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Mercoledì, 26 Gennaio 2022

“La consegna del brevetto di Incursore della Marina Militare e del tipico basco verde che fin dalle origini ne contraddistingue gli appartenenti, rappresentano per i sette militari del 72° corso ‘Axios’, non solo il meritato compimento di un percorso selettivo e formativo di eccezionali difficoltà e severità – capace di mettere a dura prova fisico, mente, tenacia e perseveranza dei pochi che riescono a intraprenderlo e, ancor meno, terminarlo – ma soprattutto l’agognato ingresso ufficiale in una selezionatissima elite di professionisti, da sempre sinonimo per antonomasia del concetto di ‘forze speciali’.” – ha evidenziato il Sottosegretario alla Difesa, Stefania Pucciarelli, nel corso del suo intervento in occasione dell’odierna cerimonia di consegna del basco verde ai neo-Incursori della Marina Militare che hanno completato il 72° corso ordinario, svoltasi presso la storica sede del Comando Raggruppamento Subacquei ed Incursori Teseo Tesei, noto anche come COMSUBIN, in località Le Grazie di Portovenere (SP).

“L’aver superato le durissime quattro fasi – combattimento terrestre, combattimento in acqua, fase anfibia, condotta di operazioni complesse – caratterizzanti questo processo formativo altamente sfidante per il corpo e la mente – ha proseguito Pucciarelli – apre la strada ad una carriera estremamente entusiasmante nelle Forze Speciali della Marina: componente abilitante nel più ampio complesso capacitivo multidimensionale e multidisciplinare della Forze Armata, nonché nel contesto interforze nazionale di settore, la cui esclusività è ampiamente riconosciuta anche a livello internazionale.

Entrare a far parte del Gruppo Operativo Incursori – il GOI – significa appartenere ad una gloriosa Componente della militarità nazionale, erede di straordinarie capacità ideative e di luminose gesta eroiche che nobilitano lo spirito di servizio della Marina e l’italianità.

Parliamo di una risorsa altamente operativa formata da straordinari professionisti che nel corso degli anni sono stati impiegati nelle aree più critiche, conducendo in maniera encomiabile operazioni speciali in difesa degli interessi nazionali nella gestione di situazioni di crisi, in Italia e all’estero. Questi successi sono frutto degli elevati standard selettivi e formativi uniti all’intenso addestramento che la Marina Militare applica ai suoi Incursori per assicurare al Paese uno strumento sempre operativamente adeguato ai nuovi scenari internazionali.

Ai sette neo-brevettati del 72° corso Incursori rinnovo plauso e ammirazione, con l’invito a mantenere sempre alta, nel corso della loro lunga ed entusiasmante carriera, la determinazione e la passione che li ha portati a superare questa difficile selezione.” – ha concluso il Sottosegretario Pucciarelli.

Come previsto dal programma della visita a Roma della delegazione ecumenica finlandese, si è celebrata la Messa di Sant'Enrico nella Basilica di Santa Maria Sopra Minerva. Il vescovo luterano di Oulu Jukka Keskitalo ha officiato, ed il vescovo emerito cattolico di Finlandia Teemu Sippo SCJ ha tenuto l’omelia; ha letto un testo l'ambasciatore finlandese presso la Santa Sede, Kalle Kankaanpää mentre la pastora Sámi di Inari, Mari Valjakka, ha letto una epistola in Sámi, la lingua lappone. Interventi, durante la celebrazione, accompagnata da canti liturgici del coro Voces di Oulu del parroco di Inari, Tuomo Huusko ed altri sacerdoti. Nella cappella di sant’Enrico, che nella basilica è dedicata agli eventi liturgici ecumenici, una bandiera finlandese fronteggiava un busto del santo, vescovo martire, protettore di Finlandia.

La suggestiva celebrazione ha avuto quest’anno una particolarità storica: per la prima volta è risuonata la lingua lappone in una celebrazione liturgica ecumenica il che è tanto più significativo se si aggiunge al contenuto dell’incontro che, in precedenza, la delegazione aveva avuto con Papa Francesco, incontro nel quale il vescovo luterano aveva informato il Papa sulle traversie dell’unico popolo autoctono d’Europa, il lappone o Sámi . Nella circostanza, il Papa  aveva sottolineato che insieme si cammina “rapidi e solerti” , nei “tanti percorsi di carità che, mentre ci avvicinano al Signore, presente nei poveri e nei bisognosi, ci uniscono tra di noi”. Francesco non nasconde anche le fatiche per i “traguardi che sembrano ancora lontani e difficili da raggiungere”, quando sopraggiunge stanchezza e scoraggiamento. Si è dimostrato attento e sensibile alle informazioni sulle vicende tristi del popolo lappone, esposte da vescovo Keskitalo che ha ricordato l’esigenza che anche la chiesa faccia opera di penitenza nei confronti di quel popolo come di tanti altri popoli indigeni. In un intervento a latere, nel notiziario vaticano  la pastora Valjakka aveva precisato che “il popolo Sámi  è un popolo che è stato emarginato in Finlandia e la storia delle relazioni tra il popolo Sami e la chiesa locale non è sempre stata senza problemi, perché c'è stato il tentativo di assimilarci alla cultura dominante. C'è stato un tempo in cui non potevamo usare la nostra lingua e neanche mostrare i segni della nostra cultura. In questo momento abbiamo iniziato un processo chiamato “verità e riconciliazione”. E’ un tempo in cui le persone Sami possono raccontare le loro esperienze, quello che hanno sofferto, provato e anche da qui iniziare un cammino di riconciliazione. Sarà un processo molto lungo e anche molto duro ma spero che ci sia la possibilità per comprendersi meglio l'uno con l'altro, per comprenderci meglio. Il fatto di essere donna e che di provenire da un gruppo di minoranza all'interno della stessa minoranza Sámi , fa sì che mi ritrovi, non dico tutti i giorni ma forse ogni secondo del giorno, a lottare contro i mulini a vento. Ma l’essere qui, avere la possibilità di incontrare Papa Francesco e anche di poter parlare e scambiare opinioni con i cattolici che lavorano all'interno della Finlandia e che sono anche loro a contatto con gruppi di minoranza, mi dà la sensazione che forse questi mulini a vento non siano così forti, così potenti”. La prima traduzione in lingua Sámi  della Bibbia era stata donata al Papa, e dono analogo, a fine della Messa ecumenica, la pastora ha offerto ad una sua conterranea Sámi  che vive a Roma da molti anni, Annikki Sarre, in qualche modo esponente in Italia di quel popolo piccolo ma tenace. A latere della messa in santa Maria sopra Minerva, è trapelata la possibilità che entro l’estate venga nominato il nuovo vescovo cattolico di Finlandia, forse finlandese, che dovrebbe occupare il seggio lasciato vuoto per dimissioni, nel 2019, dal vescovo emerito Sippo. Monsignor Sippo rimase vittima di un grave incidente che ha molto influito sulle sue condizioni di salute successive, motivo per il quale dovette lasciare il servizio attivo, put contribuendo sempre, con il suo impegno e dedizione, alle esigenze della sua diocesi. Sippo è stato il primo vescovo di nazionalità finlandese e il suo successore potrebbe essere un suo connazionale. Attualmente la diocesi è retta da un amministratore apostolico, l’italiano don Marco Pasinato.

La Messa, fonte FB frati domenicani Santa Maria sopra Minerva:  https://fb.watch/aEcGyoANAe/

 

Un annuncio di gioia per la Chiesa di Pompei e per i devoti della Madonna del Rosario.

Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in udienza il Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, autorizzando la promulgazione del Decreto riguardante le virtù eroiche di Monsignor Francesco Saverio Toppi, religioso dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e Arcivescovo-Prelato di Pompei dal 1990 al 2001, al quale da oggi, con la decisione del Santo Padre, è riconosciuto il titolo di Venerabile.

Il 2 aprile 2014, nel settimo anniversario della morte del Prelato che ha lasciato un ricordo indelebile nella memoria dei devoti della Madonna di Pompei, fu introdotta la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione che si concluse il 13 ottobre 2016. L’iter è poi proseguito presso la Congregazione delle Cause dei Santi fino a quest’odierno importante passo verso l’ascesa del Servo di Dio all’onore degli altari.

Nato a Brusciano (NA) il 26 giugno 1925, Vincenzo (questo era il suo nome di battesimo) Toppi, all’età di quindici anni, il 2 ottobre 1940, divenne novizio cappuccino con il nome di fra Francesco Saverio. Dopo il periodo di formazione, il 7 luglio 1946, emise la solenne professione religiosa e il 29 giugno 1948 fu ordinato sacerdote. Nel luglio 1959, appena trentaquattrenne, padre Francesco Saverio fu eletto Ministro Provinciale dei Cappuccini di Napoli, ruolo che rivestì ancora per ben due volte, nel ’62 e nel ’65. Nel suo ministero di guida dei frati si affidò totalmente allo Spirito Santo. Da autentico figlio di San Francesco d’Assisi, il suo programma per la Provincia religiosa era incentrato sul primato della vita interiore attraverso la preghiera, la mortificazione e l’osservanza della Regola. Nel 1971 fu nominato Provinciale dei Cappuccini di Palermo e restò in carica fino al 1976, quando fu eletto Definitore Generale dell’Ordine. Nell’agosto 1983 fu nominato Superiore della comunità cappuccina e Maestro dei chierici a Nola.

San Giovanni Paolo II, il 13 ottobre 1990, lo nominò Arcivescovo Prelato di Pompei e Delegato Pontificio del Santuario fondato dal Beato Bartolo Longo. Il 7 dicembre 1990, a Pompei, con l’Ordinazione Episcopale ebbe inizio il servizio pastorale nella città mariana, che durò fino al 7 aprile 2001. Furono anni intensi di preghiera e predicazione nei quali Monsignor Toppi fu buon Pastore per i pompeiani e per i pellegrini che ebbero occasione di ascoltare la sua parola calda e dallo stile autenticamente francescano. «La sua anima intera – ricordò l’Arcivescovo Prelato, Monsignor Tommaso Caputo, in occasione dell’apertura dell’inchiesta diocesana – passava in quella della folla per farla crescere, amare, sperare con lui. La sua parola si impregnava di tale tenerezza, dolcezza soave e penetrante unzione che era impossibile rimanere freddi ascoltandolo. Si percepiva non semplicemente il predicatore, ma un’anima tutta imbevuta di fede e di amore. Si aveva l’impressione di essere alla presenza di una delle grandi figure bibliche che parlavano agli uomini il linguaggio dei profeti». L’amore per la Madonna lo contraddistinse in tutta la sua esistenza ed è proprio alla Vergine che Monsignor Toppi si rivolse nel comporre la “Preghiera della Chiesa di Pompei”, recitata ancora oggi, quotidianamente, in Santuario. «O Maria – scrisse tra l’altro in quell’orazione, mirabile sintesi dei carismi della Chiesa pompeiana – ottienici col tuo Rosario di contemplare, vivere e irradiare nel mondo intero il Mistero di Cristo Gesù e la Grazia della Comunione Trinitaria. Vergine Orante! Insegnaci a pregare, ad accogliere e meditare la Parola di Dio. Fa’ che con i Misteri del Rosario impariamo a contemplare ed a stupirci dinanzi alle meraviglie che opera il Signore. Aiutaci a vivere il Vangelo della carità con gli ultimi e gli emarginati, con i poveri e i sofferenti. Che la Chiesa sia un cuor solo e un’anima sola... Madre della Chiesa e dell’umanità! Comunicaci lo slancio missionario del tuo Cuore per la nuova evangelizzazione e spingici per le strade del mondo a gridare il Vangelo con la vita sulle orme del Beato Bartolo Longo». La sua opera pastorale a Pompei si contraddistinse ugualmente per la premura che egli ebbe per le opere di carità fondate dal Beato Bartolo Longo a sollievo di tante povertà, in particolare a servizio di orfani e figli dei carcerati.

Al termine del suo mandato episcopale, dopo due anni trascorsi ancora a Pompei, dove poté godere anche dell’Anno del Rosario (2002 – 2003), voluto da San Giovanni Paolo II per il rilancio di questa preghiera proprio nel segno del carisma della città mariana, si trasferì nel convento dei frati Cappuccini a Nola, dove si spense il 2 aprile 2007.

Ebbe numerosi incontri con persone di profonda interiorità e santità di vita, che ne influenzarono il cammino spirituale. In particolare fu significativo il suo incontro con San Pio da Pietrelcina e con la Serva di Dio Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari. Di quest’ultima condivise la spiritualità dell’unità, coniugandola armonicamente con la sua spiritualità francescana. Di innumerevoli anime fu direttore spirituale. Spiccano tra esse Silvestra Tirri, laica, docente, totalmente immersa nel Mistero della Trinità, e la Serva di Dio Nina Lanza, anche lei di Brusciano, terziaria francescana. Il Diario di Monsignor Toppi contiene pagine di altissimo livello mistico, pregne di un’esperienza di Dio che lo portò talvolta – com’egli stesso dice – a “toccare il cielo”, non senza profonde prove interiori che lo purificarono e lo condussero ai vertici della comunione con Dio.

La Chiesa di Pompei, nel ricordo costante del novello Venerabile, eleva un’incessante preghiera al Signore affinché conceda di vedere presto annoverato tra i Beati questo fedele discepolo di San Francesco così devoto alla Madonna del Rosario da aver scelto di riposare nella cripta del Santuario per fare – come scrisse – «da piedistallo al trono della Santissima Vergine».

 

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