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Martedì, 20 Febbraio 2018

Tre concerti diversi nello stile e nella forma ma con un unico denominatore comune: il desiderio di far scoprire la Sicilia attraverso una miscela vibrante di melodie che conduce lo spettatore a viaggiare in quella sicilianità senza tempo, originale e popolare. Così il Must Musco Teatro alza il sipario sulla rassegna di musica curata dal direttore artistico Giuseppe Dipasquale con la consulenza musicale di Pietro Carfì, Finisterre ed Erasmo Treglia. Nei prossimi appuntamenti saranno protagonisti sul palcoscenico Unavantaluna, Acquaragia Drom, Fui e Sono Eddie Redmount, che offriranno al grande pubblico la possibilità di ascoltare dal vivo nuovi brani e sonorità, e di divertirsi con performance musicali poliedriche.

Si inizia sabato 27 e domenica 28 gennaio, con Pietro Cernuto, Francesco Salvadore, Carmelo Cacciola e Luca Centamore: il loro ensemble Unavantaluna”, nato nel 2004, è forte delle comuni origini siciliane e della passione per le arti e le tradizioni di questa terra. Tarantelle, contraddanze e canti della tradizione marinara si alterneranno con composizioni originali, eseguite con strumenti arcaici e accompagnate da voci di impatto.

Secondo appuntamento, nel weekend 17-18 febbraio, con “Acquaragia Drom”, gruppo storico della musica popolare italiana che vanta all’attivo numerosi concerti in tutto il mondo e collaborazioni con grandi artisti, tra cui Piero Pelù (Acquasantissima), Cirque du Soleil (The Film), Eugene Hutz (Gogol Bordello). Tra saltarelli molisani e unza unza di stile balcanico, tra rock and rom, e lo swing dei Manouche di Reinhardt, il gruppo composto da Elia Ciricillo, Rita Tumminia, Erasmo Treglia, Marcus Colonna, Sandu Gruia Sandokan, apre un’autentica finestra sulle musiche gitane.

A marzo (sabato 17 e domenica 18 e a grande richiesta anche venerdì 16) toccherà a Fui e Sono Eddie Redmount”, di Mario Monterosso, con la regia di Greg, chiudere la rassegna musicale di MusT. Uno spettacolo che narra le vicende del catanese Eddie Redmount, figlio di pescatore e appassionato di musica blues e swing che, stanco della miseria siciliana del suo tempo, decide di emigrare negli USA in cerca di fortuna. I brani raccontano in musica le tappe di questo percorso di vita nella cornice temporale di fine anni ‘40. Dodici brani inediti (cui si aggiunge la cover Just because del 1929) scritti in una miscela di dialetto siciliano, americano e italiano, tipico degli emigrati italo-americani del dopoguerra. È previsto anche un happening dopo lo spettacolo.

Dare è più importante che ricevere. La FIDAPA Catanzaro ha dispensato regali e sorrisi ieri, martedì 12 dicembre, per i detenuti dell’Istituto penale minorile “Silvio Paternostro” di Catanzaro. Era stato preannunciato un calendario ricco di appuntamenti e attività sociali in prossimità delle festività natalizie: la Sezione ha inteso proporre, come da tradizione, la lodevole iniziativa promossa dalla socia Mariella Marino in accordo con il direttore dell’Istituto, il dottor Francesco Pellegrino, per trentatré ragazzi, di cui ventotto arrivati in Italia con i barconi, di età compresa tra i diciassette e i vent’anni.

In verità, sebbene si tratti di un evento che si rinnova annualmente, un turbinio di sensazioni forti che segnano l’animo, si scatena nell’entrare a contatto con un ambiente vissuto da ragazzi che non devono sentirsi soli, dimenticati, ultimi. Simbolicamente, il messaggio delle socie, con a capo la presidente, l’avvocato Costanza Santimone, porta speranza e conforto per giovani costretti a fare i conti i propri fantasmi, riflettendo su errori dai quali apprendere per risorgere a nuova vita e cercare riscatto nella società, da futuri uomini, senza dimenticare: è possibile dimenticare ciò che non ci sfiora, ma per il resto, il cuore conserva tutto. Anche pagine come quella che ha scritto la FIDAPA, in un pomeriggio prenatalizio.

Perchè il titolo La scena nel crimine? 

Leoncavallo intravide quasi 30 anni dopo, in un lontano delitto del 1865 avvenuto a Montalto Uffugo, la possibile scena di un melodramma. Quell'episodio vissuto da giovanetto, evidentemente, venne trattenuto dalla memoria. Da quí germinò Pagliacci.

Si dice in psicologia che la memoria è selettiva, trattiene ed a volte rinviene. Elimina gran quantitá di informazioni prive di senso che non vengono rielaborate. Si deteriora la traccia mnestica, i ricordi si cancellano col tempo, alcuni sono rimossi. Ma non tutti i ricordi si indeboliscono. Questo è quanto ritengo sia avvenuto con Leoncavallo che in qualche modo azionò la memoria di rievocazione richiamando in mente qualcosa a suo tempo immagazzinato. Ma anche la memoria episodica, di tipo biografico sulle specifiche esperienze personali e quella semantica, che attiene ai significati, agirono, è probabile, in quel flashback di lungo termine. La memoria semantica (il fatto, gli umori, il luogo) e quella a lungo termine possono pienamente applicarsi al Leoncavallo che rievoca frammenti del passato.

Nel compositore, davanti a Cavalleria Rusticana, nel 1890, scattò forse il "riconoscimento"  dell'imprinting pregresso, la messa a fuoco di immagini riposte in mente magari non classificate (ma anche del luogo Montalto) che lui rimodellò liberamente.

L'eco in famiglia di quel fatto di cronaca nera fu avvertita in modo forte?

Trattandosi del domestico, direi di si. Fu un omicidio in u n certo senso di vicinato. Il padre Vincenzo, che era pretore ed istruí inizialmente l'indagine, cedette il posto a un giudice supplente. Per terzietá, forse, essendo toccato in prima persona da quel caso la cui eco avrebbe investito la comunitá montaltese per più generazioni.

Gli atti processuali svelano la veritá?

Quella processuale coincide con la realtá fattuale. Ma la versione di Ruggiero manca.

Il piccolo non fu ascoltato.

Ma il libro, un saggio inchiesta storico/ musicale, è "doppio" ?

All'inizio si esamina il perchè del soggetto,e si è attorno al 1865, 

poi interviene il tema teatrale, il verismo, a fine 800.

Per proseguire per tutto il 900 fino ad oggi. Quindi la metodologia è storico-sociale e coinvolge aspetti musicali e teatrali. 

Nel libro si parla del processo ma un pò ovunque affiorano sono temi giuridici, il plagio, per esempio, ma anche criminologici, sul tipo di delitto, passionale o d'impeto.

A Montalto ci fu predeterminazione. La sentenza parla chiaro.

Il padre magistrato che ruolo ebbe nella vita di Leoncavallo?

Determinante, non c'è dubbio. Fu una presenza autorevole che si ritrovò a confrontarsi con vicende tragiche del proprio tempo.

E la madre?

Da lei il compositore ereditò la sensibilitá artistica e la passione per la musica.

Puccini, Mascagni...vi si parla dei rapporti con questi e altri operisti scrittori intellettuali letterati...

È una biografia , la sua , che vi si intreccia di continuo.

Si può raccontare la storia dell'opera attraverso una opera verista come Pagliacci?  In particolare i personaggi come Nedda Canio Silvio hanno un valore sempre attuale?

E' la tesi del volume: si racconta di un melodramma che ha attraversato la storia dell'opera. E i tipi sono "maschere" antropologiche universali. 

C'è una parte del libro dove si parla oltre che di Montalto, del Cilento e della costa tirrenica, Castellabate, Eboli, Sanza, Potenza, quest'ultima centralissima tappa negli anni di formazione e, in parallelo, nella biografia del padre Vincenzo.

Dai tipi ai topoi. I luoghi sono importanti nel delineare la figura di Leoncavallo. A questa direttrice tutta meridionale ovviamente poi si aggiunge il tassello Montalto.

Ma pensiamo anche a una mappatura biografica estesa e importante.

Estera:  Egitto Francia Germania Svizzera e anche USA.

E al nord italiano, Milano con la prima di Pagliacci, Bologna e Carducci, Montecatini. La Toscana... Esiste una geografia leoncavalliana! Da cui non si può prescindere per penetrare , diciamo cosi, nel personaggio e soprattutto , nella produzione artistica.

Parliamo del Sud.

Nella presentazione del libro, avvenuta al Museo Archeologico Provinciale di Potenza a cura della Associazione Leoncavallo diretta da Elena Sabatino in collaborazione con Franco Pascale per conto del Museo Leoncavallo di Montalto Uffugo, si è dibattuto ampiamente di questo tema. Si spera di poterlo approfondire in altre occasioni visto che fra due anni sará il centenario dalla morte del musicista. Sará un'ottima occasione per tutte le "location" leoncavalliane meridionali di riappropriarsi del "loro" Leoncavallo.

 

 

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