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Sabato, 15 Dicembre 2018

La spesa dal contadino nel 2018 ha segnato un ulteriore incremento, con quasi 6 pugliesi su 10 (58%) che hanno acquistato prodotti agricoli e agroalimentari direttamente dagli agricoltori. E’ uno dei dati delle studio di Coldiretti/Campagna Amica sulla vendita diretta in Puglia nell’ultimo anno, presentato in occasione dell’apertura del primo Mercato contadino regionale che ha aperto i battenti a Brindisi, sulla Via Appia al numero civico 226, con il taglio del nastro del Vescovo dell’Arcidiocesi di Brindisi, Monsignor Domenico Caliandro, alla presenza del Direttore e dl Presidente di Coldiretti Brindisi, Aldo De Sario e Filippo De Miccolis Angelini, promotori convinti ed energici dell’iniziativa, oltre a  numerosi ospiti del mondo sociale, istituzionale ed economico, tra cui il Questore Masciopinto, il Prefetto di Brindisi Valenti e il Sindaco, nonché presidente della Provincia di Brindisi, Riccardo Rossi. Non sono mancati di momenti di show coking con gli agrichef di Campagna Amica  Floriana Fanizza, Carla Nigro, Wanda Magli, Giuseppe Loparco, Pietro Ligorio e Carlo Barnaba che hanno preparato i piatti della tradizione contadini per gli assaggi golosi di rito.

“Con il progetto economico ‘Campagna Amica’, è stata data una risposta alla grande attenzione dei consumatori alla tutela della salute e dell’ambiente  attraverso scelte agroalimentari consapevoli, testimoniata quotidianamente dall’affluenza nei Mercati di Campagna Amica e nelle Botteghe regionali, che contano 8.500 giornate di apertura, 650 produttori coinvolti, 22mila giornate lavorative (tra lavoro autonomo e dipendente), 4.500 tonnellate di prodotto commercializzato. I Mercati di Campagna Amica sono divenuti punti di incontro e di prossimità dove, oltre alla vendita diretta, trova spazio la comunicazione, l’informazione, il racconto attorno al cibo, spesso salvato dall’estinzione grazie al lavoro dei custodi della biodiversità, i nostri agricoltori che quotidianamente si impegnano nella produzione e al contempo nella salvaguardia del territorio e dell’ambiente”, ha detto il Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

La vendita diretta permette di avere a disposizione cibi più freschi, che durano più a lungo, visto che non devono percorrere lunghe distanze – aggiunge Coldiretti Puglia - permettendo di ridurre al massimo gli sprechi.

“La famiglia pugliese spende mensilmente per il cibo 457 euro – spiega il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – con un prepotente ritorno alla dieta mediterranea e l’aumento della spesa per l’olio d’oliva (+11%), frutta e verdura (entrambe con +4%), pane e pasta (+1%) nonché la riscossa della carne dopo anni di costante calo dei consumi. Contro la crisi della quarta settimana diviene determinante il riequilibrio nei rapporti tra imprese agricole, distribuzione e consumatori con accordi e controlli per la verifica dei margini. Nei Mercati di Campagna Amicai c’è una guida naturale al consumo consapevole, grazie al quale il 56 per cento delle famiglie pugliesi ha ridotto gli sprechi facendo la spesa in modo più oculato magari direttamente dal produttore con l’acquisto di cibi più freschi che durano di più, il 34 per cento ha ridotto le dosi acquistate, il 27 per cento utilizzando quello che avanza per il pasto successivo e il 18 per cento prestando più attenzione alla data di scadenza”.

Il primo Mercato contadino regionale al coperto di Campagna Amica a Brindisi è un vero e proprio salone della biodiversità, del ‘cibo eroico’ salvato dall’estinzione, come il biscotto cegliese, le orecchiette alla malvasia, il fiocchetto di cinghiale, il cremino di capra, il salame alla malvasia, i carciofi brindisini IGP al naturale, raccontati dalla prima raccolta nazionale dei ‘Siglli di Campagna Amica’ mai collezionata prima.

“I “Sigilli” di Campagna Amica sono i prodotti della biodiversità agricola italiana che nel corso dei decenni sono stati strappati all’estinzione o indissolubilmente legati a territori specifici – ha spiegato il Direttore Nazionale della Fondazione Campagna Amica - ai quali si aggiunge la lista delle razze animali che gli imprenditori agricoli di Campagna Amica allevano con passione. Si tratta in totale di 311 prodotti e razze animali raccolti nel corso di un censimento, curato dall’Osservatorio sulla biodiversità istituito dal comitato scientifico di Campagna Amica. Nel corso di questo primo studio sono risultati 369 “agricoltori custodi”, di cui il 25% sotto i 40 anni”. Le aziende condotte da questi imprenditori per il 20% producono con il metodo biologico e il 5% è impegnato in attività di agricoltura sociale ai sensi della Legge 141/2015. Dei 311 prodotti della biodiversità censiti, il 90% sono presenti sui banchi di vendita diretta dei mercati di Campagna Amica, mentre il 10% può essere acquistato solo in punti vendita aziendali o durante eventi specifici. Il 16% sono frutti, il 44% è costituito da ortaggi, legumi e cereali, il 30% da derivati di razze animali che sono rappresentate da 55 razze diverse presenti nei registri e nei libri delle razze, il 3% da miele e prodotti spontanei ad alto valore ecosistemico, e infine trasformati di olivi e vitigni per un 7%. “I “Sigilli” di Campagna Amica sono stati raccontati – ha concluso Troccoli - in un apposito atlante grazie ai contributi di accademici e studiosi, una ricerca di carattere sociologico con la presentazione di ricette e storie di agricoltori custodi, per comprendere l’importanza della conservazione di un patrimonio unico al mondo”.

I contadini ‘custodi’ della biodiversità al Mercato di Campagna Amica coperto a Brindisi:

Azienda agricola Fragnite di Ceglie Messapica, Agricola Pugliese Terzodieci di Castellaneta, Agricultura Fanizza di Fasano, Fattorie Grottaminarda Tedesco di San Vito dei Normanni, Viti e Vini Cultori di Brindisi, Azienda agricola Annalisa Greco di Brindisi, Azienda agricola Agrimesagne di Mesagne, Aziena agricola Lillo di Brindisi, Cooperativa Allevatori Valle d’Itria C.A.V.I di Cisternino, Melabacio di Martina Franca, Azienda agricola La Cava Verde di Calimera, Rehomare di Gallipoli, Azienda agricola Liberace di Brindisi, Cantine Due Palme di Cellino San Marco, Azienda Apistica Dimauro di Massafra.

 

 

Un fine settimana ricco di vere e proprie feste per la vendemmia in corso di uva da tavola e da vino, ricorda Coldiretti Bari, a Rutigliano con le celebrazioni della 54^ Sagra dell’uva da tavola e su Piazza del Ferrarese a Bari al Mercato di Campagna Amica, dove si stanno sfidando baby vignaiuoli nella pigiatura dell’uva da vino.

“Ogni iniziativa è utile a promuovere la Puglia agricola vera, il vero volto della Puglia produttiva e laboriosa – commenta il Delegato Confederale di Coldiretti Bari, Angelo Corsetti - dai grandi risultati economici nel settore agricolo, che rispetta le regole, fatta di agricoltori instancabili che producono qualità e manutengono l’ambiente e il paesaggio e che sta beneficiando delle azioni messe in atto da Coldiretti, a partire dalle relazioni contrattuali lungo le filiere, per assicurare al produttore agricolo la giusta remunerazione, così come agli operai nelle campagne, fino alle opportunità occupazionali create dal progetto economico di Campagna Amica”.

A Bari i personal trainer della pigiatura di Campagna Amica stanno coadiuvando le famiglie nell’attività di pigiatura, guidandole lungo il percorso sensoriale con informazioni su zona di produzione, caratteristiche organolettiche e chimiche e modalità di servizio e abbinamenti dei più famosi vini di Puglia, mentre a Rutigliano sono esposti in bella mostra i grappoli giganti che nell’annata 2018 hanno raggiunto anche i 5,2 chilogrammi di peso.

