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Sabato, 25 Marzo 2017

Si conclude la prima parte del lungo percorso del Ragazzi MedFest, nove giorni di spettacoli per ragazzi che hanno raccolto l’entusiasmo di grandi e piccini, i veri protagonisti della rassegna. E sarà una festa con un triplice appuntamento quello previsto per domenica 26 marzo. Si parlerà dell’amore e del rapporto tra padri e figli. Si comincia alle ore 16.00, al Miramare, con lo spettacolo “Amore Love Psiche”, il mito raccontato ai giovani spettatori dalla compagnia SpazioTeatro in un adattamento e interpretazione di Anna Calarco con bambole e scenografia di Marcella Praticò e la regia di Gaetano Tramontana. Una produzione pensata per i bambini, ma rivolta anche ai ragazzi, che tratta la nascita e i tortuosi percorsi di un giovane amore. Così il mito di Amore e Psiche viene riletto con un linguaggio che lo trasforma in una fiaba centrata sulla vittoria dell’amore su invidia e gelosia. Alle ore 18.00 sulla scalinata del teatro Cilea la performance di Peppe Costa Yosonu. È un progetto che ha girato in lungo e largo l’Italia quello dell’artista reggino che ha collaborato anche con Paolo Tofani, storico chitarrista degli AREA, in un duo di musica spontanea alla ricerca di soluzioni e dimensioni nuove. Yosonu propone un originale approccio alla musica del corpo e degli oggetti “a costo zero” che è alla base dei laboratori di propedeutica musicale per bambini e adulti di cui si occupa. Subito dopo, alle ore 19.00, al Teatro Francesco Cilea arrivano i “Capitani Coraggiosi” della compagnia Bam! Bam! Teatro. Uno spettacolo vincitore del premio Otello Sarzi 2016, con Lorenzo Bassotto e Roberto Maria Macchi, musiche di Andrea Faccioli, scene di Gino Copelli e costumi di Antonia Munaretti, tratto dal racconto di Rudyard Kipling che fa parte a pieno titolo di quella categoria di storie che vengono classificate come romanzo di formazione. La vicenda racconta di Harvey un ragazzino viziato e figlio di un miliardario, abituato a essere servito ed esaudito in ogni suo desiderio. Durante una traversata che dovrebbe portarlo in Europa, Harvey cade in mare, ma viene salvato da un pescatore di merluzzi, Manuel. Il giovane viene portato sul peschereccio “we’re here” dove trascorre alcuni mesi con l’equipaggio e grazie alle avventure vissute “a bordo” scoprirà quanto sia impegnativo esaudire ogni suo capriccio. “Capitani Coraggiosi” parla in sostanza del rapporto tra padre e figlio dietro la storia del ragazzo agiato che scopre i valori della vita lavorando duro sulla barca dei pescatori. Uno spettacolo da non perdere di Bam! Bam! Teatro, compagnia nata a Verona con un percorso artistico e lavorativo importante nel campo del teatro ragazzi grazie a esperienze teatrali professionali a livello internazionale.

Nell’ ambito delle iniziative legate all’orientamento in uscita, di recente è stato sottoscritto un protocollo tra la prof.ssa Giuseppina Princi, dirigente del liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria e  il  prof. Navarra,  Magnifico Rettore dell’UNIME,  che istituzionalizza  il progetto sperimentale: “Tra le righe dell’italiano. Strumenti di navigazione per comunicare oggi”, coordinato dalla prof.ssa Mariangela Monaca del DICAM-Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina e seguito, per il liceo, dalla referente prof.ssa Francesca Vadalà.

«È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente»; così recita la lettera che 600 professori universitari di varie discipline hanno diffuso all’inizio di febbraio, e che ha rinfocolato un dibattito mai spento su quanto la scuola italiana oggi sia in grado di preparare i ragazzi a comunicare nei diversi contesti sociali nei quali si svolge la loro vita, da quello familiare e colloquiale a quello formale della sfera pubblica e del lavoro.

Pur senza voler qui andare a fondo nel problema dell’insegnamento dell’italiano a scuola, possiamo affidarci alle opinioni espresse dalla linguista e insegnante Maria G. Lo Duca in una lettera che ha seguito di pochi giorni quella dei 600 docenti, e che ha avuto meno risalto, sebbene fosse meno catastrofica e più costruttiva. Lo Duca individua almeno uno dei punti deboli dell’insegnamento dell’italiano nella scuola secondaria di secondo grado: «Le indicazioni sulla lingua [contenute nelle Linee guida approntate per i Licei, gli Istituti tecnici e gli Istituti professionali nel 2010] sono vaghe, generiche; la riflessione sulla lingua, che potrebbe, a questa età, fare da motore per l’innesto di mature abilità di scrittura, diventa un rapidissimo cenno che riguarda solo il primo biennio; il triennio, tutto orientato alla letteratura, anzi alla storia della letteratura, ne viene del tutto esonerato. Anche le prove di scrittura si riducono e si fossilizzano: via via che si sale nel corso degli studi si scrive sempre meno. Fatte salve le solite lodevolissime eccezioni, il compito in classe è ancora per molti studenti delle superiori l’unica vera occasione di scrittura richiesta dalla scuola, e l’unica, comunque, ad essere corretta e valutata». 

Se, dunque, il triennio offre agli studenti poche occasioni per praticare (ricettivamente e produttivamente) la lingua reale, è lì che è più utile intervenire per rinsaldare la consapevolezza nell’uso della lingua da parte dei ragazzi. 

Obiettivo di questo ambizioso percorso, afferma la dirigente Princi, sarà proprio quello di invitare gli studenti a riscoprire la propria lingua ed a riappropriarsi di essa approfondendo la conoscenza del sistema dell’italiano, con la sua variabilità funzionale e sociale e come organismo in evoluzione: le lezioni ed i laboratori guideranno gli studenti ad acquisire una maggiore consapevolezza delle funzioni espressive e comunicative della lingua ed una maggiore padronanza linguistica, in particolare nel modulare i registri, attraverso la comprensione della variabilità delle forme e delle strutture della lingua, con l’obiettivo di impadronirsi di strategie e tecniche per comunicare in maniera chiara, idonea ai contesti ed efficace.

Il progetto sarà indirizzato ad un max di trenta (30) studenti delle classi del triennio, avrà durata complessiva di 25 ore (da marzo-maggio 2017), durante le quali sono previsti i seguenti seminari tenuti da proff.ri del DICAM:

1) Prof. Rosa Santoro: “Parole, parole, parole...dal latino all'italiano. L'importanza del lessico per comunicare con successo”.

2) Prof. Fabio Ruggiano: “Orientarsi nel mondo di testi, tra locuzione e illocuzione”.

3) Prof. Sandro Gorgone: “ Pensare e parlare, filosofia e linguaggio”.

4) Prof. Francesco Pira: “Una lingua mutante: l’italiano e i social”.

5) Prof. Mariangela Monaca: “Navigando tra gli “-ismi”: lingue, religioni, società”.

Al termine di ogni seminario è prevista un’ora di laboratorio a cura del docente e del tutor: gli studenti verranno guidati nell’elaborazione di articoli di giornale, racconti, testi argomentativi, narrativi o poetici, che confluiranno nella produzione di una pagina web creata ad hoc su wordpress.com

La cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione al progetto e la presentazione dell’elaborato finale si svolgerà presso il DICAM dell’Università di Messina.

Nell’ambito del progetto “Fare scuola”, sono stati presentati questa mattina gli interventi realizzati presso la Scuola Primaria Archi, dell’Istituto Comprensivo Archi-Falcomatà di Reggio Calabria.

Fare Scuola è un progetto nato dall’incontro di Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi e Enel Cuore Onlus che ha l’obiettivo di migliorare la qualità degli ambienti scolastici, della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, e di accrescere il benessere di coloro che abitano la scuola, favorendo processi di creatività, socializzazione, condivisione e l’assunzione di atteggiamenti di cura delle relazioni e dell’ambiente.

Quello effettuato a Reggio Calabria, è, infatti, uno dei sessanta interventi che, nell’arco di tre anni, verranno realizzati in altrettante scuole d’infanzia e primarie italiane. In Calabria in totale saranno quattro le scuole coinvolte, quella di Archi è la prima ad essere completata ed aperta.

L’obiettivo di migliorare la qualità degli ambienti scolastici, intesi come contesti di apprendimento e luoghi di relazione, prende forma nella Scuola Primaria Archi attraverso il progetto “Materia dal digitale” dell’Arch. Giulio Ceppi della TotalTool, che ridefinisce un ampio ambiente al piano terreno, mediante l’installazione di un atelier materico-digitale, e un’aula al piano primo, con l’ideazione di uno spazio per attività di un piccolo gruppo che intende favorire l’inclusione dei bambini con diritti speciali.

In particolare, l’aspetto cromatico esistente, caratterizzato da predominanti toni caldi, è stato bilanciato mediante l’introduzione di toni freddi e arricchito da soluzioni illuminotecniche, con caratteristiche di sostenibilità energetica, che permettono una migliore ed equilibrata distribuzione luminosa negli spazi. Il risultato è un ambiente più accogliente, in relazione dinamica con il resto della struttura scolastica.

Per la realizzazione di tale intervento è stata fondamentale l’attività di un apposito gruppo di lavoro, composto da rappresentanti di Fondazione Reggio Children e di Enel Cuore Onlus, e la costante collaborazione e partecipazione dell’amministrazione comunale, della dirigenza scolastica, delle insegnanti della scuola.

All’inaugurazione dei nuovi ambienti erano presenti il Sindaco Metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, il Vicesindaco Metropolitano Riccardo Mauro, l'Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Reggio Calabria Anna Nucera, la Dirigente Scolastica dell'Istituto Comprensivo Archi-Falcomatà e la Responsabile Affari Istituzionali di Enel Calabria Rossella Sirianni.

«Con l'apertura delle nuove aule realizzate con il contributo di Enel Cuore consegniamo ai bambini della scuola primaria dei locali sicuri, belli e all'avanguardia – ha commentato il sindaco Falcomatà a margine dell'iniziativa – quella di oggi è una splendida giornata e sono davvero contento di condividerla proprio con i bambini, che saranno i protagonisti delle attività che saranno svolte all'interno delle nuove aule. Non è casuale che per questo intervento si sia scelta la scuola primaria di Archi. Si tratta infatti dell'ennesima iniziativa che in qualche modo rappresenta il segno dell'attenzione

«Buone notizie per l’Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria. Il ministro Fedeli ha sbloccato la situazione individuando il nuovo Direttore nella prof.ssa Maria Daniela Maisano e nominando il proprio membro nel Consiglio d'Amministrazione, venendo incontro in questo modo alle richieste di studenti e docenti che abbiamo incontrato nei giorni scorsi». E’ quanto dichiarano in una nota congiunta il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà e il Presidente del consiglio comunale Demetrio Delfino.

«Adesso – spiegano il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale - l'Accademia può ripartire con l'organizzazione e la programmazione per ridare slancio all'attività e ai servizi in favore degli studenti che potranno, speriamo a breve riprendere il percorso di formazione». 

Nel fare il proprio  in bocca al lupo al neo direttore e alla compagine direttiva il sindaco Falcomatà e Presidente Delfino rassicurano: «Continueremo a vigilare sul proseguo della vicenda rendendosi sempre disponibile al confronto e dialogo con tutte le componenti: docenti,  studenti, non in ultimo le organizzazioni sindacali che hanno evidenziato la questione. Insieme difenderemo l’Accademia,  insieme promuoveremo il rilancio di una delle istituzioni culturali d'eccellenza per il nostro territorio».

 

Il Vice Sindaco di Reggio Calabria, Armando Neri, ha incontrato oggi a Palazzo San Giorgio il Responsabile Access Operations Area Sud di TIM, Roberto Ferretti. Presenti anche l’assessore alla Smart City Giuseppe Marino ed il dirigente del settore Manuel Pulella.

Al centro del colloquio, la realizzazione nel capoluogo calabrese della nuova infrastruttura a banda ultralarga in fibra ottica.

A Reggio Calabria, infatti, è stato recentemente avviato un programma innovativo in tecnologia FTTH che prevede di portare la fibra ottica fino alle abitazioni per offrire ai reggini collegamenti super veloci fino a 1.000 megabit.

I lavori sono già partiti in molte zone della città e nei prossimi mesi saranno estesi in maniera capillare per concludersi nel 2018, con l’obiettivo di collegare circa 35 mila unità immobiliari con la nuova tecnologia. Le attività di cablaggio sono condotte da Flash Fiber, la joint venture controllata all’80% da TIM e per il restante 20% da Fastweb, costituita con l’obiettivo di accelerare la realizzazione nel nostro Paese delle infrastrutture a banda ultralarga con tecnologia FTTH.

Per la posa della fibra verranno per lo più utilizzate infrastrutture sotterranee già esistenti e, in caso di necessità, si farà ricorso a tecniche di scavo non invasive e a basso impatto ambientale. In questo modo, Reggio Calabria avrà una rete a banda ultralarga ancora più performante di quella che già oggi è a disposizione di oltre il 70% delle abitazioni offrendo connessioni fino a 100 megabit attraverso la fibra che raggiunge i cabinet stradali.

La nuova rete porterà quindi collegamenti super veloci a vantaggio di cittadini, imprese e della stessa Pubblica Amministrazione. TIM, in questo modo, conferma il proprio impegno per portare servizi innovativi in grado di accelerare i processi di digitalizzazione della città.

L’Amministrazione comunale ha confermato l’interesse a proseguire la collaborazione con TIM, che ha assicurato che verranno velocizzate e semplificate le attività necessarie all’effettuazione dei lavori, con impatti minimi sulla città.

Sulla banda ultralarga fissa e mobile, TIM ha un piano di investimenti di oltre 4,5 miliardi nel triennio 2016–2018 con l’obiettivo di raggiungere, a fine programma, l’84% delle abitazioni italiane con la fibra ottica e il 98% della popolazione con il 4G.

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