Nel weekend del 17 e 18 luglio il parco di Villa Patti, a Caltagirone ospiterà, alle 18,30, la presentazione di due libri i cui autori, entrambi di Caltagirone, hanno esaltato, con la scrittura, la propria passione per la saggistica e la narrativa.
Venerdi 17luglio verrà presentato il libro "Carlo Levi. Una voce del Sud. Scritti inediti 1956-1974", di Salvatore Venezia, edito da Navarra Editore. Si tratta di un saggio storico su una delle personalità culturali italiane più illustri del XX secolo, di cui la Biblioteca comunale “Emanuele Taranto” conserva alcuni documenti, a testimonianza della breve, ma significativa relazione di Levi con Caltagirone. Salvatore Venezia è uno storico e archivista che vive e lavora a Torino, all’Archivio storico comunale. Di lui si ricorda il precedente libro: “Mussolinia. Il fallimento di un’idea”, edito nel 2024.
“L’ombra di Kafka” è il titolo del libro di Andrea Alba, che sarà presentato sabato 18 luglio. Il romanzo, quasi un giallo filologico, racconta di più storie in una fitta rete di corrispondenze emozionali, stilistiche, letterarie e all’ultimo Premio Strega è stato precandidato con segnalazione effettuata dallo storico Claudio Strinati ed è pubblicato da Arkadia Editore. Andrea Alba è uno scrittore e docente di letteratura italiana in un liceo di Torino, dove vive. Il suo primo romanzo è stato “La solitudine dell’orso”, pubblicato nel 2019.
Alle due presentazioni interverranno il sindaco Fabio Roccuzzo e l’assessora alle Biblioteche Micol Liardo, a conferma dell’attenzione che l’Amministrazione comunale dedica alla promozione del libro e della lettura, valsa nel 2025 l’assegnazione a Caltagirone del riconoscimento “Città che legge” da parte del Ministero della Cultura.
L'estate musicale di Zō centro culture contemporanee di Catania vanta il concerto di Iosonouncane – pseudonimo d'arte del cantautore sardo Jacopo Incani il quale arriverà in Sicilia per un live l'11 luglio al Teatro Antico di Catania. L'evento, che fa parte della rassegna 2026 “Azul – Vicolo ritrovato”, vede la coproduzione di Azul con Zō. Azul, giunta alla quarta edizione, prosegue un percorso avviato nel 2023 attorno a un'idea semplice: costruire concerti pensati per un luogo e un momento specifici. Negli anni, questa ricerca ha portato sul palco di Azul artisti di respiro internazionale come Daniela Pes (2023), Marina Herlop (2024) e Warren Ellis (2025). L'11 luglio, al Teatro antico di Catania Iosonouncane si esibirà in una speciale performance chitarra e voce, per ripercorrere tutta la sua produzione: da “La Macarena su Roma”, passando per la pietra miliare “Die” e il mastodontico “Ira”, fino alle colonne sonore per il cinema.
Nato a Buggerru nel 1983, piccolo borgo del Sulcis Iglesiente, e cresciuto a Iglesias, Jacopo Incani all’inizio del decennio scorso si trasferisce a Bologna, dove vive e lavora tuttora. Dopo l’esperienza con la band Adharma, inizia a pubblicare su MySpace alcune canzoni a nome Iosonouncane, interamente composte e suonate da lui con l’uso di loop e campionatori. Questo percorso porta alla pubblicazione di “La Macarena su Roma” (Trovarobato, 2010), album che attira l’attenzione per la fusione di elettronica lo-fi, cantautorato classico e uno sguardo acuto sulla cronaca del periodo in cui è stato scritto: un esordio che suona come un comizio elettronico nato nella postazione di un grigio call center bolognese.
Dopo il lungo tour de “La Macarena”, Iosonouncane, si ritira per scrivere “Die”, uscito per Trovarobato nel marzo 2015. Se “La Macarena” è un album narrativo ed epico, “Die” è un affresco lirico che racconta dell’uomo, di un uomo e di una donna, archetipi immersi nella natura. Il disco lo consacra come una delle figure di riferimento della musica italiana: ai primi posti nelle classifiche di gradimento, è tuttora un long-seller, più volte ristampato ed esaurito. “Die” dà vita a tre tour in Italia (in solo, in duo acustico e con band) e a un fortunato tour all’estero, culminato nell’esibizione al Primavera Sound 2017 di Barcellona.
Nel 2018 lavora con Paolo Angeli, altra autorevole voce della Sardegna contemporanea, in un tour di improvvisazione radicale che gira l'Italia. Nel 2020 il brano “Stormi” ottiene il Disco d’Oro Fimi. Nello stesso periodo firma le colonne sonore dei documentari “Follow The Paintings” e “Marghe e Giulia: una vita in diretta”, entrambi diretti da Alberto Gottardo e trasmessi su Sky. Parallelamente all’attività di compositore, Iosonouncane lavora come produttore: nel 2018 cura la produzione di “Infedele” di Colapesce e nel 2019 quella di “Coma”, album che segna il ritorno di Dino Fumaretto.
Nel 2021 esce il terzo disco “Ira”, in collaborazione con Numero 1/Sony che diventa il caso discografico dell’anno, debuttando al primo posto nella classifica dei vinili più venduti (record per un triplo album). Il disco riceve recensioni anche in Europa e Stati Uniti. La mole di musica scritta per “Ira” è condensata in una scaletta di quasi due ore, cantata in una lingua ipotetica: una babele in cui convivono lemmi in spagnolo, inglese, francese, arabo e tedesco e — tranne il titolo — nessuna parola in italiano.
Sempre nel 2021 “Iosonouncane”, insieme al regista Alessandro Gagliardo, realizza la performance “Sacramento”, sonorizzazione di un film muto proiettato in varie sale italiane. Il tour di “Ira”, partito nel 2022, diventa anche europeo chiudedosi a Bercellona. Nel 2023 pubblica due album dal vivo: “Jalitah”, registrato con Paolo Angeli durante il tour condiviso del 2018, e “Qui noi cadiamo verso il fondo gelido”, che raccoglie materiale inedito del tour estivo 2022. Nello stesso anno esce “Spira” di Daniela Pes, interamente prodotto e in parte co-scritto da Iosonouncane.
Tra il 2023 e il 2024 lavora a diverse colonne sonore, tra cui quelle del film “Berlinguer. La Grande Ambizione” di Andrea Segre, che ha vinto nel 2025 il David di Donatello, del documentario “Lirica ucraina” di Francesca Mannocchi e de “I diari di mio padre” di Ado Hasanovic. Il 31 ottobre dello scorso anno debutta dal vivo con un nuovo progetto in duo con Daniela Pes al C2C di Torino: un lavoro inedito, nato da una residenza autoprodotta a Bologna. Il set è stato poi replicato a Londra, Berlino, Barcellona e al festival Le Guess Who di Utrecht.
Venerdì 10 luglio il Teatro antico di Catania ospiterà il concerto della Alkantara Mediorkestra, anteprima assoluta della XXII edizione di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano. L'Alkantara Mediorkestra è formata da 11 musicisti e un direttore d'orchestra che mettono insieme Sicilia, Nord Europa e Medio Oriente. Con la direzione orchestrale di Giuseppe Privitera, della Mediorkestra fanno parte: Fabio Tiralongo sassofono; Fabio Sodano duduk, ney, sax e flauti; Bronagh Slevin violoncello; Alexandra Dimitrova violino; Enzo Rao violino e oud; Mahmoud Hamad voce, oud e darbouka; Roberto Fiore contrabbasso; Josè Mobilia percussioni; Riccardo Gerbino tabla; Mario Gulisano percussioni e marranzano; Denise Di Maria percussioni e charango. Un concerto che attraversa il Mediterraneo come spazio di incontro, memoria e trasformazione, intreccia strumenti, linguaggi e sensibilità provenienti da diverse sponde del mare comune, tra tradizioni orientali, suoni popolari, jazz contemporaneo e improvvisazione. Il concerto è realizzato in collaborazione con la direzione del Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci.
Il progetto Alkantara MediOrkestra – che vede la co-produzione fra Darshan e l'Associazione Algos-Monk Jazz Club -, nasce nel 2023 all'interno dell'Alkantara Fest per presentare una miscela armoniosa di mondi musicali e di strumenti provenienti da diverse tradizioni culturali. Gli strumenti spaziano dal marranzano siciliano all’oud arabo, e comprendono strumenti a fiato come il duduk armeno, e il ney arabo, arricchiti dal charango cileno. L’ensemble comprende anche una piccola sezione d’archi di contrabbasso, violoncello e violino, oltre al bodhràn irlandese. Il suono distintivo dell’Alkantara MediOrkestra è il prodotto di arrangiamenti meticolosi che fondono abilmente una confluenza di forti tradizioni folcloristiche e jazzistiche. L’impegno dell’ensemble per ricreare una evidente diversità musicale si evidenzia nella fusione di questi elementi tradizionali con espressioni contemporanee, influenzate dalla world music e dalla natura improvvisativa del jazz che infonde spontaneità e creatività. Questo approccio ispirato al jazz non solo aggiunge un senso di imprevedibilità alla musica, ma favorisce anche una sinergia unica tra i membri dell’ensemble, creando un’esperienza di ascolto coinvolgente e immersiva. Tre i progetti orchestrali finora realizzati dall'Alkantara MediOrkestra - “Eastbound” del 2023, “Jazzbound” del 2024 e “Terraemaris” del 2025” -, un album all'attivo “Jazzbound” del 2025 pubblicato da Mhodì Music Company, grazie al sostegno di Nuovo Imaie, ed un altro album in “gestazione” che dovrebbe vedere la luce il prossimo anno: «Siamo in piena fase creativa – racconta il direttore dell'ensemble Giuseppe Privitera -, che terminerà a fine anno per poter uscire con il nuovo album nel 2027. E così ci potremo dedicare a nuove sonorità». Ingresso € 15, in prevendita su www.ctbox.it € 12, per gli abbonati al Monk Jazz Club di Catania l'ingresso al botteghino è ridotto a € 8.
Alkantara Fest 2026 si svolgerà fino all'8 agosto in più località prevalentemente etnee (con un evento, la Festa greca, il 5 agosto sui monti Iblei netini) con eventi di anteprima e post festival nella sezione Off, e che avrà il suo fulcro dal 23 al 26 luglio a “Il Pigno” azienda agricola di Pisano, la frazione di Zafferana Etnea eletta a quartier generale del festival. La “biodiversità” che identifica un territorio – identificata quest'anno dal ramarro dell’Etna (specie che contribuisce alla biodiversità nell’ecosistema del Vulcano attivo più alto d’Europa) diventato l’immagine simbolo del festival grazie a Giuseppe Lombardo – si estende alla musica grazie ad Alkantara Fest che attraverso il folk e la world music promuove una cultura musicale “altra”, con l’obiettivo di creare un legame forte tra la Sicilia e le tradizioni popolari del mondo. Grazie al suo fitto programma di concerti, workshop, spettacoli per famiglie ed eventi itineranti tra natura, cultura e tradizioni musicali da tutto il mondo, il festival sicilianoèsalito al terzo posto nella classifica di Transglobal World Music Chart, la rete di critici musicali che lavora per diffondere la musica tradizionale, dei migliori festival di world music al mondo. E poi, anno dopo anno, il festival ha consolidato la sua vocazione Green, sviluppando una consapevolezza ambientale che ha indotto l'intero festival a promuovere il riciclo.
Il direttore artistico Mario Gulisano: «Nel tempo complesso che stiamo vivendo, crediamo che la cultura possa ancora creare connessioni reali tra persone, luoghi e visioni. Alkantara Fest nasce nel cuore del Mediterraneo e ne riflette l’identità: uno spazio di incontro, attraversamento e dialogo tra tradizioni e contemporaneità. Il programma 2026 riunisce artisti che, partendo dalle proprie radici, costruiscono linguaggi nuovi e condivisi. Allo stesso tempo, il festival continua a impegnarsi per un modello sostenibile, attento al territorio e alle comunità che lo abitano».
Dopo l'anteprima, Alkantara Fest proseguirà martedì 21 luglio all'Azienda agricola Il Pigno di Pisano (Zafferana Etnea) con l'evento speciale del festival, il concerto della cantautrice franco-greca Melina Vlachos (prevendite su www.ctbox.it) che porta ad Alkantara Fest una delle proposte più fresche della scena mediterranea europea. Melodie cantate e suonate all’oud, pulsazioni elettroniche, richiami balcanici e orientali, la sua musica nasce dall’incontro tra radici greche, sensibilità urbana ed energia pop.
Cucina e solidarietà camminano a braccetto per un percorso condiviso che vede collaborare il CO.P.E., l’Organizzazione Non Governativa di Catania, federata Focsiv, e Masseria La Timpa di Valverde (Ct), da sempre attenta a tematiche sociali. A partire da venerdì 10 luglio, la struttura ristorativa ospiterà un calendario di eventi unici, dove la cucina italiana e quella etnica si fonderanno in un percorso di sapori, profumi e culture in dialogo tra loro.
L’iniziativa Sapori senza confini nasce con uno scopo preciso: trasformare la convivialità in un motore di cambiamento. Parte del ricavato delle serate andrà infatti a finanziare i tantissimi progetti umanitari che il CO.P.E. realizza da anni nel mondo, focalizzati sulla tutela dei diritti dei bambini, sull'istruzione, sulla salute e sul sostegno alle comunità più vulnerabili nei Paesi in via di sviluppo, ma anche in Sicilia e in particolar modo a Catania dove è stato attivato il progetto Giovani e genitori al centro orientato alla lotta contro la povertà educativa.
In questo modo, il cibo diventa un linguaggio universale. Nei piatti proposti durante gli eventi, le materie prime del nostro territorio e le ricette della tradizione italiana incontreranno spezie e tecniche culinarie dal mondo. Una commistione che non è solo gastronomica, ma fortemente simbolica: la dimostrazione di come la diversità possa arricchire e creare valore, tanto nel piatto quanto nella società.
Il calendario prenderà il via il 10 luglio dalle ore 20.30 a Masseria La Timpa di Valverde di via Crocifisso 44a dove gli chef del locale e la cuoca senegalese Zeina prepareranno un menu con portate tipicamente italiane e piatti del Senegal in un mix di musica e rimandi alle diverse provenienze geografiche.
“La cucina è da sempre il primo e più immediato strumento di conoscenza e accoglienza tra i popoli -spiega Carmela D’Agostino, responsabile progetti del CO.P.E.-. Con questo calendario di eventi vogliamo dimostrare che la contaminazione tra culture non toglie nulla alle singole identità, ma al contrario le arricchisce. Farlo supportando il nostro lavoro sul campo dà a ogni singola serata un valore immenso, trasformando la convivialità in un gesto concreto di solidarietà globale".
Un concetto che i ristoratori Giovanni Samperi e Antonio Rosano sposano completamente. “Ci piace l’idea che il nostro lavoro possa essere d’aiuto -spiegano-. Mettiamo volentieri a disposizione i nostri spazi per una causa a cui crediamo molto e che sosterremo in più modi”.
All’interno del locale infatti sarà presente materiale informativo sui progetti della ong catanese che in questo momento sta portando avanti la campagna “Abbiamo riso per una cosa seria” che prevede la vendita di riso a sostegno delle attività nei vari Paesi del mondo in cui opera. Da qui si snoderanno una serie di eventi che vedranno un lavoro comune anche nei prossimi mesi con serate tematiche, ulteriori cene a quattro mani e momenti di condivisione.
Sarà presentata giovedì 9 luglio, alle 20, nella Basilica di San Giacomo di Caltagirone, la guida “Il Cammino di San Giacomo in Sicilia”, realizzata da Totò Trumino e Giuseppe Riggio. Un percorso di sei tappe che attraversa il cuore della Sicilia, tra storia, spiritualità, arte e paesaggi autentici. Un cammino pensato per pellegrini, camminatori e per tutti coloro che desiderano riscoprire il territorio con lentezza e consapevolezza.
Ad aprire l’incontro sarà don Salvatore Gallo, parroco della Basilica di San Giacomo. Interverranno Fabio Roccuzzo, sindaco di Caltagirone, Giovanni Ferro, sindaco di Mirabella Imbaccari, Danilo Parasole, sindaco di San Michele di Ganzaria, e Claudio Lo Monaco, assessore alla Cultura del Comune di Caltagirone.
Ospiti della serata saranno Massimo Porta, priore per la Sicilia della Confraternita di San Jacopo di Compostela, e Concetta Galesi, hospitalera del Cammino siciliano di San Giacomo.
Si tratta di un’occasione per conoscere un progetto che valorizza il patrimonio storico, culturale e spirituale della Sicilia, promuovendo un’esperienza di viaggio autentica, da vivere un passo alla volta.
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