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Romano, classe ‘66. Avvocato, professore di Diritto degli Enti Locali presso l'Università di Cassino, direttore de La gazzetta amministrativa e del Quotidiano della P.A. E’ il candidato civico  e d'alto profilo che il centrodestra attendeva. Apprezzato e popolare,a Roma, perchè il professore è anche speaker radiofonico: molto noto al pubblico per le “pillole” dispensate attraverso una seguita emittente romana. Gode di stima anche negli ambienti politici Michetti che, nel corso della sua attività professionale, ha affiancato molti sindaci di centrodestra. E’ in questo contesto che è riuscito a farsi apprezzare dagli ambienti di Fratelli d'Italia trovando in Giorgia Meloni il suo main sponsor per la candidatura al Campidoglio.

Sono assolutamente lusingato sottolinea a Roma today, e ringrazio per questo tutti i partiti della coalizione di centrodestra. Sono contentissimo che con me c'e  la dott ssa Matone, magistrato. Roma è la mia città e il mio sogno. Ora iniziamo insieme questa grande avventura per restituire insieme alla Città Eterno il ruolo di Caput Mundi" - la prima dichiarazione di Michetti da candidato sindaco.

Roma con lo sguardo ampio, attenta ai bisogni di ogni singolo quartiere e aperta al dialogo con i territori circostanti: è così che Michetti disegna la sua Capitale. "Dobbiamo iniziare a pensare ad un'area vasta dove i Comuni vicini sono nostri fratelli che dovremo trattare con grande dignità. Penso a Civitavecchia e Fiumicino per porto e aeroporto, o a Tivoli. E poi ci sono le periferie che dovranno avere dignità. Dovremo portare occupazione, servizi, gioia ed entusiasmo".

“Ancora non è stato pubblicato, scrive l agenzia Dire, ma il programma c’è. Abbiamo pubblicato alcune sintesi. La coalizione è composta da sei partiti e quindi abbiamo davvero smussato gli angoli. Credo che domani mattina lo pubblicheremo”. Così Enrico Michetti, candidato sindaco di Roma per il centrodestra, su Radio Capital. “Il primo punto della nostra agenda sarà rimettere in sesto la macchina amministrativa. Ad esempio non è possibile che per un condono o un permesso a costruire si debbano aspettare anni. Poi dobbiamo mettere in sicurezza la situazione dei rifiuti e poi dedicarci a trasporti e decoro urbano. E la sicurezza. Queste sono le priorità”.

“Non ci sono militanti di CasaPound in lista. Io sono un moderato. Chi si candida con me deve rispettare i primi 12 articoli della Costituzione. Tra cui il divieto assoluto di ogni discriminazione. Se non sono in linea li estrometteremo”. Così Michetti sulle polemiche per la presenza nelle liste che lo appoggiano di candidati estremisti e sul possibile sostegno da parte dell’estrema destra. “Se accetto l’appoggio di CasaPound? Noi non accettiamo nessuno – ha ribadito il candidato di centrodestra -. Ci sono già sei liste nella mia coalizione. Io ho già preso le distanze da chiunque sia contrario ai principi dei padri costituenti. Io sono cristiano cattolico”.

Io personalmente come giornalista ne ho tanti amici che si presentano per il Sindaco Michetti come Stefano Erbaggi del direttivo Romano dei Fratelli d'Italia o i Consiglieri   Paolo Holljwer Sandra Bertucci  che sono aiutati da Roberta Angelilli dell'esecutivo nazionale dei FDI, o Simone Pelosi aiutato da Chiara Colosimo e Antonello Aurigemma ...sono tutti amici e vi faccio una piccola presentazione dei candidati

Stefano Erbaggi

Sono nato a Roma il 12 luglio 1979 e laureato in Scienze Economiche.
Ho iniziato a fare politica a sedici anni con Alleanza Nazionale. Nel 2006 e nel 2008 sono stato eletto Consigliere del Municipio XX (ora XV) con il Popolo delle Libertà (PDL). Nel 2008 sono stato nominato Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio XX (oggi XV), realizzando numerose opere dirette a migliorare sicurezza, viabilità, edilizia scolastica e verde pubblico. Ho ricoperto il ruolo di Vicepresidente di opposizione del Consiglio del Municipio XV, dopo essere stato il primo degli eletti nelle amministrative del 2013.Sono attualmente dirigente romano di Fratelli d’Italia e lavoro ogni giorno per migliorare la nostra Città. Credo molto nei valori della famiglia e sono sposato con Nadia da otto anni e papà di Filippo. Sono titolare di una società che si occupa di consulenza aziendale; collaboro attivamente con numerose associazioni di categoria e ambientaliste.

Paolo Holljwer

Holljwer Paolo è capogruppo di Fratelli d'Italia e vice presidente del Consiglio del II Municipio. Classe 1978, sposato e padre di un bambino di 7 anni, ha iniziato a occuparsi di politica studentesca con Azione giovani, movimento giovanile di Alleanza nazionale.

Dipendente in un'azienda privata, ha proseguito la propria militanza prima in An e poi nel Popolo della libertà, venendo eletto nel Consiglio dell’ex III Municipio (oggi secondo) nelle elezioni amministrative del 2008.

Sandra Bertucci

Sandra Bertucci che ha lasciato Gruppo misto, nel quale era confluita dopo la brevissima esperienza in Lega, per tornare al suo primo amore, politicamente parlando.

In una squadra, quella guidata da Roberta Angelilli e Andrea Augello, che la vede a Roma al fianco di Stefano Erbaggi e nel suo territorio, nel Municipio II, accanto ad Holljwer Paolo, collega e Capogruppo di FdI con il quale ha già condiviso mille battaglie.

Simone Pelosi

Simone Pelosi è il coordinatore di Fratelli d’Italia nel II Municipio, carica che ricopre dal 2019. E ha le idee chiare sui suoi obiettivi per le prossime Elezioni. “Le elezioni? Mi candiderò come consigliere municipale“, spiega a RomaH24.

Pelosi, classe 1978, nella sua carriera politica ha già lavorato con l'attuale leader di FdI, Giorgia Meloni, prima ad Azione Giovani, movimento ufficiale dei giovani di alleanza nazionale. In seguito è entrato nella segreteria di Meloni alla Camera.

Intanto replica Giorgia Meloni al Sindaco Raggi : “Sui suoi manifesti di Raggi,leggevamo Michetti chi?. A pochi giorni dal voto tanti romani ancora se lo stanno chiedendo…” - ironizza la Sindaca. “A Roma serve serietà, non una persona che, chiaramente, si sta prendendo gioco di tutti quei cittadini che tra tre settimane dovranno decidere chi vogliono alla guida di questa città”.

Non si è fatta attendere la replica di Giorgia Meloni. “Cara Virginia, capisco la vostra difficoltà ma cerchiamo di essere seri. Enrico Michetti e io condividiamo ogni passaggio, a differenza di quello che accade dalle vostre parti. Sono io che ho chiesto a Michetti di andare a un'altra manifestazione, perché sai com'è? Dalle nostre parti siamo molto richiesti e cerchiamo di arrivare ovunque. A te e a Conte non succede? Strano…” - il commento della leader di Fratelli d'Italia che poi attacca la sindaca sul suo operato in città. "Forse più delle ‘buche’ di Michetti, dovresti occuparti delle buche con cui i cittadini romani devono avere a che fare ogni giorno grazie al tuo immobilismo”. Alla conta dei like vince Meloni, oltre 21.200 per il suo commento contro gli appena 9 mila di Raggi.

Anche a Pasqua ci saranno con ogni probabilità regole e restrizioni. Da quanto reso noto dal ministro della Salute Roberto Speranza non ci sarebbero infatti le condizioni epidemiologiche per poter allentare le misure e in questo momento "non possiamo assolutamente abbassare la guardia”.

Nuovo botta e risposta tra Lega e Pd sulle misure per il contenimento del Covid. Dopo che ieri in Aula il ministro Roberto Speranza ha spiegato che non ci sono le condizioni per allenamenti e ha fatto sapere che il prossimo Dpm conterrà indicazioni fino al 6 marzo e dunque anche la Pasqua, il leader del Carroccio è andato all'attacco: "Mi rifiuto di pensare - ha detto entrando al Senato - ad altre settimane e altri mesi, addirittura di chiusura e di paura. Se ci sono situazioni locali a rischio si intervenga a livello locale, ma parlare già oggi di una Pasqua chiusi in casa non mi sembra rispettoso degli italiani” ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, in un punto stampa.

Pasqua cade domenica 4 aprile, e sarebbe compresa. Si può magari sperare in un decreto legge. Speranza cerca però di smontare le polemiche, che come da lui affermato disorientano i cittadini, portando i dati in suo possesso. In Parlamento il ministro ha comunicato che il valore dell’Rt si sta avviando a superare la soglia di 1. Con questa affermazione sembra voler bloccare sul nascere eventuali richieste di aperture, come quelle dei ristoranti anche la sera ipotizzate da Salvini spalleggiato dal presidente dem dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

Se ci sono situazioni locali a rischio, si intervenga a livello locale. Però parlare già oggi di una Pasqua chiusi in casa non mi sembra rispettoso degli italiani". "La parola al buon senso - ha premesso - I sindaci di tutta Italia e di tutti i colori politici chiedono di riavviare alcune attività economiche, sociali, imprenditoriali che non comportano alcun rischio". Salvini ha ribadito la necessità per il ministro della Salute di un cambio di passo. "Lo aiuteremo a offrire questa discontinuità. Siamo già al lavoro per aiutarlo".

Sulle forniture di vaccini, il leader leghista aggiunge: "L'Europa ci aveva promesso vaccini che non arrivano, quindi vediamo di fare da soli". Al momento, insiste Salvini, le priorità sono "salute, lavoro e ritorno alla vita": "Salute- spiega-significa incontrare le aziende farmaceutiche, cosa che fa il ministro leghista oggi pomeriggio, per cominciare a produrre in Italia quello che non arriva dall'Europa e all'estero. Pensate che oggi dal commissario hanno mandato gli aghi sbagliati per la somministrazione dei vaccini in diversi ospedali. Quindi, riportare la salute degli italiani al centro senza errori, né ritardi". Sul fronte del lavoro, invece, bisognerebbe risolvere le situazioni critiche di molti commercianti e imprenditori: per questo, potrebbe essere utile "fermare le milioni di cartelle esattoriali che rischiano di essere un disastro, lavorando a una vera, seria, definitiva pace fiscale tra i cittadini, le famiglie, le imprese e l'Agenzia delle entrate". E su questi due punti, assicura Salvini, "la squadra di governo della Lega è già al lavoro, abbiamo già fatto una prima riunione operativa oggi".

Il leader del Carroccio è intervenuto anche sul tema sicurezza: "Daremo anche al Viminale il nostro contributo di idee, sono contento che da oggi un uomo di legge, come l'avvocato Molteni, torni al Ministero- ha dichiarato- perché ci sono dei dossier che avevamo lasciato sul tavolo, come quello sul Taser, la pistola elettrica, di cui non si ha più notizia, una cosa che servirebbe non solo alle forze dell'ordine, ma al 'sistema Italia'". Parole di auguri anche verso Franco Gabrielli, che ha ottenuto la delega ai Servizi per il Capo della polizia nel governo Draghi, mentre alla polemica sollevata a seguito delle sue parole in merito a un aiuto nella scelta del nuovo Capo della polizia, risponde: "Sceglierà il ministro per il meglio. Noi daremo il nostro contributo in quello così come in altri Ministeri. Contributo di idee, proposte, soluzioni. Noi siamo qui per risolverli i problemi, non per crearli".

A difendere le misure più 'rigoriste' è sceso in campo il segretario Dem Nicola Zingaretti. "Vedo che, sulla pandemia - ha scritto su Facebook - Salvini purtroppo continua a sbagliare e rischia di portare fuori strada l'Italia. Prima sono state le mascherine, che erano inutili, ora, cavalcando la stanchezza di tutti, si attaccano le regole per la Pasqua. Quello che è irrispettoso per gli italiani e gli imprenditori è mettere a rischio le loro vite e prolungare all'infinito la pandemia e quindi la possibilità di avere la ripresa economica. Buon senso e coerenza è avere una linea indicata dal Governo e rispettarla. Così si sta in una maggioranza e si danno certezze alle persone. I problemi si risolvono, non si cavalcano".

Anche se il divieto di spostamento tra le Regioni scadrà il 27 marzo, con tutta probabilità verrà prorogato. Così come altre limitazioni. In barba al detto: “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”, quest'anno non è stato possibile né fare il primo, né potremo fare la seconda. Con ogni probabilità dovremo starcene a casa nostra a mangiare la colomba e ad aprire le uova di cioccolato.

Ancora non è stata data la conferma, ma con ogni probabilità a Pasqua si ripeterà quanto già vissuto a Natale, ovvero pranzi solo con familiari stretti e sobrietà nei festeggiamenti. Verranno sconsigliati i pranzi con parenti non conviventi e forse, come a Natale, sarà consentito un unico spostamento nell'arco della giornata per raggiungere un'altra abitazione, non più di due persone appartenenti allo stesso nucleo familiare, senza contare eventuali figli minori di 14 anni e persone non autosufficienti o invalide

I locali e i ristoranti saranno probabilmente aperti solo a pranzo, a meno che non venga deciso come a Natale, quando erano stati chiusi anche per pranzo e tutti ci eravamo rassegnati ad aprire il panettone e a brindare a casa

fonti : il giornale, ansa

L'eurodeputato leghista Vincenzo Sofo ha annunciato la decisione di lasciare il movimento politico guidato da Matteo Salvini in seguito al voto di fiducia dato dalla Lega al governo Draghi. "Non posso condividere il percorso intrapreso entrando nella grande alleanza a sostegno del neonato governo Draghi, il quale temo che provvederà passo dopo passo a un reset di tutto ciò per il quale ci siamo battuti" si legge in una nota diffusa dallo stesso europarlamentare.

Sofo lascia quindi il gruppo Identità e Democrazia e annuncia la volontà di restare al Pe passando al gruppo dei Conservatori e Riformisti (Ecr) guidato da Giorgia Meloni.

Il deputato 35enne, milanese con origini calabresi e fidanzato con Marion Maréchal Le Pen, nipote di Marine Le Pen, è nato politicamente a destra e fu uno degli artefici dell'avvicinamento tra quel mondo e la allora Lega Nord del neo segretario Matteo Salvini.

L'europarlamentare non rinnega il suo passato, ma ritiene di dover portare avanti le battaglie promesse ai suoi elettori durante la campagna elettorale del 2019: "Prendo dunque atto di questa svolta che però, nonostante sia difficile e doloroso lasciare un movimento dopo quasi dodici anni e molte battaglie fatte, mi impedisce di proseguire oltre la militanza per la Lega. Che non rinnego, che ringrazio e che continuo a ritenere un interlocutore politico importante su molti temi. Ma devo continuare il mandato affidatomi nel 2019 dagli italiani di battermi al Parlamento Europeo contro le tante storture e ingiustizie dell'Unione Europea attuale e ciò a mio avviso poco si concilia con le intenzioni di Zingaretti, Renzi e Di Maio che, come si evince dalla scelta dei ministri, costituiranno la spina dorsale di questo governo Draghi rendendo difficilissimo alla Lega riuscire a indirizzarlo verso la strada giusta". Sofo quindi decide di cambiare e di appoggiare il progetto dei conservatori europei guidati da Giorgia Meloni.  

"La fiducia al governo Draghi per la Lega rappresenta una svolta netta rispetto al progetto politico al quale ho lavorato da quando Matteo Salvini è diventato segretario federale", spiega infatti Vincenzo Sofo, come riportato da AdnKronos."Sono entrato in questo movimento nel 2009 perché era l'unica alternativa al Pdl e a una deriva centrista del centrodestra che lasciava orfani milioni di italiani in cerca di qualcuno che ne difendesse le istanze identitarie, patriottiche e sociali", puntualizza ancora l'europarlamentare. "Proprio per questo fui tra i primissimi e più entusiasti sostenitori della svolta nazionale impressa al Carroccio da Salvini per costruire una forza politica in grado di dare battaglia a Bruxelles per impedire il suicidio dell'Europa e del nostro paese a colpi di folli direttive UE".

La svolta draghiana e lontana dal sovranismo del nuovo corso spinge quindi Sofo ad un ritorno alle origini, nell'area di Fratelli d'Italia. Infatti a livello europeo traslocherà al gruppo Erc - conservatori e progressisti di Giorgia Meloni, lascia Identità e democrazia, a propria volta area che sembra essersi incamminata verso il Ppe.

"La missione della Lega cambia e mira a raccogliere l'eredità del Pdl più che a costruire un grande movimento patriottico, identitario, conservatore e sociale. Scelta legittima e probabilmente affine alla sua natura originaria ma in contrasto con le ragioni per le quali personalmente aderii a questo movimento e ai fondamenti che hanno sempre caratterizzato la mia attività politica. Prendo dunque atto di questa svolta che però, nonostante sia difficile e doloroso lasciare un movimento dopo quasi dodici anni e molte battaglie fatte, mi impedisce di proseguire oltre la militanza per la Lega", conclude Sofo.

Un distacco troppo netto rispetto alle originarie prerogative del partito, tale da determinare la scelta di abbandonare la Lega per appoggiare le posizioni meno centripete di Fratelli d'Italia, unico ancora rimasto a combattere per la difesa dell'identità nazionale. "Ecco perché, pur comprendendo il momento emergenziale, per coerenza con le mie convinzioni non posso condividere il percorso intrapreso entrando nella grande alleanza a sostegno del neonato governo Draghi, il quale temo che provvederà passo dopo passo a un reset di tutto ciò per il quale ci siamo battuti". L'appoggio all'ex governatore della Bce è l'abbandono definitivo ad un progetto patriottico ed una resa ai voleri dell'Europa. "Con questa decisione la missione della Lega cambia e mira a raccogliere l'eredità del Pdl più che a costruire un grande movimento patriottico, identitario, conservatore e sociale. Scelta legittima e probabilmente affine alla sua natura originaria, ma in contrasto con le ragioni per le quali personalmente aderii a questo movimento e ai fondamenti che hanno sempre caratterizzato la mia attività politica", precisa ancora Sofo.

fonti ansa, repubblica, il giornale

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