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Martedì, 17 Luglio 2018

Con l’applaudita serata finale, che si è svolta nella Piazza del Duomo di Mandanici (Messina), si è conclusa la III edizione di “Write Residenza internazionale di drammaturgia”, evento che rappresenta un fondamentale e affascinante momento di dialogo sulla scrittura drammaturgica contemporanea.

Il progetto sin dalla prima edizione ha ottenuto grande successo, suscitando curiosità e consensi fra il pubblico e gli operatori del settore. L’edizione appena conclusa ha raccolto i frutti di questo lavoro, ulteriormente impreziosito e arricchito dalla presenza di partner istituzionali e internazionali. Ogni autore lancia a sé stesso una sfida perché, in un tempo brevissimo, deve creare un testo e immediatamente affidarlo a  regista e  attori residenti per metterlo in scena. Tutti collaborano con entusiasmo per mettersi in gioco e misurarsi con la brevità del tempo a disposizione. Il pubblico, cresciuto di sera in sera, ha assunto un ruolo attivo e determinante in questo progetto, perché è stato accompagnato dalla genesi di ogni testo, comprendendo così come questo può diventare parola, drammaturgia, spettacolo, può diventare intervento umano su un territorio”. Con queste parole Tino Caspanello, direttore artistico e ideatore dell’evento, traccia un bilancio conclusivo di questi 4 intensi giorni di residenza, che si svolgono all’interno del suggestivo Monastero S. Maria Annunziata di Mandanici (ME). 

Gli autori che quest’anno hanno partecipato a Write sono stati: Giovanni Greco, Chiara Boscaro, Nello Calabrò, Marco Di Stefano, Andrea Saitta, Barbara Chastanier (Francia), Jeton Neziraj (KosovoeAlexander Manuiloff (Bulgaria).

I registi che hanno messo in scena i testi scritti durante i giorni di residenza sono stati: Paride Acacia, Vincenzo Tripodo, Donatella Venuti, Auretta Sterrantino, Nicola Alberto Orofino, Roberto Bonaventura, Javier Sahuquillo, Federico Magnano San Lio. 

Questi gli attori protagonisti: Marielide Colicchia, Luca Fiorino, Gianfranco Quero, Alice Sgroi, Francesco Bernava, Milena Bartolone, Giovanna Manetto, Alice Ferlito, Donatella Venuti, Antonio Gullo, Angelica Oliva, Valentina Lupica, Marta Bevilacqua, Michelangelo Maria Zanghì. Claudia Bertuccelli (ballerina). 

Ogni serata si è conclusa con l’esibizione del cantautore Giuseppe Di Bella

La manifestazione è organizzata da Latitudini, Rete siciliana di drammaturgia contemporanea, con la direzione di Gigi Spedale. Il progetto grafico è di Cinzia Muscolino. I Diari di Write sono stati curati da Vincenza Di Vita, insieme alle stagiste del DAMS dell’Università di Messina vincitrici del bando.

“WRITE – Residenza internazionale di drammaturgia” è realizzato grazie al patrocinio del Comune di Mandanici, Sindaco Armando Carpo e Presidente del Consiglio comunale Annita Misiti, e a quello dell’ERSU di Messina, Presidente Fabio D’Amore.  

L’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro_ha rinnovato anche quest’anno il suo interesse per l’iniziativa; altra presenza importante tra i partner quella del Comitato Italiano di EURODRAM, ai componenti del quale vanno i ringraziamenti degli organizzatori, specialmente a Erica Faccioli e Stéphane Resche.

 

Non solo cinema sul palco di Salina: la VII edizione di MareFestival come ogni anno accoglierà ospiti musicali, scrittori e momenti dedicati alla moda made in Sicily nel suggestivo scenario eoliano. A cominciare dai Jalisse, Alessandra Drusian e Fabio Ricci, vincitori di Sanremo 1997 e reduci dal successo di RaiUno "Ora o mai più" di Amadeus dove si sono classificati secondi con il coach Michele Zarrillo: sabato 14 ritireranno il Premio Troisi come artisti musicali e canteranno il nuovo singolo "Ora" e successi del passato, oltre a raccontare la loro esperienza televisiva in uno dei talk show pomeridiani del Festival. Venerdì 13, la cantautrice, scrittrice e adesso attrice bolognese Alessandra Nicita riceverà la Targa Argento MareFestival 2018 e proporrà brani tratti dall'ultimo disco "Canzoni di nascosto" su temi attuali e delicati con sonorità  moderne e ritmate, accompagnata dal musicista Marco D'Ottavio; in un'intervista esclusiva parlerà della sua carriera e delle canzoni scelte per il film "Credo in un solo Padre" di Luca Guardabascio con Flavio Busci e Massimo Bonetti.

