Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Lunedì, 22 Ottobre 2018

Si terrà domenica 25 marzo (Domenica Delle Palme) la XXXI edizione della Via Crucis in costume d'epoca, che attraverserà le strade del centro storico cittadino. Come da tradizione, anche quest’anno, alle ore 18, da piazza Flavio Gioia, partirà la rievocazione della Via Crucis, che attraverserà piazza Portanova, via Dei Mercanti, via Dei Canali, via Tasso, per concludersi in Largo Abate Conforti. Organizzata dalla Parrocchia di Santa Maria delle Grazie e San Bartolomeo di Salerno la Via Crucis in costume d’epoca, come detto è giunta alla sua XXXI edizione e vede tra i partecipanti decine e decine di residenti del centro storico, che per un giorno indossano i costumi dell’epoca per dare vita alla passione e alla crocifissione di Gesù Cristo.
La Direzione artistica è affidata a Giovanni Giordano che insieme con il Sacerdote della Comunità Don Alessandro Gallotti è sempre attento allo spirito religioso della rappresentazione.


Tra i tanti che prenderanno parte alla manifestazione, ricordiamo che Gesù sarà interpretato da Fabio Lamberti, Maria da Grazia Torraca, Pilato da Armando Giordano, il Centurione Ebraico da Rosario Giordano.

Appuntamento quindi domenica, 25marzo, alle ore 18 in piazza Flavio Gioia, per la XXXI edizione della Via Crucis in costume d’epoca.

I Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale (TPC) in esecuzione di un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Salerno, che concordava con le risultanze investigative prodotte, hanno sequestrato 37 opere d’arte di epoca compresa tra il XVI e XX sec., tra cui spiccano per importanza 5 pale d’altare sottratte da due chiese della provincia de L’Aquila, chiuse al culto perché dichiarate inagibili a seguito del sisma del 2009 ed un dipinto attribuito al Maestro Guido Reni.

 

Il gruppo criminale, effettuava furti di pregevoli opere d’arte che poi andavano ad arricchire l’arredo di alcune ville di lusso della costiera amalfitana, accrescendo il loro fascino per i turisti stranieri, che ne beneficiavano nei loro soggiorni di vacanza.

L’operazione, avviata a settembre 2017, s’inquadra nel novero delle attività preventive e repressive attuate dal Comando TPC e, in particolare, in quelle info-operative svolte sul mercato clandestino di beni d’arte, che hanno permesso di acquisire elementi su imprenditori che avevano, nella loro disponibilità, numerosi beni di natura antiquariale di probabile provenienza furtiva. Gli ulteriori approfondimenti investigativi, coordinati della Procura della Repubblica di Salerno, hanno consentito di identificare sia personaggi dediti alla ricettazione di opere d’arte antica, sia collezionisti, pronti ad acquistare beni culturali senza verificarne, pur di ampliare la loro raccolta, la lecita provenienza. Le successive perquisizioni e la comparazione delle immagini dei beni rinvenuti con quelli censiti nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando TPC, hanno confermato la corrispondenza di 37 opere, permettendo di risalire a 16 furti perpetrati, negli ultimi 20 anni, in varie province italiane e di denunciare a piede libero 3 persone.

Questo importante recupero consentirà, a breve, di rendere nuovamente fruibile al pubblico opere d’arte di inestimabile valore storico, artistico e devozionale, tra cui si evidenziano, per importanza, le cinque pale d’altare risalenti al XVII-XVIII sec., sottratte in data antecedente al dicembre 2012, dalle Chiese di San Nicola a Capestrano (AQ) e San Giacomo Apostolo a Scoppito (AQ), due tavole del XVI sec., parte del polittico della Chiesa di “San Rocco” di Formia (LT) dell’artista Gerolamo Stabile e il dipinto, raffigurante Cristo che prega nell’orto attribuito al pittore bolognese Guido Reni, sottratto nell’agosto del 2012 a una famiglia nobiliare napoletana.

 

La trentesima edizione del Premio Charlot, inizia con un importante riconoscimento, sicuramente il più importante ricevuto in questi tre decenni, in cui la manifestazione ideata e curata da Claudio Tortora, si è dedicata alla ricerca di giovani talenti della comicità e a premiare le eccellenze italiane del mondo del teatro, del cinema, della televisione ecc… Infatti sabato 4 novembre il patron Claudio Tortora è volato fino a Ginevra dove ad attenderlo c’era Eugene Chaplin, figlio del grande Charlie. Con lui, Tortora, si è recato prima sulla tomba del “Vagabondo” per un momento di preghiera e poi nell’ex residenza di Charlie Chaplin ora divenuta Museo, (inaugurato la scorsa primavera in occasione del quarantennale della sua dipartita) per donare la statuetta di ceramica del Premio Charlot, quella che ogni estate viene consegnata come Premio ai vincitori delle categorie cinema, teatro, libri, televisione, ecc…. “E’ stato un momento di grande soddisfazione. – ha commentato Claudio Tortora – L’accoglienza ricevuta dalla famiglia Chaplin è stata straordinaria.

Un riconoscimento, questo che abbiamo avuto, che premia più di tutto un cammino di trent’anni. Una grande organizzazione quella del Museo. Un vero esempio di come si tutela e si promuove un’immagine internazionale, come quella di Chaplin. Esorbitante il numero di visitatori da tutto il mondo. In questo l’Italia ha tantissimo da imparare perché di storie da raccontare, di personaggi, ma ancor più di beni architettonici, musei, monumenti e quant’altro, noi ne abbiamo tantissimi. Se chi è addetto alla promozione di tutto questo, decidesse di andare a vedere come si fa, Vevey vicino a Ginevra, non è poi tanto distante. Trent’anni di Premio Charlot sono ora nel museo di Charlie Chaplin, ma ancor più in quella che era la sua casa ora diventata museo, il castello di Manoir de Ban sur Corsier come si fa a non emozionarsi?”

 

L’attività di investigazione delle forze dell’ordine, prima tra tutte quella dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, sono oggi allargate all’azione dei professionisti e alla sensibilità dei cittadini. Il web aiuta e fornisce gli strumenti moderni, ma nelle Università di tutt’Italia sorgono Master di specializzazione in questo campo. È il concetto di Cultura e Bene Culturale che è cresciuto e proprio questo elemento di modernità è stato colto dal Convegno che ha un po’ rappresentato l’evento di chiusura della XX Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum. Protagonista è stato Fabrizio Parrulli, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, leader nel mondo con la loro attività nata nel 1969 per la prevenzione e la repressione. Focus sulle novità: effervescenza nel settore della vendita on line; ritrovamento della testa di Tiberio di Sessa Aurunca, recuperata qualche mese fa in un museo di Cleveland in Ohio; creazione di iTPC, app per conoscere le principali opere da ricercare in tutto il mondo (solo le principali sono 22mila); la task force che dal 2016 è pronta a mettere a disposizione la propria conoscenza nelle aree di crisi (già intervenuta nell’agosto del 2016 nelle aree colpite dal terremoto); l’addestramento del personale e delle forze di polizia in Iraq. Il Comandante Parrulli ha rivelato che oltre 21mila opere sono state messi in sicurezza da agosto, oltre a quelle di Ischia, dopo il terremoto di questa estate.

Accanto alle forze di polizia nascono quindi nuove professionalità. Ne hanno parlato Mario Caligiuri, Direttore del Master in Intelligence dell’Università della Calabria, che ha ricordato come le guerre del XXI secolo saranno economiche e culturali, mentre dal web e dalle sue informazioni dipenderà la capacità di contrastarle e come sarà necessario tenere sotto controllo l’immigrazione e la nuova Via della Seta, che non è solo una strategia economica e commerciale, ma una strategia di sicurezza nazionale; e Tsao Cevoli, Direttore del Master in Archeologia Giudiziaria e Crimini contro il Patrimonio Culturale del Centro Studi Criminologici di Viterbo, che ha ricordato i dati: si stima che dall’Italia, dagli anni Settanta ad oggi, siano stati portati via 1.500 reperti, che 3 reati contro il patrimonio vengono scoperti ogni giorno in Italia, che 15 milioni di contesti archeologici sono stati distrutti dagli anni Settanta a oggi.
Sono intervenuti Stefano De Caro Direttore Generale dell’ICCROM, Rossella Muroni Presidente Nazionale di Legambiente, Paolo Matthiae Archeologo e Direttore della Missione archeologica in Siria della “Sapienza” Università di Roma. Hanno salutato il Direttore della Borsa Ugo Picarelli; il Segretario Generale MiBACT Carla Di Francesco, il Consigliere di Amministrazione del Parco Archeologico di Paestum Alfonso Andria, il Sindaco di Capaccio Paestum Francesco Palumbo che ha ricordato l’ideale collegamento tra la Rosa del Deserto, il Museo di Palmira, e la tipica Rosa di Paestum. Ha moderato la giornalista Cinzia Dal Maso.
 
Un eccezionale crocevia di autorità, ricercatori e testimonial di livello internazionale, una straordinaria occasione di diplomazia culturale in cui il dialogo tra Paesi trova sempre più, di anno in anno, una sede privilegiata, un luogo unico di approfondimento e divulgazione per addetti ai lavori, operatori turistici e culturali, viaggiatori e appassionati: si conferma un evento originale nel suo genere la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico conclusasi oggi a Paestum.
 
Il Ventennale del format di successo, testimoniato dalle prestigiose collaborazioni di organismi internazionali quali UNESCO e UNWTO (le Nazioni Unite della Cultura e del Turismo), ha attirato in quattro giorni - dal 26 al 29 ottobre - oltre 12.000 visitatori tra il Parco Archeologico, il Museo Archeologico Nazionale e la Basilica Paleocristiana, suggestive location della XX edizione.
 
La BMTA, ideata e organizzata dalla Leader srl con la direzione di Ugo Picarelli, è promossa e sostenuta da Regione Campania, Città di Capaccio Paestum, Parco Archeologico di Paestum.
 
Dodici eventi unici al mondo tutti in una Borsa. ArcheoExperience, laboratori e rievocazioni nella più grande rassegna di Archeologia Sperimentale in Italia, con 120 archeotecnici e rievocatori provenienti da diverse regioni italiane che hanno fatto rivivere, lungo la Via Magna Grecia e presso il Foro Romano nel Parco Archeologico, le antiche tecniche di produzione e lavorazione degli oggetti adoperati dai nostri lontani antenati e le scene di vita quotidiana con accampamenti, addestramenti, dimostrazioni di combattimenti, rituali e cucine da campo.
 
Oltre 70 tra conferenze e incontri, con ben 400 relatori, hanno offerto una ricchissima e ampia panoramica su più fronti, dagli ArcheoIncontri (presentazioni di progetti culturali e di sviluppo territoriale), ad ArcheoLavoro (l’orientamento post diploma e post laurea con presentazione dell’offerta formativa a cura delle Università presenti nel Salone), ArcheoStartUp (presentazione delle nuove imprese culturali e progetti innovativi nelle attività archeologiche) e gli Incontri con i Protagonisti.
 
ArcheoVirtual, l’innovativa Mostra internazionale e il Workshop dedicati alle tecnologie multimediali, interattive e virtuali in collaborazione con CNR ITABC Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali.
 
Centoventi gli espositori di cui 25 Paesi esteri nell’unico Salone Espositivo al mondo dedicato al patrimonio archeologico, di circa 300 mq, con le new entry di Etiopia, Mongolia, San Marino e Sud Africa e la partecipazione importante delle regioni italiane del Centro-Sud oltre a Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Veneto.
 
Dedicato all’opportunità di business nel turismo culturale il Workshop con i buyers esteri selezionati dall’ENIT e provenienti da 8 Paesi europei (Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, Spagna, Svizzera).

All’International Archaeological Discovery Award intitolato a Khaled al-Asaad hanno portato la loro testimonianza i tre figli dell’archeologo di Palmira - Waleed, Fayrouz e Omar - con cui la Borsa si è impegnata a svolgere, il prossimo anno, un momento di confronto sul futuro di Palmira.

Integrare sul sito ufficiale www.bmta.it la lingua araba si è confermata una scelta molto positiva: fino al 29 ottobre si sono registrati quasi 40.000 mila accessi, con un incremento di oltre il 30% rispetto alla precedente edizione e 100.000 mila pagine visitate. Tra le più visionate, oltre al programma, si annoverano quelle relative agli espositori presenti e quella riservata al Premio dedicato alla memoria di Khaled Al-Asaad.

Dodici le dirette streaming disponibili sia su Facebook che sul sito per un totale di 20 ore di trasmissione live: più di 8.550 visualizzazioni totali su Facebook. Maggiore interesse è stato dimostrato nei riguardi della conferenza su “La tutela del patrimonio culturale, la difesa dell'arte e il ruolo dell'intelligence” (2797 visualizzazioni) e l’“International Archaeological Discovery Award Khaled al-Asaad” (1517 visualizzazioni).  

Durante i giorni dell’evento sono stati superati i 18.000 like sulla pagina Facebook della Borsa sulla quale, solo in questo mese, hanno interagito quasi 20.000 persone.

L’hashtag #BMTA2017 è stato nuovamente trend topic su Twitter per tutti e quattro i giorni della manifestazione confermandosi stabilmente nei primi quaranta risultati delle tendenze italiane nel corso dell’intera giornata e toccando l’apice venerdì 27 quando si è collocato in sedicesima posizione.

La Borsa è stata protagonista anche di molteplici Instagram Stories e di fotografie sul medesimo social che hanno ritrattato la bellezza delle location e immortalato i momenti più significativi di questa edizione.

Il Ventennale della BMTA ha visto premiato anche il suo fondatore e ideatore Ugo Picarelli per la sua opera di raccordo svolta “con professionalità, passione e competenza”. È stato il Segretario Generale della World Tourism Organization Taleb Rifai a consegnare al Direttore Picarelli il riconoscimento speciale da parte dell’UNWTO, con la seguente motivazione: “In riconoscimento del contributo significativo di Ugo Picarelli allo sviluppo sostenibile del turismo archeologico e culturale, per la sua visione straordinaria e il suo impegno a favore del turismo e della partnership culturale nell’area Mediterranea e oltre”.
 
Il Direttore della Borsa Ugo Picarelli in chiusura della XX edizione ha dichiarato:
“Il sostegno e il patrocinio morale delle Nazioni Unite del turismo e della cultura, con Unesco e Organizzazione Mondiale del Turismo testimoniano l’impegno della Borsa in questi lunghi venti anni. La promozione delle destinazioni turistiche archeologiche e il confronto sul dialogo interculturale fanno sì che la Borsa sia sempre più riconosciuta best practice internazionale di relazioni e opportunità. Tutto questo è estremamente importante nel contesto attuale che la società contemporanea vive in quanto oggi più che mai la diplomazia culturale è non solo la politica estera dei Paesi che con responsabilità cercano di assolvere a questo compito, ma soprattutto per trovare le soluzioni perché nel nostro pianeta ci sia soprattutto pace e serenità affinché il turismo possa essere sempre quello strumento di conoscenza e di sviluppo locale e di occupazione dei territori. È estremamente importante che la Borsa è sempre più riconosciuta tramite di relazioni a favore della cooperazione culturale. Con l’augurio che l’Italia, che ha un patrimonio ineguagliabile soprattutto per la diversità della sua offerta, possa intercettare sempre più una domanda internazionale legata al turismo culturale, diamo appuntamento alla 21esima edizione dal 25 al 28 ottobre 2018”.
 
Un programma cui hanno dato il loro straordinario contributo tanti Enti ma anche tante Associazioni, con la partecipazione prestigiosa di: Ignazio Abrignani Presidente Osservatorio Parlamentare per il Turismo e Vice Presidente Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati, Mai bint Mohammed Al-Khalifa Presidente dell’Autorità per la Cultura e le Antichità del Bahrein, Fayrouz, Waleed e Omar Asaad, Moncef Ben Moussa Direttore del Museo del Bardo di Tunisi, Mounir Bouchenaki Consigliere Speciale del Direttore Generale Unesco, Antimo Cesaro Sottosegretario di Stato ai Beni e alle Attività Culturali e al Turismo, Tith Chanta Vice Ministro del Turismo del Regno di Cambogia, Silvia Costa Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo, Stefano De Caro Direttore Generale dell’ICCROM, Eva Degl’Innocenti Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Carla Di Francesco Segretario Generale MiBACT, Dana Firas Presidente del Petra National Trust, Meaza Gebremedhin Vice Ministro della Cultura e del Turismo della Repubblica Democratica Federale d’Etiopia, Paolo Giulierini Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Antonio Lampis Direttore Generale Musei del MiBACT, Carmelo Malacrino Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Paolo Matthiae Archeologo e Direttore della Missione archeologica in Siria “Sapienza” Università di Roma, Massimo Osanna Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Fabrizio Parrulli Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Antonia Pasqua Recchia Consigliere del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l’attuazione della riforma del Ministero, la ricerca e la programmazione, Taleb Rifai Segretario Generale Unwto, Fryad Rwandzi Ministro della Cultura, del Turismo e delle Antichità della Repubblica d’Iraq, Mohamad Saleh Ultimo Direttore per il Turismo di Palmira, Francesco Scoppola Direttore Generale Educazione e Ricerca del MiBACT, Francesco Sirano Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Gianni Torrenti Coordinatore Commissione Beni e Attività culturali e Assessore alla cultura, sport e solidarietà Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Sebastiano Tusa Archeologo e Soprintendente del Mare Regione Siciliana, Vladan Vukosavljevic Ministro della Cultura e dell’Informazione della Repubblica di Serbia, Gabriel Zuchtriegel Direttore del Parco Archeologico di Paestum.


 

L’Ambasciatore Francesco Caruso, Consigliere ai Rapporti Internazionali e all’Unesco del Presidente della Regione Campania, ha annunciato questa mattina, nel corso della XX Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, l’idea di un Progetto, da presentare alla Commissione Europea, per la valorizzazione di tutti i Siti Unesco del Mediterraneo in cooperazione tra i vari Paesi interessati. “La sede di Paestum, con la sua Borsa – ha spiegato Caruso - potrà essere incubatore o trampolino di lancio e la Regione Campania vuole essere pilota di questa strategia”. Hanno partecipato all’incontro Paolo Giulierini Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Massimo Osanna Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Francesco Sirano Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Gabriel Zuchtriegel Direttore del Parco Archeologico di Paestum, Vladan Vukosavljevic Ministro della Cultura e dell’Informazione della Repubblica di Serbia, Moez Eddine Sinaoui Ambasciatore della Repubblica Tunisina in Italia, che hanno mostrato interesse per l’idea.
Nell’ambito dell’incontro è stato riconosciuto il ruolo centrale del Direttore della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico Ugo Picarelli in questa operazione di contatto e di intreccio di relazioni internazionali, volte al recupero di finanziamenti utili alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale dei Paesi del Mediterraneo.
L’appuntamento è al prossimo anno e alla prossima edizione della Borsa, per valutare lo stato dell’arte dell’elaborazione o della valutazione che il progetto avrà ricevuto dalla Commissione Europea.

Tablet con sensori subacquei per ammirare, nel corso della visita-immersione, come era la Villa con ingresso a Protiro al Parco Archeologico della Città Sommersa di Baia in età romana: è l’ultima frontiera della sfida per la fruibilità del patrimonio in fondo al mare presentata alla BMTA dal Direttore del Nucleo per gli Interventi di Archeologia Subacquea (NIAS) Barbara Davidde nel corso della Conferenza “Ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale sommerso mediterraneo” organizzata in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana.
Uno strumento interattivo che valorizzerà e renderà ancora più suggestiva ed emozionale la visita nel sito, sviluppato dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro MiBACT grazie al progetto internazionale iMareculture finanziato con fondi europei.
La realtà aumentata sott’acqua è solo l’ultima di una lunga serie di tecniche innovative che negli ultimi anni hanno permesso non solo di tutelare, ma anche di rendere accessibili ai turisti i tesori sul fondo del Mediterraneo. “Il turismo subacqueo è diventata una realtà effettiva soprattutto nelle piccole aree – ha evidenziato Sebastiano Tusa, Archeologo e Soprintendente del Mare Regione Siciliana – l’interesse sempre più vasto, unito allo sviluppo di tecniche e metodiche, hanno fatto sì che oggi tutti possono fare immersioni e ammirare i reperti sotto il mare. In Sicilia, per assicurarci che tutto ciò avvenga in sicurezza, abbiamo stretto accordi con i diving club che ci aiutano anche nella custodia e nell’ottimizzazione della visita installando, ad esempio, i pannelli informativi accanto ai reperti”. Ben 27 i Parchi realizzati in 12 anni dalla speciale Soprintendenza che dirige, vere e proprie aree archeologiche subacquee visitabili e godibili anche grazie a palmari che si possono mettere al polso e che, con un sensore puntato sui pannelli informativi, offrono al turista sub tutte le descrizioni e informazioni utili.  
Sistemi elettroacustici, osservazione diretta con i sommergibili e immersione tradizionale il circuito integrato utilizzato dai più autorevoli specialisti a livello internazionale dell’archeologia subacquea intervenuti alla conferenza, mostrando le meraviglie ammirabili nei fondali del Mediterraneo, dalla Villa sottomarina ad Epidauro e la Britannic, la sorella del Titanic, affondata nelle vicinanze di Kea presentati dalla studiosa greca  Angeliki Simosi (Director of The Ephorate of Underwater Antiquities Hellenic Ministry of Culture and Sports), agli oltre 150 siti tra sarcofagi, pietre da macina, relitti navali, colonne e capitelli sotto le coste della Turchia mostrati da Harun Ozdas (Institute of Marine Sciences and Technology Università di Izmir “Dokuz Eylül”).
“Buone pratiche che l’Unesco riunirà in un unico registro per renderle accessibili a tutti gli studiosi” ha assicurato Arturo Rey de Silva, Associate Specialist for the Underwater Cultural Heritage Programme dell’Unesco.
“La sistematizzazione delle conoscenze, la ricognizione e standardizzazione delle buone pratiche sarà la nostra futura missione”, ha concluso Elena Calandra Direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia, Direzione Generale ABAP Archeologia, Belle Arti e Paesaggio MiBACT, mentre il neo Segretario Generale del MiBACT Carla di Francesco ha ipotizzato un potenziamento del Nucleo per gli Interventi di Archeologia Subacquea  dell’ICA per sviluppare strutture, mezzi, intelligenze e formazione utili alla valorizzazione del patrimonio sommerso italiano.

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI