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Giovedì, 15 Novembre 2018

“Una straordinaria esperienza. Con un numero così elevato di partecipanti che abbiamo già programmato, per il prossimo anno, di organizzare una vera e propria sagra di San Martino. Una risposta consistente in termini numerici che ci lascia ben sperare circa il cammino di aggregazione che come parrocchia intendiamo compiere”. Parola di don Marco Diara, parroco del Sacro Cuore di Gesù (Gesuiti) a Ragusa, dopo le innumerevoli presenze che si sono registrate sabato sera in occasione della festa in onore del vescovo di Tours. Nonostante il maltempo, i parrocchiani non si sono tirati indietro e, anzi, hanno fatto sì che l’invito potesse essere esteso a quante più persone possibili. Iniziative per grandi e piccini e poi la degustazione del panino con la salsiccia oltre che delle immancabili frittelle. “Basti pensare – afferma don Diara – che abbiamo prenotato circa cinquecento panini riferiti ad altrettante persone che ci avevano già assicurato la loro presenza. Poi il numero è risultato più alto anche perché la serata è proseguita con i balli di gruppo coordinati da Erika Brullo e con il dj Gabrile Brullo. E’ stata una straordinaria kermesse per cui ringrazio tutti i componenti della comunità che si sono impegnati per la piena riuscita della stessa. Il mio obiettivo è quello di favorire sempre di più l’aggregazione, lo stare insieme in parrocchia, coltivando tempo utile e buono da passare insieme. Una splendida risposta quella che è arrivata da tutti i partecipanti che, nel salone parrocchiale, hanno animato la cena e, poi, si sono cimentati con le danze. Ringrazio l’intero staff organizzativo e chi ha voluto condividere con noi questi momenti. Ecco perché stiamo pensando proprio alla creazione di una sagra allo scopo di istituire una tradizione legata al periodo di San Martino, tradizione che in effetti nella città di Ragusa manca”.

 

È stato il fotografo di fama internazionale Alessio Mamo a ricevere l’ambìto “Premio Luce Iblea 2018” sabato scorso a Modica. Giunto alla sua seconda edizione, il premio è ospitato dentro lo storico e centralissimo Palazzo Grimaldi ed è stato organizzato dal gruppo fotografico “Luce Iblea” in sinergia con la “Fondazione Grimaldi”, presieduta da Uccio Barone. In questo importante appuntamento, che vanta anche il patrocinio del Comune di Modica e il riconoscimento da parte della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, si è voluto premiare il lavoro di reportage del fotografo Mamo, da sempre vicino alle campagne umanitarie di “Medici senza Frontiere” e che ha personalmente inaugurato la propria mostra “L’ospedale di tutte le Guerre” che contiene opere piene di contrasti in cui il visitatore viene invitato ad una riflessione profonda. La premiazione del fotoreporter ha visto anche la presenza dell’assessore allo Sport e Spettacolo del Comune di Modica, Maria Monisteri Caschetto che ha voluto ribadire l’importanza della fotografia “uno strumento utile e importante per dar voce a quelle denunce lontane da noi e per regalare la speranza di un futuro migliore”. “Anche quest’anno – commentano Renato Iurato e Marcella Burderi, rispettivamente presente e vicepresidente dell’associazione Gruppo Fotografico Luce Iblea – Abbiamo avuto la possibilità di poter contare sulla presenza di importanti fotografi ma anche l’opportunità, per tanti fotografi iblei, di partecipare ai workshop e di mettere in mostra le proprie fotografie all’interno della manifestazione ormai istituzionalizzata, Premio Luce Iblea”. Precedentemente al momento della premiazione, il fotoreporter Alessio Mamo ha tenuto il proprio workshop “Dallo scatto alla pubblicazione: il lavoro del fotogiornalista” che ha permesso a tutti i partecipanti di addentrarsi nelle tecniche del fotoreportage dei nostri tempi. La manifestazione si è svolta in due fine settimana, dal 26 ottobre al 4 novembre. Il primo fine settimana era stato caratterizzato dal workshop “Percezione Visiva, Linguaggio e Composizione Fotografica” con il famoso fotografo Michele Di Donato. La giornata di domenica 4 novembre è stata invece caratterizzata dal momento della lettura portfolio aperta gratuitamente a tutti i fotografi professionisti e fotoamatori che hanno sfruttato l’occasione di mostrare il proprio impegno a professionisti tra i quali spiccavano lo stesso Alessio Mamo e il famoso critico della fotografia l’Avv. Pippo Pappalardo. A chiusura della serata è stato presentato al numeroso pubblico presente il libro “Catania Area Metropolitana. Esplorazione dello spazio”, realizzato dal Gruppo fotografico Le Gru di Valverde, edito da Das edizioni.

Grande successo al Teatro Don Bosco di Ragusa dove ieri sera si è svolto il concerto intitolato “Il Gioco del Quadriglio”, nell’ambito della 24esima stagione concertistica internazionale “Melodica”, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ragusa con la direzione artistica della pianista Diana Nocchiero.

Protagonista l’Orchestra d’Archi dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Vincenzo Bellini” di Caltanissetta diretta dal maestro Angelo Licalsi, con le cantanti della classe di canto del soprano Letizia Colajanni, e cioè le giovani Giulia Alletto, Martina Coppola, Ester Schillaci e Chiara Sferlazza. La regia era del soprano Floriana Sicari, al clavicembalo Gianluca Furnari e il direttore di scena è stato il mezzo-soprano Irene Capodici.

Il programma, dedicato alla musica barocca, ha visto l’esecuzione di una sinfonia di Pergolesi e l’originale opera “Il Gioco del Quadriglio” di Caldara, compositore veneto contemporaneo a Vivaldi. Bravissima l’Orchestra formata sia da docenti che da studenti dell’Istituto, che ha colpito per il bel suono omogeneo e per l’interpretazione. Sembrava infatti di essere davvero tornati indietro ai tempi dei salotti musicali dell’epoca barocca, grazie anche al suono del clavicembalo affidato a Gianluca Furnari. 

Il maestro Angelo Licalsi ha magistralmente diretto tutti con gesto chiaro, ottenendo dall’Orchestra colori calibrati ma con una gamma ampia, sostenendo con rilievo anche la linea del canto e dimostrando di possedere una grande esperienza e padronanza nel dirigere.

Le giovani interpreti che impersonavano le quattro giocatrici, hanno cantato con un notevole patrimonio vocale, presenza scenica, eleganza e classe. Sicuramente questo ha dimostrato che oltre al talento musicale delle giovani, la classe di canto del soprano Letizia Colajanni è curata nei minimi dettagli e non a caso gli studenti ottengono notevoli successi.

Impeccabile il direttore di scena Irene Capodici e la regia di Floriana Sicari, inoltre la guida all’ascolto è stata curata dal musicologo maestro Massimo Primignani, docente di Storia ed Estetica musicale presso lo stesso istituto.

Un team davvero eccezionale, del resto l’I. S. S. M “Vincenzo Bellini” di Caltanissetta vanta importanti riconoscimenti sul panorama nazionale ed internazionale.

Calorosissimi applausi e grandi apprezzamenti da parte del numeroso pubblico presente che ha definito questo concerto “Una vera chicca della stagione Melodica”, molto interessante che valeva la pena di conoscere. Ed è proprio questo lo scopo dell’associazione Melodica che da 24 anni divulga nel nostro territorio la musica d’arte, anche proponendo capolavori meno conosciuti e meno “commerciali” , ma che è importante fare conoscere al pubblico.

L’associazione Melodica comunica intanto che il concerto “Rapsodia in Blue”, previsto per il 3 novembre è stato spostato a sabato 19 gennaio per causa di forza maggiore. Quindi il prossimo appuntamento con Melodica è previsto per sabato 17 novembre con “Notte Lirica dall’Europa al Messico”, protagonisti il mezzo-soprano Katja Markotic e il pianista Alessandro Cesaro.

Il rafforzamento della competitività del settore dell’olio d’oliva del Mediterraneo attraverso lo sviluppo e l’applicazione di metodologie di produzione e controllo di qualità innovativi e che portino alla produzione di un olio d’oliva con maggiori proprietà nutraceutiche. Sono questi gli obiettivi del progetto Aristoil (PO INTERREG MED 2014-2020) che nella suggestiva cornice barocca di Ragusa Ibla ha vissuto un importante momento formativo con il workshop dedicato a produttori e consumatori. Il progetto, che vede come partner Svi.Med. Onlus e il Libero Consorzio Comunale di Ragusa e che trova la collaborazione e la sinergia di istituti ed enti grechi, spagnoli , croati e ciprioti, tutti Paesi fortemente attivi nella produzione di olio d’oliva, attraverso incontri, workshop, analisi continue e scambi di informazioni, punta fortemente alla formazione professionale di produttori e frantoiani. Ma l’obiettivo, come
dimostrato anche nell’ultimo appuntamento che si è svolto all’interno di “Scale del gusto”, è anche quello di aumentare la consapevolezza dei consumatori, incrementando in maniera significativa la produzione di olio
di qualità e con tecniche innovative.
Tematiche che tornano di grande attualità soprattutto in questi mesi dell’anno, periodo “classico” in cui avviene la raccolta dell’oro verde del Mediterraneo. Soffermandosi sul tema “Strategie, sviluppo e proprietà nutraceutiche dell’olio extra vergine di oliva”, esperti e nutrizionisti si sono confrontati analizzando le produzioni olivicole di qualità. Il rappresentante del Libero Consorzio dei Comuni Iblei, Giuseppe Cianciolo, ha presentato il progetto Aristoil ai numerosi presenti mentre Emilia Arrabito di Svi.Med. ha illustrato le linee guida per ottenere un olio sano e nutraceutico. L’incontro ha visto la partecipazione della nutrizionista Daniela Diquattro, che ha parlato dell’importanza dell’olio extravergine d’oliva all’interno della dieta mediterranea e di come i consumatori possano riconoscere un olio di qualità tra i banchi dei supermercati. Successivamente è intervenuto anche il direttore della Scuola Nosco, Giovanni Galesi, che ha mostrato come combinare le diverse intensità dell’olio Evo con cibi differenti tra loro per esaltarne le proprietà e la salubrità.


Al termine dell’incontro tutti i presenti sono stati invitati a partecipare alla degustazione di oli extravergini di oliva con il marchio “Dop Monti Iblei” e gli oli premiati dal progetto Aristoil. Proprio per la riuscita dell’incontro e della degustazione finale è stato importante l’appoggio da parte del panificio Molino Primula Scollo, dell’azienda agricola Valle dell’Akrai, dall’oleificio Fidone e dall’azienda Case Don Ignazio, nonché della Scuola Nosco. 

Continuano così le azioni del progetto Aristoil. Nei mesi scorsi si era svolto un importante incontro tra esperti di settore per un laboratorio formativo unito all’analisi dei polifenoli dell’olio extravergine d’oliva siciliano, all’interno della conferenza nazionale “Oltre il biologico, oltre l’extravergine”. Durante quell’appuntamento si tenne la cerimonia di “Menzione degli oli salutistici 2018” con la consegna di una pergamena da parte dell’Università di Atene agli oli d’oliva i cui campioni, analizzati dai laboratori universitari della capitale greca, ottennero un valore complessivo di polifenoli totali superiori a 250 mg/kg. Gli appuntamenti del progetto Aristoil continueranno nei prossimi mesi coinvolgendo sempre più professionalità della produzione, commercializzazione e diffusione di quello che a ragione viene chiamato l’oro verde del Mediterraneo.

 

Primo appuntamento per la cooperativa Proxima di Ragusa a Nizza, in Francia, nell'ambito del progetto internazionale "Transnational cooperation and new technologies to train social workers on trafficking in human beings". Il progetto, finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione europea, contempla degli scambi tra operatori sociali italiani, francesi, spagnoli e ciprioti che operano nel campo dell’assistenza e della protezione delle vittime di tratta o dei migranti in generale. A rappresentare Proxima la presidente Ivana Tumino insieme con Caterina Melai, psicologa e psicoterapeuta della cooperativa. “Il progetto – dice Tumino – prevede l’elaborazione di strumenti di formazione per gli operatori e di informazione-prevenzione per migranti e vittime di tratta. Attraverso sessioni transculturali formative e di approfondimento organizzate di volta in volta nei territori delle associazioni che sono state ammesse al progetto, sarà possibile scambiare esperienze maturate, conoscere prassi e modalità consolidate, diverse nei vari territori europei, nell’identificazione e nella tutela delle vittime di tratta e dei migranti e, infine, sviluppare una visione d’insieme del fenomeno della tratta a livello europeo con le peculiarità di ogni territorio sia rispetto alle tipologie e modalità di sfruttamento, sia relativamente alla protezione e integrazione delle vittime. Ecco perché, in questo momento, ci troviamo a Nizza con l’obiettivo di dare il via a questa prima fase di un progetto che mira altresì a elaborare materiale digitale o cartaceo volto a facilitare il contatto, l’informazione e l’identificazione delle vittime di tratta”. In questo contesto, la Sicilia è stata valutata come una regione di particolare interesse per mostrare agli operatori internazionali i progetti attuati a sostegno delle vittime di tratta e, più in generale, per mostrare all’Europa quali sforzi sono compiuti in termini di accoglienza dei migranti e di identificazione delle persone più vulnerabili e vittime di tratta.

 

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