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Domenica, 04 Dicembre 2022

"Esprimo la vicinanza mia personale e del Governo italiano al Primo Consigliere dell'Ambasciata d'Italia ad Atene, Susanna Schlein, e la profonda preoccupazione per l'attentato che l'ha colpita, di probabile matrice anarchica. Seguo la vicenda con la massima attenzione, anche tramite il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, oggi in visita ad Atene". Lo afferma la premier Giorgia Meloni in una nota.

Susanna Schlein "è salva per miracolo perchè per fortuna non è esplosa la molotov piazzata sotto la macchina vicina all'impianto del gas che è sotto la camera da letto della sua famiglia". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine dei Med Dialogues, commentando l'attentato al primo consigliere dell'ambasciata italiana ad Atene."Probabilmente si tratta di un attentato di origine anarchica come ce ne sono stati altri", ha aggiunto.

Dalle prime indagini, la matrice dell'attentato all'auto della consigliera dell'ambasciata italiana ad Atene Susanna Schlein, "è anarchica".

E' quanto ha riferito il ministro per la sicurezza dei cittadini Panagiotis Theodorikakos al ministro dell'Interno italiano Matteo Piantedosi in un "cordiale e costruttivo" colloquio telefonico che c'è stato in mattinata.

Come riferisce il Viminale:


La Grecia ha disposto una "vigilanza rafforzata" alle sedi delle autorità diplomatiche italiane dopo l'attentato incendiario all'auto della consigliera dell'ambasciata Susanna Schlein. Lo ha detto il ministro per la sicurezza Panagiotis Theodorikakos in una telefonata al ministro dell'Interno italiano Matteo Piantedosi assicurando il "forte impegno" delle autorità greche per individuare al più presto e assicurare alla giustizia gli autori dell'attentato.

La polizia greca indaga sul rogo doloso avvenuto stanotte ad una delle auto del Primo Consigliere dell'Ambasciata italiana ad Atene Susanna Schlein, sorella dell'esponente del Pd Elly Schlein. L'attacco sarebbe avvenuto intorno alle quattro del mattino: l'auto era parcheggiata nei pressi di un condominio, ed è andata completamente distrutta dopo essere stata data alle fiamme. Le autorità hanno individuato nelle vicinanze una bomba molotov con una miccia mezza esaurita. Diciotto vigili del fuoco sono intervenuti sul luogo, mentre l'incendio stava per causare danni anche ad un'altra auto della diplomatica.

Susanna Schlein "è salva per miracolo perchè per fortuna non è esplosa la molotov piazzata sotto la macchina vicina all'impianto del gas che è sotto la camera da letto della sua famiglia". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine dei Med Dialogues, commentando l'attentato al primo consigliere dell'ambasciata italiana ad Atene. "Probabilmente si tratta di un attentato di origine anarchica come ce ne sono stati altri", ha aggiunto.

La Farnesina condanna con la massima fermezza il grave atto criminoso commesso ad Atene a danno del Primo Consigliere Susanna Schlein e della sua famiglia: durante la notte ignoti hanno incendiato una delle sue auto, andata completamente distrutta dopo un'esplosione. Svegliata da alcuni botti in rapida successione, Schlein si è accorta del tentativo di appiccare il fuoco a una seconda auto vicina alla quale è stata rinvenuta una molotov con la miccia semi-consumata. La polizia sta effettuando i necessari rilievi scientifici ed investigativi. La Farnesina esprime vicinanza e massima solidarietà a Susanna Schlein e alla sua famiglia.

 

Sul fronte delle indagini, le autorità greche si stanno impegnando per assicurare al più presto alla giustizia gli autori dell'attentato incendiario: si apprende che è stata subito disposta una vigilanza rafforzata presso le sedi delle autorità diplomatiche italiane.

 

A renderlo noto è stato il ministro greco per la sicurezza dei cittadini, Panagiotis Theodorikakos, che questa mattina ha avuto un colloquio con il ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi.

 

Fonti varie agenzie ansa

 

Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha ricevuto oggi alla Farnesina il Ministro degli Esteri greco Nikos Dendias. Un incontro definito dal Ministro Tajani in una conferenza stampa congiunta “non solo formalmente cordiale, ma anche molto positivo dal punto di vista politico. Abbiamo consolidato un’amicizia già profonda e una collaborazione economica nei tanti settori che già vedono i due Paesi impegnati positivamente.

Come si legge alla pagina ufficiale del Ministero degli Esteri,con il collega Dendias, “ci siamo trovati d’accordo sulle grandi questioni, sulla necessità di lavorare insieme per la pace, per la stabilità dell’area del Mediterraneo e per lavorare insieme, anche a livello comunitario, per affrontare il tema dell’immigrazione clandestina”. “Italia e Grecia – ha osservato il Ministro – hanno una pressione migratoria fortissima”, rilanciando l’appello ad una solidarietà europea e a soluzioni europee volte a governare i flussi migratori che percorrono la rotta mediterranea e quella balcanica. “C’è una comunità d’intenti che si è manifestata queste settimane e la posizione dell’Italia non è polemica nei confronti di nessun paese dell’Unione. Chiediamo, e credo che la Grecia lo faccia insieme a noi, a gran voce una forte azione europea a breve, a medio e a lungo termine. Soprattutto guardando con un grande interesse all’Africa”.

"La stabilità del Mediterraneo è fondamentale" e "stabilità significa anche ridurre i contenziosi nell'area del Mediterraneo. Iniziative unilaterali o minacce non servono a creare stabilità nel Mediterraneo. Come è noto, la posizione dell'Italia e dell'Unione europea è che la sovranità della Grecia sulle isole del Mare Egeo non può essere assolutamente messa in discussione, e ricordiamo che tutti i problemi devono essere risolti con il dialogo e non con le minacce unilaterali". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in conferenza stampa con l'omologo greco Nikos Dendias, esprimendo la posizione dell'Italia in merito alle recenti tensioni tra Grecia e Turchia sulle isole del mare Egeo.

Per una maggiore stabilità del Mediterraneo, ha proseguito Tajani, "serve però una presenza più forte dell'Unione europea, ecco perché abbiamo sempre insistito sulla necessità di una politica estera europea e una politica di difesa europea.

Stabilità del Mediterraneo significa lavorare ancora di più con i Paesi del nord dell'Africa, trovare soluzioni per sconfiggere terrorismo e garantire stabilità al Sahel, lavorare per garantire stabilità anche al Medio Oriente e i Balcani". I balcani sono "molto importanti per noi - ha sottolineato -. Per questo sarò con Crosetto in Kosovo e Serbia la prossima settimana, per favorire la stabilità. I Balcani sono Europa e ci sono Paesi candidati a membri Ue e altri che possono esserlo.

Tutta l'area deve veder calare le tensioni, e noi italiani, insieme alla Grecia e altri Paesi dell'Ue possiamo avere questa funzione di stabilità. Teniamo poi conto che i Balcani sono vicini alla zona più calda di questo momento, che è la frontiera tra l'Europa e la Federazione russa e l'Ucraina".


Il Ministro Tajani ha tenuto a sottolineare il “clima disteso” che ha avvertito nella riunione di due giorni fa a Bruxelles con i colleghi europei: “Ho colto orecchie attente da parte di tutti i paesi dell’Ue, si vuole cercare una soluzione positiva”.

Anche in relazione alla stabilità del Mediterraneo, il Ministro Tajani ha affermato che “è fondamentale una presenza più forte dell’Ue”. Un percorso che, a suo avviso, ha bisogno di “lavorare ancora di più con i paesi del Nord Africa, di trovare soluzioni per sconfiggere il terrorismo e di garantire stabilità in Medio Oriente e nei Balcani”.

Con riferimento ai tragici fatti avvenuti ieri in Polonia, il Ministro Tajani ha affermato che la Farnesina segue con grande attenzione l’evolversi della situazione. Il Ministro ha infine ribadito il proprio impegno per una de-escalation del conflitto in Ucraina, col fine ultimo di raggiungere una pace basata sulla giustizia, la quale non può prescindere dall’indipendenza dell’Ucraina e dal rispetto del diritto internazionale.

Oggi ho avuto un proficuo incontro di lavoro con il ministro degli Esteri ellenico Nikos Dendias, scrive Stefania Craxi sul suo profilo ufficiale facebook,una discussione utile nel corso della quale abbiamo esaminato i principali dossier che accomunano le agende di italia e grecia, due Paesi che condividono il medesimo destino e la medesima proiezione europea e mediterranea.

Partendo dall’impegno a rafforzare le relazioni bilaterali tra Roma e Atene per offrire impulso ulteriore al già ottimo legame esistente, sino allo scambio di vedute sul futuro dell'Unione Europea, chiamata a muovere decisi passi in avanti in termini di soggettività politica per rispondere in maniera coesa e determinata alle nuove sfide che il contesto internazionale profila all’orizzonte, con Dendias abbiamo naturalmente affrontato anche la delicata tematica relativa alla regolamentazione dei flussi migratori, e convenuto sulla necessità di una risposta europea ad un problema Globale che non può ricadere in via esclusiva sulle spalle delle realtà rivierasche.

Occorrono la responsabilità e la solidarietà di tutti gli Stati membri verso i Paesi che rappresentano la frontiera meridionale dell’UE, occorre prendere consapevolezza del fatto che quello migratorio è un fenomeno epocale, non contingente, destinato a segnare il corso dei prossimi decenni.

Un fenomeno complesso che assume risvolti sociali importanti e necessita dunque di attenzione, approccio equilibrato, capacità di intervento immediato, azioni coordinate e definizione di una strategia di medio e lungo termine che vada oltre la pura gestione dell’emergenza. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi intendo dunque promuovere un esercizio di
diplomazia parlamentare che a livello bilaterale e multilaterale coinvolga tanto le realtà che si affacciano sulla sponda nord e sud del mediterraneo quanto i principali partners comunitari, per articolare un dialogo propositivo e sensibilizzare in materia.

Nel corso dell’incontro con il ministro degli Esteri greco continua Stefania Craxi, abbiamo infine convenuto sul fatto che il sostegno all’ Ucraina non deve venire certamente meno, sulla necessità di evitare pericolose escalation del conflitto che potrebbero spalancare le porte a scenari ancor più catastrofici, sull’importanza di ricercare ogni spiraglio utile a favorire il passo della diplomazia, orientandosi verso un futuro di pace e rispetto del diritto internazionale.


Fonti  Ministero degli Esteri / Pagina Stefania Craxi / Ansa 

 

 

 

Una doppia allerta è scattata giovedì sera all'aeroporto internazionale di Atene "Eleftherios Venizelos" per due voli, operati dalla compagnia degli Emirati Arabi Uniti Emirates, verso New York e Dubai, dopo che gli Stati Uniti hanno avvertito della presenza di un passeggero potenzialmente "sospetto". Si è attivata l'unità antiterrorismo. Secondo il quotidiano Ekathimerini è stata un’informativa dell’intelligence statunitense a dare il là a una serata ad alta tensione.

Non è ancora chiaro cosa sia successo al volo Boeing 777 con 246 persone a bordo (228 passeggeri e 18 membri dell’equipaggio) tornato al punto di partenza dopo poche ore. Il volo sarebbe  partito da Atene alle 17.22 diretto a New York. Ma è tornato all’aeroporto di partenza alle 22.31 atteso dalle forze dell’ordine. Il dietrofront sarebbe avvenuto dopo la ricezione di informazioni dall’intelligence statunitense sulla presenza di un passeggero “sospetto” a bordo. Lo riferiscono a Reuters fonti della polizia greca. Quando è scattato l’allarme l’aereo si trovava sopra la Sardegna. Non è ancora chiaro cosa abbia fatto scattare l’allarme ma sono scattati i protocolli di sicurezza in mezza Europa.

Secondo al ricostruzione fatta dal Corriere della Sera, una volta che il velivolo si trovava nello spazio aereo italiano il Centro di controllo d’area di Brindisi, che confina con quello greco, ha ricevuto dai colleghi di Atene l’allarme terrorismo. A quel punto è stata trasmessa la comunicazione di emergenza ai francesi perché il velivolo stava per passare sulla Corsica. Così è scattato il divieto a proseguire nello spazio francese. Secondo quanto riporta LaPresse, a tutti i responsabili degli impianti radar italiani è stato inviato un Notice to Airman con allerta “hijacking”, tecnicamente l’avviso di allarme per un possibile dirottamento a bordo.

L’aereo ha effettuato alcuni giri tra Olbia e Alghero, al nord della Sardegna, in attesa dell’autorizzazione da parte della Francia a proseguire il viaggio. Ma l’autorizzazione è stata negata. Secondo quanto riportato dall’Agi, l’aereo ha invertito la rotta mentre si trovava nello spazio aereo italiano, nei pressi della Sardegna, ed è stato scortato nel viaggio di ritorno da due aerei combattimento F-16 delle forze armate greche, con l’ordine di non sorvolare la terraferma. La Presse riporta che è possibile che all’origine dell’inversione di rotta ci sia stato un problema tecnico, ma non si esclude la presenza di un passeggero sospetto a bordo. Sono in corso gli accertamenti delle autorità aeronautiche.

Da Marsiglia, è stata negata la richiesta di entrare nello spazio aereo nazionale. A quel punto il Boeing ha effettuato diversi sorvoli tra Olbia e Alghero, rimanendo nella parte settentrionale della Sardegna e infine si è diretto verso il sud, sopra il Mediterraneo, per tornare indietro allo scalo di Atene atterrando alle 22.07 ora locale. Nel corso della discesa è stato anche affiancato da due caccia F16 delle forze aeronautiche della Grecia.

Solo successivamente è stato chiarito che i piloti non avevano lanciato alcun allarme, in particolare il 7500, che corrisponde ad atti illegali a bordo. Dalla ricostruzione effettuata, una telefonata anonima sarebbe arrivata agli 007 americani che hanno trasmesso l’allarme, per precauzione, ai funzionari greci. La segnalazione riguardava due voli Emirates: uno con destinazione Dubai, che è stato controllato, l’altro direzione New York, ma quest’ultimo era già partito e da qui la decisione di farlo rientrare.

Tutti i passeggeri sono stati ispezionati, compreso un uomo su cui sono concentrati i sospetti, ma non è emerso nulla di anomalo.
Secondo quanto riportato da Repubblica, oltre al volo diretto a New York, anche un altro Boeing diretto a Dubai è stato coinvolto nell’emergenza. Il velivolo era già sulla pista della capitale greca, in attesa del via libera per il decollo, quando è stato bloccato e circondato dalle squadre antiterrorismo. Tutti i passeggeri sono stati sbarcati, assieme ai bagagli, e sottoposti a controlli di polizia per oltre tre ore.

Fonte il Riformista / today e varie agenzie

Da sabato 29 ottobre a martedì 1° novembre all’Olimpia Cilento Resort di Marina di Ascea (Salerno) si è svolta la festa dell’Associazione nazionale famiglie numerose (Anfn), associazione che ha raggiunto la maggiore età essendo stata fondata 18 anni fa, nel 2004, da Enrico Cinelli e Mario Sberna.  L’occasione ha visto anche la prima uscita pubblica della ministra della Famiglia, della Natalità e delle Pari Opportunità, Eugenia Roccella, che, in un messaggio video inviato all’Associazione, ha sottolineato come la politica cominci a mettere a fuoco il problema della denatalità. “Abbiamo delle scadenze - ha detto Roccella -, per esempio quella di riformulare l’assegno unico. Quella riforma ha avuto il pregio di essere strutturale, non un bonus una tantum, però va corretta e riformulata perché così com’è sappiamo benissimo che penalizza proprio le famiglie numerose”.  La natalità è strettamente collegata allo sviluppo economico, ma non solo, “la famiglia è il cuore della comunità”. “Affinché le donne siano davvero libere di essere madri – ha concluso – si tratta di riannodare quella rete di sostegno una volta affidata alla rete di parentela, che oggi si è smagliata e va in qualche modo riannodata”. Anche perché la scelta di una coppia di mettere al mondo uno o più figli è adesso confinata a scelta privata, ed invece è orientata al bene comune. L’assemblea ha eletto la nuova coppia di presidenti, Anna e Alfredo Caltabiano: «Diciotto anni fa, per la prima volta, chiedemmo al governo interventi di politica familiare strutturali, perché li ritenevamo unica soluzione possibile per provare a frenare l’inverno demografico. Oggi in molti sembrano essersi resi conto della gravità del fenomeno. Ogni anno nascono, in media, 20mila bambini in meno rispetto all’anno precedente: di questo passo quanto ancora potrà reggere l’attuale modello di welfare?». C’è qualche barlume di speranza? La soluzione potrebbe essere quella di «rendere “appetibile” il terzo figlio» dice ancora il neopresidente di Anfn. Perché «una Italia senza giovani è una Italia senza idee, senza le migliori energie, capaci di guardare il futuro». Un Paese che non genera futuro ha poi problemi, ad esempio, a pagare le pensioni, ad assicurare solidarietà tra generazioni. Di qui l’utilità di investire sulla famiglia, «da inserire tra le priorità dell’agenda politica» ha ribadito la ministra Roccella, anche se tra le priorità dell’Anfn c’è la richiesta del  riconoscimento di un anno di contributi figurativi per ogni figlio messo al mondo,  una profonda revisione dell’Isee da utilizzare solo per le politiche assistenziali. Ancora: «Un fisco a misura di famiglia: nel nostro sistema fiscale non esiste alcun meccanismo che riconosca l’equità orizzontale, ossia che consideri quante persone vivono sul reddito che viene tassato». Dal 2005 Anfn chiede la riduzione dell’Iva sui pannolini. «Chiederemo un impegno del governo nella diffusione del network Comuni amici della famiglia. Il rilancio della carta famiglia, scaduta a dicembre del 2021, da riempire di contenuti e convenzioni». Tre giovani che sorreggono un’Italia vecchia e ammalata: è l’immagine scelta da Rachele Bernardini (in arte Tartitarta) - giovane designer toscana - per accompagnare la nuova campagna di Anfn ed è proprio così, sono i giovani che possono sostenere il nostro Paese e dargli un futuro e  rispondere all’invito rivolto dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, che domenica si è collegato in streaming con le famiglie numerose: «Trasmettete il gusto della vita» testimoniando «la bellezza di essere in tanti»: la famiglia numerosa è scuola di accoglienza, di condivisione. E la famiglia numerosa è una scelta “possibile” e necessaria.

 

Si è conclusa con soddisfazione degli organizzatori e del pubblico  l'iniziativa "Fair Play for Peace".
Nei giorni 3 e 4 novembre, l’ European Fair Play Movement (EFPM), con il Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP) e il sostegno di FUJIFILM, si  è data  appuntamento a Roma per questo storico evento in occasione del sessantacinquesimo anniversario della Firma del Trattato di Roma, quando di fatto nacque l’Europa Comunitaria, per volontà dei padri nobili guidati da Robert Schuman.  L’EFPM, presieduto dal belga Philippe Housiaux, olimpionico e leader nel campo della comunicazione, promuove dal 1994 i valori shakespeariani propri del fair play, essenziali per l’etica dello sport, ma anche per la qualità della vita nella società civile e mai come adesso propedeutici per il sentimento di pace.

Per questo, i 42 Paesi che fanno capo a EFPM sono venuti con i loro rappresentanti nella Città Eterna e hanno dato vita ad una due giorni straordinaria  piena di contenuti, non soltanto dal forte valore simbolico.
Il giorno 3 Novembre è toccato alla  Giuria di European Fair Play Movement (EFPM) composta da Danira BIilic (CRO), Raymonds Bergamis (LAT), Alena Kanova (SVK), Rinaldo Orland (ITA), Ryszard Standniuk (POL), e presieduta da Katarina Raczova (SVK). Sono stati resi infatti noti i premiati dei Premi Fair Play Europei conferiti a diverse personalità, organizzazioni, campagne promozionali per l’anno 2022 nelle diverse categorie previste da EFPM e che sono state consegnate con una solenne cerimonia di premiazione al Salone d’Onore del CONI al Foro Italico.

Le conclusioni il giorno 4 Novembre, durante i lavori congressuali in Campidoglio.  È stata  sottoscritta la Carta per la Transizione Etica dell’Europa ed è stato conferito il “ FAIR PLAY FOR PEACE “ International Award alla  Norwegian Nobel Committee.
Infine, e non ultimo, da ricordare il Congresso Scientifico di altissimo profilo, “GENDER EQUALITY IN SPORT”, che si è svolto sempre nella Sala della Protomoteca in Campidoglio e che ha visto impegnate figure strategiche dello sport e del mondo accademico su di un tema anch’esso di assoluta attualità.
Sono stati due giorni  intensi, che assumono la valenza di pietra fondante di un nuovo percorso morale da promuovere tutti insieme,  a livello globale e trasversale.

Fonte L.Bernardini

 

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