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Martedì, 18 Febbraio 2020

Nella bellissima sede della Stampa Estera di Roma è stato presentato un originale progetto PicenWorldMuseum in presenza dell’Assessora alla Cultura ed Istruzione del Comune di Ascoli Piceno-Monica Acciarri, Luigi Contisciani presidente Bim Tronto, Alessandro Naso, docente di Archeologia dell'Università Federico II di Napoli e consulente scientifico del progetto e Fabio Alessandrelli presidente di Opera Cooperativa Sociale Onlus.
Il Piceno è stato il territorio maggiormente colpito dal terremoto del 2016. La Fondazione Carisap con il Masterplan Terremoto ha inteso dare una spinta per la rinascita delle popolazioni colpite contribuendo a progetti che dessero visibilità e nuova economia al Piceno con nuovi flussi turistici per far scoprire la bellezza dei nostri luoghi. Uno dei progetti che ha ricevuto il contributo dalla Fondazione Carisap è anche “PicenWorld Museum” che intende contribuire alla crescita dell'economia legata al turismo culturale nei territori colpiti dal sisma e, in modo più ampio, in un bacino che va da Giulianova, in Abruzzo, all'intera regione Marche: era questo il territorio nel quale viveva il Popolo dei Piceni a partire dal X secolo avanti Cristo fino alla sottomissione a Roma.
PicenWorld Museum è un museo virtuale sul Popolo dei Piceni. Situato all'interno di un edificio del centro storico di Ascoli Piceno, grazie a tre percorsi: realtà virtuale full immersion, realtà aumentata e olografia, sarà consentita al visitatore la cosiddetta esperienza di museo attivo. I turisti potranno cioè passarsi di mano in mano gli oggetti piceni recuperati nelle necropoli e resi modelli virtuali, potendone però avere il tatto. Altri oggetti scaturiranno grazie ad un'app che, scaricata sui propri smartphone, consentirà di vedere contenuti di vario genere sul Popolo dei Piceni a seconda degli oggetti che si incontreranno in un apposito percorso.
Sarà il generale piceno Vidacilio a creare una nuova immagine dei nostri territori nel mondo, così come fecero a loro volta Marco Polo per Venezia e Padre Matteo Ricci per Macerata in Cina.
E' un progetto che di fatto mira alla realizzazione e rafforzamento del Brand Piceno insieme a Mete Picene creando una prospettiva di visibilità nel mondo per questi territori che, di fatto, non compaiono nelle statistiche delle regioni visitate in Italia dai flussi turistici internazionali. Sarà utilizzata una comunicazione originale tramite una piattaforma di crowdfunding internazionale nella quale il progetto PicenWorld Museum sarà illustrato. E per favorire il sostegno dei donatori a rendere PicenWorld Museum più solido e grande si potranno avere vantaggi di grande fascino culturale: Fibule picene in ambra e bronzo fatte esclusivamente a mano come facevano i Piceni nell'VIII secolo avanti Cristo.

Ancora un anno di primati per Aeroporti di Roma, che ha chiuso il 2019 con 49,4 milioni di passeggeri transitati nei due scali romani di Fiumicino e di Ciampino. Il risultato si deve in particolare all’incremento dei passeggeri asiatici, americani e russi.

A guidare la crescita ha contribuito soprattutto la strategia di sviluppo di ADR sul Leonardo da Vinci, che ha concluso l’anno registrando 43,5 milioni di passeggeri transitati, rafforzando saldamente la posizione di Fiumicino quale primo aeroporto in Italia per volume di attività, nonché primario Hub europeo a supporto della connettività internazionale.

L’ottima performance registrata è frutto del lavoro di promozione internazionale che ha consentito di aumentare sia le mete servite dal Leonardo da Vinci che il numero di compagnie aeree operanti.

Nel corso del 2019 si sono affacciate 6 nuove compagnie aeree internazionali –permettendo a Fiumicino di posizionarsi al secondo posto tra gli aeroporti europei per numero di compagnie aeree operanti, con circa 100 compagnie aeree che hanno regolarmente volato nel 2019 – e sono stati avviati oltre 30 nuovi collegamenti aerei,di cui 12 verso destinazioni extra europee non servite prima da Fiumicino. Tra le compagnie aeree che hanno fatto il loro ingresso sullo scalo romano Sichuan Airlines, primaria compagnia aerea cinese con base a Chengdu che ha debuttato in Italia aprendo la rotta proprio a partire dal Leonardo da Vinci, Kenya Airways, Level e Cabo Verde Airlines. Tra le nuove destinazioni di lungo raggio avviate nel corso del 2019 vanno menzionate Chengdu, Hangzhou, Shenzhen, Nairobi. Anche il medio raggio ha visto uno sviluppo importante nel corso dell’anno, soprattutto verso Est, grazie ai collegamenti con nuove città quali Ankara, Karkiv, Odessa, Nis e Sarajevo. Non meno importanti gli aumenti di attività verso mercati già serviti ma con ulteriore potenziale di sviluppo, primo tra tutti il Nord America che ha segnato una crescita di oltre l’8% rispetto al 2018.

