Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Martedì, 14 Luglio 2026

“Dobbiamo abbandonare il petrolio” è l’appello lanciato dagli esperti al Thinkingreen di Taormina. “La chiusura dello Stretto di Hormuz e le gravi conseguenze derivate ci hanno insegnato che dobbiamo sfruttare la possibilità, oggi più che mai concreta, di non usare più combustibili fossili, ma investire sull’idrogeno rinnovabile per il trasporto aereo, come l’e-SAF (Sustainable Avation Fuel) e l’ammoniaca verde per quello marittimo”: il futuro sostenibile post guerra in Iran è chiaro secondo l’ordinario di Sistemi Energetici dell’Università di Catania Rosario Lanzafame, intervenuto durante il talk dei Nations Award nella sala meeting dell’NH, dove si è svolto un confronto a più voci alla presenza dell’assessore dell’Energia della Regione Siciliana Francesco Colianni, il quale ha presieduto il panel “Sicilia: la sfida 100% rinnovabile”. E proprio la Sicilia potrebbe essere protagonista del nuovo e rivoluzionario scenario, dato che qui già si raffina il carburante di molti aeroporti, non solo siciliani, che nei prossimi anni potrebbe trasformarsi in produzione di energie nuove come l’electric fuel: “Il cherosene sintetico è un combustibile che ha le caratteristiche identiche a quello attuale - ha spiegato il prof. Lanzafame - viene dalla raffinazione, ma che non ha bisogno di petrolio bensì di idrogeno pienamente rinnovabile e da scarti di natura industriale. Finora questo non è stato utilizzato perché sono mancate la consapevolezza e l’opportunità, che invece questa volta in Sicilia esistono, soprattutto con l’aiuto dell’Unione Europea con costi certamente competitivi rispetto al passato con il prezzo zonale dell’energia”. 

Alla tavola rotonda moderata dal giornalista Maurizio Scaglione, dopo i saluti dell’organizzatore Michel Curatolo, presidente Nations Award – Thinkingreen, hanno preso parte l’ambasciatore dell'Uruguay in Italia Alfredo Guillermo Bogliacini Llambi, che ha presentato in video collegamento una relazione sulla politica green del paese sudamericano: “All’inizio degli anni 2000 dipendevamo dai combustibili fossili, in poco più di due decenni è cambiato tutto, riduzione di oltre il 60% e al contempo una crescita costante di fonti rinnovabili compreso l’eolico. Nel 2024 l’energia prodotta da fonti rinnovabili ammonta al 64% dell’approvvigionamento con una distribuzione in idraulica (46%), fotovoltaica (3%), eolica (34%), biomassa (13%) e termica (1%), ora puntiamo a sfruttare le potenzialità per l’idrogeno”. 

La docente di Scienze Merceologiche dell’Università di Messina Roberta Salomone ha sottolineato come “la trasformazione energica va accompagnata da una trasformazione culturale, perché gli atenei sviluppano costantemente nuove tecnologie, innovazioni e sistemi intelligenti, formano il capitale umano, decisori politici e professionisti, dunque la conoscenza multidisciplinare, intradisciplinare e transdisciplinare è essenziale per comprendere e affrontare le sfide che ci attendono”. Tra i relatori anche il presidente A.S.M. Giuseppe Campagna, il  presidente Sicilia Fiera – Heysun Antonio Di Cavolo e il General Manager di Sunleonard Energy Stefano Salerno. 

 

Dopo il grande successo della prima esibizione, l'armonicista e compositore Giuseppe Milici  torna ad omaggiare “Re del Pop”, l'artista che più di ogni altro ha influenzato tutto il mondo dello spettacolo, dalla musica alla danza passando per la moda: Michael Jackson, il  “Re del Pop”

Con il suo quartetto composto da Aki Spadaro al pianoforte, Marco Gaudio al basso e Simone Rumolo alla batteria, Giuseppe Milici (armonica) sabato 16 maggio alle ore 21 torna in scena al Teatro Agricantus di Palermo in occasione del “Michael Jackson Jazz tribute” presenterà le composizioni più rappresentative dell'artista americano in una chiave assolutamente inedita.  

Durante il concerto verrà tracciato un percorso artistico del “Re del Pop”: dai primi successi internazionali con i Jackson Five fino ad arrivare ai capolavori dell’album “Triller”, passando in rassegna sia i brani più celebri quali Billie Jean e Off the Wall, sia quelli meno noti ma non per questo di minore interesse ed intensità, come You Are Not Alone, She’s Out Of My Life.

Nella sua quarantennale carriera Giuseppe Milici ha affrontato linguaggi musicali diversi, collaborando a livello internazionale con decine di artisti, da Laura Fygi a Toots Thielemans, da Gino Paoli a Gigi D’Alessio e i Dirotta su Cuba, ma anche esprimendosi da solista come autore ed esecutore di colonne sonore cinematografiche e in alcune tra le maggiori trasmissioni televisive italiane - dal Festival di Sanremo a Fantastico - nonché siglando fiction di successo.
Come Frank Sinatra, Elvis Presley ed i Beatles, Michael Jackson oltre ad essere una delle più grandi star del mondo della musica, è uno degli artisti che Milici ha più amato e tra quelli che lo hanno maggiormente influenzato. Da molti riconosciuto come l’ultima grande pop star americana, Michael Jackson è stato quasi del tutto ignorato dal mondo del jazz (fatta eccezione per Miles Davis), ed è per questo motivo che quello del Giuseppe Milici Quartet sarà un omaggio in chiave jazz.

Il Teatro dei 3 Mestieri continua la stagione teatrale “10” con “Romeo e Giulietta”, nuovo appuntamento affidato alla compagnia della FormAzione Permanente. Lo spettacolo andrà in scena venerdì 8 e sabato 9 maggio alle ore 20:45, con replica domenica 10 maggio alle ore 18:00, negli spazi del Teatro dei 3 Mestieri di Messina.

Lo spettacolo nasce da un percorso creativo e pedagogico sviluppato nel corso dell’anno dalla classe di FormAzione Permanente del Teatro dei 3 Mestieri, impegnata da ottobre a maggio in un lavoro di approfondimento e riscrittura scenica a partire dal celebre capolavoro di William Shakespeare.
L’obiettivo del progetto è stato quello di utilizzare il testo del Bardo come punto di partenza per un’esplorazione contemporanea di temi, conflitti ed emozioni ancora profondamente attuali, attraverso un linguaggio teatrale capace di parlare al presente e di restituire tutta la forza drammaturgica dell’opera originale.
La messinscena mantiene l’integrità cronologica del testo shakespeariano, pur intervenendo su alcuni elementi per rendere lo spettacolo più vicino alla sensibilità del pubblico contemporaneo. Un lavoro che mette al centro il corpo, la parola e la relazione scenica, valorizzando le potenzialità espressive degli interpreti.
Particolarmente significativo il lavoro svolto con il cast composto interamente dagli allievi attori della FormAzione Permanente, capaci di portare in scena freschezza interpretativa, energia e autenticità.
Lo spettacolo vede in scena Mariarita Andronaco, Alessia Bitto, Ash Bitto, Teresa Calabrò, Carmen Calogero, Andrea Curcuruto, Eugenio Enea, Pietro Pellegrino, Emanuele Pilato e Fabio Pisana.
Adattamento e regia sono firmati da Stefano Cutrupi e Mariapia Rizzo.

I medici di famiglia messinesi scendono in campo contro la bozza di riforma del ministro della Salute Orazio Schillaci sulla medicina generale: "Il tuo medico non esisterà più" è il titolo della missiva firmata da Giuseppe Zagami, vicesegretario vicario FIMMG Messina, la Federazione che riunisce i medici di medicina generale e rappresenta il sindacato più importante della categoria.  

  

Ecco il testo della lettera: 

 

Il tuo medico non esisterà più: lettera di un Medico di Famiglia 

Caro paziente il tuo medico, almeno come lo hai conosciuto fino ad oggi, non esisterà più. In questi giorni avrai forse sentito parlare di una riforma della medicina territoriale, legata allo sviluppo delle Case della Comunità. È un cambiamento importante, presentato come necessario per rendere il sistema più efficiente e organizzato. Ma dentro questa trasformazione si nasconde qualcosa che riguarda molto da vicino il nostro rapporto.

Da sempre, il cuore della medicina di famiglia è uno solo: la tua libertà di scegliere.

Tu scegli il tuo medico. Non è un dettaglio burocratico. È ciò che dà senso a tutto. È il motivo per cui io, ogni giorno, cerco di meritare la tua fiducia: con ascolto, con responsabilità, con impegno. È il motivo per cui ho deciso di fare questa professione.

Essere scelti significa rispondere a qualcuno, non a qualcosa. Significa sapere che il mio lavoro ha valore perché è riconosciuto da te, non perché è misurato da un indicatore.

La riforma che propone il Ministro Schillaci, però, introduce un cambiamento profondo: il passaggio da un sistema basato sulla tua scelta a uno fondato su obiettivi e indicatori definiti dall’organizzazione.

Tradotto in parole semplici: rischio di non essere più guidato principalmente da ciò che ritengo migliore per te, ma da ciò che devo raggiungere secondo criteri stabiliti altrove.

E qui nasce una domanda che non posso ignorare: cosa succede alla cura quando entra in competizione con un obiettivo?

Un sistema costruito su obiettivi aziendali tende inevitabilmente a privilegiare ciò che è misurabile, standardizzabile, controllabile. Ma la medicina, quella reale, è fatta di complessità, di individualità, di decisioni che non sempre possono essere ricondotte a indicatori numerici. Il pericolo quindi è quello che mi possa trasformare  in un esecutore di linee guida rigide, più attento a rispettare vincoli di spesa che a rispondere ai tuoi bisogni specifici.

In questo scenario rischio di diventare “governabile” non nel senso virtuoso della coordinazione, ma in quello più problematico del controllo. Le scelte cliniche potrebbero essere orientate non da ciò che è meglio per te, ma da ciò che è compatibile con i limiti imposti. È un cambio di paradigma che mette in discussione l’autonomia professionale e, con essa, la qualità stessa dell’assistenza.

C’è poi un altro aspetto che mi preoccupa, e riguarda il futuro del sistema nel suo insieme. Quando un lavoro perde autonomia e significato, diventa meno attrattivo. E quando un sistema perde attrattività, non resta immobile: si indebolisce. Si allungano i tempi, si riduce la disponibilità, si crea spazio per un’offerta parallela, spesso accessibile solo a chi può permettersela. È così che, lentamente, si passa da un modello universalistico a uno selettivo.

Non è una questione che riguarda solo noi medici. Riguarda tutti noi come cittadini. Riguarda te.

Riguarda il diritto di essere seguito da qualcuno che hai scelto. Riguarda la possibilità di essere visto come una persona e non come un numero.

La medicina di famiglia è sempre stata il primo punto di contatto, il luogo più vicino, quello in cui la prevenzione e la cura si incontrano davvero. Difenderla non significa opporsi al cambiamento, ma chiedere che il cambiamento non perda di vista ciò che conta.

Siamo in un momento storico complesso, in cui le trasformazioni sono rapide e spesso inevitabili. Ma proprio per questo è necessario essere consapevoli. Noi medici dobbiamo esserlo del nostro ruolo e della responsabilità che comporta, restando uniti a difesa di tutta la salute pubblica. Tu devi esserlo del valore del sistema che c'è ancora oggi e dei rischi che sta correndo.

Io vorrei continuare a fare il mio lavoro come ho sempre fatto, mettendo al centro la tua salute e non una variabile subordinata all’equilibrio economico, purtroppo non so se me lo permetteranno. 

La Salute deve restare il centro, come la tua libertà di scegliere da chi vuoi essere seguito e curato per tutta la vita.  

Sentivo il bisogno di dirtelo, con chiarezza e onestà. Perché il nostro rapporto non è scontato e perché il futuro della tua cura riguarda anche le scelte che verranno fatte oggi.

Con stima e responsabilità,

Il tuo medico di famiglia 

Giuseppe Zagami 

Sarà presentata a Taormina la piattaforma “Sistema Cultura Sicilia”, lanciata da The European House - Ambrosetti (TEHA Group), in collaborazione con il Parco Archeologico di Naxos Taormina e l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, finalizzata a identificare, quantificare e misurare il valore del patrimonio storico, culturale ed artistico della Regione Siciliana: appuntamento giovedì 16 ottobre dalle ore 10 alle ore 17 al San Domenico Palace alla presenza di illustri rappresentanti istituzionali e relatori tra cui: Eleonora Berti (Council of Europe Cultural Routes Coordinator; Membro del Gruppo di esperti Commissione Europea sull’eredità culturale), Giuseppe Cipolla (critico d’arte), Cateno De Luca (sindaco di Taormina), Orazio Micali (direttore Parco Archeologico di Naxos Taormina), Francesco Paolo Scarpinato (assessore regionale Beni Culturali e Identità Siciliana), Elvira Amata (assessora regionale Turismo, Sport e Spettacolo), Dipo Faloyin (giornalista e scrittore), Mauro Felicori (presidente Circolo Marco Biagi), Carlo Adelio Galimberti (critico d’arte e pittore), Eva Giovannini (giornalista RAI), Emilio Isgrò (artista, scrittore, poeta e drammaturgo), Simonetta Agnello Hornby (scrittrice e avvocato), Michele Trimarchi (professore di Economia della cultura, IUAV e Treccani Accademia), Mirella Serlorenzi (direttrice, Terme di Caracalla), Mauro De Bari (Founder, Chrack Lab), Mauro Felicori (presidente, Circolo Marco Biagi), Antonio Lampis (direttore Dipartimento cultura italiana e sviluppo economico, Provincia Autonoma di Bolzano - Alto Adige e vicepresidente Libera Università di Bolzano), Cetti Lauteta (Partner, The European House - Ambrosetti; responsabile Practice Scenario Sud, TEHA Group), Angelo Firrito (consigliere Fondazione BAPR – Gruppo BAPS, Banca Popolare di Sicilia), Elvira Seminara (scrittrice, giornalista e pop artist) e Fabrizio Zappi (direttore Cultura e Educational, RAI). Il progetto “Sistema Cultura Sicilia” mira a individuare contestualmente azioni e progetti concreti in grado di rafforzarne l’attrattività a beneficio dello sviluppo regionale, catalizzando interesse e consenso del territorio in un percorso di crescita che si auto-alimenti nel tempo. L’iniziativa si propone di evidenziare le eccellenze locali, affrontare le criticità infrastrutturali e proporre soluzioni per rafforzare l’accessibilità, la partecipazione giovanile e la sinergia tra territorio e comunità. L’obiettivo è trasformare la cultura in motore di sviluppo sostenibile, posizionando la Sicilia come riferimento creativo e culturale nel Mediterraneo. Tra i temi in programma: Presentazione del Paper SISTEMA-CULTURA SICILIA; L’identità siciliana come perno della cultura mediterranea; Il patrimonio culturale: conservazione, valorizzazione e attrattività e Linguaggi e nuovi paradigmi identitari per la cultura di domani.

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI