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Sabato, 27 Febbraio 2021

Una rete per la valorizzazione delle esperienze e competenze universitarie ed imprenditoriali che dia luogo a progetti congiunti capaci di generare e favorire lo sviluppo di imprese innovative e spingere la crescita del territorio.

Questo, in sintesi, l’obiettivo del protocollo d’intesa tra Confindustria Cosenza e Università della Calabria presentato, in una conferenza online, dal presidente di Confindustria Cosenza Fortunato Amarelli e dal rettore dell’Università della Calabria Nicola Leone, con i contributi del direttore di Confindustria Cosenza Rosario Branda e del delegato del Rettore al Trasferimento Tecnologico Maurizio Muzzupappa.

“Le azioni che abbiamo già identificato per dare concretezza all’accordo – ha dichiarato il presidente Fortunato Amarelli - intendono dare voce alla volontà condivisa di creare nuove opportunità per il territorio. La diffusione dell’innovazione tecnologica, che la pandemia ha contribuito ad accelerare, è tra le missioni delle nostre organizzazioni: l’università rappresenta un polo d’eccellenza anche in questo ambito e le imprese che vogliono guardare al futuro sanno bene che le competenze legate all’innovazione costituiscono una opportunità ma anche una necessità. Attraverso il nostro sportello di assistenza alle start up e le azioni di tutoraggio dei nostri associati agli aspiranti imprenditori cerchiamo di sostenere la nascita di imprese sane e competitive. E’ fondamentale la rigenerazione industriale perché, in un certo periodo, abbiamo perduto la capacità di costruire industria. E’ questa la partita del futuro che sarà possibile vincere grazie alle tecnologie studiate e messe a punto in ambito universitario in uno con la capacità degli imprenditori di applicarle”.

“Aprirsi al territorio, condividere il sapere e contribuire all’innovazione e alla crescita culturale e sociale - ha asserito il Rettore Nicola Leone - è l’obiettivo della cosiddetta “terza missione” dell’università. Nel caso della Calabria, essendo una terra dal punto di vista economico svantaggiata, per l’Unical questa diventa quasi una missione primaria. Una visione che ho inserito nel mio programma di mandato e che sto cercando di attuare con forza. Una missione che deve rappresentare un’apertura anche nel mondo sociale, culturale e nel public engagement. Per fare questo è indispensabile interloquire con tutti gli attori presenti sul territorio e, per quanto riguarda gli aspetti legati all’innovazione e allo sviluppo economico, Confindustria è certamente uno dei soggetti con i quali l’Unical intende interagire. Condividere competenze e obiettivi significa illuminare la strada dello sviluppo ed è con questo spirito che nasce l’accordo di oggi. È innegabile – ha proseguito Leone - che per crescere bisogna fare rete e l’università deve superare il vecchio approccio che la vede arroccata sulla sua torre d’avorio, per confrontarsi con tutti i soggetti esterni, compresi gli imprenditori, perché ottenere risultati di eccellenza scientifica senza che questi impattino sullo sviluppo del territorio non sarebbe sufficiente. Per questo motivo è opportuno colmare il distacco esistente tra l’ateneo e il tessuto imprenditoriale, in modo da trasformare le idee innovative in successi aziendali che diano occupazione e benessere”.

Confindustria Cosenza e Unical, attraverso il suo incubatore TechNest, si sono impegnati a collaborare in attività e programmi volti alla realizzazione di progetti di innovazione per le imprese mediante l’apporto di conoscenze da parte di startup innovative e gruppi di ricerca, alla nascita e allo sviluppo di startup innovative attraverso l’impiego di competenze manageriali e di mercato, all’accesso a finanziamenti privati da parte delle startup anche tramite accordi con operatori specializzati.

“Si tratta di un passo importantissimo – ha affermato il professore Muzzupappa – che va nella direzione di non dispendere il capitale umano generato dall’università, per il vantaggio dei laureati e del territorio. Abbiamo l’obbligo morale di assicurare ai nostri studenti la possibilità di scegliere fra andare all’estero perché lo vogliono, oppure rimanere perché hanno la possibilità anche qui di affermarsi. E questo accordo favorisce ciò, risultando in linea con il lavoro che da anni svolge il Liaison Office d’Ateneo e l’incubatore TechNest”.

Già pronte per l’avvio le prime attività concordate: l’apertura dello “Sportello startup” che prevede l’assistenza da parte degli uffici di Confindustria Cosenza a favore delle imprese dell’incubatore TechNest dell’Unical; il coinvolgimento di Confindustria Cosenza nei percorsi di formazione d’impresa Unical come il “Contamination Lab”; la definizione del progetto “Adotta una startup” che consiste in servizi di tutoraggio per startup innovative, da costituire o già costituite, grazie al coinvolgimento di imprenditori esperti; l’organizzazione di webinar su Industria 4.0 tenuti da startup e spin-off Unical per le aziende del sistema Confindustria.

Prime iniziative, alle quali ne seguiranno altre, utili a costruire un sistema imprenditoriale capace di contare su una serie di servizi e opportunità di affermazione sul mercato. A raccontare come nasce una startup e di cosa c’è bisogno affinché cresca, sono stati i co-founder di due imprese Unical: Carmine Maletta della spin-off “2SMArtEST” e Giuseppe Luci della startup “MediCal”.

Ha riaperto ieri a Crosia Mirto il nido comunale “La Chiocciola”. Dopo la lunghissima parentesi del lockdown da oggi la comunità traentina potrà ritornare a contare su un servizio importante sia dal punto di vista educativo che di sostegno alle famiglie. La riapertura del centro è stata accompagnata da una lunga fase di preparazione così che le attività si possano svolgere in totale sicurezza e nel rispetto delle normative anti-covid.

Ad attendere e dare il benvenuto ai piccolissimi ospiti de “La Chiocciola”, stamattina (lunedì 8 febbraio) insieme agli educatori c’era anche l’assessore comunale alle Politiche sociali, Paola Nigro.

«Il nido comunale – dice l’assessore Nigro – è una conquista di cui andiamo fieri e sul quale l’Amministrazione Russo ha puntato tantissimo. Crosia, infatti, rimane una delle pochissime realtà comunali nel nostro territorio ad offrire un servizio utile alla crescita dei bambini e a dare supporto a tutte quelle giovani coppie di professionisti e lavoratori che nel nido trovano un valido sostegno alla loro quotidianità a prezzi accessibili e calmierati rispetto alle fasce di reddito. Siamo partiti in ritardo per via della pandemia da Covid-19 ma quello di oggi è un giorno importante perché a quasi un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria, finalmente ritorniamo a riappropriarci della normalità. In questi mesi abbiamo lavorato affinché tutto possa ritornare presto come prima e anche “La Chiocciola”, così come le scuole e gli edifici pubblici, sarà un luogo sicuro grazie a tutti gli interventi di adeguamento che il Comune ha completato per rispettare le misure anti-covid. Il nido – precisa ancora Paola Nigro – non è ancora al completo della sua capienza di piccoli ospiti ma abbiamo voluto iniziare comunque, consapevoli che anche l’apertura per un solo bambino, in questo particolare momento, possa servire a ridare fiducia e speranza».

È ancora possibile poter iscrivere i bimbi al Nido “La Chiocciola”. Le domande per l’iscrizione sono disponibili on-line sul portale istituzione del Comune di Crosia (www.comunedicrosia.it). Dovranno essere opportunamente compilate e, insieme agli allegati, recapitate all’Ufficio servizi sociali attraverso il Protocollo dell’Ente. Il tariffario per poter accedere al servizio è stato scaglionato in tre fasce di reddito. Per quanti entreranno nella prima fascia, con ISEE compreso tra 0 e 10mila euro, la quota di compatercipazione sarà di 50 euro mensili; per la fascia da 10mila a 20mila euro, la quota è fissata ad 80 euro mensili; per la fascia maggiore di 20mila euro il costo sarà di 120 euro mensili.

Abbiamo più volte scritto ai giornali per segnalare un problema che impedisce alle persone più anziane della città di poter tranquillamente passeggiare su Corso Mazzini e vie limitrofe, prese d’assalto da biciclette di ogni tipo, monopattini e similari. L’isola pedonale, nonostante l’ultima ordinanza del sindaco che vieta l’accesso ai mezzi sopra descritti e la segnaletica apposta da poco, è continuamente percorsa da bici e monopattini incuranti dei pedoni. A che serve quindi l’ordinanza e l’apposizione dei cartelli? Si rivelano una presa in giro ai danni dei cittadini che hanno contribuito finanziariamente alle spese per realizzare la segnaletica inutile. Ma, ci si chiede, chi dovrebbe far rispettare questi “nuovi” (a dire il vero il sindaco emanò un'ordinanza in questo senso già la scorsa estate) divieti? Riteniamo che siano i vigili urbani a dover far rispettare le regole, ma purtroppo da anni non se ne vede nemmeno uno in giro per la città. Allora smettetela di prendere in giro le persone, specialmente le fasce più deboli che hanno timore di incrociare bici e monopattini, che non solo attraversano il corso, ma anche le altre vie e le corsie delle auto addirittura in senso opposto. Un pericolo per tutti, ma fin quando non ci scappa l’incidente grave a nessuno importa. Vigili imboscati negli uffici, ordinanze che non sortiscono alcun effetto, senso civico nullo e monopattini comunali, come si evince dallo stemma apposto su ognuno di essi, il comune infatti li lascia a disposizione dei ragazzi mettendo a rischio i passanti. E siccome dei vigili urbani che controllano si è perso anche il ricordo, dobbiamo concludere che questa è una città allo sbando, in cui l’amministrazione fa finta di emanare provvedimenti a favore delle persone e spende soldi inutilmente. I cittadini esigono rispetto e sicurezza, si facciano rispettare le norme e si mandino i vigili a fare il loro lavoro.  

Comitato Cosenza vivibile

 

“In tempi di pandemia e di difficoltà crescenti per il sistema economico ed i cittadini al punto da mettere in crisi la stessa tenuta sociale, soprattutto in Calabria, tre buone notizie consentono di poter rappresentare una narrazione diversa del nostro territorio con esempi positivi tali da fungere da stimolo per ognuno”.
È quanto ha dichiarato il presidente di Confindustria Cosenza Fortunato Amarelli commentando l’elezione a presidente europeo dei concessionari del gruppo FCA per l’imprenditore Piero Carlomagno, la nomina a Cavaliere al Merito della Repubblica del giovane imprenditore di Corigliano-Rossano Enrico Parisi e la nuova iniziativa di sviluppo sostenibile intrapresa dalla GIAS.
Da vicepresidente dell’Associazione dei concessionari europei Fiat e Lancia (ADEFIL), l’imprenditore Piero Carlomagno ha lavorato per riunire in una associazione unica tutti i concessionari Fiat, Chrysler-Jeep ed Alfa, fino a diventare il primo presidente europeo dell’Associazione Dealer FCA (ADEFCA). “Sono molto soddisfatto per l’intesa raggiunta. L’aggregazione – sottolinea il presidente Carlomagno - è la strada vincente per crescere, confrontarsi, migliorare. Il prossimo passo sarà quello di ragionare nella stessa direzione con il nuovo colosso appena nato grazie alla fusione di FCA con il gruppo PSA Peugeot”.
Confindustria Cosenza esprime vivo compiacimento anche per la notizia del conferimento, da parte del presidente della Repubblica Mattarella, dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica a Enrico Parisi per “il suo appassionato contributo alla promozione di pratiche di sostenibilità sociale, ambientale ed economica” attraverso progetti da lui stesso ideati con cooperative e l’azienda di famiglia.
L’altra buona notizia riguarda l’azienda GIAS con sede a Mongrassano (Cosenza), specializzata nella produzione di piatti pronti surgelati a base di verdure fornite da agricoltori del territorio, con circa il 30% del suo giro d’affari realizzato all’estero. Con la nascita della new company, i nuovi investitori puntano a supportare la società nel completamento di un importante programma di investimenti nell’attuale sito produttivo di Mongrassano, realizzati anche grazie al supporto di Invitalia, l'Agenzia nazionale per lo sviluppo. Per Gloria Tenuta, presidente ed amministratore delegato della newco “grazie al supporto di IdeA Agro e di Cleon Capital contiamo di dare ulteriore slancio alla crescita dell’azienda sul mercato nazionale e, soprattutto, sui mercati esteri. Siamo inoltre certi che insieme riusciremo a far evolvere l’impresa ed il territorio, preservando quel fondamentale connotato di forte legame con il contesto agricolo calabrese e più in generale del sud, che da sempre ne contraddistingue i prodotti”.
“Notizie come queste– conclude il presidente degli industriali cosentini Fortunato Amarelli – servono a farci ben sperare in un futuro diverso e migliore. Pur se ogni giorno siamo costretti a registrare sconfitte, difficoltà diffuse e vincoli, la voglia di andare avanti è sempre più forte, così come la determinazione a ben operare per realizzare buone cose per il bene delle nostre aziende e delle comunità in cui operiamo”.


