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Lunedì, 01 Maggio 2017

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La festa della Madonna di Gulfi travalica i confini regionali e ottiene l’attenzione del pubblico nazionale. Grazie alla trasmissione “A sua immagine”, andata in onda domenica mattina, su Rai Uno, condotta da Lorena Bianchetti, i filmati in diretta della “Salita della Madonna”, grazie al puntuale reportage dell’inviato Paolo Balduzzi, hanno raggiunto una vasta platea. Molti dei telespettaroi non conoscevano la particolarità di questa celebrazione. E a centinaia sono stati i contatti registrati subito dopo la trasmissione di fedeli curiosi di acquisire notizie su questo speciale rito. Tra l’altro, le immagini della “Salita della Madonna”, oltre che sulla Rai, sono state trasmesse in diretta streaming grazie al lavoro svolto dall’emittente tv Video Mediterraneo. “E’ un modo – dice il rettore del Santuario, don Giuseppe Burrafato – per far sì che la tradizione di questa festa possa raggiungere tutti, soprattutto i chiaramontani sparsi nel mondo. Ma auspichiamo anche che altri fedeli possano conoscere le peculiarità di questi momenti”. Emozioni davvero indimenticabili vissute, ieri, nell’ambito della cosiddetta “giornata perfetta”, anche dal punto di vista meteorologico, che, oltre alla “Salita della Madonna”, ha fatto registrare il tradizionale “Cuncursu” per le vie del centro montano in orario pomeridiano, con presenze record. Intanto, domani, il novenario dedicato a Maria Santissima di Gulfi prosegue con la giornata dei “mugnai e panificatori”. Alle 9 ci sarà la celebrazione eucaristica in Chiesa madre. Alle 11 la santa messa sarà presieduta da don Giovanni Meli e animata dal gruppo di preghiera Padre Pio e dalle Cellule di evangelizzazione. I canti saranno eseguiti dal gruppo Amici Madonna dello Scoglio. Alle 19 la celebrazione eucaristica sarà presieduta dal predicatore, padre Giuseppe Difatta, ofm. Saranno benedetti tutti i bambini nati nell’anno. I canti saranno animati dal coro della Chiesa Madre. Alle 20,30 è in programma la degustazione del pane offerta da mugnai e panificatori. Mercoledì 26 aprile, invece, è la giornata della donna e del volontariato. Alle 9 ci sarà un incontro con gli alunni delle classi IV e V elementare dell’istituto comprensivo Serafino Amabile Guastella di Chiaramonte Gulfi. Alle 11 la celebrazione eucaristica sarà presieduta dal vicario generale don Roberto Asta e animata dalla San Vincenzo, dal Banco alimentare, dal Centro gruppo missionario e dal gruppo missionario suor Lucia Iannizzotto. Alle 16 è in programma l’incontro del predicatore con tutti i ragazzi, giovanissimi e giovani delle parrocchie: chiesa Madre, San Nicola e Immacolata Concezione della Beata vergine Maria. Alle 19 la celebrazione eucaristica presieduta dal predicatore in cui saranno benedetti tutti i volontari di Protezione civile, Avis, Piccolo Principe e Liberi di Crescere. I canti saranno animati dal coro della Chiesa di San Giovanni Battista. Alle 20,30 la degustazione di dolci offerti dalle donne. Alle 21 il corso teatro giovani del laboratorio teatrale “Teatrando” curato da Marta La Terra dell’associazione Namastè in collaborazione con i bambini e i ragazzi delle parrocchie San Nicola e Santa Maria La Nova. Sarà presentato lo spettacolo “Viva Maria-Chiaramonte in festa” con la proiezione del video documentario “Maria di Gulfi” a cura di Moosagete & Tommidrone.