“A 15 anni dall’approvazione delle legge di orientamento in agricoltura, fortemente sostenuta da Coldiretti che ha rivoluzionato le campagne – aggiunge Vito Amendolara, Delegato Confederare delle articolazioni territoriali - i giovani hanno interpretato in chiave innovativa le opportunità offerte dal mondo rurale e oggi il 70 per cento delle imprese under 35 opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta”.

Numerose le attività connesse avviate grazie alla Legge di Orientamento che hanno dato opportunità di lavoro in campagna – conclude Coldiretti Bari - dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative come la cura dell’orto e i corsi di cucina in campagna, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

Boom furti in campagna con 300 milioni di euro di danni in un anno. E’ quanto denunciato da Coldiretti al Ministro degli Interni, Matteo Salvini, in visita in Fiera alla Fattoria Coldiretti, in relazione alle razzie che si moltiplicano nei campi italiani. Il Ministro ha assicurato di attivare ogni provvedimento utile, acquisendo informazioni dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, promosso da Coldiretti.

“Siamo molto preoccupati per le condizioni di lavoro e di vita nelle aree rurali pugliesi, dove i nostri agricoltori vivono loro malgrado una quotidianità da far west, fatta di furti di prodotto, alberi, mezzi agricoli, racket e abigeato”, ha denunciato il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele,  che ha lanciato l’allarme al Ministro Salvini “rispetto a quanto avverrà nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia, quando i quantitativi di olive che si potranno raccogliere, già ridotti all’osso dalle gelate, varranno tanto da essere preda ambita di bande criminali italiane e straniere”.

Il fenomeno della micro e macro criminalità nelle aree rurali pugliesi è divenuto pressante e pericoloso per la stessa incolumità degli agricoltori – denuncia Coldiretti Puglia – e in questo scenario di strisciante diffusione dell’illegalità e clima di pericolosa incertezza, le aziende corrono il forte rischio di perdere competitività.

Si registra un’impennata di fenomeni criminali che colpiscono e indeboliscono il settore agricolo – rileva Coldiretti Puglia – e non si tratta più soltanto di “ladri di polli”, quanto di veri criminali che organizzano raid capaci di mettere in ginocchio un’azienda, specie se di dimensioni medie o piccole.

“Assistiamo alla ‘stagionalità’ delle attività criminose in campagna – aggiunge Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – perché squadre ben organizzate rubano l’uva da tavola da agosto ad ottobre, le mandorle a settembre, le ciliegie a maggio, tagliano i ceppi dell’uva da vino a marzo/aprile, rubano le olive da ottobre a dicembre, gli ortaggi tutto l’anno, ma preferiscono i carciofi brindisini e gli asparagi foggiani, dimostrando che alla base dei furti ci sono specifiche richieste di prodotti redditizi perché molto apprezzati dai mercati, rubano gli ulivi monumentali perché qualcuno evidentemente li ricerca. I furti sono praticamente quotidiani – ha concluso Corsetti - tanto da aver spinto alcuni agricoltori ad organizzarsi con ronde notturne e diurne e non possiamo permetterci che continui ad essere messa a repentaglio l’incolumità dei nostri produttori”.

Sensibilizzare gli agricoltori circa l’importanza di denunciare è l’obiettivo di Coldiretti Puglia, per analizzare dove si registrano in più larga misura i fenomeni criminosi, quando avvengono i furti, quali sono mezzi e prodotti maggiormente appetibili e come è strutturata la ‘filiera’ della ricettazione per economizzare le attività di polizia, non lasciando isolate le vittime e rassicurandole circa l’anonimato della denuncia non restando isolati.

LA MAPPA DELLA CRIMINALITÀ IN SINTESI:

BARI E BAT - I predoni delle campagne fanno razzia di olive che come diamanti andrebbero sorvegliate di notte e scortate durante i trasferimenti nei frantoi.

I mandanti dei gruppi criminali sono italiani anche se spesso si avvalgono di ‘manodopera’ straniera. Depredano gli oliveti del barese, della BAT, del tarantino e del foggiano. In 2/3 minuti riescono a portare via oltre 30 kg di olive ad albero, battendo gli ulivi con mazze anche di ferro per far crollare il maggior numero di prodotto, danneggiando al contempo le piante. Le squadre di malfattori trascinano le reti sotto gli olivi a mano a mano che i complici percuotono i rami, per raccogliere il maggiore numero possibile di olive in caduta. Oltre alla perdita di reddito per il furto di olive e al danneggiamento delle piante, gli agricoltori sono costretti ad impiegare più manodopera per recuperare dal terreno parte della ‘refurtiva’ che i ladri, trascinando velocemente le reti di raccolta, non riescono a portare via. Gli agricoltori, ormai per il terzo anno consecutivo, sono vittime di un fenomeno che si sta consolidando e aggravando nel tempo.

I frantoi sono costretti ad avvisare la Questura prima di far partire i camion di olio extravergine alla volta delle varie destinazioni italiane per farli scortare fino all’imbocco dell’autostrada, eppure questa è la situazione nella BAT e soprattutto ad Andria, culla dell’olivicoltura pugliese. Il fenomeno che si ripete ogni anno mette a repentaglio l’incolumità stessa degli olivicoltori, costretti a fare ronde diurne e notturne. Le forze dell’ordine hanno un territorio assai vasto da presidiare, pertanto ampie zone non sono pattugliate.

Stessa sorte subiscono mandorle, uva da tavola, uva da vino, perché i gruppi criminali seguono la stagionalità delle produzioni.

Strage di ulivi monumentali nelle campagne del barese a Santo Spirito, nell’area attorno all’aeroporto di Bari e nella zona tra Bitonto, Giovinazzo, Grumo e Palo. Ogni albero garantisce circa un quintale di olive e il paradosso vergognoso della vicenda è che gli ulivi di inestimabile valore sono tagliati per rivendersi la legna o rubati per abbellire le ville.

TARANTO – Anche qui viene denunciato il barbaro e criminale taglio degli ulivi monumentali in provincia di Taranto, localizzato soprattutto nell’agro di Sava e Manduria, una vera e propria strage ad opera di gruppi criminali che tagliano gli ulivi secolari di inestimabile valore per rivendere la legna.

Ogni albero frutta circa 8/10 quintali di legname, un valore inestimabile per guadagnare, poi, solo qualche decina di euro. Sono atti vili che segnano, tra l’altro, la fine dell’attività olivicola dei nostri agricoltori che, prima di poter raccogliere nuovamente olive, dovranno aspettare anni. Per non parlare del taglio dei ceppi e dei tendoni dell’uva da tavola e da vino e dei furti di produzioni agricole di pregio che stanno interessando sia la zona orientale a Manduria, Sava, Maruggio che quella occidentale, con in testa Castellaneta e Palagiano. La situazione nelle campagne è divenuta esplosiva.

FOGGIA - I comuni maggiormente interessati da questo problema sono Cerignola, Lucera, Orta Nova, Torremmaggiore, San Severo, San Marco in Lamis, S. Giovanni Rotondo, Poggio Imperiale, ma il fenomeno è diffuso su tutto il territorio provinciale.

La tipologia di furti risulta essere di varia natura. Si passa dalla sottrazione del raccolto dalle piante in campo, alle aggressioni per il furto dei mezzi agricoli e/o delle attrezzature e/o del bestiame, dei raccolti già messi su cassoni, o addirittura alla sottrazione dei cavi di rame e del ferro. Molto diffusa è la razzia dei mezzi agricoli con la successiva richiesta di riscatto. Le denunce effettivamente presentate decisamente inferiori (circa 20%) agli eventi criminosi accaduti, nonostante le costanti sollecitazioni a denunciare i fatti.

BRINDISI – Si segnalano furti di carciofi, ortaggi, mezzi agricoli quali trattori, scopatrice, furgoni, oltre alla recrudescenza del fenomeno dei furti di ulivi e uva. I mezzi agricoli sono rubati soprattutto durante le ore diurne, nel pieno dello svolgimento delle attività agricole e all’imbrunire si registra il maggior numero di furti di olive.

LECCE - I comuni maggiormente interessati dell’hinterland di Lecce sono Frigole di Lecce, Surbo, Caprarica, Cavallino, Monteroni, Trepuzzi, ecc.

La maggiore incidenza di furti in aree rurali in provincia di Lecce si verificano nell’hinterland della città capoluogo, in particolare nei comuni confinanti con Lecce e immediatamente vicini al confine con la provincia di Brindisi, quali Frigole di Lecce, Surbo, Caprarica, Trepuzzi ecc…

In questi comuni si sono verificati numerosi casi di furti di attrezzature agricole (aratri, scuotitori, atomizzatori, ecc.) e alcuni casi anche di trattori, così come si sono verificati casi di tentativi di furti di olio dai frantoi.

 

 

 

 

 

Grottaglie presenta ufficialmente la candidatura a Città Europea dello Sport 2020 ed accoglie una delegazione dei commissari europei in un percorso per conoscere le realtà sportive, le strutture e gli impianti, ma anche il patrimonio storico, architettonico, paesaggistico e culturale del comune ionico. In tre giornate, si svolgeranno i momenti principali dell'iniziativa, promossa dall'Amministrazione comunale per promuovere e diffondere le discipline sportive, con particolare attenzione verso gli sport paralimpici e gli sport femminili, che coniugano i valori insiti nella pratica sportiva con quelli di inclusione e uguaglianza.

Giovedì 19 luglio, alle ore 10.30, nell'aula consiliare di Palazzo di Città (via Martiri d'Ungheria, Grottaglie, Taranto), l'assessore comunale allo sport e vicesindaco Vincenzo Quaranta presenterà, in una conferenza stampa, aperta anche alle realtà sportive del territorio, il dossier della candidatura. Nel progetto, sposato dalla Regione Puglia - assessorato allo sport, dalla Provincia di Taranto, dal Coni Puglia e dal Cip (Comitato italiano paralimpico), sono coinvolti cinquanta associazioni sportive e club del territorio. Gli enti fanno capo ad un comitato che cura gli aspetti organizzativi e promozionali dell'iniziativa. Nel corso della conferenza di giovedì 19 luglio, sarà anche proiettato il video realizzato dall'agenzia Amigdala, che promuove le attività sportive e i contenuti della candidatura; sarà inoltre comunicato il vincitore del concorso "Cadeau istituzionale in ceramica" dedicato a Grottaglie 2020 Città Europea dello Sport.

Successivamente, il 26 e 27 luglio giungeranno a Grottaglie i commissari  Vincenzo Lupattelli (Presidente Aces Italia), Pasquale Alfieri, Michele Zittucro, Gianfranco Mastrangelo e Nicola Deliso. Gli stessi interverranno, insieme ai rappresentanti dell'Amministrazione comunale, della Regione Puglia - assessorato regionale allo sport, del Coni Puglia e del Cip (Comitato italiano paralimpico Puglia), nel corso di una conferenza stampa programmata il 27 luglio, alle ore 10.30, al Convento dei Cappuccini, in cui sarà illustrato il percorso della candidatura a Città Europea dello Sport 2020.

