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Venerdì, 20 Aprile 2018

Ieri l’elicottero Chinook sul quale volavano dall’isolotto di Ro a Rodi il premier Alexis Tsipras assieme all’ammiraglio capo delle forze armate greche Evangelos Apostolakis è stato infastidito da due F16 turchi come segno di ulteriore provocazione. Mai si erano spinti a tanto. I due caccia turchi che volavano ad un’altitudine di 10.000 piedi hanno chiesto al pilota greco, che in quel momento era a 1.500 piedi, di fornire i dettagli del volo.

 

Un Mirage 2000-5 dell’aviazione militare greca è precipitato in mare a nord est dell’isola di Skyros, ed il pilota è morto l altra mattina: rientrava alla base dopo aver intercettato alcuni F16 turchi che, come ormai accade a cadenza quotidiana, sconfinano provocatoriamente nello spazio aereo ellenico

 

Il Trattato di Losanna del 1923 attaccano i Turchi con il ministro degli esteri Mevlüt Çavuşoğlu per le “Le rocce di Imia, le loro acque territoriali e lo spazio aereo è esclusivamente sotto la sovranità turca” cosi vuole definire i confini nell’Egeo il Governo Turco non rispettando i trattati Internazionali. 

 

Questi ed altri episodi fatti dal Governo Erdogan con continue provocazioni contro la Grecia mentre oltre da un mese hanno preso 2 soldati Greci ai confini di  Evros messi in trappola dicendo che erano entrati 30 metri nel territorio Turco e gli vogliono processare per spionaggio o scambiarli con i 8 soldati Turchi che l anno scorso durante il colpo di Stato di Erdogan erano scappati in elicottero in Grecia

 

Condotta che non contribuisce a stemperare i rapporti tesi tra Atene e Ankara, con il caso dei due militari greci detenuti in Turchia che non trova una soluzione. Dopo il no del tribunale turco alla scarcerazione e in attesa che venga formalizzata ai legali l’accusa ufficiale, Angelos Mitretodis e Dimitris Kouklatzis resteranno in carcere per un tempo ancora indeterminato, nonostante gli appelli di Bruxelles, dell’Ue e di tutti gli eurodeputati greci. 

 

Tornando al episodio che il ministro degli esteri Mevlüt Çavuşoğlu sta chiedendo al Ue cose che non rientrano ai trattati internezionali firmati da loro ha criticato anche Bruxelles: “E’ completamente sbagliato e inaccettabile che l’Ue sia arbitro o tribunale competente per prendere una decisione sulle controversie relative alla sovranità. 


Purtroppo continua il Ministro Turco : la Commissione europea ha dimostrato che ancora una volta non è disposta a comprendere le difficoltà che stiamo attraversando. Anche se abbiamo spiegato più volte questi problemi la Commissione non ha potuto essere obiettiva ed equilibrata”.

 

Il ministro della Difesa ellenico Panos Kammenos ha annunciato di voler inviare 7 mila militari nelle isole dell’Egeo e al confine nord-orientali con la Turchia: “Siamo pronti a far fronte a qualsiasi minaccia da parte di chiunque”.

Da Parigi ecco la replica turca: il ministro per gli Affari europei turco Omer Celik definisce “sconsiderate” le dichiarazioni del ministro Kammenos. E chiede che Bruxelles addirittura richiami la Grecia per questi commenti.

Intanto il Consiglio per la sicurezza turco (Mgk) intende disporre la proroga dello stato di emergenza in vigore nel paese dal golpe farlocco del 2016 per altri tre mesi, ovvero fino alle ormai probabilissime elezioni anticipate di luglio. Il voto del parlamento turco sulla settima proroga dello stato di emergenza, previsto nei prossimi giorni, rappresenta solo una formalità.

Cosi l episodio piu grave contro la Grecia dai Turchi e successo ieri l’elicottero Chinook sul quale volavano dall’isolotto di Ro a Rodi il premier Alexis Tsipras assieme all’ammiraglio capo delle forze armate greche Evangelos Apostolakis è stato infastidito da due F16 turchi come segno di ulteriore provocazione. Mai si erano spinti a tanto. I due caccia turchi che volavano ad un’altitudine di 10.000 piedi hanno chiesto al pilota greco, che in quel momento era a 1.500 piedi, di fornire i dettagli del volo.

