Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Venerdì, 23 Febbraio 2018

Allarme Ue in vista del voto del 4 marzo. "C'è un inizio di marzo - ha detto Commissione Ue Jean Claude Juncker - molto importante per l'Ue. C'è il referendum Spd in Germania e le elezioni italiane, e sono più preoccupato per l'esito delle elezioni italiane che per il risultato del referendum dell'Spd".

Per Juncker "dobbiamo prepararci allo scenario peggiore, cioè un Governo non operativo in Italia". Assieme all'incertezza in Spagna, é possibile "una forte reazione dei mercati nella seconda metà di marzo, ci prepariamo a questo scenario".

 Il presidente della Commissione Ue non usa giri di parole e lancia un allarma sul nostro Paese: "C'è un inizio di marzo molto importante per l'Ue. C'è il referendum Spd in Germania e le elezioni italiane, e sono più preoccupato per l'esito delle elezioni italiane che per il risultato del referendum dell'Spd. Dobbiamo prepararci allo scenario peggiore, cioè un Governo non operativo in Italia". Di fatto Juncker lega gli scenari del voto anche agli equilibri sui mercati internazionali: "È possibile una forte reazione dei mercati nella seconda metà di mazro, ci prepariamo a questo scenario".

Le parole di Juncker arrivano poco prima della conferenza sul Sahel che si terrà domani a Bruxelles. Al centro del vertice i rapporti tra Ue e Africa: "Siamo il primo partner del Sahel e dell'Africa in generale. Vogliamoi aiutare questa Regione a essere più sicura e più forte e offrire opportunità per il futuro dei suoi abitanti, in particolare i giovani". L'Ue dunque guarda all'Africa ma si preoccupa anche degli scenari elettorali in casa propria. In cima alla lista, appunto, c'è l'Italia che andrà alle che andra alle urne il prossimo 4 marzo. Un appuntamento che quasi certamente avrà ripercussioni anche in sede europea.

Puntuale come un orologio suona l'allarme: c'è un pericolo all'orizzonte che si chiama ingovernabilità. Da Juncker arriva la sentenza sulle elezioni italiane. Invece di parlare a ruota libera sarebbe bene che il presidente della Commissione Ue si occupasse dei disastri combinati anche sotto il suo mandato". Lo afferma Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali. "Vorremmo sentire dall'Europa qualche parola - prosegue il leader di SI - e vedere qualche atto che dia risposte ai lavoratori e alle lavoratrici di Embraco, vorremo risposte sulla necessità di una Europa solidale e responsabile sul grande tema dell'immigrazione. Vorremmo risposte e iniziative sul clima e sui diritti sociali che nel vecchio Continente hanno conosciuto in questi anni solo arretramenti". "Invece - osserva Fratoianni - la preoccupazione di Juncker si rivolge ai mercati, quelli su cui nessun controllo in materia fiscale e contro la speculazione è stato messo in atto. Ci faccia il piacere - conclude - di tacere".

"A Juncker diciamo che non si deve mai avere paura del voto dei cittadini. La sovranità appartiene al popolo, come recita la nostra Costituzione. Visto il ruolo che ricopre, consigliamo al Presidente della Commissione di evitare dichiarazioni che appaiano come vere e proprie ingerenze nella vita politica di uno dei Paesi fondatori dell'Unioni europea. Meritiamo rispetto. La politica dei moniti e dei diktat di Bruxelles è morta e sepolta". Così l'europarlamentare del M5s Fabio Massimo Castaldo commenta le dichiarazioni di Juncker su una possibile reazione dei mercati al voto italiano.

"Juncker dice quello che dicono tutti i commentatori. Del resto, è intervenuto anche su Brexit e sulla Catalogna. Non è che stiamo facendo una grande figura di serietà...". Lo afferma Emma Bonino di +Europa a CorriereTv commentando e affermazioni del presidente della Commissione Ue. "Se riusciamo - sostiene - a convincere una parte consistente del mare di astensionisti il 5 marzo può esserci una sorpresa nonostante una legge elettorale fatta perchè nessuno avesse una maggioranza". 

