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Martedì, 15 Ottobre 2019

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Il Meeting del Volontariato, organizzato dal Centro di servizio al volontariato San Nicola, anche quest’anno ha seminato la cultura della gratuità e della solidarietà in Fiera del Levante, ha portato in Campionaria idee e progetti innovativi per la costruzione del benessere delle comunità. Migliaia i visitatori che hanno incontrato le 140 associazioni e gli oltre 2000 volontari presenti nel Padiglione Nuova Hall; oltre 1000 gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado che hanno conosciuto il mondo della cittadinanza attiva.

Convegni, mostre, spettacoli teatrali, concerti hanno dato forma alla proposta culturale del Csv San Nicola, che ha voluto dedicare il Meeting alle “Nuove GenerAzioni”. “La mission del Csv San Nicola – ha dichiarato la presidente del Centro Rosa Franco - dedica una particolare importanza alla promozione della cultura del volontariato. Ciò implica un’azione educativa a partire dai giovani. Per questo abbiamo dialogato con gli studenti, abbiamo proposto testimonianze significative per fare loro una proposta di vita interessante e creare le condizioni per avviare un percorso comune di condivisione di idee, progetti e azioni”.

Gli studenti hanno potuto incontrare testimoni d’eccezione, tra i quali Luciano Violante, presidente emerito della Camera dei deputati, il quale, parlando di polis ai giovani ha posto l’accento sull’impegno personale perché “essere cittadini è una responsabilità, non un certificato: la democrazia è frutto del coraggio, dell’intelligenza e della volontà di ciascuno”; Claudio Risè, psicoterapeuta e scrittore, che ha parlato di affettività, “della necessità di incontrare l’altro, di fare esperienze di vita significative per crearsi un’identità libera e solida”; don Gianni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes, che ha discusso di accoglienza esortando a “incontrare personalmente l’altro per non cadere nelle categorie, nei luoghi comuni che sempre alzano barriere”; Giorgio Paolucci, giornalista e scrittore, il quale ha proposto il modello “dell’identità arricchita, quella a cui dobbiamo tendere in una società italiana ormai mutata a fronte delle migrazioni”.

Significativi gli interventi di chi opera sul nostro territorio  in diversi ambiti, dalla scuola all’imprenditoria sociale, per accrescerne il benessere: Davide Sirago, ceo e co-funder Carepy srl, Irene Milone, presidente del consorzio Nuvola di Francavilla Fontana, Patrizia De Pergola, presidente della Comunità La strada e le stelle, Franco Lorusso, dirigente scolastico, Giovanni Vacca, direttore della Fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano di Bitonto.

Di rilievo gli incontri delle associazioni in cui sono stati affrontati una molteplicità di argomenti: diritti delle donne; agricoltura e reti sociali; giovani, reati e giustizia riparativa; comunicazione per il sociale; famiglie e affidamento; droga e informazione; testamento biologico e fine vita; povertà e usura; diversità; tumore e prevenzione; morale ed etica; arte e giovani.

Tanti gli esponenti del mondo delle istituzioni e non solo che hanno voluto esserci al Meeting del Volontariato: il già citato presidente emerito della Camera dei Deputati Luciano Violante, il Ministro agli Affari regionali Francesco Boccia, il governatore della Puglia Michele Emiliano, il presidente della Camera di Commercio di Bari Alessandro Ambrosi, il sindaco di Bari Antonio Decaro, il direttore del Centro per la Giustizia minorile Giuseppe Centomani, il presidente della Consulta Nazionale Antiusura mons. Alberto D’Urso, il consigliere regionale Mario Conca, il direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura della Regione Puglia Aldo Patruno, il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive Piero Rossi, l’assessore al Welfare del Comune di Bari Francesca Bottalico.

“La presenza di rappresentanti istituzionali e non ha testimoniato che stiamo assimilando una nuova mentalità, ossia che chi costruisce il territorio non sono solo due categorie, istituzioni e mondo profit, ma tutti i soggetti che operano per promuovere il benessere delle persone, per rendere migliore la qualità della vita della gente” ha dichiarato la presidente del Csv San Nicola Rosa Franco a conclusione dell’evento lanciando l’augurio che “il cammino intrapreso possa arricchirsi ogni giorno di incontri tra persone, tra ricchezze e capacità di quel poderoso capitale umano e sociale di cui abbonda Terra di Bari”.

“Esiste un evidente squilibrio nella distribuzione del valore lungo la filiera, favorito anche da pratiche commerciali sleali come i casi di aste capestro on line al doppio ribasso che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione, nonostante il codice etico firmato dal Ministero delle Politiche Agricole e dalle principali catene della grande distribuzione, che avrebbe dovuto evitare questo fenomeno che spinge a prezzi di aggiudicazione che non coprono neanche i costi di produzione”, ha denunciato Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, nel corso dell’incontro sul mercato del lavoro.

Chiaro il riferimento del presidente Muraglia anche alle responsabilità della politica regionale per il necessario supporto “al processo di crescita degli occupati dipendenti regolari che deve essere sostenuto dallo snellimento delle procedure amministrative e dalla semplificazione attraverso i SuperCAA, dallo sblocco del PSR che consenta ai 5000 giovani che hanno presentato domanda di insediarsi di poter realizzare i propri sogni e a tutte le aziende agricole, che attendono da anni di poter investire, di ampliare le proprie aziende e dare impulso all’innovazione e all’occupazione in agricoltura”.

"Se nei passaggi della filiera venissero riconosciuti prezzi adeguati ai prodotti agricoli in campagna – ha insistito il presidente Muraglia - le imprese agricole sarebbero disposte a pagare gli operai anche oltre quanto definito dal contratto provinciale del lavoro, perché c’è la profonda consapevolezza che vada garantita con ogni mezzo dignità del lavoro sia alle imprese agricole che ai lavoratori. Per questo Coldiretti ha chiesto, tra l’altro, al Ministro del Lavoro Di Maio la necessaria semplificazione del mercato del lavoro, passando attraverso il pit stop della legge anti caporalato in tempi brevi e certi, uno strumento da non stravolgere, ma certamente da migliorare nelle parti che non hanno funzionato, prevedendo azioni comuni da intraprendere per far incontrare in maniera trasparente domanda e offerta di lavoro in agricoltura".

" L'asta elettronica al doppio ribasso – ha insistito il vicepresidente di Coldiretti Bari, Carlo Barnaba - prevede che i fornitori di un prodotto facciano una prima offerta di prezzo di vendita e che poi quel valore diventi la base per una seconda asta on line dove i partecipanti devono scendere ancora per aggiudicarsi la commessa. In questo modo non si tiene conto in alcun modo della qualità e delle differenze produttive con prezzo finale arriva al di sotto dei costi di produzione mandando in perdita a cascata agricoltori e trasformatori.  Si aggravano così i pesanti squilibri di filiera della distribuzione del valore visto che per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi come frutta e verdura solo 22 centesimi arrivano al produttore agricolo ma il valore scende addirittura a 2 centesimi nel caso di quelli trasformati dal pane ai salumi fino ai formaggi, secondo Ismea”.

Per Coldiretti vanno create le condizioni di una tangibile e concreta semplificazione, ad iniziare dalle visite mediche preventive e pulendo le sacche di grigio, a partire dal trasporto dei lavoratori nei campi che rappresenta un aspetto fondamentale del business dei caporali, facendo controlli mirati, in particolare nei confronti delle cooperative senza terra che svolgono solo ed esclusivamente servizi agricoli.

 

 

 

 

Si è tenuto presso la Sala Giunta della Città Metropolitana di Bari l’incontro tra Sindaci e Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia Cosimo Borraccino, alla presenza del Consigliere Antonio Stragapede “Promozione e coordinamento dello Sviluppo Economico dell’area Metropolitana” che da Maggio 2018 ha avviato il dialogo per la Costituzione del Distretto del Cibo.

“Un’occasione imperdibile per creare sinergia e stretta integrazione per la ricerca, innovazione, competitività, internazionalizzazione per il nostro territorio che merita attenzione in quanto territorio simbolo dell’agricoltura di qualità. E’ un iter che la Città Metropolitana di Bari ha intrapreso alla luce delle disposizioni contenute nella legge di Bilancio 2018, un’iniziativa voluta del MIPAAFT – Ministero delle Politiche Agricole- così introduce il Consigliere Stragapede e aggiunge: - Attraverso tavoli istituzionali con i Comuni  promotori  e con l’obbiettivo di estendere questo percorso virtuoso a tutti i 41 Comuni dell’area metropolitana di Bari, vogliamo procedere con il riconoscimento regionale definitivo,  di concerto (previa intesa) con l’Assessore Regionale all’Agricoltura e Assessore allo Sviluppo Cosimo Borraccino. Pertanto sono convinto che a seguito del riconoscimento e attraverso un programma di Sviluppo verrà avviata una strategia di pianificazione del distretto che nasce dai fabbisogni e dalle Filiere da valorizzare. Sarà un “Distretto Inclusivo” e non esclusivo per alcuni-.

Durante l’incontro sono intervenuti anche i Sindaci:

“Vogliamo essere a favore di questo protocollo inclusivo, a favore di iniziative che siano a sostegno della produzione del cibo di qualità nel settore agroalimentare che inevitabilmente coinvolge l’allevamento.” Entusiasta Maria Pia Di Medio, Sindaco di Cassano delle Murge.

“Come territorio dobbiamo essere consapevoli delle problematiche anche climatiche a cui andiamo incontro, anche per questo siamo pronti a fare scelte che siano a favore dell’agricoltura.” Sindaca Rosa Melodia, Sindaco di Altamura.

“È nostro dovere valorizzare e tutelare un patrimonio che vanta riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Si è appena concluso l’Anno Del Cibo 2018 e dunque fare squadra e fare rete sono sinonimi di collaborazione in vista delle opportunità che questo iter significherà per il nostro territorio. Sindaca di Bitetto, Fiorenza Pascazio.

Favorevole alla costituzione del Distretto del Cibo Metropolitano l’Assessore Cosimo Borraccino alla Sviluppo Economico della Regione Puglia che commenta:

“Questo è uno strumento utile, non solo alla pianificazione economica del nostro territorio ma soprattutto ci permette di investire sull’ambiente che ci circonda e sulla nostra salute. Il nostro territorio deve puntare non solo alla crescita economica ma in primis a continuare a detenere primati in quanto a prodotti di qualità unici nel loro genere. Come Assessore non posse esimermi da dare piena disponibilità per questa iniziativa innovativa ed è un onore collaborare a questo tavolo con i rappresentanti di Comunità che con forza e determinazione lavorano per il territorio.” Conclude l’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico.  

Partecipi al tavolo e a favore della costituzione del Distretto del Cibo anche Domenico Incantalupo per il Comune di Bitonto, l’Assessore Felice Lafabiana del Comune di Gravina in Puglia, Gennaro Palladino Vicesindaco di Grumo Appula e ing. Maurizio Montalto dirigente del servizio Sviluppo Economico della Città Metropolitana di Bari e la Vice sindaca Rosa Simone Verni di Sannicandro di Bari.

Il Consigliere Antonio Stragapede chiude l’incontro lanciando il prossimo tavolo al quale saranno presenti i parchi di riferimento dell’area Metropolitana e le Associazioni di Categorie e tutti gli stakeolder dei rispettivi territori.

"Se nei passaggi della filiera venissero riconosciuti prezzi adeguati ai prodotti agricoli in campagna, le imprese agricole sarebbero disposte a pagare gli operai anche oltre quanto definito dal contratto provinciale del lavoro, perché c’è la profonda consapevolezza che vada garantita con ogni mezzo dignità del lavoro sia alle imprese agricole che ai lavoratori", non ha usato mezzi termini Romano Magrini, Responsabile nazionale di Coldiretti Nazionale relazioni sindacali, lavoro, immigrazione e sicurezza, intervenendo ai due incontri con i Parlamentari e con le forze politiche a Foggia e Bari sul delicato tema della semplificazione del mercato del lavoro, a cui hanno partecipato gli Onorevoli L’Abbate (M5S), Pagano (PD), la Senatrice Naturale (M5S), il segretario provinciale di Forza Italia di Foggia Di Mauro, il segretario provinciale PD di Foggia Azzarone e l’ex Onorevole Mongiello.

"Esiste una evidente 'distorsione' nei costi di produzione. Ad esempio, nel prezzo di una passata comprata al supermercato - ha aggiunto Magrini - si paga di più la bottiglia che non il pomodoro che contiene. In una bottiglia di passata di pomodoro da 700 ml in vendita mediamente a 1,3 euro oltre la metà del valore (53%) secondo la Coldiretti è il margine della distribuzione commerciale con le promozioni, il 18% sono i costi di produzione industriali, il 10% è il costo della bottiglia, l’8% è il valore riconosciuto al pomodoro, il 6% ai trasporti, il 3% al tappo e all’etichetta e il 2% per la pubblicità. Ciò vale per tutte le produzioni agricole, anche per quelle non trasformate, come gli ortaggi e la frutta".

