Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Mercoledì, 28 Giugno 2017

Un concorso su Aristotele che ha coinvolto gli studenti di tre licei classici romani e alla fine porterà i vincitori a Stagira, la città natale di Aristotele in Calcidica, si è concluso ieri con la cerimonia di premiazione. Il concorso "In viaggio con Aristotele" è stato organizzato dall’Ambasciata di Grecia, in occasione dell'Anno di Aristotele, in collaborazione con il Centro Interdisciplinare di Studi Aristotelici dell'Università di Salonicco ed i Licei Classici "E.Q. Visconti", "Giulio Cesare" e "Virgilio". 

Gli studenti dei tre licei romani sono stati chiamati a scegliere una citazione di Aristotele ed evidenziarne l'attualità per il mondo contemporaneo, attraverso testi, immagini, poesie, video ecc. Quaranta tre studenti hanno consegnato elaborati per rilevare la risonanza diacronica degli insegnamenti del grande filosofo. I loro elaborati sono stati votati online e valutati da una giuria composta dall’Ambasciatore di Grecia in Italia Themistoklis Demiris, dal Professore Louis Godart, Consigliere del Presidente della Repubblica Italiana S. Mattarella, e dal Presidente del Centro di Studi Aristotelici di Salonicco, Prof.ssa Dimitra Sfendoni-Mentzou. 

La cerimonia di premiazione si è tenuta ieri presso l’Aula Magna del Liceo Visconti, alla presenza degli studenti partecipanti, docenti e genitori. Il premio, un viaggio a Stagira, la città natale di Aristotele, finanziato dall’Ente di Turismo della Calcidica, è andato a due studenti del Liceo Visconti. I vincitori hanno realizzato un video ispirato alla citazione aristotelica "Senza amici, nessuno potrebbe desiderare di vivere, pur avendo in possesso tutti i beni". Adesso, i due studenti avranno l’opportunità di andare in Grecia e scoprire la terra natale di uno dei padri del pensiero occidentale. Perché, come ha sottolineato l’Ambasciatore Demiris consegnando il premio, “in qualche modo siamo tutti figli di Aristotele”.

Taglio del nastro, a Palermo, di una residenza universitaria sul modello dei college americani. Si chiama Camplus College ed è stata inaugurata lunedì mattina nel quartiere Albergheria, in via dei Benedettini 5. La struttura, realizzata dalla Fondazione Ceur, Centro Europeo Università e Ricerca, riconosciuta legalmente dal Miur,è l’undicesima sede italiana e la seconda in Sicilia dopo Catania. La nuova sede di Palermo, che conta 110 posti letto distribuiti su tre piani, ospita, per l’85%, studenti che usufruiscono di una borsa di studio. Camplus College Palermo si trova a 600 metri dalla cittadella universitaria, ben collegato con le principali sedi universitarie decentrate. La stazione centrale è a 15 minuti a piedi, mentre la fermata della metropolitana dista 500 metri. Le camere, singole e doppie, sono completamente arredate.

All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il Rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, il Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Davide Faraone, e il Fondatore e Ceo di Camplus, Maurizio Carvelli.

“La struttura, ospitata all’interno di un edificio settecentesco interamente ristrutturato – ha spiegato il Fondatore e Ceo di Camplus, Maurizio Carvelli - è caratterizzata da un elevato livello residenziale e qualitativo. Gli studenti che vi sono ospitati hanno la possibilità, inoltre, di usufruire di un importante servizio di community, orientamento e formazione che consente loro di collegarsi ai network di studenti e aziende che abbiamo in tutta Italia e di potere essere supportati da una direzione composta da direttori, responsabili formativi di community e responsabili careers service e di una rete di oltre 500 tutor specializzati che li sostiene nelle loro scelte e li indirizza per la vita futura”.

In Camplus College sono fondamentali le relazioni che si creano all’interno delle strutture, è per questo che sono statirealizzati tanti spazi dove studiare e imparare, ma anche divertirsi insieme dando così importanza all’aspetto sociale. Gli studenti possono usufruire, infatti, di una sala ristorazione, un auditorium modulabile, una biblioteca, sale studio, sale workshop e quelle ricreative, una palestra pluriattrezzata, una lavanderia e 150 mq esterni.

Le residenze universitarie Camplus College, che in Italia ospitano oltre 1.000 studenti, sono progettate appositamente per garantire le migliori condizioni abitative, di studio e per il tempo libero. Ogni struttura è dotata di comfort di standard elevato, di camere o appartamenti e aree comuni attrezzati per incentivare lo svolgimento delle attività offerte.

“Per noi – spiega Carvelli – ogni studente è uncantiere, ci prendiamo cura di ciascuno di loro, che vuol dire non solo sostenere il loro percorso di studi, ma anche rispondere alle loro esigenze e necessità relative al futuro. Per questo, uno dei nostri grandi obiettivi è proporr eattività formative e multidisciplinari non formali che hanno lo scopo di far emergere il talento e di coltivare le proprie passioni. Per questo la relazione con ciascuno studente e il legame con il mondo accademico, culturale e produttivo è alla base del nostro successo.”

Un’ampia offerta di laboratori; tutorati; corsi d’introduzione al mondo del lavoro; corsi di lingua; incontri con esperti e visite in aziende; corsi a crediti formativi; momenti di community, dallo sport ai viaggi, alle feste, sono tutte attività che costituiscono un importante investimento sul futuro degli studenti. Ne è la prova anche il focus sul mondo del lavoro tramite un Careers Service interno che si occupa di orientare lo studente verso il suo futuro professionale dandogli la possibilità di entrare in contatto con grandi realtà e professionisti”.

 

 

 

Un’importante iniziativa della testata giornalistica online Meta Magazine (www.metamagazine.it) che,  in collaborazione con l’UICI (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti ) di Roma e Provincia, si fa promotrice di  “Scuole Oltre La Disabilità”, un progetto sociale sul tema dell’integrazione dei soggetti con disabilità visive, rivolto agli studenti degli Istituti superiori del territorio laziale.

L’obiettivo dell’iniziativa, che verrà portata avanti nei prossimi mesi e per tutto il periodo dell’anno scolastico,  consiste nell’organizzare incontri all’interno delle scuole, dove persone affette da disabilità visive di ogni tipologia, si confronteranno con gli studenti, discutendo circa le possibilità di arrivare ad una qualità di vita normale, sotto ogni profilo, nonostante gli ostacoli posti dalla patologia stessa.

Quindi, incontri per raccontare le proprie storie, confrontarsi con i coetanei, rispondere alle loro domande, introducendo un comune linguaggio e canali condivisi di comunicazione ed, infine, illustrare anche tutti quegli strumenti tecnologici e multimediali, che oggi permettono al disabile visivo di poter effettuare serenamente  le azioni quotidiane proprie di un giovane studente, o di ogni altra persona.

Fondamentale porre l’accento sul  rapporto tra persone ed animali ed in particolare sul ruolo dei cani- guida ed anche sulla pratica di attività sportive, agonistiche e non solo. Questi alcuni dei temi che saranno affrontati con gli studenti ed hanno un medesimo filo conduttore, quello per cui la disabilità non è un problema clinico, ma una questione sociale, come afferma Andrea Titti.

"La principale problematica - dichiara Andrea Titti, ipovedente Editore di Meta Magazine - che il disabile, non vedente o ipovedente, si trova a dover affrontare e superare, non sta nell’eventuale cura medica della sua patologia, ma nel personale inserimento all’interno della comunità in cui vive, partendo dalla stessa famiglia, dalla scuola, dalla cerchia di amici, per arrivare al posto di lavoro e all’impiego del suo tempo libero. Tutto questo finalizzato alla totale integrazione all’interno della società in cui vive, da cui consegue una completa e matura accettazione della propria condizione, che non è dipendente soltanto dalla volontà del disabile, o dal suo livello di consapevolezza , ma è strettamente connesso al grado di accettazione che gli altri hanno rispetto alla disabilità - conclude Titti - di cui il soggetto è portatore".

Partendo da questo assunto, il progetto in questione si propone di aprire una fase di ascolto e comprensione del significato della disabilità visiva, non tanto per chi è portatore di tale condizione, ma verso coloro i quali  ignorano questa situazione, o peggio, ne hanno una visione distorta e stereotipata.

Ogni disabilità, in questo caso quella visiva, non è ostacolo ad una piena realizzazione di sè, in ambito privato o pubblico, ma uno stato che richiede strumenti diversi rispetto alla “normalità”, in una società  veramente in grado di fornire parità di opportunità. Il progetto si propone di partire da un’operazione culturale di conoscenza e divulgazione, rivolta ad un mondo generalmente più aperto all’integrazione e che rappresenta il futuro di ogni comunità: i giovani ed in particolare gli studenti.

Per meglio monitorare e valutare il raggiungimento degli obiettivi prefissati, agli studenti delle classi partecipanti verranno distribuiti alcuni questionari individuali ai fini statistici e non valutativi, uno prima dell’incontro, ed uno successivo ad esso, in modo tale da poter verificare la reale acquisizione del messaggio in merito ai temi trattati.

Al termine del calendario degli incontri presso le scuole, i promotori del progetto organizzeranno un convegno,  nel corso del quale presentare gli esiti dello stesso, e fare il punto sull’effettivo tasso d’integrazione del disabile visivo nelle nostre comunità. In quella sede verrà, altresì, lanciata la proposta di dotare ogni Istituto scolastico di strumenti  tiflotecnici, che consentano una reale parità di accesso al diritto allo studio agli studenti  ipo e non vedenti che, a tutt’oggi, devono provvedere autonomamente e  solo attraverso il sostegno  delle loro famiglie, nel dotarsi di ausili tecnologici per lettura, scrittura e studio, al fine di una piena integrazione sociale e culturale.

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI