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Giovedì, 21 Giugno 2018

Non è ancora passata una settimana dallo sbarco dei migranti della nave "Aquarius" nel porto iberico di Valencia che già uno dei più importanti sindacati della polizia spagnola chiede al Governo di Madrid di mettere fuori legge le ong che portano in Europa gli immigrati irregolari

La proposta parte dall'Alternativa Sindical de Policia, secondo cui per il codice penale le associazioni non governative che portano gli immigrati nel Vecchio continente dovrebbero essere processati alla stregua degli scafisti. Inoltre l'Asp contesta l'utilizzo del termine "salvare" i migranti in mare, contestando che si tratta piuttosto di un trasporto e guardando con preoccupazione al milione di persone che sarebbe pronto a salpare dalle coste del Nordafrica.

I sindacalisti delle Forze dell'ordine chiedono invece che le operazioni di pattugliamento in mare siano affidate esclusivamente alle navi della marina militare, della polizia o della guardia costiera. Per gli equipaggi e per i responsabili delle ong, invece, esigono l'introduzione di pene severe, appellandosi all'articolo 318 bis del codice penale spagnolo, secondo cui, sia pur con l'eccezione per gli interventi umanitari, "tutte le persone o le organizzazioni che aiutano persone provenienti da Paesi terzi a entrare nel territorio dell'UE violando la legislazione di ingresso saranno gli autori di un reato contro i cittadini stranieri".

Angela Merkel, parlando al Museo della Storia di Berlino nella Giornata Mondiale dei Rifugiati. La leader tedesca ha ricordato che "si tratta di persone", sostenendo che bisogna "cercare di bloccare i traffici illegali e arrivare a una migrazione legale". E ancora: "Bisogna impegnarsi per le cose per cui vale la pena e io credo che la decisione presa quattro anni fa sia importante". E ha ricordato lo sforzo e l'impegno degli "sfollati interni tedeschi per formare la Repubblica", una "nostra responsabilità per il futuro".

Intanto, domenica a Bruxelles ci sarà un minivertice straordinario sul tema in vista del Consiglio Ue del 28 e 29 giugno. Al summit parteciperanno Italia, Francia, Germania, Spagna, Grecia, Bulgaria e Austria. Ci sarebbe Berlino dietro alla decisione della Commissione di convocare il mini-vertice. La richiesta di convocare un incontro informale - secondo quanto appreso dall'AGI a Bruxelles - sarebbe stata avanzata dalla Germania, dove è in corso uno scontro tra la cancelliera Angela Merkel e il suo ministro dell'Interno, Horst Seehofer, sulla possibilità di respingere alla frontiera i richiedenti asilo entrati nell'Ue da un altro Stato membro. Il mini-vertice infatti, dovrebbe essere dedicato in particolare alla questione dei movimenti secondari, ovvero gli spostamenti dei richiedenti asilo tra i vari stati della Ue.

La comunicazione urgente su carta intestata del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti spedita dal Centro di soccorso della Guardia costiera di Roma ai maltesi dimostra che il governo de La Valletta ha fatto come sempre orecchie da mercante rifiutando lo sbarco dei migranti. Lo stesso premier Joseph Muscat ha mentito dichiarando che «non risulta» una richiesta di approdo italiana.

Il documento in mano al Giornale dimostra il contrario. Il 10 giugno l'Mrcc, il centro di soccorso della Guardia costiera, invia il fax urgente alla controparte maltese. «Cari signori, vi informiamo che la motonave Aquarius ora all'interno delle acque di ricerca e soccorso di Malta è stata coinvolta il 9 giugno in sei casi di soccorso e ha a bordo circa 700 persone», si legge nelle prime righe. Roma fornisce l'esatta posizione dell'unità con tanto di latitudine e longitudine. E poi aggiunge, per sottolineare che La Valletta è il porto sicuro più vicino, che la nave delle Ong Sos Mediterranee ed Msf dista «64 miglia da Malta, 99 da Lampedusa e 121 dalle coste meridionali siciliane».

Gli italiani fanno presente ai maltesi che a bordo ci sono migranti in «cattive condizioni di salute oltre a donne e bambini». E «per la loro sicurezza» l'Italia chiede secondo «il capitolo 3 della convenzione di Amburgo» che impone la collaborazione fra Stati nel soccorso in mare di «sbarcarli a Malta».

Da La Valletta fanno i furbetti e neppure rispondono lasciando che l'ondata buonista si scagli contro il «fascista» Salvini, ministro dell'Interno che dice no all'attracco dell'Aquarius in Italia. E nessuno critica Malta. Il bello è che pure l'Ong che ha i suoi medici a bordo della nave in un comunicato del 12 giugno scrive: «Per Msf l'opzione migliore è sbarcare al più presto le persone soccorse nel porto sicuro più vicino, a Malta o in Italia».

Siamo di fronte ad una “catastrofe” migratoria “simile a quella del 2015” (…) “non possiamo aspettare”… l’elaborazione di una risposta comune da parte dell’Unione europea.

Sono queste le parole affermate dal Cancelliere austriaco Sebastian Kurz nell’incontro di oggi a Linz con il ministro-presidente della Baviera, Markus Soeder.

Il vertice tra Kurz, alla guida di un'alleanza di governo con l'estrema destra, e Soeder, esponente dei cristiano-sociali tedeschi, vede il sodalizio di due pensieri comuni sull’urgente questione della gestione dei migranti, soprattutto in questo periodo estivo. E’ notizia, infatti, di pochi giorni fa che sarebbero pronti a salpare dalla Libia circa 52mila migranti provenienti da Siria, Sudan, Palestina ed Eritrea.

Kurz sostiene di essere stato uno degli artefici della chiusura della cosiddetta rotta balcanica ai migranti all’inizio del 2016 quando era ministro austriaco degli Affari Esteri.

"Coloro che hanno aperto i confini nel 2015 sono responsabili del fatto che oggi esistono confini tra Austria e Baviera, tra Ungheria e Austria, tra Italia e Austria. La situazione potrebbe anche peggiorare", ha asserito riferendosi al crescente numero di migranti arrivato in Europa negli ultimi tre anni.

 

È rimasto inascoltato l'appello del premier Giuseppe Conte che proprio qualche giorno fa aveva chiesto una linea più morbida su Mosca: "Saremo fautori di una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa", aveva detto il presidente del Consiglio. Insomma il braccio di ferro tra l'Ue e Mosca prosegue. Ma il fronte europeo potrebbe spaccarsi come già accaduto al G7

Nonostante la posizione del governo italiano che ha chiesto una riapertura del dialogo per revocare le sanzioni contro Mosca, arriva la decisione di Bruxelles che complica sempre di più i rapporti tra Ue e Cremlino. L'Unione Europea ha infatti deciso l'estensione per un anno delle sanzioni fino al 23 giugno del 2019. Le misure di fatto verranno applicate a tutte le persone e le società residenti nell'Unione europea con il divieto di import di prodotti della Crimea o di Sebastopoli.

Intanto la questione migranti costituirà una parte della bilaterale di oggi fra Angela Merkel e Giuseppe Conte a Berlino, ma certamente non l'unico tema. Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert, rispondendo a una domanda alla conferenza stampa di governo. La cancelliera è "lieta di incontrare Conte dopo il primo colloquio al G7 in Canada" e con lui affronterà "una serie di temi", fra cui "le questioni economiche dell'eurozona e disoccupazione". Certamente i migranti saranno parte importante del colloquio, ha aggiunto.

Matteo Salvini fa sul serio. Dopo il blocco dei porti alle Ong blinderà le coste italiane, mantenendo la parola data: «La pacchia è finita davvero».«Marina militare e Guardia costiera continueranno a salvare vite come hanno fatto meritoriamente fino a oggi, ma poi ragionerò coi ministri Toninelli e Trenta, che ne hanno competenza e con i quali sto lavorando benissimo, sul fatto che è giusto salvare vite, però non sta scritto sulla Bibbia che dobbiamo essere gli unici a girare per tutto il Mediterraneo». 

E prosegue le sue dichiarazioni al quotidiano il giornale : «Ci sono i libici, i tunisini, i maltesi, i francesi, gli spagnoli, i greci, le navi della forza europea Themis e spererei ci fossero anche quelle della Nato e quindi sono orgoglioso di quello che hanno fatto i nostri uomini della Marina e della Guardia costiera, però - specifica - una volta fatta chiarezza sul ruolo delle Ong, anche noi dovremo essere più attenti e vicini al nostro territorio, per cui chiederò ai colleghi di tenere i nostri uomini e le nostre navi più vicini alle nostre coste». Insomma, l'intenzione è che gli assetti italiani non si spingano più fino alla zona Sar.

Salvini annuncia, peraltro, un suo imminente viaggio in Libia. «Ci andrò a brevissimo racconta -, per confermare l'amicizia tra i due Paesi e una collaborazione economica per investire in strade, infrastrutture, ospedali e altro, ma anche per ribadire il ruolo di Marina e Guardia costiera libiche, perché noi non andiamo come i francesi a dare lezioni o a colonizzare, ma a dare il nostro supporto». 

E poi l'attacco ai vicini d'Oltralpe: «Sicuramente bisogna dare una mano, però secondo me Macron e i francesi sbagliano quando vanno in casa altrui a fissare date di elezioni, rischiando di complicare la situazione anziché agevolarla. Andremo rispettosamente non solo in Libia, ma lavorerò anche con il collega degli Esteri per Tunisia ed Egitto».

Per il ministro «siamo solo all'inizio. Non sono qua a festeggiare spiega -, sarà un percorso lungo e difficile, ma son contento di aver dato un segnale di orgoglio e dignità a nome del popolo italiano». Se gli si chiede perché i predecessori non abbiano agito chiudendo i porti come ha fatto lui, risponde: «Perché c'è ancora quella parte di sinistra radical chic per cui l'Italia deve diventare un campo profughi».

Certo, Minniti ha ridotto gli sbarchi e Salvini glielo riconosce: «Ma puntiamo a migliorare - dice - Con il no alle Ong mi pare che questi abbiano gettato la maschera. Non sono generosi, cristiani, che salvano il prossimo, ma nascondono precisi interessi economici. Sono finanziati direttamente da persone come Soros che non vuole aiutare i bambini che scappano, ma creare nuovi schiavi...

Intanto l’assalto all’Italia continua: a pressione sale in tutte le acque affacciate sul Nord Africa. Nel canale di Sicilia nelle ultime 48 ore le navi della guardia costiera hanno recuperato 500 migranti su quattro imbarcazioni nel mar Libico, 118 dei quali erano stati raccolti da una nave mercantile che aveva poi proceduto al trasbordo.

A Lampedusa sono invece in arrivo le 42 persone che si trovavano su un gommone che si è rovesciato - provocando 12 vittime - e sono state salvate dalla nave Trenton della Marina degli Stati Uniti per la prima volta coinvolta in operazioni di questo tipo. Sabato, invece, era arrivata nel porto di Reggio Calabria la nave militare inglese «Protector», impiegata nell’operazione Frontex, con a bordo 46 migranti iracheni e pakistani, tra cui 27 uomini, nove donne e dieci minori. 

Un aumento degli sbarchi si registra anche in Spagna dove tra il 2014 e il 2018 a oggi sono sbarcati circa 56mila migranti, rispetto ai 640mila arrivati in Italia. Nella penisola iberica sono 57 le imbarcazioni arrivate nelle ultime ore, con 629 persone a bordo: cifre che non si vedevano dal 2014, quando in un solo giorno avevano raggiunto la costa spagnola 920 migranti a bordo di 94 imbarcazioni. Un evento che il ministro dell’Interno marocchino ha attribuito ad «alcune disfunzioni» nel controllo delle coste.

Venerdì coincideva con Eid al Fitr, la festa della fine del Ramadan, una delle feste più importanti per i musulmani, quando gli uffici, le aziende e i negozi chiudono, e presumibilmente si verifica un rilassamento anche della vigilanza operata dai servizi di polizia e di sicurezza. Politicamente se il Pd continua ad attaccare frontalmente la linea del governo con Marco Minniti che definisce la vicenda Aquarius «un azzardo politico e umanitario visto che non c’è una emergenza sbarchi», il centrodestra si mostra compatto a difesa della linea messa in campo dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Se Fratelli d’Italia insiste nel chiedere il blocco navale al largo delle coste libiche, Forza Italia invita ad allargare il raggio d’azione. «Arginare le Ong era una richiesta avanzata da Forza Italia nel 2017, perciò difendiamo le scelte di Salvini» dice Andrea Cangini. «Ma non vorrei che l’aver spostato l’attenzione sulle Ong impedisse di vedere che gli sbarchi dalla Libia continuano senza sosta: oltre 2000 immigrati solo l’ultima settimana».

È forse arrivato il momento che qualcuno lo dica, scrive Cristiano Puglisi  nel suo blog, ai signori della sinistra. Ragione di Stato e buoni sentimenti non vanno a braccetto. E non devono neppure andarci. Da chi governa ci si attendono altre qualità. Il saper leggere le sfide del presente e del futuro, ad esempio, e il saper prendere decisioni conseguenti. Impopolari talvolta, ma necessarie.

Tutta questa tiritera sulla bellezza dell’accoglienza, sul “restare umani“, sono cose che non riguardano la politica. Ne la gestione dello Stato. E comunque non riguardano gli italiani, che hanno ben altro cui pensare: secondo un rapporto Coldiretti nel 2017 sono stati 2,7 milioni i cittadini del bel Paese che si sono dovuti rivolgere alle mense dei poveri. Tra le categorie più deboli ci sono 455mila bambini sotto i 15 anni, quasi 200mila anziani sopra i 65 anni e quasi 100mila senzatetto.

Eppure, prendendo a riferimento il periodo della passata legislatura, nonostante questo stato di cose, l’Italia ha consentito che sbarcasse sulle proprie coste, tra il 2013 è il 2018, un totale di circa 670mila migranti. In prospettiva una bomba sociale di povertà e miseria pronta a esplodere, visto che il sistema del ricollocamento non ha mai funzionato e visto che lo status di rifugiato è riconosciuto solo a una esigua minoranza (intorno al 5%, secondo alcuni dati). Una catastrofe. Una cattiveria nei confronti degli italiani poveri. Altro che generosità. Piuttosto autolesionismo.

Anche da un punto di vista finanziario si tratta di una evidente follia. Nel solo 2016 lo Stato italiano ha infatti speso 1,7 miliardi di Euro per l’accoglienza, per intenderci quasi il doppio della spesa per la sanità della Regione Basilicata. L’Unione europea, invece, ha contribuito con appena 8,1 milioni e dal Fondo asilo, migrazione ed integrazione (Fami) per 38,7 milioni. Una gestione bocciata da una recente relazione dalla Corte dei Conti.

 

 

 

L'incontro arriva dopo giorni di altissima tensione tra Roma e Parigi per i commenti da parte della Francia sulla vicenda Aquarius e la chiusura dei porti italiani. Il premier italiano ha portato sul tavolo del vertice bilaterale l'ipotesi di hotspot in Paesi del Nord Africa come Libia e Niger. Il nodo dei migranti di fatto resta al centro dell'incontro dopo le tensioni degli scorsi giorni legati al caso Aquarius e in vista del Consiglio europeo dei prossimi 28 e 29 giugno

Da parte italiana, secondo quanto si apprende, l'intenzione sarebbe di cercare di evitare le partenze dei migranti e così "evitare di far rischiare la vita alle persone". Sul tavolo del bilaterale anche la riforma del sistema di Dublino: Roma sottolinea che quello dell'immigrazione è un problema dell'Europa e non dell'Italia.

Ma poche ore dopo l incontro tra Macron e Conte le nuove misure saranno adottate dall'Eliseo per contrastare l'immigrazione clandestina gettano nuove ombre sulla Francia che non più di tre giorni fa faceva la morale a Matteo Salvini per non aver permesso alla nave Aquarius di attraccare in un porto italiano.

La notizia arriva da Ventimiglia e a metterla sotto la lente di ingrandimento è deputato di Forza Italia Giorgio Mulè riprendendo un articolo della Stampa : "Nella stazione ligure al confine tra Italia e Francia, la Sncf, società d'Oltralpe che gestisce il trasporto ferroviario, ha ingaggiato guardie armate di una società italiana per evitare che migranti irregolari salgano sui loro treni diretti in Francia".

"Questa notizia - attacca il portavoce dei parlamentari azzurri di Camera e Senato - dimostra l'inaffidabilità che i francesi ripongono sull'Italia e obbliga il nostro governo a un intervento immediato". Che i francesi non siano teneri con gli immigrati, lo si sapeva da un pezzo. Non da ultimo è arrivato il report di Oxfam con tanto di fotografie e video che dimostra le angherie e gli abusi dei poliziotti francesi sugli stranieri, in particolari quelli minorenni.Violenze che si consuma proprio al confine con l'Italia. Eh sì che era stato proprio Macron a denunciare "il cinismo e l'irresponsabilità del governo italiano", mentre il portavoce del suo partito aveva candidamente affermato che "la linea del governo italiano fa vomitare". Ora tra l'Eliseo e Palazzo Chigi è tornato il sereno. Ma il presidente francese dovrà, primo o poi, rendere conto dei respingimenti che continua a fare a Ventimiglia.

Come riporta anche Mulè, i francesi hanno assunto una schiera di "sceriffi" per presidiare "le banchine nella stazione di Ventimiglia da dove partono i convogli diretti a Cannes e Grasse svolgendo di fatto i compiti di una polizia parallela o di complemento rispetto a quella Italiana". "In breve - continua il portavoce azzurro - per evitare 'invasioni' intollerabili come quella avvenuta poco tempo fa a Bardonecchia, la Francia ha aggirato l'ostacolo dotandosi di una polizia privata, una sorta di mini Legione straniera, che agisce per sopperire alle carenze dei nostri controlli"

Teatro delle violenze è la frontiera di Ventimiglia. Nel dossier dal titolo "Se questa è Europa", diffuso oggi da Oxfam, Diaconia Valdese e Asgi, organizzazione che lavorano a Ventimiglia per prestare soccorso ai migranti bloccati in città, emergono le testimonianze dei migranti che ogni giorno provano ad attraversare la frontiera.

Nel rapporto si legge che l'intervento ormai di prassi della polizia francese comporta, prima ancora del respingimento in Italia, in violazione delle norme europee e francesi, il fermo dei minori, spesso la loro registrazione come maggiorenni, la falsificazione delle dichiarazioni sulla loro volontà di tornare indietro, la loro detenzione senza acqua, cibo o coperte, senza la possibilità di poter parlare con un tutore legale. I ragazzi raccontano anche di essere stati vittime di riprovevoli abusi verbali o fisici: il taglio delle suole delle scarpe e il furto di carte Sim

Intanto Matteo Salvini difende il Polizioto che e stato accoltelato : "Non mi permetto di commentare una mamma che perde il figlio. Se il figlio non avesse accoltellato una due tre quattro cinque sei volte una persona che sta facendo il suo lavoro oggi sarebbe vivo e vegeto su questa terra. Capisco il dolore della mamma però sono sono al fianco degli indossa una divisa in questo caso ha fatto solo e soltanto il suo dovere": Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini al termine della sua visita al poliziotto ferito mentre sottoponeva a tso un giovane sudamericano che è stato ucciso. Il ministro ha detto di aver portato al poliziotto ferito "l'affetto di 60 milioni di italiani. A lui, alla moglie e alla figlia".

Ci sono state "5 coltellate di cui due a pochi centimetri dal cuore, per cui è vivo grazie al buon Dio e grazie al collega che ha fatto l'unica cosa che poteva fare, difenderlo dall'assalto di quel ragazzo", ha sottolineato Salvini. "E' chiaro che quando c'è una morte non è mai una buona notizia, però spero che torni presto con la sua famiglia".

"Ero disponibile a incontrare i parenti del defunto che hanno però fatto altre scelte, che non giudico. Non mi permetto di giudicare una mamma che ha perso il figlio, per una mamma che ha perso il figlio non posso che pregare". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini a Genova commentando la vicenda dell'ecuadoriano di 20 anni ucciso domenica in casa sua. Salvini, in Prefettura, ha incontrato anche l'agente che ha sparato per difendere il collega uccidendo il giovane ecudoriano Jefferson Tomalà. "Spero di incontrare presto il poliziotto ferito sul posto di lavoro. Ha ricevuto sei coltellate, di cui due a un centimetro dal cuore. E' vivo solo grazie al collega e a Dio".

 

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