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Giovedì, 21 Novembre 2019

Avviato in occasione dell’uscita del Nuovo Devoto-Oli - il celebre vocabolario d’autore della lingua italiana uscito a fine 2017 in versione completamente rinnovata a 50 anni dalla prima edizione – è giunto a compimento il concorso #leparolechesiamo, i cittadini che diventiamo, il progetto avviato da Mondadori Education e rivolto a tutte le scuole secondarie di I e II grado per promuovere una riflessione comune tra gli studenti sui temi dell'integrazione e della convivenza. Due concetti fondamentali nella società odierna da insegnare e promuovere proprio nell’ambiente ormai multiculturale della scuola italiana, iniziando dall'educazione e dalla formazione linguistica, che hanno un ruolo di primo piano nell’inclusione sociale. Lavorare sul significato stesso di questi termini aiuta i ragazzi ad acquisire le competenze di cittadinanza e a sviluppare una coscienza civile.

Oltre 1000 le scuole che hanno aderito da tutta Italia, impegnando le classi a produrre testi e immagini a partire dalla propria esperienza personale. Due le categorie: per i ragazzi delle scuole medie l’invito era scrivere un racconto ambientato ai giorni nostri che descrivesse la storia di un ragazzo straniero trasferitosi in Italia, mettendo in luce le difficoltà incontrate, i modi in cui sono state superate e grazie all'aiuto di quali persone. Gli studenti delle superiori dovevano invece scrivere un racconto ambientato in epoche passate con protagonista un ragazzo italiano emigrato in un Paese straniero, prendendo spunto da esperienze nella storia delle proprie famiglie o dai racconti di conoscenti e amici di famiglia del proprio gruppo di riferimento che avevano vissuto l'esperienza dell'emigrazione.

Ciascuna classe era poi chiamata a individuare le 5/7 parole più significative e tradurle nelle lingue dei Paesi d'origine degli studenti non italofoni della classe o corredarle di fotogallery e video.

Grazie anche al grande impegno degli insegnanti, sono stati più di 500 i lavori arrivati, in molti dei quali emerge il concetto di lingua come veicolo d’identità e integrazione, con interessanti parallelismi tra esperienze raccontate: le traversate in America dei connazionali che spesso ripropongono difficoltà e disagi degli sbarchi di oggi. Testi di notevole qualità, accurate ricostruzioni storiche, racconti toccanti, ricchi di emozioni, non retorici, ben scritti e correttamente contestualizzati, che hanno messo non poco in difficoltà la redazione del Nuovo Devoto-Oli che ha dovuto scegliere le classi vincitrici.

Aiuto, amicizia, angoscia, armonia, cordoglio, cultura, famiglia, identità, inadeguatezza, integrazione, isolamento, libertà, mancanza, scambio, solitudine, sorriso, tolleranza: queste le parole scelte dai ragazzi, che svelano un clima molto diverso da quello al quale ci hanno abituato le cronache attuali, un clima di empatia, accoglienza, comprensione, dove razzismo e violenza non trovano posto, e dove anzi è proprio la lingua lo strumento che valorizza uno scambio anche culturale.

Siamo noi il suo vocabolario’ scrivono efficacemente alcuni studenti parlando del ragazzino straniero appena arrivato nella loro classe. E ancora l’ingresso di Dia in classe ci ha fatto capire che, al di là della provenienza geografica, della religione e della lingua siamo tutti uguali e abbiamo bisogno solo di amicizia, affetto, solidarietà, comprensione e aiuto e senza ciò non siamo nulla.

Proprio le parole scelte dai ragazzi sono state il punto di partenza per un breve viaggio ideale nella storia della lingua italiana, con la guida del linguista Giuseppe Antonelli, autore del recentissimo Il Museo della Lingua Italiana. Un viaggio nel tempo attraverso le parole, per cogliere i profondi cambiamenti, la ricchezza delle tradizioni locali, gli scambi con le altre lingue e ritrovare, sparse un po’ ovunque nell’odierno villaggio globale, le tracce della nostra lingua.

Nove le classi premiate, una vincitrice per categoria più 7 menzioni speciali, provenienti da Capaccio/Paestum, Cosenza, Gela, Gorgonzola, Milano, Pomezia, Roseto degli Abruzzi, S. Maria Capua Vetere, Siracusa. Hanno ricevuto il riconoscimento alla presenza dei due autori del Nuovo Devoto-Oli, Luca Serianni e Maurizio Trifone, in un incontro pubblico nell’Auditorium Mondadori a Segrate, moderato dallo stesso Antonelli, che ha letto anche degli estratti dai racconti premiati.

Un riconoscimento che rinnova l’impegno di Mondadori Education nel sensibilizzare i giovani oltre che sul tema dell’intercultura, su quanto sia importante migliorare le proprie competenze linguistiche e padroneggiare il ricco patrimonio della lingua italiana per diventare cittadini consapevoli, responsabili e autonomi.

A nostro modesto avviso, il Sud ha bisogno di una Scuola Superiore, con funzione di traino, che possa dimostrare, nel concreto, come sui valori dell’eccellenza e del merito si può costruire e far leva per contribuire all’affermazione di un nuovo modello di sviluppo, dove la ricerca e l’alta formazione possano costituire un driver per l’innovazione delle strutture produttive esistenti e per la nascita di nuove imprese innovative, creando così, fondate opportunità per gli investitori. Ancora, il Sud ha bisogno di una sorta di “Rinascimento industriale”, sotto la spinta della nuova ondata tecnologica, in corso, che è la base dell’industria 4.0. Pertanto, è solo attraverso uno sforzo mirato e lungimirante di questo tipo, coinvolgendo le grandi e medie imprese tecnologiche, presenti sul territorio, che il Mezzogiorno può sperare di essere una terra in cui i giovani, soprattutto quelli con più elevati livelli formativi tecnologici, possano sperare di avere opportunità occupazionali adeguate. Stiamo parlando di obiettivi strategici irrinunciabili per un Mezzogiorno che deve puntare, in via prioritaria, a creare opportunità di lavoro e affermazione, per giovani talenti creativi, capaci e con doti di intraprendenza. Non ci sono, quindi dubbi, sull’importanza di operare per dar vita, nei modi e nei tempi brevi, ad una Scuola Universitaria Superiore nel Mezzogiorno. In tal senso, per dovere di cronaca, diciamo che qualcosa si sta muovendo, nel Salento; ecco un primo passo: una recente firma di un Accordo di collaborazione tra la Camera di Commercio di Lecce e il Dipartimento di Scienze dell’Economia dell’Università del Salento, avendo come obiettivo, primario, una ricerca universitaria per l’innovazione, al servizio delle imprese locali. In conclusione, ci auguriamo che questo primo passo sia di attrazione per tutto il Mezzogiorno.

 

Un bellissimo regalo per il compleanno di Federico II. L'ennesimo che arriva dalla grande comunità dei suoi studenti. Alla vigilia della settimana dedicata alla ormai tradizionale manifestazione, l'Ateneo Federico II è per il secondo anno consecutivo sul podio della Fund Management Challenge - FMC, gara di trading organizzata da Chartered Financial Analyst Society Italy. Dopo il primo posto dello scorso anno, quest'anno la squadra federiciana -  composta da Irene Lijoi, Maria D'Auria, Assunta Anna Panarella, Giuseppe Travaglino e Alessandro Veneruso - si è aggiudicata la medaglia d'argento con una performance di portafoglio decisamente competitiva anche rispetto ai gestori professionisti e soprattutto di ben più alto livello rispetto alle altre squadre in gara.

Il team, come sempre guidato dalla Professoressa Rosa Cocozza, Ordinario di economia degli Intermediari Finanziari e titolare degli insegnamenti di Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari, di Gestione e Controllo dei Rischi dell'Intermediazione Finanziaria e dell'insegnamento magistrale di Progettazione e Analisi dei Prodotti Finanziari, ha gestito con maestria un portafoglio azionario costituito da titoli inclusi nell'Eurostoxx50©. Da regolamento il portafoglio è costituito da 5 posizioni lunghe, ossia di acquisto, e 5 corte, ossia di vendita, che devono essere ribilanciate su base settimanale.

Il portafoglio, che ha un orizzonte di investimento di circa 5 mesi, richiede un monitoraggio continuo essendo il risultato della gara agganciato a due parametri: il rendimento effettivo e la qualità delle motivazioni di acquisto e di vendita. Un gruppo di professionisti qualificati e con significative esperienze di asset management e valutazione d'impresa, il Comitato FMC, analizza le motivazioni d'investimento valutando sia la correttezza formale sia la coerenza delle scelte d'investimento ed esprimendo, quindi, un giudizio di qualità oltre di quantità. Prima dell'inizio della competizione, gli studenti ricevono i materiali didattici che li aiuteranno nelle valutazioni e durante la competizione potranno approfondirli con il Comitato FMC, anche tramite l'assistenza di un mentore, oltre che con il docente dedicato.

Rosa Cocozza, docente di riferimento per la CFA sin dalla prima edizione nel 2012, esprime grande soddisfazione per il risultato raggiunto che va ad ampliare il medagliere federiciano delle squadre che hanno preso parte a competizione di questo tipo. La serie di successi prende avvio nel 2010 quando l'ateneo federiciano, grazie all'iniziativa della Cocozza, partecipa, vincendola, alla prima edizione del Bloomberg Trade Ideas; il team federiciano ripete il successo l'anno seguente. Negli anni successivi, i team federiciani si sono aggiudicati il podio in altre gare quali la Risk Management Challenge di PRMIA ottenendo nella competizione Europea l'argento nel 2016 e l'oro nel 2017 unitamente alla medaglia di bronzo nella finalissima mondiale sempre nel 2017. Dopo i trionfi del 2017, così importanti che il Rettore Gaetano Manfredi ha voluto premiare gli studenti con la medaglia federiciana, il successo del 2018 rappresenta la riconferma di una didattica fondata sull'approccio aziendale critico e ragionato.

La Fund Management Challenge è una competizione di portfolio management formativa che si propone di avvicinare gli studenti universitari al mondo del lavoro nell'area finanza attraverso una simulazione pratica dell'investimento istituzionale. Ed evidentemente è proprio l'approccio pratico, aziendale e rigorosamente manageriale che valorizza le conoscenze trasformandole in vere e proprie competenze. Il successo di questi anni, proprio per le ripetute affermazioni, testimonia un impegno formativo di natura professionalizzante e non meramente accademico che consente agli studenti di beneficiare di esperienze formative che costituiscono un arricchimento curriculare sia sul fronte dei titoli sia su quello più operativo dell'esperienza diretta.

Oggi l'accesso ad informazioni, dati e notizie è alla portata di molti e la parte difficile non è reperirli, ma elaborarli ed analizzarli con pensiero critico. Per questo il motto del team Koko Asset Management è "Pensiero, pensiero e ancora pensiero!". Ecco il principio-guida degli studenti napoletani Irene Lijoi, Maria D'Auria, Assunta Panariello, Giuseppe Travaglino e Alessandro Veneruso, i quali ritengono che: "La capacità di analizzare e decidere in modo indipendente è importante, ma ancora di più lo sono la condivisione delle idee, la consapevolezza che il lavoro di squadra sia più forte del lavoro del singolo e la fiducia reciproca all'interno della squadra".

Le tre squadre sul podio sono invitate alla cerimonia di premiazione per mostrare i risultati ad una qualificata platea di professionisti del settore finanziario, avendo una concreta possibilità di presentarsi personalmente ad un selezionato parterre di professionisti. Irene, Maria, Susanna, Giuseppe e Alessandro sono dunque ora alle prese con la preparazione della presentazione al fine di essere all'altezza della fama dell'Ateneo federiciano e dello sguardo attento della Professoressa Cocozza.

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