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Domenica, 07 Giugno 2020

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Sanja Markovitch, Ascension, A. Ma Edizioni

La più recente creatura discografica della A. Ma Edizioni di Antonio Martino da Bari è firmata dalla compositrice nonché sassofonista-vocalist serba Sanja Markovitch.
L'album, di sette brani, si intitola "Ascension", è prodotto in vinile e digitale, e sta registrando positivi commenti da parte della critica estera. Un disco di "una gioia assoluta" (Irman Mirza, Blue in Green Radio) in cui viene apprezzato "il potere della voce, profonda ed eccitante" (Tim Dickenson, JazzWise) per "una visione, realizzata attraverso la musica, che incarna una estesa narrazione e una rappresentazione della propria vita ed umanità piena di immagini" (Greg Osby, musicista) il cui "brand artistico supera i confini del suo paese" (Marcin Pulawski, LMF Poland). Quest'ultimo la associa alla lontana a Cassandra Wilson mentre, della eccellente big band che l'accompagna, eleva il giudizio sul sassofonista Max Kochetov. Ed effettivamente non si può che essere d'accordo con lui, trattandosi di tipo di musica europea ed internazionale nella quale appare difficile rintracciare contaminazioni etniche se si eccettua il dna balcanico affiorante qua e là; insomma un jazz cittadino del mondo a tutti gli effetti, segno anche di come l'est estragga sempre più dal proprio cilindro musicisti di valore e carisma come la Markovitch.
Il lp che ne segna il debutto discografico fornisce della musicista un ritratto già definito non solo come saxtenorista-sopranista e vocalist ma anche come autrice di testi e partiture, arrangiatrice, produttrice. Se si pensa che a Belgrado lei aveva formato in precedenza il "Brazilian Jazz Collective", eppoi ai suoi vari concerti in festivals, le performances in vari teatri, si ha contezza della molteplicità di esperienze che Sanja ha fatto proprie fino a definire il voluto mood orchestrale.
La scelta di solisti come Ivan Radivojecic (tromba) Mihajlo Bogosavvljevic (trombone) Gorana Curgus (arpa) Mina Djekic (violino), solo per citare qualche nome fra i più in vista, costituisce un ulteriore tassello a questa "Ascension" nata a più di mezzo secolo di distanza da quella di Coltrane, con cui condivide la carica di energia psichica.

Sara Battaglini/Federico Pierantoni/Enrico Ronzani, Dalia, Auand

Dalia è il nome del progetto della cantautrice Sara Battaglini sbocciato in un cd Auand "coltivato" assieme al trombonista Federico Pierantoni ed al pianista Enrico Ronzani. Sono versi in note, note in versi per cui il pentagramma è trattato da mouleskine, dove Dalia, e cioè Sara, ha appuntato brevi componimenti-composizioni per lo più in inglese. 
L'assenza di una sezione ritmico-percussiva è scelta fatta al fine di far meglio risaltare la liricità dell'insieme sonoro (e letterario) che scorre fluido come gocce di mare, quella che paiono dar tinta alla cover, non a caso uno dei brani più suggestivi è "Conchiglie", dal testo in italiano. L'inglese comporta un secondo livello di "traduzione" oltre quello della poesia in musica, tanto per rimarcare la raffinatezza dell'operazione. Ma qui non si disquisisce di teorie della complessità applicate al jazz, non sarebbe il caso, vista la linearità a tratti volutamente "semplice" della musica in questione.
Restiamo ancora un attimo sul "discorso" poetico.
Il booklet interno potrebbe già da solo vivere di vita propria in quanto plaquette, rimario che la poetessa, da musicista che non disgiunge l'ispirazione in più rivoli, convoglia in un unico solco. La track list è germogliata in una serra in cui è possibile trovare blue notes ("Tomato & Bacon"). Ma la forma delle dalie è variabile ed infatti l'iniziale "La dama di fango" è un canto di voce e trombone, controcanto in altri punti, sostenuto da clusters pianistici, gruppi di toni che sfornano e sformano armonizzazioni avanzate, ben oltre i più frequentati patterns jazzistici.
"The flowering of violets" si caratterizza anche per un non ricorrente bulbo di accordi mentre nella strumentale "Pull and Spring" " piano e trombone si alternano nel calcare le modulazioni melodiche della vocalist fra moderato e andante swingato. "Firefly's lullaby" è una ballad delicata, forse la sua song dalla struttura più classica ed è altresì occasione per una serie di carnosi vocalizzi della Battaglini. " Oxidized brass" è un pezzo in cui il protagonista è un trombone ossidato di cui Pierantoni "interpreta" al meglio il ruolo. Dopo la nenia vocale di "Saint Nicola's trip" chiudono il florilegio "Loves makes everyone happy" e "Closing", anche questa in italiano: " come il giglio muore / senza maschere / rimane inerme e muto / preda del dolore / danzerà il suo addio senza piangere/ se ne andrà cullando il vento coi suoi petali". Sensibilità di Dalia, quella a fiore di ninfea.

La compagnia aerea di bandiera finlandese, Finnair, interrompeva il 9 marzo i suoi voli per Milano da Helsinki ed il 12 marzo da Roma, come poi ha dovuto fare per molte destinazioni internazionali e nazionali, riducendo il suo traffico ad almeno il 90%. Del resto, come hanno dovuto fare tutte le compagnie aerea del mondo con tutte le conseguenze economiche e sociali a tutti ben note. I collegamenti stagionali per Venezia venivano sospesi il 29.3 e per Bologna il 30.3.

Anche la Finlandia ha avviato una sua prudente fase di ripartenza, per cui ha quindi deciso di riattivare i propri collegamenti aerei diretti con li Italia, a partire dall’estate. Nello specifico, i voli per le due città italiane verso e da Helsinki ripartono il 2 agosto prossimo. Nel complesso, la compagnia, il cui controllo è dello Stato, che ha recentemente approvato un sostegno di ricapitalizzazione fino ad un massimo di 700 milioni di euro, ha deciso di riprendere gradualmente i voli verso le destinazioni europee e asiatiche da luglio in quanto le restrizioni ai viaggi sono allentate. La compagnia ha quindi reso noto che da luglio inizierà a servire importanti destinazioni europee come Berlino, Bruxelles, Londra, Mosca, Parigi,  Amsterdam, Bruxelles, Budapest, Copenhagen, Dublino, Düsseldorf, Edimburgo, Francoforte, Göteborg , Ginevra, Amburgo, Malaga, Manchester, Monaco, Oslo, Praga, Riga, Tallinn, Stoccolma, San Pietroburgo, Vilnius, Vienna e Zurigo. Da agosto ha dichiarato di aver pianificato voli per gli aeroporti di Barcellona, Madrid, Varsavia, Milano e Roma. Nel frattempo, la compagnia aerea, che ha scommesso da anni pesantemente su una strategia redditizia come snodo tra Asia ed Europa, ha dichiarato che inizierà a volare a Pechino, Hong Kong, Shanghai, Tokyo, Nagoya, Osaka, Singapore, Seoul e Bangkok a luglio. Ad agosto, prevede anche di riprendere il servizio su Delhi e New York, mentre la stagione invernale la porterà a Miami, Krabi e Phuket.

Secondo il responsabile commerciale di Finnair, Ole Orvér, l'intenzione del vettore è di operare il 30 % del normale numero di voli per luglio. "Un recente sondaggio tra i clienti ha indicato che le persone stanno già pianificando viaggi d'affari e di piacere", ha dichiarato Orvér, aggiungendo che "inseriamo rotte e voli settimanali di mese in mese man mano che la domanda recupera", precisando che la compagnia aggiornerà il suo programma di volo su base mensile, pronta ad aggiungere più voli a seconda della domanda e delle possibili modifiche delle restrizioni di viaggio.

Sul piano interno, Finnair ha deciso di continuare un congelamento dei servizi verso taluni aeroporti nazionali, almeno fino alla fine dell'anno, affermando che eventuali decisioni relative ai suoi servizi post-estivi verso destinazioni nazionali saranno prese in un secondo momento, sulla base degli sviluppi della domanda.

A luglio, Finnair opererà sei rotte domestiche in Finlandia, volando verso Kuopio, Mariehamn, Oulu, Rovaniemi, Turku e Vaasa. Ad agosto Finnair inizierà a volare verso Ivalo e Kittilä nella Lapponia finlandese, mentre a settembre inizieranno le operazioni a Kuusamo e Tampere. Finnair non opererà a Joensuu, Jyväskylä, Kajaani, Kemi o Kokkola durante l'estate 2020. Le decisioni per queste cinque destinazioni per l'inverno 2020/2021 saranno prese in seguito, quando vi sarà maggiore chiarezza sullo sviluppo della domanda.

Flessibilità e sicurezza

Dallo scorso marzo Finnair sta offrendo ai suoi clienti una flessibilità straordinaria per modificare le date del viaggio e questa modalità prosegue: infatti si possono modificare le date del viaggio per tutti i voli acquistati dai canali di Finnair tra il 1 ° aprile e il 30 giugno 2020 in modo flessibile e viaggiare entro la validità del biglietto. Dato che Finnair pubblica il suo programma di voli da luglio 2020 a fine marzo 2021, cancella anche i voli che non saranno operativi ma gestirà le cancellazioni in più fasi e i clienti saranno contattati entro la fine di giugno su tutti i voli cancellati su cui siano stati prenotati. Un elenco di collegamenti che Finnair non opererà durante l'estate 2020 e l'inverno 2020/2021 è disponibile sulla pagina degli aggiornamenti di viaggio.

La compagnia ha predisposto tutte le misure di sicurezza per i passeggeri e gli equipaggi, che dovranno usare mascherine per la durata dei viaggi; ne sono esenti i bambini sotto i sette anni. Ma ogni dettaglio è precisato sulla pagina di cui al link.

Se il volo di un cliente viene annullato, ma Finnair opera ancora verso la destinazione in questione, il vettore si impegna ad offrire automaticamente un volo alternativo. I clienti possono chiedere un rimborso per i voli cancellati e se hanno voli cancellati, possono modificare le date del viaggio fino al 31 maggio 2021 tramite il sito Web o il servizio clienti di Finnair su Finnair.com

La crisi del coronavirus ha visto precipitare il numero dei passeggeri.: in aprile, solo circa 1.000 passeggeri hanno utilizzato i terminal dell'aeroporto di Helsinki-Vantaa rispetto ai consueti da 50.000 a 60.000.

Simone Maggio 4et, "Cuerdas" Camilla/Saint Louis Management-Stefano Mastruzzi Editore

Può sembrare curioso che un pianista denomini "Cuerdas" un proprio album. Nel nuovo disco di Simone Maggio in 4et, edito da Camilla Records, in effetti si ritrovano strumenti a corda, il violino di Carlo Cossu ed il contrabbasso di Federica Michisanti la quale completa la ritmica col batterista Ermanno Baron. Metaforicamente però le corde potrebbero attenere al sentimento, immagine, questa, senza riferimenti anatomici come potrebbero esserlo le corde vocali. Allora il titolo ci può indirizzare, durante l'ascolto degli undici brani (di cui quattro Impro collettive) che occupano la capienza di ben 73 minuti dello spazio nel cd audio, verso l'idea di una musica costituita da fili primari e secondari che si vanno ad intrecciare su una struttura intessuta e registrata dal pianoforte. Senonché l'uso del termine Cuerdas, e non dell'italiano corrispondente Corda, potrebbe rimandare anche all'unità di misura, volume o superficie adoperata in alcuni territori ispanici. Il che spiegherebbe le accurate geometrie musicali disegnate da leader e gruppo nel concertare. L'assenza di note esplicative nella cover autorizza a libere interpretazioni e di critica "creativa". Certo è che, al di là della genesi progettuale che decolla sin dal primo pezzo, non a caso "Cuerdas", a livello strettamente musicale il lavoro si esibisce come di forte suggestione. Il pianista di Grosseto si conferma compositore elegante, valente nel dragare polifonie dal proprio strumento e talora dell'armonium, portato ad un tipo di sintesi intrastilistica che allivella avanguardia radicale e musica contemporanea ("Heavy Snow"), "ambient" colto un po' alla Satie ("Green Desert"), passato classico ("Una semilla distante") e antico ("The Book of Dreams"), tutto in rac-cordo in un'esecuzione ondosa e ondeggiante. Ed è forse questo il suo carattere più jazzistico. Nel gruppo ognuno conferisce un plusvalenza, come il polposo contrabbasso di "Touch", il violino mistico di "The Deep Way", e certe sfrenate progressioni della batteria in parti istantanee all'improvviso. Nella romanità si declinava cor cordis per dire cuore. Corrispondenza che in questo caso impregna animus ispirativo e senno inventivo in un aggrovigliarsi a mò di Cuerdas.

Karabà, Viola, Emme Records

Viola è il secondo album dei Karabà, formazione che vede al pianoforte Alessandro Casciaro con Stefano Rielli al contrabbasso e Alberto Stefanizzi alla batteria, edito dalla Emme Records. Un titolo, quello del disco, che fa riflettere.

Il viola è un colore deciso ma ambiguo, confina con il lilla, ha svariate sfumature, fino ad arrivare all'indaco, a volte la tonalità sfora nell'azzurro, non a caso si chiama costa Viola quella linea nel Tirreno meridionale dove il blu del mare è cosi intenso da degradare nel viola. 

Ed in effetti già il primo dei nove brani, "Beijing", è un tuffo in atmosfere mediterranee.

Ma è il successivo "Viola", una marcetta con frequenti rallentamenti, soste e ripartenze swing, a fornire la chiave interpretativa più coerente del lavoro, da perfetta title track.

Il viola intinto dal pianista sulla tastiera è il colore della seduzione e della passione che lui impasta tramite accorto uso dell'armonia e abile manovra della verve improvvisativa

Le sfumature jazz, per merito anche del pressing bassistico e di un batterismo nerboruto e disinvolto, raggiungono diverse gradazioni in "Parco Belloluogo".

Più contenuta è "Colosseo", una ballad dalle tonalità all'inizio tenui, poi man mano nette con innesti latin sul pigmento base. "Blue Jeans" e "Paracetamolo" vestono di brillantezza un'esecuzione che spazia fra bop e contemporary. ""Primavera" ma soprattutto "Eleonora" ci riportano in un clima ritmicamente più mite e seducente per l'interlocutore (l'ascoltatore). 

Del resto, anche nella moda femminile, il vestire di viola per una donna può significare voglia di conquista. 

Il trio propone in chiusura un fascinoso ed intrigante "Tonight Tonight" degli Smashing Pumpkins. Si può ben dire che il gruppo assume il colore viola come un amuleto che porta bene alla musica, nello specifico al jazz. 

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