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Venerdì, 22 Febbraio 2019

A nostro modesto avviso, il Sud ha bisogno di una Scuola Superiore, con funzione di traino, che possa dimostrare, nel concreto, come sui valori dell’eccellenza e del merito si può costruire e far leva per contribuire all’affermazione di un nuovo modello di sviluppo, dove la ricerca e l’alta formazione possano costituire un driver per l’innovazione delle strutture produttive esistenti e per la nascita di nuove imprese innovative, creando così, fondate opportunità per gli investitori. Ancora, il Sud ha bisogno di una sorta di “Rinascimento industriale”, sotto la spinta della nuova ondata tecnologica, in corso, che è la base dell’industria 4.0. Pertanto, è solo attraverso uno sforzo mirato e lungimirante di questo tipo, coinvolgendo le grandi e medie imprese tecnologiche, presenti sul territorio, che il Mezzogiorno può sperare di essere una terra in cui i giovani, soprattutto quelli con più elevati livelli formativi tecnologici, possano sperare di avere opportunità occupazionali adeguate. Stiamo parlando di obiettivi strategici irrinunciabili per un Mezzogiorno che deve puntare, in via prioritaria, a creare opportunità di lavoro e affermazione, per giovani talenti creativi, capaci e con doti di intraprendenza. Non ci sono, quindi dubbi, sull’importanza di operare per dar vita, nei modi e nei tempi brevi, ad una Scuola Universitaria Superiore nel Mezzogiorno. In tal senso, per dovere di cronaca, diciamo che qualcosa si sta muovendo, nel Salento; ecco un primo passo: una recente firma di un Accordo di collaborazione tra la Camera di Commercio di Lecce e il Dipartimento di Scienze dell’Economia dell’Università del Salento, avendo come obiettivo, primario, una ricerca universitaria per l’innovazione, al servizio delle imprese locali. In conclusione, ci auguriamo che questo primo passo sia di attrazione per tutto il Mezzogiorno.

 

Un bellissimo regalo per il compleanno di Federico II. L'ennesimo che arriva dalla grande comunità dei suoi studenti. Alla vigilia della settimana dedicata alla ormai tradizionale manifestazione, l'Ateneo Federico II è per il secondo anno consecutivo sul podio della Fund Management Challenge - FMC, gara di trading organizzata da Chartered Financial Analyst Society Italy. Dopo il primo posto dello scorso anno, quest'anno la squadra federiciana -  composta da Irene Lijoi, Maria D'Auria, Assunta Anna Panarella, Giuseppe Travaglino e Alessandro Veneruso - si è aggiudicata la medaglia d'argento con una performance di portafoglio decisamente competitiva anche rispetto ai gestori professionisti e soprattutto di ben più alto livello rispetto alle altre squadre in gara.

Il team, come sempre guidato dalla Professoressa Rosa Cocozza, Ordinario di economia degli Intermediari Finanziari e titolare degli insegnamenti di Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari, di Gestione e Controllo dei Rischi dell'Intermediazione Finanziaria e dell'insegnamento magistrale di Progettazione e Analisi dei Prodotti Finanziari, ha gestito con maestria un portafoglio azionario costituito da titoli inclusi nell'Eurostoxx50©. Da regolamento il portafoglio è costituito da 5 posizioni lunghe, ossia di acquisto, e 5 corte, ossia di vendita, che devono essere ribilanciate su base settimanale.

Il portafoglio, che ha un orizzonte di investimento di circa 5 mesi, richiede un monitoraggio continuo essendo il risultato della gara agganciato a due parametri: il rendimento effettivo e la qualità delle motivazioni di acquisto e di vendita. Un gruppo di professionisti qualificati e con significative esperienze di asset management e valutazione d'impresa, il Comitato FMC, analizza le motivazioni d'investimento valutando sia la correttezza formale sia la coerenza delle scelte d'investimento ed esprimendo, quindi, un giudizio di qualità oltre di quantità. Prima dell'inizio della competizione, gli studenti ricevono i materiali didattici che li aiuteranno nelle valutazioni e durante la competizione potranno approfondirli con il Comitato FMC, anche tramite l'assistenza di un mentore, oltre che con il docente dedicato.

Rosa Cocozza, docente di riferimento per la CFA sin dalla prima edizione nel 2012, esprime grande soddisfazione per il risultato raggiunto che va ad ampliare il medagliere federiciano delle squadre che hanno preso parte a competizione di questo tipo. La serie di successi prende avvio nel 2010 quando l'ateneo federiciano, grazie all'iniziativa della Cocozza, partecipa, vincendola, alla prima edizione del Bloomberg Trade Ideas; il team federiciano ripete il successo l'anno seguente. Negli anni successivi, i team federiciani si sono aggiudicati il podio in altre gare quali la Risk Management Challenge di PRMIA ottenendo nella competizione Europea l'argento nel 2016 e l'oro nel 2017 unitamente alla medaglia di bronzo nella finalissima mondiale sempre nel 2017. Dopo i trionfi del 2017, così importanti che il Rettore Gaetano Manfredi ha voluto premiare gli studenti con la medaglia federiciana, il successo del 2018 rappresenta la riconferma di una didattica fondata sull'approccio aziendale critico e ragionato.

La Fund Management Challenge è una competizione di portfolio management formativa che si propone di avvicinare gli studenti universitari al mondo del lavoro nell'area finanza attraverso una simulazione pratica dell'investimento istituzionale. Ed evidentemente è proprio l'approccio pratico, aziendale e rigorosamente manageriale che valorizza le conoscenze trasformandole in vere e proprie competenze. Il successo di questi anni, proprio per le ripetute affermazioni, testimonia un impegno formativo di natura professionalizzante e non meramente accademico che consente agli studenti di beneficiare di esperienze formative che costituiscono un arricchimento curriculare sia sul fronte dei titoli sia su quello più operativo dell'esperienza diretta.

Oggi l'accesso ad informazioni, dati e notizie è alla portata di molti e la parte difficile non è reperirli, ma elaborarli ed analizzarli con pensiero critico. Per questo il motto del team Koko Asset Management è "Pensiero, pensiero e ancora pensiero!". Ecco il principio-guida degli studenti napoletani Irene Lijoi, Maria D'Auria, Assunta Panariello, Giuseppe Travaglino e Alessandro Veneruso, i quali ritengono che: "La capacità di analizzare e decidere in modo indipendente è importante, ma ancora di più lo sono la condivisione delle idee, la consapevolezza che il lavoro di squadra sia più forte del lavoro del singolo e la fiducia reciproca all'interno della squadra".

Le tre squadre sul podio sono invitate alla cerimonia di premiazione per mostrare i risultati ad una qualificata platea di professionisti del settore finanziario, avendo una concreta possibilità di presentarsi personalmente ad un selezionato parterre di professionisti. Irene, Maria, Susanna, Giuseppe e Alessandro sono dunque ora alle prese con la preparazione della presentazione al fine di essere all'altezza della fama dell'Ateneo federiciano e dello sguardo attento della Professoressa Cocozza.

Una significativa esperienza comune di conoscenza e solidarietà ha portato a Roma, per una settimana di lavoro solidale e conoscenza reciproca, alcune classi, una ventina di componenti in tutto, di due licei posti ai confini opposti d’Europa: quello dell’Ivalon Lukio, il liceo di Ivalo, Lapponia finlandese, e quello del liceo Regina Margherita di Palermo. I due istituti collaborano da una decina d’anni, in varie fasi, a progetti Erasmus, il più recente dei quali, avviato nel 2016 per concludersi nel 2018, è denominato Migrations: Broadcasting a New Outlook ovvero “Migrazioni: trasmettere una nuova prospettiva”, Erasmus plus KA2, un percorso di scoperta, ricerca e solidarietà verso quei popoli che sono alla ricerca di un “nuovo modo” di convivere, in Europa, con realtà diverse dalle loro.

Le due scuole rappresentano i due poli estremi della Unione Europea non soltanto per la distanza geografica significativa ma soprattutto per realtà scolastiche diverse, sia nella dimensione che nel sistema scolastico; tuttavia esse trovano un punto di incontro in un tema importante e più che mai attuale che riguarda tutta l’Europa, le migrazioni, appunto. 

Le classi partecipanti si sono confrontate  sul tema delle migrazioni e il loro lavoro viene divulgato attraverso trasmissioni radio, In Italia e Finlandia, anche via Web. La lingua di scambio è stata l’inglese.

Il gruppo di lavoro ha inteso acquisire consapevolezza della propria storia come popolo migrante confrontandosi con le realtà dei nuovi popoli che cercano su suolo europeo una nuova vita e una nuova identità. Gli studenti hanno avuto elementi per capire come queste migrazioni influiscono sulle loro stesse vite e quali possano le cause e le conseguenze dei flussi migratori.

Lo scambio di idee e di informazioni tra i due gruppi di studenti è il primo obiettivo del progetto, nel tentativo di eliminare le barriere culturali e sociali, scambiare opinioni e contribuire al dibattito sulle politiche delle migrazioni. Le conferenze, i dibattiti, le interviste, le ricerche svolte sono strumenti tutti riportati in trasmissioni radio con podcast dando così a tanti l’opportunità di avvicinarsi e condividere le tematiche. 

Non sono mancati all’interno del programma momenti di intrattenimento e di servizio sociale, come la settimana trascorsa a Roma, miranti a d affrontare il tema della migrazione anche da punti di vista diversi, puntando al confronto di diverse realtà culturali che coesistono e si integrano nei rispettivi territori: interventi musicali (Orchestra di piazza Vittorio), artistici, letterari ed anche sportivi.

Il metodo utilizzato è quello della partecipazione e peer-education, “educazione tra pari”, della ricerca, dell’apprendere attraverso il fare e del confronto. Gli alunni fanno poi le loro relazioni anche attraverso il mezzo digitale del podcast.

Un’iniziativa dunque di grande spessore educativo, umano e culturale, ben guidata da docenti sensibili e preparati che ne hanno reso i contenuti assimilabili e formativi.

La settimana romana ha visto i ragazzi impegnati anche in ruoli di servizio sociale, quando hanno partecipato alla preparazione ed offerta dei pasti ai disagiati ed agli immigrati presso la mensa diurna della Caritas, Giovanni Paolo II a Colle Oppio, un modo concreto d0’avvicinarsi alla realtà dell’emigrazione più sofferta e causata da guerre e fame nei paesi d’origine.

 

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