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Giovedì, 19 Aprile 2018

Nel 2017 ha rappresentato una ventata di novità sulla scena artistica siciliana, portando per la prima volta nell’isola gli esponenti della scuola lombarda del Nuovo Futurismo. Ma anche un nuovo modo di vivere l’arte. Adesso il progetto “Yellow”, ideato dagli artisti Tommaso Chiappa e Alessandro Di Giugno, diventa un libro.

“Yellow, vivere l’arte”, questo il titolo del volume a firma di Chiappa e Di Giugno, pubblicato dalle Edizioni People & Humanities di Palermo, sarà presentato sabato 14 aprile alle ore 18 a Villa Magnisi (Via Padre Rosario da Partanna, 22), sede dell’Ordine dei Medici di Palermo. Nel corso della serata, è prevista anche l’inaugurazione della personale “Umano” di Tommaso Chiappa.

L’elegante volume ripercorre le tappe del progetto, scandito da tre collettive allestite a Villa Mgnisi dal gennaio al giugno dello scorso anno con artisti provenienti da tutta Italia, che hanno dialogato sui temi di grande attualità: identità, confine e integrazione. Vi sono raccolte non solo le immagini delle opere degli artisti coinvolti - Gian Antonio Abate, Tiziana Battaglia, Dario Brevi, Gianni Cella, Tommaso Chiappa, Francesco Conte, Alessandro Di Giugno, Davide Ferro, Simone Geraci, Emanuele Gregolin, Olinsky, Riccardo Paternò Castello, Rosita Morandi, Lele Picà, Mauro Rea, Massimo Romani, Stefania Romano, Sabrina Romanò, Leonardo Santoli, Paola Schillaci, Gianfranco Sergio, Alfonso Siracusa, Simone Stuto, Emilio Triolo, Vittorio Valente, Giuseppe Vassallo, Cinzia Conte – ma anche contributi interdisciplinari sui linguaggi della cultura visiva contemporanea e approfondimenti sui temi di attualità.

Il programma dell’iniziativa prevede, dopo i saluti di Rosario Leone, consigliere dell’Ordine provinciale dei Medici, gli interventi di Mauro Buscemi, direttore editoriale di People & Humanities, e di Tommaso Chiappa. Modererà Rita Di Gruso, coordinatrice del progetto.

Al termine della presentazione, le sale affrescate della settecentesca villa si apriranno sull’esposizione “Umano”, un’istallazione site-specific di oltre trenta opere pittoriche dedicate a Palermo, città d’origine dell’artista. Tommaso Chiappa vive e lavora tra la Lombardia e la Sicilia, anche se la professione d’artista lo porta a viaggiare e a esporre in giro per il mondo (di recente ha partecipato alla Clio Art Fair di New York ed esposto a Fitchburg, nel Massachusetts), ma i luoghi cari e gli scorci della città natale compaiono di frequente nelle sue tele.

«Palermo, distesa tra la Montagna e il mare, - scrive Giusi Affronti nel testo critico della mostra - è protagonista di questo “ciclo”: l’azzurro intenso del cielo, le strade affollate, il paesaggio urbano e i suoi scorci, le periferie inesplorate, i mercati storici come Ballarò e Vucciria. Il progetto rappresenta una collezione di “frame” che riflette la quotidianità umana, tra tensione incipiente e calma rarefatta. Quella di Tommaso Chiappa è una pittura che, a volte, sceglie la vibrazione del colore come unico indizio di narrazione, altre si sintetizza nell’essenzialità del segno e nella monocromia. Senza mai risultare figurativo stricto sensu, l’artista non cede all’azzeramento dell’astrazione. Punto di partenza è il brulicare della realtà, che l’occhio di Chiappa immortala con il mezzo fotografico. Nell’azione della pittura, poi, la dialettica tra “umano” e descrizione spazio-temporale si sintetizza in immagini liriche».

La mostra potrà essere visitata fino al 12 maggio (martedì e giovedì, dalle ore 15.00 alle ore18.00; negli altri giorni, su appuntamento). L’ingresso è gratuito.
L’evento è realizzato con il contributo di Solgen –Soluzione Gestione Energia (Milano), di Nuova Idea s.a.s. (Pavia), del Collegio Universitario Lorenzo Valla (Pavia), dell’Associazione Culturale Back to College (Pavia), di HBB immobiliare (Rovellasca-Co) e dello Studio Legale Internazionale Damiani &Damiani (Palermo).


Giovedì 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua, è stata sottoscritta la Convenzione di Gestione tra l’AMAP S.p.A. e l'Assemblea Territoriale Idrica Palermo (ATI), la quale a novembre 2017 aveva riconosciuto, ad ogni effetto di legge, l’affidamento del Servizio Idrico Integrato nei 34 comuni in favore di AMAP fino al 31 dicembre 2045.

L’AMAP  nel Maggio 2015, prese in carico la gestione del Servizio Idrico Integrato dei Comuni ex APS dell’Area Metropolitana di Palermo, tramite l’affitto del ramo d’Azienda della fallita Acque Potabili Siciliane (APS), salvaguardando altresì i 198 lavoratori.

Il Consiglio Comunale di Palermo successivamente,   prorogò ad Amap l’affidamento della gestione del servizio idrico integrato fino al 2045,  deliberando anche  la modifica dell’articolo 1 dello statuto di AMAP per consentire l’ingresso di nuovi soci pubblici .

Aderirono alla compagine sociale di Amap 33 Comuni i quali  acquistarono le quote azionarie della Società  e deliberarono, tramite il Consiglio Comunale, l’affidamento della Gestione del Servizio Idrico Integrato fino al 2045.

Il loro ingresso ha permesso ad AMAP S.p.A. di servire un bacino di oltre 1,2 milioni di abitanti, facendola diventare una della più grandi Aziende a capitale interamente pubblico di Gestione del Servizio Idrico Integrato in Italia.

“Oggi – dichiara il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando – si compie un importante passaggio di quel processo di "messa in sicurezza" del futuro del servizio idrico nel nostro territorio e del futuro aziendale dell'AMAP. La sottoscrizione del contratto trentennale è strumento fondamentale perché l'azienda possa operare con una programmazione di lungo respiro, sia in termini di interventi strutturali sia in termini di organizzazione dei servizi e del personale. Si conferma quindi la bontà dell'approccio fin qui seguito dal C.d.A. e dalla compagine sociale, il Comune di Palermo prima e tutti gli altri Comuni soci, poi. Un particolare ringraziamento va rivolto alla Presidente che ha operato in piena sintonia con l'Amministrazione, e a tutti i lavoratori che operano quotidianamente per dimostrare che il servizio pubblico in questo settore strategico può essere efficace ed efficiente.”

“Siamo soddisfatti  di avere lavorato affinché l’’acqua  restasse pubblica.   L’intero  C.d.A di Amap  ringrazia la dirigenza e tutti i dipendenti di Amap – dichiara il Presidente Maria Prestigiacomo – che prodigandosi con il loro  lavoro ed il massimo impegno, hanno consentito al Consiglio di Amministrazione di cambiare le sorti di questa azienda. Infatti nel 2021  Amap  sarebbe dovuta essere assorbita da Acque Potabili Siciliane ed invece è diventata Gestore Pubblico del Servizio Idrico Integrato in 34 Comuni dell’Area Metropolitana di Palermo. L’intero C.d.A. continuerà a portare avanti un percorso proiettato ad assicurare ai cittadini un servizio sempre più efficiente”.

Arrivato lunedì scorso a Palermo, l’artista argentino Guido Palmadessa ha subito voluto visitare Danisinni per immergersi tra le pieghe di una comunità di cui ha sentito parlare e a cui ha donato un grande dipinto murale, sei metri per otto, che affresca la parete posteriore della Chiesa Santa Agnese, abbracciando con lo sguardo l’intero parco in cui sorge l’orto-fattoria. Un’attestazione di stima per la città di Palermo, fucina artistica contemporanea, e per il quartiere che con il progetto ‘Rambla Papireto’ ha attirato, e sta attirando, artisti locali e stranieri che vogliono prendere parte alla riqualificazione in chiave artistica del rione. Guido Palmadessa ha trovato ispirazione passeggiando tra i vicoli e il parco di Danisinni, dialogando con fra Mauro Billetta, parroco della chiesa sant’Agnese, e il professore Enzo Patti, che con la professoressa Valentina Console ha dato vita ai progetti artistici nel quartiere. Un perfetto botta e risposta in siciliano e spagnolo con chi vive e lavora qui ha permesso all’artista argentino di discendere nell’anima del quartiere e coglierne sfumature e identità, che sono elementi centrali delle sue creazioni: «L’idea principale, dopo aver parlato con la gente di Danisinni - spiega l’artista -, è stata quella di dar vita a una scena familiare, affettiva, un po’ come durante il Natale. Ho voluto interpretare il sentimento intimo di questa scena, il momento dell’incontro, che sia di una famiglia, di un popolo. La mia opera rappresenta proprio questo: il quotidiano, il ‘giorno dopo giorno’, quello che si può vedere qui, camminando per il quartiere, per la città». 

Una restituzione artistica con una forte impronta sociale è lui stesso a dire che non ama nessuna etichetta preferendo definire la sua una ‘pittura sociale’ che racconta la storia e il contesto in cui si muove. Le sue opere a tecnica mista sono come un fermo immagine nostalgico, eppure vivo e colorato, a tratti iperrealista sebbene l’effetto finale sia un po’ metafisico, sognante. Rotte tra l’Argentina, il Messico, il Cile, la Bolivia, la Germania e adesso l’Italia (la prossima tappa sarà Berlino) che fissano scene di quotidianità, un linguaggio intimo che si costruisce in tele urbane di grandi dimensioni, un collage fatto di pezzi di vita raccattati per strada. Tra una chiacchierata e l’altra Guido ci racconta di avere origini italiane, messinesi e napoletane per l’esattezza, così questo viaggio nasce anche dalla voglia di scoprire i luoghi dove affondano parte delle sue radici. La sua è una famiglia di artisti, i genitori entrambi architetti e gli zii tra i suoi più grandi maestri: Alfredo De Marsico e Graciela Palmadessa, noti pittori. Il suo dipinto è stata una sfida contro il tempo: realizzato in appena cinque giorni, il primo dedicato a uno studio del quartiere e poi a una passeggiata attraverso il centro storico di Palermo, luoghi che hanno costruito in lui l’idea di quest’opera, colta nel gesto intimo di un pasto condiviso.

Fatti i primi bozzetti ha subito tratteggiato sull’enorme parete bianca il suo sguardo su Palermo e sul piccolo quartiere, conquistando il viavai di persone che lo hanno osservato definire il suo quadro intimista. La comunità di Danisinni conquistata dalla genuinità di questo artista-viandante si è adoperata sin dal suo arrivo, lo ha accolto e ospitato, festeggiandolo alla conclusione: «come sempre la comunità di Danisinni è accogliente, lo è sempre stata con tutti, specialmente con gli artisti. Forse il posto così vicino alla natura, forse l’estro che gli abitanti hanno e che usano ogni giorno per vivere, devo dire che gli artisti si trovano bene a Danisinni», racconta Pippo Morello, dell’associazione ‘Insieme per Danisinni’, e componente della Confraternita della Chiesa Santa Agnese che da oltre trent’anni si adopera per il quartiere. Un ringraziamento particolare va allo sponsor di cultura, Cavallaro Arte, che ha fornito il materiale per la realizzazione dell’opera.

La firma di Guido Palmadessa è un altro dei contributi artistici per la rinascita artistica di Danisinni, un quartiere galleria d’arte urbana in continua evoluzione, capace di mettere d’accordo tutte le anime del quartiere: «questo intervento artistico – spiega Valentina Console – è il segnale forte e bellissimo che oggi Danisinni è un luogo al centro dell’attenzione per l’arte, il nostro obiettivo era ed è proprio questo. Fuori dal suo isolamento urbano il quartiere diventa uno spazio privilegiato per la condivisione, per la cultura, luogo sperimentale per lo spettacolo». In attesa che il circo sociale permanente ‘Danisinni Circus’ alzi il proprio tendone all’interno dell’orto-fattoria, il presidio creativo nel quartiere non è mai cessato, con attività e appuntamenti destinati ai cittadini, e l’impegno costante della comunità educativa che raccoglie in sé tutti gli attori di questo cambiamento: la Chiesa Santa Agnese, l’Accademia di Belle Arti, il Comune di Palermo, la Confraternita dei Danisinni, l’associazione ‘Insieme per Danisinni’, i volontari, e tutte le associazioni che hanno preso parte al progetto ‘Rambla Papireto’. Grazie a questo lavoro oggi Danisinni è stato scelto come spazio culturale per eventi collaterali di ‘Manifesta 12’ e ‘Palermo Capitale della Cultura’: XRIVISTA, X=Danisinni, e a settembre ci sarà l’opera-paese, l’intero quartiere sarà trasformato in palcoscenico per l’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti a cura del Teatro Massimo di Palermo; e ancora una serata danzante in piazza con l’Orchestra del Teatro Massimo. In questi mesi si sta inoltre lavorando per la costituzione di un museo sociale con scritture d’artista, da un’idea degli artisti Enzo Patti Valentina Console, e la stretta collaborazione di Calogero BarbaNicola D’Alessandro, Fra Mauro Billetta e Rossella Puccio. A oggi sono oltre un centinaio le opere donate al museo sociale, e tanti altri artisti hanno manifestato l’interesse di prendere parte a questa iniziativa.

Tanti appuntamenti per ricucire il rapporto tra la città e il quartiere affinché Danisinni diventi un percorso turistico e artistico tra i più importanti di Palermo. Per rimanere aggiornati e conoscere le iniziative in programma basta visitare la pagina facebook ufficiale del progetto ‘Rambla Papireto’.

 

L’Associazione BCsicilia inaugura la sede di Torretta il 18 e 19 marzo 2018 in occasione  della festa di San Giuseppe, una delle ricorrenze più tipiche e suggestive della tradizione siciliana, con due giorni dedicati al culto dell’altare votivo e delle mense. Si inizia domenica 18 alle ore 16,30 nella sede della Confraternita del SS. Sacramento e SS. Crocifisso in via Prodi di Benedetto, 10. Dopo la presentazione dell’Arciprete don Tommaso D’Amico, Parroco di Torretta, di Natale Caruso, Superiore della Confraternita del SS. Sacramento e SS. Crocifisso, di Giusy Musso, Presidente BCsicilia, Sezione di Torretta e di Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia, si terrà la conferenza di Ignazio Buttitta, docente di Storia delle tradizioni popolari presso l’Università di Palermo, dal titolo “Altari e tavole di S. Giuseppe in Sicilia”.  L’iniziativa continua il giorno successivo, il 19 marzo, con la presentazione dell’altare di San Giuseppe realizzato all’interno del Piccolo Museo Etnografico di Torretta. Un altare votivo, espressione di religiosità, che si armonizzerà con gli antichi mestieri esposti al Museo Etnografico, e che vuole essere sintesi dell’identità culturale del territorio e della quasi scomparsa civiltà contadina, legata ai valori della famiglia, della fede, della devozione e della solidarietà. Il quadro della Sacra Famiglia esposto nella mensa, un tempo usato come capezzale, vuole essere simbolo della famiglia che nella storia della tradizione siciliana è stata ed è considerata sacra, indivisibile e irrinunciabile. L’altare, originale nel suo allestimento, il primo realizzato a Torretta, creato da Giusy Musso, per gli elementi decorativi particolari e caratteristici utilizzati vuole identificare il paesaggio tipico torrettese.


 

“Pane in Piazza” è l’iniziativa organizzata dal Comune di Isola delle Femmine, con l’Associazione Provinciale dei Panificatori e BCsicilia, per valorizzare un alimento che fa parte da sempre dell’alimentazione umana. La manifestazione si svolgerà in Piazza Umberto I a Isola delle Femmine il 18 e il 19 Marzo 2018. I panificatori del paese nei due giorni prepareranno il pane e altri prodotti da forno che faranno assaggiare ai presenti.
All’interno dell’iniziativa è stata organizzata una mostra con l’esposizione di 
alcuni antichi attrezzi, allestita da Agata Sandrone di BCsicilia, che porterà indietro nel tempo, e la presentazione di avvenimenti storici legati al pane: come la tessera del pane del periodo della guerra e notizie sulla  strage del pane avvenuta nel 1944.

Il programma prevede per il giorno 18 marzo alle 10,00 l’inaugurazione alla presenza dell’autorità locali, alle 16,00 il Corteo Storico di Ruggero II per le vie del paese che si concluderà  nella Piazza Umberto I dove  verrà inscenata una esecuzione capitale. Giorno 19 marzo è prevista la visita degli studenti della scuola materna, elementare e media “Francesco Riso”. Infine la degustazione del tipico minestrone di San Giuseppe preparato dalle donne di Isola.

Il gruppo rievocativo “Croce Normanna di Ruggero II”, in collaborazione con BCsicilia – Isola delle Femmine, sarà presente ad Isola per far conoscere il valore storico-culturale dell’evento nell’occassione dei festeggiamenti di San Giuseppe. La distribuzione dei Pani è una tradizione che affonda le radici nella mitologia greca con un preciso richiamo al culto di Demetra. Nel periodo di Ruggero II esisteva la Dottrina dei Bianchi: questi frati, i primi Domenicani, avevano il compito di riservare una degna sepoltura ai condannati a morte, e distribuivano pani come nell’ultima cena della Passione di Cristo, e come la pratica devozionale dedicata a San Giuseppe Patriarca ed Intercessore presso Dio per la Benedizione e l’assoluzione dei peccati per la “Buona Morte”. La commistione tra il Sacro e la Regalità di Ruggero viene spiegata con il gesto generoso del sovrano, nella distribuzione dei Pani di San Giuseppe tra i devoti lavoratori ed i più bisognosi.

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