Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Giovedì, 22 Aprile 2021

In principio era l’asterisco. Poi è scomparso per un rigurgito di realismo che ancora sopravvive, ma subito sostituito dalla sottolineatura costante della doppia presenza di maschile e femminile: bambini e bambine, fratelli e sorelle che si affianca al sempre presente: signore e signori, ladies and gentleman, madame et monsieur. Ora arriva una novità “rivoluzionaria”: la schwa, scritta come un e, ma capovolta ə (che si pronuncia scevà). Non è una invenzione come quelle della lingua di “Trono di spade”, ma un fonema presente in molte lingue e che ha un suo suono intermedio a metà strada tra le vocali esistenti. Un suono presente in molte lingue europee e in molti dialetti del sud Italia, ma nelle intenzioni dei “linguisti” di un piccolo comune emiliano, Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, vorrebbe assumere lo stesso valore del dimenticato asterisco: essere “inclusivo”, e non discriminare, col genere maschile di molte parole in un uso comune, il genere femminile. Si tratta di un altro tentativo di imporre la “neolingua” di orwelliana memoria? Forse esageriamo e diamo troppa importanza a questa manifestazione, ma “Il rispetto e la valorizzazione delle differenze sono principi fondamentali della nostra comunità e il linguaggio che utilizziamo quotidianamente dovrebbe rispecchiare tali principi. Ecco perché vogliamo fare maggiore attenzione a come ci esprimiamo: il linguaggio infatti non è solo uno strumento per comunicare, ma anche per plasmare il modo in cui pensiamo, agiamo e viviamo le relazioni”.

Così dicono dal Miniver di Castelfranco Emilia, quindi una vera e propria operazione culturale al fine di modificare il nostro modo di pensare e di agire: “neolingua”. Una neolingua che alla lunga farà sparire le differenze a danno anche delle vere identità, anche di quella femminile: dire donna sarà discriminatorio come dire brava o bella? La neolingua descritte nel Mondo Nuovo di George Orwell era costruita per eliminare la possibilità di esprimere opinioni diverse da quelle approvate dal partito. Dovremmo dire: bravə o bellə senza far sentire la finale! Certo che il mondo meridionale sarà avvantaggiato, sono molte le parole che nei vari dialetti finiscono tronche.

Quindi addio al maschile che, in italiano serve anche a indicare il neutro. Per cui dire "buongiorno a tutte" vuole dire che ci si rivolge a un pubblico femminile, mentre dire "buongiorno a tutti" indica anche un pubblico misto. Allora per superare questo binarismo non inclusivo si è pensato all'asterisco: "buongiorno a tutt*" o alla "u", per esempio dicendo: "Buongiorno a tuttu".

E fa abbastanza ridere! È stata Vera Gheno, nel libro “Femminili Singolari” , a proporre la schwa: "Al contrario di altri simboli non alfabetici – scrive l'esperta – ha un suono davvero medio, non come la U che in alcuni dialetti denota un maschile". Maschile che va abolito, ma si sta abolendo anche il femminile! Sono contente le donne? Ops, ho detto donna!

 

La kermesse dedicata ai valori dell’etica e del fair play dà appuntamento a Firenze e Castiglion Fiorentino dal 30 agosto al 1° settembre 2021   Sono ufficialmente iniziati i lavori per il XXV Premio Internazionale Fair Play – Menarini. Un’edizione ancor più significativa, quella di quest’anno, che celebra il venticinquesimo anniversario della nascita della prestigiosa manifestazione sportiva dedicata ai valori del fair play, della tolleranza e della solidarietà. Dopo mesi di paura ed incertezza dovuti al riacutizzarsi dell’emergenza sanitaria Covid-19, la kermesse ideata ed organizzata da Angelo Morelli e Chiara Fatai, è pronta a tornare in grande stile per spegnere le sue prime venticinque candeline, lanciando così un messaggio di ripartenza e fiducia nel futuro. L’edizione 2021 porterà infatti, a Firenze e Castiglion Fiorentino, i più grandi nomi dello sport internazionale con una serie di eventi ed iniziative in programma da lunedì 30 agosto a mercoledì 1° settembre. Una scelta voluta, quella di far slittare la manifestazione verso la fine dell’estate, non soltanto per lo svolgimento dei Giochi Olimpici di Tokyo, ma anche per permettere alla campagna vaccinale di fare ulteriormente il suo corso. “Il Premio Internazionale Fair Play-Menarini è approdato a Castiglion Fiorentino nel 2013 e proprio nella nostra città, quest’anno, si festeggeranno i primi venticinque anni di questa consolidata manifestazione – dichiara il sindaco di Castiglion Fiorentino, Mario Agnelli.- Un avvenimento annuale che esalta il valore del rispetto dentro e fuori l’ambito sportivo e che, sin da subito, ha saputo dare lustro e visibilità al nostro territorio. Dopo l’edizione 2020, che nonostante l’emergenza sanitaria, è perfettamente riuscita, mi auguro che questo venticinquennale possa rappresentare un concreto segnale di ripartenza socio-economica per tutto il Paese e lanciare, attraverso gli sportivi che vi parteciperanno, un messaggio di ritorno alla nostra vita in perfetta armonia con il corpo e  lo spirito. Ringrazio, ad uno ad uno, tutti gli attori che, in questo quarto di secolo, hanno lavorato per il raggiungimento di questo traguardo che considero solo una tappa del lungo cammino che lo Sport, con la sua capacità di guardare avanti, è chiamato a fare”. Come da nove anni a questa parte, il rinomato Gruppo Farmaceutico Menarini si schiera a fianco del premio in qualità di title sponsor, legando così il proprio nome ai valori condivisi dell’etica e del fair play.   “La 25° edizione del Premio Fair Play Menarini sarà l’occasione per celebrare, attraverso i valori dello sport, l’enorme sforzo che tutti noi stiamo compiendo per uscire dalla pandemia.  – ha dichiarato Ennio Troiano, Direttore Corporate Risorse Umane Menarini – La correttezza, il rispetto delle regole, riconoscere i propri limiti e non barare per superarli, raggiungere ogni risultato basandosi esclusivamente sulla propria forza ed i propri sacrifici sono i valori messi in campo ogni giorno dagli operatori sanitari, i ricercatori scientifici e tutti coloro che sono stati e sono ancora in prima linea per sconfiggere questa terribile pandemia. Menarini è orgogliosa di poter ancora una volta essere ambasciatrice di questi valori”.   Dopo la versione “ridotta” dello scorso anno, in occasione del suo venticinquesimo compleanno, il Premio Internazionale Fair Play – Menarini tornerà a mettere in calendario, nel pieno rispetto dei protocolli anti-Covid, anche gli eventi collaterali che, da anni, lo caratterizzano configurandosi nuovamente come una tre giorni di iniziative capace di accendere i riflettori sulle grandi storie dello sport e rivolgersi alle nuove generazioni. Oltre all’organizzazione del concorso dedicato alle Borse di Studio, la manifestazione vedrà il ritorno de “Lo Sport in piazza”, appuntamento dedicato alle società sportive del territorio aretino, e del talk show “I campioni si raccontano”, entrambi in programma lunedì 30 settembre. Non mancherà neppure, martedì 31 agosto, la cena di galà sotto le stelle organizzata a Firenze, a Piazzale Michelangelo, dal title sponsor Menarini, mentre mercoledì 1° settembre i riflettori si accenderanno sulla cerimonia ufficiale di premiazione che vedrà la presenza, nella piazza del Municipio di Castiglion Fiorentino, dei big della scena sportiva mondiale per una pioggia di emozioni a non finire. Come di consueto, il programma definitivo e l’elenco dei premiati saranno svelati nel corso della conferenza stampa che si terrà a Roma.   “Venticinque anni sono davvero tanti – illustra Angelo Morelli, presidente del Comitato organizzatore.- Sono stati venticinque anni intensi, scanditi da grandi emozioni e dalla possibilità di aver conosciuto personaggi incredibili, campioni nello sport e nella vita, portatori di messaggi importanti e di vero fair play. Uomini e donne di sport che, con le loro storie, ci hanno arricchito personalmente e con i quali abbiamo condiviso esperienze bellissime. Quest’anno tagliamo il traguardo della 25° edizione in un momento difficile e particolare come quello della pandemia. Sarà un’edizione che vivremo con maggiore intensità anche in virtù del messaggio che vorremmo trasmettere: un messaggio di forte volontà e di impegno unanime per uscire da un periodo buio, con la voglia di sperare che le difficoltà a cui quotidianamente dobbiamo tutti far fronte, avvicinino gli individui. Proprio con queste premesse, stiamo lavorando affinché quella 2021 sia un’edizione indimenticabile”.    

Vortice, Silvia Donati & Nova 40, Irma Records

Ascoltando album come Vortice di Silvia Donati &Nova 40 si ha la percezione di quanto possa essere "femminile" certa musica.
Merito del brazilian tinge che colora l'intera "formazione" di undici - no, il calcio non c'entra - brani intinti nella vocalità espansiva della Donati su "progettazione" di Riccardo Rinaldi (Ohm Guru) e Ninfa.
Perchè quel continente musicale che per un verso è stato "sonorizzato" da ugole dorate come Gil, De Hollanda, Nascimento, De Moraes, Veloso, lo è stato per altro verso da Elis Regina, Gal Costa, Astrud Gilberto le quali, da par loro, hanno sigillato di imprinting indelebile di "Venus"
quell'emisfero musicalmente incantato incantante incantevole.
La Donati parte da un involucro MPB più jazzistico, pensiamo ad atmosfere alla Eliane Elias, con qualche citazione vintage da Sergio Mendez, fondato oltre che dalla tipicità del suo canto da una formazione che è tutto un programma e infiocchetta a dovere il catalogo della label Irma, "Casa di primordine" che ha curato la produzione.
Da citare i fior di musicisti che hanno partecipato al detto tour nell'anima carioca: Massimo Greco (comp. t.), Massimo Zanotti (tr.ne), Roberto Rossi (dr.), Alessandro Meroli (fl.), Giancarlo Bianchetti (guit.), Christian Lisi (cb) con gli ospiti Nelson Machado e le coriste Barbara Giorgi e Monica Dardi a rafforzo della sezione voci in un paio di composizioni.
Un approdo, questo della cantante bolognese, che, dopo varie tappe di una carriera che ha attraversato repertori che vanno dalla Holiday a Nina Simone fino alla poetry di Gregory Corso, l'ha accompagnata a planare su un pianeta che le è sempre stato familiare e i cui echi le sono stati in pieno trasfusi dalla passione e da una proprietà di linguaggio, in senso lato, che le fa saltare a piè pari l'Oceano Atlantico. Sulle ali della musica.

Antonella Vitale, Segni Invisibili, Filibusta Records

I Segni Invisibili a cui allude la vocalist romana Antonella Vitale, nel suo nuovo album edito da Filibusta, sono vari momenti che le sono appartenuti in passato e ora la impregnano di ricordi .
Nasce da qui, a distanza di un settennio dal precedente cd Songs in My Heart (Albore), questo personale progetto discografico di canzoni, messo a punto anche grazie all'incontro artistico con il pianista Gianluca Bassetti che ha collaborato ad alcune composizioni. Si tratta di otto brani - in sei di quali compare la firma della Vitale se si esclude Tu non mi basti mai di Dalla e Per me è importante di Zampaglione/Triolo/Pesce - in cui son messe in ampio risalto le parole grazie alla vocalità cristallina della leader a suo agio anche nei panni di autrice testi oltre che di musiche.
Sono liriche ideate da una musicista che ha affinità con una poesia di scavo introspettivo, in cui l'Io emerge anche grazie allo strumento espressivo in più della musica, nel tentativo di allontanare l'oscurità per intravedere la luce, catturando nell'aria la fiducia nel futuro, in simbiotica catarsi fra versi e note: "guardo il buio allontanarsi/ piano dai miei occhi / oltre il limite". L'ispirazione della Vitale è in stretto rapporto con la natura, quando per esempio si rivolge al vento o si situa fra le nuvole, nella speranza che la natura sia salvifica; e si pone domande esistenziali sull'incoerenza, sull'indifferenza, sulla libertà.
Risultano particolarmente adatte le sovrapposizioni di sax e flauto da parte di Danielle Di Majo sulla composta base ritmica del contrabbasso di Andrea Colella e della batteria di Francesco De Rubeis. La resa d'insieme funziona ed offre sul piatto (metaforicamente del giradischi) una serie di soluzioni armomelodiche collocabili a metà fra jazz autoriale e cantautorato nobile, di sentimenti oltre che di lignaggio artistico.

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI