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Lunedì, 20 Febbraio 2017

La Tunisia si conferma il paese del nord Africa più vicino a noi per le tradizioni del nostro sud e a cui siamo legati da vincoli di antica amicizia. Un Paese tranquillo che fa sognare, dove il cielo è sempre limpido ed azzurro, dove si può scoprire l’eccezionale patrimonio culturale e le tradizioni originarie, dove si possono apprezzare i paesaggi inondati di luce e le meraviglie del mare. la Tunisia guarda con fiducia al futuro e i dati forniti dall’Ente del Turismo Tunisino degli arrivi dei turisti sono confortanti: nel 2015 hanno visitato la Tunisia 1.304.253 turisti europei (compresi i russi); nel 2016 il numero è salito a 1.415.334, con un significativo più 8,5%. Il turismo da lavoro ad un milione di persone che si sono trovate in difficoltà a causa della crisi del comparto. Confortanti anche i dati del turismo verso il Grande Sud del paese, nella regione di Tozeur/Gafsa: arrivi 5461 visitatori, grazie all’aeroporto internazionale, dal primo gennaio 2016 al primo gennaio 2017, con un incremento del 41,03%, la durata media del soggiorno è stata di 1,70.  Per le strade di Tozeur, cittadina alle porte del deserto,  si è svolto in questi giorni il trentottesimo Festival delle Oasi, coinvolgendo gli abitanti e i visitatori che hanno ballato insieme al ritmo di antichi strumenti musicali delle tribù nomadi. Tamburi e pifferi sono stati suonati da gruppi folcloristici in vistosi costumi, provenienti anche da altri paesi africani. Di sera mille luci hanno rischiarato le cupole e i palazzi della tranquilla cittadina che per quattro giorni è stata la capitale della  danza, della musica e delle espressioni artistiche più vere, in uno dei luoghi più attraenti del Paese.

Il turismo sahariano è fra quelli più suggestivi: si può infatti praticate il quad tra le dune di Onk Jmel; il carro a vela sullo Chott el-Jerid; il trekking a piedi sulle piste dell’Atlas o in cammello di un’ora oppure di otto giorni, tra un’oasi e l’altra; il golf in un impressionante scenario di rocce e di palme; è possibile poi provare l’emozione di  sciare sulle dune. La sabbia è come il mare, nasconde tesori e segreti e andarli a scoprire crea emozioni  affascinanti.Una emozione del tutto particolare si prova nel visitare l’antico quartiere “Ouled Hadef” con le sue viuzze strette, gli alti muri, i passaggi a volta che formano un dedalo di ombre e luci. I biondi mattoni di argilla e sabbia sono posizionati con una particolare tecnica per sfruttare una maggior superficie ombrata, formando disegni geometrici davvero bellissimi. Una curiosità: le porte d'ingresso delle case sono a due battenti; quello destro ha due battiporta, uno in alto per gli uomini e uno in basso per i bambini. La porta di sinistra ha un solo battente ed è per le donne. I battiporta hanno dei suoni diversi, in tal modo il padrone di casa potrà sapere chi bussa alla porta.

In questo singolare museo privato si possono vedere  numerose testimonianze della civiltà tunisina, nonché visitare la galleria d'arte con una collezione di pitture antiche e moderne. Il museo, sicuramente il più interessante di tutto il Sud del paese,  ospita una collezione di oggetti d'arte del periodo che va dal XVII sec. al XX sec., provenienti dalla Tunisia e dalle principali regioni dell'impero Ottomano. Inoltre tutte le sere viene presentato uno spettacolo  che racconta la storia delle Mille e una Notte. La visita ai palmeti, fra i più belli della Tunisia, è davvero suggestiva, si può effettuare in calesse o in bici; vi sono centinaia di migliaia di palme da dattero, alcuni dicono siano centomila alberi, altri trecentomila. Per avere dei frutti che raggiungano una dolcezza ottimale, occorre che per  la maturazione vi sia una  temperatura di circa trenta o quaranta gradi. I datteri freschi sono più salutari e meno calorici. Quelli essiccati hanno una concentrazione zuccherina più elevata e possono essere conservati fino  a sei mesi. I datteri sono ricchi di sali minerali e vitamine, nonché di fibre,  da sempre vengono utilizzati dalle popolazioni africane per combattere la fatica. Il set cinematografico dove sono state girate alcune scene di uno degli episodi di Star Wars: “Una nuova speranza”,  è poco distante da Tozeur. Il luogo è da anni abbandonato. Sono in tutto circa venti  costruzioni su 10mila metri quadrati dove George Lucas  ambientò il “porto spaziale” di Mos Espa.

Torna puntuale l’appuntamento con il Carnevale e a Putignano è ormai tutto pronto. Completati i lavori negli hangar, sono allestiti i 7 carri che sfileranno nelle quattro sfilate. «Quest’anno il tema cui si sono ispirati i carristi sono i “mostri” – spiega Giampaolo Loperfido, presidente della Fondazione del Carnevale di Putignano – e la mostruosità, in un anno così complesso per il nostro Paese, è da intendersi sotto diverse sfaccettature». Dalla deriva social che ha preso la nostra vita, come celebra Deni Bianco nel suo “Selfie della gleba”, alla “Mostruosa ignoranza” dell’ Associazione Carta…pestando; dal gorilla di 7 metri di “Ribellione selvaggia” dell’ Associazione La Maschera, all’ “Istinto animale”, il carro ideato dall’associazione Carta & Colore che è un invito alla riflessione sul femminicidio. E ancora, l’omaggio a Frankenstein Junior, capolavoro comico di Mel Brooks, e al suo “Si può fare” dell’associazione Con le mani; segna, invece, il passaggio del tempo il carro dell’associazione Falsabuco dal titolo “Chi ha tempo … non aspetti tempo”; ed  è il Minotauro, il mostro ripescato dalla mitologia greca, a caratterizzare “mostruosa…mente umana” il carro ideato dall’associazione Arcas Franco Giotta.

«Se vogliamo attirare il turismo dobbiamo lavorare come squadra – ha detto ai  giornalisti Antonio Decaro, sindaco della città metropolitana -  programmando insieme le attività e costruendo iniziative legate al turismo grazie anche a Regione e Governo. La nostra Regione nel turismo cresce in valore assoluto di più delle altre e l’area metropolitana di Bari tira in particolare». In linea con Decaro anche Aldo Patruno, direttore del dipartimento Cultura e Turismo della regione Puglia, secondo il quale «il Carnevale di Putignano rappresenta uno dei grandi attrattori del nostro territorio. Tutta la programmazione regionale per quanto concerne la cultura e il turismo è incentrata sugli spettacoli e sugli eventi culturali in particolar modo dal punto di vista del bene immateriale che il carnevale di Putignano rappresenta. È importante e significativo che si sviluppi quel grande salto di qualità che noi stiamo chiedendo a tutti quei grandi attrattori al servizio del territorio, prevedendo una integrazione fra gli stessi. Oggi un evento del genere non può più essere solo al servizio di una parte del territorio ma dell'intera regione ».

«Il Carnevale di Putignano è  certamente uno di quei grandi eventi, manda a dire attraverso una nota l’assessore regionale Loredana Capone -  legato alla tradizione e al calendario annuale, che può costituire di per sé un pretesto di viaggio nella nostra terra. Nella strategia di promozione della Puglia sul piano culturale e turistico e per l’allungamento della stagione turistica, vero caposaldo del Piano strategico del turismo Puglia 365, il Carnevale di Putignano è uno dei “big events”, insieme al Carnevale di Manfredonia e al Carnevale di Gallipoli, su cui la Regione ha deciso di puntare e di mettere in rete in un palinsesto di iniziative per creare in ogni momento dell’anno occasioni di attrazione per i viaggiatori in Puglia – continua nella nota Loredana Capone, Assessore regionale alla  Industria Culturale e Turistica. Rilanciato  ogni anno con caratteristiche sempre più attrattive, il Carnevale di Putignano è diventato un segno di riconoscimento  del territorio; un appuntamento  che ripropone la tradizione  e quindi contribuisce a rafforzare l’immagine della Puglia autentica, ma anche un evento che sa evolversi ogni anno, e quindi contemporaneo, capace di parlare ad un pubblico sempre più vasto ed internazionale».

Il Carnevale di Putignano ha ormai la sua storia e la sua autorevolezza e una delegazione di 54 maschere, nella puntata dedicata al giovedì  grasso,  sarà ospite a La Prova del Cuoco, la trasmissione condotta da Antonella Clerici alla quale saranno portati in dono alcuni prodotti tipici e la maschera simbolo del Carnevale, Farinella.

 

Il programma

Quattro le date per le relative sfilate che inizieranno il 12 febbraio e proseguiranno il 19 e il 26 sempre con inizio alle 15,30, per culminare il 28 febbraio con la grande festa conclusiva in occasione del martedì grasso. Tanti eventi di piazza, workshop, più di cinquanta appuntamenti che hanno preso il via nel giorno di santo Stefano con Le Propaggini e proseguite, dopo la festa di Sant’Antonio Abate e la benedizione degli animali, con i giovedì a tema. Viene confermata anche per quest’edizione l’importante partnership con il Libro Possibile di Polignano che, sabato 25 febbraio alle 19, porterà in piazza Aldo Moro Simon and The Stars, ovvero Simone Morandi, il celebre astrologo diventato un fenomeno sul web, con il suo libro L’oroscopo 2017 di Simon & the Stars”.

Già in calendario per il 24 febbraio, sempre nella tensostruttura che sarà posizionata in piazza Aldo Moro, la presentazione del libro La buona pizza, edito da Giunti, scritto dalle giornaliste Luciana Squadrilli e Tania Mauri con gli scatti di Alessandra Farinelli. A moderare il patron di Radici del Sud, Nicola Campanile  che alle pizzerie di Puglia ha dedicato anche una guida ad hoc.

Non mancheranno gli ormai famosi Giovedì che, all’insegna dell’ironia e del divertimento, sono tradizionalmente dedicati a diverse categorie di individui, dai cornuti alle vedove.

Quest' anno si è iniziato il 19 gennaio con una serie di concerti (tutti i giovedì fino al 23 febbraio) in piazza Plebiscito con il meglio del panorama emergente italiano e l'intrattenimento offerto dagli Jusi (le cantine-ndr) sparsi in tutto il borgo antico.

E i giovedì a tema saranno quest’anno all’insegna della ricerca musicale. «Ai mostri intesi come fenomeni emergenti e al mostrarsi come comunità, declinando le antiche tradizioni con i linguaggi della contemporaneità, raccontando un territorio attraverso le voci degli artisti che lo vivono quotidianamente – spiega il direttore artistico Antonio Miccolis – ci siamo ispirati per l’intrattenimento dei giovedì a tema». Il Carnevale di Putignano ospiterà un’anteprima nazionale.  Max Casacci e Ninja dei Subsonica presentano Demonology Hi Fi e da piazza principe di Piemonte (23 febbraio  ore 21.00) daranno il via al tour nazionale. 

Musica e teatro saranno due elementi essenziali nella programmazione del Carnevale 2017. E se il tema per i carri e per i gruppi mascherati è quello dei Mostri, sulla stessa linea creativa sono stati individuati i gruppi musicali che nelle giornate del sabato (11, 18 e 23 febbraio) daranno vita alla pizza di Putignano. Veri fenomeni a modo loro dei mostri musicali e del web da milioni di follower del calibro di Cosmo, l'italocanadese Bruno Belissimo, e i Pop X.

I venerdì (17 e 24 febbraio a partire dalle 20) saranno dedicati al teatro ispirato alla storia de Il filo di Arianna e del mostro epico; dieci spettacoli dislocati nel centro storico di Putignano e raggiungibili seguendo un filo rosso che accompagnerà lo spettatore attraverso i vicoli nei quali tra performance aeree e artistiche il Borgo antico prenderà vita.

E in coincidenza con il Carnevale, Putignano celebra un altro momento importante, ovvero l’apertura del Museo Principe Gugliemo Romanazzi Carducci di Santo Mauro alla presenza di Vittorio Sgarbi (evento inaugurale sabato 4 febbraio alle ore 18,30). «L'obiettivo è trasformare sin da subito il museo in un luogo simbolo della cultura cittadina - spiega l’assessore alla Cultura e Turismo Emanuela Elba -  vero e proprio attrattore turistico con alcune esposizioni temporanee e permanenti, che saranno già fruibili dal pubblico a partire da domenica 5 febbraio». Mostre permanenti e temporanee quindi:  in collaborazione col Teatro Pubblico Pugliese, la mostra permanente delle opere prodotte nell'ambito del progetto di arte contemporanea “Carneval Visual Art” (Programma di Cooperazione Grecia-Italia, progetto I.C.E. - Innovation, Culture and Creativity for a new Economy. Al piano terra sarà inaugurata invece l'esposizione fotografica "Apulien" del noto fotografo e regista Giovanni Troilo, visitabile da febbraio fino a tutto il periodo estivo.


Il ticket

Novità di quest’edizione 2017 del Carnevale è che si pagherà un ticket per assistere alle sfilate. «Ci siamo allineati ad altri carnevali blasonati, ma abbiamo deciso di mantenere dei costi assolutamente popolari» – spiega Giampaolo Loperfido. Cinque euro per le sfilate del 12 e del 28 febbraio, 10 euro per quelle del 19 e del 26 febbraio. Sono previsti degli sconti per i gruppi di minimo 25 persone e per i ragazzi con meno di 14 anni. Entrano gratis i bambini al di sotto di 1,3 m di altezza.

«I putignanesi non pagheranno alcun biglietto» ci tiene a sottolineare il primo cittadino Domenico Giannandrea «abbiamo inoltre previsto degli ingressi dedicati ai putignanesi che dovranno esibire il documento di identità a fronte del quale sarà rilasciato il ticket gratuito».   

I biglietti potranno essere acquistati sul sito della fondazione, sul circuito di Booking Show e in prossimità dei sei varchi (via Roma, via Vincenzo Laterza (via Alberobello), via Turi, via Petruzzi, via Castellana e via Matteotti).

 

Vai a cena, a fare un aperitivo o semplicemente a bere una birra e lasci pagata una consumazione.  È il “pranzo in sospeso” che a Rescaldina è diventato realtà. L’osteria sociale La Tela ha fatto propria la proposta dell’amministrazione comunale rescaldinese per aiutare le persone in difficoltà. A La Tela è infatti possibile lasciare una quota per un pranzo o una cena che, attraverso i Servizi sociali del Comune, sarà destinata a quanti ne hanno bisogno. «È un’iniziativa alla quale abbiamo aderito in modo naturale e che rispecchia non solamente il nostro essere osteria sociale, ma anche il nostro fare impresa sociale», spiega Giovanni Arzuffi portavoce della cooperativa Arcadia che gestisce La Tela. Per i clienti non vi è alcun obbligo: quando arrivano in cassa posso scegliere se lasciare un intero pasto o una quota “in sospeso”. Sarà poi il Comune a indicare chi sarà il beneficiario.
L’idea alla base non è però solo quella di lasciare pagato un pranzo per chi ha bisogno, ma creare una rete. Come spiega l’assessore ai Servizi sociali Enrico Rudoni: «Abbiamo preso spunto della pratica partenopea del “caffè in sospeso” per dare vita ad un progetto di aiuto dove una comunità viene chiamata a prendersi carico, in modo solidaristico, di difficoltà sociali. Abbiamo contattato le realtà produttive del territorio, chiedendo loro la disponibilità di raccogliere le offerte volontarie dei cittadini. La somma raccolta viene quindi data ai Servizi sociali per essere erogata attraverso dei buoni spesa a nuclei familiari con particolare fragilità economica, in base alla scelta esclusiva e motivata delle assistenti sociali». 

Almeno due le finalità dell’iniziativa: «Innanzitutto rispondere al bisogno di socialità e di inserimento nel tessuto del paese di persone sole o in difficoltà – aggiunge l’assessore - . Non certo secondo, sostenere la messa in circolo di risorse comunitarie nuove, umane ma anche economiche, usufruendo dei servizi offerti dai negozi di vicinato che hanno aderito. Per ora hanno risposto cinque esercizi commerciali: due macellerie (Guzzetti ed Eredi Vismara), due ristoranti (Trattoria da Vira e osteria La Tela) e un negozio di abbigliamento (Hobby&Moda). Nonostante questo progetto sia appena nato, abbiamo avuto subito un buon riscontro: in un mese sono stati raccolti più di 200 euro, cifra che riuscirà a soddisfare le esigenze di una ventina di soggetti in stato di fragilità».

A La Tela vicino alla cassa, accanto alla locandina dell’iniziativa che presenta il “pranzo sospeso”, c’è una cassettina. Qui è possibile lasciare il proprio contributo che sarà convertito in buoni spendibili in quattro tipi di offerte: dal pranzo di lavoro, al panino con birra, alla cena alla carta, per un valore che spazia dai 10 ai 25 euro.


La Tela è un bene sequestrato alla criminalità organizzata, affidato al Comune di Rescaldina e gestito dalla Cooperativa ARCADIA insieme con altre associazioni del territorio. È diventato ristorante e centro di aggregazione e di promozione sociale e culturale.



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