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Mercoledì, 26 Gennaio 2022

PNRR: sfide, insidie, opportunità” è il tema del dibattito promosso da Confindustria Cosenza, sede territoriale di Unindustria Calabria, e da Anci Calabria, che si è svolto nel salone delle conferenze dell’Associazione degli Industriali Cosentina, inserito nell’ambito della XXª Settimana della Cultura d’Impresa e del PMIDAY di Confindustria.
“Realizzare progetti concreti e cantierabili rispetto ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – ha detto il presidente di Confindustria Cosenza Fortunato Amarelli - sarà la vera sfida a cui siamo chiamati tutti, imprenditori e amministratori. Serve farsi trovare pronti e lavorare insieme individuando azioni congiunte perché è solo così che i fondi potranno arrivare per essere utilizzati. Il Piano non contiene solo una ripartizione di risorse, ma una vera e propria immagine di futuro per la prossima generazione europea, disegnata intorno ai concetti di transizione, economia circolare e sostenibile, rivoluzione digitale, superamento delle iniquità territoriali, sociali e di genere”.
“Analogamente a quanto previsto a livello nazionale, in ottica PNRR, sarebbe utile istituire una cabina di regia regionale – ha aggiunto il presidente regionale di Anci Marcello Manna -  per mettere a fuoco le necessità dei territori e, nella stessa misura, per armonizzare quanto previsto nel Pnrr con il Por in corso di definizione, per evitare inutili duplicazioni. Serve rafforzare gli aspetti legati alle competenze investendo sulla formazione, soprattutto di giovani e donne. Sarà importante predisporre progetti strategici capaci di fare sintesi dei molteplici obiettivi di crescita e sviluppo, di cui soprattutto la Calabria e tutto il Mezzogiorno hanno bisogno”.
Per Giovan Battista Perciaccante, presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili per la Calabria e Cosenza “il PNRR dovrà coniugare crescita e coesione territoriale, riducendo i divari fra le regioni d’Italia, a cominciare da quello infrastrutturale, con il prolungamento dell’Alta Velocità ferroviaria sulla Salerno – Reggio Calabria, con il potenziamento e la modernizzazione del porto di Gioia Tauro, l’ultimazione del sistema autostradale, il completamento della 106 Jonica, l’implementazione delle principali trasversali, l’infrastrutturazione delle Zone Economiche Speciali, la realizzazione di un robusto piano di edilizia scolastica, la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e del sistema produttivo, la costruzione di ospedali, la messa in sicurezza del territorio, il potenziamento delle infrastrutture idriche, la tutela del patrimonio storico ed artistico”.
La discussione, moderata da Rosario Branda, direttore di Confindustria Cosenza, ha registrato anche il saluto dell’Assessore comunale Veronica Buffone e l’intervento del professore ordinario di Economia Applicata dell’Università della Calabria Domenico Cersosimo che ha svolto la relazione tecnica, evidenziando le criticità di un Piano che prevede linee già tracciate, tempi stretti ed assenza di monitoraggio, una asimmetria tra investimenti e spesa corrente, in uno con le opportunità che possono derivare da un dialogo serrato e costruttivo tra tutte le parti.
Per Natale Mazzuca, vice presidente di Confindustria per l’Economia del Mare, a cui sono state affidate le conclusioni, “il PNRR è la più grande sfida che l’Italia sta affrontando, dopo la ricostruzione del secondo dopoguerra. Dobbiamo e possiamo invertire un processo ventennale in cui progressivamente il nostro Paese, e soprattutto il Mezzogiorno, si è allontanato dall’Europa. E possiamo farlo puntando su investimenti, innovazione e sviluppo, in una logica di coesione socioeconomica e territoriale. Oltre al PNRR, con il Piano di investimenti complementari, la programmazione dei Fondi strutturali europei e il Fondo sviluppo e coesione potremo disporre di risorse finanziarie senza precedenti. Non mancano tuttavia rischi rilevanti legati soprattutto al mancato rispetto dei tempi e all’inadeguatezza del nostro sistema politico-amministrativo. Ma l’ingente quantità di fondi e gli strumenti di riforma possono imprimere una svolta decisiva all’efficienza della P.A., dotandola di mezzi tecnologici e risorse umane qualificate, capaci di dare opportunità reali ai giovani del Sud contro l’inaccettabile fenomeno dell’emigrazione qualificata”.