La benedizione di San Giorgio martire è ricaduta, ancora una volta, su tutta Ragusa. Perché il santo possa fungere, sempre, da supporto e da guida, così come è stato nei 374 anni in cui ha ricoperto, e ancora oggi è così, il ruolo di glorioso patrono della città. Un rito tornato a perpetuarsi, domenica sera, al termine della solenne concelebrazione eucaristica tenutasi al Duomo. La funzione religiosa è stata presieduta dall’arcivescovo emerito di Agrigento, mons. Carmelo Ferraro. Alla cerimonia, a cui hanno partecipato numerosi sacerdoti, hanno presenziato le autorità civili e militari del territorio. Non ha voluto mancare neppure stavolta il prefetto di Ragusa Maria Carmela Librizzi. C’erano anche il comandante provinciale dei carabinieri, Federico Reginato, il vicesindaco, Massimo Iannucci, il presidente del Consiglio comunale, Antonio Tringali. Nella sua omelia, mons. Ferraro ha fatto specifico riferimento alla testimonianza della fede fornita dal cavaliere San Giorgio. Una testimonianza della fede che deve caratterizzare la vita di ciascun cristiano. Ogni discepolo di Cristo è chiamato alla testimonianza continua in questa direzione. E’ stata quindi ripercorsa la vita del santo cavaliere di cui sono state tratteggiate le paure umane a cui ha, però, fatto da contraltare una grande forza spirituale. La stessa forza spirituale che deve muovere ciascun fedele nel suo percorso verso Dio. C’era anche il gonfalone della città ad evidenziare la solennità del momento. Oltre ai carabinieri in alta uniforme. Numerosi, anche in questa occasione, i fedeli presenti al Duomo che hanno così avuto modo di onorare il santo cavaliere in attesa della festa esterna che, quest’anno, si terrà il 26, 27 e 28 maggio. Al termine della cerimonia religiosa l’arcivescovo Ferraro ha partecipato a un momento di fraternità con il parroco, don Pietro Floridia, e con i componenti del comitato dei festeggiamenti. Inoltre, i componenti dell’associazione San Giorgio martire, che hanno partecipato in maniera compatta e sentita alla messa solenne di ieri sera, hanno annunciato, assieme ai componenti dell’associazione portatori con cui stanno collaborando, che renderanno noto nelle prossime ore il calendario dei festeggiamenti che sarà assolutamente in linea con quello delle precedenti edizioni. I componenti delle due associazioni, inoltre, hanno voluto esprimere il proprio ringraziamento a tutti coloro che già si sono espressi a favore dell’organizzazione di iniziative in grado di rispondere alle esigenze di una manifestazione religiosa di così grande richiamo, una manifestazione che, negli ultimi anni, ha saputo attirare su di sè la massima attenzione. “Pure ieri sera – dice il parroco del Duomo, don Pietro Floridia – abbiamo preso atto dell’ennesimo attestato di devozione che questa città nutre nei confronti del santo cavaliere. Una figura emblematica per quanto riguarda la vittoria del bene sul male e che, ancora oggi, incarnando una non comune vitalità ed effervescenza, risulta essere di una attualità sorprendente”.

La ragusanità che abbraccia in contemporanea tutto il mondo. Ieri sera al Teatro Quasimodo di Ragusa, messo a disposizione dell’Amministrazione comunale, si è celebrato, con una serata di gala, un traguardo davvero importante, i 25 anni dell’associazione “Ragusani nel Mondo”. Un traguardo condiviso con alcuni dei premiati dell’omonimo e ormai celeberrimo premio che si svolge nel periodo estivo, ma anche con la corale partecipazione delle autorità, degli sponsor storici, e di un pubblico affezionato. Ma quel che ha colpito, andando dritti in fondo al cuore, sono stati i tantissimi videomessaggi letteralmente piovuti da ogni parte del mondo, e provenienti dai tantissimi ragusani che abitano nei cinque differenti continenti, alcuni dei quali, anche loro premiati a Ragusa, oppure alla guida di circoli e comunità che ancora oggi, nel segno della tradizione, non hanno mai tagliato i contatti con il capoluogo ibleo, pur vivendo a migliaia e migliaia di chilometri di distanza. Insomma una serata straordinariamente commovente e in cui ha primeggiato il senso di appartenenza. Una vera e propria festa in musica grazie alla partecipazione di tanti artisti come Peppe Arezzo, Giuseppina Torre, Giovanni Cultrera, Lorenzo Licitra, Antonio Modica, Sharon Distefano, Emanuela Curcio, Erika Iacono, Diamonds, Massimo Leggio e Nico Arezzo che hanno calcato il palco durante l’appuntamento celebrativo sapientemente condotto dal giornalista Salvo Falcone che ritroveremo alla conduzione della prossima edizione del premio “Ragusani nel mondo” il 5 agosto, insieme ad un gradito ritorno, quello della giornalista Caterina Gurrieri.