"Le ottime performances registrate nel 2019 - ha commentato Ugo de Carolis, amministratore delegato di Aeroporti di Roma – confermano il ruolo strategico dello scalo di Fiumicino sempre più apprezzato non solo dai passeggeri asiatici, ma anche dagli americani e i russi. Gli sviluppi dell’ultimo anno hanno permesso di raggiungere ben 12 destinazioni in Greater China collegate con Roma, posizionando l’aeroporto romano tra i primi tre aeroporti in Europa per numero di destinazioni collegate. Guardando all’America, nel 2019 Fiumicino ha raggiunto il record di viaggiatori trasportati con 3 milioni e mezzo di passeggeri e 15 aeroporti in USA e Canada connessi direttamente. Quello appena trascorso infine è stato un anno di particolari soddisfazioni per lo sviluppo del mercato russo che, grazie al fascino esercitato dalle bellezze della Capitale, ha raggiunto il milione di passeggeri trasportati registrando un incremento record oltre il 20% rispetto al 2018”.

Il 2019 è stato un anno di primati, quindi, per il Leonardo da Vinci. A guidare lo sviluppo dei volumi di Fiumicino è stato il mercato internazionale cresciuto di oltre 900 mila passeggeri rispetto al 2018, spinto dalla componente Extra Schengen che ha segnato una crescita del 4%. Grazie a questo progresso, per la prima volta l’Extra-Schengen diventa il principale mercato per volumi di traffico superando il traffico Domestico e Schengen. Ottimi risultati sono stati raggiunti dai voli diretti con la Cina e il Nord America, cresciuti rispettivamente del 17% e dell’8% rispetto al 2018. Guardando ai collegamenti con la Russia, il 2019 verrà ricordato per essere l’anno in cui si è raggiunto il maggior numero di passeggeri trasportati. Un risultato reso possibile grazie all’ampliamento delle connessioni: oggi la Russia è infatti collegata a Roma Fiumicino da tutti i 4 principali aeroporti di Mosca, a cui si aggiungono i voli per San Pietroburgo ed Ekaterinburg, con 6 compagnie aeree. Questo importante ampliamento dei collegamenti ha permesso all’aeroporto della Capitale di posizionarsi al primo posto tra gli aeroporti europei per numero di compagnie aeree operanti sulla Russia e tra i primi 3 scali per numero di destinazioni collegate.

Anche sul fronte della qualità offerta ai passeggeri Fiumicino ha segnato un nuovo record storico. Secondo le rilevazioni effettuate da Airport Council International World – l’associazione internazionale che misura in modo indipendente la qualità percepita in oltre 300 aeroporti in tutto il mondo – nel quarto trimestre del 2019 l’aeroporto romano ha registrato un nuovo primato assoluto, raggiungendo la valutazione di 4,55 su una scala che arriva a 5. Si tratta del miglior trimestre di sempre: il dato conferma l’eccellenza raggiunta dal principale aeroporto italiano.

Tra i servizi più apprezzati dai passeggeri si confermano i varchi elettronici per il controllo automatico dei passaporti (disponibili per oltre 6 milioni di viaggiatori, con un tasso di utilizzo record a livello internazionale), la chiarezza delle informazioni al pubblico, la cortesia del personale aeroportuale, la pulizia dei Terminal e delle toilette, la rapidità dei controlli di sicurezza. Particolarmente gradita anche l’accessibilità dello scalo, grazie al sistema di parcheggi ufficiali di ADR in grado di garantire sicurezza e comodità nelle aree di sosta vicine ai Terminal.

Attualmente il Leonardo da Vinci si posiziona come il miglior scalo del mondo occidentale nel gradimento dei viaggiatori, superando tutti gli scali europei e americani con più di 25 milioni di passeggeri.

Aeroporti di Roma, Società del Gruppo Atlantia, gestisce e sviluppa gli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino e svolge altre attività connesse e complementari alla gestione aeroportuale. Fiumicino dispone di due terminal passeggeri ed è dedicato alla clientela business e leisure su rotte nazionali, internazionali e intercontinentali; Ciampino è principalmente utilizzato dalle compagnie aeree low cost, dagli express-courier e dalle attività di Aviazione Generale. Nel 2018 ADR ha registrato, come sistema aeroportuale, 48,8 milioni di passeggeri con oltre 230 destinazioni nel mondo raggiungibili da Romagrazie alle circa 100 compagnie aeree operanti nei due scali. Nel 2019 l’Airports Council International Europe ha conferito al Leonardo da Vinci il premio “Best Airport 2018”. Per il secondo anno consecutivo Fiumicino si è confermato al primo posto nella classifica dei 20 scali europei con oltre 25 milioni di passeggeri per qualità dei servizi, innovazione tecnologica, efficienza delle infrastrutture. Il premio si aggiunge al riconoscimento di Airports Council International World che, sempre nel 2019, per il secondo anno consecutivo ha assegnato al Leonardo da Vinci il premio “Airport Service Quality” come aeroporto più apprezzato in Europa tra gli hub con più di 40 milioni di passeggeri. La capacità di gestione di ADR è confermata anche dai riconoscimenti ricevuti nel corso del 2019 da Skytrax, la principale società internazionale di rating e valutazione del settore aeroportuale, che ha confermato le 4 stelle Skytrax ottenute da Fiumicino nel 2017.

 

 

Venerdì 24 gennaio Cimop (Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata) ha scioperato per 24 ore contro la retromarcia di Aris e Aiop sul rinnovo contrattuale. Al contempo in Piazza Montecitorio, a Roma, si è svolta una manifestazione dalle ore 9,30 e alle 13 una conferenza stampa c/o il vicino Hotel Nazionale.

“Il kafkiano andamento delle trattative, che vede i non medici equiparati economicamente al pubblico, abbinato alla scorrettezza della controparte nel non chiedere alle regioni e al ministero un sostegno anche per i medici, ha prodotto la fisiologica conseguenza dello sciopero”, osserva la dott.ssa Carmela De Rango, Segretario Nazionale della Cimop.

E sottolinea: “Degradante il balletto delle risorse, che condanna i medici della sanità privata a consolidare il gap economico con i colleghi del pubblico: una direzione di marcia assolutamente discriminatoria tra le varie parti sociali. Aiop e Aris hanno deciso di stoppare le trattative, nonostante i numerosi tentativi di mediazione effettuati da Cimop che non hanno ottenuti dalle parti datoriali alcun segnale di riapertura. La scadenza temporale dello scorso 20 dicembre non è stata rispettata per dissidi interni di Aiop Toscana, Lazio, Calabria e una parte di Aiop Sicilia, che hanno chiesto a fine novembre un’assemblea straordinaria richiedendo di inserire all’OdG il rinnovo dei ccnl della sanità privata, fissata al 22 gennaio. Fino a quella data sono congelati tre anni di trattative e un accordo quasi raggiunto. Dopo numerose comunicazioni telefoniche, entrambe le associazioni datoriali hanno infranto il metodo di lavoro concordato rimettendo in discussione la regolamentazione dello sciopero e chiedendo di precettare tutta l’area oncologica, radioterapia e sale operatorie connesse. Nonostante i tentativi di mediazione anche dalle regioni e dal ministero, Aiop e Aris hanno deciso di non convocare Cimop e quindi siamo stati costretti a confermare questa modalità di protesta”.

“Solo dalle Regioni e dal Ministero abbiamo appreso che Aiop e Aris hanno chiesto alle Regioni un supporto per il rinnovo del contratto dei non medici, senza avanzare richieste per la parte dei medici, facendo presupporre che non ci fossero problemi di copertura.

Ma durante le trattative Aiop e Aris avevano dichiarato a Cimop che non c’erano le risorse per colmare il gap pubblico/privato pari al 50%, mentre in una prima fase si erano dati disponibili a incrementare le retribuzioni per il 25 % (ma una percentuale doveva essere guadagnata dal medico con l’incremento della LP o delle ore aggiuntive al monte ore). Per cui Cimop ha rifiutato e interrotto le trattative, ritenendo degradante questo balletto di risorse”.

 

In un gioco di colori e prospettive, tra spettacolari diorami e creazioni artistiche, sono arrivati a Palazzo Bonaparte - spazio Generali Valore Cultura, scenari minuziosamente riprodotti e ambienti realizzati in decine di metri quadrati con i mattoncini più famosi del mondo.

I LOVE LEGO presenta in scala ridotta dettagliatissime riproduzioni di fantastici mondi: dalla frenesia della città contemporanea alle avventure leggendarie dei pirati; dai paesaggi medievali agli splendori dell’Antica Roma in una riproduzione fedelissima del Foro di Augusto; dalla conquista dello spazio, alla suggestiva riproduzione di un paesaggio artico per arrivare al sorprendente scenario della Liberazione.
Costruzioni e non solo. Attraverso una “caccia al personaggio” - tra edifici e palazzi, tra galeoni e templi - il visitatore è invitato a cercare personaggi celebri (e non) nascosti all’interno delle installazioni: da Harry Potter a Dart Fener, diversi gli ospiti a sorpresa inseriti nelle divere installazioni che accompagnano nella visita tutti coloro che vogliono divertirsi a scovare tra i mattoncini.
Dalla città contemporanea ideale alle avventure leggendarie dei pirati, dai paesaggi medievali agli splendori dell’Antica Roma, i bambini e i più grandi potranno immergersi nei diversi ambienti minuziosamente ricostruiti e progettati da RomaBrick, uno dei LUG (Lego® User Group) più antichi d’Europa.
Mattoncini ma non solo: a dimostrare quanto i moduli più famosi del mondo siano in grado di “creare arte a 360°”, in mostra a Palazzo Bonaparte con 10 tele spirate a grandi capolavori della storia dell’arte reinterpretati e trasformati in “uomini lego” dal giovane artista romano Stefano Bolcato: unendo la sua passione per i LEGO e la sua arte - attraverso una tecnica pittorica ad olio - crea forme di assemblaggio ispirate in particolare modo dal “magnetismo” dei ritratti rinascimentali.
L’esposizione vanta l’eccezionale partnership con “Legolize”, pagina umoristica che crea installazioni comiche utilizzando proprio i LEGO.
Fondata da tre ragazzi - Mattia Marangon, Samuele Rovituso e Pietro Alcaro - la pagina è nata nel 2016 e attualmente conta più di mezzo milione di fan su Instagram e altrettanti su Facebook. Legolize porterà la comicità all’interno della mostra, con speciali installazioni e “invadendo” i diorami in mostra a Palazzo Bonaparte.
I LOVE LEGO è una mostra di Arthemisia, in collaborazione con RomaBrick.
I LOVE LEGO è una esperienza imperdibile per i nostalgici che vorranno tornare bambini e per i più piccoli che potranno trascorrere una giornata divertendosi con quei “prodigiosi” mattoncini che ogni anno fanno giocare milioni di persone.

SedePalazzo Bonaparte Spazio Generali Valore CulturaPiazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso) 00186 Roma

La Mostra sarà aperta fino il 19 aprile 2020 Orario apertura: dal lunedì al venerdì 9.00 - 19.00sabato e domenica 9.00 - 21.00

Biglietti: Intero € 12,00 Ridotto € 10,00

Nel 1808 Roma viene occupata dall’esercito francese. Dopo un anno la città è annessa e dichiarata, dopo Parigi, seconda città dell’Impero napoleonico. Al figlio dell’imperatore è dato il titolo di Re di Roma. Il papa è fatto prigioniero ed esiliato. Il Quirinale viene trasformato per accogliere Napoleone. Per cinque anni Roma rimane in attesa di un Imperatore che non arriverà mai.

La mostra Aspettando l’Imperatore. Monumenti Archeologia e Urbanistica nella Roma di Napoleone 1809-1814, dal 19 dicembre 2019 al 31 maggio 2020 al Museo Napoleonico, vuole ricostruire il volto, rimasto in buona parte solo a livello progettuale, della Roma napoleonica attraverso 50 opere – alcune poco conosciute, altre del tutto inedite, con significativi recuperi – provenienti dalle collezioni del Museo Napoleonico e del Museo di Roma a Palazzo Braschi.

L’esposizione, a cura di Marco Pupillo, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Nel percorso espositivo che si articola in quattro sezioni: 1) La Roma di Napoleone; 2) Celebrazioni romane per la nascita del Re di Roma; 3) Scavi archeologici; 4) Il volto della città, sono esposti i progetti monumentali che, nel segno del recupero dell’antico, avrebbero dovuto caratterizzare la nuova Roma imperiale (statue, archi di trionfo, ponti, cimiteri extra-urbani e scavi archeologici). Accanto a questi, i progetti di rinnovamento urbanistico di ampie zone della città (passeggiate del Pincio, del Campidoglio e dell’area Flaminia – la “Villa Napoleone” –sistemazione degli argini del Tevere), che videro coinvolti architetti romani come Camporese, Valadier e Stern, e francesi come Berthault e Gisors.

Questi fogli di grande formato e di forte impatto visivo, realizzati con grande cura dei particolari e sinora mai esposti in mostra, testimoniano una breve stagione di grande effervescenza creativa, da ricondurre ai propositi francesi di modernizzare e laicizzare la città, valorizzando al tempo stesso la sua eredità millenaria di storia e arte, monumentale e simbolica.

In seguito all’inasprimento crescente dei rapporti tra il papato e l’imperatore Napoleone, il 2 febbraio 1808 l’esercito francese entra a Roma sotto il comando del generale Miollis. È la seconda occupazione in dieci anni, dopo quella del febbraio 1798 che aveva portato alla breve esperienza della Repubblica Romana. Sedici mesi più tardi, il 16 maggio 1809, all’apice del suo successo politico-militare Napoleone emana da Vienna, capitale conquistata dell’impero Asburgico, un decreto imperiale con cui annette gli Stati Romani all’Impero francese. Roma “è dichiarata città imperiale e libera”. Papa Pio VII Chiaramonti è arrestato nel Palazzo del Quirinale nella notte tra 5 e 6 luglio e viene trasferito prima a Grenoble e poi a Savona. Il 17 febbraio 1810 un senatoconsulto delibera che Roma sia “la seconda città dell’Impero” e che goda di “privilegi, ed esenzioni particolari” determinati dallo stesso Napoleone.

Il governo provvisorio è affidato a una Consulta straordinaria “incaricata di prendere possesso degli Stati del papa in nostro nome, e di fare le operazioni preparatorie per l’amministrazione del paese”. Attraverso un’intensa attività legislativa condotta fino al suo scioglimento, avvenuto il 31 dicembre 1810, la Consulta per gli Stati Romani predispone nuove istituzioni politiche, amministrative, giuridiche e militari.

Il Quirinale è rinnovato per ospitare la venuta di Napoleone, attesa nel 1812. I concitati eventi militari della guerra europea non gli permetteranno mai di raggiungere la città.

Nel gennaio 1814 un colpo di stato militare pone fine al governo francese. Entrano a Roma le truppe napoletane di Murat, il cognato di Napoleone passato al campo avverso. Il 24 maggio Pio VII rientra trionfalmente in città ristabilendo l’autorità pontificia sull’Urbe.

Il senatoconsulto del 17 febbraio 1810 decreta che il principe imperiale, e cioè il figlio dell’Imperatore, “porta il titolo, e riceve gli onori di Re di Roma”. Tredici mesi più tardi, il 20 marzo 1811, nasce a Parigi Napoléon-François-Joseph-Charles Bonaparte, l’atteso figlio di Napoleone e della sua seconda moglie Maria Luisa d’Austria. La notizia arriva a Roma dopo quattro giorni. Il mattino del 25 l’evento è festeggiato con 101 colpi di cannone da Castel Sant’Angelo e con le campane delle chiese di Roma a festa. Quella sera il Campidoglio e altri importanti edifici romani sono illuminati a giorno con fiaccole e laternoni. Al Teatro Valle si offre ai romani uno spettacolo gratuito. Il governo francese immediatamente promuove numerose cerimonie ufficiali e festeggiamenti popolari che coinvolgano l’intera cittadinanza. Tributi letterari e figurati si susseguono lungo la primavera di quell’anno.

Bartolomeo Pinelli è uno degli artisti maggiormente attivi in quei mesi nella creazione di allegorie figurate. Suo è il disegno per la medaglia che la Municipalità di Roma commissiona a Tommaso Mercandetti per celebrare l’avvenimento. Sua è anche la composizione che decora il Sonetto in onore del Re di Roma composto da Bartolomeo Sivoli. Anonimo è invece l’artista che da Napoli manda un disegno preparatorio all’incisore romano Giuseppe Girometti perché ne ricavi un cammeo. Due progetti documentano la decorazione del Campidoglio curata dagli architetti Giuseppe Valadier e Giuseppe Camporese in occasione di una fastosa cerimonia a inviti del 23 giugno 1811.

