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Giovedì, 17 Agosto 2017

Il convegno tenutosi a Gioia Tauro, considerata da alcuni la “capitale storica della ‘ndrangeta”, ha confermato l’impegno sociale del Lions Club “Polistena Brutium”, nell’anno presieduto dall’avvocato Antonino Napoli, in quanto l’argomento del convegno “Indottrinamento mafioso dei minori nelle famiglie mafiose e responsabilità dei genitori” rientra in quello più vasto di lotta alla criminalità organizzata.

L’incontro, organizzato dai Lions con il patrocinio del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palmi, accreditato come evento formativo per gli avvocati, ha visto la presenza di numerosi avvocati, psicologi, magistrati, giornalisti e cittadini interessati all’argomento.

L’avvocato Francesco Napoli, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palmi e Presidente dell’Unione Ordini Forensi della Calabria, nel suo intervento ha evidenziato che la figura dell’avvocato rappresenta un presidio di legalità poiché, ha ricordato, la funzione dell’avvocatura è essenziale in una società democratica quanto quella del magistrato, giudice o pubblico ministero. L’assenza dell’avvocato nel processo sarebbe il sicuro segno di un imbarbarimento, dal quale uscirebbe delegittimato lo stesso potere giudiziario. Ha, altresì, riconosciuto l’attività meritoria del Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria che da anni ormai svolge la funzione sociale di porre al centro di ogni decisione esclusivamente il superiore interesse del minore ed il suo sano sviluppo pscico-fisico per renderlo un cittadino dedito al rispetto della legalità. 

Moderatore del dibattito è stato l’avvocato Antonino Napoli, presidente del Club, il quale ha sollecitato le riflessioni dei relatori sul fatto che la ‘ndrangheta, più di altre organizzazioni criminali, essendo costituita su basi familiari, si eredita e che essa è un fenomeno sociale e culturale. Pertanto, non può e non dev’essere combattuta solo con le manette, con la pretesa punitiva dello Stato nei Tribunali ma soprattutto a monte, con un sistema di legalità, efficienza e trasparenza, con una presenza credibile dello Stato, nell'economia, nel lavoro, nella scuola, con la prospettazione di un mondo diverso ed alternativo a quello basato sulle regole della criminalità organizzata. Il moderatore ha invitato i relatori ad esprimersi anche sulle critiche ai provvedimenti di allontanamento dalle famiglie di origine ricordando che perfino il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone sul punto ha affermato: “Resto molto perplesso rispetto a questo tipo di alternativa e credo che questi esperimenti siano la prova del fallimento dello Stato, delle istituzioni" poiché lo scopo condivisibile viene perseguito con un metodo sbagliato; non fosse altro perché lo Stato e le sue articolazioni esporrebbero il loro volto autoritario, con la "violenta" apprensione dei minori così ampliando ulteriormente la platea di cittadini che avvertono lo Stato "nemico" e non "accanto" a ciascuno di noi. Ha sottolineato che questi provvedimenti sono temporanei e cessano al compimento del 18° anno di età. Ha, infine, evidenziato che i provvedimenti di allontanamento devono sempre rappresentare l’estrema ratio quando è evidente il fallimento delle agenzie educative e delle strutture sociali territoriali.

Don Pino De Masi, referente di Libera e Vicario Episcopale per i problemi per la famiglia, ha ricordato la sua esperienza nella lotta alla ‘ndrangheta. Soffermandosi su fatti vissuti come la faida di Cittanova ed evidenziando i differenti risultati che in concreto si possono ottenere con questo tipo di provvedimenti del Tribunale dei Minorenni sulla base del diverso grado di maturità e di condizionamento del minore.  

Il magistrato Sebastiano Finocchiaro, giudice presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, ha descritto la genesi e tipologia dei provvedimenti emessi dal Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria in materia di minori appartenenti a contesti mafiosi. In particolare, dopo aver evidenziato l’insufficienza di una risposta in termini meramente repressivi al problema, come drammaticamente e plasticamente evidenziato dal coinvolgimento nel circuito penale, ripetuto nel tempo, di giovani rampolli appartenenti sempre alle medesime famiglie di ndrangheta in una sorta di perpetuatio ereditaria del vincolo sodale,  il relatore ha posto l’accento sull’intuizione sorta circa un quinquennio fa allorquando il Tribunale per i Minorenni reggino ha ritenuto opportuno sperimentare una strada alternativa per assicurare piena ed effettiva tutela ai minori di famiglie mafiose ricorrendo all’adozione di provvedimenti direttamente incidenti, in senso ablativo o limitativo, sulla responsabilità dei genitori. Dopo un excursus sulla cornice giuridica dei predetti provvedimenti civilistici, previo rimando alle norme interne ed internazionali applicabili anche attraverso la dispiegata interpretazione estensiva, si è voluto rimarcare l’assenza di qualsiasi intento punitivo/sanzionatorio in un’ottica puerocentrica del fenomeno, come suggerito dalla recente riforma introducente il nuovo concetto di responsabilità genitoriale in luogo della pregressa nozione di potestà. Se cioè da un lato il minore ha diritto a vivere e crescere nella propria famiglia di origine tuttavia, si è ricordato come, non trattasi di un diritto assoluto ed intangibile in quanto esso trova un controbilanciamento nell’altrettanto fondante interesse dello stesso a ricevere un’educazione responsabile che gli garantisca un adeguato habitat formativo che lo aiuti ad orientarsi nel tempo verso i condivisi valori di legalità, solidarietà, uguaglianza, rispetto delle libertà.  Nei casi perciò di riscontrato esercizio distorto della responsabilità genitoriale e della reiterata violazione dei doveri ad essa correlati, per il costante indottrinamento mafioso comportante persino la stessa induzione allo svolgimento di attività delinquenziali, si renderà necessario, onde garantire alla prole minore di provare sistemi di vita alternativi rispetto a quelli deteriori sino ad allora introitati, il suo temporaneo allontanamento dal contesto familiare, spesso segnato dall’inadeguatezza anche delle altre figure familiari di riferimento, ed il collocamento in strutture di accoglienza idonee alla bisogna, con personale specializzato volto ad assicurarle l’assistenza e il sostegno psicologico necessario a far compiere un giorno in piena autonomia e consapevolezza la scelta tra i futuri modelli comportamentali, come recepito nel protocollo d’intesa, dal titolo evocativo “Liberi di scegliere”, stipulato proprio a Reggio Calabria l’1.7.17.

La dott.ssa Melara, psicologa e psicoterapeuta, ha approfondito gli aspetti relativi alla appartenenza e al "pensare mafioso", ai modi in cui esso si perpetua all'interno delle famiglie, facendo riferimento, in particolare, a  situazioni cliniche di lavoro con adolescenti di mafia e mettendo in luce la  specificità del lavoro con questi ragazzi, per i quali il tema "identitario",  è particolarmente carico di significati ereditati e necessita di un processo di ri-definizione che può avvenire solo in presenza di adeguato sostegno.

Michele Filippelli, Professore Aggregato di Diritto Privato, è curatore del testo dal titolo “Indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale. L’orientamento giurisprudenziale del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria. Analisi e Prospettive”. Il relatore, rilevando nella società civile fraintendimenti e strumentalizzazioni dei provvedimenti de potestate percepiti da alcuni come mezzi di sottrazione minorile, ha posto l’attenzione sulla necessità di intraprendere un chiaro approccio alla funzione dell’orientamento giurisprudenziale intrapreso dai giudici minorili di Reggio Calabria, individuando correttamente le ragioni dell’attrattiva del nuovo schema di ragionamento.  Si tratta di provvedimenti di tutela diretta del minore quando sia ravvisabile un grave pregiudizio, la cui emissione è indipendente da eventuali vicende giudiziarie familiari e che certamente, ma solo come effetto, avrà ripercussioni sull’organizzazione della ‘ndrangheta che rileva una rigida struttura di tipo unitaria basata sul vincolo di sangue della famiglia naturale.

 

 

Sabato 8 luglio 2017, si è svolto presso lo stabilimento termale “Antiche Acque Sante” il seminario informativo “Salute e Medicina Termale”. l’incontro, presieduto da Francesco Macri, presidente del consiglio di amministrazione delle Terme di Antonimina Locri “Antiche Acque Sante”, ha visto la partecipazione del sindaco di Antonimina, Luciano Pelle, del direttore sanitario dell’ospedale di Locri, Vincenzo Schirripa e del direttore sanitario delle Terme di  Antonimina Locri, Claudio Macrì. Il relatore è stato il Dott. Giuseppe Tallarida, medico termalista, che con un brillante intervento ha messo in luce le eccezionali caratteristiche delle acque termali e i loro possibili impieghi nella cura di una vasta lista di patologie alla luce delle più recenti ricerche in campo medico.
l’iniziativa, prevalentemente rivolta ai medici di base e ai pediatri ha avuto come obiettivo quello di presentare e promuovere l’ampia offerta della struttura termale, nonché quello di fornire un’informativa dettagliata sulle caratteristiche e sulle qualità delle “Acque Sante” e si inserisce in un più ampio percorso di rilancio della struttura Termale.

«Il lavoro dei nostri operatori sociali, del vasto mondo del terzo settore, delle cooperative, dell’associazionismo, del volontariato, rappresenta una ricchezza irrinunciabile per la nostra città, un pilastro sul quale si fonda la nostra comunità che ha sempre dimostrato di saper essere accogliente, solidale, protettiva nei confronti dei più deboli, non solo emotivamente ma anche nella sua organizzazione amministrativa, promossa e guidata dagli Enti territoriali. Credo che esperienze come quella del Focolare siano da valorizzare e sostenere, sono pezzi importanti di quel mosaico di energie positive storie che costituisce il tessuto sociale della nostra città». 

Il Sindaco di Reggio Calabri Giuseppe Falcomatà ha fatto visita alla casa accoglienza Il Focolare, gruppo appartamento costituito da una cooperativa di volenterosi operatori, coordinati dalla responsabile di struttura Anna Maria Branca, che opera sul territorio reggino, in stretta sinergia con il Tribunale dei Minori ed i Servizi Sociali territoriali di base, nel settore del sostegno alle ragazze minorenni che vivono disagi e conflittualità familiari.

Accompagnato dalla responsabile Branca, che ha avuto modo di illustrare le attività promosse dalla cooperativa, il primo Cittadino ha ringraziato gli operatori per il grande impegno che offrono quotidianamente al servizio dei soggetti deboli della città. Tra gli obiettivi della struttura, oltre al sostegno psicologico e materiale delle ragazze, c’è la programmazione di un percorso di avvicinamento alla maggiore età che punti sull’emancipazione e sul raggiungimento di un’autonomia psicologica, ed anche economica, delle ospiti della struttura, con l’inserimento graduale nel mondo del lavoro attraverso le diverse realtà imprenditoriali e produttive che offrono la loro collaborazione.

"Al fine di valorizzare compiutamente il Centro Sportivo Sant’Agata, la Città Metropolitana di Reggio Calabria, il Comune di Reggio Calabria e la Curatela del Fallimento Reggina Calcio Spa RF 10/2016 - Tribunale di Reggio Calabria, si impegnano, ognuno per le proprie competenze, a realizzare e pubblicare un bando congiunto per la concessione del Centro Sportivo, per un periodo che vada oltre la scadenza del 31 dicembre 2020, nonché per la vendita dell’intera azienda facente capo alla Reggina Calcio SpA, in fallimento”.

Questi i contenuti della convenzione firmata nella giornata di oggi a Palazzo Alvaro dal Sindaco Metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, dal Vicesindaco Metropolitano Riccardo Mauro, dal Vicesindaco del Comune di Reggio Calabria Armando Neri, dai rappresentanti della Curatela del Fallimento Fabrizio Condemi e Massimo Giordano, alla presenza del Presidente della Sezione Fallimenti del Tribunale di Reggio Calabria Giuseppe Campagna".

Le opere d’arte dei giovani artisti reggini realizzate nell’ambito della Festa dell’Europa dello scorso 13 maggio rimarranno esposte a Palazzo San Giorgio per tutto il mese di giugno in una mostra di pittura per le celebrazioni del trentennale del programma Erasmus sulla mobilità europea.

Questa mattina gli studenti del Liceo Artistico Preti-Frangipane, accompagnati dal docente Nunzio Tripodi, insieme al Presidente della Commissione Politiche Giovanili del Comune di Reggio Calabria Marco Antonino Malara e all’Assessore alle Politiche Comunitarie Giuseppe Marino, hanno raccontato la splendida esperienza vissuta durante la Festa dell’Europa lo scorso mese di maggio.

Dopo la presentazione di oggi i trenta quadri dipinti dai giovani artisti reggini rimarranno esposti fino a fine giugno nelle stanze di Palazzo San Giorgio. A conclusione della mostra i quadri rimarranno nella disponibilità dell’Amministrazione comunale per impreziosire gli spazi pubblici di Palazzo San Giorgio e degli altri edifici comunali, mentre lo sportello Europe Direct di Reggio Calabria procederà a realizzare delle cartoline digitali dei dipinti, per diffondere attraverso i social, gli scenari europei nel corso delle attività organizzate per tutto il 2017.

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