Dalla musica alla letteratura: saranno presentati tre libri, in primis il best seller dello scrittore tedesco Daniel Speck "Volevamo andare lontano" (Sperling & Kupfer) che, con oltre 300mila copie, narra una storia attuale tra immigrazione e integrazione e offre una chiave di lettura del presente attraverso il mondo dell'industria automobilistica (la storia dell'Iso Rivolta, simbolo del genio e della creatività italiana, capace di salvare BMW dal fallimento). Se ne parlerà dopo la conferenza stampa di apertura, mercoledì 11 (ore 18), all'Hotel Santa Isabel a Malfa alla presenza della madrina di MareFestival Maria Grazia Cucinotta, in un incontro con l'autore moderato dal giornalista Emilio Pintaldi. La sera stessa, alle ore 22.30 al Lido Gharb di Lingua, il giornalista messinese Attilio Borda Bossana illustrerà il suo volume, fresco di stampa, "Stretto di Messina. Traversata e collegamenti" (Pungitopo) a colloquio con Caterina Mittiga: un viaggio che parte dalle storiche navigazioni alle più antiche idee di "ponti" e collegamenti tra Sicilia e Calabria fino a miti e leggende, corredato da fotografie e analisi storiche e cronologiche, un modo per raccontare la Città porta dell'isola siciliana e il forte legame col mare. Domenica 15, all'Hotel I Cinque Balconi, il romanzo di Fabrizio Palmieri, che sarà intervistato dal direttore di TempoStretto.it Rosaria Brancato: "Di amori diversi" (Ad Est dell'Equatore) è un intrigante racconto almodovariano di storie che hanno in comune la diversità, con un sacerdote emarginato, una transgender vanitosa e un recruiter fallito, pronti a incontrarsi e confrontarsi nel locale gay “Rossorubino” di Taormina alla ricerca delle propria consapevolezza.

MareFestival è moda e tendenza con espressioni stilistiche della nostra terra: le collezioni di Heluna, brand siciliano dai motivi mediterranei; gli aristocratici cappelli e outfit a tema di Ketty Turano Chapeau e l’alta moda di Katia Montagna Atelier Chiccosa, stilista palermitana che privilegia sartorialità e femminilità; momenti arricchiti da occhiali di Criottica Salina con Veronica Crisafulli, acconciature di Gentile Group Compagnia della Bellezza, guidato da Damiano Gentile e make up di Body's Comfort di Leyla Rizzo: tutti in passerella al Rapanui sabato 14 e con alcune immagini moda durante gli eventi festivalieri pomeridiani e serali. Una Targa Argento MareFestival sarà consegnata a Miriam Collini Maraziti, storica costumista della Tv e del Cinema che ha firmato abiti e creazioni per note trasmissioni televisive e film: un modo per celebrare i 40 anni della sua splendida carriera al fianco di grandi nomi dello spettacolo.

Un cartellone particolarmente ricco quest'anno con altre sorprese che si aggiungeranno al parterre di artisti già annunciati nei giorni scorsi: le attrici Anna Galiena, Stella Egitto e Martina Catalfamo, i registi Fausto Brizzi, Giovanni Virgilio, Nicola Palmeri, Piergiorgio Seidita, il comico Roberto Lipari, il ballerino del New York City Ballet Davide Riccardo.

Marefestival è patrocinato da Regione Siciliana Ass. Reg. Turismo, ARS, Comuni di Santa Marina Salina (sindaco Domenico Arabia) e Malfa (sindaco Clara Rametta); tra le aziende sostenitrici Commerciale Gicap Spa (QuiConviene.it, SidisOnline.it, Sidis 3.0) Siremar, Saccne Rete IP,  Gruppo Caselli Formula 3 (Bmw, Mini, Bmw I, Bmw Motorrad, Mercedes e Smart), COT, Adige Car Center, SNAV, Mohd, Openfiber, Albertour Viaggi e Turismo, Rent Bongiorno, birra Bruno Ribadi, Lido Gharb, Gentile Group Compagnia della Bellezza, Miscela d'Oro, Salina Turismo, Martini, Ketty Turano Chapeau, Gioielli Costa, Body's Confort, Katya Montagna Atelier Chiccosa, Heluna Sicilia da indossare, Le maglie e le stoffe di Giò, I Malandrini, Wind Piazza Cairoli, Explorer Informatica, Acqua Fontalba; gli alberghi Arcangelo, Ravesi, Signum, I Cinque Balconi, Santa Isabel, La Salina Borgo di Mare, LesPapagayo, La Palma, Il Gelso Vacanze, 'A Alera, Il Delfino, Le Sette Perle, B&B Eoliano, Salina Apartments, Punta Scario, Bellavista, Casette di Malfa; i ristoranti Tinkitè, Rapanui, Il Gambero, Portobello, Trattoria Cucinotta, U Cucuncio, La Cambusa, La Vela e A Kuadara.

 

“Propongo un dialogo aperto a tutta la città, perché le piccole e medie imprese sono il motore per far ripartire Messina. Bisogna predisporre iniziative che facilitino le attività delle imprese nella nostra città, soprattutto in termini di agevolazioni dei costi”. Con queste parole il candidato sindaco Dino Bramantiha presentato il documento “Progetto Commercio”ai rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti e agli enti bilaterali Ebter Ebnter in rappresentanza dei datori di lavoro e dei lavoratori.

Eliseo Gullotti, presidente ente bilaterale del terziario di Confcommercio e, in proroga, di Confesercenti, dichiara: “Messina è Una città compressa dalla linea ferroviaria Dobbiamo rendere questo nostro terreno fertile e dare una nuova visione della città. E’ fondamentale creare un patto d’area per il ripristino delle regole e, una volta fatto questo, andare in deroga, con gli accordi secondo livello”

“Per la nostra città è necessario un approccio manageriale come lo ha Dino Bramanti - dice il presidente di Confcommercio Carmelo Picciotto- e la creazione di una cabina di regia, un tavolo tecnico permanente per monitorare e dare una sorta di corsia preferenziale a tutto ciò che è sviluppo e quello che ne deriva. La città si sta desertificando e bisogna partire in modo privilegiato, nel senso che le imprese devono avere la priorità, perché dove c’è occupazione c’è benessere, non c’è desertificazione e non c’è mafia e illegalità”.

Alberto Palella, Presidente di Confesercenti aggiunge: “Sono molto contento dell’approccio di Bramanti per realizzare la città del futuro. Vi sono tante esigenze a medio termine e a lungo termine, ma la città ha bisogno di risposte immediate, come ad esempio il contratto di secondo livello perché ci sono diverse aziende in crisi che necessitano di un aiuto concreto e, proprio per questo, sia noi che il sindacato dei lavoratori faremo la nostra parte. Sono fiducioso e l’obiettivo comune deve essere la città”.

All’incontro erano presenti anche gli assessori designati Carlo Mazzù, Pino Falzeae Mario Ceraolo.
Pino Falzea ha dichiarato che “la città si deve ricostruire dall’individuo. si sono attuate politiche di governo del territorio miopi ed è necessario creare spazi e servizi. Dobbiamo sottoscrivere un Patto Sociale per remare tutti nella stessa direzione”.
Mario Ceraolo, ha aggiunto “vedo una piena conformità del nostro programma elettorale con la visione della città che hanno tutti i rappresentanti presenti qui. L'amministrazione deve e può fare molto, per esempio riducendo al massimo i costi a carico delle attività imprenditoriali.
Presente all’incontro anche il consigliere uscente e candidato nella lista “Insieme X Messina”, Daniele Zuccarello, che ha concluso: “Chi fa impresa non può rimanere ostaggio dei burocrati di turno. Se vogliamo cambiare la città dobbiamo partire dai piccoli imprenditori”.

 

 

“Il nuovo regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie fra utenti e operatori di Comunicazioni elettroniche, approvato dall’Agcom, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, consente un accesso più semplice alle domande presso i Corecom regionali e un’attività extragiudiziale più veloce. Questo anche grazie alla piattaforma digitale ‘Conciliaweb’, un accesso più semplice alle domande presso i Corecom regionali, con la possibilità di un’attività extragiudiziale più veloce”. Lo ha spiegato il presidente del Corecom Sicilia, Maria Astone, nel corso di un seminario di approfondimento organizzato a Messina, nel Salone degli Specchi della Città Metropolitana. L’incontro è stato promosso dal Corecom Sicilia, insieme all’Agcom e gli Operatori delle Comunicazioni elettroniche. Hanno partecipato: Francesco Di Chiara, direttore Corecom Sicilia; Enrico Maria Cotugno, vicedirettore Agcom direzione tutela del consumatore; Antonio Maria Marzocco, docente di Diritto processuale civile all'Università della Campania; Rosario Carnevale, direttore Corecom Calabria e Nicola Princi, direttore Corecom Piemonte.

