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Venerdì, 12 Dicembre 2025

“La carità ci educa a costruire relazioni di senso”. Con questa profonda convinzione, si è aperta a Catania la presentazione della 29° Giornata Nazionale della Colletta Alimentare che si terrà, in tutta Italia, sabato 15 novembre. Il tema della Carità che educa non si limita al gesto del dono materiale, ma si sviluppa attraverso la narrazione autentica e la costruzione di legami. Come ha sottolineato don Nuccio Puglisi, Direttore Caritas Diocesana di Catania, la comunità cristiana attraversa oggi una "profonda crisi narrativa". Ma è proprio nel racconto che risiede la sua forza rigeneratrice: "Chiunque di noi si sia avvicinato a Cristo e alla Carità lo ha fatto perché ha incontrato nella sua strada qualcuno che non gli ha parlato di Cristo, ma gliel'ha raccontato attraverso la propria esperienza”.

Questa capacità di narrare nasce dalla dimensione autentica della relazione. L'assenza di desiderio di raccontare, quel “mancato appetito del racconto” sottende una sorta di patologia: il non sentire il bisogno di una relazione. Per questo, la Carità autentica non può prescindere da questo incontro e “non si può creare una relazione con una persona di cui non conoscete il nome”, ha ribadito don Puglisi. In questo senso, la Colletta diventa anche un atto educativo reciproco: il luogo in cui il volontario e l'assistito si incontrano, si chiamano per nome e condividono storie, riscoprendo insieme il senso profondo della Vita.

Valeria Cifrodelli, già volontaria del Banco Alimentare attraverso il Servizio Civile, ha dato voce ai giovani leggendo una lettera aperta al direttore di un quotidiano. In questa ha raccontato lo smarrimento di fronte a una generazione descritta come “senza futuro” e la scoperta, nella Colletta Alimentare, di una narrazione diversa, fatta di speranza e comunità: “Ci siamo abituati al rumore dell’albero che cade, ma non sentiamo la foresta che cresce - ha detto -. Io, invece, l’ho vista: nei magazzini del Banco, nelle persone che aiutano e si fanno aiutare. È lì che rinasce l’umanità che voglio raccontare”.
Una riflessione che ha preparato il terreno agli interventi di Ruggiero e De Mauro, dedicati proprio al valore educativo della Colletta per i giovani. E proprio un gruppo di giovani volontari di Banco Alimentare della Sicilia darà vita, mercoledì 12 novembre, a un momento di condivisione particolare: incontreranno i minorenni dell’Istituto Penale per i Minorenni di Catania Bicocca per trasmettere il valore della Colletta, invitandoli a partecipare - entro i confini delle regole cui devono attenersi - a questo gesto di solidarietà.

L'incontro, moderato da Antonio Leo, giornalista del Quotidiano di Sicilia, si è svolto presso l'Auditorium Caritas San Giorgio - San Dionigi, in via Acquicella 104 a Catania, per ribadire l'urgenza di "sconfinare" dalle periferie geografiche e culturali, mettendo al centro la Persona nella sua totalità.

Riscoprire la persona e costruire la pace

Pietro Maugeri, Presidente di Banco Alimentare della Sicilia, ha aperto i lavori richiamando il tema della gratitudine e della povertà in aumento che riusciamo ad aiutare grazie a 750 organizzazioni territoriali convenzionate. "Dietro ogni pacco consegnato c'è un abbraccio - precisa Maugeri -, c'è un ti voglio bene. La Colletta non serve solo ad aiutare, ma a dare una speranza e a ricordare che dietro ognuno c'è un nome.

“In un tempo in cui le cronache sono dominate dalla guerra - conclude Maugeri -, il gesto della Colletta diventa propedeutico alla pace”.

