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Martedì, 25 Settembre 2018

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Nella galleria Art G.A.P. saranno esposte le opere di Angelo Cortese che traggono la propria origine e ispirazione dai temi della storia del Risorgimento italiano. Questi lavori fanno parte della mostra – itinerante, La Repubblica delle Arti, presentata dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, nella sua prima edizione, nelle sale di Palazzo Valentini nel 2010 in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. In quella circostanza il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha riconosciuto il richiamo «ai valori e alle ragioni ispiratrici del nostro Risorgimento dell’Unità nazionale». Angelo Cortese s’ispira alla bandiera italiana, perché elemento immutabile e riconoscibile. Il Tricolore, nella visione dell’artista, è sicuramente un elemento iconografico che evoca un immaginario collettivo di appartenenza nazionale e rappresenta, al contempo, un generatore di emozioni estetiche. A volte il Tricolore, pur essendo il filo conduttore delle sue opere, non è subito visibile perché viene scomposto in diversi modi ma, allo stesso tempo, persiste l’intento dell’artista di far emergere e ricercare una sensibilità patriottica.

Cortese veste con il colore (verde, bianco e rosso) i materiali tratti dal quotidiano (griglie metalliche, corde, chiodi, stoffe lacere…) trasformandoli in veicoli artistici con cui comunicare il suo pensiero di unità nazionale. A tal proposito, le opere non sono né numerate né titolate: proprio come se fossero le tessere di un unico mosaico che vede la sua pienezza nella realizzazione dell’identità nazionale stessa. In questo domino evocativo tra metafora e sensazione, il fruitore viene catapultato direttamente nel passato, in un mondo in cui valori quali il patriottismo e l’orgoglio nazionale erano il motore attivo e dinamico di una società che puntava a realizzare il proprio desiderio di successo, puntando proprio su sé stessa. In questo momento storico, le bandiere di Cortese assumono una rilevanza nazional – popolare di primo piano per le difficoltà storiche che l’Italia tuttasta vivendo. Il sistema di valori della società vive continue pressioni che ne sconvolgono gli equilibri e alterano le interazioni. Il patriottismo ha ceduto il passo, purtroppo, al regionalismo. Le opere di Angelo Cortese mirano al capovolgimento di tale drammatico stato delle cose. L’obiettivo finale della rassegna è quindi quella di far rinascere nel pubblico romano e non, un nuovo e rinforzato senso di unità nazionale attraverso il senso di appartenenza al verde, bianco e rosso. Con l’auspicio che tutti possano partecipare con gioia e orgoglio all’Unità d’Italia.

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma presenta La verità è sempre un’altra, una mostra con cui la Galleria Nazionale, dal 20 settembre all’11 novembre 2018, accoglie all’interno della propria collezione permanente un nucleo di una ventina di opere provenienti dall’EMST – National Museum of Contemporary Art di Atene. Con questa mostra per la prima volta la Galleria Nazionale apre i propri spazi alla collezione di un’istituzione museale straniera includendola nel proprio percorso espositivo. Time is Out of Joint, l’attuale allestimento della raccolta permanente della Galleria, rappresenta il luogo ideale in cui mettere le opere dei due musei in dialogo tra loro, nelle linee di un rapporto intellettuale da sempre intenso e ricco di affinità tra il nostro paese e la Grecia. La volontà di creare questa connessione nasce dal programma Tempo Forte Italia – Grecia 2018, un’iniziativa promossa dall’Ambasciata d’Italia ad Atene insieme ad artisti e ad altre importanti istituzioni culturali in Grecia e in Italia, per approfondire e rafforzare le relazioni che legano i due paesi attraverso forme di collaborazione che partono dal settore culturale, considerato dalla classicità alle espressioni del contemporaneo. Nel desiderio di riannodare un rapporto culturale con la Grecia che ha sofferto negli ultimi anni di una certa discontinuità, con La verità è sempre un’altra la temporaneità della mostra acquista così un carattere di persistenza dato dalla natura di questo progetto, che unisce due collezioni storiche in un’unica visione.

Questa mostra costituisce la terza edizione di una serie di progetti espositivi dal titolo EMST in World, partita nel 2016. In questa tappa italiana, gli artisti esposti sono 16, scelti tenendo come punto focale il loro essere rappresentativi del Gruppo Sigma, storico movimento fondato a Roma nel 1959 da diversi artisti greci. La maggior parte degli artisti presenti condividono un legame profondo con l’Italia, luogo che hanno scelto per la loro formazione o per la loro ricerca artistica, indubbiamente influenzata dalla cultura e dai fenomeni sociali e politici del periodo di vita trascorso a Roma. Le affinità e i contrasti che emergono dagli accostamenti delle opere in mostra sono rimandati esclusivamente alla percezione del visitatore. 

Gli artisti Dimitris Alithinos, Vlassis Caniaris, Manolis Baboussis, Stathis Chryssikopoulos, Dimitris Condos, Eirini Efstathiou, Yannis Gaitis, Emily Jacir, Nikos Kessanlis, Kimsooja, Kyrillos Sarris, Piotr Kowalski, Dimitris Kozaris, Thomas Struth, Costas Tsoclis, Costas Varotsos, Mary Zygouri EMST – National Museum of Contemporary Art di Atene Il National Museum of Contemporary Art (EMST) di Atene è stato inaugurato nel 2000. Dal 2016, la sua sede permanente è oggi nell’ex birrificio Fix situato nella zona di Syngrou, la cui ristrutturazione è terminata nel 2014. 

Precedentemente, il museo è stato ospitato prima all’interno dell’Athens Concert Hall dal 2003, mentre successivamente, dopo il 2008, in una sezione del Conservatorio di Atene. Diverse mostre ed eventi organizzati dal museo sono stati presentati anche presso la Athens School of Fine Arts e in altri spazi pubblici. La collezione museale, in costante ampliamento, si è formata attorno ad un nucleo molto importante di opere di artisti greci ed internazionali. Dopo l’attuale sistemazione nella sua sede definitiva e in virtù del processo di arricchimento della sua collezione permanente, l’EMST porta avanti il proprio programma di mostre temporanee. 

La prima mostra organizzata con queste nuove premesse, intitolata Urgent Conversations: Athens – Antwerp, è nata da una sinergia con M HKA - Museum van Hedendaagse Kunst Antwerpen di Anversa nel 2016 ed ha inaugurato la serie di esposizioni EMST in the World. La seconda mostra di questo nuovo percorso è stata realizzata grazie alla cooperazione con Documenta 14 e si è conclusa a settembre 2017. Proseguendo su questa linea che vede lo sviluppo delle EMST World Series, la mostra La verità è sempre un’altra rappresenta una nuova tappa di questo percorso, che si realizza oggi grazie alla collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e con l’esposizione in Italia di opere provenienti prevalentemente dalla collezione permanente del EMST

 

A due anni dall’insediamento come sindaca di Roma, la prima donna nella sua storia millenaria, Virginia Raggi ha fatto il punto su un bilancio parziale della sua amministrazione rispondendo ad un fuoco di fila di domande dei giornalisti dei media esteri, presso la sede dell’Associazione della Stampa estera a Roma. La giovane sindaca, 40 anni, del Movimento Cinque Stelle, sulla base delle varie domande, talvolta polemiche e talvolta i9spirate dai media italiani meno disponibili verso di lei, ha ripercorso velocemente le gravi difficoltà con le quali si trova quotidianamente a combattere: il degrado urbano e sociale, le strade dissestate, lo smaltimento dei rifiuti, la stratificazione burocratica che rallenta gli interventi, le difficoltà dei trasporti pubblici, il pesante debito di 13 miliardi di euro ereditato da amministrazioni di destra e sinistra …

Con precisione di argomentazioni e concretezza di elementi di fatto, ha saputo ben rintuzzare le disinformazioni spesso contenute nelle domande, evidenziando la realtà della vita di una città che finalmente ha “un governo amico” con cui collaborare per la soluzione degli annosi problemi di manutenzione e gestione.

La sindaca non ha nascosto difficoltà e ritardi, ma ha insistito nel ribadire di aver intrapreso un percorso valido e sempre al servizio dei cittadini, pur in una condizione di attacchi quotidiani in particolare da mass media poco obiettivi perché indirizzati da proprietà interessate. Ricordando come il suo predecessore, il prof. Marino, fosse stato estromesso dal suo stesso partito, ha reso noto di aver previsto un investimento di 167 milioni di € per l’acquisto di 600 nuovi autobus urbani tra il 2019 ed il 2020, e che per rifare gli 8000 km. di strade di Roma occorrerebbero almeno 10 anni per un investimento di oltre 250 milioni. Con una nota polemica ma sicuramente fondata, Virginia Raggi ha detto che ‘prima l’asfalto a Roma si chiudeva con le mazzette’, a significare il livello di corruzione che infettava, ed ancora infetta, la vita amministrativa dell’urbe.

Sulla recente notizia di arresto di vari personaggi coinvolti in una presunta attività corruttiva connessa alla costruzione di un nuovo stadio, la Sindaca ha detto che chi ha sbagliato pagherà.

Nel complesso, circa due ore di un confronto e proficuo, con la speranza di dare un’immagine meno catastrofica di una città che resta unica al mondo per attrattività di turisti e per le sue bellezze artistiche e storiche.

 

In data odierna, a Roma, presso la sede del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, alla presenza del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, dottor Corrado Lembo e del Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Generale di Brigata Fabrizio Parrulli,  è stata data esecuzione al provvedimento di restituzione in favore del Ministero dell’Antichità della Repubblica d’Egitto, rappresentato dall’Ambasciatore, S.E. Hesham Badr, dal Prof. Mohamed Ezzat, Dirigente Procuratore presso il Gabinetto del Procuratore Generale egiziano, con il quale vi è stata piena collaborazione, e dal Prof. Moustafa Waziry, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità in Egitto, relativo a circa 23.000 monete in bronzo e argento antiche di varia tipologia nonché di 195 reperti archeologici di epoca compresa tra il predinastico e il periodo tolemaico, di inestimabile valore  quali maschere funerarie, anfore, pettorali dipinti su garza, sculture lignee, bronzi, statuette di Oshabti, coperchio di sarcofago, oggetto di scavo clandestino nel sud dell’Egitto.

Lo straordinario recupero e contestuale sequestro, avvenuto nel maggio 2017, presso l’area doganale del porto di Salerno, da parte dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e della locale Soprintendenza, trae origine da un controllo doganale su di un container, che apparentemente era destinato al trasporto di sole masserizie.

Intanto dalle prime ore del mattino, il personale della D.I.A. di Messina, supportato dal Centro Operativo di Catania, su disposizione del Tribunale Misure di Prevenzione di Messina - e in esito alla proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale formulata a “firma congiunta” dal Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, dr. Maurizio DE LUCIA, e dal Direttore della D.I.A., Generale di Divisione Giuseppe GOVERNALE - sta apponendo i sigilli all’ingente patrimonio individuato nella disponibilità di un noto imprenditore - operante nel settore della ristorazione, banchetti cerimoniali, bar e somministrazione di alimenti - ritenuto, alla luce di diverse risultanze investigative e giudiziarie, appartenente alla cosiddetta “famiglia mafiosa dei barcellonesi”.

 

 

È stato presentato alla stampa a Roma il progetto ‘Domus Aventino’ di BPN Paribas Real Estate, che riqualifica l’area che si affaccia sulla piazza all’ingresso del colle Aventino e restituisce un complesso di tre edifici con abitazioni nuovissime, in pieno centro storico e in una delle aree di più alto pregio urbanistico di Roma, in un’area che già in epoca imperiale ospitava le più belle residenze aristocratiche della città.

I tre edifici risalgono agli anni Cinquanta del ‘900, quando furono costruiti per ospitare gli uffici centrali della Banca Nazionale del Lavoro. La ristrutturazione in senso residenziale decisa da BNP Paribas Real Estate, è coerente con la strategia della Società di investire nella riqualificazione di edifici situati in zone centrali e semicentrali delle città e restituirli agli abitanti e alla vita sociale della comunità. “In questo senso - sottolinea Giuseppe Pizzuti, responsabile Investimenti Residenziali della Società - Roma con il suo centro storico ha caratteristiche uniche al mondo, che possono essere maggiormente valorizzate dalla presenza di persone e famiglie che vi abitano stabilmente piuttosto che da anonimi uffici che si svuotano nel pomeriggio”.

Attualmente è in fase avanzata di riqualificazione il terzo dei tre edifici del progetto Domus Aventino, posto sulla parte destra della piazza a fianco dell’edificio centrale. Oggi è stata annunciato l’avvio della commercializzazione dei suoi 50 appartamenti, la cui consegna è prevista entro fine 2019. Delle 150 unità abitative dei primi due edifici, circa 130 sono già vendute e alcune già consegnate ai nuovi proprietari e abitate. I prezzi vanno dai 6000 ai 12000 euro per metro quadro.

I tre corpi del complesso Domus Aventino sono costituiti ognuno da sei piani fuori terra abitabili, e da piani interrati nel quale, oltre a locali tecnici e cantine, trovano posto dei comodi box auto che - soprattutto in una zona centrale di Roma con pochi spazi di parcheggio - aggiungono notevole valore agli appartamenti, anche in termini di sicurezza perché consentono di entrare con l’auto nel garage e da qui accedere con l’ascensore direttamente al proprio appartamento. Gli immobili sono anche dotati dei moderni sistemi tecnologici di sicurezza e allarme e usufruiscono di un servizio di guardiania attivo 24 ore su 24.

La riqualificazione ha richiesto un notevole impegno tecnologico, sia per la rimodulazione degli spazi interni, ma in particolare anche per adeguare gli stabili alle normative antisismiche, con l’inserimento nelle fondamenta di elementi di contenimento che, com’è ovvio, rendono gli appartamenti conformi dal punto di vista strutturale.

Particolare attenzione, in sede di progettazione, è stata posta all’efficienza energetica e all’ecocompatibilità dei materiali e degli impianti. Il riscaldamento e il raffreddamento delle singole unità e l’acqua calda sanitaria sono forniti da un impianto centralizzato a pompa di calore. Un apparato di addolcimento riduce la concentrazione di calcare nei condotti idrici dell’acqua corrente e degli elettrodomestici. Le acque piovane delle coperture e dei terrazzi sono filtrate e raccolte in appositi serbatoi nel piano interrato e utilizzate, tramite pompaggio, per l’irrigazione delle aree verdi e il lavaggio delle superfici esterne comuni.

Gli appartamenti, di vari tagli, completamente cablati e dotati di sistema  domotico per la gestione da remoto di tutti gli impianti interni, sono tutti muniti di ampi terrazzi abitabili che si affacciano nelle ampie aree verdi condominiali di collegamento fra i tre corpi di fabbrica, che aggiungono ulteriore colore al quartiere Aventino, il più verde del centro di Roma.

L’investimento complessivo per la realizzazione del progetto Domus Aventino è pari a circa 170 milioni di euro. Ma per BPN Paribas Real Estate l’importanza del progetto va oltre: “Riteniamo che Domus Aventino – ha dichiarato l’amministratore delegato Michele Latora - abbia definito standard di qualità nel mercato immobiliare di Roma. Operare in un contesto particolare come il centro e, soprattutto, lavorare in progetti di recupero e ristrutturazione comporta difficoltà e rischi, ma il fatto che il mercato abbia dimostrato di apprezzare il nostro progetto e le nostre scelte ci conferma che la nostra visione è corretta”.   

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