Nel corso del suo intervento Astone ha ricordato l’importanza della ‘presenza fisica’ dell’istituzione sul territorio, per gli utenti e gli operatori e oltre, Palermo e Catania, ha sottolineato che è in fase di stipula la sottoscrizione di una convenzione con i vertici della Città Metropolitana della città dello Stretto per l’apertura di un ufficio anche a Messina: “Un punto di riferimento fisico – osserva il presidente – che agevola l’accesso alle controversie, specie per quegli utenti, cosiddetti deboli, ovvero coloro che ancora non utilizzano i servizi della Rete”. 

La giornata è stata utile per un confronto e aggiornamento con i delegati delle Compagnie elettroniche. E’ stato spiegato nei dettagli il nuovo Regolamento e le possibilità che offre al cittadino e alle aziende; inoltre la tutela dei diritti dei conciliatori Corecom e tutela di quelli degli utenti, secondo la legge sulla concorrenza del 2017, che specifica meglio i diritti del consumatore, compreso quello del recesso.

“Siamo ormai tutti dentro il web – ha esordito – Francesco Di Chiara, direttore del Corecom Sicilia – e oggi non possiamo rimanerne fuori. Questa trasformazione ci richiede conoscenza. Il cittadino si può documentare e agire direttamente in caso di controversie proprio grazie alla piattaforma ‘Conciliaweb’, un mondo digitale messo a disposizione dall’Agcom e, i Corecom, sono i suoi riferimenti sul territorio”.

Sugli elementi di novità che riguardano il Regolamento ha parlato il vice direttore dell’Agcom, Enrico Maria Cutugno, il quale si è soffermato sugli ambiti di applicazione dei diversi articoli, evidenziando “l’importanza dei diritti per gli utenti, che sono tali se si riescono ad applicare. “Non c’è diritto se non lo si può fare valere”, dice Cutugno. Quindi “è necessario attraverso ‘Conciliaweb’ e gli uffici regionali dell’Agenzia che le procedure specifiche che riguardano controversie fra utenti e operatori di Comunicazioni elettroniche siano sempre più facilmente accessibili”. Cutugno si è soffermato poi sull’articolo 19 del Regolamento con una novità importante, la possibilità di integrare il contradditorio: “Di fatto – spiega – agevola quelle situazioni dove è necessario integrare un altro operatore che, in qualche modo, abbia concorso a generare motivi di controversia, senza dover ricominciare il procedimento”.

E sul procedimento si è basata la relazione di Antonio Maria Marzocco, docente di Diritto processuale all’Università della Campania, che ha indicato la maggiore completezza, adesso, della parte che riguarda, appunto, i procedimenti. “E’ una sostanziale modifica strutturale – afferma – anche alla luce dei pronunciamenti della Corte di Cassazione (sentenza n. 25611 del 2016) che pone la questione sull’obbligatorietà del tentativo di conciliazione. Inoltre il nuovo documento Agcom prevede che alla conciliazione debbano partecipare tutti i soggetti che sono parte necessaria nell’eventuale procedimento”.

Il Direttore Corecom Calabria, Rosario  Carnevale, ha evidenziato il profondo rinnovamento del Regolamento, che viaggia su due direttrici principali, maggiore tutela dell’utente e migliore professionalizzazione della figura del conciliatore. “Molto cambia dal regolamento 173 – spiega – e dà un ruolo di grande pregio al conciliatore, che sarà iscritto ad un apposito elenco, così da avere figure sempre più competenti e aggiornate costantemente”. 

“L’accordo quadro tra Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Conferenza dei presidente delle Assemblee regionali – ha sottolineato Rosario Princi, presidente del Corecom Piemonte,  - permette  ai Corecom di gestire un sistema centralizzato digitale su tutte le controversie tra utenti e Operatori delle Comunicazioni. L’accesso a questa piattaforma deve essere garantita anche ai soggetti non informatizzati. Presso le sedi regionali dei Comitati di tutta Italia, quindi, ci saranno apposite postazioni informatiche aperte al pubblico con personale in grado di fornire ogni spiegazione necessarie e di supporto per tutti gli adempimenti”.

I lavori domani (venerdì 15) proseguiranno con un convegno pubblico sulla protezione dei dati personali in rete alla luce della nuova normativa europea sulla privacy, tutela del consumatore, diritti d'autore e responsabilità online, ‘digital single market’ e tutte le novità giurisprudenziali in materia. Inizio alle 10 sempre nel Salone degli Specchi della Città Metropolitana di Messina. La partecipazione ai lavori prevede crediti professionali per avvocati e giornalisti.

Da qualche mese è in distribuzione la Nuova Edizione del libro di Carmelo Bonvegna, “Usi e costumi di Rodì e Milici, indagine storico-etnologica in un centro dell’entroterra milazzese”, Bastogi Editore, 2018 raccoglie ciò che fino ad alcuni decenni fa rimaneva del mondo tradizionale e popolare a Rodì e Milici, un comune in provincia di Messina posto sulle colline tra Tindari e Milazzo davanti al Mar Tirreno, azzurrissimo, e alle splendide Isole Eolie. Egli attinge un po’ ai ricordi personali, avendo in quei luoghi trascorso l’infanzia e la prima giovinezza (1950-60) e, molto, ai racconti di vita vissuta di chi, già anziano a quell’epoca, ne era stato attore e protagonista in prima persona. Una descrizione puntuale  e qua e là vivace di situazioni, immagini e figure di uomini e donne irripetibili che appartennero a un passato ormai completamente scomparso: una società contadina tanto lontana da apparire oggi quasi incredibile ma che fu viva e presente fino alla prima metà del secolo scorso.

Il lettore potrà trovarvi notizie riguardanti le origini più o meno storiche dei due paesi inseriti nelle più ampie vicende della Sicilia, il loro nome e quello  del “fiume”, l’enorme torrente Patrì coi suoi mulini ad acqua e i giardini di palme e aranci (cap.I); descrizione delle contrade sulle colline e le montagne vicine con particolare attenzione all’ambiente, al lavoro e alla cultura dei pastori (cap. II); i quartieri di Rodì, le denominazioni antiche delle strade e delle piazze, le chiese, le case, le pietre lavorate dai “mastri pirriatùri”, le famiglie e i parentadi coi cognomi e i soprannomi – “i ngiùrii” –, i vari mestieri tradizionali esercitati – bottai, carradori, sportari... –, gli attrezzi usati, i manufatti e il loro impiego con disegni e alcune precise nomenclature (cap. III); gli influssi di altre culture con l’apporto di genti che, provenendo da paesi del versante ionico e della Valle dell’Alcantara, periodicamente passavano a piedi, a cavallo o sui carri nel “fiume” e nel paese per recarsi cantando, “pellegrini”, alla Madonna del Tindari in maggio e settembre, “firiànti” alla gran fiera di Termini (Terme Vigliatore) o, nel percorso contrario verso Sud, di “iurnatàri” rodiomilicioti che  andavano a mietere o a vendemmiare nella Piana di Catania e alle falde dell’Etna (cap. IV); le ricorrenze calendariali legate all’anno liturgico e alle feste religiose, alle sacre rappresentazioni e processioni dei Santi e della Madonna venerata sotto diversi titoli sono trattate, infine, nel V e ultimo capitolo.

Ne risulta un quadro minuzioso e variegato: una folla di personaggi tra primi attori e semplici comparse che riempiono e tengono la scena e che parlano un dialetto arcaico ormai caduto in disuso e quasi sconosciuto ai più giovani. E nell’autentica lingua siciliana l’autore riporta le descrizioni di alcune attività come quella della costruzione dell’ovile – “a mandra” – dei pastori e del pagliaro “tundu” e “longu” coperto di ginestra o del complesso lavoro della lana e del telaio o di quello sull’aia – “u pisàri” – coi buoi che trascinano la pietra per triturare le spighe. E poi le moltissime preghiere, specie quelle della Settimana Santa, rigorosamente in vernacolo, e le poesie “d’amùri”, “spartènza” e “sdegnu” che vennero cantate â-rrudiòta”, “â capuàna” e “all’antiddìsi” in casa e nei campi fino agli anni 1940-50; in queste alcuni vocaboli, passando di bocca in bocca, sono diventati incomprensibili e intraducibili e tali risultavano  già agli stessi anziani che, mezzo secolo fa, quelle preghiere e poesie  avevano recitato all’autore per la prima volta.

Il libro si presenta, inoltre, con un’ampia bibliografia valida per fare confronti e riferimenti ad altri autori e un minuzioso apparato di note a piè pagina per spiegare tanti particolari e aggiungerne degli altri. Un grande corredo di foto arricchisce, poi, il testo; alcune – l’aratura coi buoi, il carro, il telaio, il pagliaro – sono forse le uniche e le ultime scattate negli anni 1970, poco prima che certi lavori andassero in disuso,  gli attrezzi in disarmo definitivo o venissero addirittura distrutti: valgono, dunque, come prezioso documento di un’epoca ormai consegnata alla Storia. 

 

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