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Sabato, 07 Dicembre 2019

Il terzo appuntamento con la V edizione del Gran Premio Teatro Amatoriale Italiano ha portato in scena, al Teatro Comunale Grandinetti di Lamezia Terme la Compagnia C’era l’Acca di Bellinzago Novarese (Piemonte) con lo spettacolo I ragazzi irresistibili di Neil Simon, regia di Toni Mazzara.

La manifestazione, organizzata a livello nazionale dalla Federazione Italiana Teatro Amatori (FITA) e ospitata per la prima volta in Calabria, è inserita nella rassegna teatrale Vacantiandu 2019/2020 con la direzione artistica di Diego Ruiz e Nico Morelli e la direzione amministrativa di Walter Vasta.

Lo spettacolodella compagnia piemontese ha offerto al pubblico una lettura molto fedele al testo originale. Tuttavia, la regia di Mazzara ha avuto la capacità di inserire non soltanto la travolgente comicità delle battute, ma anche una sottile arguzia psicologica, egregiamente sostenuta da tutti gli interpreti nell’equilibrio tra risate e malinconia.

Nella commedia, i due protagonisti Willie e Al sono dei vecchi comici un tempo molto famosi che vengono convinti dal nipote di Willie, Ben, a riproporre un loro vecchio sketch. Willie, interpretato da un brillante e intemperante Filippo Spatola è cialtrone, smemorato, cinico e strafottente. Vive da solo in una stanza arredata,con vecchie foto attaccate alle pareti che diventano supporto necessario per richiamare alla memoria il sapore del tempo perduto. Al, nell’ottima interpretazione di Roberto Boggio, è evanescente, svagato, schizzinoso e ordinato. Due personalità e due caratteri in antitesi che lasciano affiorare tensioni inespresse e vecchi rancori mai sopiti. Il dialogo è spumeggiante, le battute intelligenti e spiritose ma c’è anche un sottofondo velato di profonda amarezza che si traduce, nel finale, in un affetto pudico mai dichiarato quando per entrambi si prepara il viaggio finale nel pianeta della vecchiaia.

Sul palco anche un bravo Marco Bolazzi nel ruolo di Ben, inarrestabile nelle sue continue entrate e uscite, Erica Verzottiche interpretaMiss Golden, infermiera esuberante e sexy a cui fa da perfetto contraltare la professionalità diOdessa O’Neill ben delineata da Dilva Rossi e la voce fuori campo di Gino Cinotti.

Lo spettacolo rivela un meccanismo scenico ben congegnato nei tempi e nei ritmi e propone anche una riflessione sul teatro e sul mestiere dell’attore dove i “due ragazzi irresistibili”, quasi specchiandosi l’uno nell’altro si raccontano e raccontano le loro memorie da palcoscenico tra perfidia e tenerezza con ricordi, aneddoti, personaggi ricorrenti, pettegolezzi e rivelazioni.

La Compagnia C’era l’AccadiBellinzago Novarese con I ragazzi irresistibili rappresenta il Piemonte, terza tra le 14 regioni italiane selezionate a partecipare alla 5° edizione del Gran Premio del Teatro Amatoriale Italiano.

Nata nel 2008 come specializzazione della precedente associazione “c'era l'acca” fondata nel 1998

da Tazio Brusa (scomparso prematuramente nel 2005), è riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Italiano e lavora essenzialmente alla creazione, promozione e diffusione del teatro popolare, del teatro di strada e della commedia dell’arte.La ricerca artistica della compagnia teatrale è indirizzata principalmente al teatro comico, in tutte le sueforme. In repertorio 26 spettacoli teatrali di vario genere presentati in diversi festival sia in Italia sia in Europa (Festival di Avignone, Festival de la Sorgue, Festival Font Arts di Pernes, Festival di Aurillac). Tra le sue attività annovera anche l’organizzazione e la realizzazione di eventi, manifestazioni, festival e spettacoli teatrali, laboratori eworkshop, consulenze e collaborazioni artistiche, interventi sociali, culturali ed educativi.

Lo spettacolo è stato valutato da una giuria composta da sette giurati con competenze specifiche a diverso titolo nel settore i quali,nel Gran Galà finale del 29 marzo 2020, assegneranno 8 premi: Miglior spettacolo, Miglior attore/attrice protagonista, Miglior attore/attrice non protagonista, Miglior allestimento, Miglior testo e Miglior regia.

Al termine della rappresentazione, il consueto omaggio della tradizionale maschera, simbolo della rassegna Vacantiandu, ideata dal graphic designer Alessandro Cavaliere e realizzata dal maestro Raffaele Fresca, che il direttore artistico Nico Morelli e il direttore amministrativo Walter Vasta hanno consegnato alla compagnia.

 

Poesia, improvvisazione, intensità melodica ma anche esplorazione di tradizioni musicali vicine e lontane, antiche e moderne. “In maggiore”, il concerto di Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, andato in scena ieri sera al Teatro Comunale di Catanzaro con una esclusiva regionale inserita nel cartellone della stagione catanzarese di AMA Calabria, diretta da Francescantonio Pollice, è stato un dialogo, raffinato ed intimo.

Avvolti da un “morbido” gioco di luci, Paolo Fresu, alla tromba e al flicorno, e Daniele di Bonaventura, al bandoneon, hanno dato vita ad un momento magico, grazie alla loro riconosciuta tecnica musicale e a una impeccabile scelta dei brani, determinando un viaggio intorno alle musiche del mondo.

In collaborazione con CIDIM, Comitato Nazionale Italiano Musica, il concerto rientra fra gli eventi promossi dall’Associazione con il sostegno del Fondo Unico dello Spettacolo del MiBACT, Direzione Generale dello Spettacolo, con il cofinanziamento della Regione Calabria, Assessorato alla Cultura. Una serata vissuta intensamente dal numeroso pubblico intervenuto, che ha premiato la scelta del direttore artistico Pollice di ampliare le proposte dell’attuale stagione in corso partita con il botto. 

Un’affinità palpabile, quella tra i due musicisti, che ha reso possibile una conversazione tra strumenti così insoliti, il bandoneon e la tromba, e concettualmente molto distanti tra loro ma capaci di spaziare all’interno di un repertorio molto vasto, da Sergio Ortega a Bach, arrivando fino in Uruguay con “Se va la murga” di Jaime Roos ed offrendo delle sonorità apprezzabili e comprensibili anche da un pubblico meno esperto. 

Brani rivisitati come “O que sarà/ El pueblo unido, jamás será vencido” e “Non ti scordar di me” hanno, infatti, acquistato una nuova personalità attraverso una reinterpretazione soggettiva ed una chiave di lettura riconoscibile e rintracciabile in tutti i pezzi eseguiti. E se la musica non è altro che uno strumento per affermare il proprio essere è nella musica, così come nella vita, che si assiste a processi di apprendimento e di sviluppo che, come sottolinea lo stesso Fresu, non sono diversi da quelli più intimi dell’indole umana. 

Così, sul palco del Teatro Comunale è andata in scena la grande musicalità di un artista come Daniele Di Bonaventura nel suo brano “Da capo cadenza” che ha aperto il concerto e il nostalgico rimpianto espresso nelle note delle già citate “O que sarà” del brasiliano Chico Buarque suonata in un medley con “El pueblo unido, jamás será vencido” di Sergio Ortega.

Paolo Fresu non si è limitato a suonare: ha raccontato dei suoi progetti con Di Bonaventura, ha parlato dei brani eseguiti ed è sceso in platea con in braccio il suo strumento per eseguire “Calmo” composta per un film di Ferdinando Vicentini Orgnani. Non è mancata la melodia italiana con “Non ti scordar di me”, la seducente e sofisticata “Un vestido y un amor” e ancora “My one and only love” dall’atmosfera intima. “S’inguldo” dello stesso Fresu e “Laude Novella”, tratta dal Laudario di Cortona, chiudono il concerto non prima di un ritorno alle origini del bandoneon di Di Bonaventura con un Tango. 

Il lungo applauso del pubblico in sala chiede al duo un bis che viene concesso con l’appassionata “Te recuerdo Amanda”, di Jara Victor accolta da una standing ovation alla quale i due artisti hanno risposto con il “Minuetto” di Bach, che ha suggellato una serata magica.

Gli appuntamenti previsti nel cartellone catanzarese continueranno il 14 dicembre con “La musica è pericolosa” ed il premio Oscar Nicola Piovani in un’originale spettacolo che ripercorre le sue più belle composizioni per il cinema e il teatro in una performance multimediale in cui suoni e immagini si coniugano per una serata indimenticabile. 

I biglietti per assistere ai prossimi spettacoli potranno essere acquistati presso la biglietteria del Teatro Comunale di Catanzaro, sito su Corso Mazzini, 82, aperto tutti i giorni dalle 17:00 alle 21:00, presso la sede di AMA Calabria sita in Via P. Celli, 23 a Lamezia Terme dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16: alle 19:00.

Sarà fruibile fino al 3 novembre  la mostra dal titolo “Viaggio trasversale in terra di Calabria e Mediterraneo”, organizzata dall’associazione CulturAttiva in sinergia con lo staff di Antichi Tessitori ed ospitata nei locali dell’Atelier situati a Catanzaro, in via Indipendenza 14.

L’esposizione è stata inaugurata sabato 26 ottobre con la presenza di un folto pubblico e di ospiti d’eccezione ed è composta da una serie di stampe raffiguranti antiche cartografie e antichi abiti popolari di Calabria appartenenti al dott. Nunzio Lacquaniti ed è arricchita da una sezione dedicata ai costumi arbërëshe e da inserti bibliografici a cura del dott. Teodoro Bucchino.

La serata di sabato 26 ottobre è stata una stimolante occasione di dibattito e confronto su temi legati alla cultura e alla storia della terra di Calabria, da sempre terra di accoglienza e caleidoscopico specchio di un Mediterraneo in movimento. Tutti aspetti sui quali si sono soffermati gli esperti e sui quali si è basato il dibattito che ha animato la serata.

Dopo i saluti e gli interventi introduttivi di Angela Rubino, presidente dell’associazione “CulturAttiva” e Luigi Tassone, uno dei soci dell’azienda Antichi Tessitori, che ha anche moderato gli interventi, la parola è passata agli ospiti, che sono stati coinvolti per donare maggiore lustro all’iniziativa e fornire al pubblico degli strumenti conoscitivi per approcciarsi con maggiore consapevolezza alla visione dei documenti, delle stampe e dei costumi in mostra.

Allo storico ed esperto in topografia Mario Saccà il compito di evidenziare l’importanza delle cartografie antiche come strumento di lettura del territorio e anche le modalità e finalità con le quali in passato esse venivano realizzate, abbastanza diverse da quelle attuali e basate principalmente sul controllo del territorio.

Una terra complessa, quella di Calabria, che vede anche la presenza di minoranze etnico-linguistiche da secoli libere di vivere secondo i dettami delle civiltà d’appartenenza. “Tutte caratteristiche che le cartine non evidenziano, perché esse tendono invece ad indicare dei confini marcati e precisi che nulla hanno a che fare con l’anima più autentica di una terra d’accoglienza quale era ed è ancora la Calabria”, come ha specificato Luigi Tassone.

È stata Cettina Mazzei, esperta di storia, cultura e costume arbërëshe ed ambasciatrice di Albania, a fare luce sulla complessità del territorio di Caraffa, in provincia di Catanzaro e delle varie località del centro-sud Italia caratterizzate dalla presenza delle minoranze etnico-linguistiche arbërëshe, nate in seguito all’insediamento di popolazioni balcaniche che nei secoli hanno mantenuto intatti la propria lingua e i propri costumi al punto da essere state definite un vero e proprio “miracolo antropologico”.

Proprio sul costume tipico arbërëshe di Caraffa si è soffermata infine l’esperta, evidenziando come la tipologia del taglio e le simbologie dei ricami rimandino alle civiltà balcaniche.

Ricordiamo che la mostra “Viaggio trasversale in terra di Calabria e Mediterraneo” è fruibile fino al 3 novembre ed è visitabile tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle ore 8.30 alle ore 18.30 nell’Atelier di Antichi Tessitori a Catanzaro, in via Indipendenza 14.

Una ricreazione scolastica ma anche una grande festa esaltante, divertente e a tratti malinconica. Tutto questo è stato lo spettacolo La macchina della felicità andato in scena ieri sera al Teatro Comunale di Catanzaro. L’inaugurazione del cartellone della stagione catanzarese di AMA Calabria, diretta da Francescantonio Pollice, ha regalato ad un teatro colmo una serata all’insegna della musica, del benessere e della leggerezza senza dimenticare alcuni momenti di sana riflessione e di pura poesia.

Protagonista assoluto Flavio Insinna che con la sua presenza costante tra il pubblico, per tutta la serata ha avuto l’unico intento di creare con loro un dialogo. Sin dalla sua “entrata” a direttamente in platea, l’attore da subito è riuscito a sorprendere ed entusiasmare. Un amico comune che ha iniziato a modulare con enfasi sulle parole e sui pensieri che lo spettatore aveva trascritto su un biglietto in cui gli veniva chiesto, non a caso, di esprimere la sua idea di felicità. 

Dalla platea al palcoscenico e viceversa con un moto perpetuo Insinna ha dimostrato le sue innate qualità di affabulatore, di capace intrattenitore che riesce a coinvolgere con pensieri, riflessioni e concetti profondi con tempi teatrali perfetti. E’ stato lui stesso ad esprimere verbalmente la sua felicità, la sua voglia di vivere meglio in un crescendo di contatti e di risate. Come se trasmettere quello stato d’animo lo rigenerasse, lo rendesse soddisfatto di quella che lui considerava una missione: far andare via dal teatro tutti più leggeri.

Una missione riuscita grazie anche al supporto sul palco dei musicisti della sua Piccola Orchestra, pronta a sottolineare ogni passaggio essenziale dello spettacolo. Martina Cori, alla voceVincenzo Presta, ai sassofoni, Filippo D’Allio, alle chitarre, Giuseppe Venezia, al basso, Saverio Petruzzelis, alla batteria, e Angelo Nigro, al piano e alle tastiere hanno rivelato di essere la spalla ideale dell’attore. Interventi musicali opportuni, che ha visto partecipare anche Insinna, che hanno avuto il merito di creare diversi momenti di divertimento in cui il pubblico ha partecipato cantando o battendo le mani.

Tra i continui riferimenti alle sue origini siciliane, ai suoi genitori, alle riflessioni apparentemente superficiali, alle citazioni filosofiche e letterari sulla ricerca della felicità, vibrante è stato il momento in cui, sedutosi sul bordo del palcoscenico, ha letto alcune pagine del libro La macchina della felicità dal quale è tratto lo spettacolo. Uno spaccato che ha narrato dell’amplesso tra Laura e Vittorio, protagonisti del racconto, diviso da momenti di furore e altri di dolcezza. Tutto sottolineato dall’assolo di Presta che ha messo in mostra caratteristiche di impostazione influenzate da probabili ascolti di Gato Barbieri.

Il momento più divertente è stato quando Insinna ha invitato il pubblico a comporre una frase iniziando da “la felicità è”. In un esercizio di fantasia e condivisione, il pubblico ha espresso che è “piccante con due facce che cresce lentamente sotto un cielo stellato fino all’ultimo respiro”. La serata si è conclusa con il pubblico divertito che ha giocato con dei grandi palloni, lanciandoli per tutta la platea. Conferma che la felicità reale, per tutti, risiede nelle piccole cose perché “Se non sai essere felice con poco non sarai felice con niente”.

Gli appuntamenti previsti nel cartellone catanzarese di AMA Calabria continueranno venerdì 8 novembre con il concerto dal titolo In maggiore in cui si esibiranno Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura.

I biglietti per assistere al concerto potranno essere acquistati presso la biglietteria del Teatro Comunale di Catanzaro, sito su Corso Mazzini, 82, aperto tutti i giorni dalle 17:00 alle 21:00, presso la sede di AMA Calabria sita in Via P. Celli, 23 a Lamezia Terme dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16: alle 19:00. Il sabato dalle 9:00 alle 13:00, e i biglietti sulla biglietteria on line www.amaeventi.org/stcz1920. Per ulteriori info sui singoli spettacoli è disponibile il numero WhatsApp 339 160 1953.

 

 

 

Dopo trent’anni il Giro torna a Soveria Mannelli. Lo farà il 15 maggio 2020 nella 7^ tappa prevista con partenza da Mileto ed arrivo a Camigliatello Silano dopo ben 223 chilometri con aspre salite e paesaggi suggestivi.

Il Sindaco Leonardo Sirianni nel dare la notizia in anteprima ha espresso grande soddisfazione per questo importante evento. “Una festa dello sport - ha dichiarato - ma anche della cultura. Il giro è sempre un attrattore e un potente mezzo di promozione dei territori. Dò appuntamento a tutti il 15 maggio per festeggiare il passaggio dalla nostra Città della kermesse sportiva più amata dagli italiani e non solo”.

La 103^ edizione della Corsa Rosa partirà da Budapest il 9 maggio e si concluderà a Milano domenica 31 maggio e comprenderà 3 cronometro individuali (per un totale di 58,8 km), 6 tappe di bassa difficoltà adatte ai velocisti, 7 di media difficoltà e 5 di alta difficoltà. Saranno 7 gli arrivi in salita, compresa la cronometro iniziale di Budapest. Frazione conclusiva, con una prova contro il tempo, da Cernusco sul Naviglio a Milano che per la 78esima volta ospiterà la tappa conclusiva.

21 tappe tra l’Ungheria e l’Italia (dal 9 al 31 maggio) per incoronare il vincitore del Giro d’Italia e mostrare al Mondo molti siti Patrimonio dell’Unesco e molte altre bellezze del territorio italiano.

Il vincitore dell'ultimo Giro d'Italia, Richard Carapaz, ha detto: "La vittoria al Giro d’Italia del 2019 rappresenterà per sempre un momento importantissimo nella mia storia di corridore, il solo ripensarci mi emoziona. Devo tanto ai miei genitori e a tutte le persone che mi hanno aiutato a diventare il ciclista che sono oggi. Non mi stancherò mai di ripetere ai ragazzi che si avvicinano al ciclismo in Ecuador quanto sia importante inseguire i propri sogni. Spero veramente di essere al via del Giro nel 2020, ne parlerò sicuramente con la squadra poi prenderemo una decisione. È un percorso molto interessante con tappe che possono riservare tante sorprese. Nell’ultima settimana c’è molta montagna, lo Stelvio potrebbe essere decisivo, spero veramente di esserci".

Il tre volte Campione del Mondo Peter Sagan ha dichiarato: "È bello essere oggi qui alla presentazione del percorso del Giro d’Italia 2020 e posso annunciare che sarò al via da Budapest. So che tanti miei connazionali verranno a seguire il Giro visto che la Slovacchia è molto vicina all'Ungheria. So anche che avrò tantissimi tifosi sulle strade italiane perchè in Italia mi allenavo e ci abitavo fino a qualche anno fa. Il Giro è una corsa molto importante e la prima parte del percorso è quella più adatta alle mie caratteristiche ma vorrei tener duro fino alla fine".

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