Sul palco sono saliti anche il presidente dell’associazione, Franco Antoci, il direttore Sebastiano D’Angelo e, sul finale, il consiglio direttivo e i fondatori e tutti hanno rimarcato non solo la valenza del prestigioso premio, che giunge adesso alla 23esima edizione, ma soprattutto le tante missioni che sono servite a tessere una vera e propria rete, tante connessioni tra i tantissimi ragusani nel mondo. Quell’altra Ragusa che idealmente ieri sera è stata unita al capoluogo ibleo anche grazie alla diretta streaming sui canali social e sul sito www.ragusaninelmondo.it. Sullo schermo gigante nel frattempo l’amarcord delle varie edizioni del premio con i tantissimi personaggi che nel corso degli anni hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento. Un nome su tutti quello hollywoodiano di Susan Sarandon, “ragusana” nel mondo anche lei. Ma ieri sera è stata svelata una bellissima sorpresa che riguarderà la prossima edizione del premio “Ragusani nel Mondo”. Torna infatti per la terza volta in provincia di Ragusa l’attesissima Banda dell’Arma dei Carabinieri, come ha annunciato il comandante provinciale Federico Reginato.  Ancora una volta diretta dal colonnello Martinelli, la banda terrà alcuni concerti tra Comiso e Ragusa. E a proposito delle varie connessioni create, la giovane artista Alessia Licitra, che si è esibita in Australia nell’ultima missione dell’associazione “Ragusani nel mondo”, è stata scelta per cantare alla prossima festa della Repubblica presso il consolato italiano a Melbourne. Tra i presenti anche l’artista Franco Cilia che ha donato una sua opera ispirata proprio al logo del 25esimo anniversario dell’associazione, creato da Emanuele Cavarra.

Devozione senza limiti. Fervore religioso incontenibile. Emozioni dal notevole impatto quelle che, nel primo pomeriggio di oggi, hanno animato una presenza eccezionale di fedeli per il rito della “Svelata”. Il santuario di Chiaramonte, dove è stato dato il via ai solenni festeggiamenti in onore di Maria Santissima di Gulfi, Patrona principale e regina del centro montano, è risultato letteralmente strapieno di devoti. Ogni anno, in questo modo, viene testimoniata l’eccezionale attenzione che l’intera comunità dedica a una cerimonia molto speciale per l’intera comunità. E’ stato il novello sacerdote, don Filippo Bella, che poco prima aveva presieduto la celebrazione eucaristica, a dare il via all’antico rito, aprendo con entusiasmo la porta della teca che ospita il simulacro della Madonna, sancendo la fase iniziale di questi intensi tre giorni collegati alla prima parte dei festeggiamenti che culmineranno, il 23 aprile, domenica in Albis, con la tradizionale processione della salita della Madonna, capace di coinvolgere migliaia di persone.

L’apertura della teca è stata accompagnata dalla tradizionale marcia N.11, eseguita dal corpo bandistico Vito Cutello diretto dal maestro Paolo Scollo, a cui ha fatto seguito l’Inno di Maria cantato dai fedeli. Accanto a don Filippo, il rettore del Santuario, don Giuseppe Burrafato, il parroco della Chiesa Madre, don Salvatore Vaccaro, con il sindaco, Vito Fornaro, accompagnato dall’assessore Alessandro Cascone, e il maresciallo dei carabinieri Alberto Bruno. E’ stato letto anche il testo del telegramma pervenuto da Papa Francesco con la benedizione al popolo chiaramontano per questa solenne occasione. “E’ arrivato il momento di stringerci attorno alla nostra Signora di Gulfi, Maria Santissima – dice padre Burrafato – per vivere questo novenario all’insegna della comunione e della pace. Il rito di oggi costituisce un momento di forte devozione e di particolare attenzione dei figli verso la Madre”. E il parroco della Chiesa madre, don Salvatore Vaccaro, aggiunge: “Ogni anno arriva questo momento ma ogni anno porta sempre qualcosa di nuovo che ci invita alla lode, allo stupore, a un ulteriore impegno”.

