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Martedì, 14 Luglio 2020

Sono oltre 300 le fattorie didattiche e gli agriturismi presenti nelle campagne pugliesi che possono accogliere durante l’estate i bambini in sicurezza con attività ricreative ed educative a contatto con la natura nei grandi spazi all’aria aperta usufruendo del bonus baby sitter. E’ quanto dichiara Coldiretti Puglia, quando ad incoraggiare la partenza della Fase2 c’è il contributo, previsto dal DL Rilancio, di 1.200 euro per la baby sitter in ogni famiglia che sarà spendibile anche per i centri estivi e per i servizi all’infanzia. 

“Abbiamo predisposto un progetto multi-didattico con anche un vademecum per le fattorie didattiche che abbiamo condiviso con il prof. Lopalco che ci ha dato preziose indicazioni operative e che ha fortemente caldeggiato le attività per i bambini all’aria aperta negli ampi spazi delle nostre fattorie – spiega Floriana Fanizza, leader nazionale di Coldiretti Donne Impresa e responsabile pugliese dell’imprenditoria femminile – con un percorso in sicurezza per riaprire i cancelli di masserie e fattorie, i percorsi naturalistici, le aree con gli animali e la pet therapy e gli spazi a tavola dove assaggiare le specialità della tradizione contadina dell’enogastronomia Made in Italy per grandi e piccini. Siamo convinti che la Rete delle fattorie didattiche di Coldiretti, in collaborazione con gli enti locali e le altre autorità territoriali coinvolte possa rappresentare, in questo momento di emergenza, un valido supporto alle politiche di sostegno dei bambini e delle loro famiglie per affrontare le prossime “Fasi” della ripresa dall’emergenza sanitaria che ha colpito l’Italia e la Puglia e al contempo dare sollievo a questo settore cosi innovativo dell’imprenditorialità agricola tutta al femminile”, aggiunge la responsabile Fanizza.

Un fondo in tal senso è previsto anche per i Comuni che attivano i campi per ragazzi durante l’estate e ulteriori misure sono dedicate ai genitori per i congedi parentali, con gli uffici del patronato EPACA che in Puglia è a disposizione delle famiglie per tutti i servizi di accompagnamento della fase di ripartenza.

Per aiutare tutto il sistema scolastico e le famiglie ad alimentare al meglio le giovani generazioni e l’intero nucleo familiare, da anni il Progetto di Educazione alla Campagna Amica ha agevolato l’incontro tra i bambini e i prodotti agricoli ‘fatti’ dagli agricoltori. In Puglia negli ultimi 10 anni – riferisce Coldiretti Donne Impresa Puglia - sono stati coinvolti nel progetto delle masserie didattiche 150mila bambini e 480 scuole.

Le fattorie didattiche sono aziende agricole multifunzionali che grazie alla legge di orientamento possono fare formazione in campo per le nuove generazioni puntando – precisa la Coldiretti – sull’educazione ambientale attraverso la conoscenza della campagna con i suoi ritmi, l’alternanza delle stagioni e la possibilità di produrre in modo sostenibile. Si tratta dunque – sostiene la Coldiretti – del luogo ideale in cui accogliere piccoli gruppi tenendo conto delle norme di sicurezza, distanza e igiene previste per la Fase 2.

Le fattorie didattiche possono svolgere un ruolo fondamentale – evidenzia la Coldiretti - nel sostenere le famiglie e i genitori, in particolare le madri, che rientreranno al lavoro in concomitanza con la fine delle lezioni scolastiche e al fine di offrire servizi educativi con particolare attenzione al benessere psico-fisico dei bambini e dei ragazzi. Per questo la Coldiretti mette a disposizione, delle autorità sanitarie, politiche e amministrative competenti, la sua rete di Fattorie Didattiche, la propria esperienza, le proprie competenze in ambito educativo e didattico e i propri spazi e aule all’aperto per offrire sostegno ai genitori e ai bambini.

 

 

E’ operativa da una settimana l’unità speciale di continuità assistenziale di Altamura. L’Usca è ospitata all’interno del Presidio Territoriale di Assistenza, l’ex ospedale Umberto I, ed è stata allestita in uno spazioso prefabbricato completamente separato rispetto al resto della struttura sanitaria. La ASL Bari sta così completando l’attivazione  delle nove unità speciali chiamate a contrastare e tenere sotto controllo la pandemia su tutto il territorio provinciale, in stretta collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione, il Servizio d’Igiene e Sanità Pubblica,  i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e, strategicamente, il più vicino possibile ai pazienti.

Quattro ambienti distinti, ufficio, deposito e spogliatoi per la vestizione e svestizione, tre bagni e doccia, la struttura di Altamura ha a disposizione tutti i confort necessari, le attrezzature mediche e i dispositivi di protezione individuale per consentire all’équipe dell’Usca di operare in sicurezza e con tempestività. Compresa un’auto di servizio che viene sanificata dopo ogni intervento a domicilio.

Sono sette i medici in organico, giovani, motivati e preparati ad affrontare l’esperienza del tutto nuova della gestione dei pazienti Covid-19 domiciliari, quindi che non necessitano di cure ospedaliere. «Siamo in stretto contatto con i medici di medicina generale e i pediatri – spiega uno dei medici in servizio – e siamo pronti ad intervenire ogni volta che viene richiesto, mettendo in atto i protocolli che prevedono triage telefonico e visita programmata. Qui abbiamo tutta la strumentazione diagnostica necessaria per poter visitare i pazienti, monitorare e valutare le loro condizioni di salute sino alla completa guarigione».

Una situazione “straordinaria” anche per Salvatore Loverre, da poco più di un mese direttore del Distretto socio sanitario: «Per l’Usca di Altamura – dice – abbiamo potuto riutilizzare una struttura prefabbricata già in dotazione che, con lievi modifiche e adeguamenti, è perfettamente in grado di rispondere agli impieghi e ai livelli di sicurezza previsti. Ora che la strategia di contrasto della pandemia si sta spostando progressivamente dagli ospedali al territorio, l’Usca è lo strumento migliore per gestire i pazienti Covid. La nostra unità speciale dovrà vigilare su un territorio vasto e un bacino d’utenza di 140mila residenti, con comuni popolosi come Altamura, Gravina e Santeramo, che al momento non presentano particolari criticità in rapporto al numero limitato di contagi, e uno più piccolo come Poggiorsini, quasi un’oasi che non è stata nemmeno sfiorata dal virus. A questi giovani medici, come ai tanti operatori impegnati nell’emergenza, facciamo il nostro augurio di buon lavoro».

Oltre il 70% delle prime ciliegie in raccolta è andato distrutto per effetto del maltempo che ha colpito le primizie Bigarreau, andate quasi completamente in fumo a causa delle gelate di marzo. E’ quanto emerge da un monitoraggio di Coldiretti Puglia dal quale si evidenzia che è il primo frutto della stagione tanto amato dai consumatori ad essere stato colpito dall’improvvisa e persistente gelata di marzo, dopo un inverno bollente, che ha bruciato gli alberi già in fiore, per cui non ci sono state ancora le verifiche in campo degli enti preposti ai rilievi per la dichiarazione di stato di calamità, Assessorato regionale all’Agricoltura e tecnici degli uffici territoriali competenti.

“Tra venerdì e sabato entrerà nel vivo pienamente la raccolta delle ciliegie che quest’anno per le primizie si preannuncia disastrosa. Sono andati in fumo mesi di lavoro in campagna per cui servono immediatamente le verifiche in campo dei tecnici degli uffici territoriali dell’Assessorato regionale all’Agricoltura. In caso contrario, a raccolta ultimata nell’arco di pochi giorni non ci saranno elementi certi per la quantificazione del danno”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Dopo un inverno bollente, l’inizio di primavera con neve e gelate e una perdurante siccità – denuncia Coldiretti Puglia - hanno messo a repentaglio grano duro, mandorli, ciliegi e albicocchi e verdure in campo, dagli asparagi alle cicorie, dai carciofi ai cavoli alle bietole, ma anche le primizie come i piselli.

Il brusco abbassamento delle temperature fino ad alcuni gradi sotto 0 °C ha fatto registrare – insiste Coldiretti Puglia - le situazioni più gravi nelle province di Bari, Bat e Foggia, con danni non ancora quantificati alle colture orticole e arboree in fiore.

“Al danno in campagna con le gelate che hanno bruciato i fiori, compromettendo gravemente la raccolta delle ciliegie, si aggiungono le difficoltà di gestione della manodopera, con le prescrizioni per la sicurezza e i problemi di ingaggio e trasporto”, aggiunge il presidente Muraglia.

La produzione di ciliegie non ha subito gli attacchi della tecnologia, perché è destinata esclusivamente al consumo fresco e per questa ragione – spiega Coldiretti Puglia - devono essere mantenute integre la pezzatura, particolarmente consistente per la ciliegia Ferrovia, la compattezza ed il sapore. Tutto ciò richiede un’accuratezza nelle fasi di coltivazione e di raccolta facilmente riscontrabile, per cui la mano dell’uomo non può essere sostituita dalle macchine.

La produzione regionale pugliese risulta concentrata nella provincia di Bari che da sola rappresenta il 96,4% della produzione totale regionale, riferisce Coldiretti Puglia. Con le sue 47 mila tonnellate la provincia di Bari è la prima provincia italiana per produzione di ciliegie raccogliendo il 34% della produzione nazionale e la produzione di ciliegie in Puglia è pari al 39,8% del totale nazionale. La graduatoria dei prodotti agricoli pugliesi nel contesto nazionale – aggiunge Coldiretti Puglia -  vede al primo posto anche le ciliegie con una superficie di quasi 20.000 ettari, di cui oltre 17.000 della sola provincia di Bari, la quale copre più dell’85% della superficie investita.

L’agricoltura pugliese per effetto dei cambiamenti climatici – aggiunge Coldiretti Puglia - ha perso più di 3 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola, strutture e infrastrutture rurali.

 

“Stiamo studiando nuovi percorsi di accesso per poter garantire le distanze, a tutte le forme di gestione delle code e assembramenti che potrebbero esserci in prossimità del nostro botteghino, bar, ristorante ma anche per gli ingressi nelle piscine e alla docce. Stiamo valutando anche la rimodulazione degli orari di apertura ipotizzando una rotazione degli ingressi giornalieri e stiamo ripensando la pianta degli ombrelloni per poter garantire una maggiore distanza, sino all’anno scorso nell’area totale che misura 5000mq installavamo 150 ombrelloni e 10 tende-gazebo. Per quanto riguarda gli eventi serali abbiamo deciso di dedicare tutti gli spazi disponibili ad un solo ed unico evento serale e con un numero ristretto di ospiti per evento (qualora la legge lo permettesse). Altro aspetto a cui stiamo lavorando è la sicurezza per i nostri lavoratori, intanto che Governo e Regione si esprimano con dei disciplinari precisi, ci stiamo documentando e attrezzando”, spiega Resy Tassiello, proprietaria della struttura balneare.

Dalla raccolta dei dati degli infopoint della regione il mare e il clima sono tra le principali attrazioni dei turisti che arrivano in Puglia. I dati degli ultimi anni raccolti dall’osservatorio di Pugliapromozione dimostrano che il Pil generato dal settore turistico è in continua crescita. Gli imprenditori del settore e in particolare dei lidi balneari non vogliono far perdere l’appuntamento con il mare ai loro clienti quest’anno e si stanno già preparando con delle nuove misure di sicurezza dovute all’emergenza sanitaria. 

“In merito alla fase delle prenotazioni – continua Resy Tassiello -  abbiamo realizzato un sistema online che prevede tutte le fasi di una contrattazione reale: si potrà effettuare il calcolo del preventivo (non vincolante) e richiedere un supporto telefonico per coloro i quali hanno poca confidenza con le tecnologie. La medesima procedura di consulenza telefonica e prenotazione online è stata anche estesa anche agli eventi privati, con la possibilità di cancellazione gratuita sino a 20 giorni prima”.

Occuparsi di turismo in questa fase è difficilissimo si prevede un crollo della domanda e quindi una riduzione degli incassi a non meno del 50% per chi lavora nel settore e poi c’è l’incertezza generale che non permette di programmare le varie attività ma soprattutto gli investimenti da poter effettuare in una stagione estiva che, per forza di cose, ci vedrà convivere con il covid-19. Gli imprenditori dovranno prevedere anche l’aumento di costi per misure extra che potranno essere richieste e che su attività piccole potrebbero fare la differenza. 
“Il turismo è “un’esperienza” vera e propria che coinvolge l’aspetto più emozionale e di piena spensieratezza che tutti i clienti cercano di vivere e questo periodo potrebbe compromettere. Pensiamo anche ai nostri clienti più piccoli dove non sarà semplice spiegargli che l’accesso in piscina o al parco giochi sarà limitato. Crediamo però che il settore degli stabilimenti balneari (e tutto l’indotto) potrebbe rappresentare una boccata d’ossigeno per il settore turistico in quanto potrebbe rappresentare il volano e un asset da promuovere a costo quasi 0 per le casse dello Stato. Sarebbe auspicabile un piano congiunto di comunicazione che possa valorizzare questo settore, le competenze professionali presenti e il lavoro instancabile per la tutela dell’ambiente e delle coste. Inoltre, potremmo rappresentare la prima esperienza di “ripartenza” del sistema economico italiano”, conclude Tassiello.

Lido ilmaredentro è uno stabilimento balneare nato nel 2012 e conta una serie di servizi tra cui piscine, ristorante, bar, biberonoeria, cabina spogliatoio, area gioco, play ground e area parcheggio. Tutto questo su un’area totale di 5000mq che vede l’installazione di 150 ombrelloni e 10 tende-gazebo a Bari (tra Fesca e Palese).  L’attività si combina alle parte serale come location sul mare per eventi e feste private.

Il Presidente Paolo Iannone con il suo Club si sta adoperando per la spedizione di beni di prima necessità a Caritas e mense dei poveri presenti nel capoluogo pugliese

Si tratta di un piccolo gesto per tanti,  al fine di scongiurare ed evitare il più possibile il contagio della patologia CoVid-19 tra la popolazione. Queste le parole di Paolo Iannone, Presidente del Rotaract Club Bari Agorà, il quale ringrazia pubblicamente il suo socio Luca Mandurino per aver aiutato il Club nella realizzazione del service.

L’idea è ambiziosa ed altrettanto complessa nella sua realizzazione, viste le difficoltà nel reperire prodotti di prima necessità per i più bisognosi nell’attuale situazione di emergenza.

Una pandemia dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che non scoraggia però i ragazzi del Rotaract Club Bari Agorà che si sono dimostrati, ancora una volta, propositivi e pieni di idee per aiutare la loro comunità in un momento difficile.

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