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Venerdì, 24 Febbraio 2017

Uno straordinario momento di fede. E’ stato quello vissuto sabato mattina con la peregrinatio tra i reparti dell’ospedale Civile di Ragusa del simulacro del Gesù Bambino di Praga proveniente dal santuario di Arenzano, in provincia di Genova. La presenza in provincia di Ragusa grazie a una peregrinatio voluta dai Carmelitani scalzi di Sicilia. Questa mattina, a guidare i Carmelitani scalzi con il simulacro nei vari reparti del nosocomio il direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, don Giorgio Occhipinti, con i componenti della cappellania ospedaliera e i volontari dell’Avo. Fin dai primi anni del 1600 i Carmelitani scalzi valutarono la possibilità di fondare un convento ad Arenzano come punto di appoggio nel cammino tra i conventi genovesi ed il Deserto di Varazze. Solo nel 1889 padre Leopoldo Beccaro poté realizzare il sogno accarezzato da anni e intitolò la nuova casa religiosa a santa Teresa di Gesù. Il gesto di padre Giovanni della Croce, priore dei Carmelitani scalzi di Arenzano che, con il consenso della comunità, il 25 settembre 1900 collocò un piccolo quadro raffigurante Gesù Bambino sotto la statua della Madonna del Carmine nella chiesetta del convento, è l’espressione di chi, in un momento di rinascita, si richiama alle sue origini: nella riaffermazione del valore della famiglia trovò posto anche una nuova considerazione per il bambino, immediatamente accostabile all’infanzia di Gesù: un piccolo essere da strappare alla miseria, all’ignoranza, ad orari di lavoro interminabili. “Ringrazio i Carmelitani scalzi del convento di Ragusa – afferma don Occhipinti – per avere fornito questa opportunità agli ammalati ricoverati all’ospedale Civile”. La peregrinatio, tra l’altro, proseguirà anche domani con la celebrazione eucaristica che, alle 8,30, si terrà nel convento delle Carmelitane scalze a Chiaramonte Gulfi. Alle 11, poi, la celebrazione eucaristica nella chiesa madre Santa Maria delle Stelle di Comiso. Farà seguito la benedizione dei bambini. Nel pomeriggio, alle 19, in Cattedrale, a Ragusa, la santa messa anche in questo caso con la benedizione dei bambini.

L’alcolismo è una malattia cronica. Capace di causare delle modificazioni comportamentali, creare danni fisici, psicologici e psichiatrici. E non è vero che si può smettere quando si vuole. Determina dipendenza, assuefazione e può anche provocare sindrome di astinenza. E’ il quadro devastante dipinto ieri sera nell’auditorium della parrocchia Preziosissimo sangue di via Ettore Fieramosca in occasione dell’iniziativa denominata “Nuove drammaturgie sociali – Io bevo sicuro” inserita dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, in collaborazione con l’associazione Amethystos, nel programma della Giornata mondiale del malato. Numerosi i partecipanti all’appuntamento che si è tramutato in un messaggio educativo attraverso la rappresentazione scenica trasmesso ai numerosi giovani presenti (c’erano anche gli allievi della scuola Basaki di judo oltre ad alcuni ragazzi della casa famiglia Rosetta). Hanno partecipato anche il comandante provinciale dei carabinieri, Federico Reginato, e l’assessore ai Servizi sociali, Gianluca Leggio. “Abbiamo voluto proporre un connubio tra drammaturgia e tematiche sociali – spiega Alessia Russo, presidente di Amethystos – mettendo in scena le tematiche sociali, in questo caso l’alcolismo. I due attori che hanno dato il via all’appuntamento, Germano Martorana e Irene Cascone, hanno recitato due monologhi con un finale aperto. Germano ha anche interagito con il pubblico e ne sono venute fuori riflessioni molto interessanti”. “Anche tramite la visione di una clip, nella fattispecie il video Assenzio di J-Ax e Fedez – chiarisce don Giorgio Occhipinti, direttore della Pastorale della salute – abbiamo cercato di coinvolgere i più giovani. Non dobbiamo dimenticare che, oggi sempre di più, il mondo delle canzoni risulta produrre testi impegnati, sollecitando il pubblico giovanile a un’attenta riflessione su alcune tematiche”. Poi, l’intervento di un alcolista anonimo che ha riportato la propria esperienza. “Ho 48 anni – ha sottolineato – e ho cominciato a bere da quando ne avevo tredici. A 40 anni ho incontrato l’associazione alcolisti anonimi e da quel momento ho preso consapevolezza di come avrei potuto sconfiggere questo mostro che mi divorava. Non è vero che si può smettere quando si vuole. L’alcolismo è una malattia, vera e propria. E va curata”. Il medico specializzato in Igiene di medicina preventiva e Sanità pubblica, Mario D’Asta, ha illustrato come l’alcolismo può determinare danni a terze persone, problematiche relazionali al lavoro, violenza in famiglia. “Conoscere il problema – ha messo in rilievo – significa non solo potere intervenire ma anche prevenirlo. Ecco perché è indispensabile una rete sociale e sanitaria. E’ necessaria la consapevolezza di cosa sia il problema”. Maurizio Nicastro, autore, regista teatrale e televisivo, ha parlato dei percorsi che, attraverso il teatro, e non solo, aiutano a rendere edotto il pubblico su determinate questioni sociali che, come in questo caso, non possono passare sotto silenzio ma hanno bisogno di essere messe in rilievo per consentire alle istituzioni di intervenire. A presentare i vari interventi Valentina Di Martino, vice presidente di Amethystos. Al termine, don Occhipinti, oltre a ringraziare i presenti, ha messo in rilievo la disponibilità del parroco del Preziosissimo sangue, don Giuseppe Russelli, nell’accogliere la speciale iniziativa. Che merita senz’altro di essere ripetuta nel prossimo futuro. “Rispetto a questa come ad altre problematiche – ha concluso la dottoressa Russo – le istituzioni hanno il dovere di fare rete. E di raccogliere il grido d’allarme che si leva dalle frange più deboli della società”.

