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Domenica, 12 Luglio 2026

I nuovi manager, analisti economici e consulenti aziendali si formano anche qui, a Reggio Calabria all’Università Mediterranea presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane (DiGiES). L’offerta formativa prevede due percorsi ambiziosi, la laurea triennale in Scienze Economiche (L-33) e la laurea magistrale biennale in Economia (LM-56), che rispondono all'obiettivo di dotare i laureati di conoscenze e competenze indispensabili per inserirsi con successo in un mercato del lavoro profondamente trasformato dall’intelligenza artificiale e dalla transizione digitale ed ecologica. Il corso di laurea triennale in Scienze Economiche offre una formazione economica solida che consente di acquisire gli strumenti teorici e metodologici necessari per affrontare successivi percorsi di specializzazione professionale. L'approccio è multidisciplinare: competenze economiche e aziendali si intrecciano con quelle quantitative e giuridiche per formare manager junior e porre le basi per profili professionali orientati alla gestione di impresa e alla consulenza aziendale. La possibilità è anche quella dell' iscrizione all’Albo degli Esperti Contabili- previo superamento di un esame di Stato- di un impiego in banche e società finanziarie, all’imprenditorialità, all’analisi economica di supporto alle decisioni economiche di imprese e istituzioni. A dimostrazione di come questo percorso si rivolga a profili molto diversi tra loro, concorre la storia di Umberto Fragomeni, con alle spalle esperienze internazionali a Dubai e oggi funzionario all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Umberto ha scelto il corso di laurea in Scienze Economiche per dare continuità al proprio percorso di crescita personale e professionale. Conciliando con successo studio e lavoro, si è brillantemente laureato nei tempi previsti e ha scelto di proseguire alla Mediterranea di Reggio Calabria, iscrivendosi alla laurea magistrale in Economia. Una scelta questa che rappresenta la naturale evoluzione di un'esperienza accademica vissuta con soddisfazione e profitto. “Gli studi in campo economico consentono l’acquisizione di modelli interpretativi e strumenti di analisi dei contesti economici e sociali in cui si opera”, racconta, aggiungendo: “Sono richiesti impegno e determinazione, ma i risultati ripagano ampiamente ogni sacrificio”. Il corso di laurea magistrale in Economia fornisce competenze economiche e aziendali avanzate che consentono l’analisi di fenomeni economici alla luce delle grandi trasformazioni in corso: globalizzazione, transizione digitale, sostenibilità. Il corso è articolato in due curricula a scelta dello studente: Economia e Diritto d'Impresa (interamente in lingua italiana) e Behavioural & Environmental Economics (che include il secondo anno in lingua inglese). Le figure professionali che il corso di laurea forma sono il dirigente di aziende pubbliche e private, il Dottore Commercialista e il revisore legale (previo superamento di un esame di Stato), l’economista in banche, centri di ricerca economica, università e organismi nazionali e internazionali. Le competenze acquisite nel corso di laurea triennale si evolvono in una prospettiva orientata alla sostenibilità e all'innovazione, valorizzando l'applicazione dell'Intelligenza Artificiale all'economia e al management. Tra gli insegnamenti più innovativi, figurano Artificial Intelligence and Machine Learning e Applied Game Theory, che preparano a interpretare le dinamiche dei mercati e a supportare decisioni strategiche in ambienti ad alta intensità di dati. La dimensione della sostenibilità ambientale è altrettanto valorizzata negli studi economici, con insegnamenti dedicati all’economia e alla politica ambientale, negli insegnamenti giuridici che analizzano gli strumenti normativi attraverso i quali si perseguono obiettivi di sostenibilità ambientale, e negli insegnamenti di ambito aziendale, come Marketing e Strategia Aziendale, affrontati in una prospettiva di corporate social responsibility. La formazione si completa con attività condotte in laboratori di ricerca tra i quali spicca il Decisions Lab, che integra ricerca accademica e intelligenza artificiale nello studio dei processi decisionali di individui, imprese e policy maker, e le attività in collaborazione con lo sportello ImprendiReggioCalabria di Confindustria, che facilita collaborazioni con imprese e istituzioni del territorio.
A cinque anni dalla laurea magistrale, secondo il Rapporto AlmaLaurea 2025, il tasso di occupazione di un laureato magistrale in Economia raggiunge il 91,3%. Tra i primi laureati magistrali, spicca il nome di Domenica Romeo, esperta di behavioral economics, oggi ricercatrice presso un importante università italiana. Francesco Cannizzaro, laureato magistrale in Economia che ha optato per il curriculum in lingua inglese, è risultato vincitore di una delle 13 posizioni da stagista presso l’Autorità Antitrust a Roma: “Ho sviluppato competenze trasversali molto richieste, che mi hanno permesso di interfacciarmi con realtà istituzionali di rilevanza nazionale”. Sono attualmente iscritti al corso di laurea magistrale in Economia Francesco Parpiglia e Antonino Pardeo, in continuità con il percorso avviato nella laurea triennale in Scienze Economiche. La loro scelta conferma il valore di un'offerta formativa strutturata in modo da garantire un doppio efficace sviluppo delle competenze tra primo e secondo livello di studi. Francesco e Antonino colgono ogni opportunità di formazione dei due corsi di laurea: programmi di mobilità internazionale nell’ambito del progetto Erasmus+, attività di servizio civile in ambito universitario, competizioni nazionali come la ‘Competizione Italiana della Mediazione’ a Milano. Studenti e studentesse del corso di laurea sfidano colleghi di tutti gli altri atenei italiani in diverse occasioni, come quella del concorso nazionale ‘MakeItACase’ della Società Italiana di Management. La presentazione di casi di studio imprenditoriali locali ha fatto meritare, nelle ultime due edizioni, premi a Happy Abiodun, Nancy Bombardieri, Attilio Febert e Maria Serranò, studenti della laurea magistrale provenienti dalla triennale dell’Università Mediterranea. Una scelta di continuità tra laurea triennale e laurea magistrale è stata anche quella di Giorgia Esposito che ha recentemente aderito a un programma Erasmus+ di mobilità breve a Siviglia sui temi dell’Intelligenza Artificiale. Dell’esperienza dice: "L'esperienza ha rappresentato per me un'importante occasione di crescita accademica, professionale e di scambio culturale". La qualità riconosciuta del percorso magistrale attrae anche studenti internazionali: Alagie Jallow, proveniente dal Gambia, ha optato per la laurea magistrale in Economia a Reggio Calabria per costruire il suo futuro, contribuendo a una comunità accademica sempre più plurale e aperta al mondo. L’esperienza di Gabriele Tavella conferma l'attrattività del corso anche per studenti provenienti da altri atenei: dopo la laurea triennale in Scienze Economiche presso la Mediterranea, Gabriele ha conseguito una laurea magistrale a Milano, ma è tornato alla Mediterranea in un secondo momento: ‘Ho deciso di intraprendere una seconda laurea magistrale per arricchire ulteriormente il mio percorso accademico. L'offerta dell'Università Mediterranea si è rivelata la scelta ideale, possedendo tutti i requisiti per completare la mia formazione con prospettive solide e trasversali. A fare la differenza, rispetto a quando ho deciso di continuare gli studi fuori, è stata la prospettiva di un corso di laurea magistrale completamente rinnovato e in linea con gli orientamenti più attuali del mondo del lavoro’. Dopo una laurea triennale conseguita in altro ateneo anche Antonio Pipicella e Sara Bova hanno scelto Economia per ampliare il proprio bagaglio di competenze e affiancare a una preparazione specialistica una visione più ampia dei fenomeni economici, aziendali e manageriali. Uno degli elementi che distingue il Dipartimento DIGIES dell’Ateneo reggino è la capacità di accompagnare studenti con percorsi di vita complessi, senza che la qualità della formazione ne risenta. Qui, viene accolto chi studia lavorando, chi porta avanti una carriera sportiva agonistica, chi affronta difficoltà di salute o disabilità: la flessibilità non è un'eccezione, ma una scelta culturale del dipartimento. Rosalba Giordano lo sa bene: velista agonista dall'età di sei anni, ha trovato all'Università Mediterranea l'unico ambiente universitario in cui sport e studio non si escludevano a vicenda. Si è brillantemente laureata in Economia a pochi giorni dalla sua partecipazione alle prime Olimpiadi di eSports di Singapore 2023, dove ha rappresentato l'Italia. Oggi è manager olimpico al CONI, dove incontra quotidianamente atleti costretti a scegliere università a distanza per non rinunciare allo sport. La sua esperienza all’Università Mediterranea è stata differente: ‘Ho trovato invece un ambiente stimolante e docenti disponibili, capaci di valorizzare il mio percorso di studentessa atleta". Il suo è un messaggio di grande incoraggiamento per atleti e sportivi: ‘La mia laurea magistrale è un traguardo che mi ha fatto comprendere quanto sport e studio possano davvero crescere insieme’. Inclusione significa anche questo: che nessuno venga lasciato indietro per ragioni che non dipendono dalla propria volontà. Marta Libri si è iscritta a Scienze Economiche nel 2016 e tre anni di sospensione per gravi problemi di salute non l'hanno fermata. Oggi è prossima alla laurea, e racconta un percorso fatto di fatica ma anche di scoperta: “Ho trovato docenti competenti e dotati di profonda sensibilità umana. Non ho mai ricevuto sconti sul programma, ma ho registrato una reale volontà di fare inclusione, pronti ad ascoltare, a valorizzare il merito, senza mai farmi sentire un peso. La disabilità non definisce i miei limiti.” E ancora afferma: “L’università non è solo il luogo in cui costruire il proprio futuro, ma soprattutto il luogo in cui i sogni prendono forma”. Scegliere i Corsi di Laurea di ambito economico dell’Università Mediterranea significa investire in una formazione che guarda all'evoluzione del mondo del lavoro senza trascurare la persona. Un percorso che- come dimostrano le storie degli studenti che ogni anno scelgono questi percorsi formativi-, sa trasformarsi in crescita personale e professionale, qualunque sia il punto di partenza.
Info: https://www.unirc.it/corsi/lauree-triennali/scienze-economiche; https://www.unirc.it/corsi/lauree-magistrali/economia

Si è concluso con l'intervento del Dott. Leonardo Gervasi sul tema "Dalla filosofia al corpo: la nascita del pensiero greco in Magna Grecia" il corso di formazione rivolto ai docenti di ogni ordine e grado e aperto all'intera cittadinanza dal titolo: “Il mondo ellenico: la culla invisibile del sapere occidentale. Scienza, Arte e Politica”.

Il corso, svolto in presenza e in modalità da remoto, inserito sulla piattaforma ministeriale S.O.F.I.A., è stato organizzato e promosso da una rete di istituzioni d'eccellenza che comprende la Società Astronomica Italiana (SAIt), Ente qualificato dal MIM per la formazione del personale della scuola, l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) e il Centro Internazionale degli Scrittori della Calabria (CIS). 

L'iniziativa ha goduto del fondamentale supporto della Città Metropolitana di Reggio Calabria che, attraverso il Planetarium Pythagoras, si conferma un punto di riferimento imprescindibile per la diffusione della cultura scientifica sul territorio. 

Il percorso si è configurato come un vero e proprio viaggio alle sorgenti della nostra civiltà, ponendo al centro la Magna Grecia come laboratorio formidabile della mente occidentale. In questa terra, secoli fa, il logos ha mosso i suoi primi passi unendo l'osservazione dei fenomeni naturali alla speculazione filosofica, alla bellezza dell'arte e alla cura della polis. 

C'era un momento preciso nella storia, un'epoca d'oro, in cui la distinzione tra cultura “scientifica” ed umanistica semplicemente non esisteva: a quel modello di unità ha guardato questo progetto. 

Ripercorrere queste tappe significa riappropriarsi di una memoria storica straordinaria, in cui il nostro territorio non era la periferia, ma il cuore pulsante e la culla invisibile della cultura europea. 

Proprio per questo, il percorso formativo ha offerto ai docenti e alla cittadinanza una chiave di lettura integrata della conoscenza, mostrando come l'astronomia, la numismatica, la filosofia antica e la politica dialogassero costantemente tra loro. 

Il corso ha stimolato una riflessione profonda sulla didattica moderna con l'obiettivo di tornare a "unire i punti" del sapere, esattamente come facevano gli antichi, per restituire alle nuove generazioni una visione globale, armonica e appassionata della realtà. 

L'intero ciclo di incontri ha registrato un ottimo riscontro di presenze sia tra i docenti che tra i cittadini, registrando una partecipazione entusiasta a cui ha certamente contribuito l'alto profilo scientifico, il carisma e la professionalità dei relatori coinvolti, tra i quali la Prof.ssa Paola Radici Colace (Ordinario di Filologia Classica e Direttrice del Corso), il Prof. Daniele Castrizio (Ordinario di Numismatica), il Prof. Pasquale Amato (Storico e Politologo), il Prof. Amos Martino (Grecista), il Dott. Fabrizio Sudano (Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria) e il Dott. Leonardo Gervasi (medico).

 

In occasione della ricorrenza dell'inizio del Ministero Petrino di Sua Santità Papa Leone XIV, il Santo Padre ha ricevuto in dono un prezioso anello raffigurante l'effigie dell'Apostolo Pietro, opera del maestro orafo Michele Affidato, realizzata su commissione di Don Antonino Vinci, Rettore della Chiesa del Carmine di Reggio Calabria. Il dono è stato consegnato personalmente da Don Vinci a nome dell'intera comunità della Chiesa del Carmine di Reggio Calabria, quale segno di filiale devozione, comunione ecclesiale e vicinanza spirituale al Successore di Pietro. L'anello, realizzato interamente a mano in argento con bagno in oro 24 kt, raffigura in rilievo il volto di San Pietro, primo degli Apostoli e fondamento della Chiesa. Un'opera di profondo valore simbolico che richiama la continuità della successione apostolica, la fede della Chiesa e la missione pastorale affidata al Pontefice. Il Santo Padre ha accolto con particolare apprezzamento il dono, esprimendo il proprio ringraziamento a Don Antonino Vinci e all'intera comunità del Carmine per il gesto di affetto, di preghiera e di vicinanza spirituale. Il legame tra il maestro Michele Affidato e Don Vinci nasce da una collaborazione che affonda le proprie radici nel tempo. Già nel 2007, infatti, Affidato realizzò, su incarico dell'allora parroco di Oliveto, le nuove corone della Madonna della Consolazione di Oliveto, successivamente benedette in Vaticano da Papa Benedetto XVI e incoronate da S.E. Mons. Vittorio Mondello, allora Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria-Bova. L'opera donata a Papa Leone XIV si inserisce nel più ampio percorso artistico e spirituale che il maestro Michele Affidato porta avanti da anni nel campo dell'arte sacra. Numerose sono, infatti, le creazioni realizzate per diocesi, santuari, congregazioni religiose e istituzioni ecclesiali, molte delle quali vengono presentate al Santo Padre per la benedizione prima della loro destinazione al culto. Recentemente nominato Interlocutore Referente presso la Pontificia Accademia di Teologia, Michele Affidato ha costruito nel tempo un importante percorso di ricerca e approfondimento dell'arte sacra, coniugando tradizione, fede e maestria artigianale. Un cammino che gli ha consentito di conoscere gli ultimi quattro Pontefici e di instaurare un profondo rapporto con il mondo ecclesiale, fino a essere riconosciuto come uno degli orafi di riferimento della Santa Sede. Nel corso del pontificato di Papa Francesco, il maestro Michele Affidato ha ricevuto dalla Segreteria di Stato Vaticana il prestigioso incarico di realizzare le opere destinate ai doni ufficiali della Santa Sede, offerte dal Santo Padre a Capi di Stato, Ministri e autorità religiose in occasione degli incontri istituzionali. Opere di grande valore simbolico e artistico, realizzate dal maestro Affidato insieme al figlio Antonio, orafo e scultore. Un'attività che prosegue anche oggi sotto il pontificato di Papa Leone XIV, confermando il valore artistico e simbolico delle sue creazioni, autentica espressione del dialogo tra arte, fede e diplomazia ecclesiale.

 

“I detenuti diventano assaggiatori di oli vergini di oliva, grazie al progetto “Coltivare Speranze”, già partito da alcune settimane nelle carceri della Calabria ed esattamente all’ICA di Laureana di Borrello, in provincia di Reggio Calabria. Il 27 giugno avremo gli esami finali, al termine di un percorso formativo che da settimane li sta vedendo a lezione di teoria e pratica.

 Il corso, tenuto da personale docente dell’Arsac, dai docenti della Facoltà di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e dagli esperti di Archeoclub d’Italia è tra quelli previsti nel protocollo di intesa siglato tra la Casa di Reclusione, l’Arsac, la Pastorale della cura del Creato per la Conferenza Episcopale Calabra e l’Archeoclub d’Italia APS. Il protocollo, tenacemente voluto da tutti i partner e che reca l’emblematico nome “Coltivare Speranze”, si articola su una serie di attività che ruotano intorno alla riscoperta di un olivo assai particolare, dai frutti bianchi come confetti, conosciuto anche come “Olivo della Madonna”, assai diffuso nei secoli passati nelle campagne calabresi, ma col tempo quasi scomparso e dimenticato. Questa varietà produce frutti che al momento dell’invaiatura virano dal verde al bianco, quando quelli delle altre cultivar diventano neri”. Lo ha annunciato l’archeologa Annamaria Rotella, Vice Presidente di Archeoclub d’Italia sede di Vibo Valentia.  

 Una storia nelle storie e una notizia nella notizia. Si erano perse le tracce dell’ Olea Europea varietà Leucocarpa, dalla quale nell’800 si produceva l’olio che serviva soprattutto ad alimentare le lampade nelle chiese e da qui il nome dell’Olivo Bianco della Madonna.  Dopo anni di ricerca sul campo, l’archeologa Rotella è riuscita a trovare la cultivar. Oggi la pianta, grazie al suo ritrovamento, è in molti comuni calabresi ma anche in alcuni comuni della Campania, della Sardegna e del Lazio.

 Per cercare di acquisire dati sulla storia della varietà l’archeologa Annamaria Rotella, da nove anni si sta impegnando in Calabria nella mappatura degli esemplari antichi dell’olivo dalle bianche drupe.  

 Dalle ricerche effettuate fino a questo momento sembra che l'olio ottenuto dalle bianche drupe produca pochissimo fumo durante la combustione e ciò potrebbe averlo reso combustibile ideale per alimentare le lampade all’interno delle chiese ma è anche il motivo per il quale con l’avvento dell’energia elettrica è venuta meno l'esigenza di coltivare questa varietà. Quando questa ricerca è cominciata si ipotizzava che il secolare di questa cultivar fosse scomparso ed invece fortunatamente fino a questo momento sono stati ritrovati circa 120 esemplari, distribuiti in 80 dei 404 comuni calabresi.

Ad oggi purtroppo non ci sono iniziative specifiche per mettere in sicurezza gli esemplari antichi della cultivar: eppure, sarebbe indispensabile ai fini del mantenimento della biodiversità oggi tanto osannata. L’impegno di Archeoclub APS, Italia Nostra e WWF Vibo Valentia – ha proseguito la Rotella -  è quello di creare in Calabria “Il percorso dell'olivo bianco”, che metta insieme la particolarità di questo prodigioso olivo con le sue aree di diffusione, i diversi paesi e i luoghi di culto, la bellezza e la maestosità degli areali olivicoli regionali e fondere tutto in un unico percorso, che esalti questa straordinaria cultivar.

A partire dal territorio calabrese, dal 2020, nella ricorrenza della giornata mondiale del “Tempo per la Cura del Creato”, l’Archeoclub d’Italia sede di Vibo Valentia, in collaborazione con la Commissione Regionale della Calabria per i problemi sociali e gli Uffici Diocesani calabresi, hanno avviato la campagna di piantumazione di un “Olivo della Madonna” nei pressi di ogni chiesa.  Tale iniziativa persegue il duplice obiettivo di “ridare voce” allo strettissimo rapporto intercorso nel tempo tra l’“Olivo della Madonna” e la gran fede popolare, e di “stimolare” la diffusione della cultivar per proteggerla dall’estinzione. L’Archeoclub d’Italia, grazie all'impegno delle sedi locali, con l'intento di permettere il confronto tra studiosi ed esperti di tutela, salvaguardia e valorizzazione della cultivar ha già organizzato due Convegni Nazionali: “L’Olivo della Madonna: varietà Leucocarpa. Percorso di valorizzazione e speranza” il primo nel 2023 ospiti della Diocesi di Cefalù ed il secondo di quella di Mileto (VV) nel 2024 e nell'anno in corso è in fase organizzativa la terza edizione che si svolgerà a Gravina di Puglia neri”.. 

 L’impegno del personale circondariale ma anche dei detenuti. Infatti, proprio i detenuti hanno messo a dimora Olea Europea varietà Leucocarpa, contribuendo alla salvaguardia della biodiversità.

 “E’ un modello nazionale che parte dalla Calabria. La necessità della salvaguardia della varietà, assicurata dalla messa a dimora presso i luoghi di culto a cura di Archeoclub, ma soprattutto il suo valore – simbolico, paesaggistico e produttivo - hanno anche fatto nascere l’idea della possibilità della sua riproduzione  - ha concluso Annamaria Rotella - e coltivazione all’interno degli istituti carcerari, con successiva donazione degli alberelli alla Conferenza Episcopale Calabra per la loro diffusione.

Accanto a quest’attività di cura e donazione si è aggiunta, come naturale corollario, quella di formazione sul campo, attraverso i corsi professionali tenuti dall’Arsac, sempre pertinenti alle attività colturali, e l’impegno fattivo del personale interno alla Casa di reclusione.

Quando enti e associazioni operano, come nel caso, in sinergia e sintonia i frutti sono assicurati; perché, esattamente come l’albero a cui si ispirano, non si riducono a semplici desideri, ma, grazie alla fatica comune della cura, diventano percorsi e speranze concreti”.

 

Foto di Raymond Petrik

Un caso clinico particolarmente delicato è stato gestito con successo dalla U.O.C. Chirurgia Toracica del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, in sinergia con i professionisti delle unità operative di Otorinolaringoiatria, Terapia Intensiva, Blocco Operatorio, Cardiologia, Radiologia e Terapia Intensiva Post-Operatoria.

Si è trattato di un paziente di 71 anni, proveniente dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Vibo Valentia. Dopo essere transitato dall’Ospedale di Catanzaro, l’uomo è stato accompagnato dal 118 al Pronto Soccorso del G.O.M. e successivamente è stato preso in carico dall’U.O.C. di Chirurgia Toracica, in accordo con l’U.O.C. di Otorinolaringoiatria.

Giunto in condizioni cliniche assai critiche (dispnea, iperpiressia, disfagia e faringodinia), il paziente era affetto da un ascesso peritonsillare complicatosi in mediastinite, una patologia infettiva del mediastino (lo spazio compreso fra i polmoni, dove si trovano il cuore, i grossi vasi, la trachea e l'esofago) gravata da elevata mortalità.

ll paziente è stato pertanto immediatamente sottoposto a un intervento chirurgico combinato — eseguito congiuntamente da più équipe specialistiche — sotto anestesia generale, somministrata dalla dr.ssa Gaetana Franco.

La prima parte della procedura è stata effettuata dal dr. Pasquale G. Cannizzaro, Direttore dell'U.O.C. di Otorinolaringoiatria, che ha drenato l'ascesso tonsillare per via interna e per via cervicotomica.

La seconda parte è stata eseguita dal dr. Baldassare Mondello, Direttore dell'U.O.C. di Chirurgia Toracica, coadiuvato dai medici specializzandi dr. Abdal Rahman Abu Farhan e dr. Massimino Messinò, che ha effettuato una toracotomia destra con drenaggio di pus dal cavo pleurico, apertura, sbrigliamento, bonifica e drenaggio del mediastino, e successivo drenaggio della cavità pleurica sinistra, per la concomitante presenza di un versamento pleurico.

Il decorso postoperatorio, particolarmente delicato nei pazienti affetti da mediastinite, è stato efficacemente gestito in Terapia Intensiva Post-Operatoria, unità guidata dal dr. Massimo Caracciolo e, successivamente, dal dr. Stefano La Scala.

Durante il decorso, il dr. Mondello ha eseguito una broncoscopia, mentre il dr. Cannizzaro, coadiuvato dal dr. Vincenzo Loiacono e dalla dr.ssa Teresa Franco, ha eseguito una tracheotomia ed un'ulteriore detersione del collo; in entrambi i casi l'assistenza anestesiologica è stata gestita dalla dr.ssa Clara Scopelliti.

Per un concomitante versamento pericardico, il dr. Giuseppe Tassone, dirigente medico in servizio presso l'U.O.C. di Cardiologia, diretta dal dr. Frank Benedetto, ha posizionato un drenaggio.

Le condizioni cliniche del paziente sono progressivamente migliorate e il paziente è stato dimesso in buone condizioni.

Il successo nel trattamento di questo caso è stato frutto di un lavoro d’équipe multidisciplinare: un esempio di straordinaria sinergia tra professionisti di diverse Unità Operative.

 

Per saperne di più sulle attività del G.O.M., visita il sito www.gomrc.it e la pagina Facebook (GOM di Reggio Calabria), o consulta la Carta dei servizi sanitari del GOM.

 

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