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Sabato, 20 Luglio 2019

Dal 5 maggio al 14 luglio 2019 il Palazzo del Quirinale ospita nelle sale della Palazzina Gregoriana la mostra L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia, curata dal prof. Francesco Buranelli. L’esposizione è realizzata in occasione del 50° anniversario dell’istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, un reparto specializzato dell’Arma dei Carabinieri istituito il 3 maggio del 1969 per contrastare i crimini a danno al patrimonio storico artistico italiano. Cinquant’anni di intensa attività investigativa e di raffinata diplomazia culturale hanno permesso al benemerito reparto di salvare e di restituire al patrimonio storico artistico del nostro Paese quasi due milioni di opere d’arte di tutti i tempi, tra reperti archeologici illecitamente trafugati dal territorio nazionale, dipinti, mobilio, vasellame, arredi liturgici strappati fraudolentemente da musei, luoghi pubblici, chiese e abitazioni. Un inestimabile patrimonio culturale vergognosamente vilipeso da ladri ignoranti e da collezionisti senza scrupoli, sradicato dal territorio e dai legittimi luoghi di provenienza per essere venduto sul mercato antiquario internazionale.

Nella mostra, inaugurata dal Presidente Mattarella, presenti il Ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Giovanni Nistri e il Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Gen. B. Fabrizio Parrulli, sono esposti alcuni dei più significativi beni culturali recuperati nell’arco di mezzo secolo di attività investigativa, unitamente a opere restituite al patrimonio artistico nazionale  grazie all’azione di diplomazia culturale messa in atto di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali.

I visitatori possono ammirare oggetti che sono stati trafugati da chiese, musei, aree archeologiche, biblioteche e archivi, e conoscere nel contempo la storia del loro recupero; in mostra sono esposti anche alcuni beni messi in sicurezza nelle zone dell’Italia centrale colpite dai drammatici eventi sismici del 2016. Personale specializzato guida i visitatori lungo il percorso espositivo e nella consultazione della banca dati disponibile online.

Tra i capolavori presenti in mostra, un centinaio, la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, il Cratere di Euphronios, il Trapezophoros, la Triade Capitolina, Il giardiniere di Vincent Van Gogh, Le Cabanon de Jourdan di Paul Cézanne, le oreficerie Castellani, la Sacra Famiglia con una Santa di Andrea Mantegna, lo splendido cratere a mascheroni apulo a figure rosse attribuito al Pittore di Dario e databile intorno al 330 a.c., in dotazione al Museo Nazionale di Taranto (MarTa) e restituito nel 2009 dal Museo di Cleveland.

L’ideazione e la progettazione dell’allestimento è di Michelangelo Lupo, il catalogo della mostra è edito da De Luca Editori d'Arte.

Giorni di apertura:

dal 5 maggio al 14 luglio 2019 nei giorni di martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica. Orario: dalle ore 10.00 alle 16.00 (ultimo ingresso ore 15.00).

Info:

Giorni di chiusura:

- lunedì e giovedì. La mostra è chiusa anche dal 31 maggio al 2 giugno 2019.

L'accesso alla mostra non comprende la visita al Palazzo del Quirinale ed è gratuita, previa prenotazione obbligatoria al costo di € 1,50.

Alla presenza del Ministro per i beni e le attività culturali, dottore Alberto Bonisoli, è stato presentato il resoconto dell’attività operativa 2018 del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

In particolare, i risultati operativi, in incremento rispetto all’anno precedente, sono stati qualificati dalla disarticolazione di numerose associazioni criminali, operanti sia in Italia sia all’estero – soprattutto nel settore dell’archeologia – nonché di arrestare 34 persone e denunciarne 1.195: è questo uno degli aspetti su cui si è maggiormente indirizzato l’impegno del Comando, parallelamente al recupero di oltre 56.400 beni culturali, tra oggetti antiquariali, archivistici, librari, archeologici e paleontologici nonché opere false.

Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati alcuni dei beni recuperati, in Italia ed all’estero, grazie a lunghe ed articolate attività investigative, tra cui spiccano, per importanza storico e artistica:
Nel 1971, presso la Stazione Carabinieri di Scansano (GR), fu denunciato il furto di un preziosissimo bassorilievo, attribuito agli importanti scultori toscani Luca e Andrea della Robbia.

Nonostante le immediate indagini, solo nel giugno del 2013, grazie alla tenacia dei militari del Nucleo TPC di Firenze, l’opera è stata riconosciuta nel catalogo di un’importante casa d’aste londinese e venduta a una società di New York.

Gli ulteriori approfondimenti hanno permesso di stabilire che il bassorilievo aveva subito numerosi interventi di restauro e che, al momento della localizzazione, si trovava nella disponibilità di un’importante e facoltosa collezionista canadese che, nel frattempo, l’aveva acquistato in buona fede.

