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Giovedì, 22 Aprile 2021

Da Caltagirone parte un messaggio di speranza per il futuro dell’agricoltura nostrana. E’ quello lanciato attraverso una significativa realtà del territorio, in breve tempo fattasi strada al punto da conquistare, per il terzo anno consecutivo, in occasione della quarta edizione del premio nazionale “Miglior olio di semi di canapa” svoltosi a Frattamaggiore (Napoli) ma, per via delle ristrettezze legate al Covid, tradottosi in un evento in streaming, il riconoscimento per la produzione della migliore canapa industriale. Si tratta del Molino Crisafulli, la società cooperativa presieduta da Giuseppe Sammartino, agronomo 37enne, formata pure dal fratello Francesco, ingegnere di 41, e portata avanti grazie anche all’impegno del padre, Gaetano.

Il sindaco Gino Ioppolo, che già in passato ha visitato sia i luoghi di produzione della cooperativa, nelle contrade Tempio e Selvaggio, che di trasformazione del seme in olio, rivolge loro “un plauso convinto per avere avviato e proseguito, con intelligenza e determinazione, un percorso imprenditoriale che apre nuove prospettive economiche alla città e al territorio e che costituisce un positivo esempio da seguire”.

La decisione della famiglia Sammartino di intraprendere questa strada – il Molino Crisafulli produce con la canapa olio, farina, pasta e birra - è nata da un’idea di Francesco, per 12 anni ingegnere civile a Milano: La prima semina e la prima raccolta risalgono al 2016. Da allora è stata una rapida crescita e oggi la cooperativa, partita con un ettaro, ne coltiva più di una decina.

Il Molino Crisafulli ha in programma la partecipazione a un bando del Gal Kalat nell’ambito del Programma di sviluppo rurale (Prs), con qualificati partner (la Stazione sperimentale di Granicoltura con sede a Caltagirone, altra eccellenza siciliana) e la consulenza esterna del Crea di Acireale e di alcuni professori ordinari della Statale di Milano, per lo sviluppo e la ricerca legati alla canapa alimentare.

 

Le società sportive che utilizzano spazi pubblicitari per tabelloni o striscioni promozionali negli impianti sportivi comunali non dovranno pagare alcun canone di concessione, almeno fino al prossimo 30 giugno. Lo ha stabilito il consiglio comunale presieduto da Giuseppe Castiglione che nella seduta di ieri sera ha approvato la deliberazione della disciplina provvisoria per l’occupazione delle aree pubbliche a scopi pubblicitari presentata in aula dal vicensindaco e assessore alle finanze Roberto Bonaccorsi. La proposta di sostegno alle società sportive, già fortemente penalizzate dall’assenza di pubblico alle manifestazioni agonistiche e tra queste il Calcio Catania, è stata avanzata in un emendamento dei capigruppo di maggioranza del consiglio comunale, primo firmatario Luca Sangiorgio, (Salvo Pogliese sindaco-Una scelta d’amore per Catania), con il parere favorevole tecnico contabile. L’atto finale è stato votato con 18 voti favorevoli e 9 astenuti.

“Grazie a un’azione sinergica coi capigruppo e la maggioranza del consiglio comunale –ha detto il sindaco Salvo Pogliese, presente in aula durante i lavori dell’assemblea cittadina– riusciamo a dare un segnale importante e concreto al mondo dello sport che vive una condizione drammatica sotto il profilo economico e della sostenibilità gestionale delle società sportive professionistiche e dilettantistiche, che le restrizioni del Covid stanno mettendo in ginocchio. E’ una misura equilibrata e sostenibile che rilancia l’attività promozionale negli impianti sportivi del Comune o dati in godimento, che non dovranno pagare oneri concessori per l’utilizzo degli spazi per ricavare introiti dalla pubblicità”.

Durante la seduta del civico consesso, il capogruppo di “Grande Catania” Sebastiano Anastasi ha richiesto che l’aula fermasse i lavori per un minuto di silenzio in ricordo delle vittime delle foibe di cui ieri si è celebrata la giornata nazionale, proposta subito accettata dal presidente vicario Carmelo Nicotra che conduceva i lavori.

A seguire i lavori si sono interrotti per mancanza del numero legale su una mozione presentata dal consigliere Giovanni Grasso inerente la gestione pubblica degli spazi museali.      

 

Dichiarazione del presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa

“Mentre la politica si occupa della patrimoniale che non c’è (quella proposta da una parte del Pd e Leu), il prossimo 16 dicembre dovrà essere pagata la seconda rata 2020 della patrimoniale che c’è, vale a dire l’Imu.

Si tratta – lo ricordiamo a coloro i quali sembrano dimenticarlo – di un’imposta che pesa per ben 22 miliardi di euro l’anno e che colpisce le famiglie, il risparmio diffuso, la voglia di investire nell’Italia anziché indirizzare altrove i frutti del lavoro. Riguarda case, negozi, uffici, terreni. Dovrà pagarla anche chi ha l’immobile sfitto, chi lo ha inagibile, chi non riceve il canone da mesi, chi addirittura si è visto requisire l’abitazione o il locale dallo Stato attraverso il blocco degli sfratti.

In queste ore si susseguono dichiarazioni di esponenti della maggioranza di ferma contrarietà a qualsiasi ipotesi di patrimoniale. Coerenza vorrebbe che questa posizione fosse accompagnata da qualche riflessione sull’Imu, magari sulla scorta della proposta dell’opposizione di ridurla del 30 per cento. Invece, nulla, tutto tace. E il 16 dicembre la patrimoniale andrà pagata, chissà con quali soldi”.

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