“Farsi trovare pronti sono le nostre parole d’ordine per il 2021. A conclusione di uno degli anni più difficili e dolorosi che la storia del nostro Paese possa ricordare, abbiamo la certezza che niente sarà più come prima. Ci attendono ancora mesi difficili ma, da imprenditori, non possiamo che nutrire aspettative positive sul futuro”. Il presidente di Confindustria Cosenza Fortunato Amarelli non nasconde le preoccupazioni e le gravi difficoltà del momento, ma manifesta anche un cento ottimismo se pensa alle cose che ci sono da fare, costruire, preparare.

“Nutriamo speranza per i progetti importanti che possono rappresentare un punto di svolta. E’ il caso del Next Generation Eu, lo strumento più conosciuto come Recovery Fund perché si configura come un fondo di recupero europeo che, con le risorse connesse (209 miliardi di euro), sarà capace di immettere sul mercato una liquidità ingente. Dobbiamo, quindi, prepararci a saperne cogliere le opportunità in modo da provare a recuperare tutto ciò che in questi mesi abbiamo perduto su tanti fronti. Farsi trovare pronti, dunque, nelle imprese, così come nelle pubbliche amministrazioni dove ci auguriamo possano arrivare tanti giovani laureati competenti”.

Dello stesso avviso è il presidente Giovan Battista Perciaccante di Ance Cosenza che ha sollevato il caso delle centrali di committenza “che gestiranno contratti di appalto per conto di diverse pubbliche amministrazioni. E’ andato in pensione molto di quel personale che si è formato nel corso degli anni e per il blocco delle assunzioni non è stato reintegrato. Mancano competenze specifiche in grado di appaltare e rendere esecutivi progetti a valere sui fondi che arriveranno. Per il settore dell’edilizia, in gravissima crisi, si parla di miliardi destinati ad opere di rigenerazione urbana, green, depurazione, housing sociale, infrastrutture”.

Al tema del Next Generation Eu e degli scenari del post pandemia, Confindustria Cosenza ha dedicato la sua Assemblea annuale. In modalità a distanza, dirigenti ed imprenditori dell’Associazione si sono confrontati con l’economista Gianfranco Viesti dell’Università di Bari che ha parlato dei temi economici legati ad analisi e scenari e con il presidente della sezione Terziario Innovativo di Unindustria Calabria Alfredo Fortunato che ha proposto una accurata disamina sull'utilizzo efficace dei fondi comunitari e del recovery fund.

“Il futuro lo scriveremo noi – ha detto il professore Viesti – e la crisi, simile nei caratteri in molte regioni, sarà superata da una ripresa che però non sarà uguale. Sarà determinante investire per far crescere il Pil”.

“Digitalizzazione, rivoluzione verde, salute e parità di genere saranno determinanti – ha sottolineato il presidente Alfredo Fortunato – per ridurre gap e povertà che non è solo economica, ma anche sociale ed educativa. Efficacia ed efficienza nella spesa dei fondi saranno decisive per le regioni del Sud e la Calabria in particolare per non arretrare ancora”.

I lavori, coordinati dal direttore di Confindustria Cosenza Rosario Branda, sono stati conclusi dal vicepresidente di Confindustria Natale Mazzuca secondo cui “i fondi che arriveranno serviranno a creare un Paese più coeso solo se saremo capaci di essere veloci nell’attuazione e, quindi, attenti e bravi a passare dall’ideazione alla progettazione con realizzazione in tempi rapidi. La notizia di questi giorni dell’attivazione del gateway ferroviario al Porto di Gioia Tauro apre nuovi scenari positivi e ricchi di opportunità per il futuro dei commerci per e dalla nostra regione”.

L’auspicio condiviso da tutti, delineato a fine riunione dal presidente Amarelli, è che si faccia tesoro di quanto abbiamo vissuto in questi duri mesi di pandemia per impegnarsi collettivamente nella ricostruzione.

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