 

Identità e memoria. La necessità di acquisire la consapevolezza dei valori mediante i simboli che caratterizzano i singoli periodi della vita e delle fasi che sistematicamente ritornano. Fra questi, il Natale, con tutti i suoi contrassegni, le immagini e le tradizioni che si tramandano da generazione in generazione. Un emblema del periodo in cui viene rievocata la nascita di Gesù Bambino è, senza dubbio, il presepe. Allo scopo di offrire alla comunità territoriale l’opportunità di ammirare lavori d’arte presepiale, assolutamente artigianali, la professoressa Lidia Oriolo, ha pianificato un’apposita mostra di presepi. L’esposizione, che verrà inaugurata il prossimo 27 novembre, sarà ospitata nella sala consiliare della Delegazione municipale di Viale della Repubblica in Mirto fino al 5 dicembre 2021. L’ingresso, consentito esclusivamente ai soggetti muniti di mascherina e green pass, sarà libero. L’esposizione, che si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, sarà aperta al pubblico, nel suddetto periodo espositivo, dal lunedì al sabato, dalle ore 17 alle 20, mentre di domenica, anche la mattina, dalle 10 alle 12,30 e nel pomeriggio dalle ore 17 alle 20.    

Gli ospiti potranno osservare dei lavori unici. Si tratta della rappresentazione tridimensionale di borghi di vario genere (marini, collinari ecc.). Tutto realizzato a mano dalla professoressa Oriolo, con l’utilizzo di diversi materiali. Dunque, non classici presepi con legno e muschio, ma vere e proprie opere d’arte. Un’arte che contraddistingue lo stile di Lidia Oriolo. Ella ha sempre prodotto tante opere (pitture, sculture), ma è sempre stata restìa a esporre i propri lavori. Stavolta, però, allo scopo contribuire alla rinascita sociale, in questa fase che ci auguriamo possa essere definita al più presto “post” pandemica, ha deciso di effettuare un’esposizione. “Lavori che mi hanno fatto compagnia – ha detto testualmente l’artista – perché realizzati durante la fase del lockdown”.

Lidia Oriolo è una delle poche persone nate a Crosia. Ha frequentato la scuola media a Pisa, quindi il Liceo artistico a Reggio Calabria. La sua formazione individuale, però, è stata costante in tutto il percorso della vita. Docente di Educazione artistica per 36 anni nell’allora scuola media, oggi diremmo secondaria di primo grado, svolti prevalentemente nella cittadina di Mirto Crosia. Ha trasmesso ai suoi alunni i suoi saperi, sia sotto il profilo teorico che quello pratico. Ma probabilmente avrà trasfuso in loro anche la gioia e la voglia delle attività artistiche.

Il suo lavoro è sempre coinciso con la sua passione: l’arte. Infatti, negli anni, ha prodotto sistematicamente, tante sculture, pitture e ricami di vario genere. Oggi, anche noi, possiamo apprezzare le sue doti, attraverso la prima mostra presepiale. 

Il Liceo Classico ‘Telesio’ di Cosenza, come ogni anno, apre le porte per l’orientamento in entrata agli studenti provenienti dalle scuole medie, con incontri online ed in presenza e nonostante la ancora grave situazione pandemica, è già boom di contatti, per richieste di collegamenti online o visite direttamente alla scuola ed incontri col dirigente, con la professoressa Daniela Filice, che coordina le attività di orientamento e con lo staff della dirigenza da ogni parte della provincia.

