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Domenica, 15 Settembre 2019

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In Calabria la prima raccolta delle olive partirà dalla metà di ottobre con le cultivar “ottobratica” e “sinopolese” nell’areale del reggino per proseguire in particolare con  la varietà più diffusa la “carolea”, ad iniziare dalle località a quote più basse, dalla metà di novembre. I tecnici dell’Associazione olivicola Asso.pr.oli promossa da Coldiretti stimano la produzione della campagna 2019-20, tra 40 e 45mila tonnellate il doppio rispetto all’annata precedente che si era attestata sulle 20mila;produzione media delle ultime cinque annate olivicole è stata di 40mila tonnellate di olio. “Le olive sono sane e quindi avremo olio di qualità – riferisce Salvatore Oliva Presidente di Asso.pr.oli – non abbiamo avuto attacchi di mosca olearia – aggiunge -  poiché l’eccessivo caldo nel periodo estivo ha creato un ambiente sfavorevole allo sviluppo dell’insetto che è l’avversità più grave per l’olivicoltura. Un leggero attacco di insetti Tripidi è stato registrato nel crotonese e nello ionio catanzarese, mentre nell’areale del lametino la produzione  è poco inferiore alla media. Certamente – avverte Oliva - bisognerà fare i conti con il clima e soprattutto con l’andamento delle piogge e delle temperature nei prossimi mesi, ma  per adesso siamo soddisfatti”. Rassicurazioni  giungono dai tecnici di Asso.pro.li  Giovazzini e Francomano sulla Xyella. Ad oggi la Calabria è indenne, ma, – precisano - occorre non sottovalutare nulla e monitorare attentamente e costantemente la situazione attraverso Università, Carabinieri Forestali, Centro di ricerca per l'olivicoltura e l'industria olearia, Istituto Fitopatologico, ARSAC,  Associazioni dei Produttori, tecnici. Oltre ad essere attenti al materiale di propagazione, come stanno facendo gli olivicoltori, occorre - raccomandano - fare attenzione alle lavorazioni, allo sfalcio di erbe infestanti, concimazioni, potatura e interventi fitosanitari.  L’olivicoltura in Calabria – evidenzia Coldiretti - si sviluppa sul 24% della superficie agricola utilizzata e il valore all’origine quest’anno si aggirerà sui 200 milioni di €uro (oltre l’indotto) a cui vanno aggiunti gli aiuti della politica agricola comunitara.  “Il nostro impegno è di potenziare e migliorare la  filiera che coinvolge in Calabria 692 frantoi il 15% del totale italiano, con tre D.O.P. e una I.G.P., afferma Franco Aceto presidente di Coldiretti Calabria. Occorre una potente politica di sensibilizzazione per accrescere la produzione certificata ancora poco affermata per effetto dell'andamento dei prezzi. Risulta pesare – continua-  anche l'assenza di un Piano Olivicolo regionale che possa adeguatamente sostenere la realizzazione di nuovi impianti specializzati per incrementare la produttività e l’imbottigliamento da parte degli agricoltori. La Calabria  - prosegue - è la seconda regione italiana (la terza in Europa) produttrice di olio con oltre 84mila aziende ad indirizzo olivicolo, una superficie investita in olivo di oltre 189mila ettari, e circa 25milioni di piante e oltre 100 varietà di olive, un vasto tesoro di biodiversità, con quasi il 50% biologico e un impiego di manodopera, nella filiera,  di oltre 15milioni di giornate lavorative. Un tesoro  conclude - su cui gravano le minacce sul lato delle esportazioni, dalle etichette a semaforo ai dazi e ancora il diffondersi a livello internazionale di sistemi di etichettatura fuorvianti che finiscono per mettere il bollino rosso ed escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali”.

È scaduto giovedì 2 maggio, il termine per la presentazione delle candidature e delle offerte di lavoro per il primo JobDay della Camera di Commercio di Catanzaro. L’iniziativa, organizzata e voluta da Daniele Rossi, presidente della CCIAA di Catanzaro e Francesco Chirillo, presidente di PromoCatanzaro, l’azienda speciale dell’Ente camerale del capoluogo di regione, ha suscitato forte interesse tanto tra chi è alla ricerca di un’occupazione, quanto tra le imprese della provincia di Catanzaro intenzionate ad assumere: sono 566 gli iscritti, di ogni età, in cerca di lavoro, e sono 30 le imprese che ne offrono.

Quanto ai dati demografici relativi candidati, il 53,4% di essi sono donne, il 46,6% uomini. Tra gli uomini, il 39% sono di età compresa tra i 18 e 25 anni, il 36% tra 26 e 35 anni e il restante 25% ha più di 36 anni. Tra le donne, la fascia più giovane è rappresentata dal 38% delle iscritte, il 32% ha tra 26 e 35 anni, mentre il 30% ha più di 36 anni.

I dati, sebbene non abbiano la pretesa di avere valore statistico, non solo suggeriscono una sostanziale parità tra i sessi nella richiesta di lavoro, quanto una preoccupante uniformità tra le fasce di età, sintomo di un’esigenza di lavoro diffusa: «Il lavoro in Calabria è un bisogno primario - ha detto Daniele Rossi -. Tutti gli indicatori suggeriscono come nella nostra regione le difficoltà siano almeno doppie rispetto a quelle riscontrate dai disoccupati nel resto del Paese. E questo non può essere accettato, abbiamo bisogno di politiche attive che siano realmente efficaci e tengano in considerazione il contesto sociale della Calabria. Il JobDay è nato proprio con l’intento di stimolare la discussione sull’argomento con dati alla mano e dando un volto a quella moltitudine di persone che cerca lavoro. Ma è anche l’occasione giusta per far vedere che ci sono uomini e donne capaci e che hanno voglia di lavorare oltre che imprese che hanno voglia e forza di assumere personale e investire sull’espansione del proprio business nella loro terra. Sarà l’occasione giusta per incastrare, come nel gioco del Tetris, domanda e offerta in maniera mirata e puntuale».

«Il JobDay - ha aggiunto Chirillo - arriva nel momento in cui anche in Calabria ci troviamo a confrontarci con politiche nazionali sul lavoro che hanno certamente ridotto la spinta alla ricerca di lavoro. Con questa iniziativa, quindi, vogliamo sottolineare come invece sia necessario spingere perché le aziende siano stimolate a creare lavoro e le persone siano attratte dalla possibilità di trovare un lavoro equamente remunerato e che le soddisfi: il combinato disposto di questo tipo di misure avrà come effetto un incremento del Pil e un’evoluzione sociale a cui non possiamo per nulla al mondo rinunciare».

Il prossimo 7 maggio, a partire dalle 9:30 presso la sede della CCIAA di Catanzaro, il JobDay prenderà il via con un incontro introduttivo a cui parteciperanno oltre a Francesco Chirillo anche Daniele Rossi, Presidente dell’Ente camerale, Angela Robbe, assessore regionale al Lavoro, Sergio Abramo, presidente della Provincia e sindaco di Catanzaro, Alessio Sculco, assessore comunale alle Attività Produttive, Rocco Reina, docente di Organizzazione Aziendale dell’Università “Magna Graecia”, e Cosimo Prisciano, responsabile dell’Unità organizzativa Sud di Anpal Servizi. 

A seguire, avranno inizio i colloqui di lavoro per gli iscritti i cui profili hanno già trovato riscontro tra le figure richieste dalle imprese. Gli iscritti il cui profilo non rientra tra le richieste delle imprese, intanto, andranno a implementare un database da cui le aziende, in qualsiasi momento, potranno attingere.

 

Sabato 9 marzo scorso, l’aula di udienza del Tribunale di Lamezia Terme è stata teatro di un evento singolare: un processo celebrato dagli studenti della 2^ H della Scuola Secondaria di 1° grado dell’istituto Comprensivo “Perri-Pitagora” di Lamezia Terme, a conclusione di un progetto innovativo nato su iniziativa del Tribunale Minorile e finalizzato a promuovere percorsi virtuosi di acquisizione, da parte dei ragazzi, del concetto, altrimenti evanescente, di “legalità”.

“Ciak un processo simulato …. per evitare un vero processo”, questo è il titolo del progetto, attivato dal Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, in collaborazione con l’U.S.R. per la Calabria, l’Associazione Ciak Formazione e Legalità e il Centro Calabrese di Solidarietà.

Tale progetto nasce dalla convinzione sia dell’importanza e del ruolo strategico che il corpo docente riveste per la crescita formativa e pedagogica degli alunni, sia dell’efficacia che un’azione sinergica di scuola e giustizia può esercitare nella prevenzione del disagio giovanile e nello sviluppo e affermazione della cultura della legalità.

Dopo un’interessante ed impegnativa esperienza formativa, i ragazzi sotto la sapiente direzione dell’Avvocato Caterina Berlingieri, della Psicologa Maria Mirabelli e del Presidente dell’Ordine degli Avvocati Antonello Bevilacqua, alla presenza della Dirigente Scolastica Teresa Bevilacqua, dei docenti coinvolti nel progetto e dei genitori, hanno messo in scena tutte le fasi del processo, ivi compreso un incidente probatorio nelle forme dell’”audizione protetta”, interpretando i rispettivi ruoli con grande serietà e consapevolezza.

Fondamentale nell’ attuazione del progetto è stata l’azione formativa rivolta ai giovani allievi fin dall’inizio del “viaggio”, che ha fatto sì che i contenuti del tema fossero effettivamente introiettati nelle coscienze di ognuno di loro. Tale fase, curata dalle docenti di classe, Maria Antonietta Torchia e Nunzia Alassini, ha consentito ai ragazzi di vivere un’esperienza che ha già prodotto evidenti ricadute sulla loro formazione grazie proprio alla comprensione ed introiezione delle regole processuali e di condotta legate alla commissione di reati attinenti al cyber bullismo.

Un’esperienza altamente formativa, sostenuta dall’USR per la Calabria, che si aggiunge alle numerose iniziative dell’Istituto Comprensivo Perri-Pitagora attuate per contribuire al processo di educazione alla legalità e di prevenzione del bullismo e del cyberbullismo delle nuove generazioni, che spesso identificano le regole come un limite della libertà individuale e non come fondamento per una vera realizzazione personale e sociale.

 

 

L’intervento risale all’estate scorsa e a riceverlo era stato un paziente portatore di uno stent coronarico che, a causa di formazioni calcifiche nel vaso, era sottoespanso e aveva perduto la sua corretta geometria, compromettendo così il regolare flusso del sangue. Il dottor Gaetano Morabito, emodinamista dell’équipe diretta dal dottor Bindo Missiroli, aveva quindi utilizzato, per la prima volta in Calabria e la seconda in Italia, la procedura conosciuta col nome di “Shockwave” in una modalità del tutto innovativa, risolvendo positivamente il caso e restituendo così piena funzionalità allo stent.

Quel caso è ora pubblicato in un articolo su “Cardiology”, la prestigiosa rivista medico scientifica internazionale, fondata nel 1937 da Bruno Kisch. Lo firmano i dottori Missiroli, Tripolino, Tassone, Grillo e lo stesso Morabito. È la prima volta al mondo che un caso del genere trova posto in letteratura; un primato facilmente riscontrabile utilizzando “PubMed”, il database bibliografico dedicato alla letteratura scientifica biomedica a partire dal 1946 e che contiene oltre 23 milioni di riferimenti bibliografici derivati da circa 5.600 periodici biomedici.

<< Per l’équipe – ha commentato Morabito – è sicuramente un ulteriore motivo di soddisfazione. Sapevamo di avere usato lo Shockwave in una modalità del tutto nuova rispetto all’utilizzo tradizionale di una procedura, che è stata concepita essenzialmente per favorire l’impianto di uno stent e non per restituire funzionalità a uno già impiantato. Per questo abbiamo deciso di descrivere il caso e di proporre il lavoro a “Cardiology”, che evidentemente lo ha ritenuto meritevole di pubblicazione. Il crisma della scientificità così ottenuto significa che qualunque emodinamista al mondo potrà, volendo, riprodurre il nostro intervento, proprio perché per la prima volta in letteratura vi è il riscontro oggettivo e documentato in ogni passaggio, fino al felice esito finale della procedura >>.

 

Ancora un appuntamento al Teatro Comunale di Catanzaro con la rassegna teatrale Vacantiandu con la direzione artistica di Diego Ruiz, Nico Morelli e la direzione amministrativa di Walter Vasta. In scena Pietro De Silva e Francesco Procopio con lo spettacolo A che servono questi quattrini, un testo scritto nel 1940 da Armando Curcio e che oggi ci viene proposto in una versione attualizzata  da Giuseppe Miale di Mauro che ne cura anche la regia.

L’azione si svolge in uno spazio scenico che rappresenta due interni. Nel primo atto è la modesta dimora di Vincenzino Esposito e di sua sorella Carmela, nel secondo atto l’azione si sposta nella ricca casa di Ferdinando e Rachelina De Rose per festeggiare il fidanzamento di quest’ultima con Vincenzino.

Due mondi distanti che si incontrano solo grazie agli stratagemmi di Eduardo Parascandolo, o professore, uomo che dopo aver dilapidato il suo patrimonio ha abbracciato la filosofia stoica secondo la quale il denaro non fa la felicità e lavorare stanca. L’uomo è nato per il riposo e qual è il lavoro che ti permette di non far nulla pur facendo credere di essere continuamente impegnato? Quello del politico! Così il professore si inventa un partito e fa eleggere Vincenzino, povero impiegato comunale, prototipo dell’analfabeta funzionale che ricalca i tanti politici del nostro Paese che oggi ci rappresentano.

Le nozze Esposito-De Rose diventano un chiaro matrimonio di interesse e l’intera commedia, pur mantenendo gli schemi della comicità popolare, è una feroce allusione alla attuale situazione politica italiana.

Pietro De Silva/Eduardo Parascandolo sotto quell’aria apparentemente dimessa è un diabolico manipolatore. Francesco Procopio/Vincenzino Esposito è un’anima candida, discepolo fedele del professore di cui è totalmente succube. Antonio Friello/Ferdinando è l’imprenditore con il vizio del gioco il cui disperato bisogno di soldi lo porta prima a finire nelle mani dell’usuraio gay De Simone (Andrea Vellotti) e poi a sacrificare la bella sorella Rachelina (Felicia Del Prete) a un matrimonio senza amore per salvare l’azienda di famiglia mentre la sorella di Vincenzino, Carmela, interpretata da Rossella Pugliese, risulta essere il personaggio più vero e meno incline a farsi irretire dalla trappola delle illusioni.

Il gioco scenico scorre a ritmo serrato, in una girandola di battute e situazioni paradossali. La scenografia, ridotta al minimo, è funzionalissima e agevola le entrate e le uscite degli attori, tutti di gran livello.

Uno spettacolo gustoso e godibilissimo con un lieto fine agrodolce ma con tante risate e applausi a scena aperta.

Al termine della commedia l’omaggio della tradizionale maschera, simbolo della rassegna Vacantiandu ideata dal graphic designer Alessandro Cavaliere e realizzata dal maestro Raffaele Fresca, che il direttore artistico Nico Morelli e il direttore amministrativo Walter Vasta hanno consegnato a Pietro De Silva e a Francesco Procopio.

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