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Lunedì, 16 Settembre 2019

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Due calabresi a Miss Italia. Si tratta di Miss Calabria Annalisa Alfieri e di Miss Eleganza Calabria Myriam Melluso, che si è aggiudicata il titolo nazionale di Miss Linkem 2019 e una borsa di studio dal valore di 1000 € 

Venerdì 6 settembre, nella diretta televisiva condotta da Alessandro Greco che andrà in onda alle ore 21:25 su Rai Uno, verrà assegnato il titolo di Miss Italia 2019, la Miss dell’80° anniversario. 

Due le calabresi in concorso. Si tratta della cosentina Annalisa Alfieri, Miss Calabria 2019, a cui è stato assegnato il numero 18 e della reggina Myriam Melluso, Miss Eleganza Calabria, che invece ha il numero 37.

Proprio a Myriam è stato attribuito il titolo nazionale di Miss Linkem 2019, durante la settimana decisiva di Miss Italia. Col titolo in questione, l'azienda partner del concorso, nella persona di Francesca Russo, ha offerto alla giovane una borsa di studio dal valore di mille euro, segno, ancora una volta, di quanto Miss Italia possa rappresentare anche un'importante opportunità professionale. 

Non bisogna dimenticare, inoltre, l'altra reginetta calabrese, Domiziana Cappa, Miss Sport Calabria, che è stata selezionata dalla giuria nazionale in qualità di riserva. La ragazza potrebbe, pertanto, entrare ufficialmente nel gruppo delle 80 finaliste nazionali previo ritiro di una partecipante. 

Grande l'entusiasmo degli esclusivisti regionali della manifestazione, Linda Suriano e Carmelo Ambrogio, titolari della Carli Fashion Agency che da ben 5 anni organizza Miss Italia Calabria. "Siamo orgogliosi delle nostre ragazze - dichiarano -. Quest'anno al concorso il televoto avrà un ruolo preponderante e noi ci auspichiamo che tutta la Calabria, e non solo, sostenga Annalisa e Myriam. Sarebbe bellissimo che proprio una calabrese potesse diventare la più bella d'Italia nell'anno in cui il concorso spegne le sue prime ottanta candeline". 

Appuntamento, dunque, al prossimo 6 settembre con l'elogio della bellezza. 

 

Il 24 maggio 2015 è stata firmata da Papa Francesco la sua seconda enciclica, intitolata Laudato si’ proprio come san Francesco d’Assisi ripeteva spesso nel Cantico delle creature. Di fatto è considerata la prima enciclica sull’ambiente ma, soprattutto negli ultimi mesi, il suo contenuto è stiracchiato o appositamente frainteso per veicolare proposte di riforma discutibili se non far passare nella Chiesa una ideologia ecologista. Ad esempio: il prossimo Sinodo dei Vescovi sull’Amazzonia, convocato da Papa Francesco in Vaticano ad ottobre, è “figlio” della “Laudato si’”? Può darsi, ma questa non è un’enciclica “verde”, bensì un’enciclica sociale, che ad esempio giudica incompatibile «la difesa della natura con la giustificazione dell’aborto» (n. 120) e condanna senza attenuanti quel “relativismo pratico” «che porta a sfruttare sessualmente i bambini, o ad abbandonare gli anziani che non servono ai propri interessi» (n. 123). Eccoli tre dei principali “Sì” promossi dall’ecologia umana elaborata dal Magistero sociale della Chiesa e ribaditi dal Santo Padre: Sì alla vita umana innocente, Sì alla dignità dell’infanzia, Sì alla valorizzazione degli anziani. Tre “Sì” cui corrispondono altrettanti e corrispettivi “No”: all’aborto, alla pedofilia, alla cultura dello scarto e, quindi, all’eutanasia. Questa è la via della custodia del Creato, molto prima e più dell’effetto serra o del “cambiamento climatico”. 

Mercoledì 4 settembre la puntata di “Temi di Dottrina sociale della Chiesa”, che andrà in onda su Radio Mater, a cura di Giuseppe Brienza, dalle ore 18.30 alle 19.30, s’intitola appunto “L’ambiente secondo Papa Francesco”, presentando la visione cristiana “integrale” della creazione. Si possono rivolgere domande o proporre interventi in diretta telefonando al numero 031/64.60.00 oppure inviando un sms o WhatsApp al 331/791.45.23. Chi vuole può anche scrivere una domanda per mail all’indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Ma che feeling speciale ha Crotone, per la musica? Una cittá della musica? Pare la Bologna del Sud... O almeno Modena, dalla fibrillazione che si vede in giro. Ha in seno, ed esporta fior di musicisti che, a questo punto, sarebbe pleonastico citare, anzi, diciamo pitagoricamente, enumerare. Ne parliamo con un'esponente della nuova leva, Paolo Previte.

Crotone è la culla di tante arti, è molto variegata per quanto riguarda la vena artistica dei suoi abitanti, non brilla soltanto di musica. È piacevole vedere come i giovani traggano vantaggio da ogni momento libero per organizzare manifestazioni artistiche, giornate dell’arte e quant’altro. La musica, in fondo, vive in Crotone in maniera particolare, perché va ben oltre le mode, vi è un gran numero di jazzisti, musicisti funk, cantautori ecc. ecc., che riescono tranquillamente a farsi spazio nel panorama, nonostante le pecche organizzative che, ahimè, imperversano sulla città, ma che non impediscono ai musicisti crotonesi di fare quello che vogliono.

Dunque andiamo all'attualitá. Paolo Previte a.k.a Piramide si presenta con un video niente male, prodotto da Dedalo Film. Ma perchè Piramide?

Non ho trovato io Piramide, è venuto lui da me. Non sono mai riuscito a sentirmi pienamente completo con altri nomi, non riuscivo a dare un senso a quello che stavo facendo. Poi, all’improvviso, lo sblocco mentale: riesco a scrivere delle canzoni, tocco dei temi che mi hanno sempre pungolato e per usare una metafora, “Piramide ha grattato sul prurito”, alzando di una spanna la mia autostima e facendomi dimenticare ogni preoccupazione musicale.

Quanto al simbolo, la Piramide è, oltre che una bellissima forma, l’emblema dell’Energia Universale, che allinea mente, cuore e corpo, ossia i tre lati della Piramide.

Dal video emerge un personale California dreaming, un Sognando la California della porta accanto? 

Beh, l’immagine più commerciale della California fa sicuramente gola a tutti, specialmente a me. Dopo aver visitato New York (eravamo in due, io e mia nonna, forse la compagnia più bella che potevo avere per quel viaggio), direi che nella mia to-do list dei viaggi manca proprio la California, nonostante non sia il mare o la spiaggia a mancarmi, ma proprio l’American Dream. 

Altre notizie sul video? 

Fare del cinema a livello professionale è stata un’esperienza incredibile, si ha finalmente la percezione mai scoperta di come si sta dietro il set, con attori, registi, cameramen ecc. ecc. A lavori fatti, il video di California è il più bello che potessi scegliere, e di questo devo ringraziare gli attori e la Dedalo che ha permesso la perfetta realizzazione del lavoro girato interamente a Roma; abbiamo cominciato a Villa Ada, poi ci siamo spostati a casa mia, poi in un pub e infine nella stazione di Roma Nomentana. È stata un’unica giornata, stancante, ma molto, molto intensa. Mi sono divertito.

Potrebbe la Calabria, per il vino, il clima, il mare, essere vista come una nostra Cal(abr)ifornia?

Come ho sempre detto, la Calabria non ha proprio niente da invidiare alla California. Abbiamo un mare più bello, cibo più buono, meno inquinamento, gente per bene. La differenza la fa solo una scarsa pubblicità e il mancato senso di civiltà di alcuni nostri cittadini. Se solo si volesse, alla Calabria non mancherebbe niente per essere più appetibile della California. Però per adesso ci godiamo una Calabria incontaminata e fedele alle sue tradizioni. 

L'attacco del brano che accompagna le immagini ricorda in qualche modo i Red Hot Chili Peppers, che sono poi quelli di Californication. Ma i testi qui non sono icastici, semmai più intimistici. E lo sviluppo successivo è sul cantautorale in chiave pop. È una lettura che corrisponde alle tue aspettative? 

California è una canzone calda, che mette sicurezza all’ascoltatore, parla di cose belle e rievoca dei sentimenti, anche sepolti. Essere paragonato ai Red Hot è un onore, certo io, nonostante abbia tante influenze, suono la musica che mi viene da dentro. È proprio lo spirito del cantautore, che ha il pregio non accomunare tutti quelli che lo fanno in un unico genere, ma ne permette una stratificazione. Per il futuro si vedrà, dipende dai miei input nella scrittura. 

Nei tuoi credits artistici leggiamo di Ed Sheeran. Hai altri riferimenti artistici?

Tanti, tantissimi. Piramide è stato svegliato anzitutto dalla scena indie, anche se questo è un conio che mi si da, a me non interessa essere più pop o indie, però le bellissime sonorità nuove e i testi mi hanno fatto ricordare che con la musica puoi fare tutto quello che vuoi, non esistono schemi. Ed Sheeran è certamente una persona di cui ritrovo in me l’attitudine, ma non posso certo dire di rispecchiarmi in una persona che riempie 80.000 posti a sera. Più che altro mi ha fatto capire che con una chitarra soltanto puoi fare tanto tanto. Infine c’è senz’altro la scena americana del pop punk e dell’ambient, che sicuramente ha un posto preminente nelle mie mani quando suonano. 

Progetti futuri?

Assolutamente, ma per ora non faccio spoiler. Invito tutti quanti a seguirmi sui social, perché siamo una grande famiglia e non ho parole per dire quanto vi sono grato per quello che mi sta accadendo. Da ultimo, per Settembre/Ottobre, potremo dire che l’inventario di Piramide sarà ben ampliato. 

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