Con l’individuazione del bene, sono state contemporaneamente avviate attività giudiziarie e di diplomazia culturale volte al suo recupero. Le prime, condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucca, hanno portato all’emissione di un provvedimento di confisca per esportazione illecita commessa da ignoti; le seconde, effettuate con il decisivo supporto dell’Ambasciata italiana in Canada, del Consolato Generale italiano di Toronto e dell’Esperto per la Sicurezza della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga presso la citata Ambasciata, hanno consentito di intessere, con i possessori dell’opera, una costante e paziente interlocuzione che ha portato alla spontanea restituzione del bene e il suo rientro, avvenuto il 4 aprile 2019.

Si è svolta di recente presso la sede della Fondazione sul giornalismo 'Paolo Murialdi' la presentazione del libro 'Memorie d'Europa. Lia Wainstein, un'intellettuale libera del Novecento', a cura di Regina Wainstein (Edizioni Clichy). 

Alla presentazione sono intervenuti, insieme con la curatrice del volume, Giancarlo Tartaglia, segretario generale della Fondazione, il giornalista Stefano Folli, che del libro ha curato la prefazione, Lia Levi, autrice della postfazione.

Lia Wainstein (1919 – 2001) è stata un’intellettuale europea, attiva in Italia dagli anni Cinquanta fino alle soglie del Duemila. Slavista, traduttrice e scrittrice, ha pubblicato più di 1150 scritti fra volumi, saggi e articoli di stampa in cui si rispecchia non solo il suo personale itinerario intellettuale ma lo spirito del suo tempo. Cosmopolita per formazione e vocazione, ha mantenuto per tutta la sua vita un’attenzione costante, intellettuale e umana, al mondo russo e sovietico e a quella parte importante che in esso rappresentano la cultura e la tradizione ebraica. Il volume viene presentato ora ad Helsinki il 9 aprile in conversazione con Pauli Mäkelä, che dal 2006 al 2010 ricoprì il ruolo di ambasciatore della Finlandia in Italia.

Lia Wainstein nacque nel 1919 a Helsinki in una famiglia russa che la Rivoluzione d’Ottobre aveva indotto all’esilio. Trasferitasi in Italia, con una parentesi in Svizzera per sfuggire alle leggi razziali, divenne giornalista, scrittrice e traduttrice, sostenuta da una solida cultura cosmopolita. Fu attiva per mezzo secolo, fino alla morte nel 2001, collaborando a testate quali «Il Mondo», «La Stampa» e «La Voce Repubblicana», oltre che a numerose riviste culturali. La sua casa a Roma fu sempre un sicuro punto di riferimento per i dissidenti russi, nonché un cenacolo ispirato ai principi liberali.

Le degenerazioni del potere sovietico, il sistema totalitario nato in Russia sul tradimento delle speranze rivoluzionarie, la lunga marcia verso la libertà, il ruolo degli intellettuali e la loro responsabilità civile e poi i rapporti tra Italia e Unione Sovietica, l’amore per la Finlandia. Sono tanti i temi trattati da Lia Wainstein, tra cultura e politica, negli oltre milleduecento scritti che la scrittrice ha lasciato e da cui la nipote Regina ha tratto la raccolta che compone questo volume. Un omaggio a un’esponente della grande cultura europea del Novecento, un viaggio nella tragedia del secolo.

A corredo dei testi ripubblicati, un’appendice al volume presenta l’intera bibliografia degli scritti di Lia Wainstein, censiti e catalogati da Regina, che ha curato anche un breve saggio introduttivo al volume.

Stefano Folli, amico e collega molto stimato da Lia Wainstein, e Lia Levi, anche lei legata a Lia da una lunga e affettuosa amicizia, hanno contribuito ad arricchire il volume con propri scritti originali.

Completa il volume un significativo apparato iconografico inedito e proveniente dagli album di famiglia.

Nell’ocacsione della presentazione nella capitale finlandese viene dedicata a Leo Wainstein, padre di Lia, una delle aule in cui si tengono i corsi dell’Istituto di Cultura Italiana ad Helsinki..

Leo Wainstein fu un grande sostenitore dell’Italia. Console d’Italia a Helsinki nel 1919-1923 e Console onorario dal 1949-1968, contribuì ai rapporti commerciali tra i due Paesi come membro della Camera di commercio italo-finlandese. Grazie alla sua donazione, nel 1954 fu inaugurata la sede dell’Istituto in Ullankatu.

La conferenza ha luogo presso la sede dei corsi di lingua dell’Istituto di Cultura, Ullankatu 3 A 2. Si inizia alle ore 17.00 con la dedica dell’aula a Leo Wainstein ed a seguire la conferenza su Lia Wainstein. La discussione si svolge in italiano e finlandese.

 

Un violino di Andrea Amati del 1500 esportato illegalmente negli Stati Uniti; un’anfora chiota del VI secolo a.C. frutto di scavi clandestini nell’Etruria Meridionale, e la Stele di Palmira, un rilievo funebre in pietra calcarea del I-II secolo d.C. trafugata dalla Siria e sequestrata nel 2011.

Sono alcuni dei reperti archeologici e artistici recuperati negli anni grazie agli sforzi dell’Unità per la Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri ed eccezionalmente in mostra oggi a Villa Wolkonsky, residenza dell’Ambasciatore britannico a Roma in occasione del Dialogo Regno Unito-Italia sulla tutela del patrimonio culturale.