E la stessa professoressa ha dichiarato: «Il progetto di Orientamento in entrata del Liceo Classico ‘Telesio’, rivolto agli alunni delle scuole medie e alle loro famiglie, mira a far conoscere in modo adeguato l’offerta formativa. Tutte le attività poste in essere(in presenza e online) sono finalizzate a dare ampio spazio all’accoglienza, alla comunicazione, all’informazione, all’incontro con il Dirigente e i docenti, in modo da attivare azioni orientative che possano avere un ruolo importante per la scelta futura. Con diverse modalità, previo proficuo lavoro di raccordo con la secondaria di 1^ grado, vengono presentati i quadri orario, le diverse curvature,le attività curriculari ed extra, le norme che regolano la vita interna dell’Istituto. Orientare– ha continuato Filice -  significa indirizzare scegliere e l’Orientamento non può essere considerato solo l’azione mirata di un preciso momento scolastico, vale a dire il periodo che precede le iscrizioni. Questa, forse, potremmo definirla l’attività esplicita, ma vi è quella implicita, fondamentale, determinante, significativa, quella che non riguarda un periodo, ma è durativa, che investe e riguarda tutti ed è legata ad una didattica di qualità, seria, formativa, che diventa quindi orientativa in classe, agisce direttamente sull’alunno che sarà, a sua volta, elemento di richiamo per chi si accinge a scegliere. A questo bisogna credere fortemente, dare vigore al nostro insegnamento, dare senso alla nostra identità che, fondata sull’approfondimento della civiltà classica e della cultura umanistica, riserva attenzione alle scienze matematiche, fisiche e naturali e sola consente di cogliere intersezioni tra i saperi per una visione critica della realtà. Orientare, quindi, - ha concluso la docente - è sapere scegliere una scuola che abitui alla riflessione, al ragionamento, alla consapevolezza di sé e che accompagni – in modo diverso – sia gli studenti più deboli sia gli studenti con maggiori potenzialità verso il successo formativo».

Mostra entusiasmo il dirigente del Liceo, ing. Antonio Iaconianni, che ha affermato: «Lasciatemi anzitutto ringraziare la città di Cosenza e la provincia tutta che accoglie anche quest’anno la nostra offerta formativa con consensi crescenti mostrando di condividere ed apprezzare quello che ormai da anni mi piace chiamare ‘Il Progetto Telesio’. Si tratta di un’idea di scuola nuova, moderna, al passo con i tempi e con le esigenze dei giovani che hanno bisogno di una scuola calata nella contemporaneità, sebbene con solide radici nel passato rappresentate dalla cultura classica ed in particolare dallo studio del latino e del greco che restano i nostri fari. Un doveroso ringraziamento – ha continuato il Preside - lo devo alla professoressa Filice, che anche quest’anno con dedizione e spirito di abnegazione sta portando avanti un magistrale percorso di promozione e di condivisione della nostra scuola, cercando di far conoscere agli studenti delle scuole medie, una proposta formativa che ha pochi eguali. E’ una scuola, la nostra, per tutti, e che risponde alle esigenze di ognuno ed alle inclinazioni di ognuno: ci sono percorsi vari e diversi e poi c’è una attività extracurriculare che va dal lunedì al sabato e che offre spazi e proposte per tutti e si va dal teatro col maestro Antonello Lombardo, ormai una eccellenza a livello nazionale, alle officine sinfoniche con una orchestra diretta dal maestro Concita Silvestri e poi tante attività sportive, solo qualche giorno fa abbiamo iniziato i corsi di vela ed ora ci prepariamo alla stagione invernale. E tanto altro che scoprirete venendoci a trovare o contattandoci online. Ed infine – ha detto Iaconianni - lasciatemi concludere con una notizia che è un regalo che facciamo alla nostra città ed alla nostra provincia: come ormai molti sanno a breve il nostro liceo riceverà dall’ente provincia un nuovo edificio, il complesso monumentale delle canossiane, a pochi passi dalla nostra sede storica. Uno spazio moderno, strutturalmente sicuro, in uno degli edifici storici più belli della nostra città. Una ennesima opportunità di benessere per i nostri studenti e per il personale scolastico tutto e che, con soddisfazione noto che quotidianamente ha il consenso di tanti.»

«Per lo sviluppo della Calabria è utile investire sul turismo delle radici, legato alla memoria e all’affezione degli emigrati rispetto alle loro origini». Lo afferma, in una nota, la sindaca di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succurro, che alla Farnesina ha partecipato alla presentazione del volume Primo rapporto sul turismo delle radici in Italia, redatto da Sonia Ferrari e Tiziana Nicotera nell’ambito di un progetto dell’Università della Calabria, con il contributo del ministero degli Affari esteri. «Come il libro documenta in dettaglio, la Calabria – prosegue la sindaca – è tra le regioni più segnate dall’emigrazione, e San Giovanni in Fiore ne è forse l’emblema. L’aspetto chiave, approfondito dal testo, è che i calabresi d’origine mantengono il richiamo delle radici e, grazie alle migliori possibilità di comunicazione e spostamento, giungono di frequente nei Comuni in cui nacquero i loro avi, desiderosi di conoscerne la storia, i luoghi, le tradizioni, con il bisogno interiore di ricostruire quei fili dell’appartenenza che non si sono mai spezzati, malgrado le distanze». «Questo Primo rapporto – commenta la sindaca Succurro – è un prezioso riferimento: fornisce un quadro preciso dei movimenti turistici connessi alle migrazioni dall’Italia, spesso caratterizzati da scambi culturali che hanno alimentato i contatti con i figli dell’emigrazione e favorito la crescita economica e sociale di vari territori, specie calabresi. Ad esempio, per San Giovanni in Fiore – osserva Succurro – il compianto mister Albert Andy, che aveva donato una Tac all’ospedale civile, organizzò viaggi di studio in America dei nostri medici, mentre François Nicoletti, con la sua Fondazione Heritage, e Pietro Mazza, con l’associazione Un sorriso agli emigrati, contribuiscono all’arrivo in città e in Sila di numerosi turisti, dalle origini locali, provenienti da ogni parte del mondo». «Fermo restando che tutta la politica deve lavorare perché partire dalla Calabria sia una libera scelta, l’emigrazione, come il libro di Ferrari e Nicotera dimostra, può essere una risorsa importante, se – conclude la sindaca Succurro – come amministratori sappiamo puntare sul turismo delle radici, con intelligenza, costanza e un maggiore coinvolgimento dei nostri emigrati». 

 

«Piena di pubblico ma in sicurezza, domenica scorsa è terminata la prima edizione di Vini in Fiore, la due giorni presso l’Abbazia florense dedicata all’enogastronomia nazionale e del territorio, che, pure con intrattenimenti per bambini, show cooking, musica e degustazioni, ha visto la proclamazione dei vincitori del concorso Migliori novelli d’Italia, insieme ad un riconoscimento, da parte della giuria di qualità, per il lavoro della locale cantina Mascaro». Lo afferma, in una nota, la sindaca di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succurro, che aggiunge: «L’ottima riuscita dell’evento si deve alla sinergia tra il Comune, il giornalista enogastronomico Tommaso Caporale, responsabile organizzativo del Nuovo istituto nazionale del vino novello, la Pro loco, la sezione di Amira Cosenza-Sila e i commercianti locali». «Il XV Salone nazionale del vino novello – dichiara il suo direttore, Caporale – ha decretato come Migliori novelli d’Italia 2021, ex-aequo, il Terre di Chieti Igp biologico Rossello di Agriverde e il Veneto Igp Novello di Ornella Bellia. Sul secondo gradino del podio è salita la Calabria, con il Calabria Igp Cinurio, dell’azienda vinicola Tramontana. A seguire si sono posizionati la Sicilia con Principi di Corleone Pollara, la Toscana con Carpineto e ancora l’Abruzzo con Casalbordino, mentre il Premio critica del Salone è andato al consorzio lucano Grotte del vino e le targhe Novello amore mio sono state assegnate all’umbra Lungarotti e alla sarda Dorgali». «San Giovanni in Fiore e l’Abbazia florense – conclude la sindaca Succurro – sono stati protagonisti di un’importante iniziativa che ha riunito l’arte italiana del vino, l’architettura e la storia cittadina, l’energia dell’associazionismo locale e il partenariato del Comune con l’associazione Città del Vino. Sono occasioni che giovano allo sviluppo del territorio, attraverso la valorizzazione delle potenzialità dell’enogastronomia italiana e della bellezza dei nostri luoghi».

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