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Martedì, 25 Settembre 2018

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Nel 447° anniversario dello Sbarco di don Giovanni d'Austria a Messina, l'associazione culturale Aurora anche quest'anno ha organizzato (è la decima edizione) in tre giorni la rievocazione storica di quell'evento che si è svolto nelle acque del Porto di Messina. L'11 agosto si è conclusa la manifestazione che ha visto protagonisti oltre agli attori principali, 70 figuranti tra sbandieratori, musici e tamburi. Alla straordinaria ed eccellente manifestazione hanno aderito tutte le istituzioni civili e militari messinesi, dal Comune di Messina a tutte le autorità Portuali, la Marina Militare Italiana. Ha interpretato don Giovanni d'Austria l'attore messinese Umberto Vita. La sfilata finale è stata preceduta da due momenti culturali, il 7 e il 10 agosto. La manifestazione si è conclusa con la passeggiata a mare, che ha visto l'arrivo del Corteo Storico-Navale, lo sbarco di don Giovanni e dei suoi ammiragli, con l'accoglienza del Senato messinese a don Giovanni. Il corteo poi si è mosso per raggiungere Piazza del Munisipio dove nella scalinata di Palazzo Zanca, c'è stato «il saluto del Senato messinese a don Giovanni d'Austria», con la solenne spettacolarizzazione del momento scenico con i sbandieratori, musici e il martellante suono dei tamburi. Sono seguite le premiazioni dei vincitori del Palio.

Applaudito lo spettacolo serale, il Cunto dei Cunti «Il titanico scontro tra Don Giovanni e Alì Pashà raccontato da Miguel Cervantes» interpretato dal maestro Gaspare Balsamo. Prima della conclusione della serata condotta dalla giornalista Letizia Lucca, sono stati ringraziati l’architetto Nino Principato regista dell’evento, il giornalista Domenico Interdonato e Andrea Parisi per la comunicazione e Sergio Indelicato, responsabile della logistica.

Qualche considerazione a margine dell'evento, certamente ben curato dagli organizzatori. Una manifestazione che meriterebbe una maggiore partecipazione di pubblico. Non conosco i canali utilizzati dall'associazione per pubblicizzare l'evento. Sabato pomeriggio mentre mi recavo al punto da dove partiva il Corteo storico, nella piazzetta vicino alla fontana del Nettuno, ho visto una grande nave da crociera olandese attraccata al molo, chissà se i croceristi erano al corrente di questa splendida rievocazione storica. Non so se le scuole messinesi conoscono la storia di don Giovanni e quindi della battaglia di Lepanto e della manifestazione annuale che ricorda l'evento.

Un blog locale cercava di spiegare che cos'era la battaglia di Lepanto e cosa c'entra Messina con questa storia. Tenterò di spiegarlo in poche battute.

Siamo nell'estate del 1571, il mare Mediterraneo a poco a poco sta diventando un mare turco. Le navi dell'impero ottomano hanno occupato, dopo sanguinosi assedi tutte  le isole dell'Egeo. Rimane soltanto Malta, «la caduta di Malta avrebbe aperto all’Islam le porte dell’Europa cristiana e probabilmente Solimano il Magnifico sarebbe riuscito a cogliere la mitica ‘mela rossa».      Per quanto riguarda gli assedi, ricordo quello di Cipro e l’epica resistenza di Marcantonio Bragadin a Famagosta. Qui i cristiani veneziani resistettero all’assedio per oltre un anno, tutti gli assalti dei turchi furono respinti.«Gli eroici difensori, benchè stremati e affamati (dopo aver divorato le cavalcature, si nutrivano ora dell’erba strappata dai muri), continuarono a combattere fra i cumuli di macerie prodotti dai grossi proiettili sparati dai basilischi».

I veneziani di Bragadin fanno la stessa fine di Niccolò Dondolo, anche questa volta furono imbrogliati, ad uno ad uno furono fatti a pezzi, fra gli schiamazzi e lo sguardo divertito di Mustafà. A Bragadin i turchi gli riservarono una sorte atroce, un martirio a tempo, prima di essere scuoiato vivo, ha dovuto subire una serie di crudeli torture, dopo, «per volere del feroce comandante turco la pelle dello sventurato venne riempita di paglia e appesa al pennone di una nave». Infine i macabri trofei di Bragadin e i suoi ufficiali furono portati e mostrati al sultano a Costantinopoli.

A Costantinopoli, l’intento di conquistare l’Europa cristiana era sempre presente, il Gran visir Sokolli, nell’occasione della campagna militare contro l’isola di Cipro, incitava ad una fatwa: «è doveroso per un principe musulmano, riconquistare tutte le terre che facevano parte della dar al-Islam».

Per lo storico Arrigo Petacco non è tanto chiaro se in quel momento la sublime Porta volesse poi conquistare anche la Spagna, la Sicilia, la Calabria e la Puglia, che facevano parte dell’Islam. Tuttavia secondo lo storico Alberto Leoni, «è logico presumere che se quella grande battaglia navale (Lepanto) fosse stata vinta dai musulmani, il progetto espansionistico reclamato dalla fatwa del gran mufti si sarebbe realizzato con le conseguenze che possiamo immaginare». Considerazioni da rivolgere a quelli che denigrano la Chiesa di quei tempi che benediceva le armi e la guerre sante, come ha fatto il papa di allora Pio V, il vincitore morale di Lepanto. Certo oggi è facile parlare di incontro e non di scontro tra popoli, ma allora era difficile “incontrarsi”, come si vede dai fatti storici. Il passato, soprattutto quello complesso, non va mai giudicato con i parametri di oggi.

Pertanto Pio V, il Papa di allora, riesce a convincere i principi cristiani del tempo e dopo una lunga e laboriosa disputa organizza una Lega Santa.

Pio V con la sua autorità, ha dovuto minacciare di scomunica per indurre i principi cristiani a costituirla.«Venezia e Spagna, le due uniche potenze mediterranee, erano comunque più che sufficienti per organizzare una flotta imponente. Tuttavia avevano aderito alla lega, oltre ovviamente allo Stato Vaticano, anche i Cavalieri di Malta, Genova, Firenze e il duca di Savoia». Il 25 maggio 1571, fu proclamato nella sala del Concistoro, di fronte a un raggiante Pio V il “patto mediterraneo”, la cosiddetta Lega Santa. Fu deciso di affidare il comando al ventiseienne don Giovanni d’Austria. Oltre alla clausole politiche e militari, il trattato conteneva anche precise disposizioni religiose dettate dallo stesso Pio V, affinchè “quella guerra, la quale si intraprendeva per zelo dell’onore di Dio, fosse amministrata santamente”. Si vietava di far salire sulle navi, giovinetti e soprattutto donne.“Il papa aveva reclutato molti frati – scrive Petacco – affidando loro il compito di seguire la flotta: i gesuiti sulle navi spagnole, i francescani e i domenicani su quelle genovesi, savoiarde e veneziane e i cappuccini su quelle pontificie”.

Per il concentramento delle navi fu scelto il porto di Messina. In questa guerra era importante il fattore morale scrive Leoni. “Per questo, dunque, era così importante che tutti gli appartenenti alla flotta cristiana coltivassero la propria fede nella preghiera e nella pietà reciproca”. Pertanto, “Don Giovanni, diede ordine di impiccare i bestemmiatori e coloro che scatenavano risse, in modo da avere decine di migliaia di uomini animati da un solo ideale”.

I grandi protagonisti di Lepanto.

Parto dal giovane condottiero a cui è stato affidato il comando militare della flotta cristiana, don Giovanni d’Austria, figlio dell’imperatore Carlo V e di Barbara Blomberg, conosciuta dall’imperatore a Ratisbona, dopo una vittoria contro i turchi di Solimano. Il giovane figlio di Carlo prese il nome di Geronimo, per tanti anni visse presso la corte spagnola e fu affidato a un intimo amico dell’imperatore. Nel frattempo Carlo V aveva abdicato lasciando il suo vasto impero al figlio Filippo II. Intanto il giovane fu ben educato religiosamente, culturalmente e soprattutto dal punto di vista militare. Dalla madre adottiva, ereditò una particolare devozione alla Madonna e l’amore per le epopee cavalleresche, in particolare alla leggendaria storia di El Cid Campeador, il campione cristiano della lotta contro i mori infedeli. Una volta riconosciuto come fratello da Filippo II, il giovane prende il nome di don Giovanni d’Austria e diventa “infante di Spagna”.

L’altro protagonista è il Papa Pio V, «il papa giusto al momento giusto», scrive Arrigo Petacco, nel libro “La Croce e la Mezzaluna”, Mondadori (2005).

«Mai come in quel momento la Chiesa romana aveva avuto bisogno della guida di un uomo come lui, risoluto, intransigente, animato da una fede profonda e deciso a farla trionfare contro tutto e contro tutti purificandola di ogni incrostazione». Antonio Michele Ghisleri poi Pio V faceva parte dei frati predicatori, domenicani mendicanti. Possedeva due sole tonache bianche, giusto per il cambio, si cibava di uova e verdure. Si sentiva di aver ricevuto dallo Spirito Santo una missione purificatrice, così «immerse Roma e l’intera curia in un bagno di austerità». Per fare questo ha scelto la maniera forte per ripulire il Vaticano. In quegli anni, a Roma, scrive Petacco:«tutti avvertivano quasi fisicamente la minaccia incombente sia dell’islam, sia della Riforma luterana e Pio V era ossessionato da entrambe le prospettive».

 “Mamma li turchi”, era il grido d’allarme che si levava lungo le coste al frequente apparire dei vascelli barbareschi, ed echeggiava anche tra i saloni del Vaticano. Pio V da cardinale era stato catturato dai turchi, ma si era salvato, perché la sua bisunta tonaca domenicana, la sua vecchiaia e la sua ascetica magrezza, gli davano l’aspetto di un derelitto “invendibile”, così i corsari lo ignorarono e presero invece un suo nipote.

Finalmente il 16 settembre 1571, la flotta cristiana al completo si mosse da Messina, composta da 207 navi, i soldati di fanteria e gli archibugieri sui bordi erano complessivamente 28.000. I marinai erano 13.000 e i rematori 43.000. In tutto 84.000 uomini, considerando gli spazi delle navi dovevano essere stipati come sardine. «Una folla immensa assistette all’evento e deve essere stato uno spettacolo impressionante vedere l’interminabile corteo di galee che a vele spiegate scorreva lungo lo Stretto, mentre il nunzio papale, monsignor Odescalchi, impartiva la benedizione apostolica ai partenti da un brigantino». Per chi è vissuto o vive sullo Stretto può comprendere meglio lo scenario evocato dallo scrittore ligure.

Più o meno negli stessi giorni Alì Pascià, l’ammiraglio turco era giunto nella baia di Lepanto, sulla riva settentrionale di Patrasso. Complessivamente la flotta turca era composta da 222 galee e da 60 galeotte. I soldati erano 34.000, i marinai 13.000 e i rematori 41.000. Da notare scrive Petacco, «che sia nell’una che nell’altra flotta i rematori rappresentavano all’incirca la metà del personale di bordo». Il 7 ottobre dopo la Messa mattutina, la flotta ottomana apparve all’orizzonte, don Giovanni compì l’ultima ispezione allo schieramento su una veloce fregata, reggendo il crocifisso e incitando alla battaglia, poi salendo sulla nave ammiraglia la Real, “fece spiegare lo stendardo papale, color rosso e oro, sul quale erano ricamate le parole del primo inno di battaglia cristiano: ’In hoc signo vinces’. I turchi furono sconfitti nonostante avessero più mezzi più uomini. Arrigo Petacco descrive dettagliatamente tutti i risvolti della battaglia navale, le varie “armi segrete” dei condottieri dal genovese Gianandrea Doria, al veneziano Sebastiano Venier e poi di quelli turchi, da Occhialì, ad Alì Pascià. Una battaglia straordinaria, definita da Miguel Cervantes, la “la mayor jornada que vieron los siglos”

Alle quattro del pomeriggio di quella domenica del 7 ottobre la Lega Santa, risulta vincitrice. In un conflitto che metteva a confronto due civiltà: “Erano bastate appena cinque ore per cambiare il destino del mondo”. Papa Pio V celebrò un solenne Te Deum di ringraziamento e dispose che il 7 ottobre diventasse un giorno festivo dedicato alla Beata Vergine della Vittoria. Successivamente, trasformata nella festa della Beata Vergine del Rosario.

Con l’assegnazione dei premi nelle varie categorie è calato il sipario sulla settima edizione di Corto di Sera, il Festival dedicato al Cortometraggio Indipendente, che si svolge nella suggestiva Villetta San Giacomo di Itala Marina. 

Quella di quest’anno è stata un’edizione particolarmente intensa e ricca di ospiti. Una manifestazione che riesce a conciliare l'intrattenimento con l'impegno sociale, coinvolgendo, durante le tre serate di proiezioni, un pubblico numeroso ed eterogeneo , che ha così avuto modo di visionare e votare le opere selezionate dal comitato organizzatore. 

Ospiti della serata conclusiva sono stati Massimo Caminiti, presidente del Cinit (Cineforum Italiano), da anni impegnato nella divulgazione cinematografica sul territorio, e Nadia Terranova, la scrittrice siciliana nota al grande pubblico per il suo romanzo Gli anni al contrario (Einaudi). Nelle serate precedenti hanno preso parte all'evento, tra gli altri, anche il conduttore televisivo Gianni Ippoliti e le attrici Fabiana Latini e Manuela Ventura.

Novità di quest'edizione è stato il videocontest dedicato alla tematica della sicurezza sul lavoro, denominata CortoSicuro che è stato vinto dal cortometraggio “La Giornata” di Pippo Mezzapesa. Il film, sceneggiato con Antonella Gaeta e Giuliano Foschini, si basa sulla storia di Paola Clemente, la bracciante pugliese sfruttata dal coporalato e morta di lavoro il 13 luglio del 2015 a 49 anni mentre era impegnata nella raccolta dell'uva. Una storia tragicamente attuale che ha particolarmente colpito il pubblico. Il concorso video “CortoSicuro” è frutto della collaborazione tra l'Anmil (Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi sul Lavoro) e l'Associazione culturale Corto di Sera.

Per la sezione “Visioni Isolane” il corto più votato dal pubblico è stato “Veneranda Augusta” di Francesco Cannavà. “Cani di razza” di Matteo Nicoletta e Riccardo Antonaroli, invece, è risultato essere il corto più apprezzato per la categoria riservata a opere provenienti dal resto d'Italia, denominata “From Italy to Itala”. “Triunfadores” di Joseba Alfaro si è aggiudicato la targa del miglior corto nella sezione “Internazionali”.

A “FiSOlofia” di Nicola Palmeri è andato il premio speciale «Giovannello da Itala»: “per essere riuscito ad esprimere con surreale ironia la condizione degli uomini semplici dinanzi a quesiti esistenziali. Grazie all'originalità del soggetto e ad una sapiente regia, sullo sfondo di location siculo/lombarde, il film riesce ad evocare riflessioni universali nelle quali ogni uomo può riconoscersi.”

Il premio speciale Cinit è andato a “Sunday” di Danilo Currò con la seguente motivazione: “il corto documentario viene premiato per la sua capacità nel narrare la migrazione con estrema delicatezza. Una storia di inclusione sociale e speranza in cui i protagonisti sono finalmente uomini con sogni e desideri e non semplici numeri.”

Menzione speciale per “9 Pasos” di Marisa Crespo e Moisés Romera, “per aver affrontato in maniera originale un'ambientazione da film horror rielaborando tematiche come la paura del buio, solitamente associata ai bambini, ma spesso presente inconsciamente anche negli adulti.”

Il Festival Corto di Sera, organizzato dall'omonima Associazione Culturale e realizzato nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei Cinema, della Sicilia Film Commission, può contare sulla collaborazione della Pro Loco “Giovannello da Itala”, del Comune di Itala, della Messina Film Commission, il Dipartimento di Scienze Cognitive dell’Università di Messina (COSPECS), l'ANMIL, il Cinit, l'Agenzia Nazionale Giovani, il Dalek Studio's, l'Associazione Culturale Cantina, la Vecchia Soffitta, l’Associazione “AFI 011”, il Coordinamento dei Festival Siciliani, il FabLab Messina 45 e la Federazione Nazionale Cinevideoautori.

 

 

 

La Sala Ovale del Comune di Messina ha ospitato la conferenza stampa di presentazione della 23esima edizione del Festival del Film per Ragazzi di Giardini Naxos, che si svolgerà all’interno dell’arena Don Bosco dal 19 al 26 luglio.

Presenti Mons. Salvatore Cingari, presidente dall’Associazione Centro di Solidarietà P.O.R.T.O. – Onlus, il direttore artistico della manifestazione, Ignazio VastaAntonio Marcianò, componente del Comitato Scientifico e Francesco Lombardo, vicepresidente dell’Associazione Musicale Carmelo Puglia, che hanno illustrato ai presenti il ricco programma e le finalità di questo evento, giunto all’importante traguardo dei 23 anni.

Il Festival, infatti, rappresenta ormai un consolidato momento propositivo che mira a educare le giovani generazioni ad una fruizione consapevole del cinema e degli strumenti audiovisivi, non solo quale rilevante aspetto pedagogico, ma anche come elemento primario per i processi formativi.

Il direttore artistico Vasta ha ricordato che nel 2016, il premio Naxos Cavalluccio Marino, è stato assegnato all’attore calabrese Marcello Fonte per la regia del film “Asino vola” e che ha recentemente vinto la Palma d’oro a Cannes per il film Dogman. 

Anche in questa edizione non mancheranno importanti ospiti del mondo del cinema: il 23 luglio sarà proiettato il film “Balon” del regista Pasquale Scimeca che sarà presente alla serata e riceverà il Cavalluccio Marino, la statua in terracotta realizzata dall’artista Turi Azzolina

Nella serata conclusiva del 26 saranno premiati il sindaco di Messina e dellaCittà MetropolitanaCateno De LucaCarla Santoro (dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Taormina) e Antonino Vadalà (curatore del museo della memoria e delle tradizioni storiche di Giardini Naxos). 

Verrà assegnato il Cavalluccio Marino alla memoria per il regista Pino Tordiglione, prematuramente scomparso nell’ottobre del 2017, il cui film “Il bacio azzurro” sarà proiettato la sera del 21 luglio. A ritirare il riconoscimento sarà il figlio Enrico, produttore della pellicola, accompagnato dallo sceneggiatore Fortunato Campanile. 

La manifestazione è organizzata dall’Associazione “Centro di Solidarietà P.O.R.T.O. – Onlus”, presieduta da mons. Salvatore Cingariin collaborazione con il Centro Studi Cinematografici, il Comune di Giardini Naxos, il Coordinamento dei Festival del Cinema in Sicilia, il Circolo Don Bosco e Salvatore Quasimodo, il Consultorio La Famiglia, con l’Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Sicilia ed il patrocinio della Città Metropolitana di Messina.

Ecco il programma completo della manifestazione: 

19 luglio: Cars 3 diBrian Free, Usa 2017.

20 luglio: Belle & Sébastien - Amici per sempre diClovis Cornillac, Francia

21 luglio: Il Bacio Azzurro diPino Tordiglione, Italia 2015.

22 luglio: Ferdinand diCarlos Saldanha,Usa 2017.

23 luglio: Balon di Pasquale Scimeca, Italia 2017.

24 luglio: Lego Batman - Il film di Chris McKay, Usa 2017.

25 luglio: Wonder di Stephen Chbosky, Usa 2017.

26 luglio: Serata degli ospiti e premiazioni

                Coco diLee  Unkirch, Adrian Molina, Usa 2017.

Hanno collaborato alla scelta dei film gli alunni degli Istituti Scolastici Conprensivi di Giardini NaxosTaormina, diretti rispettivamente dalle Dirigenti Maria ConcettaD'AmicoCarla Santoro.

Il 9 agosto, nella piccola piazza San Filippo a Rodi' Milici (Messina), si è tenuto un incontro sulla pittura di Leonardo, "...una poesia che si vede e non si sente..." a cura dell'architetto Sabrina Paratore, docente di Storia dell' arte presso il liceo Besta di Milano.

Il percorso ha evidenziato non solo l'aspetto tematico di alcune delle sue opere piu' significative, ma ha selezionato procedure tecniche peculiari di Leonardo, dallo " Sfumato " al "Contrapposto" fino alla celebre "Prospettiva aerea", restituendo l'eterogeneità e il carattere innovativo proprio del grande genio.

Sabrina Paratore ha sottolineato con un'elaborazione critica puntuale "...la capacita' di creare, attraverso l'ausilio del colore effetti atmosferici impalpabili, quasi una sorta di dissolvenza cinematografica...", mostrando un retroterra di competenze specialistiche, ma insieme una strategia comunicativa semplice e di grande impatto emotivo.

L' incontro ha fatto emergere la straordinaria contemporaneità dell' opera di Leonardo, la sua capacita' introspettiva " ...fino ad arrivare ad un' indagine psicofisiologia acutissima", sottolineando ancora la cura maniacale dei suoi dipinti, filtrati dallo studio del disegno e della luce. Chi ha avuto modo di ascoltare, ha potuto comprendere come il grande artista abbia recuperato quel palinsesto tematico del sacro e insieme della visione antropocentrica, in grado di determinare una sorta di poetico viaggio nell'uomo e nella natura attraverso una fusione estrema dove la pittura " ...si esprime attraverso un linguaggio dominante ed esclusivo capace di comunicare una bellezza sublime''...

 

Con l’applaudita serata finale, che si è svolta nella Piazza del Duomo di Mandanici (Messina), si è conclusa la III edizione di “Write Residenza internazionale di drammaturgia”, evento che rappresenta un fondamentale e affascinante momento di dialogo sulla scrittura drammaturgica contemporanea.

Il progetto sin dalla prima edizione ha ottenuto grande successo, suscitando curiosità e consensi fra il pubblico e gli operatori del settore. L’edizione appena conclusa ha raccolto i frutti di questo lavoro, ulteriormente impreziosito e arricchito dalla presenza di partner istituzionali e internazionali. Ogni autore lancia a sé stesso una sfida perché, in un tempo brevissimo, deve creare un testo e immediatamente affidarlo a  regista e  attori residenti per metterlo in scena. Tutti collaborano con entusiasmo per mettersi in gioco e misurarsi con la brevità del tempo a disposizione. Il pubblico, cresciuto di sera in sera, ha assunto un ruolo attivo e determinante in questo progetto, perché è stato accompagnato dalla genesi di ogni testo, comprendendo così come questo può diventare parola, drammaturgia, spettacolo, può diventare intervento umano su un territorio”. Con queste parole Tino Caspanello, direttore artistico e ideatore dell’evento, traccia un bilancio conclusivo di questi 4 intensi giorni di residenza, che si svolgono all’interno del suggestivo Monastero S. Maria Annunziata di Mandanici (ME). 

Gli autori che quest’anno hanno partecipato a Write sono stati: Giovanni Greco, Chiara Boscaro, Nello Calabrò, Marco Di Stefano, Andrea Saitta, Barbara Chastanier (Francia), Jeton Neziraj (KosovoeAlexander Manuiloff (Bulgaria).

I registi che hanno messo in scena i testi scritti durante i giorni di residenza sono stati: Paride Acacia, Vincenzo Tripodo, Donatella Venuti, Auretta Sterrantino, Nicola Alberto Orofino, Roberto Bonaventura, Javier Sahuquillo, Federico Magnano San Lio. 

Questi gli attori protagonisti: Marielide Colicchia, Luca Fiorino, Gianfranco Quero, Alice Sgroi, Francesco Bernava, Milena Bartolone, Giovanna Manetto, Alice Ferlito, Donatella Venuti, Antonio Gullo, Angelica Oliva, Valentina Lupica, Marta Bevilacqua, Michelangelo Maria Zanghì. Claudia Bertuccelli (ballerina). 

Ogni serata si è conclusa con l’esibizione del cantautore Giuseppe Di Bella

La manifestazione è organizzata da Latitudini, Rete siciliana di drammaturgia contemporanea, con la direzione di Gigi Spedale. Il progetto grafico è di Cinzia Muscolino. I Diari di Write sono stati curati da Vincenza Di Vita, insieme alle stagiste del DAMS dell’Università di Messina vincitrici del bando.

“WRITE – Residenza internazionale di drammaturgia” è realizzato grazie al patrocinio del Comune di Mandanici, Sindaco Armando Carpo e Presidente del Consiglio comunale Annita Misiti, e a quello dell’ERSU di Messina, Presidente Fabio D’Amore.  

L’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro_ha rinnovato anche quest’anno il suo interesse per l’iniziativa; altra presenza importante tra i partner quella del Comitato Italiano di EURODRAM, ai componenti del quale vanno i ringraziamenti degli organizzatori, specialmente a Erica Faccioli e Stéphane Resche.

 

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