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Giovedì, 17 Agosto 2017

Proseguendo nei festeggiamenti per il suo centenario dell'indipendenza, la Finlandia offre una mostra fotografica presso il Museo Nazionale ad Helsinki, “Finlandia pubblica e nascosta”, aprendo una finestra su alcuni eventi meno eleganti - ma chiaramente storicamente significativi - che hanno dato forma al paese durante il secolo scorso.

La mostra è strutturata su sei temi: l'istruzione, la guerra, la razza, l'uguaglianza e la democrazia, il rapporto della società con la natura e la comunità. Le fotografie della mostra sono state tratte dalla vasta raccolta dell’Archivio di Stato dotato di circa 15 milioni di immagini.

Lo sciopero generale 1956

La foto relativa descrive un uomo che scatta una fotografia di una marea di manifestanti sulla piazza del Senato di Helsinki, durante lo sciopero generale della Finlandia nel marzo 1956.

Lo sciopero, che coinvolse circa mezzo milione di lavoratori in tutto il paese, portò ad un blocco dell'industria e del traffico per 19 giorni. L’agitazione venne scatenata dalle riforme governative degli stipendi e dai regolamenti sui prezzi dell'anno precedente, il che provocò pesanti aumenti di prezzo sui beni di prima necessità quotidiana come il latte e anche l'affitto, provocando un aumento del costo della vita di circa il sette per cento.

La depressione degli anni '90

La storia si è ripetuta un poco, anche se per motivi diversi, nei primi anni '90 del secolo scorso. Una foto ricorda una dimostrazione da parte dei disoccupati di fronte al Parlamento finlandese nel marzo 1993. A quel punto, la Finlandia stava attraversando una tra le peggiori crisi economiche della sua storia, ancora peggiore della depressione degli anni Trenta.

L'ombra dell’ eugenetica

La mostra tratta anche l'argomento della razza nella storia della Finlandia. L'eugenetica è l'insieme delle credenze e delle pratiche popolari che negli anni Trenta erano basate sull'idea di migliorare il materiale genetico della popolazione per mezzo di strumenti che sarebbero ora considerati brutali, discriminatori o razzisti. La Finlandia ha avuto la sua quota di entusiasti eugenetici e negli anni 1930 furono introdotte leggi che disponevano sterilizzazioni forzate (principalmente di donne). All'epoca, tutti e quattro i paesi nordici, compresa la Finlandia, adottarono una qualche forma di normativa eugenetica.

Negli anni '20 e '30 alcuni scienziati affermarono che la "razza" finlandese traeva origine dalla Mongolia, non principalmente dall'Europa. Ma altri ricercatori, che respingevano questa tesi, percorsero il paese alla ricerca di esemplari di "Finnici perfetti", spesso fotografati per dimostrare la superiorità genetica del popolo finlandese.

Una foto della mostra, scattata nel 1925, raffigura Paavo Nurmi, leggendario podista finlandese conosciuto come il Finlandese Volante. Nurmi è stato presentato come l'ultimo - anche massimo - esemplare finlandese di abilità atletica.

Lavoro minorile

La prosperità della Finlandia era ancora abbastanza lontana quando la foto in mostra venne scattata nel 1923: tre bambini accovacciati su un marciapiede di ciottoli sulla costa ovest della città di Raahe non stavano semplicemente giocando, ma lavorano, costruendo la strada.

Povertà per strada

Una foto più recente mostra una persona senza tetto confusa nell’ingresso del rifugio scadente dell'Associazione dei Contribuenti Finlandesi ad Helsinki il 1° maggio del 2015. I finlandesi tipicamente festeggiano tale giornata con marce sindacali e discorsi in tutto il paese.

La mostra in corso Museo Nazionale di Helsinki è aperta fino al 14 gennaio 2018.

La Finale Europea del Gelato World Tour, appena terminata al campus della Carpigiani Gelato University di Bologna, completa la rosa dei gelatieri che dall’8 al 10 settembre 2017 si sfideranno a colpi di paletta a Rimini per il titolo “World’s Best Gelato”. La Finale Mondiale della “Formula 1 del Gelato” concluderà così la sua seconda edizione, che ha stabilito un record assoluto per numero di tappe internazionali e artigiani coinvolti (oltre 2.000) tra il 2015 e il 2017. La competizione ha visto trionfare gusti creati da artigiani olandesi, ungheresi e greci, paesi in cui la tradizione della gelateria artigianale è oggi quanto mai affermata. 

I tre gusti che accedono ufficialmente alla Finale Mondiale del Gelato World Tour si aggiungeranno agli 8 vincitori dell’Italian Challenge e ai 3 vincitori della German Challenge. L’Europa sarà quindi rappresentata da 14 gelatieri. Di seguito i vincitori del 25 luglio:  

1° posto assoluto: “Kui(p)er Ijs” (Yogurt al miele con lamponi e noci) di Erik Kuiper, gelateria-fattoria De Ijskuip, (Denekamp, Olanda). Il gusto, realizzato a partire dal latte prodotto da mucche “Jersey” della fattoria De Ijskuip, è il risultato della fusione con miele di prima coltura – selezionato da apicoltori certificati - e variegatura di lamponi della vicina fattoria Krabbe. Tocco finale, l’aggiunta di noci caramellate di produzione propria.

2° posto assoluto: “Il Mio Cioccolato” di Renáta Somogyi, gelateria Bringatanya Fagyizó (Gyenesdiás, Ungheria), un gusto in cui convivono dolce e amaro. Cioccolato fondente 70% Saothomè, proveniente da regioni specifiche dell’Africa e frutto della passione del Sud America, a creare un equilibrio sensoriale perfetto unico. Croccanti fiocchi di cereali ed una salsa al cioccolato artigianale completano la ricetta.

3° posto assoluto: “Arachidi e Caramello Salato” di Dimitris Charalampous, gelateria Palladion (Rodi, Grecia). Latte fresco ed una selezione di arachidi greche lavorate con morbido caramello salato, gli ingredienti principe di questo gusto. La variegatura è stata realizzata con noccioline frammentate e cioccolato al latte. L’equilibrio e l’alta qualità degli ingredienti prescelti ha dato a questa ricetta un sapore unico.

La giuria, composta da maestri gelatieri come Giancarlo Timballo, presidente della Coppa del Mondo di Gelateria, e Sergio Dondoli, commissario di gara della Coppa del Mondo di Gelateria, giornalisti e rappresentanti dei paesi in gara ha deciso inoltre di assegnare 8 menzioni speciali: 

Menzione Speciale per la Presentazione: OLANDA - Arjan Nijenhuis della gelateria IJssalon fresh & more a Sluis con il gusto “Rosa”

Menzione Speciale per la Struttura: REPUBBLICA CECA – Jiří Hochmann della gelateria Mocca Cafè a Tabor con il gusto “Paris-Brest”

Menzione Speciale “Giudici italiani”: SLOVENIA – Ardit Ejupi della gelateria Sladoledarna Pingo a Šentilj con il gusto “Dark Smoke”

Menzione Speciale “Sorbetto”: POLONIA – Paulina Salamończyk della gelateria Gelato Studio a Gliwice con il gusto “Zucca vegana”

Menzioni Speciali “Giudici Internazionali”: UNGHERIA – Karl Zsolt della gelateria Karl Cukrászda a Dunaharaszti con il gusto “Berry Dream” e CROAZIA – Gulija Krešo della gelateria Tri užitka a Zabok con il gusto “I tre piaceri - Tri užitka”

Menzione Speciale “Stampa”: REPUBBLICA CECA – Jiří Hochmann della gelateria Mocca Cafè a Tabor con il gusto “Paris-Brest”

Menzione Speciale “Creatività”: BELGIO – Kim Smet della gelateria Luca’s Ijs a Hamme con il gusto “Curry-banana-cocco con infusione di lemongrass”

Durante i due giorni di gara i 20 partecipanti si sono cimentati nell’ormai famoso Tonda Challenge di IFI, una gara a colpi di spatola per creare la “coppetta perfetta” (60 grammi). A trionfare con un record senza precedenti – due pesate esattamente da 60gr. –, il gelatiere Moreno Faganello di SANI - Authentic Italian Gelato, pioniere italiano a Praga (REPUBBLICA CECA).

Gelato World Tour vanta il patrocinio del Ministero Italiano degli Affari Esteri e dello Sviluppo Economico e della Regione Emilia Romagna ed è la prima competizione itinerante internazionale alla ricerca dei migliori gusti del mondo. Ha già fatto tappa in undici città nel mondo: Roma, Valencia, Melbourne, Dubai, Austin, Berlino, Rimini, Singapore, Tokyo, Chicago e Shenzhen, è diretta dalla prestigiosa Carpigiani Gelato University e patrocinata da Sigep – Italian Exhibition Group, da trentotto anni la più importante fiera nel settore del gelato e del dolciario tradizionale. A rendere possibile la Finale Europea i main partners: IFI, azienda leader internazionale nella produzione di vetrine per la gelateria; Silikomart, azienda italiana di livello internazionale specializzata in stampi e attrezzi per la pasticceria. 

I numeri di Gelato World Tour dal 2013 ad oggi:

12 tappe internazionali in 4 continenti: Roma, Valencia, Melbourne, Dubai, Austin, Berlino, Rimini (Gran Finale 1^ edizione), Singapore, Tokyo, Chicago, Shenzhen e Berlino;

Italian Challenge con 60 tappe tra il 2015 e il 2017;

7 Challenges in Europa;

3 Challenges in Sud America;

German Challenge con più di 60 gelatieri tedeschi partecipanti a Sigep 2017;

2000 gelatieri coinvolti;

60.000 kg di gelato prodotto;

1.000.000 di coppette e coni serviti;

8.000 uscite stampa italiane e internazionali;

 

La Thailandia offre ai visitatori un mondo ben diverso da quanto siamo soliti vedere nella nostra vecchia Europa, tutti gli abitanti sorridono e sono estremamente cortesi. Tradizioni, culture, religione e tanto altro non somiglia a nessun altro Paese.

La Sezione Visti dell’Ambasciata d’Italia a Bangkok ha rilasciato, prevalentemente per turismo,  nel 2016 oltre 33 mila visti, in aumento dell' 1,7% rispetto all'anno precedente. Il target è di persone di  ceto medio/alto e con un'alta capacità di spesa. Il turista thailandese raramente organizza di persona il proprio viaggio; preferendo rivolgersi ai tour operator, associando il viaggio alla visita ad altri Paesi europei, per una durata media di 10-15 giorni. Fenomeno più recente ma in forte crescita, è quello dei gruppi “incentive” in visita in Italia. Si tratta di viaggi premio organizzati da grandi società per i propri dipendenti o i propri promotori, che sempre più spesso scelgono l'Italia come destinazione preferita. Anche Il flusso di turisti italiani in Thailandia risulta in crescita. Secondo le statistiche ufficiali nel 2016 i turisti italiani che hanno visitato la Thailandia sono stati circa 265.000. I visitatori italiani rappresentano circa lo 0,8% del numero dei turisti totali (circa 32,5 milioni in totale nel 2016, con forti tassi di crescita).

 La Thailandia risulta quindi meta sempre più gradita dai nostri connazionali. Di questi argomenti si è discusso nel mese scorso a Chiang Mai alla fiera TTM + 2017 presso l'International Exhibition and Convention Centre (CMECC). Si tratta del centro esposizioni e congressi internazionali fra i più grandi centri  fieristici del sud-est asiatico, con uno spazio utile di 60.000 metri quadrati. Fra gli obiettivi della Fiera vi è stato quello di dare visibilità alle PMI che da sole non possono partecipare a grandi eventi globali.

Per raggiungere la destinazione la compagnia Thai Airways effettua collegamenti diretti da Roma e da Milano con moderni vettori ed ecco che, in meno di dieci ore, si è proiettati in un mondo quasi magico, misterioso e pieno di fascino, basato su  insegnamenti buddisti della convivenza pacifica e il rispetto degli altri, con la compassione per le sofferenze altrui e l’amore verso il prossimo. Questi principi consentono una visione diversa dell’esistenza e del rispetto della natura, con la quale si è a diretto contatto.

La Thailandia, per la sua posizione geografica e dotazione infrastrutturale, nonché nella prospettiva del mercato unico, si pone quale 'hub' ideale per insediamenti produttivi che guardano all'intera regione. Trainata dall'aumento dei consumi interni, l'economia thailandese presenta fondamentali macroeconomici in buono stato. I trend sono tornati a crescere nel 2016 (PIL +3.2%) anche se vi è stato un rallentamento delle esportazioni nel 2015. Secondo le previsioni, il PIL nel 2017 aumenterà del 3.8%. La classe media rimane in rapido aumento e, in particolare nella capitale Bangkok ( 8,25 milioni di abitanti), dispone di un reddito pro capite ben più alto rispetto alla media nazionale. Vi è un' elevata propensione al consumo, soprattutto verso beni provenienti da Paesi come l'Italia, che godono di un'immagine estremamente favorevole in termine di gusto e qualità.

Un esempio di economia autosufficiente è dato dal Baan Na Ton Chan Homestay. Il villaggio di Ban Na Ton Chan è un piccolo villaggio circondato da alberi di Chan, che danno il nome al villaggio. Il borgo è famoso  ed è il centro dell'industria turistica Homestay, il cui progetto  ha dato molte opportunità al popolo locale nel loro sviluppo attraverso l'industrializzazione rurale, che ha consentito un aumento del reddito diffuso tra i suoi abitanti. I visitatori sono sempre i benvenuti. Essi possono assistere alla dimostrazione del processo del tessuto fermentato nel fango e alle antiche tecniche di tessitura, nonché acquistare prodotti fatti a mano presso il negozio situato nel negozio del villaggio. Si può anche pranzare con gli abitanti con i piatti tipici locali cotti alla maniera tradizionale.

Se si vuole davvero iniziare a conoscere la storia e la cultura dei Thai bisogna cominciare proprio da Chian Mai  e  Lampang con i suoi parchi protetti dall’UNESCO, dove vi sono i templi del 1300.

La Thailandia del nord offre esperienze culturali e spirituali ed emozioni  uniche, come la visita di Chian Mai  con gli oltre trecento templi. Si possono poi fare corsi di meditazione e cucina Thai. Il regno del wellness si può trovare alla Spa di lusso Rarinjinda, dove dopo il rituale della lavanda dei piedi,  si effettuano i famosi  massaggi tailandesi di vario tipo. Un'escursione di una mattina al Doi Inthanon lascerà un ricordo indelebile. Con i suoi 2.565 metri  è la montagna più alta della Thailandia. Nel parco sono presenti diverse cascate che si raggiungono dopo un agevole percorso di trekking nella boscaglia, ove vivono 362 specie di uccelli. Per andare alla scoperta delle radici dell’antico regno, bisogna visitare i parchi storici di Sri Satchanalai e Sukhothai, magari noleggiando una bici, essi sono poco distanti tra loro e sono stati inseriti dall’UNESCO nel  Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Sono due parchi tenuti benissimo ricchi di templi immersi nel verde e con stagni che li lambiscono quasi. La città di Lampang è anch’essa ricca di antichi templi. Fu la capitale del regno di Hariphunchai fondato verso il VII secolo. Un crocevia culturale fino all’inizio del XX secolo, quando era un centro importante per il commercio del legno di teak.

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