Un evento importante e unico nel suo genere che porta alla luce tesori inestimabili e permette di evidenziare un’area preziosa di collaborazione tra Italia e Regno Unito, frutto di forti sinergie a livello diplomatico, ma anche culturale, tecnologico, accademico e delle forze dell’ordine dei due paesi.

L’evento vede la presenza del Ministro britannico per le Forze Armate, Mark Lancaster, al quale è stato affidato l’incarico di riconsegnare all’Italia, a nome del governo e delle forze dell’ordine di Sua Maestà, due preziosi reperti etruschi rinvenuti di recente nel Regno Unito.

Si tratta di una statuetta in bronzo, trafugata nel 1988 dal Museo Archeologico di Siena e recuperata grazie all’Art Loss Register, un database che raccoglie preziose informazioni su opere d’arte rubate. Grazie al lavoro della Art & Antiquities Unit della Met Police la statuetta è ora tornata in Italia – trent’anni esatti dopo il furto.

Il secondo reperto è un vaso in terracotta a forma di sfinge alata – anch’esso di origine etrusca. Una casa d’asta di Londra ne ha identificato la provenienza di dubbia origine e ha avviato la procedura per la sua restituzione.

Le due opere sono state consegnate ufficialmente al Generale di Corpo d’Armata Sabino Cavaliere, Comandante Unità Mobili e Specializzate Carabinieri “Palidoro”.

“L’evento di oggi, con la restituzione all’Italia di due reperti etruschi rintracciati nel Regno Unito, punta i riflettori su un’area importante della nostra collaborazione bilaterale, che attraversa i mondi dell’arte e della cultura con il prezioso contributo delle forze dell’ordine - ha commentato l’Ambasciatore britannico Jill Morris. Il recupero e la tutela del patrimonio culturale è certamente un’area di eccellenza italiana, in particolare per il lavoro svolto nelle aree di conflitto. È quindi un grande onore per me ospitare a Villa Wolkonsky le bellissime opere recuperate dal Comando Carabinieri”.

Accanto alla preziosa esposizione, un’area curata dalla British School at Rome dedicata alle nuove tecnologie utilizzate per il recupero e la tutela di opere artistiche ed archeologiche. 

L’iniziativa forma parte della seconda stagione UK-Italy: Partners for Culture, una campagna dedicata alla partnership culturale tra Italia e Regno Unito promossa dal British Council, dall’Ambasciata britannica, dalla British School at Rome e dal British Institute of Florence.

 

Nella galleria Art G.A.P. saranno esposte le opere di Angelo Cortese che traggono la propria origine e ispirazione dai temi della storia del Risorgimento italiano. Questi lavori fanno parte della mostra – itinerante, La Repubblica delle Arti, presentata dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, nella sua prima edizione, nelle sale di Palazzo Valentini nel 2010 in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. In quella circostanza il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha riconosciuto il richiamo «ai valori e alle ragioni ispiratrici del nostro Risorgimento dell’Unità nazionale». Angelo Cortese s’ispira alla bandiera italiana, perché elemento immutabile e riconoscibile. Il Tricolore, nella visione dell’artista, è sicuramente un elemento iconografico che evoca un immaginario collettivo di appartenenza nazionale e rappresenta, al contempo, un generatore di emozioni estetiche. A volte il Tricolore, pur essendo il filo conduttore delle sue opere, non è subito visibile perché viene scomposto in diversi modi ma, allo stesso tempo, persiste l’intento dell’artista di far emergere e ricercare una sensibilità patriottica.

Cortese veste con il colore (verde, bianco e rosso) i materiali tratti dal quotidiano (griglie metalliche, corde, chiodi, stoffe lacere…) trasformandoli in veicoli artistici con cui comunicare il suo pensiero di unità nazionale. A tal proposito, le opere non sono né numerate né titolate: proprio come se fossero le tessere di un unico mosaico che vede la sua pienezza nella realizzazione dell’identità nazionale stessa. In questo domino evocativo tra metafora e sensazione, il fruitore viene catapultato direttamente nel passato, in un mondo in cui valori quali il patriottismo e l’orgoglio nazionale erano il motore attivo e dinamico di una società che puntava a realizzare il proprio desiderio di successo, puntando proprio su sé stessa. In questo momento storico, le bandiere di Cortese assumono una rilevanza nazional – popolare di primo piano per le difficoltà storiche che l’Italia tuttasta vivendo. Il sistema di valori della società vive continue pressioni che ne sconvolgono gli equilibri e alterano le interazioni. Il patriottismo ha ceduto il passo, purtroppo, al regionalismo. Le opere di Angelo Cortese mirano al capovolgimento di tale drammatico stato delle cose. L’obiettivo finale della rassegna è quindi quella di far rinascere nel pubblico romano e non, un nuovo e rinforzato senso di unità nazionale attraverso il senso di appartenenza al verde, bianco e rosso. Con l’auspicio che tutti possano partecipare con gioia e orgoglio all’Unità d’Italia.

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