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Sabato, 20 Luglio 2019

Noto ha ospitato la 4^ tappa del progetto Yourope, progetto di multiculturalità e integrazione europea che vede coinvolte 8 città del vecchio continente. Giovani provenienti da Bruxelles (Belgio), Sofia (Bulgaria), Agia (Grecia), Altea (Spagna), Varsavia (Polonia), Lubiana (Slovenia), Atheniou (Cipro) e Noto, si sono confrontati sulle prospettive future dell’Europa intesa non solo come continente ma anche come un’unica nazione, così da migliorarne la percezione e abbattere l’euroscetticismo. Giovani che rappresentano il presente e soprattutto il futuro dell’Europa.

«Costruire un’Europa - commenta il sindaco Corrado Bonfanti che ha accolto la delegazione ospite nella sede del Cumo (Consorzio Universitario del Mediterraneo Orientale) - che nel rispetto delle singole identità storiche possa rappresentare una quanto più ampia condivisione di idee e azioni comuni su temi che interessano trasversalmente tutti gli stati quali, welfare, sicurezza, occupazione per citarne alcuni, è un obiettivo che non possiamo permetterci di perdere di vista e non raggiungere. Se questo non accadesse, sarebbe il peggiore fallimento di questa generazione di uomini e donne che passeremmo alla storia perché incapaci di mettere al centro la persona e la vivacità del pensiero umano, preferendo la banalità e l’umiliazione del più basso dei populismi e dei nazionalismi».

Non solo workshop e momenti di confronti su temi di grande attualità e impatto sociale, però. Nell’ottica di approfondire gli usi e costumi delle varie città coinvolte nel progetto, i ragazzi partecipanti al meeting si sono trasformati in artisti, realizzando un bozzetto con i cristalli di sale colorato per prendere confidenza con l’arte effimera.

Il mondo della psicoterapia della Gestalt in fermento per l'importante convegno di studi che si è svolto venerdì 7 e sabato 8 giugno a Siracusa, organizzato dall'Istituto di Gestalt HCC Italy, diretto dalla ricercatrice siciliana Margherita Spagnuolo Lobb, in occasione  del  55° ciclo di rappresentazioni classiche presso il Teatro Greco di Siracusa, ed in collaborazione con la Cattedra di Psicologia Dipartimento dei Processi Formativi dell'Università di Catania (diretto dal prof. Santo Di Nuovo) e con l'INDA, Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa (sovrintendente Prof. Antonio Calbi).

L'appuntamento sempre al Museo Paolo Orsi di Siracusa.

Il dibattito ha preso spunto dal libro “Adolescenti senza tempo” (Cortina, 2018), scritto dal prof.  Massimo Ammaniti, ospite d'onore del convegno, professore onorario di Psicopatologia dello Sviluppo presso la Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma.

Sono intervenuti inoltre al convegno il sovrintendente dell’Inda,  Antonio Calbi, la nota attrice Maddalena Crippa, che interpreta Ecuba ne "Le troiane", nel 55° ciclo di rappresentazioni classiche presso il teatro greco di Siracusa, nonché i didatti dell'Istituto HCC Italy.

Dentro ogni adolescente di oggi c'è un viaggiatore che "affronta un'odissea personale lunga e tempestosa prima di ritrovare dentro di sé il proprio luogo delle origini". Ed è un andare  controverso, che può  acquisire una dimensione infinita, quella raccontata nel suo ultimo libro "Adolescenti senza tempo" dallo psicanalista Massimo Ammaniti che  sottolinea come l'età transitoria per eccellenza si sia trasformata in "una condizione stabile". Si vive - spiega Ammaniti - in un qui e ora dove il futuro è nebuloso, e dove il passato è quello lontano da cui ci si vuole staccare. I giovani così ristagnano in una passiva rassegnazione, nella quale le cose importanti sono i social network, i telefonini e il consumismo. Sintetizzando: un tempo l'adolescenza finiva con i 20 anni, ora è pressoché eterna...gli adulti che cronologicamente potrebbero essere dei genitori, continuano ad avere delle caratteristiche adolescenziali. Sono presi da loro stessi, dall’affermarsi, non vogliono invecchiare. Hanno un atteggiamento di deresponsabilizzazione assoluto...Messi fin da piccoli davanti agli schermi, in genere durante il pasto, sono ragazzi che arrivano all'adolescenza già con una dipendenza digitale a scapito di uno scambio e della relazione. Non sperimentano più la possibilità di stare soli con sé stessi, vengono privati della solitudine, e della noia, tutte occasioni creative in cui il ragazzo cerca di immaginare mondi diversi. Gli adolescenti devono avere delle utopie, contro il mondo degli adulti, e la realtà virtuale li impoverisce...Il cervello umano è fatto in modo tale che può vivere in un gruppo sociale fino a settecento persone. Attualmente i ragazzi hanno settemila, ottomila contatti, molto al di sopra delle capacità celebrali. Degli studi hanno verificato che il cervello ha aumentato la sostanza grigia delle connessioni. Insomma, è in atto un cambiamento antropologico.

Quando l’isolamento diventa patologico si parla di un fenomeno chiamato Hikikomori, che in Italia coinvolge circa 120 mila adolescenti che trascorrono su internet oltre 12 ore al giorno, mostrando sintomi importanti di patologie psichiatriche.

“Eppure gli adolescenti, con la loro spinta alla ribellione, che contiene il seme del cambiamento sociale, rappresentano il nostro immediato futuro. - conclude la dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb (insignita di recente del Premio alla Carriera AAGT-Association for the Advancement of Gestalt Therapy. International Community e del premio dell’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia) - Proprio attraverso l’adolescenza, la società vive il dilemma tra la freschezza della libertà e la necessità di imporre le regole, tra la creatività e la disappropriazione di sè. Il disagio giovanile è lo specchio del problema che si ripresenta ad ogni passaggio generazionale, e che cerca risposte all’interrogativo: come può la società – nella sua struttura e dinamica organizzativa - accogliere la divergenza e il dissenso, trasformandoli in un prezioso motore di crescita?”

Quando i genitori hanno la capacità di vedere il figlio come altro da sè, riescono a fornirgli quel riconoscimento che gli consente di emergere in modo pieno, capaci di emozionarsi e di orientarsi nelle relazioni. La genitorialità ha il compito di riconoscere nella trama della vita del figlio la voglia di portare qualcosa di unico al mondo.

Il bambino impegnato in un compito, per esempio, nel momento in cui ha una difficoltà necessita di un contenimento e di un incoraggiamento per risolverla, utilizzando l'energia che lo anima. Ma non trova nessuno a casa a cui dirlo, nessun contenimento che possa dargli un rimando sensoriale e psicologico su cosa sente e cosa vuole. Allora va in internet, dove un motore di ricerca gli fornisce la risposta; la sua eccitazione viene sparsa nelle infinite possibilità che gli offre internet, ma non trova un contenimento relazionale, un corpo umano, trova un computer freddo ed incapace di abbracciarlo. Tale eccitazione diviene energia non contenuta e si trasforma in ansia, che l'individuo non riesce a gestire, mettendo così in atto l'unica soluzione possibile: la desensibilizzazione corporea, una deprivazione della capacità di sentire, della ricchezza data dai vissuti emotivi. Le ricadute cliniche di tali situazioni sono sotto gli occhi di tutti: disturbi d'ansia, attacchi di panico, DPTS, difficoltà dei legami, patologie del mondo virtuale, desensibilizzazione corporea, ecc.”

Margherita Spagnuolo Lobb, fondatrice e direttrice dell’Istituto di Gestalt HCC Italy con sede a Siracusa, Palermo e Milano. Membro del New York Institute for Gestalt Therapy, della Society for Psychotherapy Research. Ha scritto “Il now for next in psicoterapia. La psicoterapia della Gestalt nella società post-moderna” (Angeli, 2011)

Il prof. Massimo Ammaniti è professore onorario di Psicopatologia dello sviluppo presso la facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma, membro della International Psychoanalytical Association. Ha curato, fra gli altri, il Manuale di psicopatologia dell’infanzia (2001) e il Manuale di psicopatologia dell’adolescenza (2002) e ha scritto Maternità e gravidanza (con Candelari, Pola, Tambelli, 1995), “La nascita dell’intersoggettività” (con V. Gallese, 2014) e “Adolescenti senza tempo” (2018).

Programma del seminario: "Adolescenti senza tempo"

VenerdÏ 7 Giugno ore 9.00 - 17.30

Il vissuto degli adolescenti oggi  Chair: Alessia Repossi

Ore 9.00 Presentazione del convegno e saluti delle autorità

Ore 9.30 Margherita Spagnuolo Lobb - Il desiderio di relazione negli adolescenti: dal bisogno di autonomia al bisogno di radicamento

Ore 10.00 Massimo Ammaniti - Gli adolescenti senza tempo

Ore 11.15 Sebastiano Messina - Il crollo dei limiti e delle certezze: le esperienze psicotiche in adolescenza

Ore 11.45 Ugo Pace - Il giovane Holden ha settant’anni. Identità, anticonformismo e disagio attraverso le generazioni

Ore 12.15 Santo Di Nuovo - I compiti evolutivi nel mondo contemporaneo: una nuova psicologia dell'adolescenza?

Ore 13.00 Antonio Narzisi - Breakdown evolutivo in adolescenti con disturbo dello spettro autistico

Ore 15.00 Michele Lipani "Ho paura di uscire": l'ansia sociale durante la preadolescenza

Ore 15.30-17.00 Lavori in piccoli gruppi. A cura di Angela Basile

Ore 17.00- 17.30 Dibattito

 

Sabato 8 Giugno ore 9.00 - 17.30

Adolescenti, caregivers e società  Chair: Rosanna Militello

Ore 9.00 Saluto del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, dott. Fulvio Giardina

Ore 9.30 Margherita Spagnuolo Lobb Famiglie senza respiro: l’estetica come etica delle relazioni tra oikòs e pòlis

Ore 10.00 Massimo Ammaniti - Genitori tra autorevolezza e “adultescenza”

Ore 11.15 Pietro A. Cavaleri - Essere adolescenti nel “grande disordine”

Ore 11.45 Giancarlo Pintus - Adolescenti e addiction: solitudine, sperimentazione e bisogno di riconoscimento

Ore 12.15 Antonio Calbi - La funzione formativa del teatro nella crescita del futuro cittadino

Ore 12.45 Maddalena Crippa La grandezza di Ecuba, fra determinazione e sconfitta

Ore 15.00 Giuseppe Sampognaro - L’adolescente in bilico: famiglia contro gruppo dei pari

Ore 15.30-17.00 Lavori in piccoli gruppi. A cura di Angela Basile

Ore 17.00- 17.30 Dibattito

 

 

 

 

 

Anche l’edizione numero 40 dell’Infiorata va in archivio, portando con sé un weekend ricco di appuntamenti ed emozioni, con il tappeto colorato di via Nicolaci che sarà visitabile ancora per qualche altra ora.

Ieri la 20^ edizione della sfilata in abiti d’epoca del Corteo Barocco e lo spettacolo di suoni e luci a cura di Elisa Nieli hanno salutato l’Infiorata dedicata ai Siciliani in Nord America e Canada, dando così l’appuntamento all’Infiorata del 2020.

L’edizione di quest’anno solidifica i rapporti istituzionali dell’amministrazione comunale con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con i Governi di Stati Uniti e Canada, attraverso le Ambasciate e i Consolati in Italia. Rafforza anche il concetto di una manifestazione che non è solo un patrimonio della comunità netina, ma di tutta la Sicilia.

«È stata una manifestazione entusiasmante - commenta il sindaco Corrado Bonfanti - ed intrisa di profondi sentimenti di riconoscenza ed emozione per tutti quei siciliani sparsi in giro per il Mondo, in particolare per quelli emigrati nel Nord America. Una manifestazione che appartiene ai netini e alla Sicilia, un successo tutto siciliano e dei siciliani ovunque si trovino nel mondo. Ci lascia con il cuore colmo di gioia: un abbraccio virtuale della nostra terra a chi è stato costretto a lasciare tutto per cominciare una nuova vita. Con le loro capacità hanno dato e continuano a dare lustro alla nostra Sicilia».

Infine i ringraziamenti a chi ha lavorato dietro le quinte e nella macchina organizzativa.

«Grazie a tutti i miei concittadini - prosegue Bonfanti - a tutte le associazioni ed ai gruppi coinvolti, con in testa gli infioratori, ai quali questa festa appartiene profondamente. Grazie alle Forze dell’Ordine, alla Protezione Civile, alla Croce Rossa e ai tantissimi volontari. Grazie ai dipendenti comunali impegnati nell’organizzazione, con plauso al settore Turismo e Cultura ed ai colleghi della Giunta comunale, in particolare agli assessori Frankie Terranova e Giusi Solerte. Racchiudo quanti ho dimenticato in un sincero e ulteriore grazie».

Un successo oltre ogni aspettativa, rilanciato da un imprevisto climatico che ha distrutto una parte dei bozzetti,  ma ha rafforzato il valore della manifestazione e il senso di comunità: l’Inverdurata 2019, svoltasi dal 10 al 13 maggio a Pachino (SR), chiude con un consuntivo molto positivo. Il temporale improvviso che nella tarda mattinata di domenica 12 maggio ha rovinato gran parte dei 22 bozzetti, dedicati quest’anno all’Art Noveau, che i maestri inverduratori avevano con passione composto su via Cavour nella notte di venerdì 10 maggio è diventata infatti l’occasione per rilanciare la grande forza di comunità che si è espressa attraverso questa sedicesima edizione. Nel primo pomeriggio di domenica i maestri inverduratori si sono messi nuovamente al lavoro per ripristinare alcuni bozzetti, offrendo la possibilità ai numerosi viaggiatori e turisti presenti, mentre tornava il sole, di assistere in diretta alla composizione dei bozzetti, che era già avvenuta il venerdì notte.

I bozzetti vincitori sono stati:

SEZIONE ARTISTI
1️"Riparte il treno del vino" di Patrizia Amenta
2️"Compriamo Siciliano" di Maria Laura Mizzi
3️"Atar Gatis" di Anna Ucciardo

SEZIONE SCUOLE
1️"Alla più bella" di Angelo Rizza, esecutori Scuola Primaria G. Verga plesso Mallia
2️"Biddizzi Sicule" di Mariaconcetta Ficili, esecutori Istituto Comprensivo S. Pellico classe 2^D
3️"Sicilia Malamuri" di Sabrina Cataudella, esecutori Istituto Comprensivo S. Pellico classe 1^C

“Possiamo confermare che il nostro scopo è stato raggiunto- racconta Carlo Scollo, il presidente dell’ATS Capo Pachyni che quest’anno ha organizzato la manifestazione-. Volevamo dare alla nostra città un momento di visibilità attraverso i valori che la contraddistinguono, quelli della laboriosità e dell’agricoltura. L’imprevisto del temporale ci ha dato l’opportunità, semmai ce ne fosse stato bisogno, di rafforzare il messaggio rilanciando l’iniziativa oltre ogni aspettativa”. Una manifestazione che accoglie anche il valore della sostenibilità: i 22 bozzetti vegetali sono stati confezionati con prodotti di scarto dell’agricoltura pachinese, senza dunque nessuno spreco.

Gli organizzatori confermano un’affluenza che ha sfiorato i 15 mila partecipanti. Molti sono stati scoraggiati dal cambiamento climatico di domenica, ma i social traboccano di messaggi di sostegno che la comunità pachinese nel mondo e, più in generale, i viaggiatori e i turisti, hanno lasciato come segno di apprezzamento e sostegno alla comunità. L’Inverdurata rappresenta solo il primo passo delle manifestazioni che l’Ats Capo Pachyni intende organizzare. Il presidente Scollo conferma che il gruppo sta già pensando a qualche manifestazione per la stagione estiva e, ovviamente, all’Inverdurata 2020.

 

 

A maggio Siracusa diventa la città delle arti. Dove incontrarsi e condividere emozioni, sull’onda di un grande evento internazionale, le rappresentazioni classiche al Teatro greco. E proprio al tema scelto dalla Fondazione INDA, “Donna e guerra”, che avrà il suo filo conduttore nella maschera di dolore delle donne e nell’essere loro stesse vittime della guerra ma anche protagoniste attive dell’opposizione a ogni conflitto, si ispira la collettiva “Tellus Mater - le radici del femminile”, allestita dal 10 al 31 maggio al MOON – Move Ortigia Out of Normality in via Roma 112. In mostra opere di Salvatore Mauro, Stefania Pennacchio, Marco Pettinari e Giuseppe Piccione. Inaugurazione, venerdì 10 maggioore 19.

Il titolo della mostra richiama la dea romana della Terra, la grande madre protettrice, oggi sempre più minacciata dai cambiamenti climatici, dalle guerre e dal capitalismo sfrenato. Il messaggio antico diventa un grido di dolore odierno, trasformandosi nella speranza che le future generazioni creino una nuova civiltà, più rispettosa del creato e dell’essere umano. Il tema generale è declinato in un percorso espositivo articolato e vario per tecniche, materiali e finalità espressive.

Salvatore Mauro (Augusta, 1977) sin dal 2000 ha preso parte a personali e collettive in tutta Italia, interessandosi alle nuove forme d’ibridazione nell’arte contemporanea. È uno degli ideatori del BOX Art Festival, ospitato al MACRO di Roma e al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell'Università La Sapienza. La fotografia, che è alla base della sua produzione, è manipolata con diversi materiali che le danno un effetto "acquatico". A cinque anni dalla sua retrospettiva alla Galleria Montevergini di Siracusa, riproporrà “La luce che mi confonde”, tre light box con foto di donne, dal significato simbolico e religioso, allusione all’ambigua valenza della luce che può rischiarare la realtà ma anche accecare.

Stefania Pennacchio (Varese, 1970) vive e lavora a Milano. Da oltre vent’anni si dedica alla scultura in ceramica, disciplina nella quale prima ha conseguito la laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e poi ha affinato le tecniche giapponesi di cottura. Le sue sculture dedicate a figure e divinità femminili, hanno una straordinaria potenza evocativa e simbolica, con rimandi antichi e contemporanei, citazioni che spaziano attraverso i confini dello spazio e del tempo, déja-vu mnemonici e tracce antropologiche.

Marco Pettinari (Roma, 1972) vive e lavora a Pomezia. Si è avvicinato al mondo dell'arte solo dopo la prima laurea in Ingegneria Informatica, conseguendo la seconda in Arte figurativa all'Accademia di Belle Arti di Roma. I suoi molteplici interessi lo hanno portato a esprimersi con la pittura, la scultura, l’incisione, il design, la fotografia, le installazioni multimediali, utilizzando materiali sintetici, organici, riciclati e diversi tipi di supporti. Pettinari propone figure di donne o rappresentazioni femminili stilizzate che rimandano all’iconografia classica, realizzate attraverso la tecnica gestuale del dripping di resine pigmentate su pannelli di plexiglass.

Giuseppe Piccione (Siracusa, 1967), dopo l’infanzia trascorsa in Sud Africa, ha studiato Architettura a Firenze, esordendo sulla scena dell’arte nella metà degli anni Ottanta. Artista visivo, versatile e completo, comunica con installazioni, pittura, video arte, fotografia e tecniche digitali, creando dei ponti tra le arti. Piccione esporrà immagini e collage digitali inseriti tra due fogli di plexiglass trasparente (crystal photo) che conferiscono all’opera una nuova profondità. Al centro della sua ricerca espressiva, un universo femminile di visi inquietanti, angosciosi, onirici, sensuali, esotici, tribali, estrapolati dal mondo dei media, dai social network, dai cartelli pubblicitari delle metropoli, rielaborati con procedimenti pittorici o digitali.

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 12 alle 15,30 e dalle 18,30 alle 22; chiuso il martedì per l’intera giornata e il mercoledì mattino.

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