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Martedì, 21 Agosto 2018

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È stato sancito questa mattina il patto di Palermo con l’ambasciatore d’Italia in Giappone Giorgio Starace, la Sicilia diventa capitale dell’export verso il Giappone. A sugellare questo patto, i produttori delle eccellenze "food and beverage" del Made in Italy e del Made in Sicily con il consorzio Italy on the Table e il suo coordinatore Mario Stancampiano, il Sindaco Orlando e la presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio e Junya Honda, business development senior General manager di Monte Bussan, durante l’incontro con l’ambasciatore Starace. Per la visita ufficiale, una location di grande pregio storico, cornice di questo importante patto che servirà da volano per l’economia regionale, infatti, Villa Niscemi, mentre in mattinata si è tenuto l’incontro nella sede di Confcommercio.

“La Sicilia è uno dei posti più belli della terra – ha detto l’ambasciatore Giorgio Starace che è arrivato nella città siciliana a seguito dell’invito del Food Broker Mario Stancampiano – è il Paese con la terza economia mondiale e il quarto al mondo come potere d’acquisto. Esiste una infinita classe media che punta decisamente all’acquisto di prodotti esteri e del “made in Italy”.

La Sicilia può avere tante opportunità nel settore agroalimentare, dove da oggi i dazi non esistono più, ma anche nel settore dell’artigianato orafo e dei gioielli, del tessile e della moda. In particolare – ha aggiunto Starace - l’agroalimentare si coniuga perfettamente con la promozione del territorio e i giapponesi si stanno sempre più avvicinando con interesse a tutto ciò che è per esempio km.0. Tokyo ospita dal 21 al 23 settembre un grande salone del turismo mondiale che può essere una grande opportunità per i tour operators e gli operatori di settore siciliani, e per questa ragione ho scritto al presidente della Regione Nello Musumeci, ma penso anche all’appuntamento di marzo 2019 con il salone dell’agroalimentare di Tokyo, dove l’Italia ha un padiglione di 2.000 mq. e dove la Sicilia può avere uno spazio. Opportunità tutte che vanno colte perché possiamo essere davvero forti in un mercato che senza dazi sarà maggiormente competitivo. Insomma, sono prontissimo per organizzare un grande evento per la Sicilia, con operatori di settore, Regione, produttori e altri soggetti”. “Ricordo – ha proseguito Starace - che nel primo quadrimestre del 2018 export per 3 miliardi e 320 milioni di euro l’Italia si attesta ad un + 24,3%. Per la prima volta dal Dopoguerra l’Italia è il secondo esportatore in valore assoluto, siamo dietro solo alla Germania. Per affermarsi nel mercato giapponese bisogna agire con operazioni di raccordo con i giapponesi lavorando molto in sinergia. Le aziende italiane che esportano oggi in Giappone sono 14.921 e attivano 88.806 posti di lavoro dipendenti dalle varie attività”, ha concluso Starace.

“La presenza oggi a Palermo dell'ambasciatore d'Italia in Giappone – afferma il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando - è la conferma del rinnovato appeal internazionale della nostra città e della capacità di essere il luogo di incontro tra le istituzioni e i privati interessati a costruire percorsi di sviluppo e nuova economia. Ringrazio l'ambasciatore e i promotori dell'iniziativa per avere scelto Palermo per questo momento di contatto fra l'impresa siciliana e quella giapponese. Mentre anche sul fronte commerciale nel mondo si alzano sempre più muri, Palermo sceglie di andare nella direzione della costruzione di ponti per far incontrare i popoli, le imprese, le idee. Sono certo che da questo incontro nasceranno ottime opportunità tanto per gli imprenditori siciliani quanto per quelli giapponesi, che hanno capito quanto importante sia guardare lontano perché le nostre radici trovino nuove ali e sappiano costruire il futuro”.

“Il Giappone e il mercato dell’Est costituiscono una grande opportunità per i nostri imprenditori siciliani e palermitani – ha detto Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo -. La Sicilia è vero che sconta arretratezza infrastrutturale ed economica ma è terra di grandissima prospettiva e terra meravigliosa di bellezza ed operosità. Quest’anno Palermo è capitale della cultura ma abbiamo l’ambizione di far diventare Palermo capitale delle esportazioni siciliane in Giappone, per questo ringraziamo l’ambasciatore Starace che in questo giorno importante, in cui è stato siglato l’abbattimento progressivo dei dazi tra Unione europea e Giappone, si trova a Palermo. Confcommercio è al servizio delle imprese ed è pronta a sostenerle anche nell’export”, ha concluso Patrizia Di Dio.

E chiude gli interventi l’organizzatore dell’intero evento, il coordinatore del consorzio Italy on the table ed export manager Mario Stancampiano: “Le possibilità sono immense, veramente tante perché il fatto che i dazi vengano abbattuti darà un’opportunità, uno slancio ancora maggiore a quello che è l’export italiano verso il Giappone, visto che tra l’altro da pochissimo abbiamo superato la Francia che ci stava avanti. Loro hanno vinto il mondiale e noi abbiamo vinto l’export con l’agroalimentare e non solo”.

 

Sarà annunciata a settembre la nuova stagione del Teatro Massimo, che vedrà in scena dieci opere, tre produzioni di danza e comprenderà un fitto calendario di concerti.

Tra le anticipazioni della nuova stagione, l’opera di apertura, Turandot, ultimo incompiuto capolavoro di Puccini. Sul podio il direttore musicale del Teatro, Gabriele Ferro. Scene, video e costumi saranno curati dal collettivo di artisti russi AES+F, che in questi giorni in occasione di Manifesta 12 è già ospite del Teatro Massimo con l’installazione Mare Mediterraneum (in Sala Pompeiana fino al 19 settembre); la regia sarà di Fabio Cherstich. Si inaugura così un anno ricco di coproduzioni internazionali: si tratta infatti di un nuovo allestimento realizzato con Badisches Staatstheater Karlsruhe, Teatro Comunale di Bologna e Kyiv National Academic Operetta Theatre. La lettura di Turandot di AES+F e Cherstich colloca l’opera in una Cina del futuro, accompagnando lo spettatore in un viaggio nel tempo. Ad incarnare Turandot sarà Iréne Theorin, che torna a Palermo dopo la Brünnhilde di Götterdämmerung nel 2016; Mariangela Sicilia e Valeria Sepe si alterneranno nel ruolo di Liù; il tenore americano Brian Jagde sarà al debutto europeo come Calaf.

A seguire una delle prime opere della storia del melodramma, Il ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi, che avrà la prima esecuzione al Teatro Massimo. L’opera sarà presentata nella visione di William Kentridge, con marionette ad affiancare i cantanti; un allestimento che ha viaggiato in tutto il mondo e che arriva ora per la prima volta a Palermo.

A febbraio, in concomitanza con l’opera di Monteverdi, il Teatro Massimo si recherà per la seconda volta in tournée in Oman, dopo il grande successo ottenuto con La fille du régiment nel 2016: dal 7 al 10 febbraio l’Orchestra e il Coro saranno impegnati alla Royal Opera House di Muscat per La traviata che vedrà Placido Domingo interpretare il ruolo di Giorgio Germont in due delle tre recite, mentre nell’altra salirà sul podio per dirigere i complessi artistici del Teatro Massimo; allestimento della Los Angeles Opera con la regia di Marta Domingo.

Nella stagione vi saranno naturalmente le grandi opere del belcanto e del repertorio più amato, con nomi eccellenti di grandi cantanti, quali Sonia Ganassi e John Osborn, e Daniel Oren, direttore apprezzatissimo dal pubblico palermitano.

Debutto al Teatro Massimo per My Fair Lady, il fortunatissimo musical di Alan Jay Lerner e Frederick Loewe, diretto dall’inglese Wayne Marshall, che torna al Teatro Massimo dopo il grande successo dei due concerti del 2018, e con la regia di Paul Curran, che il pubblico palermitano ricorda per A Midsummer Night’s Dream di Britten. Si tratta di una coproduzione con il Teatro di San Carlo di Napoli.

Il Corpo di ballo del Teatro Massimo continuerà ad affrontare tanto il repertorio contemporaneo che quello classico, seguendo un percorso di eccezionale versatilità che ne ha segnato gli ultimi anni. Ultimo spettacolo di stagione sarà il grande classico natalizio del balletto romantico, Lo schiaccianoci di Čajkovskij.

All’interno della stagione di concerti si segnala il ritorno a Palermo di Omer Meir Wellber. Altro appuntamento importante quello con Roberto Abbado, che salirà sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo in primavera, mentre a novembre il compositore ungherese Péter Eötvös dirigerà la prima esecuzione palermitana di Alle vittime senza nome, scritta nel 2016 «in memoria dei tanti migranti saliti su barche sovraffollate nella speranza di raggiungere un mondo più felice e annegati in mare aperto prima di avvistare le coste italiane». A maggio tre serate saranno dedicate al Ciclo Brahms, con due concerti diretti dal direttore musicale del Teatro Gabriele Ferro e il terzo da Jader Bignamini.

Un’importante novità del 2018 sarà il ritorno della stagione dei concerti di canto, con sei grandi nomi della scena lirica internazionale: la prima sarà Mariella Devia, che torna al Teatro Massimo dopo la sublime recente Norma e l’annuncio dell’addio alle scene.

 

L'assessora al Lavoro e alla Scuola, Giovanna Marano, in rappresentanza del sindaco Leoluca Orlando, ha ricevuto questa mattina a Villa Niscemi una delegazione di circa trenta interpreti del Parlamento europeo, in questi giorni in visita a Palermo.
L'incontro, che è stato occasione per discutere della Carta di Palermo, il documento approvato dalla Giunta comunale nel 2015, che ha come obiettivo l'avvio del processo culturale e politico per l'abolizione del permesso di soggiorno, ha visto la partecipazione anche dell'ex consigliere comunale Diego Juan Catalano.

"La Carta di Palermo - ha dichiarato l'assessora Marano nel corso dell'incontro - sancisce il diritto dei popoli alla mobilità internazionale e non è un caso che abbia visto la luce in una città come la nostra, che da sempre è stata crocevia di dialogo interculturale nel Mediterraneo. Una città complessa sicuramente, con numerosi problemi di natura sociale ed economica che, tuttavia, non le hanno mai impedito di essere una città aperta. Palermo in questi anni ha dato all'Europa una grande lezione di solidale accoglienza, senza mai far sentire nessuno estraneo o rifiutato".

Brilla la devozione dei palermitani, ha il colore dell’oro e dell’argento. Ed è finalmente riportata alla straordinaria magnificenza del passato. Dopo un restauro minuzioso sotto l’occhio attento della Soprintendenza, il Tesoro di Santa Rosalia è tornato in vita. Restituito alla città. L’esposizione, nucleo fondante del nuovo museo di santa Rosalia nel santuario di Montepellegrino, sarà inaugurata venerdì 13 luglio, alle 18. Curatori scientifici sono Maria Concetta Di Natale, Maurizio Vitella e

Salvatore Mercadante, il progetto museografico è della sovrintendente Lina Bellanca e la cura dell’allestimento di Santo Cillaroto. I pezzi sono stati restaurati da Gaetano Correnti e dal maestro argentiere Benedetto Gelardi.

 

La collezione, costituita principalmente da preziose suppellettili liturgiche e significativi ex-voto, giunge ai nostri giorni incompleta perché dispersa nel corso dei secoli. L'originaria ricchezza del Tesoro è tuttavia nota grazie agli inventari periodicamente redatti dalla Deputazione della Venerabile Grotta e Chiesa di Santa Rosalia.

 “Il tesoro è documentato da dettagliatissimi inventari conservati all’archivio Diocesano, che un nostro dottorando di ricerca ha studiato con attenzione – spiega Maria Concetta Di Natale – alcuni pezzi li conoscevamo, ed erano stati già esposti in una mostra in cattedrale, oltre vent’anni fa. Siamo tornati a cercare e nel santuario abbiamo ritrovato pezzi straordinari: la famosa galea rovinata, i vasi a pezzi, ma conservati con grande amore”.  Da qui l’idea di restaurare interamente tutte le opere, quelle esposte e quelle conservate, e dar nuova vita al tesoro. Che diventa il nucleo più antico del nuovo museo dedicato alla devozione per Santa Rosalia, che da venerdì sarà disponibile alle visite.

 

L'esposizione permanente del tesoro del Santuario di Santa Rosalia è una iniziativa promossa dal Comune e dalla Fondazione Sant'Elia nell’anno di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. E’ un progetto comune che vede l’apporto dell’Arcidiocesi e del Santuario di Santa Rosalia, dell’Università - Dipartimento Culture e Società, dell’Osservatorio per le Arti decorative in Italia “Maria Accascina”, della Soprintendenza BB.CC.AA e dell’Opera Don Orione.

"Un regalo della città alla città. Un atto d'amore per la Santuzza ma certamente qualcosa che va oltre, ben oltre la devozione per la Santa – dice il sindaco Leoluca Orlando -. Perché Rosalia rappresenta l'anima vera e profonda di Palermo, l'anima della carità e della solidarietà, ma anche l'anima dell'impegno per la liberazione da ogni peste materiale e morale. Questo tesoro oggi riscoperto ci ricorda e rafforza il legame di Palermo con Rosalia".

La realizzazione del museo contribuirà a dare nuovo impulso alla conoscenza del contesto culturale che, fin dagli inizi del XVII secolo, ruota attorno alla Santa eremita, restituendo ai palermitani ciò che è sopravvissuto di un grande segno di intensa devozione.

Impreziosiscono l'esposizione museale, la superba galea d’argento donata nel 1667 da Don Pietro Napoli e Barresi, principe di Resuttana; e la serie di vasi d'altare con “pampini di Paradiso” (foglie che somigliano all’edera) donata, sul finire del XVII secolo, dal vicerè Juan Francisco Pacheco, duca di Uzeda, come si scopre dall’insegna araldica. Queste opere in particolare, come pure le altre esposte, sono state sottoposte ad un accurato e delicato restauro, che in molti casi è riuscito a recuperare  esemplari ridotti in pessime condizioni.

 

Pezzi unici che raccontano la devozione per la “Santuzza” non solo da parte di alti prelati e nobili blasonati, ma soprattutto dalla gente comune, non solo palermitana: come il celebre reliquiario con un angelo che sovrasta un drago, opera dell'argentiere Andrea Memingher, su un disegno di Antonino Grano e Giacomo Amato custodito all’Abatellis; l’ultimo gioiello seicentesco dei Cavalieri di Malta, con smalti policromi tipicamente siciliani, accompagnato da un dipinto della Madonna del Trionfo, e da un leggio d’argento, sempre dei Cavalieri; statue d’argento, calici in filigrana, ceroplastiche affascinanti. E proprio il santuario nasconde un ultimo segreto: una “cassaforte” seicentesca ovvero un piccolo ambiente con porta corazzata dentro cui si conservavano i pezzi preziosi. Qui l’allestimento - curato da Santo Cillaroto - ricostruisce lo stato originale con bauli e arredi.

“Il recupero del tesoro ha fatto scattare una sorta di nuova devozione – interviene ancora Maria Concetta Di Natale -: i restauratori hanno offerto la loro opera, alcuni collezionisti hanno donato o prestato pezzi bellissimi”.

 

Il santuario, retto da Don Gaetano Ceravolo, è aperto ogni giorno dalle 7,30 alle 19,30.

Di rientro da Berlino dove ha ricevuto il premio "Federico II" per l'amicizia fra i popoli e l'integrazione fra le nazioni, promosso dalla Società Arabo-Tedesca, ieri pomeriggio il sindaco Leoluca Orlando ha partecipato all'aeroporto Falcone-Borsellino all'inaugurazione di una mostra fotografica dedicata a Nelson Mandela, evento inserito nelle celebrazioni per il Centenario della nascita del leader della lotta nonviolenta contro l'apartheid e padre fondatore della democrazia del Sudafrica.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, l'Ambasciatore del Sudafrica, Shirish M. Soni insieme al console onorario, Giacomo Gargano e al presidente, all'amministratore delegato e al direttore generale dell’aeroporto di Palermo, Fabio Giambrone, Giuseppe Mistretta e Natale Chieppa.

Per il sindaco Leoluca Orlando "questa mostra è un ulteriore segno di attenzione internazionale per Palermo e per la sua scelta di essere simbolo di diritti e uguaglianza. Mandela è certamente uno dei grandi simboli di unità attorno a valori di uguaglianza cui tutti noi ci ispiriamo ed il simbolo di quel voler essere "tutti diversi e tutti uguali" che è il nostro motto. Essere diversi e rispettosi delle identità di ciascuno, essere uguali con uguali diritti e doveri."

Il discorso di apertura dell'ex Vice Ministro degli Esteri Mario Giro è stato preceduto da un messaggio del Presidente della Repubblica Italiana, On. Sergio Mattarella, che è stato letto a suo nome.

Per il Presidente Mattarella "La vita di Nelson Mandela è diventata il simbolo delle speranze e delle sfide di tutta l'Africa. La sua eredità politica va oltre gli eventi in Africa ed è particolarmente importante per l'Europa e l'Italia, in un'epoca caratterizzata da un alto livello di interdipendenza tra i nostri continenti.

Nelson Mandela è stato un fulgido faro di speranza per tutti noi che lottiamo per un ordine mondiale giusto ed equo. Non è mai stato più importante di quanto lo sia oggi, giovani e vecchi, essere l’eredità ("Be the Legacy"!).

In molti modi il futuro del pianeta sarà determinato dalla misura del nostro successo. Come ha detto lo stesso Nelson Mandela, "Possiamo cambiare il mondo e renderlo un posto migliore. È nelle tue mani fare la differenza”.

Di seguito il discorso ufficiale dell’ambasciatore del Sudafrica

“Quest'anno, il governo e il popolo del Sudafrica festeggiano il Centenario della nascita del padre fondatore della democrazia del paese, l'ex presidente Nelson Rolihlahla Mandela, o "Madiba" come era affettuosamente conosciuto, con il tema: "Be the Legacy" ”. L'anno

2018 segna anche il Centenario della nascita di "Mama" Albertina Nontsikelelo Sisulu, uno dei brillanti esempi della lotta per la libertà in Sudafrica, che ha dedicato la sua vita al servizio del suo popolo, ricordata con il tema : "Una donna di coraggio".

Nelson Mandela è stato il presidente fondatore del nostro Sudafrica libero e democratico. Era uno degli statisti più rispettati nella storia recente, un'icona africana, un'icona globale. La storia della vita e l'eredità di Madiba sono state una fonte di profonda ispirazione per me personalmente, come, in effetti, per milioni di persone in tutto il mondo. La sua lotta instancabile per la libertà e i valori che hanno caratterizzato la sua vita gli hanno guadagnato ampio rispetto. Attraverso la sua profonda umiltà, compassione, dignità e determinazione a sacrificare la propria libertà per la libertà degli altri, Madiba ha trasformato il Sudafrica e il mondo.

Così molti di noi semplicemente non potevano immaginare come sarebbero state le nostre vite e la nostra storia senza l'esempio che Nelson Mandela ci ha dato.

Oggi siamo tutti impegnati a costruire sull'eredità di Nelson Mandela e Albertina Sisulu e lavorare per la promozione di una migliore qualità della vita per tutti i sudafricani. Ci siamo impegnati a lavorare più intensamente per sferrare un colpo decisivo contro le triplici sfide che il Sudafrica deve affrontare a causa delle persistenti  povertà, disoccupazione e disuguaglianza. Dobbiamo portare avanti l'eredità di Madiba e continuare a costruire il tipo di società per cui ha lavorato così instancabilmente. Nelson Mandela ha promosso attivamente il raggiungimento di un Sudafrica unito, democratico, non razziale, prospero e non sessista.

Al suo processo nel 1964, Nelson Mandela ha concluso la sua dichiarazione alla corte dicendo: "Ho combattuto contro la dominazione bianca, e ho combattuto contro il dominio nero. Ho amato l'ideale di una società democratica e libera in cui tutte le persone vivono insieme in armonia e con pari opportunità. È un ideale che spero di vivere e di realizzare. Ma se necessario, è un ideale per il quale sono disposto a morire".

Nelson Mandela ha incarnato quell'ideale e lo ha reso realtà per tutti noi. Questo ideale ha anche ispirato molti partner, anche qui in Italia, ad unirsi con i popoli oppressi del Sudafrica nella nostra lotta per un Sudafrica libero, democratico, non razzista e non sessista, oltre allo sradicamento del colonialismo nel continente africano. Le celebrazioni e gli eventi commemorativi per il Centenario di Nelson Mandela sono in programma per tutto l'anno in Sudafrica e nel mondo e l'Italia non fa eccezione. Questi eventi sono pietre miliari importanti per onorare rispettivamente l'incredibile storia di Nelson Mandela e Albertina Sisulu.

Siamo veramente grati per le partnership sviluppate in tutta Italia, e costruire sull’eredità di Nelson Mandela e Albertina Sisulu e commemorare questi importanti centenari. Abbiamo sviluppato delle partnership con il Governo Nazionale, i Governi Regionali, i Sindaci e i Consigli Comunali, le Università, le ONG e Think Tanks, gli altri Ambasciatori africani accreditati al Quirinale e le principali istituzioni del settore pubblico e privato, incluso, con mio grande piacere, l’Aeroporto di Palermo, che è il primo aeroporto in Italia ad unirsi a noi per commemorare il Centenario di Nelson Mandela.

Il tema "Be the legacy" ha catturato il cuore e l'immaginazione di tutti gli italiani che si identificano con i valori fondamentali che hanno caratterizzato la straordinaria vita di Madiba. Sono quindi molto grato alla Direzione dell’Aeroporto di Palermo per averci ospitato qui questa sera. L'Ambasciata del Sudafrica di Roma ha collaborato con la Nelson Mandela Foundation nel contesto del Centenario per ospitare alcuni notevoli eventi. Ad esempio, il 24 maggio 2018, abbiamo lavorato con il Ministero degli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale per ospitare un evento celebrativo della Giornata dell'Africa 2018 nel contesto del Centenario.

 

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