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Mercoledì, 03 Marzo 2021

Un piacevole incontro quello con Cinzia Tedesco, artista nel senso più profondo del termine; la musica da sempre rappresenta per lei un irrinunciabile punto di riferimento.
Nata a Taranto, a 22 anni si trasferisce a Roma grazie ad una borsa di studio,  che le consente di completare la sua tesi di laurea in informatica e di vivere nella Capitale, dove lavora presso una multinazionale francese nel settore Spazio e Difesa. Studia già da tempo chitarra classica ed è l'unica vocalist jazz italiana ad avere inciso due dischi per Sony Classical&Jazz; l'ultimo CD "Mister Puccini In Jazz" è uscito nel 2020.
Cinzia, donna di grande carisma e vitalità, ha anche cantato per ex Presidente americano Bill Clinton ed è stata la co- protagonista con Piera degli Esposti del musical "Fin De Siecle" e di "Verdi's Mood e le Donne" con Maddalena Crippa.
La musica è un elemento  costante nei vari momenti della sua vita; canta con diverse orchestre, di cui parlerà nel corso dell'intervista.
In questi anni ha calcato prestigiosi palcoscenici, come il  Festival Due Mondi Spoleto, il Darmstard Jazz Festival, il Teatro Piccolo di Milano, il Teatro Sistina e la Sala Sinopoli - Auditorium Parco della Musica di  Roma, solo per citarne alcuni.
La cantante è stata nominata Ambasciatrice del Centro Pace di Assisi, Onlus riconosciuta dall'ONU,  oltre ad essere socia onoraria del Canova club.

Se dovessi trovare un aggettivo per definirti,  direi "sorprendente". Dalla laurea scientifica allo studio della musica il passo è tutt'altro che breve. Come sei riuscita a conciliare le due attività?
Non ho mai pensato di dover conciliare gli studi scientifici con la musica perché naturalmente entrambi trovavano posto nella mia vita, si mettevano in equilibrio spontaneamente e con entusiasmo, poichè è  l'entusiasmo che ti fa vivere con leggerezza ed anche con un pizzico di follia la vita. Ricordo con gioia il periodo in cui all'Università la mattina frequentavo regolarmente le lezioni,  dopo aver fatto notte cantando nel club più famoso di Bari, la mitica Arca di Noè. Era bello nutrire la mente e lo spirito senza sentire il peso di nulla e guardando al futuro con speranza, ma anche con un filo di sana incoscienza. Sono stata fortunata a vivere quei tempi, che se da un lato erano difficili per una ragazza che viveva di borse di studio in una città che non era la sua, dall'altro erano generosi di opportunità per chi, come me, lavorava sodo e non si arrendeva mai.

In quale misura ritieni che la passione alimenti la volontà di intraprendere e portare avanti un percorso artistico?
Passione, grinta, studio e forza di volontà sono i quattro cardini su cui poggiare qualsiasi scelta professionale,  segnatamente, se la scelta è quella di fare arte non solo per il proprio appagamento personale, ma anche come professione. È dura vivere d'arte, è un lusso che si paga caro,  perché vivi in un "tagadà", in un "frullatore di emozioni" e cammini su un percorso in continua salita. Ad ogni traguardo riparti, comunque, quasi come se quanto fatto prima non contasse, riprendi il percorso e continui a lottare. Le emozioni forti si alternano a momenti di grande scoramento, gli attimi di felicità che si provano nel creare i propri progetti, nel sentire l'entusiasmo e l'applauso del pubblico, ripagano solo in parte le fatiche enormi a cui il contesto sociale in cui viviamo costringe l'artista. Fare arte non è ancora considerato un lavoro a tutti gli effetti, poiché alla fine, dietro a fiumi di parole e proclami inutili, si nasconde la realtà di un Paese in cui l'arte non è considerata indispensabile. Partendo da tale presupposto, l'artista non è considerato un lavoratore come tutti altri; un luogo comune di antica memoria, tutt'altro che sfatato.

Stiamo vivendo un periodo storico molto impegnativo; l'emergenza epidemiologica si sta protraendo e tante sono le criticità che ne derivano, con conseguenti ricadute, in particolare nel settore dell'arte. La musica è fortemente penalizzata da tale stato di cose. A distanza di circa un anno  dall'inizio della pandemia qual è oggi la tua percezione della situazione?
Vedo i musicisti più organizzati, vedo associazioni che, nate anni fa, oggi sono più forti e interagiscono in modo strutturale con il Governo e vedo un governo più pronto a sostenere i lavoratori dello spettacolo. Da questo punto di vista,  credo che la pandemia abbia comunque, e finalmente, messo all'attenzione del Governo il mondo dell'arte, elevandolo al rango di mondo del lavoro; da ciò,  i diritti e le tutele degli artisti e di chi gestisce teatri, club e organizza eventi, sono argomento di discussione e di concreta messa in campo di possibili soluzioni per gestire l'emergenza.  Quello che vorrei vedere, però, è la "strategia Italia per la Cultura" e delle politiche organiche che non solo sostengano la crescita dei talenti italiani e della creatività artistica italiana, ma che mettano al centro di una politica di espansione del marchio Italia all'estero anche la musica, in modo strutturale e non estemporaneo, e soprattutto in modo da sostenere davvero i talenti, dando spazio nei network nazionali, possibilmente anche nelle trasmissioni di punta, così come nelle manifestazioni culturali all'estero, grazie ad uno sforzo sinergico tra MIBAC, Farnesina e Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Si può fare, basta volerlo!

Sei un'informatica e, in quanto tale, mi permetto di rivolgerti una domanda molto specifica: ritieni che l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, quali le tecnologie IoT o  altri agenti digitali,  potrebbero essere in qualche modo di ausilio nell'ambito della musica per contrastare questo periodo di criticità dovute alla sospensione delle manifestazioni pubbliche?
Le tecnologie digitali,  quali la Realtà Aumentata e la Realtà Virtuale sono già presenti in molti Paesi del mondo, quali Giappone, Corea del Sud, Cina e Stati Uniti. In Europa abbiamo iniziato da pochi anni a guardare a queste tecnologie, che integrano la componente uditiva con quella visiva mediante le potenzialità dell'ingegneria informatica e di strumenti tecnologici di  supporto, cosa che consente di assistere in prima persona ad un evento live anche da casa,  piuttosto che di godere di spettacoli visionari e ricchi di suggestive illusioni visive, pur essendo in un classico teatro. Il classico streaming, che tanto ci ha fatto compagnia nei primi mesi di pandemia, oggi è a mio parere obsoleto ed anche di scarso interesse per il pubblico, e credo che le tecnologie, anche se avanzate, dopo il primo periodo di sorpresa, finiscano comunque per essere abbandonate anche dal pubblico giovane e smart se non c'è interazione tra pubblico ed artista. Anch'io sto studiando uno spettacolo tutto nuovo e che faccia leva sulle tecnologie, ma che non sia tecnologico, una differenza non da poco.  Quello che intendo dire è che nulla può sostituire il palco ed il reciproco guardarsi ed ascoltarsi tra pubblico ed artisti, nulla può dare la stessa emozione del live in presenza, per cui le tecnologie aiutano momentaneamente ma non saranno mai, a mio parere, cardine dello spettacolo musicale ma solo una piccola, sebbene sorprendente, comparsa.

Vorresti parlarmi del tuo ultimo e, aggiungo, bellissimo CD "Mister Puccini In Jazz"?
E' un disco che ho costruito mettendo insieme tutto quello che sono stata e che sono, scegliendo arie che mi consentissero di cantare in modo melodico ma con un mood moderno e vicino a quello che ho sempre amato, dalla musica latin al tango, dallo swing alla ballad, dal funky al jazz più tradizionale, sino all'orchestra ed al calore meraviglioso degli archi. Un progetto musicale che mi rappresenta appieno e che certamente segna una tappa della mia crescita professionale e la chiusura di un ciclo artistico che mi ha vista negli ultimi anni  collaborare meravigliosamente con Stefano Sabatini al pianoforte ed arrangiamenti, Luca Pirozzi al contrabasso e Pietro Iodice alla batteria. Per lasciare un segno nel mio percorso ho scelto Puccini, un'orchestra meravigliosa diretta dal maestro Jacopo Sipari ed arrangiata dal maestro Pino Jodice, ed ho chiamato amici che stimo da sempre, jazzisti che hanno una forte personalità artistica come Antonello Salis alla fisarmonica, Javier Girotto al sax, Flavio Boltro alla tromba, Stefano Di Battista al sax e Roberto Guarino alla chitarra. La Sony Classica ha creduto in me pubblicando il mio precedente disco dal titolo "Verdi's Mood" e quest'anno ha spinto fortemente per far conoscere al grande pubblico il mio "Mister Puccini In Jazz" che, nonostante la pandemia, sono comunque riuscita a cantare quest'anno con l'orchestra del Puccini Festival di Torre del Lago presso  l'Auditorium Parco della Musica di Roma, a Lecce con l'Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento e al Roccella Jonica Jazz Festival. Grazie d'averlo definito "bellissimo" perché mi riempie di gioia sapere che il mio disco ti ha toccato il cuore.

Il tuo disco merita l'aggettivo bellissimo, che vuole contenere simbolicamente e in sintesi una lunga lista di apprezzamenti; mentre parliamo me ne viene in mente un altro: strepitoso! Passiamo ad un'altra domanda che desidero rivolgerti; da anni canti per diverse orchestre. Potresti descrivere il tuo rapporto con il Jazz?
Amo il jazz per la possibilità che ti dà di inventare e sorprendere, lo amo perché è un linguaggio libero, che per questo motivo ti libera. La formazione che prediligo, dopo quella del trio, è quella orchestrale. Il trio mi consente di spaziare, di allargarmi e di sperimentare, di cambiare rotta mentre canto e di farmi seguire e seguire io stessa i musicisti, sino a ritrovarsi sul finale felicemente e magicamente insieme. L'orchestra impone disciplina, rispetto degli arrangiamenti e della stesura del brano, rispetto ferreo dello spazio a me assegnato ed in cui devo dire la mia,  senza però mai invadere il territorio degli altri. Per cantare in orchestra devi avere non solo talento,  ma anche esperienza di palco e grande consapevolezza dei tuoi mezzi vocali. Grazie ai concerti con formazioni orchestrali, tra cui amo ricordare la Parco della Musica Jazz Orchestra di Pietro Iodice e Mario Corvini, l'Orchestra Jazz della Sardegna, l'Orchestra Jazz del maestro Renzi, l'Orchestra Sinfonica Abruzzese, l'Orchestra Jazz di Dino e Franco Piana, la Puccini Festival Orchestra e l'Orchestra di Lecce e del Salento, ho davvero ampliato le mie potenzialità interpretative, di governo  del palco e dello spettacolo. Oggi mi sento pronta per qualsiasi sfida e questa pienezza artistica mi fa stare bene.

Dopo un 2020  "bisestile", che certamente per valide  ragioni rimarrà nella memoria di ognuno di noi, prendo coraggio... in tempi di pandemia ce ne vuole, e ti chiedo quali sono i tuoi sogni nel cassetto?
Vorrei viaggiare e portare i miei progetti in giro per  il mondo. Credo di meritarlo e lavorerò affinché ciò, nonostante tutto, possa accadere.

Al via Stresa Festival con i Concerti di Mezza Estate. I primi sei eventi legati al linguaggio jazzistico si svolgono all’aperto presso il Lungolago La Palazzola di Stresa dal 18 al 24 luglio.

Due grandi pianisti italiani, Enrico Pieranunzi e Franco D'Andrea, il primo con un trio e il secondo con un ottetto, sono i protagonisti delle due prime serate mentre la terza vedrà salire sul palco una delle voci più autorevoli del jazz italiano, Maria Pia De Vito accompagnata dal pianista Julian Oliver Mazzariello. La Jazzrausch Bigband, formazione tedesca di fama internazionale, proporrà un'originale e coinvolgente pastiche imperniata sulle composizioni di Beethoven, in omaggio ai festeggiamenti in suo onore. La vocalist e multistrumentista Francesca Gaza, giovane talento emergente, sarà in scena con Lilac for people, un programma scritto per un ottetto di affiatati musicisti italiani. Chiude questo ciclo Tosca, in quintetto, con il suo nuovo progetto Direzione Morabeza dove, accanto ai brani più cari al suo pubblico, presenta canzoni originali e rivisitazioni in chiave attuale di classici dalla musica del mondo in diverse lingue. Un evento a sé è previsto per il 25 luglio quando avrà luogo Suoni mobili a Stresa, realizzato con la collaborazione di Musicamorfosi, che si articolerà in esibizioni di musicisti in movimento nei luoghi più suggestivi della città di Stresa.

La seconda parte di Stresa Festival – dal 20 agosto al 5 settembre al Palazzo dei Congressi – omaggerà il genio di Ludwig van Beethoven, nell'anno delle celebrazioni dei 250 anni della nascita, con tre Concerti per pianoforte e orchestra, due dei quali saranno diretti dal Direttore Artistico del Festival Gianandrea Noseda: apertura con Beatrice Rana e la European Union Youth Orchestra (Terzo) e con Seong-Jin Cho e la Philharmonia Zürich (Quarto), mentre il Quinto sarà interpretato da Javier Perianes, per la chiusura del Festival, con Adda Simfònica diretta da Josep Vicent (in programma anche la Settima Sinfonia di Beethoven).

Di grande rilievo sarà l'esecuzione dell'integrale delle 32 Sonate per pianoforte di Beethoven, per la prima volta nella storia del Festival. Sono stati invitati, in sette appuntamenti imperdibili, pianisti di grande richiamo quali Andras SchiffFazil Say, Alexander LonquichAndreas Staier, Andrea LucchesiniPietro De Maria e Gabriele Carcano.

Altri appuntamenti beethoveniani sono previsti con la Kammerorchester Basel diretta da Heinz Holliger e il violinista Renaud Capuçon (Concerto per violino e orchestra), col Trio Wanderer (Trio n.7 op. 97 “Arciduca”), con diversi lieder tra cui An die ferne Geliebte interpretati dal tenore Ian Bostridge accompagnato dalla pianista Saskia Giorgini, e una nuova trascrizione contemporanea di Angelo Sormani, commissionata dal Festival, dello Scherzo della Terza Sinfonia eseguita da I Corni della Scala. Un'altra prima assoluta avrà luogo il 2 settembre con Aka Moon, un ensemble che presenterà una rivisitazione di musiche beethoveniane dal titolo Opus 111.

Anche quest'anno il cinema sarà presente grazie alla proiezione di due film muti del 1915: Carmen di Cecil B. DeMille e A Burlesque on Carmen di Charlie Chaplin. La serata si avvale di due colonne sonore realizzate da Timothy Brock che ha adattato i temi dell'opera di Bizet per la pellicola di DeMille e scritto musiche originali per quella di Chaplin; l’esecuzione è affidata all’Orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi” diretta da José Antonio Montaño,

Due importanti appuntamenti sono dedicati alla musica pre-classica. Il primo, incentrato su un dialogo ideale tra Bach e Vivaldi dal titolo Sonar in ottava, vede protagonisti due grandi artisti italiani: il violinista Giuliano Carmignola e il violoncellista Mario Brunello, per l'occasione accompagnati dall'Accademia dell'Annunciata diretta da Riccardo Doni. Il secondo concerto vedrà in scena l'ensemble Al Ayre Español in un suggestivo programma, Musa italiana, che propone musiche di Albinoni, Bach e Telemann.

Corni della Scala eseguiranno una miscellanea dedicata alla forma musicale dello Scherzo, con brani di Beethoven, Schubert, Gounod, Mendelssohn, Dvóřak, Brahms e Rachmaninoff.

Conosco Rose da una vita, io Giornalista e lei cantante Italo Americana a Roma, ci siamo visti alla stampa Estera adesso che abbiamo aperto dopo il covid. Lei, affermata cantante con la sua band, molto nota nel suo genere, mi ha rilasciato una intervista in esclusiva per il nostro giornale.

Quali sono stati i tuoi primi passi nel mondo della Musica?

I miei primi passi sono stati da adolescente quando vivevo a New York e suonavo la chitarra. Inventavo canzoncini e io e la mia migliore amica ci esibivamo davanti alla nostra classe alle medie. Poi dopo tanti anni a Roma nel 99 ho formato una band Deja Vu con mio marito chitarrista, e amici musicisti dove ho suonato live nei locali della capitale facendo tantissimi serate. Quel periodo era d'oro perché la gente amava la musica dance dal vivo e ballavano sui tavoli con la nostra musica. Ho avuto occasione di suonare al Classico Village, Cafe Latino, Jive , Jam Session, Piper, stazione Birra, Heineken Green Stage, Egon e tantissimi altri locali e piazze di Roma e dintorni.

Quale è il genere musicale che ami di più?

Sicuramente il funk e soul ma piace molto l’acid jazz

Quali sono gli artisti che hanno influenzato le tue scelte musicali?

Michael Jackson, Prince, Chic, Kool and the Gang, Tina Turner, Commodores, Sade

Che cosa ne pensi dei talent show?

Penso che i talent show di adesso sfruttano i talenti per il format televisivo. Il successo è solo apparente e dura poco quel tanto che basta alle case discografiche di vendere qualche disco.

Cos' e la musica per te?

La musica per me e una delle cose più importante della mia vita. Mi ha aiutato a superare momenti negativi.  E una forma di espressione e mi da tanta energia e positività. Cantare nei locali è una delle cose che amo di più perché mi da una carica vedere le persone ballare e divertirsi con la nostra musica.

Spesso canti insieme alla tua figlia Claudia, quando hai capito che tua figlia era una brava cantante?


Ho capito che aveva talento gia da piccola con la sua predisposizione ad imitare gli artisti  che le piacevano sia nel canto che nel ballo. A 15 anni l'ho inserita con successo come corista nella band. Ha poi proseguito il percorso con gli studi e adesso lo fa a livello professionale. Ho avuto con lei l'occasione di condividere tante belle esperienze fra tutte la nostra partecipazione a Canale 5 su The Winner Is di Gerry Scotti.  Ha partecipato anche a The Voice of Italy arrivando ai Battles.  Ovvio ero nel audience facendo il tifo per lei.

Come hai passato questo periodo di lock down con il virus in italia come hai affrontato questa situazione e come ti prepari di affrontare il dopo covid nel tuo futuro artistico?

Durante il lockdown sono stata chiusa come tutti in casa... non ho avuto tanta voglia di cantare online perché troppo preoccupata dagli avvenimenti e demoralizzata per la privazione delle libertà personali. Penso che la situazione avrà strascichi sociali che sicuramente andranno avanti ancora per altro tempo interessando vari aspetti della nostra vita. Questo non predispone bene anche in campo artistico con scarse prospettive di ritornare come prima alla piena attività della band visto che la nostra musica è di aggregamento e dovrebbe fare ballare e scatenare la gente e oggi questo non si può fare.

Grazie Rose per la tua intervista aspetto di vederti a più presto di esibirsi insieme a Claudia e alla tua band

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