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Lunedì, 20 Maggio 2019

Vienna si è classificata per il decimo anno di seguito la città più vivibile del mondo, secondo la ricerca Quality of Living redatta dalla società di consulenza statunitense Mercer. Vivere a Vienna,  è il desiderio di molti, frenati dalla lingua tedesca:  gli edifici sembrano essere stati tutti affrescati di recente, strade in cui circolare è un piacere, nei tanti parchi pubblici esiste tanto verde ben tenuto.

Il 25  maggio prossimo l’Opera di Stato  festeggia  i 150 anni. Nel teatro ogni anno in programma sono oltre 50 gli spettacoli d'opera e balletti. Per gli appassionati  il  venti giugno, si terrà il concerto eseguito dall’orchestra filarmonica davanti alla reggia di Schönbrunn, senza necessità di pagare il biglietto potendo usufruire di un maxi schermo di 50 mq. Vienna è conosciuta da tutti per il Concerto di Capodanno, è infatti la capitale mondiale della musica! In nessun’altra città hanno vissuto tanti famosi compositori. Vienna  è la patria del valzer, ma vi si eseguono tanti altri concerti di musica classica, rock e pop. In città ogni sera diecimila spettatori ascoltano musica classica dal vivo. Gli eventi concertistici annuali sono oltre quindicimila, in grado di soddisfare tutti gli appassionati di qualsiasi genere di musica. I negozi chiudono  alle sei del pomeriggio, consentendo in tal modo ai viennesi di dedicarsi a quanto amano di più, ascoltare musica.

 Molti sono coloro che si recano a Vienna alla ricerca delle antiche trace di quel periodo che viene identificato con la storia della principessa Sissi, conosciuta per la serie delle pellicole  interpretate da Romy Schneider e dalla vera madre di Romy che veste i panni della madre dell’imperatrice. Anche se i più giovani non hanno visto la serie dei film improntati sulla storia di Sissi, sono in molti a chiedere di visitare il Museo di Sissi nell'Hofburg che consente, attraverso  oltre 300 oggetti personali dell'imperatrice Elisabetta, di conoscere la vera personalità di Sissi. La Hofburg, la reggia di città, oggi  residenza del presidente federale austriaco, è stata fino al fino al 1918 al centro dell’enorme impero asburgico. “ Da gennaio a dicembre dello scorso anno vi è stato un incremento del più 11,7% dei turisti italiani  - dichiara Isabella Rauter  Media Management Italia dell’Ente per il Turismo di Vienna - con 296.268 arrivi per un totale di 743.172 pernottamenti”. In prevalenza sono turisti trentenni interessati alla cultura e all’architettura,  è in crescita  anche  il turismo di affari, Vienna riveste il quarto posto  fra le città congressuali con 743 congressi internazionali nel 2015.

In questo anno ci sarà un evento per consentire ai turisti di partecipare alla vita viennese da protagonista, mettendo in risalto quanto non è facilmente  accessibile del volto teatrale della città. Vienna è ricca di bellissimi monumenti che non possono essere tralasciati nel corso di una visita. La costruzione del complesso della Hofburg, il palazzo imperiale  degli Asburgo,  fu iniziata  a partire dal XIII secolo. Essa fu il punto centrale del potere per quasi otto secoli dell'Austria, del Sacro Romano Impero, dell'Impero austriaco e dell'Impero austro-ungarico. La Hofburg si estende per 240 000 m² ed è formata da 18 ali, 19 cortili e 2.600 stanze, nelle quali tuttora vivono e lavorano circa 5.000 persone. Quattrocento varietà di rose sono da poco sbocciate nel vecchio giardino imperiale antistante. Nel Tesoro sono custoditi cimeli famosi: la Sacra Lancia, con la quale il centurione romano trafisse il costato di Gesù; la corona dell'imperatore Rodolfo II; la ciotola di agata considerata il leggendario Santo Graal. La visita prosegue con il Duomo di Santo Stefano il cui tetto  è formato da 250.000 tegole policrome con lo stemma dell'aquila austriaca.  Tanto da vedere: la statua della Madonna dei Servi, donata da una nobildonna pentita di aver ingiustamente incolpato la propria domestica di aver rubato; la Madonna di Pécs che fu vista piangere lacrime di dolore; il Cristo crocifisso con una barba tanto realistica che sembra che cresca.   Il campanile detto Stefanino  è alto 137 metri e bisogna salire 343 gradini per arrivare in cima per godere una vista meravigliosa della città. Nella  torre nord, non completata perché si narra che il suo architetto ruppe un patto col demonio e venne fatto precipitare giù dalla torre,  è collocata la grande campana detta “Pummerin” dal peso di oltre 20 tonnellate, ottenuta dalla fusione dei cannoni  sottratti ai turchi e dalle 100 palle sparate contro le mura viennesi durante l'assedio della città del 1683. Sono ancora in corso i lavori di restauro del grande organo  del 1960, termineranno per la Pasqua del 2020. Vicino al Duomo  un ceppo di legno, ricoperto di chiodi, ricorda  la tradizione di conficcare un chiodo da parte degli apprendisti fabbri giunti in città. Dietro il Duomo una piccola stradina, la “Blutgasse” ( strada del sangue)  ricorda il luogo in cui - si dice - furono trucidati i cavalieri Templari. A Vienna  ci si può muovere facilmente con i mezzi pubblici,  nel 39 %  delle destinazioni, un record europeo.

La “Vienna City Card”, consente l'utilizzo gratuito dei trasporti pubblici per un periodo di validità a scelta (24 / 48 / 72 h, al costo di 17 / 25 / 29 €) e agevolazioni per oltre 210 attrazioni turistiche. La tessera è valida per un massimo di sette giorni. La novità dell'anno è che è stato incluso anche il transfer da e verso l'aeroporto, a scelta, con il treno, la metropolitana leggera o l'autobus. La tessera può essere acquistata in Internet o nelle rivendite presso la stazione, l’aeroporto o gli uffici dell’Ente del Turismo.

 Il Kunsthistorisches Museum ( Museo di storia dell'arte), fu costruito dall’imperatore Francesco Giuseppe per ospitare le collezioni imperiali, custodendo capolavori di cinque millenni . Nella pinacoteca è esposta la collezione più grande al mondo delle opere di Pieter Bruegel, con la famosa Torre di Babele;  i capolavori di Caravaggio, Raffaello, Vermeer, Rembrandt,  Velázquez e la bellissima  Saliera di Francesco I in ebano, oro e smalto realizzata da Benvenuto Cellini, sottratta e poi ritrovata  nel 2003 con un furto clamoroso, è l’unica opera di oreficeria del grande maestro  giunta fino ai noi. L’opera è attualmente assicurata, e quindi valutata, per un valore di oltre 50 milioni di Euro. Bisogna visitare la Galleria del Belvedere per vedere il famoso quadro “Il Bacio” di Gustav Klimt, realizzato tra il 1907 e il 1908. Due le strade commerciali in cui aprono i negozi delle griffe internazionali,  Kohlmarkt e Graben, l'antica pasticceria di corte regia-imperiale Demel dal 1786 ha qui i propri tavolini.  Il personale dalla sua fondazione è stato sempre solo femminile,  ora il nuovo proprietario, la catena alberghiera DO & CO,  per non licenziare i dipendenti di un altro esercizio ora chiuso, ha inserito due camerieri per il servizio interno. Tante le varietà di torte in vetrina, come la Sacher, si può anche ordinare il gelato alla violetta di color lilla, prediletto dall’imperatrice Sissi. L’UNESCO dal 2011 ha riconosciuto  come patrimonio immateriale dell’umanità il caffè viennese, come istituzione tipica della società.

"Vienna è una sorta di grande teatro, nel quale i nostri ospiti sono i protagonisti, e noi scriviamo il copione" ha chiarito Nobert Kettner, Direttore dell'Ente per il Turismo di Vienna. Gli aspetti tipicamente viennesi e l'anima viennese si celano spesso dietro a splendide scenografie,  merita quindi dare un'occhiata anche dietro le quinte. In determinati centri della vita viennese si potranno così incontrare persone speciali per imbattersi in quello che caratterizza l’essenza stessa di Vienna e vivere situazioni insolite.

 

 

E' considerato uno degli artefici della svolta sovranista della Lega ma è famoso soprattutto per essere il fidanzato di Marion Le Pen, nipote della leader del Front National. Ora per Vincenzo Sofo, classe 1986, milanese figlio di calabresi, fondatore del blog «Il Talebano» (sottotitolo: “Come si fa una destra”) e tra gli animatori del laboratorio politico collegato “Mille voci”, potrebbero aprirsi le porte del Parlamento europeo: il leader della Lega, Matteo Salvini, sarebbe intenzionato a candidarlo nella circoscrizione Sud alle elezioni del 26 maggio.

Vincenzo Sofo, e il leghista italiano intraprendente e attivo in politica, Vincenzo Sofo ha conquistato grande notorietà come politico, e non solo anche la sua vita privata è fatta di tante soddisfazioni professionali e personali per cui si è affermato nello scenario dei giovani del Carroccio, in Lombardia. E tra un impegno lavorativo e la passione per la Lega Nord, c’è tempo anche per l’amore…Ecco chi è e cosa sappiamo della sua biografia e del suo legame con la più giovane parlamentare della Francia repubblicana…

Sono nato a Milano nel 1986 scrive Vicenzo Sofo nella sua biografia da sangue 100% calabrese e sono cresciuto tra le strade, le scuole, i campi da calcio e le palestre di karate dei quartieri Lorenteggio-Giambellino-Foppa-Solari.

Mi sono laureato in Economia all’Università alla Cattolica del Sacro Cuore di Milano, a seguito di un percorso triennale in Management e di una successiva specializzazione biennale in Politiche del Settore Pubblico.

Durante il mio percorso accademico ho concentrato molto l’interesse per lo studio della cosa pubblica e lo sviluppo di idee per governarla: l’oggetto della mia tesi di laurea triennale è stato l’evoluzione di Milano da città e metropoli, concentrandomi sulle dinamiche demografiche (tema oggi diventato centrale nel dibattito politico) che stavano investendo il capoluogo lombardo e sulle loro conseguenze in termini di politiche amministrative per il futuro; come oggetto di tesi magistrale invece ho svolto un lavoro di analisi sui sistemi di finanziamento e di governance dei sistemi sanitari, con particolare attenzione a quello lombardo.

Concluso il percorso universitario, ho avviato la esperienza lavorativa nel settore della consulenza alla Pubblica Amministrazione: dapprima formandomi in una società attiva nel supporto normativo, fiscale e gestionale agli Enti Locali, poi occupandomi di politiche culturali in Regione Lombardia.

Parallelamente alla mia attività formativa/lavorativa ho portato avanti la mia attività politica/culturale. Nel 2009 ho co-fondato il think tank ‘IlTalebano.com’ (che ho diretto fino al 2017), con lo scopo di sensibilizzare la politica alla valorizzazione dei concetti sociali di identità sovranità e comunità, ponendo l’accento sull’importanza dell’apporto intellettuale nella costruzione di progetti politici per il Paese e attivando svariate collaborazioni con importanti esponenti politici, intellettuali e giornalisti.

Con ‘Il Talebano’ ci siamo in particolare concentrati sul rapporto di collaborazione con Matteo Salvini, che abbiamo supportato attraverso un’intenso lavoro culturale e di opinione nella trasformazione della Lega da movimento indipendentista del Nord a movimento nazionale. Un progetto che con ‘Il Talebano’ siamo stati i primi in Italia a invocare come necessaria svolta culturale/politica per portare le istanze sovraniste al governo del nostro Paese.

Una convinzione figlia del mio fortissimo senso di appartenenza alle origini meridionali che mi ha sempre fatto vedere la Lega come un movimento identitario non in quanto alimentatore di un conflitto tra Nord e Sud bensì come promotore della difesa delle identità e specificità locali e di un’alleanza tra territori per il rilancio dell’Italia. Motivo per il quale nel 2011, nell’occasione della mia elezione a consigliere del Municipio 6 di Milano, mi presentai provocatoriamente in campagna elettorale come “il diversamente padano”.

Marion Maréchal Le Pen, nipote della leader del partito di ultradestra francese Marine, racconta al Corriere della Sera il primo incontro con il compagno Vincenzo Sofo, candidato alle prossime elezioni europee con la Lega.  

Ci siamo conosciuti tra anni fa, in Italia, in occasione di alcune conferenze sul sovranismo e l'Europa che Vincenzo aveva organizzato. Gli ospiti erano Salvini e Giorgetti. Ero stata invitata come deputata del Front National. Lo charme italiano probabilmente ha fatto il resto...". 

"Vincenzo è in campo da molti anni dice Marion al Corriere della sera : il lavoro fatto da Il Talebano a sostegno del progetto sovranista di Matteo Salvini è arrivato anche in Francia e condivido pienamente la sua idea circa la necessità di un'alleanza franco-italiana".

Marion Le Pen negli ultimi anni è stata uno dei volti principali del Front National, partito che ha molti punti in comune con il Carroccio di Matteo Salvini , "Stiamo assistendo a un grande momento populista. Termine che molti interpretano negativamente nel senso del risveglio dei bassi istinti del popolo, come se le élite non avessero altro che istinti elevati. E che invece consiste nel risveglio della maggioranza silenziosa. Per la prima volta la maggioranza assoluta del gruppo destra-centro-sinistra europeista può essere rimessa in discussione".Tra i grandi ispiratori del sovranismo internazionale c'è Steve Bannon, già guru di Donald Trump: una figura che, secondo Le Pen, non dovrebbe spaventare.

 

 

 

 

Oggi, dopo tante battaglie, tutte rigorosamente vinte, Roberta Angelilli però non ha alcuna voglia di fermarsi e accetta una nuova sfida insieme a Giorgia Meloni, quella di cambiare l'Europa; ricordandoci che con i Fratelli d'Italia combatterà con caparbietà sperando di cambiare in meglio le cose.  

Sono 15 le candidature di Fratelli d'Italia nell'Italia centrale per le prossime elezioni europee. A Giorgia Meloni capolista, seguono i nomi, in ordine alfabetico: Francesco Acquaroli, Arianna Alessandrini, Roberta Angelilli, Alfredo Antoniozzi, Monica Stefania Baldi, Marco Bertolini, Ida Collu, Fabrizio Ghera, Alessio Pestelli, Diego Petrucci, Federica Picchi, Nicola Procaccini, Luca Romagnoli, Michele Sciurpa.“

Roberta Angelilli, 52 anni, nata a Roma. Esperta di Diritto europeo.

Laureata in Scienze politiche. Master in Diritto europeo, Master in Euro progettazione e accesso ai finanziamenti comunitari, Master in Comunicazione e media digitali, Master in Diritto amministrativo. Volontaria della Croce Rossa Italiana. Fondatrice e attivista dell'Associazione ambientalista "Fare Verde" e dell'organizzazione di volontariato internazionale "Movimento Comunità". Giovanissima inizia la sua attività politica militando nei nuclei studenteschi della Capitale, diventando Segretario provinciale di Roma del Fronte della gioventù (Movimento Sociale Italiano) e poi Presidente provinciale di Azione giovani (Alleanza Nazionale).
Dal 1994 al 2014 è Deputato al Parlamento europeo.
Da Luglio 2009 a Giugno 2014 è Vicepresidente del Parlamento europeo, Mediatore per i casi di sottrazione internazionale di minori, Presidente del Gruppo di alto livello per l'uguaglianza di genere e la diversità, rappresentante per il Parlamento europeo al Forum internazionale per i diritti dei minori...

Nel 1980 inizia la sua attività politica nei nuclei studenteschi di Roma.

Nel 1993 è eletta segretario provinciale della Provincia di Roma del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Msi. Alle elezioni europee del 1994 è eletta per la prima volta al Parlamento Europeo nelle liste di Alleanza Nazionale. Dal 1996 al 1997 è presidente provinciale di Azione Giovani, organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale.


Nel 1998 è nominata dirigente provinciale di Roma di Alleanza Nazionale. Alle elezioni europee del 1999 viene riconfermata al Parlamento Europeo, seconda della lista di Alleanza nazionale subito dopo Gianfranco Fini, con oltre 50.000 preferenze. Nel 2000 è nominata Commissario Straordinario della Federazione, prima donna a guidare Alleanza Nazionale a Roma. Nel 2002 è nominata Coordinatrice regionale di Alleanza Nazionale per il Lazio, incarico che mantiene per tre anni.

Alle elezioni europee del 2004 ottiene il terzo mandato al Parlamento Europeo nella lista di Alleanza Nazionale nella circoscrizione centro, ricevendo oltre 87 000 preferenze. È stata iscritta al gruppo Unione per l'Europa delle nazioni, è capo delegazione di Alleanza Nazionale, membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della Commissione per lo sviluppo regionale; della Delegazione per le relazioni con gli Stati del Golfo, compreso lo Yemen, della Delegazione per le relazioni con Svizzera, Islanda e Norvegia.

Nel 2005 ha fatto parte dell'Esecutivo politico di Alleanza Nazionale. Alle elezioni del Parlamento europeo del 2009 è eletta per la quarta volta nelle liste del Popolo della Libertà, risultando seconda nella circoscrizione Italia centrale e aderisce al Partito popolare europeo.
Il 14 luglio 2009 è eletta al terzo turno, con 274 voti su 644 voti validi, vicepresidente del Parlamento Europeo.[1]. Il 18 gennaio 2012 è stata confermata nella carica con 246 voti su 672[.

A Bruxelles è componente della Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni, della Commissione per i Diritti della Donna e l'Uguaglianza di Genere e della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali. È membro della delegazione per le relazioni con l'Afghanistan e con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo. Presso l'ufficio di Presidenza del Parlamento europeo ha la delega ai diritti dei minori, al personale ed è responsabile dell'Assemblea Parlamentare Euro-Mediterranea. È stata relatrice della Direttiva Europea contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale minorile e la pedopornografia approvata il 27 ottobre 2011.

Nel giugno 2012 si mostra attiva sul tema della messa al bando delle mutilazioni genitali femminili.[4] Il 16 novembre 2013 aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano per cui è candidata alle successive Elezioni europee del 2014 (Italia) nella Circoscrizione Italia centrale ma con 25.443 preferenze non viene eletta arrivando terza.
Nel 2015 abbandona il Nuovo Centrodestra ed aderisce ad IDeA-Identità e Azione di Gaetano Quagliariello.
Nel 2016 è tra i promotori della campagna per il "no" al referendum costituzionale di Renzi (Comitato Civici e Riformatori per il No).

Alle elezioni regionali nel Lazio del 2018 in virtù di un accordo tra IDeA e Forza Italia, viene candidata al Consiglio regionale all'interno delle liste di Forza Italia, in provincia di Roma.[7] Prima dei non eletti, ad agosto subentra a Adriano Palozzi, sospeso come conseguenza del suo arresto, e si iscrive al gruppo del candidato Presidente Stefano Parisi. La supplenza della Angelilli terminerà nel dicembre dello stesso anno con il reintegro di Palozzi in consiglio.

Il 9 dicembre dello stesso anno il movimento “Cuori Italiani” di cui fa parte si federa con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni in vista delle elezioni europee del 2019.
Attualmente è componente dell'European Parliament former members Association.

Questa e una tra le sue battaglie di questo anno : “Una situazione di degrado assoluto, tonnellate di rifiuti, molto peggio degli scorsi mesi. Qui non c’è lo Stato”. Così l'ex vicepresidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli, nel corso di un sopralluogo al campo nomadi di via Salviati insieme ai rappresentanti di alcuni comitati civici della periferia est della Capitale.

Ha consegnato al Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, una petizione sull’emergenza dei roghi tossici e del trattamento illegale dei rifiuti nei campi rom a Roma. “Nonostante le rassicurazioni fatte dall’Italia alla Commissione Europea per chiudere la procedura di indagine avviata, le istituzioni italiane non hanno dato assolutamente seguito agli impegni presi”, evidenzia Angelilli. “Abbiamo deciso di richiedere un intervento alle istituzioni europee perché la situazione nei campi rom e nelle zone limitrofe è talmente grave da violare tutte le direttive europee sul trattamento dei rifiuti e sul rispetto dell’ambiente e la qualità dell’aria”, dichiarano i rappresentanti dei comitati e delle associazioni che hanno sottoscritto la petizione.

Un altra sua la battaglia per la chiusura di Cupinoro, una delle discariche più fuorilegge d’Europa. “Non ci siamo rassegnati e dopo anni di lotte al fianco dei cittadini e dei territori della zona Bracciano/Ladispoli/Cerveteri, l’abbiamo fatta chiudere. E dopo non ci siamo fermati! Passo dopo passo stiamo chiudendo ogni ipotesi di costruire ecomostri in zone protette. Ora vigiliamo per risanare completamente la zona. Hanno vinto i cittadini!”, dichiara Roberta Angelilli.

Il suo posto è accanto ai cittadini, alle famiglie e alle imprese. E’ al fianco di imprese balneari e degli operatori del commercio su aree pubbliche contro la direttiva Bolkestein allo scopo di tutelare sia le aziende coinvolte che i lavoratori impegnati in questi settori.

Nel 2016 è tra i promotori della campagna per il “no” al referendum costituzionale di Renzi (Comitato Civici e Riformatori per il No). “Abbiamo manifestato a Montecitorio con centinaia di persone contro chi, dai palazzi del potere, avrebbe voluto calpestare la sovranità popolare. Alla fine, anche questa battaglia l’abbiamo vinta noi!”

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