Da qui la richiesta di Coldiretti ai Parlamentari e alla politica per "il necessario pit stop della legge anti caporalato in tempi brevi e certi, uno strumento utile che non va stravolto - ha precisato Magrini – piuttosto va migliorato ciò che non ha funzionato e devono essere previste azioni comuni da intraprendere per far incontrare in maniera trasparente domanda e offerta di lavoro in agricoltura, creando le condizioni di una tangibile e concreta semplificazione, ad iniziare dalle visite mediche preventive, e pulendo le sacche di grigio, a partire dal trasporto dei lavoratori nei campi che rappresenta un aspetto fondamentale del business dei caporali, facendo controlli mirati, in particolare nei confronti delle cooperative senza terra che svolgono solo ed esclusivamente servizi agricoli".

“Ciò passa anche dalla capacità di riuscire finalmente a sfruttare le risorse inutilizzate del Mezzogiorno. Coldiretti lo sta facendo, presentando progetti di sviluppo insieme ai principali gruppi industriali e bancari d’Italia, progetti che realizzano nuovi e moderni strumenti di gestione delle relazioni contrattuali lungo le filiere – ha concluso Magrini - che vogliono rappresentare un modello di coimprenditorialità, sostenibilità economica, ambientale e dello sviluppo dell’occupazione, nel rispetto dell’ambiente e del consumatore”.

“Esiste un evidente squilibrio nella distribuzione del valore lungo la filiera – ha denunciato Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia - favorito anche da pratiche commerciali sleali come i casi di aste capestro on line al doppio ribasso che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione, nonostante il codice etico firmato dal Ministero delle Politiche Agricole e dalle principali catene della grande distribuzione, che avrebbe dovuto evitare questo fenomeno che spinge a prezzi di aggiudicazione che non coprono neanche i costi di produzione”.

Chiaro il riferimento del presidente Muraglia anche alle responsabilità della politica regionale per il necessario supporto “al processo di crescita degli occupati dipendenti regolari che deve essere sostenuto dallo snellimento delle procedure amministrative e dalla semplificazione attraverso i SuperCAA, dallo sblocco del PSR che consenta ai 5000 giovani che hanno presentato domanda di insediarsi di poter realizzare i propri sogni e a tutte le aziende agricole, che attendono da anni di poter investire, di ampliare le proprie aziende e dare impulso all’innovazione e all’occupazione in agricoltura”.

 

 

 

La spesa dal contadino nel 2018 ha segnato un ulteriore incremento, con quasi 6 pugliesi su 10 (58%) che hanno acquistato prodotti agricoli e agroalimentari direttamente dagli agricoltori. E’ uno dei dati delle studio di Coldiretti/Campagna Amica sulla vendita diretta in Puglia nell’ultimo anno, presentato in occasione dell’apertura del primo Mercato contadino regionale che ha aperto i battenti a Brindisi, sulla Via Appia al numero civico 226, con il taglio del nastro del Vescovo dell’Arcidiocesi di Brindisi, Monsignor Domenico Caliandro, alla presenza del Direttore e dl Presidente di Coldiretti Brindisi, Aldo De Sario e Filippo De Miccolis Angelini, promotori convinti ed energici dell’iniziativa, oltre a  numerosi ospiti del mondo sociale, istituzionale ed economico, tra cui il Questore Masciopinto, il Prefetto di Brindisi Valenti e il Sindaco, nonché presidente della Provincia di Brindisi, Riccardo Rossi. Non sono mancati di momenti di show coking con gli agrichef di Campagna Amica  Floriana Fanizza, Carla Nigro, Wanda Magli, Giuseppe Loparco, Pietro Ligorio e Carlo Barnaba che hanno preparato i piatti della tradizione contadini per gli assaggi golosi di rito.

“Con il progetto economico ‘Campagna Amica’, è stata data una risposta alla grande attenzione dei consumatori alla tutela della salute e dell’ambiente  attraverso scelte agroalimentari consapevoli, testimoniata quotidianamente dall’affluenza nei Mercati di Campagna Amica e nelle Botteghe regionali, che contano 8.500 giornate di apertura, 650 produttori coinvolti, 22mila giornate lavorative (tra lavoro autonomo e dipendente), 4.500 tonnellate di prodotto commercializzato. I Mercati di Campagna Amica sono divenuti punti di incontro e di prossimità dove, oltre alla vendita diretta, trova spazio la comunicazione, l’informazione, il racconto attorno al cibo, spesso salvato dall’estinzione grazie al lavoro dei custodi della biodiversità, i nostri agricoltori che quotidianamente si impegnano nella produzione e al contempo nella salvaguardia del territorio e dell’ambiente”, ha detto il Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

La vendita diretta permette di avere a disposizione cibi più freschi, che durano più a lungo, visto che non devono percorrere lunghe distanze – aggiunge Coldiretti Puglia - permettendo di ridurre al massimo gli sprechi.

“La famiglia pugliese spende mensilmente per il cibo 457 euro – spiega il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – con un prepotente ritorno alla dieta mediterranea e l’aumento della spesa per l’olio d’oliva (+11%), frutta e verdura (entrambe con +4%), pane e pasta (+1%) nonché la riscossa della carne dopo anni di costante calo dei consumi. Contro la crisi della quarta settimana diviene determinante il riequilibrio nei rapporti tra imprese agricole, distribuzione e consumatori con accordi e controlli per la verifica dei margini. Nei Mercati di Campagna Amicai c’è una guida naturale al consumo consapevole, grazie al quale il 56 per cento delle famiglie pugliesi ha ridotto gli sprechi facendo la spesa in modo più oculato magari direttamente dal produttore con l’acquisto di cibi più freschi che durano di più, il 34 per cento ha ridotto le dosi acquistate, il 27 per cento utilizzando quello che avanza per il pasto successivo e il 18 per cento prestando più attenzione alla data di scadenza”.

Il primo Mercato contadino regionale al coperto di Campagna Amica a Brindisi è un vero e proprio salone della biodiversità, del ‘cibo eroico’ salvato dall’estinzione, come il biscotto cegliese, le orecchiette alla malvasia, il fiocchetto di cinghiale, il cremino di capra, il salame alla malvasia, i carciofi brindisini IGP al naturale, raccontati dalla prima raccolta nazionale dei ‘Siglli di Campagna Amica’ mai collezionata prima.

“I “Sigilli” di Campagna Amica sono i prodotti della biodiversità agricola italiana che nel corso dei decenni sono stati strappati all’estinzione o indissolubilmente legati a territori specifici – ha spiegato il Direttore Nazionale della Fondazione Campagna Amica - ai quali si aggiunge la lista delle razze animali che gli imprenditori agricoli di Campagna Amica allevano con passione. Si tratta in totale di 311 prodotti e razze animali raccolti nel corso di un censimento, curato dall’Osservatorio sulla biodiversità istituito dal comitato scientifico di Campagna Amica. Nel corso di questo primo studio sono risultati 369 “agricoltori custodi”, di cui il 25% sotto i 40 anni”. Le aziende condotte da questi imprenditori per il 20% producono con il metodo biologico e il 5% è impegnato in attività di agricoltura sociale ai sensi della Legge 141/2015. Dei 311 prodotti della biodiversità censiti, il 90% sono presenti sui banchi di vendita diretta dei mercati di Campagna Amica, mentre il 10% può essere acquistato solo in punti vendita aziendali o durante eventi specifici. Il 16% sono frutti, il 44% è costituito da ortaggi, legumi e cereali, il 30% da derivati di razze animali che sono rappresentate da 55 razze diverse presenti nei registri e nei libri delle razze, il 3% da miele e prodotti spontanei ad alto valore ecosistemico, e infine trasformati di olivi e vitigni per un 7%. “I “Sigilli” di Campagna Amica sono stati raccontati – ha concluso Troccoli - in un apposito atlante grazie ai contributi di accademici e studiosi, una ricerca di carattere sociologico con la presentazione di ricette e storie di agricoltori custodi, per comprendere l’importanza della conservazione di un patrimonio unico al mondo”.

I contadini ‘custodi’ della biodiversità al Mercato di Campagna Amica coperto a Brindisi:

Azienda agricola Fragnite di Ceglie Messapica, Agricola Pugliese Terzodieci di Castellaneta, Agricultura Fanizza di Fasano, Fattorie Grottaminarda Tedesco di San Vito dei Normanni, Viti e Vini Cultori di Brindisi, Azienda agricola Annalisa Greco di Brindisi, Azienda agricola Agrimesagne di Mesagne, Aziena agricola Lillo di Brindisi, Cooperativa Allevatori Valle d’Itria C.A.V.I di Cisternino, Melabacio di Martina Franca, Azienda agricola La Cava Verde di Calimera, Rehomare di Gallipoli, Azienda agricola Liberace di Brindisi, Cantine Due Palme di Cellino San Marco, Azienda Apistica Dimauro di Massafra.

 

 

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