Un Laboratorio di legami contro le periferie culturali

Massimo Palumbo, volontario Fondazione Francesco Ventorino, ha raccontato i suoi 53 anni di fedeltà alla Carità: “Gli incontri, le relazioni sono stati gli input della mia vita. Ho imparato che le vere periferie sono culturali, sociali, educative e, vi assicuro, si trovano ovunque, anche in piazza Europa”.

Una storia che commuove e testimonia come la carità generi reciprocità si legge nell'intervento di Khadija, che ha raccontato come la sua famiglia, originaria del Marocco, ha ricevuto aiuto e pacchi di Banco Alimentare. Così, da ex beneficiaria è diventata volontaria: “Tutte le persone che abbiamo incontrato in questi anni sono diventate per noi una bella amicizia. Per questo io e i miei figli abbiamo deciso di partecipare alla Colletta come volontari”.

La Colletta per ridare scopo e desiderio ai giovani

Alfonso Ruggiero, educatore e docente, ha descritto l'impatto della Colletta sui giovani, spesso 'stritolati sotto continue performance'. “La Colletta ha il potere di mettere in moto anche gli studenti più pigri - spiega Ruggiero - ed è bellissimo constatare in loro la sorpresa di chi incontrano e di come ciascuno risponde a questo semplice gesto. La Colletta diventa così l'affermazione che la persona è un bene inviolabile”. Ruggiero ha aggiunto che il volontariato è anche ‘un’esperienza di senso che si raggiunge donando un po’ di se stessi’, capace di contrastare la solitudine di senso e di scopo. La testimonianza di Stefano De Mauro, volontario, ha cristallizzato questo concetto chiudendo il cerchio della solidarietà. Alcuni anni fa aveva coinvolto un ragazzo senegalese a partecipare alla Colletta. Quel giorno, nei suoi occhi, vide una passione e un ardore indescrivibili: erano il frutto della possibilità, per la prima volta, di restituire l’amore e la solidarietà ricevuti dopo il suo arrivo in Italia su un barcone.

I numeri, l'esempio e l'innovazione 4.0

Duilio Favata, Responsabile Colletta Sicilia, ha concluso delineando la direzione della #Colletta25. Quest'anno saranno 1.100 i supermercati in Sicilia che aderiranno alla Colletta, con un +4% rispetto al 2024, e 12.000 volontari. “Va sottolineato che ciò che si raccoglie il giorno della Colletta copre solo il 5% del fabbisogno annuale, ma è il momento in cui le persone possono comprendere quello che Banco Alimentare fa negli altri 364 giorni dell'anno”.

Favata ha infine presentato la novità strategica di quest’anno: la Sicilia sarà regione pilota per l’introduzione del progetto Bring the Food, uno strumento digitale per registrare in tempo reale il raccolto della Colletta grazie a un QR Code. “Un modo concreto - ha concluso Favata - per “fare bene il bene”, in linea con il monito di Papa Francesco.

 

Una grande torta da 500 chilogrammi realizzata con 150 kg di pistacchio verde di Bronte dop, 120 kg di crema pasticcera, 1100 uova e ben 50 kg di zucchero, è stata offerta in piazza Castiglione ai tantissimi visitatori che ieri hanno affollato gli stand in occasione della giornata conclusiva della 34’ Sagra del pistacchio di Bronte.

Una torta realizzata da “I Maestri del pistacchio” e Fruit Service di Mario Marullo, ed allestita e distribuita grazie dall’Istituto “Enrico Medi” di Randazzo.

Al taglio della prima fetta della grande torta da parte del sindaco Pino Firrarello presente l’on. Giuseppe Castiglione, il presidente del Consiglio comunale, Aldo Catania, l’assessore Angelica Prestianni, che ha organizzato l’evento, il resto della Giunta municipale e numerosi consiglieri comunali. Con loro diverse autorità, fra cui l’on. Ersilia Severino.

Ed alla festa non hanno mancato le Forze dell’Ordine che per tutta la manifestazione hanno garantito sicurezza e rispetto delle norme.