Atmosfere straordinariamente coinvolgenti grazie alle musiche e ai ritmi provenienti dal Sud America. Sabato sera al Teatro Don Bosco, il nuovo appuntamento della stagione concertistica internazionale “Melodica” con “Omaggio al Brasile” e con protagonista, al pianoforte, il grande maestro brasiliano Joao Carlos Parreira Chueire. Per la 22esima stagione, patrocinata dall’Assessorato agli Spettacoli del Comune di Ragusa e con la direzione artistica della pianista Diana Laura Nocchiero, si è registrato un altro successo grazie ad un artista che si è saputo distinguere per l’interpretazione di un programma complesso, con tanti colori, ritmi e con tutto il fascino della musica brasiliana.

Il maestro Parreira ha conquistato e commosso il numeroso pubblico presente grazie alla sua grande carica emotiva e alla sua forza espressiva unita ad un magistrale virtuosismo, tutto a dimostrazione di una sua naturale vocazione verso la musica brasiliana. Bel suono, tecnica brillante, raffinatezza nelle scelte timbriche oltre ad una forte energia comunicativa, sono le qualità che fanno di Carlos Parreira un grande pianista di fama internazionale.

Lunghissimi gli applausi del pubblico presente, letteralmente rapito dalla grande musicalità e sensibilità di questo bravissimo artista che ha suonato come bis un raffinato valzer sempre in stile brasiliano. Continuano quindi i successi della stagione concertistica “Melodica” che attraverso i concerti di altissimo livello trasmette al proprio pubblico sempre magiche emozioni.

Prossimo appuntamento per sabato 25 febbraio con "Il Paganini del Trombone" con il grande Kiril Ribarski (trombone) e la bravissima pianista Milica Sperovich  (pianoforte).

Proseguono con successo e ampia partecipazione le iniziative all’interno del “Mas – Modica Art System”, il progetto che, sotto la direzione artistica di Francesco Lucifora, sta creando una rete di produzione culturale tra i tre centri, espressioni della ricchezza e del fermento artistico di Modica, il Museo Civico Belgiorno, il Teatro Garibaldi e il CoCA. Da mercoledì 8 febbraio a venerdì 10, ritorna il "Tour di confine - gli Arabi a Modica", un progetto rivolto agli studenti delle scuole secondarie di Modica, che ha già riscosso grande interesse lo scorso lunedì tra i giovani alunni e i loro insegnanti. Riscoprire i luoghi della memoria e dell’identità storica e sociale, anche attraverso le pratiche dell’arte contemporanea, lo scopo del tour che nello specifico accompagnerà i ragazzi della scuola "Giovanni XXIII" di Modica e delle classi del Liceo Scientifico di Modica tra le vie del quartiere Monserrato e alla ricerca delle testimonianze della presenza araba nella città della Contea e quindi alla scoperta delle radici comuni e delle influenze che il territorio locale conserva a partire dalle dominazioni del passato. Lunedì scorso gli studenti si sono soffermati all’interno del complesso di Santa Maria del Gesù che, anche grazie all’arte contemporanea, sta riacquisendo una propria identità sociale all’interno del panorama artistico-culturale di Modica.

Lo stesso complesso è, e sarà, location di varie iniziative all’interno del “Mas – Modica Art System”, come la mostra “Temperature poco sotto la norma” dell’artista Stefania Zocco, dedicata proprio all’edificio di Santa Maria del Gesù, visitabile fino al prossimo 12 febbraio e che vedrà sabato 11 febbraio, alle ore 18.00, un momento di rilievo con la performance dal vivo dell’artista Caterina Gobbi. Il complesso di recente ha inoltre ospitato il primo evento OFF del progetto “Mas”, con il doppio live tra atmosfere sonore e visive degli artisti Marco Ergo Malasomma e Hatori Yumi. Ma il programma del “Mas – Modica Art System” è ricco di tanti altri appuntamenti con l’arte e la cultura. Domani, mercoledì 8 febbraio, alle ore 9.00, al  Chiostro di Santa Maria del Gesù, la stessa  Caterina Gobbi incontrerà gli studenti modicani durante il laboratorio "A sentimento" per presentare il suo lavoro e la sua esperienza, e proporrà ai giovani delle piccole interviste sull'identità di quel luogo chiamato città. In questi giorni, fino all’11 febbraio, al foyer del Teatro Garibaldi, è invece in corso il seminario “Il teatro è vita”, condotto dal famoso regista Walter Manfrè e curato dalla Fondazione Teatro Garibaldi di Modica. 
Per conoscere tutte le altre iniziative all’interno del programma del “Mas – Modica Art System” è possibile visitare il sito www.progettomas.it o scrivere una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

La Chiesa italiana invita a celebrare domenica 5 febbraio la “Giornata per la Vita” che, nella 39esima edizione del 2017, ha per tema “Donne e uomini per la vita nel solco di Santa Teresa di Calcutta”. Le iniziative promosse dagli uffici diocesani per la Pastorale della salute e per la Pastorale familiare, con il Centro aiuto alla vita e la Consulta delle aggregazioni laicali, sono state illustrate ieri mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi in Vescovado a Ragusa. A tenere l’incontro con i giornalisti i direttori della Pastorale della salute, don Giorgio Occhipinti, e della Pastorale familiare, Carmelo La Porta, con il responsabile del Cav, Carlo Moltisanti. «Educare alla vita – hanno spiegato i presenti riportando i contenuti del messaggio dei vescovi italiani – significa entrare in una rivoluzione civile che guarisce dalla cultura dello scarto, dalla logica della denatalità, dal crollo demografico, favorendo la difesa di ogni persona umana dallo sbocciare della vita fino al suo termine naturale. È ciò che ripete ancora oggi Santa Teresa di Calcutta con il famoso discorso pronunciato in occasione del premio Nobel 1979: “Facciamo che ogni singolo bambino sia desiderato”». Il primo appuntamento è in programma per venerdì 3 febbraio alle 16,30 con la visita agli anziani degenti all’Rsa di piazza Igea a Ragusa. Sabato 4 febbraio, alle 16,30, sulle orme di Madre Teresa di Calcutta, si terrà la marcia per la vita, con la partecipazione di parrocchie, religiosi e religiose, movimenti, gruppi e associazioni. Il raduno sarà in piazza Caduti di Nassiriya, dinanzi all’ospedale Civile, sempre a Ragusa. La marcia, poi, proseguirà lungo piazza del Popolo, viale Tenente Lena, piazza Libertà, via Roma, corso Italia sino ad arrivare in piazza San Giovanni. A seguire, in Cattedrale, ci saranno, a partire dalle 18, alcune testimonianze sul dono e il valore della vita. Saranno tenute, in particolare, da 24 volontari che hanno animato il Cav di Ragusa in dieci anni di attività in seno alla diocesi. Ma si parlerà anche della presenza dei Cav in Sicilia. In più una testimonianza sul Centro Risvegli Ibleo avente per tema: “La forza della vita nella sofferenza”. Alle 19 è in programma la celebrazione eucaristica con la benedizione delle famiglie che sarà presieduta dal vicario generale della diocesi, don Roberto Asta. Domenica 5 febbraio, il vescovo, mons. Carmelo Cuttitta, visiterà i neonati e i loro genitori nei reparti di Ostetricia e Neonatologia del Maria Paternò Arezzo di Ragusa e del Guzzardi di Vittoria all’insegna del messaggio: “Custodire la vita umana nascente è un atto di fiducia verso il futuro”. Alle 10, quindi, nella cappella dell’ospedale Civile, è prevista la celebrazione eucaristica dedicata alle vite spezzate. Anche in questo caso il rito religioso sarà caratterizzato da uno speciale messaggio: “Chi ama la vita, non la toglie ma la dona, non se ne appropria ma la mette a servizio degli altri”. Durante i mesi di febbraio e marzo, inoltre, si terranno incontri con i giovani delle scuole secondarie superiori mentre nel mese di maggio è in programma uno spettacolo su “Madre Teresa di Calcutta”. «Vogliamo sognare con le nuove generazioni – hanno concluso don Occhipinti, La Porta e Moltisanti, riportando ancora il messaggio dei vescovi italiani – una Chiesa e un Paese capaci di apprezzare e sostenere storie di amore esemplari e umanissime, aperte a ogni vita, accolta come dono sacro di Dio anche quando al suo tramonto va incontro ad atroci sofferenze; solchi fecondi e accoglienti verso tutti, residenti e immigrati».

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