si prefigge di guidare chi ascolta alla scoperta dell’animo umano e, perché no, di indicare quale potrebbe essere la strada per la ricerca della felicità. Il primo ospite di “Raccontami…La cura tra le pagine”, il progetto di lettura che, promosso dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, dall’hospice del Maria Paternò Arezzo e dall’Ordine dei medici della provincia di Ragusa, ha preso il via ieri pomeriggio, è stato il prof. Michele Battaglia, esperto conoscitore della Letteratura italiana classica e moderna, che ha incantato i presenti con le sue riflessioni. Alla presenza del direttore dell’ufficio diocesano, don Giorgio Occhipinti, del vicedirettore, Antonella Battaglia, medico oncologo e responsabile dell’hospice, e del segretario dell’ufficio diocesano, Stefania Antoci, psicologa, psico-oncologa e psicoterapeuta, il narratore ha chiarito ai pazienti, ai loro familiari e agli operatori sanitari come il racconto consenta di entrare in empatia con i sofferenti. “E non è un caso – ha detto – che oggi stia leggendo il cantico di Frate Sole che è stato scritto da San Francesco due anni prima delle sua morte, avvenuta nel 1226, proprio quando stava facendo i conti con una malattia, l’aggravarsi di una sofferenza agli occhi”. “Abbiamo proposto questa iniziativa all’Asp che l’ha condivisa – spiega don Occhipinti – perché siamo convinti che la condivisione di questo percorso di cura di corpo e mente attraverso la narrazione con pazienti, famiglie, operatori e cittadini abbia un elevato potere terapeutico ed educativo. Ci consente, quando tutto sembra perduto, di conoscere meglio noi stessi e di affrontare al meglio la realtà che ci circonda”. E la dottoressa Battaglia prosegue ribadendo che immergersi in una storia consente di vedere con occhi che non sono i nostri. “Tutto ciò – aggiunge – ci garantisce nuove prospettive, scoprendo varie risorse e potenzialità. Ecco perché diciamo che la narrazione acquisisce un valore fondamentale, diventando strumento di condivisione e di cura”. Il prossimo appuntamento è fissato per il 2 dicembre, sempre nei locali dell’hospice oncologico.

 

 

Esibizioni raffinate con note che accarezzano l’ascolto e conquistano il pubblico. Ieri sera, sabato 16 novembre, il tema del “Clair de lune” e il concerto che aveva lo stesso titolo, hanno abbracciato in musica i tanti spettatori presenti al teatro Don Bosco di Ragusa per il nuovo appuntamento della 25esima Stagione Concertistica Internazionale Melodica patrocinata dall’Assessorato allo Spettacolo del Comune di Ragusa. Assolute protagoniste sono state le bravissime Linda Hedlund al violino e Diana Nocchiero al pianoforte che hanno voluto fare un immenso regalo al pubblico di Melodica miscelando sapientemente delicatezza armonica, grazia ritmica e passione nel programma proposto che spaziava dal barocco di Corelli all’impressionismo di Debussy. Il duo ha creato un’atmosfera magica che ha avvolto e trascinato il numeroso pubblico presente in un mondo di poesia e di elevazione. Le note sembravano volteggiare nell’aria e poi tramutarsi in una pioggia di corpuscoli dorati che ricadendo sugli spettatori, esperti e non, stendevano su tutti un velo di grande emozione.

La magia del violino di Linda Hedlund e la grandiosità del pianoforte di Diana Nocchiero con la loro fresca ed entusiastica interpretazione hanno regalato momenti di intensa emozione palpabile in tutti i presenti colpiti da tanta bellezza!

Le opere suonate si sono susseguite dolci come il gorgoglio di un ruscello e a volte scroscianti come l’impeto di una cascata. Il temperamento e la dolcezza della Hedlund e la forte personalità della Nocchiero hanno reso possibile tutto ciò.

Graditissima e molto apprezzata la presentazione delle opere nel loro contesto storico. Un’appassionata standing ovation ha avvolto alla fine le artiste in un caloroso abbraccio.

I bis concessi di Monti e Massenet, interpretati con rara bravura, hanno concluso questa grande serata artistica che qualcuno ha commentato così: “Avere partecipato a questa serata con questa  forma di espressione artistica, capace di inserirsi nelle pieghe più profonde della nostra sensibilità, ci fa sentire al centro dell’universo“. Tanti applausi, tutti meritatissimi. Prossimo appuntamento con Melodica per sabato 30 novembre ore 20,30 con il concerto “Canzoni e romanze romantiche” con il soprano Ilaria Iaquinta e il pianista Sergio Gabbi.


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