Subito due Mirage greci si sono avvicinati all’area mettendo in fuga gli aerei di Ankara. Poco prima, dall’isola di Kastellorizo, Tsipras aveva assicurato che la Grecia difenderà i suoi principi e i suoi confini “in ogni modo possibile e non cederà un pollice di territorio”. Aggiungendo che “i nostri vicini non si comportano sempre in un modo che si addice ai buoni vicini”. L'altra guerra (silenziosa): cade un caccia greco. Colpa di Ankara? - Formiche.net

L altra mattina un Mirage 2000-5 dell’aviazione militare greca è precipitato in mare a nord est dell’isola di Skyros, ed il pilota è morto : rientrava alla base dopo aver intercettato alcuni F16 turchi che, come ormai accade a cadenza quotidiana, sconfinano provocatoriamente nello spazio aereo ellenico. 

 

La notizia è stata data dal ministro della Difesa greco, Panos Kammenos, in un tweet. Che ha aggiunto: “Il pilota è stato ucciso e si è unito al pantheon dei nostri eroi. E’ caduto per la fede e per il paese, combattendo per difendere la sovranità nazionale e la nostra integrità territoriale”.

La vittima è il 33 enne Georgios Baltadoros, che prestava servizio presso il 331mo Squadrone dell’Aeronautica Militare. Nato a Karditsa, lascia moglie e due figli piccoli. Nel settore delle ricerche sono state rinvenute le cuffia, la zattera di salvataggio e il kit di sopravvivenza.

L’aereo era coinvolto in una missione di intercettazione ansieme ad un altro Mirage 2000-5. Secondo fonti militari i due caccia si trovavano nell’approccio finale all’aeroporto e si stavano preparando all’atterraggio. Ma la torre di controllo ha improvvisamente perso il contatto. Secondo le istruzioni della missione di oggi, ai due Mirage era stato indicato di volare molto basso e sotto le nuvole che oggi hanno “abbracciato” tutto il Nord Egeo. 

 

Una ricostruzione non ancora confermata parla di una delle possibili cause dell’incidente: potrebbe essere il cosiddetto fenomeno della “sfocatura” che a causa della foschia fa inchiodare l’aereo ad un livello molto basso per via dell’inversione di temperatura dovuta alle particolari condizioni climatiche dell’Egeo, ma oltre questa ricostruzione esiste anche un altra versione non confermata che c'e la possibilita che l aereo Ellenico potrebbe essere vittima della difesa contro aerea elettronica Turca, una versione dei fatti non confermata.

È la prima volta che protagonista di un incidente simile è uno dei 25 Mirage in servizio presso l’Aeronautica ellenica, uno dei mezzi più efficienti al momento. È di una settimana fa il piano straordinario della Difesa di Atene del costo di un miliardo di euro per ammodernare la flotta aerea. I primi 180 milioni sono già stati stanziati per gli aerei da trasporto. La seconda tranche, per cui il parlamento di Atene ha dato un eccezionalmente rapido via libera, sarà utilizzata per ammodernare gli ottanta F16 ormai obsoleti.

L’aeronautica turca dapprima ha smentito la presenza di propri caccia nell’Egeo, ma poi ha ammesso che ve ne era solo uno in fase di rientro alla base nel momento in cui il Mirage greco è precipitato. Il ministero della Difesa ellenico ha dato mandato all’apposita commissione per gli incidenti di aprire un’inchiesta.

 

 

Nei giorni scorsi, ad Erbil (Iraq), istruttori del Unite4Heritage del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC), conosciuti anche come i Caschi Blu della Cultura,  hanno condotto e concluso un corso di addestramento in “Cultural Heritage Protection” a favore di 31 unità del quadro dirigente della Polizia Regionale esperti in beni culturali e di accademici locali.Il corso, iniziato lo scorso 1 Aprile, ha avuto una durata di due settimane e si è svolto presso la “Salahaddin University” di Erbil. 

Le attività si sono sviluppate, attraverso la condivisione della consolidata esperienza degli istruttori della TPC nell’affrontare le minacce al patrimonio culturale e nel contrastarne il traffico illecito, nel gestire le peculiari competenze nella difesa dello straordinario patrimonio culturale presente nell’area irachena. Durante il corso, sono state affrontate problematiche come le difficoltà che si possono incontrare nella tutela del patrimonio culturale in situazioni emergenziali e quali possono essere le relative soluzioni, convergenza tra la protezione e la messa in sicurezza dei beni culturali in caso di emergenze naturali e le precauzioni e procedure da adottare nei periodi del pre e post conflict nelle situazioni d’emergenza prodotte dall’uomo. 
I vertici del Corpo della Polizia, durante la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione, hanno avuto parole di apprezzamento per l’attività svolta dai Carabinieri inquadrati nella missione riconoscendo nel contempo l’importanza di approfondire questa tipologia di tematica auspicando il proseguimento di corsi ad elevato contenuto tecnico.

Il corso di “Cultural Heritage Protection”, rientra nell’offerta formativa messa a disposizione dalla Police Task Force Iraq che opera sia a Baghdad che ad Erbil, nel Kurdistan iracheno. La Police Task Force a guida Carabinieri fa parte dell’intero contingente militare che l’Italia ha messo a disposizione della missione internazionale Operation Inherent Resolve  Prima Parthica e contribuisce a consolidare il processo di stabilizzazione e di normalizzazione del Paese attraverso la formazione di moderne Forze Armate Forze di Polizia.

 

 

Tensione nell’Egeo, dove oggi nella tarda mattinata un caccia dell’aeronautica greca è precipitato al largo dell’isola di Skyros mentre stava intercettando caccia turchi che violavano i cieli ellenici. Navi militari stanno pattugliando la zona al largo delle Sporadi, anche per recuperare il corpo del pilota, che potrebbe non essere morto, anche se il ministro della Difesa ellenico, Panos Kammenos, ha scritto che è entrato nel «Pantheon degli eroi», lasciando quindi prevedere il peggio.

Secondo l’emittente greca Skai, il velivolo stava rientrando alla base aerea su Skyros dopo aver affrontato aerei turchi che avevano violato lo spazio aereo greco.

È immediatamente partita un’operazione di ricerca e soccorso per localizzare il pilota. L’aereo è stato perso dai radar cinque minuti prima di atterrare.

 Le cause ufficiale della caduta del Jet sono ancora ignote. Il velivolo è precipitato a circa 9 chilometri dalla costa dell’isola, dove sarebbe dovuto atterrare pochi minuti dopo. Fonti militari di Atene e Ankara escludono che si possa trattare del risultato di un atto ostile. Le forze aeree turche hanno anche negate che vi fossero caccia della Mezzaluna in azione nella zona. 

Da anni Grecia e Turchia sono ai ferri corti per la delimitazione delle acque e dei cieli territoriali. La situazione si è aggravata da quando il ministro per l’Europa di Ankara, Omer Celik, ha rivedicato la sovranità su alcune isole del Dodecaneso e il presidente della Repubblica, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato di voler ridiscutere il Trattato di Losanna del 1923, che fissa i confini attuali della Turchia Moderna.  

 

All’acredine storica e alle ambizioni turche in politica estera si aggiunge un’interpretazione diversa da parte della Turchia dei trattati internazionali. La situazione diventa di anno in anno più seria, complice anche la situazione irrisolta sull’isola di Cipro, a maggioranza greca e occupata per un terzo del suo territorio da soldati e coloni turchi dopo l’invasione del 1974

 

L’ultimo incidente solo in ordine di tempo è quello di lunedi scorso, quando la guardia costiera greca per la prima volta ha aperto il fuoco contro un elicottero turco reo di aver effettuato passaggi a bassa quota vicino all’isola di Ro, nell’Egeo orientale, violando lo spazio aereo.

 La Grecia e la Turchia sono molto vicine ad "un incidente fatale" nell'Egeo: lo pensa il ministro della Difesa di Atene, secondo quanto dichiarato oggi in un'intervista al quotidiano francese "Libération" ripresa dalla stampa ellenica. Commentando le crescenti tensioni tra Atene e Ankara nel Mar Egeo, Kammenos ha ribadito la necessità per la Grecia di "difendere il nostro territorio che non è solamente greco ma anche europeo". Kammenos ha poi definito "ostaggi" i due militari ellenici fermati dalla Turchia dopo aver attraversato accidentalmente il confine tra i due paesi. Il quotidiano "Kathimerini" evidenzia che sulla questione dei militari greci in Turchia si starebbero creando serie divisioni all'interno della coalizione di governo, con il partito Greci indipendenti (Anel) guidato proprio dal ministro Kammenos che accusa Syriza e il premier Alexis Tsipras di un approccio troppo conciliante con Ankara nell'affrontare la vicenda

 

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