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Domenica, 15 Settembre 2019

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La capitale del Barocco, il “giardino di pietra” di Cesare Brandi. E questo è fuor di dubbio: l’unico modo per capire Noto è lasciarsi  andare e vagare in questa elegante e nobile città che al tramonto acquista sfumature rosa. Potere temporale e religioso: i salotti affrescati, perfettamente conservati, giocano a rimpiattino con le gelosie delle monache. Civitas foederata e municipium, deve agli arabi la nascita del Val di Noto e all’Unesco il riconoscimento come patrimonio dell’umanità. Tredici luoghi per scoprirla. Chiese, palazzi, teatri, archivi, musei: un patrimonio che per la prima volta è visitabile tutto insieme per la prima edizione de Le Vie dei Tesori.

Si avranno a disposizione tre  weekend, sempre venerdì, sabato e domenica, dal 13 al 29 settembre. Le Vie dei Tesori – nato a Palermo, dove ad ogni edizione la città si trasforma in un unico museo diffuso - quest’anno si allarga a quindici centri di tutta la Sicilia: oltre a Noto, anche Siracusa, Sambuca, Caltanissetta, Trapani, Marsala, Acireale, Messina, Sciacca e Naro. Il 4 ottobre Le Vie dei Tesori si trasferirà a Palermo e Catania (5 weekend) e tra il barocco del Ragusano (3 weekend).

«Abbiamo aderito con convinzione - spiega l’assessore al Turismo Giusi Solerte - e matura consapevolezza a una proposta progettuale valida ed importante, con un format ormai consolidato e collaudato. Così come è capillare ed efficacia la campagna di marketing e di visibilità internazionale che accompagna il format. Non si tratta della semplice apertura e visita di siti culturali, ma della possibilità concreta di mettere in rete bellezze architettoniche, uniche al mondo, e di consentire la scoperta di siti normalmente poco accessibili al pubblico”.”Stiamo rafforzando il nostro modello, sia verso l’esterno sia verso l’interno – sottolinea l’assessore alla Cultura Frankie Terranova -. Verso l’esterno perché andiamo a far parte di un progetto che coinvolge altre città importanti della nostra regione. Verso l’interno perché proseguiamo con il nostro sviluppo turistico mettendo a disposizione, grazie alla collaborazione delle società e cooperative che gestiscono il nostro straordinario patrimonio, luoghi solitamente chiusi al pubblico”.

“Un format nato tredici edizioni fa da un gruppo di giornalisti ed operatori culturali che hanno creduto nel fatto che raccontare i siti voleva dire farli amare – spiega il presidente de Le Vie dei Tesori, Laura Anello -. Oggi i comuni premono per entrare nel circuito, abbiamo richieste ogni giorno e non riusciamo a far fronte a tutte: l’anno scorso il festival ha raccolto 280 mila visitatori solo a Palermo e cresce ad ogni edizione”.

NOTO, quindi. E sarà una vera scommessa, per una cittadina che investe da sempre sul turismo ma stavolta vuole mettersi alla prova anche sul racconto e sui posti inediti. Con l’aiuto del Comune e della Diocesi, è stato costruito un percorso quasi sensoriale, che si insinua proprio nei luoghi più nascosti. Oppure si può andare in cerca di Madonnine: quella Bianca o della Neve, che ha un nome bellissimo, arriva da Noto Antica ed è attribuita al Gagini, la troverete nella chiesa del SS. Crocifisso dove è anche la cappella rosa e celeste dei Landolina; sempre dal sito storico arriva la scultura in marmo della Madonna col Bambino dei palermitani Giovanni e Paolo de Battista della Badia Nuova, ma bisogna spingersi fino a Santa Chiara per trovare una cinquecentesca Madonna con Bambino attribuita ad Antonello Gagini. Un colpo d’occhio merita la scalinata amata dalle star della Cattedrale, ma Noto non è solo chiese: eccola infatti pronta ad aprire i suoi nobili palazzi, simbolo di un tempo in cui la cittadina era meta di re e principi: da Palazzo Ducezio dove Gregorietti mise mano ai saloni per la visita ufficiale di Umberto e Maria Josè di Savoia; al neoclassico Palazzo Landolina di Sant’Alfano che, tra il 1838 e il 1844, ospitò tre volte Ferdinando II di Borbone e Maria Teresa d’Austria; fino al bestiario grottesco che adorna il palazzo dei principi Nicolaci di Villadorata, vero gioco surreale di sirene, leoni, sfingi, ippogrifi, cavalli alati e angeli che si affacciano dai mensoloni che sorreggono le gelosie; e infine, Palazzo Trigona che per metà appartiene ancora all’ultima marchesa di Canicarao.

Le Vie dei Tesori nascono da un lavoro srotolato sull’intero territorio, a cui contribuiscono i Comuni, le Diocesi, gli enti, le Soprintendenze; quest’anno, su input dell’assessore Sebastiano Tusa al quale la manifestazione è dedicata, e per volontà del presidente della Regione Nello Musumeci e del dirigente generale dell’assessorato ai Beni culturali, Sergio Alessandro, la Regione Siciliana ha firmato con il festival un innovativo accordo di valorizzazione con cui – pur non attribuendole risorse finanziarie – ne riconosce la valenza strategica per la promozione della Sicilia mettendo a disposizione i luoghi e rendendo più agili i processi decisionali. Da Roma, poi, sono arrivati, ormai per il quarto anno, la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica e i patrocini del Senato, della Camera, del ministero dei Beni culturali.

Insomma, la ricchezza della Sicilia sarà a portata di mano, anzi di coupon,  dotati di Qr-code, che si acquistano on line sul sito del Festival e vengono smarcati all’ingresso dei luoghi. Sul posto, il racconto dei luoghi, alla ricerca di aneddoti, curiosità, collegamenti: perché il segreto de Le Vie dei Tesori sta proprio nello storytelling che il pubblico dimostra di apprezzare, visto che il festival l’anno scorso ha raccolto 370 mila visitatori. Tutto ruota attorno al portale www.leviedeitesori.it, colmo di curiosità, articoli, immagini.

COME PARTECIPARE A LE VIE DEI TESORI

Basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito www.leviedeitesori.it e presentarsi sul luogo. Un coupon da 12 euro è valido per 10 visite, da 6 euro per 4 visite e da 2.50 euro per un singolo ingresso. I coupon da 10 e 4 visite sono disponibili pure nell’info point del Comune, in corso Vittorio Emanuele 135. A tutti coloro che acquisiranno i coupon sul sito verrà inviata per mail una pagina dotata di un codice QR da  stampare (o salvare sullo smartphone) e mostrare all’ingresso dei luoghi. Sul posto, solo ticket da 2.50 euro. Le scuole o i gruppi possono scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. I coupon sono validi anche per partecipare al festival a Siracusa.

 

Musica e teatro, ma anche sport e riscoperta degli antichi mestieri in questa nuova settimana di Effetto Noto, il cartellone degli eventi estivi organizzato dal Comune di Noto.

Oggi è il giorno della prima di Notomusica, il Festival Internazionale giunto alla sua 44^ edizione, che “apre” con l’unica tappa siciliana di Stefano Bollani e Hamilton De Holanda (ore 21.15, Teatro Noto d’Estate”.

Domani, invece, comincia Atto Unico, 11^ edizione della rassegna per attori professionisti con direzione artistica di Beppe Rosana, con il palcoscenico allestito in largo Landolina e gli spettacoli in programma alle 21. Aprirà la rassegna Chiara Luce Fiorito con “Mi chiamo Maris e vengo dal mare”. Giovedì andrà in scena “U Figghiu”, drammaturgia di Saverio Tavano, con Francesco Gallelli, Loredana Ponti e Saverio Tavano. Venerdì, invece, è in programma “L’ordine”, con regia di Anna Aiello e con Rosa Lao e Alberto Abbadessa. La rassegna chiuderà sabato con un atto unico di Fabrizio Romagnoli dal titolo “Una lunga attesa”, con la regia di Antonio Costa e con Elisa Franco, Carmela Sanfilippo, Viviana. Toscano e Alice Sgroi. Durante la serata finale, inoltre, sarà consegnato il Premio alla Carriera all’attore Nicola Pistoia.

Sabato pomeriggio sono in calendario l’appuntamento con il 3° Trofeo del Piano Alto, valido come 14^ tappa del Grand Prix Provinciale di corsa su strada, e l’inaugurazione della mostra Antichi Mestieri, allestita nel cortile dell’Istituto Superiore Matteo Raeli in corso Vittorio Emanuele.

A chiudere la settimana, poi, la festa di Santa Rita in contrada Granieri e il secondo appuntamento con Notomusica: stavolta protagonista sarà l’Orchestra Sinfonica del Teatro Bellini di Catania.

