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Un’accoglienza trionfale. Una grande attestazione di stima per il nuovo vescovo che, per la prima volta, ha visitato la comunità di San Giacomo. Mons. Giuseppe La Placa, pastore della comunità diocesana di Ragusa, non si ferma un attimo in questi giorni. Dopo la consacrazione e, soprattutto, dopo il periodo del mese di agosto che tradizionalmente anche le comunità parrocchiali dedicano al riposo, sta girando in lungo e in largo per conoscere meglio anche gli angoli più reconditi del territorio pastorale che dovrà curare. E’ il caso di San Giacomo Bellocozzo, frazione rurale di Ragusa, che, sabato pomeriggio, ha accolto mons. La Placa. Una giornata scelta non a caso perché vigilia della festa patronale che è caduta domenica scorsa e che a San Giacomo punta a onorare la beata Vergine Maria di Lourdes a cui è intitolata la parrocchia. Mons. La Placa ha parlato di una piccola grande comunità di cui ha sentito tessere le lodi sul fronte della laboriosità e dell’unione tra i vari nuclei familiari. Il vescovo ha auspicato che, con la sua cura, e quella naturalmente del parroco, il sacerdote Santo Vitale, questa coesione possa risultare sempre più consistente. Anche perché San Giacomo, spesso e volentieri, così come accaduto in queste ultime giornate di festa, interagisce con altre comunità parrocchiali dell’ambito rurale, pure se cadono in altra diocesi, come accade con quei territori che fanno parte del comprensorio netino. E, guarda caso, la festa si è conclusa domenica scorsa con la celebrazione eucaristica animata dalla comunità del Santissimo Salvatore di contrada Carbonaro, animata da don Paolo Alescio. L’impresa ecologica Busso Sebastiano ha, infine, ultimato, in questi giorni, l’azione di pulizia straordinaria che ha puntato a rendere più decorosi i luoghi in cui si sono tenute le celebrazioni.

 

 

Primi segnali di un ritorno verso la normalità. Anche se nel rispetto delle prescrizioni anticontagio, domenica scorsa, a Monterosso Almo, la festa di San Giovanni Battista è stata vissuta con maggiore intensità e trepidazione rispetto allo scorso anno. Anche l’uscita dalla chiesa del simulacro, senza alcuna processione però, del santo precursore, autorizzato dalla Diocesi, rappresenta un altro tassello per cercare di ripristinare quella regolarità che manca ormai da oltre un anno e mezzo alle feste religiose. A concludere, ieri sera, le celebrazioni liturgiche, la messa presieduta dal rettore del seminario, il sacerdote Gianni Mezzasalma, e animata dai seminaristi. La funzione religiosa si è tenuta all’aperto, nonostante le condizioni meteo del pomeriggio non fossero state favorevoli, e ha dato la possibilità ai devoti e ai fedeli di partecipare in maniera più piena alle celebrazioni. Celebrazioni che, nella giornata della solennità del patrono, avevano preso il via con il pellegrinaggio di fede della città di Giarratana, che, all’alba, aveva sciolto il suo voto annuale al Battista. Già alle 5,45 del mattino, sempre ieri, il suono festoso delle campane di tutte le chiese e lo sparo di 21 colpi a cannone aveva annunciato il giorno di festa. A metà mattinata, la solenne celebrazione eucaristica era stata presieduta dal parroco, il sacerdote Giuseppe Antoci, e, subito dopo, si è tenuto l’atto di affidamento della città a San Giovanni Battista caratterizzato, in conclusione, da uno spettacolo pirotecnico molto apprezzato. Quindi, nel pomeriggio, l’apertura della chiesa di San Giovanni mentre, come detto, in piazza si è tenuta la celebrazione presieduta da don Mezzasalma. La serata, poi, è proseguita con il concerto lirico sinfonico del corpo bandistico Vincenzo Bellini diretto dal maestro Umberto Terranova. E, come in ogni festa di San Giovanni che si rispetti, Monterosso Almo ha salutato la giornata dedicata alla solennità con uno spettacolo pirotecnico molto scenografico caratterizzato dalla chiusura della chiesa e dalla reposizione del simulacro del santo patrono sull’altare maggiore. La comunità del centro montano ha dato appuntamento al patrono e protettore al prossimo anno con la speranza che i festeggiamenti, finalmente, possano tornare a tenersi in maniera normale, con il corteo processionale per le vie della città. Si sono pure ultimate, inoltre, le azioni di pulizia straordinaria che sono state portate avanti dall’impresa ecologica Busso Sebastiano, che gestisce il servizio di igiene ambientale in paese, nelle aree interessate dalla presenza dei fedeli.

 

 

Talenti canori da tutta la Sicilia per la nona edizione del premio “Cristina Guastella” che si è svolto nei suggestivi spazi verdi del giardino ibleo a Ragusa Ibla. Una festa del canto, una festa all’insegna della musica e della sana competizione, promossa dall’Associazione Coro Mariele Ventre di Ragusa, in collaborazione con la famiglia di Cristina, e con la direzione artistica della maestra Giovanna Guastella, per ricordare la giovane Cristina scomparsa in un incidente. Per la prima volta il premio approda a Ragusa Ibla trovando una location molto accogliente e suggestiva, ma rispettando tutti le normative sulla prevenzione covid.

“Decretare i vincitori è stato particolarmente arduo - ha sottolineato il maestro Adriano Pennino, presidente di giuria - perché il livello di preparazione di tutti i partecipanti e' stato elevatissimo”. Tre le categorie in gara per 24 concorrenti che si sono messi in gioco e che sono arrivati in provincia di Ragusa da quasi tutte le province della Sicilia anche se erano arrivate iscrizioni da fuori regione. 

Il premio, presentato anche quest’anno con grande professionalità e simpatia da Ruggero Sardo, si conferma un consolidato e riuscito evento canoro, interessante vetrina per tutti quei giovani talenti che vogliono intraprendere la via del panorama musicale moderno. Tante le emozioni rivissute dagli spettatori presenti in piazza attraverso i brani interpretati dai bravissimi giovani, le emozioni di pietre miliari della storia della musica nazionale ed internazionale.

Per la prima categoria, da 9 a 11 anni, primo posto per Federica Tumello, 10 anni di Belpasso con la canzone “Quando nasce un amore”, secondo posto per Federica Antoci, 11 anni, di Ragusa, terzo posto per Greta Andolina, 11 anni di Enna. 

Per la seconda categoria, dai 12 ai 14 anni, primo posto per Noemi Zaccaria, 13 anni di Modica con la canzone “Bevande of you”, secondo posto per Virginia Strano, 14 anni di Floridia, terzo posto per Clara Rustico, 14 anni di Ispica.

 Infine per la terza categoria, dai 15 ai 22 anni, primo posto per Artemide Pititto, 22 anni di Modica con la canzone “A finestra”, secondo posto per Marika Tomarchio, 19 anni di Giarre, terzo posto per Alice Tizza, 19 anni di Comiso. 

Altri tre premi speciali sono andati a Sofia D’Arrigo, 16 anni di Roccalumera con il trofeo Gruppo Scar, a Filippo Cavolina, 12 anni di Mirabella Imbaccari con il premio “Immagine” e a Marta Maria La Rosa, 11 anni di Comiso con il premio “Butterfly”. 

Ospiti della serata Giulia Guastella, sorella di Cristina che si è esibita con "Attraversando gli anni"...dedicato alla sorella scomparsa prematuramente e anche Giulia Casamichele vincitrice di due passate edizioni del premio, ed ancora Alessia Caruso e Giulia Occhipinti allieve della scuola di canto Armida. Ha aperto il festival il Coro Mariele Ventre di Ragusa con 2 brani del proprio repertorio. Della giuria facevano parte anche i maestri Enrico Giurdanella, Giuseppe Morale, Giulia Campo, Davide Ragusa, Christian Sciascia e Silvana Matarazzo.

 

La musica trionfa sempre. Anche in momenti storici difficili come quelli che stiamo vivendo. E’ la sintesi della due giorni che, a Ispica, in piazza Unità d’Italia, ha caratterizzato la Festa degli artisti che ha goduto del patrocinio del Comune. Due serate ricche di eventi, di ospiti e di concorrenti, dedicati alla memoria di Raffaele Carrà, la straordinaria artista recentemente scomparsa. Due serate che hanno messo in luce la qualità di numerosi talenti e, soprattutto, la voglia di stare assieme seguendo la stella polare delle sette note nel corso delle varie performance musicali che hanno caratterizzato la kermesse. “Devo dire che il pubblico – ha affermato il patron Maurizio Di Mauro – pur nel rispetto di tutte le restrizioni di questa fase, ha risposto alla grande. E poi altissima la qualità dei partecipanti con molti di loro che si sono esibiti assieme ai nostri ospiti. Un grazie anche alla giuria i cui componenti hanno saputo interpretare il proprio ruolo di artisti nella maniera migliore, salendo sul palco e dando vita a momenti straordinari di condivisione con i partecipanti, così dimostrando sino in fondo le proprie capacità”. Vincenzo Loreto il vincitore assoluto della Festa degli artisti mentre ad aggiudicarsi il disco d’oro sono stati Federica Antoci, Mess, Vincenzo Loreto, Lara Dipasquale e Marta La Rosa. Per quanto riguarda la categoria Baby, invece, ad imporsi Luna e Gabriele. Di assoluto rispetto, poi, il novero delle partecipazioni straordinarie. Sono intervenuti, infatti, Clara Rustico, Cabrio e la Naif che hanno cantato una canzone ciascuna e poi ne hanno eseguita una assieme, l’intramontabile “Con il nastro rosa” di Battisti, coinvolgendo anche i componenti della giuria e tutto il pubblico. Ha partecipato Saro Ingegneri, autore del brano “Ritmo el amor” di Cecilia Gayle di cui sono stati presentati il brano e il video. E, ancora, Damiano Di Mauro, dei BlackOut, in versione solista, il bravo cantautore Davide De Marinis, la BlackOut Pop band al completo, il maestro Peppe Arezzo con la sua band davvero travolgente, Nico Arezzo e Lorenzo Licitra. E poi sul palco anche il sindaco di Ispica, Innocenzo Leontini, che è riuscito ad emozionarsi e ad emozionare suonando al pianoforte. Alla fine, tutti insieme a cantare e a coinvolgere il pubblico. Per quanto riguarda la solidarietà, il premio Daniele Savasta è andato a Marcello Iabichino e alla sua famiglia. Iabichino ha dovuto fare i conti con un grave incidente sul lavoro che lo ha reso tetraplegico. La famiglia, piuttosto che affidarlo a una struttura, ha preferito accudirlo a casa, sacrificando, in qualche modo, il proprio futuro. E tutto ciò per aiutare il padre che si definisce un vero e proprio guerriero. Insomma, una due giorni di grande spensieratezza ma anche capace di fornire degli stimoli di riflessione molto forti.

Il  "Premio Ragusani nel Mondo”, celebrato sabato 31 luglio 2021 in piazza Libertà a Ragusa, quest'anno ha voluto lanciare un chiaro  invito alla ripresa e alla resilienza.
Un auspicio per la collettività iblea, un augurio per tutto il mondo affinché si possa superare prima possibile la crisi pandemica che continua a generare criticità non indifferenti all’intera umanità e dal palco della nota manifestazione, in una piazza Libertà nuovamente gremita di un pubblico "in presenza",  seppur in numero ridotto e distanziato, nel rispetto delle previsioni governative, l'invito rivolto a tutti è stato quello di vaccinarsi, poichè a parere unanime solo così si potrà sconfiggere il virus.
Questo concetto è stato già ribadito sin dall’inizio dal Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci ed è la prima volta che un Governatore siciliano è presente alla cerimonia promossa ormai da 26 anni dall’omonima associazione “Ragusani nel Mondo”.
Ma non è stato solo Musumeci a tornare sull' argomento, poiché anche i premiati, due in particolare, hanno espresso lo stesso pensiero più volte.
E così il premio, da sempre vetrina promozionale del territorio ragusano, in questa particolare edizione ha anche assolto una particolare funzione sociale, quella di sensibilizzare tutti alla vaccinazione, oggi l’unica arma contro il Covid 19. 
Un concetto più volte ribadito dai presenti, in primis dalla dottoressa Concetta Castilletti, ricercatrice e virologa dell'Ospedale Spallanzani di Roma, componente del team che per prima in Italia ha isolato il virus e dal dott. Andrea Carfì, che in America guida una delle equipe di ricercatori dell’azienda Moderna, la quale come è noto, produce parte di quei vaccini destinati a tutte le popolazioni mondiali. Sono le loro storie, raccontate in pillole nei videoclip che scorrono sullo schermo, a farci capire come il mondo sia cambiato profondamente in questi ultimi due anni, ma come al tempo stesso stia cercando di rialzarsi e andare avanti, per lasciare alle spalle questo difficilissimo  periodo, anche grazie a donne e uomini di alto profilo, come i premiati di questa edizione.
Oltre ai premiati sopramenzionati, hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento anche  l’imprenditore di successo nel settore della bellezza in Canada  Ray Civello, di origine modicana; l’ingegnere aerospaziale e manager nel settore delle comunicazioni in Inghilterra Toni Azzarelli, di origine pozzallese ed  ancora la dottoressa ragusana Fiorella Gurrieri, genetista e accademica con una lunga attività tesa allo studio e all’individuazione di importanti genomi presenti  in varie forme di  disabilità.
Imprenditori e professionisti che non si sono fermati e che, nonostante le difficoltà recentemente affrontate, non si sono mai persi d’animo, ma anzi hanno reagito in modo propositivo, anche in un campo forse tra i più colpiti e meno sostenuti, come quello dello spettacolo. Ed anche qui vale citare l’esempio di un’altra premiata di questa edizione, Claudia Oddo soprano molto affermata in Germania,  dove risiede, la quale ha fatto capire al pubblico presente quanto sia vincente la volontà condivisa e profondamente sentita di  andare avanti.
Alla cerimonia di premiazione, brillantemente presentata dai giornalisti Salvo Falcone e Caterina Gurrieri, non è invece potuto intervenire un altro dei premiati, il ragusano Maurizio Di Martino, in arte Martin, noto illusionista e personaggio televisivo. Purtroppo, un incidente stradale l’ha costretto a qualche giorno di degenza. Ma la suspense e la magia non sono ugualmente mancate, grazie alla performance del giovane mago siciliano Emanuele D’Angeli, tra l’altro per alcuni anni allievo dello stesso Martin.
La ripartenza, rappresentata nel logo ideato e realizzato da Emanuele Cavarra, e la resilienza, rappresentata invece nel logo creato dal team di Ideology, si sono incrociate più volte sul palco da dove ha parlato per la prima volta alla comunità iblea, anche il neo vescovo mons. Giuseppe La Placa. Da Tokyo, invece, intervistato dal direttore di Videoregione Salvatore Cannata, è arrivato il videomessaggio del ciclista ed atleta olimpionico Damiano Caruso.
Icastici momenti, ricchi di emozioni, come anche ribadito dal presidente dei Ragusani nel Mondo  Salvatore Brinch, dal presidente onorario Franco Antoci, dal direttore del Premio Sebastiano D’Angelo, come sempre deus ex machina, e dal resto dei componenti del Comitato direttivo che, come sempre, si sono particolarmente adoperati per questa edizione in presenza, seppur con con tante limitazioni.
A sostenere questa edizione del "Premio Ragusani nel Mondo"  sono stati la Regione, la Camera di Commercio, il Libero Consorzio degli Iblei, il Comune di Ragusa,  ma va sottolineato il determinante  supporto di numerose aziende che si sono subito poste a fianco della manifestazione,  trasmessa in diretta tv (su Canale 74 e Teleiblea, prossimamente anche su Videoregione) e sul web e sui social, abbracciando idealmente tutti i ragusani presenti in ogni angolo del pianeta.
Quindi, ripartenza e resilienza, come ha rimarcato anche un video, curato da Davide Savasta e Peppe Occhipinti, che in grafica e animazione, ha voluto sottolineare la valenza, la voglia di raccogliere le energie, di essere consapevoli delle proprie capacità, in un'ottica proiettata verso la rinascita.
Traendo ispirazione dalle tendenze stilistiche più recenti del nord Europa, unitamente alla rigidità delle forme geometriche dell’astrattismo di Malevic e alla dinamicità delle linee di Kandisky, sono state rappresentate linee parallele che bersagliano e ostacolano una singola sfera, che rappresenta l’individuo e nel momento in cui il peso di quelle linee sta per schiacciare definitivamente la sfera, ecco che la forza di resistere respinge l’implacabile attacco.
Questa suggestiva XXVI edizione si è conclusa con  un messaggio di speranza e positività e l'arrivederci al prossimo anno.

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