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Martedì, 17 Luglio 2018

Dopo la santa messa ospitata, domenica scorsa, presso la casa circondariale di Ragusa, appuntamento che rientra nel calendario delle iniziative programmate per la Festa della Madonna del Monte Carmelo da parte dei Carmelitani scalzi, ci si avvicina a grandi passi al momento della celebrazione della solennità, fissata per lunedì 16 luglio. Intanto, però, venerdì 13, al santuario del Carmine, alle 18, ci sarà un momento riservato all’accoglienza della Madonnina di Fatima. Nel contempo saranno presentati i particolari del pellegrinaggio ufficiale, che partirà da Ragusa, al santuario di Fatima in programma per il mese di agosto, dall’11 al 18. Inoltre, ci sarà la recita del Rosario di Fatima, alle 18,30, mentre alle 19 è prevista la celebrazione della santa messa nella ricorrenza della terza apparizione della Madonna di Fatima con la benedizione e l’imposizione dello scapolare ai bambini. Per l’occasione sarà presente al santuario il piccolo e artistico simulacro della Madonna di Fatima, benedetto nella cappellina delle apparizioni dal vescovo di Leiria-Fatima, mons. Antonio Marto, neoeletto cardinale da papa Francesco. A curare gli appuntamenti in questione sarà il direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, don Giorgio Occhipinti. Nella fase di avvicinamento ai momenti clou della festa, inoltre, l’impresa ecologica Busso Sebastiano, che gestisce il servizio di igiene ambientale sul territorio comunale del capoluogo, effettuerà un’azione di pulizia straordinaria per assicurare maggiore decoro alle zone interessate dalla processione e tutt’attorno al santuario. Lunedì 16 luglio, in particolare, ci sarà la festa liturgica e, in particolare, alle 19 è in programma la santa messa al santuario del Carmine. Le celebrazioni si terranno in collegamento spirituale con il santuario di Fatima. Per l’occasione sarà presentata l’icona russa del cuore Immacolato di Maria esposta in questo giorno solenne al santuario portoghese. Prosegue fino al 13 giugno, intanto, la recita del Santo Rosario, tutti i giorni dal lunedì al venerdì, da parte dei fedeli che ogni sera, all’aperto, si riuniscono in piazza Carmine con l’intenzione di rendere onore alla Madonna del Monte Carmelo.

Un’affollata serata estiva per celebrare, nel fine settimana, i 20 anni di Ecofaber, l’azienda vivaistica siciliana nata a Modica, e con sede operativa anche nei pressi di Pachino, tra le più importanti del Sud Italia. Fondata nel 1998 dagli imprenditori Carlo Scollo e Francesco Ristuccia, Ecofaber rappresenta oggi una punta di diamante nel panorama italiano della produzione in serra di piante da orto. Con una serata-evento, presentata dal giornalista Salvo La Rosa e realizzata proprio accanto alle nuove serre create nell’area produttiva vicina a Pachino, si è fissata l’attenzione sui grandi obiettivi raggiunti in questi 20 anni: 8,5 ettari di impianti serricoli all’avanguardia, 2 sedi aziendali altamente specializzate, ben 50 milioni di piantine da orto prodotte ogni anno, 250 dipendenti, 5000 clienti e 15 milioni di fatturato a fine 2017. I numeri di un successo imprenditoriale che è nato dall’incontro di Carlo Scollo e Franco Ristuccia in una precedente attività lavorativa che hanno abbandonato per fondare Ecofaber. Si è partiti da zero, con appena tre serre nelle campagne di Frigintini, nel territorio comunale di Modica. Poi l’espansione sul mercato, l’allargamento e la nascita anche del polo produttivo a pochi chilometri da Pachino. Una visione unica nata dal coraggio, dalla passione, dall’ambizione ma anche dalla sperimentazione e dalla ricerca scientifica che ha permesso di puntare, fin da subito, sull’innovazione del prodotto, con particolare riferimento all’innestato, una scelta che è risultata vincente nel corso dei due decenni.

Facendosi affiancare da tanti giovani, molti dei quali laureati, Ecofaber è riuscita anche a diversificare la produzione creando un vero e proprio network di imprese. Nel 2000 è nata Raggio Verde, la società che si occupa di consulenza ai produttori, e a seguire, nel 2003, Feudo Ramaddini, una tra le più apprezzate cantine vitivinicole dell’intera isola, e poi Piante e Passione, che dal 2008 si occupa delle piante da orto per hobbisti.

Grande impegno anche nel campo sociale con il supporto e l’affiancamento ad alcune iniziative del territorio, come l’accoglienza dei ragazzi dell’Anffas di Modica per dei tirocini formativi direttamente in serra e il successivo acquisto di un pulmino a loro dedicato, o ancora con il supporto al progetto “Saturnino” promosso nel reparto Day Hospital Oncologico di Ragusa dall’associazione di clown dottori “Ci ridiamo su”. E poi attività formative e di educazione ambientale all’interno delle scuole o direttamente in azienda mentre alla scuola Santa Marta di Modica è stata donata una piccola serra in cui i piccoli studenti coltivano le piante da orto. Infine il progetto di cooperazione internazionale avviato con l’associazione Mamma Africa che ha portato all’avvio di piccoli campi di coltivazioni all’interno del villaggio Ziga in Burkina Faso, permettendo così alle famiglie di poter contare su ortaggi da mangiare ma anche da vendere. Momenti importanti che sono stati sottolineati durante la serata celebrativa durante la quale non è mancata la prorompente comicità dell’attore siciliano Enrico Guarneri e della sua spalla Rosario Marco Amato. Ma sono le parole dei due imprenditori di Ecofaber, Carlo Scollo e Francesco Ristuccia, rivolte ai propri operai, ad aver colpito tutti: “Sono loro il motore della nostra azienda e a loro va il nostro totale ringraziamento”.

Non è possibile spiegare una devozione popolare che dura dal settimo secolo se non si partecipa, se non si ha la possibilità di essere parte integrante di quella processione che è stata fatta compiere al simulacro del vescovo martire, il cosiddetto “viagghiu”. E così ieri pomeriggio il raduno dei pellegrini e la contestuale uscita del simulacro di San Biagio, patrono di Comiso, si è rivelato un evento straordinario, capace di catturare il cuore dei fedeli e di emozionare tutti i presenti. Ancora di più per l’inno a San Biagio cantato dal coro cittadino, composto dal maestro Salvatore Schembari, diretto dalla maestra Maria Lucia Faro. Un altro momento che è servito a calamitare l’attenzione di tutti coloro, in moltissimi, che non hanno voluto mancare al tradizionale appuntamento per celebrare San Biagio. Poi, assiso sul suo trono vescovile in atto benedicente, il simulacro è stato portato in corteo per le principali vie della città. In mattinata, la rettoria era stato teatro di una celebrazione eucaristica ogni ora. L’appuntamento più importante quello tenutosi a metà mattina, con la santa messa presieduta dal vescovo Carmelo Cuttitta che, nell’omelia, ha parlato del carisma di San Biagio indicando quali, al giorno d’oggi, possono essere gli esempi da seguire, facendo riferimento alla vita del vescovo martire, nell’ambito di una società sempre più complessa. Sono stati, insomma, momenti molto intensi destinati a proseguire sino a domenica prossima con altri riti che caratterizzeranno la seconda fase della festa dedicata al patrono di Comiso. In particolare, domani, martedì 10 luglio, le celebrazioni eucaristiche si terranno alle 9 e alle 19. Alle 19 un’altra santa messa si terrà presso la parrocchia Maria Santissimo del Rosario a Pedalino e sarà presieduta dal rettore, il sacerdote Innocenzo Mascali, con la partecipazione del gruppo dei portatori. Alle 20 sarà sorteggiato il premio messo in palio per la festa di Maria Santissima Addolorata. Giovedì 12 luglio, invece, a parte le celebrazioni in programma alle 9 alle 19, si terranno alle 16 i giochi in piazza con i ragazzi del Grest cittadino. Alle 19 ci sarà la celebrazione eucaristica con la partecipazione dei ragazzi del Grest che poi, alle 20, animeranno una serata di animazione in piazza Fonte Diana. Proprio in vista dei prossimi appuntamenti, l’impresa ecologica Busso Sebastiano che gestisce il servizio di igiene ambientale in città, ha stabilito di effettuare un’azione di pulizia straordinaria nelle aree che, nei prossimi giorni, saranno interessate da eventi prefissati dal calendario dei festeggiamenti in onore di San Biagio, patrono di Comiso.

Due comunità che si uniscono. E che hanno così celebrato in maniera congiunta i festeggiamenti esterni in onore dei santi apostoli Pietro e Paolo. Molti i fedeli che non hanno voluto mancare a un evento che si verifica una volta all’anno e che, per questo motivo, assume un significato spirituale molto speciale. Stiamo parlando dell’incontro tra i due simulacri sul sagrato della chiesa del Sacro Cuore (Gesuiti) concretizzatosi dopo che ciascuno tra questi, in processione, era arrivato dalla propria parrocchia con al seguito i propri devoti. I sacerdoti delle due chiese, il parroco don Gino Ravalli per San Pietro, il parroco don Mauro Nicosia per San Paolo, assieme agli altri sacerdoti (don Giovanni Nobile e il parroco del Sacro Cuore, don Marco Diara) che hanno partecipato a questo speciale momento, hanno così inteso fornire una caratterizzazione particolare alla fase di preghiera che ha coinvolto i numerosi presenti. E per l’occasione i sacerdoti hanno benedetto la folla di fedeli in concomitanza con il relativo incontro. Un momento di grande suggestione come hanno voluto ricordare i sacerdoti presenti parlando di una festa che assume un significato rilevante proprio perché il confronto tra due comunità di fedeli simboleggia il voler ricercare sempre e costantemente la costruzione di ponti, così come, tra l’altro, auspicato da Papa Francesco. I due simulacri, in processione, sono poi andati avanti assieme per un tratto di strada, lungo viale dei Platani. Un altro momento da annotare che, non a caso, ha visto la presenza di molte persone al seguito. I due simulacri, quindi, hanno fatto ritorno verso la propria parrocchia seguendo un percorso già definito e che ha toccato le varie zone del proprio popoloso territorio. Anche quest’anno, i solenni festeggiamenti in onore dei santi apostoli Pietro e Paolo hanno richiamato, con vari appuntamenti, numerosi parrocchiani. Al rientro in chiesa dei simulacri, nelle rispettive parrocchie, le due comunità hanno dato appuntamento ai fedeli per i festeggiamenti del prossimo anno, il 2019.

 

 

 

Stringono. Modellano. Costruiscono. Creano. Le mani sono un ponte tra il pensiero e la capacità di agire sulla materia, di trasformare l'ambiente circostante. Alle mani operose degli uomini della terra iblea il fotografo e regista Giovanni Caccamo dedica una mostra dal titolo "Mani di questa Terra", che sarà ospitata nella prestigiosa sede della Fondazione Grimaldi in Corso Umberto I, 106 dal 28 giugno al 12 agosto.
 
La mostra, affiancata da eventi collaterali che intendono promuovere l'identità territoriale e i suoi valori, è organizzata da Sava & Sava communication con il coordinamento di Salvatore Curcio e Concetto Iozzia e il patrocinio dell'Associazione culturale Franco Ruta.
 
All'inaugurazione, che si terrà giovedì 28 alle ore 20 (preview per i giornalisti alle ore 18), interverranno l'autore Giovanni Caccamo, il presidente della Fondazione Grimaldi Giuseppe Barone, la scrittrice Lucia Trombadore e Giuseppe Savarino direttore di Sava & Sava communication.
 
Caccamo ha iniziato la carriera di fotografo per l'agenzia Grazia Neri di Milano. In seguito si è dedicato alla regia di trasmissioni televisive di successo in onda in prima serata sui canali Rai e Mediaset. Regista di spot ed eventi per aziende automobilistiche, bancarie, tessili e di telecomunicazioni italiane ed estere, è autore di libri e mostre fotografiche in tutta Italia.
 
In "Mani di questa Terra" l'autore espone oltre trenta scatti in bianco e nero che immortalano mani di contadini e artigiani solcate da rughe, callose per la fatica del lavoro, impegnate in abili gesti tramandati da un'antica sapienza. Il suo intento, come scrive Lucia Trombadore nel testo che accompagna la mostra, non è tanto quello di rendere esplicito «il dato descrittivo dell'operazione artistica, cioè l'archiviazione memorialistica di mestieri perduti, di abilità in estinzione, di oblio della tradizione». Ma, piuttosto, quello di esprimere un «dato simbolico e ontologico»: le qualità e le capacità che si esprimono attraverso la manualità, cioè quella «speciale mistura di intelligenza e funzionalità, espressività e sensibilità, elaborazione ideale e manipolazione materiale, attraverso la quale il mondo umano [...] si trasforma in un ambiente prodigiosamente plasmato dall'immaterialità dello spirito e dalla corporeità della mano».
 
Sono previsti, inoltre, quattro eventi (l'8, il 15, il 22 e il 29 luglio alle ore 20) dedicati all'importanza che saperi, mestieri e tradizioni iblee hanno avuto nel lavoro di talenti che onorano il nome di questa terra in tutto il mondo. La mostra potrà essere visitata dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 16 alle 20.

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