Emozionante l’intervento del sindaco Pino Firrarello: “La Sagra è importante per tutti coloro che operano con il pistacchio. Ricordo quando negli anni 80 veniva venduto ad appena 800 lire al chilo e le coltivazioni rischiavano di essere abbandonate. Ci siamo intestati la valorizzazione e ci siamo riusciti. Ringrazio produttori, commercianti e tutti coloro che con il pistacchio lavorano. Questa – ha concluso emozionato - è la mia ultima Sagra del pistacchio da sindaco”.

Infine Firrarello ha voluto ricordare l’indimenticato on. Salvatore Leanza, “alleato di tante battaglie per lo sviluppo di Bronte”.        

“Questa Sagra è stata un grande successo. – ha aggiunto l’assessore Prestianni – L’idea di aiutare le mamme ad assistere i propri piccoli ed i diversamente abili a trovare posteggio ha impreziosito la Sagra del valore dell’inclusione. In giro abbiamo visto turisti provenienti da tutto il mondo. Questa Sagra è diventata per Bronte il volano per il turismo internazionale”.

“Ringrazio l’Amministrazione comunale per l’invito – ha affermato l’on. Severino – Questa Sagra dimostra l’unione di questa comunità con il suo pistacchio”.  

“Bilancio più che positivo. – ha aggiunto l’on. Giuseppe Castiglione – Due settimane intense e partecipate. Per noi il tema è sempre l’ulteriore valorizzazione del pistacchio. In un mondo dove aumenta la richiesta di pistacchio, continueremo a difendere la particolarità del nostro pistacchio unico al mondo”.

Poi la festa è continuata fino a tardi, perché di pistacchio non ci si sazia mai. 

A Catania si va per botteghe storiche e anfiteatri romani, ci si arrampica sui giardini sulla lava, si contano santi e madonne nelle edicole votive, si ammirano gli antichi landau, si entra da un coltellinaio artigiano che pare l’antro del dio Vulcano… Questo e tanto altro per il secondo dei cinque weekend delle Vie dei Tesori a Catania, domani (sabato 18 ottobre) e domenica. Che propongono un programma denso, moltissimi luoghi che aprono le porte, ma anche laboratori, giardini e parchi, aree archeologiche e chiese; senza contare le esperienze fuori porta, anche nella vicina Acireale.

Tante le curiosità: si andrà a cercare le edicole votive che punteggiano il centro storico, veri simboli di devozione popolare che appaiono improvvisi sui muri di lava nera, illuminati da fioche lampadine: il percorso (domani e domenica sia alle 10 che alle 11.45) parte da via Cardinale Dusmet. 

Quest’anno Catania punta molto sulle sue aree archeologiche, e ci ha azzeccato visto che sembrano le preferite dai visitatori e sono anche sconosciute a gran parte dei cittadini: si potranno scoprire il Foro Romano e l’ipogeo, che si uniranno all'Anfiteatro romano, alle antiche terme trasformate in chiese, all’area archeologica di Santa Venera al Pozzo nella vicina Acireale, grazie alla collaborazione con il Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell'Aci. Non si deve dimenticare il Fondo Verga conservato all’Archivio Storico: epistole e documenti della famiglia del drammaturgo, per leggere in controluce la vita a Catania a metà Ottocento; la biblioteca Ursino Recupero con il suo patrimonio immenso di 290 mila volumi delle congregazioni e monasteri soppressi; o la Società storica catanese che ospiterà stasera alle 19 (poi l’ultimo weekend), “Ettore Majorana. Mistero di un genio catanese” spettacolo sulla storia del grande fisico e le ipotesi legate alla sua scomparsa.  

 Andar per botteghe: oltre all’elegante e impalpabile mondo di carta di Cartura, la sorpresa sarà quella di Emanuele Gerace che forgia lame e coltelli, modelli unici richiesti in tutto il mondo. Sarà lui stesso a raccontare un’arte antica che non esiste quasi più.  E tanti oggetti di una volta, quelli utili che si passavano da padre in figlio, che vivevano accanto al focolare, sono stati invece raccolti da Arturo Panascìa e dalla moglie Loredana Acanfora che hanno fatto nascere un piccolo museo vicino al Teatro Bellini.

Il festival parla anche al presente: per farlo bisogna raggiungere ISOLA, il volto contemporaneo e poco conosciuto di Palazzo Biscari, dove si pensa e si guarda al futuro. E se il tempo lo consentirà, bisognerà correre fuori porta per una boccata d’aria pura: se si dovrà attendere il prossimo weekend per Le stanze in fiore - Il giardino della rinascita è un percorso sensoriale dove arte e natura si fondono, è stato ideato da Rossella Pezzino de Geronimo tra rare piante tropicali e sculture contemporanee – intanto si può scoprire il “bosco termofilo” del Parco Paternò del Toscano; o odorare ad una ad una le erbe aromatiche dell’azienda Due Palmenti, a Pedara; o raggiungere Mascalucia per una passeggiata nel giardino esotico di Villa Trinità, osservando le sculture di Salvatore Bonajuto.

C’è anche un programma per i più piccini: potranno salire in sella al pony Artù che è affettuoso e buffo e vive all’Istituto di incremento ippico, a pochi passi dal MUSCA che invece conserva carrozze e landau d’epoca. I più “coraggiosi” potranno anche accarezzare un dromedario da Gjmala a Trecastagni; domenica invece li attende la lezione di ceramica dagli archeologi di Stoà Sicula ad Acireale. Dove aprono  le stanze private di Palazzo Fiorini, le aule studio e le collezioni del Seminario Vescovile, e la grandiosa Matrice di tutte le Aci (con la degustazione di una dolce “cuppulidda” di San Filippo).  

E tanto altro, senza dimenticare che i fisioterapisti saranno a disposizione per consulti gratuiti in piazza Stesicoro.

 Il festival torna quindi a Catania in collaborazione con il Comune e la Città metropolitana di Catania – che apre l’imponente Palazzo Minoriti - sempre con il supporto del main sponsor Unicredit e dell’USR che collabora alla formazione dei ragazzi. E’ stato avviato un dialogo forte con l'Agenzia del Demanio (che dal prossimo weekend aprirà l’atteso hangar dei dirigibili di Augusta), con Poste e Federalberghi che affiancheranno istituzioni, enti, associazioni coinvolti dal progetto, patrocinato dalla Camera dei deputati, dal ministero della Cultura, sostenuto dall’assessorato al Turismo della Regione siciliana attraverso i fondi Funt del ministero del Turismo.  

 Il programma, le schede dei luoghi e le esperienze, ma anche curiosità e info pratiche: tutto sul sito www.leviedeitesori.com e sulla App Le Vie dei Tesori.

Partecipano al festival a Catania gli studenti e le studentesse del Liceo Statale Turrisi Colonna, del Liceo Regina Elena, dell’ I.I.S. "Concetto Marchesi", Brunelleschi e Marconi Mangano; del Liceo Artistico Statale Emilio Greco e del  Liceo Statale Galileo Galilei e dello  IOS Musco.

 

La celebrazione, presieduta dal vescovo mons. Antonino Raspanti, ha visto la partecipazione di fedeli, religiosi, giovani e delegati delle comunità parrocchiali, riuniti per rinnovare l’impegno missionario e riflettere sul tema proposto da Missio Italia: “Missionari di speranza tra le genti”.
Nel corso della sua riflessione, mons. Raspanti ha invitato i presenti a riscoprire la dimensione missionaria del battesimo, sottolineando come oggi l’annuncio non significhi soltanto partire verso terre lontane, ma testimoniare il Vangelo nei luoghi della vita quotidiana: “La missione non è più soltanto andare nei territori di missione – ha affermato – ma capire che essere battezzati ed essere missionari sono due realtà inseparabili. Oggi siamo chiamati ad annunciare Cristo qui, dove viviamo, con gesti di amore, di servizio e di perdono”. Il vescovo ha poi ricordato che l’evangelizzazione nasce da un cuore unito a Cristo: “Non si può fare missione senza croce perché la croce porta frutto, è essa stessa annuncio. Solo chi vive in comunione profonda con Gesù può diventare seme buono, capace di portare speranza nel mondo”.
Durante la veglia sono stati proposti momenti di preghiera e testimonianza, in particolare del medico Giusy Russo, volontaria in Africa.

A conclusione dell’incontro, don Orazio Sciacca, direttore di Missio Acireale, ha espresso la gratitudine della Chiesa diocesana per la partecipazione e ha rinnovato l’invito a mantenere vivo lo spirito missionario nelle comunità:
“Con questa veglia – ha dichiarato infine – vogliamo riscoprire la gioia dell’annuncio e l’entusiasmo della fede. La missione comincia da noi, dal nostro modo di vivere il Vangelo ogni giorno. Solo così potremo essere davvero ‘missionari di speranza tra le genti’, portando la luce di Cristo nei luoghi dove la vita quotidiana ci chiama”.
Con la veglia si è aperto ufficialmente l’Ottobre Missionario diocesano, che proseguirà con il concerto del coro “Missio Madagascar’s Angels”, diretto dal maestro Michele Patanè, in programma domenica 19 ottobre alle ore 20 nella chiesa Divina Misericordia a San Nicolò di Aci Catena.

Prima domenica di grandissima affluenza. Il pistacchio di Bronte ha nuovamente vinto la sua prima sfida. Complice la bella giornata ed il sicuro richiamo di una festa che piace ed attira numerosi visitatori da ogni parte del mondo e dell’Italia, sono stati tantissimi che hanno deciso di fare una passeggiata fuori porta a Bronte, per assaggiare il pistacchio più buono al mondo.

E la città li ha ripagati con il gusto ineguagliabile del suo “Oro verde”.

In giro per il centro di Bronte, fra gli stand, abbiamo incontrato visitatori venuti da ogni parte d’Italia, ma anche molti stranieri, tutti alla ricerca del vero pistacchio di Bronte.

Fra questi anche il veneto Rino Furlan coordinatore degli Ispettori delle Sagre di qualità.

“La Sagra è una garanzia di successo – ha esclamato il sindaco Pino Firrarello – La gente arriva da tutte le parte per il nostro pistacchio. Noi abbiamo fatto il possibile per accoglierli nel migliore modo possibile”.

Ma non solo pistacchio, anche momenti sociali e culturali.  

Fra le tante iniziative domenicali, infatti, la “Passeggiata in rosa per la vita”, organizzata dalla Fidapa di Bronte, che ha aderito all’iniziativa promossa dalla Fidapa nazionale. Per il secondo anno consecutivo, infatti, le socie della Fidapa di Bronte, con in testa la presidente Lucia Firrarello e la past president Vincenza Carroccio, hanno sfilato in abiti rosa, insieme agli assessori Angelica Prestianni e Maria De Luca, per promuovere la prevenzione dei tumori femminili.

E in questa edizione della Sagra l’argomento della prevenzione è particolarmente sentito. In piazza Spedalieri, infatti, campeggia lo stand dell’Asp 3 di Catania, con le dottoresse Pina Triscari e Stefania Vizzini che pubblicizzano lo screening per il tumore al collo dell’utero.

Poi tanto spettacolo con il teatro dei Pupi siciliani dei Fratelli Napoli ed anche dibattito e riflessioni con il convegno “Pistacchio: Tradizioni ed innovazioni. Quali opportunità per lo sviluppo del territorio” a cura del Circolo Operaio. La prima affollata domenica di sagra del pistacchio si è conclusa con la musica del Trio Momo Show e dei belli. La Festa però è solo momentaneamente interrotta. Si ricomincia venerdì 17 per un fine settimana ancora più dolce e festoso.

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