 

Noto ha ospitato la 4^ tappa del progetto Yourope, progetto di multiculturalità e integrazione europea che vede coinvolte 8 città del vecchio continente. Giovani provenienti da Bruxelles (Belgio), Sofia (Bulgaria), Agia (Grecia), Altea (Spagna), Varsavia (Polonia), Lubiana (Slovenia), Atheniou (Cipro) e Noto, si sono confrontati sulle prospettive future dell’Europa intesa non solo come continente ma anche come un’unica nazione, così da migliorarne la percezione e abbattere l’euroscetticismo. Giovani che rappresentano il presente e soprattutto il futuro dell’Europa.

«Costruire un’Europa - commenta il sindaco Corrado Bonfanti che ha accolto la delegazione ospite nella sede del Cumo (Consorzio Universitario del Mediterraneo Orientale) - che nel rispetto delle singole identità storiche possa rappresentare una quanto più ampia condivisione di idee e azioni comuni su temi che interessano trasversalmente tutti gli stati quali, welfare, sicurezza, occupazione per citarne alcuni, è un obiettivo che non possiamo permetterci di perdere di vista e non raggiungere. Se questo non accadesse, sarebbe il peggiore fallimento di questa generazione di uomini e donne che passeremmo alla storia perché incapaci di mettere al centro la persona e la vivacità del pensiero umano, preferendo la banalità e l’umiliazione del più basso dei populismi e dei nazionalismi».

Non solo workshop e momenti di confronti su temi di grande attualità e impatto sociale, però. Nell’ottica di approfondire gli usi e costumi delle varie città coinvolte nel progetto, i ragazzi partecipanti al meeting si sono trasformati in artisti, realizzando un bozzetto con i cristalli di sale colorato per prendere confidenza con l’arte effimera.

Il mondo della psicoterapia della Gestalt in fermento per l'importante convegno di studi che si è svolto venerdì 7 e sabato 8 giugno a Siracusa, organizzato dall'Istituto di Gestalt HCC Italy, diretto dalla ricercatrice siciliana Margherita Spagnuolo Lobb, in occasione  del  55° ciclo di rappresentazioni classiche presso il Teatro Greco di Siracusa, ed in collaborazione con la Cattedra di Psicologia Dipartimento dei Processi Formativi dell'Università di Catania (diretto dal prof. Santo Di Nuovo) e con l'INDA, Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa (sovrintendente Prof. Antonio Calbi).

L'appuntamento sempre al Museo Paolo Orsi di Siracusa.

Il dibattito ha preso spunto dal libro “Adolescenti senza tempo” (Cortina, 2018), scritto dal prof.  Massimo Ammaniti, ospite d'onore del convegno, professore onorario di Psicopatologia dello Sviluppo presso la Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma.

Sono intervenuti inoltre al convegno il sovrintendente dell’Inda,  Antonio Calbi, la nota attrice Maddalena Crippa, che interpreta Ecuba ne "Le troiane", nel 55° ciclo di rappresentazioni classiche presso il teatro greco di Siracusa, nonché i didatti dell'Istituto HCC Italy.

Dentro ogni adolescente di oggi c'è un viaggiatore che "affronta un'odissea personale lunga e tempestosa prima di ritrovare dentro di sé il proprio luogo delle origini". Ed è un andare  controverso, che può  acquisire una dimensione infinita, quella raccontata nel suo ultimo libro "Adolescenti senza tempo" dallo psicanalista Massimo Ammaniti che  sottolinea come l'età transitoria per eccellenza si sia trasformata in "una condizione stabile". Si vive - spiega Ammaniti - in un qui e ora dove il futuro è nebuloso, e dove il passato è quello lontano da cui ci si vuole staccare. I giovani così ristagnano in una passiva rassegnazione, nella quale le cose importanti sono i social network, i telefonini e il consumismo. Sintetizzando: un tempo l'adolescenza finiva con i 20 anni, ora è pressoché eterna...gli adulti che cronologicamente potrebbero essere dei genitori, continuano ad avere delle caratteristiche adolescenziali. Sono presi da loro stessi, dall’affermarsi, non vogliono invecchiare. Hanno un atteggiamento di deresponsabilizzazione assoluto...Messi fin da piccoli davanti agli schermi, in genere durante il pasto, sono ragazzi che arrivano all'adolescenza già con una dipendenza digitale a scapito di uno scambio e della relazione. Non sperimentano più la possibilità di stare soli con sé stessi, vengono privati della solitudine, e della noia, tutte occasioni creative in cui il ragazzo cerca di immaginare mondi diversi. Gli adolescenti devono avere delle utopie, contro il mondo degli adulti, e la realtà virtuale li impoverisce...Il cervello umano è fatto in modo tale che può vivere in un gruppo sociale fino a settecento persone. Attualmente i ragazzi hanno settemila, ottomila contatti, molto al di sopra delle capacità celebrali. Degli studi hanno verificato che il cervello ha aumentato la sostanza grigia delle connessioni. Insomma, è in atto un cambiamento antropologico.

Quando l’isolamento diventa patologico si parla di un fenomeno chiamato Hikikomori, che in Italia coinvolge circa 120 mila adolescenti che trascorrono su internet oltre 12 ore al giorno, mostrando sintomi importanti di patologie psichiatriche.

“Eppure gli adolescenti, con la loro spinta alla ribellione, che contiene il seme del cambiamento sociale, rappresentano il nostro immediato futuro. - conclude la dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb (insignita di recente del Premio alla Carriera AAGT-Association for the Advancement of Gestalt Therapy. International Community e del premio dell’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia) - Proprio attraverso l’adolescenza, la società vive il dilemma tra la freschezza della libertà e la necessità di imporre le regole, tra la creatività e la disappropriazione di sè. Il disagio giovanile è lo specchio del problema che si ripresenta ad ogni passaggio generazionale, e che cerca risposte all’interrogativo: come può la società – nella sua struttura e dinamica organizzativa - accogliere la divergenza e il dissenso, trasformandoli in un prezioso motore di crescita?”

Quando i genitori hanno la capacità di vedere il figlio come altro da sè, riescono a fornirgli quel riconoscimento che gli consente di emergere in modo pieno, capaci di emozionarsi e di orientarsi nelle relazioni. La genitorialità ha il compito di riconoscere nella trama della vita del figlio la voglia di portare qualcosa di unico al mondo.

Il bambino impegnato in un compito, per esempio, nel momento in cui ha una difficoltà necessita di un contenimento e di un incoraggiamento per risolverla, utilizzando l'energia che lo anima. Ma non trova nessuno a casa a cui dirlo, nessun contenimento che possa dargli un rimando sensoriale e psicologico su cosa sente e cosa vuole. Allora va in internet, dove un motore di ricerca gli fornisce la risposta; la sua eccitazione viene sparsa nelle infinite possibilità che gli offre internet, ma non trova un contenimento relazionale, un corpo umano, trova un computer freddo ed incapace di abbracciarlo. Tale eccitazione diviene energia non contenuta e si trasforma in ansia, che l'individuo non riesce a gestire, mettendo così in atto l'unica soluzione possibile: la desensibilizzazione corporea, una deprivazione della capacità di sentire, della ricchezza data dai vissuti emotivi. Le ricadute cliniche di tali situazioni sono sotto gli occhi di tutti: disturbi d'ansia, attacchi di panico, DPTS, difficoltà dei legami, patologie del mondo virtuale, desensibilizzazione corporea, ecc.”

Margherita Spagnuolo Lobb, fondatrice e direttrice dell’Istituto di Gestalt HCC Italy con sede a Siracusa, Palermo e Milano. Membro del New York Institute for Gestalt Therapy, della Society for Psychotherapy Research. Ha scritto “Il now for next in psicoterapia. La psicoterapia della Gestalt nella società post-moderna” (Angeli, 2011)

Il prof. Massimo Ammaniti è professore onorario di Psicopatologia dello sviluppo presso la facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma, membro della International Psychoanalytical Association. Ha curato, fra gli altri, il Manuale di psicopatologia dell’infanzia (2001) e il Manuale di psicopatologia dell’adolescenza (2002) e ha scritto Maternità e gravidanza (con Candelari, Pola, Tambelli, 1995), “La nascita dell’intersoggettività” (con V. Gallese, 2014) e “Adolescenti senza tempo” (2018).

Programma del seminario: "Adolescenti senza tempo"

VenerdÏ 7 Giugno ore 9.00 - 17.30

Il vissuto degli adolescenti oggi  Chair: Alessia Repossi

Ore 9.00 Presentazione del convegno e saluti delle autorità

Ore 9.30 Margherita Spagnuolo Lobb - Il desiderio di relazione negli adolescenti: dal bisogno di autonomia al bisogno di radicamento

Ore 10.00 Massimo Ammaniti - Gli adolescenti senza tempo

Ore 11.15 Sebastiano Messina - Il crollo dei limiti e delle certezze: le esperienze psicotiche in adolescenza

Ore 11.45 Ugo Pace - Il giovane Holden ha settant’anni. Identità, anticonformismo e disagio attraverso le generazioni

Ore 12.15 Santo Di Nuovo - I compiti evolutivi nel mondo contemporaneo: una nuova psicologia dell'adolescenza?

Ore 13.00 Antonio Narzisi - Breakdown evolutivo in adolescenti con disturbo dello spettro autistico

Ore 15.00 Michele Lipani "Ho paura di uscire": l'ansia sociale durante la preadolescenza

Ore 15.30-17.00 Lavori in piccoli gruppi. A cura di Angela Basile

Ore 17.00- 17.30 Dibattito

 

Sabato 8 Giugno ore 9.00 - 17.30

Adolescenti, caregivers e società  Chair: Rosanna Militello

Ore 9.00 Saluto del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, dott. Fulvio Giardina

Ore 9.30 Margherita Spagnuolo Lobb Famiglie senza respiro: l’estetica come etica delle relazioni tra oikòs e pòlis

Ore 10.00 Massimo Ammaniti - Genitori tra autorevolezza e “adultescenza”

Ore 11.15 Pietro A. Cavaleri - Essere adolescenti nel “grande disordine”

Ore 11.45 Giancarlo Pintus - Adolescenti e addiction: solitudine, sperimentazione e bisogno di riconoscimento

Ore 12.15 Antonio Calbi - La funzione formativa del teatro nella crescita del futuro cittadino

Ore 12.45 Maddalena Crippa La grandezza di Ecuba, fra determinazione e sconfitta

Ore 15.00 Giuseppe Sampognaro - L’adolescente in bilico: famiglia contro gruppo dei pari

Ore 15.30-17.00 Lavori in piccoli gruppi. A cura di Angela Basile

Ore 17.00- 17.30 Dibattito

 

 

 

 

 

Anche l’edizione numero 40 dell’Infiorata va in archivio, portando con sé un weekend ricco di appuntamenti ed emozioni, con il tappeto colorato di via Nicolaci che sarà visitabile ancora per qualche altra ora.

Ieri la 20^ edizione della sfilata in abiti d’epoca del Corteo Barocco e lo spettacolo di suoni e luci a cura di Elisa Nieli hanno salutato l’Infiorata dedicata ai Siciliani in Nord America e Canada, dando così l’appuntamento all’Infiorata del 2020.

L’edizione di quest’anno solidifica i rapporti istituzionali dell’amministrazione comunale con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con i Governi di Stati Uniti e Canada, attraverso le Ambasciate e i Consolati in Italia. Rafforza anche il concetto di una manifestazione che non è solo un patrimonio della comunità netina, ma di tutta la Sicilia.

«È stata una manifestazione entusiasmante - commenta il sindaco Corrado Bonfanti - ed intrisa di profondi sentimenti di riconoscenza ed emozione per tutti quei siciliani sparsi in giro per il Mondo, in particolare per quelli emigrati nel Nord America. Una manifestazione che appartiene ai netini e alla Sicilia, un successo tutto siciliano e dei siciliani ovunque si trovino nel mondo. Ci lascia con il cuore colmo di gioia: un abbraccio virtuale della nostra terra a chi è stato costretto a lasciare tutto per cominciare una nuova vita. Con le loro capacità hanno dato e continuano a dare lustro alla nostra Sicilia».

Infine i ringraziamenti a chi ha lavorato dietro le quinte e nella macchina organizzativa.

«Grazie a tutti i miei concittadini - prosegue Bonfanti - a tutte le associazioni ed ai gruppi coinvolti, con in testa gli infioratori, ai quali questa festa appartiene profondamente. Grazie alle Forze dell’Ordine, alla Protezione Civile, alla Croce Rossa e ai tantissimi volontari. Grazie ai dipendenti comunali impegnati nell’organizzazione, con plauso al settore Turismo e Cultura ed ai colleghi della Giunta comunale, in particolare agli assessori Frankie Terranova e Giusi Solerte. Racchiudo quanti ho dimenticato in un sincero e ulteriore grazie».

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