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Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato alla cena annuale organizzata dall’Associazione della Stampa Estera presso l’hotel Cavalieri a Roma. Questo evento è stato organizzato dai corrispondenti esteri per il secondo anno consecutivo, e nel 2022 vi partecipò anche l’allora premier Mario Draghi. Durante l’incontro con la stampa estera, Giorgia Meloni ha confessato di avere dei sogni nel cassetto mai realizzati, tra cui voler fare la cantante , giocare con la nazionale di pallavolo  e conoscere Michael Jackson . Durante la cena, la Presidente ha sorpreso tutti ballando sulle note di “Billie Jean”, l’immortale capolavoro del Re del Pop. Un momento sicuramente inaspettato e divertente!

Durante i saluti Il presidente Giorgia Meloni ha detto tra l'altro ai colleghi della stampa estera :

"Buonasera sono Giorgia, qualcuno direbbe sono una donna, sono una mamma, sono cristiana", ha detto la premier in apertura riprendendo un vecchio tormentone. Di sé ha detto di considerarsi “una persona perbene e buona”, consapevole che “non bisogna mai sottovalutare la potenziale cattiveria di un buono costretto a essere cattivo". Le cose che la fanno arrabbiare? "La slealtà, l'umiliazione e perdere a burraco, cosa che mi sta capitando spesso: diciamo che quest'anno non è partito benissimo".

Ai reporter ha ricordato di essere anche lei giornalista, ma di aver speso "due terzi della propria esistenza nell'impegno politico", cosa che ancora oggi considera "la più straordinaria forma di impegno civile che esista". Poi ancora: "Non amo stare dove sono e, proprio per questa ragione, potrei rimanerci più degli altri". In questo suo discorso ai giornalisti della Stampa Estera .. ha svelato di avere "molti dei sette vizi capitali, quasi tutti", eccetto "quello più devastante per i politici che è quello della vanità". Anzi, "a dispetto della mia faccia non sono sempre arrabbiata, una volta per dimostrarlo a Ignazio La Russa ho mostrato una foto di terza elementare dove avevo questa faccia. In realtà sono una persona che ama ridere, soprattutto di se stessa".

E ancora, Meloni ha detto alla stampa estera che nessuno dei suoi sogni nel cassetto si è realizzato: "Volevo fare la cantante ma sono stonata, giocare con la nazionale di pallavolo ma sono nana, conoscere Michael Jackson ma è morto troppo presto". Quello che non c'era tra i suoi sogni era "fare il presidente del Consiglio". Continuando con gli aneddoti personali è poi tornata su Michael Jackson: "Mi ha insegnato l'inglese, perché volevo capire cosa dicevano le sue canzoni". E ha rivelato di non essere esattamente un'inguaribile ottimista. Anzi, uno dei suoi "collaboratori storici" ripete che il suo motto è 'moriremo tutti'. Tutto vero, conferma Meloni: "Guardo sempre il bicchiere mezzo vuoto, ma siccome so immaginare lo scenario peggiore possibile poi sono in grado di affrontare tutti gli altri".

«In questa occasione ci si aspetta dal presidente del Consiglio un intervento leggero e divertente. Io non ero leggera manco a 15 anni, figuratevi dopo 16 mesi che faccio il presidente del Consiglio. Voi mi invitate nel giorno in cui perdo le elezioni in Sardegna e sto pure facendo la Quaresima e non posso neanche affogare i miei dispiaceri nell'alcol", le parole di Giorgia Meloni all'incontro con la stampa estera.

Tra una battuta e l'altra spazio, come detto, ai temi seri. A partire dalla riforma del premierato. "Voglio dare stabilità e maggiore peso ai cittadini. Il tempo è quello che è mancato ai governi italiani: a questa nazione serve stabilità, per dare priorità agli investimenti, avere una strategia, governare i poteri economici. Sulla riforma costituzionale ci sono accuse, un famoso commentatore Usa citava Mussolini perché dice che per pochi voti sarà possibile avere la maggioranza: accade in varie democrazia come la Francia", ha spiegato Meloni.

Ma qualche battuta non è comunque mancata nell’intervento della premier. “Non so che cosa Silvio Berlusconi da lassù pensi che questa "banda di comunisti", come lui l’avrebbe definita, si trasferisce” a Palazzo Grazioli, “ma sono i casi della vita”, ha detto Meloni con riferimento al trasferimento della sede dell’Associazione in quella che è stata la residenza del Cavaliere nella Capitale.

Un passaggio sull'intelligenza artificiale nel suo rapporto con i media. "Si può parlare quanto si vuole di libertà di stampa ma il problema è che si rischia di cancellare la stampa", ha detto la premier. "L'intelligenza artificiale - ha aggiunto - è una grande opportunità se governata, altrimenti può essere un detonatore. Rischiamo un impatto sul mercato del lavoro che riguarda formazioni altamente qualificate, come il giornalismo, che può essere devastante".

Inoltre, dalla premier un monito scherzoso dopo il successo della prima giornata di collocamento del Btp Valore. “Abbiamo lanciato il Btp valore, è dedicato ai piccoli risparmiatori, nella prima giornata ha raccolto 6 miliardi di euro. È un record assoluto“, ha detto Meloni. “Per cui se vi avanza qualche soldo che volete investire bene in una nazione seria con un governo longevo, ci sarebbe questo Btp Valore al quale mi permetto di fare pubblicità”, ha aggiunto con il sorriso sulle labbra.

 

 

 

Solidarietà e massima fiducia nelle forze dell’ordine e conferma di nessun cambio di strategia nella gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni di piazza. La linea del Viminale e del Governo, dopo gli incidenti durante i cortei pro Palestina a Pisa e Firenze, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi l’aveva annunciata già ieri ma l’ha ribadita anche oggi durante l’incontro con i sindacati confederati.

Un incontro convocato proprio per il fare il punto su quanto avvenuto ai cortei di Pisa e Firenze, dove i manifestanti – in gran parte studenti – sono stati caricati dalle forze dell’ordine e colpiti con diverse manganellate.La relazione della Digos, con tutte le indicazioni relative a chi era in servizio e alle disposizioni sulla gestione dell'ordine pubblico, e le conclusioni dei carabinieri, che hanno acquisito e analizzato tutti i video circolati sui social o ripresi dalle telecamere di videosorveglianza urbana: sono due le informativa arrivate in procura a Pisa relative alle cariche della polizia al corteo studentesco pro Palestina di venerdì scorso. Ora sarà il procuratore facente funzioni, Giovanni Porpora a decidere quali reati ravvisare e a chi assegnare il definitivamente il fascicolo d'indagine.

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi dovrebbe tenere un'informativa in Consiglio dei ministri su quanto in alcune manifestazioni nei giorni scorsi, dopo le polemiche sulla gestione dell'ordine pubblico.

Durante la riunione di oggi al Viminale con i vertici delle organizzazioni sindacali confederali, a quanto si apprende da fonti del ministero, il ministro Matteo Piantedosi, ha espresso la "massima fiducia di tutto il governo nei confronti delle forze di polizia".

Gli uomini e le donne in divisa, ha aggiunto, sono "servitori dello Stato e lavoratori che svolgono un ruolo fondamentale a presidio della sicurezza e della legalità".  

"Siamo di fronte solo a casi isolati in corso di valutazione e non è mai intervenuto alcun cambio di strategia in senso più restrittivo della gestione dell'ordine pubblico", ha detto il ministro Matteo Piantedosi durante la riunione di oggi con i vertici dei sindacati confederali. Peraltro, ha ricordato, "negli scorsi anni sono avvenuti accadimenti analoghi con incidenti ancor più gravi".

Lo ha sottolineato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi nel corso dell'incontro al Viminale con i sindacati confederali incentrato sugli incidenti nei cortei pro Palestina avvenuti nei giorni scorsi. Il ministro ha ricordato anche che "negli scorsi anni sono avvenuti accadimenti analoghi con incidenti ancor più gravi". Piantedosi ha ribadito nuovamente alcuni punti fondamentali: "Il governo non ha cambiato le regole di gestione dell'ordine pubblico; i responsabili della sicurezza agiscono sul territorio sulla base di valutazioni fatte sul posto e non seguendo fantomatiche indicazioni da parte del livello politico; nessuno ha interesse ad alzare il livello di tensione durante le manifestazioni e men che mai il Viminale che, insieme a tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine, ha come prioritario obiettivo che ogni evento si svolga in maniera pacifica indipendentemente dal loro contenuto".

In questo senso e per un regolare svolgimento di tutte le iniziative, il ministro ha evidenziato quanto sia "imprescindibile la collaborazione degli stessi manifestanti sia nella fase del necessario preavviso delle iniziative sia durante lo svolgimento delle manifestazioni rispettando le prescrizioni ed evitando comportamenti provocatori o violenti".

Nell'evidenziare "l'importanza e la necessità di mantenere un confronto costante con le organizzazioni sindacali, certo del loro consueto contributo", il ministro ha espresso "massima fiducia di tutto il governo nei confronti delle forze di polizia". Piantedosi - secondo fonti del Viminale - ha ribadito nell'occasione che gli uomini e le donne in divisa sono "servitori dello Stato e lavoratori che svolgono un ruolo fondamentale a presidio della sicurezza e della legalita'".

Gli accertamenti fatti sugli scontri di Pisa si sono concentrati sulla condotta della catena di comando in servizio venerdì scorso, in base all'analisi dei video già esaminati dai carabinieri. Secondo quanto appreso, infatti, al centro delle valutazioni dell'autorità giudiziaria c'è soprattutto questo aspetto, ossia di chi ha preso le decisioni e in particolare per capire chi abbia dato l'ordine di caricare con veemenza. Pur mantenendo il massimo riserbo sulla vicenda, da ambienti giudiziari trapela la volontà di procedere speditamente anche per ripristinare quanto prima un clima di serenità in città dopo le polemiche.

Negli ultimi giorni, viene evidenziato, ci sono state ripetute manifestazioni di solidarietà nei confronti degli studenti, che hanno portato in piazza migliaia di cittadini che hanno criticato aspramente l'operato delle forze dell'ordine. Inoltre, secondo quanto si apprende, potrebbe essere convocato a breve un vertice tra gli inquirenti per valutare a chi assegnare le indagini. Da più parti si suggerisce che potrebbe essere la stessa polizia ad andare a fondo per chiarire se vi siano stati errori tecnici e operativi, o addirittura abusi nella gestione dell'ordine pubblico. Del resto sono stati proprio i sindacati Cgil, Cisl e Uil ieri a riferire che nell'incontro avuto sabato scorso in prefettura con prefetto, questore e sindaco, oltre ai comandanti di carabinieri e guardia di finanza, è stato lo stesso questore ad ammettere "un problema di gestione della piazza, dal punto di vista organizzativo e operativo, a suo avviso causato dal fatto che non erano chiari gli obiettivi del corteo".

Stando a quanto trapela dal Viminale, per Piantedosi sono "del tutto inaccettabili, perchè false e strumentali, le polemiche sollevate contro il governo con l'obiettivo di accreditare nell'opinione pubblica la narrazione di una presunta strategia tesa a impedire la libera manifestazione del pensiero". Per il ministro è "ancor più inaccettabile che per queste finalità di natura politico-elettorale ci si spinga persino ad attaccare il ruolo e la professionalità delle forze di polizia".

Poi alcuni numeri: "Il governo fin dall'inizio israeliano-palestinese - ha spiegato il responsabile del Viminale - ha assicurato la piena libertà di manifestare a tutte le parti, sostenendo un rilevantissimo sforzo in termini di gestione dell'ordine pubblico. Basti pensare che dal 7 ottobre scorso su tutto il territorio nazionale si sono svolte 1.076 iniziative e che soltanto in 33 occasioni si sono registrate criticita'". Più in generale, nel corso del 2023 sono state 11.219 le manifestazioni, con 969.970 operatori di polizia impegnati. Dal primo gennaio sono state 2.538 le manifestazioni, solo l'1,5% con criticità o turbative di ordine pubblico, con 150.388 operatori impegnati. Questi dati smentiscono in maniera inequivocabile una presunta contrazione della libertà di manifestazione in Italia. Peraltro, per il personale in divisa, tutto questo rappresenta un impegno quotidiano rischioso tanto che, nel 2023, nel corso delle manifestazioni pubbliche, si sono registrati 120 feriti, 31 già quest'anno". Rispetto a chi ha inteso collegare a questo tema quello dell'aumento delle identificazioni, Piantedosi ha osservato che l'incremento è avvenuto anche in virtùu' delle 'operazioni ad alto impatto' (548.564 identificazioni) e nel generale rafforzamento del territorio, attivita' invocate dai cittadini e dagli amministratori locali perche' hanno subito prodotto risultati tangibili".

Nel "convidere pienamente le parole del presidente Mattarella", Piantedosi si è detto convinto che "l'autorevolezza delle forze di polizia non si nutre dell'uso della forza ma affonda nel sacrificio di centinaia di caduti nella lotta al terrorismo e alla criminalità, nella leale difesa delle istituzioni democratiche anche negli anni più bui della Repubblica, nella capacità di accompagnare con equilibrio e professionalità lo sviluppo della società italiana". Il ministro ha detto di condividere anche l'altro richiamo precedente da parte dello stesso capo dello Stato contro la "intollerabile serie di manifestazioni di violenza: insulti, volgarità di linguaggio, interventi privi di contenuto ma colmi di aggressività verbale, perfino effigi bruciate o vilipese".

 

Fonte Ansa /Agi/ varie agenzie

 

 

Le conseguenze dopo anni di immigrazione incontrollata iniziano a mostrarsi anche in Italia, soprattutto per quanto riguarda la crescente difficoltà di convivenza in una società multietnica. Nel comune di Monfalcone in Friuli-Venezia Giulia, nella provincia di Gorizia, il 33% della popolazione è di fede musulmana. 

Questa alta percentuale, all’interno di una comunità con meno di 30mila abitanti, non può che portare a tensioni sociali per colpa della mancata integrazione degli appartenenti all’islam. Queste problematiche emergono già all’interno delle scuole della città, dove la percentuale di stranieri è circa del 64%, mentre in alcune classi addirittura del 90%.

Il sindaco Anna Maria Cisint mette in luce una crescente tensione sociale, alimentata da atteggiamenti di non-integrazione da parte della comunità islamica.

Come segnala Il Giornale, nelle scuole di Monfalcone, un crescente numero di bambine indossano il velo nero che copre tutto il viso, tranne gli occhi. Una situazione che pone interrogativi sul trattamento delle donne nella cultura islamica e le priorità educative delle famiglie coinvolte.

Un altro dato preoccupante è la percentuale di stranieri nelle scuole della città: 64% degli studenti dall’infanzia alle medie non sono italofoni. In alcune classi, la percentuale sale addirittura al 90%, creando situazioni educative complesse e minando la convivenza pacifica.

Di fronte a tale quadro, il sindaco Cisint sta lavorando a un provvedimento che vieti l’utilizzo del velo integrale nei beni di proprietà comunale. Un passo motivato principalmente da esigenze di sicurezza e che richiede una rapida azione normativa a livello nazionale.

Nel contesto di radicalizzazione, le autorità di Monfalcone hanno dovuto intervenire in casi di violenza e vessazione su minori islamici. L’attuale clima di tensione mondiale aggrava ulteriormente i rischi di estrema radicalizzazione.

I casi di classi delle scuole elementari e medie a maggioranza straniera mostrano come gli italiani, oltre ad essere sempre meno, facciano anche meno figli. Lo scenario di una società multietnica dove gli italiani saranno considerati addirittura una minoranza è letteralmente dietro l’angolo, è questo non può che portare a scontri e tensioni.

Francesco Lollobrigida intervenendo al congresso della Cisal qualche mese fa ,ha affermato: “Non possiamo arrenderci all’idea della sostituzione etnica: gli italiani fanno meno figli, quindi li sostituiamo con qualcun altro. Non è quella la strada”. Per contestualizzare tale dichiarazione, sono stati analizzati i dati dell’Istat sugli stranieri residenti in Italia e sulle acquisizioni di cittadinanza, nonché le stime della Fondazione Ismu sugli immigrati irregolari.

 

Fonte P.N / il giornale / e varie agenzie 

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