"Spirito di squadra, partecipazione sociale, impegno costante per il conseguimento di risultati: lo sport è tutto questo - dichiara l'assessore comunale allo sport Vincenzo Quaranta -. E' anche un grande veicolo per la strutturazione di un percorso comunitario, perché lo sport incanala le nostre passioni facendoci sentire parte di un progetto, di un sogno comune. Abbiamo intrapreso un percorso che va da importanti lavori di adeguamento e potenziamento delle numerose strutture sportive presenti sul territorio, per modernizzarle e renderle accessibili a tutti, alla programmazione, promozione e conoscenza di azioni concrete atte a potenziare e diffondere la pratica sportiva, fino ad arrivare alla candidatura al titolo di Città Europea dello Sport 2020. Un piano che necessita di investimenti superiori ai 4 milioni di euro, ma che avrà un’importante ricaduta su Grottaglie che, per la sua posizione e la sua dotazione strutturale, diverrà centro propulsore del rilancio sportivo della provincia ionica. La programmazione generale prevede altre iniziative volte alla valorizzazione del territorio in tema di investimenti e nuovi insediamenti industriali; la promozione turistica messa in atto in collaborazione con i comuni pugliesi del Parco della Gravine e con Matera, Capitale Europea della Cultura 2019; le azioni di rigenerazione urbana nei diversi ambiti della città individuati prioritari; tra questi, i diversi poli sportivi collegati agli elementi paesaggistici in cui sono inseriti ed il centro storico quale attrattore e potenziale contenitore degli spazi di accoglienza e ricettività. Attraverso la partecipazione a bandi, sono stati ottenuti alcuni finanziamenti e altri sono in fase di reperimento a livello europeo nazionale e regionale. La candidatura al titolo di “Città Europea dello Sport 2020” si sposa con la nostra idea di sviluppo e promozione della città. Far divenire Grottaglie palcoscenico di importanti manifestazioni sportive, nazionali ed internazionali, permetterà di premiare il percorso di sviluppo ed investimento messo in atto per la promozione dello sport e di tutte le attività ad esso correlate".

 

 

Ancora strage di ulivi monumentali nelle campagne del barese. A distanza di 2 anni, dopo i 40 ulivi tagliati nel 2016 per rivendere la legna, lo stesso olivicoltore nella stessa campagna a Santo Spirito ha subito lo scapitozzamento e il danneggiamento di altri 40 ulivi secolari. “Sono stati tagliati e danneggiati altri 40 ulivi secolari dello stesso olivicoltore – tuona il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele –  che, episodio dopo episodio, oltre a perdere fiducia e speranza, appare in queste ore inconsolabile. Ogni albero garantiva circa un quintale di olive. E’ solo l’ultimo dei tanti casi, denunciati e non, che si sono registrati nell’area attorno all’aeroporto di Bari e nella zona tra Bitonto, Grumo e Palo”.

“Abbiamo scritto al Presidente Emiliano – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perché la situazione risulta essere molto grave e gravi sono stati i segnali, manifestati dagli agricoltori, di scoramento che ha portato molti di loro, sul piano repressivo, a non denunciare più gli episodi delittuosi e, sul piano preventivo, ad organizzarsi in squadre e presidiare durante la notte le loro campagne. Iniziative delle quali è superfluo sottolineare la gravità, anche sotto il profilo dell’immagine. Per questo abbiamo chiesto che, di concerto con la Fondazione Osservatorio sulla criminalità in agricoltura, si proceda a concretizzare iniziative tempestive ed efficaci di presidio delle aree rurali”.

Furti e danneggiamenti sono praticamente quotidiani – denuncia Coldiretti Puglia - tanto da aver spinto alcuni agricoltori ad organizzarsi con ronde notturne e diurne, mentre altri si sono affidati a istituti di vigilanza. Oltre alla perdita di reddito, a rischio è la stessa incolumità dei nostri agricoltori, non certo un elemento  trascurabile.

Secondo l’analisi dell’Osservatorio sulla criminalità dell’agricoltura e sul sistema agroalimentare promosso da Coldiretti sui risultati conseguiti dalle Forze di Polizia, l’intero comparto agroalimentare è caratterizzato da fenomeni criminali legati a furti, estorsioni e alla contraffazione di prodotti alimentari ed agricoli e dei relativi marchi garantiti. I danni al sistema sociale ed economico sono molteplici, dal pericolo per la salute dei consumatori finali, all’alterazione del regolare andamento del mercato agroalimentare. Per questo Coldiretti Puglia, ringraziando le forze dell’ordine per l’opera incessante svolta quotidianamente, chiede una stretta sui controlli per assicurare maggiore sicurezza agli agricoltori e agli operai.

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