Così come il padre, anche il Re di Roma non riuscirà mai a venire nell’Urbe.
Con il decreto del 17 febbraio 1809 Napoleone stabilisce che i “monumenti della grandezza di Roma saranno custoditi e mantenuti a spese del nostro tesoro”. A giugno viene creata una Commissione per la tutela delle antichità, guidata dall’anno successivo dal prefetto de Tournon. Il Decreto imperale del 27 luglio 1811 istituisce un finanziamento annuale di un milione di franchi “sotto il titolo di fondo speciale per gli abbellimenti di Roma”, destinato tra le altre cose agli scavi archeologici e alla cura di monumenti rappresentativi come il Pantheon. I restauri sono in gran parte affidati all’Accademia di San Luca guidata da Antonio Canova.

La serie di quattro incisioni di Bartolomeo Pinelli documenta l’importante intervento di scavo e ripristino al Foro Romano dei resti del tempio all’epoca ritenuto di Giove Tonante ma in realtà di Vespasiano. Sotterrate per due terzi dell’altezza, le tre colonne sono liberate e rimesse in asse nel 1811 grazie a un imponente macchinario progettato dall’architetto Giuseppe Camporese.

Anche il Colosseo è oggetto di una estesa campagna di restauro. Gli scavi all’interno dell’arena (1811-1813) riportano alla luce le sottostrutture, come si vede nell’incisione di Angelo Uggeri. La disputa erudita tra il Commissario alle antichità Carlo Fea, l’architetto Pietro Bianchi e l’archeologo Lorenzo Re sulla datazione degli ambienti sotterranei è raffigurata in una stampa satirica attribuibile allo stesso Pinelli.

Scavi e demolizioni di case ed edifici religiosi isolano e valorizzano la Colonna Traiana e permettono di rinvenire i resti della basilica Ulpia. Un’incisione di Uggeri raffigura in primo piano i salariati romani impiegati nell’opera, non solo uomini ma anche donne e bambini. Le altre due sue composizioni mostrano l’aspetto dell’area dopo la caduta di Napoleone, quando si completano i lavori con il cosiddetto “recinto di Pio VII”.

L’amministrazione francese predispone ingenti finanziamenti per la trasformazione della città. Si vuole modernizzare l’assetto urbano e rendere Roma una capitale europea. Accanto alla valorizzazione dei monumenti classici, da sottrarre all’incuria e al degrado, è prevista la realizzazione di ampie passeggiate pubbliche che integrino nel verde edifici antichi e moderni. I progetti sono inizialmente affidati ai maggiori architetti romani: Giuseppe Valadier, Giuseppe Camporese, Raffaele Stern e altri. Nel febbraio 1813 il Governo di Parigi invia a Roma Louis-Martin Berthault e Guy de Gisors che revisionano e modificano i progetti ritenuti insoddisfacenti. Alla caduta dell’Impero napoleonico gli ambiziosi propositi urbanistici risultano realizzati solo in piccola parte.

Nell’area Flaminia, tra Ponte Milvio e Piazza del Popolo, si prevede la creazione di un’ampia passeggiata pubblica chiamata Villa Napoleone. A Giuseppe Valadier è affidata nel 1809 la sistemazione della zona antistante al ponte. È dibattuta la datazione dei tre progetti con varianti per l’area, redatti da Camporesi, Stern e Giuseppe Palazzi. Gli studi potrebbero riferirsi a una precedente iniziativa di sistemazione urbanistica della zona presa nel 1805 dall’amministrazione pontificia.

Anche per l’area archeologica centrale, dal Campidoglio fino al Colosseo, è previsto un percorso denominato Giardino del Campidoglio. Per realizzare il Giardino del Grande Cesare si progetta di collegare tramite rampe la Piazza del Popolo al Pincio e di creare una passeggiata fino a Villa Medici.

Stern è incaricato di mettere in sicurezza le rive del Tevere, demolendo fabbricati e costruendo nuovi argini. Si prevede la creazione di un nuovo ponte dove era quello distrutto di Orazio Coclite (Ponte Sublicio).

L’editto napoleonico di Saint-Cloud del 1804 proibiva le sepolture dentro le mura cittadine. Per adeguarsi alle nuove norme a Roma si progetta la costruzione di due nuovi cimiteri extra-urbani, San Lorenzo e San Lazzaro al Pigneto Sacchetti, quest’ultimo mai terminato e presto abbandonato.

 

 

 

 

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