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Martedì, 15 Ottobre 2019

Come da tradizione, il mese mariano sarà ricco di celebrazioni. A partire dal 1° ottobre, tornerà il “Buongiorno a Maria” (per la cui recita il Santuario ha realizzato un nuovo opuscolo). L’appuntamento con la tradizionale preghiera dedicata alla Madonna è dal lunedì al sabato, alle 6.30 (anche in diretta su TV2000). Il calendario del mese mariano, però, inizierà qualche giorno prima. Dal 27 settembre, infatti, e fino al 5 ottobre, alle 18.00, in Basilica, saranno recitati il santo Rosario e la Novena d’Impetrazione, seguiti dalla celebrazione eucaristica e la Chiusura del Quadro. Venerdì 4, alle 18.00, dopo la Novena d’Impetrazione, ci sarà una speciale Discesa del Quadro della Vergine. Sabato 5, giorno che precede la Supplica, sarà celebrato il 20° dei Venti Sabati del santo Rosario, mentre, alle 20.00, si svolgerà la processione con l’urna contenente le spoglie del Beato Bartolo Longo per le strade principali della città, in occasione della sua festa liturgica. Alle 22, inizierà la Veglia Mariana, animata dalla Pastorale Familiare e della Vita e dalla Pastorale Vocazionale, che accompagnerà i fedeli fino alla celebrazione della santa Messa delle 24.00, presieduta dall’Arcivescovo della città mariana, monsignor Tommaso Caputo.

Domenica 6, sarà celebrata la Supplica. Il rito solenne, che avrà inizio alle 10.30 con la concelebrazione eucaristica, sarà presieduto dal Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Stefano Russo, Vescovo emerito di Fabriano-Matelica. L’evento sarà trasmesso in diretta televisiva da Canale 21, a partire dalle 10.00.

Nel frattempo, il 30 settembre, inizierà la trasmissione quotidiana in diretta televisiva della santa Messa delle 8.30 dal Santuario di Pompei a cura di Tv2000, l’emittente della Cei. La diretta della celebrazione eucaristica è in programma fino al 2 novembre.

Dopo i saluti del  Dr. Enrico Angelo Stanco, Direttore del  Parco Archeologico del Pausilypon, è intervenuto il Presidente del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus Maurizio Simeone in cui è situata la villa “D’Otium” del I Sec. a.C. di Publio Vedio Pollione, dove si tiene la rassegna stabile di musica e teatro “Suggestioni all’imbrunire”, che quest’anno è giunta alla sua XI Edizione.

«Arrivare all’undicesima edizione per noi è un traguardo - ha dichiarato Maurizio Simeone -  è il frutto della collaborazione di tante persone, il nostro staff è formato tutto da volontari. Ringrazio il Direttore del Parco Enrico Stanco, la Soprintendenza ci ha dato fiducia ogni anno. Non abbiamo contributi esterni da enti, ogni contributo, come quello della Ferrarelle, è una boccata d’ossigeno. Questo sito è uno specchio della bellezza della nostra terra. La rassegna si autofinanzia e i proventi vengono investiti nei progetti, piccoli e grandi, nonché nella manutenzione ordinaria. Vi esorto a non abbandonare mai il patrimonio archeologico-naturale della nostra Regione, che rappresenta la testimonianza del nostro passaggio», ha concluso il Presidente Simeone.

Il Direttore artistico della rassegna Serena Improta, ha sottolineato come il luogo

del Parco Archeologico sia un posto magico, in cui i  due teatri della villa antica sono stati concepiti da un popolo che metteva la cultura al primo posto.

Michele Placido con il cantante  Gianluigi Esposito e il chitarrista Antonio Saturno ha entusiasmato gli spettatori dell’evento che ha aperto sabato 14 la rassegna 2019. Un recital della produzione Cabiria Production, che vuole essere un racconto, un dialogo tra il famoso artista e gli spettatori. Michele Placido ha interpretato poesie e monologhi di grandi personaggi come Dante (Paolo e Francesca), Neruda, Montale e D’Annunzio, in una applauditissima “La pioggia nel pineto”. I testi dei poeti e scrittori napoletani, da Salvatore Di Giacomo ad Eduardo De Filippo, sono stati recitati  con  un perfetto accento partenopeo dal nostro Attore.  Gianluigi Esposito e il suo musicista Antonio Saturno hanno interpretato le più famose e belle canzone del loro vasto repertorio di canzoni napoletane fa cui una commovente “Carmela”. Il trio, che ha portato lo spettacolo in tutta Italia per oltre 160 repliche, nasce dalla consapevolezza che c’è bisogno di divulgare nel mondo la poesia e la musica italiana e napoletana, in un momento - come quello attuale -  dove la globalizzazione tende ad eliminare le varie identità.

Abbiamo chiesto a Michele Placido quali emozioni ha provato a recitare  senza avvalersi di allestimenti scenici, elettronici ed infrastrutturali  che è stato scelto di non utilizzare per non alterare il fascino naturale del sito archeologico:

«le emozioni che io ho provato questa sera glielo dico dal fondo del cuore, mi creda non c'è televisione non c'è cinema come  dicevo all'inizio nella presentazione dello spettacolo. La mia storia nasce come attore dell'Accademia nazionale di arte drammatica quindi lavoro sulla parola, sul verso, sulla dizione poetica come i grandi registi che mi hanno guidato negli anni giovanili. Soprattutto quando io sono in una situazione, una posizione come questa in cui mi si considera lo strumento portatore delle emozioni attraverso le parole dei grandi poeti, dei grandi scrittori con un pubblico che mi segue  non mi esalto né come regista né come attore, questo è poco ma sicuro perché la mia natura è questa: è la dizione poetica. Questo me l'hanno insegnato da bambino. Alle scuole elementari una maestra vedendo la mia poca concentrazione nelle altre materie si emozionava quando io pronunciavo versi del Pascoli o di Gozzano e lì anch'io ho incominciato a capire e pensare che la mia natura emotiva era un dono straordinario, che non è solo talento. Una questione che quando tu ti esalti, forse anche troppo, però i versi dei Poeti sono qualcosa di straordinario non c'è altra materia non ce né la celluloide né la televisione. Mi esalto soprattutto quando sono sul palcoscenico di un teatro».

Sabato 13 a Napoli nei giardini di Palazzo Grenoble, sede del Consolato Generale francese nonché dell’Institut français, vi è stato il pubblico delle grandi occasioni per la Festa Nazionale francese.

«Per noi condividere con Napoli questo momento gioioso che celebra la nostra Festa Nazionale è l’occasione per celebrare l’amicizia con la vostra città». Così ha esordito Laurent Burin des Roziers, Console Generale di Francia e Direttore dell’Institut français Napoli.

«Ci sono in Europa due capitali: Parigi e Napoli», questa la famosa frase di Stendhal ricordata da Christian Masset, Ambasciatore francese in Italia, che nei giorni scorsi è giunto a Napoli in occasione dei festeggiamenti per i Cento anni dell’Institut français Napoli, una delle istituzioni culturali più prestigiose della città. Durante la festa per il centenario è stato celebrato anche il profondo legame tra Napoli e la Francia e l’amicizia tra la Francia e l’Italia, che ha una lunga storia e di cui da un secolo l’Istituto francese fa da ponte. Infatti l’Istituto Francese di Napoli è stato fondato nel 1919, su iniziativa dell’Università di Grenoble, per sviluppare le relazioni tra l’Italia meridionale e la Francia. Nel quartiere residenziale di via Crispi, in un edificio d’ispirazione neo-classica, il Grenoble è luogo di alta cultura francese per i Napoletani e centro di ricerche per i Francesi che si interessano all’Italia del sud. Dal 1945 il palazzo ha aperto i suoi battenti agli studenti universitari. Dal 2001 il Consolato Generale di Francia ha i propri uffici al secondo piano. Dal 1 gennaio 2012 l’Istituto, fondendosi con gli altri istituti e centri culturali francesi sul territorio italiano, ha preso il nome di Institut français Napoli.

«Quando sono venuto a Napoli lo scorso anno - ha detto Laurent Burin des Roziers - sono rimasto colpito dalla dinamicità della città, dalle vostre grandi università e dalle iniziative culturali come ad esempio la mostra sul Caravaggio a Capodimonte. Vorrei sottolineare la preparazione dei docenti che insegnano francese e le importanti iniziative culturali delle università, dove sono emersi i valori dello sport per gli atleti che hanno partecipato alle Universiadi, questi giorni resteranno certamente impressi in modo indelebile nella loro memoria». Il Console Generale di Francia ha poi continuato il suo discorso nella sua lingua, salutando gli atleti francesi in procinto di far ritorno alle loro case. Ha anche salutato la comunità francese presente. Parole di elogio ha avuto per i ricercatori e i professori dell’Institut français e per tutto il personale del Grenoble che svolgono un lavoro eccezionale. Parole di affetto sono state rivolte anche alle associazioni di amicizia italo-francese. Prima del rituale brindisi con lo champagne il Prefetto di Napoli, Dr.ssa Carmela Pagano, ha sottolineato i profondi legami di amicizia e collaborazione che esistono tra l’Italia e la Francia, rapporti che sono basati sulla comune storia europea.

«La cultura francese ha per noi Italiani un valore particolare in questi giorni - ha detto la Dr.ssa Pagano - in cui si sono disputate le Universiadi che hanno rinsaldato i rapporti tra i nostri due paesi per la partecipazione degli atleti che hanno veicolato un messaggio di pace».

Ha concluso gli interventi Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli: «sono contento di essere qui per testimoniare il consolidamento dei rapporti con la Francia, a noi molto cara. Le Quattro Giornate di Napoli hanno lasciato un segno nella storia. Ricordiamo quello che vuol dire libertà, uguaglianza e fratellanza. In particolare la libertà deve essere per tutti altrimenti è privilegio. Io cerco di dare un valore a queste parole non dimenticando chi ha dato la propria vita per questo. A queste parole io ne aggiungo un’altra: la giustizia». Il sindaco ha poi fatto omaggio al Console dello stemma di Napoli.

Alla cerimonia è intervenuto il Vice Ammiraglio Gilles Humeau, Rappresentante militare francese presso il comando delle Forze Alleate di Napoli, che ha consegnato le decorazioni della “Legion d’Onore” a due servitori della Patria : «da diversi anni sono impegnati per garantire la libertà ai nostri connazionali. Siamo stranieri in questa terra - ha detto il Vice Ammiraglio - ma siamo grati ai nostri amici Napoletani per il modo con cui ci hanno accolto».

 

La trentunesima edizione del Premio Charlot, intende quest’anno sottolineare, in modo particolare, le realtà artistiche della nostra Regione. Il raffronto di queste realtà affonda le origini nella memoria e nell’attualità. Ovviamente non si escludono altre espressioni artistiche, che si confronteranno con le proposte territoriali, anzi saranno anche loro protagoniste sicuramente della composizione dell’intero cartellone di eventi.

Si parte il 7 Luglio ore 21, con lo spettacolo di Gino Rivieccio “Cavalli di ritorno”, inserito all’interno del Sea Sun, organizzata dall’Autorità portuale, per poi proseguire dal 8 al 15 Luglio con l’omaggio a Charlie Chaplin, con una serie di docufilm realizzati in collaborazione con il festival di Tulipani di Seta Nera e con la proposta di cinema oggi, quali: LE INVISIBILI - LA DONNA ELETTRICA - IL VIAGGIO DI YAO - GLORIA BELL. Tutti i film e i docufilm saranno proiettati tutte le sere alle ore 20.

Il 19 Luglio serata organizzata in collaborazione con l’Associazione Geniu Loci diretta da Mimmo Spena, tutta dedicata al Blues, che vedrà come protagonista l’artista amercicano DOYLE BRAHMALL

Il 21 Luglio serata che vuole omaggiare i 60 anni di carriera di una delle espressioni più interessanti della musica italiana e partenopea, PEPPINO DI CAPRI che si esibirà in concerto accompagnato dalla sua orchestra. Nel corso della serata, sarà consegnato il Premio Charlot Teatro all’artista poliedrico LEO GULLOTTA .

Il 22 Luglio sarà la volta del Family Show, con la Compagnia dell’arte che propone HAKUNA MATATA. Ospite il pittore torinese Pier Tancredi De Col.

Il 23 Luglio THE MASTER OF MAGIC, spettacolo di illusionismo con artisti internazionali coordinati da GAETANO TRIGGIANO, una delle espressioni di questa arte di livello  mondiale

Il 24 Luglio spazio alla comicità, con una serata, condotta da Marita Langella, che vedrà protagonisti quattro comici di levatura nazionale: MASSIMO BAGNATO, DADO, CARMINE FARACO, DARIO CASSINI.

Il 25 Luglio Charlot Giovani il festival degli emergenti, curato ed allestito dall’autore televisivo Alessio Tagliento che in collaborazione con Diego Cajelli, terrà anche un Workshop sulla comicità presso il Teatro Delle Arti dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 17. Nel corso della serata, che sarà condotta da Gigi e Ross, saranno consegnati anche i Premi Charlot per Cinema e Teatro a ADRIANO GIANNINI e GIULIANA DE SIO, ospiti della serata FRANCESCO CICCHELLA e TONY FIGO. Premio speciale alla youtuber Angelica Massera.

Venerdì 26 Luglio sarà la volta dello spettacolo di MAX GIUSTI con la sua band, che sarà preceduto dalla consegna dei Premi Charlot Cinema che andranno al Produttore CLAUDIO BONIVENTO, pluripremiato ai David di Donatello, Nastro D’argento ed alla mostra di Venezia, con tanti film prodotti nella sua carriera, da Ecceziunale Veramente a Sapore di Mare, Ultrà e tanti. Ed ancora al regista NERI PARENTI, che ha firmato la regia di film come Vacanze di Natale, Paparazzi, Tifosi, Fracchia e Fantozzi. Con lui saranno presenti anche i figli di Villaggio, Paolo ed Elisabetta ed ancora Massimo Mescia e Daniele Liburdi, produttori del documentario “La voce di Fantozzi”. Sarà consegnato anche il Premio Charlot Giornalismo alla giornalista HELGA COSSU (SKY). La serata sarà condotta da Cinzia Ugatti e prevede l’intervento dei giornalisti Paolo Graldi e Valerio Caprara.

Il 27 Luglio una serata unica, con un omaggio a MASSIMO TROISI E PINO DANIELE  Diretta di RADIO RAI TUTTA ITALIANA, coordinata e progettata da GIANMAURIZIO FODERARO e curata da ENZO DE CARO. Presenta Metis di Meo .Nel corso della serata interverranno diversi artisti e sarà consegnato il Premio Charlot Fiction a LINO GUANCIALE.

“E’ doveroso ringraziare la Regione Campania ed il Comune di Salerno che anche quest’anno non hanno fatto mancare il loro sostegno al Premio Charlot, insieme con l’autorità Portuale. – dichiara il direttore artistico Claudio Tortora - Con questa edizione si volta pagina. Ogni sera ci sarà molto più spettacolo, intervallato a volte da premiazioni volti noti del teatro, del cinema e della televisione, che saranno intervistati e potranno avere lo spazio dovuto, a chi riceve un premio ormai ambito. Abbiamo preferito operare questa scelta, poiché avvertivamo l’esigenza di un cambiamento dopo trent’anni di manifestazione. Abbiamo avvertito anche il bisogno di attenzionare artisti di grande livello della nostra regione, nella nostra kermesse che è diventata, nel corso di tutto questo tempo, un punto di riferimento del panorama nazionale ed anche internazionale dello spettacolo e della cultura. Appuntamento quindi con la XXXI edizione del Premio Charlot dal 7 Luglio al 27 Luglio presso l’Arena del Mare di Salerno  Tutte le serate saranno ad ingresso gratuito con inizio alle 21.30 fino ad esaurimento posti”.

 

“Capodanno del Mugnaio” il solo nome richiama il mese più freddo dell’anno, cenoni e maglioni sono all’ordine del giorno. E invece no, il Capodanno è una festa agricola antica per celebrare la trebbiatura del grano. Il Mulino Caputo di Napoli, a  Frignano in provincia di Caserta, nei campi dell’azienda agricola di Francesco D’Amore  si è tenuta nei giorni scorsi una  grande festa contadina in occasione della mietitura. Venendo da Napoli, uscendo dall’autostrada, non è stato difficile trovare il campo, un tripudio di bandiere hanno accompagnato gli ospiti fino all’ingresso. Per di più il distributore di benzina lungo la strada si chiama “Buonopane” ! Ad accogliere i tanti ospiti, oltre che  Francesco D’Amore, l’Amministratore delegato dei Mulini Caputo Antimo Caputo, insieme a Michele Meninno, della Green Farm. Un trattore preistorico, fra sbuffi di fumo, ha sottolineato che solo con le antiche tradizioni si può mirare al futuro.

Eccolo il Grano Nostrum spuntare in uno dei Campi Caputo, quello dell’azienda di Frignano gestita da Francesco D’Amore,  dove si è svolta sia la trebbiatura pubblica, con la festa del Capodanno del Mugnaio, sia la nuova stipula del patto di filiera che vede uniti, in questo progetto, i contadini, gli agronomi della Green Farm e il Mulino Caputo.

Tutti i protagonisti di questo accordo, che ha preso l’avvio cinque anni fa a Latina e che, da tre anni, è decollato in Campania per poi estendersi ad altre regioni del Sud Italia, si sono incontrati in una tavola rotonda, coordinata dal giornalista Giorgio dell’Orefice , nel corso della quale sono stati resi noti i risultati raggiunti e gli obiettivi sfidanti per il futuro.

Nel 2019 abbiamo raggiunto tremila ettari di terreno coltivati a Grano Nostrum italiano - ha dichiarato Antimo Caputo, Ad del Mulino - consentendo di produrre più di 170 mila quintali di grano 100% italiano che, conti alla mano, permetteranno di realizzare oltre un  milione di pizze.”

Il Capodanno Del Mugnaio è stato anche l’occasione per presentare ufficialmente la nuova referenza di farina Caputo, frutto di questa selezione e denominata, orgogliosamente, “100% grani italiani”.     

 

I vantaggi sono davvero tanti: la filiera, sostenibile sia da un punto di vista agronomico che economico, fa sì che al consumatore finale arrivi un prodotto di alta qualità, certificato, esente da impurità e selezionato in base alle differenti esigenze di utilizzo ovvero quelle di panificazione, pizzeria e pasticceria; ai contadini, impegnati nel progetto, si riconoscono dei premi alla qualità per consentire loro di coltivare le terre in maniera ottimale.  Una visione imprenditoriale molto avanzata, grazie alla quale sempre più coltivatori di grano tenero desiderano prendere parte al progetto “Campo Caputo”. Ad oggi, sono coinvolti campi presenti in Campania, con il 50% circa degli ettari coltivati, basso Lazio, Basilicata, Molise e Puglia.

Michele Meninno, responsabile della Green Farm, che ha preso in prestito dalla viticoltura il concetto di terroir, evidenziando l’interazione virtuosa tra varietà, territorio e microclima, ha annunciato che il prossimo obiettivo, già in fase di realizzazione, sarà quello di ottenere la Certificazione di Sostenibilità Ambientale dal Ministero dell’Agricoltura, ha inoltre illustrato l’utilizzo del satellite per seguire le fasi di coltivazione del grano in un’estensione tanto vasta.

Intanto si è festeggiato, brindando alle sei varietà di grano coltivate, tra le quali il “Don Carmine”. Non senza emozione, Carmine Caputo, ha raccontato: “Il Don Carmine non è dedicato a me, ma a mio nonno, Carmine Caputo che, nel 1924, non lontano da qui, diede inizio alla nostra attività, quella di mugnai. Noi abbiamo proseguito con passione, dedizione e serietà, fieri di aver preso il testimone e di aver condotto il Mulino Caputo verso risultati che non sono solo di fatturato ma soprattutto di etica e di attenzione verso chi coltiva la terra, e a tutela della salute di chi consuma il nostro prodotto.”

La tracciabilità è un tema molto attuale - ha dichiarato Antimo Caputo -  è un percorso consolidato che ha portato, in questi anni, il Mulino Caputo, prima azienda al Sud, a sottoscrivere un contratto di filiera: dal grano fino alla realizzazione dell’intero processo di trasformazione. La festa è stata accompagnata dalla musica  dei Bottari della Cantica Popolare.

Un’antica leggenda locale racconta di contadini che percuotevano freneticamente botti, tini e falci nel tentativo di scacciare gli spiriti maligni dagli angoli bui delle loro cantine; questo rituale, ripetuto poi all’aperto, secondo l’antica leggenda, costituiva un aiuto propiziatorio per il buon raccolto nel nuovo anno. Allora, arrivederci al 2020 !

 

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