Juncker ha parlato delle prospettive sulle prossime settimane dell'Europa ad un evento organizzato dal think tank Ceps, rispondendo a una domanda dell'ex commissario alla concorrenza Joaquin Almunia.

Almunia gli chiedeva quanto fosse ottimista sulle riforme dell'Ue in vista del 4 marzo, appuntamento con le elezioni italiane e con il referendum Spd.

"Quando si tratta di Europa mi impedisco di avere illusioni - ha detto Juncker - perché tutte le volte che ce le ho le perdo subito, quindi non c'è da essere troppo ottimisti", ha detto il presidente.

Juncker ha poi sottolineato come l'inizio di marzo sarà molto importante per l'Ue, e ha citato tra i fattori di instabilità anche il Governo di minoranza in Spagna, con i socialisti "sempre più deboli.

Punto a vincere seguendo il programma del centrodestra, senza raccattare i transfughi e profughi politici dei Cinque Stelle": così Matteo Salvini, in una conferenza stampa al Senato, commenta l'apertura di Berlusconi ai fuoriusciti pentastellati. "I 5 stelle - aggiunge - potevano selezionare meglio prima i loro candidati, è il primo caso della storia dove se ne vanno prima di essere eletti". Salvini è convinto che governerà il centrodestra e sottolinea: "No ai minestroni fuori stagione". 

"Ci presentiamo con il simbolo Lega con Salvini. L'obiettivo è portare il primo leghista al governo del paese, altri nomi non ci interessano", ha aggiunto Salvini commentando l'ipotesi di Tajani premier.

Silvio Berlusconi chiude oggi la due giorni a Bruxelles. Annunciando la volontà di 'rispettare la regola del 3% del deficit'. Stamane alla conferenza stampa nella sede del Ppe a Bruxelles ribadisce "Escludo la possibilità di una grande coalizione, non c'è nessuna possibilità che accada,avremo la maggioranza alla Camera e al Senato". Secondo Berlusconi "i moderati, i liberali e i cattolici in Europa non hanno più come avversario diretto la sinistra ma i partiti populisti: in Italia c'è una situazione uguale, la sinistra si è tolta dalla sfida che oggi è tra Cinque Stelle e coalizione di centrodestra". 

I leader di Fi torna ad attaccare i M5S e paragona gli 'ordini di scuderia' di Grillo e Casaleggio al proverbiale 'contrordine compagni' raccontato da Giovannino Guareschi. "Oggi la sinistra è una scatola vuota di idee di progetti, i temi che ricorrono sono lo statalismo e l'assistenzailismo - dice Berlusconi - la sfida è tra noi e i Cinque Stelle, che non è un partito democratico ma una setta che riceve ordini dall'alto, da Grillo o dal figlio dell'altro socio di Grillo e c'è un preoccupante atteggiamento dei parlamentari del M5S a cambiare parere secondo convenienza". Berlusconi ribadisce che la flat tax proposta dal programma elettorale del centrodestra "ha una certa progressività". "Della Corte Costituzionale nessuno può essere sicuro in partenza, ma la Costituzione parla di progressività. 

E la flat tax ha una certa progressivita'". Salvini,se danneggia Italia 3% per noi non esiste Sui parametri Ue è scontro nel centrodestra: Salvini afferma ad Agorà su Rai3 "Su 3 per cento Berlusconi sbaglia? "Lui dice che è discutibile. Io sono più diretto" e poi precisa "Il numerino 3, se danneggia le imprese e le famiglie italiane, per noi non esiste". "Se ci sono regolamenti Ue che danneggiano le famiglie italiane quei regolamenti per il governo Salvini non esistono:come la Bolkestein, la direttiva Banche", citando il "punto tre" del programma del centrodestra. 

"Voglio riportare in Italia tranquillità, rispetto delle regole e dignità del lavoro. Nessuna violenza, nessuna xenofobia, nessun razzismo. Un'immigrazione limitata e controllata garantirà una conviveva serena e pacifica. Per questo ho chiesto un incontro ai rappresentanti di Amnesty International per spiegar loro quel che la Lega è e fa dove governa per garantire diritti di tutti. Spero di poter avere quest'incontro già nelle prossime ore", ha detto il segretario della Lega e candidato premier Matteo Salvini.

A scattare la foto di un'Italia cupa è Amnesty International, in occasione della presentazione a Roma del suo Rapporto 2017-2018 sulla situazione dei diritti umani di 159 Stati del mondo. Se nel 2014 l'Italia era "orgogliosa di salvare le vite dei rifugiati e considerava l'accoglienza un valore importante", oggi "è intrisa di ostilità, razzismo, xenofobia, di paura ingiustificata dell'altro", ha sottolineato Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia. Secondo l'organizzazione, questa ostilità "non riguarda solo i migranti, ma anche i rom, le persone Lgbt, le donne" e anche "i poveri".

C'è una parte di Paese che si ritiene "bella, pura, italiana, mentre il resto non merita di condividere il territorio", denuncia Rufini. Un fatto che "sta rendendo il clima impossibile in questo Paese, uccidendo ogni possibilità di confronto". In occasione della presentazione del rapporto, Amnesty ha riferito i primi risultati del 'Barometro dell'odio', iniziativa dell'organizzazione che prevede il monitoraggio delle dichiarazioni sui social di 1.425 tra candidati ai collegi per le elezioni di Camera e Senato, 17 leader politici in corsa alle elezioni e i candidati a presidenti delle regioni Lazio e Lombardia. Da un primo monitoraggio, la quasi totalità delle oltre 500 dichiarazioni discriminatorie o che incitano all'odio segnalate di 117 candidati, sono da attribuire a Lega Nord, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Dal rapporto annuale dell'organizzazione emerge che l'Italia nel 2017 "si è messa alla guida della politica europea di contenimento dell'immigrazione a tutti i costi, e il costo pagato dai migranti in carcere in Libia è terrificante", ha spiegato all'ANSA Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

Questa politica di "contrasto all'immigrazione" è il dato che maggiormente "preoccupa" l'organizzazione. Infine, Amnesty continua a esprimere insoddisfazione per il caso di Giulio Regeni: la collaborazione con le autorità per ottenere la verità sul ragazzo ucciso in Egitto più di 2 anni fa, "a circa sei mesi dalla decisione di rimandare il nostro ambasciatore al Cairo, è ancora del tutto insufficiente", ha sottolineato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia.

La marina militare turca ha esteso fino al 10 marzo l'avviso relativo alle sue attività militari (Navtex) al largo di Cipro nel Mediterraneo orientale, che da 10 giorni impediscono di fatto alla nave da perforazione noleggiata dall'Eni, Saipem 12000, di raggiungere l'area prevista per le sue esplorazioni dei giacimenti offshore di gas, su licenza di Nicosia. Il precedente avviso sarebbe scaduto dopodomani. Lo riportano media ciprioti.

Nicosia ha denunciato come una violazione del diritto internazionale la presenza nella sua 'Zona economica esclusiva' della marina militare di Ankara, che invece non riconosce la sovranità esclusiva di Cipro e insiste sul diritto della comunità turco-cipriota alla condivisione delle risorse naturali dell'isola.

Il presidente Anastasiades ha convocato per stasera alle 19,:5 ora locale una riunione di emergenza del governo per discutere sulle “prossime mosse” da intraprendere. Lo ha scritto l’agenzia di stampa cipriota Cna, che ha anche riferito che Anastasiades ha discusso della questione con il premier greco Alexis Tsipras durante un colloquio telefonico.

I media ciprioti hanno riferito la notizia sottolineando che il prolungamento delle esercitazioni che dovevano avere termine il 22 febbraio, possa implicare un’automatica estensione del blocco della Saipem 12000. 

Evidentemente, in questo caso, la scelta del prolungamento delle esercitazioni diventa una scusa per mostrare di non avere ancora raggiunto un accordo soddisfacente per la parte turca nella querelle internazionale con Eni e Cipro. Il governo cipriota, alcuni giorni fa, aveva definito (non a torto) un “pretesto” il blocco della nave per via delle esercitazioni, e aveva denunciato la violazione del diritto internazionale da parte della Turchia, che avrebbe infranto, a detta di Nicosia, i diritti sovrani di Cipro nelle sua Zona economica esclusiva. La Zee cipriota, va ricordato, non è proprio riconosciuta dalla Turchia.

­Anche la Russia, gigante energetico interessato all’esplorazione dei giacimenti di gas nel Mediterraneo orientale segue con “estrema preoccupazione” il blocco della nave Saipem 12000 nelle acque della Zee di Cirpo. Il governo di Nicosia ha ottimi rapporti con quello di Mosca e spera nell’intercessione del Cremlino per far desistere Erdogan dal proseguire in una provocazione che rischia di minare il già fragile equilibrio del Levante. Per la Russia è fondamentale avere l’area in una situazione stabile, dal momento che gli interessi sono enormi e i giacimenti di gas di tutto il bacino hanno un valore economico, politico e strategico che incide sensibilmente sugli equilibri geopolitici del Mediterraneo

Elizabeth Spehar, Rappresentante speciale del Segretario generale dell’Onu per Cipro, ha incontrato a Nicosia Anastasiades. “Sono state intraprese azioni molto mirate, che non possono essere rese pubbliche per non minare tali sforzi”, ha detto il portavoce del governo di Cipro, Nikos Christodoulides. “Le iniziative sono portate avanti a vari livelli, non solo a livello diplomatico”, ha aggiunto, “credo che le prossime 24 ore saranno decisive”. Una preoccupazione confermata anche da Jean-Claude Juncker.

Cipro intende continuare le previste trivellazioni in mare alla ricerca di idrocarburi nella sua Zona economica esclusiva, nonostante la dura opposizione della Turchia e della comunità turco-cipriota. Lo ha ribadito il presidente Nikos Anastasiadis, in una nota diffusa dopo che ieri le autorità di Ankara hanno deciso di prolungare fino al prossimo 10 marzo il divieto di navigazione nell'area marittima a largo della costa sudorientale di Cipro, designata da Nicosia per le attività di trivellazione della nave Saipem 12000 noleggiata dall'Eni.

Nel messaggio, Anastasiadis invita però la Turchia e la comunità turco-cipriota a un ritorno al tavolo negoziale per risolvere i contrasti.

Nei giorni scorsi, fonti del governo di Nicosia avevano sostenuto che la Saipem 12000 non sarebbe potuta restare in attesa nell'area in caso di estensione del blocco navale turco, perché tra l'altro impegnata in ulteriori attività programmate al largo del Marocco nel mese di marzo.

In base a stime degli operatori del settore, inoltre, i costi di noleggio della nave possono arrivare a mezzo milione di euro al giorno. Le previste perforazioni esplorative della Saipem 12000 nel sito di Cuttlefish nel blocco 3 della 'Zona economica esclusiva' di Cipro hanno una durata stimata in 20-25 giorni. La nave è bloccata dal 9 febbraio a circa 50 km dalla sua destinazione.

I servizi segreti non hanno dubbi: la minaccia terroristica resta "attuale e concreta per l'Italia, non solo in ragione del ruolo di rilievo che il nostro Paese da sempre occupa nell'immaginario e nella narrativa jihadista, ma anche per la presenza sul territorio nazionale di soggetti radicalizzati o comunque esposti a processi di radicalizzazione".

Il 2017 ha segnato il ridimensionamento territoriale del Califfato, che però "potrebbe essere ancora in grado di colpire l'Occidente, ed in particolare l'Europa, con attacchi complessi ad opera di cellule ben addestrate". E' quanto emerge dalla relazione annuale dell'intelligence presentata oggi a Palazzo Chigi.

"Quale effetto delle perdite subìte nella roccaforte siro-irachena - evidenzia la relazione - Daesh ha potenziato la propria azione di propaganda a sostegno del jihad individuale, invitando i sostenitori a intensificare ulteriormente gli attacchi sia in Syrak che in altre aree geografiche. Questi appelli hanno provocato iniziative che hanno interessato in modo rilevante anche l'Europa e, più in generale,obiettivi occidentali". I servizi segnalano inoltre la pericolosità di al Qaeda, determinata a riappropriarsi del ruolo di protagonista sulla scena jihadista e ricordano che nel 2017 ci sono stati 18 attacchi terroristici in Europa, la maggioranza in Francia (7) e Regno Unito (5).

Il Paese è infatti "oggetto dell'attività propagandistica ostile di Daesh e continuano ad essere presenti nel suo territorio soggetti radicalizzati - tra i quali 'islamonauti' italofoni - o comunque esposti a processi di radicalizzazione". Lo rileva la relazione annuale dell'intelligence presentata oggi. In particolare, viene segnalato "il pericolo rappresentato dagli estremisti homegrown, mossi da motivazioni e spinte autonome o pilotati da 'registi del terrore'". 

Si legge nella relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza 2017 dei Servizi di sicurezza italiani. "Particolare attenzione" è stata riservata "al fenomeno dei foreign fighters (specie occidentali, europei inclusi) che negli anni scorsi hanno aderito al jihad raggiungendo i teatri di conflitto, in relazione al concreto rischio di un ''effetto blowback'', ovvero alla possibilità che, una volta rientrati nei Paesi d'origine, essi decidano di passare all'azione".

Più in generale, sottolineano gli 007, "permane alto il livello della minaccia diffusa e puntiforme, e per ciò stesso tanto più imprevedibile". In particolare si fa riferimento "al pericolo rappresentato dagli estremisti homegrown, mossi da motiva
zioni e spinte autonome o pilotati da 'registi del terrore'". Quanto ai foreign fighters, "si è assistito, più che ad un loro ritorno di massa nei Paesi di provenienza, al loro ridispiegamento in altri teatri. È, tuttavia, possibile - viene rilevato - che aliquote di mujahidin ''europei'' cerchino di rientrare illegalmente nel Continente, servendosi per lo più di documenti falsi e sfruttando filiere parentali e reti logistiche".

Il calo di sbarchi dalla Libia, proseguono i Servizi, "ha visto determinarsi, in parallelo, nuove dinamiche, fra cui il rinnovato utilizzo della direttrice del Mediterraneo occidentale". Il nuovo scenario vede "un aumento sia degli approdi sulle sponde meridionali della Spagna di flussi provenienti dal Marocco, sia dei tentativi di sfondamento delle barriere terrestri a Ceuta e Melilla; l’arrivo in Sicilia, prevalentemente nell’Agrigentino e nel Trapanese, di un cospicuo numero di migranti nordafricani, per lo più tunisini, trasferiti in piccoli gruppi a bordo di barchini in legno; una crescita del flusso migratorio dall’Algeria in direzione delle coste sud-occidentali della Sardegna". "Rispetto agli arrivi dalla Libia - avvertono pero gli 007 - quelli originati dalla Tunisia e dall’Algeria sono entrambi essenzialmente autoctoni e prevedono sbarchi 'occulti', effettuati sottocosta per eludere la sorveglianza marittima aumentando con ciò, di fatto, la possibilità di infiltrazione di elementi criminali e terroristici".

Oltre alle presenza di radicalizzati sul territorio, i servizi ricordano anche il "ruolo di rilievo che il nostro Paese da sempre occupa nell'immaginario e nella narrativa jihadista". La relazione cita poi due casi "emblematici della forza persuasiva della propaganda jihadista, in grado di innescare derive violente in persone apparentemente integrate ma in realtà preda di instabilità emotiva e dissociazione identitaria o religiosa": quello dell'italo-marocchino membro del commando responsabile degli attacchi di Londra del 3 giugno e quello dell'italo-tunisino che il 18 maggio a Milano ha aggredito un poliziotto nella stazione centrale. 

Attenzione particolare viene riservata al fenomeno dei foreign fighters (la stima indica in 129 il numero di quelle che hanno avuto a che fare con l'Italia). Nel 2017 non si sono tuttavia registrate nuove partenze dal territorio nazionale verso i teatri di guerra. Gli 007 segnalano poi la propaganda ostile di Daesh che pubblica messaggi ostili anche in italiano e parla di "pressione di natura istigatoria", che ha "continuato a coniugarsi con l'attivismo di 'islamonauti' italofoni e di italiani radicalizzati impegnati a diversi livelli: dal proselitismo di base a più significativi contatti con omologhi e militanti attivi all'estero, compresi foreign fighters e soggetti espulsi dall'Italia per motivi di sicurezza". L'intelligence rileva infine che i processi di radicalizzazione, oltre che sul web avvengono in circuiti familiari di difficile penetrazione, in centri di aggregazione e nelle carceri, "fertile terreno di coltura per il virus jihadista, diffuso da estremisti in stato di detenzione".

La destra radicale dimostra "un dinamismo crescente - rilevano gli 007 - con la nascita di nuove sigle cui aderiscono soprattutto fasce giovanili". Dinamiche "il cui potenziale impatto sulla coesione sociale non deve essere sottovalutato: le tensioni legate alla gestione dei flussi migratori e ai pro cessi di integrazione rappresentano una piattaforma che la destra oltranzista può strumentalizzare anche per propagare messaggi che, rivolti specialmente agli attivisti di nuova generazione, tendono ad accentuare la diffidenza e l’intolleranza nei confronti del ’diversò, con il rischio di derive xenofobe". 

"Queste formazioni - si legge nel documento dei Servizi - per accrescere il proprio seguito, cavalcano situazioni di disagio sociale legate soprattutto alle problematiche abitative e occupazionali, promuovendo iniziative propagandistiche, provocatorie (anche all’insegna del nostalgismo fascista) e di contestazione. Nonostante la frammentazione cronica dell’area, derivante da personalismi e competizioni interne, si sono tuttavia verificati momenti di convergenza tra componenti diverse: in particolare in occasione delle tradizionali celebrazioni in onore di militanti deceduti e, in alcuni contesti territoriali, nelle prese di posizione comuni per contrastare le politiche governative in tema di immigrazione, ritenute responsabili di una progressiva ’sostituzione etnicà e causa di un aumento della delinquenza, specie nelle periferie metropolitane".

Nel 2017 in una Italia si segnala "la maggiore permeabilità di alcune aziende nazionali, di rilevanza strategica o ad elevato contenuto tecnologico, rispetto a manovre esterne indirizzate ad acquisirne il controllo". Sono andate infatti "intensificandosi le manovre di attori esteri - sospettati di operare in raccordo con i rispettivi apparati intelligence - attivi nel perseguimento di strategie finalizzate ad occupare spazi crescenti di mercato anche attraverso pratiche scorrette, rapporti lobbistici, esautoramento o avvicendamento preordinato di manager e tecnici italiani, nonché ingerenze di carattere spionistico per l'acquisizione indebita di dati sensibili. E' stata riservata un'attenzione specifica al presidio dei settori strategici delle telecomunicazioni, dei servizi informatici e della difesa, tutelati dalla normativa in materia di golden power cui il Governo, nel 2017, ha più volte fatto ricorso, estendendone, altresì, il perimetro di applicazione".

 

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI