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Sabato, 22 Febbraio 2020

“Pompei è una storia di rinascita e riscatto, un modello per tutta Europa nella gestione dei fondi comunitari. Un luogo in cui si è tornati a fare ricerca e nuovi scavi archeologici grazie al lavoro lungo e silenzioso delle tante professionalità dei beni culturali che hanno contribuito ai risultati straordinari che sono sotto gli occhi di tutti e che sono motivo di orgoglio per l’Italia.”
Dario Franceschini
Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo

“A Pompei non è più il tempo delle emergenze. Abbiamo davanti a noi nuove e importanti sfide per la tutela, la conoscenza e la valorizzazione degli scavi e del territorio”.
Massimo Osanna
Direttore del Parco archeologico di Pompei

GRANDE PROGETTO POMPEI
Si conclude con la messa in sicurezza delle Regiones I, II e III il piano straordinario di salvaguardia delle strutture archeologiche della città antica di Pompei, avviato nel 2014 con il Grande Progetto Pompei.
In cinque anni sono stati eseguiti 76 interventi relativi ai 5 piani di intervento previsti dal Grande Progetto Pompei, di cui 51 per il piano delle opere (interventi su strutture archeologiche), 8 per il piano della conoscenza, 2 per il piano della sicurezza, 7 per il piano della capacity building, 8 per la fruizione e comunicazione.
75 sono gli interventi conclusi, di cui su 5 cantieri sono in corso le fasi di collaudo. Resta in via di conclusione il cantiere “di intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo” (GPPM), ovvero dei 3km di perimetro che costeggia l’area non scavata di Pompei. Di questo grande cantiere è stato già portato a termine l’intervento sui fronti di via del Vesuvio, di recente restituita alla fruizione con l’apertura della casa di Leda e il cigno, e nell’area del cosiddetto “cuneo”, dove sono venute in luce due domus di pregio con suggestivi affreschi, mosaici e reperti e il vicolo dei balconi, che ha ricongiunto il vicolo delle Nozze d’argento con l’arteria principale di via di Nola.
Il totale della spesa al 30 gennaio 2020 è di 92 milioni di euro.



Messa in sicurezza nelle Regiones I, II e III
Il cantiere diretto da un team di architetti, archeologi, ingegneri e restauratori si è concluso dopo quindici mesi di lavoro, interessando una vasta area – le Regiones I e II nel quadrante sud orientale della città e la Regio III, solo parzialmente scavata, che si sviluppa tra via dell’Abbondanza a sud e via di Nola a nord, comprendente le botteghe e i numerosi thermopolia lungo la via Stabiana, le domus poste tra via dell’Abbondanza e via di Castricio, le grandi dimore urbane di Octavio Quartio e Giulia Felice, la casa del Triclinio all’aperto e il Foro Boario con gli annessi vigneti fino all’Anfiteatro.
I lavori hanno attuato interventi specifici di restauro strutturale delle murature, messa in sicurezza degli apparati decorativi e rifacimento delle coperture, oltre che nella messa in opera controllata di presidii per salvaguardare situazioni specifiche di instabilità delle strutture murarie. In particolare, l’utilizzo di presidii statici sempre più snelli e sofisticati ha consentito di liberare le strade e le antiche strutture da ingombranti puntelli. Il rifacimento dei battuti dei pavimenti ha poi migliorato il livello di fruizione delle aree.
Resta in via di completamento il grande intervento di consolidamento dei fronti di scavo, con i 3 chilometri di perimetro che costeggia l’area non scavata di Pompei con il cosiddetto cuneo nella Regio V. Già alla fine del 2018, lungo via del Vesuvio, la restituzione alla fruizione della strada ha permesso di rendere visibile per la prima volta al pubblico la domus di Leda e il cigno, uno dei ritrovamenti più recenti e suggestivi dei
nuovi scavi della Regio V.

LA CASA DEGLI AMANTI
Portata alla luce nel 1933, prende il nome dal verso inciso in un quadretto con anatre sul fondo del peristilio che recita Amantes, ut apes, vitam melitam exigunt (Gli amanti conducono, come le api, una vita dolce come il miele). La casa, situata nel cuore della Regio I, era chiusa al pubblico dagli anni Ottanta quando, con il sisma, si rese necessario realizzare un ordito di puntelli a sostegno della copertura dell’atrio e del peristilio, occultando e stravolgendo la lettura degli spazi e delle decorazioni della domus. Negli anni lo stato di conservazione della domus era divenuto tale da impedirvi l’accesso perfino ai tecnici. La particolarità più rilevante dell’abitazione consiste nella presenza e nella conservazione pressoché completa del secondo piano del peristilio (giardino colonnato), un tempo accessibile attraverso una scala nel portico settentrionale (di cui è visibile la traccia sulla parete di fondo). Questo secondo piano sembra essere stato aggiunto nel corso del I secolo d.C. Lo stato di sostanziale integrità in cui furono rinvenute le strutture pertinenti al livello superiore permise, già all’indomani dello scavo, di recuperare la configurazione originaria di questo spazio, restituendo alla percezione e alla conoscenza una soluzione architettonica (peristilio a doppio ordine), che ad oggi rappresenta un unicum a Pompei. Fatta eccezione per le pitture delle fauces e per alcuni pavimenti del II stile, le pitture presenti nella domus furono realizzate in IV stile nel corso del I sec. d. C. In questa domus la messa in sicurezza ha riguardato anche il consolidamento della copertura e dei solai. L’intervento di ripristino delle coperture dell’atrio si è posto in continuità con la riconfigurazione che la domus aveva ricevuto nel complesso, durante i lavori di restauro degli anni trenta concomitanti allo scavo. Alcuni oggetti rinvenuti nella casa (un braciere, un bacile, una lucerna in bronzo e delle cerniere in osso) sono esposti in una vetrina collocata nell’atrio. L’esposizione rientra nel progetto di musealizzazione diffusa, già avviata da tempo in diversi edifici degli scavi, allo scopo di ricollocare e contestualizzare i reperti negli ambienti del loro ritrovamento.

LA CASA DELLA NAVE EUROPA
La domus deve il suo nome al grande graffito inciso sulla parete nord del peristilio, dove è raffigurata una grande nave da carico, chiamata “Europa”, affiancata da altre imbarcazioni minori.
La casa, il cui nucleo originario risale al III sec. a. C., ha avuto una storia edilizia complessa fatta di numerose modifiche e ampliamenti; nella sua veste attuale, presenta un ampio peristilio con numerosi ambienti disposti in successione sui lati settentrionale e occidentale. Le monumentali colonne in tufo del peristilio e le decorazioni in I stile conservatesi in alcuni ambienti serbano memoria delle fasi edilizie più antiche e dei momenti di maggiore splendore della domus.
Di particolare pregio è la decorazione nel cubicolo adiacente all’ingresso, dove il finto rivestimento a blocchi di marmo colorato, tipico di questo stile decorativo, è arricchito dalla presenza, nella parte superiore della parete, di semicolonne ioniche realizzate anch’esse in stucco.
Nell’ultima fase di vita della città, la domus doveva, con ogni probabilità, ospitare un’attività produttiva di tipo agricolo; il settore posteriore della casa era, infatti, occupato da un ampio spazio verde, posto su due livelli, coltivato essenzialmente a vi- gneto con un piccolo orto per legumi e ortaggi.


LA CASA DEL FRUTTETO
La casa è stata interessata da interventi di messa in sicurezza nonché dal restauro degli apparati decorativi, questi ultimi realizzati con fondi ordinari del Parco archeologico di Pompei.
Limoni e corbezzoli, piante da frutto e ornamentali, uccelli svolazzanti, e un albero di fico a cui è avvinghiato un serpente. Così erano decorati i cubicoli floreali della casa del Frutteto a Pompei. Una vegetazione lussureggiante dipinta sulle pareti, ad avvolgere il riposo degli antichi abitanti di questa dimora posta su via dell’Abbondanza, che conserva uno dei più begli esempi di pittura di giardino rinvenuti nella città.
Gli affreschi raffigurano in uno degli ambienti un giardino luminoso, immaginato di giorno nel pieno rigoglio del verde, con una precisione di dettagli tale da rendere possibile il riconoscimento delle specie vegetali e nell’altro, un giardino immerso nel buio della notte, con tre alberi di diversa grandezza, tra cui il grande fico con il serpente, auspicio di prosperità.
A differenza di altre case dove la pittura di giardino era riservata alle sale di rappresentanza, qui la si trova nei cubicoli. In alcuni ambienti, le raffigurazioni sono, inoltre, arricchite da motivi egizi con riferimenti a Iside, probabile segno di devozione alla dea da parte del proprietario.
La domus, scavata parzialmente nel 1913 e poi nel 1951, presenta il classico impianto ad atrio, attorno al quale si dispongono vari ambienti e nella parte posteriore uno spazio verde con un triclinio estivo, utilizzato durante la stagione calda in alternativa al più interno triclinio.
I giardini ornamentali, sia raffigurati sulle pareti ad ampliare lo spazio visivo degli ambienti, sia come spazi verdi interni, laddove la dimora lo consentiva, caratterizzavano molte delle abitazioni dell’antica città.

POMPEI IN CIFRE
GRANDE PROGETTO POMPEI
• Importo complessivo: 105 milioni di euro
• Cofinanziamento UE: 75%, quota nazionale: 25%
• Interventi finanziati: 76
MESSA IN SICUREZZA DEL SITO ARCHEOLOGICO
50 km di colmi murari
30.000 metri cubi di murature, 10.000 metri quadri di intonaci.
INTERVENTO DI MESSA IN SICUREZZA DEI FRONTI DI SCAVO
2,7 km.
SCAVO DEL CUNEO
Oltre 2000 metri quadri di superfice indagata nel cuneo, nell’ambito dell’intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo.
IMPRESE COINVOLTE:
-781 gli operatori Economici (le imprese) coinvolti nel GPP.
SCOPERTE NELLA REGIO V:
-è stata portata in luce un’ulteriore parte della città antica, con vicoli e domus, rivelando apparati decorativi (affreschi, mosaici) di grande pregio oltre a numerosi reperti (tra cui diversi oggetti di uso quotidiano) e a ritrovamenti di vittime dell’eruzione.
Nell’area del cosiddetto cuneo, posto tra la casa delle Nozze d’argento e il vicolo di Marco Lucrezio frontone sono emerse 2 domus e “il vicolo dei balconi”, che ha permesso di ricongiungere la grande arteria di via di Nola, già alla luce e visitabile dai turisti, con il vicolo delle Nozze d’argento, finora non interamente riportato in luce.
-30.000 mc di materiale di scavo (lapilli, cenere e terreno rimosso nel corso dell’intervento).
-1167 cassette e 168 colli di reperti archeologici (tra frammenti di intonaci, marmi, gocciolatoi, vasi in vetro, oggetti in bronzo e altro ), 73 anfore di cui 52 integre, 7 ricomponibili e 14 tagliate e riutilizzate per altri scopi.
Archeologi, architetti, restauratori, ingegneri, geologo, vulcanologo, antropologo, paleobotanico, zooarcheologo.
Tecniche di rilievo (Drone, asta telescopica, laser scanner, georadar); Indagini di conoscenza delle strutture e tecniche murarie (endoscopia, prove soniche, prelievo di campioni di malte nella fase immediatamente successiva allo scavo); indagini sui reperti durante le attività di scavo (indagini paleobotaniche sui reperti rinvenuti nei giardini, analisi morfologiche e chimico fisico per la determinazione dei materialiutilizzati, analisi palinologiche); analisi antropologiche.
TONNELLATE DI MATERIALE
REPERTI RINVENUTI NELLA REGIO V
PROFESSIONISTI COINVOLTI
TECNOLOGIE UTILIZZATE NEI CANTIERI DI SCAVO
PERCORSO POMPEI PER TUTTI
4 Km di itinerario facilitato per persone con difficoltà motoria.

45 EDIFICI MESSI IN SICUREZZA E RESTAURATI DALL’INIZIO DEL GRANDE PROGETTO POMPEI
1. Tempio di Iside 24.
2. Casa della Venere in Conchiglia 25.
3. Praedia di Giulia Felice 26.
4. Casa dei Pigmei 27.
5. Casa del Criptoportico 28.
6. Casa dell’Efebo 29.
7. Casa del Cinghiale 30.
8. Orto Botanico 31.
9. Edifici municipali 32.
10. Casa dei Mosaici Geometrici 33.
11. Fullonica di Stephanus 34.
12. Casa della Regina Carolina 35.
13. Casa di Fabius Amandius 36.
14. Casa del Sacerdos Amandos 37.
15. Casa di Loreio Tiburtino 38.
16. Casa di Paquio Proculo 39.
Casa dei Vetii (Atrio)
Villa dei Misteri
Casa della Fontana Piccola Casa del Labirinto
Casa dell’Adone Ferito Casa dell’Ancora
Casa della Fontana Grande Casa dei Ceii
Casa di Romolo e Remo Casa di Trebio Valente Casa del Larario Fiorito Domus e Botteghe
Casa del Triclinio all’aperto Casa del Marinaio
Terme del Foro
Terme Centrali
Casa di Trittolemo
17. Casa di Marco Lucrezio su Via Stabiana
18. Casa della Calce
19. Casa del Medico
20. Teatro Piccolo (Odeion)
21. Piccolo Lupanare
22. Casa di Obellio Firmo
23. Casa di Marco Lucrezio Frontone

I VISITATORI DAL 2014 al 2019
2014: 2.668.178
2015: 2.978.884
2016: 3.209.089
2017: 3.418.733
2018: 3.649.374
2019: 3.937.468
41. Casa degli Amorini Dorati
42. Casa di Leda e il Cigno
43. Casa degli Amanti
44. Casa della nave Europa
45. Casa del Frutteto
(Alcuni di questi edifici aprono a rotazione, per evitare pressione antropica)
+ 47,5%

LE MOSTRE DAL 2014
1. Pompei e l’Europa
2. Mito e Natura
3. Egitto Pompei
4. Pompei e i Greci
5. Pompei e gli Etruschi
6. Casa del Bracciale d’Oro
7. Alla Ricerca di Stabia
8. Per Grazia Ricevuta
9. Corpo del Reato
10. Gli Arredi della Casa di Giulio Polibio
all’Antiquarium di Pompei
11. Mitoraj a Pompei
12. Pompei@Madre. Materia Archeologica
I CONCERTI
Gli scavi sono poi tornati a essere un palcoscenico d’eccezione con i concerti di David Gilmour, Elton John e Ludovico Einaudi, Marcus Miller, James Taylor, King Crimson ma anche con la rassegna di drammaturgia antica Pompeii Theatrum Mundi, (quest’anno alla 4° edizione), un progetto quadriennale in collaborazione con il Teatro Stabile di Napoli.
13. Picasso e Napoli: Parade
14. Casciello Pompei
15. EXPANDED INTERIORS
16. Pompeii’s Re-Birth, il terzo paradiso
di Michelangelo Pistoletto
17. Lara FAVARETTO DIGGING UP. Atlas
of the blank memorie
18. CAI GUO QIANG performance di
esplosione artistica all’Anfiteatro
19. “DO UT DO, la morale dei singoli”
20. Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei
21. Pompei e Santorini, l’eternità in un giorno

GLI SCAVI DELLA REGIO V: IL CUNEO
Dopo decenni si è tornati a scavare in quella parte della città mai indagata finora. Le indagini in corso hanno restituito dati significativi per la conoscenza della città antica, oltre ad eccezionali scoperte.
Tali attività di studio e ricerca archeologica costituiscono la base imprescindibile delle attività di tutela e valorizzazione, in quanto solo la conoscenza approfondita del contesto archeologico può garantirne la corretta salvaguardia nel tempo.
I nuovi scavi rientrano in un più grande intervento di messa in sicurezza che sta interessando gli oltre 2,7 km di fronti che costeggiano i 22 ettari di area non scavata allo scopo di riprofilare i fronti, rimodulandone la pendenza e mettendoli in sicurezza, per evitare la minacciosa pressione dei terreni sulle strutture già in luce. Nell’area del cosiddetto “cuneo”; in particolare, si è reso necessario, al fine di proteggere gli edifici emersi già nell’800, procedere a un vero e proprio scavo di oltre 2000 mq di estensione per arretrare il fronte e garantire la sicurezza delle strutture in luce.
È stata portata in luce un’ulteriore parte della città antica, con vicoli e domus, rivelando apparati decorativi (affreschi, mosaici) di grande pregio oltre a numerosi reperti (tra cui diversi oggetti di uso quotidiano) e a ritrovamenti di vittime dell’eruzione.
Nell’area del cosiddetto cuneo, posto tra la casa delle Nozze d’argento e il vicolo di Marco Lucrezio frontone sono emerse 2 intere domus (la casa del Giardino e la casa di Orione) e “il vicolo dei balconi”, che ha permesso di ricongiungere la grande arteria di via di Nola, già alla luce e visitabile dai turisti, con il vicolo delle Nozze d’argento, finora non interamente riportato in luce.
Lungo il fronte di via del Vesuvio, invece, è emersa la casa di Leda e il cigno, che prende nome dal raffinato affresco di Leda, pertinente ad un’alcova; con il bel atrio di Narciso alle spalle.

“Gli amanti conducono, come le api, una vita dolce come il miele
Verso inciso su una parete de
“la Casa degli Amanti”

Cosa fa un esercito di occupazione quando si installa in un Paese ? Occupa la terra, costringe i residenti a seguire il suo stile di vita. Attua misure contro gli abitanti, propaganda le sue convinzioni e ricorre all'uso della forza per imporre. Ecco, è proprio quello che sta accadendo in Grecia da parte dei migranti che sembrano “dimenticare” che sono ospiti nella Repubblica Ellenica e costringono i Greci a sentirsi ospiti nella loro stessa terra. Se qualcuno è un rifugiato di guerra o la sua vita è in pericolo nella sua patria, sembrerebbe opportuno che quando arriva nel Paese che gli offre asilo sia grato a esso, rispetti la sua storia, il suo popolo, i suoi valori e le sue leggi. Lo stesso potrebbe valere per un immigrato che vuole recarsi in un Paese in cui spera di trovare un futuro migliore.

In Grecia, al contrario, gli immigrati clandestini (che i media chiamano “rifugiati”, cercando artificialmente di legalizzarli davanti alla coscienza morale dei cittadini) occupano spazi che non gli appartengono, usano la violenza, bloccano le strade, commettono reati contro il patrimonio pubblico, si comportano in modo aggressivo nei confronti dei residenti e della polizia, e affermano di sentirsi offesi quando vedono simboli che rappresentano il cristianesimo. Gli ospiti tentano di impadronirsi della casa.

Recep Tayyip Erdogan non ha mai fatto mistero della volontà di usare i flussi migratori come arma per minacciare non solo la Grecia ma l'intera Europa. La Turchia ha al suo interno almeno 3.6 milioni di profughi siriani, per trattenere tutti all'interno del paese l'Unione Europea ha stretto nel 2016 un accordo con Ankara da tre miliardi di Euro all’anno.  

Per capire meglio cosa succede ho parlato telefonicamente con l amico Socrate Monachos, abitante del isola di Samos e mi ha descritto una situazione di quello che succede alle isole Greche vicino alla Turchia, piene di immigrazione clandestina, ormai fuori controllo e insopportabile per i abitanti di Samos Lesvos e altre Isole...Ringrazio Socrate per la sua disponibilità di raccontare una verità che purtroppo qui in Italia nessuno racconta, il dramma degli abitanti delle Isole Greche, le lampedusa come vengono chiamate, perché sono in prima linea e pochi km dalla Turchia ... 

Caro Socrate cosa succede realmente alle isole Greche  ?  

Buongiorno da Samos parlando delle isole di  Lesbo e di Samos gli immigranti sono ormai 25.000 e a Samos 10.000..Cioè' un quarto dell'intera popolazione di Lesbo e un terzo di quella di Samos. E non sono più' per la maggior parte profughi.
Sono migranti economici che vengono dal Asia , Afghanistan ( a mio avviso ma non solo mio, ma anche di tanti abitanti di Samos sono delinquenti per la maggior parte ormai ), Pakistan , Iraq ,Algeria Marocco, dall'Africa subsahariana e da tanti altri paesi dove non solo non esiste nessuna guerra ma addirittura sono in via di sviluppo.  

Come arrivano i migranti economici alle isole greche, qui  in Italia per esempio gli portano le Ong.

Ogni settimana c'è' un volo da Congo Kinshasa per Constantinoupoli con  biglietto da prezzo irrisorio. Appena sbarcati ,il governo turco li concede un visto elettronico e li manda in campi controllati. Da qui li manda sulla costa nelle mani degli scafisti. Questi ultimi si fanno pagare il biglietto che varia da 600 a 1200 euro e , o mandano un turco che si sacrificherà' perche' sara' arrestato oppure istruiscono sommariamente uno dei clandestini sul come comandare il gommone fino alle acque territoriali Elleniche. Sempre il perfetta sintonia con le famigerate ONG ( MKO in Ellenico ) che agiscono indisturbate sull'isola senza dar conto a nessuno. Spendono tanti soldi della provenienza dei quali nessuno sa spiegare. Si parla sottovoce di Soros . Ma sono voci della strada. Queste ONG sono poi composte da giovani da tutta l'Europa gente senza nessuna professione ,con dei precedenti di droga  e di movimenti sospetti oltre naturalmente alla collaborazione con gli schiavisti della costa opposta.  Ultimamente il governo Ellenico ha annunciato che comincerà' dei controlli su queste ONG. Staremo a vedere.
Perché' le ONG sono  " come un negozio " e i " lathro..  l'immigrazione clandestina " ( λάθρο ) come li chiamiamo noi qui in Grecia , sono i clienti. Se viene a mancare il negozio e' chiaro che mancheranno anche i clienti. E viceversa , se mancheranno i clienti le ONG alzeranno i tacchi.

Come si comportano ?  

In mezzo a questi 10.000 di Samos ci sono quasi 1000 minorenni.Nessuno sa spiegare dove hanno trovato la grossa  somma per il loro biglietto e chi li porta e perché'.
Nel frattempo l'ospedale di Vathi e' pieno di questi clandestini che, accompagnati da questa gentaglia delle ONG , pretendono de essere curati per primi  e fuori fila sulle spalle del contribuente Ellenico. Gli abitanti di Vathi non ne possono piu'. Perché' stanno svaligiando tante case,distruggendo parchi ,rubando in continuazione.
La polizia li arresta , li porta al tribunale dove , dietro consigli e suggerimenti delle ONG si dichiarano minorenni e il tribunale e' costretto a liberarli.
Certo che vivono in condizioni difficili in tende di fortuna. Ma non e' mica colpa nostra.
Esiste anche una piccolissima minoranza che ci guadagna . Sono quelli che affittano le loro case e i loro locali alle ONG ( pagano senza guardare il prezzo )e qualche supermercato di fortuna che sopravvive con loro
Curiosita' : Tutti hanno un telefonino ultra moderno , ultimo grido. Ma non hanno documenti perché' li " perdono " durante il tragitto  per dichiararsi profughi.
Appena sbarcati , con la gentile collaborazione delle navi della FRONTEΧ che li raccolgono , mandano delle selfie a quelli che aspettano sulla costa turca per dare le istruzioni necessarie.
I membri delle ONG hanno ( Non so perché' . Forse per non essere captati facilmente ???? ) telefonini con la carta e la rete turca.

Cosa fa il Governo Ellenico e la UE per questa situazione  

Quello che io non riesco a spiegarmi e' perche' non fermano il flusso dalla turchia. tanto la marina ellenica quanto la frontex. Dicono che e' difficile. Non ci credo. Perché' con i mezzi che esistono oggi possono individuarli sin dal momento che lasciano la costa turca.
Secondo me c'e' la " grana " di mezzo.
Considerando che tutti questi " lathro immigrati clandestini " non vogliono restare in Grecia ( tutti vogliono andare alla " terra promessa " che per loro e' l'Europa occidentale ) la UE finanzia lo stato Ellenico per trattenerli qui.. Dal canto suo , il Governo Greco , sa che nessuno in tutto il territorio ellenico li vuole. I voti delle isole in questione rappresentano il 2% del totale.
E cosi hanno deciso di sacrificare questo 2% per tenersi buono il resto 98 %.
Per me , la scusa di Dublino e' una " frescaccia " come dicono a Roma

Ringrazio Socrate Monachos per la sua testimonianza di abitante alla bellissima isola di Samos.

Secondo il nuovo rapporto dell'UNHCR, l'Agenzia dell'ONU per i rifugiati, la Grecia ha assistito, nel corso di tutto il 2019, all'arrivo di 74.482 migranti, un numero decisamente più alto di quello registrato l'anno precedente, quando erano sbarcati circa 50.508 migranti. In più, durante la prima settimana del nuovo anno, un ulteriore imponente flusso migratorio ha interessato le isole greche dell'Egeo. Dal 30 dicembre 2019 al 5 gennaio 2020, circa 1.091 persone sono arrivate via mare. Nello stesso periodo dell'anno passato, gli sbarchi settimanali sulle isole erano stati circa 393.

Al momento, sono 41.100 i migranti e rifugiati che risiedono sulle isole del Mar Egeo. La maggior parte delle persone che ha attraversato il mare per raggiungere la Grecia è approdata sull'isola di Lesbo, secondo i dati dell’UNHCR. Circa 14.891 migranti, invece, sono arrivati nel Paese attraverso la Turchia, oltrepassando il confine terrestre.  Sono più di 1 milione i migranti e rifugiati che, dal 2015, sono partiti dalla Turchia e hanno raggiunto la Grecia. Molti di loro hanno continuato il loro viaggio verso altri Paesi europei, almeno fino alla chiusura dei confini della rotta balcanica, nell'inverno del 2016. 

Dopo una significativa riduzione degli ingressi grazie all'accordo del 2016 stipulato tra Turchia e Unione Europea, il flusso migratorio verso l'Europa ha ricominciato a crescere gradualmente, raggiungendo in Grecia il suo picco nel 2019. Nonostante le misure introdotte dal governo greco per affrontare la crisi migratoria, la situazione, soprattutto sulle isole dell’Egeo, resta problematica. I migranti sono rinchiusi all'interno di centri di accoglienza sovraffollati e fatiscenti, mentre le procedure di identificazione rimangono lente e macchinose e i Paesi europei si mostrano riluttanti ad accogliere quote adeguate di rifugiati.

Gli arrivi di migranti irregolari in Grecia sono aumentati drasticamente nella seconda metà del 2019, procurando problemi alle comunità e strutture di accoglienza, soprattutto nelle isole. Il Direttore generale dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Antonio Vitorino, recatosi ad Atene a inizio dicembre, ha sottolineato l'importanza di un approccio alla gestione dell’immigrazione bilanciato e valido nel lungo periodo. 

 

“Siamo convinti che i pericoli e le pressioni dell’immigrazione irregolare, facilitata da reti pervasive di contrabbando, possano essere alleviate solo migliorando e aumentando i canali per la migrazione ordinata e legale, come il reinsediamento e percorsi complementari, incluso il meccanismo di condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri dell’UE”, ha affermato Vitorino. Secondo il rappresentante dell’IOM, le significative pressioni che sta subendo la Grecia dovrebbero spingere i Paesi dell'Unione europea a fornire maggiore supporto politico ed economico. Per quanto concerne la Grecia, secondo i dati dell’IOM e delle autorità nazionali di Atene, dall’1 gennaio al 27 novembre 2019, nel Paese sono arrivati via mare 55.571 migranti, ovvero 26.154 in più dello stesso periodo dello scorso anno.





Folle chi nega la Shoah e folle chi nega le foibe. Il nemico da combattere è ancora l'indifferenza, la violenza e l'ignoranza". Così il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine della deposizione di corone di alloro alla foiba di Monrupino a Trieste, in occasione del Giorno del Ricordo.

"Oggi - ha ribadito Salvini - è una giornata importante che dovrebbe unire tutto il Paese in nome del ricordo di tutte queste migliaia di donne, uomini e bambini massacrati solo in quanto italiani. Una vera e propria pulizia etnica fatta dai comunisti slavi e non solo". Quindi, ha precisato, è necessario "onorare il ricordo del passato perché non accadano mai più bestialità simili in futuro. Spiace che ci sia ancora qualcuno che ritiene che ci siano morti di serie A e morti di serie B e che questi italiani siano un po' "meno morti" perché morti per mano comunista". Ma, ha concluso, "sono pochi i negazionisti rimasti".

Indro Montanelli li definì "italiani due volte" e, complessivamente, furono 350mila. Cosa trovarono al di qua dell'Adriatico? Una società ostile, che li tacciava di essere "fascisti". "Dalle colonne de L'Unità, il Partito comunista italiano, che all'epoca governava con i socialisti e i democristiani, iniziò una campagna denigratoria contro gli esuli". Li definivano "relitti repubblichini", "carnefici che si atteggiano a vittime" e "indesiderabili" che scappano "per sfuggire al giusto castigo della polizia popolare jugoslava". "Il prodotto della propaganda d'odio furono episodi di intolleranza spregevoli come quello che avvenne alla stazione di Bologna, quando a un convoglio di profughi fu impedito di fermarsi per dissetare i bambini a bordo o quando, nel 1948, a Taranto, diversi militanti comunisti cercarono di assaltare l'edificio che ospitava gli esuli da Pola".

I primi infoibamenti risalgono ai giorni successivi all'8 settembre del 1943. "All'indomani dell'armistizio di Cassibile - spiega al giornale il professor Giuseppe Parlato, docente di Storia contemporanea e presidente della Fondazione Ugo Spirito - il Paese era allo sbando e nelle terre dell'Adriatico orientale si venne a creare un vuoto di potere, così i partigiani jugoslavi di Tito ne approfittarono per fare giustizia sommaria contro gli italiani". Rastrellamenti e violenze durarono un mese. "Non solo tra coloro che avevano rappresentato il fascismo, per essere perseguitati bastava solo essere italiani. Poi, non ci furono soltanto gli italiani nelle foibe, ma molti sloveni e croati non comunisti", chiarisce il professore.

Ad ottobre dello stesso anno, i tedeschi ripresero il controllo di quei territori con l'operazione Nubifragio. Fu allora che vennero "scoperte" le foibe e iniziarono i primi recuperi. "Tra questi - ricorda lo storico - ci fu quello di Norma Cossetto, ritrovata ancora integra nella foiba di villa Surani". Circostanza raccontata anche da Giuseppe Comand, che aiutò i vigili del fuoco di Pola, guidati dal maresciallo Arnaldo Harzarich, ad effettuare i recuperi: "Con il raggio della pila (Harzarich, ndr) illuminò il corpo di una ragazza seminuda, che sembrava seduta sul fondo della foiba con la schiena poggiata alla parete e la testa rivolta in alto, come se sorridesse. Si trattava di Norma Cossetto, la studentessa istriana torturata e violentata dai partigiani, prima di venire infoibata". Le persecuzioni anti-italiane riprenderanno con la caduta di Berlino e il disfacimento dell'esercito tedesco, quindi in tempo di pace. "Le vittime sono state 12-13mila, non tutti - specifica l'esperto - sono stati infoibati, perché le foibe sono una caratteristica del suolo istriano, nella Dalmazia venivano affogati con una pietra al collo. Molti morirono in seguito a fucilazioni o di stenti nei campi di concentramento sloveni e croati".

"L'episodio più emblematico - ricorda il professore al giornale - è la strage di Vergarolla, a Pola, nell'estate 1946". La carneficina si consuma su una spiaggia gremita di famiglie, arrivate dalla città per assistere a una gara di nuoto. Un ammasso di vecchie mine di profondità, accatastate sulla spiaggia e bonificate mesi prima, esplode inspiegabilmente. Il bilancio è di più di cento vittime, molte delle quali rimaste senza nome. Le responsabilità di quel massacro non furono mai chiarite, ma la certezza è che dietro alla detonazione ci sia stata la mano di un esperto. L’ipotesi più probabile, è che anche Vergarolla sia stata un tragico avvertimento agli italiani perché se ne andassero dall’Istria: e infatti così avvenne. L'orrore e la paura portarono allo spopolamento di intere città e il 90 per cento dei giuliano-dalmati finirono per abbandonare le proprie case, iniziando una vita da profughi. Solo per citare qualche esempio, da Fiume se ne andarono 54mila su 60mila abitanti, a Rovigno 8mila su 10mila e a Dignano 6mila su 7mila.

"Uccisi e gettati in fosse carsiche, le foibe, simbolo del terrore, uccisi nei campi di prigionia, o costretti all'esodo e poi a lungo dimenticati. Erano migliaia di italiani, perlopiù civili, della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia, e vennero eliminati dalle milizie comuniste jugoslave al termine della seconda guerra mondiale e subito dopo. Di quell'eccidio - scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Facebook - abbiamo il dovere di fare sopravvivere il ricordo, ricordo che si deve trasformare in insegnamento ed esaltazione dei valori di pace". "L'oblio e la negazione dell'ingiustizia e della morte sono i peggiori nemici da combattere - prosegue il titolare della Farnesina - perché nessuna tortura, nessuna vita persa, in qualunque circostanza storico-politica, vengano mai dimenticate, ma restino sempre come monito e come nuovo senso di direzione"

Il leader della Lega, Matteo Salvini è intervenuto sull'argomento in mattinata con un tweet: "Onore ai Martiri delle #Foibe, migliaia di uomini, donne e bambini, massacrati dai comunisti solo perché italiani" ha scritto Salvini, che questa mattina a Trieste parteciperà alle celebrazioni alla foiba di Monrupino e al Sacrario di Basovizza.

Un grande striscione con la scritta "Partigiani titini infami e assassini" con il caratteristico simbolo della tartaruga di CasaPound, è stato attaccato la notte scorsa sulla Casa della cultura a Bagnoli di San Dorligo della Valle e a Opicina (Trieste) sul Prosvetni dom.

"Una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono - per superficialità o per calcolo - il dovuto rilievo". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle Foibe. "Esistono ancora piccole sacche di deprecabile negazionismo militante", sottolinea il capo dello Stato, secondo il quale "oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell'indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi".

"Il Giorno del ricordo (istituito con larghissima maggioranza dal Parlamento nel 2004, ndr) contribuisce - si legge nella dichiarazione di Mattarella - a farci rivivere una pagina tragica della nostra storia recente, per molti anni ignorata, rimossa o addirittura negata: le terribili sofferenze che gli italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia furono costretti a subire sotto l'occupazione dei comunisti jugoslavi. Queste terre, con i loro abitanti, alla fine della Seconda Guerra mondiale, conobbero la triste e dura sorte di passare, senza interruzioni, dalla dittatura del nazifascismo a quella del comunismo. Quest'ultima scatenò, in quelle regioni di confine, una persecuzione contro gli italiani, mascherata talvolta da rappresaglia per le angherie fasciste, ma che si risolse in vera e propria pulizia etnica, che colpì in modo feroce e generalizzato una popolazione inerme e incolpevole. La persecuzione, gli eccidi efferati di massa - culminati, ma non esauriti, nella cupa tragedia delle Foibe -
l'esodo forzato degli italiani dell'Istria della Venezia Giuliae della Dalmazia fanno parte a pieno titolo della storia del nostro Paese e dell'Europa".

"Si trattò di una sciagura nazionale - afferma Mattarella - alla quale i contemporanei non attribuirono - per superficialità o per calcolo - il dovuto rilievo. Questa penosa circostanza pesò ancor più sulle spalle dei profughi che conobbero nella loro Madrepatria, accanto a grandi solidarietà, anche comportamenti non isolati di incomprensione, indifferenza e persino di odiosa ostilità. Si deve soprattutto alla lotta strenua degli esuli e dei loro discendenti se oggi, sia pure con lentezza e fatica, il triste capitolo delle Foibe e dell'esodo è uscito dal cono d'ombra ed è entrato a far parte della storia nazionale, accettata e condivisa. Conquistando, doverosamente, la dignità della memoria.

Il caso Gregoretti è approdato nell'Aula del Senato. In tarda mattinata l'Assembla voterà l'ordine del giorno presentato da Forza Italia e Fratelli d'Italia per negare la richiesta di autorizzazione a procedere del Tribunale di Catania nei confronti di Matteo Salvini. Il leader della Lega è accusato di sequestro di persona aggravato: per i magistrati avrebbe illegalmente impedito lo sbarco dei 131 migranti che alla fine di luglio si trovavano a bordo della nave della Guardia costiera che li aveva soccorsi al largo della Sicilia. 

Nel loro odg FI e FdI chiedono al Senato di respingere la richiesta del Tribunale sostenendo che Salvini agì per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante e in accordo con il governo.Il documento sarà votato a scrutinio palese: per approvarlo è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea: 160 voti. Un traguardo difficilmente raggiungibile considerato anche che i 60 senatori della Lega ieri hanno annunciato l'intenzione di non partecipare al voto. 

Andare al processo per la vicenda Gregoretti "è un motivo d'orgoglio. Io non scappo", ha dichiarato il leader della Lega ai cronisti al Senato.

"Pronto per intervenire in Senato, a testa alta e con la coscienza pulita di chi ha difeso la sua terra e la sua gente. 'Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui"", ha scritto sui social il leader della Lega, citando una frase del poeta Ezra Pound, poco prima di entrare in aula.  

Vuoti i banchi del governo durante la discussione sulla richiesta di autorizzazione a procedere. "Che pena, senza vergogna", ha scritto sui social Salvini pubblicando una foto dei banchi, "Governo assente. Vogliono mandare a processo Salvini, non hanno il coraggio di presentarsi in Aula".  
 
A dare il via alla seduta a Palazzo Madama è stata la relatrice Erika Stefani che ha illustrato il lavoro svolto dalla Giunta per le autorizzazioni e le immunità del Senato. "Esautorata la Giunta dalla sua funzione principale, piegata a ragioni politiche, a questo punto, la sede necessaria al fine di poter rinvenire la verità risulta essere solo la sede processuale", ha spiegato la senatrice della Lega. "La attività dell'organo - ha attaccato Stefani - è stata del tutto condizionata in questa occasione da posizioni espresse dai partiti politici che hanno anticipato la loro decisione nel merito prima di iniziare la discussione". 

Nella sua ricostruzione, la leghista ha ricordato come "alcuni membri hanno rifiutato di intervenire anche in sede di discussione nel merito, abbandonato i lavori per due volte e non partecipando alla votazione finale". "La Giunta - ha continuato -, a seguito della parità dei voti favorevoli e di quelli contrari, non ha approvato la proposta messa ai voti dal Presidente e pertanto si è intesa accolta la proposta di concessione dell'autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Matteo Salvini, nella sua qualità di Ministro dell'Interno pro tempore".

L'ex ministro della Lega ha sostenuto che l'attività dell'allora ministro dell'Interno Salvini ha agito nell'interesse nazionale, ricordando che il ritardo dello sbarco è stato causato dai "meccanismi di ricollocamento dei migranti" che "non erano operativi alla data del 26 luglio 2019 e che si stava elaborando un percorso per la loro redistribuzione. Quindi serviva il mero tempo tecnico perché si procedesse allo sbarco". "Il senatore Salvini - ha continuato Stefani - ha prodotto elementi che dimostrano il coinvolgimento del governo; vi sono anche delle dichiarazioni del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e una del vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, mai smentite, sulla situazione della nave Gregoretti. C'è stata anche piena conoscenza diretta del dossier da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte". Così la senatrice ha messo in luce la posizione dei ministri e del premier che non hanno "mai fatto una dichiarazione per contestare la scelta del ministro Salvini".    
La vicenda esplosa lo scorso luglio davanti alle coste della Sicilia e conclusasi quattro giorni più tardi nel porto di Augusta, quando i 130 migranti soccorsi vennero fatti sbarcare, è ora alle battute finali. Dopo il voto in Parlamento, il caso passerà ai magistrati che dovranno stabilire se rinviare a giudizio il leader della Lega.

A Palazzo Madama la maggioranza è pronta a dire sì al processo, mentre gli alleati del centrodestra si schierano contro. Il voto (palese e a maggioranza assoluta dei componenti del Senato) sarà definitivo e dovrebbe arrivare prima di pranzo, ma l'esito finale sarà ufficializzato solo in serata per lasciare il tempo a tutti di esprimersi.

FI e FdI hanno depositato l'ordine del giorno, firmato dai capigruppo Bernini e Ciriani, con cui chiedono all'Aula del Senato di respingere la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini per la vicenda Gregoretti.

È stato poi il momento della senatrice Giulia Bongiorno: "In questi giorni il dibattito è stato 'Salvini fuggirà o no dal processo?' Come se il processo fosse già deciso. Attenzione a non abdicare del tutto al nostro dovere. Se ragioniamo così ci trasformiamo in Azzeccagarbugli. Non siamo Azzeccagarbugli. E lo dico anche a Salvini: non si faccia provocare. Nessuno di noi può scavalcare i giudici. Senatore Salvini è in gioco il suo destino, ma è in gioco anche l'indipendenza dei poteri". L'avvocato aveva già invitato Salvini a "non avallare la linea dell'autorizzazione a procedere".  

"È ridicolo sostenere che una nave italiana fosse una minaccia per la patria. Voterò a favore dell'autorizzazione a procedere per dare la possibilità a Salvini di difendersi nel processo come tutti i cittadini, non dal processo", ha tuonato Emma Bonino. Sostegno al leghista è invece arrivato da Daniela Santanché "Gli italiani stanno dalla parte del ministro Salvini. Voi provate a lucrare elettoralmente, ma la Storia non è dalla vostra parte"... e dalla senatrice di Forza Italia, Fiammetta Modena "La richiesta di autorizzazione a procedere contro Salvini, ministro dell'Interno, è un pericoloso precedente, inaccettabile".

"Non intervengo in Aula ma voto", ha invece annunciato Matteo Renzi parlando nel Transatlantico a margine della discussione. Il leader di Italia viva nei giorni scorsi aveva dichiarato esplicitamente che voterà sì al processo contro Salvini.

Salvini "rinunci alla sua immunità: la esorto a farlo, sarebbe un bel gesto", ha dichiarato Gregorio De Falco, senatore del Gruppo Misto. "Anche la gente di cui parla come il suo popolo, si aspetta che lei sia coerente con i proclami che sta facendo da due anni", ha poi aggiunto.

È stato presentato a Roma, durante un'affollata conferenza stampa, il programma dell'edizione 2020 di BTO: due giornate di incontri e workshop dedicati agli operatori del settore, ispirati quest’anno dall’Onlife Manifesto della Commissione Europea, con protagonisti le nuove tendenze in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica applicate al viaggiare. Tra gli interventi, le presentazioni dell’evento da parte di Stefano Ciuoffo, assessore al Turismo della Regione Toscana, Claudio Bianchi, membro Giunta della Camera di Commercio, Francesco Palumbo, direttore Toscana Promozione Turistica e Francesco Tapinassi, direttore BTO202. Il BTO 2020 si svolgerà alla Stazione Leopolda il 12 e 13 febbraio.

Legati al Manifesto diversi appuntamenti dedicati al rapporto tra tecnologia e dimensione umana tra cui la tavola rotonda Travel onlife e la civiltà delle (nuove macchine) con Giovanni Boccia Artieri e Stefano Quintarelli. BTO2020 si presenta come un viaggio tra innovazione e ospitalità che porterà a Firenze alcuni tra i più importati operatori del settore: da Google a Booking.com. Confermati anche marchi di riferimento nel mercato nazionale e internazionale come Best Western Italia, Marriott, Accor Hotel insieme alle più importanti associazioni italiane. Forte presenza di eccellenze in campo formativo e nella ricerca come: Fondazione IBM Italia, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, Università Statale di Milano, Luiss, Ciset, Università Iulm, Università di Firenze, Campus Lucca, Università Parthenope, Università di Sassari. BTO è un marchio di proprietà di Toscana Promozione Turistica e Camera di Commercio di Firenze. L’organizzazione è affidata a Toscana Promozione Turistica, PromoFirenze - Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze e Fondazione Sistema Toscana.

Quattro i percorsi tematici di BTO2020: Hospitality, dedicato all'hotellerie, indipendente e di catena; Destination, percorso pensato per le destinazioni, dalla governance al marketing territoriale; Digital Strategy & Innovation, contenuti trasversali, di supporto a manager del turismo, consulenti e web agency; Food & Wine dedicato agli operatori del settore della ristorazione e dell'agroalimentare. Grande spazio è dedicato al tema della sostenibilità applicata al viaggiare con un focus sugli strumenti digitali di gestione, su cui i più importanti marchi si stanno impegnando in prima persona. Ad esempio il main sponsor di BTO2020, BWH Hotel Group - con i suoi marchi World Hotels, Best Western e Sure Hotel – illustrerà i suoi progetti Stay for the Planet e StayPlasticLess, quest’ultimo si è già concretizzato con l’installazione di Seabin in alcune località balneari italiane il cui obiettivo è raccogliere fino a 2 tonnellate di rifiuti di plastica e microplastica in 12 mesi. Sullo stesso tema Accor parlerà di Planet 21, progetto con cui sensibilizza i propri ospiti verso un’esperienza di soggiorno sempre più attenta al pianeta (grazie al risparmio su acqua e corrente, la catena francese si è impegnata a piantare un albero ogni minuto). Non ultimo, il motore di ricerca Skyscanner ha deciso di abbracciare la sostenibilità partendo dal restyling green del proprio logo e convincendo 10 milioni di viaggiatori a scegliere voli a minor impatto di CO2. A raccontarlo il vicepresidente della gestione prodotto, Piero Sierra.

BTO giornata 1 - Per la sezione Hospitality riflettori puntati sul fallimento del più longevo tour operator al mondo, nell’incontro La distribuzione del dopo Thomas Cook, un’occasione per riflettere sui futuri scenari della distribuzione internazionale. I pagamenti digitali (by face recognition, in modalità vocale e sottopelle) saranno al centro dello slot Meet the future of payment systems dove è atteso Jowan Österlund, fondatore e Ceo della svedese Biohax. Una ricerca della stessa Biohax rivelerà se gli italiani sono pronti a farsi impiantare id e sistemi di pagamento sottopelle. James Kay global corporate communication di TripAdvisor, sarà tra i protagonisti dell’incontro dedicato alla Reputazione mentre, tra le sessioni più operative, si segnala la “cassetta” sul revenue, tenuta da Luciano Scauri (SKL International Hotel Consulting) e Silvia Cantarella (Revenue Acrobats). Nel programma Digital Strategy & Innovation, tra gli appuntamenti clou: Internazionalizzazione e SEO per il tuo hotel e Web Usability per il turismo con Jacopo Romei, Daniele Radici e Rodolfo Baggio. La sezione Destination quest’anno è dedicata agli esempi virtuosi di strategie digitali e di innovazione nei processi organizzativi dell’offerta. Si parlerà di ospitalità non convenzionale nel panel Quando l’ospitalità ‘fa destinazione’, un viaggio alla scoperta di strutture ricettive uniche: dall’esperienza più spirituale di Eremito nei colli umbri fino all’emozione di una tenda sospesa fra gli alberi. Undertourism: proporre e commercializzare esperienze uniche di un’Italia nascosta è il titolo dell’incontro dedicato alle strategie per promuovere le destinazioni "off the beaten track". Inoltre, tra gli esempi virtuosi di collaborazione tra destinazioni e Online Travel Agency, si parlerà di Wonder Grottole, progetto nato in un piccolo borgo lucano e diventato un successo anche grazie al supporto di Airbnb. Nella sezione Food & Wine riflettori puntati su case history internazionali di successo. Nel panel Qual è la ricetta del successo del turismo enogastronomico? spazio alle esperienze realizzate in Scozia con il progetto "The year of food & drink", e in Francia con il Museo Citè du Vin nella città di Bordeaux. Verrà poi affrontato il tema del Food Delivery nel b2c (Daniele Contini, Just Eat) ma anche nel b2b: un cambiamento che genera altri cambiamenti nel mondo della ristorazione. A FutureBrand e al Consorzio Parmigiano Reggiano, si affronteranno invece le potenzialità della gastronomia e del cibo italiano nella promozione, non solo dei prodotti ma anche del turismo. Di evoluzione delle PR, sempre più digitali anche per i grandi chef, si parlerà nel panel Chef e web reputation: tutte le ricette con Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e i social media manager di importanti ristoranti italiani. Food-Image & Cervello. Le neuroscienze applicate alla fotografia digitale del cibo è il titolo dell’incontro dedicato alle più recenti ricerche nel campo della percezione del cibo. Tra gli appuntamenti più attesi: l’incontro curato da Barbara Sgarzi, Dai social in cantina e viceversa, e il panel La blockchain è un fine o uno strumento? Tra le case history anche il progetto regionale di Vetrina Toscana che da 20 anni promuove tipicità e identità territoriali, attraverso storytelling e narrazione digitale.

BTO giornata 2 - Nella seconda giornata grande attenzione al fattore umano nell’offerta turistica. In Hospitality focus su personalizzazione dei servizi di viaggio. Si parlerà di design emozionale nel panel Alla ricerca del benessere nell'ospitalità e non mancherà un approfondimento sulle opportunità “rainbow” del mercato LGBT.

In Digital Strategy & Innovation, tra gli appuntamenti più attesi: Lo Human Intelligence dell’AI: strategie conversazionali . Altro momento molto atteso su Facial Recognition and Travel. Da segnalare poi: il panel su Innovazione e Blockchain al servizio del pubblico esercizio e l’intervento di Giovanna Manzi, Ceo di Best Western Italia, Reinventare il management nel turismo partendo dalle persone. Di futuro parlerà Mauricio Prieto, imprenditore della Silicon Valley e già co-fondatore di Edreams che, insieme a Giorgio Ventre, direttore scientifico Apple Academy, parlerà di scenari internazionali nel campo dell’innovazione tecnologica nel turismo.­ Due le cassette degli attrezzi imperdibili: il mini corso Google per il travel e il doppio appuntamento sui segreti dell’influencer marketing. 

Diversi i temi al centro della sezione Destination: si parte con una riflessione sul valore dei dati che fotografano il comportamento online dei turisti nel panel From big to meaningful data. Spunti di riflessione per le DMO ai tempi del data driven marketing. Si passa poi all’analisi dei contenuti generati dagli utenti con Trasformare il destination marketing attraverso i contenuti generati dagli utenti insieme a Adam Lacombe (Crowdriff), Vappu Mänty (MyHelsinki), Elia Frappoli (consulente di turismo). I millennials sono protagonisti dell’incontro La destinazione vista dai millennials tra top things to do ed esperienze uniche . Smart destination: la destinazione del futuro, oltre il digitale è il titolo del panel con Giacomo Costantini, architetto specializzato in smart building e sustainable design, Maria Elena Rossi, direttrice marketing ENIT, István Ujhelyi, rappresentante della Commissione Europea e referente del progetto europeo Smart Tourism Capital. Il tema dell’innovazione gioca un ruolo importante anche nella sezione Food & Wine: nell’incontro Online restaurant reservations due grandi aziende leader come OpenTable e TheFork, con le quali si indagheranno le dimensioni del mercato e le strategie in atto. Dalle App a sistemi di management sempre più complessi dove la tecnologia aiuta il cliente e favorisce ulteriori sviluppi. Altra novità le cryptovalute: se ne parla in una delle cassette degli attrezzi dal titolo Crypto Menu: i pagamenti innovativi nella ristorazione. All’interno di BTO sarà ospitata l’istallazione “Sound of the Crowd” che, attraverso il riconoscimento facciale genererà un’esperienza visiva e acustica davvero unica.

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