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Venerdì, 24 Gennaio 2020

Ricevendo una delegazione ecumenica della Chiesa luterana di Finlandia, Francesco ha detto che “anche l’ospitalità fa parte della comune testimonianza di fede”. La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani,dal 18 al 25 gennaio,“ci indica questa virtù ecumenica, e soprattutto ce la raccomanda”.. Ricordando un versetto degli Atti degli Apostoli, Francesco ha aggiunto: “Ci trattarono con rara umanità (At 28,2), dice l’Apostolo Paolo riferendosi agli abitanti dell’isola di Malta, che lo accolsero in modo ospitale insieme a centinaia di naufraghi. Come cristiani battezzati, noi crediamo che Cristo vuole incontrarci proprio in quelle persone che nella vita hanno fatto naufragio, in senso letterale e in senso figurato. Chi offre ospitalità non diventa più povero, ma più ricco. Chiunque dona, riceve a sua volta. Infatti, l’umanità che mostriamo agli altri ci rende misteriosamente partecipi della bontà del Dio fattosi uomo”. Il dialogo ecumenico serve ad approfondire lo “stare insieme” dei battezzati, la comunità dei quali “non è un mero ‘stare gli uni accanto agli altri’, e certamente non è uno ‘stare gli uni contro gli altri”. Il Papa ha detto che “il cristiano è una persona che può rendere grazie per il suo Battesimo; e questa gratitudine ci unisce nella comunità di tutti i battezzati”.  L’incontro con una delegazione ecumenica della Chiesa luterana di Finlandia in occasione dell’annuale pellegrinaggio ecumenico a Roma, per celebrare la festa di Sant’Enrico, patrono del Paese, è stato occasione per Papa Francesco di tornare a sottolineare l’importanza dell’ecumenismo.

Da parte sua, il vescovo luterano di Helsinki, Laajasalo, ha dichiarato di essere molto grato per l'opportunità di incontrare Papa Francesco. “Questo incontro è un'espressione di reciproco apprezzamento per il lavoro teologico di lunga data delle nostre chiese. È meraviglioso che il Papa sia in grado di trovare il tempo di incontrare un vescovo luterano finlandese “. La visita della delegazione finlandese a Roma è una tradizione che risale al 1985. Durante la Settimana di preghiera, la delegazione frequenta i servizi di culto ecumenico, apprende come opera la Chiesa cattolica e ha un incontro privato con il Papa. Per Laajasalo “il Papa è il volto della Chiesa cattolica, ma anche di tutti i cristiani. Con le sue azioni, Papa Francesco è stato un brillante esempio di fede, compassione e carità per tutti noi. Ha anche dimostrato come un leader competente possa rapidamente influenzare una comunità di oltre un miliardo di persone “. Ha aggiunto di aver trascorso molto tempo a pensare di cosa discutere con il Papa durante il loro incontro privato. Alla fine, ha deciso che “mi piacerebbe prendere una linea guida meravigliosa dalla sua omelia di Natale". Come dono papale, il vescovo Laajasalo ha offerto a Papa Francesco una donazione per l'opera di pace colombiana cui partecipa Felm, la missione evangelica luterana finlandese.

Ricordando sant’Enrico di Finlandia

La delegazione luterana partecipa anche alla tradizionale celebrazione ecumenica finlandese, in occasione della festa di S. Enrico di Finlandia, domenica 19 gennaio 2020 alle ore 16.00, nella sagrestia della basilica romana di Santa Maria sopra Minerva, rito presieduto dal padre Marco Pasinato, amministratore della diocesi cattolica di Helsinki, con la partecipazione di Teemu Laajasalo, vescovo della diocesi evangelico-luterana di Helsinki e di Elia, metropolita di Oulu della Chiesa ortodossa finlandese. In programma canti dal coro Cantores minores di Helsinki. La celebrazione ecumenica è organizzata dalle Chiese finlandesi in collaborazione con l’Ambasciata di Finlandia presso la Santa Sede. Intervengono anche il vescovo Brian Farrell e P. Augustinus Sander OSB, Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Lunedì 20, alle 17.30, invece sono previsti presso la chiesa di Santa Brigida (Piazza Farnese) Vespri ecumenici. Li presiede il Cardinale Kurt Koch e vi partecipano il Metropolita Elia, il Vescovo Teemu Laajasalo, P. Marco Pasinato,. Omelia curata dal Rev. Pekka Huokuna, Direttore generale del Consiglio nazionale delle Chiese in Finlandia, e coro "Cantores Minores".

"La tragedia dell'aereo abbattuto in Iran e le scuse del Presidente Iraniano impongono una riflessione approfondita in tema di gestione della sicurezza aerea."
Salvatore Forte,  l'Auditor ed Istruttore Certificato Enac e Security Manager di compagnie aree e  fondatore di Forte Secur Group, società leader nel comparto dell'aviation security, commenta così le dichiarazioni del presidente iraniano.

"Le cause dell’evento, stando a quanto dichiarato dal Presidente Rohani,- dichiara Forte- sono prevalentemente due: procedure inadeguate, quando il Presidente dice "provvederemo ad adottare riforme essenziali nei processi operativi per evitare simili errori in futuro", ed errore umano "imperdonabile", che hanno spinto il presidente a dichiarare "La Repubblica islamica dell'Iran si rammarica profondamente per questo errore disastroso" e le "indagini proseguiranno per identificare e perseguire" gli autori di questa "grande tragedia" e "questo sbaglio imperdonabile".

L’errore più ricorrente, parlando di formazione per la sicurezza aeroportuale,- spiega Forte- è curare solo l’aspetto tecnico-operativo, trascurando la componente relativa al “comportamento umano” specialmente in situazioni di stress.

E' importante ricordare che la stessa ICAO, l'International Civil Aviation Organization, in uno dei più importanti documenti, il GASeP (“GASeP - Global Aviation Security Plan”) tra le “5 key priorities” per conseguire gli obiettivi su cui si dovrà basare e sviluppare la nuova Aviation Security, individua nello sviluppo del fattore umano (security culture and human capability) uno degli elementi su cui agire per innalzare in modo significativo il livello di sicurezza del trasporto aereo mondiale.
Ed è quello che facciamo da anni - continua Forte - ancor prima che l’ICAO emanasse il GASeP, con i nostri corsi che hanno introdotto un metodo innovativo di formazione, fondamentale per operatori di security che devono prendere decisioni "giuste in tempi brevi"."

Forte Secur Group è l'unica azienda italiana ad aver partecipato a settembre al #Dubai AVSEC Global, l'evento globale sulla sicurezza aeroportuale. L'azienda ha vinto l'Innovation Award, è tra i principali player in Italia ad occuparsi a 360 gradi della corporate security per le più importanti aziende italiane, alcune delle quali lavorano in settori strategici per l'interesse nazionale.
L'azienda da 15 anni, grazie all’expertise del fondatore Salvatore Forte ha una business unit Aviation che si occupa di consulenza, formazione e servizi di sicurezza aeroportuale.
Forte Secur Group, ha scelto di affiancare i principali player del mondo aeroportuale e del trasporto areo, ed oggi è la sola nel panorama della sicurezza in Italia per esperienza, struttura ed investimenti, tra le prime in ambito europeo a proporre soluzioni per il settore.

"Quando accadono tragici eventi - continua Forte - come quello dell'aereo ucraino abbattuto dall'Iran, si parla, giustamente, anche di "errore umano". Ma se quando un evento è conseguenza di un difetto di manutenzione, al fine di evitare e prevenire il ripetersi dell'evento, si rivedono le procedure di manutenzione; altrettanto deve essere fatto quando l'evento si verifica per errore umano.

Cambiare procedure e punire i colpevoli non è sufficiente ad evitare che tali eventi non accadano nuovamente.

Occorre cambiare le metodologie di training perché, come affermava Einstein “la follia sta nel fare le cose sempre nello stesso modo ed aspettarsi risultati diversi”.

I nostri corsi, ad esempio,- spiega Forte-  hanno come principale obiettivo la giusta sintesi tra preparazione tecnico-operativa e crescita personale degli operatori che, solo grazie ad un equilibrio interiore e ad una maggiore “centratura”, possono essere in grado di prendere decisioni corrette in real-time, gestendo lo stress e prevenendo il panico in situazioni di emergenza.

Considerato che l’efficacia di un sistema di sicurezza si basa - tra le altre - essenzialmente su due componenti: prestazioni degli apparati e prestazioni del personale di security, se vogliamo incrementare in modo significativo il livello di sicurezza, possiamo e dobbiamo agire prevalentemente su queste due componenti.
Però, poiché la tecnologia negli ultimi anni ha raggiunto un suo apice, dobbiamo necessariamente agire sul fattore umano che rappresenta, pertanto, la chiave di volta per conseguire in tempi brevi un più elevato livello di sicurezza. "

“Compagnie aeree e società di gestione aeroportuali - conclude Forte - si affidano a noi per la progettazione del sistema di sicurezza delle proprie realtà, ottimizzazione delle strutture di Security e definizione di procedure operative, esternalizzando la funzione ed instaurando una partnership che prevede continui aggiornamenti consulenziali."

Nei giorni scorsi nella baraccopoli di Accra, capitale della Repubblica del Ghana, un violento incendio ha distrutto circa duemila baracchette dove, in condizioni di estrema povertà, vivevano i nuclei familiari del luogo.
Nulla di più facile che possa svilupparsi un incendio in un luogo in cui il fuoco arde dappertutto; si cucina fuori delle  baracche, che per giunta sono tutte attaccate una all'altra.
La popolazione si è salvata, scappando con tutto quello che ha potuto, sostanzialmente poche cose, viste le condizioni di indigenza in cui versa.
Lo slum si trova nella zona in cui gli inglesi fondarono Accra, cioè nel centro antico, area  dell’immenso mercato alimentare di Agbogbloshie, che sorge a poca distanza dall’Atlantico. Il tessuto sociale è sostanzialmente omogeneo, al 90% musulmano, poverissimo e rasenta l’analfabetismo; le lingue parlate sono quelle tribali.
Le attività lavorative svolte, peraltro pesantissime, sono  miseramente retribuite (uno a due euro a giornata).
I più piccoli, per la stragrande maggioranza, non frequentano la scuola; le donne spesso sono senza marito, quindi devono cavarsela da sole.
La durata della vita media é molto bassa, a causa dei pochi mezzi di sussistenza, della scarsa nutrizione,  del lavoro pesante e, non ultima per importanza, dell'assenza, o quasi, di assistenza medica.
Le precarie condizioni igienico/sanitarie fanno il resto; nello slum non esiste l’acquedotto, ma nemmeno le fognature, la luce elettrica è abusiva e le baracchette non dispongono di servizi.
Questo posto, al limite della realtà,  possiamo immaginarlo come un deserto in corso di derelizione, un’enorme spianata ricoperta di rifiuti a mucchi, sparsi in ogni dove. Infatti, un’ulteriore aggravante è costituita dalle montagne di rifiuti tossici, che regolarmente vengono buttati lì. Le persone frugano fra essi per sopravvivere, alla ricerca di metalli pregiati, come rame, argento, oro da rivendere al mercato in cambio di qualcosa da mangiare.
Agli inizi del terzo millennio, esattamente il 15 luglio 2002 l'Associazione "Gocce d'amore universale" ha iniziato una missione nel cuore della baraccopoli di Accra, nella zona di Agbogbloshie, chiamata “Sodoma e Gomorra”,  portando avanti un importante progetto ecumenico ed umanitario, anche grazie alle donazioni.
L'Associazione è stata fondata dal missionario laico Claudio Turina, già missionario di Madre Teresa di Calcutta, (poi proclamata Santa), insieme a Padre Joel Makame ed altri amici, allo scopo di offrire un sostegno gli orfani della Tanzania e di altri parti del mondo, ma nel tempo l'attività ha trovato ulteriori declinazioni.
Claudio Turina, validissimo scrittore, è l’autore del libro “CITTA’ DI DIO”, lo stesso nome della baraccopoli di Accra, che definisce "il posto più tossico del mondo" e i proventi ottenuti dalla vendita dell'opera sono sempre devoluti alla missione.
All'esordio del nuovo anno l'incendio, ennesimo duro colpo per una popolazione già fortemente provata.
Gli indirizzi web ai quali è possibile rivolgersi per qualsiasi informazione sono i seguenti:

www.claudioturina.it - www.cityofgodaccra.com

Domenica 12 gennaio 2020 l'arcivescovo, John Bonaventurae Kwofie si è recato in visita nei luoghi del rogo.

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