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Apre al pubblico dal 23 ottobre ROMAISON 2020 - Roma, una Maison straordinaria: archivi e produzioni dei laboratori di Costume,  prima edizione del progetto fortemente voluto dalla Sindaca Virginia Raggi, per valorizzare e sistematizzare quel prezioso unicum creativo che caratterizza la città, come uno straordinario laboratorio progettuale diffuso.
L’iniziativa è promossa da Roma Capitale. Organizzazione Zètema Progetto Cultura. Contributo tecnico di Rinascente. Si ringraziano Fondazione Cineteca di Bologna, Istituto Luce – Cinecittà e Fondazione Cinema per Roma.

"Roma capitale della creatività. ROMAISON 2020 racconta una città unica dove moda e cinema generano da sempre un sistema creativo apprezzato in tutto il mondo. Grandi registi e produzioni internazionali scelgono Roma per i loro capolavori. Anche in questo momento storico la nostra città rappresenta uno scenario perfetto per realizzare opere cinematografiche, un laboratorio dove poter fare ricerca continua e realizzare costumi. Il cinema  ispira la moda e la moda ispira il cinema in un continuum temporale unico. ROMAISON 2020, innovativo progetto curato con garbo e tenacia da Clara Tosi Pamphili, è un omaggio alla storia e alla capacità delle sartorie romane, eccellenze del made in Italy.

Questa mostra è un evento che esalta la produzione stilistica capitolina e le grandi firme che da sempre vestono le icone del cinema. Questa grande industria è un esempio di eccellenza e di economia circolare concreta: un patrimonio di cultura grazie al quale i costumi si riadattano, coniugando innovazione, sostenibilità e conservazione. Una cura di patrimoni, anche di terza generazione: è così che migliaia di abiti divengono oggetto di studio e ricerca per molte realtà, soprattutto per le “case” e le scuole internazionali di moda.

Un ringraziamento va alla straordinaria Tilda Swinton, artista poliedrica che ha scelto Roma per una performance unica: “Embodying Pasolini". Segno della centralità e della continua attenzione che cinema e moda hanno per Roma e l’Italia” afferma la Sindaca Virginia Raggi.

Allestita negli spazi del Museo dell’Ara Pacis e curata dalla storica e critica della moda Clara Tosi Pamphili, la mostra riunisce le più importanti sartorie di Costume romane: Annamode, Costumi d’Arte - Peruzzi, Sartoria Farani, Laboratorio Pieroni, Tirelli Costumi, con la presenza di bozzetti dall’archivio personale di Gabriele Mayer - un fondo di riconosciuta importanza storica, che sarà donato alla Galleria Nazionale - e con una sezione dedicata a Mensura, storico produttore di manichini.

Il percorso si apre con una mappa che permette di visualizzare la presenza degli atelier sul territorio, disegnando un ipotetico museo d’impresa in itinere. Successivamente il visitatore si trova immerso nell’ambiente di un grande atelier, ricreato per l’occasione: qui la dimensione del lavoro, della tecnica, dell’artigianalità e dell’ispirazione - tipiche dell’ambito laboratoriale  -  dialoga con l’aspetto della ricerca e della conservazione, sviluppato dagli archivi delle singole maison.

Tavoli, strutture metalliche a muro, pedane, tracciano le direttrici per i continui rimandi tra la produzione e le straordinarie raccolte di pezzi storici originali delle collezioni delle sartorie: un corpus alimentato con cura e passione, in quasi un secolo di attività.

Veri e propri tesori compongono una raccolta di capi spesso inediti, arricchita dalle continue donazioni effettuate da privati, che contribuiscono a rendere vive e a rinnovare queste straordinarie collezioni. In un gioco di rimandi tra pezzi d'epoca e costumi, abiti eccezionali che vanno da Charles Frederick Worth, il sarto inglese a cui dobbiamo la nostra concezione di moda, fino a Paul Poiret; dalla romana Maria Monaci Gallenga di cui sono esposti anche i blocchi per la speciale tecnica di stampo a oro e argento su velluto, fino a Madame Gres e agli atelier di alta moda romani come Schubert e Zecca. E, ancora, i grandi dell'alta moda francese come Christian Dior e Balenciaga dialogano tra loro con i costumi straordinari de “Il Conformista” e “L'Ultimo Imperatore” di Bernardo Bertolucci, ma anche con la famosa “Cleopatra” interpretata da Elizabeth Taylor, con gli abiti di “Salò” di Pasolini, o con quelli di “Miss Marx”, presentato con successo all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, fino alle serie tv  di grido, come “Penny Dreadful”.

I Costumi dei grandi nomi come Pescucci, Canonero, Atwood, Squarciapino, Donati, Tosi, fino ai più giovani Catini Parrini e Torella, per citarne alcuni, sono messi a confronto diretto con i magici archivi di questi luoghi, per loro fonte di ispirazione.
Il rapporto tra Moda e Costume “meravigliosamente ambiguo, in una dimensione parallela di ispirazione reciproca soprattutto a Roma” - come scrive la curatrice nel testo che introduce alla mostra - è il filo sotteso a questo insieme eterogeneo di storie affascinanti, che si snodano per oltre un secolo, dalla nascita di Cinecittà nel 1937 alle prime produzioni internazionali girate negli studi romani, come il "Principe delle Volpi” del 1949, dalla stagione dorata del cinema italiano ad oggi.

Un corto circuito che irrompe nella rappresentazione di alcune icone cinematografiche, di bellezza e fascino atemporale: Florinda Bolkan che indossa un vero abito di Gallenga come costume nel film “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, Donyale Luna - la prima modella di colore che compare sulla copertina di Vogue nel 1966 - in “Satyricon”, Silvana Mangano, icasticamente glamour mentre indossa le sue parure Bulgari con ametiste, quarzi e diamanti in “Gruppo di Famiglia in un Interno”, Jane Fonda nel celebre “Barbarella”.

Con l’obiettivo di evidenziare una continuità tra il passato e il futuro di questo genius loci, ROMAISON dedica una sezione alle scuole e accademie di moda che, attraverso una didattica che unisce lo studio della tradizione alla sperimentazione, formano i nuovi talenti: con cadenza settimanale, a rotazione, saranno esposti i migliori progetti realizzati dagli studenti di: Accademia di Alta Moda Koefia, Accademia di Belle Arti di Roma, Accademia di Costume e Moda, IED Istituto Europeo di Design, NABA Nuova Accademia di Belle Arti.

In occasione dell’apertura della mostra, ROMAISON lancia il suo prossimo progetto, in programma per il 2021: “Embodying Pasolini” performance ideata e curata da Olivier Saillard, fashion curator ed ex direttore del Museo Galliera di Parigi, intorno ai costumi realizzati dalle sartorie romane per i film di Pasolini, con un’icona del cinema internazionale attuale, Tilda Swinton. L'attrice scozzese, Leone d'oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia, sarà protagonista di un'azione che riflette sul potere evocativo dell’abito, che di volta in volta diventa alter ego, partner, opposto.

Grazie alla preziosa collaborazione con Fondazione Cinema per Roma, la mostra ROMAISON 2020 sbarca all'Auditorium Parco della Musica in occasione della Festa del Cinema di Roma, con un percorso fotografico promozionale creato ad hoc. Fino al 25 ottobre un'esclusiva selezione di immagini fotografiche provenienti dalle prestigiose sartorie di Costume romane sono esposte nella Galleria tra Foyer Petrassi e Teatro Studio.

A seguire, grazie al contributo tecnico di Rinascente, il percorso fotografico sarà esposto nel Cavedio Interno del Flagship Store di Via del Tritone. Anche le vetrine degli Store romani di Rinascente saranno un piccolo palcoscenico promozionale.

La storica Associazione via Sistina-via F. Crispi, nata circa un secolo fa, dopo alcuni anni di oblio è stata rifondata e, poi, ampliata includendo, oltre alle due storiche vie: via Gregoriana, via Capo le Case, Piazza della Trinità dei Monti e Viale Trinità dei Monti.

Alle redini del nuovo gruppo il dr.. Roberto E. Wirth, proprietario e direttore dell’Hotel Hassler, già Presidente dell’Associazione Trinità dei Monti e Piazza di Spagna.

Wirth, che da anni è impegnato e si batte per la riqualificazione e il decoro del centro storico, ha deciso di intraprendere questa nuova avventura per amore del rione dove è nato e cresciuto. In questo momento storico, lo scopo dell’Associazione è quello di rilanciare, più che mai, una parte del centro così importante sia per i romani che per il turismo nazionale ed internazionale. L’obiettivo dell’Associazione è quello di formare un gruppo forte e coeso - composto da albergatori; commercianti; residenti; artigiani; gallerie d’Arte, tra cui La Gagosian e biblioteche, del calibro della Biblioteca Hertziana -  atto a rilanciare e migliorare, in collaborazione con le Istituzioni, la zona con eventi culturali ed omaggiare, così, la città di Roma e il pubblico straniero con questo patrimonio dove tradizione ed innovazione si incontrano e convivono.

Tutta l’area, crocevia dei più importanti hotel della Capitale, era ed è luogo d’incontro di intellettuali, artisti, pittori, scrittori, uomini politici e d’affari. Via Sistina, così come tutte le strade riunite nell’Associazione, è una strada ricca di storia, arte e cultura. Parte della lunghissima “Strada Felice”, la via fu costruita per volontà di Papa Sisto V alla fine del 1500 per collegare il Pincio a S. Croce in Gerusalemme.

Gli storici Palazzi presenti custodiscono magnifici ed inimmaginabili cortili e prestigiose terrazze per ammirare le cupole e la magnificenza della Città Eterna. Tra tutti, lo storico Palazzo Zuccari, sede della Biblioteca Hertziana, con il suo caratteristico portone, su via Gregoriana, a forma di una gigantesca bocca spalancata e con il naso a fare da chiave di volta della struttura di ingresso.

Degna di nota, la maestosità di Piazza della Trinità dei Monti con la meravigliosa chiesa della Ss. Trinità e l’obelisco Sallustiano alto 13,91mt realizzato in epoca romana imperiale ad imitazione degli obelischi egiziani.

Gioielli nascosti e sconosciuti a molti come il Ninfeo Romano delle Suore di Nostra Signora Lourdes, con mosaici policromi opera, con ogni probabilità, di maestranze greche, le stesse che lavorarono alle terme Eleniane.

La zona è, inoltre, sede di attività e botteghe storiche, artigiani di fama mondiale, luoghi d’incontro del Jet set internazionale e di hotel di tale prestigio che hanno ospitato ed ospitano ancora Capi di Stato e movie stars.

Sin dalla prima edizione, il MIA, |Mercato Internazionale Audiovisivo, si è affermato come l’evento fondamentale dell’intero sistema cine-audiovisivo italiano, lo strumento più efficace grazie al quale incrementare l’esportazione di prodotto, le co-produzioni e le relazioni di affari a livello internazionale. La sesta edizione del MIA 2020 si svolgerà dal 14 al 18 ottobre 2020 a Roma nei consueti spazi del Distretto Barberini, in un ambiente protetto e a prova di Covid, grazie a protocolli che consentiranno la piena partecipazione nazionale e internazionale a tutti gli appuntamenti, con le necessarie precauzioni per la salute pubblica. L’attività in presenza sarà ulteriormente potenziata e integrata dall’attività online, grazie ad un nuovo e importante strumento: il MIA Digital, una piattaforma online chiara e di facile navigazione, che consentirà l’accesso esclusivo e in diretta a migliaia di utenti, da tutti i dispositivi e sistemi operativi, la fruizione digitale di tutte le attività e di tutti i servizi del Mercato e la possibilità di accedere ad un vasto catalogo di contenuti multimediali inediti.

La manifestazione, che di anno in anno è stata capace di imporsi come evento innovativo e trasversale, in controtendenza con i mercati tradizionali, compie così un ulteriore passo in avanti, avviando un percorso ancora più ambizioso, che risponde non solo alle nuove esigenze sanitarie, ma soprattutto alle necessità dell’industria audiovisiva in rapido mutamento. La piattaforma è stata ulteriormente potenziata e il sito ufficiale del MIA Market, completamente rinnovato e potenziato, è già operativo e pronto ad accogliere le attività dell’edizione 2020. Si sono svolti, infatti, il 14 e il 18 maggio i due webinar promossi dalla manifestazione per analizzare le nuove prospettive della produzione e della distribuzione audiovisiva, il 14 maggio con il panel, in collaborazione con EAVE e EPC, Back to the Future: Dopo il lockdown quali scenari per la produzione audiovisiva? Alcuni produttori europei hanno condiviso le possibili modalità per far ripartire il settore e ricominciare a produrre e girare in sicurezza: Marta Donzelli (Vivo Film, Italia); Jonas Dornbach (Komplizen Film, Germania); Alexandra Lebret (European Producers Club); Alvaro Longoria (Morena Films, Spagna); Giannandrea Pecorelli (Aurora TV, Italia) Carole Scotta (Haut et Court, Francia). Tra i temi, le assicurazioni, la disponibilità dei talent, i protocolli per set Covid-proof, le più urgenti misure di sostegno richieste dai produttori per poter tornare al lavoro. Dal 15 maggio sono poi state, inoltre, aperte le iscrizioni al Pitching Forum E Co - Production Market, per le sezioni Film, Drama e Doc, che, anche quest’anno, selezionano circa 50 progetti da tutto il mondo. I progetti selezionati avranno quindi l'opportunità, durante i giorni del Mercato, di essere presentati a un pubblico di protagonisti chiave nazionali e internazionali, delle principali emittenti europee e americane e delle piattaforme OTT, con l’obiettivo di sostenere la coproduzione, il finanziamento e la diffusione dei più interessanti contenuti in arrivo. MIA è il risultato di uno sforzo collettivo del settore industriale italiano, che ha ricevuto un grande e sinergico sostegno dalle istituzioni, nato dalla consolidata cooperazione tra ANICA e APA con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’Internazionalizzazione delle imprese italiane, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Regione Lazio, e Creative Europe e la partecipazione delle istituzioni e degli organismi internazionali e dei partner nazionali, tra cui Apulia Film Commission, Unicredit, Fondazione Cinema per Roma, Eurimages; anche per questa edizione, MIA si avvale del contributo del Comitato Editoriale – un tavolo di ragionamento, aperto a tutte le associazioni di categoria Associazioni Audiovisive Italiane - 100autori, AGICI, ANICA, APA, Cartoon it, CNA, Italian Film Commission, Doc/it, LARA, UNEFA.

Concentrato nel tempo e nello spazio - 4 giorni a Roma e dal 2020 su MIA Digital - il MIA ha consolidato il suo schema negli anni: dalla prima edizione, il Mercato è cresciuto di quasi il doppio in termini di presenze e numero di contenuti presentati (+84% dal 2015), dal 2017 gli operatori registrati sono aumentati del 35%, dal 2018 del 20%. Nell’edizione 2019 sono state 2.600 le presenze a Palazzo Barberini in 4 giorni di mercato, di cui il 44% internazionali; 4.295 le presenze a convegni, proiezioni, lancio e mostra di contenuti, di cui ancora 44% internazionali.

"ARMONIE D’ARTE" Art Encounters, giunto alla II edizione, è un evento d'arte di respiro cosmopolita al quale partecipano artisti provenienti da ogni parte del mondo.
Il filo conduttore è il tema dell’armonia, che sottende il concetto di unione, ritmo, proporzione, equilibrio ed incontro.
Una felice assonanza di elementi eterogenei, tra colore, forme, luci e ombre, in cui l’arte, intesa come armonia dell’anima, attraverso le multisfaccettate peculiarità caratterizzanti le culture del mondo, diviene elemento di coesione ed arricchimento interiore.
L’evento, organizzato e curato da Sonia Vecchio e  Claudio Alicandri, sarà inaugurato il 28 Ottobre 2020
nella suggestiva atmosfera del palazzo dell'Ufficio delle Relazioni Culturali e Didattiche dell'Ambasciata della Repubblica Araba D'Egitto nel rione Monti, il più antico quartiere di Roma, a due passi dal Colosseo e dai Fori Imperiali e le sale espositive saranno visitabili fino al 4 Novembre 2020.
Inoltre, "ARMONIE D'ARTE" sarà presente alla
serata inaugurale di "Rome Art Week RAW2020", la settimana dedicata all’arte contemporanea romana che, in continuità con l’edizione precedente, avrà luogo nel cuore di Roma.
“Siamo tasti di un pianoforte, il bianco e il nero delle situazioni dentro un mare di sfumature, rivoli della coscienza, ombre speculari di un unico spirito. Note colorate che sembrano sparse casualmente sul pentagramma della vita, ma ordinate da un'armonia superiore, un gioco di pensieri nel cielo di una tela, vena del legno incasellata dalle mani dello scultore in pubblica opera. Questo è l'essenza della diversità e l'arte l'amalgama di fratellanza ed amore che ci sorprende, ed affascina, ad ogni nuova visione perché ci ricorda la sintesi di umano e divino che vive in noi”. (S.Filippi)
“Il messaggio che l'arte dovrebbe sempre offrire a chi la osserva, la apprezza, la protegge è che l'essere umano, indipendentemente dalla sua etnia, cultura, provenienza, stato sociale è ben altro che materia, e che la complessità del nostro cervello, la sua autocoscienza, il desiderio di conoscere, evolverci, sopravvivere, i nostri sentimenti costituiscono un’eccentricità biologica non comune. L’arte ha, indiscutibilmente, il compito di ricordare all'uomo, in ogni punto del pianeta egli si trovi, che un afflato divino coabita la sua esistenza, lo lega ai suoi simili, meritando degna ed adeguata testimonianza”.
(U.Bongarzoni).
Il vernissage del 28 Ottobre sarà presentata dall’attore e showman Pascal Persiano e la serata verrà ripresa dalla tv regionale "RETE ORO" e andrà in onda nel format televisivo al servizio dell’arte e della cultura "Arte24".
Saranno presenti all'inaugurazione dell'evento, anche per incontrare artisti ed  ospiti, i critici d’arte Silvia Filippi e Ugo Bongarzoni.
La serata si concluderà con un buffet, fra tradizione ed etnia, danze e musica dal vivo.

Dal 25 luglio 2020 al 10 gennaio 2021 le sale espositive del Museo di Roma a Palazzo Braschi si trasformeranno in un ambiente magico e ricco di sorprese in occasione della mostra Per Gioco. La collezione dei giocattoli antichi della Sovrintendenza Capitolina, inizialmente programmata a partire dal 29 aprile 2020 e sospesa a causa dell'emergenza sanitaria. Oltre 700 esemplari di giocattoli antichi appartenenti alla Collezione capitolina animeranno infatti 22 sale al primo piano del museo, accompagnando i visitatori attraverso un percorso espositivo suddiviso per aree tematiche.

La mostra – che fa parte di Romarama, il programma culturale di Roma Capitale - è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l'organizzazione di Zètema Progetto Cultura, la cura di Emanuela Lancianese, il progetto di allestimento e scenografia di Enzo Pinci, gli effetti sonori e multimediali del video artista, designer e musicista Francesco Arcuri.

Gli esemplari esposti sono principalmente riferibili agli anni compresi tra il 1860 e il 1930, la cosiddetta “età d’oro” del giocattolo. A questi si aggiungono la casa di bambole della Regina di Svezia, di fine ‘600, e i giocattoli più antichi della collezione: due bambole di epoca pre-incaica del XIV- XV secolo, di cui una che raffigura una madre con il figlio in braccio.

I sei nuclei tematici in cui si articola il percorso espositivo - la città e la campagna, giochi di strada e di cielo, il bambino in movimento, la famiglia, il lavoro, il viaggio - comprendono tipologie differenti di oggetti ludici: aerei e navi, castelli, edifici rurali, automobili, treni, case di bambola, bambole, lanterne magiche, oggetti del circo e del luna park, quadri, libri, giochi di strada, oggetti di trasporto per bambini e giochi di movimento (slittini, monopattini, bici, carrozzine, cavalli a dondolo), giochi didattici sul lavoro artigianale (filande, cucine in ghisa, caldaie e vapore).

Lungo le 22 sale espositive del primo piano del museo, le macchine gioiose - sorta di “Wunderkammer” per bambini e adulti che accolgono giocattoli reali ma anche virtuali – si alterneranno a percorsi labirintici che consentiranno una visione “ravvicinata” e dinamica dei giocattoli esposti.

La prima sezione è dedicata al tema della famiglia, di cui fanno parte 79 bambole disposte in un ideale giardino e 15 case di bambola, con un’installazione site specific per “la casa di bambola regale” appartenuta alla Regina di Svezia. Una delle case esposte, alta quattro piani - costruita artigianalmente nel 1914 da John Carlsen, fratello della piccola proprietaria - possiede ancora un ascensore funzionante realizzato con parti di meccanismi di orologi.

Procedendo, si potranno ammirare giochi di ambito urbano e rurale, con circa 70 edifici, castelli e ponti, botteghe, un faro, case e poi stalle, fattorie e animali. Sarà poi la volta di aeroplani e navi, con un aliante e un grande aquilone, e dei giochi da strada, con trottole, corde, fionde, palle, tiro a segno, pattini a rotelle.

Seguono circa 60 pezzi collegati al tema del lavoro, con giochi ispirati alle varie attività economiche dell’epoca pre-industriale o degli albori della civiltà industriale. Sono filande, telai, motori elettrici, cucine, giochi di costruzioni e meccani, che nel passato avevano la funzione di sviluppare nei bambini competenze artigianali, artistiche e domestiche.

Il percorso continua con una selezione di 60 automobiline, tra cui le automobili tedesche in miniatura degli anni ’30, e un’installazione con piccoli automi, giochi di strada e carri in miniatura trainati dai cavalli. Non mancano le macchine a vapore, piccole caldaie e trenini, alcune lanterne magiche, giochi di visione, con una quarantina di oggetti legati al divertimento, tra i quali elementi del circo - clown giocolieri, circo itinerante con automi - e del luna park (gioco del calcio, galoppatoio, mutoscopi ovvero giochi legati alla visione del pre-cinema) e tre carillon.

Affascinante anche la biblioteca dei ragazzi con 84 libri della collezione selezionati tra libri pop-up, libri “parlanti” e favole. Nell’ultima sala, un video di animazione di circa sette minuti presenterà una storia ispirata agli oggetti della collezione: in un mondo in miniatura prendono vita i giocattoli colti in dettagli anche minimi, sullo sfondo della città immersa nelle sue attività quotidiane. Il video è stato realizzato dall’artista Francesco Arcuri - video maker curatore di tutti i percorsi visivi della mostra –con due tecniche di animazione: stop motion e animazione digitale 2D.L'intero allestimento è corredato da pannelli esplicativi sul significato del gioco, sulla storia della collezione, con informazioni più dettagliate sui pezzi di maggior valore.

 In occasione della mostra tutti i giocattoli sono stati sottoposti ad accurati interventi di manutenzione e restauro, ad opera della Sovrintendenza capitolina con la collaborazione di Zètema Progetto Cultura e dello specialista Cataldino Saracino.

La mostra è accompagnata da un breve catalogo dal titolo “Per gioco. Guida alla collezione dei giocattoli antichi della Sovrintendenza Capitolina” a cura di Emanuela Lancianese e di Amarilli Marcovecchio, con un saggio introduttivo di Filippo Tuena.

Intanto, venerdì 24 luglio è stato approvato dal Socio Unico Roma Capitale il Bilancio 2019 di Zètema Progetto Cultura srl che evidenzia un utile di esercizio di € 41.564. I ricavi complessivi sono stati di poco inferiori a € 54 milioni, il costo del personale di € 30 milioni circa con un Margine operativo lordo di € 1,8 milioni.

 “Nel corso del triennio – ha dichiarato il dr. Remo Tagliacozzo – si è operato, da un lato, per dare continuità alle consolidate attività di Zètema svolte nell'ambito dei Contratti di affidamento di servizi nei settori della Cultura e del Turismo e delle Istituzioni Biblioteche e, dall'altro, si sono introdotte importanti innovazioni nell'organizzazione aziendale attraverso una politica di change volta ad incrementare la produttività e la qualità dei servizi erogati in ottica di raggiungimento dei quattro obiettivi strategici: Benessere della Persona, Orientamento al Cliente, Innovazione e Sostenibilità”.

“In questi tre anni – ha aggiunto Tagliacozzo – si sono mantenuti gli equilibri economico-finanziari, frutto di durature politiche di contenimento delle spese e di raggiungimento di elevati standard di livelli qualitativi dei servizi erogati, tali da assicurare i volumi di fatturato programmati. Inoltre si è investito per dare visibilità agli asset intangibili – elementi immateriali chiave di ogni Impresa, che raccontano la storia di successi fatta di persone, relazioni, connessioni con Istituzioni, cittadini, turisti e qualsiasi altro ‘portatore di interesse’ – che dal prossimo anno saranno oggetto del bilancio integrato”.

“Il costante e costruttivo confronto sia esterno, con tutte le strutture di Roma Capitale coinvolte nei Contratti di servizio anch'esso profondamente rivisitato nella struttura in ottica industriale, che interno, tra tutte le Aree e Settori dell'Organizzazione per mettere a fattore comune competenze ed esperienze, – ha inoltre sottolineato l'amministratore unico – rendono Zètema una realtà positiva ed efficace per la realizzazione delle strategie del Socio-Committente Roma Capitale. Un’Azienda, in sintesi, che genera valore per la comunità tutta”.

“La solidità economico-patrimoniale, la rinnovata struttura organizzativa ed il ruolo confermato da Roma Capitale di elemento strategico per la realizzazione delle politiche capitoline – ha concluso Tagliacozzo – sono le premesse necessarie per dare tempestive ed efficaci risposte al periodo di difficile crisi con il quale si è aperto il triennio 2020-2022”.

 

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