Il simulacro della Madonna è stato, poi, sistemato sul “Baiardu” fattosi largo tra due ali di folla. Sarà proprio il “Baiardu”, domenica mattina, dopo che il simulacro vi è stato posizionato, ad essere trasportato a spalla dai portatori. “E’ davvero una grande festa – dice il sindaco Fornaro – Chiaramonte dimostra profonda fede e devozione oltre che grande attenzione nei confronti della Patrona. Una tradizione che va avanti da oltre 400 anni con immutata partecipazione, una tradizione, quindi, lunga secoli che conferma, se ce ne fosse bisogno, l’identità della nostra comunità che si stringe attorno alla sua storia”. Intenso il programma preannunciato per domenica. Già dalle 8,15 prenderà il via il pellegrinaggio da Chiaramonte verso il santuario. Alle 9,00 la celebrazione eucaristica sarà presieduta dal rettore del Santuario. Quindi, alle 10, la tradizionale salita del simulacro della Madonna. Alle 10,50 in via Gulfi (Calvario), le autorità accoglieranno la Patrona in città. Alle 11, l’arrivo a Chiaramonte. In Chiesa madre ci sarà il saluto alla Madonna da parte del predicatore, padre Giuseppe Di Fatta, ofm. La celebrazione eucaristica sarà presieduta dal parroco della Chiesa madre, don Salvatore Vaccaro. Alle 14,30, il tradizionale “cuncursu” per le vie cittadine, vale a dire la processione pomeridiana. Alle 17,45 un altro momento atteso con il simulacro del Patrono San Vito che sarà portato in Chiesa madre. Alle 19, la celebrazione eucaristica che sarà presieduta dal predicatore mentre i canti saranno animati dal coro della Chiesa madre.

Un silenzio carico di mestizia ha contraddistinto il corteo snodatosi tra i monumenti barocchi patrimonio dell’Unesco. E’ stata la cifra caratterizzante la processione tenutasi venerdì sera a Ragusa Ibla. Una processione avente uno scopo unico: fare emergere la solennità del dolore legata alle giornate della Passione del Signore. A centinaia i fedeli che hanno fatto da cornice al momento spiritualmente più intenso del Venerdì santo. Nel contesto delle celebrazioni della Settimana santa, dunque, un rito di grande significato e tradizione. Un rito consumatosi in attesa della festa della Resurrezione. Dal Duomo di San Giorgio, in maniera maestosa, sono usciti i simulacri del Cristo morto e dell’Addolorata. Preceduti dai fedeli che, ciascuno con il proprio cero votivo, hanno formato due ali ai lati della strada e dal clero delle chiese di Ibla (guidato dal parroco del Duomo, don Pietro Floridia, a rappresentare le istituzioni, invece, c’era, tra gli altri, il vicesindaco Massimo Iannucci), i due simulacri hanno transitato per le vie principali del quartiere barocco seguiti dai componenti dell’associazione musicale “San Giorgio” che hanno contribuito a rendere la cornice complessiva di questa giornata carica di dolore ancora più suggestiva e, al contempo, drammatica. I simulacri del Cristo morto e dell’Addolorata hanno, dunque, fatto rivivere la processione più antica della città di Ragusa. Le prime notizie storicamente attestate risalgono, addirittura, al 1713. Anche ieri numerose presenze, così come è accaduto in tutte le processioni che hanno caratterizzato la Settimana santa, a testimoniare la grande attenzione che la comunità dei fedeli ha ricominciato a nutrire nei confronti di queste celebrazioni che affondano le proprie radici nei secoli scorsi. Il Cristo morto e l’Addolorata, tra l’altro, esprimono la religiosità dei residenti dell’antico borgo del capoluogo ibleo che nel corso dei secoli è risultata fortemente radicata così come testimoniato dalla nascita delle numerose chiese che punteggiano il quartiere. Ad animare i momenti di alta spiritualità di questa così come delle altre processioni tenutesi in occasione delle “Quarantore di adorazione del Santissimo sacramento”, i componenti delle varie confraternite che hanno dettato i tempi dei cortei religiosi succedutisi da domenica scorsa a venerdì sera.

 

 

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