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Lunedì, 11 Dicembre 2017

Si è svolta il 13 ottobre, presso l'aula magna 'A. Moro' dell'attuale sede centrale del Liceo classico Archita a Taranto una riunione di una folta rappresentanza di compagni di classe della 3a D, maturatisi nell'estate del 1967: un cinquantenario, quindi, che si è voluto festeggiare non solo con un ritrovarsi simbolicamente presso la propria scuola di provenienza, ma anche un evento che, lungi dall'essere solo commemorativo, ha inteso anche essere di stimolo alle autorità competenti per la soluzione dell'annoso problema del  ripristino e riutilizzo del Palazzo degli Uffici, storica ed indimenticata sede del liceo Archita.

Con i ragazzi del '67, era presente una delegazione di ragazzi della classe 5a C del '17, con relativi docenti, le prof.sse Bruni, Rochira, Villani e M.P. Dell'Aglio ed un ragazzo del '72, Giuseppe Mazzarino, giornalista e scrittore 'architino' doc, che ha narrato agli uni e agli altri, la storia del Ginnasio comunale Archita poi Regio Liceo Ginnasio Archita eccetera, eccetera..Il preside Pasquale Castellaneta, ospite dell'evento, ha introdotto l'evento, lodando l'iniziativa che ha messo a confronto generazioni lontane ma accomunate dallo stesso catalizzatore, l'Archita...

Un altro preside, Gennaro Esposito, egli stesso ragazzo del '67, ha condotto l'incontro, conclusosi con un ping pong fra studenti di ieri e studenti di oggi, con qualche intervento anche delle citate docenti  Lo spirito dell'Archita eterno, prima scuola di Taranto, aleggiava nell'incontro, insieme con quello del Palazzo degli Uffici, la grande incompiuta della città bimare,  sede storica del Liceo dal 1876 al 2013.

Con l'auspicio finale di poter festeggiare prossimi anniversari e confronti nella vera sede dell'Archita, Gianfranco Nitti, promotore dell'evento, ha consegnato al preside ed ai ragazzi del 1967 presenti un simpatico attestato di partecipazione, una pergamena contenente una breve strofa creata per l'occasione dal sensibile poeta e scrittore valtellinese, Carlo Pini:

                                                          

 

                                                                    LICEANDO

 

Riavvolgendo il filo dei ricordi

ho rivissuto ideali

che avevamo cuciti addosso.

Cinquant’anni dopo

mi emoziona rivederli

sotto rughe sorridenti.

 

 

I ragazzi del '67 hanno poi concluso la giornata con una cena sociale in un noto locale cittadino.

 

Un concorso su Aristotele che ha coinvolto gli studenti di tre licei classici romani e alla fine porterà i vincitori a Stagira, la città natale di Aristotele in Calcidica, si è concluso ieri con la cerimonia di premiazione. Il concorso "In viaggio con Aristotele" è stato organizzato dall’Ambasciata di Grecia, in occasione dell'Anno di Aristotele, in collaborazione con il Centro Interdisciplinare di Studi Aristotelici dell'Università di Salonicco ed i Licei Classici "E.Q. Visconti", "Giulio Cesare" e "Virgilio". 

Gli studenti dei tre licei romani sono stati chiamati a scegliere una citazione di Aristotele ed evidenziarne l'attualità per il mondo contemporaneo, attraverso testi, immagini, poesie, video ecc. Quaranta tre studenti hanno consegnato elaborati per rilevare la risonanza diacronica degli insegnamenti del grande filosofo. I loro elaborati sono stati votati online e valutati da una giuria composta dall’Ambasciatore di Grecia in Italia Themistoklis Demiris, dal Professore Louis Godart, Consigliere del Presidente della Repubblica Italiana S. Mattarella, e dal Presidente del Centro di Studi Aristotelici di Salonicco, Prof.ssa Dimitra Sfendoni-Mentzou. 

La cerimonia di premiazione si è tenuta ieri presso l’Aula Magna del Liceo Visconti, alla presenza degli studenti partecipanti, docenti e genitori. Il premio, un viaggio a Stagira, la città natale di Aristotele, finanziato dall’Ente di Turismo della Calcidica, è andato a due studenti del Liceo Visconti. I vincitori hanno realizzato un video ispirato alla citazione aristotelica "Senza amici, nessuno potrebbe desiderare di vivere, pur avendo in possesso tutti i beni". Adesso, i due studenti avranno l’opportunità di andare in Grecia e scoprire la terra natale di uno dei padri del pensiero occidentale. Perché, come ha sottolineato l’Ambasciatore Demiris consegnando il premio, “in qualche modo siamo tutti figli di Aristotele”.

Taglio del nastro, a Palermo, di una residenza universitaria sul modello dei college americani. Si chiama Camplus College ed è stata inaugurata lunedì mattina nel quartiere Albergheria, in via dei Benedettini 5. La struttura, realizzata dalla Fondazione Ceur, Centro Europeo Università e Ricerca, riconosciuta legalmente dal Miur,è l’undicesima sede italiana e la seconda in Sicilia dopo Catania. La nuova sede di Palermo, che conta 110 posti letto distribuiti su tre piani, ospita, per l’85%, studenti che usufruiscono di una borsa di studio. Camplus College Palermo si trova a 600 metri dalla cittadella universitaria, ben collegato con le principali sedi universitarie decentrate. La stazione centrale è a 15 minuti a piedi, mentre la fermata della metropolitana dista 500 metri. Le camere, singole e doppie, sono completamente arredate.

All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il Rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, il Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Davide Faraone, e il Fondatore e Ceo di Camplus, Maurizio Carvelli.

“La struttura, ospitata all’interno di un edificio settecentesco interamente ristrutturato – ha spiegato il Fondatore e Ceo di Camplus, Maurizio Carvelli - è caratterizzata da un elevato livello residenziale e qualitativo. Gli studenti che vi sono ospitati hanno la possibilità, inoltre, di usufruire di un importante servizio di community, orientamento e formazione che consente loro di collegarsi ai network di studenti e aziende che abbiamo in tutta Italia e di potere essere supportati da una direzione composta da direttori, responsabili formativi di community e responsabili careers service e di una rete di oltre 500 tutor specializzati che li sostiene nelle loro scelte e li indirizza per la vita futura”.

In Camplus College sono fondamentali le relazioni che si creano all’interno delle strutture, è per questo che sono statirealizzati tanti spazi dove studiare e imparare, ma anche divertirsi insieme dando così importanza all’aspetto sociale. Gli studenti possono usufruire, infatti, di una sala ristorazione, un auditorium modulabile, una biblioteca, sale studio, sale workshop e quelle ricreative, una palestra pluriattrezzata, una lavanderia e 150 mq esterni.

Le residenze universitarie Camplus College, che in Italia ospitano oltre 1.000 studenti, sono progettate appositamente per garantire le migliori condizioni abitative, di studio e per il tempo libero. Ogni struttura è dotata di comfort di standard elevato, di camere o appartamenti e aree comuni attrezzati per incentivare lo svolgimento delle attività offerte.

“Per noi – spiega Carvelli – ogni studente è uncantiere, ci prendiamo cura di ciascuno di loro, che vuol dire non solo sostenere il loro percorso di studi, ma anche rispondere alle loro esigenze e necessità relative al futuro. Per questo, uno dei nostri grandi obiettivi è proporr eattività formative e multidisciplinari non formali che hanno lo scopo di far emergere il talento e di coltivare le proprie passioni. Per questo la relazione con ciascuno studente e il legame con il mondo accademico, culturale e produttivo è alla base del nostro successo.”

Un’ampia offerta di laboratori; tutorati; corsi d’introduzione al mondo del lavoro; corsi di lingua; incontri con esperti e visite in aziende; corsi a crediti formativi; momenti di community, dallo sport ai viaggi, alle feste, sono tutte attività che costituiscono un importante investimento sul futuro degli studenti. Ne è la prova anche il focus sul mondo del lavoro tramite un Careers Service interno che si occupa di orientare lo studente verso il suo futuro professionale dandogli la possibilità di entrare in contatto con grandi realtà e professionisti”.

 

 

 

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