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Venerdì, 23 Febbraio 2018

Nella sala multimediale dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, si è tenuto recentemente un corso di formazione destinato agli Operatori sanitari di tutta la Regione Calabria afferenti ai Servizi di controllo preposti alla gestione delle allerte alimentari, dei mangimi e dei materiali  contatto con alimenti.

L’evento, che ha registrato  la partecipazione di n. 82  Operatori afferenti al Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione e Veterinari Area B e C di tutta la Regione, è stato organizzato dalla Task Force Veterinaria del Dipartimento Regionale Tutela della Salute e del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Azienda Sanitaria di Catanzaro, grazie anche al supporto tecnico-amministrativo  dell’Ufficio Acquisizione  Beni e Servizi della stessa ASP.

Nel corso delle due giornate formative i docenti, Dr. Mario Massaro e Dr.ssa Loredana Iuliano, del Servizio nazionale delle allerte alimentari, hanno brillantemente analizzato il nuovo sistema per la gestione delle Allerte, illustrandone le diverse applicazioni e i collegamenti con le normative Europee e le nuove disposizioni Ministeriali.

“Tutti i giorni - sottolinea il dott. Francesco Faragò, Direttore dell'unità operativa Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell'ASP di Catanzaro - ambito territoriale di Catanzaro - apprendiamo dai mass media informazioni in merito alla individuazione di prodotti alimentari dannosi per la salute umana, banditi dal consumo dalle Autorità sanitarie”. “Tutto ciò sta a significare – spiega il dott. Faragò - non solo che possono arrivare al commercio prodotti che mettono a rischio la salute della gente, ma anche che è vigente nella Comunità Europea  un sistema di tutela della salute particolarmente efficace  per individuare i prodotti non idonei, rintracciarli in tutti i punti vendita  ed escluderli velocemente dal commercio. Molto spesso ciò avviene prima ancora che gli alimenti non idonei fuoriescano  dagli stabilimenti di produzione.”

Questa organizzazione avanzata di tutela del consumatore è stata introdotta dal Regolamento Comunitario n. 178 del 2002 e prende il nome di sistema di Allarme Rapido per Alimenti e Mangimi (RASFF), una rete di comunicazioni che coinvolge tutti gli Stati membri della Comunità Europea, al fine di notificare in tempo reale i rischi diretti o indiretti per la salute pubblica connessi al consumo di alimenti, mangimi, materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti.

Il sistema succitato può funzionare efficacemente grazie all’obbligo della rintracciabilità dei prodotti alimentari e dei mangimi, anch’essa introdotta dal Regolamento 178/2002, e all’utilizzo di un sistema informatico che è sottoposto ad una revisione continua per migliorarne l’efficacia ed elevare sempre più il livello di tutela dei consumatori. La versione più aggiornata di detto sistema informatico prende il nome di “IRASFF” la cui corretta applicazione richiede una formazione   adeguata ed aggiornata  per il  personale degli  Organi di controllo preposti.

Il pomeriggio di lunedì 19 febbraio sport e musica entrano nel carcere di Catanzaro.

Presso la Casa Circondariale di Siano infatti una delegazione del Comune di Catanzaro ha consegnato ai detenuti delle divise sportive, a sostegno dell’attività svolta in Istituto: la squadra del carcere “Ugo Caridi” è iscritta da tempo ad un campionato di calcio amatoriale e settimanalmente gioca “in casa” le partite del calendario.

 Presenti il presidente del Consiglio Comunale Marco Polimeni, l’assessore alle politiche sociali Lea Concolino, i due consiglieri Luigi Levato e Giulia Procopio.

“Il legame con il territorio” ha affermato la direttrice della Casa Circondariale di Catanzaro, Angela Paravati “va rafforzato, perché il carcere deve essere anche un servizio sociale ed in un certo senso deve essere considerato dalla comunità cittadina come “un quartiere”  particolare, da coinvolgere comunque, in determinate iniziative, per favorire il reinserimento della popolazione detenuta: l’integrazione si realizza anche attraverso l’attività della raccolta differenziata e attraverso la tutela delle aree verdi, che stiamo cercando di portare avanti”. Il presidente Polimeni ha sottolineato la volontà del Comune di essere vicino a questa realtà per farla sentire “parte” della città di Catanzaro.

 Il Comune di Catanzaro ha patrocinato inoltre lo spettacolo musicale andato in scena nel pomeriggio, alla presenza della delegazione comunale, della polizia, di molti detenuti nonché  dell’Associazione Gadit, Guardie ambientali d’Italia, che ha sostenuto l’iniziativa, presente nelle persone del comandante Ronaldo Marra, del presidente Antonio Formisano e dell’ispettore Salvatore Nardini.

Note canzoni della musica italiana degli ultimi decenni, tra cui cover di brani di Fiorella Mannoia e di Mina, hanno riempito per qualche ora spazi in cui in genere il tempo è scandito da attività di studio e di lavoro, rigorosamente pianificate; se da un lato lo sport praticato in carcere riesce a portare per qualche ora le menti delle persone “fuori” dai confini dell’istituzione carceraria, allo stesso modo la musica riesce a portare “dentro” un po’ di ciò che è rimasto aldilà delle sbarre.

 

Uno spettacolo esilarante in vernacolo pugliese ha divertito il pubblico del teatro Grandinetti di Lamezia Terme, che ha assistito alla commedia in due atti “La banda degli onesti” di Antonello Avallone, con la regia di Silvano Picerno, nell'ambito della rassegna regionale “Vacantiandu”, organizzata dall'associazione culturale “I Vacantusi”, sotto la direzione artistica di Nicola Morelli e Diego Ruiz, e direzione amministrativa di Walter Vasta.
Una rivisitazione del famosissimo film di Totò, offerto però in chiave moderna: la banconota da 200 euro che devono stampare i tre protagonisti sventurati della banda rivela infatti l'attualità dell'ambientazione che, con ritmo elevato, rende lo spettacolo  accattivante e ricco di colpi di scena.
Una commedia leggera, che ha divertito molto il pubblico, soprattutto quando gli attori si sono lasciati andare al dialetto pugliese e quando hanno inserito nel loro copione passaggi legati alla vita cittadina di Lamezia Terme.
Bravi tutti gli attori sul palco, che con la loro verve e la loro mimica perfetta, sono riusciti a tenere sempre alto il ritmo in scena. 

Tutto ruota intorno al portiere morto di fame di nome
Antonio, interpretato da un bravissimo Silvano Picerno, che ha ereditato l’occorrente per fabbricare biglietti da 200 euro da un ex incisore della Zecca. Così, l'uomo convince il tipografo Giuseppe Lo Turco, magistralmente interpretato da Leo Coviello, e il pittore Tommaso Cardoni, interpretato dal bravissimo e promettente Giorgio Zuccaro, ad aiutarlo a fabbricare le banconote. Dopo diversi tentativi di convincimento, soprattutto per necessità impellenti dei tre “amici”, il portiere, il tipografo e il pittore si recano nella bottega del tipografo e iniziano a stampare le prime banconote da 200 euro. I tre non riescono però subito a “piazzare” i soldi falsi, perchè la loro onestà tenta di prevalere sulla disonestà. Alla fine, è toccato ad Antonio spacciare la prima ed unica banconota falsa, utilizzata per acquistare una schiuma da barba in una tabaccheria. Ma appena torna a casa, il portiere scopre che suo figlio Michele (interpretato da Pasquale Ceglie), che è finanziere, è stato trasferito dal Veneto proprio nella sua città e a lui è stato affidato l'incarico di trovare la banda di falsari presente in città. Ecco perchè alla fine, Antonio convince i suoi complici a desistere dall'impresa e non spacciare più banconote false. Anche se in realtà, nessuno dei tre del gruppo era riuscito a mettere a segno questo intento di spacciare soldi falsi, in quanto la loro onestà è prevalsa su tutto. In carcere è invece finita un'altra banda di falsari, che operava prima di loro e in modo più capillare. Il tutto, arricchito dalla superba interpretazione di altri due personaggi, che hanno resto ancora più divertente la commedia: il ragioniere Matera (interpretato da Michele Santomassimo) e Olga (interpretata da  Antonella Macella) moglie tedesca del portiere.

Più che l’inaugurazione di una semplice sede, quella di oggi per Confagricoltura Catanzaro ha rappresentato una vera e propria conquista “sul campo”: «Per prima cosa non è stato facile acquistare lo stabile e in secondo luogo è stato ancora più difficile uscire dall’empasse economica che questo ci ha comportato. Ma ce l’abbiamo fatta». Con queste parole il Presidente di Confagricoltura Catanzaro Walter Placida ha aperto la conferenza stampa della cerimonia d’inaugurazione dei nuovi uffici della sede provinciale di Confagricoltura siti in via L.Marsico 28 a Catanzaro. L’evento è stato l’occasione per intitolare la Sala di Presidenza alla memoria di Mary Cefaly, imprenditrice agricola del lametino, una tra le prime donne calabresi ad essersi distinta per intraprendenza e lungimiranza nel settore, al punto di fare della propria cooperativa la migliore della regione. Quella di Mary Cefaly è una storia poco conosciuta e prima di oggi nessun altro in Calabria aveva pensato di darle un riconoscimento. «Mary Cefaly era un’imprenditrice avveduta, una che guardava al futuro, e noi di agricoltori e di agricoltrici come lei continuiamo ad averne tanti, e questa esperienza di Confagricoltura Catanzaro, con questa sua nuova sede ne è la dimostrazione. Le idee ci sono, manca il contesto su cui far produrre e valorizzare queste idee: dobbiamo ricostruire l’Italia e c’è bisogno che questo le istituzioni lo capiscano e dobbiamo far sì che l’agricoltura resti l’elemento centrale dell’economia nazionale» ha dichiarato il Presidente Nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti che ha presenziato la cerimonia assieme al Direttore Generale Franco Postorino, al Presidente di Confagricoltura Calabria Alberto Statti, a Walter Placida ed al Governatore Mario Oliverio per il quale: «Confagricoltura è un’organizzazione che svolge un ruolo importante nella nostra regione e devo dire che grazie a loro nel corso di questi anni abbiamo potuto mettere in atto gli attuali programmi di sviluppo del comparto agricolo».

La manifestazione è stata l’occasione per far un po’ il punto della situazione per un settore, quello agricolo, la cui crescita è vera e dichiarata ma che presenta ancora molte problematicità «che siamo pronti ad affrontare con chiarezza e buon senso, rivolgendoci sempre e solo alle persone politicamente competenti, perché le organizzazioni di categoria devono essere rappresentate da persone che antepongono gli interessi delle aziende a quelli personali e non devono essere un contenitore di poltrone» ha detto Giansanti.

Tra le presenze da segnalare anche quella del primo cittadino catanzarese Sergio Abramo che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza dell’agriocoltura e auspicato una maggiore collaborazione tra le istituzioni preposte allo sviluppo del settore primario. Nel parterre anche il vicepresidente nazionale di Confagricoltura Nicola Cilento, il consigliere regionale con delega all’agricoltura Mauro D’Acri, il consigliere regionale Arturo Bova, il Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro Daniele Rossi, il Direttore di Arcea Maurizio Nicolai, il Direttore Generale del Dipartimento regionale dell’agricoltura Carmelo Salvino e molti altri tra dirigenti e funzionari.

Nei giorni scorsi a Lamezia Terme presso il Gran Hotel, si è riunito  il coordinamento regionale  del PVU, Partito Valore Umano, partito nato a novembre scorso e presente in tutte le province italiane, alla presenza del coordinatore nazionale Pasquale Ruga, e alcuni delegati calabresi, individuati dalla direzione nazionale. Nell’occasione è stata ufficializzata la nomina del coordinatore regionale,  nella persona dell’imprenditore crotonese Franco Iona. Nei primi giorni dell’anno il coordinatore Franco Iona, in sintonia con la direzione nazionale, ed ai Referenti Calabresi,  provvederà ad ufficializzare i componenti  il Direttivo regionale, i coordinatori provinciali e i Coordinatori delle principali città calabre. Questo nuovo partito si pone l’ambizioso obiettivo di ridare  dignità al territorio calabrese, e riconquistare la  fiducia dei cittadini ormai sempre più lontani dalla politica attiva. Meritocrazia e territorio saranno i pilastri programmatici.

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